Tre marocchini arrestati a Termini per rapina a mano armata

 

Mercoledì sera i Carabinieri del Nucleo Scalo Termini hanno arrestato tre cittadini marocchini di 33, 39 e 40 anni, tutti con precedenti e senza fissa dimora, con l’accusa di tentata rapina e porto abusivo di arma bianca. Il gruppetto, dopo aver notato un viaggiatore in partenza per motivi di lavoro, lo ha accerchiato e preso a spintoni, con lo scopo di rapinargli il portafoglio. La vittima un 46enne romano, ha cercato di desistere al tentativo di rapina, fino a quando il 40enne gli ha puntato contro la lama di un coltello mentre gli altri due complici tentavano di impossessarsi della valigia. Sfortunatamente per loro, la scena e’ stata notata da una pattuglia di Carabinieri in transito che, dopo essere intervenuta e’ riuscita a bloccare prima il 40enne e poi successivamente, con l’ausilio della vittima, ha rintracciato gli altri due complice all’interno di un supermercato. La perquisizione sul 40enne ha permesso ai Carabinieri rinvenire e sequestrare l’arma bianca utilizzata poco prima. I tre arrestati sono stati portati in caserma in attesa del rito direttissimo.





Mobilità, dal 13 marzo scatta l’orario estivo dei treni

 

L’assessorato e la Direzione regionale trasporti, di concerto con Trenitalia, hanno provveduto a definire un piano di rimodulazione dei treni regionali, che sarà in vigore da venerdì 13 marzo. Su tutto il territorio del Lazio, Trenitalia attiverà l’orario estivo, tutelando le tratte e le fasce orarie più utilizzate da chi si deve spostare per necessità lavorative.

Il servizio Leonardo Express sarà rimodulato garantendo una corsa l’ora mentre, considerato l’annullamento delle crociere, è sospesa l’attivazione del Civitavecchia Express.

Le misure adottate sono dovute a diverse ragioni tra cui la drastica riduzione del numero dei passeggeri riscontrata dall’entrata in vigore dell’ultimo decreto del governo (tra il 60 e il 70%). Pertanto è stata rilevata la necessità di ricalibrare il servizio in conseguenza al notevole abbassamento della domanda.

"È attiva nella nostra Regione la Cabina di Regia tra assessorato e ufficio mobilità con il coinvolgimento di tutti gli attori afferenti al settore, in costante contatto con aziende e sindacati. L’obbiettivo è quello di garantire il servizio di trasporto pubblico per chi è impossibilitato a rinunciare agli spostamenti, in condizioni di massima tutela per lavoratori e utenti e nel rispetto dei principi di efficienza e sostenibilità dei servizi pubblici. In questo periodo così particolare il nostro lavoro va avanti e si concentra soprattutto sulla sicurezza degli utenti e dei lavoratori del settore trasporti, di concerto con aziende, sindacati e associazioni di categoria senza tralasciare il rapporto con le istituzioni locali che ringrazio per la grande collaborazione"- così l’assessore alla mobilità e ai trasporti, Mauro Alessandri





Smart working, dalla Regione Lazio due milioni di euro di sostegni alle imprese

 

“Due milioni di euro per favorire lo smart working. È questa la nuova misura che stiamo mettendo in campo per aiutare le imprese del Lazio a proseguire la loro attività e permettere ai lavoratori di lavorare da casa in questo momento di emergenza epidemiologica” – così il presidente, Nicola Zingaretti nell’ambito delle misure per il sostegno al mondo delle imprese.

Lo strumento, un avviso pubblico, viene incontro alle specifiche richieste ricevute pochi giorni fa durante un incontro della Giunta regionale con le parti datoriali e sociali e verrà pubblicato giovedì prossimo con modalità a sportello.

“Il bando – chiariscono gli assessori al Lavoro e nuovi diritti, Claudio Di Berardino, e allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione Paolo Orneli - sarà rivolto a tutti i datori di lavoro iscritti alla Camera di Commercio o in possesso di partita IVA e con almeno 3 dipendenti”.

Il finanziamento potrà essere utilizzato sia per servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working, sia per l’acquisto di strumenti tecnologici per l’attuazione del piano di smart working aziendale. L’investimento, passata questa fase, rimarrà comunque un valido progetto, capace di incrementare la produttività delle imprese e migliorare il benessere dei lavoratori anche attraverso una maggiore conciliazione dei tempi di vita e lavoro.





Parco della Caffarella, acquisite nuove aree

 

Si conclude definitivamente dopo 24 anni il processo di acquisizione al patrimonio pubblico comunale del Parco della Caffarella: definito dal Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative l’acquisto delle ultime aree ancora di proprietà privata, inserite nell’accordo di programma per la realizzazione del parco (accordo stipulato nell’aprile del 1996 tra Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, Regione Lazio, azienda consortile per il Parco dell’Appia Antica e Comune di Roma). 

 

Si tratta di due aree e di un fabbricato rurale di circa 100 metri quadri nel comprensorio del casale di Vigna Cardinali, rimasti fuori dai provvedimenti di esproprio del 1997 e del 2005 a causa di un contenzioso con un ex affittuario. Beni che rischiavano di non essere più fruibili, essendo venuto meno il vincolo della pubblica utilità. Aree e fabbricato sono stati ora acquisiti a titolo definitivo grazie alla variazione di bilancio, con apposito stanziamento di fondi, votata a fine ottobre scorso dall’Assemblea Capitolina.

 

“Per il Parco della Caffarella è una giornata storica”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “Portiamo a termine un processo iniziato ben 24 anni fa. Lo facciamo acquisendo al patrimonio della città le ultime aree non pubbliche del Parco. Aree che apriamo per la prima volta a tutti e che permettono finalmente la piena fruibilità dell’adiacente casale di Vigna Cardinali”.

 

“Questa acquisizione è un tassello fondamentale nel percorso verso la completa restituzione ai cittadini di un parco unico per il suo straordinario valore storico, archeologico e naturale”, sottolinea l’assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative, Valentina Vivarelli. “Un risultato possibile grazie all’impegno degli uffici del Dipartimento Patrimonio e al costante lavoro che l’amministrazione ha portato avanti in questi ultimi anni, in sinergia con i Municipi interessati e l’ente regionale Parco dell’Appia Antica, per ampliare e rendere disponibile ai cittadini il Parco della Caffarella”.

 





Covid 19 fa chiudere tutti i parchi di Frascati

 

Covid 19 ha un grande impatto anche su Frascati. Nella cittadina dei Castelli Romani, il Sindaco ha infatti deciso di chiudere i Parchi della città. Ecco la lettera in cui giustifica questa decisione:  “Frascati è una città meravigliosa e stupendi sono i nostri parchi che DOVREMMO, peraltro, imparare tutti a proteggere di più.
Con questa giornata di primavera poi è davvero difficile resistere ad una bella corsetta e ad un po’ di ginnastica.
MA FORSE NON ABBIAMO BEN CAPITO IL MOMENTO.
Questa foto è stata scattata qualche minuto fa ed in villa Torlonia c’erano decine e decine di persone, singole ed in gruppo.
PURTROPPO NON SI PUÒ FARE. Recita il Docm: “evitare ogni spostamento delle persone fisiche….nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze LAVORATIVE O SITUAZIONI DI NECESSITÀ OVVERO SPOSTAMENTI PER MOTIVI DI SALUTE”.
La capacità di autoregolamentazione, soprattutto nei momenti di difficoltà, evita l’assunzione di provvedimenti drastici, che possono arrivare al divieto di uscire di casa.
Ma visto che in questo momento il BENE PIÙ IMPORTANTE DA TUTELARE È LA SALUTE COLLETTIVA E DI OGNUNO DI NOI, da domani sarà vietato l’accesso ai parchi pubblici salvo che per l’attraversamento dei residenti.
NESSUNO ME NE VOGLIA MA, SEPPUR DOLOROSA, LA RITENGO UNA DECISIONE DOVEROSA.
Presto ritorneremo a goderci i nostri parchi, spero pure con delle belle giornate ecologiche che collettivamente ci facciano meglio intendere quanto insieme possiamo fare per salvaguardare questo nostro splendido patrimonio.”

Il Sindaco di Frascati, Roberto Mastrosanti




Coronavirus, Adr chiude Terminal 1 Fiumicino e scalo Ciampino

Adr, la società di gestione degli aeroposti romani, annuncia la chiusura temporanea del Terminal 1 dell’aeroporto di Fiumicino e dello scalo di Ciampino a causa delle cancellazioni di voli annunciate dalle compagnie aeree per la diffusione del Coronavirus.





Coronavirus, Lazio: Cotral, pronti a disposizioni del governo

 

“Alla luce delle nuove disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’emergenza Coronavirus Cotral comunica di aver già approntato la maggior parte delle prescrizioni sia in relazione alla riduzione del servizio, sia alla disinfezione quotidiana dei mezzi, sia allo smart working per il personale amministrativo, sia ad una serie di disposizioni organizzative per la tutela del personale di esercizio”. Parole di Amalia Colaceci, presidente di Cotral spiegando che “il direttore generale Giuseppe Ferraro di concerto con la Regione Lazio sta predisponendo in queste ore la sanificazione di tutti i locali aziendali, compresi i depositi, entro il prossimo fine settimana. Sta inoltre predisponendo la revisione ulteriore dell’orario di esercizio al fine di corrispondere alle indicazioni del Governo nazionale di garantire i servizi minimi essenziali per tutti coloro che continueranno a recarsi al lavoro.” L’azienda – prosegue Colaceci – risponderà celermente, come ha già fatto nei giorni precedenti, a tutte le indicazioni del Governo nazionale e regionale continuando a prestare un servizio di utilità pubblica di cui siamo molto orgogliosi. Insieme agli operatori sanitari, alle forze dell’ordine e a molti altri ci sono gli autoferrotranvieri che operano in front line. Desidero ringraziarli personalmente chiedendogli di essere responsabili e orgogliosi del contributo che stiamo dando in questo difficile momento”.





Coronavirus, Fials Roma: salute sanitari va tutelata

 

“E’ oramai improrogabile che le autorità regionali e comunali preposte alla tutela della salute pubblica provvedano a fornire a tutti gli operatori sanitari la totalità delle misure di prevenzione necessarie a fronteggiare lo stato di emergenza da CoVid 19”. E’ quanto sottoscrive la Segreteria provinciale Fials di Roma che specifica anche che “da diversi giorni infatti siamo stati informati attraverso i nostri rappresentanti della carenza dei presidi e strumenti necessari a garantire l’incolumità di tutto il personale, attualmente costretto a lavorare esposto a rischi, per la scarsa presenza e, in certi presidi, completa assenza di dispositivi. Rischiamo in questo modo che con i tanti operatori contagiati si possa paventare addirittura la chiusura degli ospedali”. 

“A oggi mancano i dispositivi di protezione prescritti dalle procedure applicabili – si legge – compresi gli elementi più basilari ossia i camici, cuffie e guanti monouso misure S/M/L/XL, maschere FFP2, maschere FFP3 nonché i prodotti detergenti e igienizzanti. Ed è proprio a causa della scarsa dotazione di dispositivi di protezione, tanti lavoratori sono stati contagiati e risultano essere in quarantena: potremmo rischiare la chiusura di interi reparti – ribadisce la nota”. 





Civitavecchia, bloccata comitiva di giovani spagnoli, alcuni avevano la febbre e volevano prendere un traghetto

 

"Accompagnato dal vicesindaco Massimiliano Grasso, sono intervenuto nel porto di Civitavecchia su segnalazione di molti operatori portuali per affrontare un’emergenza che non rientra nella nostra giurisdizione né nella nostra competenza". Così in una nota il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco. "Circa 80 ragazzi spagnoli che cercavano di salire sul traghetto per far rientro a Barcellona - aggiunge - sono stati bloccati al Terminal Autostrade del Mare dopo che quattro di loro sono risultati con temperatura alterata dai controlli effettuati all’imbarco dalla compagnia di navigazione. Dopo i controlli sanitari individuali effettuati dai medici della Sanità Marittima dell’Usmaf e della AslRm4, abbiamo provveduto a farli accompagnare in una struttura romana, dove sono tuttora sotto la vigilanza sanitaria della Asl competente. Mi auguro - afferma ancora il sindaco - che il Governo intervenga al più presto con un nuovo Decreto che intervenga in modo stringente su porti, chiudendoli".





Coronavirus, Corte dei Conti: chiuse sedi Roma fino al 20 marzo

Coronavirus, Corte conti: chiuse sedi Roma fino al 20/3

Tutte le sedi centrali della Corte dei conti resteranno chiuse fino al 20 marzo 2020. E’ quanto disposto, con effetto immediato, dal Segretario generale su conforme avviso del Presidente dell’Istituto al fine di salvaguardare la salute di tutti i lavoratori in relazione all’emergenza sanitaria in atto. 

Le attività funzionali sono ridotte ai soli servizi minimi essenziali idonei a garantire la continuità amministrativa e l’interlocuzione istituzionale esterna, valorizzando al massimo livello l’impiego dei sistemi tecnologici di comunicazione a distanza. Per ciascuna sede territoriale, in caso di analoghe condizioni epidemiologiche, provvederanno – in base alla vigente normativa – i rispettivi vertici istituzionali.

 





Raggi: grazie a autisti e operatori Atac in prima linea contro Covid-19

 

“Siamo di fronte a una delle sfide più impegnative per Roma e per l’Italia. Oggi desidero ringraziare tutti gli autisti, i tranvieri e i macchinisti di Atac che sono in prima linea per garantire ai cittadini un servizio essenziale come quello di trasporto pubblico. Lavoratori che con grande responsabilità e senso del dovere continuano a guidare bus, tram, filobus, metro e treni per assicurare gli spostamenti a chi è costretto a muoversi per necessità”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. “Ricordo anche che Atac sta procedendo quotidianamente con la sanificazione straordinaria di tutti i mezzi e delle stazioni, e con la distribuzione di gel disinfettanti per gli operatori che sono a contatto con il pubblico – aggiunge – Ringrazio ancora un volta chi è in prima linea per il bene di tutti”.





Ladispoli, blitz della Dia di Roma: confiscati a titolo definitivo beni per 30 milioni di euro a tre usurai

Il Centro Operativo Dia di Roma ha confiscato definitivamente, su disposizione della Cassazione, beni per oltre 30 milioni di euro a Patrizio Massaria (pregiudicato, vicino al clan “Giuliano” di Napoli), Carlo Risso e Angelo Lombardi, tutti di Ladispoli (Roma), arrestati nel 2015 per usura ed esercizio del gioco d’azzardo aggravato. Le indagini, condotte dalla Direzione investigativa antimafia tra il 2014 e il 2015, avevano accertato la loro responsabilità nell’ideazione e nella gestione di un articolato sistema di usura ai danni di cittadini ed imprenditori locali in crisi economica, molti dei quali col vizio del gioco d’azzardo. Il sodalizio operava attraverso metodiche ben rodate, finalizzate alla concessione di prestiti a tasso usuraio, con interessi annuali che in alcuni casi raggiungevano il 120%, per un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro. Dopo il sequestro operato nel 2016, il decreto emesso dal Tribunale di Roma su proposta del direttore della Dia, sulla base di una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni effettivamente posseduti dai tre, ha consentito di acquisire definitivamente allo Stato il loro ingente patrimonio.





Sequestrate dalla Guardia di Finanza a Bari mascherine illegali

 

La Guardia di Finanza di Brescia nelle ultime settimane ha intensificato, d’iniziativa, le attività di controllo economico del territorio con particolare riferimento alla verifica della “disciplina dei prezzi” dei dispositivi sanitari individuali maggiormente richiesti con l’inizio dell’allarme sanitario (mascherine, guanti, gel igienizzante per mani ecc.) per il contenimento del “coronavirus”.

I controlli delle pattuglie delle Fiamme Gialle hanno visto interessati, in particolare, Farmacie, Parafarmacie e negozi con vendita di materiale sanitario non solo fisicamente presenti sul territorio della provincia ma anche on line.

In tale periodo ulteriori attività di prevenzione e riscontro sono state avviate anche grazie al contributo di numerosi cittadini che si sono rivolti alla Guardia di Finanza di Brescia segnalando esercizi commerciali che applicavano un aumento spropositato dei prezzi di taluni prodotti (anche di prima necessità) rispetto ai giorni precedenti: tali segnalazioni sono state preliminarmente oggetto di attività di intelligence da parte dei Finanzieri nonché di un’attenta analisi di rischio attraverso le numerose banche dati disponibili in uso al Corpo.

Nell’ambito di tali interventi, presso un emporio di articoli vari sito in Lonato del Garda, è stato effettuato un sequestro di oltre 400 mascherine di protezione individuale, ritenute non sicure in quanto non conformi alla normativa nazionale e comunitaria, nonché prive della marcatura di qualità CE: tali prodotti, oltre ad essere di per sé già potenzialmente nocivi per la salute della persona, non avevano nemmeno le istruzioni in italiano in quanto acquistati, “in nero”, direttamente dal Brasile, in assenza di qualsivoglia documentazione che ne attestasse la legittima provenienza nonché la conformità alle disposizioni vigenti in materia sanitaria.

I Finanzieri della Tenenza di Desenzano del Garda hanno, inoltre, appurato che la merce era custodita in un camerino di prova non accessibile alla clientela e che veniva esibita solo su specifica richiesta dei vari avventori.

L’esercente, infatti, consapevole della non regolarità dei prodotti, in caso di vendita, non avrebbe proceduto alla regolare emissione dello scontrino fiscale.

Al titolare dell’attività economica sono state irrogate sanzioni amministrative per le quali è previsto, complessivamente, il pagamento di una somma di denaro che oscilla da un minimo di € 4.500,00 ad un massimo di € 48.000,00. Per quanto riguarda la merce sottoposta a sequestro, vista l’assenza dei requisiti minimi di sicurezza, è stata già richiesta l’autorizzazione alla confisca volta alla distruzione.




Confiscato l’intero patrimonio ad un imprenditore colluso con la criminalità organizzata

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, unitamente al Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata e al Nucleo Speciale Polizia Valutaria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, presieduta dalla Dott.ssa Ornella Pastore, con il quale è stata disposta, nei confronti dell’imprenditore edile vibonese R.A. cl. ‘37, ritenuto contiguo alle cosche di ‘ndrangheta del “Mancuso” di Limbadi (VV) e dei “Piromalli” di Gioia Tauro (RC), l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca del patrimonio a questi riconducibile – stimato, a suo tempo, in oltre 34 milioni di euro. Il citato R.A., altresì, riconosciuta a suo carico la pericolosità sociale - qualificata dalla contiguità alla ‘ndrangheta e dal ruolo di imprenditore a questa “colluso” - è stato sottoposto alla misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno.

Nel dettaglio, il provvedimento eseguito si fonda sulle risultanze delle attività investigative poste in essere dalla Guardia di Finanza, da cui è emerso che l’imprenditore era, da tempo, in affari con la ‘ndrangheta, avendo avviato ed accresciuto le proprie attività grazie alla contiguità funzionale ed agli appoggi delle cosche “Piromalli” e “Mancuso” egemoni nei rispettivi territori e confederate tra loro attraverso accordi e cointeressenze economiche, così come si ricava dalle evidenze giudiziarie del processo cd. “Tirreno” e, da ultimo, del processo cd. “Mediterraneo”. Tale rapporto sinallagmatico con le cosche di riferimento, risalente ai primi anni Ottanta, ha sostenuto l’ascesa dell’imprenditore e nel contempo, ha favorito gli interessi dei sodalizi mafiosi, rafforzandone le capacità operative e di controllo del territorio.

La figura di R.A. è inizialmente emersa nell’ambito dell’operazione di polizia “Bucefalo”, condotta dai predetti Reparti e conclusasi con l’esecuzione, nel corso del 2015, di provvedimenti cautelari, personali e patrimoniali, nei confronti di n. 11 soggetti per il reato, tra gli altri, di associazione di tipo mafioso. In quel contesto, era emerso come l’assegnazione dei lavori per la realizzazione del “Parco Commerciale ANNUNZIATA” di Gioia Tauro (RC) fosse prerogativa esclusiva della cosca “Piromalli”, tanto da rappresentare uno dei motivi scatenanti la storica rottura dei rapporti tra la citata famiglia e la cosca “Molè”, storicamente legate da vincoli economici e di sangue. Nel corso di tale imponente realizzazione, all’impresa R. COSTRUZIONI S.p.a., riconducibile al citato R.A., erano stati assegnati consistenti lavori edili per la costruzione di diverse strutture e fabbricati.

Altresì, le investigazioni svolte, corroborate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno inoltre consentito di appurare come “…don A.R. …” non solo conoscesse da tempo i vertici della cosca “Mancuso”, ma li frequentasse e si rapportasse con loro, attraverso un rapporto duraturo e sinallagmatico tale da produrre reciproca collaborazione e reciproci vantaggi, aventi ad oggetto il comune interesse alla realizzazione di opere edili - sia pubbliche che private - nel territorio calabrese. In relazione alle attività di cui sopra, nel 2017, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale DDA, disponeva la misura cautelare del sequestro sull’ingente patrimonio illecitamente accumulato dall’imprenditore.

Al riguardo, le investigazioni a carattere economico/patrimoniale delegate dalla citata DDA ai predetti Reparti hanno consentito di delineare il profilo di pericolosità sociale qualificata del proposto, e ricostruito il complesso dei beni di cui R.A. e il suo nucleo familiare sono risultati poter disporre, direttamente o indirettamente, nell’ultimo trentennio, accertando la sproporzione esistente tra il profilo reddituale e quello patrimoniale. In tale ambito la ricostruzione dei flussi finanziari è stata determinante, anche perché agevolata dal supporto informativo contenuto in alcune segnalazioni di operazioni sospette pervenute al Nucleo valutario per fini di prevenzione antiriciclaggio. Lo sviluppo investigativo di tali preziose informazioni ha costituito un utile punto di riferimento su cui poter orientare le indagini ed aggredire i patrimoni di provenienza illecita.

Da tali approfondimenti, R.A. è risultato aver rivestito, nel tempo, il ruolo di “imprenditore colluso” con la ’ndrangheta reggina e vibonese, tanto che il patrimonio accumulato è risultato essere il frutto o il reimpiego dei proventi di attività illecite. Alla luce di tali risultanze, su richiesta della stessa Direzione Distrettuale Antimafia, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto, con l’odierno provvedimento, la confisca di prevenzione del patrimonio riconducibile all’imprenditore vibonese, costituito dall’intero patrimonio aziendale di diverse imprese, quote societarie, immobili e rapporti finanziari, all’epoca stimato in oltre 34 milioni di euro.

L’attività di servizio in rassegna costituisce efficace testimonianza della proficua azione della Guardia di Finanza finalizzata al contrasto dell’infiltrazione della criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetistico nell’economia legale, nonché all’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati.





Palermo, confiscati dalla Guardia di Finanza beni per 17 milioni di euro

Il Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione, sulla base degli accertamenti patrimoniali disposti dalla locale Procura della Repubblica, ha emesso un provvedimento di confisca di disponibilità finanziarie e patrimoniali nei confronti di A.F. (classe ‘54), detto “il monaco”, eseguito dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo.

A.F. è un usuraio pluripregiudicato. È stato condannato una prima volta nel 1997 per due ipotesi di usura consumate a Palermo nel 1991 e nel 1992, e una seconda volta nel 2018, a seguito di pronunciamento della Corte di Appello (sentenza irrevocabile a far data dall’ottobre 2019), alla pena di anni 7 di reclusione, per i reati di usura ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria, oltre che trasferimento fraudolento di valori.

Tale ultima condanna deriva dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo e condotte dagli specialisti delle Fiamme Gialle palermitane, all’esito delle quali A. venne tratto in arresto nel marzo del 2013 con conseguente sequestro di beni e disponibilità finanziarie.

Nel corso delle investigazioni era stato ricostruito il giro d’affari di A., che aveva erogato prestiti ad almeno 30 vittime, le quali avevano poi riferito agli investigatori della Guardia di Finanza che la consegna del denaro avveniva parte in contanti e parte in assegni, con scadenze prefissate e tassi di interesse imposti che variavano dal 25% ad oltre il 250% annuo. Successivamente alle indagini penali, il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo PEF venne delegato dall’Autorità giudiziaria palermitana all’esecuzione di indagini economico-patrimoniali in materia di misure di prevenzione all’esito delle quali, in accoglimento della proposta avanzata dalla locale Procura della Repubblica, il Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione disponeva nel giugno 2013 il sequestro di beni mobili, immobili, gioielli e disponibilità finanziarie riconducibili direttamente o indirettamente al proposto.

A conclusione del procedimento di prevenzione, il Tribunale di Palermo ha ora emesso il provvedimento con cui si dispone la confisca nei confronti di A.F. dei seguenti beni, a suo tempo sottoposti a sequestro patrimoniale:

il tutto per un valore complessivo di circa 17 milioni di euro. Continua l’azione che la Guardia di Finanza palermitana svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate e di liberare l’economia legale da indebite infiltrazioni della criminalità consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza.




Cresce l’occupazione il tasso è al 59%. Ora l’incubo Covid 19 può devastare il sistema

 

Nel 2019 l’occupazione, con meno intensità, cresce per il sesto anno consecutivo (+145 mila, +0,6% rispetto a +0,8% nel 2018 e a +1,2% nel 2017) e il tasso di occupazione sale al 59,0% (+0,5punti) superando il valore massimo del 2008. Lo ha reso noto l’Istat, che ha diffuso i dati sul lavoro dell’ultimo trimestre dell’anno. Ora l’incubo Covid 19, può però devastare il sistema.

L’aumento continua a interessare il lavoro alle dipendenze (+152 mila, +0,8%): se nel 2018 cresceva solamente quello a termine, nel 2019 l’incremento è più forte per il tempo indeterminato (+132 mila, +0,9%; +20 mila, +0,7% il tempo determinato); per il nono anno consecutivo prosegue il calo degli indipendenti (-7 mila, -0,1%), anche se a ritmo rallentato rispetto agli anni precedenti.

Nel complesso, quindi, il 2019 è caratterizzato da un nuovo aumento dell’occupazione e da un calo della disoccupazione che si associa alla diminuzione del numero di inattivi. Tuttavia, il quadro occupazionale “ha mostrato un progressivo indebolimento nella seconda metà dell’anno”. Lo ha reso noto l’Istat che ha diffuso i dati sul lavoro dell’ultimo trimestre dell’anno.

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel quarto trimestre del 2019 il numero di persone occupate rimane sostanzialmente invariato in termini congiunturali, a sintesi dell’aumento dei dipendenti e del calo degliindipendenti. Il tasso di occupazione è pari al 59,2%, con una variazione nulla rispetto al terzo trimestre.

Inoltre, nei dati mensili più recenti (gennaio 2020) e al netto della stagionalità, il tasso di occupazione e il numero di occupati mostrano un calo rispetto al mese precedente.

Nell’andamento tendenziale prosegue la crescita del numero di occupati (+0,9%, +207 mila in un anno) per effetto dell’aumento dei lavoratori dipendenti, sia permanenti sia a termine, a fronte del calo degli indipendenti; al contempo l’incidenza dei dipendenti a termine sul totale dei dipendenti sale al 17,2% (+0,1 punti in un anno). Dopo aver subito un rallentamento della crescita fino a registrare un calo nel terzo trimestre, gli occupati a tempo pieno aumentano lievemente, mentre gli occupati a tempo parziale continuano a crescere a ritmo sostenuto; per il 63,9% (-0,5 punti) di questi lavoratori si tratta di part time involontario. Inoltre, tra i giovani di 15-34 anni continua a crescere l’occupazione e il relativo tasso, sia in termini tendenziali sia congiunturali.





Flixbus mette i mezzi nelle rimesse

Stop di Flixbus ai viaggi in pullman in Italia fino al 3 aprile per l’emergenza coronavirus. Dopo le misure introdotte dal governo il 9 marzo, la compagnia di trasporti “per supportare gli sforzi messi in campo da tutte le istituzioni, che chiedono di evitare gli spostamenti se non per comprovati motivi di lavoro, gravi problemi di salute o ritorno presso la propria residenza-domicilio, sospenderà fino al 3 aprile il suo servizio su tutto il territorio italiano”. 

“Tutti i passeggeri – aggiunge Flixbus – avranno diritto al rimborso, tramite voucher, del prezzo totale del biglietto precedentemente acquistato”.

 





Congedo temporaneo o voucher babysitter da 600 euro

 

 

Con il prossimo decreto per l’emergenza coronavirus in arrivo domani ci sarà “un congedo speciale di 12-15 giorni parametrato alla retribuzione per figli fino a 10 anni e senza limiti di età per i figli disabili. In altrnativa un voucher babysitter che dovrebbe essere di 600 euro per tutti e più alto per il personale sanitario”. Lo ha spiegato la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, intervistata a Radio Anch’io su Radio 1.





Patente, c’è un rinvio per sostenere gli esami

Il ministero dei trasporti proroga al 30 giugno i termini per sostenere l’esame per la patente di guida. Il provvedimento, approvato per la sospensione degli esami alla Motorizzazione prevista dai decreti per affrontare l’emergenza coronavirus, “intende tutelare i candidati che dovevano sostenere le prove di teoria e di pratica”. 

Gli esami di teoria potranno svolgersi oltre il normale termine di sei mesi dalla presentazione della domanda, senza necessità di presentare un’ulteriore richiesta, entro il 30 giugno. Allo stesso modo le autorizzazioni a esercitarsi alla guida (foglio rosa) con scadenza compresa tra il primo febbraio e il 30 aprile sono prorogate fino al 30 giugno.

 




Stefanini e Giovannini (ASviS): "Rinviamo il Festival dello Sviluppo Sostenibile e rafforziamo la nostra attività per aiutare l’Italia a superare la crisi"

 

Care amiche e cari amici,

la situazione che il nostro Paese, e non solo, sta vivendo in questi giorni sta avendo un impatto senza precedenti su tutti gli aspetti della nostra quotidianità e sul nostro modo di vedere e pensare al futuro. Per questo, come ASviS intendiamo mettere a disposizione delle istituzioni e dell’intera comunità nazionale la straordinaria ricchezza delle centinaia di organizzazioni che aderiscono all’Alleanza, che stanno già autonomamente mettendo in campo azioni di diversa natura.

Da un lato, alla luce della situazione attuale, abbiamo deciso di non procedere all’organizzazione del Festival dello Sviluppo Sostenibile nei tempi previsti (maggio-giugno), ma di riprogrammare l’edizione 2020 del Festival, svolgendola dal 22 settembre all’8 ottobre (sul sito festivalsvilupposostenibile.it troverete tutte le informazioni rilevanti). Ovviamente, non si tratterà di un semplice differimento, ma di un riorientamento e potenziamento delle iniziative del Festival, anche alla luce degli eventi internazionali programmati in quel periodo.   

Dall’altro, stiamo lavorando per rafforzare la nostra attività e fornire al Paese il nostro contributo di idee, informazioni e attività formative “virtuali”. Il portale asvis.it, in sinergia con il portale ansa2030.it, continua la sua opera informativa, oltre ad ospitare significative testimonianze e approfondimenti sui temi legati all’Agenda 2030, anche alla luce della crisi in atto. Il nostro corso e-learning sullo sviluppo sostenibile, reso gratuito fino al 15 marzo per supportare la didattica a distanza, ha raccolto circa 2mila nuove adesioni in meno di una settimana.
 
Nello spirito di servizio che contraddistingue l’Alleanza, valorizzeremo al massimo attraverso il portale asvis.it le iniziative avviate dai nostri aderenti, con una particolare attenzione alle raccolte di fondi, mentre tra maggio e giugno, nel periodo originariamente previsto per il Festival, verranno lanciate alcune iniziative come “anteprima” della manifestazione di settembre.

Le nostre priorità non cambiano. Siamo convinti che il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 sia cruciale, perché questa crisi, come molti esperti affermano, è una anticipazione di quanto potrebbe accadere se il mondo rimanesse su un percorso di sviluppo non sostenibile. Il trauma derivante da questo momento, con tante implicazioni dolorose e preoccupanti per la salute, l’economia, le abitudini di vita di tutti noi, e specialmente dei più deboli, rappresenta un’occasione di riflessione. Sulle nostre vulnerabilità, sulle priorità sbagliate, ma anche sui punti di forza della nostra collettività su cui costruire la nostra resilienza, grazie a una grande capacità di adattarci, reagire e ripartire con vigore, creatività e impegno. 

Nella speranza che vengano presto giorni migliori, siamo convinti che la costruzione del futuro da noi auspicato dipende dall’impegno di tutti. Nessuno escluso. 

Pier Luigi Stefanini, Presidente dell’ASviS
Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS

 





Alleanza Cooperative approva le misure del Governo: "Sforzo importante"

La quantità delle risorse messe a disposizione e “l’articolazione delle misure che il governo si appresta a varare rappresentano uno sforzo importante per affrontare i problemi che l’emergenza epidemiologica da Covid-19 sta causando alle famiglie e alle imprese”. Lo afferma Mauro Lusetti, presidente dell’Alleanza delle cooperative, anche a nome dei copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone. 

“Oltre a rispondere – sostiene Lusetti – all’esigenza prioritaria di tutelare la salute dei cittadini potenziando il Servizio sanitario nazionale, vengono prospettati interventi di sostegno alle imprese e ai lavoratori che anche noi avevamo richiesto con urgenza nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi della settimana scorsa, in considerazione dei pesanti riflessi dell’emergenza sanitaria sulle attività economiche”. 

“In particolare – sottolinea il presidente dell’Alleanza – riteniamo importante l’adozione di misure di sospensione dei versamenti tributari e contributivi per le aziende che registrino riduzioni del livello di attività e di fatturato e il potenziamento del Fondo centrale di garanzia a sostegno delle Pmi, prolungando le garanzie e aumentandone le percentuali in specifiche aree e filiere. Apprezziamo inoltre la volontà di sbloccare e accelerare gli investimenti anche con la nomina di commissari ad hoc e di alleggerire l’impianto del Codice degli appalti in modo rendere più snelle le procedure”. 

“Chiediamo – aggiunge Lusetti – che nell’articolazione delle misure si provveda anche a estendere gli ammortizzatori in deroga a tutte le imprese, comprese le micro nel segmento 1-4 lavoratori; adottare interventi urgenti con iniezione di liquidità per consentire anche alle imprese più fragili e meno patrimonializzate di accedere alla moratoria siglata con l’Abi sulla sospensione dei mutui; impegnare la Cdp in un’iniezione di liquidità finalizzata a compensare i ritardi di pagamenti della Pa; riconoscere un equo indennizzo alle imprese che erogano servizi continuativi. Infine, ma non ultimo, adottare misure straordinarie per il Made in Italy”.

 




L’allarme della Coldiretti: "Italia isolata rischia 44,6 mld nell’export"

 

Con l’Italia isolata sono “a rischio 44,6 miliardi di esportazioni agroalimentari a causa dei vincoli alle frontiere, delle difficoltà logistiche e al calo della domanda estera spesso favorita da strumentalizzazioni e concorrenza sleale”. Lo sostiene la Coldiretti, sulla base dei dati Istat del 2019, dopo il moltiplicarsi dei vincoli alle frontiere posti da un numero crescente di paesi. La stretta al Brennero dell’Austria “è la più pericolosa con circa i due terzi (63%) delle esportazioni agroalimentari italiane che interessano i paesi dell’Unione Europea, con la Germania come principale partner con 7,2 miliardi”. 

“Limitazioni ai passaggi transfrontalieri – spiega l’organizzazione agricola – sono state decise a nord anche dalla Svizzera, che ha deciso di chiudere alcuni valichi di collegamento con l’Italia, mentre a est coinvolgono due tradizionali porte di passaggio delle merci Made in Italy verso l’Europa orientale, come la Slovenia sulla sua frontiera terrestre e la Croazia che ha sospeso i collegamenti via mare fra Ancona e Spalato”. 

In questa situazione, sottolinea il presidente Ettore Prandini, “lanciamo un appello alla grande distribuzione commerciale affinchè sostenga il consumo di prodotti alimentari Made in Italy con la scelta di fornitori in grado di garantire la provenienza nazionale di alimenti e bevande. C’è l’esigenza di sostenere l’economia, il lavoro e il territorio nazionale in questo momento di difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus”.

 





Assedio ai supermercati, affluenza record secondo Confcommercio

"Stiamo registrando già dalle prime ore del mattino di giovedì accessi ai punti vendita alimentari superiori alla norma. L’aumento di fatturato, rispetto alla norma si attesta circa attorno al 40% ed è determinato per la maggior parte dall’aumento della spesa media". Così la presidente di Fida Confcommercio Donatella Prampolini.
    "I consumatori preferiscono fare spese abbondanti e recarsi sul punto vendita meno frequentemente. I punti vendita che hanno il servizio di consegna a domicilio hanno registrato aumenti di fatturato superiori al 70% ed al momento riescono a garantire le consegne due/tre volte a settimana."





Ospedale in Fiera a Milano possibile in 6 giorni

 Se la protezione civile invierà in Lombardia respiratori e personale, al massimo in 6 giorni sarà possibile allestire un vero e proprio ospedale dotato di 500 posti letto di terapia intensiva all’interno dei padiglioni della Fiera di Milano. Il chiarimento è arrivato dall’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, che dagli schermi di Onmibus, su La7, ha evidenziato che si tratta di un modello che “potrebbe essere esteso a servizio del paese anche in altre Regioni”.

“Abbiamo studiato con protezione civile di realizzare in Fiera a Milano 500 posti letto destinati alla terapia intensiva ma abbiamo bisogno di respiratori e di personale”, ha messo in chiaro l’assessore lombardo chiedendo alla protezione civile di “darci in queste ore una risposta. Se arrivano, noi in 6 giorni prepariamo quel moduo che poi potrebbe essere esteso al servizio del paese e questo potrebbe essere molto importante. Speriamo che la protezione civile recuperi il materiale necessario”.

Il sistema sanitario regionale è messo a dura prova e al massimo entro 7 giorni “arriveremo al massimo della nostra capacità”, ha detto ancora Gallera che ha assicurato: “Recupereremo altri 200 posti letto, se necessario anche nei sottoscala”.




Il cibo non mancherà, la filiera dell’alimentare non si fermerà e non andrà in tilt

 

Il cibo non mancherà. Il settore agroalimentare "continuerà a garantire capillarmente e con continuità l’approvvigionamento e la distribuzione dei prodotti agroalimentari”. Lo assicura la Filiera Alimentare in una nota, evidenziando che è "inutile e controproducente quindi, bene ribadirlo, l’assalto ai supermercati che rischia solo di ritardare i tempi di riassortimento", avverte. Le nuove misure annunciate mercoledì sera dal Presidente del Consiglio Conte e contenute nel Dpcm già firmato, pur prevedendo un inasprimento delle misure volte a contenere il contagio da Covid19, tutelano le attività produttive indispensabili. “Prime fra tutte quelle del settore agroalimentare”. Lo sottolinea Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia. "E questo, come lo stesso premier afferma, accogliendo una delle principali istanze poste in questi giorni di emergenza da Filiera Italia “riguarda non solo le attività del settore agricolo, zootecnico, di trasformazione agroalimentare ma anche le filiere che ne forniscono beni e servizi”.





Salvini sferza il Governo: “Non basta, servono misure più restritttive”

Salvini sferza il Governo: “Non basta, servono isure più restritttive”

 

"Non basta. Porteremo nuove proposte di modifica dell’ultimo decreto, servono misure ancora più restrittive". Sono le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, a Radio 24. "Molte fabbriche stanno chiudendo spontaneamente, faremo altre proposte perché serve più rigore e più fermezza. Il decreto non basta. Non lo dico da capo del primo partito dell’opposizione. I medici chiedono di chiudere tutto ciò che non è irrinunciabile, quello che non è strategico ma poi leggi che possono rimanere aperti tabacchi, ferramenta bisogna chiudere le aziende non strategiche, alcune stanno chiudendo autonomamente. Le cose si fanno o non si fanno", aggiunge. "Io dicevo di aprire tutto, sì. Ma quando i medici mi portano 30% aumento numero dei contagi e mi dicono se non limitiamo i contagi è una catastrofe, allora fermiamo tutto e sono stati gli stessi imprenditori a chiederlo. Tanti stanno chiudendo spontaneamente". "E comunque se dovessimo chiedere a Conte" di quante volte ha cambiato idea in questi giorni "ci staremmo tre mesi...". "Ho proposto una zona protetta europea perché se le misure drastiche che abbiamo adottato in Italia non saranno applicate a tutti i Paesi europei, il rischio è che tra qualche mese" non saranno più gli italiani a non passare le frontiere, "saremo noi che dovremo controllare gli accessi nel nostro Paese". Secondo il leader della Lega "l’Europa deve fare un provvedimento sanitario ed economico adesso. Ora l’Europa fa annunci ma giudicheremo i fatti, vogliamo capire: quanti, come e quando", dice, prima di soffermarsi ancora sulla situazione delle aziende italiane: "Si può fare un accordo con Parti sociali e Confindustria per chiudere quelle che non sono strategiche".

 





La Cina annuncia: “Picco superato, vittime e contagi ai minimi”

 

La Commissione sanitaria nazionale cinese ha dichiarato oggi superato il picco dell’epidemia da coronavirus nel paese. Il numero dei nuovi contagi continua a diminuire, è stato annunciato. Il Ministero della Salute di Pechino ha annunciato la morte di 11 persone - dieci delle quali nella provincia di Hubei, epicentro della pandemia - e il contagio di 15. I numeri totali dei decessi e delle infezioni sono rispettivamente di 3.169 e 80.793. La diminuzione di nuovi casi è stata molto pronunciata negli ultimi giorni fino a rimanere oggi sotto le due decine contro le migliaia di casi delle scorse settimane. Sono anche stati registrati 33 nuovi sospetti contagi, mentre 1.138 pazienti sono stati dimessi dopo essere guariti. Anche il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Corea del Sud ha annunciato oggi che i nuovi casi accertati di contagio da coronavirus sono stati 114, il numero più basso registrato nelle ultime due settimane. I casi positivi totali sono 7.869, le vittime 66, secondo quanto riporta l’agenzia Yonhap. Tra i nuovi casi emersi, 19 sono concentrati a Seul e ora il timore delle autorità sanitarie è quello di veder crescere focolai di infezione nella capitale e nelle zone adiacenti, dopo che quello principale a Daegu è stato circoscritto.





Ricciardi (Oms): “Sarà una guerra lunga, la Sars era meno contagiosa…”

 

"E’ bene che ci cominciamo a abituare a una guerra lunga, la Sars che era meno contagiosa finì verso maggio-giugno. Questa è molto più contagiosa della Sars e io ho l’impressione che, se ci va bene e lavoriamo tutti insieme, dovremo arrivare all’estate". Tanto bisognerà attendere prima di tornare a avere una vita ’normale’, secondo Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo dell’Oms e consulente del ministero della Salute, durante la trasmissione Agorà su Raitre. In ogni caso secondo l’Oms "la pandemia è controllabile".  Intanto Domenico Arcuri sarà il "nuovo commissario delegato, con ampi poteri di deroga".Ad annunciarlo il premier Giuseppe Conte. "A breve nominerò anche un commissario delegato per rafforzare la risposta delle strutture ospedaliere: avrà ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione, la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e sub intensiva. Avrà anche il potere di creare e impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature e sopperire alle carenze sin qui riscontrate. Il commissario sarà Arcuri che si coordinerà con il dottor Borrelli che sta facendo un incredibile lavoro".





Covid 19 e fabbriche, rivolta operaia al Nord

 

Fim, Fiom, Uilm ritengono necessaria una momentanea fermata di tutte le imprese metalmeccaniche, "a prescindere dal contratto utilizzato, fino a domenica 22 marzo, al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro". E’ quanto chiedono i sindacati metalmeccanici in una nota congiunta, sottolineando: "I lavoratori sono giustamente spaventati". Scioperi nelle fabbriche al Nord dopo il nuovo Dpcm sul coronavirus che tuttavia non obbliga la chiusura di molte attività produttive. Nelle provincie di Asti, Vercelli e Cuneo sono in corso fermate e scioperi nelle fabbriche con adesioni altissime, fa sapere la Fiom Cgil del Piemonte, che si riferisce a Mtm, Ikk, Dierre, Trivium. Stop anche nel Bresciano. ’Nelle fabbriche si stanno determinando confusione e panico anche perché si registrano i primi casi di contagio che, in alcuni casi, non vengono resi pubblici dalle aziende’, dice la segretaria generale della Fiom Cgil Piemonte De Martino.  Sciopero di 8 ore nello stabilimento Fincantieri del Muggiano (La Spezia) dove i dipendenti diretti e dell’indotto hanno incrociato le braccia dopo che mercoledì è arrivata la conferma del contagio da coronavirus per un lavoratore. L’uomo era ricoverato da 13 giorni e ora è in terapia intensiva all’ospedale spezzino Sant’Andrea, i colleghi con cui è entrato in contatto sono in ’quarantena’. 





La Bce mette 120 mld di quantitative easing. Borse in picchiata, crolla Piazza Affari

La Bce ha deciso di ampliare il programma di quantitative easing, con un piano di acquisti netti aggiuntivi di 120 miliardi di euro fino alla fine dell’anno, "garantendo un forte contributo da parte dei programmi di acquisto del settore privato". Lo annuncia la Bce spiegando che "in combinazione con l’attuale programma di acquisto di attività ciò sosterrà condizioni di finanziamento favorevoli per l’economia reale in tempi di maggiore incertezza. Ma il clima di incertezza ha letteralmente devastato le Borse.  I mercati azionari europei hanno tentato di arrivare alla chiusura in apnea, con cali record: Milano è la peggiore e ha toccato un ribasso del 14%, con Madrid che scende del 13,5%, mentre Francoforte e Parigi cedono oltre l’11%, Londra più di 10 punti percentuali. In Piazza Affari, schiacciata anche dalla fortissima tensione sui titoli di Stato italiani, ancora molti i gruppi in asta di volatilità, con Tim che perde il 20% teorico. Fca e Leonardo in contrattazione segnano un calo del 17%.





Covid-19, cibi giusti e liquidi per aiutare le difese immunitarie. I consigli del Gemelli

 

 

I cibi ’giusti’ e la loro cottura, ecco i consigli per mangiare bene anche durante questa emergenza Coronavirus. In modo da non ingrassare, vista la situazione che ci costringe a casa, e per alzare le difese immunitarie. A darli Giacinto Miggiano, direttore del Centro di Nutrizione umana della Universita’ Cattolica e direttore dell’Uoc di Nutrizione Clinica del Policlinico Gemelli di Roma. "In questo periodo di emergenza da Coronavirus- ha spiegato alla Dire- e’ importante prestare attenzione a due cose soprattutto: la prima l’aspetto della sicurezza igienica degli alimenti, delle superfici di preparazione e secondo privilegiare le cotture. Gli alimenti crudi sicuramente sono piu’ a rischio di quelli cotti. Ma frutta e verdura non devono mancare perche’, se opportunamente lavati, apportano tanti minerali importanti. Piuttosto bisogna fare attenzione alla catena di controllo di carne e pesce". E’ sempre buona norma, poi, "cucinare i cibi a 70 gradi affinche’ ogni eventuale carica virale possa essere eliminata". "Un secondo aspetto da considerare - prosegue Miggiano - e’ aumentare le difese immunitarie del nostro organismo, percio’ va evitato il digiuno. Quando digiuniamo o non mangiamo a sufficienza il nostro organismo ne risente. L’alimentazione allora deve contemplare alimenti non solo sicuri ma ricchi di minerali e vitamine per rendere piu’ forte il sistema immunitario. Lo schema alimentare - precisa l’esperto- deve essere suddiviso tra pesce, carne e uova, oltre le consuete porzioni come detto di frutta e verdura. Questo consentira’ all’organismo di fare una scorta di minerali quali il rame, lo zinco, il selenio e tutto il complesso di vitamine B, B1, B6 e di 0vitamina D. Se con la sola alimentazione non si riescono ad introdurre le quantita’ di vitamine necessarie gli integratori possono venirci in aiuto, ma sotto il controllo medico". Bene "frullati, centrifugati di frutta e verdura e spremute. Come snack porzioni di frutta secca tipo noci e noccioline ricche di zinco e rame che aiutano a rafforzare il sistema immunitario". In generale "la nostra dieta mediterranea e’ sempre un buon modello da seguire - prosegue Miggiano - perche’ riassume cio’ di cui il corpo ha bisogno. Non mancano infatti nella piramide alimentare l’uso di cereali, carne, pesce, frutta e verdura. Anche qualora ci si senta debilitati e’ importante continuare a mangiare e a idratarsi seppur con alimenti leggeri". "Se queste regole generali - conclude Miggiano - vanno bene sia per l’uomo che per la donna, un discorso a parte meritano gli anziani notoriamente piu’ fragili. La preparazione e’ piu’ liquida visto che possono sussistere problemi di masticazione e deglutizioni. L’indicazione rimane quella generale: non digiunare, mangiare sempre frutta e verdura cruda e ben lavata ma nel loro caso centrifugata, meglio se mescolata al latte in modo da ingerire in una soluzione anche le proteine. Spetta anche ai familiari e ai cargiver il compito di monitorare l’anziano fragile affinche’ non manchino nella sua dieta quotidiana questi elementi. Ultimo consiglio e’ bere acqua, soprattutto in presenza dell’innalzamento della temperatura basale, ma sono molto gustosi gli infusi di malva e camomilla".





Coronavirus, i contagi salgono a 12.839. 1016 le vittime e sono 115 in più rispetto a ieri

 

Sono 12.839 i malati di coronavirus in Italia, 2.249 in più di mercoledì, mentre il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 15.113. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono 1.258 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 213 in più di ieri.  Superate le mille vittime per il coronavirus. Ad oggi, secondo i dati della Protezione Civile, sono infatti 1.016 le vittime, 189 in più rispetto a ieri. Sono 1.153 i malati ricoverati in terapia intensiva, 125 in più rispetto a ieri. Il dato è stato fornito in conferenza stampa. Dei 12.839 malati complessivi, 6.650 sono poi ricoverati con sintomi e 5.036 sono quelli in isolamento domiciliare.

 





Ecco perché le Chiese devono restare chiuse, parla il Cardinale Bassetti (Cei)

La decisione di chiudere le chiese è assunta per senso di responsabilità: “non perché lo Stato ce lo imponga, ma per un senso di appartenenza alla famiglia umana, esposta a un virus di cui ancora non conosciamo la natura né la propagazione”: lo spiega la presidenza della Conferenza episcopale italiana in una nota.

“Viviamo una situazione gravissima sul piano sanitario – con ospedali sovraffollati, personale sanitario esposto in prima linea – come su quello economico, con conseguenze enormi per le famiglie dell’intero Paese, a maggior ragione per quelle già in difficoltà o al limite della sussistenza”, afferma la Cei, guidata dal cardinale Gualtiero Bassetti.

“Le comunicazioni del Governo rappresentano uno sforzo di incoraggiamento, all’interno di un quadro di onesto realismo, con cui si chiede a ogni cittadino un supplemento di responsabilità. A questo riguardo, facciamo nostre le parole di questa mattina del Santo Padre Francesco: “Soprattutto io vorrei chiedervi di pregare per le autorità: loro devono decidere e tante volte decidere su misure che non piacciono al popolo. Ma è per il nostro bene. E tante volte, l’autorità si sente sola, non capita. Preghiamo per i nostri governanti che devono prendere la decisione su queste misure: che si sentano accompagnati dalla preghiera del popolo”.

La Chiesa c’è, è presente. A partire dai suoi Pastori – Vescovi e sacerdoti – condivide le preoccupazioni e le sofferenze di tutta la popolazione. È vicina nella preghiera: l’appuntamento con il Rosario in famiglia promosso per il giorno di San Giuseppe è solo un esempio di una preghiera che si eleva continua. Televisioni, radio, piattaforme digitali sono ambienti che – se non potranno mai sostituire la ricchezza dell’incontro personale – rivelano potenzialità straordinarie nel sostenere la fede del Popolo di Dio”.

“E’ una Chiesa, la nostra, presente, anche in questo frangente, nella carità: siamo edificati da tanti volontari delle Caritas, delle parrocchie, dei gruppi, delle associazioni giovanili, delle Misericordie, delle Confraternite che si adoperano per sollevare e aiutare i più fragili”.





Operazione della Guardia di Finanza in 8 regioni, scoperta una maxifrode fiscale con riciclaggio

 

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, su disposizione del GIP del locale Tribunale, Dott. Sandro Pecorella, stanno eseguendo, in 8 Regioni (Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche, Abruzzo, Sardegna e Lazio), un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti di 14 persone a vario titolo indagate per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti fallimentari, fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio.

Il provvedimento, in particolare, dispone la sottoposizione agli arresti domiciliari di 5 persone mentre altre 9 risultano destinatarie di una misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche e imprese, oltre al sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, di beni mobili e immobili per circa 65 milioni di euro. L’indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Michela Guidi e condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, trae origine dall’approfondimento investigativo delle vicende societarie di un’azienda con sede in Budrio (BO), ora fallita, che si appurava essere stata utilizzata anche per la creazione di crediti tributari falsi. I successivi accertamenti, caratterizzati anche dal ricorso a indagini tecniche, hanno consentito di ampliare il quadro probatorio, acquisendo elementi tali da comprovare l’esistenza di un ben delineato contesto di frode organizzato avente un raggio d’azione molto più ampio rispetto a quello bolognese e fondato sulle indebite compensazioni di ingenti crediti IVA inesistenti.

Il meccanismo di frode ad elevata pericolosità fiscale, adottato in maniera seriale ed operante sull’intero territorio nazionale, è stato ideato e attuato attraverso l’acquisto di immobili all’asta giudiziaria e il loro successivo utilizzo, attraverso vendite in società inattive e/o cartiere, a prezzi gonfiati fino a 500 volte per precostituire crediti IVA fittizi che poi venivano rivenduti sull’intero territorio nazionale a “clienti” debitori dell’erario. Ciò è stato reso possibile grazie all’azione continuativa e determinante di professionisti e consulenti fiscali, alcuni dei quali oggi tratti in arresto, che, unitamente ad altre figure sodali promotori dell’organizzazione e plurimi prestanome, hanno strutturato un modello di evasione diffuso che ha visto il coinvolgimento di centinaia di società, con sede in Italia e all’estero. Al termine delle attività è stata quantificata un’evasione all’IVA pari ad oltre 60 milioni di euro a fronte dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti pari a circa euro 240 milioni di euro, nonché accertate condotte riciclative dell’illecito profitto in attività economiche, finanziarie e imprenditoriali.

Le attività di perquisizione e sequestro sono state svolte anche nella città di Lugano, dove l’organizzazione criminale aveva una sua base operativa, a cura della Polizia Federale Svizzera che ha operato sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria elvetica appositamente interessata tramite rogatoria dalla Procura delle Repubblica di Bologna. I protagonisti delle condotte penali destinatari delle misure coercitive sono residenti nelle province di Bologna, Milano, Pavia, Piacenza, Padova, Chieti, Teramo e Pescara.

L’operazione sviluppata dalla Guardia di Finanza, sotto la guida dell’A.G. e in sinergia con il Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate di Bologna, s’inquadra nelle rinnovate linee strategiche dell’azione del Corpo, volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni illeciti più gravi e insidiosi, integrando le funzioni di polizia economico-finanziaria con le indagini di polizia giudiziaria e garantendo il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di assicurare l’effettivo recupero delle somme frutto, oggetto o provento delle condotte illecite.

 

 





Coronavirus, la Gdf di Palermo in campo per rafforzare i dispositivi di contenimento di Covid 19

 

Aseguito delle decisioni assunte nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, i Reparti della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo partecipano all’attività di controllo finalizzate a far rispettare le misure disposte dall’Autorità di Governo per contenere la diffusione del Coronavirus. Tali servizi vengono effettuati in stretto coordinamento con le altre Forze di Polizia allo scopo di rendere il più possibile efficace il dispositivo di controllo. Parallelamente proseguono i servizi delle Fiamme Gialle a tutela dei consumatori, finalizzati a contrastare l’aumento ingiustificato dei prezzi dei dispositivi di protezione individuale, dei prodotti igienizzanti ovvero dei beni di prima necessità.

Nel corso di controlli, effettuati nei confronti degli esercizi commerciali, al fine di verificare il rispetto delle disposizioni introdotte dal DPCM dell’9 marzo u.s. concernente l’orario di chiusura di attività commerciali, sono stati rilevati, in due casi, a Palermo e a Termini Imerese, la mancata chiusura dell’esercizio commerciale entro l’orario previsto. I titolari delle attività, rispettivamente una polleria e un bar-tabacchi, sono stati deferiti alle competenti Autorità Giudiziaria per “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” (art. 650 C.P.) e nei loro confronti è stata proposta la sospensione della licenza commerciale.

L’attività delle Fiamme Gialle è inoltre orientata alla repressione di ogni forma di illegalità connessa a fenomeni di concorrenza sleale nonché di speculazione sui beni di prima necessità, come dimostra l’intervento operato all’interno della struttura Ospedaliera “Cervello” di Palermo dove i Finanzieri hanno riscontrato, all’interno dei distributori automatici di vendita di prodotti alimentari e bevande, la presenza di mascherine di protezione poste in vendita al prezzo di €. 10 cadauna. Il rappresentante legale della società distributrice è stato prontamente denunciato all’A.G. di Palermo per “manovre speculative su merci” (art. 501bis c.p.) e “frode in commercio” (art. 515 c.p.) mentre il materiale sanitario, 32 mascherine chirurgiche, è stato posto sotto sequestro.

Ulteriori 70 flaconi di gel antibatterico, posti in vendita all’interno di un minimarket cittadino, sono stati sequestrati dai militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Palermo in quanto riportavano il logo contraffatto di un noto marchio di prodotti sanitari, nonché esposti per la vendita privi dell’indicazione di provenienza, della autorizzazione ministeriale del presidio medico chirurgico e venduti ad un prezzo vantaggioso per il pubblico. Il titolare dell’attività è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per i reati di contraffazione e frode in commercio.

Inoltre le Fiamme Gialle palermitane hanno verbalizzato il titolare di una farmacia sita in zona Policlinico che ometteva di indicare il prezzo di vendita di 4 flaconi, da ml 80 cadauno, di prodotto igienizzante per le mani. Per tale motivo nei confronti della titolare della farmacia è stata erogata una sanzione amministrativa di Euro 1.032,00.

 





Campobasso, mascherine rivendute con ricarichi di oltre il 1500%

La Guardia di Finanza di Campobasso ha sequestrato 300 mascherine che un venditore all’ingrosso di medicinali del capoluogo molisano vendeva a 13 euro l’una. In questo periodo, le Fiamme Gialle hanno intensificato i controlli sul territorio proprio per verificare quei casi di un aumento ingiustificato dei prezzi sui generi ritenuti di interesse primario nell’ambito della prevenzione dal contagio dell’infezione da COPVId-19.

Così, anche grazie alla segnalazione di una cittadina, la Compagnia di Campobasso ha svolto preliminari accertamenti presso l’esercente scoprendo che questi aveva acquistato le mascherine ad un prezzo di 0,85 l’una. Un ricarico quindi del quasi 1500% sul prezzo di acquisto che ha fatto scattare nei confronti della 65enne rappresentante legale una denuncia per il reato di manovre speculative su merci che prevede anche da la reclusione fino a tre anni.

I Finanzieri, d’intesa con la locale Procura, hanno sequestrato le mascherine per impedire che le stesse venissero ulteriormente vendute al prezzo esorbitante, approfittando della necessità che sta spingendo la cittadinanza a ricercare freneticamente i dispositivi di protezione individuale.

La Guardia di Finanza, oltre a concorrere alle attività disposte dalla Prefettura di Campobasso circa i controlli da effettuare per prevenire comportamenti che possono rilevarsi non in linea con le precauzioni e altre cautele contemplate dai provvedimenti governativi, nell’ambito delle proprie attribuzioni di Polizia Economico Finanziaria sta assicurando la vigilanza del territorio in funzione dell’esigenza di sostenere l’economia sana del Paese e di tutela verso la cittadinanza da ogni possibile fenomenologia illecita.

 





Coronavirus, oltre 2000 persone denunciate per violazione delle restrizioni

 

Sono 2.162 le persone che sono state denunciate fino ad ora per violazione delle restrizioni disposte dai provvedimenti per l’emergenza Coronavirus. Il bilancio è stato pubblicato dal Viminale sul sito del ministero. Le persone complessivamente controllate sono state 106.659 mentre le verifiche negli esercizi commerciali sono state 18.994. Tra i denunciati ci sono anche 113 titolari di esercizi commerciali mentre 35 sono le persone denunciate per aver indicato nell’autocertificazione motivi non veri per gli spostamenti.





Covid 19, Lagarde (Bce) bocciata alla prima prova seria. Mattarella: “L’Europa solidarizzi, non ostacoli l’Italia”

Lagarde (Bce) inadeguata rispetto alla crisi Covid 19

Mattarella: “L’Europa solidarizzi, non ostacoli l’Italia”

 

I mercati sono delusi dalle parole della presidente Lagarde su un ’whatever it takes 2’ e in difesa dell’Italia interviene il presidente Mattarella. ’Non è il mio scopo, non siamo qui per ridurre gli spread’, aveva detto Lagarde con parole riferite anche all’Italia e poi parzialmente corrette: ’L’Italia beneficerà delle nuove misure. Noi ci saremo’. ’L’Europa solidarizzi, non ostacoli l’Italia’, è stato in serata il monito del capo dello Stato. ’Bene la precisazione di Lagarde, sono certo che la Bce userà tutti gli strumenti a sua disposizione’ perché lo shock da coronavirus non provochi una frammentazione’ del sistema finanziario dell’area euro.