Il servizio taxi di Roma Capitale ridotto del 33%

 

 

A partire dal 15 marzo per il trasporto pubblico non di linea è prevista una riduzione del 33 per cento del servizio taxi, in accordo con il nuovo quadro generale della mobilità delineato sulla base di quanto disposto dalla Regione Lazio. Lo stabilisce un’Ordinanza sindacale.

Inoltre è stata sospesa la flessibilità in ingresso ed in uscita per tutti i turni di servizio su tutto il territorio comunale e presso le stazioni ferroviarie e gli aeroporti di Ciampino e di Fiumicino. L’orario minimo di servizio giornaliero è ridotto a 3 ore.





Tutti chiusi i parchi di Roma

Per contenere l’emergenza sanitaria ed evitare ogni possibile occasione di concentrazione di persone, con ordinanza della sindaca Virginia Raggi è stata disposta l’immediata chiusura di ville, aree giochi e parchi pubblici recintati di Roma. La misura, valida fino al 25 marzo, è finalizzata a contrastare la diffusione del coronavirus Covid-19. Sono esclusi dal provvedimento, scrive il Campidoglio in una nota, le aree e i parchi non recintati, come Villa Borghese, dove è invece previsto un aumento dei controlli per verificare il rispetto delle disposizioni fissate dal Dpcm dell’11 marzo 2019.





Si dell’Assemblea di Roma Capitale alla riapertura degli ospedali storici. Il Pd dice no

Roma, Raggi: bene Assemblea su riapertura ospedali storici

“Gli ospedali storici di Roma, come il Forlanini e il San Giacomo, devono riaprire. Queste strutture rappresentano risorse imprescindibili e presidi indispensabili. Ce lo dimostra anche l’emergenza coronavirus che l’Italia si trova oggi ad affrontare”. Così in una nota la Sindaca di Roma Virginia Raggi, dopo l’approvazione in Assemblea Capitolina di una mozione che chiede alla Regione Lazio la riapertura degli ospedali storici di Roma: Carlo Forlanini, Nuovo Regina Margherita, Santa Maria e San Gallicano a Trastevere e San Giacomo in Augusta. “Il mio plauso e il mio ringraziamento vanno all’Assemblea Capitolina che oggi ha approvato un provvedimento per chiedere alla Regione Lazio di agevolare gli sforzi che tutte le Istituzioni, insieme ai cittadini, stanno facendo per restituire nel più breve tempo possibile le strutture sanitarie chiuse alla loro funzione primaria”, conclude Raggi.  L’Assemblea capitolina, nella seduta straordinaria a porte chiuse, dedicata all’emergenza Coronavirus ha approvato una mozione del gruppo M5S sottoscritta da Stefano Fassina di Sinistra X Roma che impegna la sindaca di Roma Virginia Raggi e la sua Giunta “a chiedere alla Regione Lazio di attivarsi perché’, con tempi diversi e con risorse diversificate, gli ospedali storici di Roma, Carlo Forlanini, Nuovo Regina Margherita, Santa Maria e San Gallicano a Trastevere e San Giacomo in Augusta, tornino a svolgere la loro funzione di assistenza ospedaliera pubblica e specializzata, quali risorse imprescindibili e presidi indispensabili per le esigenze sanitarie della capitale d’Italia”. Il dispositivo impegna l’esecutivo capitolino anche a “rendere efficaci e di agevolare gli sforzi che tutte le istituzioni insieme ai cittadini stanno facendo, restituendo le strutture sanitarie chiuse alla loro funzione primaria, per avere maggiore possibilità di distribuire i pazienti in luoghi adatti, senza costringere al ricorso a tendopoli ed altre forme di allestimenti estemporanei; di restituire all’uso sanitario pubblico – nell’immediato e nel più breve tempo possibile – gli spazi degli ospedali storici di Roma (Carlo Forlanini, Nuovo Regina Margherita, S. Maria e San Gallicano a Trastevere e San Giacomo in Augusta) attualmente liberi, agibili e adeguati, e all’emergenza di posti letto e di strutture ospedaliere che il Paese e la città stanno vivendo”.

Roma, Pd vota contro Odg riapertura ospedali storici

Il gruppo del Pd capitolino, in occasione dell’Assemblea capitolina straordinaria a porte chiuse dedicata all’emergenza Coronavirus, ha votato contro l’Odg presentato dal M5S e Sinistra per Roma che chiede alla sindaca di Roma Virginia Raggi di attivarsi presso la Regione Lazio per la riapertura di ospedali storici come il San Giacomo e il Forlanini. In una nota, la consigliera comunale e responsabile della Sanità del Pd Lazio, Valeria Baglio, sostiene che “l’emergenza legata al virus COVID-19 va gestita con serietà e professionalità. Mentre va sempre il nostro ringraziamento all’assessore regionale alla Sanità D’Amato e agli operatori sanitari che stanno operando al meglio in queste settimane, raggiungendo in alcuni momenti vette di vero eroismo, alcuni esponenti politici non trovano niente di meglio da fare che sollevare una polemica fuori dal mondo e dal tempo, chiedendo anche di riattivare l’ospedale Forlanini. Viene il dubbio che questi personaggi non sappiano di cosa parlano: la struttura è infatti inutilizzabile, ed è chiusa dal 2008”. “Per comprendere il suo stato di totale fatiscenza, impossibile da valorizzare in questa fase di emergenza – continua Baglio – si tenga conto che uno dei suoi padiglioni è stato dato ai Carabinieri di Monteverde, che dopo anni non riescono ancora ad effettuare i minimi interventi necessari a causa dei vincoli di vario tipo che ancora insistono sulla struttura. Consiglio a questi personaggi, tra cui la sindaca di Roma Raggi – aggiunge Baglio – di pensare di più a dare una mano a chi si impegna h24 per contenere la diffusione del contagio, di evitare polemiche sterili ed inutili in un momento come questo, e di dimostrare, se non un minimo senso delle istituzioni, quantomeno un maggiore ritegno”. 





Coronavirus, stop a versamento rette per asili e mense scolastiche. Differite scadenze Tari, Cosap e canoni mercati

 

La Giunta Capitolina ha disposto l’annullamento del versamento delle quote contributive per gli asili nido e per le mense scolastiche nelle scuole d’infanzia, per il periodo di chiusura dovuto all’emergenza Covid-19.

 

La decisione rientra in un pacchetto di misure richieste dalla sindaca Virginia Raggi e contenute in una memoria predisposta dall’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti. L’obiettivo è sostenere il tessuto economico-produttivo della città, in sofferenza a causa delle misure di contenimento del contagio da Coronavirus, e alleggerire il peso sulle famiglie.

 

Il provvedimento prevede il mancato addebito agli utenti delle quote per asili nido e mense scolastiche, relative ai periodi di chiusura delle strutture comunali o in convenzione per l’emergenza Coronavirus, e la previsione di meccanismi di rimborso-compensazione per gli utenti che hanno versato le quote anticipatamente.

 

Inoltre, in attesa di eventuali provvedimenti del Governo che sospendano il pagamento delle tasse locali, la Giunta ha disposto anche il differimento della scadenza della prima bolletta Tari al 30 settembre 2020 e il rinvio alla stessa data del pagamento della Cosap e dei canoni dei mercati in scadenza al 30 giugno.

 

Per supportare il tessuto produttivo, aiutare i romani e fronteggiare l’emergenza in atto, Roma Capitale chiederà al Governo di adottare anche altre misure di carattere normativo e finanziario urgenti quali: forme di ristoro per i gestori di attività commerciali e turistiche della Capitale; possibilità di utilizzare l’avanzo di amministrazione risultante in bilancio, e i proventi delle concessioni edilizie, per la copertura di spese correnti legate alla gestione dell’emergenza Coronavirus o per interventi di sostegno economico a cittadini e imprese, fermo restando il rispetto del principio di equilibrio di bilancio; interventi di protezione del bilancio comunale a fronte della forte restrizione delle entrate derivanti dal contributo di soggiorno, dall’addizionale comunale sui diritti di imbarco e dal canone di occupazione di suolo pubblico; la possibilità di estendere a tutte le categorie di lavoratori, esclusi a normativa vigente dall’accesso agli ammortizzatori sociali, forme di sostegno al reddito quali il Reddito di Cittadinanza, in conseguenza della sospensione temporanea o della significativa limitazione delle loro attività lavorativa.

 





Attività produttive, disco verde all’odg di Andrea Coia (M5S)

Roma, Coia(M5S): ok Odg per supporto a attività produttive

“Con l’ordine del giorno approvato in Assemblea Capitolina, durante un Consiglio Straordinario dedicato all’emergenza Covid 19, abbiamo ribadito il nostro impegno a mettere in atto tutte le azioni possibili per supportare tutte le attività che hanno subito l’effetto derivante dalle misure di prevenzione contro il coronavirus attraverso le agevolazioni previste ai sensi dell’art. 1, comma 86, L. 549/1995 in merito ai tributi locali”. Lo comunica il presidente M5S della commissione capitolina Commercio Andrea Coia. “Abbiamo voluto, come nella mozione a mia prima firma già approvata in Aula Giulio Cesare pochi giorni fa – sottolinea Coia – che venga valutata la sospensione con successiva rateizzazione del pagamento della tassa di soggiorno e dei canoni di locazione e concessione dovuti a Roma Capitale, quantificando l’impatto economico di tali agevolazioni o misure anche in termini di minori entrate per il Bilancio di Roma Capitale e individuando nel contempo eventuali risorse a loro copertura”.





Pediatri in prima linea contro Covid-19

 

“Stiamo scoppiando. Si stanno ammalando troppi medici, ormai sono in centinaia quelli contagiati in tutta Italia. In trincea combattono contro il Coronavirus soprattutto i pediatri di famiglia, che in Italia sono 7.500, e ognuno di loro vede nel suo ambulatorio oltre 800 bambini. Se si ammalano i pediatri di famiglia la ricaduta sul Paese sarà pesantissima”. A dirlo è Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), che lancia un appello al ministro della Salute, Roberto Speranza: “Chiediamo un’attenzione particolare a chi è in prima linea ad assistere la popolazione sul territorio, attrezzando gli ambulatori pediatrici dei dispositivi necessari a proteggere loro stessi per difendere a cascata i cittadini più fragili”. 

Di Mauro raccoglie l’SOS di migliaia di medici ambulatoriali da tutta Italia. “Dalla Lombardia, dove oltre 100 medici sono già stati contagiati, alla Campania, in cui la stessa sorte è toccata a decine di specialisti, in tanti – sottolinea il presidente della SIPPS – fanno sapere di sentirsi abbandonati, messi da parte, proprio perché lavorano nelle peggiori condizioni. C’è chi si procura i dispositivi di sicurezza in autonomia, ma questo non va bene”. 

La SIPPS ringrazia tutti i pediatri per il loro lavoro, “con un occhio speciale a quelli di famiglia che sono i punti di riferimento sul territorio. Il decreto governativo ribadisce, infatti, che chi sta male non deve andare in ospedale, ma in presenza di un sintomo bisogna rivolgersi al medico di base o al pediatra di famiglia. Questo è un lavoro ad alto rischio e chiedo pertanto al ministro – ribadisce Di Mauro – di metterli nelle opportune condizioni di lavoro. Se si contagiano i medici finisce tutto”. Di Mauro conclude ricordando, infine, la perdita di Roberto Stella, “un medico di famiglia che ha assistito i suoi pazienti fino alla fine. Un grazie profondo va a lui e a tutti i medici di base e pediatri di famiglia che continuano con forza ad assistere i cittadini italiani. Proteggiamoli”.

 





La priorità di Fca sono i lavoratori, la loro protezione è essenziale

 

 Proteggere la salute e la sicurezza “della famiglia Fca” e tutelare tutti i dipendenti durante l’emergenza coronavirus. È la priorità indicata dall’amministratore delegato Mike Manley in una lettera ai lavoratori di Fiat Chrysler. L’epidemia “sta chiaramente assumendo proporzioni che vanno al di là dei focolai regionali e stiamo pianificando misure e interventi per contrastarne l’impatto su ogni aspetto della nostra attività in tutto il mondo”. 

“Le mie priorità in questo momento – afferma Manley – sono la salute e la sicurezza della famiglia Fca e stiamo intraprendendo azioni specifiche per proteggere tutti i nostri dipendenti, sia in stabilimento che in ufficio. In secondo luogo, stiamo gestendo l’azienda per garantire la continuità operativa, concentrandoci in particolare sulle linee di produzione e sulla pianificazione dei prodotti”. 

La diffusione del virus “è in fasi diverse nelle nostre diverse Region, con il riavvio delle attività in Cina, significativi disagi all’operatività in Emea, mentre in Nord America e America Latina iniziano a manifestarsi focolai localizzati e la cancellazione di molti eventi. Sebbene ogni Region stia vivendo diversi livelli di impatto, stiamo attuando misure comuni per proteggere i nostri dipendenti”. 

Negli stabilimenti “stiamo modificando i nostri processi in diversi impianti per consentire una maggiore distanza tra i dipendenti nelle postazioni di lavoro. In tutte le nostre strutture stiamo intensificando l’igienizzazione e la disponibilità di mascherine ove ritenuto necessario”. 

Negli uffici “stiamo accelerando la diffusione del lavoro a distanza o smart working. In Cina, Corea, Giappone e Italia questa pratica è diventata la ‘nuova normalità’. Per le altre sedi, lo smart working è ora disponibile per tutti i dipendenti e vi invito a coordinarvi con il vostro referente Risorse Umane per quanto riguarda le modalità di implementazione nei vari enti-funzioni”. 

Oltre alla significativa limitazione delle trasferte, “abbiamo anche introdotto una politica molto rigorosa per i visitatori esterni ai siti Fca. Salvo situazioni di importanza critica, chiediamo a tutti i dipendenti di sospendere le trasferte e di evitare di ospitare visitatori esterni”. 

“Stiamo posticipando o annullando – sottolinea il Ceo – la maggior parte degli eventi aziendali. Questo vale sia per gli assembramenti di dipendenti che per la partecipazione a saloni dell’auto e sponsorizzazioni di eventi commerciali. Stiamo anche intensificando gli interventi di igienizzazione di tutte le aree comuni nelle nostre sedi amministrative”. 

“Gestire e superare le avversità – aggiunge Manley – non è una novità per nessuno di noi. Che si tratti di un dipendente di lunga data o di un neoassunto, sappiamo come concentrare tutte le nostre energie su ciò che è importante per la nostra azienda e assicurarci di essere nella posizione migliore per emergere più forti di prima”.

 





Agenti di commercio, pressing sul Governo

Confesercenti, Anasf e Federagenti chiedono misure a governo

In un comunicato unitario sottoscritto dalle associazioni di categoria Fiarc-Confesercenti, Anasf e Federagenti le sigle auspicano con forza “che il nuovo DPCM dedicato al Lavoro e alle misure di sostegno per le imprese, sia rivolto anche al mondo del lavoro autonomo e in particolare agli Agenti di Commercio e ai Consulenti Finanziari e non soltanto ai lavoratori dipendenti, come parrebbe. Non ci possono mai essere discriminazioni, men che meno in questo momento, tra lavoratori di serie A e di serie B”. 

Per Alfonsino Mei di Anasf, manager IW Bank UBI Banca e membro del CdA di Fondazione Enasarco, “la peculiarità del lavoro svolto dalle categorie che rappresentiamo impone importanti interventi governativi a fronte di un momento nerissimo”.

 





Prampolini (Fida Confcommercio): “Assicurare la spesa a tutti ma con orari ridotti degli esercizi”

"Viste le restrizioni imposte giustamente dal decreto, non ha più senso avere orari di apertura estesi alle ore serali e alla domenica. Quindi proponiamo una razionalizzazione degli orari di apertura che preveda 12 ore massime di apertura al giorno, con chiusura domenicale. In questo modo garantiremo a tutti di poter reperire generi alimentari senza creare forti criticità al settore": così Donatella Prampolini, presidente di Fida Confcommercio, la Federazione dei dettaglianti alimentari che rappresenta circa 60mila punti vendita del dettaglio tradizionale e della distribuzione organizzata. "Peraltro - prosegue Prampolini - il carico di lavoro di queste settimane, unito al personale ridotto a causa delle procedure preventive che impongono di far rimanere a casa chiunque presenti sintomatologia influenzale, costringe gli imprenditori e i loro collaboratori a turni massacranti e non gestibili ancora a lungo. Si deve quindi trovare il giusto equilibrio tra fornitura di servizi essenziali ed orari che consentano la non eccessiva concentrazione dei consumatori e, al tempo stesso, il recupero di ore di riposo fondamentali per i dipendenti del commercio".





Donald Trump s’arrende e proclama l’emergenza nazionale da Coronavirus

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha proclamato come previsto l’emergenza nazionale nel tentativo di arginare la diffusione del coronavirus negli Stati Uniti.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta all’aperto, Trump ha aperto il suo intervento sottolineando che il Paese ha fatto progressi più “di ogni altra area del mondo”, grazie alla decisione anticipata di “chiudere i confini”.

Il presidente ha aggiunto che il provvedimento garantirà maggiore autorità al Segretario alla Salute per “bypassare una serie di leggi e regolamenti per garantire che gli operatori sanitari abbiano più flessibilità per combattere il virus”.

 





Intercettati dalla Guardia di Finanza migliaia di guanti e mascherine che dovevano finire in Svizzera

 

La Guardia di Finanza ha sequestrato, al posto di confine con la Svizzera a Ponte Chiasso (Como), circa 840 mila guanti monouso di cui 800 mila in vinile e 40 mila in lattice e 120 mascherine con valvola di classe FP 2 dirette in territorio elvetico in violazione delle recenti norme che ne vietano l’esportazione, senza autorizzazione, a causa dell’emergenza coronavirus.  Il sequestro è stato eseguito in due operazioni, il 5 e il 10 marzo. La merce, prelevata dai depositi doganali, verrà consegnata dalla Protezione Civile alle strutture sanitarie della Lombardia.





La letalità di Covid-19 in Italia è del 5,8%, l’età media dei pazienti deceduti è 80 anni

 

È online il secondo report (con cadenza bisettimanale) dell’Istituto superiore di sanità sulle caratteristiche dei pazienti affetti da Covid-19. Il focus è sulla letalità, intesa come numero dei morti sul totale dei malati. Al momento in Italia è del 5,8%. L’età media dei pazienti deceduti e positivi a Covid-19 è 80 anni, più alta di circa 15 anni rispetto ai positivi e le donne sono il 28,4%.

Sono due i pazienti deceduti Covid-19 positivi di età inferiore ai 40 anni. Si tratta di una persona di età di 39 anni, di sesso maschile, con pre-esistenti patologie psichiatriche, diabete e obesità, deceduta presso il proprio domicilio e di una persona di 39 anni, di sesso femminile, con pre-esistente patologie neoplastica deceduta in ospedale. Le donne decedute dopo aver contratto l’infezione hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 84.2 – uomini 80.3) e la letalità aumenta in maniera marcata dopo i 70 anni. “La letalità stratificata per fasce di età non è più alta di quella di altri Paesi – sottolinea Graziano Onder, direttore del dipartimento Malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’Iss -. Scontiamo un’età media molto alta e una percentuale significativa della popolazione che ha più patologie, un fattore che aumenta il rischio di morte. Non a caso il numero medio di patologie osservate nei deceduti è di 2.7 Alcuni dettagli in più sulla letalità sono presenti nel bollettino epidemiologico. Negli uomini la letalità risulta più alta, il 7,2%, mentre nelle donne è del 4,1%. La differenza nel numero di casi segnalato per sesso aumenta progressivamente in favore di soggetti di sesso maschile fino alla fascia di età ≥70-79. Nella fascia di età ≥ 90 anni il numero di casi di sesso femminile supera quello dei casi di sesso maschile probabilmente per la struttura demografica della popolazione.





Tutela dei lavoratori dal Coronavirus, c’è l’accordo tra sindacati e industriali

Tutela dei lavoratori dal Coronavirus, c’è l’accordo tra sindacati e industriali

 

Raggiunta l’intesa tra sindacati e imprese: dopo un lungo confronto andato avanti nella notte, anche in videoconferenza con il governo, è stato firmato il "protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro". "Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese". Così Cgil, Cisl e Uil, dopo la firma.

"L’accordo - aggiungono Cgil, Cisl e Uil, consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. Per questo è importante che in tutti i luoghi di lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta".

"Importante - concludono - è la sottoscrizione del testo da parte del Governo che, per quanto di sua competenza, favorirà la piena attuazione del protocollo. È un risultato - aggiungono - molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva”.

 

Ecco i 13 punti dell’accordo tra industriali e sindacati

 

Sono tredici i punti del "Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro". Il documento indica le misure di precauzione: si va dagli ingressi in azienda alla gestione delle mense e degli spazi comuni, dai dispositivi di sicurezza alla possibilità di rimodulare le attività fino alla gestione di un eventuale caso di coronavirus. Ecco i singoli punti: informazioni; modalità di ingresso in azienda; modalità di accesso dei fornitori esterni; pulizia e sanificazione in azienda; precauzioni igieniche personali; dispositivi di protezione individuale; gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori, distributori di bevande e snack); organizzazione aziendale (turnazione, trasferte e smart work); gestione degli orari di lavoro; rimodulazione dei livelli produttivi); gestione entrata e uscita dei dipendenti; spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione; gestione di una persona sintomatica in azienda; sorveglianza sanitaria, medico competente, Rls; aggiornamento del protocollo di regolamentazione.





Coronavirus, Roma ferma bus, tram e metropolitane alle 21

 

Parte il nuovo piano di trasporto pubblico a Roma in considerazione dell’emergenza sanitaria e per contenere la diffusione del virus COVID-19. Roma Capitale ha adottato il programma di esercizio presentato da Atac e Roma Tpl che prevede l’ultima corsa di metro, bus e tram alle ore 21 e la riduzione estiva dei trasporti. La rimodulazione tiene conto del calo della domanda ed è in linea con quanto previsto dal decreto ministeriale.

 

A partire dal 14 marzo il servizio di superficie e metropolitano sarà interrotto alle 21 e riprenderà al mattino. Inoltre sarà operativa la riprogrammazione del servizio di superficie con orario estivo. Già da oggi è sospeso il servizio notturno di superficie. Maggiori dettagli sono reperibili sul sito https://www.atac.roma.it/.

 

In ottemperanza all’Ordinanza della Regione Lazio saranno garantiti i servizi minimi essenziali privilegiando l’integrazione tra le varie modalità, favorendo quella con minore possibilità di contatto tra persone e scegliendo, tra più soluzioni atte a garantire sufficienti servizi di trasporto, quella che permetta maggiore superficie disponibile per i viaggiatori e comunque almeno un metro di distanza tra i passeggeri. Obiettivo garantire la massima sicurezza per utenti e operatori.

 

Le aziende di Tpl manterranno i livelli di servizio adeguati sulle linee di superficie che consentono collegamenti con le strutture sanitarie e ospedaliere e con le realtà produttive in servizio.

 

Tali provvedimenti sono stati condivisi con la Regione Lazio seguendo un programma preciso e strutturato.

 





Liberati in Mali, Luca Tacchetto e la compagna

 

I due giovani erano stati presi in ostaggio da milizie vicine allo Stato Islamico 15 mesi fa. Nelle prossime ore il rientro in Italia

 

Luca Tacchetto e la compagna canadese Edith Blais che erano stati rapiti 15 mesi fa mentre viaggiavano in Burkina Faso sono stati liberati in Mali. La notizia data dal New York Times è stata confermata da fonti di intelligence, secondo le quali da questa mattina il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è in contatto con il suo omologo canadese François-Philippe Champagne. I due giovani erano scomparsi il 16 dicembre del 2018 mentre viaggiavano in macchina in un’area del Burkina Faso nota per essere una roccaforte dello ramo locale dello Stato Islamico. Lo stesso, ricorda il Times, responsabile della uccisione di quattro soldati americani in Niger l’anno precedente. Un fonte americana citata dal giornale newyorkese afferma che i due sono stati rilasciati nella città di Kidal nell’estremo nord del Mali.  Tacchetto e Blais erano partiti in auto il 20 novembre 2018 dall’Italia con l’obiettivo di arrivare in Togo per collaborare come volontari alla costruzione di un villaggio. I due erano arrivati in Burkina Faso dopo avere attraversato in auto Francia, Spagna, Marocco, Mauritania e Mali. Il giorno prima della loro scomparsa, il 15 dicembre, erano stati ospiti di un cittadino francese, poi erano ripartiti e non vi erano state più notizie di loro.





Covid-19 tocca il Palazzo. Sono positivi ai test i viceministri Sileri e Ascani

 

Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri è risultato positivo al test dopo esser stato alcuni giorni fa in contatto con un "sospetto positivo". Lo rende noto lui stesso affermando di essersi messo immediatamente in isolamento. "Ho seguito da subito tutti i protocolli come indicato dal ministero - aggiunge - Mia moglie ed il piccolo stanno ancora bene e, seppur nella stessa casa, abbiamo diviso gli ambienti". Positiva anche la viceministra Anna Ascani che è in isolamento. Il consigliere regionale della Lombardia Marco Colombo, ex sindaco leghista di Sesto Calende, è ricoverato in terapia subintensiva all’ospedale di Circolo di Varese. Lo riferisce la Prealpina. Lui stesso in un post aveva annunciato la positività giovedì scorso. È stato inoltre trasferito nella serata di venerdì all’ospedale "Cotugno" di Napoli il deputato salernitano Edmondo Cirielli. Il parlamentare e Questore della Camera dei Deputati nei giorni scorsi era risultato positivo al Coronavirus. Il trasporto in ambulanza nell’ospedale partenopeo si è reso necessario a causa di una lieve dispnea che ha reso indispensabile il ricovero nella struttura specializzata campana. La situazione, da quanto si apprende, è sotto controllo. In giornata Cirielli sarà sottoposto a una Tac.





Coronavirus, nella notte fermi i treni di lunga percorrenza

Alla luce del decreto firmato dalla ministra delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, relativo alla riduzione dei treni ordinari a lunga percorrenza, si comunica che, nell’ambito di tale decisione, "da questa sera i treni notturni non saranno più disponibili". Al fine di contrastare e contenere l’emergenza sanitaria da Coronavirus, il Mit "sta progressivamente razionalizzando l’offerta in accordo con gli operatori sanitari, in considerazione del Dpcm dell’11 marzo".





Sequestrate a Roma mascherine anti Covid-19 non sicure

 

Numerose mascherine, prodotte “artigianalmente” da una sartoria di Roma del quartiere Portuense, erano pronte ad essere messe in commercio, sebbene non conformi alla normativa comunitaria e nazionale poiché sprovviste del marchio di qualità CE. Il titolare dell’attività, che aveva addirittura pubblicizzato la vendita dei manufatti, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma per frode in commercio dalle Fiamme gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano della Capitale. 

E’ questo un episodio emerso dall’attività della Guardia di finanza per contrastare i comportamenti illegali e fraudolenti che sfruttano l’attuale emergenza sanitaria determinata dal “Covid-19”. In una farmacia della zona di Guidonia Montecelio, al cui esterno era esposto un cartello con l’indicazione “maschere esaurite”, i finanzieri del Gruppo di Tivoli hanno rinvenuto e sequestrato 228 dispositivi della specie che venivano venduti al prezzo di 35 euro l’uno, cinque volte superiore al valore di acquisto. 

Per il titolare e tre suoi dipendenti è scattata la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di Tivoli per il reato di “manovre speculative su merci”, con conseguente richiesta di assegnazione dei dispositivi alla Protezione Civile, affinché siano utilizzati dagli operatori chiamati a gestire l’emergenza. Altre 480 mascherine non in linea con gli standard di sicurezza sono state scovate da militari della Compagnia di Frascati in una rivendita alla Romanina, acquistate “in nero” e occultate sotto il bancone. Anche in questo caso l’esercente è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma. 

Sono in corso indagini per risalire all’origine della “filiera” illegale. Dall’inizio dell’emergenza, sono state centinaia le attività commerciali di Roma e provincia controllate dalla Guardia di Finanza per verificare la corretta esposizione dei prezzi al pubblico e sventare ogni possibile pratica speculativa, commessa approfittando dell’aumento vertiginoso della domanda di mascherine e disinfettanti. L’attività rientra nel più ampio dispositivo di contrasto agli illeciti ai danni dei commercianti e dei cittadini onesti, soprattutto in un momento delicato come quello attuale. 





A Roma oltre 13mila controlli per arginare il Coronavirus

 

Ha provato a sottrarsi alle regole il titolare di un canapa shop che, in zona Nomentana, aveva aperto i battenti nonostante le prescrizioni, ma è stato sorpreso e denunciato da una pattuglia della Polizia Locale di Roma Capitale. Questo è solo uno degli oltre 13.000 controlli effettuati ieri su tutto il territorio capitolino, che hanno riguardato il rispetto delle norme a tutela della salute pubblica. Otto le persone denunciate, tra cui anche i gestori di tre banchi che esercitavano in sede impropria, vendendo prodotti in aree dalle caratteristiche tali da non garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro ed il contingentamento degli accessi.





Il Coronavirus congela il traffico in Italia. I dati dell’Esa

 

Uno dei primi effetti evidenti dell’isolamento degli italiani imposto dalla pandemia di Covid-19 è la sensibile riduzione dell’inquinamento in Italia. Lo rivelano i dati provenienti dal satellite Copernicus Sentinel-5P che mostrano una netta diminuzione delle emissioni di diossido di azoto, particolarmente visibile nel nord del Paese. Insomma, circolano meno auto e l’aria è più pulita. 

L’immagine elaborata dall’Agenzia spaziale europea, mostra la fluttuazione delle emissioni di diossido di azoto in tutta Europa dal primo gennaio 2020 fino all’11 marzo 2020, utilizzando una media di spostamento di 10 giorni. Questi dati sono ottenuti grazie allo strumento Tropomi a bordo del satellite Copernicus Sentinel-5P che mappa una varietà di inquinanti dell’aria a livello globale. 

Claus Zehner dell’ESA, responsabile di missione ESA per Copernicus Sentinel-5P, commenta: “La diminuzione delle emissioni di diossido di azoto sopra la Pianura Padana nell’Italia settentrionale è particolarmente evidente”. 

“Anche se potrebbero esserci minime variazioni nei dati, dovute alla copertura nuvolosa ed al cambiamento del tempo, siamo molto fiduciosi che la riduzione di emissioni che possiamo osservare coincida con la serrata in Italia che determina meno traffico e meno attività industriali”. 

Josef Aschbacher, Direttore ESA dei Programmi di Osservazione della Terra, commenta: “Tropomi, a bordo di Copernicus Sentinel-5P, è lo strumento più accurato oggi per misurare l’inquinamento atmosferico dallo spazio. Queste misurazioni, disponibili a livello globale grazie alla politica dei dati libera e aperta, forniscono informazioni vitali per i cittadini e per gli organi decisionali”. 

Il nuovo coronavirus Sars-Cov2 responsabile dell’epidemia di Covid-19 è stato recentemente dichiarato pandemico dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con più di 125.000 casi di malattia attualmente riportati a livello mondiale. In Italia, il numero di casi di Covid-19 si è alzato vertiginosamente rendendolo il Paese con il maggior numero di casi al di fuori della Cina. 

Nel tentativo di ridurre la diffusione della malattia, il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giuseppe Conte ha decretato il blocco dell’intera nazione, chiudendo scuole, ristoranti, bar, musei e altri luoghi designati in tutta Italia. 

Sentinel-5P Precursor – conosciuto anche come Sentinel-5P – è la prima missione del programma Copernicus dedicata al monitoraggio della nostra atmosfera. Il satellite ha a bordo lo strumento Tropomi per la mappatura di una varietà di gas traccia come diossido di azoto, ozono, formaldeide, anidride solforosa, metano, monossido di carbonio e gli aerosol – tutti che influenzano l’aria che respiriamo e di conseguenza la nostra salute, ed il nostro clima. 

Considerata la crescente importanza e la necessità di un monitoraggio continuo della qualità dell’aria, le prossime missioni Copernicus Sentinel-4 e Sentinel-5, che fanno parte del programma Copernicus dell’Unione Europea, monitoreranno i gas in traccia e gli aerosol chiave per la qualità dell’aria. Queste missioni forniranno informazioni sulla qualità dell’aria, sull’ozono stratosferico e sulla radiazione solare, oltre al monitoraggio del clima.





Siria, in 9 anni di guerra quasi 400mila vittime

 

Sono 384mila le persone uccise in nove anni di guerra in Siria e tra queste ci sono 116mila civili. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, che tramite una fitta rete di fonti sul terreno, ha elaborato un bilancio dal marzo del 2011 a oggi sulla base del continuo monitoraggio degli eventi e delle violazioni umanitarie negli ultimi nove anni. Altre fonti, come il Centro siriano di studi politici, parlano di circa mezzo milione di morti. E’ impossibile verificare in maniera indipendente e accurata questo tipo di informazioni.





Crimi (M5S): “Il Mes, ne dibattito Ue, è finito nelle varie ed eventuali”

 

 “I risultati si ottengono con i fatti. Le nostre istituzioni continuano a lavorare per il bene dell’Italia e per far valere la voce dei cittadini in Europa. Grazie al lavoro e alla credibilità di questo Governo, al presidente Giuseppe Conte e alla nostra sottosegretaria Laura Agea che ha portato avanti le istanze del Movimento 5 Stelle, all’Eurogruppo che si terrà lunedì il tema del Mes è stato relegato alle varie ed eventuali e non sarà più il primo punto all’ordine del giorno”. Lo afferma su Facebook Vito Crimi, capo politico del Movimento 5 stelle. 

“Gli sforzi di tutti – aggiunge – devono essere concentrati sull’emergenza Coronavirus e su come aiutare concretamente famiglie, lavoratori, imprese e tutti i cittadini”.





Salvini inflessibile: “Sono ancora troppe le attività aperte”

 

“Ancora adesso ci sono aperte troppe attività. Troppe attività sono costrette a stare aperte: non capisco con quale ragionamento ferramenta, profumerie, tabaccherie restano aperti”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a Canale Italia.

“Chi deve lavorare al servizio del prossimo – ha aggiunto Salvini – deve essere messo in sicurezza: non è possibile che poliziotti, pompieri, donne e uomini che lavorano in carcere siano lasciati senza mascherina. Non è possibile che manchino i camici. Uno stato che si chiami stato deve essere in grado di garantirlo”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a Canale Italia.

Salvini, commentando le notizie secondo cui continuerebbe, nonostante il divieto di spostamento per via dell’emergenza Coronavirus, l’esodo da nord a sud, ha chiesto inoltre controlli più stretti sui treni: “Chiediamo con forza al governo di controllare rigorosamente se chi sta viaggiando in treno per l’Italia ha motivi seri per farlo: l’ignoranza di pochi non può mettere a rischio la salute di tutti”.

 





Primo farmaco specifico per combattere Covid-19

 

Primo farmaco specifico per combattere Covid-19

 

E’ stato messo a punto il primo farmaco specializzato per aggredire il coronavirus Sars-CoV2. E’ un anticorpo monoclonale, specializzato nel riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane.

La ricerca è pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang. I ricercatori hanno detto alla Bbc che saranno necessari mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà essere sperimentato per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.

Legandosi alla proteina Spike, che si trova sulla superficie del coronavirus, l’anticorpo monoclonale le impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi. Per questo motivo i ricercatori sono convinti che l’anticorpo ha delle potenzialità importanti "per il trattamento e la prevenzione della Covid 19".

I ricercatori stavano già lavorando a un anticorpo contro la Sars quando è esplosa l’epidemia di Covid-19 o Sars2 e si sono resi conto che gli anticorpi efficaci contro la prima malattia riuscivano a bloccare anche la seconda.
Gli studi sono ancora in corso e l’anticorpo deve essere sottoposto a test molto rigorosi, ma i ricercatori sperano di convincere una compagnia farmaceutica a produrlo. Tutto questo, secondo gli scienziati di Utrecht, richiederebbe molto meno tempo che sviluppare un vaccino per il nuovo coronavirus.





Coronavirus inarrestabile in Lombardia, i positivi sono 11.685 e le vittime 966

 

Salgono a 966 i decessi per Coronavirus in Lombardia; in terapia intensiva sono ricoverati 732 pazienti, 85 in più di ieri. I positivi sono complessivamente 11.685 persone. Lo ha annunciato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

“I numeri evidenziano una crescita della diffusione del contagio. Una crescita costante, con un leggero incremento”, ha detto Gallera. I dimessi dall’inizio dell’emergenza sono 1.660; 149 pazienti sono stati dimessi dopo essere stati in terapia intensiva.

 




Covid-19, altre 175 vittime. I positivi sono 17.750. 7.680 in isolamento domiciliare

 

"Il numero dei decessi è di 175". E’ il dato diffuso da Angelo Borrelli, commissario straordinario per l’emergenza coronavirus. Il totale dei decessi è 1441. "Oggi registriamo 527 guariti, per un totale di 1966. Abbiamo 2795 nuovi casi, il totale dei positivi è 17750. Di questi, 7680 sono in isolamento domiciliare, mentre 1518 sono in terapia intensiva", ha aggiunto.