Decreto Cura Italia, il testo integrale

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Raggi: “Acquisite dal Comune Roma le ultime aree del parco della Caffarella”

 

 

“Anche in questi giorni di emergenza e misure eccezionali portiamo avanti il nostro lavoro per Roma. Abbiamo acquisito al patrimonio della città le ultime aree private del Parco della Caffarella. Un atto storico che conclude il lungo processo di espropri ed acquisizioni iniziato ben 24 anni fa con l’accordo di programma per la Realizzazione del Parco”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. “Si tratta di due aree e un piccolo fabbricato rurale adiacenti al casale di Vigna Cardinali. Lo potete vedere in questa foto. Nel 2005 fu espropriato il Casale, che ora ospita la Casa del Parco, non l’area limitrofa a causa di un contenzioso con un ex affittuario. 

Anche in questi giorni di emergenza e misure eccezionali portiamo avanti il nostro lavoro per Roma. Abbiamo acquisito al patrimonio della città le ultime aree private del Parco della Caffarella. 

Un atto storico che conclude il lungo processo di espropri ed acquisizioni iniziato ben 24 anni fa con l’accordo di programma per la Realizzazione del Parco. Si tratta di due aree e un piccolo fabbricato rurale adiacenti al casale di Vigna Cardinali. Lo potete vedere in questa foto. Nel 2005 fu espropriato il Casale, che ora ospita la Casa del Parco, non l’area limitrofa a causa di un contenzioso con un ex affittuario”, ricorda Raggi. 

“Grazie al costante e paziente lavoro degli uffici del dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale siamo riusciti ad acquisire queste ultime aree che rischiavano di non essere più disponibili in quanto era decaduto il vincolo di pubblica utilità. Un’ultima, importantissima superficie verde che permette di fare un altro passo nel percorso per rendere completamente fruibile ai cittadini l’intero Parco della Caffarella, cuore storico ed archeologico del Parco dell’Appia Antica Grazie al costante e paziente lavoro degli uffici del dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale siamo riusciti ad acquisire queste ultime aree che rischiavano di non essere più disponibili in quanto era decaduto il vincolo di pubblica utilità”, continua la sindaca. “Un’ultima, importantissima superficie verde che permette di fare un altro passo nel percorso per rendere completamente fruibile ai cittadini l’intero Parco della Caffarella, cuore storico ed archeologico del Parco dell’Appia Antica”, conclude.





Covid-19, appelli per la sicurezza sanitaria nelle Isole di Ponza e Ventotene

 “Emergenza Coronavirus: occorre una postazione sanitaria per il controllo dei passeggeri diretti a Ponza e Ventotene”. A lanciare l’allarme e la proposta in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. “Nell’ambito della riunione dei capigruppo consiliari della Regione Lazio ho avuto modo di porre all’attenzione il problema. Il vicepresidente della giunta Daniele Leodori ha garantito che del tema – ha spiegato – ne avrebbe parlato nella conferenza con i direttori generali delle Asl del Lazio. La veloce propagazione del Covid-19 purtroppo sta creando apprensione ed angoscia nella popolazione residente delle isole di Ponza e Ventotene,  soprattutto in relazione al fatto che si verrebbero a creare diversi problemi logistici per la gestione sanitaria nel caso di un eventuale presenza di contagiati”. “Mi faccio quindi portavoce di una richiesta peraltro già inoltrata dal sindaco di Ponza Franco Ferraiuolo insieme all’assessore Michele Nocerino e dal sindaco di Ventotene Gerardo Santomauro, inviata alla Regione e al Prefetto di Latina, al fine di ottenere l’istituzione al porto di Formia, di una postazione sanitaria per il controllo dei passeggeri diretti alle isole pontine.  A mio parere – conclude- la richiesta formulata dagli amministratori delle due isole pontine appare più che fondata e fa leva anche sulla recente ordinanza emanata dal presidente della Regione Campania, nella quale si limita l’accesso alle isole del Golfo di Napoli”.





Coronavirus, in quarantena autista Atac. Ricercati i contatti

 

 

La moglie è positiva al Covid19 e – a quanto si apprende – un autista dell’Atac è in quarantena. Sono scattati subito i protocolli sanitari e l’azienda di trasporto sta ricostruendo i contatti professionali dell’autista ma al momento non ci sarebbero particolari motivi di preoccupazione. L’autista infatti, che risiede fuori Roma, da diversi giorni, almeno una settimana, era a casa per un infortunio. 

Sono state attivate e concluse le procedure di sanificazione, anche nel deposito di Grottarossa, a cui l’autista era assegnato. 

Le disposizioni sanitarie adottate per l’emergenza coronavirus in Atac prevedono comunque la sanificazione ogni sera dei bus, la chiusura della porta anteriore ai passeggeri e una catenella che separa la cabina degli autisti dal corridoio e dai primi posti passeggeri. 





Positiva a Covid-19 la Sindaca di Sacrofano

“A seguito di acquisizione di tampone positivo per la ricerca Covid 19 del Sindaco di Sacrofano, già in quarantena dal 7 marzo us, è stata avviata l’indagine epidemiologica per tracciare i contatti”. Lo spiega la Asl Roma 4 su Facebook riferendo quanto sta accadendo in queste ore in merito alla positività di Patrizia Nicolini, sindaco di Sacrofano e aggiunge: “il Sindaco ha fornito un elenco delle persone a stretto contatto, le quali sono state rintracciate e poste in quarantena. Dall’indagine è emerso che in data 3 marzo si era tenuta, presso la sala Tanzi di Sacrofano, una conferenza stampa con oltre 150 partecipanti. Considerato il tempo di latenza tra la data della conferenza e la comparsa dei sintomi a carico del Sindaco, iniziati il 7 marzo, si ritiene possibile – spiega la Asl – che l’evento sia stato occasione del contagio”. Di qui l’invito ai partecipanti all’evento del 3 marzo, a “contattare il proprio medico o i numeri predisposti 06 96669455, 06 96669330, 06 96669329 per segnalare eventuale comparsa di sintomi influenzali (febbre, mal di gola, tosse secca o difficoltà respiratoria) fino a 14 giorni a partire da tale databe porsi immediatamente in isolamento domiciliare fiduciario. I partecipanti che in tale periodo non abbiano sviluppato sintomi non devono preoccuparsi” rassicura la Asl.





L’Assessore regionale D’Amato alla Raggi: "In guerra meglio evitare il fuoco amico"

Coronavirus, D’Amato a Raggi: in guerra evitare il fuoco amico

 “In guerra bisogna essere uniti e soprattutto evitare il fuoco amico. Le dichiarazioni odierne della sindaca Raggi sulle terapie intensive disorientano, sono destituite di fondamento ed allarmano i cittadini”. Così l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Abbiamo messo in cantiere in pochi giorni un numero straordinario di posti letto: 1.000 su Roma e 200 di terapie intensive destinate all’emergenza Covid. In pochi giorni abbiamo realizzato il Covid 2 Hospital Columbus e il Covid 3 Hospital che partirà mercoledì a Casal Palocco. Sono già partiti i lavori per la torre 8 del Policlinico di Tor Vergata e l’Eastman con 46 posti letto. Voglio ringraziare tutto il personale del Servizio sanitario regionale”.





Covid19, Raggi: costante contatto protezione civile per mascherine

 

 “Sto sentendo la Protezione civile nazionale e regionale per riuscire a ottenere un primo stock di mascherine per le forze dell’ordine, la protezione civile, per per gli autisti”, lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, in un video su Facebook, aggiungendo: “Potete immaginare come tutta Italia sia alla ricerca di queste mascherine, che stanno arrivando un po’ per volta. E’ evidente che il governo sta dando la priorità agli operatori sanitari, ai medici, che tutti i giorni sono in ospedale, sono in corsia, nei pronti soccorso, e vedono i malati covid positivi tutti i giorni. Loro devono avere le protezioni Fp3, la priorità va a loro, poi tutto il resto sarà distribuito a tutti gli altri operatori che sono in strada e ci aiutano. E A tutti loro va il mio ringraziamento”.





Coronavirus, Zingaretti: Lazio, altri due Covid Hospital

“Dopo Spallanzani e Colombus Gemelli subito al via altre due strutture: all’Istituto Casalpalocco e al Policlinico di Tor Vergata”. Lo ricorda su Facebook il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, sottolineando che “in pochi giorni stiamo costruendo senza sosta il sistema straordinario della sanità del Lazio per fronteggiare il coronavirus. Grazie a tutte le strutture e agli operatori per il loro immenso lavoro!”.




Amazon, proclamato lo stato d’agitazione e sciopero nel mega-impianto di Passo Corese per le mancate misure anti virus

“È inaccettabile che un gigante dell’economia globale come Amazon, che fattura miliardi ogni anno, non rispetti le disposizioni del Governo in materia di contenimento del Covid-19. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione, abbiamo avuto delle rassicurazioni da parte dell’azienda sull’attuazione delle disposizioni del DPCM del 9 marzo 2020, eppure continuiamo a ricevere segnalazioni in merito all’impossibilità di rispettare la distanza di sicurezza di un metro negli spazi comuni e anche durante l’ordinaria attività lavorativa nel reparto AFE, anche causa del forte rumore presente nello stabilimento che non consente le comunicazioni a distanza tra i lavoratori. ‪Lo dichiarano, in una nota, Massimo Pedretti della Filt Cgil Roma Lazio e il segretario generale di Nidil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene Mihai Popescu. “Lo scorso 14 marzo – continuano – le parti sociali hanno firmato con il Governo il ‘Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro’ che prevede la prosecuzione delle attività produttive solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione e il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali, con la conseguente riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per permettere alle imprese di tutti i settori di applicare tali misure e la conseguente messa in sicurezza del luogo di lavoro. Per questo abbiamo anche chiesto ad Amazon l’immediata convocazione del Comitato di cui all’articolo 13 del Protocollo del 14 marzo, per verificare l’applicazione delle regole definite con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS. Abbiamo chiesto all’azienda e alle ApL di procedere alla dotazione di tutto il personale almeno di mascherine e guanti conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie ma il nostro appello è rimasto inascoltato. Per queste ragioni, abbiamo comunicato ad Amazon e alle agenzie per il Lavoro Adecco e GiGroup che le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Passo Corese, sia diretti che in somministrazione, si asterranno dall’attività lavorativa fino al recepimento integrale delle disposizioni da parte dell’azienda. Ricordiamo a tutti gli interessati che tale astensione è prevista dall’articolo 44 del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro che stabilisce che è diritto dei lavoratori e delle lavoratrici, in caso di emergenza e di pericolo grave, abbandonare il posto di lavoro e sospendere l’attività lavorativa, senza subire alcuna conseguenza. Per quanto riguarda i lavoratori in somministrazione, si ricorda che l’articolo 40 del CCNL della somministrazione prevede che, in caso di inadempienza sulla sicurezza da parte dell’azienda utilizzatrice, il lavoratore abbia diritto comunque alla retribuzione. Per segnalare l’inadempienza bisogna compilare il modello C del CCNL scaricabile a questo link http://bit.ly/2UfSTpe e inviarlo alla propria agenzia per il lavoro. Per ogni dubbio o chiarimento contattare Nidil Cgil al numero 0656557641″





Coronavirus, D’Amato: Lazio, covid Hospital 3-4, c’è ordinanza

Tutto pronto al Covid Hospital 3 di Casal Palocco. Da domani sarà operativo”. La Regione Lazio va avanti nel prepararsi all’emergenza Coronavirus, alla “guerra” come l’ha definita spesso l’assessore regionale del Lazio alla sanità, Alessio D’Amato, e sta rafforzando la rete ospedaliera aumentando i posti letto e le terapie intensive. Dopo l’apertura ieri del Covid Hospital al Columbus, lo Spallanzani 2, tutto pronto a Casal Palocco mentre al Policlinico Tor Vergata lavori in corso per stanze a pressione negativa per Covid Hospital 4″.“Mercoledì - fa sapere l’Assessore D’Amato - saranno attivi i primi 12 posti di terapia intensiva e 20 posti di degenza infettivologica a Casal Palocco che sarà uno ‘spoke’ dell’Istituto L. Spallanzani, mentre sta proseguendo il lavoro per svuotare la torre 8 del Policlinico di Tor Vergata. E’ una vera e propria corsa contro il tempo – sottolinea – e voglio ringraziare tutte le strutture e gli operatori del Sistema sanitario regionale per il lavoro che stanno svolgendo”.





Coronavirus, spiare la vita dei contagiati non è un reato

 Lo ’spionaggio’ a tappeto dei contagiati con tracciamento dei cellulari e riconoscimenti facciali, sul modello adottato dalla Corea del Sud per evitare la diffusione del Coronavirus, "non calpesterebbe necessariamente i diritti dei

cittadini, perche’ anche in Europa quello della protezione dei dati personali non e’ un diritto assoluto, bensi’ va bilanciato con gli altri diritti fondamentali e in questo caso con quello alla salute, non solo individuale, ma collettiva". Lo dice l’avvocato Andrea Lisi, esperto di diritto digitale e presidente di Anorc Professioni, durante un’intervista alla Dire, commentando le misure di contenimento del virus messe in campo da Seul, che in Europa hanno fatto discutere. Secondo quanto spiega Lisi l’attuale regolamento europeo, il 2016/679 Gdpr, "prevede la difesa del diritto fondamentale dell’individuo alla protezione dei dati personali, un diritto che possiamo ritenere oggi indirettamente garantito anche dalla Costituzione, che pero’ stabilisce non solo la protezione, ma anche l’adeguata circolazione dei nostri dati personali. Se c’e’ un’emergenza eccezionale come quella che si vive oggi- continua l’esperto- si entra nella sfera del diritto alla salute che e’ altrettanto fondamentale. Quindi in ipotesi eccezionali piu’ Stati europei potrebbero in qualche modo ridimensionare il diritto alla protezione dei dati favorendo la circolazione di alcuni dati con delle forme di controllo e garanzia, bilanciandolo cosi’ con queste esigenze eccezionali di tutela

della salute pubblica".

"Per fare una cosa del genere - spiega ancora l’esperto di diritto digitale e presidente di Anorc Professioni - sarebbe opportuno lavorare su una normativa europea

specifica e di emergenza che operi quel bilanciamento tra i due diritti, cioe’ il diritto alla cosiddetta privacy e il diritto fondamentale alla salute, che potrebbe avere un enorme giovamento nel caso odierno grazie alla verifica degli spostamenti, dei contatti tra persone infette. È chiaro che bisognerebbe stabilire i tempi precisi di questo tracciamento, le modalita’, le procedure di sicurezza per garantire che soltanto alcuni

specifici autorizzati possano accedere a quei dati e fino a che punto quei dati possono essere esposti senza essere previamente pseudoanonimizzati o anonimizzati. Quindi non possiamo pensare in Europa ad arrivare un controllo generalizzato e pervasivo dei

cittadini, pur giustificato dall’emergenza, ma ad un equo bilandiamento tra i diversi diritti in gioco, determinando tempi e modi certi di questa forma di tracciamento e confermandone l’eccezionalita’ e le dovute garanzie".

"Anche i padri del diritto alla protezione dei dati come Stefano Rodota’ e Giovanni Buttarelli - conclude Lisi - non hanno mai pensato al diritto alla privacy come a un diritto assoluto, ricordiamocelo. Oggi stiamo combattendo una guerra e quindi alcune garanzie individuali possono essere compresse, come e’ stato del resto con la liberta’ di muoversi".




Confessioni all’Agenzia Dire di un ex Dipendente del Forlanini: “Struttura compromessa. Anni e milioni per farla ripartire”

Rimettere in sesto il Forlanini per l’emergenza coronavirus? "È quasi impossibile, servirebbero anni e molti milioni per rimetterlo a posto: anche il padiglione centrale, strutturalmente messo un po’ meglio del resto, potrebbe avere gravi danni all’impiantistica a causa della cannibalizzazione e del furto dei cavi elettrici proseguito negli anni". A spiegarlo all’agenzia Dire e’ Francesco Ceccangeli, che all’Ospedale Carlo Forlanini di Roma ci ha lavorato per ben 41 anni fino a 4 anni fa, seguendone la logistica e altri servizi da dipendente dell’Economato.

"Inizialmente, quando c’era ancora una parte attiva, nel corpo centrale alcune cose si potevano salvare, ma il problema serio e’ stata la cannibalizzazione da parte di senza fissa dimora e la predazione dei elettrici cavi", ha sottolineato Ceccangeli. La zona centrale "forse in parte e’ ancora agibile ma solo quella, ma non e’ neanche detto perche’ mentre venivano rubati i cavi dell’ettricita’, parliamo di cavi grossi di portata, si creavano problemi ai malati che rischiavano di morire e venivano spostati nei nuovi padiglioni del San Camillo". E se nel corpo centrale "forse qualcosa si puo’ fare, magari un ospedale da campo ma dipende dalla situazione degli impianti, che fino a qualche anno fa era seriamente compromessa", nel resto della struttura "assolutamente no: ci sono infiltrazioni d’acqua ovunque, metterci le mani purtroppo sarebbe molto dura".

Gia’ 6-7 anni fa, racconta l’ex dipendente, "per tenerlo in piedi ai tempi di Renata Polverini con solo pochissimi reparti aperti, come radiologia centrale, malati terminali e medicina

nucleare, che credo sia ancora funzionante, il dg dell’epoca mi diceva che erano necessari 20 milioni di euro l’anno. Dispiace a tutti perche’ poteva essere l’ospedale perfetto in questo

momento, si poteva tenere isolato, aveva due parchi, due teatri: e’ un un peccato, ma si e’ trattato di una scelta politica. Si e’ cominciato a chiudere i grossi ospedali a causa degli alti costi di manutenzione".

Il Forlanini, ha ricordato Ceccangeli, "e’ un corpo unico fatto negli Anni 30, e si e’ deciso di dare priorita’ allo Spallanzani e al San Camillo, dove sono state spostate le funzioni. Ora al Forlanini, senza manutenzione e preda di cannibalismo, sono rimasti solo gli ammnistrativi del San Camillo, nell’ex padiglione ortopedico, l’unica struttura separata".

Per una riapertura celere compatibilmente con i tempi dell’emergenza coronavirus "il problema serio e’ che bisognerebbe conoscere la situazione dell’impiantistica, per i

macchinari di autoventilazione puo’ essere un grave problema.

Forse ci si potrebbe montare un ospedale da campo ma il problema serio, ripeto, e’ quello dell’impiantistica, anche se 4-5 anni fa non c’erano infiltrazioni d’acqua. C’e’ pero’ da dire che tutti I balconi presentavano gia’ allora problemi di stabilita’, e lo stesso vale per I riscaldamenti: sono delle serpentine a terra montate sotto il pavimento negli Anni 30, chissa’ in che condizioni potranno essere".

A lungo termine pero’, per Ceccangeli, "la struttura c’e’ e si puo’ ripensare, era una struttura molto importante ma non si puo’ pensare di rimetterla in piedi adesso, servirebbero anni e molti milioni per metterla a posto. Detto questo- ha concluso- una ristrutturazione varrebbe veramente la pena, anche perche’ abbiamo visto che lo Spallanzani da solo non regge e sono stati necessari altri Covid Hospital. Visto che queste epidemie si ripetono ciclicamente, sarebbe intelligente e giusto prevedere altre strutture: non buttiamo un patrimonio che in 3-4 anni potrebbe tornare a disposizione di tutti".





La ministra Bellanova annuncia un Decreto contro lo spreco del latte italiano

 

La ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova ha firmato un decreto “per destinare sei milioni di euro all’acquisto di latte fresco, prodotto da latte italiano raccolto nel periodo di maggiore rischio di spreco, per la relativa distribuzione gratuita alle persone più bisognose”. Lo afferma la stessa Bellanova dopo la firma del provvedimento di ripartizione annuale del Fondo per la distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti. Il decreto è stato inviato alla ministra del lavoro Nunzia Catalfo per la firma. 

“Con queste risorse – sottolinea la ministra – possiamo arrivare a circa 180mila quintali di latte salvato dallo spreco e destinato ai più bisognosi. Voglio ringraziare tutti i componenti del Tavolo indigenti del ministero e in particolare gli enti caritativi, che hanno dato la loro approvazione molto rapidamente. Lavoriamo tutti uniti insieme ad allevatori e produttori affinchè nemmeno un litro di latte venga perso”. 

“Con lo stesso obiettivo – aggiunge Bellanova – abbiamo inserito nel decreto legge di oggi (per l’emergenza coronavirus, ndr) una dotazione aggiuntiva per il Fondo indigenti da 50 milioni di euro. Assicureremo derrate alimentari a chi ne ha bisogno, evitando il più possibile che si sprechi il cibo”. 




Contro Covid-19 Federalberghi si mette a disposizione

 

Gli albergatori sono pronti a dare il loro contributo per l’emergenza coronavirus e “non ci sarà nessuna necessità di requisire” gli hotel. Lo assicura il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, dopo il decreto legge del governo che prevede la possibilità di requisire strutture alberghiere per ospitare persone in quarantena. “Eravamo già pronti a questa eventualità – sottolinea Bocca – e saremo i primi a fare la nostra parte per supportare l’emergenza sanitaria del paese mettendoci a disposizione per tutto ciò che rientri nelle nostre possibilità”. 

Gli albergatori “sono sempre stati vicini alla popolazione e al fianco della Protezione civile nelle situazioni di emergenza, ospitando decine di migliaia di persone ogniqualvolta si sono verificati eventi gravi quali terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche e tante altre calamità”. 

“Se si renderà necessario e così sembra – aggiunge Bocca – ci metteremo al lavoro, insieme alle autorità, per individuare soluzioni che consentano di soddisfare le esigenze sanitarie senza turbare il normale svolgimento dell’attività d’impresa”. 

Intanto in diverse località le Federalberghi territoriali “stanno collaborando con le Regioni e le prefetture per una cernita che riguardi le soluzioni più idonee. Tra queste Torino e la Toscana e, via via, si stanno unendo allo sforzo comune le altre realtà della federazione che operano nel paese”. 





La sottosegretaria Guerra: "Tutele universali per salute e lavoro"

 

 

L’ultimo decreto del governo per l’emergenza coronavirus “conferma come prioritaria la tutela della salute di tutti i cittadini, a partire da quelli più deboli”. Lo afferma la sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra, sottolineando le “misure come il reclutamento straordinario di personale, l’acquisto dei dispositivi medici necessari, il potenziamento della rete di assistenza territoriale, la possibilità di requisire presidi sanitari anche dai privati”. 

“Allo stesso modo – spiega la sottosegretaria – il sostegno al lavoro e al reddito riguarda tutte le tipologie di lavoro, dipendente e autonomo, con un ampliamento senza precedenti degli ammortizzatori sociali, la previsione di un sostegno una tantum per chi comunque dovesse risultare non coperto, e un blocco ai licenziamenti messi in atto dal 23 febbraio”. 

“A tutte le imprese – aggiunge Guerra – è garantita liquidità, attraverso garanzie che possono attivare fino a 350 miliardi di finanziamenti, la sospensione delle rate dei mutui, e la sospensione dei versamenti non solo dell’Iva, per la stragrande maggioranza dei contribuenti, ma anche delle ritenute sul lavoro e dei contributi sociali, che premia le imprese in cui si continua a lavorare”.





Conad lancia un grido d’allarme: "Impossibili i limiti fisici nei punti vendita"

 

Le catene della grande distribuzione (Gdo) “possono gestire solo limiti di orario alla loro attività e non possono essere messi in pratica limiti fisici nei punti vendita”. Lo sostiene l’amministratore delegato della Conad, Francesco Pugliese, secondo cui “la Gdo può garantire i limiti di orario previsti dal decreto approvato dal governo. Dobbiamo essere liberi di vendere tutto quello che è sui nostri scaffali perchè non ci è possibile, invece, creare confini tra le diverse categorie di prodotti dentro i punti vendita”. 

Pugliese sottolinea che “le estensioni di orario e le aperture domenicali e nei giorni festivi erano state concesse per dare la possibilità a quei consumatori che lo richiedevano, avendo stili di vita e di lavoro molto intensi. Poichè è evidente che in questo difficile momento tali estensioni non siano importanti per i cittadini, la riduzione dell’orario di esercizio dalle 8.30 alle 19 nei giorni feriali e prefestivi costituisce già una notevole limitazione all’attività di supermercati e ipermercati. Limitazione comprensibile anche per consentire al personale l’uso dei mezzi pubblici (che ora hanno limiti negli orari di servizio serale) per raggiungere e tornare dal posto di lavoro”. 

L’apertura alla domenica mattina, “pur ponendo un nuovo limite di orario, rappresenta comunque un momento importante per offrire ai cittadini una alternativa in più per gli approvvigionamenti, soprattutto per rifornire le persone anziane e le famiglie”. 

“Non possono essere organizzate – spiega l’ad – perchè impossibili da creare e gestire, aree interdette al pubblico per la vendita di prodotti non alimentari all’interno di supermercati e ipermercati, in quanto spesso non esistono vere e proprie aree riservate a quelle categorie merceologiche. Per essere serviti bene e in ossequio alle regole di sicurezza in vigore, i cittadini devono essere liberi di acquistare tutto quello di cui hanno bisogno e che trovano nei punti vendita della Gdo”. Una limitazione alla libertà dei consumatori nei punti vendita “richiederebbe al personale un impegno assolutamente incompatibile con le esigenze attuali di servizio nel rispetto dei limiti di sicurezza già in essere”. 

“Questa decisione su orari e libertà di vendita – aggiunge Pugliese – consentirebbe di avere univocità nella interpretazione del decreto legge. Bisogna infatti evitare interpretazioni regionali, che porterebbero incertezza e potrebbero causare disservizi ai cittadini. Nell’auspicio di poter tornare presto ai normali orari, le aziende e il personale della Gdo rimangono a disposizione delle autorità locali per gestire eventuali casi di emergenza e garantire generi alimentari in ogni caso”.





La Francia segue le direttive italiane. Macron: “Siamo in guerra”. E da Parigi fuggono in migliaia

“Siamo in guerra, una guerra sanitaria, il nemico è invisibile” e soltanto la mobilitazione generale aiuterà a vincere questa epidemia, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron aggiungendo che gli spostamenti dei francesi saranno limitati drasticamente, è necessario “stare a casa e uscire soltanto se strettamente necessario”.

Le misure saranno in vigore da domani a mezzogiorno e per 45 giorni, “è fondamentale rispettare la distanza di sicurezza di un metro” e le “aziende dovranno facilitare il lavoro da remoto”. Macron ha anche avvertito di punizioni per chi trasgredirà le regole. Intanto a Parigi si è scatenato il panico, con una vera e propria fuga dalla città. L’annuncio di misure restrittive da parte del presidente Emmanuel Macron, con l’entrata in vigore del divieto di spostamenti, ha scatenato un’ondata di partenze dalla capitale francese. Le telecamere dell’emittente Bfmtv, in particolare, hanno documentato l’assalto ai treni nella stazione di Montparnasse. Centinaia di passeggeri, spesso con più di una valigia, sono salite a bordo dei convogli in uscita dalla città per raggiungere altre località. Scene già viste in Italia, nei giorni scorsi, in particolare con le partenze da Milano verso il Meridione.




Una app per avere certezze sul Coronavirus

 

Si chiama “Iorestoacasa” e permette a tutti di effettuare una autovalutazione del comportamento adottato per far fronte all’emergenza Coronavirus e di eventuali sintomi. E’ l’app lanciata dalla Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane (FISM), in collaborazione con Exprivia, alla luce della diffusione del contagio e del boom di casi di persone positive al Coronavirus registrati sul territorio nazionale.

L’app, dotata di funzionalità avanzate per l’analisi anonima dei dati con l’Intelligenza Artificiale, consente di rispondere a una serie di domande che indagano su sintomi, viaggi, famiglia, abitudini e vaccini fatti. In base alle risposte del cittadino, la tecnologia valuterà il livello di attenzione – alto, medio o basso – da prestare alle proprie condizioni di salute, fatte salve tutte le rigorose prescrizioni emanate da Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità. Il download è gratuito, basta cercare “iorestoacasa” nello store ufficiale Android. Il servizio sarà a breve attivato anche sullo store iOS.





Zaia non molla. "Tamponi a tappeto, del bilancio non mi importa"i

 

 “Tamponi a tappeto”. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia parla dalle pagine del Corriere, della sua linea sanitaria in Veneto, dopo il focolaio di Vo Euganeo. “Anche se trovo un solo positivo – afferma il governatore – significa che avrò 10 contagiati in meno”. Zaia, che respinge le polemche “con l’autorità centrale e le rivendicazioni di autonomia” almeno per ora, afferma di voler pagare tutto con i soldi della Regione: “Del bilancio mi importa poco – sostiene – vale sempre meno della vita dei miei concittadini. Non mi faccia dire che me ne frego dei soldi, ma insomma ci siamo capiti. Tutto a spese nostre”. E per far fronte alla necessità dei test che “le aziende li distribuiscono con il contagocce”, “noi li facciamo in casa”.

A sostegno della sua linea, diversa da quella di altre regioni, dice che “Se non avessimo fatto i tamponi a tutti, a Vo ci sarebbe stata una epidemia. Se per assurdo fai il test a una intera popolazione, quanto meno hai una istantanea di chi è necessario isolare”. Quello che avviene in Veneto è una ricostruzione “dei contatti di una persona trovata positiva e sintomatica, e poi li sottoponiamo a loro volta al tampone. Siamo a quota 40mila in tutta la Regione: 2.700 postivi asintomatici, e ne abbiamo isolato altre 7mila che hanno avuto contatti con loro”.

A chi gli fa notare della nostra comunità scientifica che è una sorta di “pesca a strascico”, lui replica : “Massimo rispetto per tutti, davvero. Ma è lo stesso mondo che non ci ha dato alcuna indicazione mentre il Coronavirus stava arrivando. Molti suoi membri dicevano che era una semplice influenza. Altri che la mascherina va portata solo dalla persona sintomatica”.





De Micheli (Trasporti) avverte: "Pronti a nuove restrizioni"

  

“Più che un blocco è la riduzione al minimo essenziale del trasporto come previsto dal decreto del governo, con l’eccezione di motivi di lavoro urgenti, salute e situazioni improrogabili”. La ministra alle Infrastrutture, Paola De Micheli, parla del blocco dei collegamenti con la Sicilia dalle pagine del quotidiano della Repubblica, difendendo la misura in nome dell’articolo 32 della Costituzione sul diritto alla salute, e non nega la possibilità di altre misure più restrittive da parte del governo per far fronte al contagio da Coronavirus.

“ll muro diventerebbe inevitabile se mancasse la consapevolezza delle persone a rispettare a queste regole” ha detto, aggiungendo: “Potremmo studiare ulteriori restrizioni.

Cercando un equilibrio con i diritti dei cittadini, equilibrio che però corre sul filo tra le decisioni del governo e la consapevolezza del momento da parte di ognuno”. A chi le chiede se non fosse stato meglio chiudere prima tutto lei risponde: “Fino a dieci giorni fa la parola d’ordine era che stavamo ammazzando l’economia. Chi governa in un momento eccezionale, unico nella storia delle democrazie occidentali, prende delle decisioni anche quando sono condivise. Noi non abbiamo seguito il gioco del pendolo sulla base dei click o dei like. Abbiamo scelto di affidarci alla scienza sia per le discussioni trasportistiche sia per la sicurezza dei lavoratori”.

Sul rischio di un collasso anche per il sistema degli autotrasportatori che garantiscono servizi essenziali come farmaci e alimentari la ministra rassicura. “Garantisco che la categoria della logistica è determinata a stare al servizio del Paese. Con una serie di garanzie sanitarie che il governo fornisce. Sono tutti molto motivati e agonistici” ha detto aggiungendo di voler abbracciare “tutti i camionisti e i lavoratori della logistica che hanno lavorato in condizioni di incertezza, subìto soste prolungate e non hanno mai mollato”.





Papa Francesco in preghiera: “Il signore sia vicino ai nostri nonni”

“Io vorrei che oggi pregassimo per gli anziani che soffrono questo momento in modo speciale, con una solitudine interiore molto grande e alle volte con tanta paura. Preghiamo il Signore perché sia vicino ai nostri nonni, alle nostre nonne, a tutti gli anziani e dia loro forza. Loro ci hanno dato la saggezza, la vita, la storia. Anche noi siamo vicini a loro con la preghiera”.

Papa Francesco è tornato a pregare per tutti gli anziani, particolarmente colpiti ed esposti dal diffondersi del coronavirus durante la messa mattutina a Santa Marta, trasmessa in streeming.

“Gesù – ha detto Francesco commentando il Vangelo proposto nella liturgia odierna – viene dal fare una catechesi sull’unità dei fratelli e la finì con una bella parola: ‘Vi assicuro che se due di voi, due o tre, si metteranno d’accordo e chiedono una grazia, sarà loro concessa. L’unità, l’amicizia, la pace tra i fratelli attira la benevolenza di Dio”.





Denuncia di Anaao-Assomed: “Ci hanno dato mascherine di carta”

“Il problema delle mascherine è un problema terrificante e appartiene alla qualità delle stesse. Questo problema è stato avallato da una legge che ha modificato la certificazione delle stesse. Dall’estero sono arrivate mascherine che sono carta, con che coraggio si può prendere in giro un operatore sanitario in questo modo? Ricordiamo che la durata delle mascherine chirurgiche è stata stimata in circa 6-8 ore e c’è un razionamento in tutti gli ospedali dove siamo costretti a portarci a casa le mascherine, al termine di una giornata di lavoro, come se fosse oro di famiglia”. Lo ha detto il dottor Pierino Di Silverio, responsabile Anaao Assomed Settore Giovani, su Radio Cusano Campus.

“Siamo veramente alla frutta, in questo modo non si tutelano i lavoratori ma si mettono a rischio. Non voglio aprire polemiche ma non si può tacere quella condizione drammatica in cui si trovano i medici a lavorare, una situazione che nessuno si aspettava e a cui non siamo preparati. L’impressione, quando noi medici torniamo a casa e mettiamo la testa sul cuscino, è quella di aver fatto una guerra dove noi siamo i soldati che vanno in prima linea e non abbiamo però nè caschi, nè armi, nè uniformi, ma noi però ci siamo sul campo, tutti i giorni”, ha aggiunto il medico.

 





Donazione di Berlusconi per la realizzazione dell’ospedale d’emergenza in Fiera. Dieci milioni a Regione Lombardia

Silvio Berlusconi ha deciso di mettere a disposizione della Regione Lombardia, tramite una donazione, la somma di 10 milioni di euro, necessaria per la realizzazione del reparto di 400 posti di terapia intensiva alla fiera di Milano (o, eventualmente, per altre emergenze). Lo comunica una nota di Forza Italia.





Partito dalla Cina un secondo team di medici verso l’Italia

 

E’ di 12 esperti il secondo team medico cinese in partenza per l’Italia allo scopo di dare aiuto nella lotta alla pandemia del coronavirus. Lo riporta il Global Times su Twitter che, riprendendo la Zhejiang Tv secondo cui nel gruppo ci sono anche "specialisti di medicina tradizionale cinese", chiude il post con l’hashtag #ForzaItalia. In una telefonata serale, il presidente Xi Jinping ha detto ieri al premier Giuseppe Conte che la Cina avrebbe inviato altri medici "per assicurare forniture mediche e altra assistenza" nella crisi del Covid-19. 





Studio scientifico di Covid-19, per ogni caso certificato tra i 5 e i 10 non individuati

 

Per ogni caso confermato di Covid-19 ce ne possono essere molto probabilmente altri 5-10 non individuati. Questi hanno in genere sintomi più leggeri e sono meno contagiosi, ma nel complesso sono responsabili di quasi l’80% di tutti i nuovi casi di infezione. E’ quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista Science, condotto da scienziati dell’Imperial College di Londra e coordinato da epidemiologi della Columbia University a New York.  Lo studio si basa su dati cinesi relativi ai mesi di dicembre e gennaio, quando ancora in Cina non erano state implementate misure di controllo ad esempio sugli spostamenti e con i tamponi a tappeto. Gli scienziati stimano che in quel periodo in Cina circa sei casi su sette di covid-19 non venivano riconosciuti.  "Significa che se in America ci sono 3.500 casi di coronavirus confermati - spiega il coordinatore del lavoro Jeffrey Shaman - in realtà ce ne potrebbero essere 35mila in tutto". E lo stesso vale per tutti i Paesi occidentali che hanno iniziato in ritardo a fare i tamponi e che comunque non ne hanno fatti a sufficienza. La situazione non è da sottovalutare, anche perché "anche se si prende la malattia da una persona con sintomi lievi, questo non significa che la si prende in maniera leggera - sottolinea Shaman -. Potresti ugualmente finire in terapia intensiva". Per questo è importante il più possibile implementare i test e rendere disponibili esami diagnostici più economici.





Conte e l’Unità d’Italia: “Da 159 anni gli italiani sanno rialzarsi”

“159 anni fa veniva proclamata l’Unità d’Italia. Da allora il nostro Paese ha affrontato mille difficoltà, guerre mondiali, il regime fascista. Ma gli italiani, con orgoglio e determinazione, hanno sempre saputo rialzarsi e ripartire. A testa alta”. Lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte, in occasione dell’anniversario dell’Unità d’Italia, sottolineando come “oggi stiamo affrontando una nuova prova. Difficilissima. Sono tanti gli italiani che in queste ore versano lacrime per la perdita di un familiare, che vivono l’angoscia di un ricovero, che soffrono per la lontananza dei propri cari, per la chiusura della propria attività commerciale, per l’incertezza del futuro. Ebbene, che tutti sappiano che lo Stato è al loro fianco, non li lascerà soli. Lo Stato non è solo strutture e istituzioni. Lo Stato siamo noi: 60 milioni di cittadini che lottano insieme, con forza e coraggio, per sconfiggere questo nemico invisibile”.

Conte dice “grazie a coloro che stanno donando il sangue. Grazie ai medici e agli infermieri, ai volontari della protezione civile, ai vigili del fuoco, alle donne e agli uomini delle forze armate e delle forze dell’ordine, per gli sforzi straordinari che stanno compiendo. Grazie ai farmacisti, a chi continua ad andare in fabbrica, a chi lavora nei supermercati, grazie ai tassisti che in queste ore accompagnano gratuitamente i medici in ospedale. Grazie a chi rispetta le regole. Mai come adesso l’Italia ha bisogno di essere unita. Sventoliamo orgogliosi il nostro Tricolore. Intoniamo fieri il nostro Inno nazionale. Uniti, responsabili, coraggiosi”, conclude.




La disperazione di Bergamo, il Sindaco Gori: “Molte persone muoiono in casa. Città al limite”

I dati sugli effetti del Coronavirus “purtroppo non dicono che molte persone stanno morendo nelle loro case” e che proprio per questo “non vengono censite”. Lo ha sottolineato il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, spiegando dai microfoni si SkyTg24 che “a molte persone risultate positive al tampone ma che non hanno gravi problemi respiratori si chiede solo di restare a casa” e queste “non rientrano nelle statistiche”.

Per il primo cittadino bergamasco, “la città è al limite” e “la situazione è molto critica sul fronte sanitario”. Fortunatamente, ha aggiunto, la popolazione “si è mobilitata in difesa dei suoi cittadini più deboli”. Lo dimostra l’esempio dei “500 volontari” che “ieri si sono recati a consegnare farmaci alle persone anziane che vivono da sole”. Ma a Bergamo, ha detto ancora Gori, è stata anche lanciata la campagna “Facciamo due chiacchiere”, che prevede di “dedicare parte del tempo a nostra disposizione per una telefonata a una persona anziana”.




Nuovo pacchetto di misure per chi arriva in Italia dall’estero. Quarantena per tutti

 

Nuove misure un arrivo per chi entra in Italia da altri Paesi per contenere il contagio da coronavirus. L’obiettivo, ha spiegato la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli a RaiNews24, è quello di "garantire agli italiani di rientrare in Italia ma avere anche la garanzia che chi entra in Italia ed è stato in Paesi dove non sono state prese le misure di contenimento, venga messo nelle condizioni di sicurezza".

"Stiamo costruendo un ulteriore pacchetto di questo tipo, insieme alla Salute, in collaborazione con il ministero degli Esteri per proteggere le persone". ha spiegato aggiungendo che parallelamente "stiamo facendo tutti gli sforzi per garantire il traffico delle merci".

"Nella costruzione di un ulteriore pacchetto di misure, insieme al ministero della Salute e al Mit, bisogna prevedere di mettere in quarantena anche gli italiani che rientrano in questi giorni dall’estero. È una misura a mio avviso necessaria per la loro stessa salute e, naturalmente, per la salute pubblica di tutti. Occorre valutare ogni provvedimento precauzionale volto a contenere sempre di più la diffusione del virus. Sono misure stringenti ma necessarie". Lo ha detto Luigi Di Maio in una riunione alla Farnesina, dopo aver sentito i suoi omologhi alla Salute e al Mit.





Covid-19 mette in ginocchio Bergamo. Nessun posto nelle terapie intensive, morto il primo medico di famiglia, contagiati altri 100

 

Sono tutti occupati gli 80 letti di terapia intensiva riservati ai pazienti ricoverati in gravi condizioni per il Coronavirus all’ospedale Papa Giovanni XXII di Bergamo, la zona più colpita dall’epidemia. La drammatica situazione, confermata da fonti ospedaliere, è stata registrata in queste ore. Per i malati che avranno bisogno di ventilazione ed ossigeno si farà ricorso alla rete delle terapie intensive italiane. Morto a Bergamo il primo medico di famiglia contagiato da Covid-19. Mario Giovita, 65 anni, era stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII nei giorni scorsi. Le sue condizioni di salute, stando a quanto si è appreso, sono peggiorate rapidamente e il decesso è avvenuto per le complicanze del Coronavirus. A Bergamo i medici di famiglia contagiati sono 100, dicono dalla federazione medici di medicina generale (Fimmg), di cui alcuni in gravi condizioni.

 





Covid-19, la strage silenziosa. Le nuove vittime sono 345. In terapia intensiva oltre 2000 persone.

 

"Registriamo 345 deceduti, in totale sono 2503. Registriamo 192 guariti, il totale è 2941. Ci sono altri 2989 positivi, il numero complessivo è 26062. 11108 in isolamento, 2060 in terapia intensiva". E’ impietoso ancora una volta il Bollettino di guerra su Covid-19, diffuso alle 18 di questo martedì 17 dal Commissario straordinario e Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli.  





Contro il possibile crack economico da Coronavirus l’Fmi pronto a mettere in circolazione 1000 miliardi di dollari

Il Fmi è pronto a mobilitare 1.000 miliardi di dollari per far fronte all’emergenza coronavirus. Lo afferma il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva. All’economia servono stimoli per "prevenire danni duraturi" e l’azione dei governi deve essere concertata. Lo afferma il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva, sottolineando che durante la crisi finanziaria gli stimoli di bilancio del G20 sono risultati pari al 2% del Pil solo nel 2009, ovvero circa 900 miliardi di dollari di oggi. Quindi, alla luce del coronavirus, "c’e’ ancora molto da fare"