L’Ama avverte la cittadinanza sulla differenziata porta a porta, ci saranno meno ritiri

 

In attuazione di quanto disposto dagli ultimi DPCM per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, Ama S.p.A. ha disposto, a partire da questo martedì, la rimodulazione di alcune attività operative del proprio personale sul territorio, al fine di garantire sempre i servizi essenziali per i cittadini. Lo fa sapere la stessa azienda in una nota. In particolare, in tutte le aree della città servite dalla raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta”, tenuto conto anche delle regole comportamentali attive in questo momento e al fine di tutelare sia gli operatori sia gli utenti, il prelievo delle frazioni secche, ossia carta, plastica e metalli, rifiuto urbano residuo (indifferenziato) verrà svolto esclusivamente 1 volta a settimana per ciascuna frazione. Rimarranno invece invariati i calendari di raccolta della frazione umida, ossia i rifiuti organici, che saranno prelevati a domicilio 3 volte a settimana. Inoltre, alcuni servizi base di presidio delle aree territoriali saranno d’ora in avanti effettuati con l’impiego di un solo operatore.

 





La Filca Cisl puntualizza: "Mai chiesto alla Raggi di fermare i cantieri della Metro C"

 

“A seguito delle notizie di stampa uscite in merito a mie dichiarazioni sul problema Coronavirus e cantieri edili e nello specifico per il Cantiere della Metro C di Roma, specifico che mai ho chiesto alla sindaca Raggi, ne’ tantomeno ai vertici Metro C di fermare l’opera”. Lo dichiara Nicola Capobianco, segretario generale Filca Cisl di Roma, in una nota. “Ribadisco quanto detto che laddove risultasse difficile o impossibile applicare i protocolli sanitari, è giusto che queste opere vengano fermate nell’interesse superiore che è la salute degli operai, così come previsto inoltre dal protocollo tra Governo e Sindacati. Inoltre al momento non è di mia conoscenza problemi di questo tipo nel cantiere della Metro C di Roma”, conclude.

 





Malagrotta Due, l’interrogazione di Cacciatore (M5S)

 

“Nonostante il lockdown e grazie al lavoro degli uffici e mio staff anche da casa, continua l’attività di tutela per i territori che da anni soffrono l’insostenibilità degli insediamenti – e che evidentemente per qualcuno dovrebbero continuare a subirne gli effetti dannosi”. Così Marco Cacciatore (M5S) Presidente Commissione X Urbanistica, Politiche abitative, Rifiuti del consiglio regionale del Lazio. “L’interrogazione sul progetto di discarica a Monte Carnevale,”Malagrotta 2″, mette in luce come le procedure del progetto di discarica di Monte Carnevale (Malagrotta 2) sia sempre più confuse. Questa evidenza mi rinforza nell’idea che tale progetto sia anche insostenibile e civicamente intollerabile”.

 





Coronavirus, Fazzone (Forza Italia) chiede tamponi a tappeto

 

Apprezzamento per la riorganizzazione della rete ospedaliera del Lazio ma persistono i problemi a livello periferico. È in sintesi quanto spiega in una nota il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Claudio Fazzone, che nel ricordare la creazione dei ‘Covid’ nella Capitale rileva “problematiche soprattutto nei territori periferici che richiedono interventi specifici. Mi riferisco per esempio a situazioni come quella di Fondi, un cluster da attenzionare con la massima urgenza. In fattispecie simili considero necessario prendere misure straordinarie, come la possibilità di eseguire tamponi a tappeto. Facendo un test all’intera popolazione di un centro di 40-45.000 abitanti, avremmo innanzitutto una istantanea di chi è necessario isolare. Con l’utilizzo massiccio di tamponi, su tutti i residenti, potremmo scovare subito i positivi e isolarli” sottolinea.  “Sottoporrò al presidente Zingaretti, al quale rinnovo gli auguri di pronta guarigione, la richiesta di promuovere un piano del tutto simile a quello adottato in Veneto, volto all’estensione degli screening su tutta la popolazione, con particolare riguardo a realtà specifiche che richiedono misure radicali e urgenti” spiega.

 





L’As Roma dona mascherine contro Covid 19

 “Grazie Roma”. È proprio il caso di dirlo anche se non si ha il cuore che batte per la squadra giallorossa. La As Roma Calcio ha infatti donato 13 mila mascherine FFP2 al Centro di emergenza Ares 118, al Policlinico Umberto I, al Columbus-Gemelli, al Policlinico Tor Vergata, all’Ospedale Sant’Andrea e all’Istituto Spallanzani. E a ringraziare la squadra della Capitale l’assessore regionale del Lazio alla sanità Alessio D’Amato. “Donate 13 mila mascherine e altri dispositivi sanitari utili per gli ospedali della Capitale” ha spiegato ringraziando la società sportiva.

 





A Roma crollano i matrimoni con rito civile, decine di disdette per osservare le disposizioni di Governo su salute e sicurezza

 

“Dal 3 marzo e fino a domenica prossima sono stati disdetti 32 matrimoni su un totale di 81 prenotazioni”. Lo comunica alla Dire l’assessorato al personale, anagrafe e stato civile, servizi demografici ed elettorali di Roma Capitale, confermando che in 20 giorni ha rinunciato quasi il 40% dei promessi sposi.Un fenomeno in aumento se si calcolano i dati dei prossimi cinque giorni, da mercoledì 18 a domenica 22, in cui sono state disdette 17 unioni su 31 prenotazioni. Il 54% ha detto no”. Molte coppie hanno rinunciato alla promessa per paura, altre perché non hanno ritenuto giusto vivere un momento così importante in un periodo di allarme. Altre ancora perché non avrebbero potuto festeggiare l’unione con amici e parenti in locali e ristoranti. Da Roma Capitale però precisano che “il servizio matrimoni continua a essere garantito, con tutte le precauzioni necessarie per contrastare il contagio del virus Covid-19. Le unioni con rito civile si svolgono, come di consueto, nella sala Rossa del Campidoglio e a Caracalla, nella chiesa sconsacrata di Santa Maria in Tempulo”.





Coronavirus, ecco come cambia lo scenario del commercio. L’ordinanza della Regione Lazio

 

L’ordinanza c’è e arrivano i nuovi orari per il commercio. Stop alle 19 e domenica alle 15. È stata emanata dalla Regione Lazio l’ordinanza che regolamenta gli orari di apertura degli esercizi commerciali, stabilendo orari limite per le aperture e le chiusure serali e della domenica. C’e’ l’obbligo per i gestori di contingentare gli accessi della clientela, garantire gli spazi interpersonali e sanificare i luoghi di lavoro e stop ai lunghi spostamenti per andare a fare acquisti. Il provvedimento – firmato dal vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, dopo essere stato concertato con gli assessori al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione, Claudio Di Berardino, e allo Sviluppo  Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo Orneli – è motivato dall’attuale emergenza sanitaria ed è finalizzato a tutelare la salute dei lavoratori del settore del commercio (contenendo il periodo i cui si trovano a lavorare a contatto del pubblico) e a garantire la loro mobilità, in seguito ai provvedimenti di limitazione degli orari del Tpl. Il provvedimento, frutto di un tavolo di confronto con le parti sociali, coniuga le tutele dei lavoratori, le esigenze dei cittadini e quelle delle aziende. 

 





Frutta, verdura e mascherine, denunciato

 

Tra frutta, verdura e detersivi, vendeva anche le tanto ricercate mascherine per proteggersi dal virus, chiedendo 9 euro per un dispositivo privo di marchio CE e sul quale erano stati artatamente inseriti un filtro posticcio e un noto marchio di fabbrica. È quanto hanno scoperto i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma San Pietro in una rivendita di via di Porta Cavalleggeri gestito da un cittadino del Bangladesh di 25 anni, incensurato. Oltre alle mascherine, vendute con un rincaro di circa il 750% sul normale prezzo di vendita, il commerciante e’ finito nei guai anche per aver impiegato un lavoratore “in nero”. Nell’attivita’, infatti, e’ stato trovato anche un connazionale di 55 anni, che, essendo decaduta la sua “giustificazione” lavorativa per rimanere fuori dalla sua abitazione, come previsto dalle misure adottate dal Governo Italiano per il contenimento della diffusione del Covid-19, e’ stato denunciato per inosservanza delle prescrizioni dell’Autorita’. Il suo “datore di lavoro” invece, e’ stato denunciato a piede libero per immissione sul mercato di prodotti pericolosi, manovre speculative su merci e contraffazione, alterazione o uso di marchi, segni distintivi ovvero di brevetti modelli e disegni; per lui, inoltre, e’ scattata una sanzione amministrativa di 1.800 euro per aver impiegato un lavoratore sprovvisto di contratto.




Regione Lazio annuncia: l’attività dei Centri per l’Impiego continua in rete e al telefono

L’attività degli uffici e alcuni servizi al pubblico continuano al telefono e via mail. In relazione ai recenti provvedimenti delle Autorità in materia di gestione emergenza sanitaria COVID-19, i dipendenti delle 35 sedi stanno lavorando in modalità smart working e continuano a assicurare da remoto il regolare svolgimento delle attività istituzionali.

In dettaglio i servizi che continuano a essere erogati sono: i certificati storici, la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro, rilascio di certificazioni, le candidature per le preselezioni gestite dai Centri per l’Impiego, il servizio di consulenza alle aziende. Sospesi, invece, i colloqui personali e tutte le attività di tirocinio sino alla data del 3 aprile 2020.

In questo momento di difficoltà cerchiamo di rispondere per quanto possibile alle esigenze degli utenti dei centri per l’impiego. Grazie al lavoro a distanza, inoltre, permettiamo alla macchina amministrativa di non interrompersi e di continuare a gestire ogni giorno migliaia di pratiche. Un ringraziamento ai dipendenti dei cpi che continuano ad assicurare un servizio fondamentale.

Per tutti gli utenti è stato attivato il Numero Verde Lavoro 800.81.82.82. attivo anche lo 06.97235165. Sul portale della Regione Lazio, nella pagina Lavoro, sono inoltre riportati tutti i contatti dei 35 centri per l’impiego.

 





Coronavirus, Seresmi: nel Lazio 61% casi uomini, età media 59

 

Arriva l’analisi dei casi positivi a cura del SERESMI, il Servizio Regionale per la Sorveglianza delle Malattie Infettive-Istituto Lazzaro Spallanzani. Sui casi positivi confermati nel Lazio, il 61% sono di sesso maschile e il 39% sono di sesso femminile. L’eta mediana è 59 anni. 

Il 32% è in isolamento domiciliare. I guariti ad oggi sono il 6%. Le classe di età maggiormente esposte sono: da 60-79 anni per il 36%, da 50-59 per il 21,7%, da 80-89 l’11,2% gli ultranovantenni sono l’1,8%. Il 10% dei casi è tra i 30-39 anni. 

Ad oggi il 51,2% dei casi risiede a Roma città, mentre il 21,9%, risiede nella Provincia di Roma. Il 9,4% a Frosinone, il 6,3% a Viterbo, il 5,3% a Latina, il 2,3% a Rieti e il 3,6% viene da fuori Regione.

 





#RomaCapitaleSmart, al via il percorso partecipato per implementare il lavoro agile

 

 “Vogliamo coinvolgere tutti.  Per questo abbiamo attivato un indirizzo mail che potrà essere utilizzato da tutti i nostri dipendenti che si stanno rivelando decisivi con le loro segnalazioni e suggerimenti per affrontare con responsabilità questa fase così complessa. Protagonista sarà il lavoro agile. Inviate proposte, segnalazioni, contributi, critiche, impressioni, esperienze dirette. Sarà un modo per rafforzare ancora questa modalità di lavoro”, spiega l’Assessore al Personale Antonio De Santis.

 

“Stiamo portando avanti una trasformazione senza precedenti. Ogni iniziativa per migliorare necessita di uno sviluppo costante tramite aggiornamenti, integrazioni, strumenti in grado di seguire l’andamento delle trasformazioni in atto e i relativi passaggi culturali. E’ proprio su questo modello che stiamo strutturando il percorso di crescita per il lavoro agile di Roma Capitale”.

 

“Certo, la strada non è sempre semplice ma Roma vuole porsi come un vero e proprio laboratorio di semplificazione e innovazione. Con la partecipazione e la condivisione di tutti la crescita sarà esponenziale, dinamica e stimolante”, conclude.

 

Per aiutarci a costruire #RomaCapitaleSmart  scrivi a romacapitalesmart@comune.roma.it 

 





Coronavirus: al via contest #iononmiannoio sui social di Roma Capitale

Coronavirus: al via contest #iononmiannoio sui social di Roma Capitale

 

Al via sui social media istituzionali di Roma Capitale, Instagram e TikTok, un contest dedicato ai più giovani che intende valorizzare e diffondere i comportamenti e le attività che i ragazzi e le ragazze svolgono in questi giorni a casa. L’iniziativa è finalizzata ad incentivare i buoni comportamenti e il rispetto delle regole, quali restare a casa per ridurre la possibilità del contagio da COVID-19.

 

Due i percorsi previsti verso la premiazione: su Instagram alle ragazze ed ai ragazzi viene chiesto di postare foto di attività svolte dentro casa, tra le ore 18 e le ore 21. In questo caso ad essere premiate saranno le scuole, coinvolte tramite un apposito indirizzario ed inserite dai ragazzi nel proprio hashtag, che risulteranno avere il maggior numero di alunni fra i partecipanti.

 

Su TikTok saranno premiati i video che riprendono le attività svolte a casa dai giovani e che riceveranno più like. Prevista la pubblicazione sia sull’account di Roma Capitale che su quello dell’influencer Martina Gualtieri (500.000 followers), che ha assicurato la propria collaborazione per il lancio della campagna.


Prosegue con questa iniziativa il percorso avviato dal Dipartimento Partecipazione Comunicazione e Pari Opportunità di Roma Capitale, in collaborazione con l’Ufficio di Scopo per l’Economia Comportamentale, rivolto a sperimentare nuovi canali per veicolare la comunicazione istituzionale agli under 18. Superata la fase di emergenza sanitaria legata al coronavirus, si intende infatti proseguire, in particolare sull’account istituzionale aperto nei giorni scorsi su TikTok, per informare e coinvolgere i più giovani nelle attività scolastiche, parascolastiche, sportive e culturali promosse da Roma Capitale.

 





Coronavirus, Assistal chiede al Governo di fermare i cantieri:"Difficile applicare le misure sulla sicurezza"

 

L’Assistal, l’associazione nazionale dei costruttori di impianti, chiede al governo la sospensione dei cantieri per l’emergenza coronavirus. L’associazione aderente a Confindustria ha inviato una lettera all’esecutivo sottolineando che “le misure, seppur condivisibili per contenere la diffusione del virus Covid-19, risultano, allo stato attuale, di difficile applicazione nell’ambito dei cantieri”. 

“Le nostre imprese – afferma il presidente Angelo Carlini – sono impegnate quotidianamente sui cantieri e stanno rilevando una serie di criticità che difficilmente consentono la prosecuzione delle attività: dalla difficoltà di rispettare la distanza di un metro alla criticità di reperire i dispositivi di protezione individuale”. 

“Si aggiungono poi – spiega Carlini – le difficoltà legate ai lavoratori impegnati nelle trasferte, relativi alla logistica, agli spostamenti da regione a regione nonchè a situazioni di assenza di alcune figure essenziali nello svolgimento dell’attività di cantiere, quali il Rup o il direttore di cantiere. Pertanto, allo stato attuale non è possibile garantire la sicurezza dei lavoratori e la tutela della loro salute”. 

L’intervento del governo “dovrebbe includere quelle misure che permettano alle imprese di gestire la sospensione, sia per la forza lavoro con un’estensione della cassa integrazione sia per gli aspetti finanziari e di liquidità, con una sospensione di tutti gli adempimenti e di tutte le altre scadenze previste, nonchè il pagamento immediato alle imprese dei corrispettivi fino alla data di sospensione dei cantiere, per garantire l’opportuna liquidità”. Inoltre “è necessario prevedere un accesso al credito nei confronti delle banche con forme fortemente agevolate”. 

Il provvedimento, aggiunge l’Assistal, “non dovrà riguardare le imprese impegnate nei servizi pubblici essenziali e tutte quelle che sono in grado di garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza nei cantieri”.

 





Emergenza coronavirus il sindacato di polizia Consap chiede detassazione del premio di produttività

Emergenza coronavirus il sindacato di polizia Consap chiede detassazione del premio di produttività

 

“Detassare il premio di produttività sarebbe un segnale di vicinanza utile a motivare l’eccezionale impegno richiesto alle Forze di Polizia”, lo chiede al Governo il sindacato di polizia Consap pur plaudendo alle misure adottate a favore dei lavoratori Polizia di Stato contenute nel decreto DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18.

Il sindacato di polizia ora auspica una ulteriore misura a favore dei lavoratori sicurezza , la detassazione del Fesi (Fondo Efficienza Servizi Istituzionali) cd premio di produttività in pagamento a fine Giugno di ogni anno e comprensivo dell’incentivo ulteriore per chi effettua controllo del territorio.

Una tale decisione da parte del Governo premierebbe concretamente i lavoratori con un premio produttività più sostanzioso che andrebbe a ricambiare l’enorme sforzo messo in campo in questo momento storico, eccezionale e particolare per la nazione Italia, ha detto il Segretario Generale Nazionale della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (Consap) Cesario Bortone.





Enasarco boccia le misure del Governo. Mei: "Scarsa attenzione per gli agenti di commercio"

Relativamente all’emergenza Coronavirus “da parte del governo c’è stata scarsa attenzione per gli agenti di commercio italiani, mentre dall’Enasarco sta arrivano un silenzio addirittura assordante: se non si interviene con tempismo un’intera categoria professionale rischia il collasso”. Lo dice il consigliere dell’ente, Alfonsino Mei, manager IW Bank UBI Banca e leader della lista unitaria “Fare Presto!”, candidata alla guida di Enasarco nelle elezioni online che dal 17 al 30 aprile 2020 chiameranno al volto circa 220mila iscritti. 

“È necessario intervenire subito con misure più efficaci”, prosegue Mei, a nome e per conto anche degli altri quattro consiglieri Enasarco Marcianó, Gaburro, Ricci e Triolo che rappresentano le sigle Anasf, Fiarc, Federagenti, Confesercenti: “Subito l’anticipo del Firr e un fondo di garanzia”. Esprimono preoccupazione e allarme i cinque consiglieri del CdA della Fondazione, in rappresentanza della Fiarc, dell’Anasf, della Federagenti e della Confesercenti, per la situazione di difficoltà in cui si dibatte la categoria e soprattutto per l’assenza di provvedimenti efficaci. 

“Il decreto approvato dal governo – continuano i consiglieri – non prevede molto per le nostre categorie, a parte il rinvio degli adempimenti previsto per tutti. Misure che da sole risultano essere largamente insufficienti ad aiutare migliaia di agenti in difficoltà. Aspettiamo fiduciosi l’arrivo di ulteriori misure, in grado di mitigare almeno in parte i contraccolpi negativi che la categoria sta subendo. Ribadiamo perciò le nostre prime indicazioni su cui agire da subito: – Modifica della convenzione Firr per consentirne una anticipazione agli agenti; – Costituzione di un fondo di garanzia per agenti, i consulenti finanziari e consulenti; – Congelamento, almeno sino al 30 giugno 2020, degli adempimenti contributivi, dichiarazioni e versamenti. – La possibilità di utilizzare somme rivenienti dai rendimenti netti del patrimonio per una percentuale non superiore al 25 del totale. 

“Non c’è più tempo da perdere – chiosa Alfonsino Mei – Ogni giorno perso aggiunge una nuova difficoltà agli agenti e ai consulenti. Occorre fare presto”.

 





Gallera: "Controlli sui cellulari, troppo il 40% dei lombardi che si sposta"

“E’ una battaglia quotidiana è una sfida noi ogni giorno riusciamo ad aprire qualche posto e ogni giorno viene riempito”, lo ha detto l’assessore alla Salute della regione Lombardia Giulio Gallera a “Fuori dal coro” su Rete quattro, parlando delll’emergenza coronavirus e della necessità di posti letto in terapia intensiva.

“Al San Carlo di Milano domattina – ha aggiunto – apriamo 16 posti letto di terapia intensiva e dove in un’altra ala hanno spostato i pazienti e ci sono operai che lavorano giorno e notte, dormono negli studendati, ed entro lunedì ci stanno altri posti”. E “ci sono anche delle prospettive per i 500 posti in Fiera, Bertolaso e la sua squadra lavorano giorno e notte. I tempi dipendono non tanto dalla realizzazione quanto dal reclutamento dei respiratori e del personale però stiamo lavorando. Tutti i grandi imprenditori sono impegnati, oggi abbiamo fatto una riunione, stanno lavorando in Cina in India per recuperare i respiratori, siamo confidenti che potremmo firmate i primi ordini domani o dopodomani”.

La regione Lombardia sta controllando gli spostamenti dei cittadini tramite i telefonini ” ci siamo fatti dire dai grandi operatori della telefonia quali erano gli spostamenti da cella a cella dei telefonini e – ha spiegato Gallera – abbiamo visto che ancora oggi c’è il 40% di persone che si muove. Sicuramente c’è chi va a lavorare ma c’è tanta gente che ancora esce o lo capiamo veramente tutti , questa battaglia la vinciamo noi se stiamo in casa dobbiamo essere più forti di questo virus della sua velocità rimaniamo in casa per non contagiare né essere contagiati”.





La Cina sperimenta il vaccino contro il Coronavirus, 108 persone sane coinvolte nei test

 

La Cina ha dato il via libera ai test di sperimentazione sulla sicurezza per l’uomo di un vaccino contro il coronavirus, irrompendo nella corsa per debellare la pandemia che ha causato oltre 7.000 morti nel mondo. I ricercatori dell’Accademia cinese delle scienze mediche militari, istituto affiliato all’Esercito popolare di Liberazione, hanno ricevuto l’approvazione per lanciare gli studi clinici in fase iniziale del potenziale vaccino a partire da questa settimana. Lo riporta il Quotidiano del Popolo, la voce del Partito comunista cinese.  Lunedì, un gruppo di scienziati negli Usa ha annunciato che sono iniziati gli studi clinici su un vaccino sviluppato dall’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive e dalla società di biotecnologie statunitense Moderna. I dettagli nel database di registrazione clinica sperimentale cinese mostrano che un test di ’Fase 1’, dedicato alla sicurezza per l’uomo, mira a coinvolgere 108 persone sane per prendere parte al processo tra il 16 marzo e il 31 dicembre. 





Incredibile vergogna a Napoli: 249 medici del Cardarelli si sono messi in malattia. L’ira del Sindaco De Magistris: “Vigliacchi da licenziare”

Incredibile vergogna a Napoli: 249 medici del Cardarelli si sono messi in malattia. L’ira del Sindaco De Magistris: “Vigliacchi da licenziare”

 

A Napoli 249 operatori sanitari dell’ospedale Cardarelli, il più importante della città, sono in malattia. Il contagio, in questo caso, non c’entra. Tutto fa pensare a una diserzione di massa, dettata forse dalla paura. A denunciare l’accaduto è Ciro Mauro, direttore del dipartimento Emergenze: "Penso a tutti gli operatori che sono al loro posto e penso anche a quelli che si nascondono dietro un certificato medico fasullo lasciando i colleghi da soli a lavorare". "Non abbiamo rancore contro questi, solo commiserazione - scrive Mauro su Facebook, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano -. Il Cardarelli andrà lo stesso avanti conseguendo come al solito i migliori risultati della Sanità campana". In tutta la Campania al momento sono 423 i positivi al coronavirus, 258 solo nella provincia di Napoli. L’ira del sindaco De Magristris: "Vigliacchi da licenziare" - "Questa è una guerra in cui molti soldati stanno combattendo in prima linea senza elmetto, senza giubba e anche senza armi. Questi sono i nostri eroi. Poi ci sono i vigliacchi, i traditori, quelli che scappano. Questi vanno colpiti. Per me a chi adesso abbandona il campo di battaglia non va fatto il procedimento disciplinare ma va licenziato". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. 





Il Papa intervistato da la Repubblica: “Ho chiesto a Dio di fermare la malattia con la sua mano”

 

"Ritrovate i piccoli gesti verso le persone più vicine, i vostri nonni, bambini, le persone che amiamo. Se viviamo questi giorni così, non saranno sprecati". E’ il messaggio lanciato da Papa Francesco che in una intervista esclusiva con il quotidiano Repubblica parla dell’emergenza mondiale causata dal coronavirus. "Ho chiesto al Signore di fermare l’epidemia: Signore, fermala con la tua mano. Ho pregato per questo".  Il Papa passa le sue giornate in Vaticano ma si tiene costantemente informato sull’evolversi della pandemia. E affida alcune sue riflessioni al giornalista Paolo Rodari: "In questi giorni difficili possiamo ritrovare i piccoli gesti concreti di vicinanza e concretezza verso le persone che sono a noi più vicine, una carezza ai nostri nonni, un bacio ai nostri bambini, alle persone che amiamo. Sono gesti importanti, decisivi. Se viviamo questi giorni così, non saranno sprecati". Il Pontefice parla anche della sua "fuga" dal Vaticano fatta un paio di giorni fa per visitare le chiese romane di Santa Maria Maggiore e San Marcello al Corso: "Ho chiesto al Signore di fermare l’epidemia: Signore, fermala con la tua mano. Ho pregato per questo". Bergoglio chiede di "ritrovare la concretezza delle piccole cose, delle piccole attenzioni da avere verso chi ci sta vicino, famigliari, amici. Capire che nelle piccole cose c’è il nostro tesoro. Ci sono gesti minimi, che a volte si perdono nell’anonimato della quotidianità, gesti di tenerezza, di affetto, di compassione, che tuttavia sono decisivi, importanti. Ad esempio, un piatto caldo, una carezza, un abbraccio, una telefonata... Sono gesti familiari di attenzione ai dettagli di ogni giorno che fanno sì che la vita abbia senso e che vi sia comunione e comunicazione fra noi".





Per medici ed infermieri Coronavirus una piaga. La Fondazione Gimbe denuncia: “Contagiati in 2.629”

 

Sono saliti a 2.629, ovvero l’8,3% dei casi totali, gli operatori sanitari contagiati dal nuovo coronavirus. E’ quanto emerge da una rielaborazione della Fondazione Gimbe aggiornata al 17 marzo 2020 su dati forniti dall’Istituto superiore di sanità. Lo rende noto in un tweet il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Il "numero di operatori sanitari infetti - afferma - è enorme. L’8,3% dei casi totali è una percentuale più che doppia rispetto alla Cina".  Secondo Caltabellotta, "dispositivi di protezione adeguati sono necessari in tutta Italia, perché gli operatori sanitari devono essere protetti al meglio per proteggere se stessi e per poter svolgere il loro lavoro in massima sicurezza. Fino all’11 marzo non conoscevamo i numeri, ora sono 2.629. Procedure e dispositivi di protezione sono ancora inadeguati". 

Il presidente Gimbe lancia quindi un accorato appello: "Prendersi cura di chi si prende cura".





Emergenza Coronavirus, si ampliano i controlli. Troppi in strada nonostante i divieti

Il ministro dell’Interno ha dato un giro di vite: troppe persone in strada nonostante il divieto emanato con l’emergenza coronavirus, ora le forze dell’ordine devono sanzionare di più. E le norme diventano ancora più pesanti visto che col nuovo modello di autocertificazione si deve dichiarare di non essere malati e/o in quarantena. Chi mente potrebbe essere denunciato per reato contro la salute pubblica e rischiare fino a 12 anni di carcere. "Siamo pronti a nuove scelte coraggiose per fermare il virus", aveva detto il ministro Lamorgese alcuni giorni fa. E queste scelte potrebbero comprendere sanzioni più pesanti per i troppi passeggiatori, corridori e amici dei cani che si trovano in giro per le strade italiane nonostante il decreto che invita le persone a rimanere in casa. L’emergenza coronavirus non è stata compresa, evidentemente, da tutti. I governatori delle Regioni più colpite denunciano da giorni che la gente in giro è ancora tanta. In Lombardia, analizzando il dato dei cellulari, si è visto che almeno il 40% degli abitanti è ancora in movimento. Ecco perché è stata emanata la nuova autocertificazione, il documento che serve per poter dichiarare alle forze dell’ordine il motivo "urgente" per il quale ci si trova in strada. Nel nuovo modello è presente la voce in cui la persona fermata deve dichiarare di "non essere in quarantena". Questa dicitura implica che, se fosse una dichiarazione fasulla, il compilante rischierebbe una denuncia per reato contro la salute pubblica e rischierebbe fino a 12 anni di galera.  Il tempo dell’indulgenza è dunque finito. Lamorgese ha inviato nuove direttive ai prefetti e al capo della polizia, Franco Gabrielli. Bisogna fare più controlli e soprattutto emanare più sanzioni. Già lunedì scorso a fronte di 170mila controlli erano state emanate 8mila sanzioni. A questi si aggiungono i 97mila esercizi commerciali controllati con 217 denunce e 22 sospensioni di licenza. E non finisce qui, nei prossimi giorni le regole potrebbero subire un nuovo giro di vite.





Appello dell’Associazione Bancaria Italiana: “Limitare alle sole urgenze l’accesso nelle Filiali delle banche”

Le banche italiane si impegnano a limitare al massimo l’accesso alle filiali per l’emergenza coronavirus. “In aggiunta – afferma il comitato esecutivo dell’Abi – ai piani in corso di realizzazione di riduzione dell’operatività delle reti fisiche, le banche si impegnano ad adottare tutte le misure idonee a limitare l’accesso alle filiali da parte di clientela ai soli casi delle operazioni urgenti non realizzabili attraverso i canali remoti e gli sportelli automatici che offrono amplissime operatività, così da poter ridurre ulteriormente e drasticamente la presenza delle colleghe e dei colleghi all’interno delle stesse e ridurre il rischio di contagio”. 

Il comitato esecutivo ha approvato infatti all’unanimità un documento che consiste anche in una lettera del presidente Antonio Patuelli ai segretari generali dei di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unità Sindacale Falcri Silcea Sinfub. Palazzo Altieri “ha condiviso che la situazione nelle aree caratterizzate da un elevatissimo livello di contagio, pur senza essere qualificate come ‘zone rosse’, richieda l’adozione di misure straordinarie ed eccezionali per la tutela delle persone con il massimo senso di responsabilità”. Poi L’Abi nel comunicato esaustivo sulla vicenda: “Il Comitato esecutivo odierno ha rivolto la massima attenzione all’attuale situazione di emergenza correlata alla diffusione del virus COVID-19 ed ha confermato la priorità della tutela della salute delle persone interessate, lavoratrici/lavoratori e clienti, per garantire la quale si stanno adottando anche misure ulteriori rispetto a quanto necessario per adempiere alle disposizioni delle Autorità, al fine di contenere i rischi di contatto agendo sulle diverse leve a disposizione, alla luce di quanto disposto nel DPCM 11 marzo 2020 in ordine alla prosecuzione dei servizi bancari. Il Comitato esecutivo ha approvato all’unanimità, esprimendo pieno apprezzamento, il Protocollo “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus COVID-19 nel settore bancario”  condiviso da ABI con Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin il 16 marzo 2020, che - alla luce di quanto disposto dal Dpcm 11 marzo 2020 in ordine alla prosecuzione dei servizi bancari - contiene le misure che devono essere rispettate per operare tutelando la sicurezza delle lavoratrici/lavoratori e dei clienti. Tenuto anche conto di quanto da voi rappresentato, il Comitato esecutivo ha condiviso che la situazione nelle aree caratterizzate da un elevatissimo livello di contagio pur senza essere qualificate come “zone rosse”, richiedano l’adozione di misure straordinarie ed eccezionali per la tutela delle persone con il massimo senso di responsabilità. In aggiunta ai piani in corso di realizzazione di riduzione dell’operatività delle reti fisiche correlati all’emergenza sanitaria, le banche si impegnano ad adottare tutte le misure idonee a limitare l’accesso alle filiali da parte di clientela ai soli casi delle operazioni urgenti non realizzabili attraverso i canali remoti e gli sportelli automatici che offrono amplissime operatività, così da poter ridurre ulteriormente e drasticamente la presenza delle colleghe e dei colleghi all’interno delle stesse e ridurre il rischio di contagio. Nel contempo il personale presente – nel rispetto di tutte le prescrizioni igieniche sanitarie - assicurerà alla clientela l’erogazione dei servizi essenziali che non possono essere soddisfatti attraverso i canali “remoti” e gli sportelli automatici, attraverso anche l’attenta gestione del relativo accesso fisico alla filiale.

Il Comitato esecutivo, rappresentato dal Presidente Antonio Patuelli, rinnova il forte invito rivolto a tutti i cittadini a contribuire al massimo alla lotta al coronavirus evitando il rischio di contagio, utilizzando per le operazioni bancarie i canali che non richiedono presenza fisica - disponibili da casa tramite computer e telefono - nonché i bancomat all’esterno delle filiali. Per le inderogabili esigenze che richiedono di recarsi comunque in filiale, l’invito è a telefonare prima alla propria banca per ricevere tutto il supporto necessario.




Il Governatore del Veneto Zaia e la pandemia: “Il Picco sarà il 15 di aprile”

 

“I nostri modelli matematici di previsione dell’andamento dell’epidemia sono precisi, non sbagliano, sappiamo quella che sarà l’evoluzione da qui a 15 giorni e oltre, e ci danno per il 15 aprile il picco, dopodiché il numero dei positivi dovrebbe scendere fino ai primi di maggio.

Ma ad aprile avremo un tasso importante di occupazione dei posti di terapia intensiva”. Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia nel corso del punto stampa presso la Protezione Civile a Marghera.

“E’ impensabile, quindi, – ha aggiunto – pensare alla riapertura delle scuole il 3 aprile. E’ necessario rivedere le norme restrittive previste dal decreto chiudendo i supermercati la domenica e proibire le passeggiate all’aria aperta, e senza motivo”, ha concluso.





Il Governatore lombardo Fontana avverte: “Dovete stare a casa, lo chiedo in modo educato, ma poi bisognerà cambiare tono”

 

“Dovete stare a casa. I numeri dei contagi non si riducono. Non saremo più in grado di dare una risposta a chi si ammala, chiediamo un sacrificio per salvare vite umane”. E’ il drammatico appello rivolto ai lombardi dal governatore Attilio Fontana che ha anche anticipato la richiesta di “provvedimenti ancora più rigorosi” al governo se i cittadini non rispetteranno le limitazioni agli spostamenti. “Lo sto chiedendo in modo educato, ma poi bisognerà cambiare tono e essere più aggressivi”, ha aggiunto.

 





Vola la spesa nei negozi di vicinato e di quartiere

Fida-Confcommercio fa il punto sull’andamento delle vendite e scopre un boom di acquisti. Quadruplicato anche l’online

 

 

Spesa molto più abbondante del normale in tutti i negozi ed in particolare in quelli di quartiere e nei piccoli paesi ma nessun problema di approvvigionamento.  Continua a volare l’online i cui volumi negli ultimi giorni sono quadruplicati E’ questo in sintesi il punto fatto da Fida Confcommercio, sull’ andamento delle vendite nella media distribuzione e nei negozi di alimentari.   "Il ritmo delle vendite continua ad essere altissimo, soprattutto nei punti vendita dei paesi. Non ci sono problemi di approvvigionamento delle merci, se c’è qualche ritardo è fisiologico perché magari può capitare che ci sia personale ridotto nei magazzini per turni o malattie, e quindi di conseguenza questo provoca ritardo negli arrivi delle merci sugli scaffali. Direi che tutto comunque funziona bene" afferma la presidente di Fida Confcommercio, Donatella Prampolini "Il boom c’è per le consegne a domicilio, ovviamente in sicurezza, che sono quadruplicate rispetto ai tempi dì normalità - continua Prampolini - in molte località abbiamo fatto accordi con Comuni, onlus, e associazioni che mettono a disposizione volontari per portare la spesa magari ad anziani o persone che non possono muoversi per varie ragioni".  "Ora anche grazie all’appello che abbiamo da subito portato avanti come Fida Confcommercio - conclude - riusciamo a chiudere la domenica sia per dare respiro ai nostri dipendenti che per fare azioni di sanificazione degli ambienti" 





Shock Germania, rischio di 10 milioni di contagiati dal virus

 

La Germania rischia 10 milioni di positivi al coronavirus se la popolazione non rispetterà le misure predisposte per arginare la diffusione del virus. "Abbiamo uno sviluppo esponenziale dell’epidemia", ha detto Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institute, raccomandando ai cittadini di limitare i contatti. La Germania non ha ancora varato un ’lockdown’ sullo stile di quello introdotto da Italia, Francia e Spagna. Il RKI, un’agenzia governativa, ha reso noto che i casi confermati sono 8200, con un incremento di oltre 1000 unità rispetto a ieri. In Europa, solo Italia e Spagna sono caratterizzate da un numero maggiore di casi. La misura più importante raccomandata dall’infettivologo è il distanziamento sociale per tutti gli 80 milioni di tedeschi. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha presieduto un consiglio dei ministri dedicato alle nuove misure da adottare per fare fronte all’emergenza, al rimpatrio di decine di migliaia di turisti tedeschi rimasti bloccati all’estero e alla circolazione delle merci oltre i confini.





Covid 19, aumentano vittime e guariti

 

Ancora un Bollettino di guerra quello diffuso dalla Protezione Civile sull’emergenza Covid-19. Sono infatti complessivamente 28.710 i malati in Italia,con un incremento rispetto a martedì di 2.648. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 35.713. Ma mancano i dati della Campania. Sono 2.978 le vittime,con un incremento rispetto a martedì di 475. Ieri l’aumento era stato di 345. 

"I guariti sono oggi (mercoledì ndr) 1084 in più, un numero veramente importante, che li porta in totale a 4025, più 37% rispetto a ieri", ha detto il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile."Ci sono 2648 positivi in più, per un trend stazionario in questa settimana", ha aggiunto.

"E’ necessario contenere al massimo gli spostamenti", è il nuovo appello lanciato da Borrelli nella conferenza stampa. "I dati di oggi ci fanno pensare positivo - aggiunge - ma vanno adottati comportamenti corretti".