"Dopo di noi" e disabili, disco verde della Giunta Raggi alle linee guida

Da Giunta Raggi ok a linee guida “dopo di noi” per disabili

 

La Giunta Capitolina ha approvato le Linee guida sul ‘Dopo di Noi’ finalizzate alla presa in carico delle persone con disabilità grave che, con la perdita dei genitori, rischiano di trovarsi senza un fondamentale sostegno nella gestione e nello sviluppo della propria vita. L’obiettivo, sottolinea il Campidoglio in una nota, è mettere in campo un progetto personalizzato multidimensionale basato su un ‘budget di progetto’, composto da un insieme di servizi e azioni per arrivare a una presa in carico globale e continuativa della persona. 

“Tengo particolarmente a questo provvedimento, con cui vogliamo contribuire a rispondere a un’esigenza vitale sentita da tante famiglie e dalla nostra Amministrazione. Dobbiamo lavorare uniti per creare una prospettiva, delle sicurezze. In quest’ottica, le linee guida che abbiamo approvato rispondono all’esigenza di strutturare un ambiente progettuale multidisciplinare, sfaccettato e personalizzato, che permetta a ciascuno di questi ragazzi e adulti di esprimere se stesso, migliorare la qualità della propria vita, sviluppare potenzialità, partecipare alla dimensione di comunità, avere laddove possibile una vita indipendente e poter vivere in condizioni di pari opportunità rispetto agli altri”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.





Fazzone (Forza Italia) continua a chiedere lo screening di massa nella regione Lazio

 “Non possiamo restare inerti davanti all’aumento di contagi da Covid-19 nella nostra regione. Sono per una svolta rapida che si traduca in uno screening di massa”. Torna sull’argomento il coordinatore regionale del Lazio di Forza Italia, il senatore Claudio Fazzone, e annuncia: “ho appena scritto una lettera rivolta al ministro della Salute Roberto Speranza, al suo collega degli Affari Regionali, Francesco Boccia, al governatore del Lazio Nicola Zingaretti e al vicepresidente della giunta Daniele Leodori, sollecitando l’esecuzione di più tamponi possibili nella Regione Lazio, così da scovare i positivi al coronavirus, asintomatici in primis” ha detto ribadendo di sposare in pieno la politica del presidente del Veneto Luca Zaia sul tema. “Nel Lazio, prendendo l’esempio del Comune di Fondi, etichettato come cluster dall’Asl di Latina e dove si è registrato il più alto numero di casi positivi (Roma a parte), si potrebbe intervenire effettuando tamponi a tutti i cittadini, scovando gli asintomatici.  Questo screening di massa ovviamente non varrebbe solo per Fondi, quanto per tutti i Comuni con cluster di contagio”. Per Fazzone “si deve intervenire subito per evitare il peggio”.

 





Rida Ambiente aderisce al protocollo dell’Iss per la tutela dei propri lavoratori e dei cittadini

 

L’emergenza Coronavirus, che sta modificando abitudini e stili di vita di tutti i cittadini del nostro Paese, impone di rimodulare anche gli aspetti più comuni della vita delle aziende, soprattutto quando la loro attività sia intrinsecamente connessa a profili di rilievo sanitario. È questo il caso, fra gli altri, degli impianti di trattamento dei rifiuti, categoria della quale Rida Ambiente fa ovviamente parte.  Proprio per questo motivo, in ottemperanza alle disposizioni dettate dall’Istituto Superiore di Sanità e recepite dalla Regione Lazio con una direttiva pubblicata in data 17/03/2020, Rida Ambiente, che nel corso degli anni ha fatto del valore del rispetto delle regole un principio cardine della propria attività, sospenderà temporaneamente i conferimenti per i comuni utenti della Provincia di Roma, Latina e Frosinone, così da poter dare luogo a tutti gli adempimenti di sanificazione e disinfezione dei locali di lavoro, e di farlo il prima possibile. In particolare si provvederà all’applicazione del prodotto disinfettante a norma di legge, tramite spugnatura manuale, in tutte le aree interne all’azienda, mentre per quanto riguarda le aree esterne i prodotti indicati direttamente dal Ministero della Salute verranno irrorati ed applicati a mezzo di pompe manuali, elettriche ed atomizzatori. Una procedura da svolgersi, chiaramente, in assenza totale di personale non autorizzato, che richiederà un lavoro complessivo di circa di 13 ore ed un’attesa aggiuntiva, per dar modo ai prodotti applicati di avere pienamente effetto sugli ambienti dell’azienda, di ulteriori 24 ore. Per queste ragioni l’attività rimarrà sospesa in data 22 e 23 marzo, nel pieno rispetto delle regole e della sicurezza dei cittadini: valori che per Rida Ambiente non sono mai passati, e mai passeranno, in secondo piano.




Centri Antiviolenza: garantita assistenza telefonica durante emergenza Covid-19

 

I Centri Antiviolenza di Roma Capitale continuano la loro attività di sostegno alle donne vittime di violenza di genere anche durante l’emergenza Covid-19 garantendo assistenza telefonica e rispondendo a tutte le richieste di aiuto. I loro numeri sono attivi h24 e sono disponibili sul portale istituzionale. Saranno assicurate quindi consulenze specialistiche sia di tipo psicologico sia legale. Sono collegati al numero telefonico nazionale 1522, gratuito e attivo h24.

 

“Roma resta vicina alle donne anche e soprattutto in questa fase di emergenza. Ci è stato richiesto di rimanere a casa, ma per molte donne questo può rivelarsi un grave problema. I Centri Antiviolenza di Roma Capitale continueranno ad offrire i propri servizi garantendo assistenza telefonica e rispondendo a tutte le richieste di aiuto”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

“In un momento delicato come quello che stiamo vivendo è fondamentale non spezzare il legame dei cittadini con servizi e supporti essenziali. I nostri Centri Antiviolenza continuano ad essere attivi e pronti a rispondere alle segnalazioni delle donne per affrontare situazioni critiche che potrebbero verificarsi in questo periodo”, dichiara l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì.

 

Gli appuntamenti, invece, presso le sedi fisiche dei Centri Antiviolenza saranno fissati esclusivamente nei casi di particolare criticità della situazione di violenza rilevata dalle operatrici. I colloqui si svolgeranno nel rispetto delle disposizioni del Governo e della Regione Lazio nell’ambito delle misure di contenimento del contagio da Covid-19.

 





Coronavirus. Fino al 3 aprile stop pagamento sosta tariffata su tutto il territorio di Roma Capitale

 

Da giovedì 19 marzo, fino al 3 aprile 2020 sarà sospeso il pagamento della sosta tariffata su tutto il territorio di Roma Capitale. Inoltre, saranno disattivate anche le ZTL notturne relative agli ambiti Centro Storico, Tridente e Trastevere. E’ quanto prevedono due Ordinanze firmate dalla Sindaca, Virginia Raggi.

 

La sospensione del pagamento delle strisce blu è prevista per tutti i posti auto del territorio cittadino, sia dei parcheggi di scambio (che manterranno il relativo presidio), sia delle zone oggetto della tariffazione della sosta su strada.

 

Roma Capitale con questi provvedimenti ha adottato specifiche misure volte al contenimento della diffusione del contagio da Covid-19, in funzione del mantenimento dei servizi essenziali per la cittadinanza garantiti dagli operatori che devono potersi recare nelle proprie sedi di lavoro nella maniera più agevole possibile, anche alla luce dell’Ordinanza regionale n.7 del 12 marzo che ha disposto l’interruzione del servizio di trasporto pubblico alle ore 21 su tutto il territorio.

 





Atomizzatori dalla Coldiretti a Roma Capitale per santificare le strade

 

 

Il Comune di Roma e Coldiretti collaboreranno per avviare un programma di sanificazione delle strade della città che si aggiunge a quello di Ama. L’associazione che rappresenta i coltivatori diretti ha messo a disposizione dell’amministrazione capitolina i propri mezzi per poter intervenire: si tratta di atomizzatori agricoli. Gli atomizzatori sono macchine che vengono adoperate in agricoltura per nebulizzare i liquidi e diffonderli sulla superficie piana; in questo caso si tratterebbe di dare corso alla disinfezione delle strade cittadine. L’operazione verrebbe coordinata da Ama con le attività di spazzamento. Ama ha a propria disposizione alcuni mezzi specifici, tra i quali anche otto autobotti. L’amministrazione capitolina e l’Ama sono in attesa che l’Istituto Superiore di Sanità indichi quali tipi di disinfettanti è possibile utilizzare in modo da debellare il virus senza impatti sull’ambiente.

 





I sindacati al Prefetto: “Convochi la task force su salute e sicurezza”

 

Attivare una task force per la salute e la sicurezza nel rispetto del protocollo siglato lo scorso 12 marzo dai sindacati, associazioni datoriali e Governo e dei decreti usciti negli ultimi giorni sull’emergenza Covid-19. Questa la richiesta che Cgil di Roma e del Lazio, Cisl di Roma Capitale Rieti e Uil del Lazio hanno formulato oggi in una lettera indirizzata al Prefetto di Roma Gerarda Pantalone. “Ci risulta che in diversi settori produttivi siano diffusamente disattese le ultime disposizioni governative in merito a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per arginare l’emergenza Covid-19, in particolare le previsioni del comma 7 del Dpcm dell’11 marzo sull’attivazione dei protocolli anticontagio, il protocollo sottoscritto lo scorso 14 Marzo da Cgil, Cisl, Uil, associazioni datoriali e Governo, nonché del decreto Cura Italia (in particolare articoli 15 e 16) – scrivono i segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Cisl di Roma Capitale e Rieti e Uil del Lazio Michele Azzola, Carlo Costantini e Alberto Civica -. Ci vengono costantemente segnalate situazioni con gravi rischi di contaminazione dei lavoratori coinvolti e potenziali gravi danni alla salute pubblica. Abbiamo in questi giorni sollecitato i servizi ispettivi competenti, che comprensibilmente ci hanno segnalato carenza di risorse, personale e mezzi. La task force, da attivarsi con il coinvolgimento delle parti sociali, avrà lo scopo di “monitorare, anche attraverso gli strumenti telematici, e segnalare situazioni preoccupanti che senza un intervento istituzionale rischiano di creare gravi danni alla salute oltre che a conflittualità nei luoghi di lavoro di cui nessuno di noi in questa fase di emergenza sente il bisogno”, concludono





Contro Covid-19 in campo anche Tor Vergata con il suo Policlinico

 

Sarà un’esperienza dura e complicata, ma certamente fa parte del nostro mestiere. Noi infettivologi siamo abituati ad affrontare tematiche complicate che riguardano la sanità pubblica e tante persone. È una nuova grande sfida, così come lo è stata quella dell’Aids oppure della Sars”. Così Massimo Andreoni, professore ordinario di Malattie Infettive della facoltà di Medicina e chirurgia all’Università Tor Vergata di Roma, e presidente della Simit, intervistato dall’agenzia Dire in vista del suo nuovo incarico che lo vedrà come responsabile del nuovo Covid hospital della Capitale, in una delle due torri del Policlinico Tor Vergata, dove troveranno spazio 80 posti letto per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus.

“Avrò la responsabilità di gestire un team di medici, ma il mio ruolo sarà importante come quello di tutti i medici che collaboreranno a questa iniziativa. Proprio in queste ore- spiega Andreoni- sto realizzando il team: prevedo che saranno circa una sessantina, tra infettivologi, internisti, ematologi e tanti altri specialisti, impegnati ognuno a diverso titolo e con diverso grado. Parliamo di giovanissimi medici specializzandi ma anche di medici più anziani“. 

Andreoni fa sapere che si stanno definendo “le tempistiche per entrare in attività: ho parlato con il direttore generale di Tor Vergata- dice- e stamattina avremo una task force che si incontrerà per definire il tutto. Già da oggi, virtualmente, attiviamo il percorso perché dobbiamo liberare gli 80 posti letto che in questo momento sono occupati dai malati. Dovremo capire come gestire tutto questo, ma l’intenzione è quella di procedere in tempi molto brevi. Non ci sarà un’inaugurazione degli 80 posti letto, chiaramente, ma la dinamica sarà quella di andare a svuotare mano mano o reparti per renderli agibili alle nostre finalità. È un grande impegno globale di tutto il personale dell’ospedale. Abbiamo incontrato anche l’ingegnere e l’architetto, per esempio. Insomma, è un qualcosa che impegna tutte le componenti dell’ospedale”. Nel Covid hospital ci sarà anche spazio per le sperimentazioni. ”Al Policlinico di Tor Vergata stiamo sperimentando i nuovi farmaci di cui si sta tanto parlando in questi giorni- fa sapere Andreoni- adesso c’è un nuovo farmaco olandese, vedremo cosa si potrà fare e se lo potremo utilizzare”. Il tempo è poco, sottolinea il presidente della Simit, ma intanto la società scientifica ha creato “una rete di esperti, di cui fanno parte tutti i responsabili delle diverse unità- prosegue Andreoni- e siamo in contatto continuo attraverso una chat, di ora in ora. Stiamo raccogliendo i dati dei diversi farmaci che stiamo utilizzando, navighiamo a vista, ma dobbiamo cercare di capire al più presto quali sono i farmaci che ci stanno dando maggiori risposte. Per ora questo sistema che abbiamo messo in piedi come Simit, cioè quello di scambiarci informazioni in tempo reale si sta dimostrando virtuoso, perché ci permette in qualche modo di affinare tutte le armi che abbiamo messo in campo“. L’apertura del Covid hospital di Tor Vergata, conclude infine Andreoni, è un altro “buon segnale, che dimostra che siamo pronti a rispondere all’emergenza. Non saremo colti di sorpresa e questa è la cosa principale”.





I mini sindaci del centrosinistra chiedono alla Raggi di riunire la Conferenza dei Municipi

 

 “In questo momento difficile per il Paese e la nostra città, siamo chiamati tutte e tutti alla massima assunzione di responsabilità verso i nostri concittadini per la tutela della salute pubblica. Abbiamo scritto alla Sindaca per chiedere la convocazione urgente della Conferenza dei Presidenti dei Municipi per coordinare in modo efficace gli interventi sui territori e in particolare per: Attivare tutte le strutture della protezione civile, centrali e territoriali, comprese quelle del volontariato, ed elaborare il contestuale piano di interventi di prevenzione e assistenza, territorio per territorio; Coordinare l’attività di verifica e controllo delle disposizioni governative e regionali per il contenimento della diffusione del COVID-19, territorio per territorio, per evitare possibili assembramenti e aggregazione di persone; Elaborare un piano coordinato degli interventi di sanificazione delle strade, delle aree pubbliche, degli edifici pubblici e delle scuole di ogni ordine e grado; Attivare punti di ascolto e un coordinamento tra le strutture territoriali, per uniformare tutti gli interventi sulle questioni di primaria rilevanza sociale emerse in ragione dell’emergenza sanitaria in corso; Dare assistenza e accoglienza alle persone senza dimora, forte esigenza sentita dai Municipi e da molte organizzazioni del Terzo Settore: chiediamo da giorni al Campidoglio l’attivazione di una cabina di regia per identificare luoghi, risorse e strategia di intervento per assistere tutti, nessuno escluso”. Così in una nota congiunta i Presidenti del I, del II, del III e dell’VIII Municipio (Alfonsi, Caudo, Ciaccheri, Del Bello). “Crediamo che questi elementi siano unificati per tutti i Municipi e che possa dunque essere una proposta condivisa anche a tutti gli altri Presidenti – continua la nota -. Dobbiamo, prima possibile, replicare il modello di gestione attuato a Milano, dove le strutture centrali fanno un lavoro di raccolta e raccordo e le strutture territoriali, più a contatto e vicini ai cittadini, si trovano a operare direttamente con la popolazione. In questo momento è importante che ognuno faccia la sua parte e metta tutto ciò che è possibile realizzare a disposizione degli altri per il contenimento della diffusione del COVID-19”.

 





Raggi manda a casa sportivi in diretta tv: “Non è Pasqua, non è una vacanza”

 

 

Fuoriprogramma della sindaca di Roma Virginia Raggi, che ha raggiunto la pista di corsa delle Terme di caracalla, mentre in diretta tv l’inviata del salotto pomeridiano di Barbara D’Urso constatava la presenza di moltissimi romani a spasso nell’area verde. “Sono venuta come vado dove mi segnalano, e mi hanno segnalato su Fb che c’erano persone che si assembravano per fare sport”, ha spiegato alla giornalista la sindaca Raggi. “Mando la polizia o vado io – ha spiegato Raggi – Il decreto consente di andare a fare una corsetta ma qui c’è gente che si sta allenando in gruppo, forse non hanno capito la gravità della situazione”. “Ho chiamato la polizia per disperdere l’assembramento – ha aggiunto Raggi – non è questo il modo. Ci sono persone che stanno facendo dei sacrifici perché stare a casa non è facile per nessuno – ha aggiunto la sindaca – stavo cercando do far capire loro la situazione”.  “Stiamo vedendo quello che accade al Nord c’è una situazione gravissima – ha aggiunto Raggi -. Ai romani che rispettano i divieti dico ‘siete bravissimi, siamo tutti orgogliosi di voi dobbiamo essere consapevoli che stiamo tutti facendo un sacrificio, per proteggerci, per proteggere le persone più fragili, che in questo momento sono esposte. Non si rendono conto che fare una corsetta, che usare le attrezzature per fare sport sia consentito, come se fossimo tutti maratoneti o degli sportivi è pericoloso”, ha ironizzato la sindaca, che personalmente era intervenuta insieme ai vigili per allontanare gli sportivi. “Mi scusi la banalità – ha spiegato ancora Raggi – siamo stati per anni a desiderare la possibilità di stare a casa, sul divano, a guardare una serie, e invece adesso sembra che se restiamo a casa impazziamo. Capisco che è un grande sacrificio – è stato l’appello della sindaca – ma vi prego, vi prego, fermare il contagio dipende da noi, restate a casa. Non è tollerabile che la gente vada in giro come se niente fosse. Non è Pasqua, non siamo in vacanza – ha sottolineato Raggi – capisco che il tempo di Roma possa invogliare ma state a casa”.





Raggi chiede al Governo di utilizzare 800 mln di accantonamenti

 

 “In questo momento delicato c’è bisogno di alzare la testa, di lavorare ancora più duramente e avanzare in modo deciso alcune richieste: per affrontare questa emergenza, Roma e i Comuni d’Italia hanno bisogno di risorse ma soprattutto di strumenti, ovvero di possibilità di usare quelle risorse”. Lo scrive su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi. “A Roma abbiamo fermi 800 milioni nel fondo di accantonamento che vogliamo utilizzare, almeno in parte, per affrontare l’emergenza coronavirus. Si tratta di risparmi dell’amministrazione. Per utilizzarli, senza gravare sulle casse dello Stato, abbiamo bisogno di poteri speciali per sfoltire la burocrazia, agire tempestivamente e dare risposte immediate a cittadini e imprese – prosegue Raggi – Ognuno deve fare la sua parte. La maggior parte dei romani ha capito che deve rimanere a casa. Adesso il problema principale potrebbe essere la mancanza di posti per la terapia intensiva, conseguenza dei tagli fatti alla sanità pubblica in tutta Italia e nel Lazio nel corso degli anni. E credo che sia necessario, ora più che mai, una seria e attenta riflessione sull’importanza del ‘pubblico’ nel nostro Paese”.

 




Il vento dalla Russia farà crollare le temperature di 15 gradi

Ancora qualche giorno e queste giornate primaverili con temperature vicine o talvolta superiori ai 20°C saranno soltanto un ricordo. Dalla lontana Russia si sta avvicinando un nucleo gelido che irromperà sull’Italia provocando un crollo termico anche di 15 gradi rispetto a questi giorni. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che fino a sabato i valori termici si manterranno sopra la media del periodo con temperature massime tra 17 e 22°C su gran parte delle regioni. Il tempo risulterà pressoché soleggiato e con poche nubi, a parte un po’ di instabilità venerdì al Nordovest (attesi temporali pomeridiani) e sabato in Sicilia. Nel corso di domenica il tempo muterà radicalmente. L’irruzione di venti freddi dalla Russia, oltre a portare una fase di maltempo di stampo invernale, provocherà un graduale calo delle temperature che al Nord perderanno subito 10°C rispetto al giorno precedente. Da lunedì invece l’aria fredda dilagherà su tutta l’Italia con un ulteriore sensibile calo delle temperature.

Il team del sito iLMeteo.it avverte che il risveglio di lunedì sarà davvero molto freddo con valori massimi tra 5 e 10°C al Nord, sotto i 14°C al Sud. Un freddo ancora di più accentuato dai venti freddi Nordorientali. Nei giorni successivi temperature in ulteriore diminuzione con il ritorno delle gelate notturne sulla Pianura Padana, forti sui rilievi e termometri in calo al Sud con meno di 10°C di giorno su molte città.





Costruzioni, a gennaio avanti del 7,9%. Dati Istat

 

La produzione delle costruzioni scatta a gennaio con un aumento del 7,9% rispetto a dicembre, secondo i dati Istat. La crescita su base annua è dell’8,4% nei dati corretti per gli effetti di calendario e del 4,8% nei dati grezzi. Ma ecco il dato nella sua interezza.  La media del trimestre novembre-gennaio conferma un andamento positivo, seppure molto meno ampio, con un incremento dello 0,5% sul trimestre precedente.Su base annua, l’indice grezzo aumenta del 4,8% rispetto a gennaio 2019, mentre l’indice corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di gennaio 2019) segna una crescita più marcata, pari all’8,4%.





Contrasto a Covid-19, Documento di Arir e Aifi su procedure di cura, complicanze e rischi di contaminazione

 

“Se il paziente con COVID-19 non risponde rapidamente alle strategie messe in atto con trattamenti non invasivi (NIV), occorre allertare tutto il team tenendo presente il possibile rapido deterioramento della ipossiemia e la necessità di intubazione e ventilazione meccanica invasiva. Il tutto adottando sempre strategie condivise, lavoro in team multidisciplinari, e tenendo conto anche dei livelli di cura disponibili, delle apparecchiature in dotazione e della fattibilità di assistenza intensiva in ambienti dedicati”. Queste ed altre indicazioni per gli operatori in prima linea sono contenute nelle INDICAZIONI PER LA FISIOTERAPIA RESPIRATORIA IN PAZIENTI CON INFEZIONE DA COVID-19, prodotte e condivise su tutto il territorio nazionale dall’ASSOCIAZIONE RIABILITATORI DELL’INSUFFICIENZA RESPIRATORIA (ARIR) e dall’ASSOCIAZIONE ITALIANA FISIOTERAPISTI (AIFI). Si tratta di un poderoso Documento di dieci pagine (realizzato sulla base di autorevoli documenti di riferimento prodotti da SIAARTI ed AIPO-SIP) in cui vengono puntualizzati ed analizzati quattro macro temi: 1 PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE; 2- PROCEDURE A RISCHIO DI CONTAMINAZIONE; 3 - PROCEDURE DA NON APPLICARE IN FASE ACUTA; 4 - DPI E IMMEDIATA IMPLEMENTAZIONE DELLE MISURE APPROPRIATE PER LA PREVENZIONE E IL CONTROLLO DELLE INFEZIONI.
“Dove presenti, i fisioterapisti respiratori sono in prima linea in quest’emergenza attuale”, sottolinea Marta Lazzeri, presidente ARIR e professionista del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, “ci è parso quindi necessario esprimere in collaborazione con AIFI un documento di aiuto ai fisioterapisti coinvolti proprio nella gestione dei pazienti affetti da COVID-19". Nel Documento si offrono indicazioni per il trattamento del paziente, ma si sottolinea anche l’attenzione da mantenere per le PROCEDURE A RISCHIO DI CONTAMINAZIONE per il personale sanitario. "Particolare attenzione", sottolinea Marta Lazzeri, va infatti posta “durante quegli interventi che espongono a maggior rischio di contaminazione il personale per dispersione aerea di droplet”. Tra le procedure a maggior rischio per i fisioterapisti respiratori, ARIR e AIFI ricordano soprattutto: nebulizzazione aerosolica (se necessario somministrare farmaci per via aerosolica utilizzare inalatori predosati MDI); disostruzione bronchiale (tosse e altre manovre che favoriscono l’espettorazione); NIV (in particolare con sistemi che utilizzano maschere con fori o altri sistemi “a perdita”). “Il Documento – precisa ancora la presidente ARIR - risulta inoltre particolarmente efficace per la sua capacità di puntualizzare le pratiche più comunemente utilizzate in fisioterapia respiratoria che però sono sconsigliate con pazienti affetti da Covid-19 in fase acuta, ricordando soprattutto che è fondamentale, sempre allo scopo di non incrementare il lavoro respiratorio, limitare le strategie di disostruzione bronchiale ai soli casi in cui risulta indispensabile tenendo sempre in forte considerazione la possibilità di esporre il paziente a un aumentato rischio di distress respiratorio”. A questo proposito Marta Lazzeri invita i colleghi fisioterapisti a non diffondere “informazioni riguardanti interventi che non hanno alcun fondamento scientifico, ma che anzi possono rivelarsi svantaggiosi per i soggetti affetti da patologie respiratorie come ad esempio la respirazione diaframmatica”. 
“Per tutti i fisioterapisti italiani è essenziale condividere un modus operandi sicuro ed efficace in questa fase di estrema emergenza”, sottolinea Simone Cecchetto - vicepresidente nazionale AIFI e dirigente delle professioni sanitarie della riabilitazione presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento, "per questo nei giorni scorsi, in stretta collaborazione con le 60 commissioni di Albo dei Fisioterapisti recentemente insediatesi negli Ordini TSRM-PSTRP, abbiamo prodotto altri documenti, come i ’Suggerimenti operativi per i fisioterapisti’, e la nota sulla rimodulazione degli interventi fisioterapici nell’emergenza COVID19, a cui si è aggiunto l’importante documento prodotto con ARIR sulla fisioterapia respiratoria". "Ora l’attenzione è concentrata" - prosegue Cecchetto - "sulla messa in sicurezza del personale sanitario, sulla disponibilità di DPI necessaria a ridurre contagi dei professionisti che stanno aumentando, generando crescente preoccupazione. "Un Documento – quello firmato da ARIR ed AIFI - che quindi nel suo insieme affronta le varie problematiche della gestione del paziente sia in fase acuta, che in ambito di prevenzione. A tutto questo si aggiungono inoltre una serie di considerazioni sulla postura assunta dal paziente (sia in ventilazione autonoma che meccanica): su questo argomento i riabilitatori ricordano di “evitare la postura Slumped (scivolata nel letto), favorendo un corretto posizionamento in posizione semi-seduta o seduta. Quando possibile, ed in stretta collaborazione con il team, favorire l’alternanza dei decubiti laterali ed eventualmente considerare l’indicazione alla posizione semi-prona o prona. Ricordando però che i cambi di posizione possono modificare il rapporto ventilazione/perfusione e portare ad un miglioramento degli scambi gassosi ma anche ad un repentino peggioramento. Risulta quindi necessaria un’attenta valutazione ed uno stretto monitoraggio clinico e strumentale”. "Oltre alle importanti indicazioni sulla fisioterapia respiratoria contenute nel Documento - conclude Cecchett0 - ricordiamo l’importanza dell’intervento del fisioterapista nei reparti anche per contribuire alle strategie di prevenzione di danni da immobilizzazione, alla precoce mobilizzazione dopo l’allettamento prolungato anche nella prospettiva di contribuire a ridurre i tempi di degenza, alla rieducazione in fase acuta di quei pazienti che, ricoverati in reparti COVID19 per l’infezione, abbiano contestuali esiti recenti di traumi, interventi, eventi cerebrovascolari che necessiterebbero comunque di un intervento fisioterapico precoce e indifferibile".





Sifo sulle criticità dei farmaci salvavita e i dispositivi medici, condivise le richieste di Sinafo

 

Impegno totale nell’emergenza, completa condivisione delle richieste SINAFO, necessità di creare una rete nazionale di best practice in farmacia ospedaliera: questi i tre punti centrali di un Comunicato espresso dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici alle Aziende Sanitarie (SIFO) a fronte della perdurante epidemia di COVID-19 che sta mettendo anche in grave pericolo la sicurezza sul lavoro degli operatori sanitari, aspetto devastante ed ancora troppo sottostimato dalle autorità del nostro Paese. L’emergenza COVID-19 domanda ogni giorno, con costante aumento, a tutto il Servizio Sanitario Nazionale livelli sempre più impegnativi e costanti di intervento a favore dei pazienti ed i farmacisti ospedalieri italiani stanno rispondendo “fuori dai riflettori” a questa situazione con energia, attenzione e generosità, rendendo possibile la gestione immediata di farmaci salvavita e dispositivi medici in tutti gli ospedali italiani, in particolare in quelli delle varie zone critiche del Nord del Paese. Ne consegue che, alla luce di quanto decretato dagli organi governativi, SIFO si associa completamente al documento firmato dal sindacato SINAFO a titolo "Immediata applicazione/estensione in favore dei Dirigenti Farmacisti DECRETO-LEGGE 9 marzo 2020, n. 14 “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19” – Carenze d’organico". Vista la necessità di arruolare nuovo personale qualificato per far fronte alla situazione epidemica, SIFO sostiene la richiesta urgente del Sindacato di procedere velocemente a quanto disposto dal DL 14.2020, autorizzando tempestivamente e su tutto il territorio nazionale, il "reclutamento di personale farmacista dirigente, con inclusione anche dei farmacisti specializzati e specializzandi, al fine di far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-19" e di garantire i livelli essenziali di assistenza nella massima sicurezza possibile. Da ultimo, SIFO si è attivata per raccogliere urgentemente risposte alle domande professionali: quali sono le maggiori criticità in ambito di approvvigionamento e distribuzione registrate in questo periodo? Quali risultano essere le best practice che i farmacisti ospedalieri stanno condividendo con i colleghi? Quali sono le esperienze definite negli ospedali delle “zone rosse” del Nord Italia che possono essere trasferite come “casi di riferimento” nelle regioni del Centro-Sud? Questi interrogativi hanno portato SIFO ad avviare una “Rete nazionale informativa di raccolta di criticità e best practice” per raccogliere e prevenire problematiche professionali ed adottare soluzioni operative utili. La Rete SIFO è al centro di uno strumento di condivisione di informazioni che la SIFO ha lanciato all’interno del suo sito web istituzionale (https://www.sifoweb.it/sifo-covid-19-link.html ): si tratta di un canale che a partire da oggi raccoglie esperienze professionali che possano essere condivise e conosciute sia dagli operatori, che anche dai media e dalle istituzioni.





Speculazioni on line nella vendita di mascherine, esposto all’Antitrust

 

Non si arresta la vendita di mascherine Covid19 su i social e viene presentata denuncia all’Antiturst per questo. Nei giorni successivi al 9 marzo infatti Facebook, Amazon, Ebay e Google hanno ufficializzato la stretta su tutti gli annunci pubblicitari relativi alle mascherine per uso medico. Un divieto temporaneo stabilito per contrastare le speculazioni sui dispositivi sanitari durante questo periodo di emergenza da Covid-19. Su alcuni di questi giganti del web però, ed in particolare su alcuni social network, il divieto sembra non essere stato abbastanza stringente.  SocialCom, agenzia di comunicazione digitale con base operativa a Roma e Milano, nel monitorare la rete ha scovato una serie di pagine create tra febbraio e marzo che in questi giorni continuano a promuovere la vendita online delle mascherine a prezzi esorbitanti. Un’operazione che appare studiata e organizzata a tavolino, con una serie di shop online creati durante lo stesso periodo e organizzati per promuovere e vendere solo questi particolari dispositivi sanitari.  Una speculazione continua, che non sembra arrestarsi nonostante le diverse segnalazioni e commenti che arrivano tutti giorni dagli utenti che visualizzano la promozione nel proprio feed Facebook. Il prezzo di questi prodotti risulta ovviamente molto gonfiato: si parte da 6/7 euro per arrivare addirittura a 20€per il singolo pezzo. Inoltre, la maggior parte dei prodotti proposti, non risulta nemmeno essere tra i dispositivi effettivamente in regola per la protezione personale durante questa particolare emergenza.  Per questo motivo, SocialCom ha deciso di offrire il suo contributo a questa particolare situazione, impegnandosi a denunciare all’AntiTrust tutti questi canali che continuano a speculare indisturbati, attraverso queste piattaforme digitali. “Le piattaforme digitali non possono assolutamente consentire questo tipo di speculazioni, perché incidono il rapporto di fiducia con gli utenti. Chiaramente è molto difficile monitorare milioni di post, ma queste operazioni di speculazione bieca sui bisogni e le paure della gente, non possono essere tollerate”, spiega Luca Ferlaino, fondatore di SocialCom.  L’agenzia, inoltre, ha pubblicato sul suo sito www.socialcomitalia.com una lista di queste pagine in modo da renderle disponibili agli utenti per la segnalazione al social network. Infine, chiunque si imbattesse in altre pagine di questo tipo potrà scrivere una mail a info@socialcomitalia.com, che si occuperà di darne comunicazione all’AntiTrust e di inserirle nella lista per le segnalazioni.





Londra si blinda contro il Coronavirus, chiuse 40 stazioni della metropolitana

Sembra cambiare la strategia contro il coronavirus nel Regno Unito e decine di stazioni della metropolitana a Londra saranno chiuse a tempo indeterminato per cercare di frenare la diffusione dei contagi. Ieri a tarda ora Transport for London (TfL) ha annunciato una serie di modifiche e ha invitato le persone nella capitale a non spostarsi, se possibile.

“Le persone non dovrebbero viaggiare, con nessun mezzo, a meno che proprio non possano non farlo”, ha affermato il sindaco Sadiq Khan. “I londinesi dovrebbero evitare le interazioni sociali se non assolutamente necessarie e questo significa che dovrebbero evitare di utilizzare la rete di trasporto se non assolutamente necessario”.

Nell’ambito delle misure decise, TfL ha annunciato che fino a 40 stazioni della mitica ‘Tube’ che non hanno interconnessioni con altre linee, tra cui St James’s Park, Hyde Park Corner, Covent Garden e Arsenal, saranno chiuse da oggi in poi.

Ha aggiunto che la linea Waterloo e City, che serve il distretto finanziario di Londra, chiuderà del tutto da domani – venerdì 20 marzo – e che il servizio di metropolitana 24 ore su 24 venerdì e sabato notte, così come i treni notturni di superficie, cesseranno di funzionare da questo fine settimana.





Coronavirus, sindacati a Conte: chiudere le banche per 15 giorni

 

I sindacati dei bancari chiedono al premier Giuseppe Conte di chiudere le filiali delle banche per 15 giorni per l’emergenza coronavirus. In una lettera al presidente del Consiglio, i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin sottolineano la “massiccia affluenza di clientela anche per operazioni non urgenti e code di anziani. Una situazione di emergenza per i contagi fra le lavoratrici e i lavoratori”. 

È necessario, sostengono i sindacati, “un provvedimento straordinario in accoglimento della richiesta già formulata all’Abi, ovvero la chiusura per 15 giorni di tutti gli sportelli bancari su tutto il territorio nazionale”.





Coronavirus, le Fondazioni bancarie ci mettono 40 milioni

 

Le fondazioni di origine bancaria stanziano 40 milioni per l’emergenza coronavirus, risorse per supportare l’assistenza sanitaria e sostenere le organizzazioni del Terzo settore. Lo comunica l’Acri, sottolineando che le fondazioni “si sono subito mobilitate sui loro territori fornendo una prima risposta alle diverse esigenze locali, tanto delle autorità sanitarie per garantire l’assistenza medica alle persone contagiate quanto di quelle realtà economiche e culturali messe a dura prova dalle necessarie misure di contenimento del contagio”. 

Come avvenuto in altre situazioni di emergenza che il paese ha dovuto affrontare negli ultimi anni (i terremoti dell’Aquila, dell’Emilia Romagna, del Centro Italia, l’alluvione in Sardegna, l’acqua alta a Venezia), “anche per la pandemia da coronavirus l’Acri ha stabilito di avviare un intervento di sistema delle fondazioni di origine bancaria, mediante il Fondo nazionale iniziative comuni”. Come in passato “l’intervento è ispirato a due criteri: l’orizzonte temporale che non guarda solo all’immediato ma anche al post-emergenza e i destinatari dell’intervento, che sono quelli con i quali le fondazioni hanno stretti e consolidati rapporti di partnership e collaborazione”. 

Il comitato esecutivo di Acri, riunito in videoconferenza, “ha deliberato poi l’attivazione di un Fondo di garanzia rotativo a sostegno delle esigenze finanziarie delle organizzazioni di Terzo settore. Con una dotazione iniziale di cinque milioni di euro, grazie a un effetto di leva finanziaria, il Fondo permetterà l’erogazione di alcune decine di milioni di euro di finanziamenti (rimborsabili in massimo 18 mesi), portando così liquidità a migliaia di organizzazioni”. 

Per aumentare la capacità del Fondo di garanzia, “potranno poi aggiungersi ulteriori contribuzioni volontarie da parte di singole fondazioni. Inoltre, data la fragilità dei soggetti destinatari, al Fondo di garanzia si affiancherà un Fondo di copertura di 500mila euro, che consentirà di abbattere, fino a esaurimento, gli oneri finanziari del primo ciclo di erogazione del plafond. L’erogazione dei finanziamenti avverrà mediante il sistema bancario”. 

L’Acri “coordinerà l’operazione sul piano dell’interlocuzione con le rappresentanze del Terzo settore, della sottoscrizione degli accordi con gli istituti di credito, del richiamo dei contributi accantonati dalle fondazioni, del monitoraggio dell’iniziativa e della rendicontazione periodica”. 




Neppure il Coronavirus blocca la costruzione del nuovo ponte di Genova

 

Il nuovo ponte di Genova prosegue la sua corsa contro il tempo, nonostante l’emergenza coronavirus.Dopo la consegna di tutte le pile, il cantiere si concentra sulle prossime operazioni di sollevamento del terzo impalcato da 100 metri, che porterà a 750 metri la lunghezza totale del ponte e scavalcherà la linea ferroviaria, con il completamento dei lavori propedeutici per la realizzazione delle aree dove dovranno muoversi i grandi semoventi che sposteranno l’impalcato, e sulla preparazione delle lavorazioni per la soletta delle sezioni già completate.

Il modello fast track, che permette di lavorare in parallelo nei diversi cantieri creati nell’area, viene in questa fase utilizzato per preparare l’area per la fase conclusiva di sollevamento del nuovo impalcato. Mentre si pianifica il completamento della nuova attività in quota, Salini Impregilo sta organizzando le complesse operazioni per la preparazione della soletta del ponte. “8.000 metri cubi di calcestruzzo – spiega l’azienda in una nota – che saranno lavorati in contemporanea, dalle estremità del viadotto verso il suo centro, a getto continuo 24 ore su 24 in circa 7-8 giorni, più che dimezzando i normali tempi di realizzazione”.

Sulla soletta completa e finita si procederà quindi con l’allestimento finale della piattaforma stradale e di tutte le opere a corredo dell’infrastruttura e della sicurezza del suo esercizio, “completando le attività di un cantiere – conclude la nota di Salini Impregilo – in cui il modello fast track ha permesso di iniziare la prima fondazione il 24 giugno 2019 ed eseguire in pochi mesi le sottofondazioni, le fondazioni e le elevazioni, con una media di circa 3 pile al mese”.





Confesercenti avverte il Governo: “Su imprese ancora molto da fare”

 

Il decreto Cura Italia è una prima importante risposta all’emergenza economica causata dal Coronavirus. Avremmo però preferito un approccio più mirato, per avere misure più incisive: gli interventi a pioggia rischiano di essere onerosi e al tempo stesso inefficaci e poco equi, come evidente sul fronte del fisco: troppi mini-rinvii, bisogna dare più tempo alle imprese.

Così Confesercenti sul Cura Italia, finalmente arrivato in Gazzetta Ufficiale ad oltre 24 ore di distanza dall’annuncio dell’approvazione.

Anche gli indennizzi per le imprese del terziario sono di corto respiro: l’importo di 600 euro è chiaramente insufficiente, escludendo oltretutto agenti e rappresentanti di commercio e professionisti iscritti agli albi. Lo stesso problema si rileva sullo stop ai versamenti: il tetto di 2 milioni di ricavi taglia fuori realtà come i gestori carburanti, caratterizzate da un volume di vendite molto alto ma da margini molto stretti.

Pure il credito di imposta sugli affitti, così, è poco funzionale: bisogna aumentarne il valore ed estenderlo anche alle affittanze di azienda – tipiche di centri e gallerie commerciali, ma anche di tante attività di vicinato, nei centri storici e non solo – e al turismo, settore che ha visto azzerare i fatturati di tutti gli operatori.

Mancano poi misure specifiche per le attività che sono state obbligate a chiudere, dai negozi di moda al commercio su aree pubbliche. Nel provvedimento è rientrata dalla finestra anche la lotteria dello scontrino, che era stata giustamente rimandata nelle bozze del DL.

Apprezzabili, invece, gli interventi sul lavoro, anche se le disponibilità potrebbero essere insufficienti. Mentre sul credito alle imprese registriamo decisi passi avanti, dalle misure sul Fondo Centrale di Garanzia a quelle per la moratoria dei prestiti di PMI e microimprese.

Ci rendiamo conto che non tutto è possibile e che lo sforzo è stato molto importante. Ci sono, però, migliaia di imprese che, senza sostegni adeguati, rischiano di non riaprire più dopo lo stop”, commenta la Presidente di Confesercenti Nazionale Patrizia De Luise. “Serve l’impegno di tutti: daremo massima collaborazione al governo per uscire al più presto da questa fase difficile e mettere a punto il supporto necessario alle imprese. In particolare, lavoreremo perché in sede di conversione, e con i provvedimenti già annunciati per il prossimo futuro, si possano colmare le lacune esistenti”.





Emergenza Covid-19, Fca e Sindacati concordano sull’utilizzo della Cig

 

Concordato con Fca l’utilizzo della cassa integrazione guadagni appena varata dal Governo nel decreto Cura Italia, per fronteggiare la emergenza Covid-19. Lo rendono noto in un comunicato Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR.  

La maggioranza delle fabbriche di Fca, spiegano i sindacati, ha difatti sospeso la produzione a causa dell’emergenza Covid-19 e dei conseguenti cali di mercato. In tutta Europa le multinazionali dell’auto stanno fermando le produzioni.  "In Fca è quindi necessaria, per assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori in sospensione o in regime ridotto, sia per garantire i cambiamenti alla organizzazione del lavoro necessari alla applicazione delle misure sanitarie, sia per fronteggiare i suddetti cali di mercato, la cassa integrazione con la causale “emergenza Covid-19”. Il ricorso alla cassa integrazione non è peraltro escluso nemmeno negli enti di staff, anch’essi inevitabilmente coinvolti dalla situazione straordinaria.

"Nelle prossime ore presso le singole unità produttive saranno svolte le procedure di consultazione sindacale nei modi previsti dal Decreto governativo, mentre nelle unità che restano aperte si procederà con la applicazione di tutte le possibili misure sanitarie richieste dal Protocollo fra Governo e Parti sociali con un confronto continuo fra Direzioni aziendali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, quali mantenimento delle distanze minime di un metro fra le postazioni, Dpi, igienizzazioni, Smart working, revisione delle pause collettive", continua la nota.

 

Le organizzazioni sindacali "restano impegnate a cercare di garantire il diritto alla salute e al lavoro, due diritti fondamentali che oggi più che mai vanno salvaguardati durante un’emergenza che si sta rivelando un dramma sanitario. I risvolti economici senza precedenti non sono ad oggi prevedibili, per questo siamo impegnati oltre che al contenimento del diffondersi del virus, anche nell’impedire che i lavoratori subiscano conseguenze occupazionali e salariali".

 

"Per queste ragioni in questi giorni abbiamo chiesto e ottenuto la cassa ’speciale’ ma sono necessari ulteriori e efficaci interventi da parte dello Stato e delle autorità europee per sostenere lo sforzo dei lavoratori”, termina la nota.




Dopo le gaffe della Lagarde, Bce annuncia un piano da 750 mln

 

 

Dopo i gravissimi tentennamenti, le incertezze e le gaffe,  costati all’economia europea ed al sistema delle imprese miliardi di Euro, la Bce cerca di correre ai ripari ed annuncia un piano miliardario di interventi. La Bce ha infatti annunciato in nottata un programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) da 750 miliardi di euro.

Il consiglio direttivo dell’istituto ha deciso quanto segue: 1) Avvio di un nuovo programma di acquisto di attività temporanee di titoli del settore pubblico e privato per contrastare i gravi rischi per il meccanismo di trasmissione della politica monetaria e le prospettive per l’area dell’euro rappresentate dall’epidemia e dalla crescente diffusione del coronavirus, COVID-19.

Questo nuovo programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) – annuncia la Bce in una nota – avrà una dotazione complessiva di 750 miliardi di euro. Gli acquisti saranno condotti fino alla fine del 2020 e includeranno tutte le categorie di attività ammissibili nell’ambito del programma di acquisto di attività (APP) esistente.

Per gli acquisti di titoli del settore pubblico, l’allocazione di riferimento tra le giurisdizioni continuerà ad essere la chiave di capitale delle banche centrali nazionali. Allo stesso tempo, gli acquisti nell’ambito del nuovo PEPP saranno condotti in modo flessibile. Ciò consente fluttuazioni nella distribuzione dei flussi di acquisto nel tempo, tra le classi di attività e tra le giurisdizioni.

Una deroga ai requisiti di ammissibilità per i titoli emessi dal governo greco sarà concessa per gli acquisti nell’ambito del PEPP.

Il Consiglio direttivo interromperà gli acquisti netti di attivi nell’ambito del PEPP una volta che avrà concluso che la fase di crisi del coronavirus Covid-19 è terminata, ma in ogni caso non prima della fine dell’anno.

2) Ampliare la gamma di attività idonee nell’ambito del programma di acquisto del settore aziendale (CSPP) a carte commerciali non finanziarie, rendendo tutti gli articoli commerciali di qualità creditizia sufficiente idonei all’acquisto nell’ambito di CSPP.

3) Per facilitare gli standard delle garanzie regolando i principali parametri di rischio del quadro delle garanzie. In particolare, amplieremo il campo di applicazione dei crediti aggiuntivi (ACC) per includere i reclami relativi al finanziamento del settore aziendale. Ciò garantirà che le controparti possano continuare a sfruttare appieno le operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema.

Il Consiglio direttivo della BCE è impegnato a svolgere il proprio ruolo nel supportare tutti i cittadini dell’area dell’euro in questo periodo estremamente impegnativo. A tal fine, la BCE garantirà che tutti i settori dell’economia possano beneficiare di condizioni di finanziamento di sostegno che consentano loro di assorbire questo shock. Questo vale anche per famiglie, aziende, banche e governi.

Il consiglio direttivo farà tutto il necessario nel suo mandato. Il Consiglio direttivo è pienamente preparato ad aumentare le dimensioni dei suoi programmi di acquisto di attivi e ad adeguarne la composizione, per quanto necessario e per tutto il tempo necessario. Esplorerà tutte le opzioni e tutte le contingenze per sostenere l’economia attraverso questo shock.

Nella misura in cui alcuni limiti autoimposti potrebbero ostacolare le azioni che la BCE è tenuta ad adottare per adempiere al proprio mandato, il Consiglio direttivo prenderà in considerazione di rivederli nella misura necessaria a rendere la sua azione proporzionata ai rischi che affrontiamo. La BCE non tollererà alcun rischio per la regolare trasmissione della sua politica monetaria in tutte le giurisdizioni dell’area dell’euro.





Sileri: “Ecco perchè il tasso di mortalità in Italia è più alto”

 

 

L’Italia soffre di un tasso di mortalità da COVID-19 incredibilmente elevato – circa il 7 per cento – con la maggior parte delle vittime che hanno più di 80 anni. Per fare un confronto, la Spagna ha attualmente un tasso di mortalità COVID-19 di circa il 4,5 percento, mentre Francia e Germania hanno tassi di mortalità di circa – rispettivamente – il 2,2 percento e lo 0,26 per cento. “Sì, questo potrebbe essere collegato all’età media della popolazione italiana… Gli anziani con più di 80 anni sono il 7 per cento della popolazione”, ha detto Sileri, a sua volta contagiato dal coronavirus. Ha sottolineato che il sistema sanitario italiano dà la priorità all’ assistenza agli anziani, portando a una durata della vita più lunga tra i cittadini.”Ma, ovviamente, con l’età arriva la fragilità della salute e le complicanze del coronavirus diventano fatali”, ha detto il vice ministro Sileri. L’Italia è il principale Paese europeo per quanto riguarda la diffusione di COVID-19, con oltre 35mila casi e un bilancio delle vittime vicino a 3mila.





Mattarella a Papa Francesco: “I suoi appelli al dialogo indicano la via”

 

Mattarella a Papa Francesco: “I suoi appelli al dialogo indicano la via”

 

Il Presidente della Repubblica, Mattarella ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera a Papa Francesco, in occasione dei sette anni del suo Pontificato.  Ecco la lettera, nella sua interezza, del Capo dello Stato.

“Santita’, a nome del popolo italiano desidero unirmi a quanti, nel mondo intero e nella Chiesa universale, desiderano farle giungere oggi le più sincere espressioni di affetto e vicinanza in occasione del VII anniversario dell’inizio solenne del Pontificato.

Tale ricorrenza coincide quest’anno con un periodo di speciale prova per la diffusione globale del coronavirus Covid-19. In un contesto drammaticamente segnato dalla pandemia la comunità internazionale trova nella Sua illuminante Missione Pastorale e nella Sua viva e paterna testimonianza dei più alti valori evangelici un pressante invito a riscoprire le ragioni della collaborazione e della solidarietà tra gli stati e tra i popoli, in adesione all’esigente messaggio di attenzione ai più vulnerabili che Vostra Santità propone con instancabile determinazione all’umanità tutta.

I Suoi costanti appelli ad abbracciare il dialogo e a rifuggire dalla "cultura dello scarto" suggeriscono il cammino per affrontare le emergenze globali e perseguire uno sviluppo autenticamente integrale. Auspico vivamente che tale prospettiva possa essere prontamente accolta al fine di poter meglio superare la drammatica sfida dell’oggi e tracciare un luminoso cammino verso il futuro.

In molteplici occasioni Ella ha manifestato la sua speciale vicinanza nei confronti dell’Italia, vicinanza confermata, anche nelle ultime ore, in occasione delle Sue recentissime visite a luoghi di culto che per secoli hanno rappresentato fonti di consolazione e di speranza. L’Italia, oggi impegnata a fronteggiare circostanze eccezionali, sa di poter guardare sempre con fiducia e gratitudine alla sollecitudine particolare del Suo primate.

Con questi sentimenti, Santità, Le rinnovo i migliori auguri per il Suo benessere personale e per la continuazione della sua altissima Missione”.

 





I sindacati chiedono al Governo di chiudere tutti i punti vendita, alimentari compresi, anche la domenica

Ridurre il nastro orario di apertura di tutte le attività commerciali e della ristorazione a 12 ore al giorno e chiudere nella giornata di domenica tutti i punti vendita, compresi quelli di generi alimentari. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UiltuCS, con una nuova nota unitaria trasmessa al Presidente del Consiglio Conte, rinnovano la richiesta al Governo di rimodulare gli orari di apertura, richiesta già sollecitata all’esecutivo nei giorni scorsi con due missive trasmesse il 13 e 15 marzo.

“A tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, molte imprese del settore, raccogliendo evidentemente le ragioni da noi sollevate – sottolineano le tre sigle nella nota congiunta – stanno anticipando l’orario di chiusura serale e chiudono per l’intera giornata la domenica; la Regione Lazio, a seguito della mobilitazione promossa dalle organizzazioni sindacali territoriali è intervenuta con propria ordinanza nello stesso ambito riducendo le aperture”. I sindacati sottolineano che “si sta determinando un quadro di restrizioni maggiori di quelle previste dall’attuale Dpcm, che, se pur nella direzione auspicata dalle scriventi, rischia di avere un esito di non omogeneità e confusione nel settore. Una situazione che, oltre a creare uno svantaggio per le imprese più virtuose che tutelano i propri dipendenti, potrebbe sfociare in un sovraffollamento nei punti vendita che invece rimarranno aperti, con evidenti problemi di possibile contagio”.

Nel ribadire che “l’istanza non deve essere considerata esclusivamente come una volontà di produrre una sospensione delle attività con conseguenti rischi per l’approvvigionamento di generi alimentari ma al contrario garantire la prosecuzione dell’attività di vendita rendendola sostenibile” i sindacati ritengono necessaria “una indicazione univoca ai consumatori regolamentando il nastro orario settimanale dichiarando la chiusura domenicale di tutti gli esercizi commerciali”.

In assenza di risposte urgenti da parte del Governo i sindacati non escludono azioni di protesta spontanee a livello territoriale “finalizzate ad ottenere una tutela che non può essere demandata all’iniziativa della singola impresa” piuttosto ad un’azione decisa del Governo.

 





Salvini: “Mi ha chiamato Mattarella, abbiamo discusso di come collaborare, di come aiutare l’Italia… Ora aspetto che mi chiamo Conte”

"Poco fa mi ha chiamato il presidente Mattarella". Lo ha detto Matteo Salvini, intervenendo a ’L’Aria che tira’ su La7. "L’ho sentito - dice il leader della Lega - mi ha chiamato, è stato cortese, abbiamo discusso di come collaborare, di come aiutare l’Italia e noi abbiamo detto che abbiamo una marea di proposte da fare, che siamo disponibili a collaborare. Migliaia di produttori, laboratori artigiani e imprenditori, domani venerdì 20 marzo devono pagare le tasse, è una riflessione che ho fatto anche al Presidente della Repubblica Italiana", aggiunge Salvini. "Possiamo a nome di milioni di lavoratori italiani chiedere di migliorare il decreto oppure chiedere di fare quelle cose che aiutano?", si domanda Salvini. "L’ho detto al presidente Mattarella e spero che mi aiuti a far capire al governo che domani ci sono milioni di Italiani che dovrebbero pagare le tasse, pagare l’F24". "Sto chiedendo la luna? Sto chiedendo di posticipare una scadenza prevista per domani", dice Salvini, che aggiunge: "Ho ribadito la nostra disponibilità a collaborare, ma per collaborare bisogna essere in due, io spero di essere chiamato anche questo pomeriggio dal presidente del Consiglio, di essere chiamato oggi". Poi, alla giornalista Merlino che gli dice come fonti del governo abbiano appena fatto sapere che il pagamento dei tributi previsto per domani verrà posticipato, Salvini replica: "E’ una richiesta che facciamo da giorni, sono contento che veniamo ascoltati". Ci sarà quindi il via libera da parte della Lega al decreto? "Se mi tolgono lo svuota-carcere e mettono più soldi per precari, stagionali e autonomi allora se ne può parlare". "Stanotte - ricorda Salvini - la Bce ha messo 750 miliardi, allora possiamo investirne come italiani più di 25?".





I Presidenti di Lombardia e Veneto a Conte: “Servono provvedimenti più rigorosi”

 

"Chi ha vissuto questa emergenza conferma quello che è assolutamente necessario fare. Bisognerà chiedere al nostro governo che vengano emessi provvedimenti ancora più rigorosi di quanto non sia stato fatto fino ad oggi". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in conferenza stampa parlando dell’emergenza coronavirus. "Non si deve aspettare più niente. Si devono prendere le decisioni che ci sono state suggerite da chi ha vissuto questa esperienza e da chi è riuscito a sconfiggere il virus. Oggi parlerò sicuramente con il presidente del Consiglio e cercherò di capire cosa si piò fare nel più breve tempo possibile", ha aggiunto Fontana. Poi il governatore del Veneto Luca Zaia che parla di bollettini di guerra. Abbiamo 10mila persone in isolamento fiduciario - ha annunciato - 771 ricoverati, 80 più di ieri, il che significa un ospedale provinciale interamente dedicato a ricoverati. Nelle terapie intensive abbiamo 209 persone che sono numeri che normalmente si hanno in ’tempo di pace’, numeri di base quando abbiamo da gestire solo le terapie intensive ordinarie e non in tempi di coronavirus. Ho parlato anche questa mattina con il ministro Speranza e io spero veramente che si adottino misure più restrittive rispetto ai passeggi, abbiamo delle foto - spiega il governatore - da cui si vede che le situazioni non sono assolutamente in linea con il tema del restare a casa, di aver prudenza". "Ordinanze rispetto ai passeggi, alle corse. Mi spiace, perché so cosa significhi non poter uscire, ma è pur vero che l’alternativa è la terapia intensiva, i ricoveri e i contagi. Spero inoltre che il Governo si decida a chiudere quei pochi negozi rimasti aperti la domenica, se non il sabato pomeriggio come in Germania".

 





Covid 19, il dramma della Lombardia. Morti altri cinque medici contagiati dal virus. A Bergamo situazione ormai vicina collasso. Appello al mondo: “Abbiamo disperato bisogno di personale sanitario”

 

Altri cinque medici sono deceduti a causa del nuovo coronavirus. Salgono così a 12 rispetto a mercoledì, si apprende dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), i decessi accertati tra i camici bianchi. I tre medici venuti a mancare sono Luigi Ablondi, ex direttore generale dell’Ospedale di Crema; Giuseppe Finzi, medico ospedaliero di Cremona, e Antonino Buttafuoco, medico di base di Bergamo. Si allunga lista dei lutti, rileva la Fnomceo. Dall’ospedale di Bergamo un appello non solo all’Italia ma al mondo:"Abbiamo disperato bisogno di infermieri e medici, oltre che di apparecchi di ventilazione e dispositivi di protezione individuale". Questo quanto raccolto in un filmato in lingua inglese, di Stefano Fagiuoli, direttore del Dipartimento di Medicina dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che è "in piena emergenza" per il coronavirus. "Il nostro personale, medici e infermieri sta lavorando giorno e notte, innumerevoli ore, per combattere questa incredibile situazione - dice Fagiuoli in un video messaggio sulla pagina Facebook dell’Asst Papa Giovanni XXII -. Noi non sappiamo quando a lungo questa pandemia durerà. Ho due messaggi. Il primo è per la popolazione, per favore restate a casa. Il secondo è per chiunque voglia aiutarci. La ong Cesvi - aggiunge - ci sta aiutando con una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme, quindi se potete aiutateci. E se siete personale sanitario siete più che benvenuti a unirvi a noi per combattere il coronavirus". Appello raccolto e rilanciato anche dal Governatore della Lombardia, Attilio Fontana: “Abbiamo bisogno di medici, speravo che tra le call che avevamo fatto in questi giorni tra pensionati e specializzandi ci fosse più risposta e invece non c’è stata. Abbiamo carenza di medici, questi poveri cristi stanno cedendo fisicamente e sono pochi rispetto alle esigenze”.

 





La ministra Azzolina: “Le scuole non riapriranno il 3 di aprile”

 

"Penso si andrà nella direzione che ha detto il presidente Conte di prorogare la data del 3 aprile ma in questi giorni invito tutti alla massima responsabilità. Non è possibile dare un’altra data per l’apertura" delle scuole "tutto dipende dall’evoluzione di questi giorni, dallo scenario epidemiologico. Riapriremo le scuole solo quando avremo la certezza di assoluta sicurezza".  Così il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina in una dichiarazione rilasciata a Sky tg24. "Sicuramente - ha aggiunto - verranno prese misure per gli studenti che devono fare gli esami di stato. Le misure dipendono da quanto ancora rimarranno chiuse le scuole. Stiamo pensando a diversi scenari possibili; apprezzo tanto i documenti che le consulte e il forum degli studenti hanno presentato. Gli studenti mostrano grande maturità li terrò in seria considerazione. Saranno comunque esami seri ma che dovranno tenere presenti il momento difficilissimo che gli studenti stanno attraversando". 

 





Coronavirus, l’Italia supera la Cina. Le vittime salgono a 3.405. In 24 ore altri 427 decessi. Novità per l’accesso ai farmaci, non bisognerà più recarsi dai medici di base

 

Il numero di vittime in Italia per Coronavirus ha superato quelle complessive della Cina: sono infatti 3.405 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 427. In Cina le vittime registrate finora sono 3.245. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Sono 2.498 i malati ricoverati in terapia intensiva, 241 in più rispetto a mercoledì. Di questi 1.006 sono in Lombardia.  Dei 33.190 malati complessivi, 15.757 sono poi ricoverati con sintomi e 14.935 sono quelli in isolamento domiciliare.  Va detto poi che in Italia ci sono 300 bambini malati di coronavirus ma "non ci sono vittime né casi gravi". "Questo - ha detto il presidente della Società italiana pediatria Alberto Villani durante la conferenza stampa alla Protezione Civile- deve rasserenare moltissimo genitori e nonni, devono sapere che non è un problema pediatrico, quando ci sono sintomi va interpellato il pediatra e con lui stabilire il da farsi. Ma al momento il coronavirus di per se non rappresenta un problema per i bambini". "I presidi medici - ha proseguito Villani - vanno riservati a medici e infermieri, bisogna farne un uso intelligente: riusare i guanti non ha senso, usare la mascherina non ha senso se si mantiene la distanza. Né io nè il commissario Borrelli la indossiamo perché stiamo a un metro e mezzo". Il commissario Angelo Borrelli ha reso noto di aver "firmato un’ordinanza per la dematerializzazione delle ricette mediche, con l’attribuzione di un codice; i cittadini non dovranno più andare da un medico di base, ma avranno un codice in farmacia per ritirare i farmaci".