Esselunga cambia gli orari di apertura, chiusure anticipate. Ecco le modalità

 

Esselunga riduce gli orari di apertura dei propri supermercati da sabato 21 marzo fino al tre aprile in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Toscana. In attesa di eventuali disposizioni governative – si legge in una nota della catena fondata da Bernardo Caprotti – Esselunga razionalizza gli orari di apertura dei suoi punti vendita per garantire ulteriore sicurezza alla clientela e ai suoi collaboratori e contribuire a ridurre il flusso delle persone fuori casa. Da sabato 21 marzo fino a venerdì 3 aprile, nei negozi in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Toscana nei giorni feriali verrà anticipata alle ore 20 la chiusura e la domenica l’orario di apertura sarà dalle 8 alle 15. Per quanto riguarda i punti vendita nel Lazio, in ossequio alle disposizioni regionali, saranno aperti dal lunedì al sabato 8.30-19 e la domenica 8-15″. 

La clientela, ricorda Esselunga, continuerà a trovare guanti monouso e gel disinfettante agli ingressi di ogni negozio. L’accesso per la spesa sarà contingentato e protetto grazie all’adozione di misure di distanziamento delle eventuali code che si venissero a creare. La raccomandazione resta quella di recarsi in negozio un solo componente per nucleo familiare e di attenersi rigidamente alle disposizioni in essere sul territorio, in modo da limitare con i singoli comportamenti la diffusione del virus Covid-19. Nella nota si ribadisce che che non esistono problemi di rifornimento di alcun genere alimentare e che anche per i beni utili ad affrontare al meglio questa fase emergenziale, Esselunga garantisce la possibilità di spesa, sempre nel rispetto delle disposizioni dei decreti governativi e delle ordinanze regionali. 





Il Coronavirus non ferma il Museo Civiltà di Roma, andrà in videosharing

Il Museo delle Civiltà di Roma, colossale istituto dell’EUR, diventa un programma in videosharing, in occasione della campagna “La cultura non si ferma”, promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo, con lo scopo di aggregare e far crescere l’offerta del patrimonio culturale fruibile da casa in tempi di coronavirus. Con l’hashtag #iorestoacasa sono, intanto, pubblicati sul canale You Tube del Ministero https://www.youtube.com/user/MiBACT i primi tre video di una ‘serie’ di dieci che raccontano testimonianze importanti di antiche civiltà, oggetti d’uso o destinati a riti propiziatori, sculture delle divinità, tecniche di lavorazione artistiche o di decorazione ambienti raffinatissime, esemplari iconici della storia dell’uomo fin dall’antichità. 

Si tratta di: “I Taìno. Un racconto”, in linguaggio LIS, sottotitolato e realizzato nell’ambito di un progetto di alternanza scuola – lavoro, in cui si racconta, attraverso la maschera rituale Cemì con fronte umana e retro da pipistrello indossata in particolari circostanze dai dignitari Taìno, il popolo dell’arcipelago delle Antille in cui si imbatté Cristoforo Colombo; “Bodhisattva Avalokiteshvara” una delle più splendide opere di arte indiana del patrimonio italiano, rappresentazione del Buddha compassionevole a sei braccia e la “Statua magica a forma di cane” utilizzata nei riti propiziatori africani, in particolare congolesi, per guarire dalle malattie. Basta un link, dunque, per apprendere, in meno di 5 minuti, la grande storia dei popoli che proseguirà nella programmazione del Ministero con altri filmati in pillole online nei prossimi giorni. 

In questo periodo in cui musei, parchi archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema sono chiusi a casa del’emergenza coronavirus, il Mibact, si sottolinea, “attraverso un impegno corale di tutti i propri istituti, mostra così non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il ‘backstage’ dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, tutela, valorizzazione. Attraverso i sito e i propri profili social facebook, instagram e twitter il Ministero rilancia le numerose iniziative delle istituzioni pubbliche e private che hanno inviato i contributi video in occasione della maratona solidale ‘L’Italia chiamò’”. 

Il Museo delle Civiltà, si ricorda, nato con la riforma del Ministero per i beni e le attività culturali del 2016, è un istituto autonomo che raccoglie unisce i percorsi di quattro musei: il Museo preistorico ed etnografico “Pigorini”, il Museo delle arti e tradizioni popolari “L. Loria”, il Museo arte orientale “G. Tucci” e il Museo Alto Medioevo “A. Vaccaro”.





Spallanzani, sono 21 i pazienti ricoverati e 19 sono in gravi condizioni

 

Sono 211 i pazienti Covid 19 positivi, tra loro 19 pazienti hanno bisogno del supporto respiratorio. Lo rende noto il bollettino medico dello Spallanzani di Roma, spiegando che in giornata sono previste ulteriori dimissioni di pazienti già negativi al primo test e comunque asintomatici. I pazienti dimessi, che hanno superato la fase clinica e che sono negativi per la ricerca dell’acido nucleico del nuovo coronavirus sono 324. Mentre sono 51 i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, compresa la Città militare della Cecchignola. Da oggi sono inoltre attivi i due Spoke a bassa intensità assistenziale, uno nella zona nord ed un altro nella zona sud di Roma, dove vengono accolti pazienti ancora non negativizzati ma asintomatici o poco sintomatici. E “come da cronoprogramma, sono attive da oggi altre sei postazioni di terapia intensiva allo Spallanzani e cinque a Casal Palocco” concludono i medici dello Spallanzani.





A Cerveteri sette nuovi casi di Coronavirus

 

“La Asl ci ha comunicato 7 nuovi casi positivi di Covid-19, che si aggiungono ai 5 già resi noti nei giorni scorsi. Sono molto, molto amareggiato”. È l’ennesimo appello che poco fa su Facebook il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, ha rivolto ai cittadini. “Sono amareggiato – ha detto – perché ancora oggi vedo troppe persone in giro, persone che senza il minimo di rispetto per la comunità continuano ad uscire come se nulla fosse. Questo non va bene e non può continuare”.





Fondo bilaterale di Atac per 4000 lavoratori

 

Atac ha avviato l’iter per l’attivazione del Fondo Bilaterale di Solidarietà per il Trasporto Pubblico per far fronte alla situazione straordinaria determinata dall’emergenza sanitaria Covid-19, che ha provocato una consistente riduzione del numero dei passeggeri e del servizio erogato, con effetti rilevanti sulla capacità produttiva e reddituale dell’azienda.
La richiesta di accesso al Fondo, della quale sono state informate le Organizzazioni Sindacali, potrà coinvolgere fino a 4.000 lavoratori, salvo intervengano ulteriori e più stringenti provvedimenti che possano determinare effetti sul servizio pubblico di trasporto. L’entità della riduzione oraria, per i lavoratori coinvolti, potrà variare da 7 a 39 ore, per una durata presunta di 9 settimane a partire dal 23 marzo prossimo.





Asili nido e materne, insufficienti le proroghe della Raggi

Roma, Pd: insufficiente proroga Raggi su iscrizione asili nido

“La proroga dei termini di iscrizione e riconferma nei nidi capitolini al 10 e al 30 aprile non sono ragionevoli. La proroga va fatta oltre il 10 aprile. Non si può chiedere alle famiglie di andare in giro per uffici e Caaf per la produzione di Isee e altri documenti. Meglio sarebbe stato spostare ulteriormente in avanti la scadenza, così come chiedeva l’Odg presentato e sostenuto dal Pd e votato in Assemblea capitolina. La misura adottata oggi non recepisce le esigenze delle famiglie dal momento che non e’ facile immaginare l’evolversi nel tempo della situazione di emergenza”. Così in una nota le consigliere del Pd capitolino, Valeria Baglio e Giulia Tempesta. “Riteniamo inoltre confuse e poco chiare le informazioni sul pagamento e sui rimborsi relativi al mese di marzo delle rette scolastiche. Non è chiaro se i provvedimenti presi riguardano solo i nidi, se includono le materne e le elementari – sottolinea la nota -. Per questi motivi abbiamo inviato un accesso agli atti alla sindaca Raggi e all’assessora Mammì per avere tutta la documentazione e le direttive con cui sono stati fissati i termini di proroga del bando dei nidi e le disposizioni che annullano il pagamento delle rette dei nidi comunali e in convenzione, quello delle mense scolastiche di scuole materne ed elementari e del trasporto scolastico nel periodo di chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Ricordiamo alla Giunta che il decreto legge ‘Cura Italia’ prevede che gli enti locali corrispondano agli organismi gestori dei nidi convenzionati i normali corrispettivi contrattuali con la probabile integrazione della quota a carico dei genitori. Infine chiediamo di rendere pubblico sul sito del Comune il programma di sanificazione delle scuole”, concludono.





Raggi scopre la tolleranza zero contro il Coronavirus

 

“Ho dato mandato alla Polizia locale di intensificare i posti di blocco in città, di chiudere tutti i parchi recintati e presidiare quelli aperti, di girare in città e nei luoghi pubblici con macchine con megafoni che diffondano un semplice messaggio: restate a casa”. Così il sindaco di Roma, Virginia Raggi, al Tg5. Ancora, spiega: “Sto chiedendo maggiori controlli sui passeggeri in arrivo nelle stazioni ferroviarie di Roma per conoscere le loro condizioni di salute e ho avviato un piano di sanificazione imponente: la città sta insomma procedendo”. “i romani però chiedo di rimanere a casa e ringrazio coloro che lo stanno già facendo. Tolleranza zero invece – avverte – per coloro che ancora non hanno capito la gravità del momento, consiglio loro di guardare le centinaia di bare portate via dall’esercito nella città di Bergamo. E ringrazio tutte quelle categorie che stanno mandando avanti l’Italia per noi. A loro dobbiamo una risposta concreta: restiamo a casa”.

 





Fondi è zona rossa, divieto di accesso e di allontanamento dalla cittadina in provincia di Latina

 

Divieto di accesso e allontanamento dal Comune di Fondi, in provincia di Latina. E’ quanto disposto da un’ordinanza della Regione Lazio firmata dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori, e dall’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, e in accordo con il Prefetto di Latina e il Sindaco di Fondi, che stabilisce misure urgenti di tutela della salute pubblica in relazione all’emergenza coronavirus. Il provvedimento dà mandato alla Direzione regionale salute, con il coordinamento dell’Unità di crisi, di aggiornare costantemente il piano di attivazione dei posti letto al fine di incrementare quelli di Terapia intensiva e nelle unità operative di pneumologia e malattie infettive, individuando anche le strutture da adibire. In particolare, per quanto riguarda il Comune di Fondi entrano in vigore, fino a nuovo provvedimento: "il divieto di allontanamento dal territorio del Comune di Fondi da parte di tutte le persone presenti; il divieto di accesso nel Comune di Fondi, salvo che per assicurare attività e servizi consentiti dall’ordinanza e fatta eccezione per il rientro al domicilio o alla residenza di coloro che fossero, per i motivi consentiti, fuori dal Comune; sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità; il divieto di spostamento delle persone fisiche, come previsto dal DPCM dell’8 marzo 2020 e dall’ordinanza, può essere interrotto esclusivamente per il personale impiegato nelle strutture e nei servizi esclusi dalla sospensione dell’ordinanza". Disposta inoltre "la sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune di Fondi, anche dove le stesse si svolgano fuori dal territorio comunale; la sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità. Possono essere svolte anche l’attività veterinaria e tutti i lavori che possono essere svolti in modalità domiciliare e a distanza. Sono consentite le attività necessarie esclusivamente a garantire l’allevamento degli animali e le attività non prorogabili perché connesse al ciclo biologico di piante e animali". Sono infine permesse le attività del Mercato ortofrutticolo di Fondi, che deve attenersi alle seguenti prescrizioni: orario di apertura lunedì e venerdì dalle ore 6 alle 14 e martedì, giovedì e domenica dalle ore 5 alle 14; sanificazione del mercato da effettuare ogni sabato; distribuzione a tutti gli operatori e controllo sull’effettivo utilizzo di mascherine e guanti, con divieto di accesso al mercato per chi fosse sprovvisto; accesso al mercato solo dai tornelli autorizzati, ridotti a numero massimo di 4 e accessibili solo al personale "effettivamente" impegnato nelle operazioni di carico e scarico merce". Previsto inoltre "il contingentamento degli accessi al Mercato, mediante esibizione di autocertificazione giornaliera, circa l’effettiva esigenza di operatività sia per gli operatori che per gli autisti, con divieto per quest’ultimi di scendere dagli automezzi se non previo utilizzo di mascherine e guanti; controllo giornaliero di tutto il personale mediante termoscanner; divieto di assembramenti o riunione all’interno del Mof e negli spazi adiacenti; regolazione degli accessi esclusivamente attraverso i seguenti corridoi: per i mezzi provenienti da sud con percorrenza da strada statale Flacca, e con percorrenza da strada statale 7 Appia uscita obbligatoria provinciale Fondi-Sperlonga fino all’intersezione con via diversivo Acquachiara svolta per viale Piemonte; per i mezzi provenienti dall’autostrada A1, uscita Frosinone, percorrenza della strada statale 156 dei Monti Lepini, percorrenza strada statale 7 Appia uscita obbligatoria provinciale Fondi-Sperlonga fino all’intersezione con via diversivo Acquachiara svolta per viale Piemonte". E ancora: "sospensione di tutte le attività commerciali ad esclusione di negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, commercio al dettaglio di materiale per ottica, produzione agricola e allevamento, servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli Bancomat e Postamat, attività di trasporto connesse al rifornimento dei beni essenziali; servizio di raccolta e smaltimento rifiuti; servizio di consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari per le persone in isolamento domiciliare fiduciario; attività dei presidi sanitari e sociosanitari esistenti; il personale impegnato nel trasporto finalizzato al rifornimento e alla continuità delle attività consentite ai punti f) e g) nel Comune di Fondi è consentito in ingresso e uscita previa esibizione di idonea documentazione relativa all’attività, alla merce trasportata e alla sua destinazione; il passaggio in ingresso e in uscita dal Comune di Fondi è comunque consentito al personale militare, protezione civile, delle forze di polizia, dei vigili del fuoco, del personale medico e sanitario del SSR, farmacisti e veterinari". Infine "sospensione di tutti i cantieri di lavoro; chiusura dei parchi pubblici, orti comunali, aree di sgambamento cani, aree sportive a libero accesso, servizi igienici pubblici e privati ad uso pubblico e divieto di utilizzo delle relative strutture; soppressione di tutte le fermate dei mezzi pubblici, ivi compreso del trasporto ferroviario; chiusura al pubblico dei cimiteri comunali, garantendo, comunque, l’erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme; obbligo per la struttura "Ce.R.Te.F Galeno di mettere la TAC a disposizione dell’Azienda sanitaria locale, ai sensi dell’articolo 3 comma 3 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, allo scopo di consentirne l’utilizzo per le finalità della ordinanza".




Civitavecchia a un passo dal diventare zona rossa

 

 

“E’ necessario l’intervento dell’Esercito”. Il sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco, rompe gli indugi e ‘passa alle maniere forti’, vista la reazione di alcuni cittadini ai decreti emanati dal Governo centrale in riferimento all’emergenza del coronavirus.
Ecco a seguire nella nota la lettera inviata al prefetto: “Mi rivolgo alla Sua attenzione per evidenziarLe le gravi difficolta che quotidianamente incontriamo in questo momento di emergenza sanitaria. Ho consapevolezza di condividerlo con tanti altri sindaci molti dei quali vivono territori devastati dal virus. Mi corre comunque l’obbligo di sottoporle alcune brevi considerazioni, anche al fine di prevenire il dilagarsi del contagio che nella nostra citta’ ad oggi vede la presenza di 32 positivi e di oltre 300 in sorveglianza domiciliare: il tutto in un contesto preoccupante se si considera che molte delle positivita’ si sono evidenziate nel reparto medicina dell’Ospedale San Paolo e presso una RSA cittadina. Da giorni in tutti modi invito la cittadinanza a stare a casa, ad uscire per svolgere le attivita’ necessarie cosi’ come previsto dalle norme in vigore, ho chiuso i parchi, i cimiteri, le aree pubbliche, la stessa Marina.
Nonostante questo, come in altre citta’ purtroppo, una parte della cittadinanza non sembra avere consapevolezza della gravita’ del momento e continuamente ricevo segnalazioni di strade affollate, di autovetture che circolano con ingiustificata assiduita’. La Polizia Locale e tutte le forze dell’ordine in maniera esemplare svolgono il faticoso compito di controllo, anche diffondendo dalle autovetture di servizio messaggi alla popolazione, pur avendo a disposizione un numero di unita’ sicuramente non sufficiente a fronteggiare le esigenze del territorio che non riguarda solo Civitavecchia, ma anche i comuni limitrofi. A cio’ si aggiunga la presenza del porto che per quanto veda chiusi i principali accessi e pur sempre motivo di grande preoccupazione per il permanere di linee di comunicazione importanti come ad esempio quella con Barcellona. Le riferisco circostanze delle quali so che la S.V. e’ a conoscenza, ma, al contempo, Le chiedo se ritiene opportuno sostenere gli sforzi di quanti lavorano sul territorio attraverso la disponibilita’ ed il coinvolgimento dell’Esercito. La presenza di militari rappresenterebbe anche un concreto deterrente psicologico per quanti inopinatamente continuano a non comprendere la serieta’ del problema ed escono di casa senza alcuna valida motivazione. Nulla potra’ mai comprimere i diritti costituzionalmente garantiti, ma le modalita’ di prevenzione volute giustamente dal Governo trovano purtroppo scarsa applicazione per la superficialita’ di molti. Nella nostra citta’ saremmo tra l’altro avvantaggiati dalla presenza di caserme operative, una delle quali con specifiche e insostituibili specializzazioni rispetto alla problematica che stiamo affrontando. Confido nella sua consueta attenzione e sensibilita’ istituzionale. Con osservanza”.





Isolati a Roma due istituti di suore dove sono stati registrati 59 contagi

“Sono stati isolati due istituti di suore con un totale di 59 casi positivi. Il primo Istituto e’ quello delle Figlie di San Camillo di via Anagnina a Grottaferrata dove sono risultate positive 40 suore e una di queste e’ ricoverata. Isolato anche l’istituto della congregazione delle suore angeliche di San Paolo sulla via Casilina a Roma dove sono 19 i casi di positivita’ registrati su 21 totali. Di entrambe le situazioni e’ stato avvisato il Prefetto di Roma e avviate le indagini epidemiologiche delle Asl competenti e del SERESMI – Spallanzani (Servizio regionale per l’epidemiologia, la sorveglianza e il controllo delle malattie infettive)”. Lo dice in una nota l’assessore alla Sanita’ e l’Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

 




Alle porte di Roma (Castel Romano) ci si prepara a testare un vaccino contro il mostro Covid 19

 

Takis, società biotech di Castel Romano (Roma) annuncia di essere pronta a testare il suo vaccino contro Covid-19 sui modelli pre-clinici. "L’autorizzazione arriva dal ministero della Salute e rappresenta il primo passo per portare il vaccino all’uso umano", precisa Luigi Aurisicchio, fondatore e amministratore di Takis. 

La Takis, infatti, si è immediatamente mobilitata per la realizzazione di un vaccino, sulla base dell’esperienza maturata sullo sviluppo di vaccini contro il cancro e dell’uso di tecnologie di immunoterapia molto potenti. £In particolare, - spiega Aurisicchio -  la tecnica che usiamo viene definita “vaccinazione genetica” ed è molto efficace e veloce. Consiste nell’iniezione di pezzo di DNA (un gene), seguito da un brevissimo impulso elettrico, che ne facilita l’ingresso nel muscolo e attiva il sistema immunitario. Inoltre questa tecnologia consente anche di adattare il vaccino all’evoluzione naturale del virus e alle mutazioni che accumula nel tempo".

 La Takis è tra le pochissime istituzioni al mondo che sta realizzando questo ambizioso progetto. 

"I nostri ricercatori - prosegue Aurisicchio -  provengono da un ambiente industriale per cui abbiamo ben chiaro in mente i requisiti di sicurezza e come si sviluppa un prodotto farmaceutico. Questa iniziativa nasce da una nostra decisione e dal fatto che abbiamo ritenuto doveroso mettere a disposizione della comunità la nostra esperienza. Questo ha comportato un investimento di diverse migliaia di euro e grazie alla collaborazione con l’Istituto Spallanzani di Roma, potremo senz’altro arrivare al punto di selezionare un vaccino candidato che blocchi la replicazione del virus dopo valutazione con saggi su cellule. 

 

"La prossima settimana cominceremo la valutazione sperimentale di 4 possibili candidati allo sviluppo clinico e avremo i primi risultati per metà aprile. Tuttavia i passaggi successivi fino all’uomo saranno molto più costosi ed essendo una piccola Biotech, dobbiamo necessariamente fermarci. In questa fase, la velocità è essenziale: abbiamo già disegnato i prossimi studi e stimato i costi. Avremo bisogno di circa 2 milioni, che serviranno per la preparazione del vaccino in larga scala, per gli studi richiesti dalle agenzie regolatorie e per lo studio clinico. I due protagonisti sono in effetti due istituzioni Italiane, lo Spallanzani e la Takis che possono dare un contributo enorme per fronteggiare questa incredibile emergenza sanitaria. 

 

Naturalmente - afferma Aurisicchio -  un vaccino sarebbe fondamentale per proteggere la popolazione a maggiore rischio, come gli anziani, i pazienti oncologici e il personale sanitario. Per questo, stiamo cercando finanziamenti che possano aiutarci nello sviluppo del vaccino. Negli Stati Uniti ad esempio, che hanno sempre creduto nella Ricerca, ci sono grossi finanziamenti disponibili da parte dello Stato alle imprese che stanno lavorando su vaccini e terapie contro COVID-19 che in Europa e ancor più in Italia non sono disponibili nell’immediato. Ma non c’è tempo da perdere: il nostro obiettivo è dunque arrivare il prima possibile a testare nell’uomo il vaccino italiano contro COVID-19 e aiutare l’intera comunità a fronteggiare questa complicata situazione sanitaria ed economica. Noi alla Takis - conclude Aurisicchio - ce la stiamo mettendo davvero tutta, abbiamo dichiarato apertamente il nostro impegno e manterremo la promessa, se ce ne verrà data l’opportunità. Questa dobbiamo vederla anche come un’occasione per imparare a fronteggiare eventuali future emergenze. Aiutaci a realizzare il Vaccino nel più breve tempo possibile".





Coronavirus, psicologi in campo. Arrivano i videotutorial

Ansia, attacchi di panico, stress, rabbia, frustrazione, paura e bisogno di chiarimenti sul decreto per capire quali sono i limiti imposti dalle restrizioni ad uscire. Ogni giorno sono circa 7.000 le richieste di aiuto e informazione che arrivano dagli adolescenti sul portale Diregiovani.it, dove l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ha attivato uno sportello di supporto psicologico on line gestito da un team di 30 psicoterapeuti esperti dedicati esclusivamente ad aiutarli ad affrontare al meglio l’emergenza Coronavirus. Il servizio online si chiama ‘Lontani ma vicini’, ma l’impegno dell’IdO non finisce qui, perché oltre ai giovani ci sono le famiglie con bambini che possono presentare difficoltà più o meno rilevanti. Per loro il Centro di diagnosi e riabilitazione ha attivato sul sito Ortofonologia.it lo sportello clinico ‘IdO con Voi’, a cui risponde un’equipe di medici, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi e psicoterapeuti dell’età evolutiva, logopedisti, psicomotricisti. Entrambi gli sportelli stanno ricevendo un numero straordinario di contatti, e per questo motivo ogni pagina web sarà arricchita con 4 video-tutorial al giorno, relativi ad attività ludico-ricreative e laboratoriali da proporre in casa e sulle terapie riabilitative suddivise per aree di intervento e fasce d’età.
A disposizione delle famiglie anche l’indirizzo email riabilitazioneminori@ortofonologia.it e il numero 3450391519 (solo sms o whatsapp).
“I giovani dentro casa risentono la forzata residenzialità- spiega Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO- una chiusura che alla lunga potrà far aumentare quelle situazioni difficili di cui sono già portatori. Il disagio si è amplificato. A tutto ciò si aggiunge il panico degli adulti, che accresce la paura nei figli. È vero che nessun giovane sia morto di Coronavirus, però non è sufficiente dire questo per fugare dubbi e timori, anche perché tanti nonni nel frattempo se ne sono andati”.
La scuola sicuramente è un importante sostegno. “La didattica a distanza ha dato grandi risultati- conferma lo psicoterapeuta- ma non è semplice per gli studenti mantenere l’attenzione senza avere un contatto visivo o fisico diretto con il docente o i compagni di banco”. Nei bambini, invece, “aumentano le crisi di pianto, le alterazioni del ritmo sonno-veglia e i manierismi. I genitori sono sempre più preoccupati- continua lo psicologo- nervosi, litigano con maggiore facilità e questo malumore ricade sui figli. Per non parlare poi della paura se un bambino piccolo manifesta un pochino di febbre- aggiunge Castelbianco- ecco che si risveglia nella madre o nel padre l’incubo del Coronavirus con tutte le sue conseguenze”.
A complicare il tutto c’è il lavoro da casa. “Non è così semplice per i genitori lavorare a distanza-rimarca lo psicologo- passare da una convivialità lavorativa a una solitudine totale davanti al Pc e questa frustrazione va compresa e non giudicata. Adesso stanno tutti dentro casa e c’è un confronto che purtroppo sta diventando troppo spesso uno scontro tra i familiari. Sono tutti nervosi, ragazzi e genitori- spiega Castelbianco- perché vivere insieme non è facile, ma questa incapacità è vecchia seppure se ne parli solo ora”.
L’Istituto di Ortofonologia affronta quotidianamente le problematiche connesse al mondo della famiglia, perché sono decine di anni che lavora accanto ai giovani, ai genitori e agli insegnanti , anche per questo per gli adolescenti ha attivato sul portale Diregiovani.it gli sportelli di supporto psicologico online ‘Chiedilo agli esperti’ e ‘Se so è meglio’ (focalizzato sulle problematiche sessuali). Inoltre, l’IdO è presente nelle scuole con sportelli di ascolto gestiti sempre da un team di psicoterapeuti esperti. L’emergenza Coronavirus ha, quindi, spinto l’Istituto a far sentire la sua presenza ancor più forte con le iniziative ‘Lontani ma vicini’ e ‘IdO con voi’. “Se il bisogno di aiuto si manterrà alto, come sta avvenendo, facilmente manterremo attivi i servizi anche dopo l’emergenza- conclude Castelbianco- perché abbiamo visto che hanno una loro funzione ed è corretto aiutare tutti”.





Vademecum dell’Ido per non trasformare in distanza la lontananza da se stessi. 5 passi per affrontare la paura

 

"Non trasformare la ’giusta distanza’ tra le persona in una distanza dalle vostre emozioni e da voi stessi, perche’ se non si entra in contatto con le emozioni che ci
attraversano rischiamo di provare ancora piu’ solitudine. Per quanta paura possiamo provare, da noi stessi non possiamo scappare e non possiamo correre il rischio di abbandonarci. Anche se ci spaventa quello che proviamo in questo momento e non ci sembra possibile, se riusciamo ad entrare in contatto con quello che sentiamo lo possiamo trasformare in qualcosa di utile per noi stessi e per gli altri". I consigli arrivano da Francesca Zazza, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), che fa parte del team dei 30 psicologi in ascolto che gestisce lo sportello di supporto psicologico sul sito Diregiovani.it nello spazio ’Lontani ma vicini’.

Solitudine, disorientamento, senso del vuoto. Tutte queste sensazioni fanno paura, allora come gestire quello che si sta provando in questa emergenza Coronavirus? Ecco un vademecum utile (pubblicato su https://www.diregiovani.it/2020/03/19/301989-emozioni-in-pillole-5-passi-per-affrontare-la-paura.dg/ ) che Zazza ha scritto per aiutare bambini, adolescenti e adulti: "Stiamo vivendo un momento molto delicato, la diffusione del Coronavirus ha provocato tanti cambiamenti nella nostra vita, scatenando ansie, preoccupazioni e paure. Con questo breve Vademecum desideriamo aiutarti a ricordare che provare questi vissuti e’ naturale e darti qualche piccolo suggerimento per non farti travolgere dai timori. Le emozioni sono messaggi del nostro mondo interno che arrivano per comunicarci qualcosa. Le loro manifestazioni fisiologiche potrebbero corrispondere alle notifiche delle app presenti sui nostri smartphone: battito cardiaco accelerato, sudorazione, sensazione di pesantezza sul petto, difficolta’ a respirare sono come la spia luminosa, la vibrazione o la suoneria associata ai messaggi che riceviamo ogni giorno. A differenza di quelli che arrivano dai social e dalle chat, pero’, se blocchiamo o ignoriamo i messaggi delle nostre emozioni queste continueranno a provare a contattarci, rendendo piu’ intensi e frequenti i loro segnali o trovandone altri che non possiamo fare a meno di considerare".
Cosa fare per evitare di essere travolti
dai timori:
1. RESTA IN CONTATTO. La connessione che dobbiamo cercare non e’ solo quella con gli altri, reale e/o digitale, ma anche quella autentica con noi stessi. Bisogna essere disposti a entrare in contatto con le proprie emozioni anche quando quello che si prova genera sensazioni spiacevoli. Per quanta paura possiamo provare ricorda: da noi stessi non possiamo scappare.
2. APRI IL MESSAGGIO. Quando la paura arriva ascolta quello che vuole dirti, e’ una parte di te, se le lasci un po’ di spazio sara’ meno probabile che esploda trasformandosi in qualcosa di ancora piu’ intenso e difficilmente gestibile come, ad esempio, il panico. Prestale attenzione come se a parlarti fosse un amico, un familiare o un tuo caro. Se neghiamo, evitiamo o rifiutiamo la paura blocchiamo anche la possibilita’ di trasformarla in qualcosa di utile per noi e per gli altri.
3. NON FERMARTI ALL’ANTEPRIMA, LEGGI IL TESTO FINO IN FONDO. La paura e’ un’emozione primaria generalmente provocata da una situazione di pericolo, reale o immaginario. A nessuno piace sentirsi spaventato/a, ma se andiamo oltre la sensazione iniziale possiamo accorgerci di come la paura ci informa del fatto che siamo capaci di provare un legame di attaccamento, un sentimento di affetto e amore verso persone, cose, abitudini, in generale verso la vita e non vogliamo perdere quello a cui teniamo.
4. PRENDI TEMPO. Non sei tenuto/a a dare subito una risposta ai messaggi inviati dalle tue emozioni. La paura, soprattutto quando e’ intensa, porta a reagire in modo impulsivo. Tu non sei quello che provi, la paura e’ una parte importante di te che convive con molte altre, come il coraggio, la fiducia, la speranza. Dai a tutti i messaggi il tempo di arrivare, nel frattempo distraiti: ascolta la musica, disegna, leggi, scrivi, cucinaàpoi torna a connetterti con quello che sentiàpotrai scoprire che la paura e’ rimasta in attesa, ma non e’ piu’ l’unica sensazione a dominare il campo.
5. CONDIVIDI. Parla con qualcuno di cui ti fidi di quello che provi e che pensi, la paura e’ un sentimento universale, condividendolo potresti scoprire che molti provano il tuo stesso vissuto e sentirti meno solo/a. Se non puoi parlarne con le persone che hai accanto scrivi agli esperti.




Terapie intensive, tempistiche preoccupanti. La gara Consip non è sufficiente

In questi giorni di emergenza da COVID.19 una delle massime criticità è quella dell’allestimento di sempre nuovi reparti di Terapia Intensiva (TI), con realizzazione ex-novo di posti letto in grado di accogliere i nuovi casi che purtroppo ancora si stanno registrando soprattutto (ma non solo) nelle regioni del Nord Italia. Ma quali sono i tempi, i costi e le disponibilità effettive per rendere operativi questi reparti? L’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC) ha realizzato e messo a disposizione un “Prospetto di dotazione operativa”, un quadro sintetico aggiornato della "configurazione tipo" di un reparto di TI e dell’attuale possibilità del nostro Paese e delle ditte produttrici di rispondere alle richieste del Servizio Sanitario Nazionale.

Nel “Prospetto” fornito da AIIC si può osservare che un posto letto può essere valutato approssimativamente 50mila euro, comprendendo all’interno di questa cifra apparecchiature che vanno dai Ventilatori Polmonari da terapia intensiva (da 14 a 22mila euro) ai Monitor Multiparametrici (da 3500 a 5mila euro), dai letti con materassi antidecubito (da 4 a 12mila euro) agli umidificatori attivi (da 2 a 4mila euro). Per dimensionare correttamente un reparto di TI, a questi valori economici per singolo posto letto vanno poi aggiunte le Dotazione di tecnologie sanitarie condivise nei blocchi di Terapia Intensiva, che con una cifra vicina ai 200mila euro permette l’attivazione di un intero reparto, con strumentazioni complesse che comprendono tra le altre un Sistema radiologico portatile digitale (circa 90mila euro), un elettrocardiografo (5mila euro), un sistema CPAP (2500 euro l’uno) ed un ecografo (da 8 a 20mila euro), apparecchiature che spesso fortunatamente sono già presenti presso i centri ospedalieri (e quindi non presuppongono nuovi investimenti).

“Nel quadro di insieme offerto dal nostro Prospetto si può osservare che si tratta di apparecchiature che presentano diversi gradi di complessità tecnologica”, precisa Lorenzo Leogrande, presidente AIIC, “e che nella loro globalità assicurano l’operatività reale ed immediata di una Terapia Intensiva. Ricordiamo comunque che un reparto di questo tipo ha bisogno di essere inserito all’interno di un apparato tecnologico complessivo in grado di far dialogare le nuove apparecchiature con i sistemi preesistenti all’interno di un ospedale attrezzato”.

Ma il Prospetto fotografa anche il tema di maggior criticità attuale: queste strumentazioni sono effettivamente in arrivo negli ospedali di prima linea in Italia? Ebbene: sulla maggior parte delle apparecchiature presenti nel Prospetto-AIIC, sono stati espletati i Bandi di Gara CONSIP che in questo periodo sono stati lanciati ed aggiudicati (sotto la dicitura COVID-19 - Procedura negoziata d’urgenza) ed hanno offerto un messaggio di speranza per chi in prima linea continua a domandare nuovi posti letto per i pazienti. Però - suggerisce AIIC - occorre guardare attentamente “dentro” i risultati della Gara: come mostra la Tabella sinottica, ad esempio i Ventilatori polmonari da terapia intensiva sono stati aggiudicati in numero di 1800, un numero sicuramente importante, ma la tempistica del loro arrivo negli ospedali desta qualche preoccupazione. Come è stato comunicato proprio da CONSIP, “le consegne saranno effettuate in 4 scaglioni temporali - entro 3 giorni, tra 4 e 7 giorni, tra 8 e 15 giorni, tra 16 e 45 giorni - dal momento dell’ordine (es. i 3.918 ventilatori totali offerti, tra lotto 1 e 2 sono ripartiti in: n. 119 ventilatori “entro 3 giorni”, n. 200 ventilatori “tra 4 e 7 giorni”, n. 886 “tra “8 e 15 giorni” e n. 2.713 “tra 16 e 45 giorni”)".

Ciò significa che ad oggi un certo numero di ventilatori sono già stati consegnati (quelli di 1° fascia e 2° fascia), una parte è presumibilmente in consegna (3° fascia), mentre l’ultima fetta della fornitura – quella numericamente più significativa: oltre 2700 ventilatori - avrà tempi di consegna lunghissimi, dai 16 ai 45 gg dal momento dell’ordine. “Lo stesso discorso riguarda praticamente tutte le apparecchiature che CONSIP ha messo a bando di gara”, commenta il presidente AIIC, “e di cui preoccupano i tempi di consegna ed effettiva operatività sul campo". In particolare, inoltre, in una di queste procedure si presenta una criticità ulteriore: non è infatti stata ancora assegnata la Gara per la fornitura di oltre 20mila CPAP, apparecchi che consentono la ventilazione non invasiva del paziente fornendo un flusso di aria a pressione positiva con lo scopo di aumentare la capacità funzionale residua e la compliance polmonare. 

Concludendo, AIIC commenta il Prospetto con attenzione e preoccupazione: “E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad una situazione di assoluta emergenza”, è la riflessione finale di Lorenzo Leogrande, “CONSIP e le aziende produttrici per prime, stanno facendo l’impossibile per gestire un approvvigionamento immediato di strumentazioni ad alto contenuto tecnologico. Ma la realtà è che ci serve un piano alternativo immediato: dobbiamo sapere che con ogni probabilità la situazione continuerà a rimanere critica proprio nel periodo di picco epidemico, ponendoci delle richieste che il mercato e i soggetti di procurement non sapranno evadere con velocità, anche perché tutti i sistemi sanitari internazionali continueranno in queste settimane a chiedere sempre maggiori forniture, spingendosi nei fabbisogni ben oltre le capacità produttive dei singoli produttori. Come ingegneri clinici vogliamo lanciare oggi questo messaggio: occorre che il sistema si attrezzi anche con altre formule, più chiare nella tempistica e nei volumi degli approvvigionamenti; potrebbe in questo senso anche essere utile verificare la possibilità di condividere apparecchiature tra strutture ospedaliere, ben sapendo che ci sono ospedali NON coinvolti nell’emergenza che potrebbero sostenere le necessità di quelli che invece sono ormai allo stremo delle loro capacità di risposta assistenziale”.

 





Stop alle crociere italiane e straniere- Decreto Infrastrutture-Salute

 

Stop alle crociere per l’emergenza coronavirus. La ministra delle infrastrutture Paola De Micheli ha firmato con il ministro della salute Roberto Speranza un decreto “con cui si sospendono i servizi di crociera per le navi passeggeri italiane e si blocca l’arrivo nei porti italiani delle navi da crociera battenti bandiera straniera”. 

Per le navi battenti bandiera italiana, spiega il ministero dei trasporti, “le società di gestione, gli armatori e i comandanti delle navi italiane, una volta adottate tutte le misure di prevenzione sanitaria disposte, sono tenuti a sbarcare tutti i passeggeri presenti a bordo nel porto. La procedura di sbarco prevede che i passeggeri italiani non positivi al Covid-19 possano rientrare con i dispositivi di sicurezza alle loro abitazioni con mezzi non di linea organizzati dall’armatore per avviare il periodo di sorveglianza sanitaria fiduciaria domiciliare”. 

Da quel momento “le navi battenti bandiera italiana non potranno più imbarcare passeggeri fino almeno al 3 aprile. Per i passeggeri non positivi al Covid 19, ma stranieri, l’armatore dovrà organizzare il rientro in patria con mezzo non di linea. Per gli eventuali passeggeri positivi, o entrati a stretto contatto con un caso positivo, valgono le disposizioni sanitarie già vigenti, salvo diverse determinazioni dell’autorità sanitaria”. 

Le navi passeggeri battenti bandiera straniera “impegnate in servizi di crociera non potranno più fare ingresso nei porti nazionali. Le disposizioni del decreto saranno applicate già domani alla nave Costa Luminosa battente bandiera italiana in arrivo nel porto di Savona, e si applicheranno fino a 3 di aprile salvo proroga”.





Verso un nuovo Decreto del Governo con misure più rigide per spostamenti, trasporti ed attività all’aperto

 

Dagli orari dei negozi ’ristretti’, agli ingressi dei clienti contingentati. Ma anche il divieto di jogging, una possibile nuova stretta sui trasporti e una spinta decisiva alle aziende per indurle a ricorrere al telelavoro. Queste alcune delle misure che potrebbero trovare spazio in un nuovo Decreto del Governo, che potrebbe arrivare nnelle prossime ore.. Sarà al centro di una riunione di governo che si terrà domani, l’orario non è stato ancora fissato. Ma l’adozione del nuovo giro di vite, spiegano fonti di governo, dovrebbe arrivare solo nel weekend, nella serata di sabato o nella giornata di domenica. Ovvero "a Borsa chiusa, per contrastare i contraccolpi sui mercati, ed esercizi chiusi, perché dopo ogni Dpcm - spiega una fonte di governo all’agenzia di stampa Adnkronos si scatena qualche assembramento, leggi supermercati e tabaccherie. Quindi meglio adottarlo quando tutto è chiuso o quasi".





Scoperto come collegare il respiratore artificiale a più circuiti. L’annuncio dall’Emilia Romagna

"Abbiamo ottime notizie sui ventilatori per le terapie intensive: abbiamo scoperto come collegare un respiratore a più circuiti". Lo annuncia Sergio Venturi, commissario ad Acta per l’emergenza coronavirus in Emilia-Romagna. "L’intuizione – spiega Venturi – si deve al professor Ranieri, direttore del reparto di Rianimazione e Anestesia a Bologna che, con alcuni colleghi, di fronte all’emergenza, in particolare a Bergamo, ha provato a collegare un respiratore a due circuiti".

"Questo - spiega - ha portato un’impresa di Mirandola a costruire in 72 ore un prototipo, già testato all’Ospedale Sant’Orsola: funziona e nei prossimi giorni useremo quelli necessari perché saremo in grado, a breve, di ordinarli". "Le prime forniture – approfondisce l’ex assessore alla Sanità - arriveranno a Piacenza e Parma. E’ una notizia che ci riempie di orgoglio: noi italiani, quando siamo in difficoltà riusciamo a tirare il fuori il meglio. Sarà anche un regalo per le altre regioni e per gli altri Paesi, quelli più fortunati che stanno avendo più tempo per organizzarsi". "72 ore per realizzare un circuito innovativo che permette di utilizzare un ventilatore polmonare per più pazienti contemporaneamente. Uno strumento messo a punto da un’azienda di Mirandola, nel distretto biomedicale modenese, che potrebbe rivelarsi fondamentale per moltiplicare i posti letto in terapia intensiva. E’ davvero una notizia straordinaria, che dice tanto della nostra terra - commenta il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, sulla sua pagina Facebook - Ci siamo sempre rialzati, e lo faremo anche questa volta. Insieme". Il circuito "è stato testato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna e funziona. Già nei prossimi giorni ordineremo quelli necessari e i primi saranno inviati nelle province dove la situazione è più critica" ribadisce.





Conte chiede di attivare il Fondo Salvastati da 500 miliardi di euro

Il premier Giuseppe Conte chiede l’attivazione del Fondo salva-stati e della sua potenza di fuoco da 500 miliardi di euro per rispondere all’emergenza coronavirus, "uno shock globale senza precedenti". In un’intervista al Financial Times, il presidente del Consiglio dice: "Il Mes è stato creato con un diverso tipo di crisi in mente, dunque adesso deve essere adattato alle nuove circostanze, in modo da poter usare tutta la sua potenza di fuoco". Secondo Conte, "la strada da seguire è quella di aprire una linea di credito dell’Esm per tutti gli Stati membri, in modo da aiutarli a combattere le conseguenze dell’epidemia di Covid, sulla base della condizione della piena responsabilità da parte di ciascun Paese membro sul modo in cui vengono spese le risorse".  "Ci troviamo di fronte ad uno shock globale, esogeno, che non ha precedenti nella storia moderna - sottolinea il premier nell’intervista al quotidiano britannico - E, come leader politici, siamo chiamati a fare scelte necessarie, coraggiose, qualche volta anche tragiche". L’Italia è stato il primo Paese europeo a imporre limitazioni durissime alla libertà di movimento delle persone ed anche alle attività economiche e ora altri Stati la stanno seguendo, osserva il quotidiano. "Sfortunatamente - dice Conte - altri Paesi europei adesso stanno iniziando ad attraversare la stessa situazione difficile che noi abbiamo sofferto nelle ultime settimane. E posso dirvi che ogni singolo giorno è un giorno pesante. Esprimo tutta la mia solidarietà alle persone ed ai leader che adesso si trovano di fronte alla terribile situazione che io ed il popolo italiano stiamo già affrontando". Secondo il premier, "l’esempio italiano" di risposta al virus aiuterà anche gli altri Paesi. "Molti Paesi stanno seguendo i nostri provvedimenti...si tratta di una situazione senza precedenti, che colpisce tutti noi". "Purtroppo - è costretto a ripetere Conte - non è possibile prevedere quando saremo in grado di tornare alla normalità. Solo tra pochi giorni, sulla base delle valutazioni del comitato tecnico-scientifico, sarò in grado di valutare l’efficacia delle misure che abbiamo preso".





Berlusconi: “Siamo in guerra e quando si è in guerra ci si stringe attorno a chi ha la responsabilità di governare”

 

"Come vivo queste giornate da lombardo? Male, sono preoccupato, addolorato e angosciato come tutte le persone consapevoli della gravità della situazione. Ho negli occhi l’immagine dei camion militari che sfilano per le strade di Bergamo e degli ammalati e dei deceduti trasportati in altre città". Così il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ai microfoni di Radio anch’io su Radio Rai1. "Siamo in guerra - sottolinea il Cavaliere - e in guerra ci si stringe attorno a chi ha la responsabilità di governare. Questo non significa annullare le differenze politiche, siamo all’opposizione e la nostra idea dell’Italia rimane del tutto incompatibile con quella della sinistra, ma siamo un’opposizione seria e da opposizione responsabile il nostro compito è di cooperare. Più avanti, finita l’emergenza, si potrà discutere degli errori commessi". La sfida del coronovirus è stata raccolta dal governo "soltanto in parte, ci sono stati certamente dei ritardi negativi, però questo non è il momento delle recriminazioni e delle polemiche. Stiamo tutti lavorando e ci stiamo confrontando con il governo per aiutare a far uscire l’Italia da questa grave situazione", aggiunge.  Per Berlusconi, "il sacrificio non è stare in casa, il primo sacrificio è quello di medici, infermieri, personale sanitario che rischiano ogni giorno la propria vita per salvare quella degli altri. E’ sacrificio quello dei lavoratori che svolgono servizi essenziali, soprattutto di quelli che sono a contato con il pubblico e sono esposti al contagio. Tutte queste persone sono sicuro che rimarrebbero a casa volentieri se soltanto lo potessero fare. Anche per questo, abbiamo tutti il dovere di fare la nostra parte rispettando con la massimo disciplina le disposizioni delle autorità perché la nostra vita e quella degli altri è il bene più prezioso e non possiamo metterla in pericolo per capriccio". "Le prime vittime di questa crisi - aggiunge il presidente - sono tutti coloro che hanno perso o che possono perdere il lavoro: gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, le partite Iva, i lavoratori a contratto che si sono ritrovati di colpo privi di un reddito. E poi gli anziani che vivono da soli, che sono spaventati da quello che sta succedendo, poco abituati a usare le nuove tecnologie, con i figli lontani".





Fmi avverte: “Possibili rischi di contagio debito-banche”

 

"Se le infezioni continuassero ad aumentare" potrebbe esserci un "deterioramento della fiducia" e una ulteriore contrazione dell’attività economica con il possibile "riaccendersi del nesso fra debito sovrano e banche".  E’ quanto scrive il Fondo Monetario Internazionale in merito all’Italia che peraltro ha riconosciuto come "progressi" sono stati fatti per rafforzare i bilanci delle banche italiane. Ma c’è bisogno di affrontare in modo risoluto le restanti debolezze.





Effetto shock del Coronavirus sull’economia nazionale, il Pil crolla al -8%

 

REF Ricerche rivede nettamente al ribasso la stima sulla contrazione del Pil italiano nel primo semestre -8% (dal -1/-3% indicato in precedenza). La caduta -si legge nella nota del centro di ricerche - riguarda con questa intensità solamente l’ultima parte del primo trimestre, che potrebbe chiudere con un possibile decremeto del 3 per cento  sul quarto 2019, e manifestarsi pienamente nel secondo, quando la caduta sarebbe di un altro 5 per cento sul primo trimestre".  Un rimbalzo è possibile, secondo il Ref, a partire dal terzo trimestre.  

Contemporaneamente sul tema è intervenuto il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, che ha avvertito: “Se l’Unione europea abbandona l’Italia, l’Ue non si riprenderà più". Intervistato dalla tv Lci, Le Maire ha lanciato un appello ai Paesi Ue a "essere uniti" per far fronte al Coronavirus. 

Sul punto è intervenuto anche Paolo Gentiloni: "La logica, la filosofia" di Conte sull’uso del Mes "è assolutamente condivisibile. Le modalità con cui si può fare un’operazione di questo genere sono legate alla discussione su questi eurobond, cioè su strumenti che si costruiscono sul mercato e sono a disposizione per tutti i Paesi”. Gentiloni ha sottolineato che la crisi "riguarda tutti", e che visto che abbiamo strumenti coordinati dobbiamo provare ad usarli".

Per Gentiloni "la dimensione della risposta comune ancora non è adeguata ma sono stati fatti passi straordinari. Se cambiamo le regole di bilancio, quelle sugli aiuti di Stato e la Bce mette in campo il paracadute, nonostante le differenze (di vedute tra Paesi, ndr) la reazione è stata molto veloce". Gentiloni ha spiegato che "avremo conseguenze enormi per tutti i Paesi", ma ancora "si fa fatica a capire" che non è una crisi "soltanto di uno o di pochi".





Borrelli: "Forse il picco tra due settimane"

 

Forse il picco” dell’emergenza coronavirus in Italia “non arriverà la prossima settimana, ma quella dopo: tutti dicono che stiamo andando verso il picco e ci auguriamo che sia quanto prima”. Lo ha detto il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ai microfoni di Rai Radio 2.

Secondo Borrelli in ogni caso “sarebbe giusto proibire l’attività sportiva all’aperto: se dobbiamo fare dei sacrifici, dobbiamo farli per tutte le ragioni. Bisogna evitare anche la corsa all’aperto, la faremo tra una decina di giorni, o quando sarà”.

Quanto alla mascherina, ai cittadini di per sè “non serve a nulla, io non la utilizzo mai”, ma l’importante è “tenere le distanze consigliate e soprattutto lavarsi spesso le mani ed evitare di avere contatti interpersonali a distanze molto ravvicinate”. Invece, ha precisato, le mascherine “andrebbero riservate ai nostri sanitari”.

 





Zaia anticipa il Governo: “Da noi la domenica sarà tutto chiuso”

 

“La domenica sarà tutto chiuso, restano aperte solo farmacie, parafarmacie ed edicole. L’attività motoria è consentita entro i 200 metri dalla propria abitazione”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso del quotidiano punto stampa sull’emergenza coronavirus, annunciando di aver firmato questa mattina un’ordinanza contenente misure più restrittive e valida fino al 3 aprile.

L’ordinanza prevede la chiusura di parchi e giardini pubblici, limita l’utilizzo della bicicletta e dello spostamento a piedi e impone la chiusura di tutti i negozi di generi alimentari per la giornata di domenica. “Mi dispiace annunciare questa ordinanza ma i dati ci fanno preoccupare, mai un amministratore vorrebbe firmare ordinanze come queste ma non abbiamo alternative” ha sottolineato Zaia. “Le restrizioni sono autonome ma auspico che il Governo valuti queste scelte e le adotti a livello nazionale” ha concluso.





Bollettino Coronavirus, oltre 4000 le vittime. Non si arresta il contagio

 

Superate le 4mila vittime in Italia per coronavirus. Sono 4.032 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 627. E’ il maggior incremento dall’inizio dell’emergenza. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l’aumento era stato di 427.

Sono 5.129 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 689 in più di ieri. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 415.  Sono complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 47.021. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 47.021. 

"Smentisco seccamente che il dipartimento di Protezione civile  - ci ha tenuto a sottolineare Borrelli - si starebbe preparando per dichiarare le condizioni di biocontenimento su tutto il territorio nazionale da metà aprile. E’ una fake news che circola, queste false notizie vanno punite, chi le mette in rete deve essere punito: sono destituite di ogni fondamento e sono anche allarmistiche". 

 





Litorale romano off-limits. Spiagge chiuse da Anzio a Torvaianica

 

Chiudono le spiagge dei comuni del litorale romano fino al 3 aprile. I sindaci dei comuni Anzio, Ardea, Nettuno, Pomezia in una riunione via Skype hanno deciso di vietare qualsiasi attività sugli arenili di Torvaianica, Ardea, Anzio e Nettuno. Dunque diventerà off limits tutto il tratto di spiaggia che si estende da Torvaianica a Nettuno, ovvero al meta di week end e vacanze di molti romani perchè è il tratto balneare più vicino alla Capitale. Inoltre sono stati intensificati ulteriormente i controlli coordinati dei confini territoriali, da parte delle Forze dell’Ordine, per garantire il rispetto delle misure adottate dal Governo, evitando assembramenti e spostamenti non autorizzati da un Comune all’altro.
   





Coronavirus, sospeso il Patto di stabilità Ue

"Oggi, e questo è nuovo e non è mai stato fatto, inneschiamo la clausola generale di salvaguardia del patto di stabilità. Questo vuol dire che i governi nazionali possono pompare nell’economia quanto serve. Stiamo allentando le regole per consentire loro di farlo". Lo annuncia la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in un videomessaggio pubblicato su un social network. "La chiusura della vita pubblica - aggiunge von der Leyen - è necessaria per rallentare la diffusione del virus, ma rallenta anche in modo grave la nostra economia. La settimana scorsa ho detto che avrei fatto qualsiasi cosa sia necessaria per sostenere gli europei e l’economia europea. Oggi sono lieta di poter dire che abbiamo mantenuto la parola data".