In pochi giorni da Roma Tre 800 lauree a distanza

 

Al tempo del coronavirus la formazione si fa a distanza. Laurea compresa. L’Università Roma Tre, comunica che in questi giorni si sono laureati in modalità telematica ben 800 studenti di tutti i Dipartimenti. Fatta eccezione per le lauree in Architettura le cui sedute si sono tenute “in presenza” prima delle restrizioni imposte dall’emergenza COVID-19. In totale, nella sessione di marzo sono previsti oltre 1300 laureandi. A questi si aggiungo circa 150 studenti che hanno deciso di rimandare per motivi personali la seduta al mese di giugno per i quali però l’Ateneo, vista la eccezionalità del momento, ha disposto che non fossero gravati dall’onere di dover nuovamente pagare le tasse universitarie. 

Cominciate online lo scorso 16 marzo, le sedute di laurea in calendario nel mese di marzo sono oltre 110 e si stanno tenendo con successo sulla piattaforma Microsoft Teams. Ad esaminare i laureandi commissioni formate da tre docenti ciascuna, con un totale di almeno 300 professori. 

“Almeno un effetto collaterale positivo il coronavirus l’ha avuto: dimostrare al mondo la duttilità, la responsabilità e la prontezza di reazione dell’università italiana, che nel giro di tre giorni – è stato il commento del Rettore dell’Università Roma Tre Luca Pietromarchi – ha trasposto online la sua attività garantendo la continuità del servizio didattico. A Roma Tre, come in tutte le altre università italiane, stiamo laureando in questa sessione centinaia di studenti. La rete regge e noi teniamo”.

 





Corona Virus, ecco l’ordinanza per i volontari della Regione Lazio

 

Pubblicata l’ordinanza della Regione Lazio “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Indicazioni sulle attività e mobilità dei volontari” firmata dal vice presidente Daniele Leodori e che riguarda le modalità di spostamento dei volontari impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria e ad assicurare servizi necessari alle fasce più deboli della popolazione. “Vogliamo innanzitutto ringraziare tutti i volontari, le associazioni laiche e cattoliche che operano a Roma e in tutti i Comuni del Lazio per la generosità messa in campo ancor di più in questa emergenza. Uno straordinario esercito – ha detto il vice presidente Leodori – che mette tanto cuore e energie al servizio degli altri, che salva vite ed è spesso fondamentale per tante persone sole o fragili. A loro va garantito di poter operare in sicurezza e di potersi muovere per attività legate alle attività di solidarietà di cui abbiamo un gran bisogno”. Il provvedimento prevede che sia garantita la mobilità degli operatori del terzo settore al fine di legittimare i loro spostamenti per le attività ritenute necessarie, ai sensi dei recenti Dpcm, così come ad operare in modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo. 

 





Coronavirus, D’Amato ai sindacati: "Tutele per i lavoratori"

“La tutela della salute degli operatori sanitari impegnati nel lavoro di cura dei pazienti e nel contrasto all’epidemia da COVID-19 è impegno prioritario della Regione Lazio”. Così l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “La richiesta delle organizzazioni sindacali di aumentare la protezione e la sorveglianza sanitaria degli operatori anche con una programmazione – spiega – più ampia del numero di tamponi o di altre indagini diagnostiche predittive, in particolare nei reparti in cui vi sono stati episodi di casi positivi, è alla nostra attenzione e abbiamo già chiesto una valutazione agli organi scientifici preposti al termine della quale faremo una disposizione regionale”. Quanto “al tema dei tamponi come ricordano le OO.SS. è un tema che riguarda anche scelte di carattere nazionale, ma come Regione Lazio intendiamo comunque tutelare gli operatori sanitari di tutte le strutture che sono il capitale umano più importante in questo momento drammatico nella storia del Paese”.

 





Al Policlinico Gemelli è partito il lavoro dell’Unità di ricerca Covid-19

 

 “Anche in questo momento d’emergenza assoluta, la ricerca, in particolare quella svolta da Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Università Cattolica del Sacro Cuore, deve continuare a fare la sua parte, anche con un focus particolare sulla pandemia da COVID-19”. Così il professor Giovanni Scambia, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, nell’annunciare la nascita, contemporaneamente alla creazione del Colombus COVID-2 Hospital, dell’Unità di Ricerca COVID-19, da lui coordinata insieme al dottor Alfredo Cesario. Un’iniziativa che nasce con l’obiettivo di attivare progetti di ricerca, studi clinici e collaborazioni scientifiche per comprendere e curare l’infezione da coronavirus SARS-CoV-2 e la malattia che ne consegue, COVID-19. 

“L’Unità di Ricerca COVID-19 – spiega Scambia – mira a diventare un punto di riferimento per orientare tutte le iniziative di ricerca interne e esterne (ad esempio quelle in collaborazione con altre istituzioni, industrie farmaceutiche, ecc) in tema COVID-19. L’idea alla base del funzionamento dell’Unità è quella di mappare, pianificare strategicamente e coordinare l’implementazione delle iniziative istituzionali di ricerca biomedica rilevanti sull’argomento e riguardanti ad esempio nuovi test diagnostici e nuovi protocolli terapeutici, facendo al contempo tesoro dei big data prodotti dal Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e del suo know-how epidemiologico e di Salute Pubblica. Il progetto si articola intorno a due azioni: 1) mappare tutte le attività di ricerca sul COVID-19 nate all’interno dell’IRCCS attraverso la realizzazione di un database dinamico che contiene tutte le iniziative, gestito dalla Direzione Scientifica dell’IRCCS stesso e quindi messo a disposizione della comunità dei ricercatori per favorire l’interdisciplinarietà ed ottimizzare le collaborazioni; 2) creazione di un database clinico dei pazienti con infezione da COVID-19 per garantire in primis, in modo sicuro, i principi etici e di privacy su questa raccolta dati e quindi per mettere a disposizione dei ricercatori elementi informativi di altissima qualità su cui eseguire le ricerche dedicate. Questo database si integrerà completamente con la nostra cartella clinica elettronica. L’Unità di Ricerca COVID-19 ha già accolto molteplici progetti di ricerca, approvati in tempi rapidi seguendo un percorso in ‘fast track’ messo a disposizione dal nostro Comitato Etico. Uno studio valuterà l’entità e l’andamento clinico dell’infezione da COVID-19 nei pazienti con tumori solidi; un altro studierà l’effetto del virus sul tratto gastro-intestinale e sul fegato. Altre ricerche si occuperanno di target diagnostici per percorsi personalizzati e di definire l’identikit della risposta infiammatoria ‘esagerata’ (la cosiddetta ‘tempesta citochinica’) e individuare quali siano i ‘predittori di risposta’ nei pazienti con COVID19. Infine anche il Gemelli prenderà parte allo studio multicentrico ECMOCARD, sulla ‘tecnica ECMO’ (Extra-Corporeal Membrane Oxygenation), frontiera d’emergenza per ossigenare il sangue dei pazienti con polmonite bilaterale da COVID19. In tema di nuove terapie infine si aderirà al ‘protocollo Pascale’ sul tocilizumab, che sarà disponibile anche per i pazienti ricoverati al Gemelli e al Columbus COVID-2 Hospital.

 





Domenica di chiusura per i centri di raccolta ‘ingombranti’ della Capitale

 

 

In questo fine settimana, nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 marzo, i 12 Centri di Raccolta di Roma per rifiuti ingombranti, elettrici, elettronici e particolari resteranno chiusi al pubblico. La misura è stata decisa da AMA per disincentivare gli spostamenti veicolari connessi a conferimenti di rifiuti differibili e non urgenti. Lo comunica Ama in una nota. 

La chiusura temporanea è stata fissata in linea con quanto disposto dalle misure governative per il contenimento del virus Covid-19 ed in considerazione del fatto che gli spostamenti per accedere a questo tipo di strutture normalmente proprio nei fine settimana aumentano. Le risorse in forza e disponibili nei Centri, presso i quali non si configurano attività essenziali e indifferibili per lo svolgimento dei servizi di igiene urbana, inoltre, potranno essere temporaneamente destinate a servizi più nevralgici. 

Anche l’appuntamento mensile previsto per domenica 22 marzo con la campagna “Il tuo quartiere non è una discarica”, che di solito coinvolge anche i Centri di Raccolta, è annullato e rinviato a data da destinarsi. AMA ricorda che per smaltire i materiali ingombranti, i cittadini possono ricorrere al servizio di ritiro a domicilio “Riciclacasa”, regolarmente attivo, ma svolto esclusivamente al piano strada.

 





In palestra malgrado il Covid-19, denuncia in cinque

 

Gli agenti della polizia di Stato del commissariato di Fidene Serpentara, diretto da Fabio Germani, nell’ambito dei servizi finalizzati a prevenire comportamenti non in linea con il Dpcm dell’8 marzo, per il contenimento ed il contrasto del virus Covid – 19, hanno proceduto al controllo di un locale, adibito a palestra, ubicato in zona Monte Sacro. 

Davanti al cancello della struttura – chiuso con una catena – i poliziotti hanno notato un fuoristrada, con all’interno un uomo in procinto di allontanarsi. 

Fermato, l’uomo, un 37enne romano, alla richiesta dei poliziotti, ha consegnato la prevista autocertificazione riferendo di essere lì per ritirare dei documenti e che successivamente sarebbe andato a fare la spesa per poi rincasare presso il proprio domicilio. 

Dopo qualche minuto si è avvicinato a loro anche il titolare della struttura, un 55enne romano, il quale ha giustificato la sua presenza asserendo di essere un atleta professionista. Informava altresì i poliziotti della presenza di altre 3 persone intente ad allenarsi. 

Al termine dell’accertamento per tutti e 5 è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art.650 c.p..

 





Roma Capitale, non si fermano i servizi per la mobilità

 

L’attività di Roma Servizi per la Mobilità non si ferma durante l’emergenza coronavirus. I servizi alla cittadinanza sono garantiti anche se nel rispetto delle misure restrittive a tutela della salute pubblica. Dal 10 marzo sono chiusi il check point Aurelia – per i bus turistici – e il punto informazione di Termini. 

E’ stato chiuso anche lo sportello al pubblico di piazzale degli Archivi che resta comunque attivo: per particolari esigenze è possibile rivolgersi al numero 06/57003. Dopo una prima valutazione, solo se strettamente necessario, gli utenti saranno eventualmente invitati a recarsi di persona negli uffici dell’Eur. 

Lo stesso numero 06/57003 resta operativo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18, per informazioni su su permessi Ztl, strisce blu, contrassegni per disabili, bus turistici, abbonamenti e titoli di viaggio. Per informazioni su orari e percorsi del trasporto pubblico e prenotazioni del car sharing il numero è invece attivo tutti i giorni 24 ore su 24. 

 





Coronavirus, 10mila euro allo Spallanzani da Anm Roma

 

 

La Giunta Anm di Roma ha devoluto la somma di dieci mila euro a favore dell’ ospedale capitolino Spallanzani, prima frontiera nazionale nella lotta al Coronavirus. La decisione è stata assunta all’unanimità ed il bonifico è stato immediatamente disposto. Lo ha reso noto l’associazione di categoria delle toghe della capitale, in una nota. 

La donazione allo Spallanzani, è scritto, vuole insieme essere un contributo dei magistrati a “fronteggiare l’ emergenza sanitaria in corso” e altresì “manifestare la gratitudine, il sostegno e la vicinanza dei magistrati del distretto ai medici ed al personale sanitario per gli straordinari e crescenti sforzi in cui sono impegnati nella trincea di questi giorni”. 

La Giunta Anm di Roma ha devoluto la somma di dieci mila euro a favore dell’ ospedale capitolino Spallanzani, prima frontiera nazionale nella lotta al Coronavirus. La decisione è stata assunta all’unanimità ed il bonifico è stato immediatamente disposto. Lo ha reso noto l’associazione di categoria delle toghe della capitale, in una nota. 

La donazione allo Spallanzani, è scritto, vuole insieme essere un contributo dei magistrati a “fronteggiare l’ emergenza sanitaria in corso” e altresì “manifestare la gratitudine, il sostegno e la vicinanza dei magistrati del distretto ai medici ed al personale sanitario per gli straordinari e crescenti sforzi in cui sono impegnati nella trincea di questi giorni”.





Nei piccoli Comuni del Lazio il lavoro sarà da casa

 

In questo momento di emergenza le Amministrazioni locali rappresentano ancora di più uno straordinario punto di riferimento per ci cittadini ai quali dobbiamo continuare a erogare servizi essenziali. Per questo la Regione ha messo in campo 2 milioni di euro di risorse destinate ai 250 Comuni del Lazio, quelli di sotto dei 5mila abitanti, che potranno destinare per i dipendenti e il lavoro agile, così come per acquistare strumenti informatici utili a sostenere il lavoro prezioso dei dipendenti del proprio municipio”. Così in un comunicato il vice presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori. “Il bando messo a punto dall’assessore Claudio Di Berardino che rimarrà aperto fino al 20 aprile, è un altro piccolo ma importante strumento per dare forza alla battaglia che insieme ai sindaci, agli Enti locali stiamo portando avanti ogni giorno – conclude Leodori – per tenere unite le nostra comunità e garantire i servizi essenziali e la salute dei cittadini”.

 





Tutti i buone condizioni i bimbi ricoverati per Covid 19 al Bambin Gesù

 

Tutti i bambini positivi ricoverati all’ospedale pediatrico Bambino Gesù sono in buone e stabili condizioni. Lo fa sapere lo stesso nosocomio spiegando che sono disponibili 6 posti di terapia intensiva covid, 7 posti di terapia intensiva no covid e 15 posti letto di malattie infettive.

 





Covid- 19. Cluster di 40 suore contenuto a Grottaferrata

 

Il sindaco di Grottaferrata, Luciano Andreotti in qualità di autorità sanitaria locale, ha ricevuto dal Prefetto di Roma dei tamponi effettuati su 40 suore delle Figlie di San Camillo residenti in una struttura situata in via Anagnina, all’interno del territorio comunale. 

Come già riferito da Salute Lazio, le religiose sono risultate positive al Covid-19. I controlli sono stati effettuati da inizio settimana dai medici del S. Camillo. Una di loro è stata ricoverata in un ospedale romano, le altre 39 sono state poste in isolamento domiciliare sotto sorveglianza medica della Asl. 

Il Comune, non appena informato, si è attivato attraverso la Polizia Locale e, in collaborazione con la Questura di Frascati e il comando dei Carabinieri di Grottaferrata, sta attuando tutte le misure di prevenzione e controllo: blocco delle entrate e uscite dall’istituto, salvo personale sanitario. 

Tekneko ha provveduto ad attuare il protocollo di sicurezza per il ritiro dei rifiuti. 

La Asl ha comunicato che sta rintracciando eventuali contatti dal giorno del primo caso, tenendo conto che – a quanto comunicato dalla direzione dell’istituto – sono oltre quindici giorni che le religiose hanno interrotto i contatti con le persone di Grottaferrata alle quali prestavano assistenza, i cui nominativi sono stati comunque indicati alla Asl per l’avvio di quarantene cautelative domiciliari. 

Il sacerdote che quotidianamente celebra la S. Messa all’interno dell’istituto risiede a sua volta nel convento stesso. 

Il sindaco ha offerto alla madre superiora dell’Istituto la possibilità, da parte dei volontari, di fornire a domicilio farmaci e alimenti. 

Da parte della religiosa in tal senso è giunta una ulteriore rassicurazione in quanto l’istituto non provvede alle necessità alimentari attraverso la spesa in negozio ma è già rifornito abitualmente da trasportatori. 

Dal primo cittadino, dunque, l’invito a tutti a mantenere la calma. 

“Il cluster è contenuto interamente e unicamente all’interno dell’istituto religioso” ha detto Andreotti. 

“Sono inappropriati i paralleli tra Grottaferrata e Fondi, comune divenuto zona rossa, come pure le voci che riferivano di suore operanti presso altre strutture cittadine. Fortunatamente, rispettando le direttive governative, le suore sono rimaste all’Interno del convento, quindi la possibilità che abbiano sparso il contagio è molto bassa. Restiamo in costante contatto con la Asl e in attesa di aggiornamenti che continueremo a diffondere con tempestività. L’invito che ribadisco a tutti i cittadini – ha concluso il sindaco – è quello a restare a casa e uscire solo, davvero solo per necessità indifferibili. Grazie a tutti per la collaborazione”.

 





Coronavirus, 100 vetture car sharing comunale a disposizione del personale sanitario

 

Da venerdì 20 marzo 100 auto del car sharing comunale saranno messe a disposizione degli operatori sanitari, sprovvisti di un mezzo privato, impegnati nelle attività di contrasto e contenimento dell’emergenza epidemiologica coronavirus a Roma. Il servizio sarà gratuito, a partire dai dipendenti che lavorano nei reparti di terapia intensiva dei Policlinici universitari Umberto I (Eastman, Covid Hospital 5), Tor Vergata (Covid Hospital 4) e Columbus-Gemelli (Covid Hospital 2) e degli Istituti Spallanzani (Covid Hospital 1) e Casal Palocco (Covid Hospital 3). Lo prevede una delibera dell’Assessorato alla Città in Movimento e del Dipartimento Mobilità e Trasporti di Roma Capitale. 

 

E’ fondamentale in questo momento dare il massimo sostegno ai lavoratori impegnati in prima linea nella lotta al coronavirus e nell’assistenza ai pazienti. Come amministrazione siamo disponibili a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per agevolare il personale sanitario”, dichiara la Sindaca, Virginia Raggi.

 

Una misura particolarmente utile per il personale del Servizio sanitario nazionale che in questi giorni sta svolgendo turni straordinari, spesso senza interruzioni, con l’unico obiettivo di garantire la migliore assistenza ai malati. Ricordo inoltre che tutte le vetture del car sharing comunale sono oggetto di operazioni di sanificazione a cura di Roma Servizi per la Mobilità”, aggiunge l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

 

"In questo momento difficile per il nostro Paese la cooperazione è fondamentale. Ogni iniziativa, anche piccola, è importante per supportare chi è in prima linea nella battaglia contro il virus", conclude il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno.

 





Il Campidoglio si illumina con il Tricolore

 

"Il Campidoglio è illuminato con il nostro tricolore. Sarà così per tutta la durata dell’emergenza Coronavirus. Vogliamo lanciare un segnale di forza e speranza in queste giornate delicate e difficili per tutti". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

"Roma sta reagendo bene, ma non dobbiamo abbassare la guardia. C’è ancora della strada da percorre per uscire dall’emergenza - aggiunge - I colori della nostra bandiera che si stagliano sulla facciata di Palazzo Senatorio sono il simbolo di un’Italia unita che c’è e combatte insieme. Dobbiamo essere determinati, responsabili e fiduciosi. Ai romani e agli italiani dico che ci rialzeremo e che usciremo da questa situazione. Ognuno sta dando il proprio e indispensabile contributo. Insieme ce la faremo. Siamo forti".

 

"Ringrazio Acea e i suoi tecnici - conclude la Raggi - per aver provveduto all’illuminazione".

 





Addio a Gianni Mura, un esempio per il giornalismo italiano

Tutto il mondo dello sport ha reso omaggio a Gianni Mura, storica firma del giornalismo scomparso all’età di 74 anni. Aveva raccolto il testimone di sommo narratore di sport da un altro che, come lui aveva scritto pagine indelebili e aveva il suo stesso nome: Gianni Brera con il quale Mura condivideva anche la passione per la buona tavola, e per il vino inteso innanzitutto come cultura da studiare. A nome dello sport italiano, sono già arrivate alla famiglia (e alla redazione di Repubblica) le condoglianze del presidente del Coni, Giovanni Malagò. La Lega di Serie A, in una nota, ha espresso, a nome di tutti club, cordoglio per Gianni Mura “celebre firma sportiva che ha raccontato con grande capacità ed esperienza le storie del calcio, e dello sport in generale, durante la sua lunga carriera”, si legge in una nota. La Lega Serie A, a nome di tutte le Società, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di un professionista “sempre in grado di fornire un punto di vista attento e competente alle vicende del nostro mondo”. Per il presidente della Figc Gabriele Gravina “Mura e stato un punto di riferimento per chi ama vivere e leggere di sport un piacere per la lettura, mai banale. Ma ha rappresentato soprattutto una coscienza critica da cui trarre importanti spunti di riflessione”. Tra i primi a esprimere un pensiero il ct di ciclismo Davide Cassani: “Era un amico sincero – scrive – Sapeva di tutto e amava sia il ciclismo che i corridori”. “Due mesi fa lo chiamo: ‘Gianni, mi scrivi la prefazione del mio nuovo libro?’ Risposta: ‘Sì ma prima voglio leggerlo. Ciao Gianni”, aggiunge Cassani. Per l’Inter “ha raccontato pagine memorabili della storia del calcio, del ciclismo e dello sport in generale. Lo ha fatto con uno stile unico, accompagnando i lettori con i suoi articoli, le sue interviste e le sue rubriche cariche di spunti, arguzia, poesia. Una delle espressioni piu grandi e migliori del giornalismo sportivo italiano. Non solo sport: ha portato il suo contributo e le sue parole anche su riviste di associazioni umanitarie, lasciando sempre un segno profondo”. Il ct del volley Mauro Berruto scrive: “Siamo stati ricchi, fortunati, privilegiati: abbiamo potuto leggere le tue parole. Vai via ora, mentre quello sport che da aedo del nostro tempo ci hai cantato, è chiuso. Oggi superiamo i confini di una tristezza che sembrava sconfinata. Ti sia lieve la terra”. Federica Pellegrini scrive: “Felice e onorata di aver avuto la possibilità di conoscerti e chiacchierare insieme…RIP #giannimura”.





Positive altre 20 suore e un addetto alla sorveglianza nell’Istituto religioso di Grottaferrata

 

“Sono risultate positive altre 20 suore e un addetto al servizio di sorveglianza. Praticamente è positivo tutto l’Istituto di Grottaferrata ed è necessario proseguire l’isolamento in stretta collaborazione con le autorità sanitarie locali”. Lo ha dichiarato l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.





Astoi Confindustria Viaggi: "Il cura Italia" non cura il turismo

ASTOI: il decreto “Cura Italia” non cura il turismo

La parte del decreto “Cura Italia” dedicata al turismo è “un timidissimo e del tutto insufficiente palliativo, mentre il rischio che il comparto del turismo organizzato collassi è altissimo”. Ulteriori ed immediati interventi dovrebbero quindi essere introdotti rapidamente perché il sistema non riuscirà a sostenere questa emergenza economica e andrà in default. 

Lo sottolinea Astoi Confindustria Viaggi, che chiede al governo “un intervento chiarificatore, urgente e immediato, per evitare una drastica riduzione dell’occupazione nel giro di un bimestre”. 

“Il Turismo (13% del PIL nazionale) è una galassia molto articolata ed è fondamentale che il Governo ne comprenda tutte le sfaccettature e agisca di conseguenza. In tale ambito, il comparto del turismo organizzato, quindi Tour Operator e Agenzie di Viaggi, rappresenta 12.000 aziende e dà lavoro ad oltre 50.000 addetti. Il blocco delle attività per queste imprese è arrivato da più fronti: dalle moltissime destinazioni estere che inizialmente hanno chiuso l’ingresso agli italiani e dall’impossibilità assoluta e totale di vendere viaggi in considerazione dell’emergenza da Covid19. Dalla fine di gennaio i Tour Operator stanno registrando solo uscite: costi extra per i rimpatri, rimborsi per le cancellazioni, stipendi dei dipendenti, affitti degli immobili, anticipi dati ai fornitori e penali applicate da questi ultimi (soprattutto fornitori esteri) – spiega Astoi -. Il settore turistico è costituito da una filiera complessa, che coinvolge una miriade di realtà, tra alberghi, compagnie aeree, trasporti, agenzie di viaggi e tour operator. ASTOI Confindustria Viaggi rappresenta e si fa portavoce dei Tour Operator Italiani per chiedere con urgenza l’adozione di alcune misure incisive a tutela della sopravvivenza di queste imprese e dei loro lavoratori”. 

È necessario “istituire un fondo nazionale emergenze per assicurare la continuità aziendale del comparto, indennizzando così le cancellazioni registrate e l’impossibilità di vendere e produrre fatturato. Va sottolineato che questa misura è stata stanziata con il decreto “Cura Italia” per altri settori, fra cui Spettacolo, Cultura, Agricoltura e Pesca ma non per il Turismo”. 

Recenti e accreditati studi (Cerved Industry Forecast Covid 2019) stimano nel 2020 una perdita di fatturato per il comparto del turismo organizzato che va dal 35,5 al 68,8% rispetto al 2019. Si giudica poi del tutto insufficiente la sospensione per due mesi di versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Prefigurando uno scenario “zero incassi” sul prossimo trimestre, si chiede uno stralcio dei contributi di marzo e aprile e una sospensione per maggio e giugno 2020. 

Inoltre, si chiede la creazione di specifici crediti d’imposta per le spese sostenute in Italia e/o all’estero per il mantenimento di villaggi turistici/alberghi ovvero di impegni con strutture ricettive, con riferimento ad un arco temporale che non copra solo il mese di marzo. 

“La volontà di tutti è salvaguardare l’occupazione perché in questo settore le risorse umane sono preziose, oltreché non facilmente reperibili in quanto molto specializzate. Molti Tour Operator potrebbero accedere alla CIGS in quanto occupano più di 50 dipendenti, ma il decreto non prevede alcuna facilitazione per tali soggetti in materia di ammortizzatori sociali, anzi, complica la situazione, innescando dubbi e disparità di trattamento. In particolare, non è chiaro se ai predetti datori di lavoro possa applicarsi il trattamento di integrazione salariale ordinario con causale “Covid-19″ di cui all’art. 19 del Decreto, e non è altrettanto chiaro se i datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione della CIGS possano accedere alla Cassa in deroga per Covid-19, di cui all’art. 22 del Decreto”, prosegue Astoi. 

“L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio tutto il comparto del turismo – commenta Nardo Filippetti, Presidente ASTOI Confindustria Viaggi -. In particolare, per tour operator e agenzie di viaggio, che si occupano prevalentemente di turismo outgoing, si prevede una ripresa parziale delle attività tra fine estate/autunno e un ritorno progressivo alla normalità solo nel 2021, con una perdita di fatturato che va dal 35 al 70% circa. Se il Governo non integrerà al più presto i provvedimenti già varati non saremo in grado di garantire i livelli occupazionali e la sopravvivenza delle nostre aziende. Dall’inizio di questa situazione abbiamo affrontato imponenti costi emergenziali, pari a decine di milioni di euro, tra rimpatri di turisti, riprotezioni, rimborsi, cancellazioni, anticipazioni a fornitori e costi organizzativi. La nostra autonomia finanziaria non può durare in eterno a fronte di continui esborsi e zero ricavi. Riteniamo di avere diritto allo stanziamento di un fondo per l’emergenza, al pari di altri settori, quali agricoltura, pesca, cultura e spettacolo. Necessitiamo di misure urgenti ed efficaci e ci auguriamo che il Governo non si sottragga al dovere di supportare le nostre aziende e di proteggere i lavoratori del nostro comparto”. 





Coronavirus, la preoccupazione di Milano è dell’Italia intera

C’è preoccupazione intorno a Milano e, di conseguenza, dell’Italia intera,   per i numeri dei contagi da Coronavirus. Sebbene l’assessore Gallera abbia spiegato ieri che il calo dell’ultimo giorno era inferiore a quello delle 24 ore precedenti, in città i tassi di crescita dei positivi al Covid-19 hanno avuto incrementi che hanno raggiunto anche il 20% quotidiano. L’ultimo dato parla di un +12%, ma è chiaro a tutti che un aumento massiccio di casi nella metropoli lombarda sarebbe difficilmente gestibile per il servizio sanitario.

Nella provincia di Milano la corsa del Covid-19, come hanno notato sul Corriere della Sera, ha un incremento del 17%, contro il 22% della settimana precedente, ma si tratta di una decelerazione inferiore alle altre province. In Regione, dove Fontana continua a invocare restrizioni più dure, in accordo forse un po’ stizzito da entrambe le parti, ma in sostanza effettivo con il Comune di Beppe Sala (al netto del tema delle aperture domenicali di supermercati e alimentari), si spera che questa crescita sia ancora legata al weekend del 7-8 marzo, quello dei parchi pieni, ma soprattutto della diffusione della bozza di chiusura della Lombardia che ha scatenato un’ondata di fughe e di movimenti che hanno contribuito, quantomeno, al mancato rispetto delle misure di distanziamento sociale già in vigore.

Nel consueto video messaggio alla città, Sala aveva ribadito che “è veramente il momento di non fare demagogia ma fare le cose giuste. Non è semplice e le cose giuste derivano da correzioni. Bisogna andare avanti con molta attenzione, ma faccio un invito a me stesso e ai miei colleghi politici: parliamo di meno e facciamo di più. La politica è chiamata a una grande prova di maturità. Dobbiamo far vedere quanto valiamo in una situazione ovviamente complessa, ma soprattutto incerta. E’ come se tutti noi stessimo imparando un po’ di più giorno per giorno, per cui bisogna interpretare la realtà, però bisogna rimanere fermi su alcune regole che valgono sempre”.

 




Appello dello Snami (Medici): “Mettiamoci tutti in quarantena dai nostri familiari”

 

"Mettiamoci subito in quarantena dai nostri familiari". E’ l’appello del vicepresidente nazionale dello Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) Domenico Salvago ai medici di medicina generale di tutta Italia. "L’isolamento sociale che indichiamo ai nostri pazienti di attuare in maniera severa deve valere anche per noi come isolamento familiare", spiega, "perché i dati dimostrano che il medico di medicina generale può essere contagiato anche perché scoperto delle dotazioni minime di protezione individuale, diventare a sua volta portatore senza sintomi e quindi ’untore’ verso terzi". “Può purtroppo anche ammalarsi e morire - continua - come sta succedendo a tanti medici che hanno continuato a svolgere la loro missione. Ieri abbiamo ribadito come la grande maggioranza delle persone infettate da Covid 19, tra il 50 e il 75%, sia completamente asintomatica ma rappresenta una formidabile fonte di contagio. Questo vale anche per la nostra categoria, da qui la raccomandazione all’isolamento dai familiari. Chi ha la fortuna di avere una seconda casa o una dependance ci si trasferica subito, in alternativa si utilizzino camere e servizi separati e si stia comunque in maniera ferma lontano dai familiari. Non possiamo pagare il prezzo estremo che si possano ammalare i nostri cari perché contagiati da noi. Un piccolo sacrifico per ottenere il massimo dei risultati in un ribattezzato: lontano dagli occhi ma più vicino al cuore".





Gualtieri (Tesroro) ottimista: "Potremmo essere i primi ad uscire dalla crisi"

 

 

“Io penso che ce la faremo. Stiamo dimostrando di essere un Paese forte, nessuno viene lasciato solo. Io penso sia positivo che molte persone che potevano pagare la rata fiscale, anche se era sospesa, lo hanno fatto perché hanno capito che era un modo per sostenere lo sforzo comune”. Lo ha detto, intervistato a Speciale TG1, il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri.

“Noi dobbiamo uscire con forza da questa crisi – ha aggiunto Gualtieri – io sono fiducioso che dopo queste settimane molto dure e molto difficili, passerà. Io penso anche che potremmo essere il primo Paese a uscire dall’emergenza in Europa e quindi dobbiamo già attrezzarci a una ripartenza molto forte dell’economia. E’ un momento molto difficile, ma dobbiamo avere anche fiducia nel futuro e penso che ce la faremo potremmo avere una forte crescita economica”.

Il ministro ha poi parlato anche della sospensione del patto di stabilità da parte dell’Unione europea: “E’ una decisione saggia, che abbiamo auspicato e sostenuto per finanziare il nostro Sistema sanitario nazionale, la Protezione civile, per dare una risposta a questa pandemia. Ma significa anche che nell’immediata uscita dalla crisi non si dovrà immediatamente tornare a quei parametri. E’ una seconda tappa – ha aggiunto Gualtieri – rispetto all’aumento della flessibilità, adeguata alla natura della crisi che stiamo vivendo. Inoltre auspichiamo anche una terza fase che preveda una risposta economica adeguata a questa crisi”.





Domenica con i market chiusi, questa la linea del Veneto

 “Io non ritiro l’ordinanza del Veneto, per me resta valida fino al 3 aprile. Domani gli unici esercizi commerciali che resteranno aperti in Veneto saranno le farmacie, le parafarmacie e le edicole”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso della quotidiana conferenza stampa per fare il punto sull’emergenza coronavirus, presso la sede della Protezione Civile di Marghera (Venezia).

“Nella mia ordinanza ho chiuso tutte le rivendite di alimentari e di bevande aperte di domenica – ha sottolineato Zaia -. E’ un sacrificio che chiedo ma questa è una battaglia che dobbiamo fare in squadra”.





Sondaggio Dire-Tecnè. Le misure del Governo non piacciono agli italiani, ma cresce la fiducia nell’Esecutivo

 

Scende la fetta degli italiani soddisfatti dalle misure intraprese dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Una settimana fa il 74% le riteneva ‘commisurate all’emergenza’, oggi solo il 60%. Lo evidenzia il sondaggioMonitor Italia realizzato dall’Istituto Tecne’ in collaborazione con l’agenzia Dire con interviste effettuate il 19 e 20 marzo. Di contro aumenta la percentuale (+20%) degli italiani che le ritengono ‘troppo deboli’: 33% oggi, 13% una settimana fa. Al 3% (-2%) chi le ritiene eccessive, senza opinione il 4% (-4%).  Per sette italiani su dieci, inoltre, e’ legittimo limitare alcune liberta’ e diritti per rendere piu’ efficaci le misure di contenimento anti-coronavirus. Il 72% si dice favorevole mentre il 23% e’ contrario. ‘Non sa’ il 5%.

 Continua a crescere la fiducia nel governo Conte 2 in queste settimane caratterizzate dall’emergenza coronavirus. Il 14 febbraio solo il 26,4% degli italiani aveva fiducia nel governo giallorosso, oggi la percentuale e’ salita al 30,8%. Una sola settimana fa la fiducia si attestava al 29,2%, in soli sette giorni si e’ registrato un incremento del +1,6%. Un dato che, associato a quello delle persone senza opinione (in aumento in una settimana da 7,9% a 8,5%), fa scendere quella degli italiani che non hanno fiducia nel Conte 2:una settimana fa erano il 62,9% (il 68% il 14 febbraio), oggi scendono al 60,7%. Per quanto riguarda i partiti, il Pd continua ad accorciare lo svantaggio dalla Lega.Nell’ultima settimana il PD ha guadagnato 0,4% sul partito di Matteo Salvini mentre continua la scalata di Fratelli d’Italia ormai terzo partito italiano. La scorsa settimana la Lega aveva 6,7% di vantaggio sul PD (28,7% a 22%) ma il dato dopo sette giorni e’ sceso al 6,3% (28,6% a 22,3%). 

Fratelli d’Italia opera il sorpasso sul M5S come terzo partito del Paese.Dopo averlo raggiunto la settimana scorsa (i due partiti erano appaiati al 13,7%), ora FDI e’ al 14,1%, stabile il M5S. Piccoli movimenti per gli altri partiti: Forza Italia (+0,2%) e’ al 6,8%, Italia Viva (perde 0,3%) al 3%, Sinistra (+0,2%) al 2,6%, Azione (-0,2%) ora ad 1,8%.





Bergamo, ancora un mesto corteo di mezzi militare per portare alla cremazione i morti da Covid 19

Sono una settantina i feretri che questo sabato alle prime luci dell’alba sono stati caricati sui camion dell’esercito per essere trasferiti dal cimitero di Bergamo in altre zone del Nord, in particolare in Emilia Romagna per la cremazione. La città lombarda ha assistito, per la seconda volta in pochi giorni un nuovo, drammatico corteo dei mezzi, come quello della sera del 18 marzo scorso, con le bare dei propri cari per i quali non è nemmeno stato possibile organizzare un funerale, perché le regole per contrastare la diffusione del coronavirus li vietano. Cinquanta delle bare partite da Bergamo arriveranno intorno alle 14 a Ferrara, su un convoglio militare, scortato dai carabinieri del radiomobile dal casello autostradale. I feretri saranno distribuiti tra la Certosa di Ferrara e il cimitero di Copparo. 

Quello di ieri è stato il giorno più duro dall’inizio dell’emergenza, con 627 nuove vittime in 24 ore, e un ulteriore giro di vite del governo alle misure restrittive adottate ormai due settimane fa in tutta Italia per tentare di contenere la diffusione del coronavirus: chiusi da parchi, ville storiche, aree giochi per bambini e giardini pubblici, sport consentito ma solo vicino casa, stop a qualsiasi attività ludica e ricreativa all’aperto. E’ il bollettino di guerra quotidiano ad aver impresso un’accelerazione alle scelte dell’esecutivo, che avrebbe voluto attendere almeno il week end - domenica scadono infatti le due settimane indicate dagli scienziati per vedere se i provvedimenti adottati abbiano prodotto gli effetti sperati - prima di intervenire di nuovo. I numeri sono ormai impressionanti: nelle ultime 48 ore si sono ammalate 9.150 persone e le vittime sono state oltre mille. In tutto il paese ci sono 37.860 uomini, donne e bambini con il virus, 2.655 dei quali in terapia intensiva. Ma non solo: 3.359 malati, poco meno del 10% sono medici; da giovedì sono aumentati di 659 unità. E c’è poi una valutazione ’politica’ che ha pesato sulle decisioni: diverse Regioni si erano mosse e continuano a muoversi autonomamente, predisponendo misure in ordine sparso. Una confusione che non aiuta certo in un momento già complesso. Lo ha sottolineato anche il ministro per le Autonomie Francesco Boccia annunciando che è on line il bando per reclutare 300 medici da mandare nelle regioni più colpite e che già diverse decine hanno dato la loro disponibilità: "le ordinanze, se non sono omogeneizzate con le indicazioni dello Stato, non vanno fatte. Bisogna aspettare il governo, che dal primo momento sta lavorando per omogeneizzare sempre più le misure".





D’Amico (ConfimpreseItalia): “Bene le misure sanitarie del Governo, ma serve molto di più dei 25 mld stanziati nel Decreto. Ecco le nostre proposte per il prossimo provvedimento ‘Aprile’"

 

ConfimpreseItalia, alla luce di quanto emerso dal recente Decreto Economico-sanitario del Governo ed in previsione del prossimo, denominato ‘Aprile’ già annunciato dal ministro delle Finanze, Gualtieri, dopo aver avuto un confronto serrato con le proprie rappresentanze territoriali e le Federazioni di categoria, ha messo nero su bianco alcune proposte finalizzate ad una ricaduta ottimale e positiva sul comparto delle Mpmi e delle Partite Iva. Per ConfimpreseItalia-Pin le risorse messe in campo non sono assolutamente sufficienti per contrastare la drammatica gravità della situazione, che anche nelle ultime ore, ha fatto decine di vittime e contagi in tante parti del Paese e soprattutto nel nord Italia.

 

Per ConfimpreseItalia-Pin gli interventi previsti, infatti, sarebbero dovuti essere mirati, con maggiore incisività, verso i lavoratori autonomi, verso le micro, piccole e medie imprese e verso le filiere (turismo, ristorazione, trasporti, …) che più di altre hanno subito e, purtroppo subiranno ancora, l’annullamento totale degli incassi.

 

“A tal proposito – fa sapere il Presidente di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico - , alla luce dell’ormai conclamato impatto negativo che le aziende stanno sostenendo, anche in termini di bilancio previsionale per l’anno in corso, è fondamentale che le misure abbiano valenza anche preventiva ovvero che possano essere di sostegno, sulla base di una “ragionevole” previsione, all’ulteriore trend sfavorevole che verrà registrato nei prossimi mesi.

In altri termini, non si può aspettare di registrare un calo del fatturato e dell’occupazione ma bisogna attivarsi fin d’ora affinché alle AA.PP. sia consentito di trattenete, in bonis, liquidità in azienda (o di recuperarne di nuova) per poter continuare ad essere sul mercato”.

D’Amico, nella sua articolata presa di posizione ribadisce la richiesta da parte di ConfimpreseItalia di una “manovra shock, che auspichiamo arrivi con il prossimo decreto Aprile, e non solo con 25 mld di euro. Il maxi decreto in questione sarebbe dovuto essere suddiviso in più interventi legislativi separando quelli in ambito sanitario, ai quali plaudiamo, da quelli fiscali e di sostegno a famiglie, imprese, professionisti e lavoratori”

 

Poi la Confederazione di via Veturia entra nel dettaglio e formula alcune proposte che ritiene irrinunciabili: Ecco i principali punti sviluppati dagli Uffici Studi di ConfimpreseItalia e Pin:

 

- Per permettere una più ampia ed inclusiva momentanea moratoria fiscale, da condividere anche, attraverso una visione strategica, con l’Unione Europea,si rappresentano le seguenti osservazioni e/o integrazioni: al fine dell’applicazione degli art. 68 e 55 del decreto occorre innalzare a € 500.000,00 il limiteimposto dal regolamento di esenzione 651/2014 e dal regolamento ‘De Minimis’ che individua gli aiuti di piccola entità alle imprese senza violare le norme sulla concorrenza;

 

- Ai sensi degli artt. n. 1256, 1463 e 1464 del C.C. in ordine all’impossibilità sopravvenuta della prestazione per cause non imputabili alle parti, l’annullamento dei provvedimenti d’indebitamento del conduttore nei confronti del locatore, per tutte le categorie catastali e di affitto di ramo d’azienda (tipici dei centri e gallerie commerciali, ma anche di tante attività di vicinato)per il periodo di sospensione dell’attività, compresa la rescissione contrattuale;

Comma 2 inserire le imprese di trasporto con licenza rilasciata dal Ministero dei Trasporti e che non abbiano più di 400.000,00 euro di utile netto (al fine di estendere lo Stato di calamità e indennizzare le aziende dei danni subiti come fermo macchina mancanza di fatturazione e quindi introiti, ratei di assicurazioni non goduti).

si propone di riconoscere il credito d’imposta pari al 60% a tutte le imprese, non solo negozi e botteghe, che svolgono la propria attività in locali con contratti d’affitto registrati regolarmente per uso strumentale e non abitativo quindi non solo a quelli accatastati C1. AMMORTIZZATORI SOCIALI

 

        

 FISCO

Si propone di abrogare l’art. 25 D.P.R. 600/73 che istituisce le ritenute di acconto sui redditi di lavoro autonomo oppure sostituire il testo dell’art. 25 D.P.R. 600/73 con "è data facoltà ai possessori di reddito di lavoro autonomo di compensare le ritenute trimestrali o mensili subite con i versamenti periodici da effettuare con esposizione nel modello F24 utilizzando il codice tributo (numero nuovo codice tributo) se di nuova istituzione o addirittura il codice tributo 1040.

Il Presidente D’Amico, poi, chiede che “terminata l’emergenza, così come in tutte le situazioni postbelliche, fare un Resetdel Sistema Italia. Sarà imprescindibile, pertanto, firmare una vera e propria pace sociale tra i cittadini e lo Stato.  Servirà una grande coesione tra i contribuenti ed il sistema tributario nazionale. Un grande Giubileo, una tantum, fiscale, previdenziale e bancario con un solo obiettivo: Italia riparti”!

 





Già 3.500 medici pronti a partire per le zone rosse

 

"Abbiamo lanciato un appello straordinario per creare una task force di 300 medici che possano operare nelle strutture sanitarie regionali, rafforzando l’azione di chi in queste ore è esposto in prima linea a combattere contro il Covid-19. È una delle risposte messe in campo per raccogliere il grido di allarme lanciato dagli ospedali delle Regioni e delle Province maggiormente colpite, dove medici, infermieri e volontari stanno lavorando senza sosta in condizioni difficili per assistere i malati". Lo scrive Giuseppe Conte su Facebook. "Il bando online (https://medicipercovid.protezionecivile.it) scadrà questa sera alle 20.00 ed è aperto a tutti i medici del Servizio sanitario nazionale, strutture convenzionate e liberi professionisti. Sono già oltre 3.500 i medici che hanno risposto all’appello, un numero che sta crescendo di ora in ora", sottolinea il premier.  E’ "un forte segnale di solidarietà e di spirito di servizio che testimonia ancora una volta il coraggio straordinario della comunità nazionale. In un momento così difficile, questa è l’ennesima risposta generosa di cui tutti noi italiani possiamo andare fieri". "Grazie a tutti, eroi in camice bianco" conclude il presidente del Consiglio.





Mascherine, in arrivo milioni di pezzi da Cina, Russia e Egitto

Sono in arrivo in Italia, circa 3 milioni di mascherine.La notizie è confermata da fonti della Farnesina che precisano: 1,2 milioni sono arrivate nel pomeriggio dall’Egitto, 40mila dall’India, 1,5 milioni di pezzi e 100 ventilatori polmonari dalla Cina, mentre dalla Russia partiranno circa 1 milione di mascherine. Attività intensa portata avanti in stretto coordinamento dal ministero degli Esteri, della Difesa, dalla Protezione civile e dal commissario straordinario Arcuri. Le stesse fonti spiegano che il materiale sarà recuperato tramite mezzi dell’aeronautica militare.

Proteste e conflittualità sindacale nel comparto logistica, trasporti e spedizioni, stanno rallentando "la consegna di prodotti di indispensabile uso" nell’emergenza Coronavirus, come farmaci, mascherine, camici. Lo evidenzia il Viminale in una direttiva in cui invita tutti i prefetti ad attivare le "opportune misure di mediazione ovvero di dissuasione, ritenute del caso per prevenire il fenomeno". 

 





Covid-19, morti e contagiati aumentano. In 24 ore 793 vittime. Lontani dal picco

 

Aumentano ancora i morti e i contagiati da Coronavirus in Lombardia e nel resto d’Italia. Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 546 che sommati al resto delle morti nel resto d’Italia porta il totale a 793, per un totale di 3095 complessive nella sola regione lombarda. Lo ha reso noto l’assessore al Welfare, Giulio Gallera. I positivi sono 25515, in aumento di 3251 rispetto a ieri. Le persone ricoverate sono 8258 (523 in più), i pazienti in terapia intensiva 1093. "Ci avevano detto che i giorni più duri dopo l’introduzione delle misure sarebbero stati sabato e domenica e devo dire che purtroppo avevano ragione. I dati che proponiamo sono tutti in forte crescita. Il dato relativo ai decessi è sicuramente quello che ci fa più male", ha sottolineato Gallera. Una "bella notizia" c’è, ha evidenziato l’assessore lombardo, ed è quella che riguarda "l’incremento dei pazienti dimessi e guariti clinicamente: sono 2139".  I dati di sabato sulla diffusione del coronavirus in Lombardia "sono in forte crescita", ma "non ci devono gettare nello sconforto. Ci devono invece portare a una determinazione ancora più forte". "E’ una battaglia che dobbiamo vincere e ognuno deve mettersi nella condizione di vincere questa sfida, di non essere contagiato e di non contagiare nessuno", ha aggiunto Gallera.