Addio a Francesco Strangio, un protagonista assoluto dell’editoria

È morto il principe dei giornali locali Francesco Strangio

 

Con dolore abbiamo appreso la notizia della morte dell’amico, Francesco Strangio. E’ una perdita incolmabile per l’editoria del Lazio e non solo. Anche se da tempo si era sfilato da questa attività che per lui era stata di primaria importanza, di fatto non l’aveva mai lasciata del tutto. Il suo interesse per quanto accadeva nel panorama della stampa locale era sempre attento e continuo ed era sempre disponibile a consigli che risultavano quelli di un uomo che quel mondo lo aveva vissuto dal gradino più basso a quello più alto.  Ci eravamo visti pochi giorni fa, poco prima che l’emergenza del Coronavirus aveva interrotto la circolazione stradale. Ci eravamo sentiti ed avevamo ragionato insieme di quel che accadeva nei territori che in questa ultima fase della sua vita, più conosceva. Era impegnato in una attività importante, come quella dell’organizzazione di eventi fieristici, che lo portava ad essere in contatto quotidianamente con il mondo dell’impresa, delle istituzioni e delle rappresentanze sindacali e datoriali. Molte volte ci siamo confrontati, e spesso, quasi sempre ci siamo trovati d’accordo. A Francesco va tutta la nostra riconoscenza per quello che ci ha lasciato.  Quando una persona cara ci lascia, il tempo per dimenticarla non esiste. Resta lì fissa nei ricordi passati e recenti. Abbiamo preso, per ricordarlo ancora di più, e siamo certi di non fare cosa sgradita a nessuno, il pezzo che forse riesce di più a ricostruire la vita di questo straordinario amico e compagno di viaggio, quello scritto da un altro amico, Daniele Flavi per Frosinone Today. 

LPS

 

“E’ morto il principe dell’editoria locale, così era stato definito dai colleghi giornalisti Francesco (Franco per gli amici) Strangio 68 anni per un banale incidente “domestico”, ovvero per una caduta da una pianta alla quale stava potando i rami mentre era nella sua seconda casa di campagna a Ceprano (Frosinone), in questi tristi giorni di emergenza sanitaria per il Coronavirus.

È stato colui che ha affiancato la nascita dei giornali Ciociaria Oggi e Latina Oggi fondati da Giuseppe Ciarrapico, su consiglio di Giulio Andreotti, colui al quale era stata affidata la direzione dal conte Paolo Brunori (fatalità nel giro di un anno sono morti tutti e tre questi protagonisti dell’editoria locale). Successivamente insieme al direttore Umberto Celani che si era staccato da Ciociaria Oggi e all’industriale Zeppieri aveva fatto nascere anche La Provincia Quotidiano, in seguito aveva dato vita anche al primo free press delle zone a sud di Roma Cinque Giorni che aveva la redazione a Colleferro e poi al settimanale gratuito La Città Metropolitana sempre con l’intento di valorizzare le notizie della sua amata provincia

Nato a Reggio Calabria, si era trasferito a Roma, dove da giovanissimo era entrato come fattorino alla SPE, Società Pubblicità Editoriale, ed all’interno di questa ha fatto tutti i vari passaggi fino ad arrivare a dirigente per le sue capacità organizzative. Era stato anche in Sardegna quando la SPE prese la concessione dell’Unione Sarda poi con la nascita di Ciociaria Oggi e Latina Oggi e dopo l’incontro con l’editore in poco tempo mise su una rete commerciale sul territorio della provincia ciociara senza uguali.

Amico di famiglia, con mio Padre Giancarlo, oltre quaranta anni fa agli inizi del 1979-80 fondarono il giornale di inserzioni gratuite “il Baratto” che si stampava alla tipografia di Via Paisiello a Roma, sotto un enorme palazzo nella tipografia Rossi, in pratica il precursore di Porta Portese. Dopo i giornali per quali non è venuta meno mai la passione, Francesco Strangio da vero imprenditore negli ultimi anni si era dedicato al settore fieristico e credeva moltissimo nel settore agricolo e per tre anni ha organizzato Agralia alla Fiera di Sora.

Inizialmente viveva a Guidonia, dove era sposato con la prima moglie e con un figlio impiegato alla Regione Lazio, poi si trasferì a Frosinone dopo aver conosciuto la signora Annalisa e dal loro incontro nacque il figlio Nicolò. Francesco Strangio è stata una persona sempre disponibile e sempre pronta ad ascoltare gli altri. Si era innamorato di una ciociara e della Ciociaria tanto d’aver scelto di vivere la sua seconda vita a Ceprano, in campagna dove aveva anche un pezzo di terreno con alcune piante di frutta e proprio da una di queste è arrivata la drammatica caduta che lo ha ridotto in fin di vita. Una vita nella quale aveva già dovuto superare altre difficili “battaglie” dal punto di vista della salute.

L’ex sindaco di Colleferro, Mario Cacciotti con il quale era entrato in simbiosi per molti anni appresa la notizia ci ha riferito: “Oltre che perdere un caro amico, abbiamo perso una persona che amava i problemi delle periferie, i problemi del territorio e credeva moltissimo nella forza dei giornali e so che ne aveva fondati diversi. Condoglianze alla famiglia ”.

I funerali durante questo periodo non si possono celebrare. La sua salma riposerà in pace a Rocca D’Arce, dove insieme alla famiglia andava spesso in estate alla frescura di quel paese dove conosceva tutti e proprio qui aveva sempre espresso il parere di essere sepolto. Ciao Francesco, guidaci dall’alto”.

Daniele Flavi

Tratto da Frosinone Today





Bene Governo e De Micheli su 60 mln per oltre 200 bus, la posizione del Pd

 

 “Il Governo e la ministra De Micheli di nuovo a sostegno di Roma. Oltre 60 milioni per rimodernare e rafforzare la rete pubblica del Tpl con l’acquisto di oltre 200 bus a basso impatto ambientale. E’ un ulteriore impulso per ridisegnare la mobilità pubblica capitolina all’insegna della rivoluzione green”. Lo scrive in una nota il gruppo capitolino del Pd. “I livelli di inquinamento registrati a Roma sono tra i più alti d’Italia, la città soprattutto in alcuni mesi dell’anno soffre di mal d’aria – ricorda il Pd -. Nel 2018 per 72 giorni dell’anno sono stati superati i limiti di Ozono e per altri 22 giorni sono stati sforati i limiti massimi consentiti di presenza nell’aria di polveri sottili. Puntare su nuovi mezzi pubblici a metano e a idrogeno e su un trasporto pubblico collettivo ed efficiente può indurre i cittadini a limitare l’uso dell’auto privata e contribuisce a ridurre l’ozono nei mesi caldi e le polveri sottili d’inverno”. “Il provvedimento firmato oggi dalla ministra Paola De Micheli, destina a Roma risorse immediate. Ora sta all’amministrazione comunale predisporre velocemente tutti gli atti per immettere su strada i nuovi mezzi al più presto possibile. Il gruppo capitolino del Pd, seguirà con attenzione l’iter procedurale e i tempi per investire adeguatamente le risorse stanziate”, conclude la nota.




Bus ecologici, la Regione Lazio promuove i fondi Mit

 

“Grazie al decreto per l’abbattimento delle emissioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con il Mise e il ministero dell’Economia e approvato ieri in conferenza stato Regioni, entro il prossimo aprile potremo destinare oltre 60 milioni di euro a Roma Capitale e oltre 5 milioni di euro a Frosinone per l’acquisto di autobus a Metano o elettrici”. Così in una nota l’assessore alla Mobilità della Regione Lazio, Mauro Alessandri, spiefando che “questi fondi, frutto di un lungo e intenso lavoro che ha impegnato assiduamente la Conferenza Stato Regioni nei mesi passati, non avranno necessità di essere integrati con i cofinanziamenti degli enti locali coinvolti e potranno essere immediatamente trasferiti alle aziende che esercitano il servizio. Questi fondi, insieme a quelli già trasferiti dalla Regione Lazio nelle scorse settimane come contributo al Tpl locale dei comuni, rappresenteranno una vitale immissione di liquidità in un momento di crisi così importante e rappresentano un aiuto reale per far ripartire anche le filiere produttive a esse connesse”.





Coronavirus, nuovi casi nel frusinate

Sono 18 i nuovi casi positivi nel frusinate. È il dato diffuso dalla Asl Frosinone che spiega inoltre che sono 6 i pazienti guariti, mentre è deceduta una donna di 74 anni con patologie pregresse. 174 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Il direttore sanitario della Asl è risultata positiva, negativo, invece, il direttore generale. Nel territorio controllato dalla Asl Latina 15 nuovi casi positivi. 1 paziente è guarito. 3091 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. La Asl Viterbo conta 13 nuovi casi positivi. Deceduto un uomo di 78 anni con patologie pregresse. 1408 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Per la Asl Rieti sono 11 i nuovi casi positivi. 1 paziente è guaritoma è deceduta una donna di 75 anni con patologie pregresse. 18 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare.





Cna chiede misure straordinarie di manutenzione per Roma

“Stiamo constatando sulla nostra pelle quanto questo momento sia duro, sia come cittadini, ma anche come imprenditori di alcuni settori in particolare, ma accanto alle misure necessarie per aiutare le imprese a risollevarsi e a resistere, facciamo una proposta al Comune di Roma”. Così Marco Misischia, Presidente di CNA Turismo. 

“Questi mesi che abbiamo mesi davanti a noi potrebbero essere utilizzati per mettere a lustro la nostra Capitale, approfittando del poco traffico, per pianificare e realizzare quei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria indispensabili, quali la riparazione delle strade, il ripristino di marciapiedi, tombini, cartelli stradali, la pulizia di muri e monumenti, potatura di alberi e aiuole, giardini e parchi, non concentrandoli solo nel Centro Storico, ma anche nelle periferie, la ristrutturazione delle reti metropolitane e delle ferrovie di superficie”. 

“Allo stesso tempo, può essere il momento di programmare un calendario di eventi e manifestazioni musicali, artistiche, enogastronomiche, scientifiche che colmi il palinsesto autunnale/invernale tradizionalmente troppo vuoto, in grado di rendere Roma una destinazione accattivante, anche in un periodo in cui di solito le vengono preferite altre mete”. 

“Questo ad esempio, potrebbe voler dire appropriarsi di Piazza Navona per farne uno spazio dedicato ai mercatini di Natale, affidandone l’organizzazione alla Camera di Commercio di Roma ed istituendo un bando tra gli artigiani locali, sia artistici che del settore enogastronomico, come avviene in tutte le grandi capitali d’Europa, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Naturalmente, il tutto andrebbe accompagnato da un’accurata campagna di comunicazione, perché il periodo da novembre in poi potrebbe essere il momento di vero ritorno in auge del turismo internazionale e quindi, va capitalizzato e sfruttato al meglio con un’offerta il più possibile variegata”. 

“Sarebbe un doveroso tributo ad una città provata, stanca, in cui è diventato difficile vivere e lavorare, un ritorno alla grande bellezza che gioverebbe a tutti: amministratori, cittadini, operatori e non in maniera secondaria, anche i turisti”.




Simeone (Forza Italia Lazio): "Bene aumento dei test diagnostici"

 

 “Apprendo con soddisfazione che l’assessore D’Amato in base alle ultime dichiarazioni ha finalmente convenuto con la linea dell’opposizione di centrodestra sulla necessità di incrementare i test diagnostici per fronteggiare la diffusione del coronavirus sul territorio”. Così in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. “Sottolineo ancora l’importanza del documento presentato dal centrodestra con la richiesta di potenziamento degli screening contenuta, a partire dai tamponi da effettuarsi sulle persone entrate in contatto con i positivi e sulle categorie a rischio. Bisogna ampliare – spiega – la capacità di eseguire diagnosi attendibili per individuare nella maniera più rapida i soggetti positivi. Solo con la crescita numerica dei test sarà possibile effettuare e rendere più veloce l’indagine epidemiologica volta ad individuare tutti i contatti”. Per Simeone “l’auspicio è che possano essere eseguiti più tamponi a tutti gli operatori sanitari, ai familiari dei contagiati e alle persone entrate in contatto con gli infetti. Proprio per domani 2 aprile, alle ore 17, è stata convocata la commissione Sanità in modalità telematica con l’audizione dell’assessore D’Amato sui temi dei tamponi e della sorveglianza attiva”. “Ci sarà modo di approfondire alcuni focus specifici – dice – tra i quali: l’immediata diagnosi e il censimento dei soggetti a rischio, chi ha avuto contatti con i contagiati e le categorie a contatto con la popolazione; l’esecuzione di test rapidi con garanzia sul rischio di falsi negativi; lo stato degli approvvigionamenti, della relativa distribuzione e degli strumenti di verifica per le consegne dei dispositivi di protezione individuale; eventuale affidamento ai vari direttori delle Asl delle responsabilità sulla verifica dell’effettiva distribuzione dei DPI”





Onorati (Regione Lazio): "Serve grande attenzione per l’agricoltura"

 

“Ho scritto, congiuntamente all’Assessore D’Amato, al Ministro Speranza per esporre problematiche inerenti il settore agricolo di interesse e competenza del Ministero della Salute, certi di incontrare la sua sensibilità a riguardo”. Lo scrive in una nota l’Assessore della Regione Lazio all’Agricoltura e Ambiente, Enrica Onorati. E il suo obiettivo e “poter unire l’azione regionale alle straordinarie misure già avviate per il settore lattiero-caseario a livello statale, è importante conoscere il contesto statistico dentro il quale operare”. “Abbiamo chiesto che siano resi fruibili e trasparenti i dati relativi all’importazione del latte dal mercato estero, così come già segnalato e richiesto dalle organizzazioni di categoria del settore, allo scopo di mirare le politiche regionali di sostegno al comparto. Come Regione Lazio siamo impegnati nella promozione di meccanismi di solidarietà interprofessionale volti a sostenere l’importante funzione delle filiere agroalimentari. Sentiamo di dover intervenire a protezione di tutto il comparto” spiega sottolineando la necessità di conoscere i dati di settore relativi all’import per individuare strumenti e azioni e favorire e incentivare “il consumo di latte prodotto dai nostri allevatori regionali e, in generale, da quelli italiani”. Importante il tema della sanità animale. “Appena il Paese potrà ripartire, sarà necessario produrre il massimo sforzo comune possibile attraverso un aumento di unità professionali in tutto il territorio nazionale e regionale, sempre a tutela dei consumatori e dell’intera filiera”. Infine, serve una “reciproca azione di intervento per i servizi fitosanitari, per cui vorremmo venisse valutato un potenziamento di unità operative, tenendo anche conto che sono gli unici servizi indifferibili delle Direzioni Agricoltura per le certificazioni dei prodotti esportati verso paesi extra UE e per la sorveglianza sulla presenza degli organismi nocivi rilevanti per l’UE e l’adozione di idonee misure di contrasto”. 





Alleanza povertà del Lazio: "Semplificare le procedure sui buoni spesa"

 

“A seguito dell’emanazione della Determinazione Dirigenziale n.913 del 31-3-2020 e il conseguente Avviso pubblico che disciplina l’erogazione dei buoni spesa a favore di persone e famiglie in condizione di disagio economico e sociale, alle organizzazioni che fanno parte dell’Alleanza regionale contro la povertà del Lazio stanno arrivando numerose segnalazioni che impediscono la compilazione e l’invio del modulo per la richiesta dei buoni spesa”. Lo dice in una nota Roberto Cellini, Portavoce dell’Alleanza regionale contro la povertà del Lazio. “Se a questo aggiungiamo anche le difficoltà di connettersi con il sito dell’Inps si capisce come le difficoltà per chi è povero o per chi ci sta scivolando vengono amplificate” spiega. “Tutto questo rischia di vanificare lo straordinario lavoro di prossimità che il mondo del Terzo settore, il volontariato e l’associazionismo stanno facendo sul territorio. Chiediamo ai decisori politici di trovare forme e modi che semplificano sia la compilazione che la restituzione dei moduli evitando che la burocrazia rallenti le decisioni e l’operatività perché molte persone dopo aver perso il lavoro stanno perdendo anche la speranza” conclude la nota.





Roma Capitale, parla l’Assessore De Santis: "Ok alla variazione di bilancio su buoni pasto inutilizzati"

 

“Abbiamo approvato una variazione di bilancio che rende immediatamente utilizzabili 250mila euro, destinati a finanziare l’acquisto di beni di prima necessità per le persone più bisognose. Sono i risparmi derivanti dai buoni pasto non utilizzati dai dipendenti capitolini nel mese di marzo, secondo quanto previsto dai Dpcm emanati dal Governo”. Lo annuncia l’assessore capitolino al personale Antonio De Santis. “Mi premere sottolineare che molti dipendenti ci hanno comunicato entusiasmo e approvazione per questa decisione. Anche perché si tratta di fondi che, altrimenti, sarebbero andati in economia e che sarebbero stati indirizzati ad altre voci di spesa del nostro bilancio”, aggiunge De Santis. “Ne approfitto per ringraziare tutti i nostri dipendenti. Compongono una vera e propria squadra responsabile, coesa, disponibile per ogni azione a tutela della salute pubblica e dell’interesse collettivo. Un fulgido esempio di senso civico da tenere, sempre, impresso nella mente”, conclude.





Riapre il mercato di Campagna Amica in via Tiburtina: "Spesa e caffè sospesi"

 

A Roma riapre all’insegna della solidarietà il mercato di Campagna Amica in via Tiburtina 695, dove venerdì e sabato sarà possibile fare la “spesa sospesa”, che mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, ovvero lasciare pagato al bar un caffè per il cliente, che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso i cittadini che si recheranno al mercato, potranno decidere di acquistare dei prodotti per i più bisognosi, che a Roma saranno consegnati dalla Coldiretti Lazio, a seguito dell’accordo con la sindaca, Virginia Raggi, all’Emporio Caritas della Casilina, alla comunità di Sant’Egidio e inoltre al Circolo di San Pietro. 

Saranno loro a consegnare cibo ad oltre 1500 famiglie che ne hanno necessità. Non solo, coinvolti nella beneficenza anche molti agricoltori di tutta la regione, che daranno un considerevole contributo, donando alle stesse associazioni di volontariato i propri prodotti. 

“Verranno prese tutte le precauzione necessarie – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – per riaprire il mercato di via Tiburtina nel rispetto delle misure di sicurezza aumentate e delle disposizioni che prevedono entrate e uscite distinte e contingentate, con accessi controllati dai nostri operatori e distanze tra i banchi e le persone di almeno un metro, oltre alla presenza di disinfettanti, guanti e mascherine”. 





Posti di controllo sul Gra, stop alla circolazione e verifica di tutte le auto in movimento

 

Sul Grande Raccordo Anulare di Roma, nell’ambito delle attività finalizzate al contenimento e al contrasto della diffusione del virus Covid19, è stato attivato un presidio per il controllo delle auto in transito. Il traffico veicolare in carreggiata interna, è stato convogliato obbligatoriamente nell’Area di Servizio Casilina, tra i chilometri 35,000 e 36,500, dove il personale della Polizia Stradale ha proceduto alla verifica della effettiva legittimità degli spostamenti sul territorio. Le squadre Anas sono presenti sul posto per la gestione della viabilità. Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che in ottemperanza alle disposizioni governative per l’emergenza Coronavirus è importante limitare i viaggi (#iorestoacasa). Per una mobilità informata l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148




Sanificazione di Ama per 140 presidi sanitari

 

“Mentre prosegue l’attività massiva di lavaggio e igienizzazione con autobotti delle strade circostanti i siti ‘sensibili’ di tutti e 15 i municipi, Ama è impegnata a ciclo continuo anche in operazioni di sanificazione dei contenitori e dei bidoncini per rifiuti urbani collocati nel perimetro interno di circa 140 presidi sanitari: in particolare policlinici e ospedali oltre a cliniche, case di cura, poliambulatori, ecc.” Ne dà notizia Ama in una nota. “Queste attività mirate di sanificazione sono svolte da 7 squadre dedicate, con l’ausilio di mezzi leggeri e attrezzature dotate di nebulizzatori e atomizzatori che irrorano sostanze igienizzanti a base di enzimi – continua Ama -. Tra le strutture sanitarie interessate in questi ultimi giorni: San Camillo, San Carlo di Nancy, Umberto I, San Filippo Neri, Spallanzani, San Giovanni, Grassi, Santa Lucia, Oftalmico, Fatebenefratelli, Mandelli, Nuovo Regina Margherita, Idi, Pertini, Santo Spirito, Asl Roma 3, clinica Marco Polo, casa di cura S. Antonio da Padova, casa di cura Villa Salaria, Policlinico Italia, Istituto odontoiatrico Eastman, istituto clinico Casal Palocco, poliambulatorio Canova, poliambulatorio Lampedusa, poliambulatorio Casa della Salute – Labaro Prima Porta, Villa Valeria, Villa Tiberia, Villa Grazia, Villa Aurora, Villa Chiara, Villa Claudia, Villa Verde”, conclude.





Coronavirus, nel Lazio attivo 800.118.800, assistenza psicologica

 

 

“Da a questa mattina è attivo il servizio di assistenza psicologia per i cittadini al numero verde 800.118.800”. Ne dà notizia la Regione Lazio.




Sommella (Campus Biomedico): “Giusto fare test all’intera popolazione del Lazio”

Ha aperto, al Campus Bio-medico di Roma, il Covid Center con 9 posti letto di terapia intensiva. Entro il 20 aprile, poi, saranno aperti altri 31 posti letto ordinari di cui 7 sub intensivi. "E’ uno spazio isolato e sicuro, studiato appositamente per questa emergenza - ha spiegato, all’agenzia Dire, il direttore sanitario, Lorenzo Sommella - Questa mattina sono in arrivo i primi due pazienti".

Il Covid Center, realizzato all’interno del nuovo Dea, fa parte della rete costruita nel Lazio per far fronte all’emergenza. "La rete sta funzionando molto bene, c’e’ stato un incremento notevole di posti letto sia ordinari che di terapia intensiva in tutta la regione, che al momento si sono rivelati sufficienti per fronteggiare il livello epidemico attuale - ha sottolineato Sommella -. Speriamo che il trend continui nel miglioramento che sembra intravedersi".

Anche al Campus Bio-medico, cosi’ come negli altri ospedali di Roma e del Lazio, la paura diffusa del virus ha portato molte persone a chiedere il rinvio di operazioni calendarizzate. "Ci

dispiace, perche’ questa paura e’ ingiustificata - ha sottolineato

Sommella - Noi siamo stati molto attenti, fin da inizio epidemia, a separare i percorsi e a dotare pazienti, visitatori e operatori delle difese necessarie. Ci definiamo un ospedale ’Covid free’".

Per quanto riguarda le attivita’ extra-Covid, Sommella ha spiegato che al Campus Bio-medico "si stanno limitando le attivita’, tranne quelle che potrebbero comportare un peggioramento se non vengono trattate entro 30 giorni, quindi quelle oncologiche o chirurgiche".

Secondo il direttore sanitario, infine, la volonta’ dell’assessore regionale alla Sanita’, Alessio D’Amato, di effettuare il test Covid-19 per tutti i residenti del Lazio "e’ una cosa opportuna in questa fase di epidemia, proprio per essere in grado di individuare le persone asintomatiche che hanno contratto l’infezione".





Coronavirus, per le pazienti oncologiche saltano le visite in ospedale: mancano i percorsi di sicurezza. La denuncia e le storie di Alessia e Antonella

 

Tra i mille volti dell’emergenza coronavirus ce n’e’ uno, forse il piu’ odioso, che colpisce chi gia’ vive situazioni di vulnerabilita’. Ha il volto delle dolore e delle nuove preoccupazioni delle persone gia’ affette da patologie gravi, costrette a fare accertamenti importanti in ospedale senza percorsi differenziati o, addirittura, a rimandarli per paura del contagio. È il caso di Antonella, farmacista romana di 52 anni, un carcinoma al seno diagnosticato nel 2018, operata subito al Policlinico Gemelli di Roma con intervento conservativo, seguito da una radioterapia. Ultima mammografia a gennaio, da cui "per fortuna, risulta tutto pulito".

Antonella a marzo avrebbe dovuto effettuare un controllo ginecologico per verificare lo stato del suo endometrio, che la terapia con il tamoxifene potrebbe intaccare. "È un controllo abbastanza importante perche’ se l’endometrio si ingrossa occorre

intervenire - racconta all’agenzia Dire la donna - Ma ho deciso di temporeggiare e di aspettare che passi la fase piu’ grave dell’emergenza, sia perche’ non voglio andare ad intasare un reparto che puo’ essere utilizzato per casi piu’ urgenti, sia perche’ non voglio frequentare l’ospedale in questo momento".

L’ospedale, luogo di accoglienza per eccellenza, per una paziente oncologica come Antonella sembra oggi poco sicuro. "Chi ha fatto radio o chemioterapia e’ in una fase immunologica depressa, molto delicata - continua la farmacista - Ci sentiamo piu’ esposte e contrarre il virus andando a fare una visita di routine in ospedale. Non e’ un pensiero, ma una realta’". Per questo "ci sarebbe bisogno di un percorso ad hoc", propone la donna. Una ’corsia preferenziale’ che "per me vuol dire: il controllo puoi farlo qui, in tutta sicurezza. E di un oncologo di riferimento, perche’ io l’ho visto solo una volta e devo decidere cosa fare un po’ tutto da me".

E l’idea di differenziare i percorsi in tutti gli ospedali torna anche nelle parole di Alessia Tuzio, social media manager e copywriter a partita Iva di 33 anni, una risata che illumina anche una conversazione telefonica nonostante una leucemia linfatica acuta diagnosticata a 14 anni e superata a 17, e un papa’ lontano, ammalato di leucemia linfatica cronica da quattro anni. "Sta facendo una terapia di chemio biologica con un nuovo farmaco sperimentale in pasticche, che sta dando ottimi risultati - racconta Alessia alla Dire - Deve fare l’emocromo una volta al mese tassativamente per vedere l’andamento della terapia e per regolare quelle coadiuvanti, con antivirali e cortisonici, e deve fare periodiche visite al policlinico di Tor Vergata, perche’ e’ stato operato da poco e non sono rinviabili".

Per la giovane social media manager, romana d’adozione, "ci vorrebbe un’agenda di appuntamenti pensata ad hoc per le persone che devono per forza recarsi in ospedale e sono in emergenza tutto l’anno, tutti i giorni della loro vita, cercando di mantenere la normalita’ della loro routine medica". E ancora "dovrebbe essere adottata in via ufficiale una prassi comune, un iter da seguire per tutte le strutture che hanno necessita’ di continuare a mantenere il flusso di pazienti". Sono 15 le pasticche che ogni giorno il papa’ di Alessia deve inghiottire, in base a una tabella di marcia che dalle 8 della mattina arriva alle 20 di sera, passando per le 11, le 12 e le 17. "Ci sarebbe bisogno anche di dispositivi di sicurezza gratuiti, perche’ mio padre la mascherina non la deve portare solo in questa emergenza, ma sempre. Lui nasconde molto bene quello che prova- racconta ancora Alessia - sicuramente e’ stanco della trafila che sta affrontando e ha il timore che questa situazione possa durare un periodo indefinito. Quanto allo stare a casa, lui gia’ usciva poco prima, ora non esce praticamente piu’. Quanto a me - confessa - se ci penso ho il magone, perche’ quando hai paura per le persone che ami e’ difficile sopravvivere a livello psicologico e ci sono giorni che vorresti stare solo con la testa sotto le coperte, aspettando che passi". Neanche Alessia esce: "La spesa va a farla il mio compagno", perche’ "bisogna avere delle accortezze", aggiunge mentre racconta delle necrosi avascolari che a dieci anni dalla guarigione l’hanno portata a dover frequentare ancora altre camere operatorie, per due interventi: uno di protesi all’anca sinistra, l’altro all’anca destra, per salvarla.

Alessia, nonostante tutto, e’ fiduciosa e grata: "Gli ospedali italiani stanno facendo cio’ che e’ in loro potere fare e di questo devo solo rendere grazie. Perche’ se mio papa’ e’ ancora vivo e io sto parlando ora con te al telefono- sottolinea- e’ perche’ c’e’ un Servizio Sanitario Nazionale che c’e’ e lavora. Io e mio padre ci siamo curati solo nel pubblico, i casi di malasanita’ sono una goccia in un oceano di bene. La realta’ dei fatti e’ che se non ci fosse un sistema che mi garantisse le giuste cure pagando un ticket irrisorio starei come in America, destinata a rimanere zoppa a vita o orfana di padre a 30 anni, che invece sta andando avanti con una terapia che costa quasi 10mila euro al mese, interamente coperti dal Ssn. E allora ricordiamoci dei medici. Ma ricordiamocene tutti i giorni".

Alessia e Antonella hanno trasformato la loro esperienza di vita in impegno: sono volontarie Afron, l’onlus impegnata dal 2010 in Uganda con progetti di prevenzione e cura dei tumori femminili, che si occupa anche dei bambini affetti da linfoma di Burkitt, portando avanti numerosi progetti. L’ultima missione a febbraio, prima che arrivasse anche li’ il Covid19 e che il Paese chiudesse le frontiere. Ma Afron sta gia’ pensando a come aiutare i pazienti oncologici ugandesi, anche con il contributo di donne come Alessia e Antonella, che hanno trasformato la loro esperienza di vita in impegno.





Raggi e la lettera postata di una donna medico: "Chi esce non è furbo"

 

 “Chi in questo periodo esce di casa senza un valido motivo sta mettendo a rischio la sua vita e, soprattutto, quella degli altri. Non è una persona più furba, anzi…. Voglio farvi leggere una mail che mi ha inviato una dottoressa impegnata in prima linea in un ospedale per combattere questo maledetto coronavirus”. Lo scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi postando su Fb una lettera ricevuta da una dottoressa impegnata nell’accoglienza di emergenza dei malati. “Voglio condividerla con tutti perché non è il momento di abbassare la guardia. Finora siamo stati capaci di osservare i divieti ma, anche se arrivano le prime notizie incoraggianti, abbiamo ancora molto da fare per fermare il contagio e la diffusione del Coronavirus. I sacrifici che tutti noi stiamo facendo non possono essere vanificati. Leggete queste parole: sono un crudo racconto di cosa c’è fuori le nostre case. Di ciò che sta avvenendo nei nostri ospedali. Di ciò che stanno vivendo tantissime persone”, spiega la sindaca. “Riflettiamo allora, leggiamo bene queste parole. Prendiamo ancora una volta la decisione giusta: restiamo a casa. #NonAbbassiamoLaGuardia”, conclude.





Lemmetti (Roma Capitale): "Giunta cambia il bilancio per sostenere i bisognosi"

 

“Stiamo utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione per accelerare la macchina amministrativa e recare più prontamente aiuto a chi in questo periodo non riesce ad arrivare a fine mese. La Giunta capitolina si è riunita in via straordinaria in videoconferenza per approvare un provvedimento d’urgenza: una variazione di bilancio con cui registriamo nei conti dell’ente il trasferimento di risorse statali per 15 milioni di euro e regionali per 7 milioni di euro, di 100 mila euro provenienti da donazioni private e 250 mila euro per economie di spesa derivanti dalla mancata assegnazione dei buoni pasto ai dipendenti capitolini che stanno lavorando da casa”. Ne dà notizia l’assessore capitolino al Bilancio Gianni Lemmetti. Le somme citate “con questo documento, le abbiamo destinate a interventi di sostegno alle famiglie più bisognose, con l’erogazione di ‘buoni spesa’ per consentire a tutti di mangiare. Qui trovate le informazioni utili per farne richiesta: comune.roma.it/web/it/bando-concorso.page?contentId=BEC560368 Roma non si ferma”, conclude.





Il M5S alla Regione Lazio: "I fondi di bilancio 2020 vanno in emergenza"

 

“Stiamo vivendo un momento di emergenza che ha stravolto tutti i programmi di vita pubblica e privata. Pertanto è evidente che anche la pianificazione delle politiche economiche basata sulle condizioni valide fino a qualche mese fa, oggi risulta obsoleta e richiede di essere rivista alla luce delle nuove condizioni che oggi, con urgenza, ci chiedono di agire in maniera coerente”. Così in una nota i consiglieri regionali M5S del Lazio a margine della Commissione Bilancio del Consiglio regionale. “Oggi dobbiamo dare una risposta concreta e immediata ai bisogni basilari delle persone che fino a ieri avevano un lavoro e oggi invece non sanno se riusciranno a trovare le minime risorse necessarie a fare la spesa, curarsi, pagare l’affitto o le utenze. – aggiunge la consigliera regionale 5stelle Valentina Corrado, vicepresidente in Commissione Bilancio – Per questo abbiamo deciso di proporre alla Giunta di destinare alle misure urgenti di contrasto all’emergenza coronavirus i fondi assegnati alle nostre proposte approvati nel bilancio 2020, visto che si tratta di provvedimenti che allo stato attuale dei lavori del Consiglio regionale, non sappiamo con certezza quando vedranno di preciso la luce e in quale contesto”. “Chiediamo alle altre forze politiche di fare lo stesso con le risorse stanziate per i propri provvedimenti approvati nel bilancio 2020 e alla Giunta regionale, vista la fattibilità già verificata e confermata alla nostra capogruppo Roberta Lombardi, di avviare tutte le procedure necessarie a realizzare il dirottamento delle risorse, che si renderanno disponibili, verso un piano di azioni urgenti, realizzabili nel brevissimo periodo utilizzando i fondi dedicati alla alla ‘spesa corrente’, immediatamente spendibili. Chiediamo inoltre che si avvi un piano di azioni di medio-lungo termine per il post emergenza, utilizzando le risorse in conto capitale che afferiscono agli investimenti del bilancio regionale. Invitiamo tutti i colleghi ad un atto di responsabilità umana, oltre che di realismo e concreto segnale politico”.





Di Berardino (Regione Lazio): "Arrivate 14mila domande per la Cig"

 

“A una settimana esatta dall’avvio della cassa integrazione in deroga, nel Lazio alle 16:30 sono 14.050 le domande di cassa integrazione pervenute agli uffici dell’assessorato al Lavoro e Formazione per un totale di 32.236 lavoratori coinvolti”. Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Lazio. “Sono 7.755.613 le ore di lavoro su cui è richiesto – spiega – l’ammortizzatore sociale e che impegna la Regione Lazio per 62,8 milioni di euro. Si tratta di un bilancio certamente parziale ma indicativo sulla situazione della nostra Regione. La quasi totalità delle aziende che ha presentato la domanda è di piccole dimensioni, tanto che il 95% di esse ha meno di 6 dipendenti. Il 77% delle imprese appartiene all’area metropolitana di Roma, mentre, tra le altre province del Lazio, è quella di Latina, con il 9% ad aver inoltrato più richieste di cassa”. Di Berardino spiega poi che “le richieste in arrivo dimostrano la difficoltà che sta attraversando il mondo del lavoro, al quale come Regione Lazio stiamo dando risposte con una pluralità di interventi e con bandi specifici per rispondere in modo incisivo e su misura alle varie esigenze. Per quanto riguarda la cassa integrazione l’obiettivo è sostenere i lavoratori dando risposte veloci alle imprese; per questo la nostra task force continua a lavorare su due turni di lavoro e assicurando un servizio continuo anche durante il sabato e la domenica”.





Fca, cresce la quota di mercato, ma negli Usa crollano del 10%

Fca: quota mercato primo trimestre sale a 24,7%, ok Fiat e Lancia

Nel primo trimestre del 2020 Fiat Chrysler migliora la quota di mercato di 0,2 punti percentuali al 24,7%, nonostante il congelamento di ogni attività commerciale dopo una decina di giorni a marzo per l’emergenza coronavirus. Segnali positivi anche per i marchi Fiat e Lancia, che nei primi tre mesi aumentano la quota rispettivamente di 0,9 e 0,2 punti. E sono cinque i modelli Fca nella top ten delle auto più vendute: Fiat Panda e Lancia Ypsilon sono al primo e secondo posto, mentre Fiat 500 è quarta, Fiat 500X è quinta e Jeep Renegade è sesta. 

A gennaio-marzo nelle classifiche di vendita per segmento la Panda e la 500 sono al vertice della loro categoria, la prima con una quota del 51,4%, la seconda del 13,3%. La Lancia Ypsilon è la più venduta del segmento B con una quota del 16,2%, la Fiat Tipo è al vertice del segmento C (14,8%) così come lo sono nella loro categoria la Fiat 500X (con il 12,1% di quota) e la Jeep Renegade (11,8%). Inoltre sono ai primi posti dei loro segmenti anche la Fiat 500L (34,6%) e l’Alfa Romeo Stelvio (9,9%). 

Le immatricolazioni di marzo e del primo trimestre, tuttavia, non sono confrontabili con i risultati dell’anno scorso, a causa delle misure messe in campo dal governo per fronteggiare la pandemia. Dall’11 marzo sono state chiuse tutte le attività non necessarie, incluse le concessionarie e ogni punto di vendita di auto, e come conseguenza di questo blocco totale delle vendite rispetto all’anno scorso il mercato dell’auto in Italia a marzo perde l’85,4% e nel trimestre il 35,5%. 

In un contesto straordinariamente difficile, Fiat Chrysler ha avviato alcune nuove iniziative che coinvolgono la rete dei concessionari, per aiutare i cittadini che, pur nell’emergenza sanitaria, stanno prendendo in considerazione la possibilità di acquistare un nuovo veicolo e desiderano mettersi in contatto con un consulente di vendita Fca. 

Grazie a Google Hangouts Meets è stato attivato un servizio dedicato a dealer e clienti per comunicare senza che nessuno debba uscire di casa. Con strumenti digitali avanzati, Fca Bank supporterà la preventivazione di finanziamenti e servizi assicurativi per i clienti che ne faranno richiesta; tutte le auto e i veicoli commerciali finanziati con Fca Bank avranno la prima rata posticipata a gennaio 2021. L’Italia è il primo mercato a lanciare questa modalità di contatto “remoto”, il cui uso sarà poi allargato ad altri Paesi grazie alla semplicità d’utilizzo della tecnologia. Sempre per Fca immatricolazioni in calo del 10% nel primo trimestre dell’anno per Fca Us, divisione statunitense di Fiat Chrysler, rispetto a un anno prima. A gennaio-marzo sono state immatricolate 446.768 auto, contro le 498.425 dello stesso periodo del 2019. Dopo un buon risultato nei primi due mesi, a marzo è stato avvertito l’impatto negativo del coronavirus.

Nel primo trimestre c’è stato un aumento del 7% a quota 128.805 veicoli per i pickup Ram, con un rialzo complessivo del marchio del 3% a 140.486 vetture. Il marchio Jeep ha perso il 14%, scendendo a 182.670 auto immatricolate, con un -32% per il Cherokee e un -22% per il Renegade. Il marchio Chrysler è calato del 5% a 30.124 veicoli, con un aumento del 5% per la Pacifica. Per il brand Dodge, calo del 20% a 88.657 veicoli.

Male Fiat e Alfa Romeo, che hanno perso rispettivamente il 49% (a 1.128 veicoli) e il 14% (a 3.703 vetture). Sono diminuite del 58% le immatricolazioni della 500, del 23% della 500L, del 63% della 500X e del 24% della Spider. Per l’Alfa 4C -24%, per il suv Stelvio -13% e per la Giulia -14%.

 





Giornata mondiale dell’Autismo, l’Ido: “Possiamo iniziare ad avere una visione meno catastrofica del mondo”

 
"Possiamo iniziare ad avere una visione meno catastrofica dell’autismo. Naturalmente non sempre, perché credo ci siano ancora tante cose che dobbiamo imparare. Stiamo osservando sempre di più che tutti i bambini raggiungono un miglioramento, possono essere adattati maggiormente al mondo e che per alcuni di loro ci sono veramente delle possibilità di un inserimento normale nel mondo esterno". Lancia un messaggio sereno e rassicurante Magda Di Renzo, responsabile del Servizio Terapia dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo 2020 che si celebrerà domani in tutto il mondo..
Di Renzo ha recentemente pubblicato il libro ’Autismo Progetto Tartaruga. L’approccio evolutivo-relazionale a mediazione corporea’ (Magi edizioni), in cui sistematizza il modello DERBBI dell’IdO (Developmental Emotional Regulation and Body-Based Intervention), per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico. "È il racconto di quello che facciamo con i bambini- chiarisce la terapeuta- è la spiegazione del nostro metodo evolutivo, basato sulla relazione e la regolazione emotiva, la cui specificità è l’utilizzazione della dimensione corporea. Noi accompagniamo i nostri bambini, che fortunatamente arrivano sempre più piccoli nel nostro servizio, sostenendo i genitori affinché possano imparare ad entrare in comunicazione con i figli, che hanno tante atipie nella loro interazione con il mondo. È il risultato di moltissimi anni di lavoro, di un’esperienza quarantennale con l’uso di questo modello che si è concretizzato nella creazione del Progetto Tartaruga che ormai data oltre quindici anni- ricorda Di Renzo- e che vede la partecipazione di un’equipe multispecialistica sia nella fase di valutazione, che in quella terapeutica".
Il libro spiega, fondamentalmente, come sono gestiti i primi quattro anni di terapia. "Abbiamo parlato dei possibili risultati che raggiungiamo con un determinato gruppo di bambini, ovvero con quelli che hanno mostrato dei segni predittivi. Il nostro appello è che anche altri possano trovare segni predittivi in altre forme di autismo. Noi con questo gruppo di bambini- continua Di Renzo- abbiamo raggiunto dei risultati interessanti, già pubblicati a livello internazionale. La precocità dell’intervento sta rendendo possibile dei cambiamenti in tempi più brevi rispetto a quanto accadeva in precedenza. Naturalmente- puntualizza la studiosa- anche i bambini che escono dalla diagnosi Ados di autismo - aspetto su cui stiamo portando avanti un grande lavoro di follow-up relativo agli outcome positivi, in modo da seguire questi minori nelle loro atipie - hanno delle manifestazioni totalmente diverse l’uno dell’altro. Alcuni stanno particolarmente bene, altri hanno bisogno ancora di essere accompagnati, soprattutto in percorsi psicologici. In entrambi i casi hanno tutti raggiunto dei buoni livelli nell’organizzazione cognitiva".
Nei bambini seguiti all’interno del Progetto Tartaruga "abbiamo potuto valutare se esistono dei predittori del processo di empatia emotiva e della intenzionalità, esaminando la presenza del contagio emotivo e del possibile sviluppo futuro della costruzione della teoria della mente. Un altro elemento interessante- nota l’esperta- è che nella valutazione cognitiva questi bambini mostravano un ragionamento fluido maggiore di quello invece legato alle prestazioni. Il ragionamento fluido non è condizionato dagli apprendimenti- spiega Di Renzo- quindi, laddove era più elevato, diventava un predittore. Effettivamente, in una percentuale statisticamente significativa, questi bambini sono usciti dalla diagnosi Ados".
Di Renzo, per non creare equivoci, ripete e sottolinea che "uscire dalla diagnosi Ados di autismo è una cosa molto importante. In letteratura si sta parlando della possibilità di outcome positivi non legati solo, come si diceva in passato, a diagnosi sbagliate ma a delle possibilità nuove che si stanno aprendo. Ora credo che l’impegno della ricerca e della clinica sia quello di capire cosa succede a questi bambini che escono dalla diagnosi Ados, ovvero qual è la loro possibile evoluzione".
Questo libro, quindi, non solo ha sistematizzato l’approccio che l’IdO porta avanti nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico, ma spiega anche la batteria di test che l’IdO ha messo a punto per la valutazione dei disturbi dello spettro autistico. Si chiama T.U.L.I.P. (TCE, UOI, Leiter-R as Indicators of Predictivity) e indaga le abilità intellettive (attraverso il test Leiter-R), relazionali (con il test sulla capacità di comprendere le intenzioni altrui - UOI - Understanding of intention) ed emozionali (Tce: Test del contagio emotivo) dei bambini con autismo. "È il risultato del grande impegno di tutta l’equipe multidisciplinare- puntualizza Di Renzo- sono presenti neuropsichiatri, psicoterapeuti, logopedisti della riabilitazione, osteopati e neurologi. È il frutto di una sinergia di tutti, perché diamo una grandissima importanza alla fase di valutazione iniziale. Come ci ricorda il Dsm-5, ci troviamo di fronte agli autismi e non più a una sindrome unica- spiega la responsabile dell’IdO- siamo lungo un continuum di gravità. È fondamentale, nella fase iniziale, fare una valutazione molto attenta del singolo bambino, per mettere a punto e focalizzare i suoi deficit ma, anche e soprattutto in ambito terapeutico, per mettere in evidenza le sue potenzialità".
La batteria di test "ci ha permesso di vedere i predittori e ci ha incoraggiato a lavorare sempre più e sempre meglio sulle potenzialità presenti". È un lavoro molto importante anche per i genitori, "perché per loro non ha rappresentato solo una speranza infondata- sottolinea Di Renzo- ma il potersi basare su dei dati presenti, incoraggiandoli. Sapere di confrontarsi con un bambino che ancora non ha raggiunto un adeguato livello cognitivo, ma che ha delle potenzialità cognitive, permette di rapportarsi con lui in maniera diversa: mi attiverò molto di più se penso che capisce- chiarisce la psicoterapeuta- così come mi atteggerò diversamente a livello emotivo se sento che questo bambino, che in realtà è sopraffatto dalle sue emozioni, ha bisogno di essere contenuto. Si credeva una volta che il bambino autistico non avesse un’adeguata empatia, che non avesse una capacità di vivere le emozioni- ricorda la terapeuta- oggi invece sappiamo che la sua difficoltà nel costruire l’empatia è determinata proprio dal fatto che lui è sopraffatto dalla dimensione affettiva. Sapere questo significa avere strumenti migliori, ecco il grande lavoro che facciamo con i genitori. Questi lavorano con noi nella stanza non dal punto di vista educativo- conclude Di Renzo- li sosteniamo e conteniamo emotivamente, affinché possano incontrare il loro bambino secondo le sue modalità".





Riaprire tutto o quasi dopo Pasqua? Ecco l’opinione dell’infettivologo Rezza

Dopo Pasqua “bisognerà osservare se la curva va bene. A quel punto certamente alcune attività produttive si potranno riaprire, ovviamente mettendo in sicurezza i lavoratori. E andrà messo in piedi un programma di individuazione rapida di eventuali casi”. E’ quanto afferma il capo delle Malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, Giovanni Rezza, in un’intervista a Repubblica.

Rezza considera rischioso aprire alcune regioni prima di altre.

“Nei pochi giorni che alcune regioni del nord sono state chiuse e le altre no abbiamo visto le fughe da quelle aree. Per questo forse riaprire in modo scaglionato può non essere efficace. E poi la maggior parte delle attività produttive stanno proprio al nord. Che facciamo, lo apriamo dopo perché ha avuto una maggiore diffusione del virus?”, ha affermato l’esperto.




Fontana (Regione Lombardia): “Possibile nuova ondata ad ottobre con il virus influenzale. Bisogna prepararsi”

 

"Ci sono scienziati che ci dicono che essendo un virus che ha attinenza con l’influenza c’è il rischio che alla ripresa del virus influenzale in ottobre e novembre ci possa essere anche una ripresa del coronavirus. Quindi bisogna prepararsi". Lo dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, su Radio Padania. "Noi ci siamo preparati, la nostra risposta finora è stata una risposta alla drammatica emergenza improvvisa. La nostra sanità ha dovuto affrontare uno tsunami, è partito tutto con una violenza mai vista". Alla ’futura emergenza’ servirà, ad esempio, l’ospedale della Fiera di Milano. "La nostra sanità non è una delle migliori, è la migliore - rivendica il governatore - Se quello che è successo nella nostra regione fosse successo altrove non so come sarebbe finita. Io mi posso solo dire orgoglioso".




L’Oms preoccupata per la diffusione e il ritmo dei contagi

 

Il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus si è detto “profondamente preoccupato” per la rapida accelerazione dei contagi nella pandemia COVID-19. Nella conferenza stampa quotidiana a Ginevra, ha stimato che “in pochi giorni si raggiungerà il numero di un milione di casi confermati e 50mila morti”.





La ministra Azzolina esclude il prolungamento dell’anno scolastico a luglio ed agosto

 

"Voglio ribadire quanto sia importante, soprattutto in questa fase, dare credito solo alle notizie ufficiali pubblicate dal Ministero dell’Istruzione o direttamente da me. E ripeto ciò che ho avuto modo di dire qualche giorno fa anche in televisione: non è previsto il prolungamento dell’anno scolastico a luglio e agosto". Lo ribadisce su Facebook la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina





La Commissione Ue ha un Piano contro la crisi economica da Coronavirus

Il nuovo piano della Commissione europea “Sure” di sostegno a sistemi nazionali di Cassa integrazione o simili prevede l’emissione di obbligazioni comuni. “Stiamo parlando di mettere insieme le forze economiche tra Paesi che hanno livelli di debito e di accesso ai mercati diversi, per una situazione di emergenza. E questi sure bond, che saranno emessi per finanziare questi strumenti di cassa integrazione sono il primo esempio, ce ne saranno altri perché la discussione comincia ad essere più consapevole”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, intervenendo a Radio Anch’io su radio 1 Rai.

Dunque. Alla luce di questo, l’Esecutivo comunitario deciderà in queste ore, e sarà la prima volta in assoluto, di farsi carico dell’emissione di titoli comuni (bond) sui mercati finanziari per prestarli, con interessi bassissimi e a lungo termine, agli Stati membri che ne hanno bisogno, per finanziare (con 100 miliardi di euro) i meccanismi di sostegno al lavoro come la Cassa integrazione italiana. Ma altre iniziative simili “bond comuni europei per degli obiettivi comuni” seguiranno probabilmente per finanziare altre misure volte a sostenere la ripresa economica dopo la crisi provocata dall’attuale pandemia del Covid-19.

Lo ha spiegato, parlando stamattina Radio Anch’io su Radio uno Rai, il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Paolo Gentiloni, entrando nei dettagli del programma comunitario “Sure”, annunciato ieri dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. E prefigurando un meccanismo simile anche per il fondo comune che proporrà oggi il ministro francese dell’Economia Bruno Lemaire.

E’ la fine di un vero e proprio tabù, ma con una puntualizzazione importante: se potranno essere definiti come “eurobond”, questi titoli di emissione comune non configurano affatto una “mutualizzazione del debito” pregresso degli Stati membri; si tratta, invece, di uno strumento per finanziare in comune, con garanzie comuni e bassi tassi d’interesse uguali per tutti, le misure messe in campo oggi e in futuro dagli Stati membri per obiettivi definiti in comune. In altri termini, si tratterà di eurobond delimitati in modo preciso nel campo di applicazione e nel tempo.

Finora, è stata proprio la paura della “mutualizzazione del debito” che ha determinato il rifiuto di principio da parte degli Stati membri finanziariamente più forti, in particolare Germania e Olanda, di prendere in considerazione gli gli eurobond, chiudendo ogni discussione su questo prima ancora che cominciasse.

Gentiloni ha chiarito questo punto: il programma “Sure”, ha detto, “è il passaggio, primo, simbolico, forse storico, alla messa in comune dell’impegno attuale e futuro. Io penso che questa distinzione (rispetto alla mutualizzazione del debito, ndr) non sia una distinzione soltanto, diciamo così, per avere un po’ di benevolenza da parte dei paesi riluttanti. È una distinzione importante: noi qui stiamo parlando di mettere insieme le forze economiche tra Paesi che hanno livelli di debito e di accesso ai mercati diversi, per una situazione di emergenza”.

“E questi ‘Sure Bond’, i Bond che verranno emessi per finanziare questi strumenti tipo cassa integrazione – ha aggiunto Gentiloni -, sono il primo esempio. Penso che ce ne saranno altri, discussione comincia ad essere, diciamo, più consapevole”.

In una lettera pubblicata oggi da Repubblica, anche la presidente von der Leyen ha spiegato in che cosa consisterà il programma “Sure”: “Esistono già strumenti a livello nazionale per aiutare i lavoratori e le aziende in tempi di crisi, ma la situazione attuale sta mettendo a dura prova le finanze dei paesi europei. L’Europa vuole dare una mano, stanziando nuove risorse per finanziare la cassa integrazione. L’Unione stanzierà fino a cento miliardi di euro in favore dei Paesi colpiti più duramente, a partire dall’Italia, per compensare la riduzione degli stipendi di chi lavora con un orario ridotto”.

“Questo sarà possibile – ha sottolineato von der Leyen – grazie a prestiti garantiti da tutti gli Stati membri, dimostrando così vera solidarietà europea. Tutti i Paesi membri contribuiranno a rendere possibile questo nuovo strumento”.

Gentiloni ha rilevato che si tratta di “una novità molto importante sia nel merito sia per quello che rappresenta. Nel merito è un fondo di 100 miliardi che verrà approvato formalmente oggi dalla Commissione Europea. I 100 miliardi servono a sostenere schemi tipo quello che abbiamo in Italia della Cassa Integrazione o Cassa Integrazione in deroga. Ci sono meccanismi simili in quasi tutti i paesi europei anche se hanno nomi diversi. In sostanza – ha continuato il commissario parlando a Radio Anch’io – è il sostegno alla possibilità che in momenti di crisi o addirittura di chiusura delle attività produttive, i lavoratori di grandi, piccole medie imprese restino legati alle loro imprese con il sostegno dello Stato. E l’Europa viene in soccorso a questi meccanismi tipo cassa integrazione, con questo fondo di 100 miliardi”.

“Perché è importante anche in generale? Perché naturalmente è la prima risposta comune. C’è la necessità che, oltre a quella della BCE, ci sia una risposta comune dei paesi europei sul piano delle politiche di bilancio, e questo è il primo esempio concreto; e comincio a essere ottimista – ha affermato Gentiloni – che altri ne seguiranno”.

Il commissario è quindi entrato un po’ più nei dettagli: “Qui è la Commissione europea che va sui mercati ed emette bond.

La Commissione ha la tripla A, ovvero la possibilità di ottenere, sul mercato dei titoli, dei bond con interessi bassissimi, e presta questi quattrini con scadenze di lungo termine ai diversi paesi. I paesi che lo utilizzeranno di più saranno i paesi con alto debito, ovviamente, perché hanno molta più difficoltà ad avere fondi”.

C’è sempre l’altra ipotesi in discussione, quella di utilizzare le linee di credito del Mes, il Fondo salva Stati dell’Eurozona, che ieri il primo ministro italiano Giuseppe Conte ha detto di poter accettare solo se cambiasse natura, ovvero se fosse attivato senza condizionalità.

“Il Mes – ha ricordato Gentiloni – nasce in un’altra crisi.

Una crisi finanziaria nella quale ci sono alcuni Stati da salvare sul piano finanziario. Vengono salvati la Grecia, il Portogallo e altri, con delle condizionalità pesantissime, con dei programmi di rientro molto pesanti. Questo strumento, così concepito, con queste condizionalità – ha sottolineato il commissario -, non è adatto alla crisi attuale. Il che non vuol dire, e ha ragione il presidente Conte, che con diverse regole non si possa usare anche questo”.

“Ma – ha osservato il commissario – non ci fossilizziamo soltanto su questa questione, come purtroppo è successo ai ministri dell’economia 10 giorni fa e poi al Consiglio europeo, con l’effetto di una paralisi. Perché il concetto è: Abbiamo degli obiettivi comuni, li dobbiamo finanziare in comune. Lo abbiamo fatto come Commissione europea sulla disoccupazione; lo possiamo fare, a breve, col sostegno alla liquidità delle imprese attraverso la Banca europea degli investimenti; anche questo strumento comune, con quattrini comuni. Lo dobbiamo fare, a mio parere, anche per quella che sarà la rinascita: c’è la proposta francese di creare un fondo comune, di nuovo bond, per i quattrini che serviranno per il momento in cui saremo usciti dall’emergenza”.

“Bond quindi non è una parolaccia: stiamo tutti parlando di bond comuni europei per degli obiettivi comuni”, ha concluso Gentiloni.





Coronavirus, i contagi nel mondo vicini al milione. Oltre 47mila le vittime

 

I contagi da nuovo coronavirus nel mondo sfiorano il milione, secondo l’ultimo bilancio sulla pandemia della Johns Hopkins University. In particolare, alle 6.40 di questa mattina, le persone contagiate sono in totale 937.567, mentre le vittime ammontano a 47.256. Le persone guarite sono invece 194.311.

I Paesi più colpiti sono, nell’ordine, Stati Uniti, Italia, Spagna, Cina, Germania, Francia, Iran, Regno Unito, Svizzera, Turchia e Belgio. Drammatica la situazione negli Stati Uniti, dove in pochi giorni si è registrato un record di decessi. Oltre 5mila persone sono morte. Questo il dato riportato dalle statistiche della Johns Hopkins University. Il numero dei decessi è salito infatti a 5.119 mentre i casi di contagio accertati nel Paese sono 216.515.

 





Gli infettati? In Italia sarebbero 5 milioni. Indagine Doxa

Potrebbero essere "almeno 5 milioni", di cui "di cui 1 milione nella sola Lombardia", gli italiani infettati dal Coronavirus. E’ quanto emerge dai risultati di un’indagine Doxa coordinata dal gruppo dell’epidemiologo Carlo La Vecchia dell’università Statale di Milano, condotta sul territorio nazionale fra il 27 e il 30 marzo su sintomi correlati a Covid-19. Secondo i dati ufficiali, a fine marzo si registravano 105.792 casi e 12.442 decessi su scala nazionale, e 43.208 casi e 7.199 decessi in Lombardia, ricordano gli scienziati. Le cifre reali "sono tuttavia incerte: i casi registrati in Italia includono essenzialmente i ricoveri ospedalieri, più un ristretto numero di soggetti positivi a tamponi Pcr eseguiti in modo non sistematico", fanno notare gli esperti. Per stimare il numero di casi possibili, il team guidato da La Vecchia e dalla ricercatrice Eva Negri ha inserito una serie di domande sui sintomi correlati a Covid-19 (come febbre, mal di testa, raffreddore, tosse, disturbi gastrointestinali) nel sondaggio condotto settimanalmente da Doxa. L’indagine si basa su un campione di 1.000 individui, rappresentativi della popolazione generale italiana tra 18 e 85 anni in termini di sesso, età, area geografica e condizioni socio-economiche. Di questi, 169 erano residenti in Lombardia. E’ emerso che nelle ultime 3 settimane in Italia il 14,4% dei soggetti ha riportato sintomi di tipo Covid-19, e l’1,5% febbre superiore a 38,5 gradi. In Lombardia le percentuali si attestano rispettivamente al 18,3% e al 3%. Sia in Italia che in Lombardia la percentuale di soggetti che hanno riferito sintomi di tipo Covid è più alta fra le donne, i giovani, i fumatori e le persone con un’istruzione superiore.





Sviluppati gli anticorpi contro Covid con le trasfusioni dei guariti

Alcuni malati hanno già ricevuto il plasma di pazienti guariti dal Coronavirus che quindi hanno sviluppato gli anticorpi: è così entrata nel vivo al Policlinico di Pavia la sperimentazione della plasmaterapia, Il protocollo è stato predisposto dal servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con altre strutture come l’Ats di Mantova. I primi due a donare sono stati i medici di Pieve Porto Morone (Pavia), marito e moglie, primi casi di contagio da Covid-19 in provincia di Pavia.





Industria in ginocchio, produzione a -16,6%

 

Con un impatto "devastante", l’emergenza Covid-19 "affonda la produzione in marzo (-16,6%) e nel primo trimestre (-5,4%)". E "le prospettive sono in forte peggioramento", rileva il centro studi di Confindustria nell’indagine rapida mensile sulla produzione industriale. La flessione nel trimestre è la maggiore registrata "da undici anni".
"In Italia la caduta dell’attività stimata per marzo (-16,6%), se confermata dall’Istat, rappresenterebbe il più ampio calo mensile da quando sono disponibili le serie storiche di produzione industriale (1960) e porterebbe i livelli su quelli di marzo 1978". 
"La produzione industriale nel primo trimestre 2020 è attesa diminuire del 5,4%, il calo maggiore da undici anni" indica il CSC che "rileva una diminuzione della produzione industriale del 16,6% in marzo su febbraio, quando è arretrata del 2,6% su gennaio 20191". Quello di marzo, se confermato dall’Istat, è "il più ampio calo mensile da quando sono disponibili le serie storiche di produzione industriale (1960) e porterebbe i livelli su quelli di marzo 1978". Mentre "l’arretramento stimato nel primo trimestre 2020 sarebbe il più forte dal primo trimestre del 2009, quando l’attività era scesa dell’11,1% congiunturale, nel pieno della grande crisi finanziaria internazionale indotta dallo scoppio della bolla dei mutui subprime in Usa. Oggi il Csc registra un "sull’economia reale un impatto drammatico, non solo in Italia", dell’emergenza coronavirus. "E’ stata decisa la chiusura del 57% delle attività industriali a partire dal 23 marzo (48% della produzione); il restante 43% di imprese ha continuato a lavorare a un ritmo molto ridotto, con poche eccezioni (alimentari e farmaceutico)". Le prospettive per i prossimi mesi sono "più negative di quanto osservato nel primo trimestre: la variazione acquisita nel secondo è di -12,5% e la caduta dell’attività potrebbe raggiungere almeno il 15%. 





Coronavirus, le neo mamme sono protette. Maria Giovanna Salerno (San Camillo): “Gravidanze sicure con percorso rosa”

Diventare mamma in sicurezza ai tempi del Covid e’ possibile. Parola di Maria Giovanna Salerno, primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Camillo di Roma che, in un colloquio Skype con l’agenzia Dire, ha raccontato quali sono le misure prese dalla struttura per proteggere le nascite e perche’ e’ importante evitare di restare a casa "sottovalutando sintomi che possono essere peggiorativi nella gravidanza".

Da quando e’ iniziata l’emergenza, il San Camillo ha istituito un ’Percorso Rosa’ per garantire alle neo mamme una via di accesso completamente differenziata da quella percorsa dai pazienti Covid. "L’ingresso e’ in via Ramazzini, dove una segnaletica rosa segnala il padiglione della Maternita’, che e’ poco distante - ha spiegato Salerno - Le pazienti che devono effettuare prestazioni ambulatoriali possono farle in sicurezza perche’ sono separate da quelle di Pronto soccorso. Le pazienti che invece arrivano al Pronto soccorso hanno accesso attraverso un pre-triage dove viene chiesto loro di non avere febbre e di non essere entrate in contatto con il virus. Quindi viene fornita loro una mascherina ed entrano nel triage dove i medici decidono se ricoverarle o farle tornare a casa. Il travaglio e il parto

avvengono in stanze singole, dove e’ consentita la presenza del papa’. Anche la degenza e’ in stanze singole, e l’ingresso nel reparto e’ consentito a una sola persona per turno di visita". Finora "c’e’ stato solo un caso sospetto di coronavirus - ha raccontato ancora Salerno- ma la mamma in questione ha effettuato il tampone che si e’ poi rivelato negativo". Nelle donne la paura di essere contagiate e’ forte. "Purtroppo l’ospedale viene visto come possibilita’ di contagio - ha sottolineato Salerno - ma il nostro e’ un ospedale ’No-Covid’ e mi sento di rassicurare tutte le neo mamme in questo senso. Qui vengono usate tutte le precauzioni possibili". Nell’ultimo mese c’e’ stato un calo di accessi? "Si’, prevalentemente nei reparti di patologia ostetrica. Inoltre abbiamo avuto tante donne arrivate con travaglio gia’ avanzato, cosa che evidenzia come si aspetti fino all’ultimo prima di venire in ospedale. Mi sento quindi di fare un appello: le pazienti devono essere curate, stare a casa sottovalutando un sintomo puo’ essere un fatto peggiorativo nella gravidanza - ha concluso Salerno - Al San Camillo siamo attrezzati per poter seguire tutte le donne nella maniera piu’ sicura possibile".





Oltre 83mila i malati, 115mila i contagiati, 1431 i nuovi casi e 727 le vittime delle ultime 24 ore

 

Sono complessivamente 83.049 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 2.477. Ieri l’incremento era stato di 2.937. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - è di 115.242.   Sono 18.278 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.431 in più di ieri.   Ieri l’aumento dei guariti era stato di 1.118. Sono 13.915 i morti dopo aver contratto il coronavirus, con un aumento rispetto a ieri di 760. Mercoledì l’aumento era stato di 727. Si riduce l’aumento dei ricoveri dei malati con sintomi per Coronavirus negli ospedali: l’aumento rispetto a ieri è di 137 mentre in precedenza era stato di 211. Il 61% del totale dei contagiati è in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, numero cresciuto anche percentualmente, e si riduce il numero degli ospedalizzati". Ieri la percentuale si attestava al 60%.