Metro C, Calabrese (Città Metropolitana): "L’opera andrà avanti"

“Ancora una volta si vogliono gettare ombre sul nostro operato. La prosecuzione della metro C non è a rischio, le ‘talpe’ che scaveranno fino a piazza Venezia non rimarranno ferme, come ipotizzato da notizie stampa pubblicate questa mattina. L’amministrazione capitolina ha fatto tutto il possibile per accelerare l’iter, non è rimasta inerte, ma ci sono dei passaggi amministrativi da dover rispettare per poter procedere con le varie fasi dei lavori”. Lo dichiara l’assessore alla Città in Movimento di Roma, Pietro Calabrese. 

“Gli atti propedeutici – prosegue Calabrese – alla ripartenza delle TBM (tunnel boring machine, le cosiddette ‘talpe’), e la costruzione delle gallerie approderanno presto in Assemblea Capitolina. E’ l’iter che era stato preventivato per il proseguimento delle gallerie, grazie alla ferma volontà politica della nostra maggioranza di governo. Tutti i passaggi devono esser rispettati. La nostra Delibera è stata firmata il 6 marzo, non appena ricevuta convalida da parte della Corte dei Conti. La pubblicazione del finanziamento CIPE in Gazzetta Ufficiale è avvenuto il 12 marzo. Da quel momento è partito il lavoro di verifica da parte degli Uffici di competenza, a cui seguirà il passaggio in Giunta Capitolina e infine l’ok dell’Aula. Sono tempistiche necessarie a ottenere tutti i pareri di congruità, in un procedimento amministrativo che abbiamo sempre specificato essere molto delicato. E le opposizioni lo sanno, perché sono loro ad averlo predisposto. In piena emergenza Covid-19, gli Uffici stanno lavorando su più fronti con indirizzi politici ben precisi. In questi giorni difficili, non c’è spazio per inutili allarmismi”.





Scossa di terremoto tra Tivoli e i Castelli Romani

 

Una scossa di terremoto è stata registrata dai sismografi dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) nella zona del Comune di Marcellina, centro di circa settemila abitanti a 40 chilometri da Roma. Il sisma è stato avvertito anche nei quartieri nord-est della capitale e da Tivoli ai Castelli. La profondità della scossa è stimata di 16 km sotto il livello del suolo, la magnitudo locale è di 3.0 gradi della scala Richter.

 





Area del cratere sismico laziale, in arrivo 10 mln di euro per la ricostruzione

“A seguito della nuova ordinanza che abbiamo approvato nella giornata di ieri nella cabina di coordinamento del sisma presieduta dal Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, nella nostra Regione potranno essere liquidate da oggi le spettanze a tutte le imprese che lavorano nei cantieri dell’area del cratere laziale”. Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Politiche della ricostruzione della Regione Lazio. “L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Lazio – spiega – ha stimato possibili pagamenti per complessivi 10 milioni di euro. Questi saranno versati alle imprese dei 195 cantieri in corso di edilizia privata come riconoscimento dei lavori già realizzati e che sono stati sospesi a causa dell’emergenza sanitaria. Prima del blocco forzato dei cantieri, invece, erano state liquidate le spettanze alle imprese per oltre 250 cantieri già ultimati”. Per l’assessore “l’ordinanza deliberata è molto importante perché permette una preziosa iniezione di liquidità, che andrà a beneficio non solo delle aziende ma di tutti i lavoratori e delle loro famiglie. Quello che dobbiamo scongiurare è che l’interruzione delle attività inneschi la miccia della crisi sociale. Per questo, come Regione Lazio, sono tanti gli interventi che abbiamo programmato per sostenere le persone e l’economia”.





Annichiarico (San Giovanni) : “Nel Lazio la gestione contro Covid sta funzionando”. Non disperdere apprendimento servizi digitali

Annichiarico (San Giovanni) : “Nel Lazio la gestione sta funzionando”. Non disperdere apprendimento servizi digitali

 

 "Restando prudente sul futuro, posso dire che la Regione Lazio si e’ mossa con grande anticipo nell’affrontare l’emergenza. Tra febbraio e marzo abbiamo attraversato tre fasi di organizzazione e i risultati ci dicono che fino ad oggi siamo stati in grado di gestire e di dare una risposta anche di qualita’ ai pazienti del nostro territorio". Lo ha detto il direttore generale dell’ospedale San Giovanni di Roma, Massimo Annichiarico, in un colloquio Skype con l’agenzia Dire.

Oltre ad accogliere e gestire i pazienti sospetti o positivi al Covid-19, il San Giovanni sta svolgendo un ruolo di supporto ai Covid Hospital. "Proprio in virtu’ della riconversione di altre strutture, noi abbiamo potenziato le attivita’ legate al politrauma e ad altre patologie rilevanti come l’infarto miocardico acuto e l’ictus - ha spiegato Annichiarico - Inoltre il 7 aprile aprira’ il laboratorio per i test, che sara’ rivolto a dare risposte a chi si occupa e gestisce pazienti Covid, ma sara’ sicuramente utile anche per la sorveglianza dei nostri operatori".

Il Dea dell’ospedale San Giovanni ha subito una vera e propria riorganizzazione. "Abbiamo allestito due spazi all’interno della struttura che sono dedicati alla gestione dei pazienti positivi o sospetti Covid - ha continuato Annichiarico - Questo adeguamento e’ stato strutturale, logistico, operativo e anche di protocolli di assistenza e ci ha consentito finora di rispondere in piena sicurzza alle esigenze dei pazienti e degli operatori. Poi abbiamo dovuto riconfigurare il resto del sistema di offerta, creando spazi piu’ adeguati per accogliere i pazienti con le patologie ’tempo dipendenti’, riducendo come hanno fatto anche gli altri ospedali le attivita’ elettive e aprendo 40 posti letto di attivita’ pneumologica di pazienti no Covid, per garantire che gli ospedali Covid potessero trasferire a noi i pazienti liberando i loro spazi".

Anche al San Giovanni, come negli altri ospedali di Roma, si e’ registrato un calo negli accessi al Pronto soccorso, segno della paura del contagio ma anche dell’inappropriatezza di certe prestazioni. Intanto e’ stata creata l’app ’Lazio doctor Covid’ che consente ai medici di seguire i propri pazienti. È questa la strada da seguire per il dopo emergenza? "Credo che questa condizione, nella sua drammaticita’ e tragicita’, ci abbia insegnato tante cose e stia contribuendo ad accelerare i processi di apprendimento, tra cui rientrano i supporti digitali. L’app della Regione Lazio in questo senso rappresenta un esempio di avanguardia - ha concluso Annichiarico - Attraverso l’apprendimento quotidiano stiamo scoprendo come utilizzarli in modo diverso. E’ davvero una straordinaria esperienza, non li dobbiamo perdere quando questa situazione sara’ passata".





Un Canale web dedicato all’emergenza Covid dall’Associazione dei Fisioterapisti (Aifi)

 

L’attuale periodo di emergenza sta rivoluzionando le giornate, il modo di comunicare, di formarsi, di condividere esperienze di tutti, e tra gli altri anche dei professionisti della salute. Per rispondere in modo nuovo ed efficace alle necessità di confronto professionale e di aggiornamento sulle quotidianità ed emergenze, l’Associazione Italiana Fisioterapisti-AIFI lancia oggi alle ore 13.00 l’AIFI Channel un appuntamento di web-television disponibile in diretta streaming sul sito web dell’Associazione (aifi.net).  

Il progetto AIFI CHANNEL si configura come un autentico web-palinsesto settimanale di news, interventi, interviste ed esperienze condivise. “E’ un progetto che abbiamo ideato e realizzato proprio per rendere questo periodo emergenziale ricco di opportunità per chi opera come fisioterapista”, specifica il coordinatore del progetto, Andrea Piazze, presidente del GIS Fisioterapia Sportiva in seno ad AIFI, “Crediamo che in questa modalità digitale e interattiva riusciremo a portare la nostra Associazione oltre i confini dell’attuale emergenza e clausura forzata. Sappiamo che quello che viene realizzato a partire da oggi come prodotto web permette di portare su vasta scala le esperienze, le notizie e le problematiche che la nostra professione sta vivendo, lanciandoci così nella sperimentazione di uno spazio video-digitale che giunge al cuore della quotidianità di tutti i nostri associati”.

Per avviare l’AIFI-CHANNEL l’Associazione ha creato un vero gruppo di lavoro professionale all’interno del quale vengono identificati i temi e gli interlocutori che settimanalmente vengono coinvolti nella programmazione video, con un forte supporto dei canali social dell’Associazione. Tutto il programma complessivo del canale sarà presentato durante la prima trasmissione odierna condotta alle ore 13.00 da Andrea Piazze insieme a Damiano Guidi e Filippo Oliva (anche loro professionisti del GIS Sport-AIFI). All’interno di questo primo appuntamento sarà soprattutto presentato il Corso FAD incentrato al ruolo del fisioterapista nella gestione dei pazienti COVID-19, ovviamente uno dei percorsi di training maggiormente richiesti dai fisioterapisti italiani.  Il Palinsesto complessivo dell’AIFI-CHANNEL è poi formato da format specifici: FLASHNEWSFT (ogni lunedì ore 13,00), con 10 minuti di programma in cui vengono presentati i programmi della settimana, le notizie dal mondo dei fisioterapisti, i consigli di tipo formativo; al martedì è previsto l’appuntamento con VIPRESENTOLAMIATESI (ore 17.00) in cui uno studente del Corso di Laurea ed uno studente del Master presentano il loro percorso di studi e illustrano temi e obiettivi della tesi universitaria. Le giornate di mercoledì e giovedì (sempre alle ore 17.00) sono scandite dagli appuntamenti con le interviste di OLTREICONFINIFT e con l’approfondimento del FOCUS. La settimana dell’AIFI CHANNEL termina sempre con la Tavola Rotonda serale del venerdì, denominata “Resto a casa con AIFI” (ore 21,00), appuntamento fisso con la moderazione del vicepresidente AIFI, Simone Cecchetto, che dialogherà con alcuni ospiti e relatori, affrontando topic specifici scientifici. La prima puntata di "Resto a Casa con AIFI" vedrà questa sera la partecipazione di Marta Lazzeri, presidente dell’Associazione Riabilitatori dell’insufficienza Respiratoria (ARIR) e con lei si approfondiranno alcune delle tematiche più delicate del periodo attuale di emergenza: come il COVID modifica il sistema respiratorio? Qual’è il ruolo della Fisioterapia Respiratoria nel paziente critico ed acuto? Quali possibili esiti del COVID e cosa monitorare e gestire nel percorso post acuto del paziente? "Nell’insieme", conclude Andrea Piazze, "esordisce oggi un progetto multimediale destinato ad essere di riferimento per un ambito professionale che ha saputo prima e più velocemente di tanti altri dotarsi di una piattaforma di comunicazione di contenuti ed esperienze. Siamo convinti come AIFI che in questo modo saremo in grado di continuare a far squadra anche in un periodo che ci priva di quel naturale interscambio personale che da sempre è uno dei maggiori punti di forza del mondo dei fisioterapisti"





Raggi: "I buoni spesa arriveranno anche sul cellulare"

“I buoni spesa arriveranno attraverso dei ticket cartacei e stiamo attivando una convenzione per poterli avere direttamente sul cellulare, una sorta di app. In questo modo la consegna dei buoni e’ immediata, basta scaricare l’app. Una modalità che dovrebbe essere attiva nelle prossime ore”. Lo ha annunciato la sindaca di Roma Virginia Raggi intervenendo in collegamento televisivo a Pomeriggio 5 con Barbara D’Urso. “In una città grande come dieci città italiane abbiamo necessità di essere molto veloci”, ha aggiunto.




Buoni spesa, lista Faq sul sito di Roma Capitale

Per supportare i cittadini nella richiesta del Buono Spesa, è da oggi a disposizione sul sito di Roma Capitale una lista di Faq. Queste – si aggiunge – mirano a chiarire i dubbi e le domande più frequenti ricevute in queste ore da parte delle famiglie in merito alla compilazione della domanda, all’invio della mail al Municipio, alla ricezione dei Buoni Spesa. 

Tra le questioni maggiormente poste, quella della compilazione della richiesta: le domande potranno anche essere copiate integralmente a penna su un foglio, firmate e fotografate con il proprio cellulare. Chi non è in possesso di strumenti tecnologici o capacità informatiche, può rivolgersi alle edicole convenzionate, la cui lista sarà a breve disponibile sul sito di Roma Capitale, o anche a parrocchie e ad associazioni del Terzo Settore e del Volontariato cittadino che si sono rese disponibili a supportare le pratiche. 

In merito ai problemi tecnici riscontrati con le mail di alcuni Municipi, si chiarisce che ieri sono stati risolti e che, sul sito di Roma Capitale, si trova la lista aggiornata di tutti gli indirizzi mail a cui fare riferimento per l’invio delle domande. Chi ha visto tornare indietro la propria mail, quindi, dovrà effettuare un nuovo invio all’indirizzo aggiornato. Chi, invece, è già riuscito ad inviare correttamente la domanda, non dovrà fare alcun altro invio. 

Un’ulteriore questione sulla quale sono state fatte circolare informazioni non esatte e che il Campidoglio torna a chiarire è che, per ricevere il Buono Spesa, non si dovrà aspettare il 16 aprile. Le consegne, infatti, avverranno a mano a mano che i Municipi lavoreranno le domande: non appena i Buoni Spesa saranno consegnati all’Amministrazione, inizierà la distribuzione ai cittadini. La lista completa delle Faq, in costante aggiornamento, si trova qui: https://www.comune.roma.it/web/it/bando-concorso.page?contentId=BEC560368





Bufale sul web sull’isolamento del Presidente Zingaretti, la denuncia

“A quanti è già arrivata via WhatsApp o sui social una bufala sul mio conto? In pochi giorni questi “bufalari” sono stati capaci di dire che: non ho mai contratto il coronavirus, poi invece che l’ho preso ma mi sono curato in clinica privata. E altre sciocchezze ancora”. Così il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd Nicola Zingaretti, spiega su Facebook che “non si tratta solo di fake news gravissime, ma di una vera e propria campagna denigratoria e di disinformazione che mira a creare notizie false per poi diffonderle ovunque. Chi non ha argomenti diffonde odio e falsità. Noi non useremo mai questo metodo, ma non possiamo far finta di niente” scrive. 

“Queste campagne di odio e di violenza sono ancora più gravi perché avvengono in uno dei periodi più drammatici della nostra storia dal dopoguerra. Oggi riguarda me, ma questo fenomeno potrebbe coinvolgere chiunque e va arginato perché, mai come in questo momento, noi abbiamo bisogno di unità, coesione, impegno alla diffusione di informazioni utili” sottolinea. Di qui l’affondo: “Ecco perché denunceremo questi episodi e sporgeremo querela nei confronti di chi usa la disinformazione per fomentare rabbia e odio attraverso insulti e minacce. Tutti i risarcimenti saranno devoluti alla Protezione Civile e alla ricerca pubblica in sanità. Non saranno le fake news a distogliere la nostra attenzione dal Paese, dai bisogni e dai problemi delle persone”.





Covid, giornalisti a rischio. Le richieste di Stampa Romana

 

Stampa Romana ha chiesto formalmente ai vertici della Regione Lazio, dal Presidente Zingaretti all’assessore alla Sanità D’amato, di estendere i tamponi o misure simili di accertamento covid anche a tutti i giornalisti e le giornaliste che lavorano sul nostro territorio. 

In una situazione di perdurante emergenza sanitaria il sindacato sente la necessità di riproporre a chi ne ha le competenze il tema della salute dei lavoratori. I colleghi, come tutti coloro che stanno servendo il paese perché titolari di interesse pubblico, dai medici e gli infermieri a chi fa parte della catena della distribuzione alimentare, hanno bisogno di lavorare nelle migliori condizioni sanitarie possibili. 

Nel comunicato della Segreteria Associazione Stampa Romana si spiega che l’estensione di una profilassi adeguata rappresenta la strada migliore per lavorare con efficacia al servizio dei cittadini e per contenere la diffusione del virus.





Coronavirus, test in strada alla Asl Rm1

È partito il test Covid-19 in modalità drive-in del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) della ASL Roma 1. L’operazione si svolge all’aperto nel Comprensorio di Santa Maria della Pietà in assoluta sicurezza. I cittadini – spiega la Asl – restano nella propria auto mentre il personale infermieristico effettua il tampone faringeo indossando gli idonei dispositivi di protezione. Non si tratta di un test somministrato su base volontaria o a richiesta. Sono gli stessi operatori del SISP a valutare ed invitare le persone in sorveglianza sanitaria con sintomi tipici e quelle segnalate dai Medici di Medicina Generale e in grado di effettuare lo spostamento dal proprio domicilio. “La metodologia consente – ha dichiarato il Direttore Generale della ASL Roma 1 Angelo Tanese – di rendere più efficiente il servizio, velocizzare le operazioni e sottoporsi al test rimanendo comodamente seduti all’interno della propria autovettura”.





La Diocesi di Roma pensa agli ospedali e versa 78mila euro

 

Lo scorso 11 marzo la diocesi di Roma ha vissuto, su iniziativa del cardinale vicario Angelo De Donatis – attualmente ricoverato al Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli IRCCS per Covid-19 – una giornata di digiuno e preghiera per chiedere a Dio l’aiuto in questo tempo di pandemia, per la nostra città e per il mondo. In quell’occasione è partita anche una raccolta fondi straordinaria “a sostegno delle strutture sanitarie e degli operatori che lavorano instancabilmente per prendersi cura dei malati di coronavirus”, ricorda il vescovo delegato per la Pastorale sanitaria nella diocesi di Roma, monsignor Paolo Ricciardi. 

“Fin dal primo giorno – sottolinea il presule – sono arrivate molte offerte da parte di parrocchie, comunità religiose, sacerdoti e laici». Al 27 marzo la cifra raccolta è stata di 78.830,95. Di questi, sono stati destinati 40.000 euro all’ospedale Madre Giuseppina Vannini delle Figlie di san Camillo per l’acquisto di due ventilatori polmonari; mentre 25.000 sono stati consegnati all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani per l’acquisto di letti per emergenza Covid-19 in uso presso i reparti. «Ringraziamo tutti per la generosità mostrata in questo momento di emergenza”, sottolinea il vescovo. 

Si può ancora continuare a versare sul conto: iban: IT 25 E 05216 03229 0000 0009 2433; causale: “Offerta EMERGENZA CORONAVIRUS – Centro per la Pastorale sanitaria”. La cifra restante, più quanto sarà ancora raccolto, sarà devoluta a un’altra struttura sanitaria romana in situazione di emergenza.

 





Due sperimentazioni anti virus nel Lazio, l’augurio della Regione

“Sono iniziate da diversi giorni due sperimentazioni, una a Tor Vergata e una in corso allo Spallanzani, che riguardano due cluster, Nerola e Contigliano, entrambi hanno avuto misure di contenimento. Auspico, così ci dicono gli scienziati, di avere entro questa settimana una verifica sull’attendibilità dei test, una validazione che ci possa portare a una estensione ad ampio raggio, anche sull’intera popolazione regionale”. Lo ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, in video-audizione in commissione regionale Sanità in corso. L’assessore ha spiegato l’importanza e la necessità di avere la certezza che “questi test sierologici siano attendibili, per evitare fenomeni di falsi negativi che potrebbero essere molto seri. Abbiamo chiesto anche un intervento a livello nazionale che possa rendere omogenea questa questione dei test sierologici”. D’Amato ha ricordato che erano stati fatti dei testa anche al Gemelli “ma c’era stata una attendibilità non positiva, per l’alto numero di falsi negativi”. 





Contro Covid Regione Lazio punta sui test

 

Il punto sull’emergenza Coronavirus nel Lazio. Lo ha fatto, la commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, convocata in videoconferenza, e ha analizzato quanto sta accadendo sul territorio con l’assessore Alessio D’Amato. In particolare, come ha spiegato il presidente della commissione, Giuseppe Simeone, in apertura, sono state programmate una serie di sedute, “ognuna puntata su un focus specifico”. Aprendo la sua relazione, D’Amato ha aggiornato i consiglieri sulla situazione dei contagiati. “Oggi – ha spiegato – abbiamo registrato 169 nuovi casi, i punti più bassi sono stati Latina e Viterbo, nel corso degli ultimi giorni il trend di crescita è passato dall’8 al 5,2 per cento. Attualmente abbiamo 181 pazienti in terapia intensiva sui 301 posti attualmente a disposizione, che saliranno a 434 nei prossimi giorni. Per quanto riguarda il tema di questa audizione, partiamo dai 1529 pazienti che stiamo curando a domicilio, per i quali stiamo attivando delle specifiche “covid unit”, ce ne saranno 300 in tutta la Regione, per non lasciarli soli. Stiamo consegnando loro i primi 500 kit per la telesorveglianza, attraverso i quali potranno comunicare non solo le rilevazioni della temperatura corporea ma anche l’ossimetria, un dato importante per valutare le condizioni del paziente”. Tema centrale dell’audizione sono stati i tamponi e i test sierologici. “Abbiamo aumentato la qualità dei tamponi che effettuiamo ogni giorno, aumentando i laboratori dedicati, siamo arrivati a 41.715, di cui oltre 8.000 sul personale sanitario. Dobbiamo coprire integralmente tutti gli operatori a rischio. Sul versante dei test sierologici, come è noto, sono state avviate due sperimentazioni dall’Università di Tor Vergata (sul personale sanitario) e dallo Spallanzani (sulla popolazione di Nerola e Contigliano). Stiamo aspettando la validazione scientifica di questo tipo di analisi, che non dà notizie sulla malattia in sé, ma sul fatto che il soggetto sia venuto o meno a contatto con il virus e abbia sviluppato gli anticorpi. Quando avremo la conferma scientifica avvieremo una campagna a tappeto su tutto il Lazio, vogliamo arrivare a coprire tutta la popolazione”. E poi i dispositivi. “Ieri abbiamo ricevuto 2 milioni di mascherine di livello Ffp2, comprate dalla Regione Lazio – ha precisato  D’Amato – Abbiamo notevolmente incrementato la distribuzione di tutti i dispositivi, anche impiegando gli autisti della Regione e chiedendo ai carabinieri dei Nas di effettuare i controlli. Entro questa settimana completeremo la distribuzione dei kit ai medici di famiglia e ai pediatri. L’assessore ha, infine, ricordato l’accordo con alcune strutture alberghiere per ospitare i pazienti non gravi che non possono stare presso il proprio domicilio. 





Dallo Spallanzani buone notizie: 195 casi il trend positivo di conferma

Sono 195 i pazienti Covid positivi, fra loro 22 pazienti hanno bisogno del supporto respiratorio. Lo spiega lo Spallanzani nel bollettino medico giornaliero spiegando che a questa mattina sono 190 i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, mentre continua il trend in aumento del numero delle dimissioni in parallelo ad un minor numero di ricoverati covid 19 positivi. Lo Spallanzani spiega infine che anche oggi va avanti il programma di approfondimento epidemiologico e diagnostico su un campione di popolazione di Contigliano.

 





La crisi da Coronavirus fa accelerare il digitale

La situazione di crisi portata dal coronavirus “sta velocizzando il passaggio al digitale in vari campi e il sistema dei pagamenti costituisce un acceleratore di questo processo, a beneficio del settore finanziario”. Lo ha affermato la vicedirettrice generale della Banca d’Italia, Alessandra Perrazzelli, secondo cui “a crisi finita si sentiranno gli effetti di questo passaggio e tutti avremo più consapevolezza sui vantaggi del digitale”.

Perazzelli è intervenuta a una tavola rotonda in videoconferenza organizzata da “The European House – Ambrosetti” su “Cashless (and digital) society”. Per la vicedirettrice “è importante che già ora i servizi possano puntare sulla qualità e possano contare su pagamenti digitali innovativi. È per questo che servono investimenti in innovazione e integrazione delle piattaforme pubbliche e private”.

Bankitalia “si è organizzata al suo interno per sostenere lo sviluppo finanziario digitale, visti i benefici che questo può portare a famiglie, imprese e pubblica amministrazione. Il dialogo con gli operatori del settore sarà rafforzato per raccogliere le loro necessità in questo ambito”.

“Milano, la piazza finanziaria italiana – ha aggiunto Perrazzelli – potrà rappresentare in questo senso il luogo dell’innovazione finanziaria, anche in chiave internazionale. Daremo il nostro contributo per rafforzare il ruolo di Milano, anche in un’ottica di rilancio visto il prezzo che la città sta pagando in questa emergenza”.





Assunzioni straordinarie di medici e infermieri all’Inail

L’Inail avvia una procedura straordinaria per il reclutamento di 200 medici e 100 infermieri per affrontare l’emergenza coronavirus. La decisione è stata presa dall’Istituto “in qualità di soggetto attuatore degli interventi di protezione civile”, come previsto dal decreto legge Cura Italia. 

Il contingente di 200 medici “è ripartito in sette branche specialistiche: medicina interna, infettivologia, pneumologia (50 posti); chirurgia generale, ortopedia (45); psichiatria (20); medicina legale (38); medicina del lavoro (38); fisiatria (6); igiene, medicina preventiva, medicina del lavoro (3)”. 

Dalle ore 10 dell’8 aprile, “i candidati dovranno compilare e inviare la dichiarazione di disponibilità entro le ore 9.59 del 18 aprile, usando l’applicazione informatica presente sul sito dell’Inail, dopo la registrazione disponibile a partire dalle ore 14 del 3 aprile”. 

Nella dichiarazione “deve essere indicata la regione per la quale si intende dare la propria disponibilità (è ammessa una sola scelta). Le candidature saranno prese in considerazione dalle strutture centrali e regionali Inail in base all’ordine di ricezione assegnato dalla procedura informatica”. 

I rapporti con i medici e gli infermieri “saranno regolati con contratti di collaborazione coordinata e continuativa di durata non superiore a sei mesi, eventualmente prorogabili per il perdurare dello stato di emergenza, ma comunque non oltre il 31 dicembre 2020”. 





Esenzioni al pedaggio da Autostrade per l’Italia per il personale sanitario in servizio per l’emergenza

Al via l’esenzione del pedaggio autostradale per il personale sanitario in servizio per l’emergenza coronavirus. Autostrade per l’Italia (Aspi), d’intesa con il ministero dei trasporti e in coordinamento con l’Aiscat, “ha disposto l’esenzione del pagamento del pedaggio per tutti gli operatori sanitari che hanno necessità di muoversi (anche nel percorso casa-lavoro) per motivi di servizio legati all’emergenza Covid-19. L’esenzione, valida su tutta la rete autostradale gestita da Aspi, entra in vigore oggi e avrà validità fino al termine del periodo di emergenza”.

Sempre da oggi, e fino al termine dell’emergenza, “vengono ampliate le esenzioni già in essere per le ambulanze: aderendo alla richiesta di alcune realtà del settore, Autostrade per l’Italia ha deciso che ogni tipologia di transito di ambulanze collegato all’emergenza coronavirus sarà esente da pedaggio”. Le stesse agevolazioni “saranno applicate anche a tutti i mezzi delle associazioni di volontariato di ambito sanitario che prestano servizio per il coronavirus”.

 





Meno traffico e meno incidenti, il Governo chiederà di ricalibrare i premi assicurativi

Il governo chiederà alle compagnie assicurative di ridurre in futuro i prezzi dell’Rc auto, perchè quest’anno ci sarà un calo degli incidenti stradali collegato al lockdown per l’emergenza coronavirus. Lo ha affermato il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, secondo cui “è chiaro che poi andrà valutata in modo attento la sinistrosità di quest’anno, che sarà certamente inferiore a quella degli anni passati. Ed è chiaro che chiederemo alle assicurazioni uno sforzo per ricalibrare i premi assicurativi”.

“Ciascuno in questa crisi dovrà fare la sua parte – ha sottolineato Patuanelli intervenendo a ‘Sono le venti’ sul Nove – lo Stato lo sta facendo, lo stanno facendo gli imprenditori, i lavoratori, le persone che stanno a casa rispettando le indicazioni del governo. Anche le assicurazioni dovranno farlo e hanno già dato in parte un piccolo contributo, perchè nell’ultimo decreto abbiamo deciso di ampliare a 30 giorni la copertura assicurativa dopo la scadenza della polizza”.

 





Catalfo (Lavoro): "Ci saranno risorse per tutti"

 

Per chiedere all’Inps le indennità e le altre forme di sostegno per l’emergenza coronavirus “ci sono state delle difficoltà” ma “le risorse che abbiamo stanziato sono sufficienti per tutti: per chi deve prendere la cassa integrazione, per i lavoratori autonomi, per i professionisti”. Lo afferma la ministra del lavoro Nunzia Catalfo, sottolineando che “il nostro obiettivo è sempre stato di garantire che tutti coloro che ne hanno diritto ricevano al più presto gli aiuti previsti dal decreto Cura Italia”. 

“In questi due giorni – spiega la ministra su facebook – all’Inps sono arrivati in totale due milioni di domande, che coinvolgono quasi 4,5 milioni di lavoratori. Nello specifico, 1,6 milioni sono quelle per l’indennità da 600 euro mentre per la Cig ordinaria ne sono pervenute 86mila per oltre 1,6 milioni di beneficiari. Inoltre, ci sono anche le 54mila domande per l’assegno ordinario per quasi 932mila persone e, infine, le 181.683 per il congedo parentale e le 14.047 per il bonus babysitter”. 

“Posso assicurarvi – aggiunge Catalfo – che stiamo lavorando senza sosta per onorare gli impegni che abbiamo preso con voi”.

 




Record di accessi e di domande on line per Cig e Bonus sul portale di Inps

 

Sono 1,66 milioni le richieste di indennità di 600 euro arrivate entro le 16 all’Inps dai lavoratori autonomi. Lo afferma l’Inps in un comunicato spiegando che nel complesso sono arrivate 1.996.670 domande per 4.448.630 beneficiari, comprese le domande di cassa integrazione, assegno ordinario, congedo parentale e bonus baby sitter. "Non c’è un ordine cronologico per l’accettazione delle domande di indennità per i lavoratori autonomi".Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in una intervista a Skytg24 sottolineando che tutti gli aventi diritto al bonus di 600 euro lo avranno. "C’è un limite di spesa previsto dalla legge ma - ha assicurato - laddove dovessero esaurirsi i fondi il Governo ha garantito che saranno rifinanziati".
Sono quasi due milioni (1.996.670), per circa 4,44 milioni di lavoratori, le domande arrivate all’Inps per le misure del decreto Cura Italia sull’emergenza Covid. Lo si legge sempre nella nota diffusa dall’Inps. Come già scritto sopra, sono 1,66 milioni le richieste di indennità di 600 euro dai lavoratori autonomi mentre per la cassa integrazione ordinaria sono arrivate 86.140 domande per 1.661.200 beneficiari (1.337.700 pagamenti a conguaglio e 323.500 pagamenti diretti). Sono arrivate inoltre 54.000 domande di assegno ordinario per 931.700 beneficiari, 181.683 di congedo parentale e 14.047 di bonus baby sitting.





Il Premier Conte alla von der Leyen: “Serve più coraggio, ambizione e unità”

 

"È il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio. Di fronte a una tempesta come il Covid-19 che riguarda tutti, non serve un salvagente per l’Italia: serve una scialuppa di salvataggio solida, europea, che conduca i nostri Paesi uniti al riparo". Lo scrive il premier Giuseppe Conte in una lettera su Repubblica in risposta alla missiva della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, pubblicata sullo stesso quotidiano. Dopo l’ultimo Consiglio europeo, "alcune anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare non sembrano affatto all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato. Si continua a insistere nel ricorso a strumenti come il Mes che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire", evidenzia Conte, che rilancia la proposta di un European Recovery and Reinvestment Plan, necessario anche per "non perdere la sfida della competizione globale". 

"Si tratta di un progetto coraggioso e ambizioso che richiede un supporto finanziario condiviso e, pertanto, ha bisogno di strumenti innovativi come gli European Recovery Bond: dei titoli di Stato europei che siano utili a finanziare gli sforzi straordinari che l’Europa dovrà mettere in campo per ricostruire il suo tessuto sociale ed economico", spiega Conte, ribadendo che che i titoli "non sono volti a condividere il debito che ognuno dei nostri Paesi ha ereditato dal passato, e nemmeno a far sì che i cittadini di alcuni Paesi abbiano a pagare anche un solo euro per il debito futuro di altri". "Si tratta, piuttosto, di sfruttare a pieno la vera ’potenza di fuoco’ della famiglia europea, di cui tutti noi siamo parte, per dare vita a un grande programma comune e condiviso di sostegno e di rilancio della nostra economia, e per assicurare un futuro degno alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, e a tutti i nostri figli", rileva il presidente del Consiglio. 

"Siamo chiamati a compiere un salto di qualità che ci qualifichi come ’unione’ da un punto di vista politico e sociale, prima ancora che economico", prosegue Conte, secondo cui "deve essere la solidarietà l’inchiostro con cui scrivere questa pagina di storia: la storia di Paesi che stanno contraendo debiti per difendersi da un male di cui non hanno colpa, pur di proteggere le proprie comunità, salvaguardando le vite dei loro membri, soprattutto dei più fragili, e pur di preservare il proprio tessuto economico-sociale".





L’Istat e i numeri della crisi: cala il reddito e cresce la pressione fiscale

 

Nel quarto trimestre del 2019, la pressione fiscale è stata pari al 51,2%, in aumento di 1,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo ha reso noto l’Istat, che ha aggiunto che il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. La flessione del potere d’acquisto è risultata più marcata (-0,4%) come conseguenza della dinamica positiva dei prezzi.

Nel quarto trimestre 2019, infatti, il deflatore implicito dei consumi è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici nel quarto trimestre 2019 è stata pari all’8,2%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. La lieve flessione riflette la sopra citata diminuzione del reddito disponibile a fronte di una stazionarietà della spesa per consumi finali .

Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici nel quarto trimestre del 2019 è stato pari al 5,7%, invariato rispetto al trimestre precedente, per la flessione degli investimenti fissi lordi dello 0,3% e della già segnalata contrazione del reddito lordo disponibile.

“Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici – è il commento dell’Istat – ha subito nel quarto trimestre una diminuzione, dopo la crescita osservata nei primi nove mesi dell’anno. La riduzione del potere d’acquisto è stata più accentuata per la dinamica positiva dell’inflazione. Le famiglie hanno tuttavia mantenuto un livello stabile dei consumi nel quarto trimestre, con una marginale riduzione della propensione al risparmio”.





Il Governo verso un Reddito di emergenza per tre milioni di cittadini

 

"C’è una parte di cittadini che in questo momento non ha alcun sostegno, dovrebbero essere circa 3 milioni. Stiamo valutando la platea e l’impatto. Quindi per tutte queste persone che non hanno altri sostegni al reddito sarà previsto il reddito di emergenza, che le aiuterà in questo periodo anche di crisi economica". Così la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, a Class Cnbc, confermando che il costo della misura, che andrà nel prossimo decreto di aprile, "si aggira intorno ai 3 miliardi" di euro.  Nel decreto di aprile il pacchetto per gli ammortizzatori sociali sarà "intorno ai 15 miliardi": lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, a Class Cnbc. "Il pacchetto di misure per il lavoro peserà svariati miliardi. La cifra, rispetto al decreto precedente, potrebbe essere raddoppiata, se non anche di più, perché si è ampliata la chiusura delle attività. Per cui è chiaro che per tutelare tutti i lavoratori e tutte le imprese stiamo facendo questa previsione di ampliamento e rafforzamento importante degli ammortizzatori sociali", ha sottolineato.





Torna l’incubo in Cina, 4 morti e 31 nuovi contagi a Wuhan

 

Le autorità sanitarie cinesi hanno annunciato quattro vittime e 31 nuovi contagi da coronavirus, dei quali due trasmessi localmente, nell’area di Wuhan, la cittadina dove è partita l’epidemia mondiale nel dicembre scorso. I nuovi casi portano il totale dei contagi in Cina a 81.620 e quello delle vittime a 3.322.





Contagi da Covis, la Spagna sorpassa l’Italia

La Spagna ha registrato altri 932 decessi per coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano a 10.935 il numero complessivo dei morti. Lo ha riferito oggi il ministero della Sanità, precisando che i contagi confermati ad oggi sono 117.710, dopo i nuovi 7.472 casi delle ultime 24 ore.

La Spagna supera così l’Italia per numero di contagi (in Italia sono 115.242) ed è ora la seconda nazione più colpita dopo gli Usa che contano oltre 245mila positivi.





Coronavirus, nuovo boom di contagi e vittime negli Usa, in 24 ore 1.169 decessi. Nuovo teste negativo per Trump

Nuovo record delle vittime di coronavirus negli Stati Uniti. Nelle ultime 24 ore i decessi per Covid-19 sono stati 1.169 portando il totale delle vittime in Usa a circa 6.000, 1.500 delle quali nella sola area di New York. Secondo i dati diffusi dalla John Hopkins University, il numero totale dei contagiati ha raggiunto quota 244.000.  Intanto il presidente americano Donald Trump ha annunciato di essersi sottoposto nuovamente al test per il coronavirus e di essere risultato per la seconda volta negativo al contagio. “Ho fatto il test. Ci sono voluti circa 14 minuti per avere il risultato. L’ho fatto per curiosità, per vedere a che velocità arrivava (il risultato). E’ molto più facile il secondo, più piacevole”, ha detto. Trump si sottoposto al test circa due settimane fa dopo che un consulente del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, con cui si era incontrato, era risultato positivo.

 




Borrelli avverte gli italiani: “Dovremo stare a casa anche l’1 maggio”

Dopo Pasqua e Pasquetta, anche il 1 maggio lo passeremo chiusi in casa? "Credo proprio di sì, non credo che passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa per molte settimane". Sono le parole del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli a ’Radio Anch’io’ su Rai Radio 1 ribadendo la necessità di avere "comportamenti rigorosissimi". Il coronavirus, ha aggiunto, "cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze" per diverso tempo. Il governo "ha garantito alle Regioni le risorse per i dispositivi di protezione individuale e per quelli necessari al superamento dell’emergenza" ha aggiunto Borrelli rispondendo a chi gli chiedeva dell’ennesimo scontro tra Governo e Regioni, in particolare con la Lombardia. "In ordinario la sanità è una competenza che spetta alle regioni e sarebbe stato un guaio se governo e protezione civile avessero preso ogni competenza - ha aggiunto Borrelli - ma nel momento in cui c’è stata l’emergenza è dovuto intervenire il governo". E a chi gli chiedeva se fosse necessario alla fine dell’emergenza rivedere il titolo V della Costituzione per evitare in futuro gli stessi problemi e gli stessi balletti sulle responsabilità che si stanno verificando oggi, Borrelli ha risposto che "è evidente". Sulla sanità "ci vuole una regia unitaria forte condivisa e coesa, credo che ci sarà da ripensare al modello organizzativo ma io sono un tecnico e mi limito a rispondere alle disposizioni vigenti". Per comunicare con i cittadini Borrelli ha utilizzato anche le frequenze di Radio Capital: “Dobbiamo andare avanti con il massimo rigore" ha ribadito il capo della Protezione Civile rispondendo a chi gli chiedeva quando fosse possibile una ripartenza. "Dobbiamo usare misure forti e precauzionali" ha aggiunto, anche perché non è esclusa la possibilità che vi possa essere un ritorno del virus, come dimostrano le nuove misure in Cina. Borrelli è poi tornato sulla circolare del Viminale che ha suscitato diverse polemiche sottolineando che non ha introdotto alcuna novità. "Il documento non sposta i termini, dobbiamo fare attenzione ed evitare di trovarci poi in una situazione che poi ci sfugge di mano. L’ora d’aria è una misura che non è ancora operativa,bisogna fare attenzione, rispettare le regole di prudenza e stare ancora in casa".

 




Brusaferro (Iss): “Abbiamo fatto gol ma la discesa può interrompersi”

 

 

Nella lotta al coronavirus in Italia “siamo come in una partita: aver fatto gol non vuol dire che è finita. Abbiamo superato un momento critico, stiamo scendendo, ma la curva può avere una valle e poi ripartire. Non è scontato che scenda per forza”. Lo ha detto in una conferenza stampa il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

“Se cambiamo le regole del gioco e non siamo efficaci nel mantenere il distanziamento e interrompere la trasmissione, la discesa si interrompe”, ha detto: “La decrescita c’è, anche se oggi non si traduce in elementi come i ricoverati in terapia intensiva o i morti. C’è una sfasatura tra i dati. Ma la curva dei nuovi infetti decresce: le misure stanno funzionando”.

“Dobbiamo però mantenere queste misure e avere in mente chiaramente che una volta scesa la curva se non controlli bene riparte subito: bisogna avere un equilibrio”, ha concluso Brusaferro.





Continua il sacrificio dei camici bianchi. Sale a 73 il bilancio delle vittime del Coronavirus

 

Si allunga l’elenco dei medici italiani morti per essere stati infettati dal coronavirus, aggiornato dalla Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri. Le vittime censite dalla Fnomceo salgono a 73, le ultime sono 3 dottori di Brescia: Gennaro Annarumma, il medico legale e docente universitario Francesco Consigliere e Alberto Paolini, a cui si aggiungono il cardiologo Riccardo Paris e il medico di medicina generale Dominique Musafiri. Purtroppo aumenta anche il numero dei medici, degli infermieri e del personale sanitario contagiato dal Virus. Secondo le ultime rilevazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sarebbero oltre 6.400. L’età media è di 49 anni ed il 35% è di sesso maschile. Si tratta di circa il 9% dei casi totali segnalati. È "evidente - afferma l’Iss - l’elevato potenziale di trasmissione in ambito assistenziale di questo patogeno".





Coronavirus, ancora 766 decessi. Contagi lentamente in diminuzione

 

Sono complessivamente 85.388 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.339. Purtroppo sale il bilancio delle vittime, complessivamente sono 14681 i morti in Italia. Rispetto a ieri sono stati registrati altri 766 decessi, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile.  Giovedì l’incremento era stato di 2.477. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - è di 119.827. Il dato è stato reso noto nella consueta conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono 4.068 i malati di coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 15 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.381 sono in Lombardia. Degli 85.388 malati complessivi, 28.741 sono poi ricoverati con sintomi - 201 in più rispetto a ieri - e 52.579 sono quelli in isolamento domiciliare.





Immobiliare e Property, articolate proposte al Governo della Federazione di ConfimpreseItalia

 

La Federazione aderente a ConfimpreseItalia di Immobiliare e Property, ha messo nero su bianco le sue proposte per contenere l’impatto sulle attività d’impresa derivanti dall’emergenza Coronavirus, e le ha inviate al Governo ed ai partiti della maggioranza e dell’opposizione. Si tratta di un Documento importante che tratta i principali temi legati al Codice dei contratti Pubblici, alle soglie economiche di rilevanz Comunitaria, alle procedure d’affidamento, fino alle misure attuali derivanti dal Decreto Cura Italia.  Su questi quattro punti le osservazioni e le proposte della Federazione Immobiliare e Property.  Innanzitutto si chiede la deroga di utilizzo delle Centrali Uniche di Committenza e semplificazione negli affidamenti, per i Comuni fino a 10mila abitanti per appalti e gare da 150mila a 999mila euro, dalla data di entrata in vigore della norma sino al 31/12 2020, con previsione di proroga della misura per ulteriori6 mesi. Tale misura risulta urgente e necessaria per contrastare i ritardi negli affidamenti e nella consegna di lavori ed opere, che deriverebbero dal sovraccarico di lavoro che le CUC si troveranno a gestire in seguito all’emergenza COVID-19. Nel dettagli: la centrale unica di committenza (CUC) è la stazione appaltante che gestisce gare d’appalto per conto di più Pubbliche Amministrazioni. L’attività delle centrali uniche è regolata da apposita convenzione. Le Pubbliche Amministrazioni che non sono qualificate ai sensi dell’articolo 38 del Decreto Legislativo 18/04/2016, n. 50, possono procedere direttamente e autonomamente ad acquisire (articolo 37 del Decreto Legislativo 18/04/2016, n. 50):

forniture e servizi di importo inferiore a 40.000,00 €;

lavori di importo inferiore a 150.000,00 €.

Per procedure d’importo superiore, le pubbliche amministrazioni ricorrono alla CUC per:

aggiudicare appalti, stipulare ed eseguire i contratti per conto delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori

stipulare accordi quadro ai quali le stazioni appaltanti qualificate possono ricorrere per aggiudicare i propri appalti

gestire sistemi dinamici di acquisizione e mercati elettronici. 

Poi la semplificazione degli affidamenti, che in questo momento drammatico si rende pressoché obbligatoria. Le Stazioni Appaltanti potranno procedere all’affidamento di lavori d’importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria con modalità "semplificate", come appresso schematicamente indicato:

per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, mediante affidamento diretto "anche senza previa consultazione di due o più operatori economici";

per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro, mediante affidamento diretto "previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici";

per affidamenti di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro, mediante procedura semplificata“previa consultazione”, se ve ne sono, di almeno cinque operatori economici;

per affidamenti di importo pari o superiore a 350.000 euro e inferiore a 999.000 euro, mediante procedura semplificata“previa consultazione”, se ve ne sono, di almeno sette operatori economici;

C’è poi la proposta, non da poco, e che chiede di istituire la consegna sotto riserva di legge con motivazione “COVID-19”, con drastica riduzione dei tempi di inizio attività per gli appalti in corso di aggiudicazione, per importi sotto la soglia del milione di euro.

La consegna anticipata dell’appalto è prevista dal d.lgs. n. 50/2016. L’art. 32 prevede, al comma 13, che l’esecuzione del contratto può avere inizio solo dopo che lo stesso è divenuto efficace, salvo che, in casi di urgenza, la stazione appaltante ne chieda l’esecuzione anticipata, nei modi e alle condizioni previste al comma 8.

Il comma 8 prevede che «Nel caso di servizi e forniture, se si è dato avvio all’esecuzione del contratto in via d’urgenza, l’aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese sostenute per le prestazioni espletate su ordine del direttore dell’esecuzione. L’esecuzione d’urgenza di cui al presente comma è ammessa esclusivamente nelle ipotesi dieventi oggettivamente imprevedibili, per ovviare a situazioni di pericolo per persone, animali o cose, ovvero per l’igiene e la salute pubblica, ovvero per il patrimonio, storico, artistico, culturale ovvero nei casi in cui la mancata esecuzione immediata della prestazione dedotta nella gara determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico che è destinata a soddisfare, ivi compresa la perdita di finanziamenticomunitari».
Il successivo comma 9 dispone che il contratto non può comunque essere stipulato prima di trentacinque giorni dall’invio dell’ultima delle comunicazioni del provvedimento di aggiudicazione; il comma 10 prevede alcune eccezioni alla predetta regola, tra le quali quella di cui alla lettera b): «nel caso di un appalto basato su un accordo quadro di cui all’articolo 54, nel caso di appalti specifici basati su un sistema dinamico di acquisizione di cui all’articolo 55, nel caso di acquisto effettuato attraverso il mercato elettronico e nel caso di affidamenti effettuati ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettere a) e b)».

A fronte della natura essenziale del servizio, se è necessario assicurarne lo svolgimento, non si ravvisano profili d’illegittimità nell’esecuzione anticipata, quando lo svolgimento del servizio è rispondente all’interesse pubblico ed essendo altresì possibile e anche probabile, in caso di mancata esecuzione, il verificarsi di pregiudizi anche rilevanti all’incolumità delle persone e all’integrità dei beni.

Si dovrebbe quindi prevedere una modifica ed una integrazione della norma che per un periodo di dodici mesi possa prevedere come motivazione valida per la consegna sotto riserva di legge quella del “COVID19”.

Per dare un colpo alla burocrazia e fare andare avanti speditamente, la realizzazione delle opere,  la Federazione Immobiliare e Property chiede l’eliminazione temporanea degli effetti dei ricorsi, così che si possa celermente procedere alla esecuzione delle opere affidate. 

Contenziosi e ricorsi nati durante il periodo emergenziale COVID 2019, dal 31/01/2020 al 31/12/2020, non devono prevedere comunque la revoca dell’affidamento;

In sintesi qualora vi dovessero essere ricorsi in merito a mancati adempimenti e/o valutazioni da parte delle PP.AA., relativamente a questo periodo, si potrà sempre invocare l’impossibilità della revoca dell’affidamento per rispetto delle misure di contenimento di cui al DL 6/2020 e successivi, in tema di “misure urgenti in materia di e gestione dell’emergenza epidemiologica da  COVID-19”;

C’è poi al quarto punto la parte legata agli acconti sui cantieri. Su questo Immobiliare e Property chiede di elevare la soglia di richiesta sino al 30% del valore dell’appalto affidato per immettere immediata liquidità alle imprese, post emergenza e introduzione garanzia collaterale di Stato. L’istituto dell’anticipazione del prezzo, avente la finalità di consentire all’appaltatore di affrontare le spese iniziali necessarie all’esecuzione del contratto è stato oggetto di numerose modifiche normative. Lasciata in un primo tempo alla discrezionalità dell’amministrazione, l’anticipazione di cui al decreto del Ministro del tesoro, previsto dall’articolo 12, commi VI, VII e VIII, del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440, come successivamente modificato, è stato poi ritenuto obbligatorio che, in tutte le procedure di gara, fosse accreditata all’impresa, indipendentemente dalla sua richiesta, entro sei mesi dalla data dell’offerta. (vd. art. 3 L.  n.741/1981), come ribadito dall’art. 26, co.1, L. 109/1994.

Successivamente l’anticipazione è stata ridimensionata dal 10% al 5% dell’importo contrattuale dall’art. 2, co.  91 e 92, L. n. 662 del 1996 (finanziaria 1997).  Il D.L. 28 marzo 1997, n. 79, convertito inlegge 28 maggio 1997, n. 140, con finalità di contenimento della spesa  pubblica, disponeva il generale divieto alle pubbliche amministrazioni e agli  enti pubblici economici di concedere, in qualsiasi forma, anticipazioni del  prezzo in materia di appalti di lavori, servizi e forniture, facendo salvi i  contratti già aggiudicati alla data di entrata in vigore del decreto medesimo e  quelli riguardanti attività oggetto di cofinanziamento comunitario.

Dal 2013, l’opposta esigenza di favorire gli investimenti e dare impulso all’imprenditoria, in una fase di stagnazione economica e di crisi del mercato, ha indotto il legislatore a ripristinare temporaneamente l’istituto dell’anticipazione (vd. art. 26-ter DL 21.6.2013, n. 69 cd. decreto del fare) fissato prima nell’importo del 10%, poi del 20% (art. 8, co. 3-bis DL 192/2014 e poi art. 7, co.1, DL  210/2015).

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti di cui al d.lgs. n. 50/2016,  al comma 18, dell’articolo 35 rubricato “Rilevanza  comunitaria e contratti sotto soglia” viene istituzionalizzata  l’anticipazione del 20% calcolata non più sull’importo contrattuale, come nella  corrispondente previsione del vecchio Regolamento all’art. 140 D.P.R. 207/2010,  ma sul “valore stimato dell’appalto”.

È precisato, per altro, che tale anticipazione deve essere corrisposta all’appaltatore entro quindici giorni dall’effettivo inizio dei lavori ed è subordinata alla costituzione di garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa d’importo pari all’anticipazione maggiorato del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione stessa secondo il cronoprogramma dei lavori.

In sintesi si richiede quindi la modifica della norma conl’innalzamento di questa percentuale al 30%. La portata generale dell’obbligo risponde alla ratio che sorregge il principio di anticipazione delle somme erogate dall’amministrazione al fine di dare impulso all’iniziativa imprenditoriale, assicurando la disponibilità delle stesse nella delicata fase di avvio dei lavori e di perseguire il pubblico interesse alla corretta e tempestiva esecuzione del contratto. " 

Viene anche chiesta  una Polizza a garanzia per gli acconti

L’erogazione della anticipazione,è subordinata alla costituzione di garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa di importo pari all’anticipazione maggiorato del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione stessa secondo il cronoprogramma.

In una fase di crisi, per un settore come quello edilizio che chiede maggiore protezione, accedere ad una garanzia fidejussoria bancaria o assicurativa, risulta una grande incertezza, diventa difficile e costoso, se non addirittura impossibile, visto che molte compagnie assicurative stanno già riducendo i plafond ad esse destinati, perché lo considerano un prodotto a rischio assai elevato.

In sintesi si richiede che nel periodo di emergenza “COVID 19” è dunque necessario che lo Stato stesso si attivi attraverso l’istituzione di un Fondo di Garanzia allo scopo dedicato.

 

In ultimo, ma non ultimo la semplificazione delle procedure di affidamento, con riduzione dei tempi e metodologi di affidamento per opere in project financing sotto la soglia dei 10 milioni di euro e con convenzioni di durata inferiore ad anni 30.

Di pari passo con l’evoluzione e la trasformazione delle politiche urbane, gli enti locali, a partire dagli anni novanta, hanno progressivamente acquisito il ruolo di promotori dello sviluppo locale, diventando parte attiva della crescita economica del proprio territorio. Allo stesso modo, l’appalto di lavori pubblici ha subìto una forte innovazione rispetto al passato: da semplice “mezzo” di realizzazione di un manufatto si è man mano avvicinato al concetto di servizio per i cittadini, al fine di soddisfare i bisogni ed i desideri della collettività. Dall’esigenza di ammodernamento del Paese e dalla carenza di fondi pubblici, è nato il ricorso al Project Financing (o finanza di progetto), definito dal legislatore come “la realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione”. Questo sistema di finanziamento prevede che “le amministrazioni aggiudicatrici possono, in alternativa all’affidamento mediante concessione ai sensi della parte III, affidare una concessione ponendo a base di gara il progetto di fattibilità, mediante pubblicazione di un bando finalizzato alla presentazione di offerte che contemplino l’utilizzo di risorse totalmente o parzialmente a carico dei soggetti proponenti” (art 183, d.lgs n. 50/2016).

Project Financing è un’operazione di finanziamento di lungo periodo, in base alla quale i flussi di cassa che sono previsti dalla gestione dell’opera garantiscono il rimborso del denaro concesso. La peculiarità più importante del Project Financing è rappresentata dal coinvolgimento di privati non solo nella realizzazione e nella gestione delle opere, ma anche nell’accollo dei loro costi, che può essere parziale o totale a seconda dei casi.

Vista l’importanza e le peculiarità dello strumento, il project rappresenta perciò un’importante risorsa con cui ripatire durante e dopo l’emergenza“COVID 19”. 

Per questo motivo, la semplificazione della procedura permetterebbe al Comune di poter procedere all’aggiudicazione della gara ed alla firma della convenzione in tempi straordinariamente più rapidi.

Si propone quindi, per la fase di emergenza e sino al 31.12.2020, con eventuale proroga di mesi sei:

di contrarre al minimo tutte le tempistiche previste nell’attuale norma in vigore, con riduzione dei tempi di risposta ed inserimento del silenzio assenso;

di introdurre nella manifestazione di interesso pubblico la motivazione “COVID 19”;

di concessione temporaneamente ai Comuni, per il periodo sopra indicato, della possibilità di affidare il progetto in precedenza valutato positivamente con la procedura semplificata di cui in appresso;

utilizzo dell’offerta pervenuta dal privato, come base d’asta per la richiesta di offerte concorrenti che debbano pervenire all’amministrazione entro e non oltre 15 gg dalla data di pubblicazione.