Visite virtuali delle Domus Romanae

 

La Città metropolitana di Roma Capitale rende disponibile, da oggi, il video che ripercorre la visita multimediale delle Domus Romanae di Palazzo Valentini. Il video è disponibile al link, sul canale Youtube della Città metropolitana: https://youtu.be/SM4FawzEJNE. 

Gli scavi archeologici nel sottosuolo di Palazzo Valentini dal 16 ottobre 2010 sono un’esposizione permanente, che arricchisce il patrimonio storico artistico di Roma con l’area archeologica delle Domus Romane, estesa poi alle aree sotterranee prospicienti la Colonna Traiana. 

Il progetto di riqualificazione, ricerca e musealizzazione, è stato curato da storici dell’arte, archeologi e architetti dell’allora Provincia di Roma, e il percorso è stato arricchito con l’intervento curato da Piero Angela e un’équipe di tecnici ed esperti, quali Paco Lanciano e Gaetano Capasso che con ricostruzioni virtuali, effetti grafici e filmati consente di rivivere le testimonianze del passato, in una suggestiva e unica atmosfera per il visitatore. 

Come spiega il Vice Sindaco della Città metropolitana, Teresa Zotta, “un assaggio di tutto questo è oggi visibile gratuitamente in questo video: è un tesoro che vogliamo rendere fruibile a tutti, in questo periodo di emergenza dove è fondamentale restare a casa. Come già affermato, aderiamo convintamente all’iniziativa lanciata dal MiBACT “La Cultura non si ferma”. Per i nostri cittadini e per chiunque vorrà fruire di questo contributo, riteniamo importante cogliere l’occasione per valorizzare un patrimonio archeologico che ha consentito di ricostruire un importante tassello nella topografia della Roma antica, medievale e moderna della città”.





Coronavirus, nel cuore ci mette 23 milioni di solidarietà

 

 

Enel Cuore, la Onlus del Gruppo Enel dona 23 milioni di euro a favore delle strutture ospedaliere del Lazio coinvolte nella lotta al Coronavirus. 

In particolare, le risorse sono destinate a sostenere il progetto di trasformazione e di implementazione della dotazione impiantistica e delle attrezzature sanitarie per il nuovo Covid Hospital all’interno del Policlinico Tor Vergata di Roma e al progetto dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma finalizzato a creare nuovi reparti dedicati ai pazienti Covid-19. Ulteriori risorse sono destinate a contribuire all’acquisto di materiale tecnico, respiratori e altri articoli sanitari per l’Ospedale San Paolo di Civitavecchia. 

Per l’emergenza Covid-19 Enel Cuore ha stanziato, complessivamente, oltre 23 milioni di euro. Tale stanziamento consentirà di finanziare, su tutto il territorio nazionale, progetti già individuati, o che lo saranno a breve, grazie al dialogo e al continuo coordinamento con Protezione Civile e Istituzioni nazionali e regionali in prima linea contro la diffusione del virus.




La denuncia di Cri e Villa Maraini, record di overdose in dieci giorni

Cinque Overdose negli ultimi dieci giorni, tre da inizio Aprile, tutte andate a buon fine grazie all’intervento degli operatori dell’Unità di Strada di Villa Maraini-CRI nel Parco di Viale dell’Archeologia a Tor Bella Monaca-Roma. Nonostante la quarantena da Covid-19, 2 donne e 3 uomini (età 37-60 anni), hanno potuto acquistare sostanze, poi consumate nel Parco della periferia della Capitale, dove staziona il Camper della Fondazione. 

“Questo dimostra che le sostanze circolano ancora, nonostante il lockdown, perché si tratta di canali che sfuggono ai controlli e sono ahimè molto efficienti; diversamente avremmo avuto una fila di persone in astinenza.” spiega Massimo Barra, Fondatore di Villa Maraini-CRI e Inviato Speciale per la Salute della Federazione Internazionale di Croce e Mezzaluna Rossa. 

Per fortuna, anche in questa emergenza nazionale, Villa Maraini-CRI prosegue il suo lavoro di assistenza ai tossicodipendenti che, a causa della loro vulnerabilità, stile di vita ed emarginazione sociale, sono ancora più a rischio in periodi come questo. Da qui l’importanza di proseguire con le politiche di riduzione del danno, riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno degli strumenti fondamentali per combattere la diffusione della droga nel mondo (circa 200 le siringhe sterili al giorno consegnate gratuitamente dall’Unità di Strada a Roma per prevenire HIV ed Epatiti). 

“L’ultimo intervento è stato fatto ieri su una donna di 37 anni che non conoscevamo e che abbiamo trovato riversa in terra nel Parco di Viale dell’Archeologia a Roma. Ora che le abbiamo salvato la vita, vorremmo avviarla ad un percorso di cura.” Racconta Giancarlo Rodoquino, Coordinatore dell’Unità di Strada di Villa Maraini-CRI. 

L’impegno prosegue anche in sede, dove gli esperti della Fondazione, sotto la guida del Prof. Barra, hanno prodotto delle raccomandazioni per staff e volontari dei servizi di riduzione del danno, per continuare ad operare in sicurezza anche in periodo di pandemia, evitando il propagarsi del Corona virus. 

“Abbiamo realizzato questo documento1 affinchè i tossicodipendenti siano inclusi in tutti i programmi di contenimento dell’epidemia, nel rispetto dei diritti umani e del principio di inclusività. Ma abbiamo pensato anche a chi resta a casa e deve gestire la sua dipendenza patologica: i nostri psicologi che operano nel servizio TIA, ora potranno offrire consulenze in videochiamata, dopo un primo contatto telefonico al numero 0665753059, favorendo il distanziamento sociale imposto”, conclude Massimo Barra

 





Gli sforzi di Regione Lazio ricevono l’apprezzamento di Federlazio

 

 “Le misure illustrate dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, manifestano la determinazione di adottare tempestivamente strumenti per sostenere il tessuto produttivo del Lazio ed evitare che si oltrepassi il punto di non ritorno. È apprezzabile lo sforzo messo in campo dal piano “Pronto Cassa” che stanzia 500 milioni di euro di prestiti e garanzie per le imprese. Positivo lo stanziamento di 100 milioni di euro per prestiti a tasso zero fino a 10.000 euro”. Così in una nota Federlazio. 

Per le imprese che hanno bisogno di interventi più robusti, i 200 milioni di euro della BEI e delle banche del territorio, in questa prima fase di emergenza sono importanti, “ma occorre che i tempi, tradizionalmente lunghi per operazioni di questo genere, debbano essere fortemente tagliati. In questo scenario di diffusa difficoltà un giorno di attesa in più può essere fatale per l’impresa. Per quanto riguarda i 200 milioni attraverso il Fondo Centrale di Garanzia, gli istituti di credito devono recitare un ruolo attivo da protagonisti, supportando le aziende e non dimenticando che senza quest’ultime le stesse banche perderebbero una fetta importante dei loro interlocutori economici e commerciali”. 

“Sarà inoltre determinante nel rapporto con le banche, anche il ruolo di quegli imprescindibili strumenti di accompagnamento delle imprese, i Consorzi di Garanzia Fidi – conclude Federlazio – infine non vorremmo far cadere, ma anzi vorremmo ulteriormente rilanciare, l’appello del Presidente Zingaretti a lavorare per una burocrazia più snella e più veloce, che da sempre nel nostro Paese è la questione prioritaria per eccellenza. Il mondo delle imprese questo aspetto, purtroppo, lo conosce bene. Oggi, più di ieri, hanno bisogno di risposte immediate, non possono aspettare i tempi ordinari della nostra macchina amministrativa. Il sistema economico è già in piena difficoltà; se non vogliamo vanificare anche le migliori intenzioni, dobbiamo pretendere che gli strumenti in campo siano tutti spendibili immediatamente. In questa fase è assolutamente indispensabile il fattore tempo”. 





Unindustria approva la strada aperta da Zingaretti nel Lazio

 

 “Il pacchetto di misure di 230 milioni messe in campo dalla Regione Lazio e presentate dal Presidente Nicola Zingaretti, che rientrano nel progetto “Regione Vicina”, vanno sicuramente nella giusta direzione”. E’ quanto afferma Filippo Tortoriello Presidente di Unindustria.  “Prendiamo atto con soddisfazione dello sforzo significativo che la Regione ha fatto con questa operazione, stanziando risorse molto consistenti che dovrebbero attivare sulla parte finanziaria circa 500 milioni di euro per il credito al sistema imprenditoriale. A questa cifra noi auspichiamo fortemente che ci sia un ulteriore intervento da parte del Governo, affinché le risorse a disposizione per le nostre imprese, possano aumentare in maniera più consistente. Fermo restando che per Unindustria il diritto alla salute di tutte le persone e quello di lavorare in condizioni di assoluta sicurezza, sono requisiti assolutamente prioritari, c’é purtroppo una seconda epidemia che sta dilagando: quella della depressione economica. Dobbiamo perciò mettere quanto prima la massima concentrazione e attenzione per progettare, insieme alla Regione, la ripartenza della nostra economia. Non ci dobbiamo far trovare impreparati, altrimenti si creerebbero danni al nostro sistema produttivo così profondi che ci vorrebbero anni per recuperare. Esprimo a nome mio e della mia squadra soddisfazione per la guarigione del Presidente Nicola Zingaretti che ha superato brillantemente, anche se con sacrificio e sofferenza, le difficoltà legate al Codiv-19. Inoltre, un ringraziamento lo vogliamo fare alla sua squadra, per come sta gestendo, sia l’emergenza sanitaria, sia l’operazione economico finanziaria con “Regione vicina”. In particolare, vorrei dare un riconoscimento pubblico all’Assessore Alessandra Sartore che in questo periodo si è dedicata con molta passione e competenza a portare a termine l’operazione più importante, immettere liquidità nel sistema per famiglie e imprese.”





Raccolta di generi alimentari dell’Associazione Botteghe Romane

L’Associazione Botteghe Romane che tutela e mantiene i negozi di vicinato di Roma ha iniziato una raccolta di generi alimentari di prima necessità da destinare alle famiglie bisognose che in questo periodo sono in seria difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus. 300 kg di pasta, 300 kg di pomodori pelati, 200 litri di olio, caffè e altri generi alimentari sono stati consegnati alla Croce Rossa di Roma grazie alla collaborazione con il Primo Municipio di Roma. “Sebbene molte delle loro attività siano attualmente chiuse, molti nostri soci hanno espresso subito una grande solidarietà che riflette la loro vicinanza a chi soffre: in pochissimi giorni abbiamo ottenuto generose donazioni di più o meno 4000 confezioni di prodotti alimentari che andranno ad aiutare le famiglie”, dice il Presidente di Botteghe Romane Enrico Corcos che ringrazia di cuore chi ha aderito finora: Canova Piazza del Popolo, i ristoranti “Baccano” e “La Zanzara”, il ristorante “Il Matriciano”, il Panificio Pietro e Andrea Roscioli, l’ Antica Macelleria Annibale, Monini Spoleto ( che, sebbene non nostro socio, si è voluto unire all’iniziativa), la torrefazione Trombetta “sperando di raccogliere altrettante donazioni nei prossimi giorni di emergenza”. 

“Come Croce Rossa di Roma – dice la Presidente Debora Diodati – siamo grati per questa donazione e con i nostri Volontari cercheremo di andare incontro alle richieste che ci arrivano in questo periodo da molte famiglie, oltre che sostenere con i prodotti alimentari donati le nostre cucine che preparano pasti per le persone senza dimora e che vengono distribuiti dalle nostre Unità di Strada. Il momento oltre che sul piano sanitario è molto complesso anche dal punto di vista sociale e queste iniziative di solidarietà sono per tutti noi impegnati nel volontariato un prezioso aiuto”. 

“E’ un periodo molto difficile per tutti, molte famiglie hanno perso le loro fonti di reddito e sono in grande difficoltà, e quindi c’è bisogno di tutte le risorse a disposizione. – pubbliche e private – per affrontarlo e superarlo” commenta la Presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi. “Il tessuto commerciale e produttivo del nostro territorio si è sempre dimostrato assai generoso nel sostenere le iniziative a favore di chi ha bisogno, e quella di oggi ne è la dimostrazione ulteriore. Ringrazio l’Associazione Botteghe Romane e tutti gli imprenditori che hanno aderito all’iniziativa”. 

“Il Primo Municipio – continuano gli Assessori Emiliano Monteverde e Anna Vincenzoni – è impegnato da settimane in una incessante attività di informazione alla cittadinanza e nel mettere in rete le decine e decine di iniziative realizzate dalle numerose realtà associative che lavorano nel territorio. Iniziative che, insieme a quelle realizzate in collaborazione con i nostri partner istituzionali, tra i quali Croce Rossa di Roma che ringraziamo per il consueto impegno, contribuiscono a realizzare un insieme significativo di strumenti a sostegno delle famiglie e delle persone più fragili e al rafforzamento di una comunità solidale”.





Accordo Sindacati-Cotral per evitare la Cig, preoccupazione per Atac

Abbiamo firmato insieme a Cotral un accordo molto importante e non scontato: nonostante il totale crollo dei ricavi da bigliettazione, l’azienda non farà ricorso al Fondo di solidarietà per i dipendenti. Mentre stiamo assistendo al ricorso agli ammortizzatori sociali da parte della maggior parte delle società pubbliche e private del Trasporto, Cotral si evidenzia come una delle poche realtà in Italia nell’ambito del trasporto extraurbano che non farà utilizzo della cassa integrazione per i dipendenti. Resta invece la preoccupazione per i lavoratori di Atac: continuiamo a chiedere, senza stancarci, uno sforzo straordinario per andare incontro all’azienda in concordato preventivo, e fare in modo che i lavoratori non siano in cig”. 

E’quanto si legge in una nota congiunta dei responsabili del Tpl, Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Ugl Fna Lazio, in cui si aggiunge che “l’obiettivo raggiunto con Cotral poggia sulla solidità di un’azienda che fino a pochi anni fa era sull’orlo del fallimento, ma che con il sacrificio dei lavoratori e con una concertazione costruttiva tra i vertici societari e le organizzazioni sindacali firmatarie, adesso è in grado di scongiurare il ricorso agli ammortizzatori sociali”. 

“Nello specifico, l’accesso al Fondo bilaterale di solidarietà è stato scongiurato grazie all’utilizzo di tutti gli strumenti in nostro possesso: dallo smartworking alla riconversione ad altra mansione del personale che temporaneamente ha sospeso l’attività, dalla fruizione delle ferie pregresse al ricorso al part-time volontario, fino a un intervento sulla flessibilità oraria. L’intesa prevede inoltre l’estensione della polizza assicurativa, già prevista per i dipendenti che contraggono il Covid, anche a tutti i loro i familiari”. 

“Purtroppo – concludono i sindacalisti – anche Atac era sulla via del risanamento, ma non ha ancora la liquidità per colmare il ‘gap’ reddituale dei lavoratori in cig: è per questo che richiediamo un intervento urgente e strutturato alle istituzioni”.





Chiusi i centri di raccolta Ama fino al 13 di aprile

 

In linea con quanto stabilito dal DPCM del 1° aprile, che conferma e proroga le misure governative volte a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19, Ama ha disposto il prolungamento della chiusura al pubblico delle proprie strutture normalmente aperte all’utenza fino al prossimo 13 aprile. Lo comunica AMA S.p.A. in una nota. 

Dunque i 12 Centri di Raccolta per rifiuti ingombranti, elettrici, elettronici, legno, ecc., che come già sottolineato in precedenza non rappresentano attività essenziali e improcrastinabili per il mantenimento dell’igiene urbana, continueranno a restare chiusi in modo da disincentivare eventuali spostamenti di cittadini e veicoli connessi a conferimenti di rifiuti non urgenti e differibili. Ama ricorda nuovamente che per smaltire i materiali ingombranti, è possibile ricorrere al servizio di ritiro a domicilio “Riciclacasa”, regolarmente attivo, ma attualmente disponibile solo al piano strada. 

Prorogata fino al 13 aprile anche la chiusura all’utenza, già disposta dal 12 marzo, degli sportelli per la Tariffa Rifiuti di via Capo D’Africa 23/b, via Giovanni Amenduni (Ostia) e via Mosca 9. L’assistenza ai cittadini continua ad essere garantita dai servizi on line utilizzabili sul portale www.amaroma.it e attraverso il lavoro del personale in smart working, che sarà a disposizione degli utenti da “Telesportello” Ama contattabile tramite lo 060606. Tutte le pratiche avviate seguiranno comunque il consueto iter di lavorazione. 

Sempre in osservanza a quanto disposto dall’ultimo DPCM, infine, fino al 13 aprile gli uffici cimiteriali restano aperti con ingressi contingentati, mentre in tutti i Cimiteri capitolini sono escluse visite occasionali e rimarrà l’accesso solo alle auto funebri per consentire le sepolture. 

Per ulteriori informazioni: www.amaroma.it e www.cimitericapitolini.it





Lotta al Coronavirus, igienizzate le strade con farmacie

 

Oltre 1.290.000 litri di igienizzante irrorati nelle vie di Roma. Sono quasi tredicimila gli ettolitri di liquido impiegati fino ad oggi dalle 7 autobotti del Servizio Giardini di Roma Capitale che da martedì 24 marzo è al lavoro per sanificazione le strade della Capitale in collaborazione con AMA e Polizia di Stato. Le operazioni si concentrano sui luoghi sensibili e più frequentati, 645 strade antistanti Farmacie e sedi Asl, oltre ai tratti nei pressi di ospedali e case di cura, sedi di municipi e commissariati. 

Nel dettaglio, ad oggi il Servizio Giardini ha effettuato un doppio passaggio nei pressi delle farmacie e sedi Asl dei Municipi I, II, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV e XV. Parallelamente ha lavato le strade attorno agli ospedali del centro come Policlinico Umberto I, Eastman, Mandelli, Spallanzani, San Camillo, San Raffaele, a quelli della zona Ovest come Policlinico Di Liegro, ospedale Israelitico e San Giovanni Battista e quelli nella zona Est tra cui Policlinico universitario Campus Bio-Medico, Ospedale Madre Giuseppina Vannini e Policlinico Tor Vergata.




Attivato nella Capitale il sostegno a distanza per gli alunni disabili

 

Attivato il sostegno a distanza per gli alunni disabili degli istituti di Roma Capitale. Spetterà ai Municipi, in qualità di stazioni appaltanti, il compito di stipulare gli accordi con gli Operatori economici affidatari dei servizi. 

Gli stessi operatori economici lavoreranno, insieme agli Istituti Comprensivi, alla progettazione, stabilendo le modalità di funzionamento dei servizi forniti, le attività educative svolte, le misure organizzative adottate, nonché le specifiche attività di sostegno alla didattica in relazione ai singoli alunni. 

Saranno redatti progetti individuali per supportare gli alunni disabili in percorsi condivisi, nell’ambito del PEI (Piano Educativo Individuale), con il coinvolgimento degli OEPA in attività svolte “a distanza”, in supporto e in coordinamento con le attività dei docenti curriculari e di sostegno. Nelle Scuole dell’infanzia capitoline, la co-progettazione sarà attuata tra Operatore economico e il servizio scolastico, rappresentato dalla POSES responsabile di ambito.





Dalla Biotech romana Takis, avviata la sperimentazione del vaccino anti-Covid sui topi

 

"Abbiamo cominciato la sperimentazione sui topi e avremo i primi risultati intorno alla fine di aprile". A farlo sapere all’agenzia Dire e’ Luigi Aurisicchio, fondatore e amministratore delegato di Takis, la societa’ biotech italiana con sede nel Tecnopolo di Castel Romano che, dopo il via libera del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanita’, ha fatto partire i test preclinici di 5 vaccini contro il Coronavirus.

"La sperimentazione sull’uomo potrebbe partire gia’ in autunno", prosegue Aurisicchio, biologo di 49 anni, napoletano ma "emigrante", come dice scherzosamente citando Massimo Troisi.

"Almeno e’ quello che noi speriamo, mentre se vogliamo essere pessimisti, credo al massimo intorno a fine anno o ad inizio del nuovo". Ma quando siete partiti con le sperimentazioni? "Il 22 gennaio - risponde l’ad di Takis, nella quale lavorano circa 25 dipendenti, per lo piu’ ricercatori - solo qualche giorno la pubblicazione, da parte dei cinesi, della sequenza del Dna del Covid-19. Abbiamo esperienza nel settore dell’oncologia, ma quando e’ uscita la sequenza del virus abbiamo iniziato a

lavorarci di nostra iniziativa, mettendoci a disposizione, senza nessun tipo di finanziamento". Fino ad ora, fa sapere Aurisicchio, la sua societa’ ha speso "intorno ai 70mila euro, per tutta la parte riguardante il disegno molecolare e quella dei primi studi negli animali, ma la fase successiva sara’ molto piu’ costosa. Per questo - sottolinea - stiamo cercando dei bandi europei, ultimamente ne e’ uscito uno del ministero della Salute al quale pero’ non possiamo partecipare perche’ e’ destinato solo agli IRCCS. Cercheremo allora, come gia’ abbiamo fatto, di collaborare con qualche istituto pubblico. Poi abbiamo attivato un’iniziativa di crowdfunding: per il momento abbiamo raccolto intorno ai 40mila euro, ma dobbiamo arrivare intorno ai 2milioni, quindi il cammino

e’ molto lungo".

Interpellato su come sono arrivati a sviluppare i test per i vaccini contro il Coronavirus, il fondatore della societa’ di Castel Romano risponde: "I vaccini sono costruiti al computer e sono ottenuti clonando un frammento dell’informazione genetica del oronavirus nei filamenti circolari di Dna presenti nei batteri. Questo provoca la formazione di anticorpi contro la proteina Spike, che si trova sulla superficie dei Coronavirus, ed e’ la principale arma con cui il virus aggredisce le cellule respiratorie umane". La Spike, prosegue il biologo, per chi "ha mente il modello tridimensionale del Covid-19, e’ quella ’punta’ che esce dalla membrana, una sorta di uncino che si lega alle cellule del nostro polmone. Allora il nostro obiettivo finale e’ creare degli anticorpi che bloccano la Spike, perche’ in questo modo il virus non puo’ piu’ entrare nel polmone". Una volta compiuti i vari passaggi della sperimentazione, si comincera’ dunque con uno studio di fase 1 nell’uomo, inizialmente "su un numero relativamente piccolo di pazienti- spiega Aurisicchio - per verificare che il vaccino dia una risposta immunitaria contro il Covid-19 e soprattutto che sia sicuro, che non dia nessun tipo di effetto collaterale. Poi vengono fatti altri studi, su piu’ larga scala, per poi arrivare alla fase commerciale. Tendenzialmente questo processo dura parecchio, ma oggi le agenzie regolatorie, e’ importante dirlo, stanno cercando di accelerare tantissimo. Se prima un processo del genere durava anche dieci anni, insomma, adesso durera’ probabilmente 18 mesi".

Secondo lei sara’ difficile trovare persone disponibili a farsi testare? "Affatto. Si stanno gia’ proponendo in tantissimi- risponde l’ad di Takis - la nostra casella di posta elettronica e’ bombardata di messaggi di persone che vogliono farsi vaccinare, a cui noi siamo costretti a rispondere che il vaccino non e’ ancora pronto e che non glielo possiamo dare, perche’ dobbiamo fare una serie di studi. Ci scrivono persone di tutte le eta’, dagli anziani ai giovani, che magari hanno figli piccoli e sono spaventati. Questa cosa devo dire che mi colpisce tanto".

In tutto il mondo, infine, ci sono "una quarantina di aziende, cinesi,  europee, americane e israeliana, che stanno lavorando non solo sui vaccini, ma anche sullo sviluppo di altre molecole, o meglio di terapeutici". È una sana competizione a chi arriva prima? "Non e’ una competizione, questa e’ la cosa positiva, c’e’ collaborazione- risponde l’ad di Takis alla Dire - Ovviamente e’ una ’gara’ per le grandi aziende farmaceutiche, perche’ chi arriva prima avra’ una fetta maggiore del mercato. Ma quello chesto vedendo io, invece, e’ che tra i vari ricercatori a livello internazionale c’e’ uno scambio continuo di informazioni. Tanto e’ vero che stiamo partecipando ad alcuni incontri organizzati dall’Organizzazione mondiale della Sanita’ e durante le riunioni - ha concluso Aurisicchio - ognuno racconta quello che sta facendo e i risultati che ha ottenuto. Insomma - ha concluso Aurisicchio - ci si confronta moltissimo".




Tanesa (Asl Rm1): “Tampone positivo non è sciagura”

 

"Molto spesso l’idea del tampone positivo viene vista come una sciagura. Il tampone positivo significa l’infezione, che va trattata in un certo modo". Cosi’ Angelo Tanese, direttore dell’Asl Roma 1, durante lo svolgimento dei tamponi ’drive-in’ all’interno del complesso del Santa Maria della Pieta’, in zona Trionfale a Roma. "Noi abbiamo oggi la maggior parte della popolazione positiva che e’ in una situazione di gestione o a domicilio comunque con grande serenita’. Anche operatori sanitari che hanno avuto dei contatti sono ovviamente preoccupati. Il tampone - spiega il direttore dell’Asl Roma 1- serve proprio, se negativo a scongiurare l’ipotesi, e nel caso di una positivita’ a gestire il caso all’interno di un percorso clinico. Un trattamento che il piu’ delle volte, significa come ad esempio come nel caso di persone note, una gestione domiciliare. Quindi non bisogna avere questo terrore come se il tampone sia la soluzione perche’ la soluzione e’ sempre una gestione clinica", conclude Tanese.




Cento tamponi ‘drive in della Asl Rm1 in oche ore

Sono oltre 100 i tamponi per il coronavirus effettuati dall’Asl Roma 1 in modalita’ ’drive-in’ , all’interno del complesso del Santa Maria della Pieta’, in zona Trionfale.

La nuova modalita’ operativa del Sisp, il Servizio di Igiene e Sanita’ Pubblica della Asl Roma 1 prevede che i cittadini restino nella propria auto mentre il personale infermieristico effettua il tampone faringeo indossando gli idonei dispositivi di protezione.

"Questa modalita’ ci consente di gestire in maniera piu’efficiente e  anche piu’ sicura il tampone che effettuiamo a domicilio", ha spiegato il direttore generale della Asl Roma 1, Angelo Tanese. "È rivolto a quelle persone che seguiamo gia’ da settimane e magari sono in sorveglianza e possono quindi spostarsi da casa laddove riteniamo che questo sia possibile", ha aggiunto Tanese, specificando che non si tratta di un test somministrato su base volontaria o a richiesta. Sono gli stessi operatori del Sisp, ovvero la centrale operativa, a valutare e invitare le persone in sorveglianza sanitaria con sintomi specifici e quelle segnalate dai medici di medicina generale.

"Farlo comodamente nella propria macchina - ha aggiunto Tanese - e’ una soluzione comoda sicuramente anche per le persone, perche’ cosi’ si effettua il test nel giro di pochi minuti. Questa  mattina abbiamo iniziato alle 9.30. Abbiamo collocato un camper proprio all’esterno del padiglione 90 all’interno del quale e’ collocato il Sisp, che da oltre un mese gestisce i contatti concentinaia di persone del nostro territorio quando si valuta la necessita’ del tampone e la possibilita’ di farlo. Qui abbiamo introdotto questa modalita’ che e’ rivolta anche agli operatori sanitari stessi. Le persone vengono con la macchina, i nostri operatori si cambiano all’interno del camper e poi e’ sufficiente per loro un lavaggio delle mani, un cambio dei guanti per poter fare il tampone successivo. Mentre quando andavano a casa, oltre a perdere molto piu’ tempo, dovevano sempre utilizzare dispositivi nuovi".





Coronavirus, Campidoglio: online il sito RomaAiutaRoma

 

È online il sito RomaAiutaRoma, creato per raccogliere tutte le informazioni relative all’emergenza coronavirus: numeri utili, ordinanze, provvedimenti. Si tratta anche di una piattaforma con cui i cittadini potranno interagire. Sarà possibile, infatti, segnalare criticità e bisogni, offrire servizi per la comunità, conoscere tutti i contenuti che Roma Capitale sta rendendo disponibili giorno dopo giorno per portare la cultura e lo svago direttamente nelle case dei cittadini. 

Navigando su RomaAiutaRoma, si accede a molte opportunità. In “Numeri utili” è possibile conoscere i servizi rivolti alla fascia di popolazione più fragile e a coloro che sono stati coinvolti in prima persona. Nelle altre sezioni si potranno consultare le misure adottate dal Campidoglio, in attuazione dei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri per contenere la diffusione del coronavirus, e i provvedimenti, settore per settore.





Verso il rinvio anche l’expo 2020 di Dubai

 

"Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha ufficialmente fatto richiesta di rinviare di un anno l’Expo 2020 Dubai che doveva aprirsi il prossimo 20 ottobre. Le date proposte sono 1 ottobre 2021 - 31 Marzo 2022". Lo annuncia Paolo Glisenti, Commissario per la partecipazione italiana a Expo Dubai che aggiunge: "Ora i 160 paesi membri del Bureau international des Expositions, l’organismo intergovernativo che regola le esposizioni universali, dovrà pronunciarsi con i due terzi della maggioranza il rinvio al 2021. L’Italia ha già manifestato la propria intenzione di votare a favore di questo slittamento".  L’Italia intanto prosegue il suo percorso verso l’Esposizione Universale. "Il progetto italiano sta andando avanti - precisa Glisenti -: stiamo seguendo la costruzione del Padiglione prestando la massima attenzione alla salute e alla sicurezza degli operai sul nostro cantiere a Dubai".





Cantelmi (Itci): “I guariti da Coronavirus saranno la nuova casta. Saranno i privilegiati e guardati con invidia”

 "I guariti dall’infezione Coronavirus saranno la nuova casta, coloro che potranno permettersi di essere immuni, saranno i privilegiati e quindi verranno guardati con molta invidia. Invece, lo stigma riguarda tutti coloro che sono a rischio: le persone che lavorano in ambienti Covid, come gli operatori sociosanitari. Questi hanno gia’ difficolta’ a trovare case in affitto in questo momento". A dirlo e’ Tonino Cantelmi, presidente dell’Istituto di terapia cognitivo-interpersonale (Itci) di Roma e coautore, con Emiliano Lambiase, dello studio ’Covid-19: impatto sulla salute mentale e supporto psicosociale’.

"Ricordiamo che molti operatori sociosanitari sperimentano un isolamento ulteriore - precisa lo psichiatra - nel senso che non vivono con le loro famiglie e sono costretti a stare per conto loro. Alcuni di questi hanno creato dei gruppi e vivono nello stesso edificio. Nel Lazio ci sono delle strutture per disabili, ad esempio, ed alcuni operatori si sono autoconfinati li’. In qualche modo chi sta pagando un prezzo molto alto in termini di stigma sono gli operatori sociosanitari - ripete Cantelmi - che se da un lato vengono esaltati, ammirati, quasi vissuti come degli eroi, dall’altro rischiano di essere gli untori e come tali possono essere vissuti dai familiari o dalle persone conviventi.

Non solo stanno svolgendo un lavoro enorme, ma devono gestire un trauma incredibile, perche’ vedono morire persone. In aggiunta a questo, sono costretti a un isolamento affettivo e stanno in quarantena dentro la loro stessa casa".

È una fotografia abbastanza allarmante, quella scattata da Cantelmi, che tuttavia non viene dal nulla. "Abbiamo molti studi condotti nel mondo in situazioni simili al Covid-19, come la Sars o altre epidemie, che evidenziano come gli operatori sociosanitari impegnati in prima linea siano a rischio per la loro salute mentale e che nel tempo - continua Cantelmi - possono sviluppare un disturbo da trauma che si puo’ manifestare negli anni successivi. Il disagio si concretizza in disturbi dell’umore e reazioni ansiose connesse a frammenti di vissuti traumatici che si riattivano durante i periodi successivi".

L’evidenza si ritrova nel recentissimo studio pubblicato sul Journal of American Medical Association, basato su un’indagine svolta dal 29 gennaio al 3 febbraio e relativa alla salute mentale di 1.257 operatori sanitari che hanno assistito pazienti affetti da Covid-19 in 34 ospedali della Cina". I risultati non sono confortanti- si legge nello studio di Cantelmi - gran parte di essi riferisce di sperimentare sintomi di depressione (50%), ansia (45%), insonnia (34%) e distress (71,5%). Il personale infermieristico, poi, riporta sintomi

particolarmente gravi e forse questo non sorprende, dato che sono maggiormente a contatto con i pazienti - sottolinea lo psichiatra - aumentando quindi il rischio di contagio, sono a piu’ diretto contatto con la sofferenza e devono esercitare costantemente la compassione mentre contengono i propri sentimenti. Gli operatori di prima linea e quelli di Wuhan, epicentro dell’epidemia originale, hanno manifestato un carico psicologico maggiore rispetto agli operatori sanitari cinesi piu’ lontani dall’epicentro".

Un altro studio rileva, inoltre, che durante "l’epidemia di Sars del 2003, gli operatori sanitari temevano di infettare la famiglia o gli amici e si sentivano stigmatizzati perche’ erano in stretto contatto con pazienti malati. Hanno sperimentato uno stress significativo e a lungo termine. Paure simili stanno probabilmente contribuendo al disagio degli operatori sanitari impegnati ora in Italia, oltre all’ovvia preoccupazione di correre un rischio superiore alla media di contrarre Covid-19".

Dunque una conseguenza negativa inattesa per la categoria degli operatori sanitari e’ proprio lo stigma. "Circa il 20% degli operatori sanitari coinvolti nell’epidemia di Sars a Taiwan ha avvertito stigmatizzazione e rifiuto da parte del proprio vicinato. A Singapore - spiega Cantelmi - il 49% degli operatori sanitari durante l’epidemia di Sars ha subito stigmatizzazione sociale a causa del proprio lavoro. Allo stesso modo, le infermiere coreane che lavorano negli ospedali con pazienti con Mers-CoV sono state messe a distanza dai loro cari (ad esempio famiglia o amici) e gli e’ stato vietato l’uso di ascensori nei loro palazzi, e persino ai loro figli non e’ stato permesso di frequentare asili e scuole. Esistono anche alcune prove empiriche di stigma tra i principali operatori sanitari durante l’epidemia di Sars a Singapore".

Gli operatori sociosanitari rappresentano, a detta dello psichiatra, una delle categorie che necessita’ di supporto psicosociale immediato. "Il mio istituto e’ stato chiamato dalla Conferenza episcopale italiana per sostenere i cappellani ospedalieri. Quei preti che prestano servizio in ospedale e che frequentano le sale di rianimazione e luoghi affini, e che sono soggetti anche loro a un vissuto traumatico. Questo supporto deve essere esteso anche agli operatori sociosanitari".

Nel dettaglio, gli effetti psicologici di questi traumi possono essere di due tipi: "Ci sono degli operatori che stringendo i denti vanno avanti, ma soffrono moltissimo e gia’ presentano sintomi in acuto. Tuttavia, la maggior parte di questi soggetti presentera’ sintomi nel tempo, nel quinquennio successivo. I dati dicono che se si intervenisse adesso i nostri operatori avrebbero un grande beneficio in termini di salute mentale subito, ma soprattutto nel futuro".

A rischio di sviluppare conseguenze psicologiche dall’emergenza Coronavirus sono anche altre categorie di persone: i sopravvissuti e i parenti delle vittime. "Coloro che hanno sperimentato la rianimazione, la morte in qualche modo, e poi sono chiamati a gestire il senso di sopravvivenza. Anche questi andrebbero aiutati subito. I parenti delle persone decedute, invece, devono essere aiutate ad elaborare il lutto, dal momento che sono venuti meno i riti: i funerali, l’accompagnamento e la consolazione. Anche questo e’ un evento ulteriormente traumatico", aggiunge il presidente dell’Itci.

In verita’ a rischio per la salute mentale sembra essere tutta la popolazione in generale, sia per i fenomeni di isolamento e distanziamento sociale, che in relazione al trauma psicologico della paura di infettarsi. "L’appello che abbiamo rivolto,

inviando questo studio a tutte le autorita’, e’ di attivare un supporto psicosociale immediato a livello nazionale. Innanzitutto per le categorie piu’ a rischio, ovvero gli operatori sociosanitari coinvolti nel Covid, i parenti delle vittime e i sopravvissuti. Successivamente dobbiamo immaginare di fornirlo a chiunque ne abbia bisogno e in modo gratuito. Dobbiamo costruire una rete di persone disponibili ad offrire un sostegno psicosociale. Il mio istituto lo sta facendo, ma si potrebbe costruire una vera rete di intervento organizzando un coordinamento nazionale delle scuole di specializzazione di psicoterapia - propone Cantelmi - che mettano a disposizione i loro psicoterapeuti. Tutta l’Italia e’ in gioco e ci vogliono molte risorse - conclude - non sara’ difficile per la Protezione civile attivare una rete di scuole specializzazione che forniscano elenchi di psicoterapeuti disponibili".





La conferma del prof Ascierto (Ist. Pascale di Napoli): "Il Tocilizumab sembra funzionare"

 

“Dai trattamenti che abbiamo fatto prima della sperimentazione e quello che abbiamo avuto dagli altri centri, sembra funzionare. Sembra funzionare di più nei pazienti non intubati che sono in reparto e che hanno elevati parametri infiammatori di base”. 

Non è una panacea che promette di risolvere tutti i problemi causati dalla pandemia di Covid-19 ma il Tocilizumab – il farmaco anti-artrite la cui sperimentazione è stata autorizzata dall’Aifa (Azienda italiana del farmaco) dopo i primi risultati incoraggianti sui pazienti trattati a Napoli – sembra confermare le premesse iniziali. 

A distanza di qualche giorno Askanews è tornata al Pascale di Napoli per fare il punto con l’oncologo Paolo Ascierto, il medico che per primo, dopo un confronto con i colleghi cinesi, ha avviato l’utilizzo del farmaco sui pazienti affetti da coronavirus Sars-Cov2. 

“Il Tocilizumab viene utilizzato in questo momento in tutta Italia – ha spiegato Ascierto – 464 centri in tutta italia si sono registrati sul sito dell’Aifa e 209 centri hanno trattato almeno un paziente, questo report è riportato sul sito ufficiale dell’Aifa. Ci sono tante segnalazioni dai vari ospedali per cui il trattamento sembra funzionare. Ovviamente c’è questo cauto ottimismo di cui tutti parliamo ma i dati ufficiali, con rigore scientifico, arriveranno dalla sperimentazione”. 

Il farmaco – prodotto dalla Roche che lo sta distribuendo gratuitamente – viene utilizzato nei pazienti oncologici per contrastare gli effetti collaterali delle immunoterapie, come l’eccessiva produzione di citochine che il sistema immunitario produce in seguito all’infezione, esattamente come accade nei pazienti con polmonite interstiziale causata dal coronavirus Sars-cov2. Questa iperproduzione di citochine può provocare quello che si chiama “shock da citochina”, che è proprio la reazione fisica responsabile di una parte dei decessi dei malati di coronavirus. 

“Questa infiammazione importante è quella che poi determina l’infiammazione a livello degli alveoli polmonari e quindi rende difficoltoso lo scambio dei gas – ha concluso l’oncologo campano – il Tocilizumab va a neutralizzare questo e quindi riducendo questo si riduce l’infiammazione e migliora la respirazione”.

 





Il M5S vuole il taglio (50%) degli stipendi dei parlamentari

 

Il Movimento 5 Stelle propone al Parlamento di compiere un intervento corale, che esprima concretamente unità di intenti: il dimezzamento degli stipendi da parte di deputati e senatori. E’ quanto si legge sul blog delle stelle.

“L’Italia – affermano i pentastellati in un post sul blog – sta combattendo una guerra contro il coronavirus e mai come in questo momento agli italiani è richiesto un sacrificio enorme, che stiamo facendo tutti. Lo stanno facendo gli italiani che rispettano le regole e stanno casa, che si ritrovano a cantare da un balcone, che si fanno coraggio dalle finestre, che sanno aspettare con fiducia. Lo stanno facendo gli italiani impegnati in prima linea – medici, personale sanitario, forze dell’ordine, farmacisti, personale dei servizi essenziali – che stanno mettendo a rischio la loro vita, per difendere quella degli altri. Questo sacrificio deve valere anche per la politica. Il Movimento 5 Stelle propone al Parlamento di compiere un intervento corale, che esprima concretamente unità di intenti: il dimezzamento degli stipendi da parte di deputati e senatori.

Basta un piccolo sforzo per sbloccare 60 milioni all’anno per venire incontro alle esigenze dei cittadini che subiscono l’emergenza Coronavirus. Chi è chiamato a rappresentare il popolo ha il dovere di essere il primo a dare il buon esempio. Il Movimento 5 Stelle ha già donato 3 milioni di euro per l’emergenza. Oggi più che mai il buon esempio vale più di mille parole”.

 





Gentiloni: “Per sostenere la ripresa servono bond comuni”

 

“Per sostenere la ripresa servono bond comuni "emessi per uno specifico scopo e come misura ’one-off’ destinata a rispondere esclusivamente a queste circostanze eccezionali. Penso che la Germania e gli altri Paesi del Nord lo potranno accettare". Lo ha detto il commissario Ue all’economia Paolo Gentiloni in un’intervista pubblicata sul quotidiano tedesco Die Welt. "Il Mes senza condizioni può essere uno strumento utile, ma solo uno tra molti", ha aggiunto.





Morto, contagiato dal Coronavirus, un uomo della scorta del Premier Conte, aveva 52 anni

Si è spento nella scorse ore a Roma, presso il policlinico di Tor Vergata, il Sostituto Commissario della Polizia di Stato Giorgio Guastamacchia di 52 anni, in servizio presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. L’agente è morto in seguito alle complicazioni di una polmonite da Coronavirus e lascia due figli e la moglie. Guastamacchia aveva fatto parte della scorta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte . Il poliziotto si era ammalato a metà marzo. Nelle settimane precedenti il suo ricovero non aveva avuto contatti diretti con Conte, né aveva viaggiato sull’auto del premier. Il Capo della Polizia ha espresso sentimenti di cordoglio e di vicinanza ai familiari attorno ai quali si stringe la grande famiglia della Polizia di Stato.





I test rapidi per individuare le infezioni da Covid-19 non sono ancora attendibili

"I test rapidi basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG specifici per la diagnosi di infezione da Sars Cov 2, secondo il parere espresso dal Cts, non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di Rna virale dai tamponi nasofaringei secondo i protocolli indicati dall’Oms". E’ quanto riporta la nuova circolare della direzione generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute, che aggiorna le indicazioni sui test diagnostici sulla base delle valutazione del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile. "Il risultato qualitativo ottenuto su un singolo campione di siero - spiega la circolare - non è sufficientemente attendibile per una valutazione diagnostica, in quanto la rilevazione della presenza degli anticorpi mediante l’utilizzo dei test rapidi non è comunque indicativo di un’infezione acuta in atto, e quindi della presenza di virus nel paziente e rischio associato a una sua diffusione nella comunità. Inoltre, per ragioni di possibile cross-reattività con altri patogeni affini come altri coronavirus umani, il rilevamento degli anticorpi potrebbe non essere specifico della infezione da Sars-CoV2". "Infine, l’assenza di rilevamento di anticorpi (non ancora presenti nel sangue di un individuo per il ritardo che fisiologicamente connota una risposta umorale rispetto all’infezione virale) non esclude la possibilità di un’infezione in atto in fase precoce o asintomatica e relativo rischio di contagiosità dell’individuo. Si ritiene, inoltre, utile far presente che tali test, qualora non marcati Ce ai sensi del D. Lgs. 332/00 come dispositivi per test autodiagnostici, non possono essere usati da chi non abbia qualificazione/competenza nel merito e, pertanto, l’eventuale fornitura al pubblico generale sarebbe incoerente con la loro destinazione d’uso".




La Cina si è fermata per ricordare le vittime di Covis. Record di decessi nelle ultime 24 ore negli Usa. Drammatica la situazione in Spagna

 

La Cina si è fermata e ha onorato la memoria delle oltre 3.300 vittime del coronavirus e dei primi 14 ’martiri’ caduti in prima linea nell’Hubei lottando contro la pandemia. L’intero Paese s’è raccolto in silenzio alle 10 (le 4 in Italia) per 3 minuti e nell’aria sono risuonate sirene e clacson di auto. Il presidente Xi Jinping e i vertici di Partito comunista e governo, tutti con un fiore bianco sul petto, hanno tenuto una cerimonia alla Zhongnanhai, compound di Pechino della leadership, sostando in raccoglimento davanti alla bandiera nazionale cinese a mezz’asta.

Nuovo triste record negli Stati Uniti, dove - secondo i dati della John Hopkins University - le vittime da coronavirus in 24 ore sono state 1.480. In totale i decessi da quando si e’ diffusa la pandemia nel Paese sono 7.406.

Un crescente numero di persone giovani o comunque sotto i 60 anni si sta ammalando gravemente o sta morendo a causa del coronavirus: lo ha detto Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico del programma per le emergenze dell’Oms, secondo quanto riporta l’Independent. "Stiamo vedendo un maggior numero di persone più giovani gravemente malate", ha affermato l’esperta. "Nel complesso gran parte delle persone affette gravemente da questa malattia e ricoverate nei reparti di terapia intensiva sono più anziane e sono persone con malattie pregresse - ha proseguito -. Ma in alcuni Paesi stiamo vedendo individui sulla trentina, la quarantina e la cinquantina che vengono ricoverati in terapia intensiva e muoiono". Come è noto, il virus non risparmia nemmeno i bambini. Finora, tra gli altri, un bimbo è morto negli Usa, uno nel Regno Unito e una bambina in Belgio. Inoltre, un neonato è morto nello Stato dell’Illinois e sono decine i bambini nel mondo risultati positivi ai test. Drammatica la situazione in Spagna. Sono 809 le persone morte con coronavirus nelle ultime 24 ore. Il bilancio complessivo dall’inizio dell’emergenza confermato dal ministero della Sanità di Madrid e rilanciato dai media locali parla di 11.744 decessi. I casi confermati nel Paese sono 124.736, con 7.026 diagnosticati nelle ultime 24 ore, a fronte dei 119.827 casi confermati ieri dall’Italia.





Speranza: “Abbiamo messo la prima mattonella per vincere la battaglia sanitaria, poi la ripartenza economica”

 

"La prima mattonella per ricostruire l’edificio dell’Italia è vincere la battaglia sanitaria in corso altrimenti non ci potrà essere una ripartenza di natura economica sul terreno dello sviluppo". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza a RaiNews24. "Tutte le energie dello Stato e delle Regioni, di ogni singolo cittadino, devono essere rivolte a vincere questa battaglia sanitaria".

"Il distanziamento sociale è l’unica arma per ridurre il contagio e dobbiamo insistere su questa strada, l’unica al momento che dà certezze", ha detto ancora Speranza che ha poi evidenziato l’impegno della ricerca per un vaccino e possibilità di terapie, però, dice Speranza "al momento non ci sono certezze di esiti e non credo che i tempi saranno immediati. Quindi il distanziamento sociale - conclude - è l’unica arma su cui dobbiamo investire". Con le misure adottate "l’indice di contagio ha iniziato la discesa, ha detto il ministro della Salute. "L’indice ’R con zero’ - ha spiegato Speranza - nel mese di febbraio e nei primi di marzo ha sfiorato i 3, quindi ogni persona contagiata ne contagiava altre 3, producendo una moltiplicazione molto significativa. Con l’applicazione delle misure che abbiamo disposto in maniera rigorosa a partire dal 10 di marzo ha iniziato la sua discesa. Ma la battaglia è ancora nel suo pieno".





Va reso obbligatorio l’uso della mascherina. Misura cardine contro il virus. La denuncia di Acoi e Siiarti

 

Per fermare la diffusione di Covid-19 occorre rendere obbligatorio l’uso della mascherina, "misura cardine" da attuare "quanto prima". A chiederlo in una nota congiunta sono Pierluigi Marini, presidente Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani), Flavia Petrini, presidente Siiarti (Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva) e Paolo De Paolis, presidente Sic (Società italiana di chirurgia). "A seguito della riconosciuta efficacia dell’uso di coprire naso e bocca in caso di malattie a diffusione per via aerea si sollecitano tutte le autorità e amministrazioni a provvedere affinché ciò venga recepito dalla totalità della popolazione. L’impiego non solo di mascherine (anche lavabili, riutilizzabili etc.) ma di qualunque altra barriera, sciarpa, foulard, visiera impedisce la dispersione delle goccioline che diffondono il virus e il conseguente contagio". "Anche in previsione di una progressiva riapertura delle attività questa dovrà essere la misura cardine - affermano i presidenti delle società scientifiche - che, quanto prima verrà attuata, tanto più ridurrà gli effetti devastanti di questa pandemia. Opportune ordinanze di diversi Sindaci e addirittura Governi nazionali (Repubblica Ceca), che impongono di uscire con naso e bocca coperti con mascherina o sciarpa o foulard o altro la dov’è non vi fosse disponibilità, hanno recepito queste solide ragioni. Si chiede che tali indicazioni vengano estese ad altri Comuni o meglio a tutto il territorio nazionale. Tale provvedimento, peraltro di modesto sacrificio a fronte di quelli necessariamente già presi, costituisce la prima e più importante barriera alla diffusione della malattia".





Il Commissario all’emergenza Covid, Arcuri: "Non si può tornare alla normalità"

 

“La nostra battaglia contro il coronavirus prosegue senza sosta: dobbiamo evitare di iniziare a pensare che stiamo vincendo, che stiamo per avere il sopravvento. Gli indicatori ci raccontano solo che stiamo a cominciando a contenerne la portata: niente di più né di meno. La sua diffusione, se pur non uniforme territorialmente, è ancora rilevante”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, alla conferenza stampa in Protezione civile.

“La raccomandazione a tutti i cittadini – ha detto ancora – è astenersi dal pensare che sia già arrivato il momento di tornare a normalizzare i comportamenti, non vi fate influenzare dai calendari o dalle sensazioni: continuate a comportarvi come fino a ora, usciremo da questo dramma se ognuno farà la sua parte con lo stesso spirito avuto fino a ora. Alcune immagini riprese dai social vanno deplorate: dobbiamo fare di tutto per evitare che i sacrifici fatti vengano dispersi o addirittura verificati e per riuscirci dobbiamo continuare ad attenerci alle indicazioni”. “Nulla è cambiato per ora”, ha concluso il commissario.





Coronavirus, in calo le morti e ci sono, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza, meno ricorsi alle terapie intensive

 Finalmente una notizia più che positiva sul fronte della lotta al Coronavirus. Si registra il primo calo di ricoveri in terapia intensiva dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Sono 3.994 i malati di coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 74 in meno rispetto a ieri, mentre le vittime nelle ultime 24 sono 681, mentre venerdì erano stati 766. Di questi, 1.326 sono in Lombardia. Degli 88.274 malati complessivi, 29.010 sono poi ricoverati con sintomi - 269 in più rispetto a ieri - e 55.270 sono quelli in isolamento domiciliare. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. "Oggi per la prima volta abbiamo un dato molto importante. Il numero pazienti in terapia intensiva diminuisce di 74 ed è un notizia importante perché consente ai nostri ospedali di respirare. E’ il primo valore negativo da quando abbiamo avviato la gestione dell’emergenza". Sono le parole in conferenza stampa del capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. "Se guardiamo ai numeri, dal 27 marzo a oggi in 9 giorni si è passati da più di 120 accessi nelle terapie intensive ad un saldo negativo di 74 malati, che non sono più oggi nelle terapie intensive rispetto al numero di ieri. Anche il numero di deceduti si è ridotto dai 970 ai 680 attuali. Ma non abbiamo superato la fase critica. Il pericolo non è scampato, non abbiamo scampato proprio nulla". Lo ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio Superiore di Sanità (Css) Franco Locatelli.