Sequestro di persona, lesioni personali e atti persecutori, 34 enne arrestato dai Carabinieri a Subiaco

 

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Subiaco,  in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Tivoli, su richiesta della Procura di Tivoli , hanno arrestato un 34enne di Subiaco, con precedenti, ritenuto responsabile dei reati di sequestro di persona, lesioni personali aggravate ed atti persecutori. Il provvedimento restrittivo scaturisce dalle indagini condotte dagli stessi militari, sotto la direzione della Procura di Tivoli, che, a distanza di oltre tre anni dai fatti sono riusciti a ricostruire un vicenda dai contorni tanto violenti quanto assurdi nella quale un ragazzo venne sequestrato all’interno dell’abitazione dell’arrestato, malmenato con calci e pugni per l’intera notte e colpito ripetutamente sul corpo con un coltello che gli provocava cicatrici così profonde da essere ancora visibili. L’incontro tra la vittima ed il suo aguzzino doveva in realtà servire solamente a chiarire alcune incomprensioni insorte tra i due per motivi di gelosia legati ad una precedente relazione sentimentale della vittima con la donna che sarebbe poi diventata la compagna dell’arrestato. Da lì a poco, tuttavia, i toni si erano oltremodo accesi e la situazione era degenerata in vere e proprie sevizie. L’arrestato dovrà rispondere anche dell’accusa di atti persecutori, perché vantandosi più volte pubblicamente delle sue “gesta”, aveva cagionato nella vittima un grave e perdurante stato di stress e di prostrazione culminato con un tentativo di suicido.  L’arresto è stato condotto presso il carcere di Roma Rebibbia.





L’Assessore Pugliese (Regione Lazio): Finanziamenti per 750mila euro alle donne vittime di violenza

 

La Regione Lazio ridefinisce, attraverso un finanziamento di 750mila euro, i criteri per l’attivazione del Contributo di libertà, lo strumento concreto dedicato alle donne vittime di violenza maschile che hanno intrapreso un percorso finalizzato al raggiungimento dell’autonomia personale, sociale e lavorativa. “La violenza contro le donne è un fenomeno strutturale e pervasivo che colpisce donne di ogni origine, età e classe sociale; un fenomeno che la Regione Lazio ha deciso di combattere sul piano culturale e sociale attraverso politiche e interventi strutturati”, ha detto Giovanna Pugliese, Assessore della Regione Lazio al Turismo e alle Pari Opportunità. “A causa all’emergenza epidemiologica da COVID-19, abbiamo deciso di apportare importanti ed urgenti integrazioni ai criteri precedentemente stabiliti estendendo ed ampliando sia le modalità di accesso, che le spese rendicontabili. A partire dal mese di aprile e fino alla fine dell’anno – continua – potranno richiedere il contributo non solo tutte le donne in fuoriuscita dalle Case rifugio, ma anche quelle prese in carico dai Centri Antiviolenza della Regione Lazio. Inoltre, in considerazione delle gravi difficoltà economiche che hanno colpito le donne in fuoriuscita dalla violenza, in molti casi rimaste senza occupazione in conseguenza della grave crisi indotta dal coronavirus, sono state riviste le spese ammissibili. Oltre alle spese previste fino a oggi – che andavano dalla caparra per una nuova casa, all’acquisto di mobilio essenziale, dal pagamento delle utenze, alle spese sanitarie urgenti, nonché le esigenze dei figli minori – ora sarà possibile anche utilizzare il Contributo di libertà per sopravvenute esigenze come per esempio per i generi alimentari e per l’acquisto dei supporti informatici al fine di consentire ai figli e alle figlie di seguire la didattica online. Stare dalla parte delle donne significa anche questo: vicinanza e concretezza”. Il Contributo di libertà, stabilito nella misura massima di euro 5.000 pro capite, sarà erogato sulla base dell’istanza presentata e sottoscritta dalla Legale rappresentante dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio che hanno preso in carico la donna sola o con i figli-figlie minori. 





Palozzi (Cambiamo/Lazio): "Allarme per lo stato di crisi dei Balneari"

“Tra i settori del territorio regionale che rischiano di pagare maggiormente a caro prezzo la crisi economica, causata dalla emergenza Coronavirus, figura senza dubbio quello dei balneari, storica attività del litorale laziale”. È l’allarme del consigliere regionale del Lazio ed esponente di Cambiamo, Adriano Palozzi. “Il comparto, come denunciano alcune autorevoli associazioni di categoria, vive – spiega – un periodo di grande incertezza dovuta anche ad una non uniforme applicazione della validazione dei titoli concessioni al 2033. Tale incertezza potrebbe dunque crescere nel corso della prossima ed imminente stagione estiva a causa degli effetti del diffondersi del pericolo virus. Per questa ragione, riteniamo improcrastinabile e necessario che la Regione Lazio, nell’ambito delle proprie competenze, intervenga immediatamente, aprendo un tavolo istituzionale con le associazioni balneari e determinando con sinergia e concretezza criteri univoci affinché tutti i comuni del Lazio, che non hanno ancora adempiuto al rinnovo dei titoli concessori balneari, possano agire rapidamente secondo quanto stabilito dalla legge 145/2018. Sulla delicata vicenda, ho depositato una interrogazione all’attenzione del presidente Zingaretti e dell’assessore competente”, conclude.





Convenzione tra Inps, Regione Lazio e Casa del maestro di Fiuggi per gli isolamenti fiduciari

E’stata consegnata all’Agenzia di Protezione Civile della Regione Lazio una Struttura Sociale dell’INPS, la “Casa del Maestro” sita in Fiuggi (FR), Via Armando Diaz, 107 – Fiuggi (FR). Lo rende noto l’Inps in un comunicato. 

In questa fase critica dell’emergenza sanitaria in atto, ospiterà temporaneamente pazienti infetti da COVID-19, da porre in isolamento fiduciario al di fuori della propria residenza o domicilio o per le quali non sia disponibile altra o diversa soluzione alloggiativa. 

Si è così concretizzata un’ulteriore forma di collaborazione tra l’INPS e la Regione Lazio per la piena tutela dei diritti essenziali della persona. La collaborazione potrà essere estesa anche alle altre Strutture sociali dell’INPS nel territorio nazionale, in accordo le Direzioni Regionali dell’Istituto e le compenti Agenzie di Protezione Civile Regionali. 





Gestione delle emergenze, c’è un Vademecum su animali da compagnia che da reddito: eccolo

 

In caso di emergenze e catastrofi la gestione degli animali, sia da compagnia che da reddito, comporta implicazioni socio economiche ed igienico sanitarie. A sottolinearlo è il Comitato  Sammarinese  di  Bioetica che esprime la propria preoccupazione, durante il Covid-19, per tutte quelle situazioni di quarantena o malattia dei proprietari, nelle quali l’accudimento può divenire estremamente complicato. Le  difficoltà  organizzative, complice l’immotivata paura che gli animali possano fungere da veicoli di contagio, potrebbero costituire motivo di abbandono. Ecco, quindi, che in documento approvato dallo stesso Comitato, redatto da un gruppo ristretto composto dalla dottoressa Luisa Borgia, Vicepresidente, dalla dottoressa Francesca Piergiovanni, componente, e dal dottor Pasqualino Santori, 
esperto esterno e Presidente dell’Istituto di Bioetica per la Veterinaria e l’Agroalimentare, IBV-A e consigliere dell’Ordine Medici Veterinari di Roma, si espongono alcuni punti salienti inseriti nelle raccomandazioni di documento nel quale si pone una particolare attenzione alla bioetica per gli animali proponendo una riflessione sulla rilevanza morale degli stessi, considerati giuridicamente  delle proprietà, pur se con uno status particolare, data la natura di “esseri senzienti”. Allo stato attuale delle conoscenze, non risulta alcuna evidenza scientifiche della trasmissione del virus dagli animali domestici all’uomo ed ecco perché devono essere messe in campo tutte le azioni possibili per garantire il loro benessere, pur nella doverosa distinzione valoriale tra questi ultimi e l’uomo.  Importante, quindi, osservare le seguenti raccomandazioni, diffuse anche dall’Ordine dei Medici Veterinari di Roma:

  





Rebecchini (Ance Roma): “Chiuso il 90% dei cantieri. Bene la Regione Lazio, ma bisogna sburocratizzare”

 

“A Roma e’ chiuso oltre il 90 per cento dei cantieri. E’ chiuso per decreto tutto il privato, mentre sul pubblico va avanti soltanto qualche cantiere emergenziale, come la manutenzione degli ospedali”. Lo ha detto Nicolo’ Rebecchini, presidente di Ance Roma-Acer, in un colloquio con l’agenzia Dire.

 “Ho molto apprezzato le azioni messe in campo dalla Regione Lazio” per contrastare la crisi di liquidita’ delle imprese causata dall’emergenza coronavirus, “ma ci aspettiamo tantissimo in termini di sburocratizzazione. Il vero problema che ci mette paura piu’ del virus non e’ la decrescita economica, ma il botto economico che il Paese rischia di fare se allo stanziamento di fondi non segue parallelamente una modalita’ di atterraggio di questi fondi, che non puo’ essere quella di prima”. 

Secondo Rebecchini la priorita’ “e’ rimettere in ordine i vari ruoli istituzionali preposti al controllo dei fondi, senza sovrapposizioni. Bisogna capire che siamo in un momento emergenziale, le richieste che veranno fatte sono di natura economica e finanziaria per fare opere, ma queste opere quanto prima si devono riversare sulla collettivita’. Con questo non chiediamo di uscire dalle regole, ma di sburocratizzare la macchina del Paese e accorciare i tempi il piu’ possibile perche’ non si possono tenere chiusi nei cassetti i fondi gia’ stanziati, ad esempio in attesa di nominare dei commissari. I sindaci, per esempio, possono essere i commissari di una serie di opere”. 

I proprietari di case in ristrutturazione, che hanno i lavori fermi da meta’ marzo a causa delle disposizioni per contrastare l’emergenza coronavirus, dovranno rassegnarsi ad aspettare che il governo apporti delle modifiche e riapra all’edilizia residenziale privata.

“Le indicazioni generali del governo sono chiare: si deve rimanere a casa e limitare le modalita’ di lavoro ai servizi strategici, essenziali e necessari per la sicurezza. Terminare un appartamento non risponde a questi requisiti- ha spiegato Rebecchini- Mi rendo conto che ci sono situazioni al limite, per esempio se un’impresa ha terminato degli alloggi, i clienti hanno gia’ organizzato il trasloco e manca solo il lavoro del pittore. In queste situazioni forse si puo’ sostenere che e’ possibile andare avanti studiando tutti i sistemi di protezione. Al momento pero’ le disposizioni sono chiare”. Per questo “come associazione di categoria stiamo collaborando per mandare avanti gli appalti pubblici, che hanno un interesse pubblico”.




Accordo per gli ammortizzatori sociali nelle aree di crisi complessa del Lazio

 

“All’esito del tavolo convocato con le organizzazioni sindacali e datoriali regionali abbiamo raggiunto un accordo sugli ammortizzatori sociali relativamente alle aree di crisi industriale complessa di Frosinone e Rieti”, così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio. “L’accordo, in particolare – ha spiegato l’assessore – riguarda l’utilizzo delle risorse per la prosecuzione della mobilità in deroga destinata ai lavoratori e per la cassa integrazione straordinaria per le aziende in fase di reindustrializzazione”. 

“Le risorse a disposizione, complessivamente, sono pari a 15.682 milioni di euro, di cui circa 11 milioni saranno utilizzati come ammortizzatore sociale per oltre 1.300 lavoratori, e 4 milioni per coprire le domande di CIGS provenienti dalle imprese”, ha ricordato l’assessore Di Berardino, aggiungendo: “Da sottolineare che, su nostra sollecitazione, il ministero del Lavoro ci ha notificato il decreto di riparto il 3 aprile scorso, data in cui avevamo incontrato le parti sociali per recepire le istanze e per concordare alcune linee di intervento”.





Requisite all’Aeroporto di Ciampino 175mila mascherine in arrivo dalla Cina

 

Una partita di dispositivi di protezione individuale provenienti dalla Cina e destinati all’approvvigionamento di una societa’ romana e’ stata requisita dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in collaborazione con i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma all’aeroporto di Ciampino. Durante i controlli di routine allo scalo merci, all’attenzione dei Finanzieri della Compagnia di Ciampino e del personale dell’Ufficio delle Dogane di Roma 1 non e’ sfuggita la spedizione, costituita da 88 colli contenenti 175 mila mascherine ad uso chirurgico conformi alla normativa europea e nazionale in tema di sicurezza, delle quali e’ prevista in via eccezionale la requisizione, in forza di uno dei recenti provvedimenti del Governo, per soddisfare il maggiore fabbisogno di materiale di protezione determinato all’emergenza sanitaria da Covid-19. L’Agenzia, quale “soggetto attuatore” in virtu’ di un’ordinanza emessa dal Commissario Straordinario, ha disposto la requisizione delle mascherine, per la successiva consegna alla Protezione Civile.





Nuove riduzioni dell’operatività all’Aeroporto da Vinci

Aeroporti di Roma informa di aver predisposto un ulteriore piano di riduzione dell’operatività dei terminal passeggeri di Fiumicino. A partire da martedì le operazioni di imbarco di tutti i voli in partenza saranno effettuate solamente dal molo B. Le operazioni di check-in, i controlli di sicurezza e la riconsegna bagagli continueranno ad essere effettuate esclusivamente al Terminal 3. 

“La decisione, che segue la chiusura del Terminal 1 del 17 marzo e un forte ridimensionamento delle aree d’imbarco il 27 marzo – si legge in una nota -, si è resa necessaria a causa di ulteriori molteplici cancellazioni di voli da e per l’Italia annunciate da molte compagnie aeree. Nelle ultime settimane il traffico aereo è crollato a livello globale e sul principale scalo italiano oggi la riduzione è di oltre il 95% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. 

I terminal passeggeri dello scalo di Fiumicino riprenderanno ad operare regolarmente non appena sarà superata l’attuale fase di emergenza.





Consegna pacco ai bisognosi, Roma Capitale cerca imprese per le forniture a domicilio

 

Roma Capitale lancia un Avviso di manifestazione d’interesse per individuare le ditte interessate alla fornitura di generi alimentari da utilizzare per il confezionamento di pacchi spesa, da consegnare a singoli e famiglie che rientrano in condizioni di estremo disagio economico. 

Possono partecipare gli esercizi commerciali che hanno sede nel territorio di Roma Capitale. Per presentare l’istanza c’è tempo fino alle ore 21 del 7 aprile 2020. 

L’investimento dell’Amministrazione Capitolina è di 1 milione di euro. 

“Stiamo investendo su tutti i fronti per sostenere persone e famiglie in difficoltà. Chiediamo agli esercizi commerciali collaborazione, in questo momento difficile per tutti e per alcuni nostri concittadini ancora di più. Roma è una comunità, insieme ce la faremo”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi. 

“Non ci fermiamo un secondo, l’impegno per potenziare i servizi in questa fase delicata per tutti è costante. Voglio ringraziare ogni singola persona che sta contribuendo, a partire dai dipendenti capitolini con cui lavoriamo fianco a fianco ogni giorno con grande intensità per raggiungere sempre più risultati come quello di oggi”, dichiara l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì. 

L’Avviso di manifestazione di interesse prevede che i pacchi siano consegnati già confezionati in scatole di cartone e contengano almeno: 

1 kg di pasta (corta e/o lunga); 4 confezioni di pomodori pelati da 250 gr. ciascuno; ½ kg di caffè macinato; 1 kg di farina; 1 kg di zucchero; 4 scatolette di tonno; 2 tavolette di cioccolata (fondente e al latte); 1 bottiglia di olio evo; 1 pacco di biscotti; 1 litro di latte a lunga conservazione. 

Per partecipare, è necessario compilare il modello di domanda presente sul sito di Roma Capitale e inviarlo entro e non oltre le ore 21 del 7 aprile 2020 all’indirizzo pec protocollo.servizisociali@pec.comune.roma.it. 

Sul modello di domanda, andrà indicata la percentuale di sconto che il singolo esercizio commerciale applicherà all’Amministrazione Capitolina per il servizio. 

La consegna della fornitura alimentare, confezionata in singoli pacchi di cartone, dovrà pervenire al Deposito della Polizia Locale di Roma Capitale in Via di Salone 147/149 (00131 Roma), entro le ore 13 del 9 aprile 2020.





Bartoletti (Ordine dei medici): “Valuteremo l’obbligo di mascherina nel Lazio”

 

"Per quanto riguarda l’obbligo di indossare la mascherina anche nella regione Lazio, si tratta di un tema che affronteremo nella fase 2, per ora c’e’ l’obbligo di stare a casa. Per il momento utilizziamole e continuiamo a mantenere le distanze di sicurezza. Le due cose vanno associate perche’ la mascherina, se parliamo di quella chirurgica, quando e’ umida e usata protegge molto meno. È chiaro che l’obbligo delle mascherine e’ legato anche al tema della disponibilita’". Cosi’ in una intervista all’agenzia Dire Pier Luigi Bartoletti, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma e segretario romano della Federazione italiana Medici di Medicina Generale. 

"Con il testi sierologico non si chiude la partita" prosegue Bartoletti, mostrando ai cronisti il test sierologico che stamane e’ stato effettuato insieme a diversi tamponi in un hotel di via Perlasca nel quartiere Collatino, alla periferia est della Capitale, dove si trovano in isolamento diverse decine di crocieristi della Costa Luminosa sbarcati il 25 marzo nel porto di Savona e assegnati a strutture alberghiere di Roma per la quarantena.

Bartoletti, spiegando come vengono effettuati i test per rilevare la positivita’ al coronavirus tramite il sangue, ha detto: "Questo ti dice se hai avuto il Covid-19 e non te ne sei accorto, se ce l’hai in corso. Ma se risulta negativo, senza tampone e’ un test a meta’. Sono tutti cosi’: un pezzo di plastica con una spugnetta, si mette il sangue e delle gocce di un liquido chiamato ’buffer’ che serve a far correre il sangue dentro il test. Se il risultato e’ ’C’ il test e’ negativo, se e’ ’T’ e’ positivo. Per il risultato definitivo ci vogliono 10 minuti, ma gia’ intorno ai 3-4 minuti si ottiene un responso". Ma c’e’ un aspetto che il dottor Bartoletti tiene a sottolineare: "Se una persona e’ stata contagiata ieri il test non lo mostra, per questo dobbiamo riuscire a combinare due metodi: ovvero il tampone possibilmente rapido. Il tampone tradizionale- ha spiegato Bartoletti- e’ in primo luogo ’operatore dipendente’, produce ancora dei falsi negativi e poi e’ un test lento, se faccio migliaia di tamponi mi servono giorni e giorni di laboratorio e la diagnosi arriva tardi. Con il tampone rapido il risultato e’ immediato, come quello biomolecolare". Su questa tipologia di tampone, ha spiegato Bartoletti, "stanno lavorando gli Stati Uniti, noi non ce l’abbiamo". 





Autostrade, Sindacati si oppongono a qualsiasi svendita da parte di Atlantia

Sarebbe “inaccettabile” una vendita della quota di maggioranza di Autostrade per l’Italia (Aspi) da Atlantia a una cordata tedesca. Lo affermano i segretari generali Stefano Malorgio (Filt Cgil), Salvatore Pellecchia (Fit Cisl) e Claudio Tarlazzi (Uilt), secondo cui “nonostante le smentite della ministra dei trasporti e del governo continuano ad avvicendarsi notizie su una possibile soluzione del contenzioso governo-Autostrade, con l’acquisizione delle quote di maggioranza della società da parte di una cordata capeggiata da una società tedesca”.

“Le infrastrutture autostradali – dicono i sindacati – sono un asset sensibile, vitale e strategico per il Paese e, al di là della loro alta redditività, devono rimanere comunque nella disponibilità dello stesso. Per questo motivo tale ipotesi non è oggi accettabile e costituirebbe un atto grave e ingiustificato, aggiungendo nuovi squilibri in un momento così grave per l’Italia, impegnata a controllare l’espandersi del coronavirus, che l’ha costretta a interrompere tutte le attività non essenziali”.

“Nonostante i giorni drammatici che tutti stiamo vivendo – aggiungono Malorgio, Pellecchia e Tarlazzi – è necessario assumersi la responsabilità di pensare a come far ripartire il paese, una volta passata l’emergenza sanitaria. Sollecitiamo dunque il governo a giungere in tempi celeri a una soluzione definitiva di ambito nazionale della vertenza Aspi, perchè è urgente aprire una nuova pagina che metta al sicuro il futuro occupazionale di tutti i dipendenti, che in tale clima di incertezza stanno subendo anche le drammatiche conseguenze del crollo del traffico autostradale”.





Pedofilia, prosciolto da ogni accusa il cardinale australiano Giorge Pell. Aveva subito una condanna a sei anni

 

Il cardinale australiano George Pell, condannato per pedofilia a 6 anni - sentenza confermata lo scorso agosto dalla Corte d’appello dello stato di Victoria -, è stato prosciolto oggi da ogni accusa dall’Alta corte, l’organo di giudizio finale in Australia e sta per essere rimesso in libertà. Pell era stato dichiarato colpevole di aver abusato sessualmente nel 1996 nella sacrestia della cattedrale di Melbourne, quando era arcivescovo della diocesi, di due coristi di 13 anni sorpresi a bere il vino della messa.    Pell ha sottolineato che il suo processo "non era un referendum sulla Chiesa cattolica, né su come le autorità della Chiesa in Australia hanno trattato il crimine della pedofilia" tra i preti. Il cardinale ha quindi affermato di aver "sofferto di una grave ingiustizia" che "è stata rimediata oggi". Pell ha aggiunto di non nutrire alcun risentimento verso il suo accusatore: "Non voglio che il mio proscioglimento aggiunga alla sofferenza e amarezza che tanti sentono".





Il corpo della nipote di Bob Kennedy è stato trovato e recuperato, si cerca il bimbo di otto anni

 

 

 

 

Il corpo della nipote di Bon Kennedy, Maeve Kennedy Townsend McKean, è stato ritrovato dai sommozzatori sott’acqua a circa 3 chilometri dalla casa della madre, nella baia di Chesapeake. E’ quanto ha riferito la polizia. La donna stava giocando a palla con il figlio, quando è stata vista l’ultima volta. “Hanno preso la canoa per andare semplicemente a recuperare la palla – ha scritto in un post su Facebook il marito – e sono stati spinti dalla corrente nella baia aperta”. Le operazioni di recupero del bimbo di otto anni proseguiranno oggi.





Filiera Italia approva la Golden Power per l’alimentare

“Sì alla Golden Power anche al settore alimentare per almeno un anno della crisi”. Così Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, in merito alle misure salva-imprese in discussione in Consiglio dei Ministri. 

La crisi in corso ha messo in evidenza la valenza strategica del settore agroalimentare e ha evidenziato come dipendere dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime rappresenti elemento di debolezza per il nostro Paese. Secondo Filiera Italia molte industrie alimentari grandi e medie del nostro Paese hanno tecnologia, know how, efficienza e sostenibilità uniche al mondo e capaci di renderle prede ambite di altri paesi. 

L’estensione della Golden Power anche al settore alimentare, fortemente voluta da Filiera Italia darà al Governo la possibilità di esercitare diritto di veto su acquisizioni dell’industria del nostro comparto considerate strategiche, non solo per di quote di controllo, ma anche di percentuali superiori al 10% dell’azionariato, anche da parte di Paesi UE fino ad oggi esclusi. “Un no fermo a trasformare la crisi in un invito allo shopping delle nostre eccellenze” sottolinea Scordamaglia. 

Filiera Italia, inoltre, propone che accanto alla possibilità che lo Stato intervenga nell’acquisizione diretta di quote di imprese strategiche, venga sostenuta anche con apposite garanzie l’acquisizione di quote di aziende strategiche da parte di altri gruppi industriali di azionariato privato italiano, per favorire processi di aggregazione crescita e rafforzamento di campioni nazionali che facciano da capofiliera. E prosegue il consigliere delegato “Sempre prestando attenzione che non ne approfittino fondi finanziari anche italiani, ma speculativi, che non fanno bene ad un settore come il nostro che ha bisogno di piani industriali a medio lungo termine”. 

In merito poi alle misure attese per oggi di sostegno alla liquidità alle imprese Scordamaglia dice che “bisogna aver chiaro che la priorità assoluta va data alle PMI su cui le principali filiere italiane si fondano”. Inoltre ancora prima delle risorse a disposizione è prioritario prevedere procedure automatiche di attribuzione dei finanziamenti basati su garanzia pubblica. Secondo Filiera Italia è necessario semplificare il sistema di rating finanziario attualmente utilizzato, affinché le risorse non rimangano inutilizzate e le stesse banche fermino molte delle istruttorie. “Oggi l’unico rating ammissibile per la concessione della liquidità – conclude Scordamaglia – deve essere quello occupazionale e di continuazione dell’attività”.




Fca, partito il confronto Sindacati-Azienda per la riapertura degli impianti in sicurezza

Aperto il confronto tra Fiat Chrysler e i sindacati “in vista della futura ripresa produttiva per individuare le misure sanitarie necessarie a prevenire il rischio di contagio da coronavirus”. Lo affermano Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR dopo una conference call “per provare a concordare misure sanitarie utili a prevenire i rischi di contagio da Covid-19, allorquando riprenderà l’attività produttiva”.

Le prime produzioni “che dovrebbero ripartire, una volta terminato il blocco generale deciso dal governo, sono quelle del Ducato in Sevel, della Compass a Melfi, e della 500 E a Mirafiori, nonchè alcune lavorazioni delle meccaniche di Termoli e Torino e alcune attività di staff”. Il sindacato “ha chiesto di rafforzare le misure già previste dal protocollo di parti sociali e governo già avviate prima del fermo nelle singole unità produttive, ad esempio fornendo mascherine all’intero personale e effettuando il rilievo della temperatura a chiunque entri in stabilimento”.

Fca “si è detta pienamente disponibile a concordare azioni che possano garantire la migliore soluzione possibile, in armonia a quanto consigliato dalle stesse autorità sanitarie e, dopo un primo confronto, si è detta pronta a produrre un testo nei prossimi giorni che accolga le principali richieste sindacali e affronti questi punti: pulizia e igienizzazione degli ambienti, che poi andrà mantenuta nel tempo, dotando anche il personale dell’occorrente per pulire la propria postazione; informazione e formazione del personale da tenere immediatamente al rientro; utilizzo di segnaletica orizzontale per facilitare il mantenimento delle distanze; scaglionamento delle pause; limitazione dell’utilizzo degli spogliatoi; limitazione di meeting e di viaggi; dotazione di dispositivi di sicurezza individuali al personale, come guanti, occhiali e due dispositivi a turno; mantenimento del lavoro agile per chi può lavorare da remoto; riorganizzazione delle mense con possibilità di fornire un sacchetto da asporto in luogo del normale pasto e con possibilità di collocare la pausa mensa a fine turno; ricerca di idonee soluzioni per evitare l’incrocio del personale in uscita e in entrata”.

Per le persone che hanno specifiche fragilità “occorrerà individuare soluzioni specifiche. Fca si è anche riservata di valutare la momentanea sostituzione della marcatura con l’annotazione dell’uscita da parte del responsabile. L’obiettivo è arrivare a un accordo in Friuli Venezia Giulia”.





L’Emilia Romagna pronta da mercoledì a dare gratis mascherine anti-virus a tutti i cittadini

Anche l’Emilia-Romagna imbocca la strada delle mascherine gratis ai propri cittadini. La possibilità ventilata ieri dall’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini trova conferma in un annuncio ufficiale della giunta: tre milioni di mascherine saranno messe a disposizione gratuitamente dalla Regione per tutti i cittadini dell’Emilia-Romagna.

Di queste, precisa una nota, un milione “viene destinato al sistema delle imprese, per garantire il rispetto dei rigidi requisiti di sicurezza qualora dovessero concretizzarsi ipotesi di graduali riaperture in alcuni comparti economici”.

L’obiettivo, come spiega sempre la Regione, è “incentivare il più possibile l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale soprattutto nei luoghi chiusi come i servizi essenziali e gli esercizi di vendita, a partire dagli alimentari, la cui attività non è stata sospesa. Per ovviare alle difficoltà di chi non riesce a reperirle, la Regione è pronta a partire con questa prima fornitura”.

A partire da mercoledì, le mascherine saranno distribuite ai Comuni tramite la rete della Protezione civile regionale dei Coc, i centri operativi comunali. I Comuni “provvederanno quindi a renderle disponibili attraverso le modalità che riterranno più efficaci e che potranno passare anche per le farmacie e parafarmacie o punti come edicole e tabaccherie”.





Napoli, accelerano i lavori per il nuovo Ospedale del Mare di Napoli

 

Sono arrivati all‘ospedale del Mare di Napoli i 57 camion partiti da Padova che trasportano i moduli prefabbricati di cui si comporra’ il primo ospedale da campo realizzato in Campania per aumentare i posti letto di terapia intensiva dedicati ai pazienti Covid. Sono arrivati a Napoli due dei tre moduli previsti, da 24 posti letto ciascuno, per un totale di 48 posti, che saranno attivati in tempi brevi. Oggi parte l’installazione e l’attivazione dei 48 posti letto e’ prevista intorno al 15 aprile. 

“Entro tre giorni – assicura l’architetto Antonio Bruno, direttore dei lavori – il Covid center sara’ completamente montato. Seguira’ la fase dei collaudi e dell’arredamento, contiamo che il centro sara’ operativo subito dopo Pasqua“.

All’ingresso dell’ospedale da campo ci sara’ uno spazio per la camera calda, un tunnel per l’ingresso dell’ambulanza e le aree pedonali, evidenziate con colori differenti. “All’interno – spiega Bruno – i percorsi sporco e pulito sono gia’ progettati. I camion trasportano il 90% di tutto quello di cui c’e’ bisogno per un Covid-center, dalla struttura alle apparecchiature, ventilatori compresi. Mancano soltanto i letti che sono gia’ disponibili”. 

I lavori nell’area vicina al parcheggio dell’ospedale del Mare di Ponticelli dove sorgera’ il centro Covid sono iniziati 15 giorni fa. “Abbiamo fatto un miracolo, anticipando il cronoprogramma”, sottolinea il direttore dei lavori.
E’ previsto per il 20 aprile l’arrivo di altri camion, con l’ultimo modulo da 24 posti, per un totale complessivo di 72 posti letto di terapia intensiva utili ad ospitare i pazienti Covid. La struttura costa 7,7 milioni di euro, l’importo della gara comprensivo del ribasso presentato dalla ditta vincitrice, la Manufacturing Engineering Development MED di Padova che si occupa proprio di moduli prefabbricati in sanita’. “Questi moduli – dice il direttore dei lavori – saranno attivi per tutto il periodo dell’emergenza ma stiamo ragionando sui futuri usi delle strutture. Pensiamo che una parte sara’ utilizzata come una centrale 118, mentre un modulo potrebbe essere usato come asilo nido aziendale“.

Nell’ambito del piano della Regione Campania per far fronte all’emergenza Covid-19 sono previsti altri due ospedali prefabbricati per la terapia intensiva a Salerno e a Caserta.





Il Viceministro alla Salute Sileri: “Ci riabbracceremo quando ci sarà il vaccino”

 

“La vera normalità, come abbracciarci e baciarci, tornerà solo quando avremo un vaccino”. A Circo Massimo, su Radio Capital, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri non nasconde che servirà tempo per tornare alla vita pre-coronavirus: “Dovremo avere accuratezza nei contatti, stare molto più attenti come abbiamo imparato nelle ultime settimane e avere senso di responsabilità, che dovrà guidare la ripresa e la riapertura delle attività, garantendo le misure di distanza e un uso consapevole delle mascherine”, continua Sileri, “Se il virus non circola, la mascherina non serve. Laddove queste misure di sicurezza non possono essere garantite, deve essere usata la mascherina, ad esempio al supermercato ha un ottimo livello di protezione. Tutto questo dovrà essere potenziato nelle prossime settimane con la medicina preventiva sul territorio, sottopotenziata negli anni scorsi. Sarà necessario un medico competente che sia in grado di individuare precocemente persone con sintomi minori e controllare eventuali focolai, anche per un uso ampio dei tamponi per individuare i positivi. Il rischio non sarà mai allo zero, ma portarlo quanto più vicino allo zero in attesa che arrivi il vaccino sarà fondamentale”.





Bonus Inps, occhio al falso sms che chiede di aggiornare la domanda

La corsa al sito dell’INPS per ottenere il bonus garantito dal governo o controllare lo stato della pratica sta costituendo una ghiotta occasione per i truffatori telematici di perpetrare i loro reati. L’abbiamo già detto nei giorni scorsi noi dello “Sportello dei Diritti”” quando abbiamo segnalato il falso invito alla richiesta di sussidio per giovani, ma troviamo nuovamente conferma in questi pericoli in una nuova all’allerta della Polizia Postale che con un nuovo post sulla pagina Facebook “Commissariato di Ps On Line-Italia” ci ricorda di prestare la massima attenzione: “Ancora un massivo invio di sms per false informazioni che riporta a un sito artatamente contraffatto dell’INPS. I criminali informatici inviano un SMS che recita “A seguito della sua richiesta accredito domanda COVID-19. Aggiorna i tuoi dati nel inps-informa.online”. Cliccando sul link che simula le fattezze del sito originale di INPS, viene scaricato un APK (malware) che, installato sul cellulare, permette ai criminali di accedere al dispositivo ottenendone il controllo. Si tratta del cosiddetto fenomeno di smishing, termine che deriva dall’unione delle parole sms e phishing, dove l’ultimo termine indica la “pesca” dei dati. Attenzione, quindi, rilancia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti””: è questo l’imperativo rivolto a tutti coloro che hanno un dispositivo e che ricevono messaggi di questo tipo. Il modo migliore per difendersi, è quello di seguire le indicazioni della Polizia Postale e di cancellare immediatamente questi messaggi. Nel dubbio, bisogna consultare il sito istituzionale dell’INPS, aprendo il browser e cliccando l’indirizzo https://www.inps.it/nuovoportaleinps/home.htm Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti  mail info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

 





Negli Usa i morti sono ormai oltre 10mila. Nessun caso registrato in Cina nelle ultime ore

 

Negli Stati Uniti si contano ormai oltre 10mila morti a causa del Coronavirus, con 1.150 vittime registrate nelle ultime 24 ore. E’ l’ultimo bilancio diffuso dalla Johns Hopkins University, secondo cui nel Paese si contano 366mila casi e 10.783 decessi. Intanto da registrare come nessuna vittima, nessun contagio locale e 32 casi importati: è l’ultimo bilancio sull’epidemia di coronavirus in Cina fornito oggi dalle autorità sanitarie di Pechino, secondo cui in tutto il Paese si contano 81.740 casi, mentre quelli importati dall’estero salgono a 983. Le vittime totali sono 3.331. Proprio in queste ore Wuhan - la città da cui è partita la pandemia - revoca le ultime restrizioni dopo oltre due mesi e mezzo di lockdown. A partire dalla mezzanotte ora locale (le 18 in Italia) riprenderanno i voli, si potrà uscire dalla città in auto e la gente, a condizione di essere in buona salute e di non aver avuto contatti con pazienti infetti, potrà riprendere a viaggiare in treno. Infime il bilancio globale della pandemia. Sono quasi 75mila le persone che nel mondo hanno perso la vita a causa del Covid-19. I dati sono della Johns Hopkins University e parlano di 74.816 vittime a livello mondiale per il nuovo coronavirus. Il Paese più colpito resta l’Italia, con 16.523 morti, seguita da Spagna con 13.341 vittime. Sono invece 1.348.628 le persone che hanno contratto il Covid-19 nel mondo. Il maggior numero dei contagiati, 368.449, si trova negli Stati Uniti.





Fase Due, il Governo e le nuove misure sanitarie: “Obbligo di mascherine all’aperto ed al chiuso”

 

Con il ritorno "parziale e programmato" alle attività nella famosa (e tanto attesa) fase 2, "credo che le mascherine siano da considerare nei luoghi pubblici e al chiuso, unitamente alle misure di distanziamento e al lavaggio delle mani. Poi bisognerà ragionare sul tipo di mascherina da utilizzare: non saranno certo quelle destinate ai medici (Ffp2 o Ffp3)". A dirlo all’Adnkronos Salute è Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, che durante l’ultima conferenza stampa all’Iss per fare il punto su Covid-19 era l’unico esperto ad indossare una mascherina. "Si tratta di un tema complesso: le mascherine chirurgiche sono monouso", riflette l’esperto. Ma certo è una questione "che deve essere valutata".





Decreto liquidità, ecco una sintesi delle misure

 

"Quando si difende il proprio Paese non si fanno calcoli. Io sono convinto, lo dico con tutta la prudenza che mi contraddistingue, che la storia è con noi. E vedremo alla fine quale piega prenderà". E’ quasi mezzanotte quando Giuseppe Conte, reduce da un Cdm fiume, chiude la giornata politica dopo l’approvazione del Ddl liquidità che dà sostegno per 400 miliardi alle piccole, medie e grandi imprese sul territorio nazionale in tempi di crisi economica da coronavirus. Un dl che è “un vero e proprio bazooka di liquidità” - come lo ha definito il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri - che porta a più di 750 miliardi il credito mobilitato". Ma cosa c’è nel dl? Dal sostegno all’imprenditoria, passando per la scuola e le tasse, a spiegare alcune delle misure salienti sono le note del Mef e del Consiglio dei ministri. GARANZIE DI STATO ATTRAVERSO SACE - Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per 200 miliardi, concesse attraverso Sace in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese di ogni dimensione. In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa, ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia. FONDO CENTRALE DI GARANZIA PER LE PMI - Viene disposto un ulteriore potenziamento del Fondo di Garanzia per le Pmi. Sono infatti ammessi al Fondo con copertura al 100%, e senza procedura di valutazione da parte del medesimo, i nuovi finanziamenti di durata massima di 6 anni a favore di pmi e piccoli professionisti, per un importo massimo di 25.000 euro e comunque non superiore al 25% dei ricavi del beneficiario; il rimborso del capitale non decorre prima di 18 mesi dall’erogazione del prestito. Il Fondo può ora concedere garanzie a titolo gratuito fino a un importo massimo di 5 milioni di euro anche alle imprese con numero di dipendenti inferiore a 499. La garanzia del fondo stesso è pari al 90% dell’importo. Infine, per le imprese con ricavi fino a 3,2 milioni di euro, la garanzia concessa dal Fondo al 90% può essere cumulata con un’altra garanzia di un terzo soggetto, per ottenere prestiti con una garanzia del 100% su finanziamenti di importo massimo di 800.000 euro (e comunque non superiori al 25% dei ricavi del beneficiario). Il Fondo - già ampliato dal decreto ’Cura Italia’ (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) con 1,5 miliardi di euro - completa così la sua trasformazione in strumento a supporto della piccola e media impresa, a tutela di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, nonché a salvaguardia dell’export e di tutti quei settori che costituiscono con le eccellenze del Made in Italy la spina dorsale del nostro sistema produttivo. È inoltre previsto un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal Fondo. SOSTEGNO ALL’EXPORT - Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export. L’obiettivo è di consentire a Sace di far fronte alla crescente richiesta di assicurare operazioni ritenute di interesse strategico per l’economia nazionale che la società non avrebbe altrimenti la capacità finanziaria di coprire. CONTINUITÀ DELLE AZIENDE - Il decreto prevede una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell’emergenza, con particolare riguardo a quelle che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale. Tale intervento avviene: in sede di redazione del bilancio in corso, valutando i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall’ultimo bilancio chiuso; disattivando le cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale. Accanto a queste due misure a protezione diretta della società se ne affianca una terza che è volta a favorire il coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori. Vi sono poi misure che riguardano la disciplina del fallimento e che, nell’insieme, sono volte in questa fase a: sottrarre le imprese all’apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, sino a quando durerà l’emergenza; sterilizzare il periodo dell’emergenza ai fini del calcolo delle azioni a tutela dei creditori (quindi quando il periodo emergenziale sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie). GOLDEN POWER - Le norme approvate, al fine di rafforzare nell’attuale contesto di emergenza epidemiologica la disciplina dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica: anticipano, con effetto immediato – e nelle more dell’attuazione del decreto attuativo – l’ampliamento dell’ambito di intervento oggettivo della disciplina golden power ai settori di rilevanza strategica del Regolamento europeo n. 452/2019, consentendo di sottoporre alla preventiva autorizzazione le operazioni rilevanti relative, tra l’altro, ai settori finanziario, creditizio e assicurativo, alle infrastrutture e tecnologie critiche, tra cui l’energia, i trasporti, l’acqua e la salute, alla sicurezza alimentare, all’accesso a informazioni sensibili, compresi i dati personali, all’intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, la cibersicurezza, nonché le nanotecnologie e le biotecnologie; prevedono la possibilità per il Governo di aprire il procedimento d’ufficio, se le imprese non assolvono agli obblighi di notifica previsti; estendono, in via transitoria fino al 31 dicembre 2020, il campo di applicazione della disciplina dei poteri speciali anche ad operazioni intra-europee che richiederanno la preventiva autorizzazione del Governo, nel caso di acquisizione del controllo di asset rientranti nei settori sopra descritti; nel caso di operazioni extra-europee, l’ampliamento, sempre transitorio, riguarderà anche le acquisizioni di partecipazioni superiori al 10% da parte di soggetti non appartenenti all’Unione europeo, se superiori alla soglia di un milione di euro. In materia di trasparenza finanziaria, si sono integrati gli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 120 del TUF per consentire alla CONSOB di abbassare transitoriamente le soglie rilevanti per le comunicazioni (portandola al 5%) e ampliare anche il novero delle imprese che ne sono soggette, includendovi le società ad azionariato diffuso. MISURE FISCALI E CONTABILI - Si interviene con norme urgenti per il rinvio di adempimenti fiscali e tributari da parte di lavoratori e imprese. In particolare, si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il Cura Italia’. Nel dettaglio: IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia; sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019; per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento IVA se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni; ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate. La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio. È esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile. Inoltre, il credito d’imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro viene allargato anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali. Viene consentito all’Inps di rilasciare un Pin semplificato, tramite identificazione telematica del richiedente e posticipando al termine dell’emergenza la verifica con riconoscimento diretto. Si introducono norme sui “farmaci compassionevoli” (i farmaci non ancora autorizzati), che prevedono l’esclusione all’applicazione di imposte in caso di cessione gratuita. ISTRUZIONE - Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, del Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina e del Ministro dell’università e della ricerca Gaetano Manfredi, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato. Le norme disciplinano, con strumenti temporalmente efficaci, tutte le complesse operazioni relative alla chiusura dell’anno scolastico 2019/2020 e all’avvio dell’anno scolastico 2020/2021, tenendo conto della situazione determinatasi a seguito dell’emergenza sanitaria e dell’eventuale protrazione del periodo di sospensione dell’attività didattica svolta “in presenza” oltre il 18 maggio 2020.

Inoltre, in relazione alle criticità emerse nel proseguimento delle attività formative pratiche o di tirocinio in ambito universitario, si adottano misure eccezionali per lo svolgimento degli esami di Stato per l’esercizio delle professioni, per le quali l’attività di tirocinio in parola costituisce una condizione di ammissione. In materia di istruzione, il testo prevede, tra l’altro, che al fine di garantire l’ordinata conclusione dell’anno scolastico 2019/2020, con una o più ordinanze del Ministro dell’istruzione, siano dettate specifiche misure finalizzate ad adeguare la valutazione degli alunni e gli esami di Stato alla situazione emergenziale. Le ordinanze dovranno definire la possibilità di articolare attività di recupero degli apprendimenti dell’anno scolastico 2019/2020, nel corso dell’anno scolastico successivo, a decorrere dal 1° settembre 2020. Tale attività, relativa agli alunni delle classi prime ed intermedie, rappresenterà ordinaria attività didattica per il personale scolastico e per gli alunni. La graduazione tra le diverse misure adottabili sarà determinata in ragione della ripresa o meno delle attività didattiche in presenza entro la data del 18 maggio 2020. Pertanto, qualora sia possibile il rientro a scuola entro tale data, si prevede che: - per entrambi di cicli di istruzione, le ordinanze potranno adattare i requisiti di ammissione alla classe successiva previsti dalla normativa vigente, in considerazione della effettiva possibilità di recupero degli apprendimenti e dell’impegno dimostrato dagli alunni; - per l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, le commissioni di esame potranno essere articolate in maniera diversa rispetto a quanto previsto, avendo come criterio direttivo la presenza di commissari tutti interni all’istituzione scolastica con presidente esterno alla stessa. Si potranno rivedere le prove di esame rispetto a quanto previsto, con la possibilità della sostituzione della seconda prova a carattere nazionale con una predisposta dalla commissione di esame della specifica istituzione scolastica, sulla base di criteri di uniformità dettati a livello nazionale. Nella più grave ipotesi in cui lezioni in presenza non riprendano entro il 18 maggio 2020, o che per ragioni legate all’emergenza sanitaria gli esami non possano svolgersi in presenza, le ordinanze ministeriali potranno invece disporre modalità telematiche per la valutazione finale degli alunni e per gli scrutini finali. Inoltre, per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, sarà consentito sostituire l’intero esame con la valutazione finale da parte del consiglio di classe, integrando la stessa con la valutazione di uno specifico elaborato redatto dallo studente candidato all’esame. La definizione di contenuti e modalità di esecuzione di tale elaborato saranno definite nell’ordinanza stessa. Eccezionalmente, per l’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione, vi potrà essere la previsione di un solo colloquio, sostitutivo di tutte le prove di esame. Tale eventualità richiederà la rimodulazione dello stesso colloquio e dei punteggi di esame previsti. Per quanto riguarda l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020/2021, sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte a: definire la data di inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2020/2021, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, anche tenendo conto dell’eventuale necessità di recupero degli apprendimenti; adattare gli aspetti procedurali e le tempistiche di immissione in ruolo, da concludersi comunque entro la data del 15 settembre 2020, nonché gli aspetti procedurali e le tempistiche relativi alle utilizzazioni, assegnazioni provvisorie e attribuzioni di contratti a tempo determinato; l’eventuale conferma, per l’anno scolastico 2020/2021, dei libri di testo adottati per il corrente anno scolastico, in deroga alle norme vigenti. Si prevede che, in corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente assicuri comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione e che, in relazione al periodo di formazione e prova del personale docente ed educativo, esclusivamente per l’anno scolastico 2019/2020, le attività di verifica da parte dei dirigenti tecnici, previste nel caso di reiterazione del periodo di prova, qualora non effettuate entro il 15 maggio 2020, sono sostituite da un parere consultivo reso dal dirigente tecnico in sede di comitato di valutazione. Il testo conferma, per tutto l’anno scolastico 2019/2020, la sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato l’autorizzazione al Ministero dell’istruzione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, 4.500 unità di personale docente, con decorrenza giuridica dal primo settembre 2019 e decorrenza economica dall’anno scolastico 2020/2021.





Mattarella: “Grazie a medici e infermieri, molti di loro hanno pagato con la vita il servizio reso”

 

"Il nostro pensiero grato e riconoscente va alle infermiere e agli infermieri in prima linea, e con loro a tutti i medici degli ospedali e dei servizi territoriali, agli assistenti, ai ricercatori, a quanti operano nei servizi ausiliari: li abbiamo visti lavorare fino allo stremo delle forze per salvare vite umane e molti di loro hanno pagato con la vita il servizio prestato ai malati". E’ un passaggio del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale della Salute che "ricorre quest’anno mentre l’intero pianeta è chiamato ad affrontare una pericolosa pandemia, causata da un virus ancora per molti aspetti sconosciuto e assai temibile soprattutto per la popolazione più anziana e le persone deboli, già affette da pregresse patologie". "Tanti lutti e sofferenze hanno reso ancor più evidente il valore della salute, componente essenziale del diritto alla vita, presidio da preservare e rafforzare nella solidarietà tra i popoli, gli stati, i continenti. È proprio la valenza universale del diritto alla salute che ci chiama a un impegno, a una corresponsabilità di carattere globale, mettendo da parte egoismi nazionali e privilegi di sorta al fine di dare alla cooperazione mondiale un impulso di grande forza per ciò che riguarda le cure, la ricerca, lo scambio di informazioni, la fornitura di strumenti capaci di salvare vite umane", dichiara il Capo dello Stato. "L’umanità -prosegue- ha le risorse per debellare questo nuovo virus, come le ha per contrastare malattie e disagi particolarmente diffusi nelle aree più povere e dove l’ambiente ha subito danni maggiori. L’impegno solidale per la salute può diventare così un vettore di pace e amicizia, capace di influenzare positivamente le relazioni tra i paesi. Questa giornata, la settantesima, è dedicata agli infermieri e alle ostetriche. Le vicende drammatiche di questi giorni hanno mostrato di quanta generosità, professionalità, dedizione sono capaci gli operatori sanitari". "Il nostro pensiero grato e riconoscente -sottolinea il Capo dello Stato- va alle infermiere e agli infermieri in prima linea, e con loro a tutti i medici degli ospedali e dei servizi territoriali, agli assistenti, ai ricercatori, a quanti operano nei servizi ausiliari: li abbiamo visti lavorare fino allo stremo delle forze per salvare vite umane e molti di loro hanno pagato con la vita il servizio prestato ai malati". "I Servizi Sanitari Nazionali costituiscono capisaldi essenziali delle comunità. La qualità della vita e gli stessi diritti fondamentali della persona sono strettamente legati alle capacità e all’universalità del servizio alla salute. Ma le strutture da sole non basterebbero senza l’umanità e la responsabilità di chi vi opera: per questo -conclude- il ringraziamento di oggi deve tradursi in un sostegno lungimirante e duraturo da parte delle nostre comunità".

 





Emergenza Coronavirus e agricoltura, la Regione Lazio chiede sostegni all’Ue

 

“Abbiamo approvato in Giunta una memoria che impegna la Regione Lazio ad avanzare la richiesta alla Commissione Europea perché autorizzi modifiche e rimodulazioni del PSR 2014-2020 volte a  “liberare” risorse necessarie a fronteggiare l’emergenza”. Lo spiega in una nota l’Assessore all’ Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio, Enrica Onorati. “Il PSR 2014-2020 della Regione Lazio ha infatti indiscutibilmente rappresentato un volano fondamentale per l’economia agricola, raggiungendo gli obiettivi prefissati attraverso performance di eccellente livello. Allo stato attuale – dice Onorati – il Lazio ha messo a bando il 95% delle risorse disponibili. Ne deriva quindi che resta solo un 5% di risorse ancora disponibile. Poche, ma comunque importanti se non fondamentali in un momento in cui il territorio vive una crisi inaspettata e senza un limite temporale. Appare oggi più che mai doveroso, oltre che necessario, adottare ogni possibile semplificazione operativa utile a consentire la più ampia partecipazione e la massima tempestività nell’utilizzo da parte della collettività di queste risorse. Per questo come Regione ci impegneremo a rimodulare la nostra programmazione per avere risorse immediatamente spendibili sul territorio, investendo nuovamente sulle “misure a superficie” per l’adozione di tecniche colturali rispettose dell’ambiente e della biodiversità che non richiedono progettualità impegnative”. Per Onorati “Con l’autorizzazione della Commissione Europea potremo investire ulteriori risorse, ricavandole dalle somme ancora disponibili sulla programmazione e non ancora impegnate, per permettere lo scorrimento della graduatoria già pubblicata. In tal modo sarà possibile ammettere a contributo i progetti istruiti e valutati ammissibili, ma a oggi non finanziabili per carenza di fondi”.





L’appello alla Raggi: “Collochi i senza tetto negli hotel”

 

“Usare gli alberghi e altre strutture attualmente vuote che possono essere allestite adeguatamente, compresi gli impianti sportivi, per accogliere i senzatetto. Soprattutto in questa fase di emergenza nessuno deve essere lasciato solo in balia del suo destino. La proposta lanciate dalle Ong al sindaco di Roma e al prefetto Gerarda Pantalone ricalca quanto già predisposto in altre capitali europee come Londra e Madrid. E’ l’unica possibilità rapida e realistica per chi è senza casa ed è oggettivamente ancora più in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19”. Così in una nota il consigliere del PD capitolino Giovanni Zannola. 

“Molti hotel, ora chiusi per la pandemia, hanno già dato disponibilità alla Regione Lazio – aggiunge Zannola – La disponibilità di queste strutture, cui si potrebbero aggiungerne altre potrebbe contare circa 70.000 stanze. Oltre a non avere una casa in cui abitare, molte persone sono continuamente a rischio denuncia per violazione del decreto ‘Io resto a casa’ così come assurdamente accaduto ieri, nei pressi di Villa Borghese, ad un cittadino che vive in un camper”. “Sottoporre al tampone tutte le persone senza fissa dimora – sottolinea il consigliere – non solo chi vive presso la Stazione Tiburtina come richiesto dalla sindaca, è necessario, ma nello tempo stesso va garantita una soluzione abitativa, in primis, per coloro che devono passare il periodo di quarantena. L’emergenza si affronta con coraggio, generosità e con la capacità di coinvolgere la città, mi spiace davvero registrare un lavoro quasi mai rivolto in questa direzione”, conclude.





Emergenza Covis e scudo penale gli anestesisti scrivono a Bonaccini (Conferenza Regioni e Province Autonome) e De Caro (Anci)

Emergenza Covis e scudo penale gli anestesisti scrivono a Bonaccini (Conferenza Regioni e Province Autonome) e De Caro (Anci)

 

 

I 100 delegati regionali della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione, Terapia Intensiva-SIAARTI hanno inviato oggi una lettera aperta a Stefano Bonaccini (Presidente Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome), Antonio Decaro (Presidente Associazione Comuni Italiani - ANCI) e per conoscenza a Roberto Speranza, Ministro della Salute, per trasmettere agli Amministratori delle Regioni e delle realtà locali “il senso di disagio che gli Anestesisti Rianimatori italiani avvertono in un momento così difficile tanto della vita nazionale, quanto nostro personale come operatori sanitari in prima linea nella battaglia contro la pandemia”.

 

Il disagio è riferito alle “sempre più forti notizie di iniziative volte a coinvolgere gli operatori sanitari in possibili accertamenti di responsabilità penali e civili sul loro operato verso i pazienti affetti da Covid-19 o sospetti tali”. “Abbiamo offerto e continuiamo a farlo”, sottolineano gli anestesisti e rianimatori, “tutta la nostra professionalità, consci di lavorare spesso al limite, ma ugualmente fermi nell’assumerci le nostre responsabilità per ogni decisione presa in base all’esperienza e alla necessità del momento”.

 

Per questi motivi viene inviata la Lettera aperta SIAARTI: “sappiamo che in Senato è stata presentata una proposta di scudo penale per il personale sanitario" scelta che garantirebbe "una protezione da denunce e richieste di risarcimento, spesso evocate per presunti casi di malasanità, cavalcando ignobilmente l’onda emotiva del momento... Scudo non vuol dire spogliarsi di ogni responsabilità, né invocare una indiscriminata immunità. Piuttosto significa una garanzia da attacchi illegittimi, e la sicurezza di tutele e coperture assicurative per il nostro operato in questa fase di emergenza”.

 

Nella Lettera SIAARTI – dove non si vuole entrare nell’ambito delle polemiche riguardanti l’estensione dello “scudo” ad altre responsabilità gestionali ed amministrative – si chiede "ai Governi delle Regioni e alle Amministrazioni delle Città, di supportare la proposta di scudo per il personale medico di fronte al Governo della nazione perché sia speditamente approvata, dando un tangibile segnale di solidarietà e rispetto verso chi ha messo da settimane la propria vita al servizio del Paese che soffre”.





Unioncamere prevede 422mila occupati in meno, e la metà è nel turismo

 

Possibili 422mila occupati in meno nel 2020, la metà dei quali ne turismo. E’ quanto emerge dall’aggiornamento realizzato a marzo da Unioncamere del modello di previsione dei fabbisogni occupazionali. "Si tratta - è scritto - di uno scenario di crisi senza precedenti". Nel 2020, al netto dei lavoratori che beneficeranno della cassa integrazione guadagni ordinaria o in deroga, si stimano, in media annuale, di 422mila unità rispetto al 2019 (-2,1%): per gli indipendenti una riduzione di 190mila unità (-3,4%) e per i dipendenti privati di 232mila unità.

Ecco nel dettaglio la ricerca di Unioncamere:

Possibili 420mila occupati in meno nel 2020. E’ quanto emerge dall’aggiornamento realizzato a marzo da Unioncamere del modello di previsione dei fabbisogni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi che, sfruttando l’insieme delle informazioni a disposizione del sistema delle Camere di Commercio italiane, consente di effettuare un primo approfondimento per l’anno 2020 caratterizzato dall’emergenza COVID-19. Si tratta di uno scenario di crisi senza precedenti, in cui l’economia nazionale e internazionale è stata colpita da uno shock di ingenti proporzioni sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta.

Le prime stime presentate in questo report considerano uno scenario intermedio di progressiva uscita dalla crisi e di ripresa delle attività economiche entro il mese maggio, senza comunque tener conto dei possibili effetti delle misure a sostegno dell’economia che saranno attivate a livello nazionale ed europeo, dal momento che sono ancora in via di definizione.

Nel 2020, al netto dei lavoratori che beneficeranno della cassa integrazione guadagni ordinaria o in deroga, si stima un calo dello stock di occupati dei settori privati dell’industria e dei servizi, in media annuale, di 422mila unità rispetto al 2019 (-2,1%). Infatti, si prevede per gli indipendenti una riduzione di 190mila unità (-3,4%) e per i dipendenti privati di 232mila unità (-1,6%). 

Dall’analisi dei principali comparti produttivi, in particolare, si evidenzia una flessione stimata di 113mila unità nell’industria e di circa 309mila nei servizi. Il turismo risulta il settore maggiormente in sofferenza, con un calo stimato nel 2020 di 220mila occupati, ma si stimano ampie flessioni nello stock di occupati anche nei comparti delle costruzioni (-31mila unità), della moda (-19mila unità), della metallurgia (-17mila unità), della meccatronica (-10mila unità) e delle industrie della gomma e delle materie plastiche (-10mila unità). Per quanto riguarda i servizi, oltre al dato del turismo si segnalano importanti riduzioni degli occupati nel commercio (-72mila unità), nei servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone (-24mila unità) e nel trasporto e logistica (-18mila unità).

I settori per i quali si può prevedere un saldo positivo sono quelli della sanità (+26mila unità), dei servizi ICT (+8mila unità) e le industrie farmaceutiche (+1.200 unità).

 

Nei prossimi mesi Unioncamere potrà formulare uno scenario più aggiornato, tenendo conto del DEF e delle stime del Governo sugli impatti degli interventi a sostegno dell’economia del Paese nonché delle previsioni dei principali Istituti internazionali sull’evoluzione della crisi, per il quinquennio 2020-2024.

 





Non contiene ottimismo la periodica nota Istat sull’economia nazionale. Difficile ogni stima

 

 Lo scenario internazionale “è dominato dall’emergenza sanitaria. Le necessarie misure di contenimento del Covid-19 stanno causando uno shock generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l’offerta sia la domanda”.

E’ quanto evidenziato dall’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. Ecco, comunque quanto questa mattina è stato diffuso da Istat:  Lo scenario internazionale è dominato dall’emergenza sanitaria. Le necessarie misure di contenimento del COVID-19 stanno causando uno shock generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l’offerta sia la domanda.

La rapida evoluzione della pandemia rende difficile rilevare l’intensità degli effetti sull’economia reale con gli indicatori congiunturali la cui diffusione avviene con un ritardo fisiologico rispetto al mese di riferimento. 

Le prime indicazioni disponibili sull’impatto economico in Italia provengono dal clima di fiducia di famiglie e imprese, che a marzo ha segnato una forte e diffusa flessione, e dai dati riferiti a febbraio sul commercio estero extra Ue e le vendite al dettaglio. 

Il commercio extra Ue è stato fortemente influenzato dal calo delle esportazioni verso la Cina, mentre le vendite al dettaglio hanno mostrato un deciso aumento trainato dagli acquisti di beni alimentari. 

L’inflazione si è approssimata allo zero per i ribassi delle quotazioni dei beni energetici collegati al crollo di quelle del petrolio. La crescita dei prezzi al consumo nell’area euro si è confermata più elevata di quella italiana, ma anch’essa in decisa attenuazione.

La nota mensile di marzo contiene il primo approfondimento dedicato all’analisi dell’impatto economico del COVID-19. Ulteriori aggiornamenti e approfondimenti, sia in termini di lettura dei dati congiunturali sia di simulazioni di impatti e scenari, verranno presentati nelle prossime edizioni.





Continua la strage silenziosa di camici bianchi e infermieri contagiati da Covid-19, altre cinque vittime e i gli infettati sono ormai 12.681

Morti altri 5 medici per l’epidemia di coronavirus in Italia: il totale sale così a 94. Lo fa sapere la Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che sul proprio sito (listato a lutto) pubblica l’elenco dei sanitari vittime del covid-19.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto superiore di Sanità (6 aprile), sono in tutto 12.681 gli operatori sanitari contagiati in Italia dal coronavirus.

 





La prudenza del Commissario all’emergenza Covid, Arcuri: “Stiamo attenti alle illusioni ottiche ed agli insensati ottimismi”

Prudenza e messaggi alla popolazione per evitare che da una china positiva, si possa scivolare ad una negativa. Queste le valutazioni espresse, con grande efficacia, dal Commissario straordinario del Governo per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri: “Stiamo attenti alle illusioni ottiche, agli insensati ottimismi e ai pericolosi miraggi: non siamo a pochi passi dall’uscita dell’emergenza o da una ipotetica ‘ora X’ che ci riporterà con un battito di ciglia alla situazione di prima. Nulla è più sbagliato immaginare un imminente ‘liberi tutti’ dove ciascuno torna alle vecchie abitudini: è vero esattamente il contrario”.  “Il bollettino della sofferenza anche ieri (lunedì ndr) contiene dati che evidenziano una prima parziale inversione di tendenza nella diffusione del contagio. Dopo settimane di duri sacrifici – ha spiegato – è certamente una boccata d’ossigeno: non c’è alcun dubbio sull’esito finale della battaglia che stiamo conducendo.

Noi, gli umani, siamo molto più forti di questo maledetto virus”.

“Faccio molta fatica però a gioire – ha proseguito – perchè continuiamo a registrare molti decessi. Nessun algoritmo o tendenza può cancellare il dolore per la perdita di amici e familiari: e il numero di chi perderà la vita a causa del coronavirus purtroppo crescerà. Non bisogna dimenticare mai, nemmeno per un istante, che questo virus a ieri si è portato con sè 16.523 vite umane. Vi supplico ancora: nei prossimi giorni non cancellate mai questo numero dalla vostra memoria”.

“Le severe misure adottate iniziano a dare i frutti che speravamo, ma siamo all’inizio di una lunga fase di transizione: sarebbe imperdonabile non perseverare rendendo inutili i sacrifici fatti. È fondamentale, nel periodo pasquale, rispettare rigorosamente il distanziamento sociale e le misure di prevenzione. Non commettiamo errori nei prossimi giorni: saranno fondamentali. Immaginiamo cosa accadrebbe se sbagliassimo tempi e modalità di uscita dalla fase 1 della pandemia”, ha concluso Arcuri.

 




Cala ancora il numero delle vittime (604) e dei contagi (3.039) da Covid-19

 

L’Italia tira ancora un timido sospiro di sollievo, anche se, non è ancora l’ora di abbassare la guardia nella lotta sanitaria contro Covid-19. Cala il numero dei nuovi contagiati da coronavirus in Italia: sono, infatti, 3.039 i casi in più contro i 3.599 di lunedì. Sono i dati riportati da Angelo Borrelli nella conferenza stampa della Protezione Civile. Diminuisce anche il numero dei morti, 604 contro 636, e scende il numero dei ricoveri in terapia intensiva, 106 in meno (3.792 in tutto) come anche quello dei ricoverati con sintomi, 258 in meno. In totale oggi in ospedale ci sono 28.718 persone.