Banca d’Italia considera il ‘blocco’ da Covid un rischio per le famiglie

 

"La diffusa sospensione dell’attività economica per le misure di contenimento inciderà significativamente sulla capacità delle famiglie europee di fare fronte autonomamente alle proprie esigenze economiche nelle settimane a venire". E’ quanto si legge in un articolo dei ricercatori della Banca d’Italia sugli effetti del Coronavirus che cita "profonde ricadute sulle opportunità lavorative e la capacità reddituale di larga parte della popolazione". "Il loro prolungarsi acuirebbe situazioni di disagio economico preesistenti e ne creerebbe potenzialmente di nuove".

La grande quota di famiglie proprietarie di casa in Italia riduce gli effetti negativi del blocco economico del coronavirus. E’ quanto afferma un articolo dei ricercatori della Banca d’Italia dedicato all’effetto sulle famiglie del coronavirus. "In Germania e in Francia un quarto della popolazione è finanziariamente povera e vive in una casa in affitto; in Italia è in questa condizione poco meno di un quinto della popolazione e in Spagna poco più di un decimo" spiega lo studio. "La diversa esposizione a rischi di reddito delle famiglie finanziariamente povere nei paesi europei al momento più colpiti dal contagio è però compensata dal diverso grado di vulnerabilità connesso con l’ottenimento di servizi abitativi" rileva lo studio.

La Germania vivrà una profonda recessione a causa del coronavirus, il Paese è però solido e può farvi fronte. È questa la previsione dei principali istituti economici, che stimano nel 2020 un crollo del Pil del 4,2%. Per l’anno prossimo viene invece prevista una ripresa e una crescita del 5,8%.

Il superindice dell’Ocse (Composite Leading Indicator, Cli), che offre una possibile interpretazione delle evoluzioni economiche attese per il futuro, segnala il piu’ importante calo mensile mai registrato in gran parte delle grandi economie mondiali. Una situazione, scrive l’Ocse in una nota, "dovuta al notevole shock economico causato dalla pandemia Covid-19 e il suo impatto immediato sulla produzione, il consumo e la fiducia in seguito alle misure di confinamento" per debellare il virus.

L’Ocse spiega che nei prossimi mesi "occorre particolare attenzione per interpretare l’Indice" perché con la "notevole incertezza che regna sulla durata del lockdown, la capacità degli indicatori anticipatori di prevedere i movimenti futuri nel ciclo economico è stata gravemente ridotta". Infatti "le attuali stime sono in grado di fornire segnali significativi sugli attuali movimenti dell’attività e dovrebbero quindi essere considerate coincidenti piuttosto che anticipatori", sottolinea l’organizzazione parigina.





L’Eurogruppo non trova l’accordo, gravi tensioni

Come ci si attendeva alla vigilia, l’Eurogruppo dedicato alla risposta alle conseguenze economiche della pandemia del Covid-19 non è riuscito a trovare un accordo, per ora, sulla questione fondamentale della “condizionalità” del Mes, il Fondo salva Stati. E’ sostanzialmente per risolvere questa controversia che la videoconferenza dell’Eurogruppo, sospesa stamattina dopo 16 ore di discussioni (di cui una gran parte bilaterali), riprenderà domani, molto probabilmente nel pomeriggio.

Resta molto netto il contrasto fra le posizioni più rigoriste, sostenute soprattutto dall’Olanda, e il rifiuto soprattutto dell’Italia e della Spagna di qualunque tipo di condizionalità macroeconomica specifica per paese, per accedere alla linea di credito speciale del Mes che è stata prospettata in risposta al Coronavirus.

Secondo gli olandesi, la condizionalità “alleggerita”, ovvero limitata all’uso a cui sarebbero destinati i prestiti del Mes (solo per finanziarie misure legate alla crisi del Covid-19) sarebbe accettabile solo durante il periodo più acuto della crisi; ma in un secondo momento ogni paese che abbia usufruito di questa linea di credito dovrà non solo rientrare, come tutti, nel quadro della normale sorveglianza di bilancio del “semestre europeo” (con l’applicazione del Patto di Stabilità, dopo la sua temporanea sospensione), ma anche rispettare condizioni specifiche, su misura, riguardo alle sue politiche macroeconomiche e alle riforme strutturali.

Sull’altro nodo, quello della creazione del nuovo “Fondo per la rinascita” proposto dalla Francia per sostenere la ripresa (e basato sull’emissione di debito comune), la discussione non è stata molto lunga: si è deciso di rimandare la decisione al Consiglio europeo, con una dichiarazione di disponibilità dei ministri delle Finanze a lavorare agli aspetti tecnici del dispositivo, se e quando la creazione del Fondo sarà decisa politicamente dai leader.

A quanto si apprende a Bruxelles, nelle conclusioni che trasmetterà al Consiglio europeo l’Eurogruppo non nominerà esplicitamente il Fondo di rilancio proposto dalla Francia, né i “Corona bond” o (eurobond) proposti dall’Italia, né tantomeno il tabù della “mutualizzazione del debito”, che fa inorridire Germania e paesi nordici. Si farà riferimento, comunque, alla disponibilità a sviluppare un Fondo, per contrastare l’inevitabile recessione, i cui costi sarebbero distribuiti nel tempo e sostenuti in parte dal bilancio Ue e in parte da “uno strumento finanziario innovativo” coerente con i Trattati Ue. Oltre a questi due punti, i più controversi, la discussione dell’Eurogruppo ha riguardato anche le altre due proposte sul tavolo, che vedono una maggiore convergenza degli Stati membri: il programma “Sure” della Commissione europea per il finanziamento temporaneo (per un ammontare fino a 100 miliardi di euro) dei diversi sistemi nazionali di cassa integrazione in tutti gli Stati membri, durante la fase acuta della crisi economica causata dal Covid-19; e il piano straordinario di sostegno alle imprese, soprattutto le Pmi, finanziato (con prestiti fino a 200 miliardi di euro in totale) dalla Banca europea degli investimenti (Bei).

Gli Stati membri dovranno fornire garanzie per 25 miliardi di euro per il dispositivo “Sure” (che emetterà obbligazioni sul mercato per finanziare i prestiti agli Stati membri), e sottoscrivere un aumento di capitale della Bei per altri 25 miliardi di euro, necessario per predisporre il programma di aiuti alle imprese.





Conte a Vatican News: “L’Ue deve essere all’altezza del suo ruolo”

 

"L’Unione europea deve essere all’altezza del suo ruolo per affrontare la sfida che ha di fronte in questa fase e per farlo è chiamata a compiere un deciso cambio di passo dal punto di vista politico e sociale". Lo dice il premier Giuseppe Conte, in un’intervista rilasciata all’Osservatore Romano e Vatican News.  "Per chi ha veramente a cuore l’Unione europea, per chi crede in un’Europa unita, forte e solidale, all’altezza della sua storia e della sua civiltà, questo è il momento di compiere passi risoluti, sostenendo e promuovendo tutti i mezzi per la ricostruzione e la rinascita - rimarca il presidente del Consiglio - Se vogliamo preservare la nostra casa comune, è il momento di ragionare come una squadra. Solo così potremo competere, virtuosamente, con gli altri attori globali nell’immane sfida sociale ed economica che seguirà la crisi sanitaria".

"Finita l’emergenza potremo contare su donne e uomini più consapevoli del valore della vita e dell’importanza di dare di più agli altri e alla comunità. Vedo una nuova primavera per l’Italia", è l’auspicio di Conte che dice di essere "fiero e commosso davanti ai gesti di grande abnegazione e generosità a cui stiamo assistendo in questo triste periodo della nostra storia". "Anche da qui voglio dire grazie ai medici e agli infermieri che sono in prima linea nelle corsie degli ospedali. Grazie ai tanti medici del centro-sud che sono partiti per il Nord volontariamente, per supportare i colleghi in trincea nelle zone messe più a dura prova dal virus sottolinea - Desidero ringraziare anche chi, continuando a lavorare, ha permesso di non spegnere completamente il motore del Paese. Grazie anche alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, a tutti coloro che non amano essere chiamati eroi, ma che in questo momento meritano la gratitudine di tutti noi". "Ogni giorno nel nostro Paese ci sono piccoli e grandi gesti che denotano un forte senso di altruismo, solidarietà, spirito di abnegazione. Gesti in cui rivive il messaggio del Papa, che ha invitato tutti a non pensare a quello che ci manca, ma al bene che possiamo fare".

"Abbiamo agito da subito con senso di responsabilità, mettendo al primo posto la salute dei cittadini, che la Costituzione, all’articolo 32, qualifica come diritto fondamentale. Abbiamo preso decisioni difficili, seguendo criteri di proporzionalità e adeguatezza sulla base delle indicazioni del comitato tecnico-scientifico. Lo abbiamo fatto fronteggiando un virus di cui si conosceva pochissimo. Persino la comunità scientifica è rimasta spiazzata", ha poi rivendicato il premier aggiungendo: "Ogni decisione è stata presa in scienza e coscienza. Ma verrà il momento, è inevitabile - riconosce - in cui saremo chiamati a rispondere delle nostre scelte. Non mi sottrarrò, cercando alibi o scorciatoie. Ma ora è il tempo di agire insieme ed è necessaria la collaborazione di tutti, sindaci e presidenti di Regione inclusi".

"Tra il governo e le opposizioni c’è un confronto costante. Abbiamo chiesto ai cittadini di essere uniti, è dovere della politica dare l’esempio. Dobbiamo imparare molto da questo periodo", ha sottolineato Conte affermando che "a livello internazionale tantissimi Paesi hanno dimostrato il loro sostegno all’Italia, inviando personale sanitario, strumentazioni, aiuti. Il primo ministro albanese Edi Rama, al momento dell’invio di medici e infermieri in Italia, ha osservato: ‘laggiù è casa nostra da quando i nostri fratelli italiani ci hanno salvati, ospitati e adottati in casa loro’. Questo spirito di solidarietà, la necessità di sostenerci l’uno con l’altro, ci fa riscoprire di essere - nonostante pur legittime differenze - una grande famiglia, senza steccati".




Promesse di assunzioni nella Pubblica Amministrazione mettono nei guai una 71enne a Fiumicino

 

“Adempimenti amministrativi per assunzione diretta nella P.A.”; questi i termini volutamente burocratici usati nella truffa scoperta a Fiumicino dalla Polizia di Stato. 

Nei giorni scorsi, negli uffici del commissariato della cittadina aeroportuale, diretto da Catello Somma, si è presentata una donna per denunciare un tentativo di truffa da lei subito, 800 euro in contanti con la promessa di essere assunta all’Agenzie delle Entrate. La truffatrice, una donna di 71 anni, per garantire il posto di lavoro, avrebbe vantato delle conosce ai vertici del MEF. 

La somma pattuita doveva essere consegnata nel pomeriggio a casa della truffata. I poliziotti hanno così organizzato un servizio di appostamento che gli ha permesso di vedere direttamente la cessione dei soldi. Il blitz è poi scattato in strada quando, B.L., queste le iniziali della signora, stava entrando nel portone di casa. 

Le perquisizioni, eseguite dagli agenti anche presso l’abitazione di B.L. , hanno permesso di recuperare gli 800 euro e di acquisire altra documentazione tra cui curriculum di terze persone e sistemi di pagamento. 

I poliziotti, visionando quanto sequestrato, sono risaliti ad altre 2 vittime: la prima aveva pagato circa 10 mila euro, mentre l’altra circa 600. Identico il modus operandi: vantando conoscenze ed in alcuni casi spacciandosi come ufficiale della Guardia di Finanza, faceva credere alle vittime di essere in grado di “riesumare”, a favore delle stesse, graduatorie di vecchi concorsi. 

B.L. è stata quindi arrestata e posta agli arresti domiciliari a disposizione della Magistratura di Civitavecchia, mentre gli investigatori continuano la ricerca di altre possibili vittime. 





Roma Capitale, chiuso l’Urp Scuola, tutto on line

Comune: chiude Urp dipartimento Scuola si sposta online

In ottemperanza alle disposizioni governative e regionali relative alla necessità di limitazione del contagio da Covid-19, è stata disposta la chiusura al pubblico dell’U.R.P. del Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale sino al termine dell’emergenza sanitaria. Lo fa sapere il Campidoglio in una nota. Per richiedere informazioni e chiarimenti, i cittadini potranno inviare una e-mail (non PEC) all’indirizzo urpscuola@comune.roma.it, indicando un recapito telefonico. Si ricorda che restano sempre aggiornate le informazioni sul sito web di Roma Capitale e sulle pagine a cura del Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici: https://www.comune.roma.it/web/it/dipartimento-servizi-educativi-e-scolastici.page La nota invita inoltre a consultare gli aggiornamenti messi a disposizione dai Municipi, raggiungibili sempre attraverso il sito di Roma Capitale cliccando sui link dedicati ai singoli territori.





Appello del Pd al Comune di Roma: “Riconverta servizi sociali su Covid”

Appello del Pd al Comune di Roma: “Riconverta servizi sociali su Covid”

“Nel ringraziare per il contributo quanti hanno lavorato in queste ore per il Protocollo di intesa che aiuta i Comuni del Lazio a coprogettare con gli enti gestori affidatari dei servizi gli interventi sociali e socio-sanitari sui territori, in attuazione dell’art.4 del Decreto Cura Italia, facciamo un accorato appello a Roma Capitale perché attui subito le procedure idonee alla sua immediata esecutività. Non lasciare solo nessuno, combattere le disuguaglianze, dare certezza lavorativa agli operatori sociali, garantire i servizi per utenti e famiglie riconvertendoli in un’ottica di riprogrammazione e coprogettazione é riconoscere il prezioso lavoro del mondo sociale, ma anche l’aiuto di cui hanno bisogno tante famiglie romane. Nei giorni scorsi avevamo chiesto a Roma Capitale opportune linee guida di riconversione dei servizi. Oggi grazie alla Regione Lazio, all’Anci Lazio, ai Sindacati, al Forum del Terzo settore e alle centrali cooperative possiamo godere di un protocollo che aiuta ad andare in questa direzione. Roma non lasci solo nessuno. Siamo pronti a collaborare”. Così in una nota Erica Battaglia della direzione regionale del Pd, Giovanni Zannola consigliere comunale Dem, l’assessora alle politiche sociali del Municipio VIII Alessandra Aluigi, i consiglieri municipali Caterina Boca del II, Sara Alonzi del III, Maura Lostia del V, Gianfranco Gasparutto del VI, Valeria Vitrotti del VII, Claudia Pappata’ del IX, Margherita Weylam del X, Daniela Cirulli del XII, Julian Colabello del XIV ed Agnese Rollo del XV.




Sindacato dei Vigilantes all’attacco: "Nei ospedali non c’è sicurezza per le guardie giurate"

 

Guardie giurate usate sistematicamente come centralinisti all’Ospedale Sant’Eugenio e Cto (cui talvolta si aggiunge il Pertini) sono costrette a disertare loro malgrado i servizi di sicurezza per svolgere un compito improprio. 

Il Responsabile della U.O.C. Direzione Amministrativa Ospedali, Giulio Rossi, interessato del problema dal sindacato Savip, “pare insensibile e continua nella sua politica di depotenziamento della sicurezza dei nosocomi: sopprime le ronde di sicurezza per adibire le Guardie al centralino”, si sottolinea in un comunicato. 

Tale gestione, avallata anche dall’Assessore Regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, “che nulla ha fatto per mettervi fine”, fra l’altro scarica sulle Guardie giurate responsabilità e compiti per i quali le stesse non sono formate, non conoscendo le articolazioni vitali degli ospedali e delle istituzioni che, specie in caso d’emergenza, con rapidità devono essere telefonicamente interconnesse. 

“Per contro – si sottolinea – i pazienti e le infrastrutture, soprattutto nelle ore notturne, restano privi di sicurezza, lasciando campo libero ai malintenzionati d’ogni risma. Vorremmo proprio sapere chi ci guadagna da questa palese incapacità di gestire i servizi di sicurezza nell’ambito della Sanità, con evidenti aggravi anche per l’Erario”. 

Il segretario provinciale del Savip, Enzo Lombardo, in una nota chiede “che anche la Questura di Roma intervenga per mettere fine a questo malcostume, impartendo direttive sui servizi alla ASL competente secondo quanto previsto dalla legge”.





Coronavirus, architetti lanciano raccolta fondi per Spallanzani

 

  1. Gogò Comunication Agency lancia Una Call For Architects con lo scopo di raccogliere fondi a sostegno dell’istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” impegnato in prima linea in questo periodo di emergenza. 

Un’iniziativa che vede protagonisti i grandi nomi dell’architettura italiana tra cui Carmelo Baglivo, Massimiliano e Doriana Fuksas, Luca Galofaro, Cherubino Gambardella, Alberto Iacovoni, Beniamino Servino. I creativi coinvolti hanno messo a disposizione una loro opera (Collages, schizzi, Illustrazioni in formato e tecnica libera), a titolo gratuito. Le opere raccolte saranno assegnate a coloro che effettueranno una donazione minima consigliata di 200 euro direttamente all’ Istituto L. Spallanzani dopo aver contattato l’agenzia A. Gogò per scegliere il disegno desiderato. 

“Il merito di questa iniziativa va a tutti i professionisti che hanno riposto a questa chiamata alle armi offrendo in questa battaglia il loro talento e la loro creatività – risponde l’Arch. Giuseppe Vultaggio Co-fondatore della A. Gogò Communication Agency – ho sempre creduto nella forza della bellezza e dell’immaginazione e mai come in momenti come questi deve essere fatta valere”. 

Gli architetti che hanno aderito alla call in ordine alfabetico sono i seguenti: Alberto Iacovoni, Anastasios M. Kotsiopoulos, Atelier 66 (Dimitris e Suzana Antonakakis), Beniamino Servino, Carmelo Baglivo, Cherubino Gambardella, De8_Architetti (Mauro Piantelli), Doriana Fuksas, Efisio Pitzalis, Francesco Fusillo, Gaetano Manganello, Gianluca Fontana, Giulia Perna e Davide Bertugno, Giulio Raccichini, Giuseppe Vultaggio, Kevin Prenna, Kurmak (Laura Fabriani, Sante Simone, Alessandro Zappaterreni), Luca Galofaro, Maria Gelvi, Massimilano Fuksas, Miro Architetti (Riccardo Pedrazzoli), Panayotis Pangalos, Piero Meogrossi, Riccardo Bucci, Riccardo Diotallevi, SET architects (Onorato di Manno e Andrea Tanci), Simone Porfiri, Valentina Frasghini – Francesco Cicconi. Le opere sono da oggi online sul sito di A. Gogò al seguente link http://www.agencygogo.com/go-to-call/ o sulle loro pagine social 




I penalisti di Roma e del Lazio chiedono di non rinviare i processi

 

“Se potessimo dare un titolo a questa nostra missiva, sarebbe ‘gli Avvocati chiedono che non si rinviino i processi’. Perché al di là di una becera e infondata vulgata – subdolamente alimentata da alcuni personaggi ormai tristemente mediatici – secondo cui la massima aspirazione di ogni avvocato sarebbe l’agognato rinvio, è vero invece che l’effettività della giurisdizione è un valore che ci sta a cuore e che, anche in questa occasione, intendiamo difendere”. Così affermano in una lettera inviata al presidente della corte d’appello di Roma, gli avvocati delle Camere penali di Roma e di tutto il Lazio. “Facciamo riferimento, Sig. Presidente, al Suo provvedimento di ieri, 6 aprile, con cui si dispone : ‘tutte le udienze relative ad imputati liberi dal 16 aprile fino al 30 giugno saranno rinviate di ufficio a data da destinarsi’. Si tratta di un provvedimento che la S.V. ha evidentemente inteso adottare sulla scorta di quanto previsto dal noto D.L. n. 18 del 2020”, si aggiunge. 

E poi i penalisti spiegano: “Ora, siamo perfettamente consapevoli del fatto che tale norma di legge attribuisca determinate facoltà ai Presidenti delle Corti di Appello, tra cui, ‘la previsione del rinvio delle udienze a data successiva al 30 giugno 2020’. Ma si tratta appunto di una facoltà, legata all’impossibilità di fronteggiare in altro modo l’emergenza sanitaria e la salvaguardia della salute di chi accede ai luoghi ove si celebrano le udienze”. 

Una misura “estrema da adottare con grande cautela al fine di evitare ‘assembramenti all’interno dell’ufficio giudiziario’. Non abbiamo competenza in materia di prevenzione sanitaria e quindi ogni valutazione sulla ricorrenza degli estremi di sicurezza, per adottare un provvedimento generalizzato ed indiscriminato di rinvio delle udienze, a quasi tre mesi di distanza (valgono ovviamente le eccezioni previste dalla stessa norma), sarebbe comunque un fuor d’opera”.





Ama tutela i suoi lavoratori, distribuite migliaia di mascherine

 

Già dal 31 gennaio Ama ha predisposto e attuato un pacchetto di misure volte a contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid 19. Con oltre 30 procedure (istruzioni, ordini e comunicazioni di servizio) i presidi di sicurezza sono stati adeguati di pari passo con l’evolversi dell’emergenza sanitaria in modo, da un lato, di ridurre il rischio preservando la salute e la sicurezza dei lavoratori e, dall’altro, di garantire la continuità del servizio. L’azienda, in una nota, ribadisce che pur in uno scenario nazionale complicato per l’approvvigionamento di prodotti e presidi, ha posto particolare attenzione ai Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) da fornire ai propri dipendenti: ad oggi sono state distribuite quasi 108mila mascherine (oltre 91mila delle quali con filtro ad alta protezione ffp2 e ffp3), 174mila paia di guanti monouso e 7mila500 tute monouso. Ama, inoltre, spiega ancora di aver tempestivamente attivato tramite fornitori esterni il servizio di raccolta domiciliare dedicata per i cittadini risultati positivi al virus Covid 19 o in quarantena, come previsto dall’Ordinanza Regionale n. Z00015 del 25 marzo e come richiesto da Roma Capitale. La raccolta dei rifiuti avviene prendendo contatto diretto con queste persone, sulla base dei nominativi forniti ad Ama dalle Autorità competenti, aggiornati continuamente. Con la nota diffusa l’azienda capitolina smentisce categoricamente quanto dichiarato da alcune fonti fra ieri e oggi rispetto a un suo difetto di protezione dei lavoratori. Da oltre 10 giorni, spiega l’Azienda, sono state inoltre raddoppiate le frequenze di sanificazione di tutti i mezzi pesanti e leggeri utilizzati per la raccolta dei rifiuti e a ciò si è aggiunta la fornitura di specifici kit agli operatori per igienizzare le parti sensibili interne dei veicoli ad ogni attacco e fine turno. A partire dalla prima settimana di marzo in ogni singola sede, (produttiva, amministrativa o di corporate) vengono ciclicamente sottoposte a trattamento sanificante tutte le aree di lavoro interessate da flusso e permanenza di dipendenti (uffici, sale riunioni, spogliatoi, bagni, pese, portinerie, aree trasbordo, piazzali, interno officine, magazzini e viali di transito). Ama ha poi disposto l’intensificazione delle pulizie quotidiane in tutti i locali lavorativi di tutte le sedi incrementando anche la presenza di dispenser di prodotti igienizzanti. I turni in entrata e in uscita dalle sedi operative, che erano stati già scaglionati ogni 15 minuti, dalla scorsa settimana sono stati ulteriormente distanziati, con l’attacco turno ogni 30 minuti. Relativamente al piano di servizi minimi è stata effettuata una rimodulazione dei servizi “porta a porta”, spazzamento e raccolta stradale in linea con le mutate esigenze. I Centri di Raccolta per rifiuti particolari e ingombranti, per i quali l’azienda aveva già dimezzato l’orario di attività fin dall’11 marzo, già dal 21 marzo sono stati completamente chiusi al pubblico. Analoga modalità è stata applicata dai Cimiteri capitolini, rimasti aperti esclusivamente per consentire i riti funebri.





Roma Capitale pronta a bloccare i canoni di locazione degli impianti sportivi

“Sulla sospensione del pagamento del canone da parte dei concessionari degli impianti sportivi comunali e’ intervenuto un provvedimento del Governo che sospende il canone per due mesi. Ci e’ sembrata misura estendibile perche’ quella attuale e’ fino a giugno, mentre noi crediamo che una reale ripartenza sia possibile dopo l’estate e quindi all’ordine del giorno della prossima Giunta ci sara’ un provvedimento che estende la sospensione per ulteriori 4 mesi”. Lo ha detto l’assessore a Sport e Grandi eventi di Roma Capitale, Daniele Frongia, intervenendo in occasione della riunione della commissione Sport, presieduta da Angelo Diario (M5S), avente ad oggetto l’aggiornamento sugli interventi urgenti a sostegno dei concessionari di impianti sportivi comunali per far fronte all’emergenza Covid-19 come erano stati richiesti dall’Assemblea capitolina in un odg approvato all’unanimita’.
Poi, ha aggiunto Frongia, “abbiamo gia’ chiesto all’Istituto per il Credito Sportivo la sospensione delle rate dei mutui. Ci sono circa 25 linee di credito aperte con l’Ics nei confronti dei concessionari, era un provvedimento che l’Istituto stava gia’ vagliando con il Governo e lo ha adottato. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito dell’Ics”. Inoltre “e’ in corso un’interlocuzione tra Roma Capitale e Governo sull’annullamento vero e proprio dei pagamenti del canone di concessione per il periodo dell’emergenza”.
E ancora: “La sindaca Raggi ha mandato o sta comunque per mandare una lettera al Governo con alcune richieste: una, gia’ fatta dalla sindaca a Spadafora, e’ lo stop al pagamento dell’Iva per il settore sportivo, poi c’e’ un’interlocuzione con il Governo per accordi con i fornitori di energia per sospendere le bollette. Sulla richiesta di inserire i lavoratori dello sport tra le categorie beneficiarie di sostegni, c’e’ da dire che alcuni sono gia’ oggetto del bonus di 600 euro”. Infine, ha concluso Frongia, “abbiamo chiesto al Governo l’esenzione dalle tasse federali”.





Raggi: "Il cuore di Roma continua a battere"

Roma, Raggi: il cuore della città sta continuando a battere

 

 “Il cuore di Roma sta continuando a battere. La città è vuota, un immenso dolore, ma dietro le pareti d casa e al lavoro tante persone ci consentono di vivere, come chi lavora nei servizi essenziali, in supermercati e mercati, il personale sanitario, gli autisti dei mezzi pubblici, i vigili urbani, i netturbini. Poi c’è il cuore della Protezione civile. Il cuore della città batte con un ritmo diverso, ma che ci consentirà di riprendere le attività appena l’emergenza sarà rientrata”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi intervistata nel corso del Tg di Teleroma 56

 

Già 40mila domande buoni spesa, attivate mille App

 

“Oggi sono state attivate le prime mille App per ricevere i Buoni spesa e le persone che hanno richiesto la App hanno potuto cominciare a spendere quei 15 milioni di euro messi a disposizione dal Governo per chi non ce la fa. Abbiamo raccolto oltre 40mila domande in questi primi giorni – ha aggiunto Raggi – e sono in fase di esame. Via via che possono essere accolte, attiviamo le App o portiamo a casa i Buoni spesa con la Polizia locale”, ha concluso.

 

Stadio Roma? Continuiamo a lavorare ci sono interlocuzioni

 

“Sullo Stadio della Roma? Ci sono delle interlocuzioni in corso ma dovremo riportare questo discorso in Aula. Roma Capitale sta continuando a lavorare, l’Assemblea e le Commissioni stanno andando avanti in teleconferenza, ma a ritmo rallentato e ci stiamo concentrato su quei provvedimenti come le variazioni di bilancio e le misure che riguardano direttamente l’emergenza Coronavirus. Comunque ci stiamo continuando a lavorare, glielo confermo”.





Avviso della Regione Lazio per il Terzo Settore

 

Pubblicato sul portale della Regione Lazio l’avviso pubblico dedicato al Terzo settore. Sono previste misure straordinarie di sostegno alla gestione delle azioni per l’assistenza alla cittadinanza, durante il periodo emergenziale a seguito della epidemia. La somma disponibile è di 2 milioni di euro, a sostegno delle spese di acquisto e distribuzione di beni. L’importo massimo finanziabile è pari a 200mila euro. 

“Con questa ulteriore misura – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli – la Regione Lazio sostiene, attraverso la concessione di contributi, le attività promosse dagli enti del Terzo settore quali l’acquisto e consegna a domicilio di pasti, beni di prima necessità, farmaci, alimentari, prodotti per igiene e profilassi per persone e famiglie con fragilità; la fornitura alle fasce più deboli della popolazione di dispositivi di protezione individuale dal Covid19 anche per gli ospiti di case di riposo, ‘dopo di noi’, e altre strutture di accoglienza; la distribuzione di beni di consumo per la manutenzione ordinaria della casa per le fasce di popolazione più debole (a titolo esemplificativo. Verrà finanziato anche l’acquisto di pasti per le mense sociali, per i dormitori e per le strutture di accoglienza”. 

“L’avviso pubblico – aggiunge l’assessore Troncarelli – rientra nei provvedimenti del pacchetto “Regione vicina”, promossi per aiutare concretamente persone e famiglie con fragilità sociale nel soddisfacimento dei bisogni primari. In questo momento di eccezionale difficoltà, non possiamo lasciare nessuno da solo: questo l’impegno che ci sta guidando e che continueremo a mettere in pratica con azioni concrete e immediate”.

 





E’ nato Covid Hospital militare al Celio

 

120 posti letto, dei quali 30 destinati alla terapia intensiva o sub-intensiva, verranno predisposti in tempi strettissimi, nelle prossime due settimane, presso il Policlinico Militare Celio di Roma, il nuovo hub che diventera’ polo di riferimento anti Covid-19 del centro Italia. Una specifica struttura con una capacita’ di ricovero e cura che verra’ successivamente implementata fino a 150 posti, di cui 50 per terapia intensiva o sub-intensiva. L’iniziativa si colloca nel quadro di una collaborazione da tempo in atto tra il Ministero della Difesa, il Ministero della Salute e la Regione Lazio. Questa mattina e’ avvenuto il sopralluogo per verificare lo stato dei lavori, gia’ avviati, del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e del Ministro della Salute Roberto Speranza presso il Policlinico Militare, riconvertito per venire incontro all’emergenza epidemiologica. “Sulla base delle indicazioni che il Ministro Speranza ha fornito a tutto il Paese – ha sottolineato Guerini – la Difesa e il Policlinico Militare Celio hanno risposto con tempestivita’ alla necessita’ di sviluppare una rete di Covid Hospital, che rappresenta una priorita’ non solo ora che siamo ancora nella fase acuta, ma anche in futuro. Dentro le scelte forti che il Governo ha compiuto in questi mesi, prescritte dalla comunita’ scientifica, c’e’ sempre stato l’apporto della Difesa. Le Forze Armate sono chiamate a svolgere il loro lavoro per la salvaguardia delle istituzioni e quando il Paese chiama rispondono sempre con profondo senso del dovere. Ringrazio i medici militari e gli infermieri impegnati qui al Celio, dove abbiamo deciso di dedicare spazi per la lotta al Covid-19, e tutti coloro che operano in prima linea dove c’e’ l’emergenza”.

“Questo hub Covid-hospital – ha sottolineato Speranza – rappresenta uno dei tasselli per le settimane a venire nella battaglia contro il virus – ha affermato il ministro Speranza durante la visita – l’Italia vincera’ la sfida, ma la ricerca scientifica ancora non ha trovato un vaccino utile, dunque e’ di estrema importanza continuare a rispettare le regole del distanziamento sociale.
Voglio esprimere tutto il mio senso di gratitudine per il lavoro del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Le Forze Amate hanno rappresentato uno dei soggetti fondamentali in questa emergenza. Dentro l’emergenza hanno risposto le Forze Armate, hanno risposto tutti i cittadini italiani rispettando, per la stragrande maggioranza, le regole adottate dal Governo, ha risposto lo Stato”. Il materiale e le attrezzature sanitarie saranno fornite dalla struttura commissariale del dottor Arcuri nominata dal Governo per l’attuazione e il coordinamento delle misure per il contenimento e il contrasto dell’emergenza Covid-19, mentre il Ministero della Difesa concorrera’ alle spese finanziare attraverso un contribuito fornito da “Difesa Servizi”, Societa’ in house del Ministero. In particolare, tale iniziativa rientra nell’ “Accordo Quadro per la cooperazione in tema di Sanita’ Pubblica tra Ministero della Difesa e Regione Lazio” e le piu’ recenti Convenzioni con l’Azienda Ospedaliera “S. Giovanni – Addolorata” e con l’Istituto Nazionale Malattie Infettive “L. Spallanzani”.





Crolla un ponte a Massa Carrara, ferito l’ autista di un mezzo commerciale

Un ponte è crollato ad Aulla, in provincia di Massa Carrara, sulla strada provinciale 70. Il ponte si trova in località Albiano e collega la Sp70 con la Sp62. Il ponte è al confine tra Liguria e Toscana, in località, Albiano Magra (Massa Carrara), lungo una strada provinciale che collega la bassa Val di Vara con la Val di Magra (La Spezia). Dalle prime informazioni risulta che due veicoli in transito sono rimasti coinvolti dal crollo. Si tratta di due furgoni precipitati sul letto del fiume e rimasti sopra la carreggiata collassata. C’è un ferito trasportato in codice giallo all’ospedale in seguito al crollo del ponte ad Albiano Magra. Sarebbe il conducente di un furgone. Un altro autista sempre di un furgone sarebbe invece rimasto praticamente illeso a parte lo choc. E’ quanto si apprende da fonti sanitarie. Il 3 novembre scorso al ponte crollato ad Albiano Magra (Massa Carrara) ci fu un sopralluogo dei tecnici Anas, da cui dipende l’infrastruttura, dopo che era stata rilevata una crepa sull’asfalto, ingrandita dalle abbondanti piogge. Ma dai controlli fu dichiarato che non sussistevano "condizioni di pericolosità". A riferirlo è Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia di Massa Carrara che alcuni anni fa ha ceduto la struttura ad Anas. Il sopralluogo, ricorda, fu fatto alla presenza anche dell’assessore comunale di Aulla e della polizia. Lo stesso Comune rassicurò i cittadini con un post sulla pagina istituzionale informando che "il traffico non avrebbe subito limitazioni". "Il ponte - aggiunge Lorenzetti - è importantissimo per la popolazione dell’alta Lunigiana, punto di collegamento sia con i primi territori della Liguria sia con il resto della Toscana".





In Cina 62 nuovi casi di contagio e 2 morti, negli Usa contagi raddoppiati

 

Le autorità sanitarie cinesi hanno registrato 62 nuovi casi di contagio nella Cina continentale, contro i 32 di ieri. Due pazienti affetti da coronavirus sono morti, portando il bilancio delle vittime accertate a 3.333.

I contagiati nel Paese sono 81.802 dall’inizio dell’epidemia. Intanto è di oltre un milione e 430mila casi il bilancio nel mondo, secondo l’ultimo aggiornamento della Johns Hopkins University. In particolare, alle 7.07 di questa mattina, le persone contagiate sono in totale 1.431.375, mentre le vittime ammontano a 82.145.

Le persone guarite sono invece 301.417.

I Paesi più colpiti sono, nell’ordine, Stati Uniti, Spagna, Italia, Francia, Germania, Cina, Iran, Regno Unito, Turchia, Svizzera, Belgio e Olanda.

 

Coronavirus: in Usa 400.000 casi, raddoppiati in 7 giorni

 Il numero di casi confermati di coronavirus negli Stati Uniti ha superato le 400.000 unità, secondo i dati della Nbc, e 12.864 sono le persone morte.

La più grande economia al mondo ha ormai nettamente il primato di casi di Covid-19, con un numero di casi ora quasi cinque volte superiore a quello ufficiale della Cina, dove il virus è stato per la prima volta identificato a dicembre. Gli Stati Uniti hanno confermato 169 nuovi casi in Missouri, portando il totale nazionale a 400.081. Il primo aprile, il numero di contagiati sorpassò le 200.000 unità: questo significa che il numero di casi è raddoppiato in una settimana.





Con un twit incredibile, l’Olanda conferma il suo no agli Eurobond

“L’Olanda è e resta contraria agli eurobond perché aumentano i rischi per l’Europa anziché ridurli”. Lo afferma il ministro delle finanze olandese Wopke Hoekstra su Twitter. Questo, prosegue, “oltre a non essere saggio, non è ragionevole.

L’Olanda dovrebbe garantire i debiti contratti da altri. La maggior parte dei paesi dell’area euro sostiene questa linea”.

 




L’urlo di Trump contro l’Oms "Sospenderemo i pagamenti"

“Se non avessimo chiuso avremmo perso tante altre vite. L’organizzazione mondiale della Sanità non aveva detto di chiudere i confini con la Cina”. Lo ha sottolineato il presidente degli Usa Donadd Trump nella conferenza stampa quotidiana sul coronavirus, che nelle ultime 24 ore ha fatto quasi 2mila morti, portando il dato complessivo dei decessi a 12.722 (+1939). Inoltre nelle ultime 24 ore sono stati registrati quasi 30mila nuovi casi per un totale di 399.886 pazienti in tutto il Paese.

Trump ha detto che “sopenderà” i finanziamenti all’Organizzazione mondale della sanità, accusandola di essere “sinocentrica”. “Questa settima – ha detto Trump in riferimento all’alto numero di contagi nel suo paese – è stata molto difficile ma stiamo inziando a vedere segnali di speranza. La nostra strategia sta funzionando”.

Parlando del modo in cui sui social media si parla della pandemia Trump ha detto che il dibattito è troppo filocinese come l’Oms. “Mi piace la Cina, mi piacciono i cinesi, sono persone fantastiche. Ma ho fatto la scelta giusta a chiudere i confini con la Cina. E noi finanziamo” l’Oms.

 





Papa Francesco: “Il dopo sarà tragico, iniziamo a pensarci”

 

“Penso alle mie responsabilità attuali e nel dopo che verrà”. Così Papa Francesco in un’intervista sul coronavirus al giornalista britannico Austen Iverigh, tradotta in italiano dalla Civiltà cattolica.

“Quale sarà, in quel dopo, il mio servizio come vescovo di Roma, come capo della Chiesa? Quel dopo ha già cominciato a mostrarsi tragico, doloroso, per questo conviene pensarci fin da adesso.

Attraverso il dicastero per lo Sviluppo umano integrale è stata organizzata una commissione che lavora su questo e si riunisce con me”.





L’Ue registra le prime defezioni eccellenti, Ferrari lascia l’Erc

Lo scienziato italiano Mauro Ferrari si è dimesso dall’incarico di presidente del Consiglio europeo della ricerca (Erc), "deluso" dalla risposta europea all’emergenza Covid-19, come lui stesso ha annunciato in una lettera al ’Financial Times’. "Ho rassegnato le dimissioni alla presidente Ursula von der Leyen. In questi mesi ho dedicato il mio tempo all’Erc, motivato dal mio entusiasmo per la grande reputazione di questa agenzia leader a livello mondiale, dal mio impegno per il sogno idealistico di un’Europa unita". Motivazioni, sottolinea con amarezza, "spazzate via da una realtà molto diversa, nel giro di appena tre mesi da quando ho assunto l’incarico. In tempo di emergenza le persone e le istituzioni tornano alla loro natura più profonda e rivelano il loro vero carattere". Il nodo della questione, spiega lo stesso Ferrari, è la sua proposta di istituire, come Erc, un programma speciale per combattere Covid-19. Una mossa quasi dovuta, visto il pesante carico di "morti, sofferenza, trasformazione della società e devastazione economica", a danno soprattutto dei "più deboli". Ma "la proposta è stata respinta all’unanimità dall’organo di governo dell’Erc". Un secco no che ha "profondamente deluso" Ferrari. "Chiedo scusa", esordisce nella lettera al Ft, ma "ora è tempo per me di tornare in frontiera, in prima linea nella lotta a Covid-19, con risorse e responsabilità reali, lontano dagli uffici di Bruxelles, dove le mie capacità politiche sono chiaramente inadeguate". Tornare "di nuovo al vero servizio di coloro che hanno bisogno di nuove soluzioni" che la scienza può dare.





Covid e le belle abitudini esaltate dalla Sindaca Raggi della cittadinanza

“Questa emergenza sta facendo emergere a Roma un forte senso di comunità. Lo vediamo dalle molteplici iniziative messe in piedi in questi giorni da cittadini e negozianti. Vedere l’impegno e la dedizione con cui ci si prodiga per trovare soluzioni e venire incontro a chi ne ha bisogno, ci deve rendere orgogliosi. Io lo sono. Sono davvero orgogliosa di come i romani si stanno comportando in questa fase complicata che ci siamo trovati a vivere”. Lo spiega in un post su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Fabbriche che hanno riconvertito la loro produzione in mascherine evitando così di far perdere il lavoro ai loro operai, pizzerie che regalano il pane – racconta Raggi- o che donano ad associazioni e parrocchie pasti caldi, negozi che producono e regalano mascherine per gli abitanti del quartiere Sono davvero molte le iniziative che state portando avanti. Noi le stiamo raccogliendo all’interno della sezione ‘Le belle abitudini´ sul sito RomaAiutaRoma che abbiamo creato per mettere insieme tutte le informazioni relative all’emergenza coronavirus. Se anche voi vi siete attivati per offrire servizi utili per i cittadini durante l’emergenza, o conoscete qualcuno che l’ha fatto, fatecelo sapere scrivendo a questa mail: lebelleabitudini@comune.roma.it. Le belle abitudini devono essere valorizzate e raccontate. Qui, intanto, ne trovate alcune: https://www.comune.roma.it/romaiutaroma/it/le-belle-abitudini.page”, conclude.





Crack da Coronavirus per il comparto della moda, flessione del 27-30%

 

Nel 2020 l’industria della moda globale (abbigliamento e calzature) potrebbe subire una contrazione del 27-30%, con la possibilità di tornare a una crescita compresa tra il 2% e il 4% nel 2021. E’ quanto stima l’aggiornamento del report The State of Fashion 2020 pubblicato da The Business of Fashion e McKinsey & Company. 

In particolare, per i beni di lusso (moda, accessori, orologi, gioielli e beauty d’alta gamma) si prevede una flessione del 35-39%, con una stima di ritorno alla crescita nel 2021 tra l’1% e il 4%. 

La capitalizzazione media delle aziende di abbigliamento, moda e lusso è diminuita di quasi il 40% dall’inizio di gennaio al 24 marzo: un decremento molto più marcato rispetto alla media del mercato azionario complessivo. Se il lockdown e la chiusura dei negozi si protrarrà per oltre due mesi, l’80% delle aziende quotate del settore in Europa e negli Stati Uniti potrebbe trovarsi in una situazione di difficoltà finanziaria, provocando una crescita del numero dei fallimenti nei prossimi 12/18 mesi. 

Nel corso della pandemia si è registrata una preferenza da parte dei consumatori per i beni di prima necessità rispetto a quelli voluttuari. Questo ha generato un impatto sulle vendite, che anche online hanno subito un contraccolpo, con una diminuzione del 5-20% in Europa, del 30-40% negli Usa e del 15-25% in Cina.





Raffaello 500, la cultura non si ferma: i segreti del restauro della "Muta" per #iorestoacasa

 

Il giorno successivo alle celebrazioni dei 500 anni dalla morte prosegue sul canale YouTube del MiBACT l’omaggio a Raffaello con un video dedicato al restauro de “La Muta” del pittore urbinate. Il silenzio mentre lo sguardo indugia sugli occhi fissi e grigi e sulle sottili labbra serrate, per poi scendere al décolleté e infine risalire lungo la linea perfetta del naso: con questa sequenza inizia il video che racconta il lungo e laborioso restauro di uno dei più enigmatici ritratti di Raffaello Sanzio, “La Muta”, conservato alle Gallerie Nazionali delle Marche di Urbino. L’opera, corrosa dai tarli, ha conosciuto un serio intervento conservativo nel 2014 per mano dei tecnici dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, documentato nei dettagli nel video sul canale YouTube del MiBACT , dove dall’inizio dell’emergenza coronavirus i musei, i parchi archeologici e gli istituti autonomi statali stanno fornendo contributi audiovisivi di ogni genere per permettere alle persone di continuare a godere del patrimonio culturale nazionale. Le diverse sequenze degli interventi diagnostici, a partire dalla radiografia che ha evidenziato la vastità degli attacchi al supporto ligneo da parte di insetti xilofagi per arrivare alla disinfestazione del dipinto e la sua integrazione pittorica, sono illustrate con cura dai restauratori, che rivelano anche le tante scoperte rese possibili dalle analisi: dai diversi segni di pentimento nel disegno sottostante all’uso del nero d’ossa e di pigmenti di rame, sono molti gli elementi emersi da un restauro che ha permesso di restituire luce e splendore all’opera. Con questa iniziativa il Mibact, attraverso un impegno corale di tutti i propri istituti, mostra così non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il dietro le quinte dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, tutela, valorizzazione. Attraverso il sito e i propri profili social facebook, instagram e twitter il Ministero rilancia le numerose iniziative digitali in atto. Sulla pagina La cultura non si ferma del sito https://www.beniculturali.it/laculturanonsiferma, in continuo aggiornamento, sono inoltre già presenti diversi contributi dei luoghi della cultura statali.





I consigli per la gravidanza in quarantena. Le preoccupazioni per malattia e lockdown

 

Dalla scoperta della maternita’ al parto le donne in gravidanza vivono quella che in termini tecnici si chiama ’trasparenza psichica’, una sorta di maggiore vulnerabilita’ emotiva determinata dal fatto che tutte le energie sono canalizzate verso il bambino. Ma cosa succede se su questa condizione di aumentata suscettibilita’ si innestano le preoccupazioni legate al contagio da coronavirus e ai vissuti di isolamento dovuti al lockdown?

Secondo Magda Di Renzo, analista junghiana, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva e responsabile Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), per comprendere a fondo le paure che popolano le menti delle donne che stanno vivendo la gravidanza in quarantena occorre, innanzitutto, distinguere le fasi della gestazione. Tenendo presente che, "in casi di donne che hanno una maggiore vulnerabilita’- spiega all’agenzia Dire Di Renzo - il non sentirsi sostenute potrebbe portare ad un maggior rischio di sviluppare una depressione post partum", ma che, allo stesso tempo, "il fatto di non avere degli appoggi attiva resilienze che in condizioni normali non sarebbero state attivate".

"La gravidanza e’ il periodo dell’esistenza in cui si ha maggiormente bisogno di una condivisione e di un contenimento, cioe’ di avere accanto le persone- continua l’analista- Per una donna il momento della gravidanza e’ la riattivazione della sua dimensione di figlia. C’e’ un bisogno di partecipazione, di riavvicinarsi alla figura materna, che sia stata positiva o negativa nel passato. Quindi, essere lontane, non poter condividere con la madre, con gli amici, questo momento e’ un grande problema". È il caso di Claudia, che nello speciale dell’Agenzia Dire dedicato alla maternita’ in quarantena, aveva raccontato la frustrazione di aver scoperto di essere incinta senza poter aver vicino sua madre.

Se fino al quarto mese, da parte della donna, "c’e’ un assestarsi nella condizione- prosegue la psicoterapeuta- dal quarto al settimo sono molto fertili le fantasie sul futuro bambino", che "oggi sono state in qualche modo contaminate da questo problema esterno", dalla "preoccupazione del collettivo".

In piu’, molte "hanno avuto difficolta’ nel preparare le cose per il bambino, perche’ i negozi sono chiusi. Sembrano sciocchezze - sottolinea la psicoterapeuta- ma sono, invece, degli elementi determinanti, perche’ e’ un modo di pensare al bambino che verra’".

L’elemento piu’ insidioso per chi, invece, sta affrontando il parto in emergenza Covid-19 "e’ il fatto di essere sole. Per alcune e’ stata possibile la presenza del marito, per altre no", e anche il dopo parto, "il momento in cui ci dovrebbe essere la festa, l’iniziazione del bambino al mondo", e’ stato sostituito dalla condivisione virtuale di immagini foto e video inviati ad amici e parenti. Per questo, avverte Di Renzo, occorre valorizzare e avere "un rapporto piu’ umile con la tecnologia, che ci ha salvato in questo momento, dandoci una grande possibilita’", anche se "avere accanto la propria madre che ti aiuta e’ un’altra cosa". 

È la funzione simbolica protettiva del futuro padre, "centrale" fin dai primi mesi di gravidanza, a venir meno per le donne che sono costrette a partorire senza il proprio marito o compagno accanto. "Hanno paura di rimanere sole durante il parto perche’ arrivano in questa condizione di isolamento nei giorni che lo precedono con un senso abbandonico - sottolinea la responsabile Terapie di IdO - La vulnerabilita’ emotiva che la donna gravida vive necessita di un contenimento, la vicinanza fisica e’ una vicinanza alla paura di quel momento, al vivere un’esperienza ignota, come nel caso del primo parto".

Quindi, "la mancanza della figura del futuro padre viene vissuta come un’esperienza abbandonica. I padri che hanno potuto assistere, perche’ moltissime strutture sanitarie, dobbiamo dirlo, lo hanno permesso - insiste Di Renzo - hanno assolto alla

loro funzione e sicuramente queste donne si sono sentite piu’ protette, perche’ la figura paterna e’ simbolicamente fondante".

Una direttiva nazionale per tutti gli ospedali, in questo senso, "aiuterebbe, anche se nelle situazioni di emergenza, sia in ambito sanitario che non, si attivano da parte di tutti delle straordinarie resilienze e molte gestanti sono riuscite a portare

avanti controlli ed ecografie senza sentirsi abbandonate". Secondo di Di Renzo, le neomamme in quarantena devono sentirsi un po’ speciali, come i loro piccoli: "Sono bambini che nonostante tutto sono venuti fuori, che ce l’hanno fatta, sono madri che sono state capaci di proteggerli. Io ne farei un inno positivo- osserva- affinche’ quelle ansie che hanno costellato questi mesi diventino una grande risorsa per le mamme e per i loro bambini".

E allora si’ alla ricerca della vicinanza del marito o del compagno, "un elemento protettivo importante", e si’ a tutta una serie di attivita’ positive che vanno dall’"ascolto della musica, ai corsi di preparazione al parto online, ai piccoli movimenti, agli esercizi di yoga". Importante, sottolinea la psicoterapeuta, "mantenere i contatti con amici, parenti e donne nella stessa condizione, attraverso la tecnologia", ma anche "occupare il tempo con qualcosa di creativo" e fare tesoro di questo periodo di isolamento. Perche’ "c’e’ una maggiore calma delle madri e questo e’ sicuramente un vantaggio per il bambino". Avendo sempre ben presente, conclude Di Renzo, "che il feto non viene attaccato dal virus: un elemento fondamentale".




Azzolina (Istruzione): “Decreto scuola permetterà di concludere l’anno scolastico”

 

Il decreto inerente il mondo della scuola "rappresenta un paradigma, ci permetterà di concludere l’anno scolastico e traghettarci verso il prossimo. Con una chiarezza definitiva sulla didattica a distanza, che non può essere consuiderata uno strumento opzionale. Ci sta permettendo di concludere l’anno, quindi renderla una chiave di volta significa dare dignità al lavoro dei docenti. Che incito a lavorare ancora in questi due mesi fino alla fine dell’anno scolastico". Lo ha dichiarato, a margine del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.





Di Maio: “L’Italia non diventerà l’ outlet di altre nazioni”

 

“L’Italia non diventerà l’outlet di altre nazioni come nel 2008”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un’intervista al Sole 24 Ore. Co il Dl liquidità, spiega, “l’obiettivo è garantire il massimo sostegno semplificando le procedure. C’è poi tutto il fronte export e commercio estero, su cui come Farnesina stiamo lavorando attentamente”. Per Di Maio “le aziende italiane hanno le potenzialità per recuperare ed è nostro compito fare di più e meglio per adeguare il sistema di supporto all’export alle nuove esigenze. Oggi è partita da parte nostra la convocazione di 12 tavoli verticali che si svolgeranno dal 14 al 21 aprile in sei giornate. L’obiettivo è raccogliere proposte per ripresa e rilancio dell’export. Il patto che ho in mente si basa su un insieme di misure importanti già varate, che potremo rafforzare in sede di conversione del Dl Cura Italia”. Poi, assicura che “lo Stato farà di tutto per assicurare che gli asset strategici nazionali siano protetti. L’Italia non diventerà l’outlet di altre nazioni come nel 2008. Ma è evidente che serve un ruolo forte dello Stato per la fase di ripartenza. Il sistema italiano, la produzione, le quote di mercato devono essere tutelate il più possibile. Non hanno importanza i nomi, ma lo scopo finale: ripartire il più velocemente possibile”.





Cartabellotta (Fondazione Gimbe) : “Scelta spavalda allentare le misure restrittive anti-Covid“

 

Allentare le misure restrittive anti-coronavirus prima di fine maggio sarebbe una scelta “spavalda” e rischiosa per il paese, perchè i contagi potrebbero tornare ad aumentare rapidamente. Lo sostiene il presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, secondo cui se nelle prossime settimane sarà confermato il rallentamento dei nuovi casi “con una certa dose di spavalderia la ‘fase 2’ potrebbe essere avviata tra fine aprile e inizio maggio, accettando il rischio di una nuova impennata dei contagi”.

“Se al contrario – spiega Cartabellotta – la linea vuole essere quella della gradualità e della prudenza, qualsiasi riapertura prima di fine maggio non si basa sulle dinamiche del contagio in Italia”.

“Il governo – sottolinea il presidente della fondazione bolognese – è chiamato a prendere una delle decisioni più difficili della storia della Repubblica, con effetti determinanti sulla nostra salute, sulle nostre libertà individuali e sull’economia del paese”.





Istat: “Rallenta il potere d’acquisto delle famiglie”

Nel 2019, secondo i dati Istat, le famiglie consumatrici hanno risparmiato l’8,2% del loro reddito disponibile, una quota soltanto lievemente superiore a quella dell’anno precedente (8,1%). La loro spesa per consumi, in termini correnti, aumenta dello 0,9%, in decisa decelerazione rispetto all’1,8% del 2018 e con una dinamica inferiore a quella del reddito disponibile (+1,1%). A favorire la tenuta di quest’ultimo sono state le retribuzioni (+1,8% rispetto al 2018), il reddito distribuito dalle piccole imprese cresciuto dell’1,2% e le prestazioni sociali ricevute, aumentate del 3,5% rispetto al 2018 anche per l’introduzione delle misure relative alla ‘quota 100’ e al ‘reddito di cittadinanza’. Al contrario le imposte correnti pagate hanno mostrato un incremento di quasi 6,7 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (+3,2%). I redditi da capitale netti hanno subito una contrazione di circa 1,9 miliardi; l’aumento della quota di reddito misto distribuita dalle famiglie produttrici non ha compensato la forte contrazione di oltre 4 miliardi dei redditi netti che le famiglie ricevono dai loro investimenti finanziari. Anche gli altri redditi distribuiti dalle società e dalle quasi società sono risultati di circa 550 milioni di euro inferiori all’anno precedente. Il potere d’acquisto delle famiglie, ossia il reddito disponibile in termini reali, aumenta nel 2019 dello 0,6%, confermando il rallentamento della crescita in atto dal 2017.





Calano i ricoveri per il quinto giorno consecutivo nelle terapie intensive, le vittime nelle 24 ore sono 542. Si registra anche il record di persone guarite: 2099 in un solo giorno

Calano i ricoveri per il quinto giorno consecutivo nelle terapie intensive, le vittime nelle 24 ore sono 542. Si registra anche il record di persone guarite: 2099 in un solo giorno

 

 

 

Sono 542 i morti in Italia per Coronavirus nelle ultime 24 ore, ma accanto a uqesto triste numero va anche detto che i guariti sono . I dati sono stati forniti dalla Protezione Civile nel consueto punto stampa. Sono quindi 17669 i decessi in tutto il Paese dall’inizio dell’emergenza. 

Complessivamente sono 95.262 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a martedì di 1.195. Martedì l’incremento era stato di 880. Per il quinto giorno consecutivo calano ancora i ricoveri in terapia intensiva.Sono 3.693 i pazienti nei reparti, 99 in meno rispetto a martedì. Di questi, 1.257 sono in Lombardia, in calo di 48 rispetto a martedì. Dei 95.262 malati complessivi, 28.485 sono poi ricoverati con sintomi - 233 in meno rispetto a martedì - e 63.084 sono quelli in isolamento domiciliare. Il numero dei contagiati totali dal coronavirus in Italia - compresi morti e guariti - è di 139.422, con un incremento rispetto a ieri di 3.836.