#distantimavicini, a Pasquetta doppio appuntamento social delle chiese di Ninfa e del suo giardino e del Castello Caetani di Sermoneta

Il giorno di Pasquetta appuntamento sui canali social del Giardino di Ninfa e del Castello Caetani di Sermoneta per un doppio evento. La Fondazione Roffredo Caetani, anche questa volta sulla linea dell’hashtag “#distantimavicini” scelto per la festa di primavera, aprirà virtualmente il Giardino di Ninfa e il Castello Caetani di Sermoneta con due speciali contenuti video che verranno trasmessi sui social alle ore 11.30 e alle ore 15.30 il giorno di Pasquetta, lunedì 13 aprile 2020.

 

Un doppio appuntamento con due contenuti speciali:

 

 

Giardino di Ninfa

Appuntamento lunedì 13 aprile alle ore 11.30 sui canali Facebook, Instagram “Giardino di Ninfa” e sulla pagina Youtube “Fondazione Roffredo Caetani” per un contenuto speciale nel quale verranno mostrate in esclusiva le immagini delle rovine delle chiese dell’antica città di Ninfa: San Giovanni, San Biagio e la suggestiva chiesa di Santa Maria Maggiore (dove nel 1159 Rolando Bandinelli fu consacrato Papa con il nome di Alessandro III), alcune ubicate in angoli del Giardino che normalmente non sono accessibili al pubblico come le chiese di San Pietro fuori le mura, San Salvatore e San Paolo. Luoghi nascosti che i visitatori potranno ammirare per la prima volta attraverso immagini straordinarie.

Castello Caetani di Sermoneta

Appuntamento lunedì 13 aprile alle ore 15.30 sulla pagina Facebook “Castello Caetani di Sermoneta” e sulla pagina Youtube “Fondazione Roffredo Caetani” per un contenuto speciale nel quale verranno mostrati gli angoli più belli e suggestivi del Castello e le antiche prigioni.

“Il Giardino di Ninfa e il Castello Caetani di Sermoneta – spiega il presidente della Fondazione Roffredo Caetani - sono attualmente chiusi al pubblico a causa dell’emergenza Coronavirus ma certamente non perdono la loro bellezza che vogliamo continuare a mettere a disposizione di tutti, soprattutto in questi giorni. Non a caso abbiamo scelto l’hashtag #distantimavicini, un modo per confermare ai nostri affezionati visitatori e anche a quanti non hanno avuto ancora modo di ammirare le bellezze di Ninfa e del Castello, la nostra vicinanza. Tra l’altro – prosegue Agnoni -, con questa iniziativa riprendiamo, anche se virtualmente, l’antica tradizione avviata da Lelia Caetani che amava aprire alla cittadinanza il Giardino di Ninfa proprio nel giorno di Pasquetta. I contenuti video che pubblicheremo – sottolinea il presidente Agnoni – sono speciali perché inediti: mostreremo le chiese di Ninfa, anche nelle parti normalmente non accessibili e alcuni angoli nascosti del Giardino mentre per il Castello abbiamo organizzato una sorta di tour virtuale nei luoghi più suggestivi, come ad esempio le antiche prigioni. Torneremo presto a godere dei profumi e dei colori di Ninfa e della storia straordinaria del Castello Caetani ma per ora è importante che tutti rispettino le regole e che, anche in questi giorni di festa, ognuno faccia il possibile per restare a casa. Noi sappiamo già cosa faremo: ci collegheremo sui canali social del Giardino, del Castello e della Fondazione Roffredo Caetani per essere #distantimavicini”.

Informazioni sull’iniziativa sul sito www.giardinodininfa.eu e sul sito ufficiale della Fondazione www.frcaetani.it

 




TUsavano una casa per vacanze come base logistica e market dello spaccio

 

Sono stati gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Viminale, diretto da Fabio Abis, ad arrestare per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti G.S. 29enne romano, S.L 26enne salernitano e R.R. 28enne moldavo. 

Gli investigatori, dopo aver notato un costante andirivieni di persone da uno stabile adibito a casa vacanze ed aver accertato diversi episodi di cessione di sostanza stupefacente, sono entrati all’interno. A seguito di perquisizione i poliziotti hanno trovato diversi involucri contenenti complessivamente gr 10.20 di chetamina, gr.13.1 metanfetamina e 30 pasticche di ecstasy, vari fogli contenenti nominativi e relativi importi di denaro riconducibili all’attività di spaccio, una padella con evidenti tracce di polvere bianca utilizzata per la trattazione della sostanza stupefacente, buste in cellophane per il confezionamento delle dosi ed un bilancino di precisione. 

In un secondo appartamento gli agenti hanno rinvenuto vari involucri contenenti complessivamente gr.57.42 di metanfetamina, gr.53.4 di cocaina, gr.61 di mefedrone, gr.8.50 di crack, gr.26.8 di shaboo, 28 pasticche di ecstasy, la somma di euro 4430.00, un apparecchio per la termosaldatura degli involucri, un apparecchio per creare il sottovuoto, un mestolo con evidenti tracce di polvere bianca, cinque bilancini ed in block notes utilizzato per il confezionamento delle dosi. 

Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro e per G.S., R.R. e S.L. sono scattate le manette, dovranno rispondere di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.





Affittacamere con clienti in via Palestro: sanzionato

 

I Carabinieri della Stazione Roma Macao hanno sanzionato il titolare di un affittacamere di via Palestro, un cittadino del Bangladesh di 42enne, in violazione del decreto legge 25 marzo 2020 n. 19 per il contenimento della diffusione del Covid-19. 

I Carabinieri nel corso di controlli hanno accertato che il 42enne, all’interno della sua struttura ricettiva, ospitava due clienti, contravvenendo alle misure imposte per l’emergenza sanitaria. 

I militari hanno apposto i sigilli alla struttura per chiusura temporanea ed hanno sanzionato amministrativamente il titolare dell’affittacamere.





Avviso dell’Ordine dei medici: "Il test sierologia privato va denunciato al Sisp"

 

All’Ordine dei medici di Roma arrivano molte segnalazioni circa la possibilità di eseguire in regime privato esami di laboratorio per la ricerca di IgG ed IgM relativi al Covid19, i test sierologici che possono stabilire se sono stati o meno sviluppati gli anticorpi. 

E l’Ordine “dà indicazione affinché l’esecuzione di tali esami, in regime privato, sia obbligatoriamente denunciato al Sisp Servizio di igiene e sanità pubblica, di competenza e al medico curante che provvederanno ad adempiere alle procedure previste dall’attuale normativa”. 

“Va infatti assolutamente mantenuto – avvertono i medici – il link epidemiologico dei casi sospetti o confermati, al fine di garantire la tracciabilità dei focolai di infezione, la quarantena e l’isolamento dei contatti”.





Edilizia di Roma e del Lazio ormai vicina alla catastrofe, il grido d’allarme dei sindacati

“Quello che sta emergendo è un  quadro devastante per l’economia e per l’occupazione regionale. Nel settore delle costruzioni in questi giorni stanno arrivando migliaia di domande di cassa integrazione”. Parole di Nicola Capobianco, segretario generale della Filca Cisl di Roma e Fabio Turco segretario generale della Filca Cisl del Lazio. “Il sindacato chiede che, nelle more di una ripresa, al momento tutt’altro che prossima, sia data al comparto la dovuta attenzione, assicurando di vigilare per il totale rispetto delle disposizioni per la sicurezza dei lavoratori. Ad oggi nel Lazio le domande di cassa integrazione inviate da parte delle aziende iscritte alla Cassa Edile ed all’Edilcassa sono state 3.578 che interessano oltre 20mila lavoratori edili sui 36672 iscritti (23mila a Roma, 5041 a Frosinone, 4141 a Latina,2271 a Rieti e 2219 a Viterbo) con una media percentuale regionale di circa il 60% con una punta massima a Latina. Dati e numeri imponenti. Le cifre sono  in continuo aggiornamento perché quotidianamente arrivano domande di imprese che aprono la procedura di cassa integrazione. Gran parte del settore delle costruzioni è fermo, ma il nostro pensiero va a tutte le maestranze che in questo momento tragico stanno lavorando, soprattutto nelle opere di pubblica utilità, impegnati in opere di manutenzioni ospedaliere. Numeri a parte – dicono i sindacati – agli operai che stanno lavorando nei pochi cantieri attivi bisogna garantire la massima protezione, perché sulla loro sicurezza non tollereremo scorciatoie o distrazioni da parte delle imprese. Il nostro timore è che ci siano piccoli cantieri privati, spesso poco visibili e dove la strutturazione organizzativa interna è alquanto improvvisata, nei quali si continua a lavorare, con forti dubbi da parte nostra sulla reale osservanze delle disposizioni di sicurezza previsti dalla normativa.  Per i lavoratori in cassa integrazione invece chiediamo tempi brevissimi per l’erogazione delle somme. Fondamentale in questo senso l’accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil con il sistema bancario Abi, che prevede l’anticipo degli importi di cassa integrazione. Ora attendiamo l’elenco degli istituti di credito che si convenzioneranno, sperando che il sistema delle banche risponda compatto. In questo momento complesso e delicato è necessario dare la certezza del reddito alle famiglie con  il ricorso alla cassa integrazione e nello stesso tempo dare il respiro economico alle aziende già duramente provate da dodici anni di crisi del settore. Abbiamo di fronte una grande sfida mai affrontata prima. Serve un grande impegno, prima per sconfiggere questo maledetto nemico invisibile, ma subito dopo serve un grande patto sociale per ridisegnare questo paese, riscrivendo nuove regole sul lavoro e sull’economia, perché nulla sarà come prima”.





L’Usb denuncia Raggi e Zètema per i lavoratori impiegati nei Musei

L’Unione sindacale di base denuncia Zètema e il Comune di Roma per la violazione degli obblighi di chiusura. “A dispetto degli obblighi previsti dal Dpcm del 22 marzo, il personale museale di Zètema è costretto a svolgere ancora il servizio di assistente di sala all’interno dei musei di Roma Capitale, nonostante questi siano chiusi al pubblico già dall’8 marzo e non potendo, pertanto, tale servizio configurarsi come ‘essenziale’”, denuncia in una nota il sindacato. “I diversi inviti da parte del sindacato al rispetto di questi obblighi non sembrano interessare né i vertici di Zètema Progetto Cultura srl né tantomeno il Comune di Roma committente della società strumentale”, continua la nota che spiega che Usb ha deciso di “presentare in data 6 aprile una denuncia alla Prefettura di Roma e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, per segnalare tale situazione assurda e il mancato rispetto di tali obblighi. Dalla sindaca Virginia Raggi non vi è stata nessuna risposta alle precedenti sollecitazioni del sindacato, mentre per l’amministratore unico di Zètema Remo Tagliacozzo sarebbe tutto ok perché ‘ai lavoratori sono stati forniti i dispositivi di protezione individuali previsti’”. “E ‘inconcepibile che in questo momento di emergenza centinaia di persone siano costrette a spostarsi da casa tutti i giorni solo per andare a timbrare in orario il cartellino – continua il sindacato – per poi attendere con ansia la fine del turno, senza fare nulla, in quanto completamente svuotati delle loro mansioni. Ciò anche in considerazione del fatto che parecchie di queste persone si spostano sui mezzi pubblici e qualcuno proviene anche da fuori Roma. Qualcuno ai vertici ha evidentemente sottovalutato lo stato di emergenza e ha deciso di venir meno all’obbligo legislativo e morale di attenersi ai provvedimenti del governo, finalizzati ad attuare il distanziamento sociale per impedire l’ulteriore diffondersi del contagio”. “Auspichiamo che la Prefettura di Roma e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, messi al corrente di tale situazione, prendano i dovuti provvedimenti”, conclude.





Affitti delle persone in difficoltà economica, la Regione Lazio ci mette 43 milioni

 

La Giunta regionale ha approvato le delibere per lo stanziamento di 43 milioni di euro, di cui circa 24,5 milioni destinati alla città di Roma e 18,5 agli altri Comuni del Lazio, per il sostegno all’affitto rivolto alle persone in difficoltà economica durante questa fase di emergenza sanitaria. Una manovra articolata in due misure: la prima prevede un investimento di 21 milioni di euro destinato a cittadini e famiglie con reddito Isee fino a 14.000 euro. Queste risorse sono assegnate ai Comuni del Lazio, che con un bando pubblico provvedono a trasferire i contributi alle persone che fanno domanda e rispettano i requisiti previsti. Il provvedimento scadeva il 30 aprile, ma è stato prorogato al 31 dicembre 2020. L’erogazione è immediata per i Comuni che hanno già presentato le graduatorie degli assegnatari, mentre per gli altri partiranno appena l’iter sarà completato. La seconda misura prevede un investimento regionale di 22 milioni di euro, che verrà sempre trasferito ai Comuni per sostenere il pagamento dell’affitto ed é rivolto ai locatari che hanno subito una contrazione di almeno il 30% del reddito complessivo del nucleo familiare nel periodo dal 23 febbraio al 31 maggio 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il reddito non dovrà essere superiore ai 7.000 euro trimestrali (circa 28.000 euro annui), mentre il contributo sarà per tre mensilità e corrisponderà al 40% del costo dell’affitto. Per semplificare la procedura, gli inquilini con regolare contratto potranno presentare un’autocertificazione della proprio situazione economica e fare domanda al proprio Comune, che raccoglierà la documentazione e stilerà la graduatoria entro 45 giorni per poi assegnare le risorse. Sarà invece la Direzione regionale competente, insieme agli agenti della Guardia di Finanza, ad accertare la veridicità delle dichiarazioni rilasciate e a sanzionare eventuali trasgressori.





Buoni spesa, in distribuzione i primi mille. Moduli per richiesta presso edicole convenzionate

In distribuzione i primi mille buoni spesa per l’acquisto dei generi alimentari di prima necessità. Il Campidoglio ha dato il via in questi giorni all’erogazione ai primi circa 1000 beneficiari, in difficoltà economica per l’emergenza Covid-19. I primi ad avere il buono sono tra quelli che hanno scelto di ricevere i ticket tramite app. Previsto per giovedì 9 aprile l’arrivo, al Dipartimento Politiche Sociali, anche dei buoni cartacei.

 

“Molte famiglie romane stanno già spendendo i buoni spesa e questo è un risultato importante in un momento così delicato. Abbiamo ottenuto la massima velocità di consegna, grazie al sistema di richiesta semplice e immediato che abbiamo scelto e al lavoro di rete con edicole, parrocchie e associazioni del Terzo Settore e del Volontariato. Il lavoro non si ferma, per supportare i cittadini su tutti i fronti”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

“Aver avviato, a meno di una settimana dall’apertura delle domande, la consegna dei buoni spesa è un risultato che ci rende orgogliosi e che conferma che le scelte che abbiamo fatto sono corrette. Abbiamo iniziato a inviare i primi elenchi di beneficiari già sabato scorso e ne stiamo inviando uno al giorno. Infatti, mano a mano che i Municipi ci fanno arrivare le domande dei cittadini lavorate, immediatamente diamo il via all’erogazione. Non abbiamo perso un minuto. Il sistema funziona e i fatti lo confermano. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito”, dichiara l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì.

 

Tra le modalità rapide e semplici per far arrivare i buoni spesa a chi ne ha bisogno c’è anche il ritiro dei moduli in edicola. Roma Capitale ha stretto un accordo con circa 100 edicole sul territorio capitolino, in cui sarà possibile ritirare e consegnare i moduli per ottenere i ticket. Chi non è in possesso di strumenti tecnologici o capacità informatiche può quindi rivolgersi alle edicole convenzionate. (Sul portale di Roma Capitale l’elenco completo)

 

“Questo intervento vuole semplificare le procedure del ritiro e della consegna dei moduli per i buoni spesa, rispondendo alle esigenze concrete delle famiglie. L’elenco delle edicole che hanno aderito all’iniziativa è consultabile sul sito di Roma Capitale. Nostra priorità è aiutare le persone che, in questi giorni così delicati, stanno vivendo gravi difficoltà economiche. Roma sostiene chi ha bisogno”, ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi. 

 

“Il coinvolgimento delle edicole contribuisce a rendere la procedura ancora più semplice, snella e rapida. Supportiamo così, con un ulteriore servizio, i cittadini che non dispongono di smartphone o non hanno confidenza con le nuove tecnologie. Come dimostrano i fatti, non abbiamo perso un minuto e i buoni spesa sono già in erogazione, grazie anche alla app. Roma Capitale è pronta a procedere con l’accredito dei buoni spesa a singoli e famiglie, a mano a mano che i Municipi ci invieranno le domande lavorate per i singoli territori, e tra pochi giorni riceveremo anche i buoni in formato cartaceo. Il lavoro è continuo e non ci fermiamo. La priorità è supportare i cittadini che, in questo momento delicato per tutti, vivono maggiori difficoltà. Roma non lascia solo nessuno”, ha dichiarato l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì.

 

“Ringrazio di cuore l’intera categoria degli edicolanti che, ancora una volta, ha mostrato immediata disponibilità a fungere da raccordo tra istituzioni e cittadini. Si tratta di un intervento che semplificherà le procedura e faciliterà l’accesso a un servizio fondamentale per i più bisognosi”, ha commentato l’assessore al Personale Antonio De Santis.

 

All’iniziativa hanno aderito anche le parrocchie, la Caritas e associazioni del Terzo Settore e del volontariato cittadino che si sono rese disponibili a supportare le pratiche. 





Coronavirus e Protezione Civile capitolina: il punto sulle attività

 

Intensa l’attività della Protezione Civile di Roma Capitale in tempi di Coronavirus, su più fronti: assistenza domiciliare ad anziani, diversamente abili e persone in quarantena per il rifornimento di cibo e medicine; chiamate (quasi seimila in due settimane) alla Sala Operativa per chiarimenti e informazioni sull’emergenza; lavoro sul territorio.  Determinante l’opera dei volontari in convenzione e in coordinamento con la Croce Rossa: 34 associazioni al giorno in media dal 23 marzo al 5 aprile, oltre cento unità in campo. Ricevute 735 richieste di assistenza in due settimane, consegnate 167 partite di mascherine a cittadini in stato di estrema necessità e ad istituzioni e uffici. La Protezione Civile, inoltre, insieme alle pattuglie della Polizia Locale gira la città con i propri automezzi per lanciare messaggi audio sulle prescrizioni legate all’emergenza Covid. E intanto ha preso contatti con oltre 100 supermercati per attivare la consegna della spesa a domicilio; e con le edicole convenzionate per avviare il servizio di ritiro delle richieste di buono spesa. La Protezione Civile, infine, ricorda che la sua Sala Operativa è a disposizione H24 per ogni richiesta di informazioni, chiarimenti e interventi. I numeri sono 800 854 854 (numero verde) e 06-67109200.

 




Sindacati Lazio plaudono allo stop al commercio a Pasqua

 

“Finalmente un’ordinanza della Regione Lazio, a seguito delle fortissime sollecitazioni dei sindacati confederali e di categoria, stabilisce la chiusura dei negozi a Pasqua e Pasquetta, e mette la parola fine ad una vicenda a dir poco paradossale: l’annunciata apertura dei supermercati da parte di alcuni marchi della grande distribuzione”. Così, in una nota, Cgil di Roma e Lazio, Cisl del Lazio e Cisl Roma Capitale Rieti, Uil Lazio e le rispettive categorie del commercio, Filcams, Fisascat e Uiltucs. “Una volontà inaccettabile per migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori, già sottoposti a stress quotidiani per la necessità di dover garantire un servizio essenziale, pur nella drammaticità dell’emergenza che stiamo vivendo. Siamo certi che i cittadini, consapevoli delle difficoltà che i dipendenti dei supermercati stanno sopportando per garantire a tutti le indispensabili forniture alimentari, sapranno gestire questi due giorni di stop con pazienza e reciproca comprensione, programmando gli acquisti nei giorni immediatamente prima o dopo, così come ogni famiglia è normalmente abituata a fare. Garantendo così anche alle lavoratrici e ai lavoratori della distribuzione alimentare un doveroso momento di riposo che si rende ancor più necessario oggi, viste le difficoltà e i rischi di contagio a cui questi lavoratori sono quotidianamente esposti. Sarebbe infine stato a dir poco surreale chiedere ai cittadini di rimanere a casa a Pasqua e Pasquetta, per poi tenere aperti supermercati e ipermercati, dando così l’alibi, a quei cittadini che ancora non si rassegnano all’isolamento forzato di questi giorni, di poter uscire vanificando gli sforzi di contenimento del contagio che la maggior parte dei cittadini sta facendo, con innegabile spirito di sacrificio, già da un mese” conclude la nota dei sindacati.




Lombardi (M5S-Lazio): "Bene lo stop ai negozi aperti a Pasqua"

 

Anche Roberta Lombardi capogruppo M5S al consiglio regionale del Lazio accoglie favorevolmente lo stop dei negozi a Pasqua. “Un atto di responsabilità dovuto quello di disporre la chiusura delle attività commerciali per Pasqua e Pasquetta, come avevo auspicato pubblicamente nei giorni scorsi; così come è dovuto – sottolinea – un ringraziamento a tutti i lavoratori e i commercianti che in questi giorni stanno dando il massimo per poter garantire il servizio, anche per l’approvvigionamento in vista delle prossime festività. In questo momento delicato delle misure di contenimento dell’emergenza coronavirus, tenere chiusi i negozi nei giorni festivi è una decisione fondamentale sia per non vanificare gli sforzi di tutti noi per garantire la salute pubblica e tutelare i cittadini sia per garantire anche a tutti gli operatori del settore, continuamente al lavoro, una meritata pausa da trascorrere a casa insieme con i propri cari” conclude Lombardi.





In 30 giorni oltre mezzo milione di verifiche in strada della Polizia di Roma Capitale

 

Dal giorno 8 marzo, quando sono partite le prime disposizioni sul contenimento del coronavirus, sono circa 518mila le verifiche effettuate dalla Polizia Locale e 1190 le violazioni riscontrate. Nella sola giornata di ieri sono 91 le infrazioni rilevate dalle pattuglie, che hanno eseguito oltre 20mila accertamenti sugli spostamenti di veicoli e persone a piedi, ai quali si aggiungono circa 4.500  controlli che hanno interessato le attività commerciali, i parchi e le ville storiche.

Particolare attenzione al quadrante est della Capitale, con oltre 1000 verifiche in questi giorni solo nella zona di Tor Bella Monaca, dove sono stati fermati veicoli e pedoni per accertare la regolarità dei loro spostamenti. Decine le persone sanzionate perchè soprese a circolare senza un valido motivo. I controlli proseguiranno con posti di blocco mirati in diverse vie del quartiere.





Termo scanner in funzione alla Stazione Termini, trovati primi passeggeri con temperatura alterata

 

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, e il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, hanno inaugurato alla stazione Termini l’utilizzo dei termoscanner per verificare la temperatura corporea dei passeggeri in transito. Il sistema volto al contenimento del coronavirus da questa mattina ha gia’ rilevato 3 persone che presentavano al loro arrivo in stazione uno stato febbrile. Per tutte e’ stata avviata la procedura di segnalazione alla Asl. 

 "Questa misura e’ essenziale, l’abbiamo voluta da subito e grazie alla collaborazione con Rfi, con l’Ordine dei medici, con la Protezione civile e’ stato allestito questo sistema che consente di rilevare la temperatura di tutti i passeggeri che vengono qui a Termini o anche in altre stazione, come Tiburtina. Pian piano tutto questo ci consentira’ di avere un monitoraggio delle persone". Cosi’ la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha commentato l’avvio dei controlli della temperatura ai passeggeri con il termoscanner, avviati stamane all’interno della stazione Termini, il principale scalo ferroviario della Capitale.

"Gia’ oggi - spiegato Raggi - sono state rilevate 3 persone che avevano una temperatura alterata e subito portate nella zona triage. Diciamo che la procedura funziona e speriamo che sempre meno persone si mettano in viaggio quando hanno un’alterazione della temperatura. Queste sono le indicazioni che ci sono state da subito e dobbiamo rispettarle", ha concluso. 

I controlli con il termoscanner, partiti questa mattina alla stazione Termini, nei prossimi giorni, secondo quanto si apprende verranno estesi anche alla stazione Tiburtina di Roma. Il progetto inaugurato questa mattina dalla sindaca Virginia Raggi e dal presidente dell’Ordine dei Medici della Capitale, Antonio Magi, intende nel prossimo futuro, e in particolare con l’avvio della cosiddetta ’Fase 2’, estendere l’utilizzo di questi dispositivi anche nelle fermate della metropolitana di Roma.

Il controllo della temperatura corporea viene effettuato a tutti i passeggeri in arrivo e prevede, qualora si riscontri uno stato febbrile, che il passeggero venga accompagnato in una postazione allestita dall’Ordine dei medici di Roma all’interno della stazione per effettuare un primo triage. Nel caso si riscontrasse la necessita’, il protocollo prevede la segnalazione alle Asl e alle autorita’ competenti per il contenimento del coronavirus e l’eventuale trasferimento in una delle strutture Covid sul territorio.





Covid19, nel Lazio chiusi esercizi commerciali Pasqua e Pasquetta

 

Pubblicata l’ordinanza che stabilisce nel Lazio la chiusura dei negozi alimentari, dagli ipermercati ai piccoli esercizi per Pasqua e Pasquetta. 

Lo rende noto la Regione Lazio spiegando che “il provvedimento, frutto anche del contributo dei sindaci in una riunione con l’Anci Lazio, disporrà la chiusura degli esercizi commerciali, di qualsiasi dimensione, per la vendita di generi alimentari, compresi quelli all’interno dei centri commerciali, nei giorni di domenica 12 e lunedì 13 aprile, ossia Pasqua e Pasquetta”. Resteranno esenti dall’obbligo di chiusura gli esercizi la cui apertura è autorizzata da precedenti ordinanze, ossia farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccai e aree di servizio. 

Il testo dell’ordinanza prevede inoltre che “la possibilità di vendere al dettaglio articoli di cartoleria e forniture per ufficio (codice ATECO 47.62.20), purché ciò avvenga all’interno di attività di vendita di generi alimentari (come, a titolo di esempio, nei supermercati), di altri esercizi commerciali non soggetti a chiusura (ad esempio nelle tabaccherie). Anche attività tenute a rimanere chiuse (come le librerie o le cartolerie ecc.) potranno vendere questo tipo di articoli purché via internet, televisione, corrispondenza, radio o telefono”. L’ordinanza verrà emanata e pubblicata domani mattina.





Federalberghi chiede una proroga nei pagamenti delle imposte comunali

 

Gli albergatori italiani chiedono con urgenza di “prorogare i termini per il pagamento di tutte le imposte comunali e di ridurne l’entità”. Alcuni comuni, secondo un’indagine del centro studi della Federalberghi, “hanno modificato la disciplina dell’imposta di soggiorno, adottando soluzioni volte ad alleviare le difficoltà indotte dall’emergenza coronavirus. In alcuni casi è stata rinviata l’entrata in vigore dell’imposta, in altri ne è stata sospesa l’applicazione, in altri ancora sono stati prorogati i termini assegnati alle strutture ricettive per riversare al comune le somme incassate prima che scoppiasse la tempesta”.

Le delibere sono state adottate dai comuni di Albissola Marina, Albisola Superiore, Arona, Bologna, Catania, Chioggia, Firenze, Genova, Lecce, Manerba del Garda, Milano, Modena, Moniga del Garda, Montecatini, Padenghe sul Garda, Padova, Pesaro, Pompei, Ravenna, Rimini, Riccione, Soiano del Lago, Taggia, Treviso.

“Ci muoviamo in uno scenario di mercato drammatico – afferma il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca – in cui la liquidità costituisce l’ossigeno indispensabile per consentire alle imprese di sopravvivere. Ringraziamo quindi i sindaci che hanno compreso la gravità della situazione e hanno risposto alla nostra richiesta di prorogare i termini per il versamento”.

“Apprezziamo anche – dice il presidente – la decisione di sospendere l’applicazione dell’imposta. Sebbene in questo momento, con gli alberghi vuoti, la misura rivesta un valore simbolico, essa potrà risultare utile in prospettiva. All’atto della riapertura, che sarà a dir poco complicata, anche un euro in meno sul prezzo della vacanza potrà aiutare a sostenere la competitività delle nostre destinazioni, determinando benefici per le economie locali.”

Ma i comuni italiani “che applicano l’imposta sono più di mille, mentre le delibere correttive sono state adottate in poche decine di località. Inoltre, ci sono anche altre imposte locali che gravano sul bilancio degli alberghi. Tra queste ricordiamo la Tari, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico e i canoni demaniali, che vengono richiesti anche quando gli alberghi sono chiusi o vuoti, con la produzione di rifiuti azzerata, e gli spazi pubblici concessi alle aziende rimangono inutilizzati”.

“Ci appelliamo quindi a tutti gli amministratori locali – aggiunge Bocca – invitandoli ad adottare con urgenza provvedimenti che proroghino i termini per il versamento di tutte le imposte e ne riducano l’entità, commisurandola al periodo di effettiva operatività delle strutture e al reale numero di ospiti che utilizzano i servizi”.





In manette imprenditore, tentava una grossa truffa sulle mascherine in una gara d’appalto

 

 

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno arrestato questa mattina l’imprenditore Antonello Ieffi, 42 anni, accusato di turbativa d’asta e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Secondo la Procura di Roma, l’uomo voleva approfittare dell’emergenza coronavirus per truffare lo Stato e aggiudicarsi un appalto da oltre 15 milioni di euro per la fornitura di 24 milioni di mascherine partecipando ad una gara pubblica attraverso una società fittizia, la Biocrea Srl, del tutto incapace di approvvigionarsi della merce e di consegnarla nei tempi previsti.

Le attività investigative, condotte dal Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, hanno tratto origine – spiega una nota – da una tempestiva denuncia effettuata da Consip Spa (la società per gli acquisti della Pubblica Amministrazione) alla Procura della Repubblica di Roma, con riferimento a una serie di anomalie riscontrate nell’ambito della procedura di una gara, del valore complessivo di oltre 253 milioni di euro, bandita d’urgenza per garantire l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e di apparecchiature elettromedicali.

In particolare, il lotto n. 6 della gara, dell’importo di circa 15,8 milioni di euro, relativo alla fornitura di oltre 24 milioni di mascherine chirurgiche, veniva aggiudicato alla Biocrea Società Agricola a Responsabilità Limitata. La medesima Biocrea, con la sottoscrizione di apposito Accordo Quadro con Consip, si impegnava, tra l’altro, alla consegna dei primi 3 milioni di mascherine entro 3 giorni dall’ordine.

Sin dai primi contatti con la stazione appaltante pubblica, finalizzati all’avvio della fornitura, però l’imprenditore, che interloquiva per conto dell’impresa sebbene non risultasse nella compagine societaria, lamentava l’esistenza di problematiche organizzative relative al volo di trasferimento della merce, asseritamente già disponibile in un punto di stoccaggio in Cina.

Permanendo l’inadempimento alla data di scadenza prevista nel contratto per la prima consegna di mascherine, attraverso la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane, veniva effettuata presso l’aeroporto cinese di Guangzhou Baiyun un’ispezione che accertava l’inesistenza del carico dichiarato.

I successivi approfondimenti facevano emergere a carico di Biocrea anche pregresse posizioni debitorie per violazioni tributarie, per oltre 150mila euro nei confronti dell’Erario – non dichiarate in sede di procedura dalla società che, di converso, aveva invece falsamente attestato l’insussistenza di qualsiasi causa di esclusione -. Tale situazione comportava l’esclusione di Biocrea dalla procedura e l’annullamento in autotutela da parte di Consip della intervenuta aggiudicazione.





Coronavirus, negli Stati Uniti oltre 14.600 morti e 431.800 casi. I numeri nel mondo

 

Gli Stati Uniti hanno registrato un nuovo triste record nell’epidemia di coronavirus. L’aumento dei morti tra i pazienti affetti dal virus ha toccato quasi quota 2.000 per il secondo giorno consecutivo secondo i dati della Johns Hopkins University.

Le vittime sono 1.973 in più per un totale di 14.695 decessi e 431.838 casi confermati.

Intanto nel mondo i contagi sono arrivati a quasi 1,5 milioni.Secondo i dati della Johns Hopkins University, i casi positivi finora registrati ufficialmente sono 1.484.811, con 88.538 decessi e 329.876 guariti. Gli Stati Uniti sono al momento il Paese con il più alto numero di contagi, 432.132, con 14.817. L’Italia, con 139.422 casi di contagio confermati ufficialmente dal’inizio dell’epidemia ha il più alto numero di decessi, 17.669.

 





Il verdetto dello Svimez: “All’Italia il blocco delle produzioni e del lavoro costa 47 miliardi di Euro ogni mese”

Il lockdown ‘costa’ circa 47 miliardi al mese (il 3,1% del Pil italiano), 37 ‘persi’ al Centro-Nord, 10 miliardi al Sud. Si tratta di 788 euro pro capite al mese nella media italiana, 951 euro al Centro-Nord contro i 473 al Sud. E’ la stima di Svimez che calcola la quota di impianti ‘fermi’ e ne conta più di 5 su 10 in Italia.

Nella media nazionale, senza considerare i settori dell’Agricoltura, le Attività finanziarie e assicurative e la Pubblica Amministrazione, crollano del 50% fatturato, valore aggiunto e occupazione.

Il blocco colpisce duramente, sia pure con diversa intensità, indistintamente l’industria, le costruzioni, i servizi, il commercio.

A livello territoriale, prosegue Svimez, sono più interessate le regioni del Nord soprattutto in termini di valore aggiunto (49,1%, circa 6 punti percentuali in più rispetto al Centro e al Mezzogiorno).

In termini di occupati interessati la forbice si annulla tra Nord e Sud: 53,3% nel Nord, 51,1% al Centro e 53,2% nel Mezzogiorno. In termini di unità locali, le differenze territoriali si ribaltano, segno di una maggiore parcellizzazione del tessuto produttivo nel Mezzogiorno dove le unità locali interessate dal lockdown raggiungono il 59,2% a fronte del 56,7 e del 57,2% rispettivamente nel Centro e nel Nord.





Il ministro Gualtieri promette: "400 miliardi alle imprese entro l’anno"

 

“Il decreto sulle garanzie dei prestiti è autoapplicativo e non richiede provvedimenti di attuazione o altre lungaggini burocratiche” e “tutti i 400 miliardi sono già attivabili da quest’anno”, ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al Sole24Ore in un’intervista sulle nuove misure del governo contro la crisi creata dall’emergenza coronavirus. “La potenza di fuoco impressionante che con questo provvedimento mettiamo a disposizione delle imprese può essere dispiegata immediatamente”, ha aggiunto il ministro.

 





Pompeo(Usa): "Non esiste alcun Paese che fornirà più aiuti e più assistenza di noi all’Italia"

“Non esiste alcun Paese che fornirà al mondo più aiuti e più assistenza di quanto faranno, in forme diverse, gli Stati Uniti. E questo vale anche per l’Italia. Noi continueremo ad aiutare l’Italia e a breve annunceremo altri interventi di assistenza diretta. Sarà un’azione molto significativa. Non credo che altri Stati saranno in grado di fare la stessa cosa. Mi piacerebbe che lo facessero”. Così il segretario di Stato Usa Mike Pompeo al Corriere della Sera. “Noi vogliamo che arrivino molti soccorsi all’Italia. È la mia terra di origine, come si può notare dal mio cognome. E sono particolarmente affezionato all’Italia. È importante capire come potremo fare per ottenere il migliore risultato per i cittadini italiani. Non è solo una questione di messaggi e dichiarazioni, ma di misure concrete. Si stanno muovendo anche le organizzazioni non profit e le aziende private americane, con grande generosità. Gli italiani devono sapere che non solo il governo, ma tutti gli americani saranno al loro fianco in questa crisi e che faremo tutto ciò che sarà necessario per consentire all’economia italiana di riprendersi quando l’epidemia sarà finita .

 




Anche il parlamento olandese di traverso sui Corona Bond

Il Parlamento olandese ha votato a favore di una mozione che chiede al governo di non aderire a qualsiasi progetto Ue che renda i Paesi Bassi responsabili del debito nazionale di altri Paesi, un segnale chiaro contro i cosiddetti coronabond per cui si batte l’Italia.

La mozione è stata presentata dai populisti del Forum per la democrazia (partito anti-europeista) e non è vincolante ma renderà più difficile, se non impossibile, per l’esecutivo olandese appoggiare la richiesta italiana.





L’appello della Lagarde agli Stati europei: “Govern fianco a fianco per politiche ottimali”

 

"E’ vitale che a livello di bilancio ci sia una reazione potente nell’insieme della zona euro. I Governi devono essere fianco a fianco per dispiegare insieme politiche ottimali per far fronte ad uno shock comune di cui nessuno è responsabile". Così il presidente della Bce, Christine Lagarde in un articolo pubblicato su ’Le Monde’ a proposito dell’emergenza coronavirus. "Lo shock brutale dell’attività economica è una conseguenza delle decisioni che si sono imposte di chiedere alle persone di restare a casa. E’ imperativo impedire che delle imprese sostenibili falliscano e che i lavoratori perdano il loro posto di lavoro a causa di una crisi temporanea di cui né gli uni né gli altri sono responsabili". "Se la disoccupazione abitualmente ci mette più tempo ad aumentare in Europa ed è meno volatile" rispetto agli Stati Uniti, ha aggiunto commentando i dati Usa, "dei primi segnali preoccupanti emergono" nell’area dell’euro. "Nel corso delle ultime due settimane si sono registrati negli Usa 3,3 milioni e poi 6,6 milioni di nuove richieste di sussidi". I lavoratori, aggiunge, "non sono mai stati così minacciati dagli anni 1930". Nel 2009, ad esempio, rileva, negli Usa "si erano registrati settimanalmente fino a 665mila richieste di sussidi". "Un totale allineamento delle politiche di bilancio e delle politiche monetarie e la parità di trattamento di fronte al virus sono i mezzi migliori per proteggere la nostra capacità produttiva e l’occupazione in vista di ritrovare tassi di crescita economica e tassi di inflazione sostenibili una volta finita la pandemia". "Se tutti i Paesi dell’area dell’euro non si rialzeranno insieme gli altri ne subiranno le conseguenze. E’ dimostrandosi solidali che si serve i propri interessi. La Bce continuerà a recitare il suo ruolo rispettando la sua mission di mantenimento della stabilità dei prezzi e rimanendo al servizio dei cittadini europei". "Per evitare danni irreparabili l’economia deve essere messa come ’in stand by’ e mantenuta in una situazione la più vicina a quella precedente alla pandemia". Tra gli strumenti da utilizzare "c’è quello di introdurre dei dispositivi pubblici per sostenere i posti di lavoro nel breve termine". "Un’altra soluzione è quella di mobilitare il sistema bancario affinché fornisca alle imprese le liquidità per permettere alle aziende di continuare a pagare i propri dipendenti e le bollette". La zona euro, conclude, "essendo un’economia fondata sulle banche deve facilitare il flusso di credito per contribuire rapidamente ad iniettare liquidità nell’insieme dell’economia". I Governi e le banche centrali, aggiunge Lagarde, "prendono delle decisioni aggiuntive per mettere in condizione le banche di essere pronte. Le garanzie fornite dai governi riducono il rischio di credito per le banche: dispositivi simili sono già stati messi in campo per circa il 16% del pil nell’area dell’euro. La Bce, dal canto suo, apporta abbastanza liquidità affinché le banche non siano confrontate ad un rischio di questo tipo". La Bce, aggiunge la presidente dell’Istituto di Francoforte, "vigila anche affinché le condizioni di finanziamento restino favorevoli per gli insieme degli attori economici". Le decisioni prese dalla Bce "incoraggeranno le banche ad accordare prestiti alle piccole imprese e ai micro imprenditori il cui accesso al credito è generalmente limitato e ad effettuare il rifinanziamento prendendo a prestito dalla Bce con tassi negativi per un periodo fino a tre anni. La zona euro conta circa 22 milioni di lavoratori autonomi, ossia il 14% dell’occupazione totale. Queste nuove misure faciliteranno l’accesso al credito per un parte importante" di questi lavoratori autonomi. "Nel 2009 la crescita economica nella zona euro aveva registrato un calo del 4,5% e del 2,9% in Francia. Oggi secondo gli economisti ogni mese di confinamento si tradurrà con una perdita di crescita tendenziale del 2-3% nel 2020" ha aggiunto in un’intervista al quotidiano francese ’Le Parisien’. "Ciò potrebbe implicare un calo del Pil del 3,5-4% nello scenario di un confinamento di alcune settimane a -9-10% in un scenario di confinamento più lungo e che durasse più mesi. Ma attenzione sono solo ipotesi". "Non c’è rischio default di un Paese della zona euro. L’architettura dell’area euro è stata rafforzata per evitare questo tipo di rischio. La Bce c’è e dispone di tutti gli strumenti necessari e fornirà lo scudo necessario per proteggere la zona euro. Prima di marzo mi dicevano ’la cassetta degli attrezzi è vuota, non avete nulla, non potrete utilizzare l’arma monetaria’. E invece l’abbiamo utilizzata". "Una specie di mutualizzazione del debito esiste già oggi attraverso il Mes, la Bei o i prestiti che l’Unione Europea può contrattare. Non credo che bisogna fare una fissazione sui ’coronabonds’. In Europa le cose prendono un più di tempo rispetto a quello che ci piacerebbe ma alla fine troviamo sempre una soluzione". "Non sono sorpresa del fatto che il problema non si sia risolto in una notte nel corso di un Eurogruppo. E per fortuna la Bce c’è per fornire lo scudo necessario per arrivare a fare maturare il tipo di progetto necessario", sottolinea Lagarde. "I coronabonds sono un’espressione di solidarietà a livello europeo ma ce ne sono altre". "Le banche europee sono molto più solide rispetto al 2008". "Il quadro regolamentare è stato rafforzato e c’è più vigilanza ed è più scrupolosa. Il settore bancario è quanto di più solido potevamo sperare. I risparmiatori possono essere rassicurati". I paesi europei "hanno adottato rapidamente delle misure di grande portata aumentando le spese di bilancio e sostenendo i lavoratori e imprese. Una flessibilità massima è stata accordata dall’Ue per quanto riguarda il debito. Siamo in un periodo in cui dobbiamo utilizzare tutti i nostri strumenti senza esitare". "La Germania che è molto attaccata al suo budget in pareggio lo ha capito. Ha rinunciato in modo temporaneo alla sua politica di deficit zero", conclude ancora.





Conte non esclude (scienziati permettendo) un allentamento delle misure restrittive

 

L’allentamento delle misure restrittive deve essere fatto "gradualmente", ma "probabilmente", se gli scienziati lo confermeranno, è possibile che in Italia "entro la fine di questo mese" alcune misure possano essere revocate. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista alla Bbc. L’emergenza coronavirus in Italia non è stata sottovalutata, ha poi sottolineato Conte aggiungendo: "Non troverete mai una mia dichiarazione che dimostri che abbiamo sottovalutato questa emergenza". L’Italia ha "sempre adottato misure efficaci e tempestive". E "tornando indietro farei lo stesso", riguardo alla tempestività o meno delle misure restrittive adottate in Italia.  "La perfezione non è di questo mondo - ha affermato il premier - e non sono così arrogante da pensare che il governo italiano sia stato perfetto". Ma, aggiunge, quello italiano è un sistema "completamente diverso" da quello cinese e se fossero state suggerite prima del tempo misure restrittive delle libertà costituzionali, "mi avrebbero probabilmente preso per pazzo". "Dobbiamo individuare settori che possano riprendere la loro attività", dice Conte, come si legge sul sito dell’emittente. "Se gli scienziati lo confermeranno, potremmo iniziare ad allentare alcune misure già entro la fine di questo mese". Il "dolore" per le ferite subite dall’Italia e dagli italiani durante l’epidemia di coronavirus è "sempre con me" ed è motivo di "profonda tristezza" per le vite perdute, ha sottolineato Conte. L’Italia, "sta soffrendo". Quanto alla prospettiva di un fallimento del progetto europeo, davanti alle sfide poste dall’emergenza coronavirus, per Conte "il rischio c’è". "Abbiamo bisogno di una risposta economica e sociale a livello europeo", dice il premier in un’intervista alla Bbc. Servono risposte "monetarie e fiscali" adeguate per fronteggiare la "prova più grande dalla Seconda Guerra Mondiale" che l’Europa si trova davanti. In assenza di queste risposte, ci sarebbe una "grande delusione" da parte non solo degli italiani, ma di tutti gli europei. Ma, aggiunge il premier riguardo al rischio di un fallimento europeo, "non permetterò che si materializzi, voglio evitarlo". "Solamente il sospetto" che gli aiuti forniti dalla Russia abbiano un secondo fine è "un’offesa per me e per il governo italiano", ma "anche per Vladimir Putin", sottolinea poi Conte. Da parte di Mosca, aggiunge, non c’è stata nessuna richiesta e nemmeno il pensiero di una contropartita.




Farmaci e dispositivi, prime criticità per carenze e indisponibilità. I dati di Sifo (Farmacie e Aziende ospedaliere e sanitarie)

 

Quale è la situazione di carenza e indisponibilità su tutto il territorio dei farmaci e dispositivi in questo periodo di emergenza COVID.19? La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) ha avviato in queste settimane una Rete nazionale - Emergenza COVID-19(https://www.sifoweb.it/sifo-covid-19-link.html) come canale interattivo di condivisione di documenti, best practice e segnalazioni da parte dei farmacisti ospedalieri e dei Servizi farmaceutici territoriali SIFO, che quotidianamente sono chiamati a rispondere ai bisogni dei pazienti, delle Aziende Sanitarie e delle Cabine di Regia Regionali e che, per questo, hanno il "polso" della situazione. “L’impegno quotidiano dei farmacisti ospedalieri e dei Servizi farmaceutici territoriali, nella prima linea di questa emergenza senza precedenti, ha prodotto una raccolta informativa riguardante le carenze più significative su tutto il Paese”, è la sottolineatura di Simona Serao Creazzola, presidente SIFO, “La capillarità del nostro osservatorio e delle sue rilevazioni sul campo, permette, ancora una volta da oggi, di mettere a fattor comune le similitudini e le differenziazioni territoriali. I primi dati che desideriamo condividere con Istituzioni e Agenzie centrali, esprimono carenze che permettono di intuire la difficoltà con cui oggi ci troviamo a gestire sia i pazienti Covid-19 che anche i pazienti con altre patologie che in questo momento subiscono, loro malgrado, una contrazione di disponibilità di farmaci. E’ opportuno che tutti – colleghi, personale medico, Istituzioni, stakeholders del Sistema Sanitario Nazionale - siamo coscienti di come l’emergenza si stia abbattendo sul sistema di approvvigionamento di farmaci al letto del paziente”. Da oggi è possibile offrire quindi - grazie alla "RETE NAZIONALE-EMERGENZA COVID.19” - un primo quadro sintetico delle carenze di approvvigionamento sentite come più critiche dai farmacisti ospedalieri in prima linea. Questo quadro tiene conto del fatto che i farmaci sono gli stessi su tutto il territorio nazionale, ma le realtà epidemiologiche così come quelle organizzativo-logistiche dell’assistenza sanitaria sono diverse; le regioni maggiormente coinvolte e colpite dall’epidemia presentano un alto consumo di farmaci che sottraggono le disponibilità alle regioni attualmente meno colpite. E’ da tener presente che questo “quadro delle indisponibilità e delle carenze” varia continuamente nel tempo, sia perché varia la situazione pandemica nelle varie regioni sia perché l’AIFA ha autorizzato le aziende produttrici all’importazione dall’estero della quasi totalità dei farmaci carenti. Su quest’ultimo aspetto, sono diverse le aziende che si stanno organizzando, consce che tutto il mondo ormai richiede gli stessi prodotti per superare l’empasse creatasi a causa dell’epidemia.
 

Ecco l’elenco delle maggiori criticità segnalate da SIFO:

FARMACI

Le carenze sono segnalate in particolare su:

Antivirali: Ritonavir/Lopinavir, Darunavir/Cobicistat, Remdesivir

Curari-Miorilassanti muscolari: Cisatracurio, Rocuronio, Atracurio

Anestetici: Propofol, Remifentanil

Antibiotici: Piperacillina/Tazobactam; Azitromicina

Antibatterici: Claritromicina

Antitrombotici: Eparina Sodica

Antimalarici: Idrossiclorochina

Antiemorragici: Acido Tranexamico

Immunosoppressore: Tocilizumab

 

DISPOSITIVI MEDICI

Le carenze sono segnalate in particolare su:

Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): guanti, mascherine, FFP2, FFP3, camici sterili

Caschi per la ventilazione non invasiva (NIV)

Tamponi naso – faringei

Dispositivi dedicati ad apparecchiature per alti flussi

Materiali per ventilazione meccanica a pressione positiva continua (CPAP): tubi, maschera, fasce elastiche.

 

A latere di questi Farmaci e di questi DM, vengono segnalate dalla RETE NAZIONALE SIFO altre problematiche di carattere globale:

- Difficoltà periodica nel reperimento di Disinfettanti: a questo le Farmacie Ospedaliere stanno ormai provvedendo in proprio con la produzione continua di disinfettanti in loco, seguendo le indicazioni e le prescrizioni normative, nonostante la difficoltà di reperimento dell’alcool, ingrediente fondamentale nella preparazione dei gel igienizzanti;

- Difficoltà organizzativa e di procurement in quanto – anche in questo periodo di emergenza – in alcuni ospedali le Direzioni applicano rigidamente il Codice degli Appalti (Decreto Legislativo 56/2017 e DL 124/2019) con notevole rallentamento delle procedure di acquisizione;

- Gli attuali Blocchi delle frontiere e delle importazioni portano a ritardi nella consegna di farmaci importati dall’estero (ad esempio il già citato Cisatracurio, uno dei più diffusi miorilassanti muscolari, proveniente dall’India) con pesanti ricadute sui pazienti critici;

Di fronte a una situazione così impegnativa, i farmacisti ospedalieri stanno assicurando una presenza costante, coraggiosa e instancabile, affrontando turni di lavoro intensissimi per assicurare ai clinici e ai pazienti il massimo della risposta durante questo periodo critico e operando, al massimo grado, in ambiente galenico per offrire soluzioni sicure alle richieste di preparazioni e farmaci.

“Guardando i dati che oggi comunichiamo”, osserva Simona Serao Creazzola, “dobbiamo ricordare che esiste un problema ospedaliero delle carenze, ma c’è una criticità territoriale altrettanto rilevante che, di conseguenza, si ripercuote sulla cura delle patologie croniche ed anche sulla presa in carico territoriale del COVID-19. Questa ormai è riconosciuta come una soluzione importante per decongestionare gli ospedali al collasso ed uscire dall’emergenza gestendo il lungo termine”. “Di fronte a una situazione così impegnativa i farmacisti ospedalieri stanno assicurando una presenza costante, coraggiosa e instancabile”, sottolinea in conclusione la presidente SIFO, “Affrontando turni di lavoro intensissimi per assicurare ai clinici e ai pazienti il massimo della risposta durante questo periodo critico, operando al massimo grado in ambiente galenico per offrire soluzioni sicure alle richieste di preparazioni e farmaci. Occorre che tutto il Paese sia cosciente che non è mai stata sperimentata una gestione così pesante di indisponibilità di farmaci e di dispositivi, e – non da ultimo - purtroppo anche di personale farmacista. E’ necessario pertanto, che ognuno continui ad impegnarsi al massimo, nel seguire tutte le norme di sicurezza e distanziamento sociale per aiutare il SSN ad allentare l’attuale pressione sanitaria generata dalla pandemia”.





Dalla Lega Musulmana Mondiale un milione di Euro alla Protezione Civile italiana

La Lega Musulmana Mondiale ha disposto "un sostegno finanziario al governo italiano con massima priorità" per provvedere alle attrezzature mediche necessarie a far fronte all’emergenza coronavirus. "A tal fine, è stato devoluto un milione di dollari alla Protezione Civile italiana", riferisce la sede della Lega Musulmana Mondiale in Italia. 





Covid-19 ha tolto la vita a 100 medici, in queste ore l’ultimo decesso

 

Con la notizia della morte di Samar Sinjab, medico di Mira (Venezia), 62 anni e mamma di un dottore, salgono a 100 i medici scomparsi per Covid-19. Lo fa sapere la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici).





Giù la produzione industriale a febbraio (-1,2%), ma a marzo sarà ancor più devastante

La produzione industriale a febbraio scende dell’1,2% rispetto a gennaio, quando aveva segnato un rialzo congiunturale record (+3,6%). Lo rileva l’Istat. Su base annua il calo è del 2,4% (dato corretto per gli effetti di calendario). Prosegue così, commenta lo stesso Istituto di statistica, "una lunga fase di contrazione che raggiunge il dodicesimo mese consecutivo". I segni meno di febbraio ancora non registrano appieno l’impatto economico delle misure restrittive prese per fronteggiare il Coronavirus.

 Il primo caso italiano sul territorio nazionale di Covid-19 è infatti emerso il 21 febbraio, da lì è partita la prima zona rossa, comprensiva di 11 comuni tra Lombardia e Veneto. Poi, l’8 marzo, il lockdown si è esteso a tutta la Lombardia e a 14 province del Nord.Subito dopo l’intera Italia, il 9 marzo, viene proclamata zona protetta. E’ del 22 marzo la stretta sulle attività produttive: restano aperte solo quelle essenziali. Per febbraio le attese degli analisti erano per un calo congiunturale, tra l’1,5% e l’1,7%. Anche come contraccolpo fisiologico dopo il balzo di gennaio, che a sua volta aveva fatto seguito al tonfo di dicembre (-2,7%).

Ma l’impatto "devastante". come l’ha definito Confindustria, è previsto per marzo. 





Si va verso una proroga del lockdown fino al 3 maggio

 

Il governo va verso il prolungamento del lockdown fino al 3 maggio. E’ quanto si apprende da fonti sindacali al termine del vertice tra il premier Giuseppe Conte e le parti sociali. Secondo le stesse fonti si valuta la possibilità di poche riaperture mirate nell’ambito dei codici Ateco delle attività essenziali. Nei prossimi giorni - si spiega - verrà istituito un gruppo di lavoro per prefigurare le condizioni per una riapertura progressiva. Dopo il 13 aprile potrebbero aprire alcune attività. Per esempio quelle legate al manifatturiero, alla meccanica, alla farmaceutica, alla filiera agroalimentare. Possibile che si alzeranno le saracinesche di alcuni esercizi commerciali (ad esempio cartolibrerie) ma la ’lista’ completa verrà stilata nelle prossime ore. Gli italiani in ogni caso dovranno aspettare maggio per uscire dall’isolamento.E anche per il dopo sarà necessario rispettare alcune regole come il distanziamento sociale. Il governo invita a non abbassare la guardia. Soprattutto in vista delle festività pasquali quando verranno intensificati i controlli sulle strade e sulle autostrade. Per evitare che qualcuno possa pensare a scampagnate o eventualmente a raggiungere case di proprietà al mare o in campagna.





L’Fmi: “L’economia mondiale precipita ai tempi della grande depressione”

L’economia globale sta piombando nella “peggiore caduta dai tempi della Grande Depressione”, ha affermato la direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva nella conferenza stampa di presentazione delle assemblee annuali di Fmi e Banca Mondiale, che dalla prossima settimana si svolgeranno in teleconferenza. Questa è “una crisi come nussun’altra mai prima d’ora”, ha spiegato, con la pandemia di coronavirus che “ha minato il nostro ordine economico e sociale alla velocità della luce”. “Continuiamo a trovarci di fronte a una eccezionale incertezza sulla portata e la durata della crisi”, a detto ancora Georgieva. Il Fmi pubblicherà le sue previsioni economiche aggiornate la prossima settimana ma è evidente che l’economia subirà una pesante caduta nel 2020.

 





Coronavirus, altri 610 decessi nelle ultime 24 ore. Calano i ricoveri in terapia intensiva

 

Sono 18279 i morti nella crisi coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 610 decessi, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile.  Per il sesto giorno consecutivo calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Sono 3.605 i pazienti nei reparti, 88 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.236 sono in Lombardia, in calo di 21 rispetto a ieri. Dei 96.877 malati complessivi, 28.399 sono poi ricoverati con sintomi - 86 in meno rispetto a ieri - e 64.873 sono quelli in isolamento domiciliare. 

Complessivamente sono 96.877 i malati in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.615. Mercoledì l’incremento era stato di 1.195. 

"I pazienti Covid 19 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi sono arrivati a 64.877, il 67% del totale, un dato cresciuto solo ad aprile dell’8%. Ciò dimostra il calo della pressione sugli ospedali, assieme al calo dei ricoverati nei reparti o in terapia intensiva", ha detto il capo della Protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa. "Oggi, pur nel numero ancora importante di decessi - ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione civile -, ci sono 10 regioni, principalmente del centro sud, e la provincia autonoma di Bolzano, in cui il numero di morti giornaliero è inferiore a 10. Un successo importante largamente da attribuirsi alle misure restrizione oltre che alla capacità di tutto il Sistema sanitario di fronte alla situazione emergenziale".





L’Eurogruppo trova l’intesa. Gentiloni: “L’Europa è solidarietà”

 

"L’Eurogruppo ha trovato l’accordo. Un pacchetto di dimensioni senza precedenti per sostenere il sistema sanitario, la cassa integrazione, la liquidità alle imprese e il Fondo per un piano di rinascita. L’Europa è solidarietà". Lo twitta il commissario all’Economia Paolo Gentiloni. Poi Angela Merkel, che prima di trovare la quadra aveva avuto un colloquio con Giuseppe Conte: "Io ho parlato con Giuseppe Conte e siamo d’accordo sul fatto che serve con urgenza solidarietà in Europa in una delle ore più difficili, se non la più difficile. E la Germania è pronta per la solidarietà.Con i tre strumenti su cui si discute oggi e su cui spero si possa raggiungere un accordo" si mettono a disposizione "molti miliardi di euro".