Coronavirus, solo per lo 0,15% piena immunità post contagio

 

Sono poche le persone colpite da coronavirus nella Capitale rispetto alla platea di chi potrebbe essere ancora contagiato. E, tra chi ha contratto l’infezione, solo una percentuale irrisoria ha guadagnato la piena immunita’. E’ quanto emerge da uno studio condotto da Altamedica Medical Center di Roma, che ha eseguito un’analisi epidemiologica su 617 soggetti del territorio romano (303 uomini e 314 donne di diverse classi di eta’) sottoposti a test sierologici per la ricerca di anticorpi contro il Covid-19 al fine di verificare l’esposizione all’infezione e lo stato di immunita’ completa. Tutti i soggetti hanno reso completo consenso informato e sono stati sottoposti a prelievo venoso a domicilio. Nessuno presentava condizioni critiche.

Lo studio, partito nel mese di marzo, ha esaminato il campione con metodologia multipla. Nel dettaglio e’ emerso che solo il 5%

dei soggetti risulta essere stato infettato, mentre il 95% e’ potenzialmente ancora a rischio. L’infezione viene contratta piu’ spesso dagli individui di sesso maschile (60%) che femminile (40%). In piu’ del 50% dei soggetti che hanno contratto il virus e’ stata rilevata assenza di sintomi (70% uomini e 30% donne).

Tra i sintomi maggiormente accusati nei soggetti con anticorpi positivi il piu’ frequente e’ stata l’ipertermia (43%), seguita

dalla perdita dell’olfatto (29%). L’infezione, datata sulla

storia naturale dei movimenti anticorpali, e’ concentrata nei due mesi precedenti gli ultimi 15/20 giorni. Infine, solo in un caso (0,15%) si e’ riscontrata una piena immunita’ con presenza di sole IgG.

"Si tratta del primo studio su popolazione sottoposta a

screening anticorpale e sebbene il campione raccolto sia ancora esiguo si possono trarre importanti deduzioni che dovranno poi essere confermate in casistiche piu’ ampie- spiega Claudio Giorlandino, ginecologo, direttore sanitario Gruppo Sanitario Altamedica e direttore generale dell’Italian College of Fetal Maternal Medicine- Se infatti venisse confermata una percentuale dello 0,15% di soggetti portatori di immunita’ acquisita, ricercare quello che impropriamente viene chiamato ’patentino di immunita’’ sembrerebbe destituito di ogni valore e utilita’ e la scelta sanitaria di screenare tutta la popolazione italiana risulterebbe insensata per il fatto che, comunque, si dovrebbe proteggere dalla infezione la stragrande maggioranza della popolazione che non ha contratto l’infezione. Le enormi risorse che si stanno impiegando per tali test potrebbero invece essere impiegate nella prevenzione e nel supporto sociale".

"La ricerca segue uno studio pilota sulla analisi della sensibilita’ e specificita’ di test sierologici che, anche se gia’ perfettamente validati a livello europeo e registrati presso il ministero della Salute, sono stati sottoposti a verifica per conoscere la reale affidabilita’- prosegue Giorlandino- In considerazione del fatto che nessun soggetto ha riferito di essere a conoscenza di aver avuto contatti con persone infette da meno di 15 giorni e’ lecito supporre che, nella maggioranza dei casi, i soggetti negativi non siano venuti a contatto con il virus, presupponendo che l’attivita’ anticorpale si manifesti 15

giorni dopo l’inizio della infezione. Inoltre- ha concluso Giorlandino- in circa il 90 % dei soggetti l’infezione e’ occorsa negli ultimi 2 mesi, solo in un caso e’ stata riscontrata un’infezione risalente a oltre 80 giorni prima (seconda meta’ di gennaio) mentre in due casi si stima un’infezione occorsa da non oltre 15 giorni".





Parte la Gara per l’acquisizione dei test sierologici

Serviranno per mettere in atto la campagna nazionale che rileverà l’immunità dei cittadini al SarsCov2

 

Parte la gara per l’acquisizione dei test sierologici che serviranno alla messa in atto della campagna nazionale che rileverà l’immunità dei cittadini al sarsCov2. Il commissario straordinario Domenico Arcuri ha infatti indetto la gara "in procedura semplificata e di massima urgenza" per l’acquisto di kit, reagenti e consumabili: i test sierologici ’in corsa’ dovranno rispondere ad 8 requisiti e le consegne - per i primi 150mila kit estendibili ad ulteriori 150mila - partiranno dal 3 maggio.

I test sierologici serviranno dunque per l’indagine campione sulla diffusione del coronavirus. La gara - pubblicata sui siti istituzionali del Ministero della Salute e del Commissario Straordinario e del Dipartimento della protezione civile - sarà conclusa in tempi strettissimi: entro il 22 aprile dovrà avvenire la presentazione delle offerte, ed entro il 29 aprile sarà definita la graduatoria finale. L’indagine a campione sulla sieroprevalenza "ci permetterà di capire il livello di diffusione del virus nel Paese e di pianificare le prossime fasi e il ritorno all’attività", ha sottolineato il ministro della salute Roberto Speranza. E’ uno dei "5 punti della nostra strategia sanitaria - ha precisato - insieme all rafforzamento della rete territoriale, i Covid-Hospital dedicati, alla App di tracciamento e assistenza a distanza e al mantenimento di misure di distanziamento sociale e di protezione individuale". "Il nostro Servizio sanitario nazionale - ha avvertito il ministro - deve rafforzarsi per rispondere a questa nuova grande sfida". La procedura per l’acquisto dei kit concerne dunque la fornitura urgente di Kit del tipo CLIA e/o ELISA "per l’effettuazione di 150.000 test sierologici finalizzati ad un’indagine campione sulla diffusione dell’infezione da SarsCoV2, con possibile successiva estensione della fornitura di kit, reagenti e consumabili del medesimo tipo, per l’effettuazione di ulteriori 150.000 test".





Guerra (Oms): “Inevitabili nuovi focolai”

 

Saranno "inevitabili nuovi focolai" anche dopo la riapertura e questi dovranno essere individuati in tempi molto rapidi. Ranieri Guerra vicedirettore dell’Oms e membro del comitato tecnico scientifico, lo spiega durante un intervento a RaiNews24. "Serve rafforzare il controllo del territorio con controlli e tamponi a domicilio", ha aggiunto.

Per la "fase due" Guerra ha spiegato che "c’e’ stata una valutazione del rischio molto approfondito. Un’intensa discussione fra la commissione per la riapertura e comitato tecnico scientifico per capire quali siano le implicazioni per mettere in sicurezza i lavoratori, compreso nel momento della mobilita" in modo da tornare ad una struttura produttiva efficace il prima possibile.




Il Commissario Arcuri: "Lockdown in cautela e sicurezza"

"Tra l’11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2 mila civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di più. Un riferimento numerico clamoroso. Oltre alla solidarietà che dobbiamo ai lombardi e alla consapevolezza della gravità dell’emergenza in quelle terre, dobbiamo anche sapere che stiamo vivendo una grande tragedia, non l’abbiamo ancora sconfitta". Così il commissario all’emergenza Domenico Arcuri.

"Dobbiamo continuare ad agire con la cautela e la prudenza di questi mesi, capire - ha evidenziato Arcuri - che è clamorosamente sbagliato comunicare un conflitto tra salute e ripresa economica. Senza la salute e la sicurezza la ripresa economica durerebbe come un battito di ciglia. Bisogna continuare a tenere in equilibrio questi due aspetti, Alleggerire progressivamente le misure di contenimento, garantendo sicurezza e salute di un numero massimo di cittadini possibile. No a improvvisazioni ed estemporaneità".

 





Bracciano, a sanificare le strade ci pensano i Vigili del Fuoco

Vigili del Fuoco per le strade di Bracciano con l’obiettivo di sanificare le principali arterie della città e i luoghi più esposti alla frequentazione come aree di sosta, pensiline degli autobus, pompe di benzina, vicino i supermercati e nelle piazze senza dimenticare i luoghi più popolosi e abitati del territorio. 
A comunicarlo è il sindaco Armando Tondinelli il quale ritiene che operare una regolare sanificazione sia fondamentale in questo periodo emergenziale: “Ho specificatamente chiesto ai Vigili del Fuoco – dice il primo cittadino – che operassero la sanificazione delle strade di Bracciano. È anche importante prepararsi in vista del 4 maggio, data in cui speriamo di poter iniziare a vedere circolare i cittadini, sebbene con le dovute accortezze e precauzioni. In questi giorni comunicheremo ulteriori iniziative per iniziare concretamente a essere più che preparati per la fase due. Colgo l’occasione per comunicare che anche oggi, per il terzo giorno consecutivo, non risultano persone positive al coronavirus. Pertanto a Bracciano rimangono 20 i contagi effettivi fino ad oggi. Restiamo a casa per noi, per i nostri cari e per la Comunità. Non molliamo, insieme ce la faremo!”





Estate romana ed Eureka, c’è il disco verde della Giunta ma da fine emergenza

 

Via libera dalla Giunta per Eureka ed Estate Romana da cessata emergenza fino a fine 2020. Con l’approvazione della delibera presentata dall’Assessorato alla Crescita culturale, l’Amministrazione capitolina interviene per consentire, nei modi consentiti, lo svolgimento dei progetti che si aggiudicheranno i bandi Eureka! ed Estate Romana, in un periodo decorrente dal cessare delle esigenze di contrasto e contenimento dell’epidemia e fino al 31 dicembre 2020. Il Dipartimento Attivita’ Culturali porra’ in essere tutte le misure operative volte a cogliere le esigenze organizzative dei singoli soggetti proponenti, al fine di assicurare lo svolgimento del maggior numero possibile di iniziative, nel rispetto degli esiti delle procedure selettive e delle misure straordinarie che saranno disposte dalle autorita’ sanitarie per la Fase 2, consentendo una diversa calendarizzazione degli eventi proposti e traslando i tempi di realizzazione indicati nei progetti, nell’arco del periodo indicato dagli avvisi pubblici diffusi ad inizio anno e riconoscendo il sostanziarsi della forza maggiore per tutte quelle proposte progettuali che necessitassero di variazioni nella loro fase realizzativa.





Roma Capitale, accoglienza donne e mamme con bambini

 

Roma Capitale inaugura una nuova struttura di accoglienza per donne sole, mamme con bambini e gestanti senza dimora per l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19. Lo ha annunciato il Campidoglio, spiegando che i 40 posti di accoglienza, H24, sono stati predisposti dall’amministrazione all’Istituto San Michele, in zona Tor Marancia, e già oggi sono previsti i primi inserimenti. 

Il servizio è rivolto a donne sole, madri con figli minori, gestanti e donne vittime di violenza in grave disagio sociale, che “presso la struttura potranno trovare un posto sicuro tramite la Sala operativa sociale, in stretta collaborazione con i Centri antiviolenza di Roma Capitale”.A tutte le ospiti sarà effettuato uno screening in ingresso e un monitoraggio sanitario quotidiano. La struttura prevede anche la possibilità di stanze singole. 





Ciacciarelli (Lega): “Riaprire i cantieri edili del Lazio”

“Il Covid-19, oltre a configurarsi come un’emergenza sanitaria, sta assumendo sempre più le sembianze, di una vera e propria catastrofe per il settore dell’edilizia nel Lazio, un comparto già in crisi, ancora prima che esplodesse la Pandemia”. Si è espresso così il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli (Lega) e aggiunge: “per questo settore, comunque strategico per tutto il territorio, è indispensabile, ancor più in questa fase così delicata, un interessamento fattivo della Regione, finalizzato alla necessaria ripartenza del comparto, ovviamente con tutte le tutele sanitarie per i lavoratori, che dovranno essere dotati degli indispensabili DPI e lavorare in assoluta sicurezza. I dati dell’edilizia nel Lazio sono più che allarmanti: a lavorare oggi c’è solo il 2% degli addetti e per semplici manutenzioni” ricorda. “Non ci sono più, nè i grandi cantieri, nè il ricco volano delle opere pubbliche. Da rilevare, che proprio in provincia di Frosinone ci sono tante micro e piccole Imprese che, fino al blocco dovuto al Covid-19, fornivano un contributo rilevante, dal punto di vista delle competenze professionali, ai lavori, edili e manutentivi, nella Capitale. Di fatto, la forza lavoro dell’edilizia, è ormai ferma al 98% delle proprie capacità. Ecco allora che la Regione Lazio deve intervenire subito, anche in questo settore, così come fatto in questi giorni per il settore agricolo, con alcuni provvedimenti. Pertanto ho scritto all’assessore all’Urbanistica Valeriani per suggerirgli di studiare  una serie di iniziative, come ad esempio: incentivi economici per il settore, avvio di grandi opere pubbliche, un fondo per l’edilizia da destinare ai Comuni per la necessaria ripartenza dell’urbanistica in ogni Città del Lazio” chiarisce evidenziando la necessità di garanzie di sicurezza e salute per i lavoratori.




Covid19, a Roma 650mila controlli municipale: duemila illeciti

 

Dal giorno 8 marzo, quando sono partite le prime disposizioni sul contenimento del coronavirus, la polizia locale di Roma Capitale è stata impegnata nelle attività di vigilanza per tutelare la sicurezza e la salute collettiva. Circa 570mila i controlli eseguiti dagli agenti per verificare il rispetto delle prescrizioni relative agli spostamenti e quelle riguardanti gli accessi nei parchi e giardini pubblici, più di 80mila le verifiche effettuate presso le attività commerciali. Sono 2mila gli illeciti riscontrati finora, con 132 irregolarità registrate negli ultimi due giorni. 

I controlli – assicura la polizia locale – andranno avanti anche in questo fine settimana, mantenendo sempre alta l’attenzione verso i comportamenti che possano mettere a rischio la salute pubblica.





Ama: E’ stato revocato lo sciopero programmato per il 20 aprile

 

E’ stato revocato lo sciopero dei lavoratori di Ama Spa, indetto per l’intera giornata di lunedì 20 aprile. Lo comunica l’azienda capitolina per a gestione dei servizi ambientali che spiega: “La decisione è scaturita al termine dell’incontro di conciliazione, tenuto oggi in videoconferenza, dai rappresentanti della municipalizzata capitolina per l’Ambiente, dalle organizzazioni sindacali territoriali del comparto di igiene ambientale Cgil, Cisl, Fiadel e dai referenti degli eletti delle liste della Rsu Fp Cgil, Fit Cisl, Fiadel, Ugl.  “Sono contento – afferma l’amministratore unico di Ama Spa, Stefano Zaghis – che si sia arrivati a un punto di equilibrio, grazie al senso di responsabilità che ha prevalso in un momento così complesso e delicato per tutto il Paese. Tra l’altro, abbiamo convenuto con i rappresentanti Sindacali di richiedere alla Protezione Civile Regionale e Nazionale, in aggiunta alla dotazione già presente in Azienda, ulteriori dispositivi di protezione, come mascherine e guanti, assolutamente necessari per una società come Ama che svolge un servizio di pubblica utilità essenziale per i cittadini romani”. 





Obbligo vaccino antinfluenzale agli ultra 65enni del Lazio. Ordinanza di Zingaretti. Si parte il 15 settembre

“E’ stata firmata l’ordinanza dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti su proposta dell’Assessore alla Sanità, Alessio D’Amato per rendere obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale e anti pneumococcica per tutti i cittadini over 65 anni e tutto il personale sanitario. L’obbligo sarà a decorrere dal 15 settembre 2020 in concomitanza con l’inizio della campagna di vaccinazione regionale. La mancata vaccinazione per il personale sanitario comporterà l’inidoneità temporanea allo svolgimento della mansione lavorativa ai sensi del Dg. 81. La mancata vaccinazione per le persone ultra 65 anni comporterà l’impossibilità di accedere a centri anziani o altri luoghi di aggregazione che non consentano di garantire il distanziamento sociale, inoltre vi è una forte raccomandazione per effettuare il vaccino antinfluenzale per tutti i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni attraverso il pieno coinvolgimento dei pediatri di libera scelta. “Con questa ordinanza il Lazio raccoglie l’appello lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ridurre i fattori confondenti per il COVID-19 in presenza di sintomi analoghi” commenta Zingaretti. “E’ una grande operazione di tutela della salute pubblica. Ricordiamo inoltre che ogni anno sono numerosi i decessi per complicanze soprattutto nelle persone più fragili e croniche” conclude D’Amato. 





Orti in terrazze e balconi, è boom

Non solo piante d’arredo e fiori: la quarantena indotta dall’emergenza coronavirus ha fatto registrare un boom anche per la coltivazione di orti sui balconi e sui terrazzi degli italiani. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti, in cui si evidenzia un’impennata degli acquisti di semi, piantine, fertilizzanti e strumenti domestici per la coltivazione. Molti supermercati, mercati, punti vendita e vivai si sono organizzati anche per la vendita a domicilio, nel rispetto delle disposizioni del governo e delle specifiche ordinanze regionali. Dopo un mese di chiusura forzata tra le mura di casa l’orto sul balcone rappresenta di "una grande opportunità - sottolinea la Coldiretti - per quanti hanno la fortuna di disporre di uno spazio sufficiente". Secondo Coldiretti/Ixè sei italiani su dieci (il 62%) hanno l’hobby dell`agricoltura e del giardinaggio in terreni privati e pubblici messi a disposizione dai Comuni.

 





Grido d’allarme del comparto del turismo italiano, sono 50mila i posti di lavoro a rischio

 

I promotori del Manifesto per il Turismo Italiano, ASTOI Confindustria Viaggi e FTO-Confcommercio Federazione del Turismo Organizzato, insieme a diverse imprese del settore turistico e degli eventi, ribadiscono: serve uno stanziamento di almeno 750 milioni, a fondo perduto, entro giugno, per il sostegno al mancato reddito di aziende che hanno già perso oggi 9 mesi di fatturato annuo. Caduto nel silenzio l’appello del Manifesto #ripartiamodallitalia, sostenuto da oltre 35 mila firme di imprese, cittadini, personalità dell’economia, della cultura, dello sport e dello spettacolo. 

Un silenzio assordante – scrivono gli operatori del turismo – quello del Governo italiano di fronte all’SOS che da oltre un mese le associazioni di categoria, aziende del turismo e del turismo organizzato hanno lanciato con tutte le modalità possibili. La posta in gioco è altissima: il collasso di un settore, nel quale solo il turismo organizzato rappresenta 13.000 imprese, oltre 75.000 addetti e produce un volume d’affari di oltre 20 miliardi di euro l’anno, potrebbe portare a fallimenti a catena. Già a giugno, in assenza di provvedimenti mirati, si prevede la perdita di 50 mila posti di lavoro. 

Ad oggi il Governo non ha ancora dato alcuna risposta alla richiesta di un fondo straordinario che, unito ad altre azioni specifiche, possa contribuire a tenere in vita questo comparto importante, che è il maggiore traino dell’intero settore. Serve che il Governo intervenga subito, con fatti e azioni concrete per evitare il disastro. 

La proposta urgente, già illustrata in più sedi e alle diverse forze politiche del Paese, è la costituzione di un fondo straordinario dedicato di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese del turismo organizzato, mediante finanziamenti per i quali sia previsto un importante contributo a fondo perduto, insieme all’allungamento della cassa integrazione. Un sostegno al reddito si rende necessario perché in questa gravissima crisi che ha colpito l’economia del nostro Paese nel suo insieme, non esiste altro settore dove siano stati persi i 9/12 del fatturato annuo: i tour operator e le agenzie di viaggio lavorano con 4-5 mesi d’anticipo e normalmente a maggio hanno già sviluppato il 70% del fatturato dell’anno, ora azzerato con le cancellazioni per il 2020. Quando gli altri settori produttivi e di servizi potranno riaprire le attività, ricominceranno a produrre fatturati. Ma il settore del turismo organizzato, se non riceverà immediatamente ossigeno per un ammontare stimato di almeno 750 milioni di euro a fondo perduto entro giugno, non potrà probabilmente ripartire e garantire l’occupazione. 

Il grido d’allarme lanciato con il Manifesto per il Turismo Italiano #ripartiamodallitalia è già stato sottoscritto finora da oltre 35.000 cittadini e aziende, e vede riunite le principali associazioni di categoria, ASTOI Confindustria Viaggi (rappresenta il 90% del tour operating in Italia), FTO-Confcommercio (raccoglie il mondo della distribuzione turistica con network e agenzie indipendenti e altri segmenti del settore) e importanti operatori del comparto e del turismo organizzato: Alpitour World, Gruppo Gattinoni, Robintur Travel Group, Alidays, Bluserena, Costa Crociere, Futura Vacanze, Giver Viaggi e Crociere, Idee per Viaggiare, Viaggi Del Mappamondo, Naar, Nicolaus-Valtur, Ota Viaggi, Quality Group, TH Resorts, Trinity Viaggi Studio, Uvet, Veratour.





Maturità 2020 si cambia: ci sarà una Commissione interna e un Presidente esterno

 

Cambia la composizione della commissione dell’Esame di Stato del secondo ciclo. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza, attuativa del decreto legge del 6 aprile su Esami e valutazione, che, in ragione dell’emergenza coronavirus e dell’impatto che ha avuto sulla scuola, prevede, per quest’anno, una commissione formata da 6 commissari interni e dal presidente esterno. “In questo modo - spiega la ministra - gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico. Vogliamo un Esame di Stato vero, serio, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto”.  I presidenti saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali, i commissari dai consigli di classe. Nella composizione della commissione si terrà conto dell’equilibrio fra le varie discipline di ciascun indirizzo. In ogni caso, sarà assicurata la presenza del commissario di Italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo.





Strage silenziosa nelle Rsa, lo Spi Cgil sarà parte civile ai processi

 

“Migliaia di anziani morti o contagiati nelle Rsa e nelle case di riposo meritano giustizia. Per questo siamo pronti a costituirci come parte civile nell’eventualità che i processi che si apriranno in tutto il territorio nazionale riscontrino responsabilità e negligenze in merito a quanto avvenuto in queste strutture”. Lo annuncia Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi-Cgil, il sindacato che per primo aveva lanciato l’allarme sulla strage silenziosa che si stava consumando nelle strutture residenziali per anziani.

“È del tutto evidente – continua Pedretti – che qualcosa non ha funzionato. In molti casi la verità sta già venendo a galla. Ci sono anche delle responsabilità politiche, che hanno portato a prendere delle decisioni che sono state pagate a caro prezzo. Gli anziani non sono stati protetti a sufficienza ed è nostro dovere pretendere per loro che si determini con certezza chi ha sbagliato, come, quando e perché”. “Registriamo – conclude il segretario generale dello Spi-Cgil -ancora troppo silenzio da parte delle istituzioni tutte, a partire dal Ministero della Salute a cui chiediamo di prendere in mano e di gestire la situazione”.




Il monito di Ghebreyesus (Oms) sulle riaperture

“L’alleggerimento delle misure di lockdown” imposte dai vari governi per cercare di contenere la pandemia del nuovo coronavirus “deve essere un processo graduale”. Lo ha ribadito oggi il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing con i media esortando i Paesi ad “implementare i criteri e le linee guida pubblicati in merito dall’Oms”.

Il numero uno dell’agenzia dell’Onu si è detto preoccupato per l’aumento del numero di infezioni in Africa e per l’accesso limitato dei Paesi del continente nero ai test. Tedros ha espresso un cauto ottimismo affermando che “questi gap in Africa saranno presto almeno in parte colmati”. Il direttore dell’Oms ha quindi informato di aver ricevuto rinnovato sostegno per una fruttuosa collaborazione nella lotta all’epidemia da personalità e leader politici internazionali con cui si è intrattenuto al telefono nelle ultime ore fra cui Ursula von der Leyen, Josep Borrel, Emmanuel Macron, Boris Johnson e Bill Gates. Infine Tedros ha annunciato l’impegno dell’Oms a regolare i mercati, bandendo la vendita di animali vivi, sottolineando che la maggior parte dei virus provengono dagli animali.





Il Governo precisa: “Nessuna data è decisa sulle riaperture”

 “In questi giorni e nelle ultime ore circolano numerose ipotesi, con tanto di date, sulle possibili riaperture nel Paese. In alcuni casi si tratta di ipotesi che non hanno alcun tipo di fondamento, in altri di ipotesi che sono ancora allo studio e quindi non possono essere in alcun modo considerate definitive. In questo momento il governo, coadiuvato dal comitato tecnico scientifico e dalla task force di esperti, sta lavorando per la fase due e solo quando avrà terminato i lavori comunicherà in maniera chiara i tempi e le modalità di allentamento del lockdown, così da dare agli italiani un’informazione certa”. E’ quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi. “Anticipazioni, indiscrezioni e fughe in avanti, in un momento tanto delicato, – proseguono le fonti – rischiano di alimentare caos e confusione. In questi momenti invece è indispensabile la collaborazione responsabile di tutti”.





Per il professor Ricciardi (Oms) una seconda ondata dal virus è una certezza

"Mi pare che la richiesta della Lombardia sia di riaprire il 4 maggio indipendentemente dalle condizioni epidemiologiche. Non se lo può permettere, anche perché in questo momento ha una condizione epidemiologica di particolare gravità. Certamente in miglioramento, ma di particolare gravità. Tra i paesi europei la Lombardia è la regione che in questo momento ha maggiori problemi. Non l’Italia, ma la Lombardia". Lo afferma Walter Ricciardi, rappresentante italiano nell’executive board dell’Organizzazione mondiale della sanità e consulente del ministro della Salute per l’emergenza coronavirus, in un’intervista a ilcaffeonline.it."Mi sembra non saggio - sottolinea Ricciardi - fare delle aperture a prescindere dalle valutazioni oggettive. I Paesi che come l’Austria e la Svezia stanno agendo senza tener conto di queste valutazioni penso che pagheranno un prezzo. Lo vedremo nelle prossime settimane".





Il super-esperto di Trump, Anthony Fauci, boccia la tesi della cospirazione cinese

 

Il virologo Anthony Fauci, capo della task force della Casa Bianca contro il coronavirus, ha respinto la teoria della cospirazione secondo la quale il Covid-19 sarebbe stato creato in laboratorio cinese. ’’Un gruppo molto qualificato di virologi dell’evoluzione ha osservato le sequenze nei pipistrelli’’, ha detto Fauci. ’’Le mutazioni compiute per arrivare al punto in cui siamo ora sono completamente coerenti con un salto di specie, dall’animale all’uomo’’, ha aggiunto.





Spaccio e casa d’appuntamento, doppia attività illegale scoperta dalla Polizia di Stato

Gestivano una casa di prostituzione dedicandosi anche allo spaccio di “shaboo”. A finire in manette due cittadine cinesi, S.Y.H. e L.Y.S., rispettivamente di 34 e 40 anni.  Al termine di una accurata indagine gli investigatori del commissariato Esquilino, diretto da Stefania D’Andrea,  hanno individuato un appartamento in via Monte delle Capre,  dove all’interno si esercitava attività di prostituzione.  E così, ieri mattina hanno deciso di entrare in azione. Durante l’appostamento hanno notato un uomo in attesa di entrare nell’appartamento e, così, quando le due donne hanno aperto la porta all’ospite”, i poliziotti sono entrati con lui. All’interno sono state identificate le due cittadine cinesi, entrambe senza documenti di identità, con indosso abiti succinti. Nella circostanza gli agenti hanno notato la presenza di un involucro sul comodino della camera da letto, dove era custodita una sostanza solida cristallina, risultata poi essere “shaboo”. Durante la perquisizione, in cucina, i poliziotti hanno rinvenuto 4 bustine con dentro la medesima sostanza stupefacente pari a 5 grammi, nonché 70 euro in banconote di vario taglio.  Sequestrati inoltre, numerosi profilattici, biancheria intima e  abiti succinti.





Hanno firmato per l’incarico i primi dei 300 nuovi poliziotti di Roma Capitale

 

Al via le firme per i 300 nuovi agenti della Polizia Locale di cui era stata programmata l’assunzione. Hanno siglato il contratto, presso il Comando Generale in via della Consolazione, i primi 24 neo-assunti, divisi in tre gruppi. Una modalità adottata per evitare assembramenti e per rispettare rigorosamente tutte le misure a tutela della salute pubblica e di contrasto al Coronavirus.  

Ho voluto accogliere e salutare personalmente i nuovi agenti, che rappresentano un’importante iniezione di energie per il corpo di Polizia Locale. Alcuni di loro diventeranno i futuri ’vigili di quartiere’, punti di riferimento per i cittadini sul territorio. Durante settimane così complicate, il corpo di Polizia Locale ha dato un contributo fondamentale. Altrettanto importante sarà garantire la sicurezza in una fase di graduale ripartenza delle attività della città", spiega la sindaca Virginia Raggi. “Con l’assunzione di questi 300 nuovi agenti esauriamo la relativa graduatoria e superiamo le 1.300 assunzioni nella Polizia Locale. Ovviamente non abbiamo potuto effettuare una chiamata collettiva in un unico giorno. Contiamo di far firmare tutti nell’arco di circa dieci giorni. I neo-assunti seguiranno un corso di formazione, ovviamente a distanza, in modalità online. Saranno tutti inviati in strada, affinché tutti i cittadini possano contare su un punto di riferimento costante, su veri e propri presidi di prossimità a tutela della legalità”, sottolinea l’assessore al Personale Antonio De Santis.





Il ministro Provenzano duro sulla Fase 2 anticipata: “Il liberi tutti può portare conseguenze drammatiche”

“La fase 2 non riguarda soltanto la riapertura delle imprese, ma riguarda anche come rafforziamo il nostro sistema sanitario per impedire di trovarsi impreparati a una eventuale nuova ondata dell’epidemia. Non voglio dare un messaggio allarmistico, ma vorrei che non si perdesse di vista in cui siamo perché i contagi ancora aumentano seppur la curva si è molto ridotta con un rallentamento. Il liberi tutti è una cosa che può avere conseguenze molto gravi”. Sono le parole pronunciate a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24 dal ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano.

“Creare una contrapposizione tra riapertura delle imprese e diritto alla Salute di lavoratori e imprenditori è un rischio molto grosso – ha aggiunto – Dobbiamo coniugare entrambe le cose. Entriamo in una settimana che da questo punto di vista è cruciale, noi abbiamo chiesto a una task force, composta da personalità di altissimo livello e anche con sensibilità e orientamenti politici e culturali molto diversi, di aiutarci a definire dei criteri di riapertura. Così sta facendo anche il comitato tecnico scientifico e lo dobbiamo fare nel confronto con le parti sociali”.

“Raccogliendo tutti questi pareri il Governo assumerà le sue decisioni – ha proseguito – e lo farà nel confronto con le Regioni e gli Enti locali. In questo modo possiamo assumere delle decisioni che devono vincolare tutto il territorio nazionale. Da parte nostra c’è anche un invito a maggior cautela nelle aree che sono maggiormente colpite e in cui il contagio è ancora a livelli elevati”.

“Ho la preoccupazione – ha aggiunto il ministro – che nel nostro Paese si stia diffondendo in queste ore l’idea che siamo già usciti dalla fase dell’emergenza e siamo già nella fase due. Per Provenzano c’è “una sorta di ritorno alla normalità anche negli aspetti più deteriori, come quelli del conflitto politico e del conflitto istituzionale tra Stato e Regioni, dopo che faticosamente nel corso delle settimane precedenti eravamo riusciti a definire un impianto unitario. Questo è un Paese che a volte fatica anche a imparare dalle lezioni che si apprendono. Se nel corso dei primi giorni dell’epidemia abbiamo capito una cosa è che l’andare in ordine sparso e avere uno disomogeneità anche regionale e territoriale nelle scelte, non solo getta nell’incertezza i cittadini in un momento in cui serve dare indicazioni molto chiare, ma poi la paghiamo come abbiamo pagato molto chiaramente le decisioni diverse in alcune Regioni che poi hanno avuto anche ricadute sulle altre”.

“Dobbiamo capire – ha avvertito Provenzano – che la fase due non può permettersi queste contraddizioni che inevitabilmente ci sono state all’inizio e che deve essere un percorso ordinato e graduale perché ancora ieri sera noi contavamo 575 morti quindi noi siamo ancora in emergenza sanitaria”.





Berlusconi: “Dall’ultimo Decreto economico del Governo solo liquidità per pagare le tasse. Colossale partita di giro”

Il decreto liquidità "arriverà a garantire alle aziende solo liquidità per pagare le tasse. Una colossale partita di giro che lascerà le imprese nella stessa condizione di prima e, per di più, con un debito da pagare". E’ quanto afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sottolineando il "paradosso" del provvedimento. "Stando così le cose, non stupisce che diversi piccoli imprenditori abbiano già annunciato di non volervi ricorrere", aggiunge.  In una lettera al Sole 24 Ore, Berlusconi ha individuato alcune criticità. Come ad esempio la durata e la complessità delle procedure del Dl liquidità che "sono sostanzialmente quelle ordinarie, di qualunque finanziamento, con delle aggravanti. La banca alla quale l’imprenditore si rivolge deve compiere un’istruttoria sulla solvibilità del cliente, perché la garanzia non è al 100% e quindi una quota di rischio rimane a carico dell’istituto di credito, che inoltre deve adempiere a quanto previsto dalle norme antimafia e antiriciclaggio". 

 

Rinvio delle scadenze fiscali - Berlusconi poi ha parlato anche del "rinvio troppo corto delle scadenze fiscali: noi avevamo chiesto che si arrivasse fino alla fine dell’anno. Così come è stato stabilito, per soli due mesi, significa che le aziende riceveranno i prestiti giusto in tempo per pagare le tasse. Questo suona come una beffa a molti operatori economici in difficoltà". In sostanza, aggiunge il leader di Forza Italia, "il governo ha varato regole macchinose che non funzionano, che richiedono tempi lunghi e che scaricano oneri difficilmente sostenibili sul sistema bancario, già in difficoltà".   

"Aumentare la garanzia dello Stato al 100%" - Berlusconi ha poi avanzato una serie di proposte "che a noi appaiono come delle concrete soluzioni da approvare in sede di conversione del decreto, per rimediare alle diverse criticità". La prima è "aumentare la garanzia dello Stato al 100%, così da garantire le banche sull’intero credito concesso e da eliminare quindi in toto le loro preoccupazioni sulla solvibilità dei richiedenti e la conseguente necessità di un’istruttoria, che allunga i tempi", ha scritto.   

Un plafond di garanzia - La seconda proposta riguarda "un’ulteriore semplificazione potrebbe essere quella di abolire la garanzia Sace sostituendola - a parità di costi per lo Stato - con un plafond di garanzia messo a disposizione di ciascuna banca da parte dello Stato stesso, in base alla relativa quota di mercato, così da ridurre ulteriormente i tempi e i passaggi burocratici attualmente previsti". La terza idea è "sostituire le ordinarie procedure antimafia e antiriciclaggio con un’autocertificazione, con pesanti pene per chi avesse rilasciato dichiarazioni mendaci e sollevando ovviamente le banche da ogni responsabilità".   

Allungare i tempi di restituzione del prestito - Infine, scrive Berlusconi, servirebbe "allungare i tempi di restituzione del prestito rispetto a quelli attualmente previsti" e "sospendere gli adempimenti fiscali fino a fine anno per le imprese in difficoltà. A queste condizioni, il decreto liquidità realizzerebbe davvero le finalità perseguite dai suoi proponenti e le imprese disporrebbero di uno strumento veramente efficace per fronteggiare la crisi drammatica che le attende. Noi stiamo lavorando per arrivare a questo risultato. Speriamo che il governo ci ascolti", ha concluso l’ex premier.





L’allarme e la denuncia di Confesercenti: “Per il 32% delle imprese piccole e medie rischio chiusura”

La "Fase 2" è all’orizzonte, ma molte attività potrebbero non riaprire: il 32% delle piccole e medie imprese di commercio e turismo ritiene che il lockdown, anche se in esaurimento, potrebbe comunque averle messe a rischio di chiudere definitivamente. E un ulteriore 35% teme di chiudere se l’emergenza coronavirus dovesse protrarsi ancora. E’ quanto emerge dai calcoli  effettuati da Confesercenti sulla base dei dati disponibili. Il 57% degli imprenditori dei due settori in questa fase è più preoccupato per la recessione economica che per i contagi (41%). Anche con una ripartenza graduale dal 4 maggio, infatti, si stima che la quarantena costerà alle imprese nel 2020 oltre 30 miliardi di euro di fatturato: fino ad un terzo di quello annuale per pubblici esercizi (-29,4%), attività ricettive (-31%) e ambulanti (-32,9%).  Cancellato, in media, anche il 19,4% dei ricavi annuali delle imprese del commercio non alimentare. Arriva a perdere il 25,7% del fatturato l’abbigliamento, che "rischia il baratro" con la perdita della stagione primaverile, la merce giacente e i pagamenti che scadono.





Pagate da Inps 3,1 mln di bonus da 600 euro, 250mila con l’Iban in via di correzione e 500mila in istruttoria

L’Inps, ad oggi, ha erogato 3,1 milioni di indennità 600 euro previste dal decreto Cura Italia.  Lo fa sapere lo stesso Istituto, spiegando che ulteriori 250.000 hanno l’Iban in via di correzione in corrispondenza con gli utenti e 500.000 sono in istruttoria. "Continua lo sforzo dei lavoratori dell’Istituto impegnati a sostenere il Paese in questa fase di emergenza", sottolinea l’Inps.     Inoltre, precisa ancora l’Istituto, è stata rilasciata in procedura la possibilità di consultare la domanda e "a breve" sarà implementata con la possibilità di variare i dati inseriti  all’atto della domanda stessa.





In calo le vittime da coronavirus (482) e i nuovi contagi (809)

Altro Bollettino della Protezione Civile, in questo sabato senza la tradizionale quotidiana conferenza Stampa di Borrelli, un bollettino in linea con quello di ieri, anche migliore, visto che si sono registrati sia un calo delle vittime che dei contagi,  mentre la Regione Lombardia continua a recitare un ruolo negativo in termine di contagi. Ma andiamo a vedere i numeri di oggi.  Complessivamente sono 107.771 le persone attualmente positive al coronavirus in Italia, ieri 106.962, con un aumento quindi di 809 unità. Così dal bollettino diffuso dal Dipartimento della Protezione civile. Dei 107.771 casi 80.031 sono in isolamento domiciliare, 25.007 ricoverati con sintomi, ieri erano 25.786, segnando quindi -779, e 2.733 in terapia intensiva, ieri erano 2.812, si registra quindi un calo di 79 unità.

Le quattro regioni che registrano più casi attivi sono Lombardia (19.136 i dimessi/guariti e 12.050 morti), Emilia-Romagna 13.584 (5.635 dimessi/guariti e 2.965 deceduti), Piemonte 14.223 casi (3.989 dimessi/guariti e 2.252 deceduti), in Veneto 10.444 (4189 dimessi/guariti e 1059 deceduti). Il totale dei guariti oggi è 44.927, ieri 42.727 con un aumento di 2.200.

Il totale dei deceduti oggi 23.227, ieri 22.745, sono quindi 482 le persone che hanno perso la vita rispetto a ieri. I casi totali di coronavirus dall’inizio dell’epidemia sono 175.925 e l’incremento dei casi totali rispetto a ieri è di 3.491.

Il numero dei tamponi fatti è 1.305.833 (255.331 in Lombardia, 121.220 in Emilia-Romagna, 91.844 in Piemonte, 247.329 in Veneto). Ieri in totale erano stati fatti 1.244.108 tamponi, oggi quindi sono +61.725.