Tre arresti nei controlli antidroga dei Carabinieri nella Capitale

Sono proseguite anche in questo fine settimana i controlli antidroga dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, dal centro storico alle periferie. In poche ore sono finite in manette tre persone ed una quarta è stata denunciata. Sequestrati, in totale, 50 dosi di cocaina e 20 di hashish, oltre a circa 1.500 euro in contanti. 

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma San Pietro, transitando in via Vanni angolo via D’Amico, hanno sorpreso un 35enne romano, già noto per precedenti di droga e sottoposto all’obbligo di presentazione in caserma, cedere alcune dosi di cocaina ad un giovane. Immediatamente fermato, l’uomo è stato trovato in possesso di 7 involucri contenente la stessa sostanza stupefacente. La successiva perquisizione nella sua abitazione ha permesso ai Carabinieri di rinvenire altre dosi e 1.040 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. L’arrestato è stato portato e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo. E’ accusato di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. 

In via delle Medaglie d’Oro, invece, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur hanno notato un 29enne albanese aggirarsi con fare sospetto a piedi e lo hanno fermato per un controllo. L’uomo, senza fissa dimora e con precedenti, è stato trovato in possesso di 22 dosi di cocaina e della somma contante di 500 euro. I Carabinieri lo hanno arrestato e portato in caserma. E’ accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.




Retata, con tredici arresti, nelle operazioni antidroga della Polizia di Stato

Continuano a Roma i controlli della Polizia di Stato che hanno portato all’arresto di 13 persone e alla denuncia di altre 4 per possesso e spaccio di sostanze stupefacenti. 

Condotte in pochi giorni, 5 operazioni da parte degli agenti della Polizia di Stato del commissariato Colombo, finalizzate alla verifica del rispetto delle misure di contenimento al Covid-19. 

I controlli hanno consentito di sequestrare, a cinque soggetti diversi, 120 grammi di sostanze stupefacenti tra cui hashish, marijuana e metanfetamina, destinate allo spaccio nonchè 780 euro in banconote di piccolo taglio, provento delle attività illecite e relativo materiale per il confezionamento. 

Lo stupefacente, rinvenuto, durante le perquisizioni nelle parte intime dei soggetti coinvolti, è stato sequestrato. Dei 5 soggetti sottoposti a controllo, uno di questi, italiano, di 38 anni è stato arrestato dagli agenti del commissariato con l’ausilio del Reparto Volanti poiché sorpreso con 48 grammi di metanfetamine e 650 euro in banconote di vario taglio. 

Tutte le persone sono state sanzionate per la violazione amministrativa prevista per il Covid-19. 

In via Oderisi da Gubbio invece, gli agenti della Polizia di Stato del Reparto Volanti, hanno arrestato D.S.E., 39enne italiano, responsabile di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. L’uomo, fermato durante un controllo, è stato trovato in possesso di 5 bustine di metanfetamina. A seguito della perquisizione domiciliare, sono stati sequestrati altri 48 grammi della medesima sostanza e materiale per il confezionamento delle dosi.





Aziende forestali, proroga dele autorizzazioni regionali

“In queste settimane le politiche di contenimento dell’epidemia da COVID-19 hanno, di fatto, imposto l’assunzione immediata di misure necessarie a evitare il contagio e arginare la diffusione della malattia. Molte aziende hanno quindi dovuto bloccare le attività di taglio e hanno oggi una oggettiva difficoltà a completare i lavori nei tempi previsti dai titoli abilitativi. In questo scenario, l’atto della Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti risponde a una duplice esigenza. In primo luogo, vengono prorogate di un anno le validità delle autorizzazioni per le attività forestali riconducibili alle competenze amministrative di Comuni e Province. Successivamente, viene consentita la proroga della stagione di taglio, per le aziende che ne faranno richiesta, di ulteriori 15 giorni oltre il termine del 30 aprile precedentemente stabilito. Le modalità sono indicate nell’atto, pubblicato sul portale regione.lazio.it, e sono ispirate alla maggiore semplificazione possibile dall’ordinamento”. 

Lo dichiara in una nota l’Assessore Agricoltura, Promozione della filiera e della cultura del cibo, Ambiente e Risorse Naturali, Enrica Onorati in merito all’atto della Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti, pubblicato oggi sul portale della Regione Lazio, che prevede la proroga delle attività di utilizzazione forestale.





Ritrovato nel Tevere cadavere di una donna. E’ Luciana Martinelli

 

È Luciana Martinelli la donna, il cui corpo senza vita è stato recuperato ieri nel Tevere, a Roma.

La ragazza 27 anni insegnante e volontaria di un canile della Muratella era scomparsa il 4 aprile scorso.

Del caso si era occupata anche la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’e sui social erano molti gli appelli per ritrovarla. Indagini in corso.

Il recupero del corpo è stato fatto dai Vigili del Fuoco nel primo pomeriggio di domenica all’altezza del Lungotevere dei Fiorentini. I Vigili sono intervenuti su segnalazione della polizia. Una volta estratto dalle acque, è stato affidato al personale sanitario. 





Lanuvio, tenta di uccidere la compagna a coltellate. Arrestato

 

Tragedia sfiorata nella notte in una villetta a Lanuvio, vicino Roma. Un ragazzo di 22 anni, incensurato, al termine di una lite ha ferito con un coltello da cucina la compagna convivente 27enne ferendola con diversi fendenti. L’allarme, dato da alcuni familiari che avevano sentito le urla della donna, ha consentito l’intervento dei carabinieri che hannoi bloccato il ragazzo. Dovrà rispondere di tentato omicidio. La 27enne si trova in rianimazione.




E’ on line il Bando (5mln) della Regione Lazio per il comparto del latte

 

E’ on line il Bando da 5 milioni di euro per il settore del latte. “Sarà possibile partecipare accedendo a una piattaforma appositamente dedicata regione.lazio.it/latte.emergenzacovid19, che semplifica al massimo i tempi, il processo di istruttoria e l’erogazione del sostegno”, dichiara l’assessore all’Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio Enrica Onorati. 

Le aziende del settore del latte bovino e bufalino, messe in difficoltà dall’emergenza Covid-19 e depauperati dal proprio potere negoziale e dall’incertezza del prezzo, potranno – sino alle ore 16 del prossimo 8 maggio – richiedere un aiuto, proporzionale al numero di capi allevati, sino a un massimo possibile di 5.000 euro. 

Le fasce di sostegno sono tre: la prima da 1.500 euro per le aziende con un totale di capi allevati da 20 a 50; la seconda da 3.500 euro per le aziende con un totale di capi allevati tra i 51 e i 100; la terza da 5.000 euro nei casi oltre i 100 capi. 

“Abbiamo voluto fornire subito come Assessorato e come Regione, una risposta concreta ai problemi di liquidità che hanno investito le aziende del latte, reperendo le risorse immediatamente disponibili dal bilancio regionale e semplificando al massimo l’iter procedurale. Le domande dovranno essere presentate, infatti, esclusivamente attraverso la procedura telematica accessibile dal sito, compilando un modulo online e allegando il proprio documento di identità e l’attestazione di titolarità di un conto corrente. Ringrazio Laziocrea per il supporto informatico e la nostra Direzione agricoltura per aver messo a disposizione delle nostre imprese in difficoltà uno strumento che concederà un contributo economico concreto”, conclude Onorati.





Scoperte a Fiuggi due case di riposo completamente abusive

“Dai controlli a tappeto che si stanno eseguendo sono state scoperte due case di riposo abusive nel territorio di Fiuggi nella provincia di Frosinone”, lo ha dichiarato l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Aggiungendo che “la asl di Frosinone ha immediatamente richiesto al sindaco di emettere l’ordinanza di chiusura e di trasmettere ai Carabinieri dei NAS tutta la documentazione”.





Raggi: " 22 contagi in 24 ore in una città da 3 mln di abitanti. I romani si sono comportati benissimo"

“I romani si sono comportati benissimo. Vedendo che nelle ultime 24 ore ci sono 22 contagi in una città di 3 milioni di abitanti, bisogna essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Dal 4 maggio non sarà un liberi tutti.

Le parole d’ordine sono gradualità e prudenza per non ricadere nuovamente in una fase di contagio. Per la mobilità, bisogna fare una riflessione. Stando tutti a casa i dati di traffico sono crollati. Ora, nella ripresa dobbiamo evitare che le nostre città siano invase dalle auto e stiamo lavorando su alcune direttrici comuni: privilegiare il trasporto attraverso bici e monopattini. Stiamo realizzando corsie ciclabili, stiamo pensando di dedicare le controlaterali delle strade grandi alla ciclabilità. Vogliamo incentivare la mobilità dolce anche incentivando l’acquisto di bici elettriche. Dobbiamo scoraggiare il traffico privato perchè, con il trasporto pubblico che dovrà limitare le presenze, rischiamo di essere invasi dalle auto. Per i mezzi pubblici, stiamo programmando dei conta-passeggeri, stiamo lavorando con le compagnie telefoniche per avere in maniera anonima dei dati di traffico e aumentare le corse sulle linee più frequentate. Le mascherine devono essere reperibili sul mercato e faccio un appello alle imprese del Lazio che si stanno riconvertendo per aiutarci a produrre mascherine nella nostra Regione”. Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.

Per la Fase 2 secondo Raggi “le decisioni devono essere centralizzate per evitare che ci siano Regioni e città di serie b. Vanno bene ipotesi diverse per la ripartenza a seconda dell’andamento dell’epidemia nelle varie Regioni, ma sempre con un controllo centrale, affinchè non ci sia un caos. Auspichiamo più tamponi, però sul resto mi sembra ci sia una buona sinergia.

Chiediamo al governo di velocizzare tutte le procedure burocratiche e bizantine che riguardano gli appalti pubblici: se noi sindaci ogni volta che dobbiamo aprire un cantiere dobbiamo fare procedure che durano mesi, se non anni, è chiaro che l’economia non riparte. Bisogna aiutare i sindaci ad aiutare.

Vanno velocizzate le procedure, con un controllo a posteriori.

Stiamo chiedendo al governo di regolare gli orari delle città affinchè non vi siano affollamenti e si possa attuare il distanziamento sociale”.

“In Campidoglio – ha spiegato – abbiamo l’85% dei dipendenti in smart working e con la fase due almeno il 30% dei dipendenti rimarrà in smart working. Alcuni risultati dovrebbero essere consolidati, ovviamente non nella percentuale in cui lo stiamo vedendo adesso. Si può cambiare se c’è una sorta di patto sociale con la cittadinanza per la rinascita. Bisogna lavorare su una serie di pilastri comuni”.

Sulla situazione dei rifiuti a Roma, Raggi ha ricordato come “normalmente in città transitavano giornalmente circa 5 milioni di persone in città, oggi abbiamo 3 milioni di stanziali, è evidente che un po il flusso dei rifiuti sia calato. Inoltre Ama ha iniziato ad avere nuovi furgoncini per la raccolta, forniture che avevamo ordinato da tempo. Aggiungiamo che per due mesi non vedono più discariche abusive che si creavano ai bordi delle strade e che impegnavano l’Ama ad una raccolta di rifiuti ingombranti”, ha concluso.





La Città Eterna compie 2.773 anni. Campidoglio, il 21 aprile su Rai2 monologo-omaggio di Max Giusti

 

Roma compie quest’anno 2.773 anni. Per festeggiare il 21 aprile, Natale di Roma, il Campidoglio, grazie alla collaborazione gratuita di un gruppo di professionisti, ha realizzato e prodotto uno spettacolo-omaggio alla Città Eterna e agli italiani, interpretato da Max Giusti e che andrà in onda sulla Rai.

L’evento, ambientato nella splendida cornice del Campidoglio, Musei Capitolini e con lo sfondo dei Fori Imperiali, sarà trasmesso in prima visione su Rai2, durante la trasmissione Patriae. Il giorno dopo, 22 aprile, sarà disponibile in versione integrale sul sito e i social di Roma Capitale.

Sono passati 2.773 anni dal 21 aprile 753 a.C., giorno in cui si celebra la fondazione della nostra città. Quest’anno per Roma e per tutta l’Italia sarà un compleanno particolare, vista l’emergenza coronavirus. Nonostante tutto vogliamo lanciare un messaggio di speranza e di coraggio: insieme ce la faremo. Roma e l’Italia ne hanno viste tante e riusciremo a superare anche questo momento difficile. Ringrazio Max Giusti, per la sua gentilezza e disponibilità, e tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo omaggio a Roma e agli italiani”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

 





Nove misure di custodia cautelare per le violenze e la devastazione all’ospedale Pellegrini di Napoli

 

Sei misure cautelari in carcere, 2 misure della permanenza in casa per due minori, mentre una nona persona è attualmente irreperibile. Sono i provvedimenti dell’ordinanza firmata dal Gip di Napoli, ed eseguita dagli agenti della squadra mobile della questura partenopea, per il danneggiamento dell’ospedale Pellegrini di Napoli, avvenuto la notte tra il 29 febbraio e il 1 marzo scorso. Le accuse, a vario titolo, sono di devastazione e saccheggio, interruzione di un servizio di pubblica necessità, violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Il nosocomio fu danneggiato da diverse persone che giunsero in ospedale mentre i medici stavano tentando di rianimare Ugo Russo, il 15enne ucciso dal colpo di pistola esploso da un carabiniere.

Il ragazzo ed un complice, poche ore prima, nella zona di Santa Lucia (Napoli), avevano tentato una rapina ai danni del militare 23enne, libero dal servizio, ed in compagnia di una ragazza.

Il carabiniere, temendo per sé e per la ragazza, con la pistola d’ordinanza fece fuoco contro Ugo due volte. Lui, indagato per omicidio volontario, si è difeso dicendo che aveva sentito la pistola scarrellare e che comunque aveva intimano al giovane di abbassare la pistola. Il complice 17enne di Ugo Russo, fermato subito dopo la rapina, raccontò che il militare aveva sparato quando Ugo stava già scappando. Poche ore dopo, durante l’interrogatorio in caserma del 17enne, due persone in scooter anche loro individuate e arrestate alcuni giorni dopo, fecero fuoco contro la caserma Pastrengo.





Sedici morti in una sparatoria in Canada. Ucciso il killer

E’ di almeno 16 morti il primo drammatico bilancio della sparatoria durata 12 ore e che si è sviluppata in varie zone della Nuova Scozia in Canada. Non sono ancora chiare le motivazioni che hanno spinto il killer, un 51enne, a compiere questa strage.

“Il mio cuore è con tutti coloro che sono rimasti colpiti in questa terribile situazione” ha scritto su twitter il premier canadese Justin Trudeau. Il killer, secondo i media locali, sarebbe stato identificato come Gabriel Wortman, un odontotecnico di 51 anni. E’ stato ucciso durante il suo arresto, dopo una massiccia caccia all’uomo durata 12 ore, ha detto la polizia.

Durante la fuga si sarebbe servito di un’auto e di un’uniforme simili a quella della polizia.”E’ ancora troppo presto per parlare del movente”, ha detto Chris Leather, funzionario della polizia federale della Nuova Scozia.

 





Rapporto di Unioncamere: -30mila imprese nel primo trimestre (-21mila nel 2019)

Unioncamere: -30mila imprese nel primo trimestre (-21mila nel 2019)

 

Quasi 30mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2020 contro un calo di 21mila nello stesso trimestre del 2019. Il bilancio della nati-mortalità delle imprese tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale. Si tratta di un dato che evidentemente si riflette anche a livello territoriale e settoriale. Gli effetti conseguenti allo stato di eccezionalità in cui l’economia reale si sta muovendo appesantiscono il risultato di un bilancio che nei primi tre mesi dell’anno chiude sempre in rosso per effetto delle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente.

In netto calo sia le iscrizioni che, in misura minore, le cessazioni. Tra gennaio e marzo si registrano 96.629 nuove aperture, a fronte di 114.410 dello stesso trimestre dell’anno precedente, e 126.912 chiusure contro le 136.069 del 2019.

E’ quanto emerge della fotografia scattata da Unioncamere – InfoCamere sui dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel I° trimestre 2020 disponibili online all’indirizzo http://www.infocamere.it.





La Cina torna a respirare, solo 12 nuovi casi e zero decessi

 

 

Cina, 12 nuovi casi e zero decessi  - La Cina ha registrato domenica 12 nuovi casi di infezioni da coronavirus, di cui 8 importati e 4 domestici tra Heilongjiang (3) e Mongolia interna (1). La Commissione sanitaria nazionale non ha rilevato decessi, segnalando però 49 asintomatici aggiuntivi, di cui 5 importati, per un totale di 990 casi. Nel complesso, i contagi sono saliti a 82.747, di cui 1.031 sotto trattamento medico, 4.632 decessi e 77.084 recuperi che portano il tasso di guarigione al 93,15%. I contagi di ritorno hanno raggiunto quota 1.583, di cui 742 risoltisi con la dimissione dagli ospedali e 841 ancora in cura. Sono 43, infine, i casi di gravi.

La Corea del Sud ha riportato 13 nuovi casi di coronavirus, di cui 7 importati e 8 domestici, fermatisi a singola cifra per la prima volta in due mesi. I contagi, saliti a 10.674 totali, si sono mantenuti sotto quota 20 per il terzo giorno di fila, aumentando la fiducia sul contemimento della pandemia. Il decessi hanno aggiunto altre due unità, a 236 complessivi, mentre i guariti si sono portati a 8.114, pari a 72 in più rispetto a sabato.





Negli Usa Covid-19 fa strage. In 24 ore altri duemila morti

Gli Usa hanno registrato in 24 ore altri 1.997 decessi legati al coronavirus, per un totale di 40.661. Oltre 69mila invece finora i guariti.     Trump parla di "costanti progressi nella guerra" alla malattia. Oggi il presidente si collegherà con i governatori, mentre proseguono le proteste contro i lockdown in diversi stati tra cui quello di Washington. Trump ha annunciato che si prepara ad usare la Defence production act,una legge di guerra risalente agli anni ’50, per aumentare la produzione medica di tamponi per i test del coronavirus.





Ecco il Piano del Sindaco Sala per far ripartire in sicurezza Milano

 

Doppi turni per le scuole, negozi aperti anche la sera, una riorganizzazione dei trasporti. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, in un’intervista al “Corriere della Sera” spiega che “stiamo lavorando a un piano per la riapertura che presenteremo settimana prossima, ma per riaprire sono necessarie tre condizioni. La prima è banale: ci venga comunicato con un certo anticipo perché non si possono riorganizzare i servizi in 48 ore. La seconda è fondamentale: noi facciamo la nostra parte riorganizzando, per esempio, i trasporti e le metropolitane, ma se anche gli altri non fanno la loro parte diventa tutto inutile”. E cioè che “stiamo lavorando per mettere in sicurezza il trasporto pubblico con un sistema che controlla gli ingressi nelle stazioni del metrò e li blocca quando si supera un certo numero. Sul pavimento delle carrozze disegneremo dei cerchi per garantire la distanza. Questo però ridurrà al 30 per cento la capienza nelle ore di punta. E arriviamo al dunque: se il commercio non si mette d’ accordo sullo scaglionare gli orari dei negozi, se il ministero dell’ Istruzione non regola gli orari delle lezioni, il sistema non regge. Bisogna lavorare sui tempi della città”.

Per quello che riguarda le scuole, secondo Sala “è necessario scaglionare ingressi e uscite. Faccio un esempio: i ragazzi non devono entrare tutti alle 8 ma dalle 8 alle 10. Bisognerebbe pensare a doppi turni perché le classi non potranno essere più così numerose come adesso”.

“Le aziende mi preoccupano di meno in quanto sono abituate a una certa flessibilità e sono in grado di garantire ingressi scaglionati o continuare nello smart working sottolinea il sindaco di Milano – Mi preoccupa più il commercio che prevede la presenza fisica del personale nei negozi.

Non possono avere gli stessi orari di adesso. Il Comune non avrebbe nessun problema a immaginare di avere i negozi aperti la sera. Ci facciano una proposta”.





Rezza (Iss) : “ A due mesi dal 20 febbraio il Paese sta decisamente meglio”

 

“Due mesi dopo quel 20 febbraio, l’ Italia sta decisamente meglio”. Ora “è giusto voler tornare alla normalità, soprattutto per chi sta soffrendo economicamente. Però è anche giusto continuare a essere preoccupati. Abbiamo fatto molti progressi, abbiamo più posti nelle terapie intensive, si fanno più tamponi, ma d’ ora in poi occorre agire sul territorio per identificare tempestivamente qualsiasi focolaio, perché il virus continuerà a circolare”.

Gianni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento malattie infettive dell’ Istituto superiore di sanità, in un’intervista a “Repubblica” traccia un primo bilancio. Due mesi dopo l’ Italia, spiega Rezza, sta “decisamente meglio.

Lo dicono tutti gli indicatori: diminuiscono i nuovi casi, c’ è meno pressione sugli ospedali e il famoso R0, l’ indice di contagio, che nelle prime fasi dell’ epidemia era superiore a 3 (ogni infetto contagiava in media più di tre persone, ndr ) oggi è di poco inferiore a uno”.

“Sfortuna ha voluto che l’ epidemia esplodesse nella fase di picco influenzale – sottolinea Rezza – chi aveva il virus ma con sintomi lievi è stato scambiato per un malato d’ influenza, solo i casi più gravi hanno fatto scattare l’ allarme.

Questo ritardo ha dato il tempo al Covid 19 di diffondersi. E poi nell’ esito della battaglia ha contato l’ impostazione dei Servizi sanitari nazionali, molti dei quali, anche a causa dei tagli alla sanità, erano impreparati”.

 





Il virologo Pregliasco: “Anticipare le ripartenze è aprire i rubinetti dei contagi”

Anticipare le ripartenze è aprire rubinetti - Anticipare le riaperture, anche delle scuole, vuol dire "aprire i rubinetti dei contatti" e aumentare le possibilità di contagio da Covid-19. A dirlo è il virologo Maurizio Pregliasco, intervenuto a "Circo Massimo" su Radio Capital. E ha spiegato: "Anticipare le aperture vuol dire aprire rubinetti di contatti e le possibilità di infezione. Sono un po’ pessimista sulla necessità di insistere ancora, specie per i due ponti che arriveranno, quelli del 25 aprile e 1/o maggio. Dopo, credo che si arrivi a un livello di accettabilità di rischio per riaprire, specie per il lavoro e per le attività strategiche per il Paese. Bar e ristoranti dobbiamo mandarli molto avanti. Solo così riusciremo a ripartire".





Bertolaso: “Ospedali come quello della Fiera di Milano dovrebbero esserci in tutte le Regioni”

"Ci devono essere gli ospedali Covid-19 in tutte le regioni secondo questi modelli", ossia l’ospedale creato in Fiera e quello realizzato nelle Marche "che possono essere perfezionati ma rappresentano una proposta concreta per affrontare e vincere questa tremenda guerra". Lo sostiene Guido Bertolaso, chiamato dal governatore lombardo Attilio Fontana per realizzare l’ospedale in Fiera a Milano per l’emergenza coronavorus in un video. "Abbiamo già un ospedale Covid in Italia ed è quello che è stato realizzato nella fiera di Milano, dal punto di vista tecnologico perfetto, una vera astronave che deve essere guidata da gente che ne abbia le capacità e la competenza per togliere là dove è possibile i malati dagli altri ospedali della Lombardia in modo da farli ripartire secondo le loro funzioni originali e poi per prepararci a eventuali seconde, terze, quarte fasi durante le quali possiamo dover sopportare nuove epidemie", sottolinea Bertolaso. "L’altro ospedale Covid-19 italiano lo stiamo realizzando nelle Marche con 42 posti letto di terapia intensiva e 42 di semi intensiva intorno ala quale ci possiamo poi realizzare i reparti di malattie infettive che dovessere servire, ma questo è il vertice di una struttura tecnologicamente avanzata per dare ossigeno a quelli che arrivano in ospedale con insufficienza respiratoria e polmonite con Covid-19". Si tratta di progetti che rientrano "in una strategia più ampia di cui il Paese si deve dotare garantendo riserve strategiche per il futuro per evitare di nuovo problemi con i tamponi, le mascherine, il materiale di protezioni, tutto ciò che serve per gestire l’epidemia; con dei medici e degli infermieri preparati che sappiano come intervenire nelle famiglie ed evitare di riempire gli ospedali che comunque devono essere specializzati", conclude Bertolaso che auspica in ogni regione un ospedale Covid-19 sul modello di quelli realizzati in Lombardia e nelle Marche.





Fase Due, ecco le regole che le Regioni dovranno rispettare

 

Le Regioni che vogliono partire prima dell’inizio della fase 2, cioè il 4 maggio, dovranno garantire di avere a disposizione ospedali Covid e luoghi dove tenere in quarantena i positivi. Questa la condizione posta dal governo per sbloccare il 27 aprile le aziende del settore auto, edile e moda. Altrimenti le riaperture cominceranno dalla settimana successiva. Saranno scaglionate in base alle tabelle dell’Inail che misurano il rischio per i lavoratori. Negozi e aziende, ricorda il Corriere della Sera,  avranno l’obbligo di autocertificarsi per dimostrare di essere in regola con le nuove norme per il contenimento del contagio da coronavirus. Poi scatteranno i controlli e chi non si sarà adeguato rischia la sospensione della licenza o la chiusura. "Si può ragionare su una regionalizzazione delle aperture", dice il ministro Stefano Patuanelli. 

La riorganizzazione della fase 2 terrà conto di tutti i suggerimenti che provengono dai vari gruppi di lavoro e saranno inseriti nel decreto del governo. Per garantire il rispetto delle norme aziende e negozi dovranno compilare un modulo che autocertifica il rispetto delle prescrizioni imposte su dotazioni dei dispositivi di sicurezza personale, sanificazione, presenza del medico e tutte le altre regole che saranno diversificate a seconda delle filiere. Dovranno essere in ogni caso garantiti turni diversificati per i lavoratori e privilegiato lo smart working. Diverso è il discorso per i bar e i ristoranti, dove la riapertura appare ancora lontana rispetto all’inizio della fase 2. Le tabelle Inail assegnano infatti a questi luoghi di ritrovo un livello di rischio elevato. Dunque si sta valutando la possibilità di concedere, oltre alle consegne a domicilio che già vengono effettuate, il servizio da asporto. In questo caso l’ingresso sarà scaglionato, così come già avviene per tutti gli altri negozi già aperti, e calcolato sulla base della metratura dei locali. La misura rimane quella di 40 metri quadri fissata nell’ultimo decreto dove possono entrare due dipendenti e un cliente.  

Più articolato infine il piano per il trasporto pubblico, che dovrà tenere conto delle esigenze delle Regioni e soprattutto dei Comuni più grandi. Su autobus e metropolitane i passeggeri potranno stare soltanto seduti e comunque mantenendo la distanza, dunque su posti alternati rendendo inevitabilmente ridotta la capienza. Ecco perché si sta valutando la possibilità di aprire le zone a traffico limitato favorendo così il trasporto privato. L’alternativa sarebbe aumentare il numero delle corse. Ma anche creare aree di scambio dove si possa lasciare il proprio mezzo e utilizzare il servizio sharing di auto e bici.





Bonetti (Famiglia): “Un assegno mensile per ogni figlio sotto i 14 anni da aprile a dicembre”. Importi per fasce di redditi

 

"Alle famiglie, mai come in questo momento, serve progettualità e visione. Un figlio non è ’una tantum’ ed è il motivo per il quale la proposta che ho presentato prevede un assegno per ogni figlio, almeno fino ai 14 anni, da aprile a dicembre, secondo il reddito Isee: 160 euro per redditi inferiori a 7mila euro, 120 per redditi tra i 7 e i 40mila euro, 80 euro per redditi superiori". E’ quanto scrive su Facebook la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. "Allo stesso modo", sottolinea, "sono al lavoro per strutturare un’offerta di sostegno all’educazione e alla custodia dei figli: congedi parentali estesi, voucher baby sitter ma anche creazione di una rete che coinvolga terzo settore, volontariato, comuni per aiutare concretamente le famiglie e offrire occasioni di attività ludiche, ricreative, motorie, appena il lockdown sarà terminato.  Alle famiglie occorrono garanzie e risposte concrete e tempestive, che le sostengano nella responsabilità inderogabile che i genitori hanno verso i figli. Non servono promesse, ma prontezza d’impegno e la certezza di una comunità Paese che le supporta. Mai come ora l’educazione delle giovani generazioni deve essere responsabilità di tutti. Sono i pilastri anche del Family act, che dovrà diventare la misura strutturale su cui costruire in modo solido e stabile un nuovo paradigma delle politiche familiari dal 2021", conclude Bonetti.





Speranza: “Di fronte a 400 morti ogni giorno il calcio è l’ultimo dei problemi”

"Sono un grande appassionato di calcio ma con più di 400 morti al giorno con sincerità è l’ultimo problema di cui possiamo occuparci". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza a ’Circo Massimo’ su Radio Capital. "Lo dico con il massimo rispetto e da grande appassionato di calcio però viene prima la vita delle persone. Le priorità del Paese oggi sono altre. Lavoreremo perché a un certo punto si possa riprendere la vita normale ma la priorità in questo momento deve essere ancora salvare la vita delle persone", ha detto. "Abbiamo tutti insieme approvato le norme perché il 4 maggio sia una data attorno alla quale dobbiamo costruire questa fase 2. Mi auguro che al più presto ci possa essere un incontro tra le forze sociali e con loro irrobustire il documento del 14 di marzo che ci ha aiutato in queste settimane difficili per avere sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma voglio essere chiaro su un punto: la battaglia non è vinta", ha detto il ministro della Salute.

Sulla App ’Immuni’, "è stato già firmato il contratto così che possa accelerare nel più breve tempo possibile. L’app è uno degli strumenti: in questa vicenda non c’è una mossa salvifica", ha detto il ministro della Salute. "Oltre alla prima funzione essenziale di tracciare i contatti, la app potrà essere molto utile per rafforzare la sanità digitale del nostro Paese - aggiunge - dobbiamo lavorare in questa direzione".

 





Bonomi (Confindustria): “Se ci sono soldi Ue vanno presi. Compensare i debiti della Pa alle imprese”

 

"Sono un imprenditore e guardo ai numeri, avremo bisogno di bazooka liquidità", perchè l’Italia da sola non ce la fa. "Laddove ci sono le condizioni per avere i soldi dall’Europa vanno presi", senza "battaglie dietro a bandiere di partito". Lo ha detto il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, a Che tempo che fa.   “Siamo in ritardo, studiare un modello" di ripartenza "da qui al 4 maggio non è semplice", ha sottolineato Bonomi. "La salute passa anche dal lavoro", ha aggiunto. "Noi siamo a disposizione, abbiamo voglia di collaborare, spero che la voce degli imprenditori venga ascoltata".  Parlando della fase 2 sulla riapertura, Bonomi ha sottolineato che trattandosi delle imprese "avrebbe fatto piacere che ci fosse almeno un imprenditore nella task force". "Siamo una comunità. Non lasceremo indietro nessuno. Dovrebbe essere il mantra di questo Paese. Noi dobbiamo farci carico di tutti, sia un cittadino, un imprenditore o un incapiente", ha affermato Bonomi.
"Non c’è antagonismo salute contro lavoro" e ora nel primo punto dell’agenda è "capire quale modello seguire per la riapertura". Lo ha detto il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi. "Sto sentendo molti colleghi, sono smarriti e impauriti - ha detto Bonomi - con i nostri collaboratori stiamo veramente soffrendo e sappiamo che molti non riapriranno più. La priorità è riaprire in sicurezza. Come mettere in sicurezza le fabbriche per salvaguardare gli italiani". Bonomi ha spiegato che gli imprenditori "faranno responsabilmente tutto quello che verrà chiesto per mettere in sicurezza".
Stefano Patuanelli e Carlo Bonomi si sono trovati d’accordo sulla possibilità di compensare i debiti della p.a verso le imprese con i crediti dovuti dalle aziende. La proposta, avanzata dal presidente designato di Confindustria a Che tempo che fa, è stata accolta dal ministro dello Sviluppo economico: "Sono totalmente d’accordo, è giustissimo parlare di compensazione diretta. E’ la volta buona, dobbiamo assolutamente farlo. Ci stiamo lavorando", ha detto Patuanelli.





Patuelli (Abi) garantisce i prestiti del Decreto Imprese anche in 24 ore

 

I prestiti previsti dal decreto imprese potranno essere ottenuti subito, nel giro di un giorno. "Se l’imprenditore porta le carte che il decreto legge impone e completa la domanda, in una giornata si ottengono" massimo 25.000 euro di liquidità garantita al 100% dallo Stato, ha spiegato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, in vista del via lunedì alle domande da parte delle Pmi. "Se non si rompono i computer (abbiamo già visto con l’Inps che si sono bloccati perché quando si immettono tante domande anche i computer più grossi nazionali possono avere dei problemi) e se non ci sono intoppi, l’operazione è studiata per ottenerli in una giornata", ha spiegato. Sopra i 25.000, invece, "ci sono documenti da fornire, delibere da assumere perché la garanzia dello Stato non è al 100% e la Sace non ha ancora, speriamo lo faccia presto, fornito la piattaforma informatica" e i codici per inviare le domande di garanzia. "Confidiamo che Sace ce la dia nei prossimi giorni", ha aggiunto. Patuelli non teme l’assalto alla diligenza e nemmeno le tensioni a danno dei lavoratori delle filiali a cui hanno invece alluso i sindacati dei bancari, parlando di possibili ’violenze’ contro chi sta allo sportello in caso di ritardi degli istituti. In banca, ha spiegato il numero uno dell’associazione, si va in questa fase solo per appuntamento, quindi non ci saranno assembramenti.

 




Il Papa alla messa di Santa Marta: “I politici cerchino il bene del Paese e non del partito”

 

"Preghiamo per gli uomini e le donne che hanno vocazione politica - la politica è una forma alta di carità -, per i partiti politici dei diversi Paesi, perché in questo momento di pandemia cerchino insieme il bene del Paese,e non il bene del proprio partito". Lo ha detto papa Francesco all’inizio della messa del mattino a Casa Santa Marta.

Commentando nell’omelia le letture del giorno, il Papa ha sottolineato che "essere cristiano non è soltanto compiere i comandamenti. Si devono fare, questo è vero. Ma se tu ti fermi lì non sei un buon cristiano. Essere cristiano - ha spiegato - è lasciare che lo Spirito entri dentro di te e ti porti. Ti porti dove lui vuole". "Nella nostra vita cristiana - ha osservato Francesco - tante volte ci fermiamo, come Nicodemo, davanti al ’dunque’. Non sappiamo che passo fare, non sappiamo come farlo o non abbiamo la fiducia in Dio per fare questo passo e lasciar entrare lo Spirito: nascere di nuovo e lasciare che lo Spirito entri in noi, che sia lo Spirito a guidarmi e non io, e qui libero, con questa libertà dello Spirito che tu non saprai mai dove finirai". "Gli apostoli che erano nel Cenacolo - ha proseguito il Pontefice - quando venne lo Spirito uscirono a predicare con quel coraggio, con quella franchezza... Non sapevano che sarebbe successo questo, e l’hanno fatto, perché lo Spirito li guidava. Il cristiano - ha detto ancora - non deve fermarsi mai soltanto al compimento dei comandamenti, si deve fare, ma andare oltre verso questa nascita nuova, che è la nascita nello Spirito e ti dà la libertà dello Spirito". "E come si prepara uno a nascere di nuovo? Con la preghiera - ha aggiunto il Papa -. La preghiera è quella che ci apre la porta allo Spirito e ci dà questa libertà, questa franchezza, questo coraggio dello Spirito santo, che mai saprai dove ti porterà, ma è lo Spirito". "Che il Signore ci aiuti a essere sempre aperti allo Spirito - ha concluso -, perché sarà lui a portarci avanti nella nostra vita di servizio al Signore". 

 





Conte si prepara all’impatto contro i detrattori dei Coronabond

 

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si prepara al prossimo impatto contro i detrattori dei cosidetti Coronabond, che si nascondono dietro la potenza tedesca e cercano di imporre scelte, non condivise, ai Pesi più deboli dell’Eurozona e tra questi l’Italia e la Spagna. "L’Ue ha bisogno di tutta la sua potenza di fuoco" nella risposta alla crisi economica generata dal coronavirus, "nello specifico attraverso l’emissione di titoli comuni". Lo dice il premier Giuseppe Conte in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung. Il presidente del Consiglio sottolinea che "viviamo il più grande shock dalla guerra" e "a questo anche l’Europa deve dare una risposta". Molti Paesi europei hanno guardato finora soltanto ai propri vantaggi, la Germania ha "un bilancio commerciale superiore a quanto prevedano le regole dell’Ue" e con questo surplus non opera da locomotiva bensì da "freno per l’Europa". 
“Il Mes in Italia ha una cattiva fama. Non abbiamo dimenticato che ai greci, nell’ultima crisi finanziaria, sono stati richiesti sacrifici inaccettabili perché ottenessero i crediti", afferma il presidente del Consiglio. "È indiscutibile: l’Italia è stata lasciata sola". E’ la risposta del premier a una domanda sulla sensazione degli italiani di essere stati lasciati soli all’inizio della crisi del coronavirus. "Anche Ursula von der Leyen si è scusata per questo a nome dell’Unione europea, nell’Europarlamento. Devo dire che ho molto apprezzato questo gesto", afferma Conte. La crescente sfiducia degli italiani nell’Ue "nasce dal fatto che ci sentiamo abbandonati proprio dai Paesi che traggono vantaggi da questa Unione". "Prendiamo l’esempio dell’Olanda, che con il suo dumping fiscale attrae migliaia di multinazionali, che trasferiscono lì la propria sede, ed ottengono un flusso di entrate fiscali massicce, che vengono sottratte ad altri partner dell’Unione: 9 miliardi di euro ogni anno, come riporta un’analisi di Tax Justice Network", afferma Conte. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto infine una conversazione telefonica nella giornata di domenica con la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, incentrata sulla risposta europea alle conseguenze sociali ed economiche dell’emergenza da Covid-19. Lo rende noto Palazzo Chigi. La telefonata avviene alla vigilia del Consiglio europeo in programma giovedì 23.





Ricciardi e Covid-19 : “Immunità un punto interrogativo. Scuola un problema serio”

 

"Sull’immunita’, o meglio sulla sierologia, ci sono due studi: il primo e’ di popolazione, quindi e’ stato programmato uno studio di sieroepidemiologia che, attraverso un’analisi su un campione rappresentativo di italiani, studiera’ come si e’ diffuso il virus. Sara’ una fotografia dell’interazione tra questo virus e la popolazione, che vedra’ probabilmente molti piu’ casi di quelli che sono stati segnalati

e che rappresentano quella parte sotterranea dell’iceberg. E questo e’ importante per capire il livello di diffusione. Il secondo studio e’ invece individuale, ma su questo siamo molto piu’ indietro e abbiamo molti piu’ punti interrogativi, perche’ di fatto noi ancora non sappiamo se questa immunita’ e’ duratura, se e’ un’immunita’ permanente e se e’ fatta di anticorpi neutralizzanti con caratteristiche protettive. È ancora un grandissimo punto interrogativo. Quello che sappiamo, invece, e’ che dobbiamo combattere il virus attraverso il distanziamento fisico e attraverso l’igiene personale e degli ambienti. Questa e’ l’unica strada che noi avremo fino a quando non ne capiremo di piu’ e magari avremo anche un vaccino". Cosi’ Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute, durante

un’intervista via Skype rilasciata all’agenzia Dire.

 

Si parla sempre piu’ spesso dei test sierologici, ma mancano i reagenti in Italia. È cosi’? 

"I reagenti mancano soprattutto per i test molecolari, non tanto per

quelli sierologici - risponde Ricciardi - Sono i test molecolari ad

aver bisogno di questi reagenti e sicuramente, poiche’ c’e’ stata

un’intensificazione della diagnostica in tutto il mondo, molto spesso questi reagenti sono prodotti da multinazionali e quindi noi entriamo in competizione con tutti gli altri Paesi. Sui kit diagnostici per i test sierologici, invece, il discorso e’ diverso: non mancano, anzi sono fin troppi i test disponibili, il problema e’ che manca una certezza sulla loro adeguata efficacia, sensibilita’ e specificita’. Prima di scegliergli bisogna stare molto attenti". 

 

Ma i test vanno estesi a tutta la popolazione?

"Questi test, insieme a quelli diagnostici che sono pero’ dirimenti, potranno essere utili nel momento in cui saranno certamente validati e’ sicuramente efficaci. Per il momento - sottolinea - se non hanno queste caratteristiche corrono il rischio di generare falsi positivi e falsi negativi, quindi di non essere adeguatamente sicuri".

 

Ricciardi, lei ha detto che e’ "quasi certa" una seconda ondata di epidemia in autunno, quando con molta probabilita’ riapriranno anche le scuole. I genitori potranno far tornare con tranquillita’ i figli tra i banchi?

"Il problema e’ questo: noi dovremo convivere lungamente con questo virus, per cui dovremo attuare tutta una serie di strategie comportamentali diverse rispetto al passato. È chiaro- sottolinea Ricciardi- che non possiamo pensare di rimanere fermi, immobili, a casa per mesi o per anni. Ma per muoverci dobbiamo farlo in maniera intelligente, mentre e’ chiaro che se affrettiamo troppo oppure abbassiamo le attenzioni e le misure di sicurezza questa seconda ondata o comunque questa serie di focolai epidemici che fatalmente ci saranno addirittura potrebbero comparire prima dell’estate. Dobbiamo stare molto attenti. Quanto al problema della scuola e’ sicuramente molto serio e deve tener presente di queste

difficolta’. Bisogna pensarlo e attrezzarlo nella maniera tale

proteggere tutti. Non e’ certamente facile, ma bisognera’ attrezzarsi".

 

Questa estate niente vacanze per gli italiani?

"Questo no, ma saranno vacanze diverse rispetto al passato- risponde all’agenzia Dire il consulente scientifico del ministro della Salute - Saranno vacanze ancora una volta caratterizzate da un distanziamento fisico, bisognera’ stare attenti a non assembrarsi, a non stare troppo vicino l’uno con l’altro. Alcune attivita’ saranno certamente ridotte, pero’ di fatto saranno vacanze. E se siamo attenti saranno vacanze ’sane’".

 

Intanto la curva epidemica e’ in fase decrescente e oggi la maggior parte dei contagi pare avvenga in famiglia e nelle Rsa. Ma e’ possibile che anche in questi ambienti, dopo piu’ di un mese di lockdown, ci si contagi ancora? C’e’ qualcosa che ci sfugge su questo virus e sul suo periodo diincubazione? 

"No, il problema e’ semplicemente il modo con cui le diverse organizzazioni, amministrazioni e istituzioni approcciano

la preparazione alla gestione di questo virus - risponde Ricciardi

all’agenzia Dire - Questo e’ un virus nuovo, insidioso, si diffonde con grandissima rapidita’ e quello che succede e’ che molto spesso istituzioni, organizzazioni e persone si trovano impreparate a combattere. È quello che e’ successo in larga parte negli ospedali, in un primo momento, dove c’e’ stato un contagio del personale e degli altri pazienti; e’ quello che e’ successo sicuramente in alcune residenze sanitarie assistenziali, che erano gia’ caratterizzate, ricordo, da una carenza di personale e molto spesso anche di personale non in grado di fronteggiare il rischio microbiologico. Non si puo’ generalizzare, ma bisogna ogni volta andare a vedere quali sono gli specifici determinanti di salute e naturalmente quando non viene fatta una buona gestione della malattia".

Secondo lei e’ "troppo presto per iniziare la fase 2,

soprattutto in alcune regioni", ha detto. Allora qual e’ la linea

del vostro comitato tecnico-scientifico? Suggerite una ripartenza

scaglionata? 

"Noi non decidiamo nulla, noi suggeriamo sulla base delle evidenze scientifiche- tiene a sottolineare Ricciardi- e quello che diciamo e’ che, soprattutto in alcune zone del Paese, la circolazione del virus e’ ancora troppo intensa. Abbiamo ancora cifre importanti di crescita e anche di morti, purtroppo, per cui quello che diciamo e’ che bisogna stare attenti innanzitutto alla circolazione del virus. Naturalmente le misure devono avere un coordinamento nazionale, ma bisogna stare attenti alle caratteristiche specifiche delle aree geografiche".

 

Un’ultima domanda riguarda il cambio di comunicazione che c’e’

stato sui dati dell’andamento dell’epidemia. La protezione civile

ha abbandonato il bollettino quotidiano e optato per due aggiornamenti a settimana. Secondo lei si vogliono rassicurare in parte gli italiani? E’ un buon segnale?

"La comunicazione in un’epidemia e’ molto importante, stiamo tutti imparando in un certo senso a fare comunicazione nel modo giusto e nel tempo giusto. Ed e’ importantissimo fare sia la comunicazione

istituzionale sia quella scientifica. È una decisione che ha preso la presidenza del consiglio - conclude Ricciardi - e va naturalmente seguita e rispettata".





Renzi: “La pandemia rischia di trasformarsi in carestia. Commissione d’inchiesta per le vittime di Covid-19”

Renzi: “La pandemia rischia di trasformarsi in carestia”

La pandemia, osserva, “rischia di trasformarsi in carestia: noi lo stiamo dicendo da settimane. Sento che finalmente il clima sta cambiando. Non mi interessa che ci diano ragione, mi basta che ci diano ascolto. Se non ci sbrighiamo, la conferenza stampa quotidiana delle 18 con il numero dei contagiati sarà sostituita da una conferenza stampa quotidiana con il numero dei fallimenti. E non c’è niente su cui scherzare”. “Dovremo fare chiarezza su ciò che non ha funzionato nella drammatica ecatombe legata al Coronavirus. E lo faremo innanzitutto nella sede della democrazia, che è il Parlamento. La commissione di inchiesta, su cui qualcuno – nelle settimane scorse – faceva sorrisini ironici, è un dovere etico prima ancora che politico. Ci sono oltre ventimila morti: davvero c’è chi pensa di fare finta di nulla?” Lo dice Matteo Renzi, leader di Italia viva, nella enews.  Sempre nelle enews, Renzi ribadisce con forza: “Adesso la priorità è ripartire, ripartire, ripartire”. E aggiunge: “Sto dicendo da giorni che ogni settimana che perdiamo costa 10 miliardi di euro al Paese. Dobbiamo riaprire: riaprire con intelligenza, riaprire con le mascherine, riaprire facendo i test ai lavoratori. Siamo fermi da troppo tempo e gli altri paesi europei sono stati più flessibili di noi sulla produzione industriale. E allora se non riapriamo subito, interi settori dell’economia saranno distrutti dalla concorrenza degli altri Paesi, anche nostri vicini. E avremo migliaia di famiglie disperate per la perdita dei posti di lavoro”, aggiunge il leader di Italia Viva.





Toscana apripista nella difesa da Covid, mascherine protettive obbligatorie

E’ scattato in tutta la Toscana l’obbligo di indossare le mascherine protettive, secondo quanto previsto dall’ordinanza del presidente della Regione, Enrico Rossi. Il dispositivo di protezione individuale per coprire naso e bocca è necessario sui mezzi pubblici, sui taxi e sui mezzi a noleggio con conducente, nei negozi e a fare la spesa, negli uffici e luoghi chiusi, ma anche negli spazi all’aperto frequentati da più persone e dove è obbligatorio il mantenimento della distanza sociale di sicurezza (1,8 metri), per ridurre la possibilità di contagio da coronavirus. L’ordinanza entra in vigore dopo che tutti i Comuni hanno completato l’operazione di consegna dei dispositivi di protezione inviati dalla Regione Toscana. Per chi non rispetta l’obbligo sono previste sanzioni amministrative.  L’ordinanza del governatore Enrico Rossi (la n.26 del 6 aprile 2020) stabilisce "l’utilizzo obbligatorio delle mascherine chirurgiche monouso secondo modalità che garantiscano un rafforzamento delle misure di tutela della salute dei singoli e delle collettività, tenuto conto del fattore di rischio nei vari contesti". “Grazie ai comuni abbiamo già distribuito 8,5 milioni di mascherine ai cittadini - fa sapere Rossi su Facebook - Oggi parte anche la distribuzione presso tutte le farmacie e presso 230 centri commerciali e nei prossimi giorni di nuovo i comuni daranno una mano. Nel corso della settimana distribuiremo altre 14 milioni di mascherine ai cittadini. Continueremo così anche nelle prossime settimane. La mascherina è un presidio di prevenzione, per questo noi in Toscana l’abbiamo resa obbligatoria e la distribuiamo gratuitamente ai cittadini". Le mascherine in distribuzione sono quelle in tessuto non tessuto, prodotte in Toscana grazie al neonato ’distretto delle protezioni’ capace di garantire una produzione da 1 milione di pezzi ogni giorno, e quelle chirurgiche standard acquistate da Estar nelle ultime settimane, 500 mila al giorno. Dopo una prima fornitura di oltre 8 milioni di mascherine avvenuta con la collaborazione dei Comuni, la Regione Toscana ha elaborato un ulteriore processo di distribuzione. Sono stati chiusi due accordi: il primo con Federfarma Toscana e Cispel Toscana; il secondo con le aziende della Grande distribuzione organizzata: Coop Il Tirreno, Coop Firenze, Federdistribuzione, Conad, Esselunga, Lidl e Carrefour. Entrambi gli accordi sono validi per 30 giorni e prevedono la possibilità di proroga. Attraverso le farmacie convenzionate, pubbliche e private, sarà consegnata una confezione da cinque mascherine a ogni cittadino di età superiore a sei anni, per un numero di trenta mascherine al mese, dietro presentazione della tessera sanitaria o del proprio codice fiscale. Anche nei supermercati delle aziende della Gdo con cui è stata firmata l’intesa sarà possibile ritirare una confezione di 5 mascherine alla volta. All’interno o all’esterno di ogni punto vendita, sarà allestita una postazione, debitamente indicata e in grado di consentire il rispetto delle distanza di sicurezza secondo le normative vigenti.





Amministrative, rinvio delle elezioni in autunno. Per i Comuni probabile l’election day

Il Consiglio dei ministri ha dato disco verde al rinvio delle elezioni amministrative. Sette le Regioni chiamate alle urne e che, causa emergenza Covid19, dovranno dunque rinviare l’appuntamento elettorale: si tratta di Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche, Puglia e Valle D’Aosta. Ci sono inoltre oltre mille Comuni interessati al rinvio che è stato approvato pochi minuti fa dal Cdm. Nel testo dovrebbe essere indicata la ’finestra’ elettorale entro la quale le elezioni potranno svolgersi. Per i Comuni potrebbe profilarsi l’ipotesi di un election day. Il Cdm, che ha approvato il rinvio delle elezioni amministrative e regionali, per le Regioni punta su una finestra che va da settembre a fine ottobre. Mentre per i Comuni resta fermo quanto scritto nella bozza circolata venerdì scorso: le amministrative si terranno tra il 15 settembre e il 15 dicembre. Sulle regionali, invece il testo sarebbe stato modificato in Cdm.





Le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale della Salute: prime a finire l’incubo Covid-19 Basilicata ed Umbria, ultime Lombardia e Marche

 

Prime Basilicata e Umbria, a fine aprile, ultime Lombardia e Marche, a fine giugno. In Toscana e Emilia-Romagna non prima della fine di maggio. Nelle altre Regioni l’azzeramento dei contagi potrebbe avvenire già tra la terza settimana di aprile e la prima settimana di maggio. Nel Lazio dopo il 12 maggio. Queste le date entro le quali sarà possibile attendersi zero nuovi contagi da coronavirus, secondo la mappa fornita dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi. Le ultime sarebbero le Regioni del Centro-Nord nella quali il contagio è iniziato prima: in Lombardia, in cui si è verificato il primo contagio, non c’è da attendersi l’azzeramento dei nuovi casi prima del 28 giugno, nelle Marche non prima del 27 giugno, poiché per entrambe le Regioni il trend in diminuzione è particolarmente lento. La Provincia Autonoma di Bolzano dovrebbe avvicinarsi all’azzeramento dei contagi a partire dal 28 maggio, nonostante il numero di contagi osservati sia basso in valore assoluto, infatti, vede un trend dei nuovi casi scendere con particolare lentezza. Nella Regione Lazio dovremmo aspettare almeno il 12 maggio; in Veneto e Piemonte il 21 maggio. Nelle regioni del Sud Italia l’azzeramento dei nuovi contagi dovrebbe iniziare tra la fine del mese di aprile e l’inizio di maggio: ad esempio Sardegna e Sicilia rispettivamente 29 e 30 aprile; Calabria primo maggio; Puglia e Abruzzo il 7 maggio; Campania il 9 maggio.  I modelli statistici approssimano l’andamento dei nuovi casi osservati nel tempo e tengono conto dei provvedimenti di lockdown introdotti dai DPCM. Pertanto, mettono in guardia gli autori, "eventuali misure di allentamento renderebbero le proiezioni non più verosimili". Le proiezioni, concludono gli esperti, "evidenziano che l’epidemia si sta riducendo con estrema lentezza, pertanto questi dati suggeriscono che il passaggio alla Fase 2 dovrebbe avvenire in maniera graduale e con tempi diversi da Regione a Regione". Una eccessiva anticipazione della fine del lockdown, con molta probabilità, potrebbe "riportare indietro le lancette della pandemia e vanificare gli sforzi e i sacrifici sin ora effettuati". 

 





Resta alto il numero delle vittime (454), ma per la prima volta sono in calo i malati

Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza il numero degli attualmente positivi al coronavirus è in calo rispetto al giorno prima. Ad oggi sono complessivamente 108.237 i malati in Italia mentre ieri erano 108.257, dunque 20 in più. Ieri l’aumento era stato di 486 rispetto al giorno precedente.  Sono questi i numeri diffusi nel tardo pomeriggio dalla Protezione Civile.  Prosegue anche il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva per coronavirus. Ad oggi sono 2.573, 62 in meno rispetto a ieri. Di questi, 901 sono in Lombardia, 21 in meno rispetto a ieri. Dei 108.237 malati complessivi, 24.906 sono ricoverati con sintomi, 127 in più rispetto a ieri e 80.758 sono quelli in isolamento domiciliare. Sono salite a 24.114 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 454. Ieri l’aumento era stato di 433.  Sono 48.877 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.822 più di ieri. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Ieri l’aumento dei guariti era stato di 2.128. 




L’Ordine del medici di Roma mette a disposizione dei cittadini una app per fare monitoraggio

 "Abbiamo deliberato, come Consiglio dell’Ordine dei medici, di mettere a disposizione di tutti i cittadini in maniera gratuita un’app per fare monitoraggio". Lo ha annunciato il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, nel corso di un’intervista via Skype rilasciata al direttore dell’agenzia Dire, Nico Perrone.

"Molti stanno mettendo in dubbio il discorso sulla privacy - ha proseguito - contestando il fatto che i dati sensibili della persona possano essere messi su piattaforme di cui non si ha conoscenza. Allora noi inseriremo questi dati sulla piattaforma dell’Ordine. Chi meglio di un medico puo’ mantenere il segreto professionale, dando garanzia al cittadino che questi dati non verranno diffusi in altro modo?".

Tra le proposte individuate dall’Ordine, anche quella di individuare dei medici esperti di Covid-19. "È necessario che i medici siano formati- prosegue Magi- devono sapere esattamente quali sono le procedure da seguire davanti ad un paziente Covid e devono sapere, banalmente, come indossare gli strumenti di protezione individuale".

Ma non solo: sono in particolare quattro le proposte avanzate dall’Ordine dei medici di Roma per avere una riapertura e un ritorno alla vita sociale il piu’ sicuro possibile. "Intanto ci siamo concentrati sul discorso dei dispositivi, parlo di mascherine, gel e guanti- fa sapere Magi- Per le mascherine non vanno bene quelle fatte in casa, ma servono quelle chirurgiche, soprattutto per proteggere gli altri. Poi bisogna installare termoscanner non solo davanti alle stazioni dei treni, come abbiamo gia’ fatto a Termini, ma anche all’entrata delle metropolitane, dei centri commerciali, dei negozi e di tutte le attivita’, per essere sicuri che chi entri non abbia la febbre e quindi non sia a rischio. Nei posti di lavoro e nelle aziende piu’ importanti, che hanno un certo numero di persone, e’ necessario poi un presidio sanitario che permetta di intervenire in caso di necessita’. Infine serve un potenziamento dell’attivita’ territoriale, parlo della medicina generale, della specialistica ambulatoriale, dei pediatri, degli infermieri, dei tecnici della riabilitazione e degli psicologi, per esempio. C’e’ bisogno insomma di un’equipe che sia sempre pronta e disponibile, anche per isolare immediatamente eventuali focolai". L’Ordine dei Medici di Roma ha anche scritto una lettera alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, e al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per avere "delle linee chiare e precise se vogliamo davvero riaprire e dare piu’ che altro quel senso di prudenza- commenta il presidente Magi- I dati che noi abbiamo ci dicono in questo momento che il fattore di crescita nella Regione Lazio e’ pari a 1,5 e a Roma e’ pari a 1,6.

Questo vuol dire che se il fattore di crescita sta a zero il contagio si e’ fermato e siamo arrivati all’apice, se va in negativo vuol dire che sta regredendo. Essendo ancora in fase positiva vuol dire che in realta’ il contagio e’ ancora attivo. Quindi bisogna cercare di evitare di aprire troppo presto. Noi come Ordine abbiamo dato dei punti fermi che sia la Regione sia Comune dovranno seguire - ha concluso - in maniera da poter lentamente rimettere in moto tutta la vita sociale".