Completata riqualificazione Galleria Giovanni XXIII

 

Completata la seconda fase dei lavori di riqualificazione della Galleria Giovanni XXIII nel tratto della “canna sud” in direzione Stadio Olimpico/Salaria. La galleria è stata riaperta oggi al transito dei veicoli. 

“Riapre al traffico la Galleria Giovanni XXIII completamente riqualificata e più sicura. Abbiamo deciso di anticipare i lavori in queste settimane e ridotto di molto i tempi di intervento: tutto è stato realizzato in 35 giorni di lavori no stop. Prosegue così il nostro lavoro sulle infrastrutture strategiche di Roma. Abbiamo scelto di investire sulla sicurezza dei cittadini con questo intervento atteso da molto tempo, più di 15 anni, e mai realizzato dalle precedenti Amministrazioni. Dopo i numerosi incidenti stradali degli anni scorsi, da oggi migliaia di auto e scooter potranno percorrere in sicurezza la Galleria”, ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi. 

La manutenzione ha avuto una durata di 35 giorni che si sommano ai 40 giorni necessari per la canna nord, completata il 2 marzo scorso. Sono stati eseguiti interventi di rifacimento dell’asfalto sul tratto completo di 2,9 km, lavori di pulizia dei tombini e delle caditoie, l’installazione degli attenuatori d’urto e la bonifica della vegetazione infestante in prossimità delle uscite, interventi di riqualificazione della segnaletica orizzontale integrata con quella luminosa in verticale, la sostituzione delle barriere di sicurezza danneggiate, operazioni di impermeabilizzazione della struttura, la pulizia dei pannelli fotoriflettenti, per migliorare la visibilità all’interno della galleria e l’applicazione di una vernice antismog e antigraffiti per assorbire l’inquinamento e contrastare gli atti vandalici. Le imprese impegnate nelle lavorazioni hanno contratto sensibilmente i tempi di intervento su entrambe le canne, passando dai 150 giorni previsti nel cronoprogramma iniziale ai 75 giorni effettivi. Per la prima volta dopo l’inaugurazione della Galleria nel 2004 è stata realizzata una riqualificazione completa.





Addio a Claudio Cerasi, un protagonista della cultura nella Capitale

È con immenso dispiacere che Palazzo Merulana saluta Claudio Cerasi, venuto a mancare la scorsa notte all’età di 87 anni. In un momento così difficile della nostra storia, ci risulta ancora più doloroso lasciare la persona alla quale si deve la nostra avventura, un’anima moderna, gentile, generosa e determinata. 

Nato il 17 marzo del 1933, Claudio Cerasi cominciò a lavorare nell’impresa di costruzioni di famiglia subito dopo la laurea in economia e commercio. E’ stato fondatore della SAC, la società con cui ha realizzato, tra le altre opere, il Maxxi a Roma e il nuovo Teatro dell’Opera di Firenze. Grandissimo appassionato di arte come la moglie Elena (passione trasmessa ai tre figli Flaminia, Alessandra ed Emiliano), ha creato con lei la Fondazione Elena e Claudio Cerasi. 

E propio dalla collaborazione tra la Fondazione Cerasi e CoopCulture è nato nel 2018 Palazzo Merulana. Lo ricorda così Letizia Casuccio, direttrice generale di CoopCulture: “Era una fresca mattina d’inverno il momento in cui venni contattata per la prima volta da Claudio al telefono. Una voce gentile e sicura mi chiese un appuntamento per raccontarmi di un nuovo progetto culturale, frutto di quella che sembrava una storia antica, di un mecenatismo ormai tristemente lontano dai nostri tempi. Grazie alla capacità visionaria e alla generosità di Claudio Cerasi, l’ex ufficio igiene di via Merulana 121 è rinato come spazio culturale consegnato alla città con un dono ancora più grande: la possibilità di ammirare al proprio interno la bellissima collezione d’arte della famiglia Cerasi, improntata sugli artisti della Scuola Romana e del primo Novecento, che per anni insieme a sua moglie aveva costruito, amato e custodito gelosamente”. 

Tutta CoopCulture e tutto lo staff di Palazzo Merulana lo ricorda con ammirazione ed immensa gratitudine: “Vivrà per sempre nei cuori di chi come noi porterà avanti il suo progetto, il suo sogno: offrire a Roma un luogo innovativo, aperto ed inclusivo. Abbiamo imparato tanto dalle sue parole e dal suo esempio: l’amore per il bello e l’arte ma soprattutto il coraggio e la perseveranza nel non rinunciare mai ai propri sogni. Non potremo mai ringraziarlo abbastanza”.





Discarica di Roccasecca, la Regione Lazio ha sul tavolo l’ampliamento

 

“Dopo il recente provvedimento del Consiglio dei Ministri, gli uffici regionali hanno tenuto oggi una riunione di aggiornamento sulla situazione del Piano Rifiuti del Lazio, anche alla luce dell’emergenza Covid-19”. Così in una nota la regione Lazio. “In particolare, la delibera del Governo riguarda la sopraelevazione della discarica di Roccasecca con riferimento al IV bacino. Nelle prossime settimane l’Amministrazione regionale valuterà anche l’eventuale possibile ampliamento dell’invaso con l’apertura del V bacino, che consentirà di soddisfare il fabbisogno di smaltimento dei rifiuti di tutti i Comuni della provincia di Frosinone e permetterà di agevolare le operazioni di bonifica della Valle del Sacco, in modo da servire prevalentemente l’ambito territoriale e garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti, in linea con il Piano regionale”.





A spasso, senza motivi, e con 5 kg di droga: due arresti

 

 Nel corso dei quotidiani servizi di controllo del territorio, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Parioli hanno arrestato due cittadini nigeriani di 36 e 38 anni con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

I militari hanno notato un’auto con a bordo i due sospettati mentre si aggirava, apparentemente senza meta, lungo le vie cittadine. 

Dopo averne seguito a distanza gli spostamenti, i Carabinieri hanno deciso di fermarli e l’eccessivo nervosismo palesato al momento del controllo ha indotto i Carabinieri ad approfondire le verifiche, scoprendo, nascosti sotto i sedili dell’auto, involucri contenenti complessivamente oltre 5 Kg di marijuana. 

Le perquisizioni scattate nelle abitazioni dei due hanno consentito ai militari di sequestrare materiale per il confezionamento delle dosi, bilancini di precisione e appunti inerenti la loro attività illecita. 

La droga è stata sequestrata, mentre i cittadini nigeriani sono stati posti agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni in attesa del rito direttissimo. 

Nei loro confronti sono scattate anche le sanzioni previste per la mancata osservanza delle disposizioni urgenti impartite dal Governo in materia di contenimento della diffusione del Covid-19.

 





Aree pubbliche e mercati rionali, il grido di allarme e dolore di Asci - ConfimpreseItalia

 

L’ASCI ConfimpreseItalia rappresenta la maggior parte delle realtà che operano su aree pubbliche, parliamo di tutte quelle attività che vengono svolte quotidianamente nei mercati rionali, nelle feste/sagre patronali, nelle rotazioni, nei posteggi fuori mercato.

 

A distanza di quasi due mesi dall’emergenza in cui riversa il nostro paese, la maggior parte di queste attività sono ancora interdette in ottemperanza alle misure contenitive doverosamente messe in atto dal nostro Governo per fronteggiare la diffusione del virus COVID-19 senza sapere quando potranno ricominciare a svolgere il proprio lavoro.

Ad oggi, diverse tipologie di attività merceologiche in sede fissa hanno la possibilità di rimanere aperte , mentre ,per quanto riguarda le attività di commercio su aree pubbliche , non si hanno adeguate informative in merito, nonostante, molte di esse trattino prodotti a cui il Governo ha dato il via libera per la vendita( come: abbigliamento neonati/bambini, prodotti per l’igiene personale, casalinghi, libri/riviste, generi alimentari, ecc.)

I nostri associati ,quindi ,sono costretti ancora oggi a rimanere chiuse e vedere invece le serrande dei negozi alzate.

Molte famiglie che hanno sempre trovato il loro sostentamento nel proprio lavoro, stanno vivendo ad oggi un momento di particolare smarrimento ed incertezza, con la paura di non potersi rialzare dopo questa drammatica crisi economica che sta mettendo in ginocchio il nostro Paese.

Molti di noi hanno dedicato una vita intera al proprio lavoro affrontando tutte le problematiche che si vivono quotidianamente per strada, facendo comunque fronte sempre fronte alle incombenze e ai vari oneri previsti dalle normative vigenti.

 

A tutt’oggi gradiremmo avere delle risposte certe perché è difficile continuare a vivere nell’incertezza del domani .Vorremmo vivere la nostra quotidianità, come il resto dei cittadini Italiani.

 

A.S.C.I. ritiene che l’apertura delle attività su Aree Pubbliche, oltre a rispondere ad un requisito di equità di trattamento con altri operatori commerciali, non costituirebbe un intralcio,bensì potrebbe essere d’ausilio e di supporto per i cittadini ,limitando peraltro le lunghe file davanti ai negozi.

I nostri Associati, svolgendo il proprio lavoro in luoghi all’aperto, favorirebbero le condizioni per il contenimento del rischio sanitario, in quanto sembra certa la minore probabilità della diffusione del virus in spazi aperti rispetto a luoghi chiusi e sarebbe anche più agevole il rispetto delle distanze interpersonali previste tra gli astanti.

Il tutto rispettando rigorosamente tutte le misure di sicurezza a livello sanitario e adottando le procedure necessarie per un corretto svolgimento delle attività, come indicato dalle direttive Governative.

A tale proposito la nostra Associazione si impegna sin d’ora a fornire tutte le direttive necessarie ai propri associati  per il recepimento e l’osservanza delle disposizioni in materia.

Questo è quello che chiediamo alle nostre Istituzioni, che prendano in considerazione tutte le richieste fatte per dare un segnale concreto per un’immediata apertura.





Già protocollate migliaia di domande per Piano ’Pronto Cassa’

 

Per il Piano Pronto Cassa della regione Lazio sono state protocollate circa 30.000 richieste a fronte di un numero analogo di operazioni già firmate presenti sulla piattaforma alle ore 10. Lo riporta il sito Fare Lazio specificando che tale dato testimonia il forte interesse da parte delle aziende e dei liberi professionisti operanti nella regione Lazio. A partire dalle ore 9:30 si è registrato un progressivo aumento degli utenti che hanno contemporaneamente operato sul sito che ha subito un incremento da 6.000 a oltre 20.000 accessi. 

Tale concomitanza di accessi ha determinato qualche rallentamento della piattaforma soprattutto per le operazioni la cui richiesta non era stata ancora completata, ma il servizio è risultato sempre disponibile. La protocollazione è stata avviata, per tutti gli utenti, alle ore 10:00, come previsto dall’Avviso, registrando un picco di richieste concomitanti. La progressione delle protocollazioni è stata immediata e nel giro di pochi minuti ha raggiunto le 13.300 richieste. Pertanto tutto l’iter relativo alle pratiche protocollate firmate è stato effettuato con regolarità.





Nella Capitale Ama e Amministrazione Capitolina avviano santificazione interna dei cassonetti

Mezzi Ama, d’intesa con Roma Capitale, sono al lavoro tutti i giorni, a ciclo continuo, in attività dedicate mirate di igienizzazione interna dei circa 52mila cassonetti stradali presenti in città. Già oltre 200mila gli interventi di trattamento eseguiti. Più di 100 i giri di sanificazione assicurati ogni giorno con oltre 9mila cassonetti igienizzati mediante sostanze a base di enzimi naturali “abbatti-odori”. Lo comunica in una nota Ama S.p.A. 

Il servizio viene svolto in tutti e 15 i municipi dagli stessi mezzi addetti allo svuotamento dei cassonetti stradali (carta e cartone; contenitori in plastica e metallo; scarti alimentari e organici; materiali non riciclabili) nei 4 turni di raccolta previsti: mattina, pomeriggio, semi-notte, notte. Questi mezzi, infatti, dopo aver svuotato i cassonetti immettono all’interno degli stessi il prodotto igienizzante. In particolare, vengono utilizzati i 44 nuovi e moderni autocompattatori “side loader” a tre assi a caricamento laterale, che da dicembre 2019 sono entrati progressivamente in servizio su tutto il territorio comunale.

 





Unione inquilini: Comune il bando affitti sarà pubblicato il 27 aprile

 

“Il Comune di Roma ha annunciato che il prossimo lunedì, 27 aprile, sarà finalmente diffuso l’avviso pubblico per il contributo all’affitto regionale, con la promessa che le procedure saranno più semplici e veloci”. Lo dichiara, in una nota, il segretario del Unione Inquilini Fabrizio Ragucci che spiega: “Le persone potranno fare domanda solo da quel momento, seguendo l’iter che verrà descritto nell’avviso. La delibera regionale è stata annunciata il 10 aprile, quindi è evidente che l’avviso del Campidoglio arriva con evidente e madornale ritardo: ben 17 giorni, il che significa che i cittadini avranno a disposizione pochissimi giorni per la presentazione delle domande.” 

“Altrettanti inspiegabile è la mancata sollecita pubblicazione della delibera sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio e speriamo che questa negligenza non provochi ulteriori complicazioni e ritardi nell’erogazione dei contributi – prosegue – . Restiamo inoltre in attesa che la Regione risponda alle numerose richieste di delucidazione che abbiamo inviato via pec la scorsa settimana, poiché molti requisiti e caratteristiche della delibera risultano ancora dubbi ed è fondamentale conoscerne con chiarezza i contenuti. Invitiamo tutti a monitorare le pagine Facebook dell’Unione inquilini, per rimanere costantemente aggiornati”, conclude la nota.

 





La denuncia di ConfimpreseViterbo: “Impossibile registrare le domande sul sito Fare Lazio”

 Questa mattina (ieri ndr) alle ore 10,00  ilsito Fare Lazio  per le richieste di accesso al Fondo Rotativo per Emergenza Covid-19 Sezione V è andato in tilt. Oltre ad impedire l’invio delle domande firmate a chi già era on line dalle ore 8 di questa mattina , haanche causato successivi problemi per collegamento. Alla luce di quanto già ribadito dal Presidente di ConfimpreseViterbo Gianfranco Piazzolla nei giorni scorsi, non è stato difficile prevedere che il portale si sarebbe bloccato così come è realmente accaduto. Tra l’altro Confimprese  aveva già segnalato nei mesi scorsi evidenti malfunzionamenti nel caricamento e nel salvataggio dati. Nonostante i buoni propositi esplicitati da Confimpresee dalle altre Associazioni di Categoria, la Regione non ha fatto nulla per migliorare il servizio. Auspichiamo una immediata indagine interna e un rapporto alle Associazioni di categoria economiche che lamentano sempre più evidenti e gravi  disservizida parte di uffici statali e regionali. ConfimpreseViterbo non esclude iniziative nelle opportune sedi al fine di tutelare i propri associati. 





Lazio: Zingaretti e D’Amato inaugurano la Rsa covid a Genzano

Aperta a Genzano la prima Rsa Covid pubblica, per ospitare esclusivamente pazienti positivi al coronavirus che non necessitano di cure ospedaliere, secondo le valutazioni mediche. “Si tratta della prima Rsa pubblica, la quarta dopo quelle di Civitavecchia, Morlupo e Veroli, esclusivamente dedicata, per garantire distanziamento tra coloro che hanno contratto la malattia e coloro che non l’hanno contratta” ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. La struttura ha 20 posti letto ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. “Abbiamo modulato una rete ospedaliere che a oggi è a livello di saturazione del 60% – ha detto D’Amato – e al 50% per quanto riguarda i posti di terapia intensiva disponibili”. Nella nuova Rsa covid saranno ospitati pazienti per lo più anziani che non hanno bisogno cure ospedaliere ma devono essere assistiti e fare il loro percorso di cura fino a negativizzazione.




Gli auguri della Sindaca Raggi ai primi 2.773 anni di Roma

 

“Buon compleanno Roma! Oggi, 21 aprile, festeggiamo 2.773 anni dalla fondazione della nostra città. La Città Eterna, la Capitale degli italiani. Quest’anno sarà un compleanno un po’ particolare, diverso dal solito. Con queste bellissime immagini di Roma vogliamo lanciare un messaggio di speranza e di coraggio a tutti gli italiani: insieme ce la faremo, supereremo anche questo momento difficile”. Lo scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb.  Se avessi la bacchetta magica ai romani, nel 2773esimo compleanno di Roma che cosa regalerei? In questo Natale di Roma molto particolare, un senso di fiducia che ci aiuterà a superare anche questo momento difficile”.





Cgil, Cisl e Uil del Lazio: "Uscita ma con tempi e regole nazionali"

 

“Nel progressivo avvicinarsi alla data del 4 maggio come Cgil, Cisl e Uil del Lazio abbiamo condiviso al tavolo con il Presidente Zingaretti che l’uscita dal lockdown deve avvenire in tempi e regole nazionali”. Si legge in una nota dei sindacati che precisano: “sul territorio la Regione Lazio ci ha informato di aver elaborato una bozza di linee guida per favorire la riapertura delle attività relative a distanziamento sociale, salute e sicurezza e trasporti, elaborate di concerto con il comitato tecnico scientifico regionale. Uno sforzo sicuramente apprezzabile ma non certo esaustivo rispetto a sciogliere le enormi criticità che abbiamo davanti per arrivare ad una riapertura in sicurezza per i lavoratori e nell’interesse della salute pubblica. Per questo abbiamo proposto di fare degli approfondimenti di merito con tavoli specifici: il grande tema di discussione nella nostra Regione è in particolare quello dei trasporti. Nella riapertura ogni giorno avremmo circa un milione di pendolari che ogni mattina arriveranno nella Capitale e non ci è chiaro come si intenderà gestire il tema dell’intermodalità. Altro tema decisivo sarà in che modo garantire la fornitura dei dispositivi di protezione individuale ai lavoratori, come stimolare accordi settoriali tra sindacato e associazioni datoriali al fine di rimuovere le singole specificità in relazione alle peculiarità produttive. Insomma il percorso è ancora da costruire e c’è ancora tanto lavoro da fare se vogliamo ripartire in sicurezza, soprattutto in materia di vigilanza, monitoraggio congiunto ed esigibilità di quanto previsto dalle linee guida e dai protocolli stessi. Per questo unanime è stato il riferimento ai punti fermi del protocollo sottoscritto lo scorso 14 Marzo in sede governativa tra le parti sociali, che non può essere né derogato né superato, a partire dall’ultimo articolo che prevede la costituzione di comitati di vigilanza e monitoraggio congiunto nelle aziende, alla presenza delle rappresentanze dei lavoratori, il cui coinvolgimento è stato e sarà decisivo per ripartire in sicurezza ed evitare passi falsi” conclude la nota. 





Appello dell’Ordine dei Medici della Regione Lazio, con la Fase Due potenziare la sanità dei territori

 

Anche in Regione Lazio sono partiti in questi giorni i tavoli sociali in vista della nuova fase 2. Il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori incontrerà oggi sindacati e imprese per raccogliere le istanze di ciascuno.

Intanto il presidente dell’ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma, Antonio Magi, ha inviato una lettera al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti e alla sindaca di Roma, Virginia Raggi in cui prova ad ipotizzare gli strumenti utili, da un punto di vista sanitario, da mettere in atto nella Fase due.

Tra questi, oltre a Dpi, distanziamento sociale e smartworking, il presidente dei medici suggerisce: i salta coda nei centri commerciali e outlet, il tracciamento epidemiologico, attraverso tamponi, il rafforzamento della capacità regionale di sorveglianza epidemiologica, medici Covid-19 territoriali, specificamente formati e a ciò dedicati. In sostanza il potenziamento della sanità territoriale. 

“La situazione epidemiologica nella nostra Regione e nella nostra città – scrive il presidente Magi – mostra per ora numeri di contagi, in rapporto al numero degli abitanti che ci fanno ben sperare.

“Come Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Roma e Provincia, in attesa della cosiddetta Fase Due crediamo sia importante iniziare, da Subito, a ‘progettare’ quello che sarà il nostro futuro da qui ai prossimi mesi/anno, in attesa di un vaccino efficace in grado di immunizzarci tutti dal Sars Cov 2.

“Certamente Immaginare di organizzare un territorio esteso come quello di Roma e della sua provincia non è facile ma è necessario farlo da subito in vista delle prossime settimane quando auspicabilmente la vita produttiva e con essa le attività del nostro territorio pian piano potranno ricominciare.

“- Riteniamo indispensabile che bisognerà partire dall’uso obbligatorio dei dispositivi per tutti quanti, quali mascherine chirurgiche, quelle vere e guanti assieme al gel igienizzanti, ormai lo sappiamo, che dovranno far parte del nostro quotidiano e bisognerà quindi provvedere già da adesso ad un rapido e massivo approvvigionamento per evitare, in questa fase, di farci trovare impreparati (non si può applicare l’obbligo senza avere a disposizione quanto si vuole rendere obbligatorio).

“- A questi ovviamente andrà sempre confermato il rispetto del distanziamento sociale nei luoghi di lavoro e nei locali pubblici, con accesso contingentato e bisognerà, ove possibile, attivare sempre di più lo smart working che andrà incentivato per il più alto numero possibile di dipendenti, per ridurre le persone circolanti ed aggregazioni nei posti di lavoro (visto che la capitale ha un alto numero di persone che lavora nella pubblica amministrazione).

“- Bisognerà obbligatoriamente prevedere l’uso di termoscanner all’ingresso e all’uscita delle stazioni ferroviarie e delle metropolitane nonché nei centri commerciali e negli uffici pubblici/privati così come nelle aziende del nostro territorio e si dovrà subito prevedere la presenza di personale medico e sanitario di riferimento, nelle aziende, meglio se medici del lavoro e che, in caso di necessità, operi da filtro, ed applichi i protocolli  sanitari previsti isolando il paziente positivo ed attivando il triage. 

“Per quanto riguarda i centri commerciali e outlet, in quanto centri di aggregazione sociale, sarebbe opportuno, oltre ai termoscanner agli ingressi, prevedere dei meccanismi tipo “salta coda” normalmente utilizzati dai turisti di tutto il mondo e attualmente in fase di sperimentazione in alcune catene di distribuzione alimentare del Nord Italia. Attraverso un’applicazione APP si potrà prenotare il giorno e l’orario per recarsi in questi posti. L’accesso sarà consentito fino ad un certo numero di ingressi evitando quindi pericolose concentrazioni di persone. È evidente che anche in queste aree sarebbe opportuno prevedere degli spazi da adibire ad ambulatori con personale dedicato.

“- Si aggiungerà a questo, obbligatoriamente, anche il tracciamento epidemiologico, attraverso tamponi ed in questa fase anche i test seriologici, per capire l’andamento del contagio e permettere la circolazione ed il lavoro nella massima sicurezza possibile. Quindi capacità e risorse per poter eseguire un altissimo numero di test (almeno nell’ordine di molte migliaia alla settimana) nella popolazione generale asintomatica, con rapidissime procedure di autorizzazione da parte delle istituzioni deputate da utilizzare in caso di segnale di attivazione di nuovi focolai epidemici.

“Rafforzamento della capacità regionale di sorveglianza epidemiologica, sotto forma di centri periferici di monitoraggio a diffusione capillare sul territorio e con messa a punto di sistemi di “epidemic intelligence”, che rilevino precocemente ogni segnale di accensione di focolai epidemici.

“- Potenziare ed attivare delle unità mobili di pronto intervento al fine di agire prontamente nel caso si individuassero possibili focolai che si potranno formare. Intendiamo con questo che sarà necessario “mettere in campo” dei medici Covid-19 territoriali, specificamente formati e a ciò dedicati.

“- Per non farci trovare impreparati dal punto di vista sanitario sarà sempre più importante e decisivo, inoltre, il potenziamento della sanità territoriale, in particolar modo mediante equipe sanitarie di medici di medicina generale, di pediatri di libera scelta, di specialisti ambulatoriali e di personale infermieristico e della riabilitazione per la gestione dei malati cronici ed anziani anche per attività domiciliare.

“Si aprirà quindi – conclude Magi –, con i giusti tempi ed accortezze una “nuova normalità” tra dispositivi e regole. Questa fase due, che purtroppo non possiamo prevedere quanto durerà, dovrà evitare di farci impantanare nelle sabbie mobili a causa di una iper-regolamentazione e quindi poche, chiare e semplici regole, facili da comprendere e da rispettare. Bisognerà evitare norme contrastanti e quelle aperte all’interpretazione poiché proprio lì si annidano maggiormente i problemi”.





Raggi: “Le casse comunali piangono perché non abbiamo più entrate ma continuiamo ad erogare i servizi”

’’Le casse comunali piangono perché non abbiamo più entrate ma continuiamo ad erogare servizi. Abbiamo bisogno di risorse ma soprattutto poteri speciali per avere procedure più snelle e veloci per mettere in terra i fondi del Governo. Se non possiamo fare gare veloci i nostri imprenditori quando ripartono?’’. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi a Buongiorno Regione su RaiTre, aggiungendo che "in questo momento una proroga del lockdown non è una ipotesi sul tavolo. Non vorrei lanciare messaggi ancora più foschi nel periodo che stiamo vivendo. I dati di stamane, poi, ci stanno confortando sull’andamento del contagio’’. Raggi ha spiegato che è "al lavoro al lavoro con la cabina regia con il premier Conte per stabilire ritmi e progressione della riapertura. Due sono le parole fondamentali: gradualità e prudenza. Dobbiamo consolidare i dati epidemiologici e riaprire gradualmente per evitare una ricaduta. L’importante è fare passo dopo passo, senza affrettare i tempi. Una ricaduta sarebbe dura’’, ha detto la sindaca che, parlando del prossimo 25 aprile ha aggiunto: ’E’ un Natale di Roma particolare , sarà un Natale diverso, difficile ma anche di incoraggiamento. Roma ha superato tante sfide e criticità, ce la farà anche questa volta. Ai romani regalerei un senso di fiducia perché è quello che aiuterà a superare anche questo momento difficile’’.  Raggi è infine tornata sull’ipotesi di riaprire i centri estivi: ’’Bisogna valutare la riapertura degli asili nidi, delle materne a luglio come centri estivi - ha affermato - I nostri bambini stanno soffrendo un periodo particolare. Da una parte la mancanza di contatto con i loro coetanei è una delle cose più alienanti che stanno vivendo, dall’altro ricordiamoci che nel momento in cui i genitori torneranno al lavoro e la riapertura sarà effettiva, i bimbi con chi rimangono? E’ uno dei problemi su cui dobbiamo interrogarci’’.





Ente bilaterale nazionale dell’artigianato il ricorso al Tar del Lazio sul Fondo, è un successo sindacale della linea tenuta da ConfimpreseItalia

 

Migliaia di artigiani non dovranno iscriversi per avere il diritto alla CIG in deroga.  Difesi i diritti di migliaia di piccoli artigiani

 

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sulla vicenda del versamento delle quote al Fondo Fsba e Fbna per accedere agli ammortizzatori sociali è una vittoria piena della linea tenuta da ConfimpreseItalia, a cominciare dalla Sicilia, che non ha firmato l’intesa al tavolo di concertazione sulle misure di sostegno per imprese e lavoratori ed in particolare il passaggio relativo proprio ai sostegni per gli artigiani.

Questa sentenza apre scenari nazionali per decine di migliaia di posizioni, di fatto garantendo a tanti artigiani di accedere ai sostegni. Secondo la sentenza del Tar del Lazio, sezione III quater, non esiste la necessità di iscrizione al fondo per ottenere la cassa integrazione in deroga per l’emergenza Covid-19.

Questa in sintesi la decisione assunta dal giudice Riccardo Savoia, Presidente del Tar del Lazio Sezione III Quater che ha un impatto soprattutto economico: la richiesta dell’ente era per i non iscritti quella del versamento di quote per 36 mensilità arretrate per poter accedere al contributo; assunto che ora viene assolutamente smontato dalla Sentenza.

ConfimpreseItalia, in più occasioni, a partire dalla Sicilia, appunto, e poi a livello nazionale, si era espressa contro questo passaggio che obbligava l’artigiano ad accedere al Fondo per poi ottenere la CIG in deroga, a fronte di 1000 euro di versamenti.

Ora questa sentenza di fatto obbliga l’Ente nazionale bilaterale per l’artigianato e il Fondo solidarietà bilaterale dell’artigianato di consentire senza indugio la presentazione della domanda di concessione dell’assegno ordinario di integrazione salariale.

Si tratta di una chiara vittoria delle ragioni espresse in più occasioni dalla Confederazione che esprime, pertanto, tutta la propria soddisfazione per la sentenza, che rappresenta un punto di equilibrio per i diritti di migliaia di artigiani che erano stati ingiustamente esclusi da un giusto e sacrosanto diritto in un momento drammatico per le micro e le piccole imprese.

Sulla vicenda da registrare anche la presa di posizione del Coordinatore regionale per la Sicilia, Giovanni Felice che così si esprime sulla vicenda: “La decisione del Tar del Lazio ci dà ragione su qualcosa che abbiamo sempre sostenuto, e confermata anche da una circolare Inps, la numero 47 del 28 marzo, che afferma come l’ente non debba rilevare se l’azienda sia in regola con la contribuzione al Fondo”. L’associazione aveva del resto già ottenuto un passo indietro sull’obbligatorietà dell’iscrizione da parte della Regione Puglia. “Il problema è che l’Ente bilaterale continua ad ostinarsi a non accettare le richieste. Noi consigliamo sempre ai nostri associati di far mettere per iscritto il rifiuto, in modo tale da poter fare ricorso. E siamo sicuri che questa procedura vittoriosa al Tar potrà certamente essere assimilata ad altri casi”.





Investe due militari della Guardia di Finanza per sfuggire ad un controllo, arrestato

 

Per sfuggire ai controlli anti coronavirus ha investito i militari della Guardia di Finanza trascinandoli sull’asfalto per alcuni metri. E’ accaduto a Lurate Caccivio (Como). Il conducente, rintracciato a casa, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, omissione di soccorso, lesioni, danneggiamento e sanzionato per aver violato le misure relative all’emergenza sanitaria. I militari feriti sono stati portati in ospedale. La pattuglia in servizio per verificare l’osservanza delle misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza da Covid-19, ha intimato l’alt a una vettura con a bordo due giovani italiani che percorreva la statale Varesina. Il conducente ha disatteso l’alt e ha cominciato a fuggire. Ne è nato un inseguimento lungo le vie di Lurate Caccivio, la pattuglia ha superato il veicolo e l’ha bloccato. Il conducente, quando i Finanzieri sono scesi, ha speronato la loro auto e ha ingranato la retromarcia trascinando i militari sull’asfalto per alcuni metri, poi è fuggito. I militari coinvolti sono stati assistiti da un’autoambulanza della SOS di Appiano Gentile e condotti all’ospedale Sant’Anna per essere curati. Sono intervenute sul posto altre due pattuglie della Guardia di Finanza che hanno trovato il conducente a casa. Lo hanno portato in caserma e l’uomo ha subito detto di averlo fatto per paura di essere sanzionato per la violazione alle norme anti covid-19. Nel frattempo, anche il passeggero è stato identificato e portato in caserma. La sua posizione è al vaglio degli investigatori mentre il conducente sarà processato per direttissima. 

 





La Guardia di Finanza bussa anche al Don Gnocchi di Milano

 

 

La Gdf di Milano ha effettutato perquisizioni all’Istituto Palazzolo Fondazione Don Carlo Gnocchi nell’inchiesta della Procura sulla gestione delle Rsa per le morti di centinaia di anziani nelle residenze, tra cui il Pio Albergo Trivulzio. Nell’indagine sul Don Gnocchi sono indagati per epidemia e omicidio colposi il dg Antonio Dennis Troisi, il direttore sanitario Federica Tartarone e Fabrizio Giunco, direttore dei servizi medici socio-sanitari. Indagato anche Papa Wall Ndiaye, presidente della Ampast, cooperativa di cui fanno parte i lavoratori della struttura.




Giallo sulle condizioni di salute di Kim Jong-un dopo un intervento chirurgico

Giallo sulle condizioni di salute di Kim Jong-un. Sarebbe gravissimo dopo un intervento chirurgico

 

Il leader nordcoreano Kim Jong-un sarebbe in gravi condizioni dopo un intervento chirurgico. Lo riporta il sito della CNN che cita una fonte anonima dell’amministrazione Usa con una “conoscenza diretta”. A insospettire sullo stato di salute di Kim è stata la sua assenza, il 15 aprile scorso, alle celebrazioni del compleanno del nonno, fondatore della nazione. Aveva invece partecipato a una riunione di governo quattro giorni prima.

Una fonte dell’amministrazione Usa ha detto ieri alla CNN che le informazioni sulle condizioni di salute di Kim sono credibili, ma che è difficile accertarne l’effettiva gravità. Kim soffrirebbe di problemi cardiovascolari dovuti “all’obesità, il fumo eccessivo e il troppo lavoro”. La Corea del Sud non ha però registrato anomalie riguardo allo stato di salute del leader nordcoreano, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, citando fonti governative di Seoul. Le stesse fonti hanno sottolineato che Kim è stato visto in pubblico fino a pochi giorni fa.





I pediatri siepe avvertono: "La riapertura delle scuole con vaccinazioni anti-influenzali"

 

Dal 42 al 47%: potrebbe essere questo il range di bambini asintomatici e/o con pochi e leggeri sintomi (paucisintomatici) con infezione da Covid-19 che attualmente si sta sviluppando nella popolazione pediatrica e che si vedrà appieno in autunno, all’apertura delle scuole, nella cosiddetta “Fase 3”. Senza interventi specifici saranno dunque i bambini i veri ‘untori’ da coronavirus, e quindi sarà fondamentale attivarsi proprio per loro. 

Questo significherà non solo riorganizzare gli spazi comuni e le classi con distanze corrette, ma anche fornire ai pediatri del territorio, ai pediatri di famiglia, quegli strumenti e quei presidi che dovranno poi essere supporto fondamentale nella ricerca della presenza del Covid-19 all’interno dell’infanzia e dell’adolescenza: dall’analisi sierologica, da confermare con il tampone, alla vaccinazione di massa con l’antinfluenzale, che consentirà di individuare subito i casi di Covid-19, evitando di confonderne i sintomi con quelli dell’influenza. 

Le proposte sono quelle della SIMPE, la Società Italiana di Medici Pediatri, lanciate a margine dell’incontro del Direttivo Nazionale svoltosi in questi giorni. “Con l’apertura delle scuole a settembre, raccomandata dalla maggior parte degli esperti, quindi ben oltre la cosiddetta ‘fase 2’, ci sarà una vera e propria rivoluzione nei contagi da Covid-19 – spiega Giuseppe Mele, presidente SIMPE -. È del tutto evidente che in queste condizioni la riapertura delle scuole favorirà la diffusione del contagio tra i bambini che a loro volta lo riporteranno a casa con il rischio reale di un nuovo picco epidemico. Si tratta di capire dunque come intervenire nel merito, come gestire le distanze in classe e negli spazi comuni, decisioni fondamentali da prendere al più presto. Inoltre si deve aggiungere che in autunno inizia la diffusione delle normali patologie infettive stagionali, compresa l’influenza, che renderanno ulteriormente confusa e difficile la valutazione della situazione epidemiologica. Sarà quindi fondamentale fornire da subito tutti quegli strumenti che possano consentire una indagine sierologica, da confermare con il tampone, e, naturalmente attivarsi per essere in grado di distinguere da subito i sintomi da Covid-19 ‘leggeri’, tipici dei bambini, da quelli influenzali o para-influenzali. Per questo chiediamo l’obbligatorietà della vaccinazione antinfluenzale per i bambini da 6 mesi a 14 anni. Lo chiediamo ora, per settembre ottobre, quando normalmente viene emanata la circolare ministeriale che indica le fasce che dovranno essere interessate dalla vaccinazione. Avere la popolazione pediatrica vaccinata nella sua totalità significherà contribuire a comprendere, nel momento in cui si ripresenterà, chi avrà il virus del Covid-19. Questo significa agire sulla ‘patologia di comunità’. Un approccio completamente differente da quello utilizzato finora”. 

“Pensiamo anche – conclude il dr. Mele – di dover organizzare la pediatria di famiglia in forme associative diverse rispetto al passato per un approccio di comunità e non più rivolto al singolo. La popolazione pediatrica deve godere degli stessi diritti degli adulti e le stesse opportunità di assistenza, attraverso le Unità di Continuità Assistenziale dedicate alla pediatria (USCAP). Siamo pronti ad un confronto con i tavoli Ministeriale e con le Regioni, e disponibili a fornire il nostro supporto come Società Scientifica”. 





Riabilitazione respiratoria e Covid-19, le società scientifiche scrivono al ministero della Salute

Riabilitazione respiratoria e Covdi-19, le società scientifiche scrivono al ministero della Salute

 


Da settimane, esperti di riabilitazione respiratoria appartenenti ad Associazioni e Società Scientifiche che rappresentano Pneumologi e Fisioterapisti, hanno prodotto raccomandazioni, protocolli e algoritmi condivisi con la comunità scientifica internazionale (1-5).

Questi esperti si sono riuniti in un Gruppo di Lavoro e sono espressione di chi opera quotidianamente nel campo delle malattie respiratorie, COVID e post-COVID comprese: si tratta di AIPO-ITS (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri-Italian Thoracic Society), SIP/IRS (Società Italiana di Pneumologia), AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti), ARIR (Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria).

Obiettivo del Gruppo di Lavoro è offrire la propria preparazione professionale ed autorevolezza scientifico-assistenziale per garantire approcci valutativi e interventi terapeutici specialistici, non solo farmacologici, ma anche di prevenzione, cura e riabilitazione, basati su una valutazione specialistica delle condizioni del paziente, sulla cura del danno organico riscontrato, sulla prevenzione delle complicanze secondarie, sull’utilizzo di indicatori di risultato specifici, validati e ben noti a chi solitamente si occupa in maniera specialistica di problematiche respiratorie e di alterazioni motorie conseguenti alle stesse.

Gli esperti del Gruppo di Lavoro stanno osservando sul campo, giorno dopo giorno, i danni che questa infezione provoca, stanno studiando i tempi di recupero e si stanno impegnando nel riconoscere quali siano i percorsi di cura migliori da proporre immediatamente dopo l’evento acuto, alla dimissione dall’ospedale e nei mesi successivi al fine di perseguire una ideale ripresa delle attività di vita nel contesto familiare, sociale e lavorativo. Uno degli obiettivi del lavoro è quello di stratificare la popolazione dei pazienti in base alle specifiche esigenze di cura, personalizzando interventi, modalità e sedi, alla luce delle migliori conoscenze scientifiche. Tutto ciò non potrà disgiungersi da un altro importante tema di discussione che riguarda la riorganizzazione dei percorsi di riabilitazione respiratoria nel suo complesso, quindi anche quelli che vengono di consueto proposti ed erogati ai pazienti che non si sono ammalati per COVID-19 ma sono affetti da patologie respiratorie croniche e sono divenuti orfani delle strutture territoriali di riferimento, attualmente riconvertite per la gestione dei pazienti affetti dalla nuova epidemia virale.

Alla luce di queste evidenze, le Società scientifiche si rivolgono al Ministro della Salute, Roberto Speranza, e al Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Luigi Genesio Icardi, per proporre la costituzione di un Tavolo Tecnico dedicato alla Riabilitazione Respiratoria che operi in maniera specifica e non più generalista.

Nella missiva viene sottolineato infatti come si stiano proponendo, per la presa in carico del paziente COVID-19, interventi privi di una vera e propria cabina di regia, con proposte generaliste e talvolta inopportune se non pericolose, prodotte da singole società scientifiche mediche o anche da singole realtà ospedaliere. Tali programmi, per quanto scaturiti da ottimi intenti, sono però spesso improvvisati, carenti di solidi presupposti e conoscenze di carattere fisiopatologico e clinico sul danno collegato all’insufficienza respiratoria in generale e su quella legata all’infezione COVID-19 in particolare.

I firmatari della missiva mettono a disposizione del Ministero della Salute e degli Assessorati Regionali le competenze specifiche del Gruppo di Lavoro inter-societario e i documenti prodotti che costituiscono modelli di presa in carico riabilitativa dei pazienti COVID-19.

AIPO-ITS, SIP/IRS, AIFI E ARIR ritengono fondamentale prevedere un dialogo privilegiato con i professionisti che possiedono le competenze adeguate in ambito di riabilitazione respiratoria (pneumologi, fisioterapisti specialisti in fisioterapia e riabilitazione respiratoria) al fine di garantire percorsi e servizi qualitativamente rilevanti, efficaci e coordinati.




Parla Brusaferro (Iss): "Su alcune misure si può iniziare a rilassare dal 4 maggio"

 

“A partire dal quattro maggio si può iniziare a rilassare alcune misure, misurare ciò che avviene e fare un passettino in più settimana dopo settimana monitorando sempre ciò che succede. Rimane però il dato che grandi assembramenti in spazi ristretti, chiusi o all’aperto, sono una realtà che non possiamo immaginare consentita”. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”.

“Siamo in una fase di controllo della circolazione del virus e questo è un dato positivo. Lo sforzo dei cittadini sta dando i suoi risultati. Ora dobbiamo affrontare un’altra fase altrettanto delicata e difficile, ma che è quella di cambiare un po le nostre vite e con cautela, passo dopo passo, provare a ripartire nei singoli settori. Per trovare un modo di convivere con questa infezione facendo sì che circoli il meno possibile”, ha aggiunto.

Per Brusaferro “l’obiettivo finale sarà quello di avere il vaccino e di immunizzare tutti i cittadini. Dobbiamo muoverci passo dopo passo cercando di capire la nostra capacità di rispettare le regole e di monitorare quanto sta avvenendo. Dobbiamo esser certi che non aumentino in modo significativo i nuovi casi. Dobbiamo cambiare le nostre vite, mantenere sempre quel tipo di distanziamento tra noi e gli altri nella vita che andremo a riprendere. Dovremo tutti passo dopo passo provare a fare dei piccoli sforzi per cambiare il nostro modo di vivere. E poi valutare se quello che stiamo mettendo in atto non comporti un aumento significativo di nuovi casi”.





Covid e petrolio, domanda inesistente e depositi pieni, possibile deflazione

 

“Al di là del movimento di ieri (lunedì ndr)  legato alle scadenze tecniche, gli investitori stanno chiedendo a gran voce un significativo taglio della produzione ed un accordo che non sia di facciata tra USA, Russia ed Arabia Saudita”. Lo dichiara Edoardo Fusco Femiano, Market Analyst di eToro in Italia, in merito al forte impatto che il Covid-19 sta avendo sul prezzo del greggio. 

“Il settore energy pesa all’incirca un 3% del PIL mondiale, ma se lo estendiamo ai settori collegati il suo peso è ben maggiore. Senza considerare che anche il settore delle rinnovabili, strutturalmente più fragile, è impattato in una misura addirittura superiore”, prosegue Fusco Femiano. 

“Il coronavirus sta riscrivendo le regole dell’economia globale. La domanda del petrolio è praticamente inesistente e questo incredibile sell-off è quasi totalmente causato dai timori relativi allo stoccaggio del greggio”, aggiunge Adam Vettese, Analista di eToro, per il quale “vale la pena notare che il Brent non si trova ad avere i medesimi problemi di stoccaggio che ha invece il greggio statunitense. Una situazione che mette proprio i produttori di petrolio USA nella condizione di maggiore sofferenza”. Nel frattempo, “questa situazione ha generato anche ulteriori preoccupazioni nei governi e nelle banche centrali, che stanno disperatamente cercando contromisure per contenere l’impatto economico del Covid-19. Un calo così marcato del prezzo del greggio potrebbe causare un rapido rallentamento dell’inflazione globale e alcuni paesi potrebbero persino subire una deflazione”.





Il Commissario Arcuri e la App sul tracciamento: "Sarà volontaria e non un lasciapassare"

 

 

La app Immuni per il contact tracing della Fase 2 dell’emergenza coronavirus in Italia “sarà e resterà volontaria: cercheremo con ogni forza di spiegare agli italiani che la partecipazione e l’utilizzo sarà un sinonimo di generosità, comunità e solidarietà. Sarà certo importante una diffusione il più vasta possibile e speriamo che i nostri cittadini possano volontariamente, come si prevede, partecipare consapevoli in un numero molto alto al sistema. Un braccialetto alternativo alla app? No, la app sarà l’unico strumento utilizzato per il contact tracing”. Lo ha detto il commissario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri, alla conferenza stampa alla Protezione civile.

“Ho letto – ha continuato Arcuri – che noi avremmo in testa di rendere obbligatorio l’utilizzo della app per i cittadini che potranno essere protagonisti di misure di alleggerimento del contenimento, cioè che si fornisse una sorta di ‘lasciapassare’ solo a chi la scarica. Se non fossimo tutti protagonisti di una tragedia, dovrei rispondere che questa è una farsa. È davvero una esemplificazione massima di quando le suggestioni addirittura sorpassano chi le ha pensate.

“La app funziona quanti più italiani ne fanno parte”, ha ribadito il commissario, per il quale “possono esistere due” i vantaggi “che vanno valutati dai cittadini. Intanto chiedendo un gesto di solidarietà, generosità e comunità; poi forse anche garantendo qualche facilitazione di natura sanitaria”.

Quanto alle difficoltà che potrebbero trovare gli anziani nell’utilizzo della app, Arcuri ha ricordato che “siamo il paese che ha il più alto tasso di cellulari al mondo, è un dato confortante, ed anche le persone anziane hanno quasi sempre un device mobile. Diversa è la capacità di utilizzo e stiamo lavorando molto per rendere l’installazione molto semplice: il primo target devono essere le persone anziane, che non devono avere difficoltà per scaricare la app”.





Fontana (Lombardia) di nuovo all’attacco: “Danni da aperture diverse tra regione e regione”

 

La riapertura regionalizzata "è una riapertura monca, zoppa, che non consentirebbe un equilibrato sviluppo neanche alle regioni che aprono. C’è una tale interconnessione tra filiere produttive a attività commerciali che c’è il rischio che un’apertura a macchia di leopardo faccia più danni che vantaggi". Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ospite di 24 Mattino, su Radio 24. "Se si tratta del negozio di vicinato va benissimo - aggiunge Fontana - ma la riapertura deve avvenire quando il rischio del contagio si è concluso o si sta avviando alla conclusione su tutto il territorio perché c’è il rischio che possa riprendere senza sapere da dove riparte. Noi non è che vogliamo riaprire rischiando, io ho sempre sostenuto che la riapertura deve essere subordinata alla sicurezza e credo anche che finché non si individuerà un vaccino dovremo convivere con questo virus".
"Montagnier ha detto che secondo lui dopo un certo numero di giorni il virus scompare, speriamo che abbia ragione lui - dice ancora Fontana -. Se così non fosse dovremo imparare a conviverci perché non potremo per tutta la vita dividere l’Italia ed escludere le aree contagiate, e per convivere con il virus bisognerà assumere stili di vita diversi da quelli di adesso".  Fontana punta il dito: "I dispositivi di sicurezza avrebbero dovuto esserci procurati da chi deve gestire le emergenze nazionali, è compito dello Stato. Non è un’accusa ma un dato di fatto: anche noi abbiamo cercato di comprare nel mondo e non era facile trovare i dispositivi. Sui dispositivi noi abbiamo fatto quello che abbiamo potuto e lo Stato ha fatto quello che ha potuto, abbiamo cercato di supportare lo Stato nella ricerca di questi dispositivi che oggettivamente non c’erano".

"Da due anni - continua - sto chiedendo di darmi la possibilità di poter assumere più medici e infermieri e quando parlavo di autonomia facevo sempre questo esempio: purtroppo la storia mi ha dato ragione, se avessimo avuto la possibilità di assumere più medici e infermieri, avendo le risorse per farlo ed essendo invece ciò impedito da una legge nazionale, la finanziaria del 2014, forse avremmo potuto affrontare con meno ansia questo evento". E sull’ospedale Fiera, costato 20 milioni di euro, "una volta tanto che viene fatta un’iniziativa che va nella direzione di programmare e progettare il futuro viene subito contestata. Io spero che questo ospedale si svuoti e che nessuno ci rientri, ma è stato costruito nel momento di massimo picco del virus quando ormai posti nelle terapie intensive erano finiti, aumento di posti non poteva essere realizzato e noi temevamo che la cosa potesse andare avanti. Grazie a Dio non è stato così ma dovevamo, e la richiesta è stata fatta dai nostri esperti, preparare una diga nel caso in cui l’epidemia avesse superato l’argine. E’ una previsione, qualcosa che può servire per il futuro, mi auguro non debba mai servire". Riguardo alle accuse sull’ospedalizzazione, Fontana replica: "Chi fa questa accusa è chi non ha visto cosa stava succedendo. Arriva anche dai medici di Bergamo? Ci sono medici che dicono una cosa e medici che ne dicono un’altra. Quando una persona non respira e rischia di morire soffocata, a casa non si può curare. Nei pronto soccorso in quei giorni c’erano 80-90 persone all’interno del triage che non riuscivano a respirare, quelle erano persone che dovevano essere ospedalizzate, non potevano essere curate in modo diverso. Non ci sono alternative. Si può dire tutto e il contrario di tutto ma io parto dal presupposto di chi questa storia l’ha vissuta in prima persona", afferma. "Io credo che chi è convinto di non avere sbagliato niente sia un po’ presuntuoso - continua il governatore - ma penso che abbiamo fatto tutte le scelte ritenute migliori, scelte che oltretutto, non essendo io medico, in nessun momento mi sono assunto l’ardire di decidere da solo. Io valutavo le proposte che mi facevano i tecnici e con i tecnici decidevamo. Prima di prendere ogni decisione è stata fatta una valutazione condivisa fra tutti coloro che se ne intendevano". "Tutte le accuse trovano un limite - aggiunge - se fosse stata sbagliata ogni scelta, a questo punto tutta la Regione Lombardia avrebbe avuto gli stessi numeri e gli stessi drammi e invece non è andata così. Ci sono delle province, come Varese, Como, Lecco, Sondrio e la stessa Milano, che sono state solo sfiorate da questo. Se le scelte sono sbagliate avrebbero dovuto essere sbagliate ovunque".





Conte annuncia un Piano per la ripartenza del Paese, ma avverte: “Irresponsabile il liberi tutti”

 

“In queste ore continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall’équipe di esperti, al fine di coordinare la gestione della ‘fase due’, quella della convivenza con il virus”. Lo ha scritto il premier Giuseppe Conte in un lungo post su Facebook, spiegando che prima della fine di questa settimana sarà comunicato piano per affrontare la fase 2 a partire dal prossimo 4 maggio.

“Come già sapete- ha scritto il premier – le attuali misure restrittive sono state prorogate sino al 3 maggio. Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme”.

In questa fase – ha aggiunto Conte – non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni. L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perché l’allentamento porta con sé il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti “tollerabile” soprattutto in considerazione della recettività delle nostre strutture ospedaliere”.

“Vi faccio un esempio – prosegue – Non possiamo limitarci a pretendere, da parte della singola impresa, il rispetto del protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro che pure abbiamo predisposto per questa epidemia. Dobbiamo valutare anche i flussi dei lavoratori che la riapertura di questa impresa genera. Le percentuali di chi usa i mezzi pubblici, i mezzi privati, in quali orari, con quale densità. Come possiamo garantire all’interno dei mezzi di trasporto la distanza sociale? Come possiamo evitare che si creino sovraffollamenti, le famose “ore di punta”? Come favorire il ricorso a modalità di trasporto alternative e decongestionanti?” “Questo programma – ha spiegato ancora Conte – deve avere un’impronta nazionale, perché deve offrire una riorganizzazione delle modalità di espletamento delle prestazioni lavorative, un ripensamento delle modalità di trasporto, nuove regole per le attività commerciali. Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali. Perché le caratteristiche e le modalità del trasporto in Basilicata non solo le stesse che in Lombardia. Come pure la recettività delle strutture ospedaliere cambia da Regione a Regione e deve essere costantemente commisurata al numero dei contagiati e dei pazienti di Covid-19”.

“È per questo – sottolinea il premier – che abbiamo gruppi di esperti che stanno lavorando al nostro fianco giorno e notte. C’è il dott. Angelo Borrelli che sin dalla prima ora ci aiuta, per tutta la parte operativa, con le donne e gli uomini della Protezione civile. C’è il dott. Domenico Arcuri che sta mettendo le sue competenze manageriali al servizio dell’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e delle apparecchiature medicali di cui le Regioni erano fortemente carenti (pensate: ad oggi abbiamo fornito alle Regioni 110 milioni di mascherine e circa 3 mila ventilatori per le terapie). C’è il prof. Silvio Brusaferro che insieme agli altri scienziati ed esperti sanitari del Comitato tecnico-scientifico ci forniscono un’analisi scientifica della curva epidemiologica e ci suggeriscono le misure di contenimento del contagio e di mitigazione del rischio. Più di recente si è aggiunto il dott. Vittorio Colao che insieme a tanti altri esperti sta offrendo un contributo determinante per la stesura di un piano per una graduale e sostenibile riapertura, che tenga conto di tutti i molteplici aspetti, operativi e scientifici”.

“È fin troppo facile dire ‘apriamo tutto’ – conclude Conte nel suo lungo post – Ma i buoni propositi vanno tradotti nella realtà, nella realtà del nostro Paese, tenendo conto di tutte le nostre potenzialità, ma anche dei limiti attuali che ben conosciamo.Nei prossimi giorni analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. È questa la nostra forza.E smettiamola di essere severi con il nostro Paese. Tutto il mondo è in difficoltà. Possiamo essere fieri di come stiamo affrontando questa durissima prova”.

Prima della fine di questa settimana, duneque, “confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma. Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio”.

 





Vacanze d’estate? Le spiagge non saranno più le stesse

Vacanze d’estate? Le spiagge non saranno più le stesse

Parla il Presidente dell’Iss, Brusaferro: “Non saranno consentiti raduni o assembramenti di centinaia e mgliaia di persone”

 

C’è ancora incertezza su come saranno le vacanze estive e se potremo andare al mare. Lo afferma Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ai microfoni di Rai Radio2 nel format "I Lunatici". "Siamo tutti consapevoli ormai - osserva - che raduni o assembramenti di centinaia o migliaia di persone in spazi ristretti non ci sono consentiti. Questo è il primo dato da cui partire. Dopo di che dobbiamo tenere a mente il principio del passo dopo passo. A partire dal quattro maggio - assicura Brusaferro - si può iniziare a rilassare alcune misure, misurare ciò che avviene e fare un passettino in più settimana dopo settimana monitorando sempre ciò che succede. Rimane però il dato che grandi assembramenti in spazi ristretti, chiusi o all’aperto, sono una realtà che non possiamo immaginare consentita".  "Siamo in una fase di controllo della circolazione del virus e questo è un dato positivo. Lo sforzo dei cittadini sta dando i suoi risultati. Ora dobbiamo affrontare un’altra fase altrettanto delicata e difficile, che è quella di cambiare un po’ le nostre vite e con cautela, passo dopo passo, provare a ripartire nei singoli settori", ha detto Brusaferro. "Bisogna trovare un modo di convivere con questa infezione - ha osservato - facendo sì che circoli il meno possibile. L’obiettivo finale sarà quello di avere il vaccino e di immunizzare tutti i cittadini".   "Le persone che sono state immunizzate sono una minoranza assoluta. La larghissima maggioranza degli italiani, parliamo circa del novanta per cento, non ha avuto contatto con il virus. E quindi è potenzialmente suscettibile. Questo numero fa sì che l’immunità di gregge sia molto lontana", ha affermato il  presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. 

 





Nomine pubbliche tutte confermate. Il M5S si spacca

Il ministero dell’Economia conferma per Francesco Starace come amministratore delegato dell’Enel, Claudio Descalzi all’Eni, Alessandro Profumo in Leonardo, e Matteo Del Fante in Poste. Per quanto riguarda i presidenti, all’Enel in arrivo Michele Crisostomo; Luigi Calvosa all’Eni; Luciano Carta in Leonardo. Confermata Maria Bianca Farina alle Poste.  La partita sulle nomine nelle grandi aziende pubbliche spacca però il M5S.    Il pomo della discordia all’interno dei pentastellati è la riconferma, di Claudio Descalzi al timone dell’Eni. Il manager è infatti coinvolto in alcune vicende giudiziarie: è sotto processo a Milano per la presunta tangente in Nigeria ed è sotto indagine per conflitto d’interesse per appalti per 300 milioni di dollari affidati dall’Eni in Congo a società riconducibili a sua moglie. E per tutto questo prende corpo nel M5S la fronda di Alessandro Di Battista, che sfrutta l’occasione per tornare vivo politicamente, incassando la fiducia di una parte dei gruppi in Senato ed alla Camera.





Terribile previsione per l’economia nazionale dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio: “Nel primo semestre persi 15 punti di Pil”

Complessivamente l’epidemia di Covid causerà la perdita di 15 punti di Pil nel primo semestre. E’ quanto emerge dalla nota sulla congiuntura di aprile dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio.

“Si prefigura per la prima metà dell’anno un calo dell’attività economica di intensità eccezionale, mai registrato nella storia della Repubblica” si legge nella ricerca.

Nel trimestre scorso, rileva l’UPB, “il PIL si sarebbe complessivamente ridotto di circa cinque punti percentuali, quasi interamente ascrivibili al crollo dell’attività in marzo. Il trimestre corrente sconta maggiormente gli effetti del blocco, in quanto inizia su livelli molto bassi e risente di un pesante trascinamento statistico; nell’ipotesi che le restrizioni vengano allentate in misura molto graduale a partire da maggio si prefigura una contrazione congiunturale del PIL del secondo trimestre dell’ordine di ulteriori dieci punti percentuali”.





Il Lazio registra per il terzo giorno consecutivo contagi da Covid sotto quota 100

Si è appena conclusa alla presenza dell’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, la videoconferenza della task-force regionale per il Covid 19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù. “Oggi registriamo un dato di 80 casi di positività per il terzo giorno consecutivo sotto i 100 casi e un trend al 1,3%. Dobbiamo proseguire e stabilizzare questa discesa. Aumentano – ha spiegato – i controlli sulle RSA e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 472 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio”. “Oggi sono giunti i primi pazienti nei nuovi 20 posti di terapia intensiva della struttura di Alto Bio-Contenimento dell’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani. L’Istituto ha avuto a disposizione i locali dalla Protezione Civile Nazionale meno di un mese fa e siamo riusciti ad allestirli con tutte le dotazioni tecnologiche in meno di 3 settimane. Un ringraziamento particolare va alla Banca D’Italia per il contributo messo a disposizione di tutte le Regioni italiane e che noi abbiamo voluto destinare a questa iniziativa. Con questi ulteriori 20 posti di terapia intensiva rafforziamo la risposta nella Capitale, nella ricorrenza del Natale di Roma, e lo Spallanzani diventa sempre di più il centro di riferimento nazionale. Al San Giovanni siamo giunti al nono giorno consecutivo in cui non si registrano casi positivi in accesso dal pronto soccorso e ha iniziato la propria attività a Genzano la prima RSA COVID pubblica inaugurata ieri. Si amplia la forbice tra coloro che escono dalla sorveglianza domiciliare (17.993) e coloro che sono entrati in sorveglianza (10.728) più di 7 mila unità. Per quanto riguarda i guariti salgono di 29 unità nelle ultime 24h per un totale di 1.130, e 14 i decessi nelle ultime 24h ed è stata superata la soglia dei 100 mila tamponi e di questi oltre 9 su 10 negativi” ha concluso l’assessore D’Amato.

 

 

 

 





Covid-19, i dati complessivi del Lazio: 363 decessi e 1.130 guariti

 

 

Sono 4402 gli attuali casi positivi covid 19 nella Regione Lazio. Di cui 2792 sono in isolamento domiciliare, 1380 sono sono ricoverati non in terapia intensiva, 184 sono ricoverati in terapia intensiva. 363 sono i pazienti deceduti e 1130 le persone guarite. In totale sono stati esaminati 5985 casi.




Maxi-truffa ai danni dell’Inps scoperta dalla Guardia di Finanza di Bologna

 

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, Dott. Domenico Truppa, un decreto di sequestro preventivo per equivalente di disponibilità finanziarie per complessivi 3 milioni di euro, nei confronti di due soggetti, F.A. classe ’43 e S.K. classe ‘73 entrambi residenti in Provincia di Bologna, nella loro qualità di Presidente e Vice Presidente del C.d.A. di una cooperativa di servizi, con sede in San Lazzaro di Savena (BO), ritenuti responsabili di aver posto in essere, tra il 2013 ed il 2016, una ingente truffa ai danni dell’I.N.P.S.

In particolare, l’indagine, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, sotto la direzione della Procura della Repubblica nella persona del Sostituto Procuratore Dott. Flavio Lazzarini, ha permesso di accertare come gli amministratori della cooperativa, operante nel settore delle pulizie, con contratti di appalto stipulati con importanti aziende di trasporto nazionale e locale, simulando uno stato di crisi aziendale, avessero nel tempo richiesto ed ottenuto dall’I.N.P.S., in maniera indebita, l’applicazione di “contratti di solidarietà” che, al fine di evitare licenziamenti, prevedono una riduzione dell’orario di lavoro in favore dei propri dipendenti e l’ottenimento di uno specifico contributo.

Gli approfondimenti investigativi svolti dalle fiamme gialle felsinee hanno consentito di accertare come la cooperativa, nonostante la concessione di tale particolare forma di ammortizzatore sociale, avesse continuato ad impiegare fraudolentemente i propri dipendenti per l’intero orario di servizio, giustificando la retribuzione delle ore in eccesso, rispetto a quelle stabilite nei suddetti contratti, come se fossero somme elargite a titolo di “rimborsi” o “trasferte”, remunerando irregolarmente le ore di straordinario svolte dal personale. Grazie a tale stratagemma, gli amministratori della cooperativa hanno illecitamente ottenuto dall’Istituto di Previdenza contributi, a seguito dell’applicazione dei contratti di solidarietà, per un importo totale di circa 3 milioni di euro omettendo, altresì, il versamento degli ordinari oneri previdenziali dovuti sulle ore lavorative eseguite in eccedenza per ulteriori 2,5 milioni di euro.

L’operazione testimonia l’impegno della Procura della Repubblica di Bologna e della Guardia di Finanza nella sinergica azione di contrasto ad ogni forma di illecito nel settore della spesa pubblica, che trova nell’aggressione patrimoniale dei soggetti responsabili dei reati la forma più incisiva di ristoro dei primari interessi dello Stato.

 





Notizie positive dal Bollettino su Covid-19. Calo netto dei malati e prosegue il trend in discesa degli accessi alle terapie intensive

 

E’ancora una volta positivo il Bollettino sul contagio di Coviv-19, diffuso dalla Protezione Civile Si registra infatti un calo netto dei malati. Complessivamente sonoinfatti 107.709 gli attualmente positivi, 528 in meno rispetto a ieri, quando per la prima volta dall’inizio dell’emergenza si era registrato un calo di 20 pazienti. Sono salite a 24.648 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento di 534. Lunedì l’aumento sul giorno precedente era stato di 454. Nuovo record di guariti: complessivamente sono 51.600, con un incremento rispetto a ieri di 2.723. Lunedì l’aumento dei guariti era stato di 1.822.  Prosegue il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva per coronavirus. Ad oggi sono 2.471, 102 in meno rispetto a lunedì. Di questi, 851 sono in Lombardia, 50 in meno rispetto a lunedì. Dei 107.709 malati complessivi, 24.134 sono ricoverati con sintomi, 772 in meno rispetto a ieri e 81.104 sono quelli in isolamento domiciliare.