Trovato con panetti di hashish, in manette un 19enne

 

I Carabinieri della Stazione Roma Eur hanno arrestato un 19enne romano, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, dopo essere stato notato da una pattuglia di Carabinieri in via Canelli, nei pressi del portone del suo condominio, alla vista della ‘gazzella’, temendo di essere controllato, e’ rientrato repentinamente all’interno dell’androne. Il suo comportamento ha insospettito i militari che hanno deciso di entrare nello stabile per una verifica e hanno bloccato il giovane che, durante la fuga ha perso dalla tasca della tuta, cinque panetti di hashish, per un peso complessivo di 502 grammi. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito ai militari di rinvenire e sequestrare, occultati in un borsone nascosto sul balcone dell’appartamento, altri nove panetti della medesima sostanza, per un peso complessivo 905 grammi. L’arrestato e’ stato accompagnato in caserma in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo.





Caccia ai bombaroli dei Bancomat. Colpo alla Bnl di Spinaceto

 

Assalto nella tarda serata di martedì, alle 23.20 circa, al bancomat della banca Bnl in viale degli Eroi di Rodi, nella zona di Spinaceto a Roma. Due uomini hanno fatto saltare lo sportello Atm per poi afferrare il denaro contenuto all’interno e scappare a bordo di un’auto scura. Da quantificare l’importo del denaro rubato. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Reparto Volanti e gli uomini del commissariato Esposizione. Indagini in corso.




Di Berardino (Regione Lazio): “Buoni libro a 1.511 studenti”

 

“Sono 1511 gli studenti delle università del Lazio che quest’anno possono beneficiare dei buoni libro per l’acquisto dei testi d’esame. Si tratta di un importante sostegno a supporto del diritto allo studio, reso possibile grazie a un impegno economico di 250 mila euro stanziati da DiSCo, che nei prossimi giorni provvederà anche al pagamento dei contributi, un importo medio di 150 euro a studente. Il bando del 2019, rispetto al passato, ci ha permesso di estendere la platea dei beneficiari, nella convinzione che i buoni libro siano un aiuto concreto agli studenti con redditi più bassi, condizione che in occasione dell’emergenza sanitaria rende il contributo ancora più significativo sia per i ragazzi che per le loro famiglie. I testi cartacei, in questo momento sono una delle fonti primarie per lo studio. Con essi gioca un ruolo fondamentale anche la rete internet, che permette di seguire le lezioni e svolgere gli esami a distanza. Per questo abbiamo già distribuito 100 schede sim e potenziato la rete nelle residenze università per un totale di oltre 10 mila giga di traffico mensile. E ulteriori misure sanno annunciate nei prossimi giorni”. Così in una nota Claudio Di Berardino assessore al Lavoro, Formazione e diritto allo studio universitario della Regione 





Arriva ’RomaWorld’ e la storia può avere inizio

Anche in questi tempi difficili Cinecittà World non si ferma e sta preparando un nuovo parco a tema: si chiamerà Roma World e promette di riportare gli ospiti indietro nel tempo, regalando la possibilità di vivere una giornata, immersi nella natura, come duemila anni fa, in un vero villaggio accampamento delle legioni Romane. 

Roma World sarà il primo nuovo progetto turistico che aprirà in Italia al termine dell’emergenza sanitaria: segno di una città e una nazione che riparte dalla sua storia! 

Nel parco l’ospite può ritrovare il vero contatto con la natura: vestire, mangiare e dormire come gli antichi Romani, diventare Gladiatore per un giorno, fare shopping tra le bancarelle dell’antico mercato, stabilire un rapporto speciale con gli animali della fattoria, ammirare il volo dell’aquila e di altri spettacolari rapaci, correre sulle Bighe di Ben Hur, immergersi nel bosco e vivere un’esperienza unica…lì dove tutto ebbe inizio. 





Arresti (sette) per truffa al sistema sanitario a Latina

 

Decine di ricette di ‘Ossicodone’ hanno insospettito gli inquirenti di Latina e fatto scattare stamane 7 arresti, 4 in carcere e tre ai domiciliari. Il trucco era di celare il principio attivo stupefacente, con una molecola attiva e vicina a codeina e morfina.  In particolare gli investigatori hanno ricostruito 340 episodi in cui i soggetti sono andati in farmacia con ricette frutto di qualche furto e false nel contenuto. La truffa all’Asl di Latina si aggira attorno a 20mila euro. Ma quelle ricette e le ‘medicine’ avrebbero fruttato sul mercato illegale 120mila euro.  I fatti secondo il procuratore aggiunto Carlo Lasperanza, che ha coordinato le indagini, si sono verificati dal dicembre del 2018.

 





Sbarcati in piena sicurezza a Civitavecchia 30 italiani provenienti da Barcellona

 

Sbarcati a Civitavecchia 30 italiani provenienti da Barcellona. Uno sbarco avvenuto “in piena sicurezza” assicura la guardia costiera.  “Questa sera – fa sapere la capitaneria – il porto di Civitavecchia è stato interessato dal ripristino del traffico passeggeri con la Spagna. Il collegamento marittimo, assicurato da Grimaldi Lines, ha consentito lo sbarco, in piena sicurezza, di circa 30 cittadini italiani provenienti da Barcellona, in ottemeperanza alle disposizioni normative previste dall’art. 4 del Dpcm 10 aprile 2020”. Le norme prevedono la misurazione della temperatura corporea al momento dell’imbarco, e l’assicurazione di distanze minime di sicurezza durante il viaggio, e impongono alle compagnie di navigazione di richiedere, al momento della bigliettazione, la l’autocertificazione sui motivi dello spostamento.  “Grazie alla sinergia tra tutti gli enti, operatori portuali e forze di polizia, il porto ha assicurato in maniera efficace gli standard di sicurezza più idonei a garantire il rapido deflusso dei passeggeri”, assicura la Guardia costiera, spiegando che “i passeggeri, all’atto dello sbarco, senza nessun contatto con la realtà cittadina civitavecchiese sono infine defluiti con mezzi privati, nel rispetto delle vigenti disposizioni, presso le proprie residenze o domicili”.





Fase Due, i sindacati chiedono l’apertura del confronto sulla mobilità: “Evitare false ripartenze”

 

“Superata l’emergenza sanitaria, per la ripartenza delle attività nelle prossime settimane saranno determinanti le azioni che verranno messe in campo a livello nazionale e nella nostra regione sulla mobilità delle persone e delle merci. In attesa delle linee guida nazionali, che è necessario escano al più presto, è indispensabile far partire il confronto a livello territoriale per evitare false ripartenze”. Lo chiedono, in una nota, Cgil di Roma e del Lazio, Cisl di Roma Capitale Rieti e Cisl del Lazio e Uil del Lazio. “Viste le peculiarità e le criticità del sistema della mobilità nella nostra regione sarebbe un errore non prevedere un confronto serrato per condividere le azioni da mettere in campo. Siamo tutti consapevoli che le leve per ottenere risultati immediati sono limitate – continua la nota – ragion per cui serve un confronto ampio sulle scelte che saranno adottate. Ad oggi manca ancora un tavolo istituzionale sul tema e le dichiarazioni stampa, in particolare dei rappresentanti di Roma Capitale, non fanno che aumentare le nostre preoccupazioni”. “Riteniamo sbagliato che gli appelli delle nostre categorie per condividere le misure da mettere in atto per permettere di svolgere un servizio in sicurezza per operatori e cittadini non abbiamo avuto ancora riscontro – aggiungono i sindacati -. Va recuperato il tempo perduto per farci trovare pronti quando la fase più acuta dell’emergenza sarà passata. Vanno date risposte a chi usa i mezzi di trasporto per raggiungere il posto di lavoro, riorganizzati e potenziati i servizi, definite soluzioni per permettere investimenti sulle infrastrutture e sui mezzi, garantita la sostenibilità economica delle aziende, data piena applicazione ai protocolli sulla sicurezza definiti con il governo”. “La riorganizzazione della mobilità della nostra Regione, se si cercano soluzioni e progetti condivisi, può rappresentare una grande opportunità di rilancio per il settore e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Se invece si continuerà ad evitare il confronto – concludono le sigle sindacali – restando sordi alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori ciò si trasformerà in un boomerang che darà un colpo mortale ad un settore strategico per il paese facendoci ripiombare nell’emergenza sanitaria”, concludono.





Iovino (Cgil): “Serve un piano con più controlli a garanzia della salute dei lavoratori”

 

“L’ispettorato del Lavoro sta rafforzando l’azione di vigilanza su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in stretta collaborazione con le Prefetture e le Forze dell’ordine. E’ una buona notizia. Per quanto ci riguarda, fin dall’inizio dell’emergenza, stiamo facendo la nostra parte, segnalando quotidianamente agli organismi competenti il mancato rispetto del protocollo sottoscritto il 14 marzo in sede governativa per contrastare il Covid-19”. Così, in una nota, Roberto Iovino, segretario della Cgil di Roma e del Lazio. “In questi anni – continua – gli ispettori del lavoro sono stati depotenziati e nonostante ciò si stanno spendendo per garantire ai lavoratori salute e sicurezza. Occorre un piano per potenziare le risorse umane e nei prossimi giorni proporremo di utilizzare, cosi’ come previsto dal d. lgs.758/1994, i soldi delle sanzioni per assumere nuovi ispettori e tecnici della prevenzione”. “In vista della fase 2, i cui tempi e regole saranno disciplinati dal governo, – precisa – i nostri delegati stanno lavorando per sottoscrivere importanti accordi di settore e aziendali. L’obiettivo è farci trovare pronti quando le aziende riapriranno e garantire la salute dei lavoratori attraverso i dispositivi di protezione e il distanziamento sociale. In queste settimane, gli Rls (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) hanno giocato un ruolo importante, garantendo un presidio fondamentale di tutela dei lavoratori e della salute pubblica. Stiamo inoltre sollecitando le istituzioni e i datori di lavoro a sottoscrivere accordi per regolamentare lo smartworking e il telelavoro. Si tratta di strumenti fondamentali in questa fase di emergenza ma che nel lungo periodo rischiano di creare nuove patologie professionali, da problemi posturali allo stress da lavoro correlato. Sarà per questo necessario verificare che sia pienamente rispettato quando previsto dai contratti di lavoro”. “Restano pesanti incognite su come riattivare il trasporto pubblico per garantire salute e sicurezza nel percorso casa-lavoro – dice ancora Iovino -. Molti lavoratori si stanno rivolgendo ai nostri patronati per vedere riconosciuto l’infortunio da contagio, così come previsto dalle circolari dell’INAIL. Nel prossimo futuro se non ci saranno regole chiare sul trasporto dei lavoratori, si rischierà che la sicurezza garantita nelle aziende non venga assicurata in itenere e questo sarebbe una sconfitta per tutti, oltre che un enorme problema per la salute pubblica. Per questo, da settimane, la Cgil di Roma e del Lazio ha aperto uno sportello telematico Salute e Sicurezza. La Cgil c’è e non lascerà nessuno da solo. Invitiamo tutti lavoratori che ne avessero bisogno a scrivere alla nostra mail saluteesicurezza@lazio.cgil.it e su whatsapp al numero 3480143653”.





Denuncia dei Sindacati: “Lavoratori Multiservizi ostaggio in appalto Ama”

 

“A pochi giorni dal termine dell’appalto per la raccolta porta a porta delle utenze non domestiche, continua l’incertezza sul futuro. Mentre attendiamo di discutere domani con Ama, in un tavolo convocato su nostra richiesta per provare a governare un passaggio così delicato, e che Roma Capitale dia segnali di vita, ci preoccupa il futuro di lavoratori usati come ostaggi, in particolare da Roma Multiservizi”. Lo denunciano in una nota Fp Cgil Roma, Fit Cisl Roma e Fiadel. “Nonostante la drastica riduzione dei servizi (dovuta alla chiusura della maggior parte delle attività commerciali, in queste settimane di emergenza Coronavirus) le lavoratrici e i lavoratori continuano a svolgere servizi essenziali quali la raccolta negli ospedali – prosegue la nota – nelle cliniche, nei supermercati e nelle caserme, oltre che nelle case circondariali. Molte delle aziende impegnate in questo appalto hanno fatto ricorso al Fis, altre non hanno rinnovato i tempi determinati. È una situazione molto complicata per i lavoratori, ma rischia di diventarlo anche per la continuità del servizio”. Mentre in società come Avr, sottolineano i sindacati “continuiamo a registrare ritardi nei pagamenti degli stipendi, la situazione che ci preoccupa di più è quella di Roma Multiservizi e delle aziende componenti l’associazione temporanea di impresa (Isam srl, Sana Full Sistem srl e in subappalto Sea srl) continuano a sostenere di essere in uscita dall’appalto – aggiungono – infischiandosene della proroga chiesta da Ama che, va ricordato, ha non poche responsabilità sulla mancata pubblicazione di un nuovo bando. Questa scadenza doveva essere la parola fine a un appalto scritto male, iniziato male, e gestito peggio”, concludono i sindacati.





Consegnati 210 ventilatori polmonari a 30 strutture del servizio sanitario del Lazio

Consegnati 210 ventilatori polmonari per la respirazione assistita a 30 strutture del Servizio sanitario del Lazio. Le dotazioni sono state reperite grazie alla cooperazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp), a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e andranno a incrementare i dispositivi gia’ presenti nelle terapie intensive regionali. Lo rende noto un comunicato della Regione Lazio.
“Grazie alla Cooperazione Internazionale e’ possibile fare rete a livello mondiale – ha sottolineato l’assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, Alessio D’Amato – l’Undp si e’ attivato, mettendo a disposizione di tutti i paesi piu’ colpiti le sue competenze per fermare l’avanzata della pandemia. Non possiamo che essere felici per questa partnership facilitata dalla presenza di Undp a Roma”.

Le strutture a cui sono destinati i respiratori, prosegue la nota, sono distribuite in tutte le province del territorio regionale. In particolare, a Roma:
Policlinico Umberto I, Policlinico Umberto I – PEDIATRIA, Policlinico Umberto I – NEONATALE, San Camillo-Forlanini, Sandro Pertini, Sant’Eugenio, Tor Vergata, Sant’Andrea, INMI L.
Spallanzani, San Filippo Neri, Santo Spirito, San Giovanni Addolorata, Giovanni Battista Grassi, Parodi Delfino di Colleferro, San Paolo di Civitavecchia, San Giovanni Evangelista di Tivoli, ospedale di Anzio, Padre Pio di Bracciano, Angelucci di Subiaco, Coniugi Bernardini di Palestrina, Santissimo Gonfalone di Monterotondo, San Sebastiano Martire di Frascati, Ospedale dei Castelli di Ariccia. A Viterbo: ospedale Belcolle. A Frosinone: ospedali Fabrizio Spaziani, San Benedetto di Alatri, Santissima Trinita’ di Sora. A Latina: ospedali di Gaeta, Dono Svizzero di Formia. A Rieti: ospedale San Camillo de Lellis.





Monito della Asl Rm6 al San Raffaele: “O adempie o scatterà la diffida”

“La San Raffaele di Rocca di Papa deve adempiere alle prescrizioni date dalla Asl per la sicurezza degli ospiti e dei pazienti. La struttura tra l’altro è accreditata per 95 posti di lungodegenza, dove è scoppiato il focolaio, che è un setting assistenziale di natura ospedaliera le cui indicazioni circa il contenimento del virus sono state emanate sin dal 24 di gennaio. Nessuna giustificazione né tanto meno sono accoglibili richieste di modificare i verbali. Una richiesta questa assolutamente anomala in quanto i verbali sono stati redatti all’interno di un percorso di audit e trasferiti alle autorità competenti. L’unica cosa che deve fare questa struttura è rispettare le prescrizioni date per la tutela dei pazienti e per il contrasto al COVID-19. I trasferimenti di persone che hanno bisogno di cure ospedaliere sono stati fatti e si continuerà a farli secondo le indicazioni dei clinici della Asl. Oggi il tema è garantire la sicurezza”. Lo comunica in una nota la Direzione della Asl Roma 6.





D’Amato (Regione Lazio): “Scoperta a Fiuggi una terza casa riposo abusiva”

Dai controlli a tappeto che si stanno effettuando nella Asl di Frosinone è emersa la terza casa di riposo abusiva a Fiuggi, in questo caso addirittura all’interno di un hotel, che pubblicizzava servizio medico ed infermieristico senza alcun tipo di autorizzazione per esercitare attività socio-assistenziali per anziani. “E’ un fatto molto grave ed è stato richiesto formalmente al sindaco del Comune di Fiuggi di emettere una ordinanza urgente nei confronti dei legali rappresentanti dell’hotel professionalmente indicati come addetti alle pulizie, raccomandando il trasferimento degli ospiti, circa 20, presso strutture idonee” ha detto l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Della richiesta è stata informata la Questura di Frosinone. Voglio ringraziare i tecnici della prevenzione della Asl che, in collaborazione con il personale della Polizia di Stato, ha accertato questo ulteriore abuso. E’ la terza struttura abusiva presso il Comune di Fiuggi individuata in una settimana. Mi domando quali controlli siano stati posti in essere dall’Amministrazione comunale che è preposta per legge alla vigilanza?”





Mafie, maxi-confisca (18 milioni) al Clan Spada di Ostia

 

Altro colpo al clan Spada di Ostia. I finanzieri del comando provinciale di Roma stanno eseguendo la confisca dei beni, per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro, al clan mafioso. Il provvedimento ablativo, emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino, costituisce l’epilogo dell’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma e sancisce l’acquisizione da parte dello Stato dell’ingente patrimonio mobiliare e immobiliare riconducibile al sodalizio criminale operante nel litorale romano, già oggetto di sequestro nell’ottobre 2018. Gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Capitale hanno ricostruito le ricchezze illecitamente accumulate dagli esponenti di spicco del clan – il capo C. S. alias Romoletto (classe 1967), O. S. (classe 1963), A. S. (classe 1967), R. S. (classe 1975) e C. G. (classe 1951) – individuandone le fonti di finanziamento “occulte”. Gli approfondimenti economico-patrimoniali svolti, che hanno preso le mosse dalle note operazioni di polizia “ECLISSI” e “SUB URBE”, hanno consentito di dimostrare l’incoerenza dei modesti redditi dichiarati dagli interessati con i rilevanti investimenti posti in essere in svariate attività commerciali, finanziati, in realtà, dai profitti delle numerose condotte delittuose commesse nel tempo, quali fatti di estorsione, usura e traffico di sostanze stupefacenti. Né è servito intestare le imprese a compiacenti “prestanome”, apparentemente estranei al contesto criminale: gli accertamenti hanno infatti riguardato tutte le persone (circa 50 tra familiari e terzi) coinvolte nelle compravendite di quote societarie, effettuate fittiziamente al solo scopo di “schermare” la titolarità effettiva delle aziende. In definitiva, conformemente allo spirito della normativa contenuta nel “Codice Antimafia”, la confisca ha permesso di sottrarre al clan beni in grado di “inquinare” l’economia legale. Nello specifico, si tratta del patrimonio aziendale – in tutto o in parte – di 19 società, 2 ditte individuali e 6 associazioni sportive/culturali site nel comune di Roma (per lo più ad Ostia) e operanti in svariati settori: la gestione di forni, bar, sale slot, distributori di carburanti, palestre, scuole di danza, nonché il commercio di autovetture e l’edilizia. Tra le predette attività rientra anche l’associazione “FEMUS BOXE” che gestiva la palestra di Ostia dove, nel novembre del 2017, Roberto SPADA aggredì – venendo poi condannato per lesioni aggravate dal cosiddetto “metodo mafioso” – una troupe della RAI. Gli ulteriori beni confiscati sono costituiti da 2 immobili siti a Ostia e Ardea (RM), 13 automezzi e disponibilità finanziarie su rapporti bancari e postali. L’odierna operazione testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica, del Tribunale e della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione alle ricchezze illecitamente accumulate dalla criminalità, al fine di restituirle alla collettività.Tra queste attività rientra anche l’associazione “Femus Box” che gestiva la palestra di Ostia dove, nel novembre del 2017, Roberto Spada aggredì, venendo poi condannato per lesioni aggravate dal cosiddetto metodo mafioso, una troupe della Rai. Gli ulteriori beni confiscati sono costituiti da due immobili a Ostia e Ardea (Roma), 13 automezzi e disponibilità finanziarie su rapporti bancari e postali.




Papa Francesco: “Il Crocifisso è scandalo e pazzia. Lì c’è tutta la scienza e l’amore di Dio”

 

Gesù crocifisso è “scandalo e pazzia” e i cristiani che lo contemplano hanno capito che “lì c’è tutta la scienza, tutto l’amore di Dio, tutta la saggezza cristiana”.

Così Papa Francesco nell’omelia della messa mattutina a Casa Santa Marta.

Francesco, fa sapere Vatican News, ha commentato il dialogo tra Gesù e Nicodemo contenuto nella lettura odierna, il Vangelo di Giovanni al capitolo 3, sottolineando che “è un vero trattato di teologia: qui c’è tutto. Il kerygma, la catechesi, la riflessione teologica, la parenesi à c’è tutto, in questo capitolo”.

“Quanta gente, quanti cristiani passano il tempo guardando il crocifisso…”, ha detto in particolare il Papa, “e lì trovano tutto, perché hanno capito, lo Spirito Santo ha fatto capire loro che lì c’è tutta la scienza, tutto l’amore di Dio, tutta la saggezza cristiana. Paolo parla di questo, spiegando che tutti i ragionamenti umani che lui fa servono fino a un certo punto, ma il vero ragionamento, il modo di pensare più bello, ma anche che più spiega tutto è la croce di Cristo, è Cristo crocifisso che è scandalo e pazzia, ma è la via. E questo è l’amore di Dio. Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito. E perché? Perché chiunque creda in Lui non vada perduto ma abbia la vita eterna. L’amore del Padre che vuole i suoi figli con sé”.





L’Expo di Dubai slitterà al 2021, ma ci dovrà essere il voto dei Paesi partecipanti

Il comitato esecutivo del Bureau international des expositions (Bie) “ha recepito all’unanimità la richiesta del governo degli Emirati Arabi Uniti di rinviare Expo 2020 Dubai e mantenerne la denominazione attuale”. Lo rende noto il commissariato generale di sezione dell’Italia per l’Expo 2020, sottolineando che il Bie, “l’organo di governo delle esposizioni universali, ha anche chiesto ai paesi membri di esprimersi sulla proposta di rinvio per una decisione finale”.

L’Italia, che fa parte del comitato esecutivo, “ha confermato l’importanza della partecipazione del Paese all’evento nel 2021”.

Considerata l’impossibilità di svolgere un’assemblea generale a causa della pandemia di coronavirus, il Bie ha chiesto agli Stati “di esprimere il loro voto sulla proposta a partire dal 26 aprile ed entro il 29 maggio. Se la mozione riceverà il sostegno di almeno due terzi dei votanti, l’esposizione universale slitterà di un anno: si terrà dal primo ottobre del 2021 al 31 marzo del 2022”.





Covid-19, altri casi in Cina, ma sono ai minimi (7) e altri di ritorno (23)

 

La Cina segnala sette nuovi casi di trasmissione locale di coronavirus, tutti nella provincia di Heilongjiang, e 23 casi ’importati’ o ’di ritorno’ per un totale di 1.610. Per il terzo giorno consecutivo, secondo i dati della Commissione sanitaria nazionale, ieri non ci sono stati decessi nel gigante asiatico legati alla pandemia di coronavirus e il bilancio resta quindi di 4.632 morti. Il numero dei contagi sale invece a 82.788 e sono 77.151 le persone dichiarate guarite dopo aver contratto l’infezione. I dati ufficiali parlano anche di 991 soggetti asintomatici sotto sorveglianza sanitaria. Tra i 23 nuovi casi ’importati’, uno si registra nella provincia di Heilongjiang: secondo le autorità locali, si tratta di un cittadino cinese rientrato dalla vicina Russia. Solo in questa provincia sono in totale 384 i casi ’di ritorno’. Anche oggi non vengono segnalati nuovi casi - né decessi - nella provincia di Hubei, dove si trova Wuhan, la megalopoli che per prima ha fatto i conti con l’emergenza coronavirus. Nella provincia sono però 548 i soggetti asintomatici sotto sorveglianza sanitaria. Sinora a Hubei sono 68.128 i casi confermati di Covid-19, 50.333 dei quali a Wuhan.





Altri 2700 vittime del Coronavirus negli Stati Uniti

 

Negli Stati Unitisono 2.700 le persone decedute con coronavirus nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. Intanto il procuratore generale del Missouri Eric Schmitt ha presentato una causa contro il governo cinese per la perdita di vite umane e le conseguenze economiche nello Stato provocate dal coronavirus. Lo riferisce la Cnn. La causa, la prima intentata da uno Stato contro la Cina, è indirizzata contro il governo di Pechino, il partito comunista cinese e altre istituzioni e accusa il governo di avere nascosto informazioni, arrestato gli informatori e negato la "natura" del virus, con gravi conseguenze nel Missouri.





Mafie, Lamorgese (Interni): in Fase 2 controlli legalità irrinunciabili

 

“E’ necessario trovare punti di equilibrio tra la tempestività delle erogazione delle misure e i relativi controlli di legalità che sono a mio avviso irrinunciabili”. Così il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese rispondendo a una interrogazione al question time al Senato sul rischio di infiltrazioni criminali con l’avvio della ripresa (fase 2) dopo l’emergenza Covid-19. 

Appetiti delle mafie – ha sottolineato il ministro – si possono prefigurare nella fase della ripresa in visto dell’afflusso di liquidità e di ingenti finanziamento nazionali e europei. 

Proprio per questo – ha aggiunto Lamorgese – con una direttiva del 10 aprile ho sollecitato con una direttiva un attività di intelligence sul territorio e ho dato impulso da parte di ciascun prefetto dell’avvio di apposite cabine regie con la partecipazione di enti locali e associazioni territoriali per monitorare questo rischio. 

Le forze di polizia – ha proseguito – sono impegnate nel contrastare le nuove dinamiche e particolare attenzione viene rivolto ai cosiddetti reati spia tra i quali l’attività estorsiva, l’usura e il riciclaggio. E’ previsto in questa attività di prevenzione anche l’tilizzo di fondi Pon per l’attività di contratto.

 





Lettera piena di accuse alla Regione Lombardia dai gestori delle residenze per anziani e disabili

In una lunga e dettagliata lettera al presidente della Regione Lombardia, i presidenti degli enti gestori lombardi delle residenze per anziani e disabili (Rsa, Rsd e Css) denunciano contraddizioni e mancanze della stessa Regione Lombardia nella gestione dell’emergenza Coronavirus nelle strutture sociosanitarie e chiedono l’urgente istituzione di un Tavolo di lavoro comune. Con oneri, anche organizzativi, sull’effettuazione dei tamponi che, avvertono, la Regione deve assumere “immediatamente”, altrimenti ne verranno informate “le autorità competenti”. Il modo di agire di Regione Lombardia sulla gestione dell’emergenza COVID-19, secondo i gestori, “ha fatto emergere le vulnerabilità di un sistema che ancora non considera in modo appropriato i bisogni delle diverse fragilità”.

I presidenti di Agespi, Anaste, Aris, Arlea, Anfass, Aci Welfar e Uneba, che firmano la lettera, chiedono tra le altre cose che “Regione Lombardia, per il tramite dei Dipartimenti di prevenzione delle Ats, si faccia carico, come di sua competenza, della sorveglianza sanitaria di ospiti e operatori, provvedendo al più presto a: 1. effettuazione di tamponi e test sierologici a tutti gli ospiti e a tutti gli operatori di RSA e RSD, così come agli operatori di tutte le altre tipologie di strutture sociosanitarie, compresi quelli in quarantena e che potrebbero tornare a lavorare, omogeneizzando le comunicazioni indirizzate agli Enti e limitandosi a chiedere loro la trasmissione dei nominativi di ospiti e operatori da sottoporre ai test; 2.

effettuare tali indagini con costi a carico del SSN, e non delle singole strutture, e con personale inviato da Regione adeguatamente formato, competente ed esperto. Qualora Regione Lombardia non si assumesse immediatamente tali oneri – si legge nella lettera – saremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti per tutelare la salute e la vita di operatori e ospiti, nonché gli Enti gestori, da successive ripercussioni di carattere civilistico e penalistico alle quali il vostro diniego o il vostro silenzio ci potrebbe esporre”.

I gestori delle strutture denunciano confusione e contraddizioni nelle comunicazioni di governo centrale e regione. “In queste otto settimane – scrivono – abbiamo assistito al moltiplicarsi di mail, note, circolari, linee guida, a volte contrastanti tra di loro e/o con le disposizioni del governo centrale o di ritorno su precedenti decisioni o ad interim. Tutto ciò non ha consentito agli Enti di mettere bene a fuoco la situazione e di garantire piena razionalità e permanente continuità nei modi e nei tempi di vigilanza, ad esempio per l’esecuzione di tamponi, né di creare tutti i necessari presupposti al lavoro in sicurezza e a tutela della salute di ospiti e operatori, trovatisi ad affrontare un’infezione assolutamente non rientrante nelle Ica (infezioni correlate all’assistenza)”.

Per i gestori, sono “ad oggi ancora troppe questioni aperte che richiedono un intervento prioritario da parte di Regione Lombardia, non più procrastinabile, che deve essere incentrato sulla reale congiuntura in atto, purché espressa da chi la vive in prima linea piuttosto che su interpretazioni a tavolino o finanche su articoli e servizi dei media”.

Le associazioni chiamano in causa anche il governo, perché si è dovuto procedere “in pressoché totale assenza di un reale piano pandemico, di stretta pertinenza governativa in prima istanza e secondariamente dei governi regionali, e in pressoché totale autogestione, nonostante ripetute sollecitazioni a ricevere maggiore chiarezza e linee di omogeneità territoriale”. Quindi, dicono, “è urgente – che regole e modi di sorveglianza sanitaria di ospiti e operatori tornino in capo alle ATS. È necessario – sottolineano – un immediato piano straordinario di analisi dei bisogni, con alta priorità rispetto ad altri servizi, che porti alla rapida esecuzione di tamponi diagnostici su residenti e operatori, senza che questo compito continui a dover essere assolto da Enti che possono non avere le competenze o le risorse per sostenerlo ulteriormente o per avviarlo”.

Sempre sui tamponi, viene rilevato che “nei giorni scorsi le Ats hanno scritto ai gestori trasmettendo, ciascuna, le proprie procedure di approvvigionamento, effettuazione e processo dei tamponi: procedure molto diverse nei tempi e nei modi, che si sono susseguite rapidamente, spesso contraddicendo e confutando quanto comunicato poche ore prima, fino ad arrivare a comunicare ai gestori la necessità di acquistare a spese proprie i tamponi necessari e prendere accordi con i singoli laboratori per l’effettuazione dell’analisi. In tale contesto la maggior parte delle strutture ha dovuto procedere, fino ad oggi, in pressoché totale autonomia, ma con evidenti difficoltà (reperimento dei tamponi, ricerca dei laboratori, ritardi nell’arrivo dei risultati, difficoltà a gestire le attività di analisi dei contatti e di sorveglianza sanitaria)”.

I gestori delimitano il campo delle loro responsabilità. E citano la delibera regionale dello scorso 30 marzo, che stabilisce che “le reti clinico assistenziali e organizzative di malattie infettive, pneumologia, terapia del dolore e cure palliative sono attivate anche per il tramite delle ATS a fornire supporto alle RSA e RSD”. Nei fatti, dicono, “non si evidenzia il concretizzarsi di tale supporto e si lasciano scoperte le strutture, soprattutto quelle di piccole dimensioni, impedendo nei fatti il corretto approccio clinico e assistenziale verso l’utente”. Inoltre, scrivono, “le RSA e le RSD dovrebbero, ai primi sintomi di patologia acuta, provvedere all’invio negli ospedali degli ospiti attraverso corsie preferenziali e dedicate. Se si ritiene di trovarsi in un periodo di difficoltà generalizzata per cui non è possibile farlo, ne prendiamo atto, diamo la nostra disponibilità entro limiti da concordare insieme, ma certamente non è accettabile che ci vengano attribuite responsabilità a riguardo”.

Infine viene denunciata anche l’emergenza per la carenza di personale, in fuga per la paura dei contagi che ha portato “ad un numero di assenti dal servizio ormai insostenibile; oltre alla morbilità e alla contumacia, accade spesso che alcuni infermieri si dimettano per andare a lavorare in ospedale”, per cui “tutte le strutture sono in gravissima difficoltà. La proporzione di operatori in servizio è ridotta al 40-50% e per altre strutture anche a meno, cioè 25-30.000 operatori (medici, infermieri, ASA/OSS, e altre figure professionali) oggi assenti nella sola rete per anziani e persone con disabilità. La tendenza è verso un ulteriore peggioramento”.

 




Catalfo annuncia: “Reddito di emergenza tra 400 e 800 euro”

 

Nel dl aprile che il governo sta preparando ci sarà “un reddito di emergenza che parte da 400 euro per il singolo e arriva ad un massimo di 800 euro”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, a Radio Anch’io su Rai Radio Uno.

Per la cassa integrazione “1,1 milioni di lavoratori dovrebbe avere il pagamento entro il 30 di aprile”, ha aggiunto la ministra.




Fontana (Regione Lombardia) si smarca: “Mi contesteranno di tutto, ma rifarei tutte le scelte che ho dovuto fare”

 

 

 

“Mi contesteranno di tutto, ma io sono in pace con la mia coscienza e rifarei tutte le scelte che ho dovuto fare. E ricordiamoci in quali condizioni sono state prese certe decisioni…”. Lo ha detto il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, in una intervista al Corriere della Sera.

Dopo questa epidemia si può pensare al futuro e “lo stiamo già facendo”, ha assicurato Fontana. “I dati sull’epidemia sono cambiati rispetto a una decina di giorni fa – ha rilevato – e dobbiamo pensare a ripartire. Ma sbaglia chi pensa che tutto si rimetta in moto come prima. Dobbiamo organizzare una nuova vita, dovremo modificare molti nostri comportamenti». Certo, ha aggiunto Fontana, “mi hanno accusato di tutto: le zone rosse, le Rsa…Ma io sono in pace con la mia coscienza”.

Fontana ha continuato: “Sarei presuntuoso se dicessi che sicuramente non ho sbagliato niente; qualcosa mi sarà sfuggito sicuramente, ma francamente non le cose che adesso mi vengono contestate». In questo frangente, ha aggiunto Fontana, ½non ho mai pensato alla politica mentre prendevo decisioni sulla salute dei cittadini. Forse lo hanno fatto altri. Ho ascoltato i tecnici, l’Unità di crisi, gli infettivologi, ho trascurato tutto ilresto. Certo, potevo coinvolgere le opposizioni, ma in quei giorni ho trascurato persino qualche assessore pur di non rallentare il processo decisionale”.

 





Papa Francesco dedica l’intera udienza generale alla Giornata Mondiale della Terra

 

 

Papa Francesco nell’udienza generale dedicata alla 50ª Giornata Mondiale della Terra ricorda che il nostro pianeta "non è un deposito di risorse da sfruttare. Per noi credenti il mondo naturale è il Vangelo della Creazione, che esprime la potenza creatrice di Dio" e invece "l’abbiamo inquinata e depredata, mettendo in pericolo la nostra stessa vita". "Abbiamo mancato - ha detto ancora Papa Francesco nell’udienza generale - nel custodire la terra, nostra casa-giardino, e nel custodire i nostri fratelli. Abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore, il Padre buono che provvede a ciascuno e vuole che viviamo insieme in comunione e prosperità. Come possiamo ripristinare un rapporto armonioso con la terra e il resto dell’umanità? Abbiamo bisogno di un modo nuovo di guardare la nostra casa comune". "Esorto quanti hanno autorità a guidare il processo che condurrà a due importanti Conferenze internazionali: la Cop15 sulla Biodiversità a Kunming (Cina) e la Cop26 sui Cambiamenti Climatici a Glasgow (Regno Unito). Questi due incontri sono importantissimi. Vorrei incoraggiare a organizzare interventi concertati anche a livello nazionale e locale". Il Papa promuove la mobilitazione dei giovani, come quella dell’attivista svedese Greta Thunberg, per la salvaguardia dell’ambiente. "Si sono formati vari movimenti internazionali e locali per risvegliare le coscienze. Apprezzo sinceramente queste iniziative, e sarà ancora necessario che i nostri figli scendano in strada per insegnarci ciò che è ovvio, vale a dire che non c’è futuro per noi se distruggiamo l’ambiente che ci sostiene". Per il pontefice "è bene convergere insieme da ogni condizione sociale e dare vita anche a un movimento popolare ’dal basso’. La stessa Giornata Mondiale della Terra, che celebriamo oggi, è nata proprio così. Ciascuno di noi può dare il proprio piccolo contributo", ha detto nell’udienza generale. Nel corso della messa a Santa Marta, poi, il pontefice aveva richiamato all’unità: "In questo tempo nel quale è necessaria tanta unità tra noi - ha detto - tra le nazioni, preghiamo oggi per l’Europa, perché riesca ad avere questa unità fraterna che hanno sognato i padri fondatori dell’Unione europea".





L’allarme di Beasley (Onu): “Si rischia una carestia di proporzioni bibliche”

 

Il mondo rischia “una carestia di proporzioni bibliche” a causa della pandemia di coronavirus, con poco tempo a disposizione per intervenire prima che milioni di persone muoiano di fame. E’ quanto ha ribadito al Guardian il direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale (Pam), David Beasley, dopo che ieri davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu ha rimarcato come, in piena pandemia Covid-19, “siamo anche a un passo da una pandemia di fame”.

“Devo avvertivi – ha detto Beasley all’Onu – se non ci prepariamo e non agiamo ora per garantire l’accesso, evitare carenza di finanziamenti e interruzioni degli scambi, potremmo trovarci ad affrontare più carestie di proporzioni bibliche nell’arco di pochi mesi”. Sono oltre 30 i Paesi a rischio fame, e in 10 di questi già oggi più un milione di persone è a un passo della fame. “Non stiamo parlando di persone che vanno a letto affamate – ha precisato al Guardian – stiamo parlando di condizioni estreme, stato di emergenza, le persone stanno letteralmente andando incontro alla fame. Se non procuriamo cibo alle persone, le persone moriranno.

E’ più di una semplice pandemia: sta creando una pandemia di fame. Questa è una catastrofe umanitaria e alimentare”.





Covid-19, l’Europa è il continente con più vittime (110.192)

 

Con 110.192 morti l’Europa è ad oggi il continente più colpito dalla pandemia di Covid-19, che nel mondo ha causato 177.368 decessi. Stando a un conteggio della France presse, l’Italia e la Spagna sono i Paesi con il più alto numero di decessi, seguiti da Francia e Regno Unito.

Sugli oltre due milioni e mezzo di casi registrati in tutto il mondo, in Europa in contagi sono 1.246.840.





Lega e centrodestra hanno un Piano di ricostruzione nazionale, parola di Salvini

 

Il leader della Lega Matteo Salvini  annuncia un piano di ricostruzione nazionale "come Lega e Centro Destra: se il governo annuncia il dialogo e poi lo boccia noi il piano lo facciamo con tutte le associazioni delle imprese, dall’agricoltura al turismo, alle imprese produttive, guardando quello che accade negli altri paesi europei". "Occorre riaprire: ogni giorno che passa è un giorno perso nel nome della ricostruzione".





Sabatini (Abi): “Semplificare l’accesso alla garanzia del Fondo per le domande di credito fino a 100mila euro”

"E’ opportuno semplificare ulteriormente le modalità̀ di accesso alla garanzia del Fondo, soprattutto in relazione alle operazioni di finanziamento di minore dimensione. In questa logica, si propone l’estensione della procedura facilitata senza valutazione del merito di credito per le domande di garanzie relative a finanziamenti fino a 100 mila euro (dagli attuali 25 mila euro)". Lo ha detto il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini in audizione presso la commissione di inchiesta sul sistema bancario. "E’ necessario definire soluzioni che dando certezza ai profili di responsabilità della banca possano accelerare l’erogazione della liquidità di cui alle misure del DL 23/2020". Lo chiede il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini, sottolineando che in particolare per ridurre i tempi delle istruttorie, nei casi diversi dal finanziamento fino a 25.000 euro previsto dal decreto del Governo, "occorre tutelare sotto il profilo penale l’attività di erogazione di credito durante la crisi. Occorre, in altri termini, evitare che sulle banche e sugli esponenti siano trasferiti rischi che non possono in alcun caso essere riconosciuti come loro propri laddove le misure di sostegno offerte alle imprese in attuazione dei provvedimenti normativi non sortissero gli sperati effetti e le imprese cadessero in stato di insolvenza con possibili conseguenze rispetto alle procedure fallimentari". "L’ABI sta operando con tempestività e continuità a stretto contatto con le banche associate e con le Istituzioni per assicurare il sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese" - ha proseguito, precisando che "il settore bancario italiano si trova ad affrontare l’impatto sull’economia del COVID-19 partendo da basi migliorate rispetto agli anni precedenti. Ciononostante, sono concreti i rischi derivanti dall’emergenza in corso". L’entità e la ferocia dello shock sono paragonabili a quelli di una guerra, e all’emergenza sanitaria e sociale ha fatto seguito, a breve distanza, quella economica", ha spiegato Sabatini - "all’ABI e alle banche operanti in Italia si chiede uno sforzo enorme come enorme è la sfida che siamo chiamati ad affrontare. L’ABI, le Banche e le persone che lavorano in banca sono quotidianamente impegnate in questo sforzo con responsabilità e consapevolezza, chiediamo però che siano riconosciute anche le difficoltà che quotidianamente incontriamo come tutte le altre imprese e di poter svolgere il nostro ruolo in un clima sereno e di rispetto per questo impegno". "Nella quarta fase, ipotizzabile a partire da quando le misure prudenziali sanitarie permetteranno un progressivo ritorno ad una vita ordinaria - ha aggiunto il direttore generale dell’Abi -  è probabile un rimbalzo dell’attività economica, che però potrebbe essere attenuato da effetti di reazione ritardata agli stimoli (isteresi) che vanno necessariamente affrontati con interventi specifici di supporto a famiglie e imprese (come del resto già si è iniziato a fare in Italia a partire da marzo con il decreto "cura Italia" e con il successivo decreto "liquidità). 





A febbraio crollano gli ordini dell’Industria (-4,4%). Boom per la farmaceutica (+8,3%)

A febbraio Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisca del 2,1% rispetto al mese precedente; nella media degli ultimi tre mesi l’indice generale è rimasto pressoché stabile, con una variazione del +0,1% rispetto alla media dei tre mesi precedenti. Anche gli ordinativi registrano a febbraio un calo congiunturale del 4,4%, mentre nella media degli ultimi tre mesi sono aumentati dello 0,4% rispetto alla media dei tre mesi precedenti. La dinamica congiunturale del fatturato riflette variazioni negative sia sul mercato interno (-2,3%) sia su quello estero (-1,5%). Per gli ordinativi la diminuzione congiunturale deriva da andamenti analoghi per le commesse provenienti dal mercato interno e per quelle provenienti dall’estero (-4,4% le prime e -4,3% le seconde). Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a febbraio tutti gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un calo congiunturale: -1,0% i beni di consumo, -1,3% i beni intermedi, -1,4% i beni strumentali e, in misura molto più accentuata, l’energia (-11,5%).  Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2019), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,9%, sintesi di una modesta riduzione dello 0,3% per il mercato interno e un marcato aumento del 3,3% per quello estero. Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore dei mezzi di trasporto registra la crescita tendenziale più rilevante (+14,1%), mentre l’industria della raffinazione del petrolio mostra il calo maggiore (-9,2%). In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce del 2,6%, con una marcata riduzione del mercato interno (-4,2%) e una sostanziale stabilità per quello estero (-0,2%). La maggiore crescita tendenziale si registra nell’industria farmaceutica (+8,3%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria tessile e dell’abbigliamento (-9,1%). Nel corso della fase di rilevazione vi è stata una moderata riduzione del tasso di risposta delle imprese, conseguente all’emergenza sanitaria in corso. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati (si veda Nota metodologica, pag. 10) hanno consentito di elaborare e diffondere gli indici relativi al mese di febbraio 2020.





Covid-19, per la sicurezza dei poliziotti servono barriere divisorie negli uffici di Questure e Commissariati. La richiesta di Bortone (Consap)

 

E’ la richiesta fatta al Capo della Polizia Gabrielli dal Segretario generale della Consap, Cesario Bortone

 

Il segretario generale nazionale del sindacato di polizia Consap Cesario Bortone, ha evidenziato con una lettera al Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli, la necessità di predisporre al meglio le misure di tutela del personale in vista della cosiddetta fase 2. A tal fine si suggerisce l’installazione di barriere divisorie in plexiglass che possono essere posizionate anche sulle scrivanie ove non sia possibile nelle stanze già predisposte, al fine di evitare il contatto diretto degli operatori con il pubblico così come previsto dalle prescrizioni sanitarie.  Diviene impellente in questi giorni che precedono l’avvio del primo tentativo di graduale riapertura delle attività fermate dal lockdown deciso dal governo, presumibilmente il 4 maggio prossimo – sostiene Bortone - una valutazione preventiva ed attenta dei profili di rischio sanitario sia per il personale che per l’utenza degli uffici di polizia.  In questo impegno di prevenzione per prevenire il ripresentarsi della pandemia tali installazioni divisorie vanno garantite visto che sono unanimemente considerate molto utili ed efficaci nel contesto delle modalità di prevenzione dal contagio da coronavirus Covid-19, visto che sono state utilizzate da tutti gli esercizi commerciali che non hanno chiuso durante la fase più virulenta dei contagi.





Nel Lazio 80 nuovi casi di Coronavirus. Andamento stabile e senza impennate negative

 

80 nuovi casi nel Lazio nell’ultima rilevazione della Regione. Anche nella giornata di di mercoledì si è tenuta la consueta conferenza stampa alla presenza dell’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato l’odierna videoconferenza della task-force regionale per il COVID-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù.  “Oggi registriamo un dato di 80 casi di positività e prosegue un andamento stabilmente sotto i 100 casi e un trend al 1,3%. Dobbiamo proseguire e stabilizzare questa discesa. Il tasso di replicazione del virus è a 0.58. Aumentano i controlli sulle RSA e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 482 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio. Nel pomeriggio, al termine di una fase di riabilitazione, è stato dimesso dall’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani il Poliziotto di Pomezia, è una buona notizia a lui e la sua famiglia vanno i migliori auguri” ha detto.  “Dai controlli a tappeto che si stanno effettuando nella Asl di Frosinone è emersa la terza casa di riposo abusiva a Fiuggi che pubblicizzava servizio medico ed infermieristico senza alcun tipo di autorizzazione per esercitare attività socio-assistenziali per anziani. E’ un fatto molto grave ed è stato richiesto dalla Asl formalmente al sindaco del Comune di Fiuggi di emettere una ordinanza urgente nei confronti dei legali rappresentanti dell’hotel professionalmente indicati come addetti alle pulizie, raccomandando il trasferimento degli ospiti, circa 20, presso strutture idonee. Si amplia la forbice tra coloro che escono dalla sorveglianza domiciliare (18.381) e coloro che sono entrati in sorveglianza (10.887) più di 8 mila unità. Nella RSA COVID di Genzano si sta attivando servizio di videochiamate con i parenti grazie ad una donazione da parte di Huawei. Per quanto riguarda i guariti salgono di 12 unità nelle ultime 24h per un totale di 1.142, e 7 i decessi nelle ultime 24h ed è stata superata la soglia dei 104 mila tamponi”, ha commentato l’Assessore D’Amato.





Azzolina: "Prova orale in classe per la maturità ma solo in sicurezza"

  

 

"Come ho più volte ribadito, la salvaguardia dei nostri ragazzi e del loro futuro rappresenta una priorità fondamentale e ineludibile. Il Paese ha fatto sforzi importanti in queste settimane per rispondere all’emergenza sanitaria, grandi sacrifici che non possono essere vanificati in questa delicata fase. Per questo l’orientamento è riprendere l’attività didattica in aula, ma solo quando il quadro epidemiologico lo consentirà, alle condizioni ragionevoli di sicurezza per tutti: per gli alunni, per il personale scolastico e, di riflesso, per l’intera società". Lo ha ribadito la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina rispondendo al Question Time, sottolineando che "la salvaguardia dei nostri ragazzi e del loro futuro rappresenta una priorità fondamentale e ineludibile". Per quanto riguarda "gli Esami di Stato del secondo ciclo, mi sono battuta fin dall’inizio dell’emergenza per salvaguardarli. L’Italia è, non a caso, tra i Paesi, in Europa, che hanno deciso di mantenerli e di non annullarli. Anche per questo, come ho già detto, auspico davvero che ci sia la possibilità, come anche tanti ragazzi ci stanno chiedendo, di svolgere almeno l’orale in presenza. Ovviamente nelle giuste condizioni di sicurezza per la salute di tutti".





Ultimi ritocchi per la Fase Due

La fase due, che segnerà l’inizio della fine del lockdown, partirà dal 4 maggio, ma sul tavolo del governo, a quanto si apprende, c’è anche l’ipotesi di rimettere in carreggiata le attività produttive che sono in grado di garantire la massima sicurezza ai propri dipendenti già a partire dal prossimo 27 aprile, si parla di far ripartire alcuni settori come la produzione di macchine agricole e industriali, che potrebbero essere autorizzati.  Non si tratterebbe, dunque, solo di estendere la cosiddetta lista Ateco in capo al ministero dello Sviluppo economico, "ma consentire a chi è nelle condizioni di farlo" di riaprire i battenti, l’idea che sarebbe stata avanzata, hanno fatto sapere fonti di governo, da Vittorio Colao nel corso della conference call ’allargata’ con la regia di Palazzo Chigi.





Covid-19, nuovo record di guariti. In calo le vittime (437) rispetto a martedì

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 22 aprile, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 187.327, con un incremento rispetto a ieri di 3.370 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 107.699, con un decremento di 10 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi 2.384 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 87 pazienti rispetto a ieri.

23.805 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 329 pazienti rispetto a ieri.

81.510 persone, pari al 76% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 437 e portano il totale a 25.085. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 54.543, con un incremento di 2.943 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 34.242 in Lombardia, 13.084 in Emilia-Romagna, 15.122 in Piemonte, 9.991 in Veneto, 6.167 in Toscana, 3.476 in Liguria, 3.230 nelle Marche, 4.463 nel Lazio, 2.998 in Campania, 1.874 nella Provincia autonoma di Trento, 2.874 in Puglia, 1.308 in Friuli Venezia Giulia, 2.287 in Sicilia, 2.108 in Abruzzo, 1.512 nella Provincia autonoma di Bolzano, 371 in Umbria, 833 in Sardegna, 821 in Calabria, 501 in Valle d’Aosta, 232 in Basilicata e 205 in Molise.