Studio Iss - Gran parte dei contagi da Covid-19 da Rsa (44,1%) e in famiglia (24,7%)

 

"La gran parte delle infezioni si verificano fondamentalmente dove si concentrano sostanzialmente le persone anziane e i disabili, poi c’è il livello familiare, quindi le strutture sanitarie e il livello lavorativo". Lo ha spiegato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), durante la conferenza stampa all’Iss su ’Covid-19, analisi dell’andamento epidemiologico e aggiornamento tecnico-scientifico’. Secondo uno studio preliminare condotto dall’Iss su circa 4.500 casi notificati tra l’1 e il 23 aprile, "il 44,1% delle infezioni si è verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro".  La curva" epidemica "mostra che si riducono i sintomatici", e questo "un po’ dappertutto", ha evidenziato poi Brusaferro aggiungendo: "Si riduce anche la quota di pazienti critici", e "sta crescendo l’uso dei tamponi sul territorio andando a intercettare precocemente i casi". Tanto che "sta crescendo la quota di pazienti paucisintomatici o asintomatici". Ma "anche nelle zone a bassa circolazione del virus ci sono comunque dei focolai, come nel Lazio, in Calabria, in Sicilia: globalmente l’intensità di circolazione si è molto ridotta, ma rimane la circolazione del virus", ha sottolineato i il presidente dell’Iss. "Questo è il motivo per cui anche quando parliamo di allentare alcune misure - ha aggiunto - si esprime sempre la cautela e la necessità di muoversi passo passo, perché la situazione epidemiologica è nettamente migliorata ma non possiamo ignorare che il virus continua a circolare. Dobbiamo muoverci in maniera cauta, con misure progressive e con un continuo monitoraggio nel momento della riapertura perché la situazione è differenziata nel paese". "Da aprile aumenta il numero delle donne contagiate", ha fatto sapere ancora Brusaferro. Quanto ai decessi "l’età media delle donne è più elevata, e si conferma il fatto che le donne muoiono meno rispetto ai maschi nel nostro Paese".





Trasporti e mobilità, sperimentazione della Fase 2 nella Capitale

 

E’ iniziata alle 7 ed è finita alle 10 la prima sperimentazione sulla nuova modalità di mobilità sulla metro a di Roma, test preliminare per la Fase 2. La sperimentazione ha riguardato la fermata San Giovanni delle linee A e C della metro. Per contingentare i flussi nelle tre ore di sperimentazione i passeggeri sono stati fatti entrare da un ingresso e uscire da un altro. Provvedimento adottato per entrambe le linee. Nella sotto stazione è stato inoltre chiuso il canale di collegamento tra le due linee per evitare che i passeggeri si incrociassero creando assembramenti. Agli ingressi personale permetteva l’entrata di 30 passeggeri ogni 3 minuti e ogni convoglio doveva avere un totale di massimo 150 passeggeri. Sulla banchina alcune strisce blu con pallini garantiscono la distanza di sicurezza che devono tenere gli utenti.





Caritas sotto assedio, aumentate del 114% le richieste d’aiuto

 

Un aumento in media del +114% nel numero di nuove persone che si rivolgono ai Centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane rispetto al periodo di pre-emergenza coronavirus. È il dato allarmante che risulta da una prima rilevazione condotta a livello nazionale su 70 Caritas diocesane in tutta Italia, circa un terzo del totale. A darne notizia è la Caritas Italiana. Tutte le Caritas, nell’ultimo periodo avevano segnalato un aumento significativo delle richieste di aiuti alimentari, nelle varie forme in cui sono stati rimodulati i servizi: pasti da asporto, pacchi a domicilio, empori, buoni spesa. Anche i servizi per senza dimora sono stati adattati all’emergenza, in parte trasformati in comunità protette, oppure ridistribuiti su più strutture. Tutti interventi resi possibili grazie agli oltre 2 milioni di euro dei 10 milioni messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana, utilizzati sin da subito dalle 218 Caritas diocesane per interventi di prima emergenza. La Presidenza ha inoltre deciso di destinare subito altri 4 milioni di euro per le attività delle Caritas diocesane che sono state maggiormente colpite dalla pandemia.





De Priamo(Fdi): Ama assume quadri e licenzia lavoratori di Multiservizi

 

“Apprendiamo che Ama da inizio maggio reinternalizzerà il servizio offerto nei lotti di competenza dell’associazione temporanea di impresa con capofila Roma Multiservizi. Una scelta che, magari, poteva rivelarsi virtuosa qualora l’azienda e il Campidoglio avessero provveduto alle assunzioni dei lavoratori e ad un piano di riorganizzazione dei servizi. Ma così non è stato. E mentre a Roma Multiservizi non viene prorogato l’appalto global service, la municipalizzata all’ambiente si preoccupa di assumere quadri e dirigenti, e di aumentare gli stipendi. Ora, circa 270 lavoratori rischiano il licenziamento, a conferma della gestione irresponsabile di Ama frutto delle scelte sprovvedute della sindaca Raggi, alla quale chiediamo di rivedere questa decisione ed evitare il licenziamento dei lavoratori di Roma Multiservizi”. E’ quanto dichiara in una nota Andrea De Priamo, capogruppo di Fdi in Campidoglio. 





Durigon (Lega): “Sullo sblocco delle opere, Astorre la pensa come noi”

 

 “Bene Bruno Astorre che indica il ‘modello Genova’ per lo sblocco delle opere pubbliche. È la proposta lanciata una settimana fa dalla Lega per la realizzazione della Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone che necessitano a questo punto di un commissario straordinario, con la speranza che non diventi la normalità nella Pubblica amministrazione salvaguardando la concorrenza e l’economia di mercato”. Così in una nota il deputato della Lega Claudio Durigon, coordinatore di Roma e provincia del partito.

 





Astorre (Pd): chiede di far ripartire opere pubbliche a zero burocrazia

“La storia e i piu’ autorevoli economisti ci insegnano che nei momenti di crisi soltanto gli investimenti in opere pubbliche strategiche fanno ripartire l’economia e salvano il lavoro e le medio piccole sostengono i territori”. Cosi in un post su facebook segretario del Pd Lazio Bruno Astorre membro della commissione Lavori Pubblici del Senato. “Il Paese deve ripartire dalle opere pubbliche che facciano poi da locomotiva a tutto il resto. Questo dobbiamo fare mettendo al primo posto semplicita’ e sburocratizzazione assoluta. Capisaldo i controlli antimafia per tutte le opere, il modello di riferimento deve essere il Ponte di Genova in cui l’adozione del Commissario e la sinergia delle istituzioni ad ogni livello ha portato a risultati positivi per la citta’ , la Liguria e il sistema Paese. Questo – conclude Astorre – puo’ avvenire anche per le opere strategiche nel Lazio che e’ la seconda Regione per Pil e che deve riaccendere i motori e dotarsi di una mobilita’ piu’ ampia e moderna per Roma le nostre province e il sistema di collegamenti del Centro Italia”.





Il Codici vuole la verità sulle morti nella Rsa Bellosguardo

 

L’associazione Codici ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia con cui si chiede di fare chiarezza su quanto sta avvenendo nella Rsa Bellosguardo, alla luce dei contagi e dei decessi per Covid-19. “Riteniamo necessario – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – accertare se nella struttura sono stati rispettati i protocolli e le convenzioni per la cura delle infezioni da virus Covid-19, se la Rsa era dotata di un efficace ed efficiente sistema di Risk Management, se la figura del Risk Manager è stata affidata a professionisti che non potevano entrare in conflitto con incarichi già rivestiti nell’ambito della struttura o del gruppo di appartenenza, se i competenti Servizi Asl hanno ricevuto il Piano per la Gestione del Rischio Clinico da parte della struttura, se la Documentazione Valutazione Rischi è stata aggiornata nella parte che riguarda il rischio biologico ed infine quali provvedimenti consequenziali hanno adottato Rspp, Rla e Medico Competente. Abbiamo chiesto inoltre alla Procura di acquisire le cartelle cliniche delle persone decedute per accertare le patologie di cui erano affette e le cure apprestate per il Covid-19. Bisogna fare luce su quanto accaduto ed invitiamo i familiari degli anziani ospiti della Rsa Bellosguardo a contattarci, siamo pronti a fornire il nostro supporto legale affinché venga fatta chiarezza”. È possibile rivolgersi all’associazione Codici inviando una email a segreteria.sportello@codici.org.





L’Ospedale Israelitico non ricorrerà al Fis per i suoi dipendenti

 

 

L’Ospedale Israelitico di Roma comunica che, “in coerenza con i nuovi provvedimenti di sostegno alle strutture sanitarie adottati dalla Regione Lazio, è stata assunta la decisione di rinunciare all’avvalimento del Fondo di Integrazione Salariale per i dipendenti dell’Ospedale pur rimasti inattivi o sottoutilizzati (e comunque non reimpiegabili in altri Servizi) a seguito della sospensione di molte attività sanitarie ed amministrative in conseguenza dell’emergenza sanitaria nazionale. Si comunica inoltre che dall’inizio della crisi del Covid-19 l’Ospedale Israelitico di Roma non ha mai fruito del FIS per alcun dipendente, contrariamente a quanto alcune organizzazioni sindacali avevano precedentemente comunicato. 

“In sede di esame congiunto davanti alle OO.SS., quando ancora non erano definite le decisioni che le istituzioni hanno oggi assunto – dichiara il Direttore Generale dell’Ospedale Israelitico, Giovanni Naccarato – avevamo già dichiarato che l’Ospedale non avrebbe usufruito del Fondo Integrazione Salariale qualora il SSR avesse introdotto strumenti a sostegno delle strutture sanitarie accreditate. A fronte della linearità e conseguenzialità delle condotte dell’Ospedale, che si è costantemente mosso con l’intento di arginare le ricadute sociali ed economiche dell’attuale situazione di crisi, nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali, il cui approccio era inizialmente apparso altrettanto responsabile, hanno dato mostra di un evidente quanto inspiegabile cambio di atteggiamento ed hanno rilasciato alcune dichiarazioni a mezzo stampa gravemente denigratorie verso l’operato dell’Ospedale, lesive dell’immagine dello stesso ed irrispettose, nella pesante scompostezza dei toni, del duro lavoro del personale impegnato a fronteggiare l’emergenza Covid-19. Si è persa ancora una volta l’occasione per avviare un autentico impegno congiunto in un clima di collaborazione. Auspichiamo comunque che il corretto, conseguente e trasparente agire dell’Ospedale, induca i responsabili delle dichiarazioni rilasciate dalle sigle sindacali di categoria, a rivedere i propri avventati e strumentali giudizi, ma soprattutto, a comprendere che il percorso di supporto ai lavoratori non può prescindere da un sano e leale confronto tra le parti, approccio che – purtroppo – nel caso di specie, solo l’Ospedale ha rispettato”.





Il San Raffaele precisa: "Piena collaborazione con la Regione, rispettate le norme"

Il Gruppo San Raffaele, in una nota “rinnova la piena collaborazione alla Regione Lazio anche se resta perplesso sulla modalità di comunicazione, che avviene preventivamente a mezzo stampa. Intanto desidera ringraziare i 3mila operatori che tutti i giorni sono in prima linea con abnegazione e sacrificio, il cui lavoro viene costantemente screditato da notizie spesso prive di fondamento e che innescano una campagna pesantemente denigratoria nei confronti degli operatori della sanità accreditata, che da anni garantisce assistenza sanitaria e livelli qualitativi di eccellenza in settori che sono quasi totalmente scoperti dal Servizio sanitario Pubblico. Altresì, viste le continue pressioni che riceve anche in tarda serata, le decine di ispettori inviate presso le case di cura gestite, rimane fermo nella propria posizione oggetto di numerose note formali che rispondono puntualmente a quanto chiesto dalla Regione. Di fatto non si comprende la discriminante di giudizio applicata alla gestione dell’emergenza da parte di un Gruppo privato accreditato, come il nostro rispetto, a strutture pubbliche e private in cui ugualmente sono stati riscontrati casi anche numerosi di covid. Ribadisce infine che il San Raffaele ha rispettato tutte le norme regionali e nazionali, e tutte le indicazioni impartite dalla ASL collaborando sempre in maniera costruttiva e istituzionale”.





I balneari del Lazio e la voglia di riaprire tra mille dubbi. Audizione in Regione Lazio

Si tornerà in spiaggia o no questa estate e come, e quale il futuro dei balneari nel Lazio. Se ne e’ parlato oggi in videoaudizione in consiglio regionale in videoaudizione congiunta in commissione Pisana Turismo e Sviluppo economico, presieduta da Marietta Tidei e Pasquale Ciacciarelli, un incontro con le associazioni rapppresentanti del comparto balneari del Lazio, per affrontare gli effetti dell’emergenza Covid-19 sull’intero comparto e le relative iniziative per la riapertura delle attività. 

“Sarebbe il caso che gli stabilimenti balneari, proprio per le loro caratteristiche specifiche, fossero i primi a riaprire” è stata la richiesta di Maurizio Criscuolo di Cna Balneari Lazio. “Ci preoccupiamo di librerie e dei negozi per bambini ma lo stabilimento balneare e’ il posto più salubre dove mandare le persone una volta che  finito il lockdown:  lo dice il professor Rezza, non io. Il vero problema è negli spazi chiusi non in quelli aperti. La diluizione del virus è  massima in mare e sulla spiaggia, perchè la ventilazione lungo le coste è superiore rispetto ad esempio a quella di una piazza”. Poi ha aggiunto “semmai il problema è nel distanziamento sociale. Si è parlato di plexiglass, giunco, il problema è , invece,  di altra natura, non stiamo parlando del distanziamento sociale degli ombrelloni ma delle persone. I problemi sono su come raggiungere gli ombrelloni e dovremmo capire quali sono i percorsi per raggiungere bar, docce o le postazioni dei clienti”. Per Criscuolo i balneari  hanno chiuso a settembre 2019,  e se questa stagione non avesse esito, tutto il settore si troverebbe nella situazione di fare nuovamente attività nella primavera del 2021, quindi per gli stabilimenti si avrebbe un lockdown di due anni . “Abbiamo bisogno di certezze conclude Criscuolo –  sono 10 anni che siamo in vertenza,  occorre una posizione chiara, la legge 145 del 2018 prevede la concessione al 2033. Ogni regione ha interpretato a modo suo”.  A fargli eco Marco Maurelli, Federbalneari Lazio  che chiede un’ ordinanza regionale condivisa con le associazion di categoria che con i comuni, perchè poi saranno i comuni che interveranno sulla gestione della sanificazione delle spiagge, e sulla gestione delle spiagge libere. 





25 aprile, ecco i festeggiamenti di Roma Capitale per la Festa della Liberazione

 

Roma Capitale celebra il 75° anniversario della Liberazione d’Italia. Già questo venerdì, la Sindaca di Roma Virginia Raggi ha partecipato, con la Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, a un momento di raccoglimento a Piramide: l’appuntamento è stato anticipato per rispettare l’osservanza della festa ebraica dello Shabbat. Sabato 25 aprile la Sindaca interverrà a una cerimonia a Porta San Paolo con il Presidente dell’ANPI di Roma Fabrizio De Sanctis. Tutti gli eventi saranno organizzati nel rispetto delle disposizioni emanate dal Governo per lo svolgimento delle celebrazioni. La ricorrenza viene festeggiata con una programmazione giornaliera speciale de #laculturaincasa. Saranno molti gli appuntamenti digital promossi da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale insieme alle istituzioni culturali cittadine che, sin dal mattino, potranno essere seguiti su @culturaaroma (Facebook, Instagram, Twitter), seguendo gli hashtag #Romaperil25aprile, #laculturaincasa #iorestoacasa. L’Istituzione Biblioteche di Roma celebrerà la ricorrenza con un pellegrinaggio laico e digitale con testimonianze originali, voci, documenti d’archivio sui fatti di quei giorni. La pagina Facebook della Casa delle Memoria e della Storia, in particolare, proporrà contenuti culturali e materiali d’archivio di grande valore storico-documentario, tra cui il ciclo Io C’ero: sei interviste raccolte e conservate da Mediateca Roma a Micol Fontana, Mario Monicelli, Marisa Cinciari Rodano, Mario Verdone, Rosario Bentivegna e Giuliano Vassalli. A queste voci si aggiungeranno testimonianze dei rappresentanti delle associazioni che operano nella Casa della Memoria e della Storia: ANED, ANEI, ANPC, ANPI, ANPPIA, FIAP, IRSIFAR e Circolo Gianni Bosio; oltre a quelle di importanti personalità storiche, di testimoni diretti e indiretti di quei giorni, di uomini e donne che all’impegno a favore delle libertà democratiche hanno dedicato l’intera esistenza. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile luci tricolori illumineranno la Casa della Memoria e della Storia, “accendendo” la Festa e i riflettori sul luogo simbolo della Memoria in città. La luce proiettata, simbolo di fermento e unità, sarà accompagnata dai bellissimi versi di Calvino scritti per il canto Oltre il ponte, qui nella versione di Sara Modigliani. Un inno al coraggio e alla resistenza. Così come simbolico è l’inno per eccellenza della Resistenza, Bella ciao, che risuonerà lungo l’intera giornata sui canali social della Fondazione Musica per Roma. Il 25 aprile sarà così possibile prendere parte a una vera e proprio maratona di video Mimmo Locasciulli, Peppe Voltarelli, Canio Loguercio, Mauro Ottolini, Uri Caine, Petra Magoni, Paolo Fresu, Gabriele Coen, Javier Girotto, Martux and special guest Danilo Rea, Cristina Zavalloni, Paolo Damiani, Daniele Roccato, Ernesto Bassignano, Stefano Saletti, Lucilla Galeazzi e Kay McCarthy. Da non perdere l’esecuzione corale di Bella ciao cantata da Petra Magoni accompagnata da un esemble composto dai migliori musicisti della scena jazz italiana: Francesco Bearzatti al sassofono tenore, Fabrizio Bosso alla tromba, Roberto Cecchetto alla chitarra, Mirko Cisilino alla tromba, Zeno De Rossi alla batteria, Giovanni Falzone alla tromba, Danilo Gallo al basso elettrico, Giovanni Guidi al pianoforte, Mauro Ottolini al trombone, Joe Rehmer al contrabbasso. L’ideazione di questo progetto d’ensemble è di Francesco Bearzatti, Giovanni Guidi e Roberto Cecchetto, al quale si deve anche la realizzazione e il montaggio del video. Per #IoRestoaCasa del Jazz protagonisti la voce suadente di Maria Pia De Vito e il pianoforte di Greg Burk, il musicista originario del Michigan ormai italiano d’adozione. La mattina del 25 si entrerà nel vivo della programmazione con il direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti che, nella sua rubrica La cineteca del direttore, inaugurerà le celebrazioni proponendoci una serie di riflessioni sul cinema e la Liberazione nello speciale Verso il 25 aprile, la festa che non c’è. Si attraverseranno film e registi che hanno fatto la storia del nostro cinema e non solo: da C’eravamo tanto amati, di Ettore Scola a Paisà di Roberto Rossellini, da Mussolini ultimo atto, di Carlo Lizzani a Una vita difficile, di Dino Risi. Un viaggio cinematografico che proseguirà durante l’intera giornata con l’intervista, sempre pubblicata da Casa del Cinema (ore 12.30), dal titolo 25 aprile 1945, il grande rimosso del cinema italiano, realizzata al giornalista e critico Alberto Crespi e andata in onda su Rai News Cultura, e con la programmazione di Fondazione Cinema per Roma, che sui canali social @romacinemafest e @romacityfest, festeggerà la Liberazione con immagini de La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani e Paisà di Roberto Rossellini. Alle 11.00 sarà il volto e la voce di Ascanio Celestini a tenere banco nella video-intervista d’archivio di Romaeuropa, riproposta in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Il video, intervallato da frammenti di spettacolo e commenti dell’attore, è stato realizzato in occasione della presentazione di Pueblo (REf17), secondo spettacolo di una trilogia inaugurata a Romaeuropa Festival nel 2015 e incentrato sulla storia di Valentina, giovane cassiera che sogna di essere regina di un reame popolato dalle storie feroci e poetiche di altrettanti personaggi disillusi e traditi dalla vita. Ascanio Celestini che ritroveremo anche in serata con un altro appuntamento da non perdere sui canali social del Teatro di Roma. Alle ore 21.00 #TdrOnline ribadirà, anche a distanza, l’importanza del ruolo del palcoscenico come luogo di incontro e libertà grazie all’incontro tra Celestini e Giorgio Barberio Corsetti che dialogheranno sulla realtà e sulla memoria, intrecciando voci ed esperienze individuali. Sempre alle 11.00, tornerà anche la grande musica con le note musicali dei Canti di Prigionia di Dallapiccola eseguiti da Orchestra e Coro di Santa Cecilia diretti da Markevitch nel 1954. I canali web dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia proporranno questa storica registrazione per sottolineare il valore simbolico di uno dei più alti esempi di musica di protesta che sia mai stata composta. I Canti, infatti, furono scritti dal compositore tra il 1938 e il 1941 come momento di liberazione personale e atto di indignazione nei confronti della decisione di Mussolini di promuovere la campagna antisemita. Alle 12.00, invece, la staffetta musicale porterà gli utenti direttamente sui canali social e sul canale You Tube del Teatro dell’Opera di Roma, dove verrà lanciato un video realizzato appositamente per questa occasione dai ragazzi della Cantoria del Teatro dell’Opera, la nuova compagine giovanile diretta dal maestro Roberto Gabbiani e istituita per offrire un percorso di alto perfezionamento artistico e musicale a cantori di età compresa tra i 16 ed i 25 anni. Con i colori del tricolore i giovani artisti eseguiranno, ognuno dalla propria casa, Il canto degli Italiani. Sempre alle 12.00 sarà #TdrOnline, sui canali social del Teatro di Roma a dare il via alle proprie celebrazioni con la poesia partecipata e condivisa dell’Atelier, condotto da Azzurra D’Agostino, restituzione finale del laboratorio di lettura e scrittura poetica intorno ai temi dell’abitare e della relazione del paesaggio in cui si vive. Anche la Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali, parteciperà alle celebrazioni del 25 aprile dividendosi tra un messaggio di “ricordo” affidato ad un post storico archeologico interamente dedicato a Porta San Paolo, monumento che fu teatro di una importante battaglia durante la Resistenza, e la pubblicazione di un video registrato durante una conversazione con Dacia Maraini intitolata Intervista sulla pace, andata in scena l’11 novembre 2017 al Museo dell’Ara Pacis, nell’ambito dell’iniziativa Incontri con gli scrittori. L’incontro, curato da Lorenzo Pavolini, si inseriva all’interno di MIX – Incontriamoci al museo, progetto promosso da Roma Capitale e finanziato dalla Regione Lazio. Un messaggio forte arriverà anche dal Palazzo delle Esposizioni, che celebra la Festa della Liberazione con la foto vincitrice del World Press Photo 2020, il prestigioso concorso internazionale di fotogiornalismo che premia ogni anno i migliori professionisti del settore. Lo scatto vincitore della foto dell’anno dell’edizione 2020 è quello di Yasuyoshi Chiba  con lo scatto Straight Voice, che ritrae un giovane che, illuminato dai telefoni cellulari dei suoi compagni, recita poesie nel corso di una manifestazione di protesta che reclama un governo democratico per il Sudan, durante un blackout a Khartum, il 19 giugno 2019. Anche per il 25 aprile torna MPI – THE ESSENTIAL QUARANTINE PLAYLIST con una nuova speciale playlist della sua serie sul canale Spotify MACRO MUSEUM. Per l’occasione proporrà un percorso sonoro e un momento di ascolto creando inedite associazioni ed evocazioni attorno al tema della Liberazione e della Resistenza, interpretati da autori e artisti diversi. Così come è confermato l’appuntamento con Radio India e le sue rubriche, in streaming dalle 17 alle 20 su www.spreaker.com e in podcast anche su spotify e sui canali social del TdR. In questa occasione si parlerà di idee di militanza, partecipazione, resistenza con 4’33’’ di Muta Imago, Tutt*nell*stess*cas* di Matteo Angius e Riccardo Festa e la striscia giornaliera SUPERORGANISMO di Industria Indipendente. Alle 18.00 tornerà protagonista la musica, sui canali digital di Santa Cecilia, con la riproposizione di una doppia sinfonia – di Mozart e di Mahler – diretta dal maestro Manfred Honeck e il Webinar con Antonio Pappano, un appuntamento virtuale e musicale con il Maestro in cui la Vicepresidente dell’Università Luiss Guido Carli Paola Severino e il Presidente dell’Accademia di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro dialogheranno con Antonio Pappano sul ruolo che la musica può assumere come fonte di forza e energia creativa in momenti drammatici e inediti come quello che stiamo vivendo (sui social delle due istituzioni). Su @culturaaroma (Facebook, Instagram, Twitter) tutti gli aggiornamenti con gli hashtag #Romaperil25aprile #laculturaincasa #iorestoacasa.





Trump-Fauci, nuove scintille. Il Presidente: “Non sono d’accordo sui test insufficienti”. Poi va oltre ogni limite: “Iniezioni di disinfettante contro il virus”

Il presidente degli Stati Uniti Trump, nel corso della conferenza stampa quotidiana sulla pandemia di Covid-19 alla Casa bianca, ha dichiarato che si è vicini alla produzione di un vaccino contro il coronavirus e ha sostenuto di non essere d’accordo con la valutazione del famoso epidemiologo Anthony Fauci, punta di diamante della sua task force sanitaria, secondo cui gli Stati Uniti non sono al punto giusto, in termini di test effettuati, per cominciare a pensare a una riapertura su larga scala delle attività economiche nel Paese.  Secondo Fauci il numero di tamponi completato ogni giorno negli Stati Uniti è aumentato nelle ultime settimane ma gli esperti sostengono che non è ancora sufficiente per poter allentare la pressione in vista di una ripartenza delle attività.  Alcuni governatori, infatti, hanno fatto sapere che in molti stati mancano tamponi e reagenti e questo impedisce di procedere speditamente nell’accertare le condizioni di salute degli americani.  Fauci in un’intervista al Time aveva auspicato di incrementare in modo significativo il numero di tamponi ma Trump ha detto di non essere d’accordo. “Penso che stiamo facendo un ottimo lavoro sui test” e ancora “ogni giorno s’impara qualcosa di più su questo nemico” ha ribadito, ripetendo che “gli Stati Uniti ha testato più persone per il coronavirus di qualsiasi altro Paese”. Il presidente ha poi annunciato che potrebbe estendere le linee guida sul distanziamento sociale in Usa fino all’inizio dell’estate o anche oltre.  Sarà una questione di buon senso ma “fino a quando non ci si sentirà sufficientemente al sicuro, le norme verranno mantenuta”. 

Le linee guida americane su come affrontare la pandemia erano state emesse una prima volta con durata fino a metà marzo e poi estese fino alla fine di aprile. Ora si va oltre, anche se non sono legalmente vincolanti per i singoli stati. Alcuni, infatti, hanno implementato le “proprie” regole con restrizioni ancora più severe, soprattutto su attività di gruppo o mangiare al ristorante. Altri, invece, almeno 16 ha ricordato il vicepresidente Mike Pence, hanno allentato la pressione sui cittadini con “piani di riapertura” per revocare le restrizioni relative al coronavirus. Poi va oltre ogni limite e propone di utilizzare la luce solare, i raggi ultravioletti o addirittura il disinfettante iniettato nel corpo per uccidere il coronavirus.  L’indicazione scatena subito una pioggia di polemiche con molti esperti che definiscono "irresponsabile e pericoloso" il suggerimento di Trump perché potrebbe spingere qualcuno a provare a iniettarsi il disinfettante in casa per conto proprio.





Ucoii: più di 500mila euro donati dalle comunità islamiche

 

 

“Le comunità islamiche italiane, mosse da un forte senso di solidarietà e impegno civico, hanno raccolto più di 500mila euro, devolvendo la somma a ospedali, Protezione Civile, Comuni e Associazioni di volontariato”. Lo ha dichiarato Yassine Lafram, Presidente dell’UCOII, l’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia. 

Appena è cominciata l’emergenza Covid-19 – ha scritto l’Ucoii in una nota – le comunità islamiche si sono mosse per raccogliere tra i fedeli ciò che questi potevano donare, non disponendo dell’8×1000 per contribuire in autonomia, per dare un supporto concreto alle realtà coinvolte nella gestione della pandemia e al territorio in cui vivono e di cui si sentono parte integrante. 

Non è la prima volta che le comunità islamiche si sono impegnate a dare un contributo importante sul proprio territorio: già nel mese scorso il Presidente dell’UCOII aveva esortato i musulmani a donare sangue, per rispondere all’appello urgente dell’AVIS promosso con l’hashtag #EscoSoloPerDonare. E recentemente le comunità islamiche hanno donato migliaia di mascherine ai Comuni di appartenenza e alle Associazioni di volontariato locali, per far fronte a questa emergenza, e pacchi alimentari alle famiglie più bisognose che con la situazione attuale incontrano maggiori difficoltà economiche. 

Lafram ha ribadito che l’aiuto di ciascuno può fare la differenza in questa sfida che il paese è chiamato ad affrontare, con solidarietà e responsabilità da parte dei cittadini di qualsiasi fede e rinnovato i ringraziamenti a queste comunità che si sono rivelate fondamentali e solidali.





Fiavet Lazio: Ministero del Turismo subito. Il MIBACT guarda solo alla cultura e allo spettacolo

Fiavet Lazio: Ministero del Turismo subito. Il MIBACT guarda solo alla cultura e allo spettacolo

 

“Una cosa è certa: superato questo momento (se mai si riuscirà), il primo obiettivo di tutte le categorie direttamente o indirettamente coinvolte, dovrà essere quello di puntare a cambiare l’attuale paradigma, puntando su una governance unitaria che guardi al ripristino nell’ordinamento statale di un Ministero del Turismo autonomo, con un proprio portafoglio, rappresentativo di tutte le istanze che pervengono da chi questo settore lo vive quotidianamente”. A dichiararlo è il Presidente di Fiavet Lazio, Ernesto Mazzi, dopo aver ascoltato nei giorni scorsi l’audizione in Parlamento del Ministro Dario Franceschini il quale, prima si adira contro le opposizioni che chiedevano un decreto ad hoc per il turismo, rispondendo che “le risposte non le dò con le interviste, le dichiarazioni e le promesse, ma con le norme e le risorse”, e poi annuncia una serie di misure/proposte per la cultura e il terzo settore quali, ad esempio il Fondo Unico per lo Spettacolo e una tax credit erogata integralmente anche senza rispettare i parametri previsti (tipo numero serate…..); proposte per il settore del libro e dei musei; misure straordinarie di 130 milioni di euro per il cinema e lo spettacolo; un provvedimento già firmato per un fondo di  20 milioni di euro per la danza, la musica, i circhi e i festival esclusi dal FUS ed un altro, da firmare, per 13 milioni di euro per diritto autore, per musicisti, artisti sotto un certo reddito. In pratica ha nominato tutte quelle professioni coinvolte nelle attività di cultura e spettacolo, ma neppure una per le categorie e le attività direttamente connesse al settore del turismo. Mi chiedo: possiamo continuare a farci rappresentare da un Ministro/Dicastero che vede il nostro settore, capace di generare il 13% del Pil nazionale (12% del Lazio) ed occupare 4,2 milioni di addetti, da chi sostiene (queste le sue parole) che “lo stato di crisi di un settore è uno strumento che si utilizza quando un settore va in crisi in una situazione di ordinarietà. In questo caso tutta l’Italia è in stato di crisi e le misure che stiamo adottando sono tutte in deroga perché siamo in uno stato di emergenza generale. Alle imprese del settore turismo non interessa né la dichiarazione simbolica dello stato di crisi né il decreto del turismo ad hoc. Gli interessano le norme, le risorse e il modo di agevolare concretamente le loro difficoltà”.

“Caro Ministro, aggiunge Mazzi, è quello che stiamo aspettando da quasi due mesi, senza che nessuno ci dia delle risposte certe. E’ stato annunciato il via libera ai voucher, con i quali rimborsare sia i viaggiatori sia i vettori o gli alberghi, tutelando tutta la filiera e, nel decreto Cura Italia, è stata estesa la cassa integrazione in deroga agli operatori del turismo,ma di tutto questo non abbiamo visto ancora nulla. Più volte è stato rappresentato che per aiutare le aziende tangibilmente, basterebbe restituire quanto anticipato dagli operatori per la biglietteria museale statale, ma ci è stato risposto che se si facesse questo si incorerebbe in un danno erariale. Ma allora, ci spieghi, On. Ministro, perché se questo lo fa un privato diventa appropriazione indebita ed illecito arricchimento? La verità è una: ancora una volta siamo di fronte ad una situazione che se non fosse tragica, sarebbe paradossale. Ma ancora più grave è constatare come, in un momento di estremo bisogno, non si riesca a tutelare neppure uno dei comparti vitali dell’economia nazionale. Probabilmente non si tratta soltanto di cattiva volontà, quanto piuttosto di incompetenza”.  





I numeri dell’Oms: “La metà dei morti da Covid nelle strutture di lungodegenza”

“Rispetto al quadro molto preoccupante delle strutture di lunga degenza nella regione europea e a livello globale, emerso nelle ultime settimane” in cui si concentra “la metà dei decessi per coronavirus” si tratta di “una tragedia umana inimmaginabile” e bisogna “cambiare la gestione” di queste strutture. Lo ha detto il direttore regionale per l’Europa dell’Oms Hans Kluge nel suo briefing di oggi.





M5S, rinviata l’elezione del capo politico a fine emergenza Covid

M5s rinvia l’elezione del capo politico a quando si supererà l’emergenza Covid e "necessariamente entro la fine dell’anno". E’ quanto si legge in un post sul blog delle Stelle. "Il Comitato di garanzia ha ritenuto opportuno rinviare le elezioni del nuovo capo politico ad un momento successivo e su questo ha richiesto una interpretazione autentica al garante del MoVimento, Beppe Grillo, il quale ha ribadito che non solo è ammissibile, ma indispensabile, che si attenda la normalizzazione della situazione" prima di decidere il nuovo capo.





Appello della Meloni al M5S: “Votate con noi contro il Mes”

 

"Tutto ci spinge verso l’attivazione del Fondo salva Stati, è una trappola per topi. L’Europa dall’inizio di questa pandemia sta facendo di tutto per spingerci in un angolo". Lo ha affermato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, intervenendo alla Camera. "Il Consiglio europeo - ha lamentato Meloni - ha deciso sì al Mes, no agli eurobond. Il Fondo salva Stati è una trappola per topi anche nella sua versione cosiddetta light, perché i prestiti hanno sempre delle condizioni e infatti il direttore del Fondo salva Stati, qualche giorno fa, ci ha chiarito senza mezzi termini che le condizioni light valgono fino alla fine dell’emergenza e che per loro l’emergenza finisce tra un anno. Pensiamo di restituire 36 miliardi di euro in un anno?".   "Abbiamo presentato un ordine del giorno sul quale non c’è possibilità di giocare - ha scandito - o sì o no, l’Italia non attivi in nessun caso il Fondo salva stati. Vorrei che lo decidesse questo Parlamento"."Sono disponibile - ha aggiunto - a ritirare la mia firma a questo ordine del giorno, sono disponibile a far sì che la prima firma sia di un collega del Movimento 5 stelle: dovreste votare compatti insieme a noi, perché c’è un momento in cui la storia chiama, molti di voi si sono candidati perché volevano fare la differenza, perché volevano fare la storia, perché volevano salvare l’Italia. Questo è il momento in cui potete farlo, perché c’è un giorno in cui veniamo messi di fronte ad un bivio e dobbiamo decidere con la nostra coscienza da parte che vogliamo stare. Noi - ha concluso Meloni - staremo dalla parte di chi non vuole svendere l’Italia, speriamo che stiate con noi".





Salvini: “Approvato il Mes, da Conte solo fake news”

 

 

“Approvato il MES, una drammatica ipoteca sul futuro dell’Italia e dei nostri figli. Di tutto il resto, come il Recovery Fund, si parlerà solo più avanti, ma già si delinea una dipendenza perenne da Berlino e Bruxelles”. Così su facebook Matteo Salvini, leader della Lega ha commentato le decisioni del Consiglio europeo.

“Sconfitta, fallimento, disfatta, oltretutto – ha aggiunto – avendo impedito al Parlamento di votare, violando la legge. Le promesse del governo di non usare il MES? Gli impegni, gli attacchi, le promesse di Conte? Erano solo FAKE NEWS. Ladri.

Ladri di Futuro, di Democrazia, di Libertà. Noi ci siamo e non ci arrendiamo, viva l’Italia libera e sovrana!”.





Conte: “Ok al recovery fund, tappa importante nella storia dell’Ue”

“E’ stata una tappa importante della storia europea, tutti e 27 i paesi hanno accettato di introdurre per reagire alla crisi sanitaria economica e sociale uno strumento innovativo, il recovery fund, un fondo con titoli europei”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un video su Facebook al termine del Consiglio europeo.

“E’ passato il principio che questo strumento e urgente e necessario – ha aggiunto -. L’Italia era in prima fila a chiederlo e la nostra iniziativa con la lettera di alcuni paesi è stata molto importante. Era uno strumento impensabile sino adesso e si aggiungerà a quelli già messi in campo. Renderà la risposta europea più solida coordinata ed efficace”.





Speranza (Salute): “La curva dei contagi si è piegata. Guardiamo con fiducia al futuro, ma con cautela”

"La curva si è piegata, possiamo guardare con fiducia al futuro, ma con cautela - ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso dell’inaugurazione dell’Edificio Alto Isolamento dell’Istituto Spallanzani di Roma -. Ci sono le condizioni per programmare il domani ma con i piedi ben piantati nell’oggi. Il virus circola ancora nel nostro territorio, guai a pensare che la battaglia sia vinta. Abbiamo creato le condizioni ma adesso prudenza e gradualità massima, siamo davanti a un nemico difficile". 

"Dalle curve del contagio si vede oggi una situazione diversa rispetto alle settimane precedenti: questo grazie alle misure drastiche che abbiamo adottato ma anche grazie agli italiani che sono stati all’altezza della sfida drammatica", ha detto ancora Speranzai Roma. "Ci siamo trovati tutti di fronte a un fatto epocale che sarà ricordato sui libri di storia - ha detto ancora - Uno tsunami che ha sconvolto le vite di ciascuno di noi. Lo Stato, le istituzioni, le regioni hanno risposto con forza e determinazione a questa onda anomala entrata nelle nostre vite. In poco tempo le Regioni, le comunità, i presidi sanitari hanno messo in campo una sfida nuova".

"Le istituzioni ci sono: qui c’è stata una Regione all’altezza, che ha affrontato con coraggio una sfida tremenda, una Regione dove c’è la Capitale: ne va dato merito al presidente Zingaretti e all’assessore D’Amato".





Regione Lazio e Abi trovano l’accordo sull’anticipo della Cig

Nuovo passo avanti nello spirito di collaborazione tra l’Abi Lazio e la Regione Lazio “per un’efficace gestione delle domande di anticipazione dei trattamenti di cassa integrazione in deroga” per l’emergenza coronavirus. Abi Lazio e Regione Lazio “hanno stabilito di agevolare gli istituti bancari e finanziari presenti sul territorio per verificare, in relazione a ogni richiesta di anticipazione dei trattamenti di cassa integrazione in deroga, che il datore di lavoro abbia correttamente inoltrato la domanda di Cigd, la Regione abbia approvato la domanda, nei limiti dei finanziamenti disponibili, e il lavoratore sia destinatario dell’intervento di Cigd”.  La convenzione nazionale, spiega l’associazione bancaria, “è già operativa e quasi il 94% (in termini di totale attivo) delle banche in Italia ha aderito. Al verbale di accordo con la Regione Lazio è stato allegato un elenco con gli istituti bancari e finanziari sul territorio che già applicano la convenzione”. In questo modo “il lavoratore potrà consultare il sito dell’istituto prescelto per conoscere le modalità operative (online o telefono e dopo appuntamento) per chiedere, presentando la documentazione prevista, l’anticipazione sociale al fine di consentire tempestivamente la relativa erogazione”.





Lascia le patrie galere per malattia il boss della Camorra Pasquale Zagaria

Il Tribunale di Sorveglianza di Sassari ha disposto la scarcerazione di Pasquale Zagaria, recluso al 41 bis, fratello del superboss Michele Zagaria, in quanto le strutture sanitarie dell’isola non avrebbero potuto garantirgli la prosecuzione dell’iter terapeutico per una grave patologia da cui è affetto. Negati invece al capomafia Nitto Santapaola i domiciliari in quanto le limitazioni dovute al regime di 41bis "lo proteggono dal rischio di contagio".   





Senza Covid-19 il Pil sarebbe in terreno positivo

“Se non si fosse materializzato il cigno nero della crisi epidemica, l’economia italiana avrebbe potuto registrare un ritmo di crescita in graduale miglioramento nell’anno in corso. Tale ripresa avrebbe condotto ad una modesta espansione nel primo trimestre dell’anno, rendendo raggiungibile la previsione di crescita annua dello 0,6 per cento formulata nella Nadef di settembre 2019”. E’ quanto si legge nella bozza di entrata del Def approvato oggi dal Consiglio dei ministri.




Brusaferro (Iss): “Un passo alla volta. Senza cautele il virus può risalire in due settimane”

“La situazione epidemiologica e’ nettamente migliorata, ma c’e’ una circolazione del virus che continua e di cui tener conto. Ci vuole cautela nelle misure di riapertura. Il contagio si sta fermando, ma la battaglia con il Coronavirus non e’ ancora vinta”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante la  consueta conferenza stampa odierna sull’analisi dell’andamento epidemiologico e sull’aggiornamento tecnico-scientifico del Covid-19. “Facciamo un passo alla volta: senza cautela l’R0 puo’ risalire in due settimane, anche meno”, ha teso a precisare Brusaferro, nel corso della conferenza stampa odierna. “Il fatto di avere dei dati positivi non vuol dire abbassare la guardia- ha proseguito- ci deve essere grande cautela. In poco tempo bisogna verificare che non riparta la curva. Si puo’ rapidamente intervenire se c’e’ una diffusione focalizzata, piu’ difficile con una diffusione ampia”.

 





Covid-19, in calo le persone decedute (420), calano anche contagiati e malati

E’ in calo il numero giornaliero delle persone decedute a seguito di contagio da coronavirus, 420 nelle ultime 24 ore contro i 464 registrati ieri. Ciò porta a 25.969 i morti dall’inizio dell’emergenza. Così la Protezione Civile nel punto stampa quotidiano. Per quanto riguarda i contagiati, attualmente sono 106.527, 321 in meno rispetto a quelli registrati ieri, calano ancora i degenti, 803 in meno rispetto a ieri, per un numero complessivo pari a 22.068 ricoverati, mentre le persone per le quali è stata dichiarata la guarigione sono 60.498, di cui 2.922 nelle ultime 24 ore, in leggero calo rispetto ai 3.033 di ieri. Complessivamente, gli italiani contagiati dal virus sono 192.994, in aumento di 3.021 casi nelle ultime 24 ore.





Super-manovra da 150 miliardi per arginare gli effetti economici devastanti del Coronavirus

 

Una maximanovra per fronteggiare l’emergenza coronavirus che muoverà circa 150 miliardi. E’ l’ipotesi allo studio del governo per il nuovo decreto di aprile. L’intervento conterà su 55 miliardi di deficit e su una serie di stanziamenti che non incidono sull’indebitamento. Tra le misure circa 12 miliardi che serviranno per i pagamenti dei debiti della P.a. e 30 miliardi a copertura delle garanzie sulla liquidità.