Di Berardino (Regione Lazio): "Con lockdown calo incidenti sul lavoro"

 

Nel Lazio nel trimestre gennaio-marzo 2020 ci sono state 8.863 denunce di infortunio (in calo del 17 per cento rispetto al 2019 che nello stesso periodo ha registrato 10.735 infortuni), 7 incidenti mortali (con un calo del 68 per cento rispetto al 2019 che nello stesso periodo ha registrato 22 morti) e 952 denunce di malattia professionale (con un calo del 17 per cento rispetto al 2019 con 1.151 denunce). Sono i dati diffusi dall’assessore regionale del Lazio al Lavoro, Claudio Di Berardino, nel corso della videoconferenza, gli “Stati generali sulla salute e sicurezza nel Lazio”. Poi con lo stop dovuto al coronavirus, a seguito della riduzione delle attività “abbiamo avuto un abbassamento degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali. L’unico settore in cui invece sono cresciuti è quello socio-sanitario”.





Fiavet Lazio: sempre più intensa l’attività istituzionale dell’Associazione

 

Prosegue con intensità e determinazione l’attività istituzionale di Fiavet Lazio. “In un momento di grande sconcerto per tutta la categoria degli Agenti di Viaggio, dichiara Ernesto Mazzi, Presidente dell’Associazione, cerchiamo di far sentire la nostra vicinanza alle aziende associate. Dal momento della dichiarazione del lockdown è stato intensificato il lavoro in modalità di smartworking e abbiamo cercato in tutti i modi di star vicino agli iscritti. A questo scopo sono stati attivati una serie di Webinar con l’intento di far chiarezza sulle molte questioni che questa anomala situazione ha generato. Il 29 aprile (domani) parteciperemo all’incontro promosso dalla FERPI, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, che vedrà la presenza anche della Sottosegretaria MIBACT, Lorenza Bonaccorsi, una occasione allettante per far chiarezza sui tanti aspetti che il momento richiede, anche con l’avvicinarsi della prossima ripartenza. Il Webinar sarà mandato in onda in diretta sulla pagina Fb di Fiavet Lazio. Subito dopo, il 30 aprile, l’Associazione ha promosso un altro webinar sulla “Salute e Sicurezza sui posti di lavoro” con la partecipazione di Caterina Claudi, fiscalista e consulente di Fiavet Lazioe l’avvocato Teresa D’Amico, consulente tecnico Saltech srl. L’obiettivo è quello di analizzare le misure attualmente previste dal protocollo per la prevenzionee il contenimentodei rischidi contagio da COVID-19 sui luoghi di lavoro.    
Nel corso dell’incontro verranno esaminate le metodologie comportamentali; le precauzioni e soluzioni pratiche per prevenire il rischio di contagio; i nuovi obblighi in carico al datore di lavoro e gli incentivi fiscali previsti a fronte dei nuovi obblighi. Il Webinar è gratuitoed è destinato agli Associati.      
Per tutti coloro che ne faranno espressa richiesta sarà possibile avviare un corso di formazione sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Il corso potrà essere erogato in maniera gratuita per gli associati Fiavet Lazio regolarmente iscritti al Fondo Forte. Per maggiori informazioni consultare il sito info@fiavet.lazio.it                                                                          Gli incontri proseguiranno per il 4 maggio con Caterina Claudi e Federico Lucarelli per fare il punto sul nuovo DPCM, mentre dal 6 maggio inizierà un percorso sul marketing e sulla comunicazione efficace con 2 appuntamenti settimanali.





Fiepet-Confesercenti: 25% aziende chiude, servono risposte

 

“Il Dpcm firmato dal presidente Conte, che posticipa l’apertura di bar e ristoranti al 1 giugno, allunga lo stato di crisi delle Pmi romane e laziali. Nella Capitale non c’è più tempo da perdere, almeno il 25% delle aziende chiuderà e quelle che rimarranno aperte soffriranno ancora durante la fase 2. Nel frattempo, gli affitti, i mutui, le esposizioni bancarie vanno avanti a cui si aggiungono tutti gli altri costi fissi che schiacciano le imprese. A nostro avviso una delle grandi incertezze ancora da chiarire riguarda le regole a cui dovranno attenersi gli esercenti per essere pronti a lavorare dal 1 giugno”. E’ quanto dichiara in una nota Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti. “In campo, per ora, da parte del governo e degli enti preposti solo ipotesi, ma nulla di concreto. Per questo, come Fiepet-Confesercenti, da giorni ci stiamo confrontando con gruppi e realtà di ristoratori al fine di presentare una proposta univoca ai tavoli istituzionali”, aggiunge Pica. Da quando è iniziato il lockdown “fino al 1 giugno la ristorazione capitolina avrà perso circa 400 milioni di euro, considerando che maggio è il mese che porta importanti ricavi agli esercenti. Centinaia di milioni bruciati – denuncia – serve uno scatto in avanti altrimenti per Roma il dramma sarà sociale. Sui criteri di riapertura il governo dia risposte celeri e chiare al contrario Fiepet-Confesercenti è pronta a scendere in piazza, quando sarà consentito e con le modalità prescritte dai termini di legge”, conclude Pica.

 





Verso il collasso le attività del settore estetico della Capitale. La denuncia di Cna

 

 

“Le imprese di acconciatura, estetica e tatuaggio sono allo stremo per una chiusura obbligata e le loro condizioni finanziarie sono così gravi che per molti il rischio chiusura è vicinissimo. Siamo molto preoccupati per la disattenzione da parte del Governo su un settore strategico per le nostre comunità. Tante storie e tanti sacrifici rischiano di essere cancellati per scelte che non dipendono da loro. Molte le famiglie che possono perdere il lavoro e non riuscire a trovare altri sbocchi professionali. Lo Stato si faccia carico delle attività che hanno dovuto chiudere”, dichiara Stefano Di Niola, Segretario della CNA di Roma. 

Sono 11.000 imprese con oltre 25.000 addetti su Roma e Provincia che rischiano di chiudere se non si interviene immediatamente. Il DPCM del 26 aprile non fa menzione di una possibile riapertura del settore, ma Conte ha solo annunciato una probabile ripresa delle attività dal prossimo 1° giugno. Un vero e proprio colpo di grazia per gli imprenditori del settore. Secondo i dati a sua disposizione, la CNA Roma prevede un allarmante calo di fatturato fino all’ 80% nel 2020, considerando che il ritorno alla normalità avverrà molto lentamente e potrebbe comportare un rischio chiusura del 60% delle attività. 

Il rischio ulteriore che preoccupa moltissimo il settore sono le modalità di riapertura, che se non saranno adeguate a garantire i giusti flussi con il distanziamento necessario, porterà al collasso chi avrebbe potuto farcela “Siamo consapevoli che il tema della salute è prioritario in questo momento e per quel che riguarda la sicurezza vogliamo l’assoluta tutela di chi lavora e dei clienti, ma questo settore è abituato a confrontarsi con queste problematiche, garantendo le più rigorose procedure igienico-sanitarie. Abbiamo avviato una petizione per chiedere al Governo di aiutare concretamente le tante imprese che oggi sono impossibilitate a lavorare e di ripensare immediatamente la data di riapertura del settore. “Non possiamo e non vogliamo lasciare indietro nessuno” è stato lo slogan del Governo” conclude Di Niola “e su questo condivisibile concetto continueremo a far ascoltare le ragioni dei tanti imprenditori onesti che hanno sempre lavorato nel rispetto delle regole”.





Università salesiana di Roma, il focolaio è sotto controllo

Asl Roma 1: sotto controllo il focolaio università salesiana

“La Asl Roma 1 comunica che la situazione inerente l’Università Salesiana è totalmente sotto controllo. È stata gestita da subito con grande collaborazione tra il Rettore e il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Asl”. Si legge in una nota della Asl Roma 1. “Il personale addetto ai servizi è stato interamente controllato e sono emersi due unici casi, ma da ieri sono tutti in isolamento domiciliare. Oltre la metà degli ospiti è stata già analizzata e la verifica sarà completata tra lunedì e martedì. Al momento si rilevano 6 casi positivi, già ricoverati presso struttura ospedaliera, e altri 19 casi positivi in attesa di trasferimento, ma la conformazione della struttura ha consentito di mettere facilmente in sorveglianza sanitaria tutti gli ospiti, e sono state fornite sin dall’inizio all’Università precise indicazioni per operare in massima sicurezza” si spiega. “Il Direttore Generale della Asl Roma 1 intende quindi rassicurare in particolare i residenti del Nuovo Salario che non sono necessarie ulteriori misure di contenimento rispetto a quelle già in essere. D’altronde la Asl da settimane sta verificando molte comunità religiose sul territorio, decine di Case di Riposo e strutture residenziali, e anche i casi positivi accertati sono stati gestiti con grande attenzione, con serenità e in modo condiviso con le strutture, senza alcun rischio per i cittadini. È bene far riferimento a fonti ufficiali della Asl per non ricevere informazioni confusive che creano un ingiustificato allarme” conclude la nota.




Omceo Roma consegna migliaia mascherine nella Capitale

 

E’ partito il camper dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e Odontoiatri, messo a disposizione dall’Istituto Rotariano per la Tutela del Patrimonio Culturale Onlus, che girerà per la capitale allo scopo di distribuire migliaia di dispositivi Ffp2, circa seimila, a tre strutture ospedaliere, il Santa Caterina delle Rose, l’Ospedale San Camillo e l’Ospedale San Filippo Neri, e alla Comunità di Sant’Egidio. 

“Con questa consegna – ha spiegato il Presidente dell’Omceo di Roma, Antonio Magi, che domani sarà presente sul camper insieme al Vice Presidente Pier Luigi Bartoletti – facciamo seguito ad un’esplicita esigenza di alcuni colleghi operanti in queste strutture che ci hanno richiesto questi dispositivi Ffp2 indispensabili per svolgere il loro lavoro in sicurezza”. 

Continua dunque l’operazione di distribuzione di dispositivi da parte dell’Ordine dei Medici di Roma ai suoi iscritti. La scorsa settimana, infatti, l’Omceo Capitolino ha già fatto recapitare, attraverso un corriere, 60mila mascherine ai medici che ne avevano fatto richiesta sul sito dell’Istituzione.





Verso la Fase due del trasporto pubblico, ecco le nuove regole

 

Mascherine obbligatorie su tutti i mezzi pubblici. È quanto stabilito nelle linee guida messe a punto dal Governo e che verranno allegate al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri legato alla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. 

Le mascherine andranno indossate in modo da coprire naso e bocca e potranno essere anche di stoffa. Altre misure, saranno quelle dellariduzione dei posti a sedere e l’indispensabile distanziamento sociale di almeno un metro tra i passeggeri, sia su bus, tram e metrò, sia sulle banchine e alle fermate del servizio di superficie. Previsto, inoltre, l’aumento delle corse negli orari di punta per compensare in parte la riduzione dei posti per i passeggeri causata dalle distanza di sicurezza. Misure a cui il Campidoglio aveva già pensato da tempo, predisponendo un apposito piano che ingloba tutte le indicazioni di questo ultimo Dpcm.

 

Altro tema fondamentale per la ripresa di tutte le attività previste nella Fase 2, è il sostegno finanziario alle imprese del trasporto pubblico.

 

In questo senso, puntuali sono giunte le richieste dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) che chiede: “integrale sostegno finanziario al trasporto pubblico locale, inclusi i minori ricavi da perdita della bigliettazione e incentivi sulla micromobilità elettrica, semplificazioni per la realizzazione di piste ciclabili’’. Occorre prevedere inoltre, prosegue l’Anci con una nota, “che nell’ambito della liquidità che sarà resa disponibile dall’Ue all’Italia con gli strumenti finanziari straordinari, una quota parte sia assegnata ai comuni e alle città metropolitane’’.





Russo (Uce): “Bene la proposta sui saldi della Presidente Tidei, utile per ripartire, ma serve una rivoluzione liberale per dare ossigeno al commercio”

 

E’ stata raccolta dalla nuova associazione Uce, che rappresenta i commercianti e i pubblici esercenti, la proposta fatta dalla Presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Lazio Marietta Tidei, sulle modalità di riapertura dei pubblici esercizi e in generale del mondo del commercio, tra il 4 e la metà del mese di maggio. “La Consigliera Tidei ha avanzato la proposta di ripartire dai saldi sull’apertura ai saldi per i negozianti senza aspettare il 4 luglio – fa sapere in una nota il rappresentante di Uce, Alessio Russo - e la nostra Federazione sposa l’iniziativa. Da sempre abbiamo più volte affermato in tante audizioni alla commissione commercio della Regione Lazio, l’assoluta inutilità dei saldi che conseguentemente devono essere aboliti per lasciare ogni singolo commerciante di regolarsi liberamente di quando e come eseguire delle offerte promozionali per i propri clienti, ma visto quello che sta accadendo a Roma e nel Lazio e più in generale in Italia, potrebbe essere un primo passo per riportare, con regole di sicurezza, dettate dal buon sensoe che possano essere effettivamente poste in essere, i consumatori nei negozi. I numeri che sono stati messi nero su bianco, non solo da noi, ma da tutte le principali associazioni di rappresentanza datoriale, sono devastanti per le categorie del commercio e dei pubblici esercizi. Auspichiamo che sul punto proposto dall’onorevole Tidei, si possa discutere e portare la Regione Lazio a prendere misure rivoluzionarie sia sul commercio che sui pubblici esercizi. Nelle prossime ore forniremo alla Consigliera Tidei ed alla Regione Lazio alcuni elementi utili e concreti per far fronte all’emergenza e tentare di salvare, insieme, tante imprese che, ad oggi, non hanno alcuna intenzione di tornare a tirare su le loro saracinesche”





Roma Capitale annuncia test sierologia su Vigili e parte dei dipendenti

 

 

 

Prenderà il via il 6 maggio il percorso, coordinato dall’Istituto di previdenza e assistenza per i dipendenti di Roma Capitale (Ipa), finalizzato a somministrare i test sierologici ad alcune fasce di dipendenti capitolini. Lo fa sapere in una nota il Campidoglio.I test, in modalità da sangue capillare, saranno effettuati progressivamente agli agenti della Polizia locale e agli operatori presso gli sportelli aperti al pubblico, come per esempio gli ufficiali di Anagrafe e di Stato civile. “Il percorso potrà eventualmente venire integrato tramite un intervento della Regione Lazio”.





Si è dimesso l’ad di Adr Ugo de Carolis

 

L’amministratore delegato di Adr, la società di gestione degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, Ugo de Carolis, ha rassegnato le proprie dimissioni. Lo comunica la società del gruppo Atlantia in una nota. 

“Il Consiglio di Amministrazione di Aeroporti di Roma, riunitosi in data odierna – si legge nella nota – , ha preso atto delle dimissioni presentate dall’Ing. Ugo de Carolis dalla carica di Amministratore Delegato e Consigliere di Amministrazione della società”. 

“Il CdA – prosegue la nota – ha espresso un sentito ringraziamento all’Amministratore Delegato uscente per gli importanti e significativi risultati ottenuti sul fronte della gestione aeroportuale. Sotto la guida di de Carolis, il team di ADR ha infatti portato il Leonardo da Vinci ad essere l’aeroporto in Europa e nel mondo occidentale più apprezzato in assoluto dai passeggeri per la qualità dei servizi erogati”. 

“L’Ing. de Carolis – conclude la nota – ha ringraziato la società per l’opportunità di aver potuto lavorare con successo, nei 4 anni passati con ADR, al posizionamento dell’aeroporto Leonardo da Vinci come eccellenza del Paese, nonché tutti i collaboratori e i dipendenti, senza i quali questo importante traguardo non sarebbe stato raggiunto”.





Il Sipps: “Corretta alimentazione in primi anni di vita è vaccino”

"L’alimentazione e la nutrizione nei primi anni di vita e’ alla pari di un vaccino. Vaccinare oggi significa non prendere una malattia, e’ uno strumento di prevenzione primaria. Allo stesso modo, una corretta alimentazione puo’ prevenire diverse malattie, anche a distanza di anni". Esordisce cosi’ Giuseppe Di Mauro, presidente della Societa’ italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), intervistato da Radio Cusano Campus sulla seconda edizione del progetto ’Nutripiatto’. Uno strumento di educazione alimentare semplice e intuitivo, sviluppato da Nestle’ con la supervisione scientifica della Sipps e dell’Universita’ Campus BioMedico di Roma, per imparare a gestire in famiglia le corrette porzioni dei gruppi alimentari.

"Se vogliamo avere un adulto sano e un nonno sempre piu’ sano, dobbiamo in primis volere un bambino sano. Non e’ da sottovalutare quindi - continua il presidente Sipps - la prevenzione di patologie metaboliche e croniche" che possono poi "insorgere in tarda eta’". Nutripiatto 2.0 e’ "un progetto istituzionale, la cui finalita’ principale riguarda percio’ l’utilizzo di un piatto unico, in cui vengono messe diverse porzioni di cibo, dal primo alla frutta e la verdura. La finestra piu’ importante dove agire" su una corretta alimentazione, infatti, "e’ in gravidanza e nei primi mesi di vita - ricorda Di Mauro - In quelle fasi" la scelta alimentare "ha un impatto molto importante. Le famiglie spesso riempiono troppo le porzioni".

 

Il progetto Nutripiatto 2.0 "si rivolge ai bambini tra i 4 e i 12 anni perche’ nei primi anni di vita solitamente c’e’ particolare attenzione. Poi, dopo i primi 3 anni, quest’attenzione scema mentre la prevenzione primaria non dovrebbe smettere - ammonisce il pediatra - Tra le novita’ inserite", per questo, c’e’ l’accresciuto numero di porzioni, "che diventano 5 al giorno. A partire dalla prima colazione, al mattino, c’e’ infatti ancora una fetta importante di bambini che

la salta - ricorda il pediatra - mentre dopo il prolungato digiuno della notte, e un numero di ore corrette di sonno, l’alimentazione a colazione e lo snack con un succo di frutta", nella tarda mattinata, "permettono ai bambini di creare un’alleanza insieme ai genitori e di renderli partecipi. La colazione al mattino, difatti, deve anche essere un momento di raduno della famiglia". I bambini tendono a imitare i genitori, quindi "non si puo’ dire loro di fare colazione e poi non farla,

di fare attivita’ fisica e poi non farla".

Altro punto importante che emerge dalla conversazione su Radio Cusano Campus con il presidente Sipps riguarda la "corretta idratazione. La quantita’ di acqua corretta" per un bambino "e’ di un litro, un litro e mezzo al giorno", ma spesso i piccoli non

hanno tutta quella seta. "Bisogna, quindi - conclude Di Mauro - operare con loro un’offerta attiva".





Docenti, in Gazzetta Ufficiale i Bandi per i nuovi concorsi

 

Sono in Gazzetta ufficiale i bandi per i concorsi per la scuola. Riguardano circa 62 mila posti. Lo rendono noto fonti del Ministero dell’Istruzione.

Nel corso della riunione di maggioranza sui concorsi il Ministero ha fornito tutte le informazioni tecniche richieste dai parlamentari a sostegno delle procedure i cui bandi sono previsti in Gazzetta per oggi. Si tratta di procedure concorsuali - rendono noto le fonti - che rispettano la piena attuazione del decreto legge sulla scuola votato a dicembre in Parlamento.

Sono concorsi attesi dal personale precario, ma anche da tanti laureati che aspirano alla docenza. Le stesse fonti smentiscono poi che il Ministero abbia variato i bandi a seguito del passaggio in Consiglio superiore dell’Istruzione. E spiegano, infine, che cambiare ora le procedure concorsuali significa, di fatto, determinarne lo slittamento e non poter garantire nessuna assunzione a settembre.





I giochi Olimpici di Tokyo rischiano di saltare anche nel 2021

 

 I Giochi Olimpici di Tokyo 2020, già rinviati al 2021 a causa della propagazione del coronavirus, saranno annullati del tutto se la pandemia non sarà sotto controllo entro la data prevista. Lo ha dichiarato oggi il presidente del Comitato organizzatore giapponese, Yoshiro Mori, in un’intervista al quotidiano sportivo Nikkan.

Se la pandemia sarà ancora in corso, allora “bisognerà annullare i Giochi”, ha detto, spiegando che sarebbe impossibili rinviarli per la seconda volta.

Un’opinione condivisa dal presidente dell’Associazione dei medici giapponesi, Yoshitake Yokokura, secondo il quale sarebbe “difficile” portare a compimento i Ghiochi olimpici nella capitale del Giappone senza una campagna di vaccinazione efficace.





Fondo di garanzia per le Pmi, aumentano le domande. Ora sono 31mila

 

Sono oltre 31mila le domande arrivate finora dalle imprese al Fondo di garanzia per le Pmi e nei prossimi giorni ci sarà “una crescita assai sostenuta”. Lo ha detto il presidente del fondo Giuseppe Bronzino, secondo cui “dall’entrata in vigore del decreto Cura Italia, il 17 marzo, sono pervenute oltre 31mila domande, di cui 8.700 nell’ultimo fine settimana. Si tratta di 13.500 operazioni per finanziamenti fino a 25mila euro, pervenute in poco più di una settimana, 8.400 operazioni con garanzia diretta con copertura all’80% e circa 900 operazioni di rinegoziazione”. “Negli ultimi giorni – ha aggiunto Bronzino durante un’audizione alla Camera – sono arrivate duemila domande al giorno e siamo in piena accelerazione. Ci aspettiamo una crescita assai sostenuta nei prossimi giorni”.





Renzi di nuovo ai ferri corti con il Governo: “L’ultimo Dpcm è uno scandalo costituzionale”

Secondo Matteo Renzi l’ultimo dpcm sull’emergenza coronavirus, che sblocca dal 4 maggio la gran parte delle attività produttive, è “uno scandalo costituzionale”. Intervistato da Repubblica, l’ex premier e leader di Italia Vivia ha dichiarato: “La ripartenza è lenta. Non si rendono conto che in autunno ci sarà una carneficina di posti di lavoro. Ma in ogni caso il testo è un errore politico, economico e costituzionale. Politico perché delega al comitato tecnico scientifico una scelta che è politica: contemperare i rischi. Lo scienziato ti dice che c’è il coronavirus, il politico decide come affrontarlo. E se in Umbria o Alto Adige non ci sono contagi queste regioni non possono avere le stesse restrizioni della provincia di Piacenza”.

Renzi non intende comunque sfiduciare l’esecutivo: “Prima facciamo uscire di casa gli italiani – ha detto a Repubblica -, poi vediamo se uscire di maggioranza noi. C’è questo governo, c’è questo premier e finché gli italiani sono chiusi in casa noi non apriremo alla verifica politica”.

Secondo l’ex premier, Conte non avrebbe dovuto impiegare lo strumento del dpcm: “Sarebbe meno peggio un decreto legge: almeno ha garanzie, una discussione parlamentare, il dibattito pubblico, gli emendamenti. Se il dpcm fosse un decreto legge presenterei un emendamento e chiederei l’appoggio del Pd, che ha la stessa sensibilità sulla difesa dei diritti fondamentali. L’ho detto al capogruppo Graziano Delrio: io ho fatto la tesi su La Pira, tu sei dossettiano, come puoi accettare questa violenza da azzeccagarbugli sulla Costituzione più bella del mondo?”.





Zingaretti: “Maturità straordinaria degli italiani, consegnano al nostro Paese una forza immensa”

 

“Gli italiani hanno reagito alle regole indicate dal governo per il lockdown mostrando una maturità e un rigore straordinari; questo consegna al nostro Paese una forza immensa”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in una intervista al Corriere della Sera. “Ora – ha aggiunto Zingaretti – qualsiasi scelta sui tempi di riapertura deve essere orientata a limitare al massimo la recrudescenza di una diffusione che probabilmente ci sarà, ma che va tenuta sotto controllo, con il costante supporto della scienza”.

“Mi permetto di suggerire al governo di affidarsi alle curve epidemiche per riavviare le attività di alcune categorie, come ristoranti, bar o, in generale, il commercio. Verificando anche la data del primo giugno che mi pare molto lontana”.

Riguardo alle critiche espresse dal presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, per il quale manca un progetto, Zingaretti ha dichiarato: “Sin dal primo momento ho creduto nella necessità dell’ascolto di tutti, sia forze sociali che opposizione. Va detto, tuttavia, che mai si sono realizzate in Italia una serie di manovre in deficit come quelle messe in campo dall’attuale governo per sostenere non solo chi è entrato in cassa integrazione o non ha reddito, ma anche la ripresa delle attività industriali ed economiche. Parliamo di circa 750 miliardi. Errori possono esserci stati, ma sono infinitamente minori rispetto allo sforzo virtuoso attuato. La verità è che ci siamo trovati di fronte a qualcosa di sconosciuto, improvviso, invisibile e letale. Ora però ci sono tutte le condizioni affinché il Paese apra una nuova fase”.

E sulla difficoltà all’accesso al credito per le aziende, e la farraginosità delle procedure, da molti lamentato, Zingaretti ha aggiunto: “Il Pd la pone in tutte le sedi come priorità: far arrivare gli aiuti il più presto possibile direttamente nelle tasche dei cittadini. Più coraggio e meno burocrazia per la ripresa. Conte si è impegnato ad eliminare lentezze e i passaggi inutili nell’amministrazione pubblica e a controllare che le banche facciano altrettanto. Senza un intervento efficace della mano pubblica, le famiglie con redditi modesti non ce la possono fare così come le piccole e medie imprese commerciali, artigianali, dei servizi, turistiche, culturali. In forme tragiche questa vicenda ha sbugiardato tanta retoricaetanto ideologismo che consideravano il “pubblico” semplicemente da smontare, sempre e comunque”.





Berlusconi contro i sovranisti: “Responsabili di tanti mali in Europa”

 

“Considero il sovranismo responsabile di molti mali che affliggono l’Ue”. Lo ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi intervistato a Radio 24. Per Berlusconi Lega e Fdi, alleati nel centrodestra di Fi, non vanno definite “forze radicalmente euroscettiche. Di certo usano un linguaggio di una cultura politica che non ci appartiene”.

Secondo Berlusconi “se vi sono state lentezze e ritardi nell’intervenire a favore dell’Italia, è stato proprio a causa delle resistenze dei partiti sovranisti che sono forti in alcuni paesi del nord-Europa”. Ma l’Ue, “dopo qualche incertezza iniziale che io per primo ho condannato, sta rispondendo all’emergenza meglio di quanto abbia fatto il nostro governo” ha concluso l’ex premier.

Quanto ai rapporti con il governo Conte, Berlusconi ha escluso un possibile sostegno di Fi all’esecutivo: “Un conto è la collaborazione istituzionale nell’emergenza, che noi abbiamo garantito dal primo giorno e continueremo ad assicurare, un altro conto è un sostegno politico al presidente Conte e al suo governo, per il quale non vi sono e non vi saranno mai le condizioni”.

“Il nostro è l’atteggiamento di un’opposizione responsabile, che non cessa di essere opposizione, e infatti siamo molto critici del modo nel quale il governo sta gestendo questa fase, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza economica e le difficoltà in cui si trovano cittadini e imprese” ha concluso Berlusconi. Poi sul Mes: "Il Mes? Ne ho parlato con Salvini, lui mi ha spiegato le sue posizioni, io gli ho spiegato invece le ragioni per cui ritengo che sarebbe assurdo rinunciare a 37 miliardi che ci verrebbero prestati a tasso zero e senza condizioni. Potremmo riqualificare gli ospedali, assumere più medici e infermieri, sovvenzionare la ricerca, moltiplicare le facoltà di medicina, costruire reparti di isolamento nelle case di riposo e nelle carceri, dare da mangiare a chi è ridotto alla fame. Dire di no è un pregiudizio assurdo, una cosa insensata".





Brusaferro: “Le mascherine vanno usate anche all’esterno”

 

Le mascherine da 0,50 euro che il governo ha preannunciato saranno vendute con prezzo calmierato vanno usate “in ambienti confinati” e non solo. Lo ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro in conferenza stampa alla Protezione civile. Le mascherine, ha detto Brusaferro, ha come “prima funzionalità ridurre o limitare l’emissione di droplet da parte di chi le porta” e dunque “proteggono soprattutto gli altri rispetto al nostro potenziale essere positivi”.

La mascherina va usata “in luoghi chiusi dove è difficile mantenere il distanziamento sociale, così come nei mezzi di trasporto, ma questo vale anche in alcuni ambienti aperti: se siamo da soli in mezzo al parco non serve, ma se invece aspettiamo alla fermata dell’autobus anche all’aperto può essere utile la mascherina. Va usata in tutte le occasioni in cui non riusciamo a mantenere il distanziamento”.

L’uso della mascherina, ha precisato Brusaferro, “non deve dare false sicurezze: lavaggio mani e distanziamento sono le misure più importanti, con la mascherina si riduce ulteriormente la probabilità di diffusione”.





Parla il Direttore dell’Iss (Malattie infettive), Gianni Rezza: “Fase Due più pericolosa della Fase 1”

 

 

Secondo Gianni Rezza, direttore delle Malattie infettive dell’Iss,”la Fase 2 è più pericolosa della Fase 1, quando è tutto chiuso è più facile. Dal 4 maggio dovremo tenere la guardia alta”. In una intervista al “Fatto quotidiano”, Rezza ha detto di essere stato sempre contrario a una riapertura selettiva, regione per regione. Meglio un provvedimento nazionale. “È difficile una riapertura selettiva, gli indicatori utilizzabili sono diversi” ha spiegato. “Oggi Rt (il tasso di riproduzione del virus, n dr ) non varia molto da Regione a Regione anche se in Lombardia, parte del Veneto, dell’Emilia e del Piemonte il numero di casi è più elevato. Ma i parametri sono anche altri e soprattutto la capacità di risposta del sistema sanitario sul territorio se ci sarà da contenere eventuali focolai. E comunque, restano le limitazioni alla mobilità da Regione a Regione”.

Riguardo al funzionamento dei servizi sanitari territoriali nel Nord Italia, l’infettivologo ha precisato: “In Veneto è stato fatto un ottimo lavoro. La Lombardia, che ha un ottimo sistema ospedaliero, a livello territoriale è meno forte. Ma in Lombardia dal primo caso del 20 febbraio si sono trovati con un ‘epidemia che era matura: è questa la loro attenuante, sono stati colti di sorpresa. Ora spero che il territorio sia pronto o che si adegui in tempi brevi”.

In merito invece agli effetti del caldo sull’epidemia, Rezza ha detto: “Non è il caldo in sé. In generale il caldo crea distanziamento sociale: chiudono le scuole, gli uffici, si va in vacanza, non si prendono i mezzi pubblici, non si va in luoghi chiusi e affollati e questo fa diminuire le malattie respiratorie. Dopo di che il caldo estremo può favorire l’essi ccamento delle goccioline e magari il virus resiste un po’ meno nell’ambiente. Ma ci affidiamo ai nostri comportamenti, non al caldo”.





Panucci (Confindustria) : “Ritardi e complicazioni burocratiche mettono a rischio le imprese”

 

 

"Anche a seguito delle autorizzazioni già fornite dalla Commissione europea, occorre dunque procedere con speditezza nella concessione delle garanzie, perché complicazioni burocratiche e ritardi rischiano di compromettere per sempre la sopravvivenza delle imprese". Così il direttore generale di Confindustria Marcella Panucci in audizione davanti alle commissioni riunite Finanze e Attività produttive sul dl Liquidità. Nel Dl sarà "essenziale assicurare, anche rispetto alle eventuali modifiche al provvedimento durante l’iter di conversione, un assetto che punti su meccanismi di autocertificazione da parte delle imprese - con conseguente assunzione di responsabilità, anche penale - per quanto concerne sia i requisiti di accesso alle garanzie, sia la destinazione delle risorse ottenute per le finalità previste dal decreto". Inoltre "la sua efficacia è legata a uno sforzo straordinario, da parte di tutti gli attori coinvolti, sempre per assicurare la celere implementazione delle misure di sostegno".




Conte: “Non sono pentito e non posso permettermi di seguire le emozioni e il sentiment dell’opinione pubblica”

 

In un colloquio con “La Stampa” il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha detto che se tornasse indietro rifarebbe tutto uguale: “Non sono pentito. Io ho una grande responsabilità nei confronti del Paese. Non posso permettermi di seguire il sentiment dell’opinione pubblica che pure comprendo nelle proprie emozioni”, ha spiegato Conte, giunto ieri in visita in Lombardia, per la prima volta da quando la regione è diventata l’epicentro globale della pandemia. “La bussola che guida l’azione e le scelte del governo sono le valutazioni che hanno e devono continuare ad avere una base scientifica. È mio dovere attenermi a questa”.

“Capisco il sentimento di frustrazione e di contrarietà – ha proseguito Conte – . Ma per capire la situazione che stiamo vivendo mi attengo a un esempio e a un semplice calcolo che riguarda la vita di tutti noi. Se un paziente solo, il famoso paziente uno, è riuscito a far esplodere un focolaio e a scatenare un contagio tale da obbligarci a chiudere l’intera Italia, riuscite a immaginare cosa potrebbe succedere con 100 mila casi positivi, quali sono quelli attualmente accertati? Senza contare che in questo momento sicuramente ci sono anche positivi non accertati”.

“L’indice del contagio R0 adesso è sotto l’uno” ha detto ancora il presidente del Consiglio. “Se tornasse a 2 vorrebbe dire in pochissimo tempo 200 mila contagiati, poi 400 mila, poi 800 mila, poi 1 milione e seicentomila e così via. La curva diventerebbe esponenziale. Con il tasso di letalità che c’è, sarebbe imperdonabile. Abbiamo l’obbligo di tenerla sotto controllo in tutti i modi. Adesso tutto ci sembra più semplice perché siamo chiusi in casa. Ma basterebbe pochissimo per perdere il controllo della situazione”.

“Soltanto che questa volta precipiteremmo in una condizione ben peggiore e forse irreversibile. Ecco perché sono convinto, convintissimo, che sia meglio procedere sulla base di un piano ben programmato, per minimizzare al massimo il rischio di una ricaduta che sarebbe fatale”.





Giallo su un documento dell’Iss che prevede il collasso delle terapie intensive (entro l’8 giugno) se si riaprisse tutto. Lo scoop del Fatto Quotidiano

 

Se si riaprisse tutto, le terapie intensive sarebbero di nuovo sature entro l’8 giugno. E’ l’avvertimento contenuto in un documento dell’Istituto superiore di sanità – il cui contenuto è stato divulgato oggi dal “Fatto quotidiano” -, da una settimana nelle mani del governo e del Comitato tecnico scientifico (che lo ha adottato). Come riporta il Fatto, questo documento spiega la cautela mostrata dall’esecutivo nel procedere con la Fase 2, al via comunque dal 4 maggio, scadenzando le riaperture fino a settembre (le scuole) e oltre (il comparto degli spettacoli dal vivo).

Lo studio propone – scrive il Fatto – presenta 92 possibili scenari e il più drammatico è alla lettera A. Se si riaprisse quasi tutto, “il tasso di riproduzione del virus Rt (cioè la previsione del numero medio di contagi a partire da una persona che ha contratto il virus, ndr ) tornerebbe sopra 2, tra il 2,06 e il 2,44 per una media di 2,25 e le terapie intensive, che pure sono state potenziate, sarebbero di nuovo sature in meno di 40 giorni, l’8 giugno”.

“Questo accadrebbe facendo ripartire industria, edilizia e commercio collegato ma anche hotel e ristoranti senza limiti d’età per i lavoratori, senza telelavoro, con le scuole aperte e il ritorno alla normalità nel tempo libero e nell’uso dei mezzi pubblici. ‘Riaprire le scuole – si legge nel report – innescherebbe una nuova e rapida crescita dell’epidemia. La sola riapertura delle scuole potrebbe portare allo sforamento del numero di posti letto in terapia intensiva’”.

 




Stato d’agitazione dei penalisti contro lo ‘Scempio’ del Processo da remoto

 

Le Camere Penali dichiarano lo stato di agitazione dei penalisti italiani. Nella delibera della Giunta Esecutiva si esprime e si ribadisce la più ferma ed intransigente opposizione alla smaterializzazione del processo penale appena approvata, “riservando ogni ulteriore e conseguente iniziativa politica”.

Lo scontro tra Camere Penali e ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è aperto, e lo scontro sarà durissimo, soprattutto nelle settimane e nei mesi che verranno. Lo si coglie perfettamente bene dalla delibera sottoscritta dal Presidente dei penalisti Italiani Gian Domenico Caiazza, ed in cui l’Unione Camere Penali “proclama lo stato di agitazione contro lo scempio del processo penale da remoto”.

Il messaggio al ministro Bonafede è un messaggio frontale quanto mai, e conoscendo la determinazione del presidente dell’Unione Gian Domenico Caiazza, c’è da credere che i penalisti italiani non intendono abdicare per nulla al loro ruolo e alla loro missione fondamentale, che è quella di garantire i diritti della difesa.

L’impegno del Governo e del Parlamento - si legge nella delibera delle Camere Penali- di escludere nel decreto-legge della prossima settimana dal processo da remoto l’istruttoria dibattimentale e le discussioni “è un ripensamento importante, ma se non sarà rispettato le iniziative di protesta saranno durissime”.

I penalisti italiani riconfermano qui la loro posizione originaria e contestano “la intervenuta conversione in legge del dl con il quale sono state introdotte norme intese a consentire la celebrazione di processi penali su piattaforme commerciali di conversazione (Skype for Business e Teams), sul presupposto di condizioni epidemiche tali da non consentirne la celebrazione nelle aule giudiziarie”. Naturalmente il no delle Camere Penali su questo fronte rimane categorico perché questi provvedimenti normativi sono giudicati “veicolo di un autentico sovvertimento dei principi basilari e fondativi del processo penale, quali quelli della oralità e della immediatezza, che presuppongono la ineliminabile fisicità della sua celebrazione, inderogabile anche in presenza di condizioni di pericolo per la salute pubblica peraltro in via di progressiva attenuazione”.

Bonafede è avvertito, le Camere Penali ribadiscono “l’incessante iniziativa politica dei penalisti italiani volta a contrastare tale innovazione normativa, che ha trovato consensi parlamentari crescenti, sia in parte delle opposizioni che in alcune forze di maggioranza, al punto che la Commissione Giustizia della Camera aveva approvato una ipotesi di modifica del comma 12 bis, volta ad escludere dalla celebrazione da remoto sia la istruttoria dibattimentale che le discussioni”.

Tale atto -però precisano le Camere Penali- non ha sortito effetti sul provvedimento in via di conversione, ma ha determinato l’approvazione, “grazie anche ad un fecondo confronto tra forze di Governo e alcune forze di opposizione, di un ordine del giorno comune che impegna il Governo ad adottare quelle modifiche limitative del processo da remoto “nel primo provvedimento utile”, dunque nell’imminente decreto legge previsto per i primi giorni della prossima settimana”.

Non si illuda nessuno però. Rimane ferma e decisa l’opposizione incondizionata dei penalisti italiani “ad ogni forma di smaterializzazione del processo comunque giustificata”.

Da qui allo stato di agitazione proclamato dai penalisti italiani il passo è davvero breve, “Stato di Agitazione” con il quale il leader delle Camere Penali italiane Gian Domenico Caiazza “esprime e ribadisce la più ferma ed intransigente opposizione alla smaterializzazione del processo penale appena approvata, riservando ogni ulteriore e conseguente iniziativa politica” Gian Domenico Caiazza va ancora oltre la semplice dichiarazione formale di “Stato di agitazione”, e aggiunge che” nel caso in cui l’impegno del Governo e del Parlamento di immediatamente escludere, con il primo provvedimento legislativo utile, dalla celebrazione dei processi da remoto sia gli atti di istruttoria dibattimentale (esame testi, periti e consulenti) sia le udienze di discussione, non dovesse avere seguito”, i penalisti di tutta Italia metteranno in campo “la adozione delle più determinate forme di protesta per impedire che lo scempio del processo penale oggi approvato possa avere concreto seguito nella giurisdizione del nostro Paese”.

C’è abbastanza carne al fuoco per ritenere che il ministro Bonafede non rimarrà con le braccia incrociate nei prossimi giorni, perché sono ormai troppi i fronti difficili aperti dal Paese contro il governo di cui fa parte, ma anche perché- da indiscrezioni che circolano prepotenti all’interno del Palazzo- si racconta che Conte abbia fatto di tutto per evitare lo scontro diretto con i penalisti, ma che ancora una volta sia prevalso però lo spirito giustizialista dei pentastellati a Palazzo Chigi a far saltare il piatto. Decisive le prossime mosse.





Monito della Presidente della Suprema Corte: “La Costituzione deve essere la bussola. Non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali”

 

“La piena attuazione della Costituzione richiede un impegno corale, con l’attiva, leale collaborazione di tutte le Istituzioni, compresi Parlamento, Governo, Regioni, Giudici. Questa cooperazione è anche la chiave per affrontare l’emergenza. La Costituzione, infatti, non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali, e ciò per una scelta consapevole, ma offre la bussola anche per ‘navigare per l’alto mare aperto’ nei tempi di crisi, a cominciare proprio dalla leale collaborazione fra le istituzioni, che è la proiezione istituzionale della solidarietà tra i cittadini”.

È uno dei passaggi della relazione della Presidente Marta Cartabia sull’attività della Corte costituzionale nel 2019, in cui si possono leggere le principali linee di tendenza della giurisprudenza costituzionale.

“Separazione e cooperazione tra poteri sono due pilastri coessenziali e complementari che reggono l’architettura costituzionale repubblicana”, ha aggiunto Marta Cartabia. “L’indipendenza reciproca tra i poteri non contraddice la necessaria interdipendenza fra gli stessi, specie in società ad alto tasso di complessità, come sono quelle contemporanee”.

Sul piano dei rapporti Stato-Regioni – ha detto ancora Cartabia – “occorre prendere atto che in un numero significativo di casi, specie in ambito finanziario, la Corte richiama le parti al rispetto di una leale collaborazione istituzionale. A volte, tale collaborazione manca, altre volte arriva troppo tardi”. Lo afferma il presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, nella relazione sull’attività della Corte costituzionale nel 2019, pubblicata sul sito della Consulta a causa dell’emergenza Coronavirus.

“Mi corre l’obbligo di osservare che molti giudizi di legittimità in via principale portati all’esame della Corte dallo Stato o dalle Regioni, si risolvono con la cessazione della materia del contendere o l’estinzione del giudizio, in seguito a modifiche apportate alla normativa impugnata durante la pendenza del giudizio, spesso all’esito di negoziazioni tra Stato e Regioni. Ciò è accaduto ben 35 volte nel 2019”, ha sottolineato Cartabia.

 





Genova ha di nuovo il suo ponte. Emozione per l’ultimo tassello sul Polcevera

 

“Fermarsi ad additare nemici è una distrazione, questa comunità ha saputo riprendere il cammino e dopo il buio può rivedere la luce ed è una luce che può dare speranza all’Italia intera”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Genova alla cerimonia del varo dell’ultima campata del Ponte sul Polcevera. “Se lavoreremo in questo modo”, “prendendoci per mano”, “avremo una direzione” ha ribadito.

“Siamo consapevoli che oggi da Genova, dalla città della Lanterna, si irradia una nuova luce sull’Italia. Restituiiamo un nuovo volto, con questa luce, all’Italia intera”, ha aggiunto.

A sua volta la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha dichiarato: “Da ministro ho imparato e continuerò ad imparare da questa esperienza. Credo che il primo dovere per noi sia quello di garantire la sicurezza e non vorrei più vivere un’esperienza come questa. Il mio, il nostro dovere sarà quello di impedire che accadano di nuovo queste cose, con un pensiero sempre rivolto a quelle 43 persone che non ci sono più”.





Risale in Germania l’indice del contagio, 1.144 nuovi malati

 

Risale l’indice di contagio in Germania, dove sono appena entrate in vigore le misure di allentamento delle restrizioni imposte per frenare la diffusione del coronavirus. Stando ai dati divulgati dal Robert Koch Institut, l’indice è risalito a 1, il che significa che ogni persona contagiata è in grado di infettarne un’altra. E’ la prima volta che l’indice torna ad 1 da metà aprile, quando era sceso allo 0,7, per poi risalire progressivamente. In tutto sono 156.337 casi dall’inizio dell’emergenza e 5.913 i decessi. Rispetto ai dati di domenica vengono segnalati 1.144 nuovi contagi. Il governo federale di Berlino e le regioni - che hanno concordato l’allentamento delle restrizioni già attuato - hanno in programma per giovedì nuove consultazioni destinate a preparare la strada a possibili ulteriori revoche delle norme di confinamento. Nuove decisioni in materia potrebbero essere prese il 6 maggio. "Non vogliamo che il numero di casi aumenti di nuovo. Non vogliamo che il sistema sanitario venga sopraffatto. Non vogliamo che più persone muoiano di Covid 19"., ha affermato il direttore del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, rivolgendo un appello urgente ai suoi connazionali: "Continuiamo a rispettare le restrizioni nei contatti, a tenere almeno 1,5 m di distanza l’uno dall’altro e indossare una copertura su naso e bocca nei trasporti pubblici e nei negozi". A differenza di altri paesi, la Germania è stata finora in grado di tenere la diffusione sotto controllo con grande successo. "Vogliamo difendere questo successo." Wieler ha poi sottolineato come l’indice di contagio non vada mai estrapolato dal contesto e considerato a sé ma sempre in parallelo con gli altri dati.





Gualtieri (Economia) : “Ogni anno 6mld di investimenti”

 

"Per stimolare la crescita agiremo anche attraverso la previsione di specifici incentivi" destinando "parte delle maggiori risorse chieste per il 2021 e per gli anni successivi, circa 6 miliardi l’anno fino al 2031, a sostegno degli investimenti". Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione sul Def.

Quella predisposta dal Governo in risposta al Covid-19 è "una manovra espansiva imponente di entità mai vista dal dopoguerra ad oggi". Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, aggiungendo che "lo scostamento non mette assolutamente a repentaglio la sostenibilità della finanza pubblica, anzi è indispensabile per la tenuta sistema produttivo e quindi per la sostenibilità".

Il governo chiede "l’autorizzazione a intervenire sugli anni successivi per eliminare definitivamente e completamente gli aumenti di Iva e accise e per sostenere gli investimenti". Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione sul Def. Si tratta di "una fondamentale operazione di pulizia del bilancio pubblico che aumenta trasparenza e credibilità" delle stime e "finalizzata a realizzare un calo della pressione fiscale di 1,1 punti percentuali di Pil. Restituisce maggiori margini di politica economica in questi anni compressa" quasi solo alla sterilizzazione dell’Iva. In particolare il ministro annuncia: "Elimineremo l’Iva sulle mascherine per tutto il 2020" 

 





Confindustria: “Il rinvio della riapertura delle attività produttive produrrà effetti negativi sul Pil”

 

Il rinvio di altre due settimane della riapertura delle attività produttive produrrà un’ulteriore caduta del Pil rispetto alle prime stime e, di conseguenza, “ragionevolmente il quadro di finanza pubblica prospettato nel Def è ad oggi peggiore: il deficit pubblico tendenziale è indicato al 7,1% nel 2020, a causa del maggior calo del Pil nominale. Nel quadro programmatico, incluse le nuove misure di policy, si arriva a un deficit del 10,4% nel 2020”.

E’ quanto ha sottolineato il direttore del centro studi di Confindustria (Csc), Stefano Manzocchi, in audizione nelle commissioni congiunte del Bilancio di Camera e Senato sul Def.

“Il rapporto tra debito e Pil è indicato al 155% contro il 150 stimato a marzo dal centro studi – ha detto – in ragione dell’effetto combinato delle nuove previsioni sul calo del Pil e delle nuove misure fiscali”.





Morte altre 382 persone nelle ultime 24 ore, salgono i guariti, giù i ricorsi alle terapie intensive

Altre 382 persone sono morte, nelle ultime 24 ore, a causa del contagio da Covid-19, portando il numero complessivo dei decessi a 27.359. Così la Protezione Civile. Attualmente, le persone per le quali è stato accertato il contagio sono 105.205 (-608), di cui 19.723, 630 in meno rispetto a ieri, sono degenti nei reparti differenti dalle terapie intensive, e 1.863, 93 in meno, nelle terapie intensive, mentre è stata disposta la quarantena per 83.619 persone. Complessivamente, i contagi dall’inizio dell’emergenza sono 201.505 (+2.091 in 24 ore). Fino ad oggi, infine, sono stati fatti 1.846.934 tamponi ed esami su 1.274.871 persone.