Arresti dei carabinieri per traffico di cocaina e per la morte di una trentenne

 

Tre persone di origine albanese, ritenute responsabili di concorso in spaccio e detenzione di droga e, uno dei fermati, anche di morte quale conseguenza di altro reato, sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia Roma Trionfale. Il provvedimento trae origine da indagini avviate nel luglio 2019 dopo la morte per overdose di una giovane romana di 30 anni presso la sua abitazione del quartiere Monte Mario, che hanno permesso di disvelare l’esistenza di un traffico di cocaina ad opera di un gruppo di albanesi stabilitisi nella zona nord di Roma. Dalle successive indagini, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti di uno dei tre fermati, il quale avrebbe ceduto la dose letale allaragazza deceduta. Il fermo, eseguito il 20 aprile scorso, e’ stato necessario poiche’ i tre stavano pianificandodi fuggire in Albania. I tre fermi, richiesti dalla Dda della procura di Roma, sono stati convalidati dal gip che ha applicato nei confronti degli arrestati la misura cautelare in carcere.





Denuncia della Fisascat-Cisl di Roma e Rieti: “1.024 lavoratori della pulizia delle scuole senza stipendio”

 

“Dopo il danno, un’inaccettabile ‘beffa’: 1024 lavoratrici e lavoratori sul territorio laziale, esclusi dal processo di internalizzazione degli appalti per la pulizia delle scuole di Stato, sono ‘in sospensione non retribuita’, ovvero senza alcun soldo in tasca, e ancora in attesa di ricevere l’assegno del Fondo di integrazione salariale (Fis): oltre a ciò, alcuni di loro stanno ricevendo in questi giorni lettere di messa a disposizione che prevedono il trasferimento in altre regioni, oltre i 50 Km di distanza e gli 88 minuti di percorrenza, essendo di fatto costretti a dimettersi per giusta causa perché impossibilitati a raggiungere il nuovo luogo di lavoro”. E ‘quanto denuncia Sara Imperatori, della Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti, aggiungendo che “le loro dimissioni comporterebbero l’esclusione dal processo di internalizzazione. Si tratta di un gioco subdolo e pericoloso, che sta mettendo profondamente in difficoltà numerose famiglie, che hanno come unica prospettiva l’apertura del fondo di integrazione salariale aperto da tutte le società”. “Come abbiamo sempre affermato, congiuntamente agli altri sindacati confederali – conclude -, adesso lo ribadiamo: nessuno deve restare escluso dalla ‘Fase 2 dell’internalizzazione, che riguarda 4mila lavoratori in Italia e 1024 a Roma e nel Lazio. Si deve agire presto e bene a tutela di migliaia di persone. Non serve propaganda, ma fatti concreti: faremo tutto il possibile per ottenerli”.




Nuovo sfregio al patrimonio di Villa Pamphilj. Raggi: “Inaccettabile”

 “Ancora una volta una targa toponomastica è stata danneggiata ieri notte a Villa Doria Pamphilij. Questo è solo l’ultimo di una serie di atti vandalici che si sono registrati negli scorsi mesi: è inaccettabile. Inoltre è stata bersaglio di lancio di pietre una macchina dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che stava inseguendo i responsabili. Mi auguro che questi barbari siano al più presto assicurati alla giustizia”. Così la Sindaca di Roma Virginia Raggi. “Ringrazio i carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale e gli agenti del gruppo XII della Polizia Locale di Roma Capitale attivi nel pattugliamento della villa. Grazie anche a Marco Doria, presidente del Tavolo di coordinamento per Villa Doria Pamphilj, sempre in prima linea nella tutela di questa meravigliosa e preziosa area verde della nostra città”, conclude. Dall’inizio di quest’anno sono state danneggiate all’interno di Villa Doria Pamphilj circa 26 targhe toponomastiche, tre statue, due vasi secolari. L’ultimo atto vandalico, registrato poche settimane fa, ha visto danneggiati e spezzati i gigli della Fontana del Cupido.





Dalla Regione Lazio stanziati otto milioni di Euro per Musei, Biblioteche e Archivi

Con il via libera in Giunta del Piano Annuale 2020 degli interventi in materia di Servizi culturali e di Valorizzazione culturale, già dalla prossima settimana la Regione Lazio inizierà a stanziare oltre 8 milioni di euro per finanziare lavori di ristrutturazione degli spazi culturali (5,2 milioni) senza tralasciare il sostegno al funzionamento e alle attività dei musei, biblioteche, archivi, istituti culturali ed ecomusei (per oltre 3 milioni).  Un forte piano di rilancio e di sostegno in vista della riapertura dei luoghi della cultura in programma il prossimo 18 maggio. Gli avvisi pubblici in programma avranno, quindi, un duplice obiettivo: stimolare la ripresa attraverso il sostegno a progetti di riqualificazione degli spazi culturali e sviluppare progetti di promozione culturale in grado di assicurare anche il rispetto del principio del distanziamento sociale, in conformità delle disposizioni normative vigenti, o che possano essere diffusi mediante piattaforme digitali (come laboratori, attività di e-learning per studenti e professionisti, visite guidate online mediante app o podcast). 





Fdi contro la chiusura del Punto di Primo Intervento sanitario in VIII Municipio

 

“Quando a fine gennaio scorso il Presidente della Regione Zingaretti, accompagnato tra gli altri dal Presidente del Municipio VIII Ciaccheri, si è recato presso il Cto Alesini proclamando un futuro di rilancio della struttura ospedaliera, ha omesso di annunciare l’imminente chiusura del Punto di Primo Intervento, che sta avvenendo proprio in un periodo di gravissima emergenza sanitaria. Siamo di fronte all’ennesimo atto senza capo né coda che taglia senza pensare a quello che accadrà. Lo smantellamento del Ppi priva un territorio di circa 140. 000 residenti, di cui circa il 45% anziani, di un servizio essenziale costringendoli a percorrere chilometri andando presso i già sovraffollati Pronto soccorso del S. Giovanni e del S. Eugenio. Tutto questo durante la più grande emergenza sanitaria degli ultimi 100 anni, che dovrebbe indurre i vertici regionali a ponderare scelte simili ed anzi a rivederle, affinché la rete ospedaliera pubblica possa garantire la dovuta assistenza a tutti i cittadini. La Garbatella e il resto del Municipio VIII hanno l’irrinunciabile necessità ed il diritto ad avere, come era nel passato, non solo un Centro Traumatologico, ma un grande ospedale con pronto soccorso annesso, che possa assicurare la giusta assistenza e garantire un territorio attualmente sguarnito”. Lo dichiarano in una nota Andrea De Priamo e Maurizio Buonincontro, rispettivamente capigruppo di Fdi in Campidoglio e nel Municipio VIII. 





Mattia (Pd Lazio) su Covid-19: “No antagonismo tra lavoro e salute”

 

“Nella fase 2 la tutela della salute e il lavoro in condizioni di sicurezza non possono essere in antagonismo e devono anzi essere al centro del dialogo tra parti datoriali e rappresentanti dei lavoratori per agevolare la progressiva ripartenza delle attività produttive”. Così, in una nota, Eleonora Mattia, Presidente della IX Commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio, a margine degli “Stati Generali sulla salute e sicurezza nel Lazio”. “Nei luoghi di lavoro gli standard di sicurezza devono essere stabiliti di concerto con tutti i soggetti coinvolti, attraverso l’adozione di precisi protocolli che tutelino la salute delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori, per scongiurare il rischio che si trasformino in “zone rosse” al termine del lockdown. Sono necessarie alleanze, le cui basi si gettano anche grazie agli incontri come quello di oggi che definiscono il panorama delle azioni da compiere sull’esigenza di far ripartire gli ingranaggi dell’economia con un occhio attento alla prevenzione degli infortuni e delle malattie legate al lavoro. Bene anche il metodo che intende portare avanti l’assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Lazio, Claudio di Berardino, in armonia con le decisioni del Governo e caratterizzato dalla concertazione, esattamente come avvenuto con la Cig in deroga che ha visto il Lazio prima regione ad attivarsi per la trasmissione delle domande all’Inps” conclude. 





Screening dei dipendenti capitolini, Bordoni (Lega): “M5S attua la nostra proposta”

Screening dei dipendenti capitolini, Bordoni (Lega): “M5S attua la nostra proposta” “Dopo aver presentato alla sindaca una nostra proposta in merito al coinvolgimento dell’Ipa per uno screening dei dipendenti capitolini, accogliamo con soddisfazione la notizia che l’Amministrazione abbia deciso si procedere con i test sierologici agli agenti di polizia e agli impiegati d’anagrafe con la prima somministrazione di 50 test. Nella speranza che Roma Capitale riesca a mettere da parte le dinamiche burocratiche è una scelta che dimostra tutta l’importanza di garantire la sicurezza delle condizioni lavorative restituendo certezze ai lavoratori. Per questo ritengo che si debba ampliare questa possibilità mettendo a disposizione i laboratori di analisi dell’Ipa per tutelare le migliaia di dipendenti capitolini”. Lo afferma in una nota il consigliere capitolino della Lega-Salvini Premier Davide Bordoni.





Cassa Integrazione in Deroga, c’è l’accordo tra Regione Lazio e Poste Italiane

“Abbiamo sottoscritto un’intesa con Poste Italiane per rendere operativa la possibilità di anticipazione sociale del trattamento di cassa integrazione in deroga tramite gli sportelli postali del Lazio. Da parte nostra ringraziamo la società per la celerità e la sensibilità dimostrate; come Regione abbiamo fornito una password di accesso per la verifica che l’erogazione della CIGD sia stata autorizzata per il lavoratore richiedente, nonchè il rilascio delle credenziali di accesso e l’elenco delle aziende autorizzate a godere dell’ammortizzatore sociale”. Così in una nota congiunta Claudio Di Berardino, assessore regionale al Lavoro e Formazione eAlbino Ruberti, Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio. “In questo modo i lavoratori titolari dell’ammortizzatore sociale con un conto aperto presso Poste Italiane potranno chiedere agli sportelli l’anticipazione del trattamento senza aspettare l’erogazione della liquidità da parte dell’Inps. Dopo aver nei giorni scorsi implementato e ulteriormente semplificato le modalità operative con l’Abi per le stesse procedure, ora il contributo che può dare Poste Italiane è sicuramente in grado di soddisfare davvero le esigenze di tutti i lavoratori, senza lasciare escluso nessuno. Affrontare efficacemente l’emergenza sanitaria significa anche lavorare, come istituzione, per garantire liquidità alle famiglie”.





Raggi e i buoni spesa: “Ne sono stati erogati 45mila”

“Roma continua a essere al fianco delle famiglie in difficoltà: abbiamo raggiunto la quota di circa 45 mila Buoni Spesa destinati ai cittadini che stanno soffrendo di più a causa dell’emergenza coronavirus. È un bel risultato a cui siamo giunti grazie a un grande lavoro di squadra, per il quale ringrazio l’assessore Veronica Mammì, il Dipartimento Politiche sociali, i Municipi e la Polizia Locale”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. “Dopo pochi giorni dallo stanziamento da parte del Governo, abbiamo messo a punto strumenti innovativi per fare in modo che le famiglie potessero avere questo contributo il prima possibile, per acquistare beni di prima necessità, per portare un pasto in tavola. Altri Comuni italiani, decisamente più piccoli, hanno iniziato la distribuzione diverso tempo dopo e senza i numeri di Roma”, ricorda Raggi. “Certamente non ci fermeremo e continueremo a distribuire i Buoni Spesa fino a esaurimento delle risorse disponibili. Continuiamo a lavorare su più livelli con l’obiettivo comune di dare un supporto tempestivo a coloro che stanno vivendo questa emergenza con più difficoltà. Sono sicura che supereremo questa crisi così come la stiamo affrontando: insieme, con grande impegno e determinazione”, conclude.





Distanti ma uniti, progetto di solidarietà ai tempi del Coronavirus

 

 

Tablet per i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, pacchi alimentari per settantacinque famiglie in difficoltà. Sono le iniziative messe in campo da Happy Family Grajau (HFG), Onlus romana nata nel 2010 attiva nell’assistenza di bambini ricoverati in particolari reparti pediatrici degli ospedali (oncologia, chirurgia, ematologia, etc.) e delle loro famiglie e impegnata anche all’estero, a San Paolo in Brasile, e a Bukavu, città della Repubblica Democratica del Congo, nel villaggio di Mbobero, con progetti educativi e didattici. 

La prima iniziativa in questi giorni di quarantena è stata la distribuzione di alcuni tablet ai reparti di terapia intensiva al Policlinico di Tor Vergata, al Policlinico Umberto I e all’Ospedale San Camillo di Roma: donazione, questa, fortemente voluta dai medici e che ha aiutato numerosissimi degenti a tenersi in contatto con i loro cari. 

Non è mancata la raccolta alimentare, in favore di alcune case famiglia (la Casa Betania di Roma e il Centro Vita Nuova di Cesano) – che ospitano principalmente da mamme sole con figli. 

“Ci siamo e ci saremo ovunque potremo aiutare”, spiega Andrea de Petris, membro del consiglio direttivo di Happy Family Grajau: “Eravamo presenti all’Aquila, ad Amatrice, nei paesi esteri vicino alle persone più bisognose, oggi come allora. La solidarietà per noi è un principio cardine della nostra esistenza. È stato allora automatico e immediato il richiamo a dare il nostro contributo verso chi si trova in estrema difficoltà durante questi giorni di emergenza Covid19 e di contenimento sociale”. Per conoscere le attività della Onlus è consultabile il sito www.happyfamilygrajau.it





Contributo straordinario della Regione Lazio per gli affitti dei teatri

La Regione Lazio, prima in Italia, ha predisposto uno stanziamento straordinario di 1 milione di euro finalizzato a garantire un sostegno economico ai teatri privati del territorio contribuendo al pagamento dei canoni di locazione per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Lo spiega la strssa regione precisando che “una misura attraverso cui la Regione Lazio intende dare una risposta concreta alle richieste di aiuto giunte dal settore che, per la sospensione dei propri cartelloni a causa dell’emergenza epidemiologica, sta affrontando un momento di enorme difficoltà. L’Avviso pubblico a sportello gestito da LAZIOcrea, società in house della Regione, è online da oggi sul sito www.laziocrea.it e sosterrà il 40% dell’affitto complessivo. Potranno accedere alla misura tutti i soggetti privati titolari di contratto di locazione di un immobile destinato ad attività di teatro e situato nel territorio della Regione Lazio, in regola con le autorizzazioni necessarie per l’esercizio dell’attività di pubblico spettacolo, che abbiano svolto documentata attività professionistica di spettacolo da almeno un anno, con almeno 120 giornate di spettacolo per il territorio di Roma Capitale e 60 per i teatri situati nei restanti comuni della regione e che, al 31 dicembre 2019, fossero in regola con il pagamento del canone di locazione. È necessario, inoltre, dichiarare se, per i mesi oggetto dell’avviso, si siano ottenuti ulteriori contributi o se sia intervenuta una rinegoziazione del contratto di locazione. La domanda potrà essere presentata in carta semplice entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’Avviso via PEC all’indirizzo: avvisieventi.laziocrea@legalmail.it.





Cil, Cil e Uil in pressing sulla Regione: "Incontriamoci per la Fase Due"

“Mancano pochi giorni all’avvio della cosiddetta “Fase 2” ma sono ancora troppe le incertezze sulle misure che verranno messe in atto dalla Regione e soprattutto dal Comune per evitare una falsa ri-partenza nella nostra Regione. Siamo tutti consapevoli che la situazione sanitaria legata al covid19 rimane critica è un nuovo aumento dei casi sarebbe devastante in particolare della Capitale.Siamo sempre più convinti che bisogna fare ogni sforzo per permettere una ripresa delle attività in sicurezza per i lavoratori e i cittadini”. Così, in una nota, Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Cisl Roma Capitale Rieti, Uil Lazio.
“Ci aspettiamo che dopo l’incontro di oggi pomeriggio tra Comune, Prefettura e Regione in cui è necessario si faccia finalmente chiarezza su quali saranno le azioni messe in campo su mobilità, orari degli esercizi commerciali, organizzazione dei servizi pubblici locali, si apra un confronto complessivo con tutte le forze sociali e produttive. Ripensare i tempi di vita e le reti delle nostre città, le modalità di erogazione e di fruizione dei servizi è la precondizione per immaginare la ripresa delle attività e della socialità delle nostre comunità. Servono piani e crono programmi con numeri chiari e prospettive di sviluppo certe se si vuole progettare anche una vera ripresa economica. Le istituzioni ascoltino le nostre proposte per programmare in sicurezza la ripartenza, a partire dal primo step del 4 Maggio, e iniziare a costruire la “nuova normalità” che ci aspetterà quando avremo superato la fase più acuta dell’epidemia. Bisogna far presto e bene dare indicazioni chiare e certezze a lavoratori e cittadini. Il grado di incertezze e la mancanza di piani chiari che ancora registriamo aumentano le nostre preoccupazioni. I cittadini del Lazio in questi mesi hanno dimostrato grande senso civico rispettando diligentemente le varie disposizioni nazionali, regionali e comunali, i lavoratori a partire da quelli direttamente coinvolti nel mantenimento dei servizi essenziali hanno permesso ai nostri territori di affrontare questa grave emergenza, adesso per non vanificare gli sforzi fatti fino ad ora serve un grande senso di responsabilità da parte di tutti”.





Coronavirus, i numeri dello Spallanzani: 105 positivi, 17 più gravi

 

Sono 105 i pazienti covid positivi, tra loro 17 hanno bisogno di un supporto respiratorio. Lo spiega lo Spallanzani nel consueto bollettino medico chiarendo che anche questo mercoledì sono previste dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomatici e che i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o in strutture territoriali sono a questa mattina 375.





Inaugurata la struttura Covid-19 da 150 posti letto al Policlinico militare del Celio

 

Al Policlinico militare del Celio di Roma il nuovo Covid-Hospital: disponibili 150 posti letto, dei quali 50 destinati alla terapia intensiva o sub-intensiva, predisposti in sole tre settimane. La struttura ospedaliera è stata inaugurata dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, accompagnato dal capo di Stato maggiore della difesa, generale Enzo Vecciarelli, dal capo di Stato maggiore dell’esercito, generale Salvatore Farina e dal capo di Stato maggiore dell’aeronautica, generale Alberto Rosso. 

“La Fase 2 per la Difesa inizia con questa inaugurazione odierna. Con la realizzazione del Covid Hospital al Celio, inserito in una rete nazionale, stiamo mettendo a disposizione del Paese un’importante struttura sanitaria” ha dichiarato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini a margine dell’inaugurazione, aggiungendo: “Ringrazio i medici militari e gli infermieri di tutte le forze armate impegnati in prima linea per la lotta al Covid-19 qui al Celio, nei vari ospedali civili nel nord Italia e negli ospedali da campo, fortunatamente in via di dismissione. Il Paese vi è grato per il vostro lavoro”.





I torrefattori, i grossisti ed gli importatori di caffè protestano per i ritardi delle riaperture

“L‘annunciata riapertura di bar, dei ristoranti, pub, pizzerie, gelaterie al 1° giugno comporta il rischio della chiusura di numerosissime piccole-medie aziende che già hanno subito gravi perdite, dal 50% al 90%, per l’inattività dei pubblici esercizi. E’ l’allarme lanciato da Remo Ottolina, presidente di Altoga, l’Associazione nazionale Confcommercio torrefattori, importatori di caffè, grossisti alimentari. “Il settore viene intermediato da circa 2.400 distributori specializzati, con oltre 700 aziende della torrefazione di caffè, già fortemente penalizzati nei primi due mesi dell’emergenza epidemiologica. Ma è tutto ciò che ruota attorno al mondo del caffè che rimane paralizzato: i fabbricanti delle macchine professionali, dei macinadosatori, delle stoviglie in genere ecc.; il comparto saccarifero. In un anno vengono servite 10 miliardi di tazzine di caffè che, per l’80%, il consumatore preferisce zuccherare”. 

Delle norme, finora emanate, a sostegno delle imprese – lamentano Altoga e Federgrossisti – nemmeno a parlarne. La cassa integrazione? Chi per ora l’ha vista? Le Regioni latitano e l’Inps, di conseguenza, non riesce ad erogare, per cui i dipendenti sono semplicemente disperati. Il “decreto liquidità”? “I tanti messaggi e le telefonate che riceviamo – rileva Francesco Geracitano, presidente di Federgrossisti – testimoniano le difficoltà degli operatori con gli istituti di credito”. 

“Tutta la filiera – proseguono Altoga e Federgrossisti – sta predisponendo le misure igienico-sanitarie per garantire la sicurezza al 100%, sanificando le strutture aziendali (uffici, magazzini, pertinenze ecc.)”, predisponendo tutte le misure di prevenzione previste dai decreti presidenziali finora emanati e attenendosi al protocollo di sicurezza sottoscritto dalla Confcommercio con le organizzazioni sindacali dei lavoratori. “Altrettanto – sottolineano Ottolina e Geracitano – è in grado di fare la nostra clientela primaria dei pubblici esercizi assicurando anche il distanziamento sociale, a tutela del consumatore. Presidente Conte: ascolti le istanze che il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli le rappresenta con la massima urgenza. Le nostre aziende hanno necessità di ‘riaprire’: non possono attendere ancora un mese. L’alternativa, per molti, sarà la scomparsa”.





Banche Popolari, un inizio 2020 positivo e sarà fondamentale per tenuta e ripresa

 

L’inizio del 2020 è stato positivo per le banche popolari e questi risultati sono “fondamentali” per favorire la ripresa economica dopo l’emergenza coronavirus. Lo sostiene Assopopolari, secondo cui all’inizio dell’anno c’è stata “una crescita dei volumi intermediati con ricadute positive sulle economie locali. Gli impieghi vivi hanno evidenziato una crescita annua del 3% e i depositi del 6%. Gli Npl diminuiscono di un ulteriore 20% anche grazie alle operazioni di cartolarizzazione realizzate con continuità negli ultimi due anni per un valore di circa 3,5 miliardi di euro”. 

Questi risultati positivi, “malgrado un contesto economico emergenziale che negli ultimi mesi ha colpito il nostro Paese e l’economia mondiale, lasciano però concretamente aperta la porta alla possibilità di un indispensabile e robusto sostegno nella fase di ripresa che, si spera, possa avviarsi al più presto”. 

“Prossimità e radicamento territoriale – spiega il segretario generale di Assopopolari, Giuseppe De Lucia Lumeno – continuano a essere essenziali per il sostegno all’economia reale e alle famiglie maggiormente esposte alla tempesta in corso. Anche e soprattutto nei momenti di crisi un sistema fatto di diversità di modelli di governance è il solo in grado di rispondere alle esigenze di un tessuto produttivo come quello italiano, complesso e fatto prevalentemente di piccole e medie imprese”.





I sindacati dei lavoratori dell’edilizia e delle costruzioni contro le stragi silenziose: “Rimettere al centro sicurezza e salute”

“Rimettere al centro la salute e la sicurezza e garantire massimi livelli di tutela”: è questo il messaggio che arriva dai sindacati delle costruzioni Feneal, Filca e Fillea per la Giornata Mondiale sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo). “Come ogni anno, vogliamo ricordare tutte le vittime di questa strage silenziosa e dare sostegno ai familiari”, dichiarano le segreterie nazionali dei tre sindacati. “Un dramma che colpisce duramente il settore delle costruzioni e per il quale continuiamo a chiedere interventi concreti e immediati, investimenti in formazione e prevenzione, più controlli e rafforzamento di sanzioni e pene per le imprese che non rispettano le norme”. I dati Inail registrano per il 2019 un bilancio pesante, con 641.638 denunce di infortunio,1089 casi mortali ed un significativo aumento delle malattie professionali (+2,9% rispetto al 2018). Come sempre, le costruzioni pagano un prezzo altissimo, come ricordano i sindacati “118 le vittime - soprattutto per caduta dall’alto - nel nostro settore, che si riconferma tra i più colpiti”.

Secondo l’Inail i dati generali nei primi mesi del 2020 scendono, e non poteva essere altrimenti, visto il blocco delle attività produttive: tra gennaio e marzo 130.905 sono state le denunce totali di infortunio e 166 i morti ma già sappiamo che il Covid-19 sta compiendo anche una strage sul lavoro, con oltre 180 vittime tra gli operatori sanitari e tante altre vittime tra il personale che in questi mesi ha svolto attività essenziali “a tutti loro va il nostro pensiero e la nostra gratitudine - affermano i sindacati - a medici, infermieri, operatori sanitari, farmacisti, operai, impiegati, cassieri, forze dell’ordine, autotrasportatori, sindacalisti, giornalisti, personale delle Forze dell’Ordine che hanno continuato con spirito di sacrificio e abnegazione a svolgere il proprio lavoro per assicurare i servizi fondamentali alla cittadinanza”.

Nonostante le attività del settore delle costruzioni siano di fatto ferme da marzo, si registrano in questi primi mesi del 2020 una quindicina di vittime, l’ultima lo scorso 17 aprile in un cantiere notturno nel tratto reggiano dell’autostrada A1, dove un giovane di 32 anni è stato falcidiato da un Suv. Per Feneal Filca Fillea l’attenzione sul tema deve essere massima, "ancora di più in questa fase delicata di ripresa delle attività. Mai più tagli alle risorse, ai controlli e ai risarcimenti, come invece è stato fatto nell’ultimo anno in cui mezzo miliardo è stato sottratto proprio alla prevenzione. In questo momento di particolare fragilità - proseguono - vanno ancora più garantite condizioni di sicurezza perché le attività possano riprendere gradualmente ed il Paese possa pian piano ricominciare a rialzarsi. Per noi la salute dei lavoratori viene prima di tutto, e la riapertura dei cantieri potrà avvenire solo se verranno rispettati i protocolli sottoscritti con il Mit e con le associazioni imprenditoriali, aggiornati ed integrati dall’ultimo testo sottoscritto il 24 aprile con le ministre De Micheli e Catalfo”.





Alitalia registra un crollo verticale dei ricavi (-76,5%)

 

Il mese di marzo ha prodotto un “crollo verticale” delle vendite di Alitalia “per effetto di due evenienze”: l’esplosione del Covid e il conseguente lockdown. E’ quanto ha affermato il commissario straordinario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, in un’audizione nella commissione Trasporti della Camera sulla situazione economico-finanziaria e sulle prospettive della compagnia aerea a seguito dell’emergenza coronavirus, aggiungendo che i ricavi “sono risultati pari a 43,5 milioni di euro contro i 186,73” dello stesso mese dell’anno precedente “con una contrazione del 76,5%”. 

Leogrande ha sottolineato che c’è stata una “progressiva e continuata restrizione della continuità dei voli in quasi tutti i Paesi destinatari della nostra attività”. Ad aprile “non abbiamo dati consolidati – ha detto – ma fino al 27 aprile. E’ stato un mese vissuto in pieno lockdown con restrizioni enormi e qui si è verificato un vero crollo pari addirittura al 97% rispetto all’anno precedente. Parliamo di vendite neanche per 5 milioni a fronte dei 160 dell’anno precedente”.





A colloquio con Alfonso Pagliuca (Ad Aja - società leader delle certificazioni) su nuove professioni e globalizzazione

A colloquio con Alfonso Pagliuca (Ad Aja società leader delle certificazioni) su nuove professioni e globalizzazione 

 

Alfonso Pagliuca, Ad AJA, società internazionale leader nel campo delle certificazioni, con particolare riguardo a quelle inerenti le nuove competenze professionali che, grazie alla presenza in oltre 36 Paesi nei 5 continenti, apporterà all’esperienza e alle risposte richieste quella universalità che il nuovo globalismo impone. Con lui abbiamo avuto un colloquio ed ecco in sintesi il quadro di un mondo che sarà costretto a cambiare per colpa di Codid-19.

 Il Gruppo AJA Europe, fondato nel 2000, costituisce un gruppo organico di attività specializzate, dedicate alla fornitura di servizi ad alto contenuto tecnico e con soluzioni diversificate in base alle esigenze di aziende di ogni dimensione, gruppi internazionali e istituzioni.

Presente in quasi tutti i principali Paesi (*) con 26 filiali, 40 uffici e oltre 80.000 clienti processati, AJA Europe offre una gamma completa di servizi nei settori della valutazione della conformità, assistenza tecnica, formazione e certificazione.

In un mondo del lavoro che cambia continuamente e velocemente come non mai, si è assistito ad una esponenziale richiesta di “credibilità, autorevolezza e riconoscibilità” in un settore che fino a pochi anni fa era completamente sconosciuto, quello della certificazione delle competenze personali.

Le competenze richieste da un numero di Aziende sempre più numeroso, sono tra le più varie e sono apparse professioni che solo qualche anno fa sarebbe stato quasi impossibile prevedere.

Basti pensare alle tante cosiddette “soft skills” o ai settori del benessere, del turismo, dell’internet commerce & security, ecc…

Grazie alla nostra presenza capillare unitamente ad una politica sempre volta a dare risposte al mercato globale pressoché in tempo reale, ci hanno consentito di recepire prima di altri le mutate esigenze di tante figure professionali ed essere tra i primissimi Enti al mondo ad investire nel settore delle competenze personali acquisendo un ruolo di primissimo piano.

Proprio l’ultima riunione del nostro Comitato Superiore Permanente (Aja Europe Business Continuity Board) tenutasi all’inizio di questa settimana, ha approvato nuovi investimenti per ulteriormente potenziare il Team responsabile sia del mantenimento degli accreditamenti che dello sviluppo di standard proprietari nel settore delle competenze personali.

In alcuni casi (e-commerce, ad esempio) affianchiamo alla certificazione degli operatori anche una serie di attività di validazione dei processi allo scopo di creare più confidenza/fiducia da parte dell’utente finale e sempre maggiore trasparenza.

 

(*):

Bangladesh (Ag), Bahrain (JV), Greece (Ag), Germany (JV), Hong Kong (Ag), Indonesia (AG), Italy (WO), Malaysia (Ag), Romania (JV), Singapore (WO), Switzerland (WO), United Kingdom (WO), Egypt (Ag), India (Ag), Japan (Ag), Mauritius & Reunion (Ag), Jordan (Ag), Taiwan (Ag), Thailand (Ag), Vietnam (JV), Russia (Ag),Denmark (Ag), Malta (JV), Qatar (Ag), USA (WO)




La proposta degli eurodeputati del Pd: “Sostegno dell’Ue agli studenti fuorisede”

Gli eurodeputati del Pd Brando Benifei e Caterina Chinnici hanno inviato una lettera al commissario europeo per il Lavoro e i Diritti sociali, Nicolas Schmit, chiedendo che la Commissione prenda un’iniziativa a favore degli studenti universitari “fuori sede” che, a causa della crisi del COvid-19 e del conseguente “lockdown”, sono rimasti spesso bloccati lontani da casa e senza più neanche la possibilità di lavorare part-time per mantenersi agli studi. 

“Si tratta di giovani, tanto in Italia che negli altri paesi Ue in situazione di estrema precarietà – scrivono i due eurodeputati nella lettera al commissario -, non soltanto perchè il loro periodo di studio o specializzazione è stato sospeso, e si trovano magari in una regione lontana dalle loro famiglie, ma anche perchè hanno visto bruscamente interrotta in molti casi la propria fonte di reddito, ovvero il lavoro part-time che svolgono per potersi permettere gli studi, facendo enormi sacrifici e spesso con contratti atipici o senza tutele adeguate”. 

Al commissario Schmit Benifu e Chinnici chiedono “di farsi promotore di una decisa azione della Commissione europea a sostegno dei giovani universitari, ad esempio attraverso uno schema urgente e temporaneo finanziato con risorse Ue”. Questo schema dovrebbe “coprire le spese di vitto e alloggio degli universitari fuori sede”, e fornire “un sostegno per far fronte ai costi della loro istruzione”. 

L’iniziativa, secondo i due eurodeputati, “oltre a un aiuto concreto per migliaia di ragazzi, sarebbe un segnale importante da parte dell’Unione europea, di forte incentivo e investimento sul mondo universitario e sui giovani, che come sempre accade si trovano in codizione di estrema vulnerabilità durante le situazioni di grave crisi economica”.





Turismo, il rilancio passa anche dalle dimore storiche. La proposta della Fondazione Visentini

 

Rilanciare il turismo puntando sui 45 milioni di persone che ogni anno visitano le dimore storiche. È la ricetta indicata da uno studio della fondazione Bruno Visentini, secondo cui “le dimore storiche coprono la metà dell’offerta museale italiana, svolgono attività in diversi settori del turismo e della cultura (dall’agroalimentare all’alberghiero, all’organizzazione di eventi) e sono un incredibile elemento di attrazione e volano per i territori nei quali si trovano, soprattutto per i piccoli borghi italiani”.

Una rete culturale ed economica che, “a seguito delle misure disposte per gestire l’emergenza sanitaria, rischia di subire perdite dirette per circa due miliardi di euro, con le inevitabili ripercussioni sull’indotto, calo occupazionale e contrazione dei flussi turistici”.

La fondazione Visentini, nel quadro dell’Osservatorio del patrimonio culturale privato italiano che coinvolge anche gli studenti del corso magistrale Luiss Cantieri d’Europa, ha analizzato i dati raccolti dall’Associazione dimore storiche italiane (Adsi). Considerando le 9.385 dimore storiche che attualmente operano in una o più filiere produttive (il 64% delle 14.725 unità registrate, tra ville, castelli, forti, rocche, torri e palazzi), sono state stimate in oltre 1,8 miliardi le previsioni di minori ricavi per il 2020, con 30mila posti di lavoro a rischio e tra i 25 e i 30 milioni di visitatori in meno. Una perdita “con evidenti ripercussioni sull’indotto dei territori, superiore al 50% dei 45 milioni di persone che annualmente visitano le dimore storiche”.

Il settore maggiormente esposto, dal punto di vista economico, è il vitivinicolo. I produttori di vino delle dimore storiche “rappresentano circa il 30% del totale delle imprese del comparto in Italia e le perdite stimate a seguito dell’emergenza sfiorano il miliardo. Dal punto di vista occupazionale, invece, è il settore ricettivo che pagherebbe il prezzo più alto, con quasi 13mila posti a rischio, seguito dal vitivinicolo (oltre 10mila persone a rischio) e dal settore organizzazione eventi (oltre 6mila)”.





Il Gruppo Crai ritira dalla vendita nei suoi supermercati migliaia di mascherine

 

Il Gruppo Crai Secom – al quale fanno capo le insegne Crai, Pellicano, Caddy’s, IperSoap, Pilato, Proshop, Risparmio Casa, Saponi e Profumi, Shuki e Smoll – comunica che si vede costretto a ritirare dalla vendita dai negozi le mascherine chirurgiche, alla luce dell’ordinanza con la quale il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid ha imposto la vendita al consumo delle mascherine a un prezzo non superiore a 0,5 centesimi. 

“Ci rendiamo conto che ciò può generare disservizio verso i clienti e ne siamo particolarmente spiacenti – si legge in una nota – ma, nonostante tutto l’impegno e la disponibilità dimostrati dai negozi del gruppo, particolarmente in questo periodo, verso tutti i consumatori che li frequentano, siamo nell’impossibilità di vendere le mascherine ad un prezzo inferiore al loro costo di acquisto. Confidiamo che il governo voglia risolvere al più presto tale situazione in modo da consentirci di riprendere la vendita delle mascherine in questione”.




L’appello di Papa Francesco all’Europa: “Andare avanti come fratelli”

“Oggi è Santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa, Patrona d’Europa. Preghiamo per l’Europa, per l’unità dell’Europa, per l’unità dell’Unione Europea: perché tutti insieme possiamo andare avanti come fratelli”.

Nell’introduzione alla Messa a Casa Santa Marta, Papa Francesco ha così rivolto il suo pensiero all’Europa, come ha fatto altre volte in questi giorni caratterizzati dalla pandemia del Covid-19, a riportarlo, come ogni mattina, Vatican News.





Singolare decisione di Fitch che declassa l’Italia. Gualtieri (Tesoro): “I nostri fondamentali sono solidi”

 

Fitch declassa l’Italia. L’agenzia di rating ha deciso di ridurre l’affidabilità del debito pubblico italiano portando il giudizio ad un solo livello dal limite minimo junk (spazzatura) e attribuendogli un punteggio di BBB-.

L’outlook è stabile. I fondamentali dell’economia e della finanza pubblica dell’Italia “sono solidi” ha assicurato il ministero dell’economia, sottolineando che il ministro Roberto Gualtieri “prende atto della decisione dell’agenzia Fitch di declassare il merito di credito della Repubblica italiana al livello BBB-, con outlook stabile”.

“L’agenzia – spiega il Tesoro – è intervenuta anticipando la valutazione del rating programmata per il 10 luglio.

L’accelerazione sarebbe giustificata dal deterioramento in atto del quadro macroeconomico e della finanza pubblica. Si tratta tuttavia di effetti interamente dovuti a una causa esogena e temporanea. La valutazione degli impatti sulle prospettive di crescita e sul merito di credito sconta inevitabilmente un considerevole margine di incertezza. Le altre agenzie di rating hanno in effetti assunto un atteggiamento più prudente”.

La valutazione “non tiene conto delle rilevanti decisioni assunte nell’Unione Europea, dagli Stati che la compongono e dalle istituzioni che ne fanno parte. In particolare, non sembrano adeguatamente valorizzati l’orientamento strategico della Bce e gli interventi che si stanno per realizzare con la condivisione delle responsabilità della gestione della reazione alla crisi e dei relativi oneri di finanziamento”.




Covid-19 ha contagiato oltre tre milioni di persone nel mondo

I casi ufficialmente confermati di COVID-19 sono arrivati a oltre oltre 3.110.000, secondo quanto riporta la John Hopkins University. I casi di contagio confermati ufficialmente negli Usa, invece, superano la soglia del milione. E’ di 105.205 attualmente positivi, 68.941 guariti, 27.359 deceduti, 201.505 casi totali il bilancio del bollettino della Protezione civile di oggi sull’emergenza coronavirus in Italia. Secondo i numeri prosegue il calo dei nuovi positivi: sono 608 in meno rispetto a ieri (-0,57%). I guariti aumentano di 2317 persone (+3,48%), mentre i deceduti martedì sono stati 382 (+1,42%), in rialzo rispetto agli ultimi due giorni. I casi totali superano quota 200mila e oggi i nuovi tornano sopra quota duemila: oggi sono 2.091 (+1,05%). Prosegue il calo delle terapie intensive: -93. I ricoverati con sintomi sono 19.723, 83.619 le persone in isolamento domiciliare (il 79,48%). I tamponi effettuati sono 1.846.934 (+57.272), su 1.274.871 casi testati (+37.554). Il rapporto percentuale nuovi casi/nuovi tamponi è del 3,65%.





Le terapie contro Covid sulle persone affette da sclerosi non sono dannose. I primi dati dei progetti Aism e Sin

Le terapie contro Covid sulle persone affette da sclerosi non sono dannose. I primi dati dei progettii Aism e Sin Le terapie anti-Coronavirus non hanno effetti negativi sulle persone con sclerosi multipla. E’ quanto emerge da una prima analisi prodotta sulla base dei dati raccolti nella piattaforma Covid-19 e sclerosi multipla, il progetto pilota di raccolta di informazioni cliniche sulle persone con sm che hanno sviluppato l’infezione da Covid-19. Curato dall’Associazione italiana Sclerosi multipla e dalla Societa’ italiana di Neurologia, il progetto coinvolge oggi 78 centri italiani e oltre 28 centri di 15 Paesi esteri. La prima istantanea, illustrata nel corso di una conferenza stampa su GoMeeting, e’ stata scattata grazie alle informazioni raccolte all’8 aprile scorso su un totale di 232 pazienti dei primi 38 centri che hanno aderito. Come ha spiegato il professor Marco Salvetti della Sapienza, ospedale Sant’Andrea di Roma, "i primi risultati sono rassicuranti" e mostrano che "non ci sono terapie dannose". Di 232 pazienti con sm, che mostravano sintomi da Covid-19, ’solo’ 6 si sono trovati in situazione critica e di questi 1 e’ guarito e 5 sono deceduti (il 2%). Il dato significativo e’ che i decessi riguardavano persone con particolare fragilita’ legata alla disabilita’, alle comorbidita’ e/o all’eta’ avanzata. "Tutti i deceduti - ha spiegato Salvetti - avevano una forma progressiva in stato avanzato e piu’ di 60 anni. Di questi solo 2 facevano una terapia". Secondo gli esperti e’ comunque troppo presto per trarre conclusioni. "Al momento - ha spiegato Maria Pia Sormani del dipartimento di Biostatistica dell’Universita’ di Genova - nel database sono stati inseriti i dati clinici di 500 pazienti". Questi saranno oggetto di studi piu’ approfonditi e gia’ "nei prossimi giorni i primi dati saranno pubblicati sulla rivista scientifica Lancet Neurology", come assicura il presidente della Fondazione Aism, Mario Alberto Battaglia, aggiungendo che "in questo scenario per far fronte ai problemi piu’ urgenti e pianificare una risposta a lungo termine ai cambiamenti che la pandemia Covid-19 impone nella vita e sull’assistenza sanitaria delle persone con sm, l’associazione dei pazienti Aism con la sua Fondazione (Fism) e il Gruppo di studio sulla sm della Societa’ italiana di Neurologia (Sin) hanno, gia’ dalle prime settimane dell’epidemia, istituito un Programma di attivita’ per affrontare l’emergenza a breve, medio e lungo termine anche relativamente alle tematiche di sanita’ pubblica e di advocacy". Per Gioacchino Tedeschi, presidente della Societa’ italiana di Neurologia, "il programma e’ stato realizzato secondo i suggerimenti ricevuti da un gruppo di diversi neurologi che operano in condizioni di elevata emergenza e da rappresentanti di Aism e Fism e costituisce un esempio di collaborazione virtuosa tra una societa’ scientifica e un’associazione di persone con una malattia neurologica. Questa attivita’ di ricerca ed assistenza e’ anche possibile grazie all’Aism e alla rete dei centri clinici di riferimento per la sm in Italia, una realta’ unica nel panorama internazionale, che in Italia e’ attiva dal 1996. Questa rete da sempre permette di affrontare i temi scientifici che riguardano la SM in modo collegiale su tutto il territorio nazionale".





Msc crociere mette la flotta all’ancora fino al 10 luglio

 

Msc Crociere ha prorogato la sospensione delle proprie attività crocieristiche fino al 10 luglio rispetto alla precedente data fissata per il 29 maggio. 

La compagnia offrirà a tutti gli ospiti interessati da questa decisione un voucher “Future Cruise Credit”, dando così ai propri clienti la possibilità di trasferire l’intero importo pagato per la crociera cancellata a una crociera futura, da scegliersi su una qualsiasi nave – e per qualsiasi itinerario – entro la fine del 2021. I crocieristi riceveranno, in aggiunta, un ulteriore credito da spendere a bordo – compreso tra i 100 e 400 euro per cabina – in funzione della durata della crociera inizialmente prenotata. 

A tutti i passeggeri che hanno prenotato una crociera tra l’11 luglio e il 30 settembre, inoltre, la Compagnia applicherà il suo “Flexible Cruise Programme”. Questo programma consente a tutti coloro che hanno prenotato una crociera, sia in autonomia sia attraverso un agente di viaggio, di riprogrammare il proprio itinerario scegliendo una qualsiasi data di partenza entro il 31 dicembre 2021.





La prudenza di Conte: “Il contagio di ritorno è un rischio molto concreto”

“Il rischio di un contagio di ritorno è molto concreto” e dunque “non possiamo permetterci adesso di procedere con avventatezza e improvvisazione” oltre il “rischio calcolato” preso con la Fase 2. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, incontrando i giornalisti a Lodi, e sottolineando: “Sono il primo che vorrebbe allentare le misure, non godo affatto a tenere il Paese ancora limitato”, ma “non possiamo permetterci di avere di nuovo la situazione fuori controllo, sarebbe gravissimo e sarebbe una beffa dopo tanti sacrifici”.

Conte ha rimarcato come “il lavoro degli esperti è stato molto prezioso, è la base per la decisione ragionata” che è stata presa sulla Fase 2: “Molti cittadini saranno rimasti delusi, mi dispiace tanto, ma l’obiettivo prioritario è tutelare la salute, non possiamo cambiare obiettivo da una settimana all’altra, per rispetto ai morti che ci sono stati, per rispetto a noi stessi”.

E poi, ha aggiunto, “abbiamo visto in altri Paesi i rischi che si affrontano. E noi stiamo già adesso affrontando un rischio, perchè dal 4 maggio 4 milioni e mezzo di lavoratori torneranno a lavorare, prenderanno i mezzi pubblici… La ragione per cui non possiamo riaprire le scuole e allentare sulle relazioni sociali è questa, per qualcuno non è sufficiente ma non possiamo fare di più. E’ un rischio calcolato sulla base scientifica che abbiamo, poi le decisioni politiche sono tutte nostre e le rivendichiamo”.





Colao(Task Force Fase Due): “Ripartiremo a ondate. Il 4 maggio sarà un test importante”

“E’ l’occasione per rilanciare tutto il sistema Italia, il Paese ha imparato a usare le nuove tecnologie”: lo afferma in una intervista al Corriere della Sera Vittorio Colao che guida la task force (“tutti volontari, nessuno guadagna nulla, come è giusto che sia”) sulla Fase 2. “Ripartiremo a ondate, pronti a chiudere piccole aree se il male riparte” con “regole diverse a seconda delle regioni”, precisa.

Dal 4 maggio, dunque, “rimettiamo al lavoro 4 milioni e mezzo di italiani”, “è una base per poter fare una riapertura progressiva e completa, sarà un test importante” che metterà alla prova la “robustezza del sistema”. L’approccio per bloccare sul nascere ogni possibile nuovo focolaio deve essere “microgeografico: occorre intervenire il più in fretta possibile, nella zona più piccola possibile”. “L’App – prosegue – potrà servire se arriva in fretta e se la scaricano la grande maggioranza degli italiani, è importante lanciarla verso la fine di maggio, se quest’estate l’avremo tutti o quasi bene, altrimenti servirà a poco”. Il sistema, puntualizza, non sarà invasivo, sarà rispettata la privacy e la segnalazione di un contagio avverrà “in modo automatico e anonimamente”.

 





Renzi: “Il Presidente del Consiglio non può cambiare la Costituzione con un proprio Decreto”

 

"Un presidente del Consiglio non può con proprio decreto cambiare la Costituzione". Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, al Tg5. "Meno male che c’è la libertà d’opinione", ha aggiunto riferendosi alle parole di Conte. "Noi siamo dalla sua parte, ma non può essere un atto personale del premier, non si può fare con un dpcm. E’ vero che la salute è importante, ma è importante anche la liberta e non può esser messa in discussione". Pur riconoscendo tra i diritti-doveri dell’attuale responsabile di Palazzo Chigi quello di prendere decisioni, Renzi dice "basta" all’uso della decretazione, definendolo uno "scandalo istituzionale". Il leader di Italia Viva è duro: "Non possiamo calpestare i diritti costituzionali con un dpcm, trasformiamo il testo in un decreto e portiamolo in Parlamento". Nella sua e-news poi chiarisce che "non può esistere uno Stato etico che ti fa autocertificare se la tua relazione affettiva è stabile o saltuaria: se nessuno si indigna per questo, significa che abbiamo un problema. La libertà legittima il governo, non viceversa". 





Cappiello (Mef): “La crisi da Covid-19 non è come quella del 2008, oggi si può rispondere prima”

"La crisi di famiglie e imprese comporta il rischio di una trasmissione al sistema finanziario, con la possibilità che ci sia quel circolo vizioso che abbiamo vissuto nel 2008 e sarebbe bene evitarlo". Lo ha detto Stefano Cappiello, dirigente generale Sistema bancario e finanziario-affari legali del ministero dell’Economia, in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sulle banche, in cui si fa sapere che le domande per i prestiti fino a 25mila euro con le garanzie previste dal decreto liquidità "sono passate in pochi giorni da 5.000 a oltre 30mila". "Le misure di salvaguardia a tutela della salute - ha continuato - hanno portato a una contrazione improvvisa e inaspettata delle entrate di famiglie e imprese. A fronte di questa situazione è stato necessario adottare strumenti in aiuto, sia per far fronte alle passività esistenti sia per facilitare l’accesso al credito, con nuova finanza alle imprese".  "Siamo fiduciosi, la situazione attuale - ha spiegato - è diversa da quella del 2008, che è stata una crisi dovuta alla stratificazione di comportamenti non corretti per anni. In questo caso si tratta di un evento puntuale, che con strumenti forti ed efficaci può essere contrastato con tempi di reazione più compressi rispetto al periodo 2008-2012", ha detto ancora Cappiello facendo sapere che la moratoria sui prestiti normata nei decreti per far fronte all’emergenza Covid-19 ha "una potenziale somma interessata dalla garanzia di 220 miliardi, di cui già 140 miliardi che sono stati attivati".





Gaiotti (Banca d’Italia): “Nel II Trimestre il crollo del Pil peggiorerà ulteriormente”

 

Il Pil italiano avrebbe segnato un pesante -5% nei primi tre mesi dell’anno per la crisi del coronavirus, e nel secondo trimestre questa caduta dovrebbe peggiorare. Lo ha affermato Eugenio Gaiotti, capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, secondo cui nel primo trimestre “la caduta del Pil potrebbe essere stata attorno a cinque punti percentuali. Il protrarsi dell’epidemia porterà a una caduta del prodotto, verosimilmente più accentuata, anche nel secondo trimestre, cui potrebbe fare seguito un recupero nella seconda parte dell’anno”.

“Secondo le nostre valutazioni – ha spiegato Gaiotti in un’audizione sul Def nelle commissioni bilancio di Camera e Senato – basate anche sulle informazioni disponibili sulle interruzioni dell’attività nei diversi settori, la produzione industriale sarebbe scesa del 15% a marzo e di circa il 6% nella media del primo trimestre”.

Nel 2020 inoltre, le entrate fiscali segneranno un calo “senza precedenti” negli ultimi 50 anni per effetto della pandemia di coronavirus, ha proseguito Gaiotti. Secondo le stime del quadro tendenziale del Def “nell’anno in corso rispetto al 2019 le entrate complessive calerebbero di quasi il 6%: una tale flessione sarebbe senza precedenti almeno negli ultimi 50 anni”.

“Nel 2021 – ha aggiunto il capo del dipartimento Economia e statistica di Bankitalia – solo una parte della perdita di gettito sarebbe recuperata. Infatti, escludendo le entrate derivanti dall’attivazione delle clausole di salvaguardia sulle imposte indirette, le previsioni del quadro tendenziale del Def indicherebbero un gettito complessivo nel 2021 di circa il 4% maggiore di quello del 2020”.





Saccani (Uce): “Liberalizzare orari di apertura, vendite promozionali e saldi. In tempi di Coronavirus è un obbligo, non una necessità”

 

Il consigliere della Giunta nazionale di Uce, Federico Saccani, la federazione che rappresenta commercianti e pubblici esercizi, interviene nel merito della proposta fatta dalla Presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Lazio, Marietta Tidei sui Saldi: “Liberalizzare gli orari di apertura, le vendite promozionali ed i saldi, aiuterebbe le imprese a ripartire andando incontro agli interessi dei consumatori. In tutto il mondo è così, si chiama libertà d’impresa, invece in Italia si preferisce chiudere le attività e farle indebitare con le banche, non per investire nell’impresa, ma al solo fine di fargli pagare le prossime scadenza fiscali di Giugno. La pandemia ha colpito fortemente chi produce e commercia, ovvero chi dovrebbe trainare il carrozzone Italia, se non si troverà velocemente una soluzione esiste il concreto rischio che le classi parassitarie del paese dovranno smettere di godere dei loro privilegi…” Da registrare poi le proposte formulate dal Consigliere Domenico Pecorelli, componente della Giunta nazionale di Uce, che mette nero su bianco la prima proposta di questa Federazione sul rilancio delle attività del commercio e dei pubblici esercizi.

  1. a) Poiché ogni settore merceologico ha, per natura, stagionalità etc., diverse esigenze per la vendita, lo stoccaggio e successivo smaltimento delle scorte, lascerei al singolo commerciante di poter scegliere come e quando procedere ai saldi e/o sconti da proporre alla propria clientela.
  2. B) Ciò si può fare, come già operano diverse catene di distribuzione, in vari settori, attraverso cards rivolte alla propria clientela, già fidelizzata e/o da fidelizzare.
  3. C) Ma volendo operare in maniera più immediata, si tenga conto degli sconti ad esempio, in campo alimentare; non hanno periodicità stagionale, ma hanno una duplice valenza che investe sia l’imprenditore che il consumatore; il primo, utilizza tale strumento per smaltire il proprio magazzino che potrebbe, in questo caso, avere scadenze ravvicinate e generare quindi perdite per beni da distruggere o sottopagati (come il latte) e per il consumatore, la possibilità di fare scorta di beni necessari ad un prezzo e per quantità che altrimenti non potrebbe acquistare.
  4. D) Pensiamo anche al settore della moda; un abito classico, non ha stagionalità; la collezione primavera/estate dello stilista ABC, terminato il periodo, subisce una diminuzione del prezzo di vendita, in modo considerevole.




IL BOLLETTINO DELLA PROTEZIONE CIVILE DEL 29 APRILE 2020 Sono 323 le vittime nelle 24 ore, scende il numero dei positivi e del ricorso alle terapie intensive

IL BOLLETTINO DELLA PROTEZIONE CIVILE DEL 29 APRILE 2020

Sono 323 le vittime nelle 24 ore, scende il numero dei positivi e del ricorso alle terapie intensive

 

 

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 29 aprile, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 203.591, con un incremento rispetto a ieri di 2.086 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 104.657, con una decrescita di 548 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi 1.795 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 68 pazienti rispetto a ieri.

19.210 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 513 pazienti rispetto a ieri.

83.652 persone, pari al 80% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 323 e portano il totale a 27.682. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 71.252, con un incremento di 2.311 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 36.122 in Lombardia, 15.521 in Piemonte, 11.862 in Emilia Romagna, 8.369 in Veneto, 5.663 in Toscana, 3.576 in Liguria, 4.535 nel Lazio, 3.347 nelle Marche, 2.782 in Campania, 2.927 in Puglia, 1.463 nella Provincia autonoma di Trento, 2.145 in Sicilia, 1.227 in Friuli Venezia Giulia, 1.976 in Abruzzo, 845 nella Provincia autonoma di Bolzano, 261 in Umbria, 761 in Sardegna, 135 in Valle d’Aosta, 753 in Calabria, 194 in Basilicata e 193 in Molise.