La Quadriennale di Roma riaprirà i battenti ad ottobre

 

La Quadriennale di Roma, la fondazione partecipata da Roma Capitale, dalla Regione Lazio e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, conferma l’appuntamento di ottobre con la 17esima edizione del grande evento dedicato all’arte contemporanea, organizzato insieme con l’Azienda speciale Palaexpo. 

Compatibilmente con l’evoluzione dell’emergenza sanitaria e con le disposizioni governative, la fondazione è infatti al lavoro per poter essere una delle prime grandi mostre a riaprire, offrendo così un contributo concreto alla ripresa. Con alcune inevitabili nel progetto: i curatori Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol sono all’opera per trovare soluzioni in linea con il nuovo scenario, senza rinunciare a proporre – nei 4mila metri quadri dedicati all’esposizione che ospiteranno circa quaranta artisti – una prospettiva inedita sull’arte italiana a partire dagli anni Sessanta a oggi. Per accompagnare l’annuncio, la Fondazione ha scelto una foto simbolo: un metaforico abbraccio tra giovani artisti e curatori durante una performance che si è svolta nel 2019. 





Biblioteche di Roma protagoniste della storia. Ecco le sette bellezze della Capitale

 

Senza biblioteche, scriveva Ray Bradbury, “non abbiamo né passato né futuro”, e non è certo un caso se tutte le grandi civiltà antiche si sono preoccupate di preservare il proprio sapere e la propria memoria. Centri di cultura e custodi di un patrimonio sconfinato, le biblioteche storiche di Roma sono un meraviglioso microcosmo dove convivono e si intrecciano libri, arte, storia e architettura. Parlano di come siamo e di come eravamo e ci permettono di “leggere” Roma in un modo diverso dal solito.

Ve ne presentiamo sette per scoprire insieme a noi la loro origine, la loro storia e la loro bellezza, spesso poco nota perché fuori dai consueti itinerari turistici.

#1 Biblioteca Angelica (nella Foto) - Aperta nel lontano 1604, è una delle più antiche biblioteche pubbliche del mondo, un primato condiviso con l’Ambrosiana di Milano e la Bodleian Library di Oxford. La sua sede è nell’ex convento dei padri agostiniani, un palazzo poco appariscente a fianco della Chiesa di Sant’Agostino,  ristrutturato alla metà del Settecento dall’architetto Luigi Vanvitelli. Il suo salone di lettura, chiamato “vaso” Vanvitelliano, è circondato da un’alta scaffalatura lignea e colpisce per la sua bellezza fuori dal comune. Al suo interno sono conservati circa 200mila volumi, la metà dei quali appartenenti al “Fondo antico”, con manoscritti, incunaboli (le prime stampe fino al 1500), cinquecentine (le edizioni a stampa del XVI secolo), testi dedicati a Sant’Agostino, alla cartografia e ai viaggi di Cristoforo Colombo. 

#2 Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana - Tra Villa Farnesina e l’Orto botanico di Roma, ospitata in uno dei più splendidi palazzi nobiliari romani – il quattrocentesco Palazzo Corsiniampliato nel Settecento da Ferdinando Fuga e oggi sede anche della Galleria Nazionale di Arte Antica – la biblioteca deve il suo nome alle due principali collezioni che vi sono conservate: la raccolta libraria dell’Accademia dei Licei e quella dei principi Corsini. Tra le perle del suo patrimonio, che conta più di 500mila volumi e trecento manoscritti, oltre a una prima edizione della Divina Commedia e alla prima edizione a stampa del “De architectura”, anche un manoscritto autografo di Galileo, membro dell’accademia scientifica – la più antica al mondo – fondata nel 1603 da Federico Cesi: “Galileus Galileus Linceus Vincentii filius Florentinus etatis mee anno 48 salutis 1611 manti propria scripsi”. 

#3 Biblioteca Casanatense - Inaugurata il 3 novembre 1701 in un edificio costruito nell’area di un chiostro di Santa Maria sopra Minerva, la biblioteca deve il suo nome al cardinale Girolamo Casanate, che donò la sua raccolta di libri al convento della chiesa. La statua in marmo bianco del cardinale veglia ancora oggi sul grande ed elegante salone monumentale a volta, che ospita parte dei 400mila volumi qui conservati, tra cui seimila manoscritti e oltre duemila incunaboli. Il doppio ordine di scaffalature lignee lungo le pareti è scandito ancora oggi da cartigli dorati, sui quali sono leggibili le indicazioni delle diverse scienze e discipline. I libri sono infatti organizzati alla maniera antica, dalle sacre scritture fino agli argomenti considerati allora meno degni, come la poesia, la letteratura, la storia. 

#4 Biblioteca Hertziana -  A pochi passi dalla scalinata di Trinità dei Monti, lo spaventoso mascherone di pietra di Palazzo Zuccari fa da ingresso a uno dei più importanti luoghi al mondo per la conservazione di libri e fonti per la storia dell’arte, dai rari incunaboli alle edizioni interamente digitali. Chiamata così dalla sua fondatrice Enriette Hertz e istituita nel 1913, la biblioteca è gestita e finanziata dal governo tedesco tramite l’istituto di ricerca Max Planck ed è una delle più moderne di Roma: nella nuova struttura trasparente e luminosa progettata dall’architetto Navarro Baldeweg e inaugurata nel 2013, le sale di lettura sono distribuite intorno a un cortile, con ballatoi digradanti che richiamano i giardini terrazzati che secondo le fonti ornavano l’antica Villa di Lucullo, i cui resti sono stati ritrovati nel sottosuolo durante i lavori di ampliamento.  

#5 Biblioteca Lancisiana - Fondata nel 1711 dal medico Giovanni Maria Lancisi e dedicata allo studio della storia della medicina, la biblioteca è ospitata all’interno del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, nel piano nobile del cinquecentesco Palazzo del Commendatore. La sala di lettura è arredata con “armari” settecenteschi e presenta sulla volta un magnifico affresco del Settecento. Una finestrella posta dietro a una delle pareti della libreria consentiva ai vari Commendatori che gestivano l’Istituto di controllare il personale addetto all’assistenza dei malati. Del ricchissimo corpus della biblioteca, che conta quasi 20mila volumi, fa parte il codice miniato “Liber Fraternitatis Sanctis Spiritus in Saxia de Urbe”, con migliaia di firme autografe di papi, re, nobili e persone comuni, che entravano a far parte della Confraternita Ospitaliera di Santo Spirito, divenendo benefattori a vita dell’Ospedale.

#6 Biblioteca della Società Geografica Italiana - Affacciata sui giardini di Villa Celimontana, la biblioteca è ospitata dal 1924 dentro Palazzetto Mattei, una splendida villa realizzata da Jacopo del Duca nella seconda metà del Cinquecento e arricchita da pitture neoclassiche sacre e profane, e da un mosaico romano del III secolo d.C. inserito nell’edificio durante i restauri ottocenteschi. Altamente specializzata, la biblioteca è il fiore all’occhiello della Società Geografica Italiana e nel suo genere è la più importante d’Italia e tra le maggiori d’Europa. Il suo prezioso patrimonio include oltre 400mila volumi, tra cui testi antichi, opere a stampa, rari manoscritti di viaggi dal Cinquecento all’Ottocento, oltre a una strabiliante cartoteca con carte geografiche manoscritte cinesi e giapponesi. 

#7 Biblioteca Vallicelliana - La nascita della biblioteca, già documentata nel 1581, rispecchia la particolare attenzione per i libri della congregazione fondata da Filippo Neri: in base alla Regola, i pasti dovevano essere infatti accompagnati dalla lettura di un testo religioso. La sua sede attuale è al secondo piano dell’Oratorio dei Filippini, accanto alla chiesa di Santa Maria in Vallicella: per la sua costruzione fu chiamato nella prima metà del Seicento Francesco Borromini, che progettò un edificio complesso simile a “un corpo umano con le braccia aperte”. Nella grande sala rettangolare illuminata da sedici finestre, una grande scaffalatura lignea del Seicento ospita parte dei circa 130mila volumi posseduti dalla biblioteca, mentre il soffitto in legno e stucco, decorato con tele monocrome, crea un singolare effetto marmoreo. Nello scalone monumentale è possibile ammirare un’altra importante opera del barocco romano, l’altorilievo di Alessandro Algardi che raffigura l’incontro di Papa Leone I e Attila. 





L’appello del Pd alla Raggi per i lavoratori di Multiservizi

 

“Martedì 5 maggio in occasione del Cda di Ama la Sindaca eserciti le sue funzioni di rappresentante della proprietà presso l’Azienda Ama S.p.A. a difesa dei 260 lavoratori e lavoratrici di Roma Multiservizi che svolgono la raccolta dei rifiuti porta a porta per le utenze non domestiche. Sarebbe veramente incomprensibile che Ama azionista di maggioranza della società Multiservizi non possa far recedere la sua controllata dall’intenzione di licenziare i lavoratori impegnati in 5 lotti delle utenze non domestiche”. Così in una nota il gruppo capitolino del Pd. “Ci vuole chiarezza nelle intenzioni e responsabilità, ognuno deve fare la sua parte: la sindaca, la giunta e l’Ama – continua il Pd -. Non è scaricando le responsabilità l’uno sugli altri che ci si può lavare la coscienza. In questo gioco al massacro c’è il futuro di 260 famiglie. Se l’Ama vuole internalizzare i servizi, considerando anche l’esiguità del personale a disposizione più volte denunciata, internalizzi anche i lavoratori che fino ad oggi hanno svolto questo servizio per Roma Multiservizi, sfruttando la possibilità di mobilità del personale tra le società partecipate”. “Bene quindi la temporanea sospensiva delle procedure di licenziamento – aggiunge la nota – ma ora è il momento di prendere decisioni chiare. Venerdì prossimo nell’incontro previsto con le rappresentanze sindacali il Campidoglio che è proprietario di Ama e controlla attraverso la società capitolina l’azienda Multiservizi deve mettere in campo tutti gli strumenti per garantire occupazione e servizio pubblico. E’ quanto chiediamo oggi con una mozione urgente in Assemblea capitolina ed è quanto continueremo a chiedere nei prossimi giorni”, conclude.





Orneli (Regione Lazio): "Sulle spiagge incontrerò i sindaci"

 

 “Lunedì ci sarà un incontro i 24 sindaci dei comuni costieri del Lazio, mentre per Ponza e Ventotene ci sarà un incontro separato che faremo con il collega Alessandri per il tema trasporti, insieme alle Capitanerie di porto del Lazio e alle prefetture per cominciare a ragionare su come i comuni intendono organizzarsi in vista della riapertura, quando sarà, delle spiagge e degli stabilimenti e, soprattutto, su come si organizzeranno i servizi sulle spiagge libere”. Lo ha annunciato poco fa in videoaudizione in commissione sviluppo economico del consiglio regionale del Lazio, l’assessore regionale allo sviluppo economico Paolo Orneli.





Riqualificata area bus a viale Marconi, l’annuncio della Raggi

 

“È stata riqualificata l’area nei pressi della fermata degli autobus di viale Guglielmo Marconi, nel tratto di strada tra la salita di via Savino Sernesi e il Teatro Marconi”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. “Si tratta di un intervento atteso da molto tempo e realizzato grazie ad un’operazione coordinata tra il dipartimento Lavori pubblici, Ama e Areti. È stato ricostruito completamente un muro di contenimento lungo 80 metri, riqualificato il marciapiede ed è stata messa in sicurezza l’area – aggiunge Raggi -. Gli operatori di Ama hanno raccolto i rifiuti e rimosso la vegetazione infestante su questo tratto di strada. Areti ha completato l’intervento con la risistemazione di alcuni impianti elettrici”. “Va avanti il nostro lavoro quotidiano per restituire decoro e sicurezza alla città. Sono numerosi i cantieri che siamo riusciti a portare avanti in questo difficile momento, per essere pronti a ripartire quando questa emergenza sarà passata”, conclude.




Roma a fianco del mondo dello sport

La situazione di emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha imposto l’adozione di misure restrittive finalizzate al contenimento della diffusione del contagio da Covid-19, che hanno fortemente colpito, tra gli altri, il settore sportivo imponendo la chiusura degli impianti sportivi e la sospensione delle attività e servizi a tutti i livelli.

 

Si stanno mettendo in atto - a tutti i livelli istituzionali - una serie di azioni mirate per garantire vicinanza e supporto al mondo sportivo di base e in particolare dare voce alle esigenze dei concessionari degli impianti sportivi che costituiscono un valore economico, sociale e di prevenzione sanitaria di fondamentale importanza per il territorio.

 

Già con l’approvazione dell’ordine del giorno n. 80 del 13 marzo 2020 l’Amministrazione capitolina si è impegnata a porre in essere interventi specifici, e ad oggi alcuni già realizzati, per contenere l’impatto economico negativo sul comparto dello sport di Roma Capitale, facendosi anche promotrice di richieste specifiche verso il Governo nella tutela del settore.

 

L’intento imminente, oggetto di un emendamento di cui si è discusso in X Commissione Capitolina Permanente, è quello di dare seguito alla richiesta di prolungamento di un anno delle concessioni degli impianti sportivi municipali ed estenderlo a tutti gli impianti di Roma Capitale e la questione è sul tavolo di confronto con il Governo. Attualmente è in discussione un nuovo Decreto che auspichiamo possa accogliere diverse richieste avanzate da Roma Capitale e dalle altre città metropolitane e ulteriori interlocuzioni - sempre costruttive - sono in corso con il Governo proprio in questi giorni.

 

Sappiamo che altre forze politiche stanno lavorando ad atti simili, per questo motivo proponiamo, a chi ritenga condivisibili i contenuti della proposta che abbiamo depositato, di sottoscriverla e lavorare insieme ad eventuali emendamenti migliorativi.

 

“Da quanto emerso in occasione della recente conferenza con il Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora e gli Assessori allo sport delle Città Metropolitane, sono in previsione ulteriori interventi del Governo, oltre a quelli già effettuati, anche sulla durata delle concessioni degli impianti sportivi. Ciò costituirebbe un aiuto concreto per i concessionari che, oltre a subire la chiusura degli impianti, avranno anche ulteriori limitazioni in fase di riapertura. Il Campidoglio inoltre, sulla base di una fruttuosa collaborazione tra Assessorato allo Sport e Commissione X - Sport, Benessere e Qualità della Vita, e che riguarda gli interventi negli impianti, sta completando ulteriori atti per il sostengo al mondo dello sport romano" ha dichiarato l’assessore allo Sport, Politiche giovanili e Grandi Eventi di Roma Capitale, Daniele Frongia.

 

"Lo sport di base si trova oggi di fronte a un bivio: chiudere la maggior parte delle strutture e delle attività, oppure reagire e ripartire con determinazione. L’Amministrazione capitolina ha elaborato una proposta per mettere in condizione i concessionari di poter scegliere la seconda strada, realizzando quegli interventi indispensabili per poter riaprire le strutture in sicurezza, da subito, avendo la certezza di poterli ammortizzare. La proposta di deliberazione che oggi depositiamo e mettiamo a disposizione del Governo, insieme a quanto è già previsto dal Codice dei Contratti per quanto riguarda il riequilibrio dei contratti di concessione in corso, è un risultato politico importante, frutto di un intenso confronto con gli operatori del settore tramite gli Osservatori sportivi di Roma, di cui siamo molto soddisfatti” ha dichiarato il presidente della Commissione X - Sport, Benessere e Qualità della Vita, Angelo Diario.





Bar, ristoranti, librerie: ok a maggiore occupazione suolo pubblico

 

Ampliare la concessione di suolo pubblico per bar, ristoranti e librerie fino a un massimo del 35% di quella già consentita, dietro presentazione di un progetto specifico ai Municipi di competenza.

 

E’ l’asse portante della Memoria approvata dalla Giunta capitolina come misura straordinaria a supporto dei titolari di esercizi di somministrazione e librerie, che potranno anche valersi di un’implementazione delle tipologie di arredi ammessi, al duplice scopo di garantire massima fruibilità degli spazi esterni per operatori e utenza, e di ottemperare alla necessità di distanziamento sociale ai fini del contenimento dei contagi.

 

Novità assoluta, la semplificazione e rapidità del processo amministrativo di richiesta e rilascio delle nuove concessioni o dell’ampliamento di quelle già esistenti, anche in deroga a tutti i vigenti piani di massima occupabilità (PMO), entro non oltre 20 giorni dalla ricezione della relativa istanza.

 

Al vaglio, due modalità di presentazione dell’istanza: attraverso presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), corredata da una dichiarazione asseverata da un tecnico che attesti l’esistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi e la regolarità della domanda, oppure tramite istruttoria subordinata al solo parere preventivo obbligatorio della Polizia Locale, e, ove previsto, delle Soprintendenze statali,  sentiti gli Uffici capitolini per i rispettivi ambiti di competenza.

 

Questi alcuni dei criteri minimi cui dovranno conformarsi i progetti presentati dagli esercenti: il massimo riempimento percentuale della superficie disponibile, l’amovibilità degli arredi prescelti per il passaggio dei mezzi di soccorso, la distanza minima prevista dai monumenti, il posizionamento degli arredi rispetto alle facciate vincolate, il raggio di svolta che tenga conto della conformazione della strada.

 

Concediamo più spazi esterni a bar, ristoranti e librerie, per consentire alle attività di ripartire e garantire maggiori distanze di sicurezza alle persone che torneranno gradualmente a vivere la città. Autorizzare superfici maggiori per gli arredi esterni significa velocizzare la ripartenza di un comparto prezioso per l’economia capitolina. Per tutto il 2020 ci saranno procedure rapide e criteri semplificati sia per le richieste che per i rilasci dei permessi, per poter ottimizzare al meglio questa nuova opportunità ed essere concretamente al fianco di chi lavora”, dichiara la sindaca Virginia Raggi.

 

Una misura straordinaria per un’emergenza senza precedenti. Abbiamo analizzato attentamente l’impatto economico sulle attività cittadine per mettere in campo misure concrete in risposta alla crisi. Rispetto al comparto alloggi e ristorazione, ad esempio, parliamo di una perdita che si aggira tra i -2,4 e -2,8 miliardi. E’ evidente che bisogna accompagnare questi settori in fase di ripartenza non solo attraverso lo sgravio della tassazione del suolo pubblico, ma anche liberandoli dai forti vincoli che, in situazione ordinaria, limitano l’iniziativa imprenditoriale. Aree più ampie per l’esercizio delle attività commerciali compensano la limitazione degli spazi fruibili all’interno dei locali, al fine di contenere i contagi tramite il distanziamento fisico”, spiega Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.

 

Per rendere il tutto attuativo, il Dipartimento Sviluppo Economico predisporrà entro il prossimo 15 maggio una proposta di deliberazione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Capitolina, che preveda il varo di queste misure straordinarie per tutto il  2020, e comunque sino alla nuova adozione dei Piani di Massima Occupabilità (PMO).

 

All’esito delle attività di un Gruppo di Lavoro appositamente costituito dal Dipartimento Sviluppo Economico – e partecipato dal Dipartimento Mobilità e Trasporti, Sovrintendenza capitolina e Polizia Locale, con la condivisione della Soprintendenza Statale – sarà predisposta per la Giunta una delibera per la revisione del Catalogo dell’Arredo Urbano, entro il mese di luglio. In tal senso, verrà salvaguardato il giusto equilibro tra utilità commerciali ed esigenze di sicurezza stradale, decoro e viabilità. Un utile strumento di verifica, questo, anche per gli uffici competenti al rilascio dell’occupazione di suolo pubblico (OSP).

 





Roma Capitale dona ventilatore polmonare e presidi sanitari allo Spallanzani

 

La sindaca di Roma Virginia Raggi, è stata in visita all’Istituto Lazzaro Spallanzani dove ha donato un ventilatore polmonare per terapia intensiva, mascherine e strumenti di protezione agli operatori sanitari. Un gesto con il quale Roma Capitale ha voluto esprimere la sua vicinanza nei confronti di chi sta soffrendo a causa del Coronavirus e di chi, ogni giorno da circa due mesi, aiuta i cittadini in questa terribile battaglia. 

I materiali sono il frutto di una precedente donazione che Roma ha ricevuto nei giorni scorsi dalla città e dal sindaco di Pechino Chen Jining. In particolar modo, i medici e gli infermieri dell’ospedale romano hanno ricevuto 10mila mascherine chirurgiche, mille mascherine N95, 2mila tute protettive, 5mila camici isolanti, 5mila copriscarpe e 5mila cuffie mediche. Strumenti che, dopo una ricognizione, il Campidoglio ha deciso di mettere a disposizione delle eccellenze sanitarie che operano all’interno dello Spallanzani. “Ringrazio la dottoressa Marta Branca, direttore generale della struttura, il dottor Francesco Vaia, direttore sanitario, la loro squadra di specialisti e tutte le persone che ogni giorno sacrificano tanto per aiutare il prossimo. Siete i nostri eroi e Roma vi sarà grata per sempre”, ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi. “Questo gesto - ha concluso Raggi - vuole essere simbolo di quel circolo virtuoso che rafforza il nostro spirito di collettività: siamo tutti uniti in questa lotta, nessuno escluso, e la vinceremo”.





Coronavirus, sequestrati a Roma oltre 520.000 prodotti non sicuri

 

Proseguono i controlli della Guardia di Finanza nell’ambito del piano predisposto per contrastare i comportamenti fraudolenti che sfruttano la pandemia da “Covid-19” per trarne profitto. 

A Roma i finanzieri, nel corso delle ispezioni eseguite presso rivendite della Capitale e in un opificio situato in provincia, hanno sequestrato 420 mila confezioni di prodotti igienizzanti nella cui etichetta erano riportate proprietà disinfettanti, sebbene mancasse la prescritta autorizzazione del Ministero della Salute. 

Inoltre, più di 100 mila – tra mascherine protettive e termometri ottici con rilevamento a distanza non conformi alla normativa comunitaria e nazionale – sono state scovate in vari esercizi commerciali disseminati nel quartiere Prenestino. I dispositivi di protezione individuale, in particolare, recavano indebitamente il marchio CE, mentre, in altri casi, erano posti in commercio in difetto della prescritta autodichiarazione inviata all’Istituto Superiore di Sanita e all’Inail per l’attestazione delle caratteristiche tecniche e il rispetto dei requisiti di sicurezza, deroga consentita in via eccezionale dal Governo proprio per fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto. 

Nel magazzino di una società riconducibile a un cittadino cinese i militari hanno anche rinvenuto oltre 354.000 calzature riproducenti i modelli e i marchi contraffatti di note case di alta moda nazionali e straniere. 

Otto persone sono state denunciate alla Procura di Roma per i reati di frode in commercio, ricettazione e vendita di prodotti contraffatti.




Supporto alla mobilità, c’è l’accordo tra Sindacati e Campidoglio

 

“Abbiamo siglato, congiuntamente agli altri sindacati confederali, un importante accordo con Atac, che prevede l’impiego, su base volontaria, dei lavoratori dell’azienda in Fondo bilaterale di solidarietà per le operazioni di informazione e supporto ai passeggeri, per il contingentamento dei flussi nelle stazioni di maggior affluenza delle metropolitane e Ferrovie concesse, e per il presidio delle portinerie. Si tratta di un’importante intesa ‘win-win’, che va incontro sia ai dipendenti dell’azienda, alcuni dei quali sono in sospensione dal lavoro al 100%, che ai cittadini, i quali potranno godere di un servizio più sicuro ed efficace”. E’quanto rendono noto il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, e il Segretario regionale responsabile del dipartimento Mobilità della Fit-Cisl del Lazio, Roberto Ricci, aggiungendo che “siamo soddisfatti, perché sono state recepite le richieste che abbiamo avanzato per sciogliere un nodo importante. Riteniamo che una corretta ripartenza del Tpl nella “Fase 2″, dal 4 maggio in poi, sia cruciale sia sotto il profilo sanitario che sotto quello logistico e dell’ordine pubblico della Capitale. Data l’attuale situazione di straordinarietà, devono essere straordinarie anche le soluzioni”





Fiepet Confesercenti: "Ok sui Dehors, ma burocrazia zero"

Fiepet-Confesercenti: ok Raggi su dehor ma c’è burocrazia

“La memoria approvata dalla Giunta capitolina come misura straordinaria a supporto dei titolari di esercizi di somministrazione, e che prevede di ampliare la concessione di suolo pubblico per bar, ristoranti fino a un massimo del 35% di quella già consentita, dietro presentazione di un progetto specifico ai Municipi di competenza, è un buon passo in avanti. Al tempo stesso corre l’obbligo di sottolineare che le procedure attivate dal Campidoglio per espletare le richieste degli esercenti, sulla possibilità di usufruire gli spazi esterni, potrebbero infrangersi sullo scoglio dell’impasse burocratica. Come associazione di categoria abbiamo chiesto fin dall’inizio di sburocratizzare tutti i passaggi amministrativi, perché dopo due mesi di fermo sarebbe assurdo attendere ancora altro tempo per poter lavorare con tutti i crismi. Il meccanismo farraginoso per lavorare le pratiche di richiesta dei pubblici esercizi potrebbe incepparsi, tale da non permettere agli operatori di essere pronti con gli spazi esterni a giugno. E questo è rischio che ad oggi nessun imprenditore e nessuna attività commerciale può correre”. E’ quanto dichiara in una nota Claudio Pica, presidente di Fiepet-Confesercenti.





D’Amato (Regione Lazio): “Ora con cautela verso la Fase 2 nel Lazio"

La strategia della Regione Lazio che si appresta ad affrontare la fase 2 dopo la prima emergenza del Coronavirus. L’ha illustrata l’assessore regionale del Lazio alla sanità Alessio D’Amato, partendo dalla mozione di giunta che indica le prossime mosse, la parola d’ordine è cautela. D’Amato ha parlato in videoaudizione che si è svolta oggi nella commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Simeone. L’assessore, aprendo la videconferenza, ha infatti illustrato quali sono gli interventi previsti e gli obiettivi da raggiungere, come previsto dalla memoria di Giunta inviata in precedenza ai consiglieri. “Il primo punto – ha spiegato D’Amato – è il controllo della curva epidemica. Il famoso R0, il coefficiente di replicazione (cioè quante persone contagia ogni malato), è il parametro principale previsto dal decreto del presidente del Consiglio del 26 aprile, in base al quale verranno decise eventuali nuove restrizioni. Adesso siamo intorno a 0,5, dobbiamo tenerlo basso. Quindi il compito principale del servizio sanitario è individuare e isolare i casi, limitare i cluster di comunità, che restano uno delle principali modalità  di contagio nella nostra Regione. La nostra attenzione è sempre massima verso le strutture per anziani. Abbiamo già fatto 619 controlli, fra Rsa e case di riposo. Quando ci sarà la ripresa della mobilità fra regioni avremo anche il cosiddetto rischio importato, un altro importante fattore da controllare”.





Le zone a traffico limitato reteranno aperte fino al 31 maggio

 

Restano aperte fino al 31 maggio 2020 le Zone a traffico limitato di Trastevere, Tridente e Centro Storico. La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza che proroga l’apertura dei varchi delle ZTL.

 

Il provvedimento è stato adottato per agevolare gli spostamenti in città di chi deve garantire la propria presenza al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali.





Trasporti e mobilità pubblica, da lunedì cambia tutto. Ecco le regole che dovranno essere rispettate

 

La Regione Lazio ha emanato un’ordinanza per stabilire i criteri e le misure da adottare dal prossimo 4 maggio, relative al servizio di Trasporto Pubblico Locale, di linea e non di linea (Taxi, Ncc).

L’ordinanza ha l’obiettivo di tutelare cittadini e lavoratori nella fase di ripartenza delle attività economiche, garantendo trasporti sicuri ed efficienti per tutti. Oltre a stabilire le prescrizioni relative al distanziamento sociale e all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, l’ordinanza prevede anche i Comuni programmino gli orari dei servizi urbani in modo da non favorire flussi troppo elevati negli orari di punta e che aziende e amministrazioni applichino il massimo ricorso allo smart working e la rimodulazione degli orari lavorativi, sempre per non favorire la creazione di assembramenti negli orari di entrata e uscita dai luoghi di lavoro. A tale scopo è anche prevista la chiusura delle attività commerciali non oltre le ore 21:30, con eccezione per farmacie, parafarmacie, aree di servizio e pubblici esercizi per attività di asporto.

 

Inoltre, sempre per garantire il massimo distanziamento sociale e un servizio efficiente, da lunedì 4 maggio saranno potenziati i collegamenti Cotral, Trenitalia e Atac e la chiusura dei servizi sarà posticipata alle 23:30.

Il testo e le misure indicate sono anche il frutto del lavoro di ascolto e confronto con parti sociali, aziende del trasporto, enti locali e comitati dei pendolari.

 

Di seguito il testo dell’ordinanza, nella parte relativa alle misure da applicare.

  1. L’adozione da parte dei comuni di provvedimenti per la programmazione degli orari dei servizi urbani e delle attività commerciali allo scopo di coordinare e armonizzare i flussi di carico del trasporto pubblico e decongestionare i picchi di utilizzo nei cosiddetti orari di punta, con previsione di chiusura delle attività commerciali non oltre le ore 21:30, fatta esclusione delle farmacie, parafarmacie, aree di servizio e pubblici esercizi per attività di asporto.

 

  1. L’adozione da parte delle aziende e delle amministrazioni, anche attraverso la figura del mobility manager, dei seguenti protocolli e regolamentazioni finalizzati al contenimento del contagio mitigando i picchi nell’utilizzo del trasporto pubblico:

 

  1. articolazione del lavoro con orari differenziati che favoriscano il distanziamento fisico riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e impedendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari;
  2. prolungamento dell’orario di apertura degli uffici e dei servizi al pubblico ovvero con rimodulazione dell’orario di lavoro, anche in termini di maggiori flessibilità giornaliera e settimanale, compatibili con l’utilizzabilità del servizio di trasporto pubblico locale o con altre forme di utilizzo di mezzi privati;
  3. massimo ricorso allo smart working, con programmazione settimanali degli eventuali turni di presenza fisica presso le sedi di lavoro in modo che il personale di ciascuna azienda distribuisca le giornate di rientro in modo omogeneo sull’intera settimana, evitando la concentrazione su singole giornate.

 

  1. L’adozione delle seguenti modalità organizzative dell’offerta di servizio da parte delle aziende di trasporto pubblico di linea:
  2. prolungamento orario di servizio alle ore 23:30;
  3. integrazione offerta di servizio da parte delle aziende di trasporto, con la gradualità necessaria a consentire l’adeguamento del sistema tecnico/manutentivo e l’organizzazione del personale. Tale integrazione deve essere effettuata assicurando particolare attenzione alle fasce pendolari;
  4. garanzia di mezzi di rinforzo sulle principali direttrici, pronti ad essere utilizzati in caso di necessità;
  5. rafforzamento dei sistemi di controllo e vigilanza sui mezzi, al fine di assicurare il rispetto delle disposizioni a tutela della salute dei passeggeri;
  6. adeguamento della frequenza dei mezzi nelle ore considerate ad alto flusso di passeggeri, nei limiti delle risorse disponibili.

 

  1. L’adozione delle seguenti misure sui mezzi di trasporto pubblico di linea:

 

  1. utilizzo obbligatorio delle protezioni individuali delle vie respiratorie (mascherine, anche di comunità) da parte di passeggeri, fermo restando l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per il personale delle aziende di trasporto pubblico di linea;
  2. igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei mezzi di trasporto;
  3. posizionamento di segnaletica nei posti che non possono essere occupati, in modo da consentire il rispetto della distanza fisica di un metro tra i passeggeri;
  4. tenuto conto dell’obbligo di utilizzo delle mascherine, qualora non sia possibile garantire continuativamente il distanziamento fisico all’interno dei mezzi, ai sensi dell’art. 3, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, il servizio deve comunque osservare un carico massimo non superiore al cinquanta per cento della capacità di trasporto del mezzo desumibile dalla carta di circolazione;
  5. con riferimento ad autobus e tram, il conducente che rileva il raggiungimento della misura massima consentita ai sensi del richiamato art. 3, comma 2 del DPCM 26 aprile 2020, stabilita nella misura del cinquanta per cento della capacità di trasporto del mezzo, non effettua la fermata successiva in assenza di prenotazione della “richiesta di fermata” da parte del passeggero a bordo;
  6. implementazione sistemi elettronici di bordo, finalizzati a rendere efficace il monitoraggio delle frequentazioni sui mezzi di trasporto (in particolare, conta passeggeri);
  7. al fine di tutelare l’autista, adozione di misure di delimitazione della distanza, o barriere, fra la postazione di guida e l’area di utilizzo dei passeggeri. Ove ciò non sia possibile, va inibito l’uso della porta anteriore. Il passeggero non può occupare il posto disponibile vicino al conducente;
  8. installazione su ciascun mezzo di trasporto a lunga percorrenza di dispenser contenenti soluzioni disinfettanti ad uso dei passeggeri;
  9. sospensione dell’attività di bigliettazione a bordo da parte degli autisti. In caso di momentanea impossibilità di attuare tale misura, l’azienda di trasporto deve adottare tutte le misure idonee a tutelare la sicurezza dell’autista;
  10. evitare a bordo del mezzo, per quanto possibile, i contatti tra personale e viaggiatori e, comunque, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro;
  11. divieto di attivazione della funzione ricircolo dei sistemi di condizionamento dell’aria.

 

  1. L’adozione delle seguenti misure su stazioni, banchine portuali, luoghi di lavoro e fermate:

 

  1. utilizzo obbligatorio delle protezioni individuali delle vie respiratorie (mascherine) da parte di passeggeri prima di effettuare l’accesso in stazioni, banchine portuali e in prossimità delle fermate;
  2. igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei locali, con particolare riguardo alle parti frequentate da viaggiatori e/o lavoratori;
  3. installazione nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, negli aeroporti e nei porti di dispenser contenenti soluzioni disinfettanti ad uso dei passeggeri. Tali dispenser vanno altresì installati in prossimità di pulsantiere, ad esempio in presenza di biglietteria elettronica;
  4. adozione di interventi, ove necessari, per il contingentamento degli accessi alle stazioni, alle banchine portuali, agli aeroporti e ai porti al fine di evitare affollamenti e ogni possibile occasione di contatto, garantendo il rispetto della distanza interpersonale minima di un metro, prevedendo altresì l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e/o telecamere intelligenti per monitorare i flussi ed evitare assembramenti, eventualmente con la possibilità di diffusione di messaggi sonori/vocali/scritti;
  5. con particolare riguardo alle stazioni della metropolitana, vanno previsti differenti flussi di entrata e di uscita, garantendo ai passeggeri adeguata informazione per l’individuazione delle banchine e dell’uscita e il corretto distanziamento sulle banchine e sulle scale mobili anche prima del superamento dei varchi. Vanno altresì predisposti idonei sistemi atti a segnalare il raggiungimento dei livelli di saturazione stabiliti;
  6. salita e discesa dei passeggeri dal mezzo deve avvenire secondo flussi separati. Negli autobus e nei tram, ove applicabile, prevedere la salita da una porta e la discesa dall’altra porta. Utilizzare idonei tempi di attesa al fine di evitare contatto tra chi scende e chi sale, anche eventualmente con un’apertura differenziata delle porte;
  7. regolamentazione nell’utilizzo di scale e tappeti mobili, garantendo sempre un adeguato distanziamento;
  8. consentire e agevolare l’accesso in sicurezza alle persone con diverse abilità, in gravidanza e anziani;
  9. evitare, per quanto possibile, i contatti tra personale e viaggiatori e, comunque, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro;
  10. utilizzo modalità di vendita dei titoli di viaggio che consentano il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri e, ove ciò non sia possibile, obbligo da parte dei passeggeri di essere muniti di apposite protezioni individuali. L’acquisto dei biglietti deve essere previsto con modalità automatizzate o dematerializzate, possibilmente prevedendo biglietteria elettronica.

 

  1. L’adozione delle seguenti misure con riferimento al trasporto pubblico non di linea:

 

  1. il passeggero non può occupare il posto disponibile vicino al conducente;
  2. sui sedili posteriori nelle ordinarie vetture, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati, distanziati il più possibile, più di due passeggeri qualora muniti di idonei dispositivi individuali di sicurezza. In mancanza di dispositivi potrà essere trasportato un solo passeggero;
  3. nelle vetture omologate per il trasporto di sei o più passeggeri dovranno essere replicati modelli che non prevedano la presenza di più di due passeggeri per ogni fila di sedili, fermo restando l’uso di mascherine;
  4. è preferibile dotare le vetture di paratie divisorie;
  5. il conducente deve indossare dispositivi di protezione individuali;
  6. igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei mezzi adibiti a trasporto.

 

  1. L’adozione delle seguenti modalità di informazione e comunicazione da parte delle aziende di trasporto:

 

  1. adozione di sistemi di informazione e di divulgazione, nei luoghi di transito dell’utenza, relativi al corretto uso dei dispositivi di protezione individuale, nonché sui comportamenti che la stessa utenza è obbligata a tenere all’interno delle stazioni, degli aeroporti, dei porti e dei luoghi di attesa, nella fase di salita e discesa dal mezzo di trasporto e durante il trasporto medesimo;
  2. indicazioni e opportuna informativa ai passeggeri tramite il proprio personale o mediante display o altra modalità di informazione:

- per evitare contatti ravvicinati del personale con la clientela, ad eccezione di quelli indispensabili in ragione di circostanze emergenziali e comunque con le previste precauzioni dei dispositivi individuali;

- per mantenere il distanziamento di almeno un metro tra i passeggeri;

- per assicurare una efficace comunicazione in ciascuna stazione o fermata del numero di passeggeri presenti sul mezzo in transito. Tale intervento è necessario per prevenire il rischio di superamento della massima capacità di trasporto del mezzo stabilita con la presente ordinanza.

Con specifico riguardo al settore del trasporto aereo, si rinvia alle disposizioni emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in materia di misure di contenimento, che riguardano il corretto utilizzo delle aerostazioni e degli aeromobili, dirette a gestori, operatori aeroportuali, vettori e passeggeri.





Infettato da Covid 19 anche il Premier russo Mishustin

 Il primo ministro russo, Mikhail Mishustin, ha informato il presidente Vladimir Putin di aver contratto il COVID-19 e si è messo in autoisolamento. Mishustin ha proposto di nominare il primo vice premier Andrey Belousov come primo ministro facente funzioni: Putin ha fatto sapere di essere d’accordo con questa proposta e che firmerà un decreto ad hoc.





Dopo tre settimane Kim Jong-un è tornato a farsi vedere in pubblico

 

 

Kim è tornato. Il leader nordocoreano, dopo un’assenza di 3 settimane dalle scene pubbliche, ha partecipato all’inaugurazione di una fabbrica di fertilizzanti a Sunchon, ad una cinquantina di chilometri da Pyongyang. Lo riferisce l’agenzia di stato Kcna, smentendo quindi le voci relative alla malattia o addirittura al decesso del dittatore. Kim sarebbe stato accolto da ’’enormi ovazioni’’ all’arrivo all’impianto per l’evento, che è andato in scena venerdì. Le immagini diffuse mostrano Kim sorridente mentre taglia un enorme nastro rosso. "Quando l’impianto diventerà operativo, rappresenterà un progresso storico nell’industria nazionale dei fertilizzanti, sarà una gloriosa rivoluzione e una splendida dimostrazione del potenziale economico della nostra nazione. Sarà una bandiera che sventola per rassicurarci sui risultati ottenuti in prima linea dall’economia del nostro paese", le parole di Kim secondo la Kcna. Il leader avrebbe espresso "soddisfazione per la splendida creazione" e si sarebbe congratulato con lo staff dell’università Kim Chaek evidenziando che "i talenti sono una grande fonte e una ragione alla base dello sviluppo della nazione.




Telethon globale per raccogliere fondi per la ricerca del vaccino contro Covid-19, promotrice Ursula von der Leyen

 

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si farà promotrice il 4 maggio di un Telethon globale per raccogliere fondi destinati allo sviluppo di un vaccino e di cure per il COVID-19.

Von der Leyen spera di raccogliere 7,5 miliardi di euro e ha invitato a partecipare governi, filantropi, dirigenti d’azienda e celebrità. Quelle che saranno raccolte in realtà sono promesse di spesa. L’operazione è promossa in collaborazione con la Fondazione Bill e Melinda Gates, che avrà un ruolo importante nella raccolta di questi fondi.




Giù i prezzi delle case, la pandemia colpisce il settore immobiliare

 

In Italia i prezzi delle case “scenderanno in misura significativa già nel corso di quest’anno”. Lo afferma la Banca d’Italia, secondo cui “i dati relativi agli annunci online mostrano che a partire dalla seconda decade di marzo il numero delle abitazioni proposte per la vendita e l’attività di ricerca dei potenziali acquirenti sono fortemente diminuiti. Questa tendenza risulta particolarmente marcata al Nord, l’unica area dove le quotazioni erano in moderata espansione alla fine dell’anno scorso”.

In Europa, sottolinea Palazzo Koch nel rapporto sulla stabilità finanziaria, “nel breve termine il peggioramento delle condizioni del mercato immobiliare potrebbe essere più rapido di quello registrato durante la crisi del 2012. Su un orizzonte più lungo, riassorbiti gli effetti delle misure temporanee di contenimento del contagio, le condizioni cicliche dipenderanno dalle conseguenze della pandemia sui redditi delle famiglie”.




Dal 1 maggio obbligo di portare la mascherina in Campania. De Luca: “Chi non la usa è una bestia”

 

Dal primo maggio "in Campania c’è l’obbligo di indossare la mascherina fuori casa e ci sono sanzioni per chi non lo fa. Chi non la indossa è una bestia, perché non ha rispetto per gli anziani, per i bambini e per un lavoro immane che abbiamo fatto come Regione per mettere in condizione tutti di avere la mascherina". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. "Non ci sono alibi - ha aggiunto De Luca - le mascherine oggi ci sono. Dobbiamo esser rigorosi fino all’ossessione e dico anche ai sindaci di far rispettare l’ordinanza che rende obbligatorio l’uso di mascherine. Ringrazio i tanti sindaci che hanno collaborato, altri se ne infischiano e non è possibile trascurare così la salute della propria comunità". "Se vediamo nelle pubblicità belle ragazze toniche che corrono con i vestiti aderenti sono cose che ti consolano, ma ho visto vecchi cinghialoni della mia età che correvano senza mascherine, con la tuta alla caviglia, una seconda alla zuava, i pantaloncini sopra, che facevano footing in mezzo ai bambini. Andrebbero arrestati a vista", ha incalzato. "Abbiamo consentito l’attività motoria individuale compatibile con l’uso delle mascherine, non la corsa. Capisco che è una limitazione - ha aggiunto De Luca - ma ho visto gente fare footing in mezzo alle famiglie, e questo non è possibile. E’ tanto grande il sacrificio di aspettare due settimane e vedere cosa succede? Intanto è consentita la passeggiata, fatela veloce ma con le mascherine. In futuro sarà opportuno individuare aree dedicate, parchi urbani o isole pedonali, per consentire anche la corsa senza mascherina. Ma - ha concluso De Luca - immaginare gente che va sputacchiando goccioline di saliva mentre ci sono bambini o anziani che passeggiano è intollerabile".

"Io ho il terrore di una ripresa del contagio, vedo troppa allegria, troppa disinvoltura, troppa gente sportiva. In Campania - ha ricordato De Luca - è cominciato tutto da tre persone contagiate, provenienti tutte dal Nord. Un ristoratore che aveva partecipato a un evento fieristico in Veneto, un informatore scientifico che aveva partecipato a un convegno a Milano e un’operatrice sanitaria che veniva dall’ospedale di Crema. In Campania abbiamo cominciato così, e quando hai un contagio si determina una specie di reazione a catena: devi ricostruire tutta la catena dei contatti, diventa un inferno. Io ho il terrore di ritornare in quella situazione". De Luca ha spiegato che "non dobbiamo vivere di angoscia, ma dobbiamo essere consapevoli che un problema c’è. Dobbiamo vivere anche la vita pubblica con questo stato d’animo, con la preoccupazione che chi mi sta vicino può essere un possibile portatore di contagio, e avere quindi tutta l’attenzione necessaria per parare il pericolo. Se avremo comportamenti responsabili e prudenti potremo affrontare la seconda fase anche con una leggerezza d’animo e una qualche serenità, se avremo comportamenti irresponsabili allora dobbiamo preoccuparci". "Lavoreremo in maniera chiara e ordinata facendo verifiche ogni 14 giorni. Il Governo nazionale - ha spiegato ancora il governatore- ha dato un primo appuntamento al 18 giugno perché il tempo di incubazione del virus è di due settimane, dunque abbiamo il dovere, e in Campania lo faremo in maniera ancora più rigorosa e puntigliosa, di fare ogni due settimane la verifica della situazione. Dobbiamo capire se ci sono state conseguenze in relazione alle decisioni prese di maggiore flessibilità, di apertura delle attività economiche, di maggiore possibilità di mobilità. Ogni due settimane dovremo fare una verifica perché se riemerge il contagio dobbiamo avere la capacità di intervenire subito".





Il Governatore Musumeci e la Fase Due: “Non faccio entrare nessuno in Sicilia”

 

"Da lunedì prossimo non faccio entrare nessuno in Sicilia, come ho fatto in queste 5 settimane". Nello Musumeci, il presidente della Regione siciliana, si esprime così a Omnibus, su La7, in vista dell’inizio della Fase 2. "Non possiamo pensare di aprire la Sicilia - dice - perché temiamo che ci possa essere un afflusso di altre regioni assolutamente non sottoposto a una verifica sanitaria necessaria che diventa il presupposto per evitare il ritorno del contagio". E ribadisce, parlando dei numerosi siciliani che vivono al Nord: "Non li farò entrare, chi vuole venire sa che deve rimandare in agenda di qualche settimana. Non può entrare, anche se serve concordarlo con il Ministero dei trasporti perché non dipende solo da noi". "Noi governatori conosciamo meglio di atri le esigenze del territorio, che non sono uguali a quelle della Lombardia o della Liguria", aggiunge. "Abbiamo firmato con i presidenti del centrodestra un documento molto garbato al governo - dice Musumeci - proposte non critiche, che doveva essere ed è rimasto uno strumento di ausilio al governo centrale. In questo momento non sono ammesse polemiche, servono atteggiamenti in rapporto di collaborazione. Le 18 ordinanze che ho firmato finora sono state coerenti con le linee generali che ha dato il governo".  "Il turismo per noi diventa uno dei settori economici di traino, soprattutto in questo momento. Prima del’epidemia era la regione con il più alto tasso di crescita sul turismo nel Sud, alcune testate prestigiose hanno considerato la Sicilia tra le prime sette tappe nel mondo. Ora ci stiamo attrezzando tenendo conto della prudenza che dobbiamo rispettare", evidenzia. "E poi - dice -perché riteniamo di dovere dare ossigeno a migliaia e migliaia di piccole imprese, perché a differenza del Nord il Sud è caratterizzato da un sistema imprenditoriale assai frammentato, con molte imprese familiari".





Torna a sorpresa Di Battista e se la prende con Matteo Renzi: “Va disinnescato”

 

“Qualcuno si stupisce del cinismo di Renzi, capace persino di tirare in ballo i morti di Bergamo e Brescia per un po’ di visibilità. Io no. Conosco il soggetto e conosco i suoi reali obiettivi che nulla hanno a che fare con la politica. Che le sue parole suscitino indignazione è più che normale, tuttavia sarebbe meglio metter da parte la rabbia e pensare a come disinnescarlo una volta per tutte. Renzi, ormai da anni, non è più un politico”. Con un post su Facebook nel giorno della festa dei lavori Alessandro Di Battista spara alzo zero sul leader di Italia Viva Matteo Renzi chiedendo di “condannarlo all’oblio”, perchè ritenuto come “morto che parla”. E al contempo invita il premier Giuseppe Conte a guardarsi le spalle più che dagli ultimatum di Renzi da “altri e ben più potenti di lui, che magari i giornali se li comprano, brigano per far cadere il governo”.

“Lui per primo – ha scritto Di Battista su Renzi- sa che non tornerà mai ad essere Premier o Ministro. Gli basta essere lobbista di se stesso. Si guadagna bene in fondo. Egli provoca, dice tutto e il contrario di tutto, fa finta di essere uno capace di fare o disfare governi ma è tutto marketing, o fuffa se solo ce ne rendessimo conto. E’ vero, detesta Conte, d’altro canto è più che normale che un tipo che sta sulle palle persino a se stesso invidi un Presidente con un alto gradimento popolare. E’ frustrato, ma non così stupido da far cadere un governo che prova a ricattare per ottenere nomine e prime pagine sui giornali. Denaro e potere, siamo alle solite. Al soggetto dei voti non importa nulla (anche perché non ne ha). Al contrario è molto più interessato ai cachet che si porta a casa per deliziare con le sue idee (quindi con il nulla) platee di nobili sauditi. Da anni ormai Renzi sfrutta la politica per far soldi. Il business dei convegni non è niente male. Prima del covid lo si vedeva più a Riad che a Rignano sull’Arno. Si sa vendere il giovanotto ma per farlo ha bisogno di una carta: i giornali”.

“Ve lo ricordate – dice ancora Di Battista sull’ ex premier- Armando Pellicci detto “er pomata” di Febbre da cavallo? ‘Io ho corso, c’ho i ritagli’, amava ripetere all’Ippodromo Tor di Valle mostrando vecchi articoli che parlavano di lui. Ecco, Renzi fa più o meno la stessa cosa. ‘Io conto, c’ho i ritagli’. Il problema è che i ritagli ce li ha per davvero anche se nel mondo reale (al di fuori delle redazioni) non conta nulla. I giornali lo tengono in vita e gli danno le pezze d’appoggio per chiedere 20.000, 30.000, 40.000 euro a convegno (più viaggio in business class)”. Insomma, “un uomo così semplicemente merita l’oblio. Non vale lo sdegno delle vostre bacheche FB. Non vale un minuto della nostra vita nemmeno per schernirlo. E soprattutto non vale le prime pagine dei giornali né il timore che faccia cadere il governo”.

“Uomini ben più importanti e potenti di lui, piuttosto – è la denuncia del conducator pentastellato- brigano per far cadere il governo in questo momento. E non lo fanno per avere “i ritagli” dei giornali. Figuriamoci, semmai i giornali li comprano. Lo fanno perché un governo tecnico/di unità/di tutti (e quindi non dei cittadini) per loro è una garanzia. Nei prossimi mesi ci saranno da spendere decine di miliardi di euro nella ricostruzione. Pensate davvero che i soliti boiardi di Stato non stiano già tramando per rifilarci nuovi Mose o Ponti sullo stretto? Derenzizziamoci insomma, è un modo per prestare attenzione a quel che conta davvero per le nostre vite e per il nostro futuro e poi è un modo per disinnescare questo mediocre che si crede importante. Fa parlare i defunti per uno straccio di visibilità ecco, togliamogliela una volta per tutte, così sarà lui l’unico “morto” che parla”.





Il Papa a Santa Marta: “Prego per i governanti, unità è superiore al conflitto”

 

Il Papa a Santa Marta prega per i governanti e invita all’unita laddove ci sono differenze. "Preghiamo oggi per i governanti che hanno la responsabilità di prendersi cura dei loro popoli in questi momenti di crisi: Capi di Stato, di governo, legislatori, sindaci, presidente di Regione perché il Signore li aiuti e dia loro forza perché il loro lavoro non è facile- dice Bergoglio nell’intenzione di preghiera -. E che quando ci siano differenze tra loro capiscano che nei momenti di crisi devono essere molto uniti per il bene dei popoli perché l’unità è superiore al conflitto".  Il Pontefice ricorda un detto che arriva dalla sua terra e che bene sintetizza il da farsi nei momenti cruciali: "Quando tu vai a cavallo e attraversi il fiume, non cambiare cavallo durante l’attraversamento. Fissi nella convinzione della fede. Nei momenti di crisi c’è la perseveranza. E’ il momento della fedeltà a Dio, alle cose prese da prima". “E’ il momento anche della conversione. Non allontaniamoci dal bene- ammonisce Francesco- Gestire i tempi di pace e quelli di crisi. Nei momenti di crisi è come passare per il fuoco per diventare forti". Da qui l’invocazione al Signore "affinché ci invii lo Spirito per resistere alle tentazioni nei momenti di crisi, con la speranza di vivere, dopo, momenti di pace. Pensiamo alle tante crisi nel mondo. Il Signore ci dia la forza di non vendere la fede". A inizio messa, il Pontefice ricorda che da oggi si riuniscono alla messa mattutina 300 gruppi di preghiera," i ‘madrugadores’, i mattinieri, quelli che si alzano presto per pregare. Fanno una levataccia per la preghiera e si uniscono a noi". Nei momenti di crisi, come nell’emergenza coronavirus, "perseveranza, non allontaniamoci dal bene", l’appello che rivolge il Papa nel corso della messa. "Nei momenti di crisi è il momento della scelta, tutti nella vita ne abbiamo e ne avremo: famigliari, sociali, di lavoro. Anche con la pandemia viviamo una crisi sociale".





La Cgia di Mestre denuncia il flop dei prestiti da 25mila euro

 

I mini prestiti fino a 25 mila euro introdotti dal “decreto liquidità” a sostegno dei liberi professionisti, dei lavoratori autonomi e delle Pmi non hanno riscosso l’interesse sperato. Almeno sino ad ora. A dirlo è la Cgia di Mestre che ha riscontrato che fino allo scorso 30 aprile le banche hanno fatto pervenire al Fondo di garanzia del Mediocredito Centrale 45.703 mila domande. Non è da escludere che il numero ufficiale pervenuto al Fondo di garanzia sia sottostimato. Molte richieste, infatti, sono ancora in fase di lavorazione presso gli istituti di credito.

Se teniamo conto che la platea delle imprese e dei liberi professionisti interessati per legge da questa misura è costituita da oltre 5.250.000 attività, vuol dire che solo lo 0,9 per cento di queste ultime ha fatto ricorso a questa misura. Tornando ai dati sulla presentazione delle domande al Fondo di garanzia, Tanti imprenditori, infatti, hanno inviato la domanda non correttamente e sono stati invitati a modificarla/integrarla.  Pertanto, se conteggiassimo anche le richieste che sono “bloccate” presso gli sportelli bancari che, secondo indiscrezioni giornalistiche, ammonterebbero a circa 250 mila, l’incidenza percentuale delle aziende interessate dal micro prestito fino a 25 mila euro rimarrebbe comunque bassissima. Una misera percentuale del 5,6 per cento. “In un momento di emergenza nazionale non è il caso di fare polemiche – dichiara il segretario della CGIA Renato Mason - tuttavia, è necessario consentire alle Pmi di accedere alle risorse con più facilità. A nostro avviso il modello da seguire è quello tedesco. A parità di costi, o quasi, ma con fatturati in caduta libera,  se nelle prossime settimane le aziende non avranno a disposizione la liquidità necessaria per far fronte alle esigenze  di ogni giorno, nel giro di qualche mese molte di queste saranno costrette a chiudere definitivamente i battenti”. Come riportato più sopra, la Cgia auspica che anche in Italia si riproduca l’esperienza maturata in Germania in queste ultime settimane. Per sostenere le piccole imprese, infatti, il governo federale e i länder tedeschi hanno erogato, alle realtà con meno di 15 addetti, fino a 15 mila euro a fondo perduto. Una misura di grande attenzione alle piccolissime attività che sia la Banca d’Italia (nell’audizione alla Camera dei Deputati di lunedì 27 aprile 2020) sia il  Commissario Europeo al Mercato Interno e ai Servizi, Thierry Breton[1], hanno suggerito al nostro Governo di adottare anche in Italia.





Conte: “Alcune attività potrebbero rialzare le saracinesche prima del previsto”

“Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento. Sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo. Credo sia l’unico modo per onorare questo giorno, questo 1 maggio”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, celebrando su Facebook la prima festa del Lavoro della storia repubblicana in lockdown si è detto ” sicuro che, con il rispetto delle regole adottate, in alcuni territori si potrà rallentare notevolmente la curva del contagio” con il risultato che alcune “attività potrebbero rialzare prima del previsto la saracinesca se abbassiamo il rischio di contrarre il virus e rispettiamo i protocolli di sicurezza”.

“Lo Stato così come tutti i lavoratori – ha scritto Conte nel suo post su Facebook- non ha mai trovato di fronte a sé una minaccia sanitaria ed economica come questa. Negli ultimi 50 giorni abbiamo dovuto mettere in campo uno sforzo economico pari a quello di intere manovre di bilancio realizzate nell’arco di 2 o 3 anni. Tanti hanno ricevuto un sostegno, altri lo riceveranno nei prossimi giorni. Abbiamo lavorato al massimo per far ripartire a pieno regime il motore dello Stato, perché questo poderoso sostegno pubblico si concretizzasse in pochi giorni”.

Detto questo, ha riconosciuto il premier, “ci sono stati e ancora continuano alcuni ritardi nelle somme da erogare, come pure complicata si sta rivelando la partita dei finanziamenti”. E di questo “chiedo scusa a nome del Governo” e “assicuro che continueremo a pressare perché i pagamenti e i finanziamenti si completino al più presto”. Assicuerndo che “è ai dettagli un nuovo provvedimento con aiuti e misure per la ripartenza economica che saranno più pesanti, più rapidi, più diretti”.

Conte, nel suo post in occasione del Primo maggio, ha voluto sottolineare come “ill mondo del lavoro è messo a dura prova”. E in “tanti vivono con ansia e preoccupazione questa emergenza, fra attività chiuse e prospettive di lavoro a rischio”. Così come “molti, durante la fase più acuta di questa emergenza, hanno lavorato negli ospedali, in strada o in ufficio per assicurarci assistenza, soccorso, sicurezza e beni essenziali”.

Ora, ha evidenziato il presidente del Consiglio, “oltre 4 milioni tornano a lavoro lunedì grazie ai primi risultati delle misure di contenimento: impiegati, addetti e operai che potranno confidare nell’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza, su cui saremo intransigenti”.

“Ho letto – ha riferito il premier alcune vostre lettere, ho provato a vestire i vostri panni e ne ho avvertito tutto il peso.Ho apprezzato la lettera di Elisabetta che ha un’attività da estetista a Pomezia. Come tante altre sue colleghe mi ha scritto per tornare a lavorare in sicurezza, determinata a evitare qualsiasi forma di lavoro in nero. Ho letto con interesse le soluzioni proposte da Luciana, che da Torino mi ha raccontato la sua passione per la ristorazione, un mestiere che ha imparato dopo una lunga gavetta in periferia, con una lunga lista di consigli per ripartire il prima possibile, con vari accorgimenti per proteggere la salute. Ho percepito tutta la passione di Tonino per il suo salone di barbiere, aperto a Potenza nel 1978, l’attaccamento agli attrezzi del mestiere: le forbici, il rasoio”. Da qui, appunto, l’impegno del presidente del Consiglio, “sono sicuro che, con il rispetto delle regole adottate, in alcuni territori si potrà rallentare notevolmente la curva del contagio. E attività come la sua potrebbero rialzare prima del previsto la saracinesca: se abbassiamo il rischio di contrarre il virus e rispettiamo i protocolli di sicurezza”.

 





Ecco la bozza del nuovo Dl Aprile che contiene misure economiche a favore di lavoratori, imprese e famiglie

 

Licenziamenti sospesi per cinque mesi, novità sul reddito di emergenza e bonus baby sitter. Queste alcune delle novità nella bozza del decreto aprile per fronteggiare l’emergenza coronavirus che introduce ’nuove misure urgenti di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19’. Dunque il periodo di sospensione dei licenziamenti viene ampliato da due mesi a cinque rispetto alla precedente formulazione. E ancora: Reddito di emergenza da 400 fino a 800 euro, i requisiti per il Reddito di cittadinanza, bonus baby sitter portato a 1.200 euro (a 2.000 per medici e infermieri), riconosciuta un’indennità fino a 600 euro anche ai lavoratori domestici. Più nel dettaglio, l’indennità di 600 euro verrà erogata anche ad aprile ai beneficiari che l’avevano ricevuta a marzo. Inoltre, alle partite Iva che hanno subito una riduzione del 33% del reddito a marzo e aprile, iscritti alla gestione separata e che non sono non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta una indennità per il mese di maggio pari a 1000 euro. Secondo la bozza, inoltre, la stessa cifra di 1000 euro andrà ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa che abbiano cessato il rapporto di lavoro entro la data di entrata in vigore del decreto. Indennità di 1000 euro anche ai lavoratori iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, mentre a quelli in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, andranno 600 euro anche ad aprile. Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva non superiore a 20 ore settimanali, è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile pari a 400 euro, per ciascun mese. Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla medesima data, uno o più contratti di lavoro di durata complessiva superiore a 20 ore settimanali, è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile pari a 600 euro, per ciascun mese.

 





Foccillo (Uil): “Chiediamo nuovo protocollo per confermare lavoro agile nel pubblico impiego”

 

“Da lunedì comincia la fase due. Quella che potrebbe essere più rischiosa. Chiediamo di fare un nuovo protocollo nel settore del pubblico impiego nel quali si confermi che il lavoro agile resti come lavoro ordinario. Non si può derogare da questa impostazione perché è essenziale per la salute dei lavoratori. Non si può rischiare di vanificare gli enormi sacrifici che sono stati fatti con scelte non adeguate. 

 

Abbiamo realizzato con il primo protocollo un ottimo risultato, grazie anche alla capacità dei lavoratori di adeguarsi alla nuova forma del lavoro, con strumenti spesso propri.

 

Bisogna regolamentare questa tipologia di lavoro per renderla normale anche nella fase quando si uscirà dalla pandemia con la contrattazione per definire percorsi di formazione, diritto alla disconnessione, strumenti operativi, e altro ancora. Inoltre, dovendo adeguare l’organizzazione del lavoro per adattarla ai nuovi processi, questo percorso lo si può fare solo coinvolgendo i lavoratori con nuove relazioni sindacali. 

 

Chiediamo, dunque, un confronto alla Ministra Dadone, che fino adesso si è dimostrata molto sensibile, per concretizzare questa nuova impostazione”.