ConfimpreseItalia chiede di rivedere le polizze assicurative di Alberghi, Ristoranti, B&B, Bar e Stabilimenti balneari: “Senza attività e clienti il rischio è quasi azzerato”

Istanza al ministero dello Sviluppo Economico e all’Ivass” 

 

ConfimpreseItalia, dopo aver chiesto al ministero dei Beni Culturali e del Turismo, alla Rai ed alla Siae la revisione dei canoni televisivo e del diritto d’autore, ha dato mandato ai propri legali di intervenire nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), per mettere in evidenza come la pandemia di Covid-19, abbia scatenato una lunga serie di criticità che hanno fortemente penalizzato il sistema delle Mpmi italiane. Si tratta di nuovi scenari per il mercato assicurativo e che portano a legittime istanze da parte della platea deidestinatari dei prodotti assicurativi.

L’istanza presentata dai legali Federico Manna e Caterna Ummarino evidenzia come attività dei comparti turistico-alberghiero e della ristorazione, gravemente penalizzati dalle chiusure decise dal Governo, sono di fatto rimaste senza alcuna entrata economica ed, al tempo stesso continuano a pagare polizze proibitive, a fronte una probabilità di rischio nulla, vista la chiusura totale o parziale di queste attività, pensiamo agli alberghi, ai B&B, ed ai ristoranti vuoti, vale lo stesso discorso anche per stabilimenti balneari e bar.   Alla luce di tutto questo il sistema delle Assicurazione deve adeguarsi alla nuova situazione, visto l’evidente crollo del rischio.

Per questo non va dimenticato che il premio assicurativo è calcolato sulla base del rischio assunto dall’assicuratore, a fronte di un’analisi imparziale e personale di una serie di fattori, tra cui vanno annoverati a titolo esemplificativo le previsioni attinenti alla frequenza e al costo medio dei sinistri, oltre a ipotesi demografiche e finanziarie. Nel corso della fase precontrattuale, il distributore è tenuto a verificare le esigenze e le richieste del contraente al fine di individuare il prodotto più adatto e coerente con le necessità da questo manifestate.  

Alla luce di queste considerazioni, anche in virtù di quanto previsto dagli artt. 1897 e 1898 c.c., ConfmpreseItalia chiede un’equa rivalutazione dei prodotti assicurativi e la rinegoziazione dei termini contrattuali, che tengano conto del fatto che il rischio dichiarato in fase di stipula del contratto non corrisponde più al rischio reale, ed altresì che le imprese si vedono impossibilitate a sostenere costi divenuti eccessivamente gravosi a causa di un evento sopravvenuto ed oggettivamente imprevedibile.

Per questi motivi è auspicabile anche un sinergetico confronto tra i vari protagonisti dello scenario assicurativo, volto a conformare le politiche e le linee guida del comparto assicurativo alle contingenti complessità del nuovo contesto socio-economico, onde evitare il pericolo di storture che possano pregiudicare la tutela assicurativa dei cittadini, assicurati e danneggiati,e finanche la stabilità finanziaria del sistema.




Radio: “L’Altraclassifica” di Maurizio Lozzi un primato che continua ad attraversare il tempo

 Ieri la si ascoltava solo in FM, nei bacini di utenza serviti dalle radio libere che la trasmettevano e che – fortunatamente - ancora la mandano in onda, ma oggi, grazie allo streaming, “L’Altraclassifica” viene seguita in tutto il mondo.

Ideata e condotta dal “luttaziano” Maurizio Lozzi, giornalista pioniere della libera radiofonia e voce storica dell’etere, questa singolare hit parade ogni settimana consente di mettere a confronto diretto i successi di oggi con quelli di ieri, in una rotazione dinamica ed allo stesso tempo – se vogliamo dirlo - romantica che permette, attraverso questo originalissimo format, di far conoscere alle nuove generazioni le canzoni che hanno caratterizzato musicalmente i costumi della società italiana di ieri, comparandone i suoni e i ritmi con quelle oggi più in voga.

“È un continuo passaggio di testimone – conferma l’ideatore – tra mondi musicalmente diversi, ma che, in effetti, messi a paragone si alimentano continuamente gli uni con gli altri, e questa miscela di note e ritmi fa de ‘L’Altraclassifica’ un unicum radiofonico apprezzato e seguito”.

Maurizio Lozzi, nato – come lui stesso ama definirsi – “sotto il segno della radio”, è in onda ininterrottamente dal lontano 1976, quando in pratica venne liberalizzato l’etere e nacquero le prime emittenti libere a cui, da subito, prese attivamente parte. “Nei primi anni ’70, quando ancora non esistevano le radio libere, ascoltavo le Onde Medie con Radio Luxembourg che di sera passava musica soul, funky e rock e, durante il giorno, la Radio Montecarlo di Herbert Pagani ed altri che sono stati una vera fucina di originale creatività”.

Il punto di forza su cui però “L’Altraclassifica” ha preso vita, e vanta oggi un primato per originalità e ascolti, è stata la “Hit Parade” che la RAI faceva condurre a Lelio Luttazzi. “La differenza – ci tiene a precisare Lozzi – è che il format ‘luttaziano’ proponeva solo i successi del momento, mentre l’Altraclassifica parte da lì, ma fa attraversare il tempo proponendo anche riascolti e flashback che hanno segnato la storia della musica”.

Essendo una produzione indipendente, “L’Altraclassifica” si distingue proprio per questa sua natura che gli permette di poter essere programmata e personalizzata per qualsiasi emittente, oppure fornita ad agenzie pubblicitarie e di distribuzione di programmi. Informazioni sono disponibili all’indirizzo web altraclassifica@virgilio.it  Stay tuned!





Lombardi (M5S e Piani di Zona: "No a Monte Sallonara"

 

“Apprendo che il Tar ha respinto il ricorso fatto dalla SEI Immobiliare, che aveva richiesto la sospensione del provvedimento di revoca dopo essere stata dichiarata in decadenza dalla Regione Lazio, perché ‘l’interesse della società appare recessivo rispetto a quello pubblico’”. Così la consigliera regionale M5S del Lazio, Roberta Lombardi, presidente della Commissione Speciale sui Piani di Zona. “Si tratta di un operatore di Monte Stallonara per il quale, nel corso dell’audizione del 14 ottobre scorso in Commissione, avevamo chiesto la revoca, evidenziando proprio un uso improprio dei fondi pubblici regionali su un terreno ceduto in diritto di superficie del Comune di Roma. spiega Lombardi – Il lavoro della Commissione Speciale sui Piani di Zona, fatto in sinergia con gli uffici urbanistici del Comune di Roma e della Regione Lazio, aveva portato, dopo il controllo di tutti i documenti, alla revoca del diritto di superficie e del finanziamento. La sospensiva respinta, fa capire che il lavoro svolto nel corso dei mesi ha fatto sì che venisse alla luce una verità nascosta e scomoda”. “Con questo provvedimento tutte le azioni intraprese dagli uffici per la tutela del bene pubblico possono proseguire. Ora attendiamo la conclusione di questa vicenda, nel frattempo possiamo dire che un po’ di giustizia è stata fatta”, conclude Lombardi.

 




Dalla Regione Lazio 5 milioni a fondo perduto per lo sport regionale

 

Aiuti a fondo perduto, interventi di sostegno per la ripresa delle attività e liquidità. Sono i tre “macrocapitoli” delle misure per il mondo dello sport illustrati da Albino Ruberti, capo di Gabinetto della Regione Lazio, nella commissione Sport della Pisana, presieduta da Pasquale Ciacciarelli (Lega). “E’ un momento difficile per tante associazioni”, ha detto Ciacciarelli dopo la lunga seduta sul turismo con l’assessore Giovanna Pugliese che ha preceduto quella sui provvedimenti già assunti e quelli da assumere nel settore sport per fronteggiare l’emergenza da coronavirus. “Insieme al turismo lo sport ha creato una vivacità non solo a Roma ma anche nelle province del Lazio”. Nel pacchetto degli aiuti messi in campo dalla Regione Lazio si “cerca di affrontare sia le difficoltà del periodo di chiusura che il rilancio e prevede un impegno di 5,1 milioni di euro”, ha annunciato Ruberti, “frutto di rimodulazione di risorse già destinate al settore sportivo (eventi non svolti e fondi del sociale). La prima è una misura di sostegno a fondo perduto per quanto riguarda gli affitti. Siamo in presenza, per quanto riguarda le associazioni sportive e centri sportivi privati, di 1.867 contratti di locazione per 1.595 impianti di associazioni o società sportive dilettantistiche. Interverremo con un contributo a fondo perduto all’affitto per i due mesi di chiusura di circa il 40%, con un massimale fino a 1.500 euro. La Regione è intervenuta anche con una riduzione dei canoni di concessione per gli spazi di sua competenza sulle aree demaniale proprie. Ci auguriamo che anche i comuni posano fare altrettanto”. 

 





Asl Rm4, ecco tutti gli interventi eseguiti nel territorio

Coronavirus, ecco quanto è stato effettuato dalla ASL Roma 4 in tema di prevenzione e contenimento dell’infezione da COVID 19  nelle strutture socio sanitarie e socio assistenziali del territorio.

Sono stati sottoposti a tampone gli operatori/pazienti dei seguenti istituti:

 

1-2-3.04 RSA Manziana Le Querce , tamponi a tutto il personale, e agli ospiti sintomatici. Tutti negativi. 

6-7.04 RSA i Renai Trevignano, tamponi a tutto il personale, tutti negativi, un indeterminato.

6.04 comunità alloggio OASI Anguillara, tamponi per 18 persone tutti negativi.

7.04 Comunità alloggio Villa Rosa Fiorita, Fiano Romano, tamponi per 60 persone, 39 ospiti positivi,

  1. 04 RSA Flaminia Morlupo, tamponi per tutti gli operatori, tutti negativi.

9.04 Istituto Santa Maria del Prato Campagnano 33 operatori positivi (quasi tutti asintomatici).

10.04 RSA San Luigi Gonzaga, Ladispoli 80 negativi.

10.04 RSA Bellosguardo, Civitavecchia, esiti già comunicati. Ora sono in corso ulteriori tamponi di controllo, dopo quelli del 24 aprile e del 27 aprile. Ad oggi 5 maggio sono previsti tamponi a tutti gli ospiti presenti per valutare chi si è negativizzato

11.04 Regina Coelorum, Santa Marinella, operatori tutti negativi.

13.04 Comunità alloggio Villa Rosa Fiorita, Fiano Romano, intervento ASL con USCAR

14.04 RSA e Lungodegenza Santo Volto, Santa Marinella, tamponi per tutti gli operatori, tutti i negativi.

16 04 RSA Livia Tiberina Castelnuovo di Porto, tamponi a tutti gli operatori, tutti negativi.

16.04 Istituto Calamatta,  Civitavecchia operatori tutti negativi

18.04 Istituto Santa Cecilia, Civitavecchia tutti gli operatori sono risultati negativi

20.04 RSA Livia Tiberina tamponi per gli ospiti tutti negativi 

21.04 RSA Santa Marinella,  casa di Riposo Villa Alba e Casa di Riposo, San Giuseppe. Tutti negativi.

22.04 casa di riposo Santa Rita, Civitavecchia tutti negativi 

23.04 casa di riposo Villa Santina Civitavecchia, il Melograno comunità terapeutica Bracciano tutti negativi 

24.04 RSA Oasi Tabor Santa Marinella,  casa di riposo San Tarcisio Civitavecchia, casa di riposo Rosendhal Tolfa,

comunità alloggio Casina del Lago Bracciano, casa di riposo il Colle Campagnano tutti negativi 

25.04 Casa di Riposo Fiano  Romano srl Fiano Romano, casa di riposo le Molette a Capena tamponi tutti negativi 

27.04 Casa circondariale Civitavecchia tamponi per i 266 agenti di Polizia penitenziaria e primi 50 detenuti negativi 

27.04 Comunità psicoterapeutica Maieuesis Capena tutti negativi 

28.04 RSA Flaminia e Santa Maria del Prato (alcuni pazienti si sono negativizzati) 

28.04 Residenza Orsini casa di Riposo Santa Marinella 58 persone tutti negativi 

28.04 Comunità alloggio Villa Vittorio Bracciano 21 persone tutti negativi 

28.04. Comunità di recupero tossicodipendenti Cusumano Anguillara Sabazia 28 persone tutti negativi 

29.04 Santa Maria del prato Campagnano 41 tamponi, Madonna del Rosario 32 (tamponi ripetuti molti si sono negativizzati) 

30.04 Casa circondariale sez. femminile, Villa Fiorita, (ripetuto i tamponi e tanti pazienti si sono negativizzati) Cocoon Cerveteri, ( tamponi tutti negativi) casa famiglia F3 per minori(tamponi tutti negativi)

30.04 Casa di riposo San Michele Morlupo tamponi tutti negativi 

02.05 Suore della Carità  Civitavecchia tamponi tutti negativi 

02.05 Sopralluogo Santa Maria del Prato e Villa Rosa Fiorita

 

Si specifica che per le RSA di cui si sono eseguiti ulteriori cicli di tamponi, a Villa Rosa Fiorita ci sono 10 ospiti positivi, Alla RSA  Madonna del Rosario, essendo un centro Covid,  i pazienti negativizzati vengono trasferiti, a Santa Maria del Prato 29 si sono negativizzati e 6 risultano ancora positivi, alla RSA Flamimia essendo un centro Covid i pazienti negativizzati vengono trasferiti altrove. 





Roma e il Lazio tra obbligo di mascherine e limitazioni

 

Roma e il Lazio si preparano alla Fase 2 fra obbligo di mascherine, ingressi contingentati e rispetto delle distanze. In una città ad alta densità di popolazione come è la Capitale, sulla carta potrebbe risultare non facile e invece, come ha più volte sottolineato la sindaca Virginia Raggi, i romani si sono comportati bene fino ad oggi e si auspica che la prudenza e il rispetto delle regole proseguano.
In tutto il Lazio, come ha anticipato il governatore della Regione Nicola Zingaretti, “sarà previsto in tutti i protocolli l’obbligo della mascherina, anche gli incontri all’aperto dovranno avvenire con la mascherina, un metro di distanza tra le persone dovrà essere sempre mantenuto.
L’indicazione di lavare frequentemente le mani rimane e, anzi, la rilanciamo con ancora più forza in vista della Fase 2″, ha aggiunto il governatore dem, sottolineando che “il contingentamento degli ingressi sarà fatto sulla base dei metri quadrati degli esercizi commerciali o pubblici, e bisognerà provvedere alla igienizzazione quotidiana in tutti i locali, così come alla misurazione della temperatura personale”. La Regione prevede “l’utilizzo di mascherine in ambienti chiusi accessibili al pubblico e/o in cui si viene a contatto ravvicinato con altre persone, l’uso di gel disinfettante e la presenza di distributori, il divieto di assembramenti, delle possibili barriere idonee nei luoghi di lavoro con spazi limitati, l’igiene e la sanificazione dei locali”. Da lunedì inoltre “supermercati e alimentari della nostra Regione – ha aggiunto Zingaretti – potranno essere aperti fino alle 21.30“.

A Roma dal 4 maggio riaprirà solamente una parte dei parchi e delle ville storiche. Virginia Raggi, la sindaca, opterebbe per una riapertura graduale, per fasi, degli spazi verdi cittadini. Saranno aperti certamente quelli più grandi, come Villa Borghese e Villa Doria Pamphilij, e altre aree diffuse sul territorio della Capitale.
L’obiettivo del Campidoglio è quello di consentire, in una prima fase, aperture di spazi verdi in tutte le zone della città e, allo stesso tempo, garantire la sicurezza dei cittadini con una concentrazione dei controlli su un numero limitato di parchi aperti. Per scongiurare il rischio di assembramenti si farà ricorso anche all’utilizzo di droni, che sorvoleranno le aree interessate e segnaleranno eventuali problemi alla polizia locale, che rafforzerà i presidi con i propri agenti. Alle verifica del rispetto delle disposizioni di sicurezza contribuiranno anche le guardie zoofile e gli uomini della Guardia nazionale ambientale. Un costante monitoraggio dell’andamento dei flussi consentira’ di decidere per la successiva apertura di altri parchi, secondo una programmazione già definita.”Sarà consentita l’attivitaàsportiva individuale – ha spiegato la sindaca – le passeggiate singolarmente o accompagnando bambini e persone disabili. No ai picnic o alle partite di calcetto. Andiamo a respirare nel verde dopo 55 giorni in casa ma niente assembramenti”.

Non riapre ancora il litorale di Ostia. Raggi ha firmato un’ordinanza che proroga fino al 17 maggio il divieto di accesso sulle spiagge del litorale romano e nella adiacente riserva con la pineta di Castel Fusano e Acque Rosse. La Polizia Locale del Campidoglio infatti, si legge nel testo dell’ordinanza, “ha rappresentato di non poter garantire un servizio continuativo atto a controllare e reprimere eventuali assembramenti sulle spiagge del vasto litorale romano”.
Attenzione quindi perchè per i trasgressori l’ordinanza prevede multe da 25 a 500 euro. La Regione ha dato comunque indicazioni per le spiagge quando riapriranno, che prevedono accessi limitati (numero massimo clienti esposto all’ingresso), segnaletica sui comportamenti da adottare, limiti di spazio per i clienti e gli operatori (1 metro minimo di distanziamento), distributori gel igienizzante per le mani all’ingresso e distanziamento adeguato degli ombrelloni l’uno dall’altro.

E sul fronte negozi e traffico Raggi ha spiegato che “ci sarà una ripartizione dei flussi dell’orario di punta in tutta la mattinata. Noi avevamo questa fascia critica per il traffico tra 7.30 e 9.30 del mattino, non si può consentire questo picco. Assieme alle categorie commerciali abbiamo deciso di suddividere la mattinata in tre fasce orarie tra le 8 e le 11.30 in cui apriranno scaglionati i diversi tipo di negozi a partire dal mese di maggio compatibilmente con i Dpcm”. Il comune ha deciso di concedere spazi esterni più ampi a bar, ristoranti e librerie. “Quando potranno riaprire – ha detto Raggi – avranno più spazio a disposizione per accogliere i clienti garantendo il distanziamento necessario. Stiamo lavorando per ampliare fino al 35% la concessione di suolo pubblico per gli esercizi commerciali. Lo scopo è anche quello di compensare la riduzione delle superfici utilizzabili all’interno dei locali“. Su Roma, i trasporti urbani “saranno rivoluzionati per andare incontro alle nuove esigenze e prevenire eventuali contagi – ha detto ancora la sindaca 
Abbiamo fatto una riunione con Prefettura e Regione Lazio per immaginare questa rivoluzione. Siamo partiti dal presupposto che il distanziamento sociale sarà necessario, così come l’invito ad usare mascherine e guanti, e che dovremo prevedere una riduzione importante del numero di posti a disposizione sui mezzi pubblici per evitare affollamenti”. Resta in vigore l’apertura delle ZTL nella Capitale mentre da domani torna a pagamento la sosta tariffata, quella sulle cosiddette strisce blu.





San Cesareo, sequestro di beni milionario nella cittadina alle porte di Roma. I reati usura e truffa, tre gli arresti

 

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo il sequestro di beni del valore di oltre 5 milioni di euro, disposto dal locale Tribunale – Sezione Specializzata Misure di Prevenzione su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina.
I destinatari della misura sono M. L. (classe 1947), il figlio M. (classe 1981) e H. E. (classe 1977), tutti residenti a San Cesareo (RM), arrestati dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma nel luglio 2018 per fatti di usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, truffa aggravata ai danni dello Stato e intestazione fittizia di beni.

Estorsione e minacce


L’indagine, denominata “Terza età”, aveva consentito di ricostruire una serie di prestiti a tassi usurari – tra il 90% e il 180% annuo, con punte del 570% – erogati, per lo più, aimprenditori in gravi difficoltà economiche. L’attività veniva svolta in modo continuativo e professionale: “compà voi dovete capire una cosa io, cioè io, cioè chi fa per me, che con i soldi ci lavoriamo”, affermava in una telefonata intercettata M. figlio
Quando le vittime non effettuavano i pagamenti alle scadenze imposte scattavano le minacce. M. Padre. Così diceva a una persona incaricata della riscossione: “chiama subito … gli devi dire «la cambiale non è stata pagata» … dici «che aspetti che viene M. lì sopra e ti rompe la testa a te e a tuo figlio» … se no devo chiamare a … e lo devo mandare là, lo devo mandare a rompergli la testa”.


I proventi venivano poi reinvestiti in imprese operanti nei settori alberghiero, della ristorazione e del commercio di autoveicoli, intestate a familiari o compiacenti “prestanome”.
Una società, in particolare, era stata costituita per gestire una casa di riposo per anziani ad Artena (RM). Il business si era rivelato talmente redditizio che M.si stava organizzando per aprire un’altra analoga struttura a San Cesareo.
Partendo dalle risultanze dell’operazione “Terza età”, gli specialisti del G.I.C.O. hanno eseguito meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, con l’obiettivo di aggredire, attraverso gli strumenti della normativa antimafia, le ricchezze illecitamente accumulate dal gruppo criminale.

Una vita di lusso che non torna


In una conversazione con P. Z., nipote del boss di camorra M. Z., M. padre, che non risulta aver mai svolto alcuna attività lavorativa, dichiarava: “io e te guadagniamo da un miliardo a un miliardo e mezzo l’anno”. M. figlio e H. E., con redditi dichiarati modesti o addirittura nulli, mantenevano un tenore di vita particolarmente agiato, fatto di ville di pregio, auto di lusso, frequenti vacanze e beni voluttuari di particolare valore economico.
Sussistendo i presupposti soggettivi – pericolosità sociale dei 3 proposti – e oggettivi – disponibilità di beni in misura sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati – il Tribunale di Roma ha emesso il decreto di sequestro in corso di esecuzione, che ha ad oggetto il patrimonio milionario accumulato in pochi anni, così composto.

Il sequestro milionario di San Cesareo





Studio di Campus Biomedico su Covid-19, colpiti più uomini che donne. Il ruolo del testosterone

 

Il Covid-19 colpisce più gli uomini delle donne. Lo dimostrano diversi studi in cui si è evidenziato che circa il 60% delle persone colpite dal virus è di sesso maschile. Ma qual è il motivo di questa differenza di genere? Secondo un’analisi condotta dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e Sapienza Università di Roma e pubblicato sulla rivista scientifica “Metabolism”, la risposta è da cercare in un particolare tipo di ormone: il testosterone. 

“In questa nostra ipotesi di lavoro abbiamo affrontato il problema del testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, che può essere più basso o più alto con un ampio range di variazione nella popolazione maschile – spiega Paolo Pozzilli professore ordinario di endocrinologia all’Università Campus Bio-Medico di Roma e direttore di endocrinologia e diabetologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico – in particolare, sappiamo che i livelli di testosterone diminuiscono con l’età: per cui i soggetti anziani, ossia quelli più colpiti dal Coronavirus, sono anche quelli con più basso testosterone”. 

Come si legge in questo lavoro, bassi livelli di testosterone possono causare una riduzione dell’attività dei muscoli respiratori, della loro forza complessiva e della capacità di esercizio, mentre la normale circolazione di questo ormone maschile mostra un effetto migliorativo della respirazione. Inoltre, – prosegue UCBM – con testosterone basso nel sangue si osserva un aumento dei processi infiammatori che sono associati con un aggravamento della prognosi dell’infezione da Covid-19. 

“D’altro canto anche un eccesso di attività androgenica potrebbe essere nociva – dichiara Andrea Lenzi professore ordinario di endocrinologia della Sapienza e coordinatore dell’area endocrino metabolica e andrologica del Policlinico Umberto I – in quei soggetti in cui il testosterone funziona troppo, cioè dove esiste una differente capacità del suo recettore di trasmettere il proprio segnale. Proprio poiché una delle proteine che serve al virus per entrare nelle cellule, denominata TMPRSS2, è molto sensibile agli androgeni, oggi vi è grande attenzione per l’azione dell’ormone maschile nei meccanismi d’ingresso del virus. Infatti, questa proteina, regolata dal testosterone e per questo già studiata nella patologia neoplastica della prostata, potrebbe in futuro diventare un possibile target terapeutico nei maschi affetti da infezione COVID-19”.





La Caritas ha registrato nella Capitale il raddoppio delle richieste di aiuti

L’allarme povertà da coronavirus viene lanciato dal centro Caritas della Parrocchia di San Martino I Papa a Roma, e precisamente dal parroco Don Antonio Pompili. Se i primi dati delle Caritas diocesane parlavano di aumento dal 20 al 50% per quanto riguarda gli aiuti alimentari, oggi sono raddoppiate le richieste di aiuti rispetto all’inizio della crisi da Covid-19. Quest’ultima analisi si riferisca una indagine su 101 Caritas diocesane (il 46% del totale), condotta dal 9 al 24 aprile.

Nel nostro caso – dichiara Don Pompili – lo scorso mercoledì abbiamo aiutato un numero di persone più di tre volte che siamo abituati ad aiutare con pacchi alimentari. Ma ogni persona riceve il pacco solidale per una persona, ma poi ci sono persone che aiutiamo che hanno un nucleo famigliare di 4 o 6 persone, spesso con bambini piccoli. Le quantità di cibo donato e consistente, ma non siamo certi di riuscire a soddisfare queste persone per le prossime settimana. Quello che colpisce, tra le ultime venute, sono persone prevalentemente giovani, straniere, che avevano un’attività regolare in zona e che dispongono di una casa. Persone come tante fino a pochi giorni fa, alle quali è crollato il mondo addosso. Particolarmente toccanti certe scene, anche nella centrale zona di San Giovanni”.

Molte famiglie hanno visto perdere il posto di lavoro, come i poveri e i più deboli di prima lo sono ancora di più oggi con la pandemia. Chi non ha un tetto oggi non riesce nemmeno a racimolare quei pochi euro per un pasto quotidiano. Molti anziani non riescono ad arrivare alla fine del mese e sono costretti a rimanere a casa per motivi di sicurezza.

Nella Parrocchia di San Martino I Papa era abitudine fino a qualche settimana fa invitare i fedeli a lasciare parte della spesa al vicino supermercato. I prodotti alimentari venivano raccolti dai volontari e successivamente donati alle famiglie bisognose ogni settimana. Le messe non vengono più celebrate pubblicamente e molti fedeli non sanno come donare parte della spesa ai poveri della zona seguiti dal centro Caritas della parrocchia.

Dato il momento di emergenza sanitaria gli acquisti dei prodotti alimentari possono essere effettuati nel solito supermercato convenzionato Tigre di via Faleria e poi consegnare il tutto il parrocchia attraverso l’entrata attigua. Questo consente di sostenenre le famiglie in difficoltà seguite dalla Parrocchia San Martino I Papa, rispettando le norme igienico-sanitarie previste dal Governo, oltre che salvaguardando la sicurezza dei donatori e di tutti. 

Questo l’appello di Don Antonio Pompili”: L’emergenza Covid che tutti stiamo affrontando portanza sicuramente alla nascita di nuove fasce di povertà e questo ha richiesto anche da parte delle parrocchie nuovi interventi in favore del numero maggiore di bisognosi. Noi purtroppo, come parrocchia, non possiamo più effettuare la spesa mensile solidale nelle modalità che abbiamo mandato avanti fino ad ora, vale a dire con la presenza di volontari della nostra Caritas una volta al mese qui nel vicinissimo supermercato in via Faleria. I volontari della Caritas andavano, ritiravano i beni alimentari e altri beni di prima necessità, che la gente acquistava appositamente per i poveri, informata del fatto di questa possibilità, e dunque gli stessi volontari guardavano tutto qui in parrocchia per poter distribuire il tutto nel corso delle settimane quanto era stato raccolto”.

 

“Ora il motivo delle nuove e giustissime norme di sicurezza non è più possibile un simile movimento del supermercato e quindi ho fatto appello dei giorni passati ai parrocchiani ma anche a tutti gli altri che pur non frequentando piloti la parrocchia ormai sono sensibili a quest’opera di solidarietà affinché possano continuarla loro personalmente andando loro stessi a recuperare delle buste di viveri, ad acquistarle per l’occorrenza nel supermercato vicino e portandole qui parrocchia senza nessuna infrazione delle norme vigenti in materia di sicurezza sanitaria perché, per la maggior parte dei parrocchiani, semplicemente la strada che conduce da casa al supermercato e viceversa,  è la strada che da sulla parrocchia. Quindi c’è questa possibilità, ho fatto questo appello, e devo dire già c’è stata risposta di grande generosità da parte di molti e mi auguro che questa risposta potrà continuare e anzi crescere”.

La Parrocchia di San Martino I Papa è stata protagonista negli scorsi mesi delle raccolte mensili per sfamare i più bisognosi della comunità locale. Nel 2018 i volontari della Caritas parrocchiale avevano infatti raccolto più di 1200 chili di prodotti alimentari, nel 2019 sono arrivati a raccogliere e distribuire più di 2475 chili. Don Antonio Pompili, noto biblista, dall’inizio della pandemia, parla della parola di Dio in un appuntamento giornaliero video su Facebook e propone la messa online in streaming ogni domenica sullo stesso mezzo.

 





Sequestro di beni milionario a Reggio Calabria. Il Blitz della Gdf

 

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio Centrale ICO, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria - presieduta dalla Dott.ssa Ornella Pastore - su richiesta del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Giulia Pantano, che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro su beni immobili e rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in 1,5 milioni di euro, nei confronti di S. G. cl. ‘65 imprenditore edile indiziato di intraneità al gruppo mafioso “S.-T.”, operante in Taurianova (RC) e zone limitrofe.

La figura di S. G. era emersa nell’ambito dell’operazione “Terramara Closed” condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, dal Reparto Operativo dell’Arma dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria - coordinati dalla citata Direzione Distrettuale Antimafia - conclusa, nel mese di dicembre 2017, con l’esecuzione di provvedimenti:

In particolare, allo S. è stato contestato di aver fatto parte dell’associazione mafiosa denominata ’ndrangheta e, in particolare, dell’articolazione degli A.Z.F.V., alla quale appartiene il gruppo mafioso S.-T. operante in Tarianuova (RC) e zone limitrofe, al cui interno il medesimo ha assunto "compiti di decisione, pianificazione delle associazioni criminali da compiere e degli obiettivi da perseguire con riferimento all’intera organizzazione criminale, nel settore delle estorsioni, delle intestazioni fittizie di beni, nonché per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e privati’.

L’egemonia imprenditoriale "mafiosa" degli S. si era espressa nel progetto di gestione del cimitero di “Iatrinoli”, affidato ai predetti dall’amministrazione comunale pro tempore – in assenza di gara ad evidenza pubblica – poi revocato dalla nuova Giunta, nonché dal “controllo del territorio” esplicato attraverso l’imposizione delle imprese riconducibili alla famiglia – con intimidazioni, assoggettamento e omertà - quali uniche fornitrici di materiale per lavori edili nell’ambito territoriale di competenza.

Alla luce di tali risultanze, la locale DDA, delegava ai citati Reparti, apposita indagine, a carattere economico/patrimoniale, volta all’individuazione dei beni mobili ed immobili riconducibili al predetto S. G. ed al suo nucleo familiare, finalizzata all’applicazione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale.

In tale contesto, il G.I.C.O. - valorizzando le funzioni proprie della Guardia di Finanza nella prevenzione e contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del Paese e di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati – ha ricostruito, attraverso articolati approfondimenti sulle transazioni economico finanziarie e patrimoniali effettuate negli ultimi 20 anni, il patrimonio complessivamente accumulato dal nucleo familiare di S. G.

Gli accertamenti eseguiti hanno evidenziato una significativa, ingiustificata differenza tra il reddito dichiarato ai fini delle imposte sui redditi e il patrimonio posseduto, anche per interposta persona, ma soprattutto, la natura mafiosa dell’attività d’impresa svolta - nel tempo - dal proposto, quale imprenditore espressione della cosca di riferimento.

L’affermazione e la crescita degli illeciti progetti imprenditoriali di S. G., sono risultati essere stati sostenuti dal legame del predetto con la ‘ndrangheta e dal supporto “qualificato” del di lui fratello S. C. cl. ‘74 quest’ultimo parimenti raggiunto da ordinanza cautelare nel procedimento “Terramara Closed” , nonché destinatario di misura di prevenzione patrimoniale, disposta – a seguito di specifici accertamenti svolti dal predetto G.I.C.O. - dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione - ed eseguita nel 2019 su un patrimonio - costituito da imprese, fabbricati, terreni e disponibilità finanziarie – stimato in circa 14 milioni di euro.

Alla luce di tali risultanze, la citata Sezione Misure di Prevenzione - su richiesta della locale DDA - ha disposto, con il provvedimento in esecuzione, l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dell’intero patrimonio riconducibile a S. G. e al suo nucleo familiare, costituito da fabbricati ubicati in Terranova Sappo Minulio (RC), Taurianova (RC) e nella provincia di Pesaro, nonché disponibilità finanziarie per un valore stimato in circa 1.500.000,00 euro.





Alitalia: sospeso volo New York in attesa miglioramento epidemia

 

Alitalia ha sospeso il collegamento aereo da Roma Fiumicino a New York dal 5 al 31 maggio “a causa del forte rallentamento della domanda negli ultimi 10 giorni di aprile e del preoccupante livello di casistica positiva al coronavirus persistente a New York”. Lo afferma la compagnia, sottolineando che sui 18 voli operati tra il 20 e il 30 aprile sono stati trasportati solo 580 passeggeri, in media 32 a volo, con un tasso di riempimento del 12% rispetto ai 4.675 posti offerti.

L’alta percentuale “di mancate presentazioni in aeroporto di passeggeri in possesso di regolare biglietto è stata presumibilmente determinata, oltre che dalle vigenti restrizioni alla mobilità, dalla diffusione del Covid-19 nell’area di New York (169mila casi positivi, incidenza più che doppia in rapporto alla popolazione rispetto alla Lombardia)”.

In quest’ottica Alitalia “ha ritenuto la misura, oltre che economicamente inevitabile, appropriata anche per la tutela del personale navigante finora in sosta nella città americana”.





Morti sospette di due medici e il ferimento di un terzo in Russia. Erano in prima linea nella lotta a Covid-19

E’ mistero sui tre medici in prima linea nella lotta contro il coronavirus nelle strutture ospedaliere in Russia caduti dalle finestre dei rispettivi ospedali nelle ultime due settimane. Due sono morti e uno è ancora ricoverato. Alexander Shulepov, medico a bordo delle ambulanze a Voronezh, è ancora in condizioni critiche dopo essere caduto dalla finestra dell’ospedale sabato. Secondo la tv locale è volato dal secondo piano del nosocomio Novousmanskaya dove lavorava e dove era in cura dopo essere stato contagiato. Era stato ricoverato il 22 aprile, lo stesso giorno che il suo collega Alexander Kosyakin aveva postato un video in cui si spiegava che Shulepov era stato costretto a continuare a lavorare anche dopo il test positivo. Kosyakin aveva anche criticato l’ospedale per la mancanza di guanti e equipaggiamento di protezione ed è stato interrogato dalla polizia per aver diffuso fake news. L’amministrazione del Novousmanskaya ha dichiarato che Shulepov era stato cancellato dai turni non appena aveva ricevuto la diagnosi.

Venerdì scorso Elena Nepomnyashchaya, primario all’ospedale della città siberiana di Krasnoyarsk, è morta dopo aver passato una settimana in terapia intensiva, secondo il ministero della Salute russo. La tv locale TVK Krasnoyarsk ha riportato che Nepomnyashchaya è caduta da una finestra nel corso di un incontro con rappresentanti locali delle autorità sanitarie, in cui era in discussione la trasformazione della clinica in una struttura Covid-19. Nepomnyashchaya si sarebbe opposta per la mancanza di equipaggiamento di protezione.

Il 24 aprile Natalya Lebedeva, a capo del servizio emergenze di Star City, la base dove vengono formati e addestrati i cosmonauti russi, è morta dopo la caduta dalla finestra. Era stata contagiata ma la Federal Biomedical Agency ha parlato di un “tragico incidente”.





A marzo cancellati due voli su tre, crollo (-66,3%) del traffico aereo

 

A marzo sono stati cancellati due voli su tre (66,3%) e i passeggeri sono diminuiti dell’85% (da circa 14 milioni a poco più di 2 milioni) rispetto allo stesso mese del’anno scorso. Il dato è stato diffuso oggi dall’Istat.  Da poco meno di 460 mila passeggeri in arrivo e partenza negli aeroporti italiani di domenica 23 febbraio 2020, si è passati ai 6,8 mila di domenica 29 marzo. 





Rezza (Infettivologo): "Rischi dalla Fase Due"

 

 

“Consideriamola una sperimentazione. Va intesa così la fase 2. La riapertura graduale era improrogabile. Ci prendiamo dei rischi. Ora vediamo se funziona. Si è cercato di regolamentare tutti gli ambiti della ripresa delle attività ma il fatto che si creino maggiori occasioni di contatto fra le persone è un elemento che favorisce la trasmissione del virus. Pensiamo ai trasporti dove per quanto si usino tutte le cautele possibili si creano inevitabilmente delle interazioni tra uomini”. Così, Giovanni Rezza, direttore del dipartimento delle malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, intervistato dal Corriere della Sera.

Su un eventuale ripresa dei contagi Rezza spiega che “l’aumento dei casi è immediatamente rilevabile: crescono gli accessi al pronto soccorso, i ricoveri, i morti nelle residenze per anziani. A quel punto bisogna essere non pronti, di più. Il lavoro di intercettare il pericolo spetta a medici di famiglia e servizi di prevenzione sul territorio”.

Ma per Rezza “tornare a un secondo lockdown nazionale sarebbe disastroso da tutti i punti di vista”. Occorrerà quindi “Fare chiusure frammentate, creare tante zone rosse anche di minima ampiezza. Blindare subito le aree regionali colpite da focolai in modo da soffocarli sul nascere. Nella fase 1 hanno funzionato.I blocchi a termine sono efficaci e più digeribili dalla popolazione”.

 

“Consideriamola una sperimentazione. Va intesa così la fase 2. La riapertura graduale era improrogabile. Ci prendiamo dei rischi. Ora vediamo se funziona. Si è cercato di regolamentare tutti gli ambiti della ripresa delle attività ma il fatto che si creino maggiori occasioni di contatto fra le persone è un elemento che favorisce la trasmissione del virus. Pensiamo ai trasporti dove per quanto si usino tutte le cautele possibili si creano inevitabilmente delle interazioni tra uomini”. Così, Giovanni Rezza, direttore del dipartimento delle malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, intervistato dal Corriere della Sera.

Su un eventuale ripresa dei contagi Rezza spiega che “l’aumento dei casi è immediatamente rilevabile: crescono gli accessi al pronto soccorso, i ricoveri, i morti nelle residenze per anziani. A quel punto bisogna essere non pronti, di più. Il lavoro di intercettare il pericolo spetta a medici di famiglia e servizi di prevenzione sul territorio”.

Ma per Rezza “tornare a un secondo lockdown nazionale sarebbe disastroso da tutti i punti di vista”. Occorrerà quindi “Fare chiusure frammentate, creare tante zone rosse anche di minima ampiezza. Blindare subito le aree regionali colpite da focolai in modo da soffocarli sul nascere. Nella fase 1 hanno funzionato.I blocchi a termine sono efficaci e più digeribili dalla popolazione”.





Appello degli esperti della Comunità scientifica: “Più tamponi per salvare la Fase 2”

 

“Se vogliamo che la imminente riapertura non sia effimera, se vogliamo evitare la chiusura di centinaia di migliaia di aziende, se vogliamo che milioni di lavoratori non perdano il posto di lavoro, occorre cambiare rotta. Bisogna iniziare subito a fare tamponi di massa”. E’ l’appello lanciato da Andrea Crisanti, Luca Ricolfi, Giuseppe Valditara, e sottoscritto dai professori di Lettera 150, alle autorità nazionali e regionali. Obiettivo: coniugare la tutela della salute con il riavvio delle attività produttive e l’esercizio di libertà individuali, come quella di circolazione, evitando il ritorno al lockdown.

L’appello, redatto in 11punti, precisa come “una recente comparazione internazionale mostra che il numero di tamponi giornalieri per abitante è inversamente correlato a quello dei morti: più tamponi, meno morti”. E dunque, “la capacita’ di fare tamponi in grande numero permetterebbe di contenere ed eliminare prontamente la trasmissione del virus in caso di sviluppo di focolai epidemici”.

Del resto, la stessa Oms ora caldeggia l’esecuzione di tamponi di massa. Ovviamente, per evitare la ripartenza dell’epidemia, resterebbero necessarie le altre misure precauzionali, come il distanziamento e l’uso delle mascherine. Ma una campagna di tamponamento, dicono i sottoscrittori dell’appello, è l’unico strumento che possa consentire ai cittadini di riprendersi in sicurezza ” la libertà di movimento, e di riunione, la libertà religiosa, la libertà di lavorare, e quella di iniziativa economica, tutte attualmente e in vario modo compresse”.





Covid-19: ASviS, subito investimenti per sostenere il sistema produttivo, l’occupazione, l’istruzione e arginare povertà e disuguaglianze

 

Pubblicato il nuovo studio dell’ASviS che valuta l’impatto dell’emergenza epidemica sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile e avanza proposte per orientare le politiche di rilancio all’attuazione dell’Agenda 2030

 

Enrico Giovannini, Portavoce ASviS: “Una crisi dagli effetti così violenti deve portare a un ripensamento profondo del modello di sviluppo e a un cambiamento di molte politiche rispetto al periodo pre-Covid-19. Servono subito misure orientate a far “rimbalzare avanti” il Paese, scongiurando il semplice ritorno al passato, e a prepararsi ad affrontare shock futuri. Le ingenti risorse impegnate dal Governo e dall’Unione europea vanno orientate ad un cambio di paradigma produttivo, caratterizzato da maggiore sicurezza dei lavoratori, innovazione e capacità di cogliere le opportunità offerte dalla Green Economy. Nonostante la crisi, gli italiani ritengono sempre più urgente perseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e chiedono misure di contrasto ai cambiamenti climatici, considerati una minaccia al pari del Covid-19”.

 

Roma, 5 maggio 2020 – Fronteggiare la crisi da Covid-19 riorientando il modello di sviluppo e perseguendo con determinazione l’attuazione dell’Agenda 2030, per rafforzare il sistema socioeconomico e rendere il Paese meno vulnerabile a shock futuri. Il nuovo Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) “Politiche per fronteggiare la crisi da COVID-19 e realizzare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”, realizzato grazie al contributo degli oltre 600 esperti che operano nei suoi gruppi di lavoro, valuta l’effetto della crisi sulle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile e propone azioni per stimolare la ripresa in linea con l’Agenda 2030 e il Green deal

Questo nuovo Rapporto dell’ASviS rappresenta il contributo della più grande rete della società civile italiana alla progettazione delle politiche nazionali, regionali e locali in un’ottica di sviluppo sostenibile, coerente con gli orientamenti europei, anche in vista dell’impiego delle ingenti risorse finanziarie che verranno messe a disposizione dall’Unione europea.

Gli italiani sono ormai consapevoli non solo dei legami tra rischi ambientali e possibile insorgenza di pandemie, ma anche della fragilità dell’attuale sistema economico e sociale. Come confermano le recenti rilevazioni di Ipsos e Eumetra, è aumentata rispetto a pochi mesi fa la priorità assegnata alle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile. Secondo Ipsos, la stragrande maggioranza degli intervistati in Italia (72%) ritiene che la crisi climatica sia una minaccia pari a quella del Covid-19 e che nella ripresa economica successiva alla crisi sanitaria sia prioritario porre in essere azioni di contrasto ad essa (63%). Il 71% ritiene che se il governo non agirà subito per combattere la crisi climatica avrà fallito il suo compito, mentre il 66% dichiara che ripenserà il proprio voto se il partito di riferimento non prenderà azioni al riguardo e il 50% è contro una ripresa economica che possa peggiorare le condizioni ambientali.

L’Italia deve decidere che direzione prendere: se proseguire su quella indicata dalla Legge di Bilancio per il 2020, molto più orientata alla sostenibilità delle precedenti, e degli orientamenti strategici dell’Unione europea o se, in nome della crescita del PIL a tutti i costi, sacrificherà i progressi fatti o programmati per i prossimi anni, primo fra tutto il processo di decarbonizzazione, la sicurezza dei lavoratori e l’equità sociale”, sottolinea Enrico Giovannini, Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) che con le sue 250 organizzazioni aderenti è la più grande rete della società civile mai creata in Italia per diffondere la cultura della sostenibilità.  

“Il Rapporto di oggi – sottolinea il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini – analizza gli effetti della crisi sui singoli obiettivi dell’Agenda 2030 e propone azioni, sia trasversali sia specifiche, a favore dello sviluppo sostenibile in tutte le sue dimensioni (economiche, sociali, ambientali e istituzionali), che potrebbero essere utilizzate dal Governo per disegnare le politiche orientate a fronteggiare l’emergenza economica e sociale, nonché per disegnare quelle per il rilancio del Paese”

Il Rapporto rileva che lo shock da Covid-19 ha un grave impatto sul capitale economico (drastica riduzione della capacità produttiva, accelerata dalla caduta degli investimenti, e quindi dell’accumulazione di capitale; caduta della ricchezza attuale e prospettica; ecc.), sul capitale umano (la disoccupazione e la sottoccupazione riducono le conoscenze degli individui; il lockdown ha un impatto negativo sulle attività formative nei confronti dei giovani, degli adulti e dei lavoratori; ecc.) e sul capitale sociale (riduzione delle interazioni; difficoltà operative per il Terzo Settore; ecc.). Gli effetti sul capitale naturale, positivi nella fase di blocco delle attività socioeconomiche, possono diventare negativi nella fase di ripartenza qualora non si adottino misure per lo smaltimento corretto di dispositivi di protezione individuali (mascherine, guanti, ecc.), per ridurre l’uso di plastica monouso nella ristorazione e nelle mense aziendali, per evitare il ricorso generalizzato ai mezzi di trasporto privati e per evitare l’abbandono dei programmi di transizione ecologica e di decarbonizzazione.  

In sintesi, e rimandando al documento integrale per approfondimenti, segnaliamo alcune azioni che aiuterebbero il Paese a “rimbalzare avanti” verso uno sviluppo più sostenibile: 

         la semplificazione delle procedure amministrative per consentire un’attivazione rapida degli investimenti pubblici, anche in vista di un utilizzo tempestivo dei futuri fondi europei;

         il ripensamento del ruolo dello Stato, a integrazione e supporto dell’azione del settore privato, per la salvaguardia dei beni comuni e la promozione di comportamenti economici orientati al benessere di tutti. Ciò comporta l’accelerazione della transizione all’economia circolare, una maggiore protezione della salute e dei diritti dei lavoratori, l’estensione alle medie imprese dell’obbligo di rendicontazione dell’impatto sociale e ambientale della loro attività, l’introduzione di finanziamenti con garanzia pubblica per lo sviluppo sostenibile;

         l’accelerazione della transizione digitale come driver per lo sviluppo sostenibile, da affiancare a misure per la conciliazione tra vita e lavoro (con particolare attenzione alla condizione femminile, che in questa situazione rischia di essere sacrificata) attraverso il welfare aziendale e lo smart working, con effetti positivi sulla mobilità e vantaggi per il clima e la qualità dell’aria;

         considerare centrale il capitale naturale, base della nostra salute, del nostro benessere e del modello di sviluppo, e promuovere un piano di azione per le politiche abitative, la rigenerazione urbana e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio;

         salvaguardare e rafforzare l’infrastruttura culturale, in ogni territorio e a livello nazionale, favorendo una relazione integrata fra mondi della cultura, dell’educazione e del turismo;

         cogliere la sfida della didattica a distanza per migliorare l’accesso alla conoscenza, la qualità dell’apprendimento, ridurre le disuguaglianze e offrire anche agli adulti occasioni di formazione continua lungo l’intero arco della vita;

         utilizzare rapidamente, e in un’ottica sistemica, i fondi di coesione europei e nazionali della programmazione 2014-2020 ancora non impegnati dallo Stato e dalle Regioni per progetti nel Mezzogiorno. 

“L’obiettivo delle politiche pubbliche – conclude Giovannini – deve essere quello di ridurre al massimo gli effetti negativi dello shock e stimolare la ‘resilienza trasformativa’ del sistema socioeconomico. Per questo si devono ‘ricostruire’ al più presto tutte le forme di capitale deteriorato dalla crisi, specialmente quello umano”. 




Le 33 proposte di Legambiente per il futuro del Paese nel post coronavirus

 

Mettere in campo interventi rapidi sul fronte della sostenibilità ambientale e dell’economia, puntando sulla semplificazione delle procedure e tenendo insieme l’innovazione, di cui l’Italia ha uno straordinario bisogno, e la riduzione delle disuguaglianze, come oggi solo gli investimenti green consentono. Solo così si potrà far ripartire l’Italia in una chiave green affrontando al tempo stesso alcuni problemi oggi ineludibili. È questa la “ricetta green” che Legambiente lancia oggi al Governo, nella settimana di inizio della Fase2 post coronavirus, presentando un pacchetto di 33 proposte che guardano al futuro del Paese e che sono condivise da tante imprese e associazioni del terzo settore.

Azioni che l’associazione ambientalista sintetizza in tre grandi campi di intervento: 1) la semplificazione di procedure (quindi a costo zero) con 12 proposte che accelerano gli investimenti per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, l’installazione di reti a banda larga e per le ricariche delle auto elettriche, la semplificazioni in materia di VIA e partecipazione dei cittadini, solo per citarne alcuni; 2) interventi di rilancio dell’economia che indirizzano fondi già stanziati da politiche nazionali e su cui indirizzare le risorse del Green Deal europeo, per un totale di 13 interventi, tra cui la proroga e revisione degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente, la creazione di un fondo per l’efficienza energetica e l’accesso al credito da parte delle famiglie, interventi di adattamento ai cambiamenti climatici nei comuni italiani; 3) lo sblocco di risorse e di provvedimenti ministeriali purtroppo in stallo, con nove interventi in campi diversi e strategici che vanno dalla mobilità (sblocco del “buono mobilità” per le famiglie contenuto nel Decreto clima, delle risorse per le piste ciclabili della Legge di Bilancio 2020), per la riqualificazione del patrimonio edilizio (Legge Bilancio 2020), per la realizzazione delle foreste urbane (Decreto clima) fino allo sblocco delle risorse per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni (Legge Realacci). E poi completare l’anagrafe dell’edilizia scolastica e accelerare diversi interventi. In particolare, per Legambiente sarebbe importante utilizzare i mesi di chiusura delle scuole per realizzare indagini diagnostiche dei solai, l’adeguamento alla normativa antincendio, le verifiche di vulnerabilità sismica; ma anche interventi di manutenzione ordinaria per implementare sistemi di sicurezza e distanziamento indispensabili nella fase di rientro anche per gli studenti.

 

“I mesi che ci aspettano – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – saranno complicati, ma le decisioni che verranno prese con il prossimo Decreto potranno imprimere una svolta nell’orientare le scelte per il futuro e costruire le condizioni per una transizione climatica che con la Legge di Bilancio, e nuovi provvedimenti ministeriali, potrà avere un’accelerazione virtuosa. Al Governo Conte chiediamo di non commettere l’errore compiuto dopo la crisi del 2008, ossia di rinviare a tempi migliori scelte coraggiose e riforme, varando solo un ennesimo provvedimento di emergenza, che distribuisca risorse a pioggia e acceleri qualche grande opera. L’Italia ha bisogno di rilanciare gli investimenti dopo un taglio del 37% dal 2009 ad oggi e di scegliere gli interventi più utili da un lato ad aiutare le famiglie e le imprese, e dall’altro di rilanciare cantieri diffusi e utili in tutti i Comuni. La sfida è infatti di rilanciare l’economia e di dare risposta anche alle altre due grandi crisi che abbiamo di fronte, quella climatica e quella sociale”.

 

Vantaggi economici – Se il Paese decidesse di mettere in pratica questa ricetta andrebbe incontro ad importanti vantaggi economici. Ad esempio, con i cantieri per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio si metterebbero in moto investimenti, tra diretti e indiretti, per quasi 9 miliardi di Euro all’anno con 430 mila occupati e con risparmi in bolletta per le famiglie pari a circa 620 euro all’anno. Semplificando gli interventi per portare la banda larga anche nei piccoli comuni e nelle aree interne del Paese si produrrebbero vantaggi economici (con quasi 9 miliardi di euro di investimenti per il cablaggio previsti in tutta Italia), accompagnati da ricadute positive per far tornare a vivere e investire nei borghi. L’economia circolare può diventare il motore del rilancio dei territori: a livello europeo viene stimato al 2030 un beneficio economico dall’adozione di una maggiore spinta in questa direzione pari a 1.800 miliardi di euro annui, favorendo una crescita del Pil fino al 7%. Scegliendo poi la strada di una progettazione di qualità e di veri controlli ambientali si potrebbero cancellare le tante procedure di infrazione europee aperte contro il nostro Paese (in questo momento sono 19 quelle ambientali) che ci hanno costretto in questi anni a pagare oltre 500 milioni di euro di multe per inquinamento e ritardi che, oltretutto, scontano i cittadini.

 

L’Italia ha quanto mai bisogno di semplificare procedure troppo complesse e poco trasparenti per decisioni e interventi. – aggiunge Zanchini – Per questo abbiamo presentato proposte già scritte nella forma di emendamento al Decreto di rilancio per quelli che sono gli interventi più urgenti da sbloccare: per portare in tutti i Comuni la banda larga e le ricariche delle auto elettriche, di avere scuole sicure e case dove si riducono le bollette energetiche, di sbloccare gli impianti da rinnovabili, di togliere le barriere non tecnologiche che oggi rallentano l’economia circolare, le bonifiche dei siti inquinati e la rigenerazione urbana. Interventi diffusi, che possono partire in pochi mesi e produrre risultati immediati e a supporto di coloro che più stanno soffrendo l’impatto della crisi. Per essere chiari, esattamente il contrario di quanto avverrebbe se invece si puntasse sulla solita deregulation delle grandi opere, con l’abolizione del codice appalti. Per questo chiediamo al Governo di costruire su queste sfide un confronto con tutti gli interlocutori sociali e economici, di aprire ad idee e proposte, per poi accelerare nel cambiamento di cui abbiamo bisogno”.

 

Nel documento che raccoglie le proposte, Legambiente sottolinea le due fondamentali priorità per uscire dalla crisi peggiore che il Paese ha conosciuto dal dopoguerra ad oggi. Sarà fondamentale aiutare le famiglie, perché si ridurranno inevitabilmente le possibilità di spesa e di investimento anche quando risultano convenienti, in particolare nell’accesso al credito a tassi agevolati per interventi che permettono di ridurre le bollette e di vivere meglio (l’efficientamento energetico delle case, l’installazione di pannelli solari, l’acquisto di mezzi di mobilità elettrici, ecc.). In parallelo occorre aprire cantieri in ogni parte d’Italia mettendo al centro il ruolo dei Comuni, offrendo supporto nella progettazione e nella gestione degli appalti per rendere possibili interventi che sono di interesse generale, che producono vantaggi immediati per le persone (come l’acquisto di metro e tram, la realizzazione di piste ciclabili corsie preferenziali, gli interventi di messa in sicurezza del territorio e di piantumazione di alberi, l’implementazione della rete fognaria, il recupero degli edifici di edilizia popolare) e l’ambiente, riducendo le disuguaglianze e affrontando anche il tema sempre più rilevante della povertà energetica. Le priorità per il rilancio non devono essere come al solito autostrade e grandi operema gli interventi che i Comuni hanno previsto nei Piani urbani della mobilità sostenibile, puntando a raddoppiare i chilometri di piste ciclabili (i progetti sono per 2.626 km da sommare ai 2.341 esistenti), realizzando 330,5 km di tram e 154 km di metropolitane in larga parte non finanziati. Perché le città saranno il cuore del rilancio post corona virus.

 

Ognuna delle proposte è stata scritta già nella forma di emendamento al prossimo Decreto che il Governo ha annunciato di voler presentare per far ripartire l’economia, ed è immediatamente attuabile con riferimenti normativi e di spesa. Molte di queste proposte intervengono sull’attuazione di provvedimenti “green” messi in campo in questi anni, altre mettono in campo nuove idee che possono anche arrivare a produrre nuove entrate per il Bilancio dello Stato, come avverrebbe con la regolarizzazione dei lavoratori stranieri, altre ancora a ridurre il conto salato che si paga per far fronte alle procedure di infrazione comunitaria su temi come la depurazione e la qualità dell’aria.

Le 33 proposte di Legambiente: 

Semplificazioni in materia di autorizzazioni: 

  1. Semplificazioni per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili
  2. Semplificazione degli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente
  3. Promozione dell’efficienza energetica attraverso sistemi geotermici
  4. Semplificazioni in materia di valutazione di impatto ambientale e partecipazione dei cittadini
  5. Semplificazione per l’installazione di reti a banda larga
  6. Semplificazioni per l’installazione di ricarica per auto elettriche
  7. Eliminazione di limiti all’utilizzo del pet riciclato per la produzione di bottiglie di plastica
  8. Promozione del Green public procurement
  9. Utilizzo di materiali provenienti dal riciclo nelle costruzioni
  10. Semplificazione degli interventi di rigenerazione urbana e ambientale
  11. Demolizioni di edifici abusivi

Provvedimenti in materia di rilancio dell’economia:

  1. Proroga e revisione degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente.
  2. Creazione di un fondo per l’efficienza energetica e l’accesso al credito da parte delle famiglie
  3. Riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale pubblico
  4. Interventi di Adattamento ai cambiamenti climatici nei comuni italiani
  5. Fondo progettazione per la riqualificazione di edifici e strutture pubbliche
  6. Proroga di Industria 4.0 e prospettiva green
  7. Misure a sostegno dell’economia circolare
  8. Creazione di un fondo nazionale per la bonifica dei siti orfani
  9. Rinnovo del materiale rotabile ferroviario regionale e urbano

10.Welfare mobilità per i dipendenti

11.Potenziamento dei controlli ambientali

12.Misure di contrasto alla povertà energetica

13.Regolarizzazione dei cittadini stranieri

Provvedimenti ministeriali da sbloccare: 

  1. Sbloccare il “buono mobilità” per le famiglie
  2. Sbloccare le risorse per le piste ciclabili
  3. Sbloccare le risorse per la riqualificazione del patrimonio edilizio
  4. Aggiornare le linee guida per l’autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili
  5. Emanare i decreti e regolamenti per rendere definitivamente operativo il codice del terzo settore
  6. Sbloccare le risorse per la creazione di foreste urbane
  7. Completare l’anagrafe della situazione statica e energetica dell’edilizia scolastica
  8. Accelerare gli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico
  9. sbloccare le risorse per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni



Il Premier Conte: “Non cambio politica estera”

 

 “L’Italia non cambia politica, gli alleati sapevano degli aiuti russi. Il soccorso estero è stato gestito in modo trasparente”: così ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Stampa di Torino, rispondendo al segretario alla Difesa Usa, Mark Esper, che in una intervista al quotidiano torinese aveva messo in guardia ieri l’Italia dai tentati di Russia e Cina di far avanzare i propri interessi approfittando di una situazione unica.

“L’Italia – ha detto Conte, richiesto di un commento – nel momento di massima necessità, ha chiesto e ricevuto aiuti da molti Paesi. Tra questi vi sono stati anche la Cina e la Russia.

Abbiamo gestito tali aiuti in totale trasparenza sia verso la nostra opinione pubblica sia verso i nostri alleati”.

“Quel che posso dire – aggiunge Conte – è che tra gli aiuti ricevuti, a proposito dei quali abbiamo espresso pubblico ringraziamento a ciascuno, mi piace ricordare lo specifico memorandum di sostegno all’Italia firmato dal Presidente Trump per un valore di 100 milioni di dollari, memorandum che lo stesso Presidente Usa mi preannunciò alla vigilia con una lunga e calorosa telefonata”.

Il messaggio del presidente del Consiglio è chiaro: quando si è sul piano degli aiuti umanitari, richiesti da un Paese che si è trovato in vera emergenza, tutti quelli che aiutano sono sullo stesso piano. E poi, se addirittura Donald Trump non ha avuto nulla da obiettare in una telefonata diretta tra Casa Bianca e Palazzo Chigi, perché caricare di significati particolari l’intervista di un ministro? “Non mi voglio dilungare – conclude quindi Conte – sull’eventuale geopolitica di chi aiuta; piuttosto, nel caso nostro, sulla geopolitica di chi ha ricevuto e posso confermare che la nostra linea di politica estera di oggi è identica a quella di ieri”.





Conte confida negli italiani: "Sono responsabili, ma la strada è lunga"

 

 “Al di là di singoli episodi e di situazioni isolate, abbiamo riscontrato un comportamento molto responsabile da parte degli italiani”. Lo afferma in un’intervista al quotidiano online Affaritaliani.it il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando dell’avvio della Fase 2. A giudizio del premier le modalità con cui si è riaperto ieri “sono un primo passo incoraggiante” e tuttavia “la strada è ancora lunga” e “non dobbiamo abbassare la guardia”. Conte assicura però che se la curva epidemiologica dovesse essere particolarmente positiva per alcuni territori si potranno valutare passi ulteriori: “Non ignoro le richieste di alcune regioni e di alcune particolari categorie di lavoratori di anticipare l’apertura delle rispettive attività”.

Conte spiega che “la risposta dei cittadini si sta confermando all’altezza delle difficoltà del momento, da Nord a Sud, da Milano a Roma, da Torino a Napoli, da Genova a Palermo. Gli spostamenti sui mezzi pubblici e il ritorno al lavoro di milioni di persone si stanno svolgendo senza eccessivi disagi. È un primo passo incoraggiante, ma non dimentichiamo che la strada è lunga e non dobbiamo mai abbassare la guardia”.

Conte riconosce che “la ripresa delle attività manifatturiere e delle costruzioni è avvenuta in modo ordinato, nel rispetto, mediamente, del piano varato dal Governo, secondo le regole di precauzione e di sicurezza predisposte per tempo. Queste attività produttive sono state riavviate tanto nel Settentrione quanto nel Mezzogiorno senza grandi disagi ed evitando situazioni caotiche. Ora dobbiamo monitorare gli effetti di questa ripartenza – ha spiegato Conte – al fine di procedere quanto prima alla riapertura delle restanti attività economiche, sempre in condizioni di massima sicurezza. La strada è ancora lunga, ma l’Italia riparte”.

Dunque “fino al 17 maggio saranno in vigore le misure contenute nell’ultimo Dpcm che, voglio ribadirlo, non significa un ‘liberi tutti’. Le Regioni ogni giorno ci forniranno i dati aggiornati, insieme a quelli sulla recettività delle strutture ospedaliere. Sono fiducioso che con il rispetto delle regole adottate, e con le rigorose norme sulla sicurezza previste nei luoghi di lavoro, la curva epidemiologica potrà ulteriormente rallentare in alcuni territori. Non ignoro le richieste di alcune regioni e di alcune particolari categorie di lavoratori di anticipare l’apertura delle rispettive attività. Siamo al lavoro anche per questo, avendo sempre come prioritario l’interesse generale della tutela della salute di tutti i cittadini”.





La Corte Costituzionale tedesca toglie l’impaccio alla Merkel è spara ad alzo zero contro il QE

 

La Corte Costituzionale della Germania ha annunciato di “non aver riscontrato violazioni della regola del non finanziamento monetario dei Bilanci degli Stati” nei programmi di acquisti di titoli della Bce. Al tempo stesso però, nel comunicato su una sentenza molto attesa dai mercati, l’Alta Corte teutonica rileva “violazioni” da parte del governo per non avere adeguatamente impegnato la Bce sull’attuazione dei programmi di acquisti e in particolare affinché queste operazioni seguissero i necessari criteri di proporzionalità.

Per questo “la Bundesbank – recita la sentenza della Corte tedesca – potrà non partecipare ulteriormente all’attuazione delle decisioni della Bce, fino a quando il Consiglio Bce non adotti una nuova decisione che dimostri in maniera comprensibile e sostanziale che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti non sono disproporzionati”.





Dichiarazione dei redditi, c’è il modello on line precompilato

E’ disponibile e consultabile sul sito dell’Agenzia dell’ Entrate la dichiarazione dei redditi precompilata dal Fisco. A partire dal 14 maggio, e fino al 30 settembre, si potrà accettare, modificare e inviare il 730 oppure modificare il modello Redditi, che, invece, potrà essere trasmesso dal 19 maggio al 30 novembre. Nella Precompilata 2020, spiega l’Agenzia, aumentano le informazioni su oneri e spese deducibili e detraibili. Entrano le spese per le prestazioni sanitarie di dietisti, fisioterapisti, logopedisti, igienisti dentali, dei tecnici ortopedici e di tante altre categorie di professionisti sanitari. Entrano, inoltre, le spese sanitarie per prestazioni erogate da strutture sanitarie militari e i contributi previdenziali versati all’Inps con il "Libretto famiglia". Fra le novità la possibilità per l’erede di usare il 730 per presentare la dichiarazione dei redditi per conto del de cuius.





Mes, Gualtieri assicura: "L’Italia non ha deciso nulla"

 

’’Nessuna decisione è presa dall’Italia sulla possibile richiesta di accesso a questo nuovo strumento’’ ma ’’è bene evidenziare che la disponibilità di molteplici reti di sicurezza, incluso quello del Mes, è da considerarsi un elemento di stabilizzazione e di fiducia. Lo afferma il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Per il ministro, la posizione dell’Italia in Europa è stata ’’forte’’, chiedendo di sviluppare delle risposte ad hoc per fronteggiare il coronavirus. L’Italia, insieme ad altri paesi, ha chiesto all’Eurogruppo di ’’sviluppare proposte per rispondere alla pandemia’’ che ’’avrebbero dovuto tenere in dovuto conto la natura simmetrica dello shock’’. Un argomento che l’Italia aveva espresso per ’’sostenere la propria posizione circa la necessità di mettere in campo strumenti nuovi’’.   Il ministro ha poi annunciato che l’Italia ha candidato alla presidenza della Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.





Blitz dei ‘Falchi’ della Squadra Mobile a Saxa Rubra, tre arresti per spaccio di stupefacenti e una denuncia

 

Nel corso di mirati servizi predisposti per la prevenzione ed il contrasto dei reati in genere, personale dei “Falchi” della Sesta Sezione “Contrasto al Crimine diffuso” della Squadra Mobile della Questura di Roma ha tratto in arresto tre cittadini stranieri coinvolti in attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nello specifico i poliziotti della Squadra Mobile, a seguito di alcune segnalazioni di spaccio all’interno della stazione metropolitana scoperta “Centro Rai”, nei pressi di Saxa Rubra,  hanno effettuato uno specifico servizio di appostamento per monitorare il fenomeno.

In effetti gli operatori hanno avuto modo di constatare un insolito viavai di autovetture presso la menzionata stazione, dove le auto si trattenevano per poco tempo per allontanarsi subito dopo  essere state avvicinate da una persona di nazionalità straniera; quest’ultimo, dopo qualche istante era solito ritornare sulla banchina della fermata metro.   

Compreso il modus operandi, i poliziotti, dopo aver fermato un ragazzo con una modica quantità di stupefacente, appena acquistata con le modalità predette dallo straniero citato, hanno proceduto a sottoporre a controllo D.M., cittadino del ’97 proveniente dalla Guinea. Lo stesso, dopo un tentativo di sottrarsi, con violenza, all’accertamento di polizia, è stato definitivamente bloccato e sottoposto a perquisizione personale che ha consentito di sequestrare 12 involucri di stupefacente, del tipo eroina.

Da accertamenti successivi, gli operatori sono riusciti ad addivenire al luogo di dimora dello straniero, ubicato poco distante la stazione “Centro Rai”. Sul posto, unitamente al proprietario di casa, un cittadino italiano, successivamente denunciato per il reato di “cessione di immobili a stranieri irregolari”, gli agenti hanno trovato  ulteriori due cittadini stranieri, di origine gambiana, B.A.K. classe ’98 e S.A. del ’92. 

Entrambe le persone, visibilmente innervosite dal controllo di polizia, sono state sottoposte a perquisizione che ha consentito di rinvenire, occultati in una valigia, nascosta in un lucernario, 645 grammi di marijuana e 7 grammi circa di eroina. Inoltre sono stati sottoposti a sequestro 1880 euro, debitamente nascosti in un’altra valigia e probabile provento dell’attività di spaccio.   

I tre soggetti, tutti con precedenti di polizia,  sono stati arrestati per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti e ieri mattina, dopo la direttissima per due di loro si sono aperte le porte di Regina Coeli.





Nel Lazio 38 nuovi casi positivi, ma il trend è in discesa. Ecco lo scenario nei territori

Oggi registriamo un dato di 38 casi positivi nelle ultime 24h con un trend che scende a 0,5%. Proseguono i controlli sulle RSA e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 620 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio. E’ stato avviato il procedimento amministrativo di revoca dell’accreditamento della Casa di Cura San Raffaele di Rocca di Papa a seguito dei risultati di audit. Nella struttura vi sono stati 125 casi positivi, 17 i decessi e 104 i trasferimenti effettuati. Proseguiranno gli audit anche per tutte le altre strutture. E’ in corso l’indagine epidemiologica delle unità mobili USCA-R presso la Fondazione IRCCS Santa Lucia dove sono stati effettuati oltre 500 tamponi su tutti i pazienti e gran parte del personale, proseguiranno anche domani. 

Trend stabilmente in discesa nelle province dove complessivamente ci sono stati 3 nuovi casi positivi nelle ultime 24h, un decesso a Latina e a Rieti per il terzo giorno consecutivo non si registrano nuovi casi.  Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 16, mentre continuano a crescere i guariti che sono arrivati a 1.938 totali e i tamponi totali eseguiti sono stati quasi 154 mila” commenta l’Assessore D’Amato.

 

***STATISTICHE: nel Lazio dei casi finora confermati il 20% è ricoverato in una struttura sanitaria, il 44% è in isolamento domiciliare e l’1% è in terapia intensiva. I guariti sono il 27%. L’età mediana dei casi positivi è 57 anni. Il sesso è ripartito in modo omogeneo: il 48% sono di sesso maschile e il 52% di sesso femminile. I casi positivi sono così distribuiti: il 37,4% è residente a Roma città, il 32,2% nella Provincia, il 9% a Frosinone, il 4,9% a Rieti, il 6,2% a Viterbo e l’8% a Latina. Il 2,3% proviene da fuori Regione.

***La nuova app della Regione ‘LazioDrCovid’ realizzata in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, ha registrato oltre 93 mila utenti che hanno scaricato l’applicazione e 2.600 medici di famiglia e 340 pediatri di libera scelta collegati. Per quanto riguarda infine i DPI – dispositivi di protezione individuale oggi sono in distribuzione presso le strutture sanitarie: 160.600 mascherine chirurgiche, 46.900 maschere FFP2, 2.080 tute idrorepellenti, 50.000 guanti.

La situazione nelle Asl e A.O:                         

Asl Roma 1 – 12 nuovi casi positivi. 30 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Raddoppiata l’attività della postazione per il tampone drive in al Santa Maria della Pietà e si sta lavorando per attivare una seconda postazione sul territorio;

Asl Roma 2 – 8 nuovi casi positivi. 3 decessi: una donna di 88 anni, un uomo di 82 anni e una donna di 88, tutti con patologie pregresse. 2 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Da domani le USCA-R a lavoro per indagine epidemiologica nelle RSA e case di riposo del territorio. 3 postazioni per il tampone drive in attive sul territorio. In corso indagine epidemiologica al Santa Lucia;

Asl Roma 3 – 6 nuovi casi positivi. 90 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Con le USCA-R si sta pianificando l’attività di indagine epidemiologica sul territorio. Postazione per tamponi drive in di Casal Bernocchi operativo, si lavora per attivare un’altra postazione;

Asl Roma 4 – Non si registrano nuovi casi positivi. 115 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 2 decessi: un uomo di 82 anni e un uomo di 87 anni. Con le USCA-R si sta pianificando l’attività di indagine epidemiologica. 3 postazioni di tampone drive in attivi sul territorio di Capena, di Bracciano e di Civitavecchia;

Asl Roma 5 – 1 nuovo caso positivo. 11 persone sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Continuano i controlli con le USCA-R nelle RSA e case di riposo del territorio. 5 postazioni per tampone drive in attivi sul territorio;

Asl Roma 6 – 8 nuovi casi positivi. 2 decessi: un uomo di 81 anni e una donna di 105 anni, entrambi con patologie pregresse. 71 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Continua il monitoraggio delle RSA e case di riposo del territorio attenzionate;

Asl di Latina – Non risultano nuovi casi positivi. Deceduta una donna di 73 anni. Le USCA-R al lavoro per indagine epidemiologica nelle RSA e case di riposo del territorio;

Asl di Frosinone – 2 nuovi casi positivi in isolamento domiciliare. 0 decessi. 24 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. USCA-R al lavoro per indagine epidemiologica nelle RSA e case di riposo del territorio;

Asl di Viterbo – 1 nuovo caso positivo. 0 decessi. 47 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Proseguono i controlli nelle RSA e case di riposo del territorio. 2 postazioni per tamponi drive in operativi sul territorio di Tarquinia e di Civita Castellana, in apertura il terzo all’Ospedale Belcolle di Viterbo;

Asl di Rieti – Non si registrano nuovi casi positivi negli ultimi 3 giorni. 0 decessi. 4 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Proseguono i controlli nelle RSA e case di riposo del territorio. 2 postazioni per tamponi drive in operativi sul territorio;

Policlinico Umberto I – 104 pazienti ricoverati di cui 7 in terapia intensiva. 2 pazienti guariti. 4 i decessi;

Azienda ospedaliera San Camillo – Non si registrano nuovi casi in accesso al pronto soccorso nelle ultime 72 ore. Operativo il laboratorio per il test COVID H24;

Azienda sanitaria Sant’Andrea – Operativo il laboratorio per il test sierologico;

Azienda Ospedaliera San Giovanni – Non si registrano nuovi casi in accesso al pronto soccorso negli ultimi 8 giorni. Operativo il laboratorio per il test COVID H24;

Policlinico Gemelli – 110 pazienti ricoverati al Covid Hospital Columbus di cui 18 in terapia intensiva. Deceduto un uomo di 81 anni;

Policlinico Tor Vergata – 87 pazienti ricoverati di cui 9 in terapia intensiva;

Ares 118 – Operativo al numero verde 800.118.800 il servizio di assistenza psicologica per i cittadini;

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – nelle ultime 24 ore ricoverati una bambina con il fratellino e la mamma, tutti e 3 positivi e clinicamente stabili. In totale restano ricoverati 10 bambini, inclusi i 2 bambini in terapia intensiva in miglioramento e pronti per il trasferimento in degenza. Si evidenzia l’importante gestione dei piccoli pazienti della Regione Lazio in teleconsulto con 150 pediatri del territorio ed ospedalieri;

Università Campus Bio-Medico – 35 pazienti ricoverati al Covid Center Campus Biomedico di cui 13 in terapia intensiva. Presi in carico 2 pazienti provenienti dal Santa Lucia.  





Mattarella: “Bartali simbolo dell’Italia del dopoguerra e Giusto tra le Nazioni”

 

"Il nome di Gino Bartali, campione e leggenda del ciclismo italiano, è iscritto a grandi caratteri nella storia dello sport nazionale e rappresenta uno dei simboli dell’Italia del dopoguerra" ma "sarà ricordato anche come Giusto tra le Nazioni per il coraggioso e silenzioso impegno nella rete di salvataggio, costruita dall’Arcivescovo e dal Rabbino di Firenze, che consentì a centinaia di cittadini di religione ebraica di sottrarsi alla persecuzione e alla deportazione". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un messaggio, ricorda, a 20 anni dalla scomparsa, Gino Bartali, sottolineando che "la discrezione con cui negli anni ha custodito un’impresa di così grande valore umano rende ancora più onore alla sua memoria".





 Di Maio annuncia un Piano dell’Export per rilanciare le imprese italiane

 

Il governo sta lavorando al piano export per rilanciare le imprese italiane e difendere il nostro Made in Italy. Lo ha annunciato su Facebook il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio. "Dopo esserci confrontati con i rappresentanti del mondo industriale, adesso stiamo stilando i dettagli del piano che avra’ l’obiettivo di rilanciare l’immagine del nostro Paese nel mondo", ha affermato il titolare della Farnesina.

Di Maio ha aggiunto: "Questo virus ha provato a metterci in ginocchio, ma l’Italia si sta dimostrando forte. Gli italiani, le nostre imprese, stanno dando dimostrazione di grande coraggio. Rilanciare il marchio Italia e’ fondamentale. Lo dobbiamo fare con la consapevolezza che comprare Made in Italy all’estero significa comprare qualita’".

"Le nostre eccellenze ci permetteranno di ripartire, di rimettere in moto la nostra economia, ma lo Stato - ha proseguito - deve essere pronto a sostenerle offrendo loro tutti gli strumenti utili e necessari per la ripartenza. E’ quello che stiamo facendo".

Intanto, "la prima giornata della fase2 e’ andata bene, ha prevalso il senso civico dei cittadini. Se continuiamo cosi’ potremo fare grossi passi avanti anche in merito alla riapertura di altre aziende e negozi. Serve coraggio, tanto coraggio. Agli italiani non manca. Forza", ha concluso.





Il ricercatore Ascierto avverte: “Attenzione al rompete le righe. Elevato il rischio di una seconda ondata”

 

“Non c’è nessun rompete le righe. Il virus è ancora tra di noi, la possibilità di una seconda ondata è reale ed elevata. Se non avete necessità di andare in giro, restate a casa”. E’ il chiaro monito lanciato dall’oncologo e ricercatore Paolo Ascierto che in una intervista a iNews24 ha ribadito: “In questo momento la fase 2 è dettata più da necessità di altra natura, come quella economica e non da reali possibilità di riapertura. I numeri stanno andando nella direzione giusta, ma non possiamo dire che il pericolo è scampato. Il virus circola ancora e riaprendo molte attività, il rischio di una seconda ondata è ancora molto elevato”. 

“In questo momento – ha ricordato – le regole devono essere quelle del buon senso. Innanzitutto non c’è un rompete le righe: deve essere chiaro a tutti. Ci sono cose che devono ripartire per l’economia, ma se non abbiamo necessità di andare in giro, dobbiamo restare a casa. Laddove c’è necessità di uscire, bisogna considerare di avere sempre con sé la mascherina, deve diventare un presidio per noi costante. Il distanziamento fisico è un altro utile rimedio, lavarsi spesso le mani, usare disinfettanti, tutto ciò che abbiamo fatto finora. Se i numeri sono diminuiti è dovuto essenzialmente al lockdown”.





L’ottimismo di Bonacini (Emilia Romagna): “Se tutto andrà, come ci auguriamo, riaperture prima”

"Se tutto andrà come ci auguriamo, quei tempi previsti per le riaperture - ad esempio il primo di giugno per bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti - potranno essere anticipati". Lo ha detto il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, spiegando che la ripartenza "deve andare di pari passo con una curva epidemiologica che non torni ad essere preoccupante".





Crimi (M5S): “Possibili nuovi allentamenti ma no fughe in avanti”

 

“L’inizio della Fase 2 è positivo e conferma che gli italiani hanno compreso l’importanza di rispettare le regole imposte dall’emergenza. Dobbiamo continuare così, con senso di responsabilità e senza cedimenti, anche perché se l’andamento continuerà ad essere quello attuale, potremo ipotizzare la programmazione di ulteriori allentamenti. Ma non dobbiamo farci prendere dalla tentazione di fughe in avanti.

Nessuna forzatura, andiamo avanti come abbiamo fatto fino ad ora, con senso di responsabilità e cautela”. Lo dice il capo politico M5s Vito Crimi in una intervista con Formiche.net.

 





Covid-19, ecco lo stato del contagio. Le vittime sono 236 in 24 ore, meno malati e casi in terapia intensiva

 

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 5 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 213.013, con un incremento rispetto a ieri di 1.075 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 98.467, con una decrescita di 1.513 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi 1.427 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 52 pazienti rispetto a ieri.

16.270 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 553 pazienti rispetto a ieri.

80.770 persone, pari al 82% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 236 e portano il totale a 29.315. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 85.231, con un incremento di 2.352 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 37.092 in Lombardia, 15.323 in Piemonte, 8.681 in Emilia-Romagna, 7.116 in Veneto, 5.190 in Toscana, 3.427 in Liguria, 4.370 nel Lazio, 3.219 nelle Marche, 2.530 in Campania, 1.041 nella Provincia autonoma di Trento, 2.939 in Puglia, 2.202 in Sicilia, 984 in Friuli Venezia Giulia, 1.809 in Abruzzo, 612 nella Provincia autonoma di Bolzano, 176 in Umbria, 642 in Sardegna, 110 in Valle d’Aosta, 650 in Calabria, 177 in Basilicata e 177 in Molise.