Autobus difensori, esposto in Procura a Roma di Assotutela

 

 “Questa associazione apprende con preoccupazione dalla stampa che la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus è partita a Roma senza 90 bus Atac, che sarebbero fermi in rimessa perchè sostanzialmente difettosi. I convogli, acquistati l’anno scorso da Industria Italiana Autobus tramite apposita gara Consip, dunque, sarebbero stati richiamati indietro per sicurezza e saranno riparati. Siamo di fronte a una realtà di una gravità inaudita che costringerà i cittadini romani a non vedere su strada bus che sarebbero stati invece fondamentali, soprattutto alla luce delle attuali prescrizioni da applicare sul trasporto pubblico”. Così, in una nota, il capo dello staff legale dell’associazione Assotutela, Massimo Baldi. Inoltre, ricordano dall’associazione “non è la prima volta che accade una cosa del genere: come dimenticare i famigerati bus israeliani, decantati dalla giunta Raggi, e poi rivelatisi un vero e proprio flop – sottolineano -. E’ quanto mai evidente a tutti che su questi 90 bus difettosi c’è bisogno di chiarezza: come è potuto accadere tutto questo? Con che tempi i mezzi torneranno effettivamente su strada? Il Campidoglio era a conoscenza o quando è stata informata dei disservizi? Dalla sindaca Raggi sono necessarie risposte immediate, altrimenti è evidente che si renderà necessario depositare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per fare chiarezza”, concludono





Il Pd Piccolo avverte: "Le scadenze del concordato Atac vanno rispettate"

 

 “Rispettare la scadenza originaria di Atac per pagare i debiti con il più alto grado di privilegio non può essere solo un auspicio ma una certezza e di questi tempi anche un principio etico. Immettere in questa fase congiunturale una considerevole liquidità nell’economia romana è oro. L’assessore Lemmetti nell’annunciare questa possibilità in commissione mobilità, è senz’altro consapevole che pagare 130 milioni ai creditori significa fornire una consistente bombola d’ossigeno a molti soggetti in difficoltà considerato che tra coloro che attendono questo pagamento ci sono circa 800 ex dipendenti che dovrebbero percepire i loro TFR, alcuni anche da oltre 3 anni, una moltitudine di microimprese, liberi professionisti, cooperative che debbono avere altri 40mln”. Così in una nota la consigliera capitolina del Pd Ilaria Piccolo. Infine, aggiunge “30 mln debbono essere versati all’Inps sui conti previdenziali dei dipendenti che a breve saranno collocati a riposo. Costoro rischiano seriamente di non trovare i versamenti nei calcoli per l’erogazione dell’assegno di pensione. Ricordo all’assessore – sottolinea Piccolo – che il rispetto dei tempi per i pagamenti, senza usare eventuali 6 mesi proroga resi possibili dal DPCM ‘Cura Italia’, non è una decisione in capo alla giunta capitolina; eventualmente questa necessità è valutata dal tribunale che decide di spostare o meno le scadenze in considerazione dell’emergenza sanitaria in atto. Non è quindi una decisione di legge e spetta solo ai giudici concedere una eventuale proroga all’avvio dei risarcimenti”. “Questa amministrazione é in forte ritardo nel dare liquidità ad Atac ma é necessario pagare entro il 25 giugno ad iniziare dai soggetti più deboli e se qualcuno eventualmente dovrà attendere, questi, al limite, saranno le banche. Significa dare sostegno a chi sta con fatica riprendendo la propria attività lavorativa: i pagamenti non sono rimandabili”, conclude Piccolo. 





Le task force della Raggi non piacciono a Ciaccheri (VIII) Municipio

 

Amedeo Ciaccheri, presidente civico del Municipio VIII contesta l’attivazione da parte dell’amministrazione capitolina di due task force per far partire a accompagnare la fase 2 della Capitale. “Ho scritto alla sindaca e a tutti i presidenti di Municipio sulla convocazione e costituzione di due differenti task forces, pensate per la programmazione di interventi per la fase 2, ‘by-passando’ qualsiasi forma di confronto e sostegno degli altri organi elettivi della città che sono i Municipi rappresentanti dai loro presidenti”, spiega Ciaccheri in una nota. “In più occasioni ho sollecitato a Raggi la necessità della convocazione della conferenza dei presidenti di municipio di Roma, per partecipare e condividere una cabina di regia strategica circa il presente ed il futuro prossimo della nostra città – sottolinea Ciaccheri – . La vicenda delle task force appare gravemente lesiva del ruolo e della funzione amministrativa attribuita ai Municipi, scambiati, con le precedenti direttive degli organi centrali, per semplici terminali, dove scaricare difficoltà e incapacità degli Assessorati capitolini, soprattutto nelle materie che più attengono l’assistenza ed il sostegno al disagio sociale”. “È evidente che, anche per altri ambiti di intervento strategici per la ripresa economica e sociale della città, le competenze decentrate devono essere per tempo messe nelle condizioni di poter operare al meglio e tempestivamente con strumenti deliberativi efficaci, risorse di personale necessarie – aggiunge Ciaccheri -. Ogni ritardo, ogni tentennamento, ogni altro aspetto che rifiuti il confronto e la partecipazione, non faranno che aggravare la già pesantissima situazione che sta vivendo la città. Tutte le forze migliori della città siano chiamate a fare la loro parte”, conclude.




Fassina(SxR): “Ancora insufficiente consegna buoni spesa nella Capitale”

 

 “Dopo due mesi di blocco delle attività economiche, troppe famiglie romane che hanno richiesto i buoni spesa non hanno ricevuto nulla. Certo, il numero delle domande è stato enorme ma è inaccettabile, da quanto leggiamo nella nostra richiesta di accesso agli atti, che almeno 20.000 buoni, sono in giacenza o non consegnati.” Lo dichiara in una nota Stefano Fassina consigliere di Sinistra per Roma promotore di Romaventuno “Sono più scoperti i Municipi più segnati da sofferenza sociale, come il VI – continua Fassina -. Alcuni dei canali di consegna non funzionano. Scarso e tardivo il coinvolgimento delle associazioni di volontariato. Associazioni che hanno le mappe del territorio e che più di altri conoscono “gli invisibili”. Con loro, si sarebbe dovuto trovare un accordo amministrativo, per rendere più celere la consegna”. “Davanti a una sofferenza sociale e alimentare così profonda è urgente un salto di qualità nella risposta dell’Amministrazione. La Giunta raccolga la disponibilità delle associazioni. Purtroppo, finita speriamo presto l’emergenza sanitaria, l’emergenza sociale sarà ancora più acuta, per il lavoro, per il reddito, per la casa”, conclude Fassina.





Monito dei sindacati alla Raggi: "Tolga la firma sui licenziamenti alla Multiservizi"

“Nonostante la richiesta dell’amministratore unico di AMA Spa Stefano Zaghis, suggerita anche dalla Prefettura, di attivare gli ammortizzatori sociali per permettere di governare un percorso molto complicato, Roma Multiservizi e le altre società dell’Ati che ha deciso di abbandonare l’appalto per la raccolta del porta a porta delle Utenze Non Domestiche, non procederanno con il Fondo di Integrazione Salariale e invieranno le lettere di licenziamento. Questo quanto comunicato nel tavolo tenutosi oggi pomeriggio, con una chiara scelta di vanificare ogni possibile soluzione permessa dalle norme vigenti e ancora in discussione con Roma Capitale e AMA Spa. Sostengono di non poter attivare il Fis perché non previsto in caso di cessazione delle attività. Attività che cessa, lo ricordiamo, perché non accettano di proseguire un appalto che hanno vinto, decidendo di partecipare al bando”. Lo denunciano le sigle sindacali Fp Cgil, Fit Cisl, Fiadel in una nota congiunta. Dopo anni, secondo i sindacati “si conferma lo schema di sempre: una società controllata da AMA, ma ormai fuori controllo, continua a usare i lavoratori come ostaggi. A poco serve l’offerta di Roma Multiservizi di una possibile ricollocazione, ma con altro contratto nazionale e senza alcuna garanzia su orari di lavoro e retribuzione, per una parte dei 270 lavoratori, gli oltre 80 che attualmente sono impiegati dalla capofila. Un prendere o lasciare che serve per ricattare ancora una volta i lavoratori, a cui di fatto si offre un’incognita: o il licenziamento o l’arbitrio del padrone”. “In tutto questo pesa il silenzio della Sindaca Virginia Raggi – denuncia la nota – che rimbomba in una città ormai priva di governo, che abbandona le persone. Questo silenzio è di fatto una firma su quelle lettere di licenziamento, che non dà risposte nemmeno alla mozione approvata ieri dall’Assemblea Capitolina. Nei prossimi giorni, a prescindere da tutto, saremo obbligati a scendere in piazza, assumendoci tutti i rischi del caso, per contrastare questa cinica operazione di chi, dopo aver vinto un appalto, decide di uscire, con il benestare del proprio azionista e grazie all’ignavia delle istituzioni”, conclude la nota. 




Pd: mozione per fornitura o rimborso presidi a tassisti romani

“In analogia a quanto accaduto già in altri grandi Comuni italiani il gruppo del Pd capitolino ha presentato una mozione per fornire o contribuire alle spese sostenute dai tassisti per dispositivi di protezione e sanificazione dei mezzi. Il servizio taxi è un servizio pubblico non di linea e regolato dall’amministrazione comunale. Alla categoria che in questi mesi ha sempre assicurato il servizio andrebbero quanto meno fornite le mascherine e i kit di sanificazione o in alternativa contribuiti dietro presentazione di relativa rendicontazione e documenti fiscali di acquisto dei materiali.” Così in una nota il gruppo del PD capitolino.





Dalla Regione Lazio 5,2 mld per la cultura

 

On line dal 7 maggio sul sito della Regione Lazio la seconda edizione dell’Avviso pubblico per la valorizzazione dei luoghi della cultura del Lazio. Come annunciato nelle scorse settimane, la Regione prosegue il processo di rinnovamento delle strutture culturali del Lazio con  5,2 milioni di euro dedicati alla  riqualificazione di musei, archivi storici, biblioteche, aree, parchi archeologici e complessi monumentali. L’avviso si inserisce all’interno delle misure previste nel Piano Annuale 2020 degli interventi in materia di Servizi culturali e di Valorizzazione culturale. Saranno finanziabili progetti fino a 300 mila euro  per sostenere il recupero strutturale dei luoghi e il miglioramento del livello di fruizione e accessibilità  anche digitale del patrimonio. È prevista anche la possibilità di presentare proposte per l’installazione di opere d’arte. Saranno finanziati al 100% i luoghi della cultura ubicati nei comuni fino a 15.000 abitanti, all’80% per quelli presenti nei comuni al di sopra dei 15.000 abitanti e al 50% gli spazi privati. La domanda potrà essere inoltrata entro le 23,59 del 30 luglio 2020 e dovrà essere trasmessa per mezzo PEC all’indirizzo cultura@regione.lazio.legalmail.it.





Rifiuti ingombranti, Ama riapre 5 centri di raccolta

 

Prosegue con la necessaria cautela la progressiva riapertura al pubblico dei Centri di Raccolta Ama riservati ai rifiuti ingombranti, elettrici, elettronici e particolari. Da questa mattina sono nuovamente accessibili le strutture di via dell’Ateneo Salesiano/Vigne Nuove (III municipio), Tiburtina/Ponte Mammolo (IV municipio), Mostacciano (IX municipio), Ostia/piazza Bottero (X municipio), via Mattia Battistini (XIV municipio) che si aggiungono a quelle di via della Bufalotta, viale Palmiro Togliatti, via Laurentina, via di Macchia Saponara e via Arturo Martini riaperte all’utenza già da lunedì4 maggio. Esclusivamente per il conferimento di sfalci e potature è nuovamente disponibile anche l’area attrezzata Ama di via Cassia km 19.800/La Storta. In tutti i siti riaperti al pubblico, in questo periodo, l’ingresso sarà consentito dal lunedì al sabato solo in orario mattutino dalle 7 alle 12. Lo comunica Ama S.p.A. in una nota. Con l’avvio della “Fase 2” delle misure di contenimento della diffusione del Covid 19 sul territorio nazionale, spiega l’azienda, Ama sta operando con la massima prudenza per garantire la salute dei lavoratori e, allo stesso tempo, consentire ai cittadini di poter conferire in sicurezza i materiali ingombranti. Tutte le strutture prima di essere riaperte sono state sottoposte a ulteriori e accurati interventi di sanificazione. L’accesso è regolato e scaglionato in modo da consentire sempre il mantenimento delle distanze minime di sicurezza e, per questo, all’interno dei Centri è ammesso un solo veicolo per volta. Il conferimento dei materiali nei cassoni dedicati viene effettuato esclusivamente dal cittadino che deve essere sempre munito di mascherina e guanti. Tecnici e preposti aziendali monitoreranno costantemente la situazione, attuando in tempo reale i necessari accorgimenti per rendere più fluido possibile l’accesso compatibilmente con gli ingressi contingentati. Nel ribadire che i rifiuti ingombranti, elettronici e particolari non devono essere assolutamente gettati nei cassonetti o abbandonati in strada, Ama ricorda ai cittadini che è attivo anche il servizio a domicilio di ritiro gratuito al piano stradale per materiali fino a 2 metri cubi “Riciclacasa” grazie al quale, nel periodo di lockdown, è stato possibile assicurare oltre 5.000 interventi a costo zero e senza spostarsi da casa. Il ritiro può essere prenotato tramite il ChiamaRoma 060606 oppure compilando l’apposito modulo di richiesta nella sezione Servizi on-line del sito www.amaroma.it.





Oltre 300mila igienizzazioni di cassonetti nella Capitale

 

Sono infatti già circa 330mila gli interventi di trattamento igienizzante della “vasca” interna degli oltre 52mila cassonetti presenti sulle strade di Roma assicurati dai mezzi Ama, con almeno 5 passaggi di sanificazione già effettuati su ogni singolo contenitore. Dall’inizio del servizio, sono stati garantiti complessivamente circa 3.500 giri di igienizzazione interna: più di 100 al giorno, con oltre 9mila cassonetti sanificati quotidianamente mediante sostanze a base di enzimi naturali “abbatti-odori”. Lo comunica in una nota Ama. Le operazioni mirate di igienizzazione, scattate d’intesa con il Campidoglio alla metà di marzo, in pieno lockdown a causa del virus Covid-19, vedono all’opera tutti i giorni, a ciclo continuo, mezzi compattatori dotati di dispositivi idonei per abbattere gli odori. Vengono trattati in maniera prioritaria i contenitori stradali per gli scarti alimentari e organici e quelli per i materiali non riciclabili, ma gli interventi sono assicurati anche sulle altre due tipologie di cassonetto a vasca: per carta/cartone/cartoncino e per il multi-materiale leggero (contenitori in plastica e metallo). Il servizio viene svolto in tutti e 15 i municipi dagli stessi mezzi addetti allo svuotamento dei cassonetti stradali su itinerari prestabiliti nei 4 turni di raccolta previsti: mattina, pomeriggio, semi-notte, notte. I mezzi dotati dei dispositivi sanificanti, infatti, dopo aver svuotato i cassonetti immettono nella “vasca” interna degli stessi il prodotto, in polvere o in liquido, igienizzante. In particolare, vengono utilizzati i 51 nuovi e di ultima generazione autocompattatori “side loader” a tre assi a caricamento laterale, che da dicembre 2019 sono entrati progressivamente in servizio su tutto il territorio comunale avviando così il rinnovamento della flotta aziendale. 





Arriva una nuova ciclabile al quartiere Eur

 

“Il nostro piano straordinario di 150 chilometri di piste ciclabili per la Fase 2 sta prendendo forma. Oggi abbiamo dato il via ai lavori nel quartiere Eur per la realizzazione del primo itinerario. Incentiviamo così una mobilità sempre più sostenibile e integrata, una valida alternativa all’auto privata anche in questo periodo così delicato della ripartenza. La nuova ciclabile dell’Eur partirà da piazzale Cina e si snoderà su un percorso di 3,8 chilometri, proseguendo su viale della Grande Muraglia, via Fiume Bianco e viale dell’Oceano indiano, per poi arrivare fino a viale Egeo”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. “Una volta completato il primo cantiere – continua Raggi – proseguiremo in tempi rapidi con altre ciclabili come il prolungamento della pista già esistente su via Tuscolana, da piazza Cinecittà a Largo Brindisi, e la nuova corsia da piazza dei Giureconsulti fino a Porta Cavalleggeri. E ancora il prolungamento della ciclabile su via Nomentana, fino a piazza della Repubblica, e i nuovi itinerari da piazza Pio XI a Colli Portuensi e da Fonte Laurentina a viale Cristoforo Colombo”. “Per la Capitale abbiamo in programma 150 km di nuove ciclabili transitorie su vie principali e percorsi strategici, così da creare una rete sempre più interconnessa, in linea con quanto previsto nel nostro Piano urbano per la mobilità sostenibile”, ricorda la sindaca.





Ultimi giorni di lavoro per i sondaggi della Metro C a Piazza Venezia

“In questo periodo di emergenza Roma non si è mai fermata. In piazza Venezia sono quasi conclusi i sondaggi dove sorgerà la futura stazione della metro C”. Lo annuncia su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Operai e tecnici hanno svolto il loro lavoro con responsabilità anche durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Li ringrazio per questo – sottolinea Raggi -. In piazza Venezia avremo un’altra stazione museo dopo quella di San Giovanni, aperta nel maggio 2018, e le fermate di Amba/Aradam Ipponio e Colosseo/Fori Imperiali sulle quali stanno proseguendo i lavori. Andiamo avanti con determinazione per completare una delle opere più importanti per la nostra città”, conclude.





La Fp Cgil annuncia le proteste dei lavoratori della Multiservizi

 

 

“Mentre il paese blocca i licenziamenti Ama e la Sindaca Raggi mettono in strada 270 lavoratori”. Lo denuncia il rappresentante di Fp Cgil Natale Di Cola che fa sapere che, dopo una assemblea spontanea si è tenuta nell’autorimessa di Via Affile, “due nostri sindacalisti si sono recati sul posto per spiegare ai lavoratori cosa sta succedendo, mentre una ventina di loro si sono recati in Campidoglio per protestare e in questo momento vengono identificati dalla Questura”. Tra i 270 lavoratori dell’appalto Ama per la raccolta delle Utenze Non Domestiche è esplosa quella che Di Cola definisce “una comprensibile disperazione, dopo che ieri Roma Multiservizi e le altre società dell’Ati che abbandona l’appalto hanno comunicato che non attiveranno nemmeno gli ammortizzatori sociali. Licenziano usando i lavoratori come ostaggi”. “Era prevedibile. Il silenzio della sindaca Virginia Raggi rimbomba per la Capitale. Continueremo a fare di tutto per non lasciare da soli questi lavoratori, abbandonati da chi li ha illusi e usati”, conclude.





E’ ripartita la videocaccia della Raggi agli ’zozzoni’

I romani ricominciano a sbarazzarsi dei rifiuti ingombranti gettandoli in strada, e la sindaca di Roma Virginia Raggi ricomincia a dar loro la caccia pubblicando video inviatigli dai cittadini che non ci stanno. “Guardate queste immagini: un “galantuomo”, durante l’ultima domenica della Fase 1, ha pensato bene di scaricare un’intera poltrona di casa nei cassonetti dedicati ai rifiuti domestici”, scrive Raggi su Fb postando il video del conferimento incriminato. “Non l’ha fatto sotto casa sua, ovviamente, ma è andato in macchina in un’altra zona, sperando di farla franca. I cittadini del posto, però, l’hanno beccato e l’hanno caldamente invitato ad andar via per poi chiamare la Polizia Locale e denunciare i fatti. Un esempio di coscienza civica in cui, senza violenze di alcun tipo, chi ama il proprio quartiere e la propria città ha evitato l’ennesimo reato ambientale”, racconta la sindaca. “L’uomo però, dopo essersi allontanato, ha scaricato la sua poltrona davanti ai cassonetti in un’altra strada, poco distante – continua Raggi -. Grazie all’associazione Retake, tuttavia, il Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia Locale è riuscito a recuperare sia la poltrona che lo zozzone, a cui hanno consegnato una multa da 600 euro. A questi cittadini va il mio sentito ringraziamento”. “Ricordo infine che il servizio di smaltimento dei rifiuti ingombranti, come poltrone, divani, frigoriferi, è effettuato a domicilio da Ama, in modo del tutto gratuito. Basta chiamare lo 060606 e prendere appuntamento. Siate furbi e non fate come il signore del video. Amate la vostra città”, conclude Raggi.





Di Berardino (Regione Lazio) all’Inps: “Provvedere alla Cigd”

 

L’Inps aggiorni il sistema informatico, si risolva la questione della cassa in deroga. Non lascia spazio a dubbi Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio. “Sono circa 60 mila le domande di cassa integrazione in deroga che come Regione Lazio abbiamo decretato e inviato all’Inps per la liquidazione. Quello compiuto dai nostri uffici – spiega – è stato un lavoro costante e quotidiano che dal 25 marzo scorso non si è mai arrestato, neanche durante i giorni di festa. Ci auguriamo ora che l’Inps possa velocemente aggiornare i propri elenchi, e in particolare quello relativo al numero di domande di cassa integrazione in deroga del Lazio. Non si comprende come la tabella dell’Istituto pubblicata sul sito istituzionale, alla voce Lazio riporti solamente 35.903 domande. Chiediamo all’Inps – dice l’assessore – di aggiornare il proprio sistema informatico affinché possa leggere e prendere in carico tutte le altre migliaia di domande decretate che il Lazio ha inviato da giorni all’Inps. Risultano caricate a sistema Inps solamente 35.903 domande pari a nostre 169 determine dirigenziali; quelle correttamente inviate dal Lazio sono circa 60 mila domande contenute in 266 determine autorizzate dalla Regione. Oltre a questo aggiornamento del sistema e a una corretta pubblicazione dei dati, chiediamo inoltre che l’Inps possa quanto più velocemente procedere al pagamento delle mensilità ai lavoratori. L’obiettivo, che siamo sicuri sia da tutte le parti condiviso, deve essere quello di dare risposte concrete e tempestive ai lavoratori in difficoltà. Per questo, in uno spirito di costruttiva collaborazione, già nell’interlocuzione con L’Istituto, ho richiesto il potenziamento dell’attività di gestione delle domande, che in particolare nella provincia di Roma risultano più rallentate, nonché la comunicazione di tempi certi per la lavorazione e per i pagamenti. Da quello che capiamo, sono ancora troppo poche le pratiche lavorate da Inps. Liquidazioni troppi lontane nel tempo rischiano di essere poco incisive nella vita delle famiglie che in questo momento hanno bisogno di avere fiducia nelle istituzioni” conclude.





Roma, Coia(M5S): più spazio a dehors, limite è codice strada

“Nella commissione Commercio ho presentato i criteri della proposta di delibera M5S a mia firma per la modifica dell’attuale normativa comunale. L’unico limite all’occupazione di suolo pubblico sarà la giusta distanza dai monumenti oltre ovviamente al rispetto del codice della strada”. Lo spiega il presidente della commissione capitolina Commercio M5S Andrea Coia che nella seduta odierna di commissione ha presentato l’atto per il sostegno alle attività commerciali della capitale dopo il Covid. 

“Prevediamo l’aumento della concessione di suolo pubblico per tutte le attività esistenti e la concessione di occupazioni di suolo pubblico ex novo – spiega Coia in un post du Fb-. Quest’ultima misura potrà essere adottata anche per le librerie del centro storico (se la vendita di libri è prevalente) e per tutte le attività al di fuori della città storica”. 

“Le attività sono state provate dalla chiusura e abbiamo il dovere di metterle nelle condizioni di poter lavorare e di poter garantire al tempo stesso il distanziamento sociale dei clienti prevedendo anche nuove tipologie di arredo. Più spazio significa più sicurezza, anche per chi lavora. I criteri di concessione dovranno essere però rispettati fedelmente pena la revoca”, sottolinea il presidente. 

“Un’altra modifica fondamentale riguarda i tempi delle concessioni: attualmente l’iter prevede da 30 a 60 giorni per il rilascio ed è inaccettabile in questo momento. Vogliamo ridurlo almeno a 20 giorni con la procedura del silenzio-assenso – aggiunge -. Vogliamo salvare e far ripartire al più presto le attività produttive: più spazio = più sicurezza, decoro, semplificazione e velocità”, spiega.





La denuncia di Flixbus: “Trasporto su bus a lunga percorrenza dimenticato”

 

 

“Abbiamo seguito l’audizione della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati sull’emergenza Covid19. Vediamo un’idea di strategia per la ripresa del trasporto in Italia, ma in questa strategia sembra che non vi sia traccia del nostro settore”. E’ il commento di Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia. 

“Eppure – prosegue Incondi – il trasporto bus di linea di lunga percorrenza è un servizio essenziale per garantire il diritto alla mobilità a una parte importante della popolazione in Italia, per fare in modo che ci sia un’offerta economicamente accessibile per tutti, per promuovere il turismo al di fuori delle grandi città perché non c’è turismo senza trasporto”. 

“Come la Ministra sa bene, le aziende di questo settore fanno affidamento esclusivamente sui propri capitali privati pur offrendo un servizio pubblico e oggi si trovano davanti a cali di fatturato vicini al 100%. I prossimi mesi saranno una vera incognita per il mercato e senza un intervento del Governo per stanziare subito risorse nel prossimo “DL Maggio” molte aziende semplicemente scompariranno e con loro scompariranno servizi di trasporto fondamentali per milioni di italiani. Quello che chiediamo è un segnale di concreta attenzione, con la speranza che nella fase di ripresa non si tenga conto solo di aziende che già godono di contributi pubblici”. 

“FlixBus lo scorso anno ha trasportato 10 milioni di persone attraverso l’Italia, grazie a oltre 70 aziende partner che lavorano nel nostro network. Non siamo abituati a lamentarci e per questo vogliamo misurarci sulle proposte, perché c’è sicuramente la possibilità di agire con pochi interventi mirati a supporto del settore, rimborsando agli operatori alcuni costi infrastrutturali e alleggerendo i costi fissi di gestione. Noi – conclude il Managing Director di FlixBus – siamo disposti al confronto. Ma più di ogni altra cosa chiediamo alla Ministra De Micheli e al Governo di non dimenticare che in questo Paese operano aziende private di trasporto stradale che da anni garantiscono il diritto alla mobilità e che non vanno lasciate da parte”.





Disco verde del CSLP alle linee guida per la sicurezza dei ponti

 

 

Via libera dell’assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici alle “linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti”. Lo comunica il ministero delle infrastrutture, sottolineando che “le linee guida, predisposte dal gruppo di lavoro istituito ad hoc presso lo stesso Consiglio superiore, saranno oggetto di una applicazione sperimentale in relazione al sistema di monitoraggio anche dinamico dei ponti e viadotti”. 

Al termine di questa sperimentazione, “che avverrà sotto la guida del Consiglio superiore, le linee guida potranno fornire uno strumento avanzato, univoco e uniforme per tutti i gestori sul territorio nazionale che, superando il concetto del semplice censimento dei ponti esistenti, mediante un approccio generale, multilivello, multicriterio e multiobiettivo, consentirà la determinazione di una ‘classe di attenzione’ per la gestione del rischio e la verifica di sicurezza delle infrastrutture”. 

Da subito, aggiunge il dicastero guidato da Paola De Micheli, “le linee guida costituiranno inoltre il riferimento per l’adozione, da parte dell’Anas e dei concessionari autostradali, delle azioni da porre in essere in ordine all’approfondimento e alla frequenza delle ispezioni, alla programmazione temporale degli interventi nonchè agli eventuali provvedimenti di limitazioni del traffico”.





’Peso’ da lockdown, ecco come riportarsi nei limiti. Parla la dottoressa dietista De Luca

Tra un pizza e una torta, c’e’ il rischio in questo periodo di lockdown di avere accumulato qualche chilo di troppo. Donne e uomini, di ogni eta’. Ma come si puo’ curare il proprio corpo attraverso una alimentazione bilanciata accompagnata da attivita’ fisica giornaliera per sentirsi bene e in confidenza con se stessi? Come non cadere nella routine e mangiare le stesse cose? Come ingegnarci per non mortificare il gusto? A dare consigli pratici e spunti per ricette gustose e’ stata la dottoressa Rosita De Luca, dietista.

 

Dall’inizio del lockdown tutti pazzi per la cucina. Lo testimoniano le foto di pizze e torte forse mai prodotte cosi’ in gran numero. Ma il rischio di lasciarsi andare, visto che le maglie delle restrizioni si sono solo un po’ allargate, e’ ancora elevato. Cosa consiglia per non esagerare con la quota calorica giornaliera?

"Il mio consiglio sicuramente e’ quello di seguire le regole base della sana alimentazione e impostare la giornata su 5 pasti principali, colazione, spuntino mattutino, pranzo, spuntino pomeridiano e cena. Cosi’ abbiamo una routine giornaliera che evita lo scatenarsi degli attacchi di fame. Bisogna poi scegliere sempre una fonte di carboidrati, ossia pane, pasta, riso, farro e accompagnarli con una fonte di proteine tipo pesce, uova, legumi e anche formaggi ma non grassi, conditi dall’olio extravergine d’oliva. Non devono mai mancare vitamine e sali minerali provenienti dalla frutta e dalla verdura. Per quanto riguarda gli spuntini hanno una funzione diversa, sono degli spezzafame e devono farci arrivare ai pasti principali senza troppo appetito. Le porzioni devono essere moderate. Un esempio puo’ essere un frutto accompagnato da una manciata di frutta secca, e cioe’ mandorle, noci e nocciole, oppure un frullato con yogurt o latte e frutta. Queste sono le regole principali, ma per tagliare le calorie giornaliere bisogna evitare l’uso di bevande zuccherate e alcoliche".

 

Per le persone sotto regime alimentare seguite da un professionista magari lei consiglia un diario alimentare?

"Se il paziente e’ seguito da un nutrizionista il diario alimentare puo’ essere un ottimo strumento per l’auto valutazione della dieta ma i suoi risultati vanno analizzati da un esperto.

Partire da soli a scrivere e analizzare un diario alimentare non e’ adatto poiche’ non si hanno gli strumenti per capire quello che si legge. Se non siamo seguiti da un dietista, in questo momento di fase 2, possiamo seguire le linee guida generali per una sana alimentazione. Esistono delle tabelle con i gruppi alimentari costituite dalle porzioni con i singoli alimenti e le frequenze sia settimanali che giornaliere. Quindi se una persona prende a riferimento queste norme e’ possibile impostare l’alimentazione sia giornaliera che settimanale. Si puo’ inserire su una colonna gli alimenti che vogliamo consumare lungo il corso della settimana con le porzioni e sull’altra colonna i giorni della settimana. In questo modo possiamo segnare con una x quante porzioni abbiamo mangiato di quell’alimento e quale tipologia abbiamo consumato. Cio’ rende piu’ semplice organizzare la spesa settimanale visto che non possiamo recarci a fare la spesa tutti i giorni in questo periodo di pandemia".

 

Qualche suggerimento per scegliere le combinazioni vincenti che soddisfano il palato ma non allargano il girovita?

"In realta’ ogni regime dietetico dovrebbe coniugare il gusto e le giuste quantita’. La dieta non significa mortificare il palato. Ad esempio una colazione standard con fette biscottate, caffe’ o ricotta se messe nelle giuste quantita’ e con modalita’ precise si puo’ trasformare in un tiramisu’. Non sono da limitare tanto le combinazioni degli alimenti quanto l’approccio che si deve avere all’alimentazione. Anche questo periodo puo’ essere un’occasione per riscoprire il piacere di abbinare gli alimenti nelle giuste quantita’. Per questo sui miei profili social ho cercato di essere molto attiva e proporre diverse ricette, ma quella che ha riscosso piu’ successo e’ la preparazione dell’aperitivo da fare in casa. Le calorie rientrano in quelle di uno spuntino e prevedono un cocktail analcolico accompagnato da pistacchi e arachidi. Vale la pena ricordare che cio’ che serve e’ uno stile di vita: non e’ solo l’abbinamento degli alimenti, ma sono anche le giuste ore di sonno e un’attivita’ fisica costante a contribuire al successo di un regime alimentare".

 

Molti forse non sanno quali sono gli alimenti di stagione, puo’ ricordarcelo per fare scorta di vitamine e minerali che forse aiutano anche l’organismo a fronteggiare un po’ tutte le infezioni?

"Gli alimenti di stagione sono sempre consigliati perche’ contengono tutti componenti che servono ad affrontare il mese che verra’. Per quanto riguarda la frutta semaforo verde a mele, arance, kiwi, limoni fragole, ciliege e per quanto riguarda gli ortaggi si’ a zucchine, melanzane, asparagi, radicchio, finocchi e pomodori. Cinque sono le porzioni da consumare tra frutta e verdura. Tre di frutta e due di verdura. Il consiglio e’ quello di alternare consumando i 5 colori. Per chi non lo sapesse sono le combinazioni del blu possono essere rappresentate dal radicchio e frutti di bosco, il rosso che possiamo individuare in pomodori e fragole. E ancora il bianco che rintracciamo in mela e finocchio e il verde tipico degli asparagi e dei kiwi e per finire l’arancio di arance e carote".

 

Un appello per chi e’ a casa che lo incentivi a non sprofondare nel divano?

"Io consiglio a chi si sente scoraggiato di chiedere aiuto, anche attraverso i social, ad un professionista dell’alimentazione ed evitare ricerche fai da te su internet che possono essere fuorvianti. Bisogna tenersi attivi non solo cucinando ma soprattutto facendo sport anche durante questo periodo. Ribadisco la dieta non si fa solo attraverso l’alimentazione ma soprattutto con lo sport. E’ la combinazione delle due cose che porta al risultato anche perche’ l’attivita’ fisica libera le endorfine si sa e ci fa stare bene fisicamente e mentalmente".





Spiagge, il Wwf avverte: "Evitare scempi con le disinfezioni"

 

Con la Fase 2 e la possibilità di svolgere attività motorie e sportive sulle nostre spiagge si pone il problema della sicurezza delle superfici. Ma alcuni rimedi potrebbero aggiungere altri problemi ambientali e per la salute a quelli che stiamo faticosamente affrontando a causa della pandemia. 

L’uso dell’ipoclorito di sodio per la disinfezione delle spiagge (così come dei parchi, dei giardini, ville, prati fino al manto stradale in città) è una pratica da evitare in quanto la sua utilità ed efficacia non sono accertate mentre sono ben evidenti i gravi impatti ambientali e sulla salute che questa sostanza può determinare. 

La misura, inoltre, potrebbe essere inutile perché, ad oggi, non ci sono evidenze scientifiche che attestino che le superfici calpestabili come spiagge, parchi, ville e giardini – ma anche la pavimentazione stradale – siano coinvolte nella trasmissione del virus SARS-CoV-2. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la trasmissione avviene infatti attraverso contatti ravvicinati tra persona e persona, per via respiratoria diretta oppure per via indiretta, portando le mani, che hanno toccato superfici contaminate, alla bocca, al naso o agli occhi. Si tratta di una misura inefficace perché la capacità dell’ipoclorito di sodio di distruggere il virus su superfici complesse (come sabbia, prato o asfalto) non è accertata né è estrapolabile in alcun modo dalle prove di laboratorio condotte su superfici pulite. Inoltre, se in situazioni sperimentali è stata dimostrata una lunga sopravvivenza dei coronavirus, in condizioni “esterne” la sopravvivenza di virus potrebbe essere molto più limitata. È bene ricordare che uno degli agenti sterilizzanti più utilizzati ed efficaci, anche nelle strutture ospedaliere, è l’esposizione ai raggi UV che in giornate di sole agiscono pienamente. 

La misura, invece, è certamente dannosa perché l’uso dell’ipoclorito di sodio per la disinfezione delle spiagge (ma anche di prati e della pavimentazione urbana) può associarsi ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente esposizione dei cittadini che frequentano quelle aree e, in particolare, dei soggetti affetti da patologie allergico-respiratorie. L’ipoclorito di sodio peraltro, in presenza di materiali organici può dare origine a formazione di sottoprodotti volatili pericolosi quali clorammine e trialometani, molti dei quali noti per essere possibili cancerogeni per l’uomo. Non è, inoltre, possibile escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare le falde idriche. 

Infine la spiaggia è un ambiente naturale, l’utilizzo di ipoclorito di sodio o di altri disinfettanti può alterare profondamente il suo delicato ecosistema e arrecare gravi danni alla biodiversità, sia per effetti acuti sia a lungo termine. Sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili e consultate dal WWF, sanificare le spiagge così come gli ambienti outdoor non ha alcuna dimostrata efficacia quale misura di prevenzione contro la diffusione del SARS-CoV-2, in un quadro epidemiologico come quello attuale e d’altronde nessuna disposizione in tal senso è stata emanata dall’OMS, dalle autorità nazionali o regionali. Le implicazioni ambientali e di salute pubblica sono invece accertate e molto serie. 

Il WWF, pur comprendendo l’apprensione derivante da un momento di grande preoccupazione come quello che tutti noi stiamo vivendo, invita tutti i sindaci e i presidenti di Regione, ad attenersi alle disposizioni del Governo e delle autorità sanitarie nazionali evitando la disinfezione su larga scala degli ambienti naturali. Sono invece più incisive le misure comportamentali, unite ad una sanificazione mirata e attenta delle attrezzature di cui la popolazione usufruisce in questi luoghi (sdraio, lettini e giochi per bambini). 

Proprio per quanto riguarda le spiagge il WWF ribadisce l’appello ad uno smaltimento responsabile dei dispositivi di protezione individuale ossia guanti e mascherine che non devono essere abbandonati in natura. Inoltre, in questi giorni di rinnovata presenza umana sulle spiagge, il WWF ricorda anche alcune buone norme per non arrecare disturbo alla fauna che in queste settimane ha ripreso possesso degli habitat costieri, in particolare dato il delicato periodo di nidificazione di molte specie di uccelli, tra cui il fratino (Charadrius alexandrinus): un piccolo trampoliere che si riproduce sulle spiagge di tutta Italia da fine marzo a tutto luglio, in forte calo numerico e per questo tutelato da diverse normative europee e nazionali. Se si dovessero rinvenire uova di fratino sulla spiaggia, non bisogna assolutamente toccarle, ma allontanarsi subito in modo che la coppia di genitori possa tornare sul nido il prima possibile. 

È infine importante tenere sempre i cani al guinzaglio, eccetto nelle aree di sgambata a loro dedicate, non calpestare le dune e non raccogliere piante e fiori, ma godere della loro rinnovata bellezza magari scattando una bella fotografia.





L’Oms parla di rischio concreto di un nuovo lockdown

 

 “C’è un rischio molto concreto di dover tornare al lockdown se non viene gestita con grande attenzione la fase di transizione nei Paesi”, ha ammonito il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante il briefing dalla sede di Ginevra trasmesso in diretta. L’Oms ha anche annunciato che sta cercando di concordare con la Cina l’invio a breve di una missione “per capire davvero cosa è successo negli animali e per capire l’origine” del Covid-19. Lo ha detto Maria Van Kerkhove, epidemiologa Oms.





Tridico (Inps) in campo: “I migranti vanno regolarizzati”

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, si dice “favorevole” a una regolarizzazione dei migranti. In un’intervista al quotidiano “La Stampa”, Tridico sottolinea che “i numeri parlano chiaro: il contributo degli immigrati regolari non è irrilevante” per i conti previdenziali.

Si tratta tuttavia di scelte che “spettano alla politica – prosegue – se devo dire la mia, sceglierei la strada della Germania”. Il presidente dell’Inps parla anche delle misure messe in campo dal Governo e di quelle che entreranno nel decreto maggio. Il reddito di emergenza “durerà due, massimo tre mesi, ed è destinato a coprire fasce di lavoratori esclusi dal reddito di cittadinanza”.

Per la terza tranche di aiuti, gli autonomi dovranno invece attestare “la riduzione di un terzo del reddito durante l’emergenza oppure la chiusura dell’attività”. Tridico aggiunge che l’istituto della cassa integrazione va riformato perché solo in questo modo si potranno velocizzare i tempi di pagamento.





Artisti uniti per dare sostegno e risorse all’ospedale di Bergamo

 

La musica a sostegno della campagna organizzata dalla Fondazione Cesvi Onlus per l’Ospedale di Bergamo e gli anziani soli. Su iniziativa di Franco Nannucci e della sua associazione Music4Love e’ infatti nato il progetto che ha dato vita a una versione a piu’ voci di ’The power of love’, celebre brano dei Frankie Goes To Hollywood. È diventato possibile grazie all’impegno dei Dirotta Su Cuba, che hanno ’chiamato all’azione’ nomi molto noti del panorama musicale italiano come Mietta, Silvia Mezzanotte, Fabrizio Bosso e Mario Rosini.

"È un’idea che e’ nata da una associazione di cui siamo testimonial, appunto Music4Love - ha raccontato Simona Bencini, voce dei Dirotta su Cuba, all’agenzia Dire- Franco Nannucci con l’associazione, che promuove eventi benefici, quando e’ scoppiata la pandemia ci ha chiamato, ci ha detto di dare un segnale. Noi Dirotta abbiamo pensato di prendere un brano internazionale e conosciuto come ’The power of love’ e di chiamare altri artisti per creare un brano che potesse amplificare il messaggio della donazione, in questo caso al Cesvi, per raccogliere fondi per una delle zone piu’ colpite d’Italia, appunto Bergamo. Abbiamo scelto questo brano con un titolo importante, il potere dell’amore come inno per unirsi e fare qualcosa. Abbiamo chiamato Bosso, Sonny King, un rapper con cui abbiamo gia’ collaborato per la rivisitazione di Dove Sei, ’Thinking of you’, e poi amiche come Mietta e Silvia Mezzanotte".

Il video e’ disponibile online sul profilo Facebook dei Dirotta su Cuba e sostiene la campagna di raccolta fondi organizzata dalla Fondazione Cesvi Onlus a favore dell’Ospedale di Bergamo, per dare supporto a pazienti e medici che operano in prima linea nelle zone piu’ colpite dal virus e per garantire servizi di prima necessita’, cure e conforto agli anziani soli e in questo momento piu’ vulnerabili. "Abbiamo scelto questo brano perche’ non e’ solo musica- spiega Nannucci- ma un inno d’amore e di energia positiva per superare questo periodo complicato e doloroso".

Hanno partecipato, da casa loro, alla realizzazione di ’The power of love’: Simona Bencini, Stefano De Donato, Francesco Cherubini, Andrea De Donato (voce, basso, batteria e tastiere dei Dirotta Su Cuba); Sebastiano Cherubini (basso); Mario Rosini (pianoforte e voce); Silvia Mezzanotte (voce); Mietta (voce); Sonny King (primo Rap); Pnucc (secondo Rap); Fabrizio Bosso (tromba); Giuseppe Mazzamuto (vibrafono). Montaggio video a cura di Andrea De Donato; produzione artistica, arrangiamento, mix e produzione a cura di Stefano De Donato. Per partecipare alla raccolta fondi, questi tutti i riferimenti: www.cesvi.org/andratuttobene/  

Oltre alla pagina online, e’ possibile fare donazioni anche tramite: - bonifico sul conto corrente Cesvi EMERGENZE, iban IT92R0311111299000000000095 - numero verde 800 036 036 per donazioni telefoniche con Carta di Credito.

 




Lagarde: “La Bce farà tutto quello che è necessario per aiutare l’Eurozona”

 

“La Bce farà tutto quel che è necessario, nell’ambito del suo mandato per aiutare l’area euro a sperar questa crisi”. Lo si legge in una postilla, aggiunta in cima all’editoriale della presidente Christine Lagarde, in apertura del rapporto annuale pubblicato oggi dall’istituzione.

Uno studio che fa il punto sul 2019 e che, alla luce della catastrofe economica causata dalla pandemia di coronavirus e dalle misure varate per limitarne la diffusione, appare orma completamente superato dall’attualità. “La situazione economica e le azioni di policy della Bce – rileva la stessa Lagarde – sono sostanzialmente cambiate da allora”.

 





L’Istat registra a marzo un crollo del 20,5% per le vendite al dettaglio

 

"L’impatto del Covid-19 sull’economia italiana è profondo ed esteso". Lo rileva l’Istat, nella nota mensile. In generale, sottolinea, "lo scenario economico internazionale, a causa del perdurare della pandemia di Covid-19 e delle relative misure di contenimento, continua a essere eccezionalmente negativo".  A marzo 2020 si stimano, per le vendite al dettaglio, flessioni rispetto a febbraio pari al 20,5% in valore ed al 21,3% in volume. A determinare l’eccezionale calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 36,0% in valore e del 36,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari sono stazionarie in valore e in lieve diminuzione in volume (-0,4%).  Nel primo trimestre del 2020, le vendite al dettaglio registrano un calo del 5,8% in valore e del 5,9% in volume rispetto al trimestre precedente. Diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-11,6% in valore e -11,5% in volume), mentre le vendite dei beni alimentari registrano variazioni positive (rispettivamente, +2,0% in valore e +1,9% in volume).Su base tendenziale, a marzo, si registra una diminuzione delle vendite del 18,4% in valore e del 19,5% in volume. Anche in questo caso sono le vendite dei beni non alimentari a registrare un calo (-36,0% in valore e in volume), mentre risultano in crescita quelle dei beni alimentari (+3,5% in valore e +2,1% in volume). Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative per tutti i gruppi di prodotti. Le diminuzioni maggiori riguardano abbigliamento e pellicceria (-57,1%), giochi, giocattoli, sport e campeggio (-54,2%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-54,1%), mentre il calo minore si registra per i prodotti farmaceutici (-6,3%).  Rispetto a marzo 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 9,3% per la grande distribuzione e del 28,2% per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 37,9% mentre è in crescita sostenuta il commercio elettronico (+20,7%).  Nel corso della fase di rilevazione dei dati vi è stata una contenuta riduzione del tasso di risposta delle imprese, conseguente all’emergenza sanitaria in corso. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati (si veda Nota metodologica, pag. 9) hanno consentito di elaborare e diffondere gli indici relativi al mese di marzo 2020.





Covid-19 perde potenza e con il caldo potrebbe indebolirsi ulteriormente

 

"Stiamo osservando che il Covid-19 perde potenza. Evolve, ma perde contagiosità e, probabilmente, letalità". E’ quanto ha affermato Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma durante un’audizione in Senato. "In Italia abbiamo avuto due ingressi epidemici differenti, a due settimane di distanza. Il Nord ha avuto uno tsunami assurdo, imprevisto e imprevedibile", ha aggiunto. "Abbiamo visto in un nostro lavoro - ha continuato Ciccozzi - due eventi epidemici differenti: uno, con ceppi virali che dalla Cina, attraverso l’Europa, è andato al centro Italia. E successivamente un ceppo tedesco che è andato ad infettare la Lombardia e il Nord dell’Italia".

"Stiamo osservando - ha quindi aggiunto - che il virus di Covid-19 sta perdendo potenza. Sta continuando a mutare. Ma sta facendo mutazioni che a lui non sono più utili". La perdita di potenza del virus "la vediamo dal minor numero di decessi (dovuti alle infezioni pregresse) e dal minor numero di persone in terapia intensiva. Questo è dovuto sicuramente alle terapie ma anche alla perdita di potenza del virus. Non sappiamo quanto dura l’immunità. Anche se sappiamo che c’è".

"Dello stesso parere è anche Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele di Milano che, in un’intervista al Corriere della Sera, ha detto: "E’ molto probabile che l’arrivo del caldo possa influenzare il livello di aggressività del germe".

"Senza un vaccino non si può fermare il virus - ha affermato ancora Clementi -. Nel caso del morbillo, causato da un virus molto contagioso (come Sars-CoV-2), serve che in una comunità ci sia il 95% di immuni perché sia protetto anche il restante 5%. E’ appunto l’immunità di gregge. Inoltre, nel caso del nuovo coronavirus, sappiamo che potrebbe non esserci una correlazione esatta tra titoli anticorpali rilevati con gli attuali test e quantità di anticorpi neutralizzanti, quindi non sappiamo quanto le difese a nostra disposizione siano efficaci. Non abbiamo nemmeno certezza in merito alla loro durata. Sulla questione dell’immunità servono ulteriori dati".





Imprese che ricevono finanziamenti pubblici devono aprire la governance allo Stato. Bufera sul Pd Orlando. Renzi: “Vogliono sovietizzare l’Italia?”.

 

Dare un posto allo Stato nel cda delle imprese che ricevono finanziamenti a fondo perduto. E’ la proposta avanzata dal vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, in un’intervista a La Stampa. "Il capitale delle imprese non deve essere partecipato dallo Stato per corrispondere a un astratto modello ideologico. Il tema è valutare se lo Stato debba entrare per un determinato periodo, per garantire che l’impresa mantenga gli impegni assunti", ha detto.  Nessuno ha proposto che lo Stato entri nella governance delle imprese, né che si proceda a nazionalizzazioni", ha affermato ancora Orlando. Non è un "grande fratello" in casa delle imprese, ha precisato, spiegando che "si tratta di esperienze che si stanno facendo in un Paese come la Germania e che si stanno sperimentando in regioni governate dal centro-destra". "In un Paese che ha una storica sottocapitalizzazione delle imprese come l’Italia e nel quale la crisi obbligherà a ricapitalizzazioni, si tratta di fornire finanziamenti con alcune garanzie. Ad esempio che si mantenga la presenza sul territorio nazionale, che non si delocalizzi, che non si riduca la manodopera, che siano realizzati interventi che vadano nella direzione della sostenibilità. L’alternativa già sperimentata e non sempre felicemente nel nostro Paese - ha aggiunto -, è dare i soldi senza alcuna verifica". 

Dura la replica del leader di Italia Viva, Matteo Renzi che, su Twitter, ha scritto: "In tempi di crisi in tutto il mondo gli Stati danno soldi alle imprese per ripartire: prestiti o contributi a fondo perduto. Solo in Italia qualcuno chiede che lo Stato in cambio abbia posti in Consiglio d’amministrazione. Noi siamo contrari. Sovietizzare l’Italia? No grazie". 

"Parlando del decreto maggio, il segretario Dem, Nicola Zingaretti ha voluto precisare: "Il dato molto positivo è che si sono fatte due manovre per una massa finanziaria di 80 miliardi che ne muoverà centinaia per dare fiducia e certezza. I pilastri sono due: sostegno alle imprese non per governarle, né per nazionalizzarle, queste sono balle, nessuno ci ha mai pensato, c’è un sostegno dovuto per molti a fondo perduto". 

"Il Pd, in una nota, ha negato la volontà di introdurre l’obbligo della presenza di un rappresentante dello Stato nelle imprese che riceveranno i finanziamenti a fondo perduto e ha aggiunto: "Il titolo dell’intervista del quotidiano La Stampa ad Andrea Orlando ’Se lo Stato finanzia le aziende deve avere un posto nei Cda’ è totalmente privo di fondamento come risulta evidente dalle stesse dichiarazioni del vicesegretario Pd riportate fedelmente dal quotidiano nell’intervista". 





In Cina virus in circolo già dal mese di ottobre

 

Inquietanti testimonianze degli atleti italiani che hanno partecipato ai Mondiali di Wuhan: “Eravamo tutti malati”

 

Ai mondiali militari di Wuhan "ci siamo ammalati tutti, 6 su 6 nell’appartamento e moltissimi anche di altre delegazioni. Tanto che al presidio medico avevano quasi finito le scorte di medicine". Così Matteo Tagliariol, uno dei campioni della scherma azzurra racconta quanto accaduto lo scorso ottobre e il possibile contatto col coronavirus già allora. "Ho avuto febbre e tosse per 3 settimane - dice lo spadista azzurro -e gli antibiotici non hanno fatto niente; poi è toccato a mio figlio e alla mia compagna. Non sono un medico, ma i sintomi sembrano quelli del covid-19". A rilanciare i sospetti, già circolati nelle settimane scorse, sono state le ultime dichiarazioni della pentatleta francese Elodie Clouvel che, intervistata dall’emittente televisiva Loire7 per discutere del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo, ha spiegato di non temere una possibile contaminazione da Covid-19: "Penso che con Valentin (Belaud, altro pentatleta) abbiamo già avuto il coronavirus perché eravamo a Wuhan per i Giochi Militari. Ci siamo ammalati, lui ha saltato tre giorni di allenamenti, io ho avuto problemi mai avuti prima. E quando abbiamo parlato con un medico militare, ci ha detto: penso che l’abbiate già avuto perché gran parte della delegazione si è ammalata".





Messe con i fedeli dal 18 di maggio. Celebrazioni in sicurezza

 

È stato firmato a Palazzo Chigi il Protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni con fedeli. Il Protocollo - firmato dal Presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese - entrerà in vigore da lunedì 18 maggio. "E’ frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la Cei, dove ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità", ha evidenziato il card. Bassetti. "Le misure di sicurezza previste nel testo - ha sottolineato il premier Conte - esprimono i contenuti e le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo avvenga nella maniera più sicura. Ringrazio la Cei per il sostegno morale e materiale che sta dando all’intera collettività nazionale in questo momento difficile per il Paese". "Il lavoro fatto insieme - ha concluso il ministro Lamorgese - ha dato un ottimo risultato".





Lavoro, Banca d’Italia vede rischi per il Sud

 

Nei prossimi mesi si rischia un forte calo dell’occupazione al Sud. A lanciare l’allarme è la Banca d’Italia che ha diffuso lo studio “La crisi Covid e il mercato del lavoro: alcune conferme, alcune specificità regionali, alcune ipotesi”.

Nell’analisi, la Banca d’Italia avverte: “ci sembra ragionevole ritenere che nelle regioni del Mezzogiorno potrebbero manifestarsi significativi cali dell’occupazione, soprattutto nei prossimi mesi”.

L’incidenza di contratti temporanei stagionali è, infatti, elevata nelle regioni meridionali, soprattutto nel periodo estivo (intorno al 10 per cento in Campania e Sicilia, il 22 per cento in Sardegna). Se a questo si aggiunge il fatto che nel Mezzogiorno il peso delle attivazioni temporanee complessive supera il 70 per cento in tutte le regioni, mentre al Nord si attesta intorno al 50 per cento, è ragionevole pensare che, al Sud, potrebbero “manifestarsi significativi cali dell’occupazione”, a partire dai prossimi mesi.





Nel Lazio 39 nuovi casi, trend del Coronavirus allo 0,5%

 

“Oggi (giovedì 7 maggio ndr) registriamo un dato di 39 casi positivi nelle ultime 24h, un trend al 0,5% e un balzo in avanti dei guariti che sono 119 il triplo dei nuovi casi nelle ultime 24h”. Così l’assessore regionale del Lazio alla sanità Alessio D’Amato, al termine della videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù. “Proseguono i controlli sulle RSA e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 678 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio. Conclusa l’indagine epidemiologica delle unità mobili USCA-R presso la Fondazione IRCCS Santa Lucia, sono stati eseguiti oltre 500 tamponi, il cluster è chiuso. E’ stata emessa una disposizione straordinaria per la sanificazione degli impianti di condizionamento in tutte le strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali” ha spiegato. “Il Lazio punta sui test sierologici e da lunedì al via 300 mila per capire la circolazione del virus. Trend stabilmente in discesa nelle province dove complessivamente si registra 1 solo caso a Latina nelle ultime 24h e zero decessi. Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 5, mentre continuano a crescere i guariti che sono arrivati a 2.143 totali e i tamponi totali eseguiti sono stati oltre 165 mila” ha concluso l’Assessore D’Amato.





Ancora in calo i contagiati da Covid-19, le vittime vicino a quota 30mila. In 24 ore 274 decessi

 

Sono 89.624 i malati di coronavirus in Italia,  nella giornata di giovedì, in calo rispetto a mercoledì di 1.904, quando la diminuzione era stata di 6.939. Il dato è stato fornito dalla Protezione civile. Continuano invece ad aumentare le vittime, salite a 29.958. Ma andiamo a vedere nel dettaglio il bollettino diffuso dalla Protezione Civile.  “Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 7 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 215.858, con un incremento rispetto a ieri di 1.401 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 89.624, con una decrescita di 1.904 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 1.311 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 22 pazienti rispetto a ieri. 15.174 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 595 pazienti rispetto a ieri. 73.139 persone, pari al 82% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 274 e portano il totale a 29.958. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 96.276, con un incremento di 3.031 persone rispetto a ieri. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 32.015 in Lombardia, 14.469 in Piemonte, 8.011 in Emilia-Romagna, 6.534 in Veneto, 4.716 in Toscana, 3.248 in Liguria, 4.348 nel Lazio, 3.247 nelle Marche, 2.800 in Puglia, 2.139 in Campania, 2.127 in Sicilia, 1.770 in Abruzzo, 910 nella Provincia autonoma di Trento, 927 in Friuli Venezia Giulia, 633 in Calabria, 583 in Sardegna, 551 nella Provincia autonoma di Bolzano, 170 in Molise, 155 in Basilicata*, 141 in Umbria e 130 in Valle d’Aosta. *La Regione Basilicata informa che, a seguito di ulteriori verifiche, ha ridotto di 16 unità il numero dei casi totali.