Ville e parchi della Capitale, continuano le operazioni di taglio e sfalcio della vegetazione

Ville e parchi, continuano le operazioni di taglio e sfalcio della vegetazione

 

 

L’Assessorato alle Politiche del Verde e il Dipartimento Ambiente stanno lavorando senza sosta agli sfalci di parchi e ville in tutti i Municipi anche con il supporto delle ditte, bloccate durante i due mesi di emergenza sanitaria a causa del Covid-19 che hanno rallentato anche il nostro Servizio Giardini. Per tutelare la salute degli operatori dipartimentali sono stati organizzati turni su orari diversi a personale ridotto, garantendo le distanze anche nell’uso degli automezzi.

 

Nella giornata di giovedì 7, terminato lo sfalcio del Gianicolo, il Servizio Giardini ha iniziato il Parco del Colle Oppio. Prossimo giardino in programma Castel Sant’Angelo (Municipio I).

Giardinieri al lavoro anche nel Municipio II dove stanno completando gli sfalci al Villaggio Olimpico, a Villa Ada, seconda villa storica più grande di Roma con 180 ettari, a Villa Chigi, 5 ettari, e al Parco Rabin.

 

A Villa Borghese, 80 ettari di estensione, è terminata la rasatura del Pincio e sono state completate le aree comprese tra porta Pinciana e Galleria Borghese e tra la Casina dell’Orologio e la casina di Raffaello.

 

Sfalci anche nell’area verde di via Baseggio, in via Gino Cervi (Municipio III), a Parco Meda, nel giardino di via Pescosolido, al Parco del Serpente (Municipio IV) e a Villa Gordiani, lato Olevano Romano (Municipio V).

Work in progress nei parchi Sinisgalli e Gastinelli a Ponte di Nona (Municipio VI), 15 ettari in tutto.

 

Anche a Villa Pamphilj, la più grande villa cittadina (Municipio XII), trattori e taglia erba non si sono mai fermati: sfalciate le due aree aree cani ed ampie porzioni della villa che conta 164 ettari di verde.

 

Taglio dell’erba effettuato anche a Parco degli Acquedotti, Parco Foti (Municipio VII), Parco Scott, Parco della Solidarietà e Giardini della Basilica di San Paolo (Municipio VIII), Parco Giuliano in via di Vigna Murata, Parco Acqua Acetosa Ostiense Laurentino (Municipio IX), Villa Bonelli, area verde di via Frattini (Municipio XI), Villa Flora, Giardino di via Vanni (Municipio XII), Parco Melvin Jones, area verde di via Commendone (Municipio XIII), Parco del Pineto, Parco delle Rose (Municipio XIV), Parco di Villa Livia, e Parco della Pace (Municipio XV).





Buoni spesa e pacchi con generi alimentari, continua la solidarietà di Roma Capitale

Continua la distribuzione dei Buoni Spesa e dei pacchi di generi alimentari per sostenere singoli e famiglie che hanno bisogno in tutta la città. Le erogazioni in corso dei Buoni Spesa hanno già raggiunto la quota del 95% circa dei beneficiari.


Sono infatti circa 66 mila i singoli e le famiglie per i quali i Buoni Spesa sono già erogati, per un totale di oltre 200 mila persone e un valore di oltre 21 milioni di euro, tra buoni elettronici inviati sulla app per smartphone e buoni cartacei, in consegna grazie alla Polizia Locale di Roma Capitale e Poste Italiane. Il totale delle domande valide e accolte, stimato dal Dipartimento alle Politiche Sociali, si assesta a circa 70 mila.


I Buoni Spesa a Roma hanno raggiunto singoli e famiglie residenti ma anche non residenti, che si sono trovati nella capitale al momento del lockdown tra cui persone richiedenti asilo.


Delle circa 160 mila domande presentate e lavorate, da Municipi e Dipartimento Politiche Sociali, hanno passato la prima verifica dei requisiti per accedere al contributo quasi 98 mila. Il Dipartimento ha poi condotto ulteriori verifiche trovando un totale di circa 28 mila domande da escludere, tra cui quelle presentate identiche in più Municipi. Il totale delle domande valide e accolte è dunque di circa 70 mila. L’erogazione rimasta da validare interessa ad oggi un gruppo finale di circa 4 mila domande, che si prevede si concluderà nella giornata di lunedì prossimo.


La priorità nell’erogazione è stata data a singoli e famiglie totalmente privi di entrate o contributi economici pubblici, che quindi oggi si trovano in una condizione di maggiore criticità. Gli uffici hanno parallelamente selezionato anche le domande fatte da chi già percepisce un contributo economico, classificandole in base alla maggiore o minore consistenza del contributo stesso, nella prospettiva di procedere ad un’erogazione in seconda battuta in base alla disponibilità dei fondi, che tuttavia allo stato attuale gli uffici capitolini possono certificare essere stati tutti impiegati per coprire l’erogazione dei Buoni Spesa a chi non ha altre fonti di reddito o contributo.





Servizio sharing di monopattini elettrici, disco verde di Roma Capitale

 

Roma apre il mercato agli operatori di sharing di monopattini elettrici. A pochi giorni dalla pubblicazione del bando sono pervenute le prime manifestazioni d’interesse per l’avvio del servizio di sharing a flusso libero. Tutti gli operatori interessati dovranno rispettare standard minimi, come il limite di mezzi e le aree di attività, e regole sulla circolazione e la sosta simili a quelle già previste per le biciclette.  Il progetto prevede una fase sperimentale di due anni. Gli operatori del servizio saranno tenuti inoltre a comunicare i dati in tempo reale a Roma Capitale.  Il servizio sarà erogato nel rispetto degli standard minimi previsti dalle linee guida per lo sharing di monopattini elettrici, approvate dalla Giunta capitolina la scorsa settimana.  “Abbiamo aperto il mercato agli operatori interessati a investire nel settore e allo stesso tempo incentiviamo forme di mobilità integrata e sostenibile. Tutti gli operatori dovranno rispettare requisiti minimi, come il limite di mezzi, le regole sulla circolazione e la comunicazione dei dati di servizio in tempo reale per un monitoraggio costante dei mezzi”, dichiara la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Per ciascun operatore la flotta dovrà essere composta da un minimo di 750 a un massimo di 1.000 mezzi. Su tutto il territorio capitolino sarà consentito un numero massimo di 16.000 monopattini. Ciascun mezzo dovrà essere localizzato in tempo reale e gli operatori dovranno garantire anche la copertura assicurativa per l’uso dei dispositivi. “Con questa manifestazione d’interesse abbiamo promosso un nuovo modello di sharing. Di fatto Roma si candida a capofila nell’offerta di questo servizio. Abbiamo avviato anche il primo piano straordinario per realizzare nuove piste ciclabili transitorie, dove potranno circolare anche i monopattini. I primi cantieri sono già partiti giovedì in zona Eur”, spiega l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese. “Roma si conferma città in prima linea e aperta agli operatori di sharing, anche per i monopattini. Un servizio in più per supportare il trasporto pubblico tradizionale e ridurre il traffico privato”, aggiunge il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno.




Regione Lazio: "Non c’è alcuna ordinanza su ripresa set cinematografici"

 

“Nessuna ordinanza sulla ripresa dei set cinematografici”: lo rende noto la Regione Lazio rispondendo al senatore di FI Maurizio Gasparri. “La dichiarazione del senatore Gasparri per quanto riguarda il Lazio e la presunta apertura di set cinematografici è totalmente priva di fondamento. La Regione Lazio non ha emesso nessuna ordinanza per la ripresa di quelle attività, che solo il Dpcm del governo aveva menzionato circa la riapertura in tutta Italia”, sottolinea la regione in una nota, aggiungendo: “La Regione Lazio dunque sta utilizzando questo tempo per lavorare di concerto con le associazioni di categoria alla definizione dei protocolli di sicurezza utili a quando sarà possibile riaprire”.





Zingaretti: "C’è un piano per riattivare l’assistenza ai disabili"

 

La Regione Lazio ha adottato il Piano Territoriale per la riattivazione delle attività socio-assistenziali erogate all’interno o da parte di centri diurni e di strutture semiresidenziali per persone con disabilità. Le linee guida sono indirizzate al Comune di Roma Capitale, ai distretti sociosanitari del Lazio e agli enti locali nonché ai gestori affinché la ripresa graduale avvenga nel rispetto della tutela degli utenti e dei lavoratori, come previsto dal Dpcm del 26 Aprile. “Abbiamo approvato questo provvedimento per permettere alle tantissime associazioni che nel Lazio si occupano di persone con disabilità di poter riprendere le attività al più presto possibile. Ovviamente la riattivazione – ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – è subordinata alla comunicazione da parte del soggetto gestore al Comune e a nulla osta della Asl di riferimento. Un documento fondamentale per attestare che le strutture rispettino tutte le misure previste in materia di sicurezza e igiene, a tutela degli utenti, delle loro famiglie e degli operatori che lavorano in questo settore. Questi centri rappresentano un punto di riferimento importantissimo per le nostre comunità, e vogliamo che in questa Fase 2 possano tornare a svolgere il loro ruolo”.

 





Covid, a Roma un milione di controlli della Polizia capitolina da 8 marzo: 3200 illeciti

 

Sono circa un milione i controlli svolti dalla polizia locale di Roma Capitale a partire dai primi provvedimenti dell’8 marzo per il contenimento del contagio da covid-19. Sono 3200 gli illeciti rilevati finora a seguito delle verifiche eseguite su spostamenti di persone e mezzi, attività commerciali e all’interno dei parchi. Solo ieri sono stati oltre 12.000 gli accertamenti effettuati dalle pattuglie, che sono state impegnate fino a tarda notte nell’attività di vigilanza: posti di controllo sulle principali strade capitoline con attenzione particolare lungo le arterie in direzione del litorale, verifiche all’interno di parchi e ville storiche e presso gli esercizi commerciali per evitare assembramenti e situazioni che potevano mettere a rischio la salute pubblica. 

Poco più di una trentina i comportamenti illeciti sanzionati, la maggior parte per spostamenti senza valido motivo, soprattutto sulle strade in direzione mare come via Cristoforo Colombo e via Aurelia, mentre un paio di persone sono state fermate e sanzionate ad Ostia perché sorprese a passeggiare in spiaggia. 

I controlli sono tuttora in corso e già 5500 le verifiche eseguite nella mattinata odierna, con poche irregolarità riscontrate nella zona nord della Capitale. E – sottolinea la municipale – “la vigilanza proseguirà nelle prossime ore, sempre con il fine di tutelare la salute della collettività”.





Astore (Pd): "Intollerabili ritardi per la Cigd"

 

 “Intollerabile. Cassa integrazione pagata a 1 su 10. La regione Lazio è stata costretta ad inviare una durissima lettera all’Inps. È intollerabile che per 135mila lavoratori senza più soldi, la CIG non sia ancora stata pagata”. Così su Facebook il segretario del Pd Lazio, Bruno Astorre. “Durante questa emergenza sanitaria, la burocrazia sta vanificando gli stanziamenti del governo. I soldi devono arrivare subito, nelle tasche di chi non sa come fare la spesa. Basta ritardi ed inefficenze” scrive.





Tenta di abusare di una donna 60enne: 33enne finisce in manette

 

Tenta di aggredire e abusare di una donna 60enne di origini sudcoreane: arrestato a Roma, nel quartiere Esquilino, dalla polizia 33enne di origine etiope per violenza sessuale. 

Gli agenti dei commissariati Esquilino e Castro Pretorio hanno soccorso la donna in via Leopardi, ancora in stato di shock dopo l’aggressione subita. Erano quasi le 8.00 del mattino di ieri quando la vittima, una 60enne di origini sudcoreane, appena uscita dalla propria abitazione si stava incamminando verso il Colosseo per svolgere la sua consueta attività motoria, quando è stata aggredita e spintonata alle spalle. La donna caduta rovinosamente per terra a faccia in giù è stata bloccata dall’aggressore, che si è gettato su di lei cercando di strapparle i pantaloni senza riuscirci. Nonostante l’assalitore le abbia bloccato la bocca con le mani, la 60enne con le sue urla ha attirato l’attenzione di due passanti che sono riusciti a mettere in fuga il 33enne. La donna, sotto shock è stata accompagnata in “codice rosa” al vicino ospedale di zona: è 4 giorni di prognosi per ferite ed escoriazioni alle ginocchia e alla bocca. 

Le descrizioni dell’aggressore, ottenute dai testimoni e dalla stessa vittima, hanno permesso ai poliziotti, immediatamente intervenuti, di rintracciare e arrestare l’uomo. Il 33enne, con precedenti specifici di polizia, è stato arrestato e portato nel carcere di Regina Coeli.

 





Poliziotto aggredito a coltellate, interviene un collega che spara ferisce l’aggressore ed evita il peggio

 

Panico domenica sera alle 23.30 in un appartamento in zona Fidene, a Roma, dove nel corso di un’operazione un agente di polizia e’ stato aggredito con un coltello. Per questo un suo collega, intervenuto sul posto, ha esploso un colpo di pistola alla spalla dell’aggressore ferendolo e salvando il poliziotto.
Gli agenti del Reparto Volanti e i colleghi del commissariato Fidene erano giunti in via Valsavio, in ausilio dei Vigili del fuoco, per un incendio. Arrivati nell’appartamento un 60enne – che si e’ scoperto aver appiccato il rogo volontariamente – si e’ scagliato contro di loro con un coltello tentando di colpire un poliziotto. A quel punto un collega ha esploso un colpo ferendo il 60enne alla spalla.
L’uomo, dopo essere stato bloccato, e’ stato trasportato all’ospedale Pertini in codice giallo. Il 60enne sara’ arrestato per tentato omicidio.





Carico di marijuana intercettato nel Porto di Civitavecchia

 

 

 

Oltre 143 chilogrammi di marijuana, trasportati su un autoarticolato proveniente da Barcellona e sbarcato al porto di Civitavecchia, sono stati scoperti dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, con la collaborazione del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. 

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Civitavecchia e i Funzionari doganali si sono insospettiti alla vista di un carico di merci alla rinfusa e relativa alla documentazione di accompagnamento, recante indicazioni sommarie, chiedendo l’intervento dell’unità cinofila antidroga di stanza al porto. 

Con il suo infallibile fiuto, il cane “Denim” non ha impiegato molto tempo per individuare la droga, suddivisa in 133 buste di cellophane stoccate all’interno di alcuni bancali. La partita di stupefacente intercettata, se avesse raggiunto le piazze di spaccio, avrebbe fruttato oltre 1,5 milioni di euro. 

L’autista dell’autoarticolato, un quarantenne di nazionalità greca, è stato arrestato e tradotto presso il carcere “Borgata Aurelia” su disposizione della Procura della Repubblica di Civitavecchia. 

L’attività si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti predisposto dal Comando Provinciale di Roma negli scali portuali e aeroportuali.





Silvia Romano, esposto del Codacons alla Procura di Roma

 

Sul caso di Silvia Romano e del presunto riscatto pagato per la sua liberazione interviene oggi il Codacons, presentando un esposto alla Corte dei Conti e costituendosi parte offesa in rappresentanza della collettivita’ nella indagine aperta dalla Procura di Roma. “La vicenda – spiega l’associazione – presenta molte, troppe zone d’ombra su cui e’ necessario fare chiarezza. Ovviamente salvare i nostri connazionali e’ un obbligo per lo Stato Italiano, e siamo tutti lieti per la liberazione di Silvia Romano, ma il pagamento di un riscatto in favore dei rapitori potrebbe rappresentare un reato non solo penale ma anche contabile”.

Secondo il Codacons “dalle prime dichiarazioni della cooperante sembrerebbe non sussistere la condizione che il codice penale richiede, ossia reale minaccia di morte imminente. Va accertato poi se la stessa potesse muoversi liberamente nei luoghi dove veniva portata senza che i servizi, pur informati, abbiano mai tentato come fatto altre volte di liberarla, se inoltre la Romano abbia liberamente scelto di abbracciare la religione dei suoi rapitori convertendosi all’Islam, e se vi fossero i requisiti per il pagamento di un riscatto”. In tal senso, il Codacons “chiede agli inquirenti di interrogare tutti gli agenti dei servizi che hanno trattato coi rapitori. In tale contesto, se confermato, il versamento di denaro in favore dei rapitori rappresenta comunque una pesante sconfitta per lo Stato Italiano, e possibili reati sia penali, che contabili, sui quali ora dovra’ fare chiarezza la Corte dei Conti, attraverso un esposto che sara’ presentato oggi stesso dal Codacons“.




Coronavirus, i numeri dello Spallanzani: 80 casi, al via test sieroprevalenza

 

Sono 130 i pazienti ricoverati allo Spallanzani di Roma: fra questi 80 sono positivi al Sars-Cov-2 e 50 sotto indagine. Lo riferisce il bollettino medico dell’istituto che spiega che 11 pazienti hanno bisogno di un supporto respiratorio. A questa mattina i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o in strutture territoriali sono 418. Lo Spallanzani fa poi sapere che è iniziato oggi il progetto regionale di sieroprevalenza presso il Comando generale della Guardia di Finanza.

 





Ordinanza della Sindaca Raggi che disciplima le aperture delle attività commerciali incluse nella Fase Due

 

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza che, dal 18 maggio al 21 giugno 2020, disciplina gli orari di apertura delle attività commerciali, artigianali e produttive, incluse nella “Fase 2” definita dal Governo per la progressiva ripresa dell’economia nazionale. 

L’obiettivo – spiega la Sindaca Virginia Raggi – è quello di favorire la ripartenza del tessuto produttivo garantendo contemporaneamente la sicurezza collettiva. Abbiamo quindi messo a punto tre fasce orarie diversificate per tipologia d’esercizio, dal lunedì al sabato, in modo da diluire la distribuzione dei flussi di persone sul territorio nel corso delle giornate. Bisogna  consentire il raggiungimento dei luoghi di lavoro e l’accesso alle attività evitando quanto più possibile gli assembramenti di persone”. 

La gestione degli spostamenti risponde anche all’ordinanza regionale del 30 aprile 2020 che impone un carico massimo di passeggeri sui mezzi pubblici, non superiore al 50% della capacità di trasporto. 

I tre scaglioni – cui fare riferimento dal lunedì al sabato – sono così ripartiti in conformità alle riaperture previste dalle disposizioni legislative:

 

-  Fascia 1 (F1): ricomprende gli esercizi di vicinato del settore alimentare, i laboratori alimentari, le medie e grandi strutture di vendita del settore alimentare, i panificatori. Prevede due sotto-fasce opzionali: F1A (apertura entro le 8.00 – chiusura entro le 15.00), F1B (apertura entro le chiusura entro le 8.00 – chiusura dopo le 19.00 ed entro le 21.30).

 

-  Fascia 2 (F2): ricomprende i laboratori non alimentari e il noleggio di veicoli senza conducente. Le aperture sono da effettuarsi nell’intervallo 9.30 – 10.00, le chiusure tra le 18.00 e le 19.00.

 

-  Fascia 3 (F3): ricomprende gli esercizi di vicinato e le medie e grandi strutture di vendita del settore non alimentare (ad esclusione dei Centri Commerciali), gli acconciatori e gli estetisti, i Phone Center – Internet Point. Apertura dalle ore 11.00 alle ore 11.30, chiusura dopo le ore 19.00 ed entro le ore 21.30.

 

Quanto alle aperture domenicali, per tutti gli esercizi l’orario consentito va dalle 8.30 alle 15.00.

 

Abbiamo individuato le fasce e raggruppato le attività in funzione del numero di addetti ai lavori, determinante per assicurare il distanziamento sociale sui mezzi di trasporto. Grazie anche ai contributi delle Associazioni di Categoria e dei Sindacati, monitoriamo questo primo mese, poi analizzeremo, in un tavolo dedicato con le parti, l’evoluzione della situazione per delineare i successivi provvedimenti. L’accoglimento della proposta sindacale sulla chiusura pomeridiana domenicale è anche funzionale alla sanificazione dei locali, pur mantenendo la necessaria redditività d’impresa”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.

Agli esercenti che svolgono attività mista (settore alimentare e non) è data facoltà di scelta della fascia oraria di apertura, mentre per tutti vale l’obbligo di esposizione degli orari di apertura e chiusura in riferimento alla propria tipologia di attività, e della fascia oraria di appartenenza.





Al centro sud arriva l’Estate, ancora piogge al nord

Settimana con maltempo al Nord, mentre scoppia l’estate al Sud

 

 

Nei prossimi sette giorni il nostro Paese vivrà due situazioni meteorologiche completamente opposte.

Se al Nord un susseguirsi di fronti perturbati manterrà un tempo spesso instabile e temporalesco, al Sud e al Centro l’anticiclone africano porterà la prima vera ondata di caldo con temperature fino a 38°C. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che da oggi e almeno fino a mercoledì 13 le regioni settentrionali e parte della Toscana saranno alla prese con un tempo spiccatamente instabile. Rovesci e temporali potranno interessare gran parte dei settori, ma soprattutto il Nordovest e le zone della Pianura Padana a Nord del Po. Sul resto d’Italia l’anticiclone africano comincerà a pompare aria via via più calda, trasportata dallo Scirocco.

Le temperature subiranno un importante incremento al Centro-Sud con valori massimi fino a 30-31° a Firenze e a Roma (mercoledì e giovedì), ma oltre i 35°C su Puglia, Calabria e Sicilia. Al Nord, complice il tempo più capriccioso i valori a stento supereranno i 20°C, andranno invece oltre questa soglia dove ci sarà più sole.

Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che il caldo estivo al Centro-Sud proseguirà almeno fino al weekend. Al Nord le temperature, complici un maggior soleggiamento sulla Pianura Padana a partire da giovedì (temporali pomeridiani sulle Alpi), saliranno oltre i 22-23°C con punte di 26-27°C sul Veneto, in Emilia e sulla Lombardia orientale (come a Mantova).





Rapina al portavalori ad Aversa, Consap chiede più controllo del territorio e indennità maggiorate ai poliziotti

 

Potenziare il controllo del territorio e aumentare l’indennità esterna, lo chiede il Segretario generale nazionale della Consap Cesario Bortone dopo la tragica rapina a mano armata di stamattina ad Aversa, nella quale e stato colpito dai colpi di Ak47 un collega libero dal servizio intervenuto per difendere l’autista del portavalori.

“Ci chiediamo se l’aumento dei reati predatori già paventato da una circolare del Capo della Polizia sia stato adeguatamente ponderato anche in tema di risorse ed incentivi - sostiene la Consap – evidentemente no, visto che in pochi giorni registriamo un morto ed un ferito gravissimo fra i nostri colleghi uno dei quali quello di stamattina era un nostro dirigente sindacale di Napoli.

Ora che è chiaro a tutti – prosegue Bortone- che la criminalità è decisamente agguerrita e spietata, bisogna correre ai ripari, potenziando da subito le risorse per il controllori del territorio sia in termini di risorse umane che di stanziamento economico, a questo proposito mi chiedo come possa il Governo continuare a “ mandarci al macello” con una indennità di servizio esterno di miserrimi quattro euro a turno, un importo che lo stesso Capo della Polizia ha definito immorale.

In queste ore difficili esprimiamo forte vicinanza al poliziotto, nostro dirigente sindacale e mio personale amico ora in prognosi riservata – conclude Bortone – e alla guardia giurata vittime di questa rapina e rinnoviamo l’invito a metterci nelle condizioni di poter affrontare con rinnovata motivazione quella che temiamo possa essere solo l’inizio di un’escalation di lacrime e sangue.





La Germania costretta a rifare i conti con Covid, i contagi tornano a crescere

 

I 357 nuovi casi confermati di coronavirus in Germania nelle ultime 24 ore portano a 169.575 il totale delle infezioni dall’inizio dell’emergenza. Lo ha comunicato l’Istituto Robert Koch (Rki), l’agenzia governativa tedesca per il controllo e la prevenzione delle malattie. Rispetto a ieri, sempre secondo l’Rki, si contano 22 decessi di persone che avevano contratto il virus. I morti complessivi sono 7.417. Gli ultimi dati dimostrano un’inversione di tendenza rispetto ai giorni scorsi quando era stata registrata una ripresa delle infezioni con l’indice di contagio R0 salito a 1.10, il che significa che ogni persona può contagiarne in media più di un’altra. I dati odierni, secondo la stampa internazionale, potrebbero essere dovuti a ritardi nelle comunicazioni: già nelle scorse settimane dopo il weekend c’era stato un calo del numero dei morti e dei contagi. Sarà necessario in ogni caso aspettare i prossimi giorni per avere la conferma della tendenza.





In Cina torna l’incubo Covid-19: 17 nuovi casi (5 a Wuhan)

 

 

Le autorità sanitarie cinesi hanno confermato ieri 17 nuovi casi di contagio del coronavirus in Cina, sette dei quali importati dall’estero. Cinque infezioni hanno avuto luogo a Wuhan, città in cui ha avuto inizio la pandemia a fine 2019.

In totale, il coronavirus ha provocato 4.633 morti in Cina ed ha infettato almeno 82.918 persone.





Salvini: “Avrei fatto un Decreto per riportare in carcere chi è uscito”

 

"Io se fossi stato al governo avrei fatto un decreto di due righe in cui c’è scritto che domani tutti coloro che sono usciti in queste settimane vengono riportati in carcere". Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, commentando a ’Mezz’ora in più’ su Raitre il provvedimento approvato ieri dal governo per limitare gli effetti della concessione degli arresti domiciliari, dovuti all’emergenza sanitaria, agli esponenti della malavita organizzata. "Noi abbiamo presentato una mozione di sfiducia. Ci sono state rivolte in carcere, detenuti morti, poliziotti feriti, carceri incendiate e oltre 400 mafiosi in libertà, usciti di galera. Peggio di così cosa deve fare un ministro della Giustizia" ha sottolineato Salvini, confermando che il decreto approvato ieri notte dal Consiglio dei ministri non fa venire meno l’iter della mozione di sfiducia presentata dal centrodestra per chiedere le dimissioni del ministro della Giustizia.





Locatelli (CSS): “Gli italiani sono responsabili”

 

Ho visto molti più atteggiamenti consapevoli che irresponsabili. Ieri tornando a casa dall’ ospedale ho visto tante persone con la mascherina e pochissime senza. Fuori dai negozi c’ erano code ordinate, dove si rispettava la distanza di un metro. Stiamo avendo una dimostrazione di maturità dal popolo italiano, non è banale”.

In un’intervista a “Repubblica”, il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, spiega che mascherine e distanziamento sono già entrati nelle nostre abitudini.

“Sì, ormai sono un riflesso condizionato. Chi esce di casa senza mascherina se ne rende conto subito.

Abbiamo imparato la lezione soprattutto perché ha comportato un carico di dolore per tutti noi. Anche chi non è stato toccato personalmente dalla tragedia di una perdita, ha visto le immagini e letto le storie. Questo ha fatto aumentare la sensibilità al rispetto oltre che di sé stessi anche e degli altri. E ora queste misure non farmacologiche di prevenzione sono imprescindibili”.

“I mesi freddi non aiutano con i virus respiratori, e poi ci sarà anche il fattore confondente dell’ influenza – sottolinea Locatelli – Per questo è possibile che ci sia questa seconda ondata. Ma potrebbe anche essere di dimensioni assai più modeste perché la affronteremo con mascherine e distanziamento, armi che non avevamo all’ inizio dell’ epidemia di febbraio. Dobbiamo essere responsabili e molto dipende anche dai ritorni che avremo rispetto a politiche di riapertura di determinate attività produttive”.





Gli agriturismi di Confagricoltura pronti alla riapertura: "Ripartiamo da borghi e campagne"

 

Ripartiamo dalla campagna e dai borghi, noi siamo pronti. A dirlo è Agriturist, l’associazione che riunisce gli agriturismi di Confagricoltura. 

“Ci avviciniamo ad un’estate da trascorrere preferibilmente nel nostro Paese, senza affollamenti e con meno stress: una vacanza diversa, on the road sulle strade poco battute, alla riscoperta dell’Italia dei borghi e delle campagne italiane, che contribuiranno a creare nuove esperienze e nuovi ricordi – ha spiegato Augusto Congionti, presidente di Agriturist – L’agriturismo può e deve giocare un ruolo chiave nell’estate della fase 2. Muta radicalmente il concetto di turismo, che va ripensato e riorganizzato secondo le nuove esigenze del distanziamento sociale e della vacanza di prossimità. Termini certamente non affascinanti, che detteranno però le regole da osservare per il prossimo futuro”. 

“Le nostre aziende hanno tutte una caratteristica unica, coniugata in base alle diverse zone del nostra splendida Italia – ha proseguito Congionti – In montagna, come al mare o in collina ci sono sempre contatto diretto con la natura, spazi ampi, sistemazioni indipendenti, appartamenti, lontananza dalla folla, dal chiasso, all’insegna del benessere e del buon cibo genuino e locale. Una vacanza che calza a pennello con le nuove esigenze per uscire dall’emergenza Covid-19”. 

Ma molte sono le preoccupazioni degli imprenditori agrituristici, a partire dalla mancanza di liquidità e dai tributi da pagare. Numerose sono state le disdette e gli annullamenti a causa del lockdown, che ha totalmente azzerato i fatturati. Una perdita secca, tra ospitalità, ristorazione e fattorie didattiche che supera i 900mila euro. “Ma come agricoltori – ha precisato Congionti – non ci siamo mai fermati e laddove è stato possibile abbiamo continuato a lavorare consegnando pasti e prodotti a domicilio”. 

Gli imprenditori agrituristici contano i danni, ma soprattutto guardano al futuro e chiedono di riprendere l’attività al più presto, con lo stesso trattamento che è stato riservato alle strutture alberghiere. “La materia agrituristica è demandata alle Regioni – osserva Congionti – ma in questo momento è necessario un coordinamento dell’azione politica, con regole semplici, immediate, meno gravose sul fronte burocratico, che permettano a tutti gli operatori di ripartire, alla stessa velocità e con gli stessi tempi in ogni parte d’Italia”. “Per l’estate, in alcune località, ci sono pure timidi segnali che potrebbero concretizzarsi in presenze di stranieri – ha concluso il presidente di Agriturist – Siamo pronti a ricominciare e a farlo in piena sicurezza”.





Franceschini: “Così le famiglie potranno andare in ferie”

 

“Saranno vacanze diverse. Stiamo lavorando perchè siano possibili al mare, in montagna, nelle città d’ arte, nei borghi, ovunque. Ma avremo dei limiti con cui convivere, dal distanziamento alle mascherine, alla prudenza in generale. Sarà l’ anno delle “vacanze italiane” perché il turismo internazionale, extraeuropeo, difficilmente potrà ripartire. E gli italiani che sarebbero andati a fare vacanze lontane potranno riscoprire le infinite bellezze che hanno vicino a casa. Quelle che tutto il mondo ammira”. A spiegarlo è il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, in un’intervista al Corriere della Sera.

“Ci saranno risorse per l’ adeguamento, la sanificazione e anche per la promozione turistica. Abbiamo anche previsto un Fondo strategico turismo con Cassa Depositi e Prestiti per acquisto e ristrutturazione di alberghi e imprese turistiche. Ma la misura che aiuterà famiglie e imprese è il tax credit vacanze, un bonus da spendere entro il 2020 in alberghi e strutture ricettive per persone sotto un reddito Isee di 40 o 50 mila euro, stiamo definendo” spiega Franceschini.

“Parliamo di 150 euro per un single e di una somma fino a 500 euro per coppie con figli. Aiuterà le famiglie e porterà nel comparto turismo oltre 2 miliardi di euro diretti, perché questo costa la norma, oltre all’ indotto che creerà. Un intervento straordinario, tra i più importanti dell’ intera manovra” aggiunge il ministro.





Boccia: “Spero che con la differenziazione territoriale possano aprire tutti”

"Io spero che con la differenziazione territoriale, possano riaprire ovunque e poi sarà responsabilità delle singole Regioni avere il quadro dei dati a cui facevo riferimento prima. Se i contagi andranno giù, potranno riaprire anche altre cose. Se i contagi saliranno su, dovranno restringere. E sarà più facile per tutti responsabilità e doveri". Così Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali ad Agorà Rai Tre rispondendo alla domanda se il 18 maggio è possibile che in alcune regioni riaprano parrucchieri, bar e ristoranti. Intanto in Alto Adige sono aperti parrucchieri, bar e ristoranti,come previsto dalla legge provinciale approvata la scorsa settimana. I saloni stanno ricevendo i primi clienti con orario prolungato, in alcuni casi dalle 7 alle 21, per smaltire le lunghe liste d’attesa. Secondo le direttive provinciali, i parrucchieri indossano mascherine Ffp2, per i clienti basta una mascherina qualsiasi. Dopo un periodo di attività con asporto, riprendono il servizio ai tavoli anche ristoranti e bar, con una distanza minima di due metri fra un tavolo e l’altro. Anche qui obbligo di mascherina. La legge provinciale ha dato via libera anche ai musei, ma il lunedì è tradizionale giorno di chiusura. Accelerazione anche della Liguria: "Dal 18 maggio riapriamo tutto, spiagge comprese", ha annunciato intanto il governatore Giovanni Toti in un’intervista al Corriere della sera. "Ho sentito il ministro Francesco Boccia e credo che alla fine ci sarà il via libera - continua Toti - noi chiediamo due cose: che ci conceda di riaprire le attività dal 18 e che torni alle Regioni l’autonomia concessa dal Titolo V e che ci è stata sottratta dal Dpcm. Arrivati alla fase 2, il governo ha tolto il piede dal freno un attimo in ritardo". I ristoranti apriranno dal 18, spiega, "con i protocolli nazionali dell’Inail, che sono in ritardo. Altrimenti con le nostre regole. Daremo la concessione di suolo pubblico gratuito e più tavoli all’aperto". Dal 18 "diamo il via alla stagione balneare. Il comparto turistico dà lavoro a 100mila persone e se si viaggerà tra le Regioni potremmo salvare il 70% della stagione. Basterà la distanza sociale. Stiamo sperimentando un braccialetto volontario da mare: se ti avvicini a meno di un metro vibra. Una cosa giocosa. Chissà, magari diventa una moda. Per le spiagge libere decideremo con i Comuni: potrebbero esserci steward per la moral suasion. Sotto lo stesso ombrellone chi vive insieme". Per i trasporti "aumenteremo il numero dei treni. Ci saranno convenzioni per le bici. I taxi, in alcuni casi, potrebbero sostituire i bus, a prezzi calmierati".





Silvia Romano agli inquirenti: “Sempre libera ma sorvegliata. I rapitori mi hanno assicurato che non sarei stata uccisa”

 

 

"Sono serena e durante il sequestro sono stata trattata sempre bene". Inizia così il racconto del rapimento di Silvia Romano agli inquirenti, che l’hanno ascoltata subito dopo il suo arrivo in Italiadopo il rapimento 18 mesi fa in un villaggio del Kenya. "Mi hanno assicurato che non sarei stata uccisa, e così è stato. In questi mesi sono stata trasferita frequentemente e sempre in luoghi abitati e alla presenza degli stessi carcerieri". Quantro alla sua conversione all’Islam, Silvia ha raccontato che "è successo a metà prigionia, quando ho chiesto di poter leggere il Corano e sono stata accontentata" definendo la sua conversione all’Islam che ha definito "spontanea e non forzata. In questi mesi mi è stato messo a disposizione un Corano e grazie ai miei carcerieri ho imparato anche un pò di arabo. Loro mi hanno spiegato le loro ragioni e la loro cultura. Il mio processo di riconversione è stato lento in questi mesi. Non c’è stato alcun matrimonio né relazione - ha raccontato ancora - solo rispetto. Mi sono spostata con più di un carceriere in almeno quattro covi, che erano all’interno di appartamenti nei villaggi -ha ricordato Romano- Loro erano armati ed a volto coperto, ma sono sempre stata trattata bene ed ero libera di muovermi all’interno dei covi, che erano comunque sorvegliati.





Potente sisma alle porte di Roma (3.3), nessun danno ma tanta paura

 

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 5:03 nel nordest della provincia di Roma.     Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro a 5 km da Fonte Nuova e a 11 dalla Capitale.  Tanta la paura tra la popolazione, che ha avvertito chiaramente la scossa. Al momento però non risultano danni a persone o cose, secondo le verifiche fatte dai Vigili del fuoco. Paura anche nei comuni limitrofi a Fontenuova, epicentro del sisma. A Guidonia Montecelio, Tivoli, Monterotondo molte persone, svegliate anche dal boato che ha preceduto la scossa, sono scese in strada malgrado il temporale che si è scatenato subito dopo il terremoto.  “Alle sale operative dei vigili del fuoco non sono giunte richieste di soccorso né segnalazioni di danni” spiegano i Vigili del Fuoco. “La situazione ora è tranquilla”. Così a Buongiorno Regione Lazio il Sindaco di Fonte Nuova, Piero Presutti. Il primo cittadino ha spiegato che da un primo giro di ricognizione della protezione civile non si registra nessun danno. Presutti ha aggiunto che non ci sono state segnalazioni da parte dei cittadini “molti sono scesi in strada” e ha ricordato che molti abitanti del suo centro sono originari di Amatrice, dunque la scossa avvertita all’alba anche a Roma ha molto colpito la cittadinanza.





La preghiera di Papa Francesco per chi ha perso il lavoro

 

Nella Messa a Santa Marta, Papa Francesco pensa a quanti soffrono perché hanno perso il lavoro in questo periodo di emergenza dovuta al Covid-19.

“In questi giorni tanta gente ha perso il lavoro – sottolinea Papa Francesco – non sono stati riassunti, lavoravano in nero.

Preghiamo per questi fratelli e sorelle nostri che soffrono questa mancanza di lavoro”.





Quattro italiani su dieci solidali con chi è più debole. Indagine Coldiretti-Ixè

Quasi 4 italiani su 10 (39%) stanno partecipando a iniziative di solidarietà per aiutare chi ha più bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari, anche utilizzando le operazioni di aiuto messe in campo dagli agricoltori con la spesa sospesa. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixè sui 3,7 milioni di italiani in una situazione di indigenza alimentari per effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio e la conseguente perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale. Le situazioni di difficoltà sono diffuse in tutta Italia ma le maggiori criticità – sottolinea la Coldiretti – si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l’11% in Sicilia ma situazione diffuse di bisogno alimentare si rilevano anche nel Lazio (10%) e nella Lombardia (9%) dove più duramente ha colpito l’emergenza sanitaria. Una emergenza sociale senza precedente dal dopoguerra che coinvolge anche 700mila bambini di età inferiore ai 15 anni contro la quale – continua la Coldiretti - si è attivata la solidarietà sia per rafforzare gli interventi sul piano alimentare sia per garantire con una adeguata alimentazione una Pasqua dignitosa a chi soffre. In campo – continua la Coldiretti – sono scese molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, e si contano in Italia circa diecimila strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da quasi 200 istituzioni caritatevoli impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute che si occupa della distribuzione degli aiuti Fead erogati dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). L’emergenza e il nuovo clima di solidarietà sociale fra persone, anche sconosciute fra loro, ma accomunate dalla guerra di resistenza contro la pandemia hanno spinto gli italiani a muoversi in favore degli altri. Tra quelli che hanno partecipato ad iniziative di solidarietà più di un terzo (35%) lo ha fatto con donazioni via web, il 17% ha usato il telefono, mentre 1 italiano su 4 (24%) si è preoccupato di fare la spesa per anziani e disabili mentre una fetta altrettanto importante della popolazione pari al 24% si è dedicato ad acquisto di pacchi alimentari per i bisognosi o aderendo a iniziative di spesa sospesa come quella avviata da Coldiretti nei mercati di Campagna Amica in tutta Italia. Nei mercati degli agricoltori sono stati raccolti 450mila chili di cibo di qualità e a chilometri zero donati a decine di migliaia di famiglie e persone più bisognose direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica nell’ambito dell’iniziativa la “spesa sospesa” con consegne gratuite di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, olio e vino. Si tratta di un risultato – sottolinea la Coldiretti – ottenuto grazie alla generosità dei contadini e dei frequentatori e sostenitori delle fattorie e dei mercati di Campagna Amica che continuano dove possibile a lavorare, anche con consegne a domicilio, per non far mancare cibi di qualità sulle tavole degli italiani. L’iniziativa la spesa sospesa di Campagna Amica è sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso i cittadini che acquistano nei mercati e le fattorie di Campagna Amica o ricevono la spesa a domicilio possono decidere di donare prodotti alimentari alle famiglie più bisognose che potranno portare in tavola frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero che gli agricoltori di Campagna Amica, in accordo con i Comuni. Iniziative di aiuto anche con modalità diversificate sono diffuse lungo tutta la Penisola (www.campagnamica.it). Inoltre è possibile fare una donazione tramite bonifico IBAN: IT43V0200805364000030087695. e Campagna Amica provvederà con quei soldi ad acquistare presso i suoi agricoltori dei prodotti di qualità che saranno consegnati gratuitamente alle famiglie più bisognose.





Rapporto Save the Children: un genitore su sette ha perso il lavoro, gravi difficoltà per i minori

 

Come l’emergenza legata all’epidemia di coronavirus ha cambiato la nostra vita? Un rapporto di Save the children,  "Riscriviamo il Futuro. L’impatto del Coronavirus sulla povertà educativa" ha provato a dare alcune risposte.

"Quasi 1 genitore su 7" tra quelli in condizioni socio-economiche più fragili, pari al 14,8%, ha perso il lavoro per via dell’emergenza Covid-19, oltre la metà lo ha perso temporaneamente. "Circa 1 minore su 5" ha più difficoltà a fare i compiti rispetto al passato e, tra i bambini tra gli 8 e gli 11 anni, "quasi 1 su 10" non segue mai le lezioni a distanza o lo fa meno di una volta a settimana. 

Il rapporto include un sondaggio "L’infanzia in isolamento" ,realizzato dal 22 al 27 aprile on line, per Save the Children dall’istituto di ricerca 40 dB su un campione di oltre 1000 bambini e ragazzi tra gli 8 e i 17 anni e i loro genitori, che include un 39,9% del totale che si trova in condizioni precarie economicamente anche a causa della crisi dovuta al Coronavirus.

Emerge, inoltre, che più di 6 genitori su 10 stanno facendo i conti con una riduzione temporanea dello stipendio (compresi quanti sono in cassa integrazione o in congedo parentale) tanto che rispetto a prima del lockdown la percentuale di nuclei familiari in condizione di vulnerabilità socio-economica che beneficia di aiuti statali è quasi raddoppiata, passando dal 18,6% al 32,3%. Si tratta di genitori che, nel 44% dei casi, sono preoccupati di non poter tornare al lavoro o cercarne uno perché i figli non vanno a scuola e non saprebbero a chi lasciarli. Sempre dalla ricerca risulta che "circa 1 genitore su 20" ha paura che i figli debbano ripetere l’anno, nonostante le disposizioni ministeriali lo vietino, o che possano lasciare la scuola, dati che tra le famiglie in maggiori difficoltà economica, passano rispettivamente a quasi 1 su 10 e 1 su 12. Quasi la metà delle famiglie con maggiori fragilità (45,2%) vorrebbe "le scuole aperte tutto il giorno con attività extrascolastiche e supporto alle famiglie in difficoltà", opzione che comunque è gradita dal 39,1% dei genitori intervistati. Mentre sei genitori su dieci (60,3%) ritengono che i propri figli avranno bisogno di supporto quando torneranno a scuola vista la perdita di apprendimento degli ultimi mesi.

L’indagine condotta dal Save The Children mostra come "molto concrete" siano state le conseguenze economiche del Covid-19 sulla vita delle famiglie: quasi la metà di tutte le famiglie con bambini tra gli 8 e i 17 anni intervistate (44,7%) ha dovuto ridurre le spese alimentari e il consumo di carne e pesce (41,3%). Un dato ancora più allarmante - sottolinea Save The Children - se si considera che prima del lockdown il 41,3% delle famiglie più fragili beneficiava del servizio di mensa scolastica per i propri figli e per quasi tutti loro (40,3%) questo servizio era esente o quasi da pagamenti. Una famiglia su tre (32,7%), inoltre, ha dovuto rimandare il pagamento delle bollette e una su quattro (26,3%) anche quello dell’affitto o del mutuo. Il 21,5% delle famiglie non ha potuto comprare medicinali necessari o ha dovuto rinunciare alle cure mediche necessarie per mancanza di soldi. Una famiglia su cinque, infine, è dovuto ricorrere a prestiti economici da parte di familiari o amici e il 15,5% ha dovuto fare conto su aiuti alimentari.

 





Crolla la produzione industriale, mai così male dal 1990 (-29,3%) . I numeri dell’Istat

 

 

Crolla la produzione industriale in Italia per effetto del lockdown legato all’emergenza sanitaria da Covid-19. A marzo 2020 l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 28,4% rispetto a febbraio. Corretto per gli effetti di calendario, l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 29,3% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di marzo 2019). Un dato così negativo non di registrava dall’inizio delle serie storiche nel 1990.  A marzo 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 28,4% rispetto a febbraio. Nella media del primo trimestre dell’anno, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dell’8,4% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra marcate diminuzioni congiunturali in tutti i comparti; variazioni negative caratterizzano, infatti, i beni strumentali (-39,9%), i beni intermedi (-27,3%), i beni di consumo (-27,2%) e l’energia (-10,1%). Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2020 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 29,3% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di marzo 2019). Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a marzo 2020 diminuzioni particolarmente accentuate in tutti i settori; pertanto variazioni negative si registrano per i beni strumentali (-39,0%), i beni intermedi (-28,7%), i beni di consumo (-26,2%) e l’energia (-10,5%). Tutti i principali settori di attività economica registrano variazioni tendenziali negative. Le più rilevanti sono quelle della fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-51,2%), della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-40,1%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37,0%) mentre il calo minore si registra nelle industrie alimentari, bevande e tabacco (-6,5%). Nel corso della fase di rilevazione vi è stata una moderata riduzione del tasso di risposta delle imprese, conseguente all’emergenza sanitaria in corso. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati (si veda Nota metodologica, pag. 11) hanno consentito di elaborare e diffondere gli indici relativi al mese di marzo 2020.





Coronavirus, Asl Lazio: nessun nuovo caso nelle province laziali

Nessun nuovo caso e nessun decesso per la Asl Frosinone e stessa situazione per la Asl Latina e per la Asl Rieti. Anche la Asl Viterbo presenta lo stesso quadro: non si registrano nuovi casi positivi e nessun decesso.





Le mascherine da 50 cent già esaurite, e a Milano e Torino non sono mai arrivate

"Nella quasi totalità delle farmacie dove sono state consegnate a prezzo calmierato, per esempio a Roma, le mascherine chirurgiche sono già finite. Non sono state ancora consegnate in altre grandi città come Milano e Torino e c’è ancora stallo sulla carenza di mascherine. I farmacisti sono disponibii alla vendita, ma le ingenti quantità promesse, affinché queste ultime fossero nella disponibiltà delle farmacie, purtroppo non sono arrivate. Su questo siamo punto e a capo". Lo ha detto Marco Cossolo, presidente di Federfarma.





Savona (Consob): “L’Italia non può dichiarare default”

Riportiamo la finanza ad essere ancella della crescita”. La partita non si gioca sull’indebitamento

 

"Non c’è sulla base della capienza del risparmio italiano la possibilità che l’Italia possa dichiarare default". Così il presidente della Consob, Paolo Savona, in collegamento con Class Cnbc. "C’è un problema di spread, che è un problema a se stante legato alla sfiducia che viene sparsa all’estero e all’interno". In vista dell’aumento del debito/Pil italiano oltre il 155%, Savona sottolinea che "esistono strumenti per evitare che il rapporto cresca, come l’emissione di titoli di debito irredimibili che abbiano un rendimento pari al massimo dell’inflazione che la Bce indica come tetto insuperabile". Per il presidente della Consob "l’unico modo per dimostrare che noi teniamo effettivamente a un futuro diverso è sottoscrivere il debito pubblico".  "Riportiamo la finanza ad essere ancella della crescita" chiede Savona per il quale "si potrebbero estendere le garanzie con criteri semplici in particolare a quella parte delle imprese esportatrici piccole e medie che sono quelle più dinamiche e che potrebbero intraprendere nuove iniziative, e quindi crescita e occupazione, sulla base di capitale di rischio e non di indebitamento". Il presidente della Consob evidenzia che "il vantaggio dei risparmiatori sarebbe legato al fatto che, se le cose vanno male, lo Stato interverrebbe entro certi limiti con le garanzie", mentre "se le cose andassero bene, potrebbero godere dei profitti". Sulle vendite allo scoperto Savona rileva che "la Consob ha maggiormente spinto a livello europeo per avere interventi dinamici che abbiamo dovuto effettuare il 12 marzo, giornata nera per la Borsa Italiana. Quando le quotazioni sono cadute sotto il 10%, allora è stata legittimata". "Vediamo cosa succede in Borsa. Ove necessario si interverrà. Vediamo se l’Europa questa volta decide un intervento congiunto, che è più efficace" rimarca il presidente della Consob.





Un buco nero di 270mila imprese

 

Sono 270mila le imprese del commercio e dei servizi che rischiano la chiusura definitiva se le condizioni economiche non dovessero migliorare rapidamente, con una riapertura piena ad ottobre. La stima è dell’Ufficio Studi Confcommercio. Una stima prudenziale che potrebbe essere anche più elevata perché, oltre agli effetti economici derivanti dalla sospensione delle attività, va considerato anche il rischio, molto probabile, dell’azzeramento dei ricavi a causa della mancanza di domanda e dell’elevata incidenza dei costi fissi sui costi di esercizio totali che, per alcune imprese, arriva a sfiorare il 54%. Su un totale di oltre 2,7 milioni di imprese del commercio al dettaglio non alimentare, dell’ingrosso e dei servizi - prosegue la nota di Confcommercio - quasi il 10% è, dunque, soggetto ad una potenziale chiusura definitiva.   I settori più colpiti sarebbero gli ambulanti, i negozi di abbigliamento, gli alberghi, i bar e i ristoranti e le imprese legate alle attività di intrattenimento e alla cura della persona. Mentre, in assoluto, le perdite più consistenti si registrerebbero tra le professioni (-49 mila attività) e la ristorazione (-45 mila imprese). Per quanto riguarda la dimensione aziendale, il segmento più colpito sarebbe quello delle micro imprese - con 1 solo addetto e senza dipendenti - per le quali basterebbe solo una riduzione del 10% dei ricavi per determinarne la cessazione dell’attività. Si tratta di stime - conclude l’Ufficio Studi - che incorporano un rischio di mortalità delle imprese superiore al normale per tener conto del deterioramento del contesto economico, degli effetti della sospensione più o meno prolungata dell’attività, della maggiore presenza di ditte individuali all’interno di ciascun settore e del crollo dei consumi delle famiglie.





Matteo Salvini: "Ritorno più riservato di Silvia Romano avrebbe evitato pubblicità gratuita a terroristi"

Il Governo, nel far tornare libera Silvia Romano, avrebbe dovuto avere "un atteggiamento più sobrio,un profilo più basso". Così il segretario della Lega Matteo Salvini. "Un ritorno più riservato - continua - avrebbe evitato pubblicità gratuita" ai gruppi terroristici di matrice islamica. "Qualche domanda deve avere una risposta perché in Kenya l’Islam è fuori legge ed è punito con la prigione", aggiunge, e "i soldi che sarebbero stati pagati per il riscatto sarebbero stati incassati" da Al Shabaab, gruppo terrorista che ha rapito la ragazza nel novembre 2018.





Crisi per #Covid-19, Sabatini (Abi): "Ricevute oltre 1 milione e 600 mila domande di moratorie dalle banche"

"Vanno aiutate le imprese perché le difficoltà di oggi delle imprese sono le difficoltà di domani delle banche". Così, all’iniziativa "Milano Capitali 2020" organizzata da Milano Finanza, Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi)."Lo abbiamo visto - prosegue - durante la crisi finanziaria, quando la crisi del debito sovrano si è trasformata in crisi dell’economia, che si è trasferita nei bilanci delle banche con l’esplosione degli Npl. Da questo punto di vista è fondamentale lavorare insieme e c’è il massimo sforzo da parte delle banche a contribuire". Ad oggi, continua Sabatini, sono già state ricevute "oltre 1 milione e 600 mila domande di moratorie dalle banche. Per dare un termine di paragone negli anni della crisi erano state 450 mila".





Covid-19, il Bollettino della Protezione Civile: “I morti nelle 24 ore sono 179, in calo gli accessi alle terapie intensive”

 

Altre 179 persone hanno perso la vita a seguito di contagio da Covid-19, per un totale di 30.739 morti. Così la Protezione Civile. Buone notizie arrivano dal fronte dei ricoveri ospedalieri: è stato registrato, infatti, un calo di altri 28 degenti nei reparti ospedalieri di terapia intensiva, per cui sono complessivamente 999 i pazienti attualmente ospedalizzati. Anche gli altri reparti mostrano segni di diminuzione delle degenze, 79 in meno in 24 ore, per un totale di 13.539 degenti. Cala ancora anche il numero dei contagi attualmente certi, che sono 82.488, 836 in meno rispetto a ieri, mentre i quarantenati sono 67.950. Sul versante delle guarigioni, invece, si contano 106.587 persone, 1.401 solo nelle ultime 24 ore. Contando positivi, guariti e deceduti, il Covid-19 ha colpito finora 219.814 persone, 744 in più rispetto a ieri. Infine, i tamponi finora effettuati sono 2.606.652, su 1.702.283 persone.