Una commessa ustionata seriamente dall’acido all’outlet di Valmontone

 

Una commessa dell’outlet di Valmontone è rimasta ustionata al volto e alle gambe a causa della caduta accidentale dell’acido che stava utilizzando per sanificare i locali in vista della riapertura. La donna, una 42enne di Ferentino, è rimasta gravemente ferita e trasportata in elisoccorso all’Ospedale San Camillo. “L’incidente avvenuto nell’outlet di Valmontone, dove una commessa è rimasta ustionata al volto e alle gambe a causa della caduta accidentale dell’acido che stava utilizzando per sanificare i locali in vista della riapertura, rappresenta purtroppo l’ennesima dimostrazione della scarsa attenzione rivolta alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. In attesa che si faccia luce sulla dinamica, rimane purtroppo la triste consapevolezza che è ancora tanta la strada da fare per evitare morti e incidenti sul luogo di lavoro e per predisporre tutte le tutele indispensabili per difendere la salute di chi lavora. È di fondamentale importanza fare luce sulle cause dell’incidente e sulle responsabilità, affinchè emergano chiaramente gli aspetti su cui è necessario ancora intervenire, sia come Istituzione che come parte datoriale, per evitare che si verifichino nuovamente. In sole tre settimane, nel Lazio, registriamo sui luoghi di lavoro due morti e un incidente, quello di ieri, che poteva avere conseguenze molto più gravi: numeri impressionanti e inaccettabili perchè riguardano persone e non cose, persone che, recandosi sul posto di lavoro, non si trovano nelle migliori condizioni di sicurezza. La tutela della salute dei lavoratori non può essere secondaria all’attenzione che si rivolge per raggiungere i fatturati e non lo deve essere in questo momento di emergenza, in cui la riapertura delle attività è un appuntamento che deve trovare i titolari degli esercizi commerciali pronti rispetto ai parametri igienico-sanitari imposti per evitare nuove ondate di contagi da Covid-19. Ognuno di noi ha diritto di riprendere in mano la propria vita, ma questo non deve avvenire a discapito delle categorie più colpite dalla crisi, come appunto anche le lavoratrici e i lavoratori che, dall’oggi al domani, sono stati costretti a casa per motivi indipendenti dalla loro volontà. Il sostegno delle Istituzioni non sta mancando. Per la fase 2, la Regione Lazio ha predisposto aiuti, anche in termini di sensibilizzazione sull’importanza della tutela della salute dei lavoratori e di sicurezza dei posti di lavoro. Un imperativo irrinunciabile nella convinzione, forse non ancora pienamente unanime, che perdere una vita o causare danni alla salute di un lavoratore è inaccettabile. Faccio i miei più sinceri auguri di pronta guarigione alla donna di Ferentino, con la promessa di un impegno sempre maggiore per evitare che si verifichino ancora simili e più gravi fatti di cronaca”. Così, in una nota, Eleonora Mattia, presidente della IX commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio.





Piccola volpe salvata dalla Polizia sul Gra

 

Si era persa o forse non sapeva quale uscita prendere del Grande raccordo anulare. Ma questa è la storia di Foxy, come si chiama una piccola volpina di circa due anni trovata, nei giorni scorsi, dagli agenti della Polizia Stradale di Settebagni al chilometro 17 del Grande Raccordo Anulare. L’animale – si spiega in una nota della Questura – è rimasto ferito agli arti posteriori a causa di un investimento, ma è stata raggiunta e soccorsa dai poliziotti in servizio di pattuglia sul Gra. 

Nonostante le ferite, la piccola volpe stava cercando di raggiungere la campagna a ridosso del piano stradale, con grandi difficoltà – si sottolinea – ma i poliziotti, dopo avere rallentato il traffico, sono riusciti a raggiungerla e ad avvolgerla delicatamente in una coperta, mettendola in salvo. Viste le gravi condizioni in cui versava, gli agenti hanno deciso di trasportarla presso il pronto soccorso veterinario di via Salaria dove è stata subito ricoverata. 

Nei giorni successivi, superata la fase critica iniziale, la volpe è stata sottoposta ad un importante intervento chirurgico che, a dire dei veterinari, le consentirà di riacquistare le funzioni motorie dopo un necessario percorso di riabilitazione presso un centro specializzato per il recupero della fauna selvatica. Le donne e gli uomini del Reparto Polizia Stradale di Settebagni, presa a cuore la storia del piccolo Foxy, hanno effettuato una raccolta fondi volontaria per far fronte alle spese veterinarie. “Buona vita Foxy”, aggiunge salutando la polizia.

 





Campidoglio, fino a 15 maggio per riconferme iscrizioni nidi capitolini

 

Roma Capitale ricorda che c’è tempo fino al 15 maggio per le riconferme delle iscrizioni ai nidi capitolini per l’anno 2020-21 per i bambini già iscritti al precedente anno educativo. 

Si ricorda inoltre che, per venire ulteriormente incontro alle famiglie, è possibile riconfermare l’iscrizione, entro la data di scadenza, anche senza allegare la dichiarazione ISEE, che si potrà presentare entro il 30 giugno.

 





Monito di Porrello (M5S) ad Asl Rm4: "Chiarezza su mascherine"

 

“In queste settimane abbiamo evitato di entrare in polemica con chi stava gestendo l’emergenza sul territorio dal punto di vista sanitario rivolgendo i nostri dubbi e domande sempre a livello centrale, cioè all’assessore D’Amato o alla competente direzione regionale. Ho però il dovere di esercitare la mia funzione politica visti alcuni fatti, emersi anche in recenti articoli di stampa, che appaiono frutto di scelte poco comprensibili”. Così Devid Porrello, consigliere M5S Lazio e Vicepresidente del Consiglio Regionale. 

“Questa mattina ho inoltrato una richiesta di accesso agli atti alla Asl Roma 4 per rintracciare tra i documenti il motivo per cui il 5 maggio i dispositivi sono stati acquistati, con affidamento diretto, ad un prezzo superiore a quello di mercato, in linea con i prezzi delle prime settimane della pandemia, ma non con quelli di quando l’atto è stato siglato. Mi chiedo perché comprare un prodotto a un prezzo superiore di quello offerto da altri operatori senza fare una revisione dell’offerta o richiederne altre? In un momento così delicato è doveroso ricevere risposte certe da parte dell’azienda ospedaliera e richiedere trasparenza nella gestione finanziaria, soprattutto quando si parla di acquisto di materiale di protezione individuale”.

 





Zingaretti: Lazio, aprire negozi ma in sicurezza

 

 “Continuo a pensare che aperture e sicurezza devono camminare insieme. Nel Lazio faremo scelte sulla base della valutazione delle curve epidemiche regionali”. Lo ribadisce su Facebook il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Non dobbiamo vanificare i sacrifici fatti sapendo che a maggiore sicurezza corrisponde maggiore fiducia a riprendere la vita sociale e di comunità. Stiamo costruendo con gli operatori regole chiare e fondamentale sarà il comportamento responsabile di tutti”.





Regione Lazio: ok criteri rateizzazione crediti extratributari

 

La Giunta regionale del Lazio ha approvato i criteri e le modalità per la concessione della rateizzazione dei crediti di natura extratributaria vantati dall’amministrazione regionale, compresi quelli derivanti da sentenza passata in giudicato o quelli per i quali sia stata avviata una procedura esecutiva. Possono fare richiesta di rateizzazione gli enti strumentali, le società controllate e le società partecipate, le aziende e gli istituti, i consorzi di bonifica. Le istanze di rateizzazione, che ha la durata massima di vent’anni, possono essere presentate alla struttura regionale competente per materia alla gestione delle somme di cui trattasi mediante Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzoprotocollo@regione.lazio.legalmail.it.

 





Raggi: “Posato collegamento Metro C tra Colosseo e Fori"

 

Proseguono i cantieri per la realizzazione della passerella pedonale che collegherà la metro B Colosseo con la nuova stazione della linea C Fori Imperiali. I lavori più complessi vanno avanti in notturna, per evitare disagi agli utenti della metro”. Lo scrive su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. 

“Ieri notte è iniziata la posa della struttura di collegamento , che servirà per il passaggio fra le due stazioni. – annuncia Raggi – Sono cantieri che non si sono mai fermati, nonostante l’emergenza sanitaria. Stiamo completando un’opera di mobilità fondamentale per Roma, che unirà le periferie con il centro della nostra città a vantaggio di tutti i cittadini”, conclude.





L’Esercito Italiano santificherà le Chiese di Roma

 

A partire da mercoledì, l’Esercito italiano, su specifica richiesta del Vicariato di Roma, darà il via alle attività di sanificazione delle aree esterne ed interne delle Chiese capitoline attraverso le proprie squadre specializzate nel campo Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare (C.B.R.N.) equipaggiate con dispositivi di bonifica di grande capacità. L’attività procederà secondo uno specifico calendario per blocchi di Municipi e prevede la sanificazione di oltre 337 chiese parrocchiali che insistono sul territorio della Diocesi di Roma e avrà inizio presso la Basilica Don Bosco nella mattinata di domani mentre nel pomeriggio verrà sanificata la Parrocchia del Divino Amore. 

L’Esercito Italiano, dall’inizio dell’emergenza, attraverso 71 assetti, ognuno composto da 6 unità, ha condotto 314 interventi di sanificazione (183 nelle R.S.A., 50 presso le strutture delle Forze dell’Ordine e 81 in luoghi pubblici). A questi si aggiungono le squadre ad elevata specializzazione provenienti dal 7° reggimento CBRN “Cremona”, unica unità della Forza Armata specializzata nella lotta ad agenti contaminanti. 

Oltre questi importanti contributi, più di 7000 soldati, già operanti nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, sono stati schierati per il controllo del rispetto dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, contribuendo, nelle fasi iniziali della pandemia, alla cinturazione delle zone rosse; medici e infermieri militari hanno fornito supporto alle aziende sanitarie, presso le sale intensive dei reparti Covid, allestendo 2 ospedali da campo nelle aree di Piacenza e Crema; l’aviazione dell’Esercito ha trasportato dispositivi di protezione individuale verso le aziende sanitarie locali del territorio italiano.

 





A picco (-38%) i ricavi del comparto calzaturiero

 

Nel primo trimestre del 2020 le imprese del comparto calzaturiero hanno accusato una flessione media del fatturato pari al 38,4%, con una perdita complessiva stimata in 1,7 miliardi di euro. Il dato emerge da un’indagine relativa all’impatto del Covid-19, condotta da Confindustria Moda, a cui hanno partecipato anche 88 imprese associate ad Assocalzaturifici, che hanno risposto in pieno lockdown. 

Nel dettaglio, si rileva come il 60% delle aziende calzaturiere a campione abbia registrato nei primi tre mesi un calo del fatturato compreso tra il -20% e il -50% rispetto all’analogo periodo 2019; inoltre un ulteriore 20% degli interpellati ha rilevato una contrazione superiore al -50%. Brusco il calo degli ordinativi: il 46% delle aziende intervistate ha indicato un calo tendenziale della raccolta ordini nel primo trimestre compreso tra il -20% e il -50%; il 37% ha subìto un arretramento superiore al -50% con un decremento medio degli ordinativi pari al -46,2%. 

Per Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici, il lockdown “ha colpito in maniera significativa il nostro comparto che, non avendo potuto riconvertire alcuna linea di produzione, a differenza del tessile, ha registrato perdite più significative per fatturato e ordini rispetto alle altre aziende del settore moda. Abbiamo bisogno di misure forti e strutturali da parte del governo in materia di credito, fiscalità e sostegno all’export. Sono queste le risorse strategiche che ci chiedono le imprese di uno dei settori cruciali per il made in Italy”.





Credito sportivo mette in campo misure straordinarie per le società

Credito Sportivo: misure straordinarie per le società L’Istituto per il Credito Sportivo”, ha previsto in favore delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e delle Società Sportive Dilettantistiche iscritte al registro CONI o alla Sezione parallela CIP da almeno un anno – ai sensi del Decreto – la concessione di finanziamenti, destinati a far fronte alle esigenze di liquidità correlate all’emergenza COVID-19, con le seguenti caratteristiche: IMPORTO: da un minimo di 3.000 Euro a un massimo di 25.000 Euro, nella misura massima consentita del 25% del fatturato dell’ultimo bilancio o delle entrate dell’ultimo rendiconto (in entrambe i casi, almeno 2018), regolarmente approvati dalla società o dalla associazione; DURATA: 6 anni, dei quali 2 di preammortamento e 4 di ammortamento; PAGAMENTO: prima rata: dopo i 2 anni di preammortamento; TASSO DI INTERESSE: totale abbattimento degli interessi per l’intera durata del finanziamento, da parte del Fondo Contributi Interessi – Comparto Liquidità; GARANZIA: 100 % del finanziamento da parte del Fondo di Garanzia – Comparto Liquidità. Il prodotto, unitamente a tutte le specifiche e alla documentazione richiesta, sarà reso disponibile sul sito www.creditosportivo.it nei prossimi giorni, non appena sarà concluso l’iter formale del Decreto Ministeriale, già sottoscritto dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che definisce i criteri di funzionamento del fondo di garanzia – comparto liquidità, ai sensi dell’art. 14 del Decreto Liquidità. Sarà inoltre a disposizione il numero verde 800 608 398 e la mail: infoemergenzacovid19@creditosportivo.it appositamente dedicati all’iniziativa, per fornire le necessarie informazioni e gli adeguati supporti ai soggetti interessati Per qualsiasi informazione, si prega di accedere al sito www.creditosportivo.it





Coronavirus, dopo le emergenze parte la riorganizzazione dei reparti. A colloquio con in dottor Chieretti (Campus Biomedico e Policlinico Gemelli)

 

Passata la fase acuta dell’emergenza sanitaria del Covid-19, gli accessi ai pronto soccorso pediatrici

tornano a crescere dopo la battuta d’arresto registrata nel periodo del lockdown. A raccontare la riorganizzazione di questo reparto all’agenzia di stampa Dire e’ Antonio Chiaretti, associato di Pediatria all’Universita’ Cattolica Campus di Roma e direttore del Pronto Soccorso Pediatrico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

 

- L’emergenza sta rientrando e la fase 2 e’ partita. Quali saranno le misure da seguire ancora per accedere al Pronto Soccorso Pediatrico?

 

 

"Non ci sono misure particolari oltre a quelle ministeriali. Tutti i bambini che devono accedere al Pronto Soccorso Pediatrico se necessario come nel caso di una patologia acuta che deve essere valutata da un pediatra. E’ chiaro che con la fase 2 abbiamo constatato un incremento degli accessi rispetto al periodo del lockdown. Il nostro Pronto Soccorso, cosi’ come quelli delle altre strutture, e’ sicuro poiche’ sono previsti dei percorsi separati riservati ai bambini sospetti Covid differenti da quelli disposti per i bambini Non Covid. Tutti i pazienti che presentano una sintomatologia vengono isolati e sottoposti a tampone ora anche salivare, che e’ piu’ semplice. Fino alla risposta del tampone il bambino viene isolato per scongiurare qualsiasi rischio di contagio. Nei bambini e’ difficile eseguire un tampone naso-faringeo perche’ non e’ facile da far accettare al bambino. Per questo nel nostro Pronto Soccorso stiamo attivando il tampone salivare che e’ piu’ facile nell’esecuzione e sembra dare le medesime risposte".

 

- Il virus si e’ dimostrato meno letale fortunatamente nei piccoli questo vuol dire che anche la gestione e il decorso della malattia e’ meno complicato? Ci sono stati casi pero’ da voi di pazienti pediatrici con polmonite severa che hanno richiesto il ricorso alla terapia intensiva?

 

 

 

"Sappiamo che l’incidenza del Covid nei bambini, sia dall’esperienze cinesi che europee, si attesta al 2% e anche questa bassa incidenza sembra accompagnarsi ad una bassa gravita’ della malattia. Stiamo osservando fenomeni di vasculite che interessano gli arti inferiori ed e’ stato segnato anche l’incremento della malattia di Kawasaki, condizione morbosa che colpisce le coronarie. Da noi negli ultimi due mesi abbiamo visto 4 casi di malattia di Kawasaki che sembra associata al Covid e noi solitamente in un anno ne vediamo dai 4 o ai 5 casi. Sembrerebbe percio’ che il Covid sia responsabile di patologie che interessano i vasi sanguigni e le coronarie. Rispetto agli adulti i bambini hanno una morbilita’ e letalita’ assolutamente inferiore. Una recente indagine italiana ha dimostrato inoltre testando 100 bambini italiani Covid positivi che nessuno di loro e’ deceduto e soltanto 4 sono stati assistiti in Terapia Intensiva pediatrica in virtu’ della polmonite interstiziale.

Anche al Gemelli abbiamo individuato 8 bambini su 150 che abbiamo testato e soltanto una bambina e’ stata ricoverata in Tin per polmonite interstiziale. Questa paziente non e’ stata intubata ma e’ stata sottoposta ad ossigenoterapia con modalita’ non invasiva ed ha avuto un decorso molto favorevole".

 

- Avete registrato lo stesso numero di accessi a Pronto Soccorso oppure la paura del contagio ha frenato l’accesso dei genitori? Quando si fara’ un bilancio di questi due mesi e piu’ si evidenzieranno sicuramente diagnosi tardive. Questo quali danni puo’ provocare sulla salute del paziente?

 

 

"I dati del nostro Pronto Soccorso Pediatrico nel mese di marzo e aprile del 2019 abbiamo ammontavano a 1.500 accessi. Quest’anno, negli stessi mesi, si e’ ridotto a 350/400 visite cioe’ 1.000 bambini al mese di meno. Sicuramente due sono le cause sottese a questi numeri: uno che i bambini stando a casa e non frequentando le comunita’ scolastiche si ammalano meno e l’altro dato che ha portato un calo e’ stato sicuramente la paura dei genitori a venire in ospedale. Sicuramente le urgenze si sono recate e sono state trattate in Pronto Soccorso mentre per tutte le altre patologie che possono essere definite croniche come ad esempio le malattie allergiche, neurologiche, comportamentali e problemi di epilessia c’e’ stata la ritrosia a portare i bambini in Pronto Soccorso. Sappiamo di casi di bambini affetti da epilessia che sono stati gestiti dai genitori a casa nonostante le crisi convulsive per la paura del contagio in ospedale. Tutto questo potrebbe avere dei risvolti negativi nel decorso di queste malattie croniche perche’ gli eventuali danni registrati a casa, per adesso, non li possiamo ancora valutare. Il Policlinico Gemelli si e’ attrezzato con la telemedicina e l’assistenza telefonica per mantenere un contatto continuo tra i genitori e i pediatri della nostra struttura che gia’ li avevano magari in cura prima dell’emergenza Covid".





Omceo Roma, dal 25 giugno ambulatori aperti dalle 8 alle 20 anche nei fine settimana

 

"Dobbiamo riaprire gli ambulatori il prima possibile ma dobbiamo farlo nella massima sicurezza, sia per gli operatori sia soprattutto per i cittadini. E di questo, sostanzialmente, abbiamo discusso". Lo fa sapere il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall’agenzia Dire in merito all’incontro che si e’ tenuto ieri nella sede della Regione Lazio sulla riapertura il prossimo 25 giugno delle attivita’ ambulatoriali (territoriali e ospedaliere) sospese da due mesi come misura di prevenzione per contrastare la diffusione del Coronavirus.

Al tavolo tecnico, oltre a rappresentanti della Regione e dell’Omceo Roma, hanno preso parte anche i dirigenti delle Asl, i direttori sanitari dei dipartimenti di prevenzione, i sindacati dei medici specialisti e di medicina generale, i responsabili del servizio Cup per la prenotazione delle visite e della piattaforma per la telemedicina.

 

"Tra oggi e domani uscira’ una prima delibera, mentre il 18 maggioun ulteriore provvedimento regionale dettera’ le regole per la riapertura degli ambulatori - spiega Magi - Chiaramente cercheremo di privilegiare in primo luogo tutte le persone piu’ fragili, come gli anziani e i malati cronici, che da mesi non ricevono assistenza, attraverso una ’stratificazione’ delle esigenze di cura. Poi cercheremo di ridurre il piu’ possibile le liste d’attesa, magari tenendo aperti gli ambulatori dalle 8 alle 20, anche il sabato e la

domenica, per recuperare tutte quelle visite che fino ad oggi sono state perse". Al momento si sta facendo una verifica "su quali sono gli ambulatori che hanno le caratteristiche strutturali per poter essere aperti per primi - aggiunge ancora Magi- e poi si dovranno adeguare anche gli altri per poter riaprire anche loro successivamente. Speriamo di arrivare il prima possibile al massimo dell’operativita’".

L’Ordine dei medici di Roma, insieme ai medici di medicina generale e agli specialisti ambulatoriali, ha chiesto come condizione per la riapertura degli ambulatori "prenotazioni distanziate per evitare gli assembramenti nelle sale d’attesa, quindi un preventivo triage telefonico per le visite - sottolinea Magi - La Regione, che si e’ resa molto disponibile e propositiva, ha accettato la nostra proposta che ha come obiettivo quello di gestire al meglio questa fase 2, evitando problemi ma soprattutto di ritornare alla situazione iniziale di difficolta’". Se da una parte vanno quindi "accelerati i tempi per la riapertura degli ambulatori", dall’altra occorre "massima sicurezza per dare assistenza ai malati cronici - conclude Magi - cercando di aumentare l’offerta e organizzare al meglio le attivita’".




Autismo, l’Ido avverte: “No a risposte disfunzionali grazie al lavoro dei genitori”

 

La regolazione emotiva riguarda trasversalmente tutti gli atteggiamenti dei bambini, perché l’emozione è ubiquitaria, si trova ovunque, e ovunque svolge un ruolo centrale di organizzazione. Questo è vero anche per i bambini con disturbi dello spettro autistico. Durante la quarantena "abbiamo potuto osservare che laddove è stato fatto un grande lavoro con i genitori, che avevano imparato loro stessi a sintonizzarsi e a regolare gli stati mentali dei figli, non abbiamo avuto particolari risposte disfunzionali, mentre è risultato evidente l’aumento di alcune manifestazioni legate alla regolazione sensoriale, perché quella è una tipicità. Laddove, invece, è stato particolarmente difficile per i genitori contenere questa situazione, anche il bambino ha risposto nello stesso modo". A parlarne è Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), intervenendo in una diretta facebook sul tema ’La regolazione emotiva nei disturbi dello spettro autistico e Covid-19’, insieme a Davide Trapolino, neuropsichiatra infantile dell’IdO.
La constatazione della psicoterapeuta dell’età evolutiva non deriva solo "dall’esperienza diretta con i bambini seguiti dal progetto Tartaruga, ma anche dalle tante altre esperienze con cui stiamo venendo in contatto" attraverso i servizi di supporto online alle famiglie. "Sono tanti, infatti, i genitori che non seguiamo direttamente, ma con cui facciamo gruppi da remoto".
La popolazione di bambini seguiti direttamente dall’IdO è abituata a lavorare "moltissimo sul contenimento corporeo e quindi ha risentito meno della quarantena. Sicuramente, laddove non c’era questa pregressa abitudine- spiega Di Renzo- la disregolazione è emersa come segnale forte per tutti".
È piuttosto recente l’interesse verso l’emotività, e il suo potere, verso una neurobiologia dell’emozione che dà rilevanza alla componente biologica dell’emozione, che è quella dell’affetto inteso come dimensione relazionale. "Il disturbo della regolazione affettiva non è fra i sintomi, fra i criteri diagnostici, dei disturbi dello spettro autistico, benché svolga un’azione importante, in quanto è una chiara atipia che consegue e si accompagna alle disabilità nucleari del disturbo. Ma è molto importante parlarne- aggiunge il neuropsichiatra infantile dell’IdO- perché nella gerarchia dello sviluppo delle funzioni regolatorie, la regolazione emotiva svolge un ruolo fondamentale. L’interferenza che un bambino con disturbi dello spettro autistico subisce rispetto a questi processi di regolazione è da ricercarsi nella difficoltà di integrazione senso-percettiva nei primi momenti della vita. Il bambino si ritrova a sperimentare delle abnormi reazioni- precisa Trapolino- ha una vulnerabilità allo stress infinita e ciò amplifica quello che in un bimbo ’normotipico’ potrebbe essere invece modulato. Si tratta di un effetto di amplificazione che estremizza le emozioni: la paura può diventare una fobia estrema, la tristezza una disperazione senza riparazione, la rabbia una collera cieca. Per non parlare della gioia, che può diventare mania o un entusiasmo incontenibile, spesso afinalistico". Agendo, allora, precocemente su questi aspetti "si può tentare di far emergere dallo stesso bambino quelle strategie più funzionali e adattive di gestione dello stress. Come ci raccontano i soggetti autistici ad alto funzionamento- fa sapere il neuropsichiatra- il bambino autistico è quanto di più lontano da un bambino che non si emoziona, forse è un bambino che si emoziona troppo. E in virtù di quest’enorme emozione, il piccolo deve trovare per forza un modo per organizzarsi, irrigidendosi- continua il medico- così da prevenire disregolazioni emotive molto dolorose".
Dunque, la vulnerabilità allo stress "è determinante nell’infondere reazioni comportamentali a cui siamo spesso incapaci di dare un senso - e tanto meno di darlo ai genitori - e se non lo comprendiamo, non potremo capire il profondo valore patogenetico che una problematica di regolazione ha nei confronti del bambino. Esempi di disregolazione li abbiamo soprattutto ad alti livelli: la collera cieca, l’imprevedibilità, la fuga, la rabbia incontenibile o il terrore, ma esistono anche altre forme legate alla disregolazione emotiva. Pensiamo alla messa in atto di un comportamento apparentemente afinalistico, che può nascondere una radice di disregolazione emotiva magari a un basso livello, che si fa vedere di meno. O ancora, possiamo considerare i sintomi affettivi, quali quelli depressivi, transitori ritiri dallo spazio relazionale o le stereotipie che a volte servono proprio per scaricare la tensione. Quindi- ripete il neuropsichiatra dell’IdO- attenzione al disturbo della regolazione, perché non è una caratteristica accessoria, ma è una delle caratteristiche nucleari. Probabilmente deve essere un bersaglio terapeutico con la chiara e netta collaborazione di un genitore".
Tornando al rapporto regolazione emotiva e Covid-19, "se il biglietto da visita dell’autismo è una difesa rigida rispetto a una sovrastimolazione sensoriale, emotiva e così via- prosegue Trapolino- forse la pandemia ha rappresentato una finestra, anch’essa atipica, che ci ha permesso di recuperare la dimensione di persona. Si è venuto a creare uno strano mix di eventi - una minore stimolazione dei bambini e un contesto familiare intersoggettivamente pregnante e preparato - che non ha determinato la comparsa di nuove abilità, ma ha permesso di far emergere quelle abilità che erano rimaste sopite e che sono riemerse quando si sono allentati alcuni nessi".
Al centro c’è la riabilitazione. "Noi ci crediamo- rimarca il medico- tuttavia, ancor più importante, è la dimensione dell’aver cura in senso ampio. La pandemia è diventata quindi una finestra attraverso cui considerare il bambino nella sua dimensione più ampia, assicurandogli una terapia che non possa prescindere dalle sintonizzazioni necessarie che arricchiscono la vita di ogni bambino, e di cui i genitori sono i protagonisti". Come si lavora sulla regolazione emotiva? "In questo momento i bambini devono essere "accolti nelle loro preoccupazioni. Se non c’è un’adeguata sensazione di benessere, non c’è nessuna didattica che funzioni. Abbiamo un vizio radicato nella nostra cultura- critica la psicoterapeuta dell’età evolutiva- guardiamo tanto al bambino e alle sue disabilità e poco ai limiti dell’adulto educatore e del terapeuta. Una disregolazione chiama in causa due persone e non possiamo guardare solo l’altro disregolato. È proprio un paradosso pensare di regolare un altro se io prima non ho regolato le mie emozioni".
Di Renzo conclude la diretta con un appello: "Dobbiamo lavorare tanto per saper stare accanto a questi bambini, non solo per riabilitarli ma per aver ’cura’ dei processi vitali nei quali siamo inclusi. Per farlo è importante lavorare sulla regolazione. Se un bambino ha una disfunzionalità per una regolazione sensoriale, è davvero molto importante la reazione dell’insegnante, dell’educatore o del terapeuta, perché lenire dal punto di vista emotivo può aiutare il bambino anche a lenire dal punto di vista sensoriale. Il grande lavoro che facciamo come terapeuti, e che cerchiamo di comunicare a genitori e insegnanti, è che non possiamo aiutare un altro a regolarsi se umilmente non accettiamo le nostre disregolazioni di fronte alle diversità e all’atipia, e se non cerchiamo di elaborarle con una risposta che tenga conto dell’altro e che includa in una nuova relazione il tutto", termina la psicoterapeuta.




Il Papa agli infermieri: “Esempio di eroicità”

 

 

"Oggi è la giornata degli infermieri: ieri ho inviato un messaggio, e preghiamo oggi per gli infermieri, le infermiere, uomini, donne, ragazzi, ragazze, che hanno questa professione, più di una professione, è una vocazione, una dedizione. Il Signore li benedica. E in questa tempo della pandemia hanno dato esempio di eroicità. E alcuni hanno dato la vita. Preghiamo per gli infermieri e le infermiere". Lo ha detto papa Francesco all’inizio della messa del mattino a Casa Santa Marta. 





Coronavirus, Cina: un solo caso nelle ultime 24 ore, nessun decesso

 

 Le autorità cinesi hanno registrato un solo nuovo caso di contagio del coronavirus in Cina e nessun decesso legato al Covid-19 nelle ultime 24 ore. Secondo quanto riferito si tratta di un caso d’infezione importato dall’estero. 

In totale in Cina 82.919 persone sono state contagiate dal virus e 4.633 sono decedute.

 





Coronavirus, Giappone: 50 nuovi casi e 22 morti in 24 ore

 

 

 Il Giappone ha registrato 50 nuovi casi di contagio del coronavirus e 22 morti nelle ultime 24 ore, aggiornando il bilancio a 16.586 infezioni totali e 656 decessi. 

Il Paese si sta preparando a una fase di alleggerimento delle misure di contenimento dell’epidemia. Ma le restrizioni resteranno in vigore in alcuni distretti ad alto rischio, come quelli di Tokyo e Osaka.

 





Allarme in Corea del Sud, oltre 100 nuovi casi di coronavirus a Seoul

 

Sono almeno 101 i casi di contagio del coronavirus legati al cluster dei locali della movida nel quartiere Itaewon di Seoul, in Corea del Sud. Lo ha annunciato oggi il sindaco della capitale, Park Won-soon, seocndo il quale almeno 10.905 persone hanno visitato il quartiere. A tutti è stato inviato un messaggio che invita a sottoporsi a un tampone.

“Più del 36% dei casi è asintomatico e il tasso del contagio è molto alto”, ha avvertito il sindaco.





Sulle minacce e gli insulti a Silvia Romano indaga la Procura di Milano

 

 

Minacce aggravate: è il reato ipoteizzato nell’indagine avviata dalla procura di Milano dopo il boom di insulti e minacce rivolte sui principali social network a Silvia Romano, la cooperante milanese rapita in Kenia nel novembre 2018 e liberata in Somalia sabato scorso dopo essersi convertita alla religione islamica con il nome di Aisha.

Il fascicolo di indagine (al momento contro ignoti) è stato aperto dal pm Alberto Nobili, coordinatore del dipartimento antiterrorismo della procura di Milano, sulla base dell’informativa messa a punto dai carabinieri del Ros.

L’inchiesta milanese, secondo quanto si apprende da fonti investigative, sarà condotta in collaborazione con i pm di Roma che indagano per sequestro di persona a scopo di terrorismo.





Il portavoce di Al Shabaab: “I soldi del riscatto di Silvia per finanziare la jihad”

  

 I soldi del riscatto pagato per il rilascio di Silvia Romano serviranno a finanziare la jihad. Lo ha detto a “Repubblica” Ali Dehere, portavoce del gruppo terroristico Al Shabaab, raggiunto telefonicamente. I soldi “in parte serviranno ad acquistare armi, di cui abbiamo sempre più bisogno per portare avanti la jihad, la nostra guerra santa. Il resto servirà a gestire il Paese: a pagare le scuole, a comprare il cibo e le medicine che distribuiamo al nostro popolo, a formare i poliziotti che mantengono l’ordine e fanno rispettare le leggi del Corano”.

Al rapimento della cooperante italiana, ha detto ancora il portavoce di Al Shabaab, hanno partecipato “decine di persone”, ma non è stato organizzato dai vertici del gruppo: “C’è una struttura in seno ad Al Shabaab che si occupa di trovare soldi per far funzionare l’organizzazione, la quale poi li ridistribuisce al popolo somalo. È questa struttura che gestisce le diverse fonti d’introiti”.

Il portavoce ha spiegato poi perché Silvia non è stata maltrattata: “Silvia Romano rappresentava per noi una preziosa merce di scambio. E poi è una donna, e noi di Al Shabaab nutriamo un grande rispetto per le donne”. “Abbiamo fatto di tutto per non farla soffrire, anche perché Silvia Romano era un ostaggio, non una prigioniera di guerra. I prigionieri di guerra li passiamo per le armi, esattamente come fa l’esercito somalo quando cattura un soldato di Al Shabaab. Prima di giustiziare i prigionieri, le truppe di Mogadiscio li torturano per farli parlare, per estorcere tutte le informazioni possibili sulle nostre postazioni strategiche o sulla struttura di comando del nostro gruppo. Ma i nostri soldati sono addestrati anche a soffrire, perciò molti muoiono sotto tortura senza rivelare nulla. Noi invece non dobbiamo torturare nessuno, perché sappiamo tutto, avendo a Mogadiscio infiltrato i nostri uomini in ogni istituzione, ministero, partito politico e perfino nell’esercito somalo”.

Quanto alla conversione di Silvia, il portavoce ha detto: “Da quanto mi risulta Silvia Romano ha scelto l’Islam perché ha capito il valore della nostra religione dopo aver letto il Corano e pregato”.





Il 18 disco verde alle riaperture di bar, ristoranti, commercio al dettaglio e parrucchieri

 

L’atteso via libera del governo alle Regioni è arrivato: il 18 maggio potranno riaprire commercio al dettaglio, bar e ristoranti, estetisti e parrucchieri. Tra giovedì e venerdì, sulla base dei dati del monitoraggio, arriveranno le linee guida per garantire a ogni attività di ripartire nella massima sicurezza e le differenziazioni territoriali a seconda dell’andamento della curva del contagio. In caso di risalita, il governo potrà intervenire per disporre nuove chiusure.  L’accordo è arrivato al termine della videoconferenza tra i governatori e l’esecutivo, con al tavolo anche il premier Giuseppe Conte oltre ai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia. La palla passa ora al Comitato tecnico scientifico che dovrà stilare le regole generali per poter affrontare la riapertura. Indicazioni attese per giovedì, quando saranno resi noti i primi dati ufficiali sul monitoraggio di questi primi 10 giorni di allentamento delle misure. L’intesa permette alle Regioni di poter agire in autonomia sulle riaperture, ma il governo avrà sempre la possibilità di intervenire nel caso in cui, in base all’andamento dei dati sulla curva del contagio e dei criteri definiti dalla circolare del ministero della Salute, fosse necessario bloccare una nuova diffusione del virus. Nel caso dovessero esserci nuovi focolai, in sostanza, si attiveranno immediatamente le zone rosse dove varranno le regole già sperimentate durante il lockdown.

"Inizia la fase della responsabilità per le Regioni", ha ribadito ai governatori il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia. "Se i contagi andranno giù, potranno riaprire anche altre cose, se i contagi saliranno, dovranno restringere" ha poi ribadito. Soddisfazione dai governatori che da giorni erano in pressing sull’esecutivo. "Le istanze delle Regioni sembrano vengano accolte. E’ una sorta di anticipazione dell’autonomia, se tutto sarà confermato considero proficuo l’esito dell’incontro",dice Luca Zaia che poi annuncia già il suo programma per il Veneto: "Ripartenza totale".  

 





Il Commissario Arcuri: “Le mascherine restano a 50 centesimi. Addio speculazione”

 

“Il prezzo delle mascherine chirurgiche è a 50 centesimi più Iva e resterà quello, se ne dovranno fare una ragione speculatori e categorie simili. La speculazione non c’è più e non tornerà”. Lo ha detto il commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri.  "Noi stiamo facendo la nostra parte - ha aggiunto - e lo facciamo mettendoci la faccia. Dunque benvenute le critiche" dei cittadini, "ma solo da loro".  "Non è il commissario a dover rifornire le farmacie né i loro distributori, né si è mai impegnato a farlo. Né sono io a dover rifornire Confcommercio, Conad Federdistribuzione e Coop. Il commissario si è impegnato ad integrare le forniture, ove sia possibile, che queste categorie si riescono a procurare attraverso le loro reti". Lo ha detto li Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri. Nelle prossime settimane le mascherine a 50 centesimi si troveranno anche nei tabaccai, ha detto il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri annunciando la firma "nei prossimi giorni con l’associazione dei tabaccai, che ha 50 mila di punti vendita nel paese". "Abbiamo sottoscritto i primi due accordi non esclusivi (con la grande distribuzione e con la distribuzione dei farmacisti, ndr) e confidiamo di farne altri ancora con reti di distribuzione altrettanto massicce".

 





Il contagio riparte. Oltre 1000 casi in più e i deceduti sono 172

 

Il totale delle persone che hanno contratto il virus è 221.216, con un incremento rispetto a ieri di 1.402 nuovi casi. La Regione Lombardia ha comunicato che dei nuovi casi conteggiati oggi, 419 sono riferiti alle settimane precedenti e non alle ultime 24 ore. Il numero totale di attualmente positivi è di 81.266, con una decrescita di 1.222 assistiti rispetto a ieri.

Ecco, nel dettaglio, il Bollettino della Protezione Civile.

 Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 12 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 221.216, con un incremento rispetto a ieri di 1.402 nuovi casi. La Regione Lombardia ha comunicato che dei nuovi casi conteggiati oggi, 419 sono riferiti alle settimane precedenti e non alle ultime 24 ore.

Il numero totale di attualmente positivi è di 81.266, con una decrescita di 1.222 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi 952 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 47 pazienti rispetto a ieri.

12.865 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 674 pazienti rispetto a ieri.

67.449 persone, pari all’83% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 172 e portano il totale a 30.911. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 109.039, con un incremento di 2.452 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 30.675 in Lombardia, 13.184 in Piemonte, 6.801 in Emilia-Romagna, 5.190 in Veneto, 3.841 in Toscana, 2.779 in Liguria, 4.273 nel Lazio, 3.208 nelle Marche, 1.877 in Campania, 667 nella Provincia autonoma di Trento, 2.421 in Puglia, 1.911 in Sicilia, 801 in Friuli Venezia Giulia, 1.548 in Abruzzo, 437 nella Provincia autonoma di Bolzano, 109 in Umbria, 506 in Sardegna, 104 in Valle d’Aosta, 568 in Calabria, 140 in Basilicata e 226 in Molise.





Silvia Romano, aperta inchiesta per minacce aggravate

Post shock di un consigliere comunale di Asolo che ha chiesto di impiccarla. Possibile che la ragazza sia messa sotto tutela

 

Ha postato una foto di Silvia Romano e sotto ha scritto "impiccatela" un consigliere comunale di Asolo (Treviso), Nico Basso, un ’venetista’ capogruppo della civica "Verso il futuro", ex assessore della giunta comunale leghista del comune trevigiano. Un post su Facebook che ha subito cancellato, ma che era accompagnato da altri messaggi di odio e offese volgari alla giovane cooperante italiana liberata in Somalia dopo 18 mesi di prigionia. Per gli insulti sui social e le frasi minacciose rivolte sui social a Silvia Romano, il responsabile dell’antiterrorismo milanese, Albero Nobili ha aperto una indagine. L’ipotesi, contro ignoti, è di minacce aggravate. Attorno a Silvia Romano, già da domenica, al suo arrivo in Italia, è sorta una campagna di odio. Per questo la Prefettura di Milano, città in cui lei vive con la famiglia e dove ieri è rientrata, sta valutando misure di protezione e il palazzo del Casoretto in cui abita è già sorvegliato dalle forze dell’ordine. Ora dopo gli insulti e le minacce anche di morte (vicino a casa della ragazza è stato trovato anche un volantino) legate in particolare alla conversione all’Islam, maturata dalla ragazza durante la prigionia, il pm Nobili ha aperto un’inchiesta. “Come vuole che stia? Provate a mandare un vostro parente due anni là e voglio vedere se non torna convertito". Lo ha detto la mamma di Silvia Romano, uscendo con il cane dalla sua casa in via Casoretto, a Milano. "Usate il cervello", ha aggiunto la signora rientrando e ribadendo di non voler rilasciare altre dichiarazioni. "Vogliamo stare in pace, abbiamo bisogno di pace".

 




Spiagge su prenotazione e ombrelloni a 5 metri. Così l’estate 2020

Spiagge su prenotazione, ombrelloni a 5 metri di distanza, distanziamento anche in acqua, piscine negli stabilimenti chiusi. Sono alcune delle indicazioni contenute nel documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da Sars-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia, pubblicati oggi sul sito dell’Inail che li ha realizzati in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss).   Il layout complessivo della spiaggia dovrà tenere conto di alcuni criteri quali la determinazione dell’accoglienza massima dello stabilimento balneare in termini di sostenibilità, nell’ottica della prevenzione dell’affollamento, con la finalità di mantenere il distanziamento sociale in tutte le attività balneari sia in acqua che sull’arenile. 
Per favorire un accesso contingentato la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti, favorendo altresì un’agevole registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi. Al fine di evitare code o assembramenti alle casse, sarà favorito l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci (card contactless) o con carte prepagate o attraverso portali/app web in fase di prenotazione. 
I percorsi di entrata e uscita dovrebbero, ove possibile, essere differenziati prevedendo chiara segnaletica. 





Ristorazione, c’è la circolare Inail per le riaperture

 

 

Nel settore della ristorazione, che in Italia conta circa 1,2 milioni di addetti, ad assumere un aspetto di grande complessità è la questione del distanziamento sociale. Durante il servizio, infatti, non è evidentemente possibile l’uso di mascherine da parte dei clienti. Lo stazionamento protratto, inoltre, in caso di soggetti infetti da Sars-CoV-2 può contaminare superfici come stoviglie e posate. Un altro aspetto di rilievo è il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali confinati, anche in relazione ai servizi igienici, che spesso sono privi di possibilità di aerazione naturale. E’ quanto si legge nel Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da Sars-CoV-2 nel settore della ristorazione, diffuso dall’Inail. Il Documento Inail-Iss raccomanda, tra l’altro, di rimodulare la disposizione dei tavoli e dei posti a sedere, definendo un limite massimo di capienza predeterminato che preveda uno spazio di norma non inferiore a quattro metri quadrati per ciascun cliente, fatta salva la possibilità di adottare altre misure organizzative, come per esempio le barriere divisorie. La prenotazione obbligatoria viene indicata come ulteriore strumento di prevenzione, utile anche per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale.





Bologna, operazione ‘Blue Angels’ delle Fiamme Gialle. Arrestata imprenditrice che sfruttava i lavoratori

I finanzieri del Comando Provinciale di Bologna hanno eseguito, su disposizione del GIP del locale Tribunale, Dott. Domenico Truppa, un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di F.F., classe 1974 residente a San Lazzaro di Savena (BO), amministratrice di alcune cooperative e società operanti in tutta la provincia di Bologna che offrivano servizi di assistenza diurna e notturna a favore di anziani e malati, in quanto ritenuta responsabile di aver gestito in condizioni di sfruttamento, nel corso degli anni, oltre 300 badanti provenienti dall’Est Europa, in violazione dell’art 603 bis del codice penale (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro).

Oltre all’arresto sono stati sequestrati anche i locali, ubicati a Bologna e Casalecchio di Reno, dove avevano sede le cooperative e le società gestite in maniera illecita.

In particolare, le indagini scaturiscono da alcuni controlli effettuati dall’INPS di Bologna nei confronti delle società tutte riconducibili all’imprenditrice che avevano fatto emergere numerose irregolarità alla normativa che regola i rapporti di lavoro.

I successivi approfondimenti investigativi eseguiti dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia economico finanziaria, sotto la direzione della procura della Repubblica di Bologna, nella persona del Sostituto Procuratore Rossella Poggioli, hanno permesso di accertare come l’arrestata approfittando dello stato di bisogno delle lavoratrici, molto spesso in difficoltà economiche perché da poco giunte in Italia, offrisse contratti a progetto per mascherare rapporti di lavoro subordinato, corrispondendo, precisa il GIP ,“compensi irrisori (a fronte di alte tariffe orarie che venivano richieste per assistere gli anziani bisognosi di cure) senza la possibilità di fruire ferie, e più in generale in totale spregio di qualsiasi norma che disciplina i rapporti di lavoro e la sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Le badanti venivano reclutate, con l’ausilio di un dipendente anch’egli indagato ma a piede libero, attraverso annunci su internet oppure manifesti pubblicitari affissi nei pressi delle fermate da cui partono gli autobus per l’Est Europa o annunci sui giornali.

Inoltre, con precisi intenti speculativi e tendenti a massimizzare i propri illeciti profitti, l’indagata ometteva di versare, in numerose circostanze, i contributi spettanti ai dipendenti, rendendosi anche responsabile di gravi violazioni alla normativa fiscale e previdenziale, oltre a riuscire a conquistare ampie quote di mercato dal momento che, grazie ai risparmi illeciti ottenuti a danno dei lavoratori e dell’erario, riusciva ad offrire i propri servizi a prezzi molto più bassi della concorrenza.

In aggiunta, i conti correnti delle società cooperative –che formalmente avrebbero dovuto perseguire scopi mutualistici a beneficio di tutti i lavoratori – sono stati prosciugati dall’imprenditrice anche per acquistare numerosi beni di lusso (gioielli, borse e viaggi) non rientranti tra le primarie esigenze funzionali delle società, ma destinati al puro godimento personale.

L’operazione, denominata “Blue Angels”, si inquadra nell’ambito delle attività poste in essere a contrasto delle condotte illecite lesive dell’affidamento dei cittadini verso il corretto funzionamento del mercato del lavoro.





Allevamento di bufali, blitz della Finanza in un’azienda di Grazzanise (Ce)

Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito in località Grazzanise (CE) un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia ed avente ad oggetto un’azienda operante nel settore dell’allevamento di bufali e della produzione di latte crudo, in quanto ritenuta nella diretta disponibilità dei fratelli del “boss” M.Z., A. (cl. 62) e C. (cl. 68) e da essi utilizzata per favorire gli interessi economici del clan.

Secondo quanto emerso dalle indagini, svolte dal G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) di Napoli sotto la direzione della Procura Distrettuale, l’azienda oggetto di sequestro sarebbe stata impiegata dai fratelli Z. quale “schermo” per consentire alla loro famiglia di “reimpossessarsi”, in maniera occulta e fraudolenta, dell’azienda bufalina di proprietà della madre F.R., da tempo affidata alla gestione di un amministratore giudiziario in quanto già colpita da diverse misure giudiziarie.

Alla realizzazione del disegno illecito avrebbero partecipato anche gli altri due fratelli, A.e F.Z.(solo omonimi in quanto non legati da vincoli di parentela al clan camorristico) i quali hanno messo a disposizione le loro aziende (dapprima A. e, successivamente, F. avendo il primo deciso nel frattempo di collaborare con la giustizia) per consentire al clan di proseguire nella gestione di un’attività economica particolarmente remunerativa e diffusa su quel territorio, nonostante lo spossessamento della storica azienda di famiglia.

In particolare, dopo aver sostanzialmente esautorato dalle proprie funzioni l’amministratore giudiziario della ditta “F. R.”, a partire dal 2006 i fratelli C. e A. Z. hanno, di fatto, operato una vera e propria co gestione tra le citate aziende e quella intestata alla madre attraverso:

Il piano predisposto dal boss Z., quindi, ha consentito di neutralizzare per anni gli effetti delle misure cautelari reali e ablative gravanti sulla ditta F.R. per poi, addirittura, rientrare nella piena disponibilità della quasi totalità dei beni aziendali confiscati alla ditta stessa, mediante un acquisto all’asta a prezzo stracciato (solo 100.000 euro) per subentrare nell’attività.

L’azienda sottoposta a sequestro, composta da diversi immobili e manufatti (abitazione adibita a appartamento per il custode, stalle, locali per la mungitura, depositi per i mangimi, ecc.), attrezzature agricole e per la mungitura nonché circa 350 capi di bestiame, ha un valore stimato intorno ai 2 milioni di euro.





Duro colpo al cuore di Cosa Nostra. Guardia di Finanza in azione in mezza Italia

 

Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo, nella mattinata odierna, il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto del Comando Provinciale di Palermo – che ha messo in campo uno straordinario sforzo operativo – nonché di altri Reparti sul territorio nazionale, ha dato esecuzione a numerose ordinanze di custodia cautelare e sequestro preventivo, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo.

L’operazione ha portato alla disarticolazione dei clan – tra cui la famiglia F., imparentata con la famiglia G. – storicamente egemoni nei quartieri palermitani dell’Acquasanta e dell’Arenella, facenti parte del mandamento mafioso di Resuttana. Oltre 100 i soggetti a vario titolo indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, reimpiego di capitali illeciti, esercizio abusivo di giochi e scommesse ed altri reati contro la persona e il patrimonio. Di questi, 91 sono stati destinatari di misure cautelare personali.

L’attività di servizio, scaturita dagli sviluppi di pregresse risultanze investigative, derivanti prevalentemente dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia ascoltati dalla D.D.A. di Palermo (e tra questi, in particolare, il noto V.G.) si è arricchita di un paziente e scrupoloso lavoro condotto dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza attraverso, in particolare, la valorizzazione “ragionata” e “mirata” delle informazioni concernenti gli aspetti patrimoniali e finanziari – vero punto di forza della Componente speciale del Corpo – reso più difficoltoso, in questa indagine, dall’assenza di segnalazioni per operazioni sospette, pur a fronte di numerose operazioni “anomale”.

Altrettanto prezioso, poi, è stato il lavoro di riscontro delle dichiarazioni dei suddetti collaboratori di giustizia, attraverso l’esecuzione di intercettazioni telefoniche, nonché di controllo sistematico del territorio tramite pedinamenti e video-riprese, particolarmente complesse tenuto conto, soprattutto, del contesto territoriale di riferimento.

Le investigazioni hanno consentito di accertare come, nel vuoto di potere venutosi a creare a seguito dei numerosi provvedimenti di custodia cautelare che hanno interessato nel tempo il mandamento mafioso di Resuttana, nei territori palermitani dell’Arenella e dell’Acquasanta, si è verificata l’ascesa - in particolare - della famiglia F., i cui attuali esponenti si erano stabiliti da anni a Milano, ove erano dediti al reimpiego di una parte importante dei proventi delle attività criminali commesse sul territorio di Palermo.

Determinanti i riscontri investigativi, da cui è emersa l’opprimente presenza del clan sul territorio, attuata mediante la perpetrazione dei più tradizionali delitti di matrice mafiosa, quali l’estorsione, il traffico di sostanze stupefacenti, l’illecita concorrenza con minaccia o violenza. È emerso, altresì, che gli ingenti proventi delle condotte criminali - in parte utilizzati per il mantenimento dei familiari dei detenuti - sono stati riciclati e/o reimpiegati in molteplici settori economici della Sicilia e della Lombardia: ippica, gaming (centri scommessa e slot machine), cooperative attive nel campo della cantieristica, compravendita di preziosi, società attive nella produzione e commercializzazione del caffè, commercio di materie prime alimentari (farina, frutta e verdura) e packaging alimentare.

Disposto il sequestro del patrimonio e del complesso aziendale di 22 attività economiche, tra cui centri scommesse, società attive nei settori della cantieristica navale, della produzione, commercializzazione e somministrazione di bevande e alimenti. Disposto, inoltre, il sequestro preventivo di n. 13 cavalli da corsa, n. 8 immobili, vari mezzi di trasporto, nonché i saldi attivi di rapporti finanziari per un valore complessivo stimabile, allo stato, non inferiore ai 15 milioni di euro.

Per l’esecuzione dei numerosi provvedimenti la Guardia di Finanza ha complessivamente messo in campo circa 500 militari - tra cui baschi verdi e unità cinofile per la ricerca di armi ed esplosivi, sostanze stupefacenti e valuta – con il supporto di mezzi aerei.

Le operazioni in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania.





Banca d’Italia: “I costi economici e sociali da Covid – 19 saranno enormi”

“I dati sulla fiducia e le aspettative di famiglie e imprese e quelli relativi al mercato del lavoro mostrano che i costi economici e sociali della pandemia saranno enormi”. E quanto si legge nella pubblicazione, diffusa dalla Banca d’Italia, dal titolo “Previsioni al tempo del coronavirus”.

Gli autori della pubblicazione, Roberto Locarno e Roberta Zizza, sostengono che “l’impatto sull’economia dell’epidemia di Covid-19 potrebbe avere analogie con quanto osservato nei primi anni ’70: contrariamente a come si comportano le variabili in tempi normali, le strozzature nella produzione e nell’approvvigionamento dovute alle misure di contenimento potrebbero spingere in alto l’inflazione, attenuando le pressioni dovute alla caduta della domanda aggregata e al tracollo del prezzo del petrolio”.





Dl rilancio, Palazzo Chigi assicura: “A ore ci sarà una solida rete di sostegni e aiuti”

 

“Il presidente Conte, i ministri e le forze di maggioranza stanno lavorando senza sosta, confrontandosi costruttivamente e nel segno dello spirito di squadra, con un solo obiettivo: dare nelle prossime ore il via libera a una solida rete di sostegni, aiuti e investimenti a protezione di cittadini, famiglie e imprese alle prese con una crisi senza precedenti”. Lo si legge in una nota della presidenza del Consiglio riferendosi al dl Rilancio smentendo che vi siano tensioni tra lo stesso premier e il Movimento Cinquestelle e Di Maio, soprattutto sul tema della regolarizzazione dei migranti.