Fosso dell’Osa, assalto con un furgone al bancomat. Colpo fallito alla Bccr

 

Assalto, al bancomat del Credito cooperativo di Roma in via Fosso dell’Osa, in zona Villaggio Prenestino. Quattro persone, utilizzando un camion furgonato, hanno divelto il muro della banca ma poco dopo hanno abbandonato il colpo e sono fuggiti a bordo di un’auto. Sul posto la Polizia del reparto volanti. Il camion e’ risultato rubato.





Rapina a mano armata in una farmacia di Spinaceto

 

 

Rapina in farmacia ieri alle 12.50, in via Vallerano, zona Spinaceto, a Roma. Un uomo, armato di pistola, si e’ introdotto minacciando la titolare e facendosi consegnare 700 euro in contanti. Il rapinatore e’ poi fuggito. Nessuno e’ rimasto ferito. Sul posto i poliziotti dei commissariati Spinaceto e Colombo. Indagini in corso.





Criminalità, arrestato da polizia dopo 19 anni di indagini

 

Arresto, dopo 19 anni per omicidio. I fatti risalgono al maggio 2001 quando a Verona fu assassinato Antonio Schiesaro, il cui cadavere fu rinvenuto all’interno della propria abitazione, colpito violentemente e ripetutamente da numerosi colpi di arma da taglio. Un omicidio efferato con circa 70 colpi inferti dall’assassino al collo ed alla schiena con una forbice d’acciaio. Autore del delitto il 65enne cittadino rumeno Ion Lacanu. Le attività investigative si sono rivelate immediatamente complesse fino all’arresto dell’assassino, rintracciato sul litorale di Ostia dal personale della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato di “Ostia Lido”, dove aveva trovato rifugio all’interno di una roulotte. Gli agenti hanno, il 22 aprile scorso, dato così esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Verona su richiesta della Procura della Repubblica di Verona a seguito delle indagini condotte dal quella Squadra Mobile, dal Servizio Centrale Operativo e dalla Polizia Scientifica di Roma. 

La vittima, è stato ricostuito, era solita frequentare la zona della stazione ferroviaria alla ricerca di giovani, per lo più stranieri, con i quali consumare occasionali rapporti sessuali, in cambio di ospitalità. Sulla scena del crimine furono rilevate, in sede di sopralluogo, moltissime tracce di sangue anche sui bordi della vasca da bagno, Tale circostanza fece ritenere che l’autore dell’omicidio, dopo aver consumato il delitto, si fosse lavato per cancellare le tracce riconducibili alla sua persona. Infatti, tutti gli sforzi investigativi non consentirono, all’epoca, di individuare l’autore dell’efferato delitto che rimase, pertanto, insoluto. 

Grazie alle nuove tecniche scientifiche per i casi insoluti, sono emersi nuovi indizi di natura genetica nei confronti di di Lacanu, pregiudicato e senza fissa dimora, che fino ad allora era rimasto estraneo a tutte le attività d’indagine. Lo stesso omicida era stato negli anni autore di condotte violente anche nei confronti della compagna, alla quale aveva dato fuoco a seguito di una banale lite.

 





Bus in fiamme nella Galleria Giovanni XXIII, automobilista intossicato

 

Autobus in fiamme a Roma all’interno della Galleria Giovanni XXIII. Sul posto vigili del fuoco e diverse pattuglie della polizia locale che hanno chiuso la galleria in entrambe le direzioni. Dalle prime informazioni, un automobilista è stato trasportato in ospedale in codice giallo perché rimasto intossicato dal fumo. L’uomo avrebbe abbandonato il suo veicolo uscendo a piedi dalla galleria.

A bordo del mezzo nel quale si è sprigionato l’incendio non c’erano passeggeri.Lo ha reso noto l’Atac, la municipalizzata capitolina dei trasporti, precisando che l’autista della linea 46 ha provato a spegnere le fiamme mentre venivano allertati i vigili del fuoco. "L’autobus - ha spiega l’azienda - era in servizio da 16 anni.E’ il secondo caso di incendio distruttivo di una vettura nel 2020. Rispetto allo stesso periodo del 2019, i casi di incendio distruttivi sono diminuiti del 50%. Rispetto al 2018, i casi complessivi di incendio sono diminuiti dell’80%".





Ex pugile professionista arrestato per usura ed estorsione

 

I carabinieri hanno arrestato a Roma in flagranza di reato per usura un ex pugile professionista, commerciante di generi alimentari originario di Napoli e residente nella Capitale. L’uomo è stato fermato mentre riceveva due orologi di pregio, del valore complessivo di oltre 33mila euro, da un imprenditore che stava pagando parte di un prestito concessogli con interessi ben oltre la soglia di legge. 

A quanto ricostruito, la vittima, un imprenditore titolare di alcuni punti vendita di mobili, trovandosi in difficoltà economica, aveva ricevuto dal 2018, in più tranche, un prestito "a fermo" della somma complessiva di euro 250mila con un tasso usuraio del 10% da corrispondere mensilmente, per il quale aveva già corrisposto circa 350mila euro come pagamento degli interessi maturati nel corso del tempo.  

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, l’arrestato per convincere l’imprenditore a pagare le somme di denaro, attraverso pressioni vessatorie, gli lasciava intendere che avrebbe subito ripercussioni fisiche come già accaduto per altri suoi debitori che avevano tardato nei pagamenti. La merce di valore consegnata avrebbe soltanto parzialmente coperto il debito contratto garantendo alla vittima di guadagnare tempo nel reperire la liquidità necessaria per saldare il prestito.





Fdi: "Bocciatura strisce blu atto ostile della Giunta Raggi contro i romani"

 

“La giunta grillina ha bocciato la mozione di Fdi che chiedeva di reintrodurre fino al 31 maggio la gratuità delle strisce blu prima introdotta e poi inopinatamente tolta dalla giunta Raggi nella fase di emergenza Covid 19. Il documento era stato rinviato in vista della discussione della questione in commissione Mobilità venerdì scorso ma i pentastellati hanno confermato anche in quella sede la loro chiusura e anche le mediazioni da loro stessi proposte come quella di un abbonamento mensile ridotto sono state ritirate”. 

“Dunque i grillini confermano il loro atto ostile verso i romani che in questo momento di sicuro non hanno motivo di intasare le zone con parcheggio tariffato ma quando costretti a farlo dovranno pagare a causa della insensibilità della giunta Raggi e della sua maggioranza”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta gli esponenti di Fdi, Andrea De Priamo capogruppo in Campidoglio, i consiglieri comunali Francesco Figliomeni e Lavinia Mennuni, Rachele Mussolini della lista civica ‘Con Giorgia’.

 





Su Acea Fitch conferma il Rating BBB+ e l’outlook stabile

Fitch conferma il rating dell’Acea a “BBB+” con outlook stabile, nonostante il recente “declassamento del rating sovrano italiano”. Lo comunica la multiutility romana, sottolineando che il giudizio dell’agenzia di rating “riflette il focus strategico dell’Acea nelle attività regolate, il consolidamento di performance operative positive e il buon livello di liquidità disponibile”.





Nel Lazio contributi per gli affitti alle sale cinematografiche

 

“Essere presenti qui significa dire ai cittadini del Lazio che anche il Consiglio regionale, con i suoi consiglieri, è ripartito, per dare un segnale di ritorno alla normalità. Oggi abbiamo approvato una delibera importantissima che va in questa direzione, dando speranza e soprattutto un supporto concreto alle sale cinematografiche”. Così il presidente della quinta commissione consiliare permanente, Cultura, spettacolo, sport e turismo, Pasquale Ciacciarelli (Lega), al termine della seduta che si è svolta oggi nella sala Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, per l’esame dello schema di deliberazione della Giunta regionale n. 113 che prevede uno stanziamento, “straordinario e una tantum”, di  641 mila euro, finalizzato a garantire un sostegno alle micro, piccole e medie imprese conduttrici di sale cinematografiche. Il provvedimento, approvato all’unanimità con due osservazioni dello stesso Ciacciarelli, prevede contributi in quota parte al pagamento dei canoni di locazione delle sale, per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2020. Come ha spiegato Albino Ruberti, capo di gabinetto della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, non si tratta di risorse aggiuntive ma di una rimodulazione della spesa, a seguito del monitoraggio effettuato dalla Giunta sul bilancio 2020, alla luce dell’emergenza Covid-19. In particolare, tale somma viene recuperata attraverso una riduzione della quota di partecipazione annuale della Regione Lazio alla fondazione Film Commission di Roma e del Lazio, a seguito di modifiche e annullamenti di manifestazioni già programmate, pari a 341 mila euro, e l’eliminazione dello stanziamento di 300 mila euro, previsto dal Programma operativo annuale del cinema e dell’audiovisivo 2020, per progetti volti a promuovere proiezioni di opere cinematografiche o audiovisive di particolare rilevanza culturale o sociale. Le risorse così recuperate saranno destinate alla concessione, mediante apposito avviso pubblico gestito dalla società regionale in house LazioCrea SpA, di un contributo straordinario a fondo perduto rivolto alla copertura parziale, in misura non superiore al 40 per cento del canone di locazione, agli esercenti cinematografici che gestiscono sale nel Lazio in forza di contratto di locazione regolarmente registrato dell’immobile o di affitto d’azienda.

 





Nel Lazio contributi per gli affitti alle sale cinematografiche

 

“Essere presenti qui significa dire ai cittadini del Lazio che anche il Consiglio regionale, con i suoi consiglieri, è ripartito, per dare un segnale di ritorno alla normalità. Oggi abbiamo approvato una delibera importantissima che va in questa direzione, dando speranza e soprattutto un supporto concreto alle sale cinematografiche”. Così il presidente della quinta commissione consiliare permanente, Cultura, spettacolo, sport e turismo, Pasquale Ciacciarelli (Lega), al termine della seduta che si è svolta oggi nella sala Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, per l’esame dello schema di deliberazione della Giunta regionale n. 113 che prevede uno stanziamento, “straordinario e una tantum”, di  641 mila euro, finalizzato a garantire un sostegno alle micro, piccole e medie imprese conduttrici di sale cinematografiche. Il provvedimento, approvato all’unanimità con due osservazioni dello stesso Ciacciarelli, prevede contributi in quota parte al pagamento dei canoni di locazione delle sale, per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2020. Come ha spiegato Albino Ruberti, capo di gabinetto della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, non si tratta di risorse aggiuntive ma di una rimodulazione della spesa, a seguito del monitoraggio effettuato dalla Giunta sul bilancio 2020, alla luce dell’emergenza Covid-19. In particolare, tale somma viene recuperata attraverso una riduzione della quota di partecipazione annuale della Regione Lazio alla fondazione Film Commission di Roma e del Lazio, a seguito di modifiche e annullamenti di manifestazioni già programmate, pari a 341 mila euro, e l’eliminazione dello stanziamento di 300 mila euro, previsto dal Programma operativo annuale del cinema e dell’audiovisivo 2020, per progetti volti a promuovere proiezioni di opere cinematografiche o audiovisive di particolare rilevanza culturale o sociale. Le risorse così recuperate saranno destinate alla concessione, mediante apposito avviso pubblico gestito dalla società regionale in house LazioCrea SpA, di un contributo straordinario a fondo perduto rivolto alla copertura parziale, in misura non superiore al 40 per cento del canone di locazione, agli esercenti cinematografici che gestiscono sale nel Lazio in forza di contratto di locazione regolarmente registrato dell’immobile o di affitto d’azienda.

 





Zingaretti autorizza attività ad aprire per esguire lavori di manutenzione e disinfezione in vista delle riaperture

 

“In attesa dell’emanazione del Dpcm che individuerà ufficialmente le categorie abilitate alla riapertura dal 18 maggio, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato un’ordinanza con cui autorizza, le attività commerciali sospese, parzialmente sospese o limitate dal Dpcm del 26 aprile 2020, di eseguire gli interventi necessari alla predisposizione delle misure di prevenzione e contenimento del contagio finalizzate alla riapertura”. Si legge in una nota della regione Lazio. “Sarà consentito l’accesso alle strutture e agli spazi aziendali esclusivamente al personale impegnato in attività di manutenzione, ristrutturazione, montaggio, pulizia e sanificazione, nonché a operatori economici ai quali sono commissionate tale attività e che, pertanto, devono rientrare tra quelle non sospese. I suddetti interventi sono consentiti anche ai gestori di strutture e circoli sportivi, allo scopo di eseguire gli interventi necessari ad assicurare lo svolgimento di attività sportiva individuale nel rispetto del distanziamento fisico dei singoli atleti. La Regione, per facilitare la messa in opera di questi interventi, pubblicherà progressivamente sul sito www.regione.lazio.it le linee guida per tipologia di attività economica, definite in confronto con le organizzazioni di categoria e basate sulle indicazioni contenute nel Dpcm del 26 aprile 2020, nei documenti tecnici elaborati dall’Inail, nel “protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 14 marzo 2020 da Governo e parti sociali, nelle linee guida nazionali in materia di sanificazione e nell’ambito della disciplina degli orari di apertura degli orari di apertura delle attività commerciali, artigianali e produttive eventualmente stabilite con provvedimento del sindaco del comune di riferimento”.

 





Pd: bene nuovi fondi Regione Lazio su affitti ma Comune di Roma acceleri

 

“Raccogliamo con soddisfazione la notizia che la Giunta regionale ha approvato un ulteriore stanziamento per il sostegno ordinario all’affitto che produrrà un positivo effetto anche per i 15 mila inquilini romani, ai quali è stata riconosciuta la domanda e che potranno percepire mediamente un contributo di circa 1000 euro. L’investimento complessivo della Regione di 56 milioni di euro per aiutare le famiglie in difficoltà è una misura concreta di sostegno, soprattutto in questo particolare momento di emergenza economica legata al Covid19”. Così in una nota il capogruppo del PD capitolino Giulio Pelonzi e il consigliere dem Giulio Bugarini. “Con questo nuovo stanziamento sarà possibile soddisfare le migliaia di domande pervenute – sottolineano – ma è fondamentale che Roma Capitale acceleri le procedure per consentire agli inquilini romani di ricevere subito l’aiuto di cui hanno bisogno”, concludono.

 




Corsetti (Pd): "Aiutare ripartenza di bar e ristoranti, ma attenti a salute"

 

“Aiutare la ripartenza di bar e ristoranti dopo questo drammatico momento è non solo legittimo ma doveroso. Non posso però non manifestare la mia preoccupazione per le iniziative che si stanno mettendo in campo relativamente all’ampliamento degli spazi esterni delle attività commerciali”. Lo dichiara in una nota Orlando Corsetti, consigliere capitolino del Partito democratico. “Sono state, infatti, predisposte ben tre diverse proposte di deliberazione, due del M5s e una del Pd, che prevedono la possibilità di autorizzare bar e ristoranti ad occupare, anche in deroga, il suolo pubblico con tavoli e sedie come misura per sollevarsi dalla crisi economica determinata dall’attuale emergenza epidemiologica, recuperando all’aperto quei posti a sedere che andrebbero persi all’interno per il rispetto del distanziamento sociale imposto dalle autorità governative e sanitarie – spiega Corsetti – . Ritengo che una simile impostazione appaia fortemente lesiva del pubblico interesse ed estremamente pericolosa per la salute pubblica; la complessa situazione sanitaria e sociale deve portare, infatti, a misure responsabili che tutelino innanzitutto la salute e l’incolumità pubblica scongiurando il rischio che riprenda con forza la diffusione del Coronavirus e che si inneschino pericolose tensioni sociali”. “Ampliare lo spazio esterno di bar e ristoranti per favorire il consumo all’aperto – sottolinea Corsetti – ridurrebbe infatti inevitabilmente gli spazi di vivibilità sociale pregiudicando il libero transito su strade e marciapiedi che verrebbero letteralmente invasi dagli arredi esterni delle attività commerciali. Inoltre è impensabile che una simile agevolazione possa essere applicata indistintamente su tutto il territorio cittadino che presenta caratteristiche urbanistiche talmente diverse da apparire un insieme di tante città”. Per questo stesso motivo, secondo Corsetti “le eventuali domande per la richiesta dei dehors non possono essere soggette a procedure di autorizzazione automatica, come è stato proposto, perché ciò non consentirebbe un preventivo controllo della richiesta che riteniamo invece indispensabile. Dunque, tutte le eventuali nuove domande di concessione di suolo pubblico devono essere preventivamente e rapidamente esaminate, assentite o respinte dagli uffici preposti, opportunamente rafforzati dal Campidoglio attraverso la creazione di uffici ad hoc deputati alla valutazione delle stesse”. Deve essere, infine, secondo Corsetti – introdotto un efficace sistema sanzionatorio a carattere straordinario per l’immediata repressione di ogni abuso al fine di evitare che gli imprenditori onesti subiscano la concorrenza sleale dei furbetti di turno e di garantire ai cittadini serenità nel vivere quotidiano. Solo la modifica delle proposte nel senso indicato mi consentirebbe di sostenere un provvedimento di questo tipo che dovrà avere sempre come faro la tutela della salute pubblica, anche per evitare che amministratori e dirigenti possano trovarsi in futuro esposti all’imputazione del reato di diffusione colposa del virus”, conclude.

 





Fipe Confcommercio denuncia: “Con distanze persi 246mila coperti”

 

 “Con le misure di distanziamento previste dal Comitato tecnico scientifico, ovvero una persona ogni 4 metri quadrati, i ristoranti romani perdono 246 mila posti a sedere (4,5 milioni a livello nazionale), il 63 per cento del totale”. Lo spiega in una nota, la Fipe Confcommercio Roma. “La ristorazione romana è fatta da piccole attività che, come a livello nazionale, hanno in media una superficie di 90 metri quadrati e 62 posti a sedere. Il numero di posti a sedere per metro quadrato è pari a 0,7 ma nei piccoli ristoranti si scende a 0,6. Se si adottasse il parametro di 4 metri quadrati per cliente il numero dei posti scenderebbe di oltre il 60 per cento e nel caso di birrerie e pizzerie la riduzione sarebbe anche superiore. Il numero di posti per metro quadrato scenderebbe a 0,25 – si legge nella nota. “E’ un’ipotesi inaccettabile che affosserebbe tutto il comparto – spiega Giancarlo Deidda, commissario di Fipe Confcommercio Roma -. Come Federazione abbiamo fatto proposte concrete basate su distanze tra i tavoli in grado di garantire la sicurezza e la possibilità delle aziende di lavorare per mantenere i livelli occupazionali. Con le distanze proposte, peraltro applicate in modo così severo solo nel caso della ristorazione, le aziende non potranno sopravvivere. La stessa possibilità di ottenere, come misura compensativa, maggiore spazio all’esterno è in questo modo assolutamente depotenziata. Per noi il punto di riferimento resta il distanziamento interpersonale di un metro”, conclude.

 





Ida Benucci (Confimprese Roma area metropolitana): “Minata la fiducia di migliaia di imprenditori. Il tempo per salvare le piccole imprese è quasi esaurito, poi sarà il default”

 

“I rinvii delle aperture per negozi, ristoranti, bar e strutture ricettive e del turismo,  porteranno alla chiusura di migliaia di aziende e moltissime di queste nella Capitale”. E’ quanto dichiara in una nota la Presidente di Confimprese Roma area metropolitana, Ida Benucci. “La cosiddetta Fase Due, ovvero quella che doveva essere la ripartenza per il Paese, è ancora incerta ed a tratti anche poco comprensibile e mina la fiducia dei tanti imprenditori che fino ad ora hanno resistito, tenendo in piedi, malgrado tutto, le loro attività. A rendere ancor più drammatica la situazione sono anche le notizie che ci arrivano da tanti associati, che lamentano come gli ammortizzatori sociali per i loro dipendenti, non siano ancora scattati. Ritardi colpevoli che rendono difficili, ed in alcuni casi impossibile la vita di tante famiglie. In questo quadro non servono a nulla i prestiti garantiti dallo Stato, perché in assenza di incassi, servirebbero soltanto a ripianare le esposizioni con le banche. Tutto questo provocherà la perdita di migliaia di occupati in tutto il Paese, perché riaprire le attività in queste condizioni di incertezza è pura follia.  Servono sostegni economici a fondo perduto, servono certezze, serve la volontà da parte dello Stato di voler tenere in piedi l’ossatura del Paese che è fatta di piccole e medie imprese. Siamo convinti della necessità di dover rinunciare a pezzi di libertà per arginare, frenare e sconfiggere Covid-19, ma deve esserci anche la volontà, dichiarata nei fatti, di essere vicini ad una comunità di donne e di uomini che rischia di scomparire per sempre o di finire nelle mani di speculatori stranieri o della malavita organizzata con i suoi colletti bianchi.  Il nostro – conclude la Presidente Benucci – è un appello alle Istituzioni, ai partiti, perché trovino una sintesi e diano risposte e restituiscano certezze al mondo dell’impresa. C’è poco tempo a disposizione, poi per tanti troppi imprenditori e lavoratori, sarà la fine, il default.”





Falso in bilancio, la Guardia di Finanza bussa alla porta di Ama. Inchiesta della Procura di Roma

 

 

I militari della Guardia di Finanza di Roma, su mandato della procura, hanno effettuato una serie di acquisizioni documentali presso la sede di Ama e in due istituti di credito nell’ambito di una indagine in cui si ipotizza il reato di falso in bilancio. L’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Paolo Ielo e Rodolfo Sabelli, riguarda una somma di 250 milioni di euro che l’Ama ha messo a bilancio per le annualita’ 2015 e 2016. Secondo chi indaga, sarebbe la somma derivata dall’acquisizione dell’imposta Tari sull’immondizia che la municipalizzata dei rifiuti riscuote per conto del Comune di Roma. Nel bilancio, secondo quanto si apprende, questa cifra non e’ separatamente indicata e sarebbe stata utilizzata da Ama per pagare i propri creditori, cioe’ le banche e rafforzare la propria posizione di liquidita’.





Silvia Romano, un post di Sgarbi sulla scrivania dei Pm milanesi. Di Maio e Speranza escludono il pagamento di un riscatto

 

 

Al vaglio dei pm di Milano, che indagano sugli insulti e sulle minacce a Silvia Romano, c’è anche un post di Vittorio Sgarbi, il quale ha scritto che la giovane "va arrestata" per "concorso esterno in associazione terroristica". Delle parole del critico d’arte avrebbe parlato, come persona offesa, anche la stessa 24enne nell’audizione davanti al capo del pool antiterrorismo e agli investigatori del Ros dei carabinieri. Davanti al responsabile dell’antiterrorismo di Milano, Alberto Nobili, che coordina l’indagine, la giovane ha detto di "essere serena" malgrado le minacce. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero tutti i messaggi minatori, non solo i post sui social ma anche alcune lettere. Gli investigatori hanno sentito anche la madre di Silvia. Intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nega che per la liberazione di Silvia Romano sia stato pagato un riscatto. "A me non risultano riscatti" ha detto ospite della trasmissione "Fuori dal Coro" in onda su Rete 4. "Perché la parola di un terrorista che viene intervistato vale più di quella dello Stato italiano?", ha aggiunto riferendosi all’intervista di martedì al portavoce degli Shabaab che parlava del pagamento di un riscatto da parte dell’Italia. Anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite di "Di Martedì" ha detto di "non sapere di riscatti".





Terrorismo, arrestati dai Carabinieri 12 anarco-insurrezionalisti

 

I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Bologna hanno eseguito un’ordinanza cautelare per 12 presunti anarcoinsurrezionalisti, accusati di un attentato incendiario a Bologna e di atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico. Le indagini hanno accertato la promozione di un’associazione terroristica con predisposizione e diffusione di materiale istigatorio a una "campagna di lotta anti-Stato". 

L’operazione "Ritrovo" in corso anche a Firenze e Milano. Le indagini sono coordinate dalla Procura bolognese.





Muore sul Pizzo del Diavolo travolto da una valanga il grande alpinista Matteo Bernasconi

 

Matteo Bernasconi, famoso alpinista dei Ragni di Lecco, è stato travolto e ucciso da una valanga in Valtellina. Il 38enne, che risiedeva a Como, è stato ucciso dalla massa di neve al Pizzo del Diavolo, ad alta quota, in una vallata alpina fra Ponte in Valtellina e Chiuro (Sondrio). L’allarme era scattato martedì in tarda serata. Il corpo senza vita dell’alpinista comasco è stato recuperato poco prima della mezzanotte di ieri. Lascia la moglie e un figlio di due anni.





Torna in carcere il superboss Antonino Sacco

 

 

Torna in carcere il boss palermitano Antonino Sacco, che era stato scarcerato e messo ai domiciliari dal Tribunale di sorveglianza per l’emergenza coronavirus. Il magistrato di sorveglianza ieri sera ha revocato il provvedimento di differimento della pena per il boss che era nella sua abitazione da un mese. La decisione è arrivata dopo lvazione del Decreto del ministro della Giustizia Bonafede dopo le polemiche per le scarcerazioni dei boss mafiosi. Sacco, che è in una struttura sanitaria carceraria, avrebbe fatto parte del triumvirato che ha retto di recente il mandamento di Brancaccio.





Nel giorno della Madonna di Fatima Papa Francesco prega per studenti e insegnanti

 

“Preghiamo oggi per gli studenti, i ragazzi che studiano, e gli insegnanti che devono trovare nuove modalità per andare avanti nell’insegnamento: che il Signore li aiuti in questo cammino, dia loro coraggio e anche un bel successo”. Papa Francesco ha così ha rivolto il suo pensiero a studenti e insegnanti nell’introduzione alla Messa presieduta questa mattina a Casa Santa Marta, nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria della Madonna di Fatima.





Poste Italiane fa i conti al tempo del Coronavirus, primo trimestre con un -30,2%

 

Poste Italiane vede la "performance finanziaria del 2020 impattata a marzo dal lockdown" ma conferma "i principali trend di lungo termine", e la "traiettoria strategica" del piano ’Deliver 2020’ che è anzi "accelerata dai trend emergenti". L’impatto sui conti, da marzo, dell’emergenza Covid-19 pesa sul primo trimestre che si chiude con un utile netto pari a 306 milioni, in calo del 30,2% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Frena la redditività con un risultato operativo (Ebit) in calo del 28,6% a 441 milioni. Tiene il fatturato: -3% a 2,755 miliardi con una crescita dei ricavi da pagamenti e mobile e dai servizi assicurativi che ha mitigato i minori ricavi da servizi finanziari e corrispondenza.

"Sebbene la performance del 2020 sia stata impattata dal lockdown, i recenti eventi hanno accelerato trend emergenti chiave e confermato la direzione strategica del Piano Deliver 2022. Poste Italiane ha affrontato la crisi con un profilo finanziario robusto, con uno stato patrimoniale solido e una forte capacità di generare liquidità grazie al nostro business redditizio", dice l’a.d. di Poste Italiane, Matteo Del Fante, commentando i risultati del primo trimestre su cui pesa, da marzo, l’impatto dell’emergenza Covid-19. "Nel corso della sua storia - dice - Poste Italiane è sempre stata presente per i propri clienti e per la comunità. Durante questa crisi abbiamo continuato a supportare tutti i nostri stakeholder, rafforzando la nostra reputazione. Poste è un operatore di sistema; il nostro ruolo è diventato più importante e questo si tradurrà in un business più forte e sostenibile. Insieme, saremo all’altezza della sfida." E l’azienda sottolinea: "Supportiamo le nostre comunità quale pilastro strategico che fornisce servizi essenziali".

 





Viaggiare con la bici. Presentati i risultati del rapporto 2020 Isnart-Unioncamere e Legambiente sul cicloturismo in Italia. Il cicloturismo può essere una componente importante per sostenere la ripresa del turismo e per fruire delle bellezze dei territ

 

Il cicloturismo può essere una componente importante per sostenere la ripresa del turismo e per fruire delle bellezze dei territori italiani all’insegna dell’Ambiente e della Sostenibilità.

 

Il cicloturismo esprime i caratteri distintivi della Low Touch Economy- sicurezza, salute, distanziamento, corto raggio - ed è un candidato d’eccellenza alle esigenze di “nuova normalità” per il superamento dell’emergenza coronavirus.

 

Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale di chi sceglie di trascorrere le vacanze pedalando nel nostro Paese e quest’anno lo scenario estivo potrebbe registrare un ulteriore aumento, se gli 1,4 milioni di cicloturisti italiani confermassero tale modalità di vacanza principale ed a questi si aggiungessero i cicloturisti che normalmente si muovono tra gennaio e maggio, raggiungendo così quota 2,7 milioni.

 

Nel 2019sono stati stimati 20,5 mlndi pernottamenti di cicloturisti italiani, dunque quest’anno considerando anche dei brevi soggiorni autunnali (due/tre giorni) a fine 2020si raggiungerebbero le 25,9 mlndi presenze (+26%).

 

I dati emergono dal secondo rapporto sul Cicloturismo in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente.

 

Un potenziale enorme, quello della mobilità in bicicletta, che avrà un ruolo fondamentale nell’immediato futuro e che può avere un effetto volano sul settore ciclo-viaggi dalle straordinarie potenzialità in considerazione del contesto paesaggistico e culturale italiano.

 

L’utilizzo della bicicletta, che consente di risparmiare l’emissione di 1,5 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, rappresenta una risposta ideale al bisogno di rigenerarsi dopo una fase di disagio. La bicicletta garantisce inoltre un naturale distanziamento fisico ed adattabilità e versatilità in contesti di qualsiasi tipo ed è particolarmente adatto ad un turismo di prossimità (staycation, vacanza vicino casa).

 

I numeri evidenziati nel rapporto restituiscono l’immagine di un fenomeno uscito ampiamente dalla condizione di nicchia e che determina un impatto economico rilevante, e con enormi potenzialità di crescita.

 

In Italia nel 2019 sono state vendute 1,7 mln di biciclette(3 al minuto), e quasi 2 milioni di italiani la usano come mezzo di trasporto quotidiano.

 

Nel 2019, il cicloturismo - comprendendo turisti italiani e stranieri - ha generato ha generato quasi 55 milionidi pernottamenti, corrispondenti al 6,1%del totalee generando una spesa complessiva di 4,7 miliardi di euro, pari al 5,6% del totale, di cui 3 miliardi generati dalla componente internazionali dei turisti.

La spesa media giornaliera pro capite del cicloturista si attesta intorno ai 75 euro.

 

Per l’Estate 2020, in previsione di una probabile riduzione del turismo transfrontaliero, l’attenzione si concentra sullo sviluppo e sulle modalità della componente italiana di cicloturisti.

 

I dati relativi allo scorso anno 2019 indicano che il cicloturismo predilige il corto raggio: i cicloturisti tendono a muoversi nella stessa area di residenza o, al più, in quelle limitrofe; i turisti in bicicletta in Lombardia ed Emilia-Romagna prediligono destinazioni di prossimità, mentre veneti e toscani arrivano a spingersi a Sud raggiungendo Sicilia e Calabria. Per quanto riguarda i turisti internazionali, tedeschi ed austriaci si concentrano in Trentino, i francesi si distribuiscono più o meno equamente tra Lombardia, Trentino e Sardegna (che è il terzo mercato di riferimento anche dei britannici).

 

Secondo itour operator specializzatiin cicloturismo il pacchetto medio corrisponde a 7 notti, per un valore di circa 900 €, e può essere itinerante o a base fissa. Gli stessi tour operator rilevano l’effetto trainante che le e-bike, le biciclette a pedalata assistita, hanno avuto sul comparto.

 

Del cicloturismo va considerata non solo la consistenza assoluta ma anche l’importanza “relativa” rispetto al complesso dell’economia turistica locale. Infatti, il peso del cicloturismo sulla domanda turistica complessiva dell’Italia è in media il 6%, mentre nelle regioni a più alta vocazione cicloturistica l’incidenza è notevolmente più marcata, nell’ordine del 15% / 20%.

 

Il Trentino-Alto Adige è la Regione che da solaintercetta la fetta più consistente (30% del totale) dell’intero flusso. La Regione vanta 16 milioni di pernottamenti di cicloturisti (15% del movimento turistico globale), con 73 euro di spesa giornaliera pro-capite. Tutto ciò si traduce in 1,1 miliardi di euro di spesa cicloturistica complessiva annua. Considerato che la Regione vanta 3.256 km di percorsi cicloturistici, l’impatto economico generato dal cicloturismo è di circa 338 mila euro per km di ciclabile. Applicando questi fattori spesa/Km su scala nazionale - in Italia ci sono oltre 58 mila km di itinerari cicloturistici (ciclabili + ciclopedonali + ciclovie) - l’impatto del cicloturismo potrebbe raggiungere volumi di oltre 5 volte quelli registrati finora.

 

Il Trentino, insieme a un Nord-Est allargato a Lombardia ed Emilia-Romagna, vede transitare quasi il 70% del movimento cicloturistico complessivo. Vi è poi anche un’apprezzabile area meridionale, Puglia, Calabria e Sicilia e Sardegna, che ne è interessata con volumi non trascurabili, mostrando un’attrattività a prescindere dalla disponibilità di piste ciclabili attrezzate e servizi accessori.

 

Di particolare importanza per lo sviluppo dell’offerta cicloturistica dei territori, è la presenza di infrastrutture (es. ciclovie) e servizi (es. di noleggio) dedicati. Infrastrutture e servizi che per tutte le Regioni, e in particolare per quelle finora meno visitate dai cicloturisti, possono rappresentare un importante driver di crescita.

 

Secondo la ricerca le ciclovie italiane più gettonate sono:

 

 





Coronavirus, Giansanti (Confagricoltura): "Dall’Europa misure inadeguate per il settore agricolo"

 

“Le misure varate finora dalla Commissione europea per l’emergenza Coronavirus sono assolutamente insufficienti. Occorre mobilitare nuove risorse finanziarie ed ampliare la sfera degli interventi di mercato. Sul settore vitivinicolo e delle carni suine è indispensabile agire con la massima urgenza”. Sono le richieste avanzate dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in vista della riunione, in programma del Consiglio Agricoltura della Ue.
 
“Nel recente rapporto sulle prospettive economiche – rileva Giansanti – la Commissione ha indicato che la crisi in atto è senza precedenti e può addirittura minare il funzionamento del mercato unico. In questo scenario è stata prevista per l’agricoltura una spesa straordinaria limitata a 80 milioni di euro. E’ un importo del tutto inadeguato. Basti guardare a quanto deciso fuori dalla UE”.
 
Negli Stati Uniti, sottolinea Confagricoltura, solo per il sostegno della filiera dei biocarburanti è stato varato un intervento superiore a quello complessivo della Ue. E nel Regno Unito non ci saranno limiti di spesa per supportare il reddito dei produttori di latte. In Canada, per compensare i costi per l’acquisto dei dispositivi di sicurezza sanitaria, gli agricoltori riceveranno un contributo pubblico di 55 milioni di dollari USA”.
 
“Alla luce di questi dati – dichiara il presidente Giansanti – è di tutta evidenza che l’Unione europea deve fare molto di più per sostenere un settore che, assieme alle altre parti della filiera, garantisce la sicurezza alimentare”.
 
“Adotteremo tutte le azioni necessarie per rispondere in tempi rapidi e in modo efficace alle richieste delle imprese – conclude Giansanti – sapendo di poter fare affidamento anche sulle iniziative annunciate dal Parlamento europeo”.
 
Nei giorni scorsi, ricorda la Confagricoltura, i coordinatori del gruppo del gruppo PPE e dei Socialisti Democratici, Dorfmann e De Castro, hanno inviato una lettera alla Commissione europea per annunciare il voto contrario della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento sulle misure varate “in assenza di un significativo miglioramento”.

 





Imprese: 1 su 4 ha investito prima del lockdown sul lavoro agile

  

Alla prova del lockdown, una impresa su quattro è arrivata – almeno in parte – preparata: il 24,6% delle imprese italiane, infatti, ha investito nell’adozione di sistemi di smart workingper innovare il proprio modello organizzativo aziendale tra il 2015 al 2019.

Il dato, che emerge dal bollettino annuale del Sistema informativo Excelsiordi Unioncameree Anpal, è cresciuto rispetto al 2018 (23,5%) e segue un trend di incremento consistente, destinato probabilmente a conoscere una ulteriore impennata nel prossimo futuro.

Non tutti i settori, ovviamente, si sono potuti adattare all’introduzione del lavoro agile nella stessa maniera. L’ambito più ricettivo è quello delle Public utilities (luce, acqua, gas) in cui il 34,7% delle imprese ha dichiarato di aver investito in smart working, a seguire quello dei Servizi (25,5%), l’Industria (22,5%) e fanalino di coda, come facilmente immaginabile, le Costruzioni (19,9%).

All’interno del mondo dei servizi, hanno investito in smart working il 50,9% delle imprese di Servizi informatici e delle telecomunicazioni, il 48,8% delle imprese di Servizi finanziari e assicurativi, e il 40,3% dei Servizi avanzati di supporto alle imprese. A questa modalità di lavoro a distanza hanno invece guardato solo il 15,7% delle imprese dei Servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone e il 17,9% dei Servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici.

Nel sistema industriale, sul lavoro agile hanno puntato il 33,3% delle Industrie elettriche, elettroniche, ottiche e medicali, il 32,8% per le Industrie chimiche, farmaceutiche e petrolifere e il 29,6% delle Industrie di fabbricazione macchinari.

Il Mezzogiorno è l’area del Paese in cui maggiormente le imprese hanno puntato sul lavoro a distanza, un’opportunità offerta dalla tecnologia per colmare altri gap strutturali. A favore di questa modalità organizzativa hanno investito il 27,1% delle imprese meridionali. A seguire il Nord Ovest, con il 24,1%, il Nord Est con il 23,5%, quindi il Centro con il 23%.

A fare la differenza, però, è soprattutto è la classe dimensionale delle imprese. L’innovazione del lavoro agile riguarda infatti il 53,1% delle aziende con più di 500 dipendenti, il 50,3% delle aziende tra i 250 e i 499 dipendenti e il 41,8% delle aziende tra i 50 e i 249 dipendenti. La percentuale scende per le imprese più piccole. Infatti si notano investimenti in smart working solo per il 31,1% delle imprese tra i 10 e i 49 dipendenti, e per il 21,3% di quelle tra 1 e 9 dipendenti.

Lo smart working è però solo una delle possibili modalità  organizzative e dei nuovi modelli di business che stanno adottando le nostre imprese messi a disposizione dalla trasformazione digitale.

Excelsior mostra infatti che nel 2019 ben il 36,9% delle imprese (contro il 35,4% del 2018) ha dichiarato di aver investito in attività di digital marketing. Al primo posto il settore dei servizi (39,3%), al secondo quello delle Public utilities al 37,3%, poi al 31,2% il settore dell’Industria e il 25,5% in quello delle Costruzioni.

Dal punto di vista territoriale si nota una sostanziale omogeneità tra tutte le aree del paese in cui spiccano sia il Nord Est con il 37,5%, sia il Sud e le isole con il 37,3%. A seguire il Nord Ovest con il 36,9% e il Centro con il 35,8%.

Le imprese più grandi hanno un tasso maggiore di investimenti in digital marketing: l’innovazione riguarda infatti il 70,5% delle aziende con più di 500 dipendenti, il 68,3% delle aziende tra i 250 e i 499 dipendenti e il 58,5% delle aziende tra i 50 e i 249 dipendenti. La percentuale scende per le imprese più piccole. Infatti, sui canali di promozione e vendita online hanno puntato un buon 44% delle imprese tra i 10 e i 49 dipendenti e il 33% di quelle tra 1 e 9 dipendenti.





Sondaggio Ixè: Lega al 24,6% cala ancora ma il Pd non mette la freccia e resta al palo

 

 

Prosegue anche questa settimana, seppure meno accentuato, il calo della Lega, che scende al 24,6%.Non riduce, però, le distanze il Pd, che perde lo 0,9%, arretrando al 22%. E’ quanto emerge da un sondaggio Ixè sulle intenzioni di voto condotto per Carta Bianca su Rai 3. Consolidano il proprio consenso il Movimento 5 Stelle (16,9%) e, soprattutto, Fratelli d’Italia (14,2%). Tra le liste che non raggiungono la doppia cifra, si deve segnalare la crescita di Azione, che sale al 2%. I livelli di fiducia nei politici vedono una tendenziale conferma del quadro della scorsa settimana, con alcune flessioni (-1 Meloni, -2 Salvini) e qualche rafforzamento (+1 Di Maio e Berlusconi) che comunque non mutano la gerarchia complessiva dei gradimenti: Conte in testa (59%), Meloni la prima inseguitrice (34%) e gli altri più arretrati. Nell’attuale situazione, il Governo conferma ancora il buon gradimento (58%), largamente associato all’apprezzamento della gestione dell’emergenza sanitaria, per cui si registrano tra i cittadini segnali di sollievo sul versante sanitario. Rispetto alla fase 2, domina ancora tra i cittadini un atteggiamento prudenziale e una certa diffidenza sui comportamenti individuali: per il 62% una corretta gestione richiede controlli severi da parte delle forze dell’ordine e non è sufficiente affidarsi al buonsenso dei singoli. Rispetto alle richieste di anticipare le aperture avanzate da alcune Regioni, poi, la maggioranza degli italiani si schiera col Governo, sostenendo l’opportunità di attendere un’altra settimana prima di decidere le riaperture differenziate. Ad una minore preoccupazione sul fronte sanitario, come già evidenziato nelle scorse settimane, corrisponde però una crescente preoccupazione per le conseguenze economiche: il 44% degli intervistati dichiara di temere, per sé o per i familiari, la perdita del posto di lavoro

 





Rapporto dell’Unicef: “Ogni giorno rischiano di morire altri 6 mila bambini”

 

“Secondo l’Unicef nei prossimi 6 mesi potrebbero morire ogni giorno ulteriori 6.000 bambini per cause prevenibili a causa della pandemia di Covid-19, che continua a indebolire i sistemi sanitari e a interrompere i servizi di routine”, ha dichiarato il Presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo. In un comunicato si precisa che i dati si sono basati sull’analisi dei ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, pubblicata nel The Lancet Global Health journal. Secondo il peggiore di tre scenari in 118 paesi a medio e basso reddito, l’analisi stima che ulteriori 1,2 milioni di morti di bambini sotto i 5 anni potrebbero verificarsi in soli 6 mesi, a causa della riduzione dei livelli di copertura nei servizi sanitari di routine e di un incremento della malnutrizione acuta dei bambini. “Queste morti potenziali si aggiungeranno ai 2,5 milioni di bambini che già muoiono prima del quinto compleanno ogni sei mesi nei 118 paesi compresi nello studio, minacciando di ribaltare i progressi di circa dieci anni nel porre fine alle morti prevenibili dei bambini sotto i 5 anni. Inoltre, circa 56.700 morti materne in più potrebbero verificarsi in soli 6 mesi e si aggiungerebbero alle 144.000 morti che già avvengono negli stessi paesi in un periodo di 6 mesi”, ha sottolineato Samengo.

 





Spostamenti da una Regione all’altra probabili dal primo di giugno

 

"Penso che dal primo giugno ci sarà possibilità di spostarsi da una regione all’altra. E secondo me sarà possibile muoversi anche dalla Lombardia". Così Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, ospite della trasmissione ’Circo Massimo’ su Radio Capital che sui dati della Lombardia di ieri dichiara "erano falsati". "Dal 18 maggio faremo un passo avanti e di questo ne sono sicuro e per fine mese ci sarà maggiore libertà. Ovviamente non posso garantire oggi la libertà del movimento fra diversi Regioni perché è un momento di osservazione; è una fase 2 molto iniziale e ci sono 12 regioni che hanno meno di 12 infetti" afferma Sileri. "E’ come se all’Italia fosse stata data una lettera di dimissioni dopo una brutta malattia: bisogna aspettare queste due settimane e vedere come va. Noi dobbiamo essere pronti a non farci prendere alle spalle da eventuali altri contagi" aggiunge Sileri. "Dobbiamo lavorare sulla terapia, credo che quella sul plasma sia molto promettente. Per il vaccino serve più tempo. Non sono ottimista in un vaccino entro fine anno". La situazione sanitaria del paese sta migliorando, spiega Sileri "perché oggi conosciamo meglio la malattia e viene trattata precocemente, perché ci sono più posti liberi in ospedale. E potrebbe esserci una stagionalità del virus". Sulla questione tamponi "è stata fatta una call, nazionale e internazionale, che dura tutta questa settimana per fare un censimento per le possibilità di acquisto di reagenti e tamponi. Andava fatta prima, certo. Da lunedì avremo le risposte".





Allarme della Fed: “Se non si arresta la pandemia economia Usa a rischio”

 

L’economia statunitense è destinata a riprendersi nella seconda metà dell’anno, ma scenari più pessimistici con nuove infezioni da Covid-19, porterebbero a massicce chiusure di attività e fallimenti. "Una ragionevole prospettiva è che, con l’abolizione di alcune delle restrizioni alla permanenza a casa, l’economia comincerà a crescere di nuovo nella seconda metà di quest’anno e la disoccupazione comincerà a scendere", ha detto la presidente della Federal Reserve Bank di Cleveland, Loretta Mester, durante un evento online tenuto dalla CFA Society di Chicago. "Entro la fine di quest’anno, la produzione sarà ancora al di sotto del livello della fine dell’anno scorso, del 5% o anche un po’ di più, e il tasso di disoccupazione sarà ancora a una sola cifra o a due cifre", ha detto Mester, aggiungendo che c’è "una notevole incertezza" su come sarà la ripresa. "Non è difficile immaginare scenari più pessimistici, soprattutto se un’impennata dei casi di virus renderà necessaria una nuova chiusura dell’attività o se ci saranno molti più danni in termini di fallimenti aziendali e personali o se si verificheranno instabilità nel sistema bancario", ha aggiunto. "A questo punto, penso che alcuni dei risultati più pessimistici siano quasi altrettanto probabili quanto la ragionevole linea che ho appena descritto", ha detto Mester, osservando che la ripresa dipenderà dall’evoluzione del virus e dal successo dei metodi per controllarne la diffusione. "Dipenderà anche dal successo delle azioni politiche nel garantire che la temporanea interruzione dell’attività non causi danni più persistenti all’economia e che l’economia sia ben organizzata per una ripresa", ha aggiunto il funzionario della Fed, che si aspettava che il tasso di disoccupazione salisse ulteriormente, forse fino al 20 per cento o anche di più, dato che la ricaduta del Covid-19 continua a dilagare nel paese: "Certamente, questo è il peggior e più rapido deterioramento del mercato del lavoro che molti di noi abbiano mai visto", ha detto Mester, le sue osservazioni sono arrivate dopo che il Dipartimento del Lavoro ha riferito la scorsa settimana che i datori di lavoro statunitensi hanno tagliato 20,5 milioni di posti di lavoro in aprile, cancellando un decennio di guadagni di posti di lavoro dalla crisi finanziaria globale e spingendo il tasso di disoccupazione a un record del 14,7 per cento.





Gentiloni (Ue): “Subito Recovery fund da almeno 1000 miliardi”

 

 

Serve un recovery fund "da almeno mille miliardi" con fondi già dai "prossimi mesi". Lo afferma il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni alla Stampa, che poi sollecita un nuovo strumento per consentire, attraverso l’uso dei fondi Ue, investimenti privati per sostenere le aziende in difficoltà. Gentiloni spiega che quella attuale è una recessione dal "carattere disomogeneo", e sarà tale anche la ripresa. Ed è questa disparità che è "una minaccia esistenziale alle fondamenta dell’Unione". Sul Mes Gentiloni ammette che una richiesta di gruppo potrebbe essere un buon segnale.

 

Serve un recovery fund "da almeno mille miliardi" con fondi già dai "prossimi mesi". Lo afferma il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni alla Stampa, che poi sollecita un nuovo strumento per consentire, attraverso l’uso dei fondi Ue, investimenti privati per sostenere le aziende in difficoltà. Gentiloni spiega che quella attuale è una recessione dal "carattere disomogeneo", e sarà tale anche la ripresa. Ed è questa disparità che è "una minaccia esistenziale alle fondamenta dell’Unione". Sul Mes Gentiloni ammette che una richiesta di gruppo potrebbe essere un buon segnale.





ConfimpreseItalia: “Servono maggiori attenzioni e risorse per turismo e commercio.”

 

“Le misure messe in campo dal Governo si sono rivelate ad ora insufficienti soprattutto per quei comparti che sono il core business nazionale”. Questa la posizione espressa da ConfimpreseItalia in una nota. “Parliamo del turismo che rappresenta una fetta rilevante del Pil italiano e che purtroppo è stato colpito al cuore e lo sarà anche nei prossimi mesi. Alberghi, B&B, Ristoranti, Lidi Balneari, Parchi Acquatici ed insieme a loro Tour Operator e Agenzie di Viaggio, queste ultime di cui pochi parlano, hanno visto crollare fino al 100% i loro fatturati. Si è trattato di una perdita economica improvvisa, violenta, senza alcuna difesa. Per il settore turistico e per tutte queste attività il futuro continuerà ad essere fatto di numeri piatti e che non risolveranno problemi di bilancio ed occupazione. Serve una svolta nelle scelte di Governo, sia nazionali che locali. ConfimpreseItalia chiede un segnale concreto e tangibile per queste imprese e per le migliaia di lavoratori impiegati. Le nostre proposte passano attraverso la sterilizzazione per l’anno in corso delle imposte locali, come Tari, Imu e i canoni per l’occupazione delle aree pubbliche. Può fare la differenza anche una moratoria per tutte le imposte dirette sul reddito sino al 31 dicembre 2020 e la proroga del credito d’imposta sui canoni di locazione per tutto il 2020, con l’estensione di questo beneficio a tutte le tipologie di immobili destinate ad attività commerciali e professionali, senza fare differenza nelle categorie catastali.  Serve uno scatto d’orgoglio e di attenzione verso il mondo delle attività produttive” conclude la nota. “Come più volte il Presidente del Consiglio ha detto, mai si è vissuto un momento così critico, questo vale soprattutto per le imprese, quelle micro, piccolo e medie, che da sempre assicurano, servizi, occupazione e prosperità al Paese. Da lì si deve ripartire”.