Prestiti con interessi del 300% per amici e conoscenti, ma gli affari si chiudono con l’intervento della Guardia di Finanza

Prestiti concessi per lo piu’ ad ‘amici’, ma ad un tasso di interesse annuo pari al 300%. I finanzieri del Comando provinciale di Roma stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di G.G., 51 anni, pregiudicato di Ostia, indagato per i reati di estorsione, usura, esercizio abusivo dell’attivita’ finanziaria e detenzione illegale di armi e munizioni.

Le indagini, coordinate dalla procura di Roma, sono state avviate dalle fiamme gialle di Ostia a seguito di una denuncia presentata nell’aprile 2019 da due persone che, “soffocate” da ingenti debiti di gioco cui non riuscivano piu’ a far fronte, erano rimaste vittime di uno strozzino. Non essendo riusciti ad ottenere prestiti, i due erano stati costretti ad accettare le condizioni capestro imposte dall’indagato, che – facendo anche leva sul rapporto di amicizia che vantava di avere con la maggior parte di coloro che si rivolgevano a lui – si era offerto di concedere il denaro richiesto ma con l’applicazione di tassi di interesse mensili oscillanti tra il 20% e il 25%. Gli approfondimenti eseguiti dal 7Nucleo operativo metropolitano hanno portato alla luce un sistema illecito perpetrato ai danni di diverse persone che – versando in precarie condizioni economiche – erano cadute nella “trappola” ordita dall’indagato il quale si proponeva loro quale “ancora di salvezza”.
Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno fatto emergere la “professionalita’” dell’usuraio, che agiva sempre con estrema prudenza, limitando al minimo le interlocuzioni telefoniche, dai toni per lo piu’ pacati ed amicali, finalizzate ad organizzare gli incontri con i debitori, toni che poi diventavano decisamente piu’ “pesanti”, fino a minacciare ritorsioni fisiche (“hai tempo fino alle ore 19, rivediamoci per quell’ora e ti avviso che se non hai i soldi ti sparo su una gamba”) quando le vittime erano impossibilitate a rispettare le scadenze dei pagamenti, al punto che una di esse, disperata, e’ improvvisamente fuggita all’estero. Nel corso di una perquisizione, i finanzieri hanno trovato e sequestrato un vero e proprio “libro mastro” in cui venivano annotate, con certosina precisione contabile, le somme prestate e le relative restituzioni, comprensive degli esosi interessi, nonche’ somme di denaro per un importo pari a circa 140.000 euro, oggetti di valore, una pistola e un fucile.





Una donna di 77 anni massacrata di botte da suo figlio, arrestato

 

Picchiata dal figlio tra le mura domestiche dopo l’ennesima lite. La Polizia di Stato ha arrestato T.D., romano 49enne, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, minacce aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Quando gli agenti del commissariato Esposizione sono arrivati sul posto, hanno trovato la donna, 77enne, ad attenderli in strada, terrorizzata ed impaurita mentre, dall’abitazione, si udivano chiaramente le urla del figlio intento a devastare la casa. E’ stata la stessa madre a raccontare agli investigatori le continue vessazioni ed i maltrattamenti sia fisici che verbali, che, per mancanza di coraggio non aveva mai denunciato.

L’ira di T.D. non si è placata neanche alla vista degli agenti, saliti in casa in compagnia della vittima per controllare la situazione. Alla vista di quest’ultima l’uomo, sotto l’evidente effetto di alcol, ha tentato di aggradirla nuovamente ma è stato subito bloccato ed arrestato.  





Estorsione ed usura, quattro arresti a Primavalle

 

I poliziotti del commissariato Primavalle, diretto da Tiziana Lorenzo, coordinati dal procuratore aggiunto di Roma Lucia Lotti, stanno eseguendo 4 ordinanze di custodia cautelare, 2 delle quali in carcere, nei confronti di un gruppo di malfattori, responsabili di estorsione, usura ed esercizio illecito dell’attivita’ creditizia nel quartiere romano di Primavalle.





Barberini, riaperta anche in ingresso la Stazione Metro A

 La stazione metro A Barberini aprirà anche in ingresso da inizio servizio il 15 maggio. La riapertura tiene conto degli ultimi provvedimenti normativi sull’emergenza sanitaria emanati dal Governo, nonché dei flussi massimi di passeggeri stabiliti dalle norme regionali. Nella stazione saranno in funzione quattro scale sulle sei presenti, due per l’ingresso e due per l’uscita.





C’è l’accordo tra sindacati e Amministrazione Capitolina su organizzazione e retribuzione dello smart working

 

 

Regolare le modalità organizzative e retributive legate allo smart working per i dipendenti di Roma Capitale. E’ questo l’obiettivo dell’accordo raggiunto tra l’Amministrazione capitolina e le organizzazioni sindacali della Funzione pubblica. L’intesa prevede l’erogazione dei buoni pasto, a partire dal 1 aprile, per tutti i lavoratori cui è stato disposto il mantenimento del consueto orario di lavoro anche in modalità da remoto. I buoni relativi alle settimane di marzo attraversate dall’emergenza Covid erano stati utilizzati per acquistare beni di prima necessità a beneficio delle fasce più indigenti della popolazione cittadina. L’accordo prevede il mantenimento delle indennità di responsabilità e funzione proprie della qualifica professionale del dipendente, mentre le indennità relative alle condizioni di lavoro non vengono erogate perché connesse con la presenza fisica ufficio. Le somme non erogate saranno accantonate ed incrementeranno il fondo per il salario accessorio così da finanziare in futuro specifici istituti incentivanti. “Si tratta di un accordo che garantisce ai dipendenti il riconoscimento del salario accessorio anche in una fase in cui il lavoro viene organizzato prevalentemente da remoto. Roma Capitale si sta affermando come vero e proprio laboratorio all’avanguardia in Italia per quanto concerne lo smart working, sia a livello di produttività dei servizi che riguardo la tutela e la valorizzazione delle competenze e delle professionalità”, sottolinea l’Assessore al Personale Antonio De Santis. Nel complesso anche nelle prossime settimane lo smart working verrà mantenuto come modalità di lavoro ordinaria, limitando la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività ritenute indifferibili che richiedono la necessaria presenza sul luogo di lavoro.





Skate park di Ostia, la prossima settimana riparte il cantiere. L’annuncio della Raggi

 

“La prossima settimana ripartiranno i lavori dello Skate park di Roma, a Ostia, nel municipio X. Le attività erano state interrotte a causa dell’emergenza coronavirus perché la ditta che lavora alla realizzazione proviene da un’altra regione. Ora siamo pronti a ripartire e a realizzare quello che sarà un vero e proprio simbolo di rinascita”. Lo annuncia su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Vi ricordate che nel 2014 il vecchio Skate park era andato a fuoco? – spiega Raggi – Avevamo promesso che avremmo riqualificato l’area costruendo questo impianto sportivo. Un progetto condiviso a cui lavoriamo insieme al Municipio X, al Coni e alla Federazione italiana sport rotellistici che ringrazio”, continua “Lo Skate park si svilupperà in un’aera di circa 1.600 metri quadrati e sarà un luogo che potrà ospitare manifestazioni internazionali o semplicemente ragazzi appassionati di questo sport che potranno riunirsi all’aperto – sottolinea la sindaca -. Sono convinta che un luogo del genere potrà essere un centro di aggregazione importante per chi vive il quartiere. Restituiremo questo impianto sportivo ai cittadini. Vi terrò aggiornati sull’andamento dei lavori”, conclude Raggi.





L’Assessore alla Sanità D’Amato al drive-in della Asl Rm1

 

L’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato ha visitato questa mattina in occasione della sua attivazione il drive-in della Asl Roma 1 per l’esecuzione del tampone naso-faringeo presso l’AO San Giovanni Addolorata. Presenti alla visita anche il Presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi, il Direttore Generale dell’AO San Giovanni Addolorata, Massimo Annicchiarico, insieme al Direttore Generale della ASL Roma 1, Angelo Tanese. Si potrà accedere al drive-in direttamente, ma sarà indispensabile disporre della prescrizione del proprio medico di medicina generale su ricetta dematerializzata, codice fiscale e referto del test sierologico, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 14. Il servizio è rivolto ai residenti della ASL Roma 1 che sono risultati positivi a seguito dell’esecuzione del test sierologico con prelievo venoso secondo le modalità stabilite dalla determina regionale scaricabile online sul sito SaluteLazio.it. Presso il drive-in si potrà effettuare il tampone senza scendere dall’auto, recandosi con la propria vettura al Presidio Ospedaliero. “Nella nuova fase sarà fondamentale l’integrazione tra i test e i tamponi e i drive-in attivati su tutto il territorio regionale avranno un ruolo cruciale in questo processo – ha commentato l’Assessore D’Amato – Dobbiamo essere pronti a testare, tracciare e trattare le persone con tempestività e il sistema si è dotato di regole operative per consentire ai cittadini di accedere ad un percorso di esecuzione e del test sierologico”.





Primavalle, controlli antidroga dei Carabinieri portano a tre arresti

I Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato hanno arrestato tre pusher romani di 19, 30 e 54 anni, tutti con precedenti, il piu’ grande attualmente sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo della permanenza, con l’accusa di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
La pattuglia dell’Arma ha sorpreso, in via Pietro Bembo, il 19enne e il 30enne, mentre stavano cedendo una dose di crack ad un acquirente che e’ fuggito facendo perdere le proprie tracce. A
seguito della perquisizione personale i militari hanno rinvenuto e sequestrato ai due spacciatori una dose di crack e la somma contante di 200 euro, ritenuta provento della pregressa attivita’ di spaccio. La perquisizione e’ stata estesa anche nell’abitazione del 30enne, dove i militari hanno rinvenuto e sequestrato 15 grammi della medesima sostanza, un paio di dosi di cocaina e materiale utile al confezionamento della droga, nonche’ la somma contante di 850 euro. Il 54enne, convivente e patrigno del 30enne, che si trovava nell’abitazione nel corso del blitz e’ stato arrestato e condotto in caserma assieme agli altri due pusher. La perquisizione dell’abitazione del 19enne ha dato esito negativo.
I 3 arrestati sono stati trattenuti in caserma, a disposizione dell’Autorita’ giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.





Dalla Regione Lazio di nuovi Bandi per gli Istituti Culturali

 

Sono online sul sito della Regione Lazio due nuovi bandi  rivolti agli Istituti Culturali iscritti all’Albo Regionale 2020 – 2022 che mettono in campo ulteriori 140 mila euro per il sostegno al funzionamento degli Istituti e 210 mila euro, per il finanziamento di iniziative culturali ed educative fruibili anche attraverso piattaforme digitali. Le domande per entrambi i bandi dovranno essere inoltrate entro 60 giorni dalla pubblicazione degli Avvisi  e trasmesse via PEC all’indirizzo cultura@regione.lazio.legalmail.it e, per conoscenza, tramite email al seguente indirizzo, gfatuzzo@regione.lazio.it.





#laculturaincasa su web e social per grandi e ragazzi

 

Roma Capitale della cultura, aderendo alla campagna #iorestoacasa, prosegue le attività su web e social con il programma #laculturaincasa. Sono tantissimi gli appuntamenti, gli approfondimenti e i video che le istituzioni culturali di Roma Capitale mettono a disposizione online per tutti, per tutta Italia, in questo periodo.

Hanno aderito al programma #laculturaincasa alcune tra le Accademie e Istituti di Cultura internazionali presenti in città, come l’Accademia di Romania, il Forum Austriaco di Cultura, l’Accademia Reale di Spagna, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, l’Accademia d’Ungheria di Roma, l’Academia Belgica e la segreteria Culturale dell’IILA, l’Instituto Cervantes di Roma, l’Accademia Roma Villa Massimo. Anche gli eventi e i contenuti digitali delle Accademie e Istituti si possono seguire con hashtag #laculturaincasa

Il canale social @culturaaroma darà aggiornamenti quotidiani con hashtag #laculturaincasa e #laculturaincasaKIDS. 

 





Avviata dall’Esercito la sanificazione delle Chiese della Capitale. Lunedì riprendono i riti religiosi

E’ stata avviata dall’Esercito italiano, su specifica richiesta del Vicariato di Roma, l’attività di sanificazione delle Chiese capitoline attraverso le proprie squadre specializzate nel campo Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare (Cbrn) equipaggiate con specifici dispositivi di bonifica. 

“La sanificazione ordinaria è affidata alla parrocchia e avverrà attraverso gli strumenti ordinari per la pulizia degli spazi e la sanificazione con prodotti specifici, perché è particolarmente delicata ove, per esempio, ci siano oggetti di valore, opere d’arte”, spiega a Vatican News monsignor Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare di Roma, spiega i dettagli delle operazioni. “Il lavoro dell’Esercito, invece, già cominciato oggi nelle parrocchie di San Giovanni Battista De Rossi, San Giovanni Bosco e in altre, è un lavoro che riguarda gli esterni della chiesa e i locali per la catechesi”. 

“Molti parroci mi dicono che nelle liturgie feriali avevano 30-50-80 fedeli, ma quotidianamente, nella Messa feriale online, si collegavano 100-200 in qualche caso anche 300 persone”, racconta monsignor Palmieri. “Questo significa davvero che è venuta fuori una certa nostalgia di Dio, di comunità cristiana. E’ quindi un cambiamento già avvenuto che sono convinto porterà i suoi frutti. Quelle parrocchie che invece si fossero chiuse e non avessero cercato il contatto con i fedeli purtroppo, secondo me, si troveranno in una situazione ben diversa”. 

“Il protocollo fissato con il Ministero dell’Interno prevede che ci siano dei volontari in ogni parrocchia che regolino l’afflusso individuale garantendo il distanziamento, in entrata e uscita, di un metro e mezzo, cercando di tenere le porte aperte per evitare che si tocchino continuamente maniglie e prevedendo, laddove possibile, anche più luoghi di entrata e di deflusso”, ricorda il vescovo. Quanto alle mascherine, “per tutti i fedeli che accedono alla Messa la mascherina è obbligatoria. Ovviamente lo è anche per tutti i volontari che, inoltre, porteranno un segno di riconoscimento”. Il protocollo prevede inoltre che al momento della comunione “il sacerdote non raggiunga i fedeli nel banco ma che si possa creare una fila ben organizzata, ben distanziata per accedere alla Comunione nelle mani. Il fedele toglierà la mascherina in quel momento, il sacerdote si igienizzerà le mani davanti a tutti, metterà la mascherina in quel momento e darà la Comunione sulle sole mani. Anche i ministri incaricati faranno lo stesso”.





Coronavirus: ora integrazione tra test e tamponi, dobbiamo testare, tracciare e trattare. Ecco la linea della Regione Lazio

 

Test sierologici non danno alcuna patente di immunità, servono per capire se si è venuti in contatto con virus. Approvata e pubblicata sul burl n° 61 supplemento n° 3 la determina per indicazioni operative dei test sierologici

Sono state approvate con una determina della Direzione regionale Salute e pubblicata sul BURL n° 61 Supplemento n°3 le indicazioni operative per il percorso di esecuzione e registrazione dei test sierologici mediante il prelievo venoso per la ricerca di chi è venuto a contatto con il virus SARS-CoV 2. Nello specifico con la determina sono stati approvati tre documenti, il primo contenente l’elenco dei laboratori di analisi suddiviso per Asl che sono in grado di effettuare i test sierologici per l’identificazione degli anticorpi con le modalità tecniche individuate dal Servizio sanitario regionale, il secondo relativo al consenso informato per l’utilizzo dei dati ai fini di sanità pubblica preliminare all’esecuzione del test sierologico ed infine un terzo documento per l’individuazione delle sedi ‘drive-in’ per l’esecuzione dei tamponi a carico del Servizio sanitario regionale (SSR) solo per coloro che hanno avuto un test positivo di sieroprevalenza (previa ricetta dematerializzata del medico di medicina generale che deve contenere il codice di esenzione). I drive-in presenti sul territorio regionale e articolati per Asl di residenza sono aperti al pubblico dal lu-ven dalle ore 9 alle ore 18 e il sabato dalle ore 9 alle ore 14 per l’esecuzione dei tamponi.

“Questo sistema ci permette di avere una mappatura di come il virus ha circolato, di avere tutti i dati inseriti a sistema e di sottoporre tempestivamente al tampone le persone asintomatiche risultate positive al test di sieroprevalenza. Ci siamo dotati di regole operative certe per consentire ai cittadini di accedere ad un percorso di esecuzione e registrazione del test sierologico. Nella seconda fase la parola chiave è ‘integrazione’ tra il test e i tamponi. Dovremmo testare, tracciare e trattare” ha commentato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

COME FUNZIONA:

Il CITTADINO che si reca con una prescrizione bianca fatta dal medico curante e con la tessera sanitaria nel laboratorio di analisi abilitato per il test sierologico dovrà compilare il modulo del ‘consenso informato’. L’esecuzione del test avviene a carico del cittadino e in caso di risposta positiva al test, dovrà tempestivamente informare il proprio medico di medicina generale che provvede a prescrivere, attraverso la ricetta dematerializzata, il tampone inserendo il codice di esenzione. Il cittadino ha l’obbligo di rispettare da subito le norme legate al distanziamento sociale anche all’interno della propria abitazione e l’obbligo di recarsi da solo, a partire dal giorno successivo alla prescrizione e comunque entro le 48h dalla stessa, dotato di ricetta dematerializzata, della tessera sanitaria e del referto del test di sieroprevalenza presso la sede di drive-in indicata per l’esecuzione del tampone. L’obbligo infine di rimanere presso la propria abitazione in attesa del risultato del test molecolare che potrà scaricare online e delle eventuali valutazioni del SISP e del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta. 

I LABORATORI DI ANALISI dovranno sottoporre all’utente il consenso informato, che è condizione propedeutica indispensabile per l’esecuzione del test. Deve esporre con chiarezza al pubblico che l’indagine avviene secondo i criteri approvati a livello regionale e che prevede il ricorso alla ricerca delle IgG anti-SARS-CoV 2. La tariffa di riferimento a livello regionale è pari a 15,23 euro. Provvede inoltre a fornire all’utente le credenziali per il ritiro del referto online e comunica che, in caso di esito positivo, dovrà obbligatoriamente contattare il proprio medico di medicina generale. 

IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE procede a segnalazione di sospetto al SISP territorialmente competente secondo le modalità definite a livello regionale. Prescrive attraverso la ricetta dematerializzata il tampone per la ricerca di SARS CoV 2 inserendo il codice di esenzione (5G1) e invia la prescrizione via mail all’utente e al SISP.





Piccoli esercizi ed artigiani, ciambella di salvataggio con l’e-commerce dal Comune di Roma

 

Rilanciare i piccoli esercizi di vicinato, incrementando le vendite nel rispetto delle vigenti norme sanitarie: è lo scopo dell’avviso pubblicato da Roma Capitale per la selezione di piattaforme web che aggreghino l’offerta cittadina di commercianti e artigiani, da far confluire nella sezione RomaAiutaRoma del portale istituzionale. “Aiutiamo i nostri commercianti a ripartire con una vetrina virtuale dedicata, che consenta ai cittadini di visionare i prodotti da casa per poi comprare online in tutta sicurezza, con possibilità di recapito a domicilio. La soluzione dell’e-commerce è utile sia per rilanciare le vendite, che risentono di chiusure e accessi limitati alle attività autorizzate all’apertura, sia per decongestionare le file davanti ai negozi, a garanzia di un contenimento del rischio di contagio”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi. Possono partecipare gli enti no-profit, le associazioni datoriali e le start-up o pmi innovative, iscritte nel corrispondente Registro Imprese, ma anche le associazioni il cui servizio clienti parli italiano e abbia preferibilmente sede a Roma o nelle sue vicinanze, per una migliore cura e assistenza nel processo di avvio dei negozi online. “La dimensione web deve essere usata nelle sue potenzialità, come spinta al business, soprattutto per i negozi di vicinato che hanno necessità di supporto sull’e-commerce. In tal senso, saranno privilegiate le piattaforme con migliore usabilità e struttura dei dati e che, ad esempio, consentiranno ricerche di prodotti facilitate e rapide, informazioni di prossimità tramite geo-localizzazione, tipologia di merce e consegna”, spiega Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale. Questi i criteri di valutazione delle proposte pervenute: raggiungibilità e visibilità della piattaforma attraverso differenti sistemi operativi e dispositivi, facilità d’uso, tipo di registrazione richiesta all’utenza, modalità di generazione e visualizzazione dei negozi online, tipologia di ricerche effettuabili, inoltro dell’ordine d’acquisto, modalità di pagamento, consegna merci e gestione reclami, sicurezza legale e protocolli utilizzati per garantire le transazioni. La richiesta di adesione dovrà essere trasmessa – entro 15 giorni dal giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso – al Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive di Roma Capitale all’indirizzo Pec protocollo.attivitaproduttive@pec.comune.roma.it, all’attenzione dell’Ufficio di Scopo “Progettazione e Innovazione Economica Urbana”. Le realtà selezionate, saranno invitate a presentare le rispettive piattaforme, nel corso di un workshop online organizzato dall’Assessorato Sviluppo Economico di Roma Capitale, secondo modalità che saranno successivamente comunicate. 




La Guardia di Finanza sequestra 28 siti web e 8 canali Telegram

 

Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma ha effettuato una specifica indagine sulla pirateria editoriale, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma – Pool Reati Informatici - ha sequestrato 28 siti web e 8 canali Telegram che consentivano la visualizzazione e il download illegale delle copie digitali di numerosi giornali e riviste nazionali ed internazionali.

L’indagine, avviata ad inizio 2020, ha preso le mosse da una attività tecnica di monitoraggio della rete, che nell’ultimo periodo è stata intensificata per contrastare un fenomeno, quello della pirateria editoriale, che ha visto un consistente incremento anche a causa dell’attuale emergenza sanitaria. La permanenza a casa ha indotto infatti molte persone a cercare online contenuti editoriali gratuiti, reperibili su diversi siti web illegali.

I finanzieri del Nucleo, riscontrando la crescita del fenomeno illegale hanno iniziato una approfondita analisi del web, monitorando e verificando migliaia di risorse. I pirati informatici provvedevano preliminarmente a registrare i siti in località estere (soprattutto a Panama, negli USA e in Russia), sfruttando servizi offerti da provider accreditati per assegnare nomi a dominio di secondo livello, in alcuni casi avvalendosi di servizi di “anonimizzazione” per mascherare la reale titolarità e nazionalità.

Successivamente attivavano appositi spazi web su server esteri, collocati in Olanda, USA, Russia, Ucraina e Belize, in modo da ostacolare la rintracciabilità dei responsabili. I canali Telegram, alcuni dei quali sono risultati collegati ai citati siti illegali, sono stati individuati a seguito di una attività di open source intelligence condotta sulla nota piattaforma di messaggistica istantanea, che si basa sul cloud e consente la condivisione di files di ogni tipo e dimensione tra un numero potenzialmente illimitato di utenti.

Individuate le risorse illegali online, le stesse sono state segnalate alla Procura di Roma, che ha chiesto al GIP il provvedimento di sequestro preventivo al fine di interromperne l’attività criminosa. È stato quindi ordinato ai provider nazionali di inibire l’accesso mediante oscuramento di 28 siti web pirata e 8 canali Telegram, contenenti copie illegali del Corriere della Sera, La Repubblica, il Sole 24 Ore, La Stampa, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Il Manifesto, Il Tempo, Libero, Il Mattino, Il Corriere del Mezzogiorno, il Corriere dello Sport, La Gazzetta dello Sport, nonché degli inglesi The Sun, The Times e National Geographics, dei francesi Le Monde, Le Figaro e Les Échosoltre, dei tedeschi BildZeitung, Süddeutsche Zeitung, Die Welt, Frankfurter Allgemeine Zeitung F.A.Z., degli spagnoli El Pais, El Mundo, oltre a numerose altre testate e riviste periodiche nazionali e internazionali.

Sono in corso le attività investigative, sia di natura tecnica - mediante il tracciamento su rete internet - che in collaborazione con organismi istituzionali esteri, per risalire all’identità dei gestori dei siti web, responsabili delle violazioni di cui all’articolo 171 ter della Legge 633 del 1941, che prevede la reclusione da uno a quattro anni e la multa da euro 2.582 a 15.493 per chiunque diffonde abusivamente copie di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi.

L’indagine si inserisce in un contesto investigativo ampio che vede la Guardia di Finanza impegnata in tale settore, per porre un limite al dilagante fenomeno della pirateria editoriale, che incide in modo significativo sul tessuto economico sano della Nazione provocando distorsioni e favorendo il diffondersi di una cultura di illegalità diffusa, a tutela degli onesti cittadini e dei consumatori.





Laboratorio per la produzione di sostanze stupefacenti scoperto dalla Guardia di Finanza nel milanese

 

Dall’approfondimento di alcuni movimenti sospetti, osservati nel corso dei servizi di controllo sul rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso, i Baschi Verdi milanesi hanno scoperto un vero e proprio laboratorio chimico clandestino per la produzione di sostanze stupefacenti.

In particolare, dalle successive investigazioni svolte i Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego di Milano hanno individuato che i movimenti sospetti portavano a un immobile sito nel comune di Lissone, sul quale, tra l’altro, risultava un elevato consumo di energia elettrica e di livello anomalo rispetto a una normale fornitura ad uso domestico.

Accedendo nell’abitazione, appartenente a un italiano incensurato e privo di redditi, le Fiamme Gialle hanno subito percepito le inconfondibili esalazioni tipiche della marijuana e a seguito di perquisizione hanno scoperto che il proprietario aveva organizzato all’interno un’apposita struttura per la lavorazione chimica e la produzione di droga avente come principio attivo la Dimetiltriptammina (DMT), che è una potente sostanza allucinogena ed il Tetraidrocannabinolo (THC).

Nello specifico, la strumentazione, consistente in apparecchiature e reagenti tipici di un laboratorio chimico, veniva utilizzata per l’estrazione dei suddetti principi attivi da varie tipologie di piante originarie del Sud America.

Oltre al laboratorio, un’apposita stanza era dedicata al cosiddetto “grow-box”, ossia una struttura in tela allestita per la coltivazione della cannabis mediante lampade a LED, ventilatori ed estrattori d’aria.

Sono stati sottoposti a sequestro 2,2 Kg. di varie sostanze stupefacenti contenenti DMT, 323 grammi di marijuana, 6 piante di cannabis in coltivazione, materiale per tale coltivazione e per l’estrazione del DMT e del THC (soda caustica, limone, bicarbonato, acetone, ampolle, separatori di liquidi), estrattori d’aria, ventilatori e lampade per coltivazione indoor della marijuana, 1 francobollo intriso di sostanza stupefacente del tipo “mescalina”, 2 siringhe contenenti spore per la coltivazione di un fungo allucinogeno contenente “psilocibina”, 3 bilancini elettronici ed euro 310,00 in banconote oltre al telefono cellulare e al computer del soggetto, nonché 1 cartuccia cal. 7,62x39 classificata come munizionamento da guerra.

Il responsabile è stato tratto in arresto e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria associato presso la Casa Circondariale di Monza.





La Banca del Fucino scommette sul Teatro dell’Opera di Roma e diventa ‘Mecenate’ della Fondazione

 

 La Banca del Fucino scommette sull’arte e sulla cultura e diventa mecenate della fondazione Teatro dell’Opera di Roma. Il presidente dell’istituto di credito Mauro Masi ha firmato con il sovrintendente Carlo Fuortes un accordo di collaborazione triennale, con cui la banca privata romana “si impegna a versare un importante contributo economico a sostegno della fondazione”. L’erogazione liberale beneficerà dell’agevolazione fiscale “Art bonus”, la misura introdotta nel 2014 per favorire il mecenatismo culturale.

La decisione, spiega la Banca del Fucino, “arriva in un momento nel quale il settore dello spettacolo dal vivo è paralizzato da una grande incertezza, in attesa del possibile riavvio delle attività artistiche”. Il contributo “andrà anche a sostenere ‘Fabbrica Young Artist Program’ del Teatro dell’Opera, progetto nato nel 2016 (e arrivato alla terza edizione) per valorizzare e formare nuove generazioni di artisti tramandando e promuovendo la specificità della tradizione operistica italiana”.

“Questo accordo con un teatro così prestigioso – ha detto Masi – polo di eccellenza culturale non solo per il nostro paese, rientra pienamente nello spirito che ha caratterizzato l’integrazione di Igea Banca e Banca del Fucino, volta a creare un nuovo gruppo bancario di riferimento per il rilancio della città di Roma. Questo obiettivo, infatti, si vuole perseguire non solo attraverso iniziative di sostegno finanziario alle imprese e alle famiglie, per le quali sono stati già stanziati 400 milioni nell’ambito delle iniziative previste dal decreto liquidità, ma anche attraverso interventi valorizzazione della migliore produzione artistica della nostra città”.

Per il sovrintendente Fuortes “la decisione assunta dalla Banca del Fucino di sostenere, in misura rilevante e continuativa, il Teatro dell’Opera di Roma ha un evidente valore simbolico e di potenziale apripista rispetto al sistema imprenditoriale nazionale e, segnatamente, territoriale. In questa fase di grande incertezza per tutto il settore dello spettacolo dal vivo, la banca compie un gesto di grande generosità e di fiducia nella nostra fondazione. Per una banca privata decidere di finanziare un teatro chiuso, per il quale non esiste al momento una data definita di riapertura, è davvero un comportamento virtuoso, che ci auguriamo possa essere preso a modello e imitato dalle migliori forze imprenditoriali, romane e non”.





Boom di contagi e vittime negli Usa, i nuovi casi sono 21mile e le vittime 1.763

 

Si contano almeno 21.030 nuovi casi di contagio da coronavirus e 1.763 morti nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Il totale delle infezioni raggiunge quota 1.390.406 mentre i decessi sono 84.119.




A Wuhan test su 11 milioni di persone, Paura del ritorno massiccio dei contagi

Fino al 20 maggio a Wuhan, città epicentro dell’epidemia di coronavirus in Cina, si svolgeranno test a tappeto per individuare e isolare contagi e asintomatici nella popolazione di 11 milioni di persone, lo scrive il quotidiano cinese Global Times. La decisione è stata presa dopo aver registrato sei casi lo scorso weekend. Le persone classificate come “ad alto rischio” o gli anziani saranno testati per prime. Per ogni test saranno compilati anche i form in cui saranno inseriti recapiti, dati personali, eventuali altri test e se appartengono a “cluster” di rilievo.





Le politiche di Cina e Russia finalizzate a destabilizzare l’Occidente. La spietata analisi di Stoltenberg (Alleanza Atlantica)

 

Con la loro propaganda, con la loro disinformazione sul Covid 19 Cina e Russia sono impegnate in atti destabilizzanti contro l’Occidente per guadagnare influenza politica sui partner di Nato ed Unione europea, secondo il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg in un’intervista a Repubblica.

“Attori governativi e non governativi cinesi e russi hanno diffuso una massa di disinformazione e propaganda per distorcere la verità. Si tratta di un atteggiamento sbagliato”, un tentativo di Mosca e Pechino di influenzare il dibattito nei partner di Nato e Unione europea, “non vedo altra ragione di tanta propaganda e disinformazione. Naturalmente noi abbiamo dimostrato con i fatti che siamo uniti e che ci aiutiamo a vicenda, il che rappresenta la miglior risposta alle fake news insieme al lavoro della stampa indipendente: fino a quando avremo media liberi, la disinformazione non vincerà. Inoltre continuiamo a collaborare con l’Unione europea nella lotta alla disinformazione”.

E a parte “la disinformazione propagata con dichiarazioni pubbliche di soggetti governativi cinesi e russi, c’è tutto un filone di false notizie da fonti nascoste. Un esempio lampante è la fake news secondo la quale la Nato sarebbe stata in procinto di ritirare le truppe dalla Lituania a supporto della quale è stata fatta circolare una falsa lettera a mia firma”. Stoltenberg ammette: “Non posso entrare in dettagli di intelligence, ma è chiaro che non è stata l’opera di un dilettante bensì parte di una campagna organizzata e molto complessa spalmata su varie piattaforme e tradotta in diverse lingue. Dobbiamo rimanere molto vigili”.

E sugli aiuti russi all’Italia: “Io ho mobilitato la Nato e gli alleati hanno fatto molto per aiutarsi reciprocamente contro il virus. In generale, sono i governi a decidere se accettare assistenza da chi è disponibile a offrirla. Però è importante che gli aiuti non siano usati per disinformare”. “Dobbiamo essere pronti a una seconda ondata di contagi: se e quando ci sarà, dovremo avere aumentato la nostra resilienza assicurandoci la capacità di non perdere il controllo delle infrastrutture critiche”.





Turismo e trasporti, dall’Unione Europea nuovo pacchetto di misure

La Commissione europea ha pubblicato oggi un “pacchetto turismo e trasporti” con una serie di orientamenti e raccomandazioni per aiutare gli Stati membri che stanno rimuovendo gradualmente le restrizioni di viaggio e consentendo alle imprese turistiche di riaprire, dopo mesi di lockdown a causa della pandemia di Covid-19, nel rispetto delle precauzioni sanitarie necessarie.

Gli orientamenti e le raccomandazioni mirano a coordinare, non a sostituire, le misure nazionali. Come ha spiegato la vicepresidente esecutiva della Commissione responsabile per la Concorrenza Margrethe Vestager, “non prescrivono esattamente ciò che i governi dovrebbero fare, ma a “coordinarne gli sforzi perché i viaggiatori e turisti si sentano sicuri”.

Il pacchetto turismo e trasporti della Commissione comprende: 1) una strategia globale per la ripresa nel 2020 e oltre; 2) un approccio comune per ripristinare la libera circolazione e abolire le restrizioni alle frontiere interne dell’Ue in modo graduale e coordinato; 3) un quadro per sostenere il ripristino graduale dei trasporti garantendo nel contempo la sicurezza dei passeggeri e del personale; 4) una raccomandazione che mira a rendere i voucher di viaggio un’alternativa interessante al rimborso in contanti per i consumatori; 5) criteri per il ripristino delle attività turistiche in modo sicuro e graduale, e per sviluppare protocolli sanitari per le strutture ricettive come gli hotel.

Il ripristino sicuro della libera circolazione e la revoca dei controlli alle frontiere interne sono fondamentali per il turismo. Man mano che gli Stati membri riescono a ridurre l’espansione dei contagi del virus, le restrizioni generali alla libera circolazione dovrebbero essere sostituite da misure più mirate. Se una revoca generalizzata delle restrizioni non è giustificata dalla situazione sanitaria, la Commissione propone un approccio graduale e coordinato che inizia con l’eliminazione delle restrizioni tra aree o Stati membri che hanno situazioni epidemiologiche sufficientemente simili. L’approccio deve anche essere flessibile, con la possibilità di reintrodurre alcune misure se la situazione epidemiologica lo richiede.

Secondo la Commissione, gli Stati membri dovrebbe agire sulla base di tre criteri: 1) il criterio epidemiologico, con particolare attenzione alle aree in cui la situazione sta migliorando, in base la mappa regionale sviluppata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc); 2) la capacità di applicare misure di contenimento durante l’intero viaggio, anche ai valichi di frontiera, con garanzie e misure aggiuntive dove il distanziamento fisico può essere difficile da garantire; 3) considerazioni economiche e sociali, che diano inizialmente priorità ai movimenti transfrontalieri in settori chiave di attività, ma che includano anche ragioni personali.

Per la Commissione, il principio di non discriminazione è di particolare importanza: quando uno Stato membro decide di consentire viaggi nel suo territorio o verso regioni e aree specifiche all’interno del suo territorio, dovrebbe farlo in modo non discriminatorio, consentendo viaggi da tutte le aree, regioni o paesi dell’Ue con condizioni epidemiologiche simili.

Allo stesso modo, sottolinea l’Esecutivo comunitario, qualsiasi revoca di restrizioni da parte di uno Stato membro deve avvenire senza discriminazioni per tutti i cittadini dell’Ue e per tutti i residenti di tale Stato membro indipendentemente dalla loro nazionalità, e dovrebbe essere applicata a tutte le parti dell’Unione in una situazione epidemiologica simile.





Bonaccini: “L’accordo tra Stato e Regioni semplifica le procedure per la Cassa Integrazione in Deroga”

 

 

“Accordo raggiunto fra Governo e Regioni sulla Cassa integrazione in deroga”, lo ha annunciato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che ha siglato con il Governo – rappresentato dal Ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia e il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo – un accordo politico che spiana la strada alle norme in materia che saranno inserite del DL Rilancio.

“L’obiettivo che ha accomunato Stato e Regioni è quello – spiega Bonaccini – di individuare procedure e strumenti che possano far arrivare nel più breve tempo possibile i soldi della cassa integrazione in deroga nelle tasche di chi ne ha diritto. In questo frangente abbiamo utilizzato buonsenso e responsabilità perché l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questa fase è un pericoloso scaricabarile”.

Dopo la riunione di ieri fra alcuni rappresentanti della Conferenza ed i ministri Francesco Boccia e Nunzia Catalfo si è convenuto dunque sull’opportunità di condividere un accordo con il Governo per inserire nel “dl rilancio” una norma che elimini passaggi superflui. Anche perché le procedure normali per la concessione della cassa integrazione in deroga sono complesse e pensate per crisi di mercato settoriali, non certo per un blocco totale delle attività produttive ed economiche causato da una pandemia. Quindi “Vista la situazione emergenziale determinata dal Covid-19 e viste, in particolare, le ricadute occupazionali dell’emergenza in corso” – si legge nell’accordo – si è “ravvisata la necessità e l’urgenza di garantire ai lavoratori che si trovano difficoltà misure e risposte in tempi rapidi”.

Per questo è emersa, si legge sempre nel documento firmato da Governo e Regioni – “la comune volontà di collaborare per la semplificazione delle procedure, per la soluzione dei problemi e per la riduzione delle tempistiche con l’unico obiettivo di garantire un adeguato sostegno ai lavoratori colpiti dall’emergenza”.

Governo e Regioni convengono quindi sull’opportunità di “modifiche che evitino passaggi ridondanti, incaricando al contempo un unico soggetto responsabile ad espletare pochi e veloci passaggi”. Per questo “Concordano nell’individuare nell’Inps il soggetto autorizzatore ed erogatore di tutti gli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid, cassa in deroga compresa, ferme restando le specificità delle Province autonome di Trento e Bolzano”.




L’amara denuncia di Papa Francesco: “Quattro milioni di persone sono morte di fame nei primi quattro mesi dell’anno”

L’amara denuncia di Papa Francesco: “Quattro milioni di persone sono morte di fame nei primi quattro mesi dell’anno”

 

“Oggi è un giorno di fratellanza. È un giorno di penitenza e di preghiera. La pandemia è venuta come un diluvio. Ma ci sono tante altre pandemie e non ce ne accorgiamo, guardiamo da un’altra parte, siamo indifferenti di fronte ad altre tragedie. Nei primi 4 mesi di quest’anno sono morte quasi 4 milioni di persone di fame: la pandemia della fame”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso della messa a Casa Santa Marta in Vaticano commentano il passo del Libro di Giona in cui il profeta invita il popolo di Ninive a convertirsi per non subire la distruzione della città.

“Dobbiamo pensare anche alle altre pandemie: pandemie delle guerre e della fame e altre ancora. Importante è che oggi insieme preghiamo ognuno secondo la propria tradizione, giornata di preghiera, digiuno e carità. Quando Dio vide che il popolo di Ninive si convertì fermo la pandemia. Chiediamo che Dio benedica tutti noi e che abbia pietà di noi”, ha detto ancora.




Franceschini: “Per cultura e turismo dal Decreto arrivano 5 miliardi di euro”

 

 

E’ di 5 miliardi l’intervento previsto nel decreto rilancio per il settore del turismo e della cultura. Lo ha detto il ministro per i Beni Culturali e il Turismo, Dario Franceschini, in videoconferenza stampa sui contenuti del Dl Rilancio per i settori della Cultura e del Turismo. 

Gli interventi prevedono “4 miliardi per il turismo e 1 miliardo per la cultura e dimostrano che c’è la consapevolezza – emersa nel corso di questa emergenza coronavirus – dell’importanza strategica dei due settori, oltre al valore economico e alle caratterizzazione del sistema paese. E’ un riconscimento importante”, ha aggiunto.





In una intervista ad Affari Italiani l’ex ministro del Tesoro Tria smonta la parte dedicata alle Imprese del Decreto Ripresa

"Si poteva fare meglio è sempre valida come espressione". Inizia così il commento di Giovanni Tria, ex ministro dell’Economia del governo Conte I, intervistato da Affaritaliani.it, sul Decreto Rilancio varato ieri sera dal Consiglio dei ministri. "Si tratta di un provvedimento molto complesso. L’obiettivo è quello di intervenire in una situazione di emergenza a sostegno di quelle imprese che hanno bloccato le loro attività a causa del lockdown. Una parte delle aziende, e quindi della popolazione, ha pagato per il bene della salute di tutti".

"Il punto - spiega Tria - è sostenere l’economia per evitare il collasso sostituendo parzialmente i ricavi mancati delle imprese che hanno dovuto sospendere le loro attività effettuando però pagamenti. Le aziende infatti distribuiscono anche reddito e non lo producono soltanto".

"Il decreto contiene alcune cose decise con un po’ di ritardo, forse era meglio scegliere la strada di dare subito i soldi alle imprese anche perché le compensazioni sono molto ridotte. E anche gli interventi su cassa integrazione, affitti e bollette sono arrivati in ritardo". Ma la critica principale dell’ex titolare del dicastero di Via XX Settembre riguarda la scelta di un decreto di ampia portata. "Si potevano fare cose separate e invece hanno scelto la via della legge di bilancio che contiene molti provvedimenti che di per sé non sono negativi, ma che poco hanno a che fare con l’emergenza che sta attraversando l’economia italiana come conseguenza della pandemia". Non solo, c’è anche un altro problema. "In questo modo le decisioni si rifletteranno sui bilanci dei prossimi anni. Un conto e fare un deficit enorme per quest’anno ma altra cosa è gettare un’ombra sulle spese aggiuntive per gli anni successivi. Tutto ciò crea un problema di sostenibilità", argomenta Tria.

"L’auspicio è che le misure di sostegno al reddito di imprese e famiglie producano risultati in maniera rapida. Con un decreto di questo tipo che contiene tanti provvedimenti si mettono in piedi processi burocratici che portano ad altri ritardi, oltre a quello del varo del Dl". Secondo l’ex ministro dell’Economia, "se il governo si fosse concentrato su alcune misure più urgenti, il Parlamento, magari con un clima di unità, avrebbe dato il via libera in una decina di giorni. Invece il Decreto Rilancio contiene di tutto ed è tutto da studiare. Non solo uscirà quasi certamente dalle Camere emendato, ma è molto probabile che il Parlamento impiegherà tutti i 60 giorni per la conversione in legge. E quindi arriveremo a fine luglio e poi ci saranno anche i tempi per attivare le procedure. Insomma, un meccanismo molto lungo". Altro punto critico è "la mancanza nel decreto di preparazione dei piani e dei progetti per gli investimenti. Anche sul Mes, ad esempio, bisogna decidere quali progetti e programmi sulla sanità si vogliono attuare in modo da capire quanti soldi servono e quanti ne vanno spesi in due anni per decidere poi che fare".

In definitiva, sempre secondo Tria, "l’errore è stato quello di affrontare il problema con un decreto omnibus, di fatto una legge di bilancio enorme. Sarebbe stato meglio intervenire rapidamente per le emergenze e per evitare il collasso dell’economia e, solo successivamente, pensare agli altri punti. La scelta di adottare una legge di bilancio ha scatenato come di consueto contrasti politici e lotta delle lobby. Al ritardo nell’approvazione del decreto si aggiungeranno così i ritardi nella conversione in legge e le tantissime procedure burocratiche legate alle varie misure. Ora però la parte più urgente è concentrarsi per fare in modo che le misure sull’emergenza trovino una tempestiva attuazione", conclude.





Salvini contro la Bellanova: “Le sue lacrime sono un insulto agli esclusi”

 

Le lacrime in conferenza stampa della ministra Teresa Bellanova nell’annunciare l’ok del Governo alla regolarizzazione dell’emersione dei braccianti in nero “sono un insulto ai disoccupati italiani, alle partite Iva e agli agricoltori che dal governo non hanno ottenuto nulla”. Lo ha dichiarato il leader della Lega Matteo Salvini, replicando anche alla ministra Iv delle Politiche Agricole che si è detta non imbarazzata dal confronto con l’altra ministra passata alla storie per le lacrime in tv sul taglio delle pensioni, Elsa Fornero, “mentre mi imbarazzerebbe e mi farebbe male se fossi paragonata all’ex ministro Salvini…” “Abbiamo visto – ha commentato Salvini ad Affaritaliani.it- i risultati della Legge Fornero, ora quelli della sanatoria Bellanova saranno un altro problema. Che poi io sia l’ossessione di Fornero, Bellanova, Conte e altri mi spiace, ma non mi tocca”.

“Il problema – sottolinea il segretario della Lega – è che stanno danneggiando l’Italia, tutto gli agricoltori e le imprese agricole con cui ho parlato non chiedono sanatorie e quindi Bellanova fa una cosa inutile. Chi opera in agricoltura chiede il rientro in sicurezza dei 200mila stagionali stranieri che sono all’estero e che hanno già lavorato in Italia, che quindi hanno i documenti in regola, e chiedono la reintroduzione dei voucher e del lavoro veloce, oltre alla possibilità di far lavorare i tanti italiani disoccupati”.





Gualtieri: “Il Decreto aiuta a reggere il colpo. L’Italia ce la farà”

 

Con il decreto rilancio “aiutiamo a reggere il colpo ma cerchiamo anche di dare delle indicazioni, delle risorse, un sostegno per la ripartenza. Sono sicuro che l’Italia ce la farà”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, intervistato a Uno Mattina su Rai Uno all’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto rilancio da 55 miliardi.

“Il decreto aiuta il paese, le famiglie, le imprese ad affrontare questa crisi” scatenata dall’epidemia di coronavirus, “ma pone anche le basi per la ripartenza” ha aggiunto. “Noi diamo sostegno a tutti i lavoratori e a tutte le imprese. Le aiutiamo a reggere in un momento così difficile non solo con la liquidità e con i prestiti grantiti ma ora anche con dei trasferimenti a fondo perduto dei sostegni importanti per la ricapitalizzazione e con delle riduzioni fiscali e poi anche con delle risorse importanti per far ripartire il sistema economico”.





Un Decreto che pesa 55 miliardi di Euro. Tutte le misure del provvedimento varato dal Governo e che ora andrà alle Camere per l’approvazione definitiva

 

Ai lavoratori sono destinati 25,6 miliardi mentre 15-16 andranno alle imprese. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte al termine dei ministri che ha approvato il Dl Rilancio.

Ma ecco le principali misure contenute nel Decreto che ora andrà alle Camere per la definitiva approvazione.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il decreto interviene in diversi ambiti, in modo trasversale, con l’intento di assicurare l’unitarietà, l’organicità, e la compiutezza delle misure volte alla tutela delle famiglie e dei lavoratori, alla salvaguardia e al sostegno delle imprese, degli artigiani e dei liberi professionisti, al consolidamento, snellimento e velocizzazione degli istituti di protezione e coesione sociale. 

Di seguito, suddivise per ambito di competenza, le principali misure previste.

  1. Salute e sicurezza 

Sul piano sanitario, si dispongono il potenziamento e la riorganizzazione della rete ospedaliera, di quella assistenziale e dell’attività di sorveglianza attiva. Sono stanziati complessivamente, per il solo 2020, oltre 3 miliardi e 200 milioni di euro.

Si rende stabile l’incremento di 3.500 posti letto in terapia intensiva stabilito per far fronte all’emergenza, e si stabilisce la riqualificazione di 4.225 posti letto di area semi-intensiva, che saranno fruibili sia in regime ordinario, sia in regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure e il 50 per cento dei quali dovrà essere immediatamente convertibile in posti letti di terapia intensiva.

Inoltre, si rafforzano i servizi infermieristici distrettuali, con l’introduzione dell’infermiere di famiglia o di comunità, per potenziare la presa in carico sul territorio dei soggetti infettati da COVID-19. Per questo, si autorizza l’assunzione di un numero massimo di circa 9.000 infermieri. Si prevede l’assunzione di assistenti sociali e socio-sanitari, l’attivazione di centrali operative regionali di assistenza ai malati e il riconoscimento economico del lavoro di assistenza ai pazienti più fragili svolto dai medici di famiglia.

Si consoliderà la separazione dei percorsi per i pazienti sospetti COVID-19 o potenzialmente contagiosi, rendendola strutturale e assicurando la ristrutturazione dei Pronto Soccorso con l’individuazione di distinte aree di permanenza, in attesa di diagnosi.
Saranno implementati i mezzi di trasporto dedicati ai trasferimenti secondari per i pazienti COVID-19, per le dimissioni protette e per i trasporti interospedalieri per pazienti non affetti da COVID-19.

Fino al 31 dicembre 2020, saranno resi disponibili 300 posti letto di terapia intensiva, suddivisi in 4 strutture movimentabili, ciascuna delle quali dotata di 75 posti letto, da allocare in aree attrezzabili preventivamente individuate da parte di ciascuna regione e provincia autonoma.

Per il 2020, le regioni e le province autonome possono incrementare i fondi della contrattazione integrativa per riconoscere, al personale sanitario dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale direttamente impiegato nell’emergenza epidemiologica, un premio commisurato al servizio effettivamente prestato nel corso dello stato di emergenza.

Dal 2020 al 2024, si incrementano di quasi 100 milioni di euro le borse di studio degli specializzandi di medicina.
Si velocizzano e snelliscono le procedure per l’adozione, su tutto il territorio nazionale, del Fascicolo sanitario elettronico, che viene ulteriormente potenziato.

Si incrementa di 1,5 miliardi di euro, per il 2020, il Fondo per le emergenze nazionali (FEN), destinandone 1 miliardo all’ulteriore finanziamento degli interventi di competenza del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria da COVID-19.

Si stanziano risorse per il potenziamento del sistema sanitario militare e per il pagamento degli straordinari delle forze armate e delle forze di polizia.

  1. Sostegno alle imprese e all’economia

Il decreto introduce misure concrete e immediate di sostegno alle imprese e agli altri operatori economici con partita Iva, compresi artigiani, lavoratori autonomi e professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria.
Tra le principali misure:

  1. Tutela dei lavoratori e conciliazione lavoro/famiglia

Tra le principali misure di sostegno ai lavoratori e per la conciliazione lavoro/famiglia, l’introduzione o la riconferma di diversi tipi di indennità di sostegno al reddito:

Tutte le indennità descritte in precedenza non concorrono alla formazione del reddito e sono erogate dall’INPS in unica soluzione, rispettando un determinato limite di spesa complessivo. È stabilita poi una disposizione ad hoc per la eventuale integrazione delle stesse indennità con il beneficio del reddito di cittadinanza. Infine viene statuita una norma di decadenza (15 giorni) sulla possibilità di richiedere l’indennità per il mese di marzo 2020 per varie categorie di lavoratori.

Oltre a quelle già descritte, sono previste altre misure:

  1. Ulteriori disposizioni per la disabilità e la famiglia 

Oltre alle disposizioni già indicate per la famiglia e la disabilità, si prevede:

  1. Misure per gli enti territoriali

Al fine di concorrere ad assicurare ai comuni, alle province e alle città metropolitane le risorse necessarie per l’espletamento delle funzioni fondamentali, per l’anno 2020, si istituisce un fondo presso il Ministero dell’interno con una dotazione di 3,5 miliardi di euro, da ripartire tra comuni, province e città metropolitane, entro il 10 luglio 2020 con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze sulla base della perdita di gettito e dei fabbisogni per le funzioni fondamentali. Al fine di assicurare una celere erogazione di risorse utili per fronteggiare l’emergenza sanitaria da COVID-19, si prevede di erogare il 30 per cento del fondo a titolo di acconto in proporzione alle entrate al 31 dicembre 2019, come risultanti dal SIOPE.

Inoltre, si provvede al reintegro dei 400 milioni di euro del Fondo di solidarietà comunale utilizzati per l’emergenza alimentare e si anticipa l’erogazione del fondo sperimentale di riequilibrio per le province e le città metropolitane per l’anno 2020.

Infine, si istituisce nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un fondo, con una dotazione di 12 miliardi di euro, destinato a concedere anticipazioni a regioni, province autonome ed enti locali, che si trovino in uno stato di carenza di liquidità, al fine di far fronte al pagamento dei propri debiti di carattere commerciale certi, liquidi ed esigibili.

Il fondo sarà articolato in due sezioni, una destinata ad assicurare la liquidità per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali e delle regioni e province autonome per debiti diversi da quelli finanziari e sanitari, l’altra per assicurare la liquidità a regioni e province autonome per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio Sanitario Nazionale.

La gestione delle due sezioni del Fondo è affidata alla Cassa depositi e prestiti, sulla base di una convenzione da stipulare tra il Ministero e la Cassa entro 10 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

  1. Misure di incentivo e semplificazione fiscale

Sul fronte fiscale, tra l’altro, si prevede:

  1. Misure per la tutela del credito e del risparmio

Al fine di evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell’economia e preservare la stabilità finanziaria, il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato, nei sei mesi successivi all’entrata in vigore del decreto, a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 15 miliardi di euro.

Inoltre, al fine di assicurare l’ordinato svolgimento delle eventuali procedure di liquidazione coatta amministrativa delle banche diverse da quelle di credito cooperativo, con attività totali di valore pari o inferiore a 5 miliardi di euro, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a concedere il sostegno pubblico alle operazioni di trasferimento a una banca acquirente di attività e passività, di azienda, rami d’azienda nonché di beni e rapporti giuridici individuabili in blocco della banca in liquidazione coatta amministrativa, nelle forme specificate dal decreto.

Il Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base degli elementi forniti dalla Banca d’Italia, presenta alla Commissione europea una relazione annuale sul funzionamento del regime di aiuti di Stato previsto.

  1. Sostegno al turismo
  1. Misure per l’istruzione e la cultura
  1. Misure per l’editoria e le edicole

Al fine di sostenere l’offerta informativa online in coincidenza con l’emergenza sanitaria sono previste varie misure, tra le quali:

  1.  Misure per le infrastrutture e i trasporti 

Queste le principali misure previste nel settore delle infrastrutture e dei trasporti:

  1. Misure per lo sport 

Si agevolano le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, che operano sull’intero territorio nazionale, consentendo loro di non procedere, fino al 30 giugno 2020, al versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali, che nel periodo in considerazione sono rimasti inutilizzati per factum principis.

I versamenti sospesi sono effettuati in unica soluzione entro il 31 luglio o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020. 

Inoltre, si stabilisce che i soggetti concessionari possono sottoporre all’ente concedente una domanda di revisione del rapporto concessorio in essere, da attuare mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio originariamente pattuite, anche attraverso l’allungamento del termine di durata del rapporto, in modo da consentire il graduale recupero dei proventi non incassati per effetto della applicazione delle misure di sospensione delle attività sportive disposte in forza dei provvedimenti statali e regionali, e l’ammortamento degli investimenti effettuati. La revisione deve consentire la permanenza dei rischi trasferiti in capo all’operatore economico e delle condizioni di equilibrio economico finanziario relative al contratto.

Si stabilisce che la sospensione delle attività sportive, disposta con i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri attuativi dei decreti-legge 23 febbraio 2020, n. 6, e 25 marzo 2020, n. 19, è sempre valutata quale fattore di sopravvenuto squilibrio dell’assetto di interessi pattuito con il contratto di locazione di palestre, piscine e impianti sportivi di ogni tipo. In ragione di tale squilibrio il conduttore ha diritto, limitatamente alle cinque mensilità da marzo 2020 a luglio 2020, ad una corrispondente riduzione del canone locatizio che, salva la prova di un diverso ammontare a cura della parte interessata, si presume pari al cinquanta per cento del canone contrattualmente stabilito.

Si estendono le disposizioni già previste dal decreto “cura Italia” in relazione ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, anche ai contratti di abbonamento per l’accesso a palestre, piscine e impianti sportivi di ogni tipo, per i quali si sia verificata l’impossibilità sopravvenuta della prestazione a seguito delle misure di restrizione e contenimento.

Per far fronte alla crisi economica dei soggetti operanti nel settore sportivo, si prevede che una quota della raccolta delle scommesse sportive sia destinata sino al 31 luglio 2022 alla costituzione del “Fondo salva sport”. Le suddette risorse sono destinate a misure di sostegno e di ripresa del movimento sportivo.

  1. Misure per l’agricoltura 

Si istituisce il “Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi”, con una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2020, finalizzato all’attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.

Inoltre, per fronteggiare le gravi difficoltà per l’intero settore zootecnico, dovute alla chiusura di mense e punti di ristorazione e del rallentamento delle esportazioni, con conseguenze soprattutto per i trasformati del latte destinati al consumo fresco e per il settore carne, si prevede la compensazione parziale delle spese di stoccaggio e di stagionatura di tali prodotti, destinati ad essere immessi in commercio mesi dopo la loro fabbricazione.

  1.  Misure in materia di istruzione 

Al fine di assicurare la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica, il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche è incrementato di 331 milioni di euro nel 2020. Le risorse sono destinate ai seguenti interventi:

Inoltre, si semplificano le procedure di approvazione e di autorizzazione dei mutui BEI per l’edilizia scolastica a valere sulla programmazione triennale nazionale, con l’introduzione della possibilità di concedere anticipazioni agli enti locali.

Infine, si prevede che i soggetti pubblici e privati che svolgono i servizi educativi del sistema integrato 0/6 anni e le scuole paritarie dell’infanzia a gestione pubblica o privata beneficiano, a copertura del mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni comunque denominate da parte dei fruitori, determinato dalla sospensione delle attività in presenza a seguito delle misure adottate per contrastare la diffusione del Covid-19, di un contributo previsto per 65 milioni.





Russo (Uce): “Tanti soldi buttati nel Decreto rilancio, senza comprendere che forse sono le ultime risorse”

 

Alessio Russo rappresentante della U.C.E. UNIONE COMMERCIANTI ESERCENTI (Federazione Nazionale finalizzata alla difesa, rappresentanza, assistenza e tutela di quanti svolgano attività di commercio anche nei pubblici esercizi.) “tra una risata e un piantarello il governo italiano ha presentato tutta una serie di provvedimenti che aumenteranno i problemi anziché risolverli. Una lenzuolata di mancette clientelari da far inorridire. Non si rinuncia alla regolarizzazione degli immigrati clandestini. Non si comprende perché i destinatari del reddito di cittadinanza non si mandino nei campi o gli venga tolto il reddito. Si continua a non far arrivare un euro subito continuando con i crediti di imposta che agli imprenditori, che sono senza soldi e che non potranno proseguire con la loro impresa, non serviranno a nulla. Non un progetto di vero rilancio. Non hanno percepito che il nostro paese deve essere rivoltato nel profondo. Tanti soldi buttati senza comprendere che stiamo spendendo le nostre ultime risorse. Nulla sulla riduzione della spesa pubblica improduttiva. Nulla sul tema burocrazia salvo alimentarla anche con questo decreto. Non comprendono che il nostro è un paese che affoga tra leggi, norme, protocolli che non vengono prodotti dalla “BUROCRAZIA” ma dai nostri parlamentari che non sanno scrivere le leggi. Che assumendo i loro collaboratori tra amici, sostenitori, troniste non hanno l’aiuto che avrebbero potuto avere assumendo personale qualificato. Esperti legislativi alla camera o al senato che o non vengono ascoltati o sono stati assunti anche loro tra i personaggi dell’avanspettacolo. Dio salvi l’Italia”.

Domenico Pecorelli consigliere della U.C.E. UNIONE COMMERCIANTI ESERCENTI evidenzia alcuni punti: