Bordoni contro i 5Stelle: "A Ostia rendono il mare è inaccessibile"

 

“I 5 Stelle rendono il mare di Roma off-limits per i cittadini. l’Idea di chiudere la litoranea alle automobili, consentendo l’accesso al mare di Roma solo attraverso l’uso dei mezzi pubblici, dimostra la scarsa comprensione della Fase2 proprio da parte di chi Amministra la Città. Prevenzione e rilancio delle attività sul territorio, in un colpo solo la Raggi manca entrambi gli obiettivi. Non vanno imposti divieti ma offerte soluzioni come parcheggi aperti, presidi delle forze dell’Ordine, servizi, distanziamento sociale e controllo sugli arenili, non si può invece chiudere la litoranea”. Così il consigliere capitolino della Lega Davide Bordoni. “L’automobile resta ad oggi il mezzo più sicuro. La tutela della salute pubblica è una priorità, i cittadini hanno giustamente dei timori riguardo l’uso del trasporto pubblico (contingentato) – aggiunge -. C’è poi un’intera stagione estiva da salvare e consentire ai romani di poter godere di una delle spiagge libere più belle e grandi d’Europa. Come spesso capita su trasporti e mobilità i 5 stelle comprendono poco e male. Abbiamo il diritto di passare qualche ora al mare ci vogliono impedire anche questo?”, conclude Bordoni.




’’Impresa fa Cultura" 43 progetti innovativi vincitori del Bando regionale

 

“Sono 43 i progetti innovativi vincitori del bando “L’Impresa fa Cultura” finalizzato alla promozione del patrimonio culturale del Lazio attraverso l’uso di nuove tecnologie”. Lo spiega in una nota la regione Lazio. “L’Avviso pubblico, con una dotazione di oltre 5,6 milioni di euro, aveva come obiettivi il miglioramento del networking tra i luoghi della cultura, la promozione degli artisti e dell’artigianato creativo, l’allestimento di nuovi spazi culturali permanenti, la realizzazione di eventi, performance, mostre artistiche e la creazione di laboratori artistici e didattici. Delle 126 candidature, risultano ammissibili a finanziamento 43 progetti di cui 30 saranno realizzati da micro, piccole e medie imprese singole mentre 13 da raggruppamenti temporanei, per un totale di 60 imprese coinvolte. Sono 70 – spiega la nota – i luoghi della cultura interessati in prevalenza rientranti nei sistemi museali e bibliotecari regionali. Ogni progetto, da realizzarsi entro il 2021, potrà contare su un finanziamento fino all’80% a fondo perduto per un massimo di 200 mila euro. Un’ulteriore possibilità offerta dalla Regione Lazio che scommette sulle potenzialità dell’innovazione legata ai territori, sostenendo l’imprenditorialità con la valorizzazione dei luoghi della cultura regionali. I progetti abbracciano l’intero territorio laziale: 26 nella provincia di Roma (di cui 13 solo nella Capitale), 2 nella provincia di Frosinone, 2 in quella di Latina, 3 nella provincia di Rieti, 5 in quella di Viterbo e altri 5 che interesseranno più province. I progetti finanziati vanno dallo sviluppo di piattaforme web, realizzazione di infrastrutture tecnologiche, sviluppo di software e web-app, utilizzo della realtà aumentata, creazione di simulatori ambientali olografici e video mappingall’allestimento di mostre con QR code, creazione di tour virtuali, organizzazione di concorsi di cortometraggi, realizzazione di giochi interattivi e molto altro” conclude la nota.





IV Municipio, Pd contro la Delega a Commissario alla Della Casa

 

“Se il sindaco Raggi intende davvero nominare a commissario la ex presidente Della Casa, sfiduciata dall’intero consiglio del IV Municipio, si assume la grave responsabilità istituzionale e politica di contrapporsi all’intera rappresentanza territoriale democraticamente eletta”. Così in una nota il capogruppo del Pd capitolino Giulio Pelonzi e Massimiliano Umberti capogruppo Pd IV municipio. “Appare peraltro veramente grottesca l’autocandidatura dell’ex presidente a commissario dopo la sua cacciata. Tutti i membri del consiglio municipale della Tiburtina hanno espresso pesanti critiche sull’operato della ex-presidente Della Casa. Non rendersi conto della gravità di quanto accaduto in modo del tutto trasparente significa ignorare contrapporsi alle regole democratiche e alle critiche dei cittadini del territorio”. “Non dare ascolto a coloro che il M5s ha sempre definito i portavoce dei cittadini è una contraddizione in termini e una sconfessione delle regole interne del M5s, che ripropongono dinamiche da prima repubblica – continuano dal Pd -. La sfiducia e il malessere che si è concretizzato ieri con il voto di sfiducia alla presidente Della Casa viene da lontano ed è maturato in questi anni attraverso procedure alla luce del sole e su questioni politiche e di governo gravi. Proprio il contrario dell’agire politico di Della Casa. Dopo quanto accaduto serve un cambio vero altrimenti i giochi di palazzo sono quelli che si stanno consumando in campidoglio all’interno delle faide aperte nel M5s”, concludono.





Si continua a trattare sul futuro di Multiservizi

“Il secondo tavolo convocato dal Campidoglio ha messo in campo tutte le opzioni possibili. Prosecuzione appalto, riorganizzazione delle attività e riduzione del fatturato da compensare con ammortizzatori sociali, approfondimento su possibile internalizzazione del personale e utilizzo del piano assunzionale in tal senso”. E’ quanto si legge in una nota di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel sul futuro di Multiservizi dopo il nuovo incontro tra le parti facilitato dalla Giunta raggi. “Domani si terrà il tavolo tecnico tra Ama e società dell’Ati (Roma Multiservizi, Isam, Sea, La Sana Full System), per valutare su come proseguire. Sabato mattina riconvocazione del tavolo sindacale per proseguire il lavoro importante che ci attende”, conclude la nota.





Spazi Sociali, l’attacco di Fassina al M5S

“Dopo anni di sfratti e sgomberi il V Municipio M5S di Roma ha emanato un bando per l’assegnazione di un immobile del Comune per finalità sociali”. Lo riferisce in una nota il deputato di Leu e consigliere capitolino di Sinistra per Roma, Stefano Fassina, che aggiunge: “è davvero surreale il quadro amministrativo capitolino che si viene a determinare. Come segnala Caio, la Comunità per le autonome iniziative organizzate di Roma, la meritoria iniziativa del Municipio, riferita alla delibera 26 del 1995, quindi un’assegnazione a canone abbattuto dell’80 per cento è in contraddizione radicale con la linea persecutoria attuata dall’amministrazione Raggi, in applicazione di una successiva delibera, la 140 del 2015, finalizzata a fare cassa con le proprietà del Comune sedi di attività sociali e culturali fondamentali alla tenuta del welfare cittadino”. Tali attività, ricorda Fassina “sono state straordinariamente importanti per le famiglie più in difficoltà, in questi mesi di lockdown e di scarsa assistenza, anche alimentare, da parte delle istituzioni. Lo saranno ancora di più nella difficilissima fase davanti a noi, in una città stravolta sul piano economico e sociale dalle conseguenze del Covid-19. Il prezioso contributo del tessuto associativo e di esperienze auto-organizzate negli immobili capitolini andrebbe riconosciuto e valorizzato. Lo strumento per farlo è il regolamento, ancora in gestazione, per l’utilizzo di tali immobili”. “Va riscritto nelle premesse e nell’articolato al fine di archiviare la famigerata valorizzazione e affermarne l’utilizzo a finalità sociale e culturale. Dalla prossima settimana, vi è graduale riapertura di tutte le attività commerciali e religiose. In tale contesto – aggiunge Fassina -, sarebbe utile riprendere il confronto sul regolamento in commissione Patrimonio, dal vivo, con il pieno rispetto delle norme per la sicurezza. Dobbiamo arrivare a un regolamento giusto e utile per la città”, continua.





Grassi(RsR): "Servono navette e bus contro assembramenti in metro"

 

 

“Migliaia di romani si sono accalcati ai capolinea degli autobus e fuori dalle stazioni della metropolitana, in particolare alla stazione Ponte Mammolo, con la speranza di poter accedere ai mezzi pubblici per arrivare sul posto di lavoro in orario. E’ una situazione vergognosa sulla quale l’amministrazione comunale ha lasciato ancora una volta i romani al proprio destino”. Lo denuncia in una nota è Raimondo Grassi, presidente del movimento civico Roma Sceglie Roma. “Le stazioni della Metro sono nel pieno degrado e la situazione generale della città è quella di una Capitale dove vige l’anarchia totale – continua la nota -. Ci chiediamo cosa accadrà il prossimo 18 maggio quando con la cosiddetta Fase 3, tantissimi romani torneranno a muoversi usando i mezzi pubblici. Bisognerebbe pensare di più ai cittadini romani soprattutto a chi ha maggiore bisogno di lavorare in questo momento ed è ostaggio dei mezzi pubblici e dell’incapacità e della noncuranza dell’amministrazione capitolina”. “Riducendo la capienza dei mezzi pubblici – conclude Grassi – bisogna istituire navette alle fermate della metropolitana e ricorrere anche all’utilizzo di pullman privati coinvolgendoli in questa fase emergenziale con l’obiettivo di dare lavoro e allo stesso tempo garantire la mobilità in sicurezza dei romani”.




Fase 2 Roma, le associazioni di tutela degli animali chiedono alla Raggi di accedere ai canili

 

“Doppia condanna per i cani e i gatti del Comune di Roma. Costretti a una vita dietro le sbarre, ora si vedono negata anche quella manciata di minuti di semi-libertà che ogni giorno aspettano disperatamente con i musi incollati alle grate. Sì perché il Comune di Roma ancora nega l’accesso dei volontari animalisti nelle strutture comunali e convenzionate. Il che vuol dire zero possibilità di farli sgambare, socializzare, controllandone anche lo stato di salute. Tutti punti essenziali per la salvaguardia del benessere animale. Cardini del diritto-dovere dell’accudimento, sancito dalla legge e riconosciuto dalle amministrazioni statali e regionali”. 

La denuncia in una lettera che Acl, Animalisti italiani, Enpa, Lav e Leidaa hanno inviato alla sindaca Virginia Raggi e all’ufficio Tutela Animali e che viene rilanciata online dalla testata “Animali e ambiente nel cuore” . 

“Nessuno contesta – scrivono le associazioni – l’esigenza di preservare la salute di tutti, a cominciare dai dipendenti dei canili e dei gattili, ma la tutela degli animali d’affezione è interesse pubblico, riconosciuto anche in condizioni di emergenza, come conferma l’elenco delle attività indifferibili minime pubblicato dal ministero della Salute. Oltre alla nota della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio del 23 aprile scorso. Un documento che invita i gestori delle strutture a elaborare un piano operativo per consentire, sia pure con modalità contingentate, l’accesso dei volontari”. 

“Il blocco – avvertono gli animalisti – va rimosso subito. E se le strutture non hanno provveduto ancora ad elaborare nuovi protocolli d’accesso legati all’emergenza Covd-19 che lo facciano prima che sia troppo tardi. Il Comune ha il dovere di intervenire. C’è a rischio la tutela del benessere animale di migliaia di cani e gatti: il rispetto delle necessità etologiche è sacrosanto: in caso contrario – concludono – il reato di maltrattamento è dietro l’angolo”.





Riaperture, piace a Una l’Ordinanza della Raggi

Soddisfatta la Cna di Roma per l’odinanza sulle riaperture firmata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, che, per le attività che potranno riaprire dal 18, prevede aperture in fasce orarie: “Ringraziamo vivamente la sindaca e l’assessore Cafarotti per aver recepito le nostre richieste di prolungare gli orari di apertura delle gelaterie, delle pasticcerie, dei bar, delle pizzerie a taglio e delle altre attività assimilabili che alla domenica pomeriggio registrano un importante picco del loro fatturato, in alcuni casi pari a circa il 25% del totale settimanale”. 

E “con altrettanta soddisfazione registriamo la possibilità per parrucchieri ed estetiste di poter aprire le loro attività senza vincoli d’orario alla domenica e nei giorni festivi infrasettimanali”. 

“Le piccole attività, i negozi di prossimità dell’artistico e del commercio – ha commentato Michelangelo Melchionno, presidente della Cna di Roma – sono il cuore pulsante della nostra città, del nostro tessuto sociale, e come ha scritto il sindaco di New York Bill de Blasio sono delle vere e proprie pietre miliari dei nostri quartieri e se non riaprono queste non si può tornare ad una vera normalità.”




Simeone (Forza Italia) e la Fase Due: "Nel Lazio serve una nuova normalità"

 

“L’emergenza da Covid non è ancora terminata, ma dobbiamo prepararci ad affrontare una nuova vita, a tornare ad una nuova normalità”. Così Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. “Nel mio intervento in aula nel corso della seduta dedicata proprio all’emergenza sanitaria, ho chiesto – ha detto – all’amministrazione di favorire il rientro alla vita ordinaria. Questo si traduce in campo sanitario alla necessità di riprogrammare la gestione ordinaria dei nosocomi, a partire dall’attività in elezione. Come del resto la stessa attività ambulatoriale, va riaperta in tempi rapidissimi. Le prenotazioni al Cup sono bloccate da marzo, le liste d’attesa si sono ulteriormente allungate. Ecco perchè occorre tornare a regime. Anche sotto il profilo economico urge una ripartenza veloce, naturalmente rispettando le misure di prevenzione ed i protocolli per la sicurezza. Abbiamo preso atto delle linee guida dell’Inail che forniscono raccomandazioni sulla fase 2. Queste linee guida vanno però calibrate in base alla specificità dei territori. Soprattutto nei settori attività di balneazione e nella ristorazione. Il Lazio per esempio è alle prese con il problema cronico dell’erosione della costa. Troppo poco è stato fatto sul ripascimento, mentre ci sarebbe bisogno di un intervento strutturale volto a garantire la difesa e la ricostruzione del litorale. E’ ovvio che in questo contesto appare estremamente difficile installare più di 4-5 file di ombrelloni in buona parte degli stabilimenti balneari del litorale laziale. Lo stesso dicasi per la ristorazione, dove bisogna guardare alle singole fattispecie. Quattro metri quadrati a disposizione di ogni avventore, tradotto in concreto significa che un locale di 60 metri potrà ospitare al massimo 15 clienti alla volta. Ma al tempo stesso occorre tener conto di locali ancora più piccoli dislocati soprattutto nei centri storici e con spazi ancora più limitati, dove con appena 25 metri quadri non si potranno ospitare più di 5-6 persone. Ecco perché dobbiamo ricalibrare le linee guida in base alla specificità dei territori. Ed in questo senso – conclude – chiedo all’amministrazione regionale di avere più coraggio. Si deve fare tutto in sicurezza, ma bisogna mettere gli imprenditori nelle condizioni di poter lavorare”.





Zingaretti (Regione Lazio: "Riapriamo, ma sarà tutto diverso"

 

“C’è stato un dibattito importante e costruttivo i cittadini possono guardare a questa istituzione con fiducia. Dobbiamo continuare con questo spirito”, così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nella sua replica che ha concluso il dibattito sul Coronavirus in Consiglio regionale. “Anche per quanto riguarda la questione dei dispositivi, dobbiamo dirci le cose con chiarezza. Nessuna volontà di rimuovere problemi – ha ribadito – gli eventuali responsabili dovranno essere perseguiti dalla giustizia. E dobbiamo creare le condizioni per non vivere più una situazione simile. L’audit che ho ordinato serve a questo: una pubblica amministrazione che si trova di fronte a questo problema deve sapere come comportarsi”. 

Zingaretti ha poi posto l’accento su un tema: “Quando si scoprirà il vaccino dovremo garantire un approvvigionamento adeguato per tutti i cittadini”. Il governatore è tornato poi su quelle che saranno per tutti le “regole nuove, il distanziamento, l’igiene personale” di questa fase di convivenza con il virus, spiegando che tra i nodi c’è la questione casa e ricordando che le precauzioni servono anche nell’ambito familiare “dove nelle ultime settimane si sono manifestati molti casi”. 

“Siamo pronti alla riapertura” ha assicurato Zingaretti avvertendo però che la vita sarà diversa per molto tempo. “Le linee guida dell’Inail andranno calate sui territori, sono d’accordo. Ma attenzione, adesso si andrà in un’attività commerciale o in un ristorante, basandosi anche sulla sicurezza che quell’esercizio garantisce. Ovvio dunque che dovremo applicare quei criteri con elasticità, ma garantendo la sicurezza dei cittadini. Per questo sto chiedendo a tutti i ministeri di misurare la temperatura a tutti i lavoratori e per questo – ha detto – chiederò a tutti i sindaci di correre sull’occupazione del suolo pubblico”. 

“Bisogna trovare una sintesi: da lunedì saremo molti di più a circolare, le precauzioni servono anche ad aumentare la competitività dei locali. Dovremo investire, infine, moltissimo sui nostri parchi e su incentivi per far fare le vacanze nelle nostra Regione e garantire il settore turistico” ha concluso facendo riferimento ai parchi del Lazio. 




Fase 2, a Roma aperture dei negozi diversificate in fasce orarie. Possibilità di scegliere per la domenica

 

 

Sarà in vigore dal 18 maggio al 21 giugno 2020 la nuova ordinanza firmata dalla Sindaca Virginia Raggi, a disciplina degli orari di apertura delle attività commerciali, artigianali e produttive, autorizzate da Governo e Regione alla progressiva ripresa dell’esercizio.

 

Questo provvedimento - spiega la Sindaca Virginia Raggi - nasce dalla condivisione con categorie e sigle sindacali di un unico obiettivo: supportare il nostro tessuto produttivo nel rispetto della sicurezza di tutti. Tenuto conto del monitoraggio quotidiano degli spostamenti in città, e ferma restando la necessità di scaglionare i flussi di persone per evitare assembramenti, fissiamo orari diversi per le aperture e le chiusure degli esercizi commerciali a seconda della loro tipologia, dando l’opportunità di lavorare anche la domenica”.

 

Le attività - raggruppate per tipologia - seguiranno quindi tre diverse fasce orarie di apertura e chiusura, dal lunedì al sabato:

 

 

 

 

Quanto alla giornata di domenica e ai festivi, l’eventuale orario di apertura al pubblico non è assoggettato alle fasce sopra menzionate ma alla normativa regionale e statale di riferimento.

 

Gli orari stabiliti per le categorie produttive autorizzate all’apertura sono stati definiti in base all’osservazione puntuale dell’evolversi della situazione cittadina, oltre che dopo ripetuti confronti con associazioni di categoria e sindacati. In via sperimentale, quindi, abbiamo elaborato questo piano orario che include anche la discrezionalità, in capo ai singoli esercenti, di aprire nella giornata di domenica. Un’opportunità significativa anche per ricominciare a vivere la città, sempre in osservanza delle norme igienico-sanitarie a garanzia dell’incolumità pubblica”, commenta Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale. 

 

Per gli esercizi commerciali che svolgono attività mista - settore alimentare e non alimentare - sarà possibile scegliere discrezionalmente una delle fasce orarie di apertura al pubblico sopra descritte, relativamente ai titoli posseduti. Vale l’obbligo di esporre - in maniera tale da essere visibili anche all’esterno del locale - il codice scelto o assegnato (F1A, F1B, F2, F3), nonché il relativo orario di esercizio.

 

Resta ferma ogni prerogativa statale e regionale in ordine al mutare delle circostanze di carattere sanitario, e fatta salva la facoltà del titolare dell’attività in ordine all’apertura o meno della stessa sia nei giorni feriali che in quelli festivi.

 

Queste disposizioni non si applicano al commercio su aree pubbliche, alle edicole, ai centri commerciali, alle tabaccherie, alle farmacie, alle parafarmacie, agli esercizi di qualsiasi tipologia all’interno di stazioni ferroviarie e aree di servizio, né alle altre attività non espressamente disciplinate dal provvedimento, che seguiranno gli orari stabiliti dalle norme generali che disciplinano la loro attività.





Violenti temporali a Milano provocano l’esondazione del Seveso, allagati interi quartieri

 

A causa di un forte nubifragio che ha colpito la città, a Milano è esondato nella notte tra giovedì e venerdì il fiume Seveso, mentre il Lambro è ai livelli di guardia: allagamenti e blackout in diversi quartieri, in particolare a Niguarda, con inevitabili forti disagi per la circolazione e i trasporti pubblici.

“Seveso e Lambro: ore 3.10. Esondato Seveso a Niguarda in via Valfurva”, ha scritto su Facebook l’assessore alla Mobilità e ai Lavori Pubblici del Comune di Milano, Marco Granelli, per poi aggiornare: “Seveso e Lambro ore 6.00 Continua a piovere molto e esondazione ancora in corso ormai da due ore. Salito anche il Lambro vicino a esondazione”.

“Il forte temporale che stanotte ha colpito Milano ha provocato importanti disagi, tra cui l’esondazione del Seveso. Viabilità modificata e interventi in corso”, ha postato invece su Twitter Davide Bassani consigliere del Municipio 2 di Milano.

L’Atm ha fatto sapere che per le conseguenze del maltempo in particolare sulla linea metropolitana M2 i treni sono sostituiti da bus nelle tratte Famagosta-Assago e Famagosta-Abbiategrasso.

Il Comune di Milano aveva disposto dalle 18 di giovedì l’attivazione del Centro Operativo Comunale (COC) a seguito dell’allerta meteo arancione per il rischio di forti temporali emanato dal Centro Funzionale Monitoraggio Rischi Naturali della Regione Lombardia.





Ecco le 407 spiagge d’Italia che sventolano la Bandiera Blu

 

407 spiagge Bandiera blu per 195 località rivierasche e 75 approdi turistici: ad assegnarle, come ogni anno, la Foundation for Environmental Education (FEE) ai Comuni rivieraschi e agli approdi turistici italiani. Quest’anno la premiazione è avvenuta in conferenza telematica con i sindaci vincitori. Bandiere blu è arrivata ormai alla 34esima edizione. Le spiagge premiate corrispondono a circa il 10% delle spiagge premiate a livello mondiale. Analizzando i risultati ottenuti in questa edizione, si nota un trend di crescita delle località Bandiera Blu rispetto al precedente anno. Sono 195 i Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento, 12 in più rispetto ai 183 dello scorso anno: 12 sono i nuovi ingressi, nessuna uscita.

“La Bandiera Blu quest’anno sarà strumento di ripresa e di rilancio dell’immagine del Paese – ha detto Claudio Mazza presidente della FEE Italia – siamo certi che le località Bandiera Blu dove il livello di qualità ambientale e del servizio al turista è sempre stato al primo posto saranno in grado di garantire una gestione della stagione estiva efficiente e in sicurezza”. Continua Mazza: “Insieme ai Comuni, gli stabilimenti balneari avranno un ruolo fondamentale in termini di presidio delle spiagge, saranno loro che avranno il compito di conciliare il rispetto delle regole e il piacere di una giornata al mare”.

In particolare, la Liguria sale a 32 località con due nuovi ingressi, segue la Toscana con 20 località (un nuovo ingresso), la Campania raggiunge le 19 Bandiere con un nuovo ingresso, con 15 località seguono le Marche.

La Puglia conquista due nuove località e raggiunge 15 Bandiere, mentre la Sardegna riconferma le sue 14 località. Anche la Calabria va a quota 14 con tre nuovi ingressi, mentre l’Abruzzo resta a 10. Rimangono invariate anche le 10 bandiere del Trentino Alto Adige. Il Lazio conferma le 9 bandiere, così come 9 sono quelle del Veneto, che segna un nuovo ingresso; l’Emilia Romagna conferma le sue 7 località, mentre la Sicilia ne guadagna una passando a 8 Bandiere.

La Basilicata conferma le sue 5 località; si registra un nuovo ingresso in Piemonte che ottiene 4 bandiere; il Friuli Venezia Giulia conferma le 2 Bandiere dell’anno precedente. Il Molise rimane con 1 Bandiera, anche la Lombardia conferma una Bandiera blu. Complessivamente, quest’anno le Bandiere sui laghi arrivano a 18.

Nel corso della manifestazione sono state premiate quelle località le cui acque di balneazione sono risultate eccellenti, come stabilito dai risultati delle analisi che, nel corso degli ultimi quattro anni, le ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente) hanno effettuato nell’ambito del Programma Nazionale di monitoraggio, condotto dal Ministero della Salute, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. I Comuni hanno potuto presentare direttamente tali risultati, in quanto c’è piena corrispondenza tra quanto richiesto dalla FEE e quanto effettuato dalle ARPA, in termini di numero di campionamenti e di indicatori microbiologici misurati.

Anche quest’anno è stato dato grande rilievo alla gestione del territorio e all’educazione ambientale messe in atto dalle Amministrazioni al fine di preservare l’ambiente e promuovere un turismo sostenibile. In tale ottica, alcuni indicatori presi in considerazione sono stati: l’esistenza ed il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la percentuale di allacci fognari, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla riduzione della produzione, alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti pericolosi; le iniziative promosse dalle Amministrazioni per una migliore vivibilità nel periodo estivo; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio; la cura dell’arredo urbano e delle spiagge; la possibilità di accesso al mare per tutti senza limitazioni. Non bisogna inoltre dimenticare l’azione di sensibilizzazione intrapresa affinché i Comuni portino avanti un processo di certificazione delle loro attività istituzionali e delle strutture turistiche che insistono sul loro territorio.

“La conferenza si tiene proprio alla vigilia di questa che sarà una estate inconsueta – spiega l’Ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera – che certamente ci vedrà misurare con attenzione i nostri comportamenti. Sappiamo anche che la deantropizzazione delle coste e dei nostri mari ci sta consegnando una natura ancora più bella. A voi, sindaci dei Comuni costieri, che ricevete oggi questo prestigioso riconoscimento, il compito di assicurare con questa stagione la ripresa di un settore fondamentale per la nostra economia, un settore quello del turismo balneare e del turismo nautico che costituiscono degli asset economici di primo ordine per il nostro Paese”.





Gentiloni (Ue) si prepara a varare una procedura di infrazione per la Germania

 “E’ possibile che il modo migliore, diretto, più chiaro per salvaguardare i principi e i servizi giuridici europei sia quello di aprire rapidamente una procedura d’infrazione nei confronti della Germania”. Lo ha detto il commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni a proposito della sentenza della Corte costituzionale di Karlsruhe che aveva definito in parte illegittimi i piani di QE della Banca Centrale europea.

“In Europa sulle questioni europee – ha aggiunto Gentiloni parlando a Piazza Pulita su La7 – c’è una primazia assoluta della Corte di Giustizia europea e questo principio deve essere affermate, perché se comincia a passare il concetto che singole corti possano legiferare si vedono delle reazioni in altri Paesi che dicono ‘anche noi possiamo farlo per questioni che ci stanno particolarmente a cuore’. E’ accaduto da parte del governo polacco qualche giorno fa. L’altro grande principio è quello dell’indipendenza della Banca centrale europea: questi due principi devono essere salvaguardati e i servizi giuridici della Commissione stanno lavorando su questo”.





Zaia (Veneto) all’attacco: “Con le linee guida varate da Inail impossibili le riaperture”

 

"Abbiamo il massimo rispetto del lavoro fatto dall’Inail, ma le loro guida sono inapplicabili: così non si apre, un esempio per tutti, le spiagge e i ristoranti. Certo, Sono prudenziali ma non funzionano". Sono le parole del presidente del Veneto, Luca Zaia . "E poi, se dovessimo guardare ai parametri dell’Iss, il Veneto può affrontare qualsiasi apertura", ha tenuto a sottolineare Zaia che ha quindi ricordato che "il Veneto chiede di aprire molte attività: il settore del commercio, bar, ristoranti, parrucchieri, barbieri e centri per l’estetica, centri sportivi, palestre e piscine. Abbiamo già concordato le nostre linee guida con gli operatori". "Chiediamo che nel Dpcm ci sia la delega alle Regioni di applicare linee guida alternative a quelle dell’Inail. Perchè se così con fosse, nessuno può derogare e non si può aprire. Deve essere il Dpcm che ce lo permette", ha spiegato. E ancora: "Le linee dell’Inail sono discrezionali, i famosi 4 metri sono frutto di un lavoro al tavolino da parte dei tecnici, i nostri dicono altre misure", ha sottolineato ancora aggiungendo: "Non è una norma automatica, ma deve essere mediata dell’umanità di quelli che ci lavorano. abbiamo un’intesa verbale con il presidente del Consiglio su linee guida generali e poi la delega alle linee di apertura delle Regioni. Per certi settori economici sono impossibili da mettere in pratica, basti pensare all’Harry’ Bar di Cipriani: con quelle norme potrebbe avere un solo tavolo al piano terra ed uno al primo piano. Perché non avere un approccio mitteleuropeo? In Germania o in Austria danno solo indicazioni di massima con delle icone", ha spiegato.  "Non abbiamo ancora pronto il documento con le linee guida - ha detto ancora - vogliamo vedere cosa esce anche dalle altre regioni per uniformare i parametri. Sono convinto che tra governatori ci debba essere uniformità, stiamo attendendo per evitare che escano dati che vadano male interpretati. Le nostre linee guida vogliono dare la massima sicurezza cittadini, lavoratori e clienti. E l’uso della mascherina è fondamentale". "Come governatori lavoriamo per macroaree perché ci siano orientamenti uniformi - ha spiegato Zaia - ci stiamo scambiando bozze delle linee guida e delle ordinanze, non so cosa faranno le regioni che non hanno linee guida, se poi il Dpcm dice che sono facoltative e allora cambia tutto".Poi l’annuncio: "E’ la tragedia nella tragedia quella dell’accudimento dei minori. Noi inseriremo nell’ordinanza del Veneto, l’apertura di tutti i servizi dagli 0 ai 14 anni: dalla fattoria didattica, all’asilo, ai giochi gonfiabili, ai centri estivi, ai grest. Se passa questa linea noi la settimana prossima apriamo tutto, anche tutti i centri estivi, i grest e le scuole paritarie". "No alla regolarizzazione dei migranti. Io non l’avrei fatta", ha quindi affermato commentando la decisione presa ieri dal governo. "Se c’è bisogno di manodopera per le nostre campagne bisognerebbe chiedere anche ai nostri concittadini se davvero non vogliono andare a lavorare in campagna. Io ho visto tanti frutteti e campagne in Veneto dove a lavorare sono tutti italiani e quindi io non avrei fatto una sanatoria per i migranti", ha detto ancora.





Berlusconi sul Decreto Rilancio: “Non aiuta i cittadini. Il Governo non ci ha ascoltato”

 

"Il decreto rilancio non risponde alle esigenze dei cittadini e delle imprese che sono in difficoltà". Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una intervista al Tg5. Berlusconi è duro con la maggioranza ("Ma chi ha scritto queste follie? Gente che non ha mai lavorato") e attacca il governo ("Non siamo stati ascoltati") ma assicura comunque la disponibilità al confronto in Parlamento.

"Arriverà liquidità a lavoratori e imprese? Arriveranno i DPI a tutti i cittadini? Fino ad adesso la risposta è sempre stata no. E il decreto rilancio con le sue 495 pagine non abbassa la pressione fiscale, non semplifica le pastoie burocratiche, non moltiplica gli investimenti a fondo perduto che sono davvero indispensabili. Quindi no, il decreto rilancio non risponde alle esigenze dei cittadini e delle imprese che sono in difficoltà" ha aggiunto Berlusconi. "Noi da subito abbiamo messo a disposizione del governo la nostra esperienza, competenza e buonsenso, abbiamo presentato più di 150 modifiche al decreto Cura Italia e altrettante al dl Liquidità ma finora il governo non ci ha voluti ascoltare. Conte ha detto che auspica che maggioranza e opposizioni possano migliorare il testo in Parlamento. Noi siamo come sempre disponibili e abbiamo molte idee per migliorarlo. Ma ci ascolteranno? Io spero di sì perché gli italiani non possono più aspettare" ha precisato il leader di Forza Italia.





Decreto Rilancio, Inguscio (Cnr): "Risponde alla necessità di un rilancio secondo nuovi paradigmi di sviluppo"

 

Il governo ha approvato il cosiddetto “Decreto Rilancio” per aiutare il Paese e l’economia a uscire dalla crisi causata dal Covid-19. Il provvedimento – tra l’altro - stanzia 1,4 miliardi di euro per rilanciare il sistema dell’alta formazione e della ricerca, prevede 4.000 nuovi posti per ricercatori, anche mediante rientri dall’estero, e 600 milioni di euro per finanziare il nuovo Piano Nazionale della Ricerca che il Ministero dell’Università e della Ricerca sta costruendo secondo il nuovo paradigma che il momento impone, con il contributo di tutte le competenze della comunità scientifica. Il Presidente del CNR Massimo Inguscio esprime “profondo compiacimento, perché in questo momento storico il Governo, per impulso del Ministro Gaetano Manfredi, sta riconoscendo il sistema dell’alta formazione e della ricerca pubblica quale vera infrastruttura strategica per la crescita della ripresa di competitività del sistema-Paese. Nel dopoguerra – ricorda Inguscio - il Consiglio dei Ministri deliberò la momentanea trasformazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche in ‘Centro di consulenza tecnica del Governo per i problemi della Ricostruzione’, nominandone presidente Gustavo Colonnetti. Nell’acronimo CNR, la ‘R’ di Ricerca venne quindi intesa anche come Ricostruzione, evidenziando come proprio con la ricerca scientifica e la politica della ricerca si generino progresso, benessere, democrazia e si costruisca il futuro. Oggi naturalmente le infrastrutture, il sistema industriale e dei servizi in Italia non hanno bisogno di una vera e propria ricostruzione, sono pronte a ripartire, e questo Decreto risponde alla necessità di un rilancio secondo nuovi paradigmi di sviluppo che consentano di affrontare le attuali emergenze. Il CNR – conclude il Presidente - è pronto a fare la propria parte, individuando, in linea con gli indirizzi del Governo e del Ministro dell’Università e Ricerca Manfredi, obiettivi e ambiti di attività al servizio del Paese sempre più utili per affrontare e vincere le difficili sfide di questa ripartenza”.





Semplificazione Cig, Durigon (Lega): dichiarazioni Conte non corrispondono a verità

 

"Da Conte ancora bugie. Le sue dichiarazioni sulla semplificazione della Cig non corrispondono a verità. Siamo infatti ai soliti annunci che porteranno invece solamente altri ritardi". Così Claudio Durigon, deputato della Lega. "E’ molto preoccupante - aggiunge - che ancora una volta Conte non abbia dato una sola certezza delle risorse a disposizione di lavoratori e aziende. Il costo del lavoro rimane a carico delle imprese che in questo modo faranno un’enorme fatica a organizzarsi. La distanza di questo esecutivo con il mondo reale è incolmabile - conclude - ed è assurdo che neanche il grido d’allarme disperato di milioni di italiani è valso a far cambiare rotta a questo governo".





La soddisfazione di Zingaretti: "Il decreto ’rilancio’ è una misura imponente"

 

"l decreto ‘rilancio’ è una misura imponente, mai forse in pochi mesi lo stato ha mobilitato circa 80 miliardi di euro a sostegno dello sviluppo e a sostegno di chi in un passaggio difficile deve sentirsi sostenuto. Ora è molto importante non commettere errori e fare tesoro degli errori commessi: ad esempio dobbiamo sbrigarci nelle semplificazioni". Così, su Facebook, Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico. "Il Paese, nel rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione e di rappresentanza sociale, deve sentirsi unito nell’attuazione e implementazione di provvedimenti che possono ridare fiducia e create speranza. Ci sono aiuti a chi non ce la fa, c’è green economy, tanta università, alleggerimento fisco e sostegni per le imprese. È giusto che sia così - continua il post - per combattere la sensazione di solitudine che potrebbe far precipitare nello sconforto: la rinascita parte invece dal ricostruire la fiducia. Le imprese, le famiglie le persone sono pronte a combattere e costruire il futuro. Possono incontrare il caos di chi cavalca la protesta o possono incontrare la speranza e la fiducia di un progetto per la rinascita. Il Pd vuole costruire questo progetto per un Italia più giusta, semplice, verde e competitiva. Non vogliamo farlo e non lo faremo da soli, ma insieme a chi in Italia e in Europa con coraggio e passione - conclude - non rinuncia a costruire il futuro".





Gianni Caravelli al vertice dell’Aise (Servizio Segreto per l’estero)

 

Il generale di corpo d’armata Gianni Caravelli è il nuovo direttore dell’Aise: la nomina al vertice del servizio segreto per l’estero è stata approvata dal Consiglio dei ministri. Caravelli succede a  Luciano Carta, approdato alla presidenza di Leonardo. Caravelli, 59 anni, abruzzese, era già vicedirettore dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna.  Dietro il rilascio di Silvia Romano c’è lui, il Generale Giovanni Caravelli. L’aggettivo più ricorrente è «istituzionale al massimo livello». Apprezzato da Claudio Graziano, al vertice del Comitato militare dell’Unione Europea.  E da Rolando Mosca Moschini, segretario del Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale, viene considerato un segugio internazionale come pochi e che i servizi di intelligence di tutto il mondo ci invidiano.

Giovanni Caravelli è l’uomo che ha coordinato diretto e reso possibile il rilascio di queste ore di Silvia Romano. Dalla prossima settimana sarà proprio lui il numero uno dell’AISE, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale, il capo assoluto del nostro sistema di sicurezza.

Quando il 22 ottobre del 2012 il Capo dello Stato lo insignì della “Croce di bronzo al merito dell’Esercito”, il Quirinale usò nei suoi confronti queste parole: “Capo dell’unità di consiglieri nell’ambito della "United Nations Assistance Mission in Afghanistan", Consigliere militare del Rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite e Ufficiale italiano più anziano, operava con magistrale capacità, ispirando i propri dipendenti con un esempio costante e illuminato.

In particolare, si è distinto per la chiarezza di obiettivi, grande equilibrio nelle scelte, incondizionato impegno e consapevole coraggio nell’affrontare situazioni particolarmente critiche. Ufficiale Generale di rango, ha operato in maniera impeccabile ottenendo risultati di grandissimo valore, che hanno dato lustro alle Forze Armate italiane in un delicatissimo ambiente internazionale".

Kabul (Afghanistan), luglio 2010 - luglio 2011”. E’ abbastanza per capire che il successore di Luciano Carta alla guida dell’intelligence italiana, sono i nostri servizi segreti, ha tutti i requisiti possibili e immaginabili di un leader illuminato e di un perfetto “Uomo di Stato”. Negli ambienti militari il solo commento che cogliamo è che finalmente siamo nelle “mani giuste”, professionista di altissimo livello, educato alle regole della Repubblica e del servizio per lo Stato. Nato il 18 Marzo 1961 a Frisa (Chieti), Giovanni Caravelli è coniugato, ha due figlie ed è nei Servizi dall’agosto 2014

.Dopo aver frequentato l’Accademia Militare e la Scuola d’Applicazione Militare dal 1979 al 1983, ha conseguito la laurea in Scienze Strategiche (Università di Torino), la laurea in Scienze Diplomatiche Internazionali (Università di Trieste);

il Master di secondo livello in Scienze Strategiche (Università di Trieste), il Master in Peacekeeping Studies (Università Roma/Tre) ed un Master di specializzazione in Studi Europei (Istituto per gli Studi Europei “Alcide De Gasperi”).

Nel corso della sua carriera Gianni Caravelli ha ricoperto i seguenti incarichi: Capo Sezione di Stato Maggiore presso l’Ufficio generale del capo di Stato Maggiore dell’Esercito; Comandante di Battaglione Sam “Hawk” del Reggimento “Peschiera” (Cremona); Direttore di Divisione presso il Sismi (con numerose attività in supporto alle forze armate italiane in Afghanistan, Kosovo, Iraq, Bosnia Erzegovina e Libano); Vice capo VI Reparto C4IStar dello Stato Maggiore della Difesa; capo del II Reparto Informazioni e sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa; Comandante della Brigata Rista EW; consigliere militare del rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite; e infine Vice direttore vicario dell’Aise.

Numerose le onorificenze ottenute, tra cui: medaglie per la partecipazione alla missione Nato in Kosovo (Kfor), medaglie per la partecipazione alla missione in Afghanistan e per la partecipazione ad attività di concorso in pubbliche calamità per il terremoto dell’Umbria, per la partecipazione a missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, croce di bronzo al merito militare, croce d’oro per l’anzianità di servizio militare. Marco Ludovico su Il Sole 24 Ore ne traccia un giudizio nettissimo: “Tra le qualità di un ufficiale c’è la capacità di attendere.

Caravelli ha i tratti di carattere netti di ogni abruzzese. Testardo e tenace. Scontroso solo in apparenza, molto riservato. Prudente, accorto. Grande lavoratore, dice un suo amico: «Ama le persone lineari come lui». Sottolinea un dirigente dei servizi in pensione: «Bravissimo nella raccolta, l’analisi e lo sviluppo delle informazioni».

La stima non trova eccezioni, l’aggettivo più ricorrente è «istituzionale al massimo livello». Apprezzato da Claudio Graziano, al vertice del Comitato militare dell’Unione Europea. E da Rolando Mosca Moschini, segretario del Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale.

Esigente e rigoroso ma inclusivo e cordiale sul lavoro, ha appena riportato a casa con i suoi agenti Silvia Romano. Ma non è l’unica prodezza recente”.





#AgenziadelleEntrate, quasi 9 milioni di italiani riceveranno una cartella da pagare

 

Lo aveva ripetuto a chiare lettere il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini nel corso della sua famosa audizione alla VI Commissione Finanze e la X Commissione Attività produttive Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, ma il Decreto Rilancio appena varato dal Governo Conte ignora completamente il problema.

Non vorremmo sbagliare, ma nelle 460 pagine del testo del Decreto Rilancio del premier Conte francamente non abbiamo trovato nessun riferimento al problema delle cartelle che l’Agenzia delle Entrate starebbe per recapitare nelle cassette della posta di quasi 9 milioni di italiani.

Avete capito bene, quasi 9 milioni di italiani. Ma torniamo dall’inizio. Mercoledì 22 aprile scorso. l’Avv. Ernesto Maria Ruffini, Direttore di Agenzia delle entrate e Presidente di Agenzia delle entrate-Riscossione aveva preannunciato che: “L’Agenzia delle entrate, a partire dal prossimo 1° giugno 2020 ed entro il 31 dicembre 2020 dovrà provvedere alla notifica di circa 3,7 milioni di atti e comunicazioni in scadenza entro fine anno 2020.

A questi atti, inoltre, si andranno ad aggiungere altri 4,8 milioni di atti e comunicazioni che, ancorché non in scadenza al 31.12.2020”. Di cosa parlava il Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate?

La risposta che l’avvocato Ruffini fornì quel giorno ai parlamentari era dettagliatissima fino in fondo: “Sono atti diretti a consentire ai contribuenti di sanare tempestivamente errori sanabili anche con il pagamento di sanzioni ridotte prima dell’emissione dell’atto (ad esempio lettere di compliance, “avvisi bonari”, etc.), evitando, peraltro, il maturare di ulteriori interessi sulle maggiori somme richieste in pagamento”. Dopo questa audizione parlamentare abbiamo letto da qualche parte che l’Agenzia delle Entrate avrebbe in un primo momento pensato di sospendere per qualche mese la notifica di questi provvedimenti e di questi atti, ma di ufficiale non abbiamo trovato da nessuna parte nessuna conferma.

Abbiamo allora deciso di scrivere una richiesta formale all’Avvocato Ruffini per capire direttamente da lui cosa realmente accadrà nei prossimi giorni. In attesa di una sua qualunque risposta ci limitiamo a pensare che nulla rispetto alla notizia dei 9 milioni di italiani destinatari di cartelle da Agenzia delle Entrate sia cambiato da quel 22 aprile scorso. La risposta che ci è venuta dall’Agenzia delle Entrate è stata chiara “Controllate il nostro sito, troverete tutte le indicazioni operative del momento”.

Ma naturalmente, delle cartelle di cui saranno destinatari 9 milioni di italiani non c’è traccia alcuna. C’è dunque da supporre che le cartelle stiano proprio per arrivare nelle nostre case, e che gli italiani dovranno pagare il proprio conto con il fisco molto prima di quanto invece sperassero di farlo.

Del resto, ci dice qualcuno a Palazzo Chigi, se così non fosse, il rischio reale per milioni di cartelle sarebbe quello della prescrizione.

Essendo ormai passati cinque anni, l’Agenzia delle Entrate rischierebbe di perdere milioni di incassi dovuti, e alla fine dell’anno tutte queste richieste di pagamento si rivelerebbero pura carta straccia.





L’Ue pensa di mettere in campo nuove risorse nella lotta alla crisi da Covid-19

 

La Commissione europea proporrà un pacchetto a sostegno della ripresa dell’Unione europea dalla pandemia di coronavirus che includerà nuovi programmi di investimento e sanitari e proposte per nuove entrate Ue, ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen in un intervento ieri al Parlamento europeo. La von der Leyen ha affermato che il ‘Recovery plan’ si aggiunge al bilancio netto a lungo termine del blocco, ma che i fondi provenienti dal piano di ripresa saranno incanalati attraverso il bilancio per dare al Parlamento il controllo su come vengono spesi. La presidente non ha menzionato alcuna cifra, ma ha detto che i fondi per la ripresa saranno raccolti sul mercato dalla Commissione con le garanzie dei governi Ue e spesi dove maggiormente necessari — le regioni che sono state più dalla pandemia e che mostrano il potenziale maggiore. Von der Leyen non ha specificato quali nuove entrate Ue la Commissione proporrà alla fine di questo mese quando presenterà il piano. Il piano per la ripresa prevede trasferimenti a fondo perduto, non solo prestiti, ha affermato, aggiungendo poi che la maggior parte del denaro sarà destinata a sostenere i governi nelle aree chiave degli investimenti pubblici e le riforme che sono in linea con le politiche comunitarie, come ad esempio diventare neutrali dal punto di vista climatico, digitalizzare l’economia e rendere l’economia più resiliente.





E’ morto nella sua Bologna il pianista e direttore d’orchestra, Ezio Bosso

E’ morto a Bologna il pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso. Aveva 48 anni. Bosso era nato a Torino il 13 settembre 1971 e si era avvicinato alla musica all’età di 4 anni. Nel 2011 era stato operato al cervello per l’asportazione di un tumore ed è stato anche colpito da una sindrome autoimmune. Nonostante le malattie, ha continuato a suonare, comporre e dirigere. Successivamente, nel settembre 2019 il peggioramento di una malattia neurodegenerativa ha costretto Bosso ad interrompere l’attività di pianista, avendo compromesso l’uso delle mani. Bosso si è spento nella sua casa di Bologna "a causa del degenerare delle patologie che lo affliggevano da anni. Sia i familiari che la sua famiglia professionale, chiedono a tutti il massimo rispetto per la sua privacy in questo momento sommamente personale e intimo: l’unico modo per ricordarlo è, come sempre è stato e come sempre ha ribadito il Maestro, amare e proteggere il grande repertorio classico a cui ha dedicato tutta la sua esistenza e le cui sorti in questo momento così difficile sono state in cima ai suoi pensieri fino all’ultimo. Le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata". E’ quanto si legge in una nota.





La morte di Bosso ed il ricordo di Mattarella

 

"Sono rimasto molto colpito dalla prematura scomparsa del maestro Ezio Bosso. Desidero ricordarne l’estro e la passione intensa che metteva nella musica, missione della sua vita, e la sua indomabile carica umana". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, commentando la morte del direttore d’orchestra, compositore e pianista torinese.





Grave incidente in un impianto chimico di Marghera, due operai feriti in una esplosione. Controlli sulle ricadute tossiche nella zona

 

 

E’ di due operai feriti, uno di questi è in gravissime condizioni, il bilancio del vasto incendio scoppiato alle 10.15 di venerdì mattina a Malcontenta (Marghera), in un serbatoio nella ditta di prodotti chimici, la 3V Sigma Spa nell’impianto dell’acetone.  Tutta la zona è stata messa in sicurezza da Protezione Civile, Vigili del Fuoco e forze dell’ordine. Immediatamente dopo l’incidente la circolazione stradale e ferroviaria intorno all’area è stata bloccata. L’incidente si è verificato con un’esplosione e il successivo incendio. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco con il nucleo Nbcr.

Su twitter il Comune di Venezia ha fatto sapere che “il vento spira in direzione centro storico. L’Amministrazione comunale invita ‘i residenti nel territorio comunale e nei Comuni limitrofi di restare al chiuso e chiudere le finestre’”.

“La centrale operativa della Polizia locale informa che, in base al Piano per le industrie a rischio di incidente rilevante, ‘tutti i residenti nella Municipalità di Marghera devono restare in casa o in luogo chiuso e tenere chiuse porte e finestre’”.

 




Ecco la bozza del Decreto che riaprirà i ‘confini’ tra le Regioni

 

E’ il 3 giugno la data fissata per la ripresa degli spostamenti tra diverse regioni. E’ quanto si legge nella bozza di decreto legge a cui lavora il governo. “Fino al 2 giugno 2020 – sottolinea il testo – sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

“Dal 3 giugno 2020, gli spostamenti sul territorio nazionale possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree”, prosegue la bozza.

Scadenze più ravvicinate invece per gli spostamenti intra-regionali. A partire da lunedì 18 maggio “gli spostamenti all’interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione, fatte salve le misure di contenimento più restrittive adottate” per “specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica”. E’ quanto si legge nella bozza di decreto a cui sta lavorando il governo per le riaperture differenziate.

 





Crolla il fatturato industriale. Covid-19 mette nei guai le imprese

 

A picco il fatturato industriale

 

A marzo - primo mese dell’emergenza coronavirus - prevedibile crollo del fatturato dell’industria che secondo le stime Istat, al netto dei fattori stagionali, è diminuita del 25,8%, rispetto a febbraio e anche degli ordinativi che registrano una marcata riduzione, sia rispetto allo scorso mese (-26,5%), sia nella media del primo trimestre rispetto al quarto trimestre del 2019 (-9,5%). Nella media del primo trimestre dell’anno l’indice complessivo del fatturato registra un calo del 6,6% rispetto all’ultimo trimestre del 2019. Su base annua, corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale cala del 25,2%, con una riduzione del 27,6% sul mercato interno e del 20,7% su quello estero. L’Istat evidenzia infatti come anche la dinamica congiunturale del fatturato sia molto più negativa per il mercato interno, per il quale si rileva una diminuzione del 27,9% mentre il mercato estero registra un calo meno accentuato, pari al 21,9%. Analogamente, la variazione congiunturale degli ordinativi riflette una contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-29,9%) più marcata rispetto a quella registrata dalle commesse provenienti dall’estero (-21,4%). Quanto ai principali settori, a marzo si rilevano flessioni degli indici del fatturato ampie e diffuse a tutti i settori: -20,1% per i beni intermedi, -20,8% per i beni di consumo, -32,0% l’energia e, infine, 36,2% i beni strumentali. In riferimento al manufatturiero, l’industria farmaceutica registra la crescita tendenziale più rilevante (+9,9%), mentre il settore dei mezzi di trasporto mostra il calo maggiore (-45,7%). Su base annua l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce del 26,6%, con riduzioni su entrambi i mercati (-29,3% quello interno e -23,1% quello estero). L’unica variazione tendenziale positiva si registra nell’industria farmaceutica (+19,5%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria dei mezzi di trasporto (-55,4%). L’Istat osserva come essendo l’Italia il primo paese colpito dall’epidemia in Europa, la contrazione del mercato interno è risultata molto più accentuata rispetto a quello estero. Il calo di fatturato e ordinativi, su base tendenziale, ha raggiunto valori simili a quelli registrati nel momento più acuto della crisi del 2008-2009.