Lo splendore del Giardino di Ninfa torna visibile. Riprende il calendario delle visite in piena sicurezza dal 23 di maggio

 

Sarà una passeggiata individuale, libera e in piena sicurezza

senza rinunciare a nulla, per godere della bellezza di questo luogo magico

Il presidente Agnoni: avanti con gli eventi per il Centenario

 

 

La Fondazione Roffredo Caetani ha reso noto il nuovo calendario delle aperture 2020 del Giardino di Ninfa. Il Giardino, oltre ai giorni festivi, resterà aperto tutti i fine settimana fino al 1 novembre e gli ingressi seguiranno alcune regole precise per garantire la sicurezza dei visitatori che però non dovranno rinunciare alla loro passeggiata per godere appieno della bellezza di questo luogo magico.

 

CALENDARIO DELLE APERTURE 2020, LE DATE:

 

Maggio: 23, 24, 30, 31

Giugno: 2, 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27, 28

Luglio: 4, 5, 11, 12, 18, 19, 25, 26

Agosto: 1, 2, 8, 9, 15, 16, 22, 23, 29, 30

Settembre: 5, 6, 12, 13, 19, 20, 26, 27

Ottobre: 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25, 31

Novembre: 1

 

DOVE PRENOTARE

 

Questo nuovo calendario porta alcune novità organizzative anche sul fronte delle prenotazioni. Due i modi per acquistare il ticket di ingresso: sul sito www.giardinodininfa.eu prenotando così la visita o direttamente alla biglietteria del Giardino di Ninfa (fino ad esaurimento della disponibilità giornaliera). E’ importante consultare, all’atto della prenotazione, le informazioni su visite, orari, disposizioni relative alle norme di igiene e distanziamento sociale sui siti: www.giardinodininfa.eu e www.frcaetani.it.

 

 

LE VISITE

 

Il Giardino sarà aperto dalle ore 9 alle 18 (fino a giugno), dalle ore 9 alle ore 18.30 (luglio, agosto e settembre) e dalle ore 9 alle ore 15.30 (ottobre e novembre). A causa dell’emergenza Covid-19 la Fondazione Roffredo Caetani ha pensato ad una visita diversa, individuale e libera, anziché in gruppo, così da poter agevolare il rispetto delle norme governative e regionali sul distanziamento sociale, fermo restando l’utilizzo dei dispositivi igienico-sanitari. I visitatori (che dovranno presentarsi muniti di guanti e mascherine) riceveranno all’ingresso del Giardino una mini guida (chi prenoterà online potrà scaricarla sul sito www.giardinodininfa.eu) che potranno consultare durante la visita e che racconta la storia di Ninfa, indica il percorso da seguire, tutto mentre i collaboratori della Fondazione Roffredo Caetani, presenti in gran numero nel giardino, saranno sempre pronti a rispondere a domande e curiosità. Il personale della Fondazione Roffredo Caetani sarà presente per fornire assistenza ai visitatori all’interno del Giardino, nella parte della biglietteria e anche nell’area parcheggio. In loco sarà disponibile come sempre un punto ristoro dove, per il pranzo, è consigliabile la prenotazione al numero 0773.164.68.43 o scrivendo una mail a info@prodottipontini.it.

 

 

 

LE NOVITA’ ORGANIZZATIVE E GLI EVENTI PER I CENTO ANNI

 

“In queste settimane – spiega il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Tommaso Agnoni - moltissime persone ci hanno scritto chiedendo novità sulle date di apertura del Giardino di Ninfa che, come molti sanno, avrebbe dovuto avviare i festeggiamenti per il Centenario lo scorso 21 marzo. Lo abbiamo fatto online con gli eventi #distantimavicini che abbiamo replicato anche per Pasquetta e per il 1 maggio e che hanno avuto enorme successo di pubblico. Ora è arrivato il momento di riaprire i cancelli, di farlo rispettando le norme igieniche e del distanziamento sociale, ma senza rinunciare alla bellezza di questo luogo incredibile e straordinario. In questi mesi lo staff della Fondazione Roffredo Caetani, il consiglio direttivo, il personale, i giardinieri, tutti hanno lavorato per mantenere il Giardino a livelli altissimi così come i nostri visitatori sono abituati a vederlo e al loro arrivo, anche quest’anno, troveranno i colori, i profumi, la meraviglia di sempre in un tripudio di emozioni che solo la natura di Ninfa, con la sua storia secolare, è in grado di dare. E allora è arrivato il momento per tutti di godersi una passeggiata nel giardino più romantico del Mondo, di farlo con la serenità che il luogo impone e per garantire la quale stiamo lavorando a pieno regime con i nostri collaboratori. Ma non è tutto. Andremo avanti anche con gli eventi per il Centenario del Giardino di Ninfa – sottolinea Agnoni -, comunicheremo di volta in volta le iniziative che svolgeremo anche in base alle indicazioni sul distanziamento sociale date da Governo e Regione. Nulla verrà lasciato al caso e, quando possibile, proseguiremo anche con iniziative online sui nostri social proprio per dare la possibilità a tutti di festeggiare insieme a noi questo momento straordinario. Il Giardino, come ha ribadito in alcune interviste anche il direttore Antonella Ponsillo, quest’anno si presenta più bello che mai e popolato da animali che, in alcuni casi, non si vedevano da tempo. Torniamo a Ninfa con una consapevolezza ancora più forte costituita dai sentimenti di rispetto per la natura e per la salvaguardia ambientale che erano tanto cari alla famiglia Caetani e che alimentano, da sempre, il nostro operato. E allora non resta altro da fare che tornare al Giardino di Ninfa per godersi questo spettacolo e festeggiare con noi i suoi primi ’Cento anni di Bellezza’”.

 

Ulteriori informazioni sulle visite, gli orari, le prenotazioni sono sempre disponibili sul sito www.giardinodininfa.eu e sul sito ufficiale della Fondazione Roffredo Caetani www.frcaetani.it oltre che sui canali social del giardino (Facebook e Instagram). Materiale video disponibile sulla pagina youtube Fondazione Roffredo Caetani.

 

Centenario del Giardino di Ninfa: media partner La Repubblica, patrocinio Rai. Con la collaborazione della Regione Lazio.

 

Il Giardino di Ninfa fa parte del circuito de I Parchi Letterari – Paesaggio culturale italiano con il parco intitolato a Marguerite Chapin Caetani.





Maxi-sequestro di mascherine anti-Covid in provincia di Frosinone

 

Maxi sequestro di mascherine protettive in provincia di Frosinone. La Guardia di Finanza, impegnata in una serie di controlli finalizzati a contrastare l’aumento ingiustificato dei prezzi e alla commercializzazione dei prodotti sanitari non sicuri, ha individuato e quindi sequestrato oltre un milione di dispositivi. Tre le persone denunciate, i legali rappresentanti di due societa’ che ora dovranno rispondere dei reati di contraffazione e vendita di prodotti con segni mendaci. L’indagine coordinata dalla Procura di Cassino e’ scaturita a seguito dei numerosi controlli che il comando provinciale delle Fiamme Gialle e i militari del Gruppo della Guardia di Finaza di Cassino, coordinate dal sostituto procuratore Maria Carmen Fusco, sono riusciti a individuare diversi punti vendita situati in tutta la provincia di Frosinone che commercializzavano mascherine facciali vendute come dispositivi di protezione individuale, le quali recavano in realta’ false indicazioni di conformita’ e un marchio CE contraffatto. I controlli hanno permesso di constatare che tali prodotti erano commercializzati in violazione delle prescrizioni di legge e privi della documentazione obbligatoria di conformita’. La successiva attivita’ di analisi dei rapporti commerciali, monitoraggio delle forniture ed osservazione occulta delle consegne di merce, effettuata dalle Fiamme Gialle, consentiva di ricostruire la filiera degli approvvigionamenti e di individuare i responsabili delle attivita’ criminose nelle fasi di importazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti. In particolare, venivano individuate due societa’, una operante nella distribuzione e commercializzazione di prodotti per l’igiene e la pulizia della casa, l’altra, invece, nel settore del commercio di caffe’ con sede rispettivamente in Roma e Cisterna di Latina. La procura ha disposto quindi perquisizioni in oltre 100 punti vendita, tutti appartenenti alla stessa societa’ e presenti nel Lazio. nel corso delle quali sono state rinvenute e sottoposte a sequestro, complessivamente di 1.050.455 mascherine protettive, mentre i 3 imprenditori di nazionalita’ italiana sono stati denunciati.





Nuova tegola per il clan criminale dei Fasciani, sequestro, ai fini della confisca, a un noto prediudicato

 

 

 

Nella giornata del 14 maggio u.s., gli investigatori della Divisione Anticrimine della Questura di Roma hanno dato esecuzione al decreto di sequestro di beni, ai fini della confisca, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione ai sensi del D. Lgs. 159/2011, nei confronti di Gianluca GERMANO’, alias sventolino, soggetto vicino al clan mafioso FASCIANI/TRIASSI.

GERMANO’, pluripregiudicato per reati di furto, ricettazione, riciclaggio ed associazione per delinquere, finalizzata agli stessi reati, era stato attenzionato dagli specialisti della Divisione Anticrimine e sottoposto ad indagini patrimoniali al termine delle quali è stato destinatario dapprima del sequestro nell’ottobre 2015 e poi nell’anno 2016 della conseguente confisca di beni per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro.

Inoltre, il Tribunale di Roma, con ordinanza del 23 luglio 2013 aveva disposto la cattura del GERMANO’, nell’ambito della c.d. “Operazione Alba Nuova” della Squadra Mobile romana, per la partecipazione dello stesso ad una associazione per delinquere di cui all’art. 416 bis, unitamente a soggetti di elevatissimo spessore criminale, quali aderenti al clan FASCIANI. Successivamente GERMANO’ è uscito da tale vicenda processuale, che però ha testimoniato il contesto relazionale e criminale nel cui ambito si è sempre mosso, e ha delineato la sua vicinanza a soggetti rilevanti della criminalità organizzata romana.

Il GERMANO’ la scorsa settimana ha richiesto il riscatto di una polizza assicurativa dell’importo complessivo di 84,800 euro, stipulata nell’anno 2008. Pertanto gli specialisti della Divisione Anticrimine, coordinati da Angela Altamura, hanno tempestivamente richiesto il sequestro di prevenzione della polizza  al Tribunale di Roma – Sezione  Misure di Prevenzione che ha  disposto il provvedimento.





Casalesi, sequestro pesante per un affiliato della Capitale

Una villa con piscina, un locale e due attivita’ commerciali, polizze assicurative e conti correnti intestati fittiziamente a familiari e prestanome. E’ di oltre 400.000 euro il valore del patrimonio sequestrato dai finanzieri del Comando provinciale di Roma ad un pregiudicato di Nettuno, Pasquale Iovinella, 39 anni, ritenuto vicino al clan camorristico dei Casalesi: l’uomo fu arrestato dalle fiamme gialle a settembre 2017 per detenzione di sostanze stupefacenti e, nel 2018 riconosciuto mandante dell’attentato incendiario di un’auto della Guardia di finanza parcheggiata davanti la caserma della Compagnia di Nettuno, fatto per il quale fu poi condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione. Sono stati proprio i finanzieri di Nettuno, coordinati dalla procura di Velletri, a svolgere meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, che hanno evidenziato “la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati al fisco e le ricchezze accumulate negli anni in cui era dedito ad attivita’ delittuose” . Alla luce degli elementi raccolti, il Tribunale di Roma ha ritenuto “sussistenti i presupposti soggettivi e oggettivi previsti dalla normativa antimafia”, disponendo il sequestro dei beni ai fini della loro successiva confisca.





Dolori dell’anca, parola allo specialista. Villani (Umberto I): “In fase iniziale della patologia ricorrere al trattamento farmacologico e riabilitativo”

 

 A volte davanti al dolore che si irradia dalla schiena il paziente non riesce bene a distinguere se il problema sia a carico della colonna o dell’anca. Sia l’eta’, che il tipo di lavoro, ma anche gli sport estremi o eseguiti senza una preparazione graduale, possono provocare danni che a volte si risolvono attraverso trattamenti non chirurgici mentre altre volte non resta altro che l’invio in sala operatoria. Per approfondire l’argomento l’agenzia di stampa Dire ha intervistato via Skype il professore Ciro Villani, responsabile di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Umberto I di Roma:

A volte si accusano dolori ma non si comprende bene se interessano la schiena oppure l’anca? Quali sono i sintomi tipici
di un problema all’anca?

"Molto spesso non si riescono a distinguere bene le due cose perche’ non e’ infrequente che compaiano associate. Sia i problemi alla schiena che all’anca sono infatti spesso interconnessi e si manifestano insieme. Va fatto un esame obiettivo e corretto per capire quali delle due problematiche e’ preponderante. Per comprendere se il dolore afferisce all’anca un elemento caratteristico e’ che quando uno si alza dalla sedia ad esempio. Se il problema e’ l’anca ed e’ di tipo artrosico, il dolore compare all’inizio del movimento. Un esempio tipico e’ la mattina ci si alza dal letto e parte il dolore. Anche una sofferenza a livello dell’inguine e’ un segnale tipico, se a questo poi ci si associa una riduzione dell’arco di movimento dell’anca stessa molto probabilmente e’ l’anca la principale responsabile della sintomatologia dolorosa. Il dolore spesso in questi casi si irradia al ginocchio, lunga la faccia laterale
della coscia o verso il pube. Bisogna fare in modo di non confondere le sintomatologie anche se spesso, come dicevo, queste si presentano in modo associato".

Quali sono i trattamenti non chirurgici per alleviare il disturbo? E in questo senso che ruolo gioca la riabilitazione?
"In tutte le patologie e fasi iniziali il trattamento e’ sempre di tipo non chirurgico e quindi si fa ricorso ad una terapia farmacologica o di tipo riabilitativo. La prima puo’ essere di tipo multimodale ovvero utilizzare antifiammatori, antidolorifici, che nutrono la cartilagine o altri prodotti che utilizzano l’acido ialuronico. I primi sono sintomatici mentre i secondi sono deputati a lubrificare l’articolazione o come
precursori per la ricostruzione della cartilagine. Nelle fasi iniziali questi potrebbero dare qualche utilita’ ma non sempre accade. Man mano che si va avanti nel tempo e la sintomatologia persiste o si aggrava bisogna optare per la chirurgia. La riabilitazione e’ importante perche’ si dice che il movimento nutre l’articolazione. Infatti spesso il paziente avverte il dolore all’inizio del movimento poi scompare proprio perche’ il movimento, lubrificando la cartilagine, fa in modo che il dolore scompaia per poi riapparire. La riabilitazione, come la chinesiterapia associata a delle terapie fisiche a scopo
antalgico penso alla ionoforesi o alla tecar ed altri trattamenti
del genere, aiutano sicuramente il paziente a stare meglio".

Nelle donne, soprattutto verso la menopausa, il dolore cronico
puo’ indicare anche un principio di artrite. In questo caso qual e’ la cura?

"Quando si parla di artrite si parla ancora una volta di infiammazione quindi il trattamento e’ di tipo antifiammatorio che puo’ andare dal cortisonico, ai fans e agli antidolorifici. Tutto cio’ va monitorato anche attraverso esami di laboratorio perche’ sicuramente la Ves o la Pcr, ci indicano a seconda dei valori se l’artrite e’ in atto e dall’altra parte se il piano terapeutico prescritto e’ efficace oppure no".

Pensando ai piu’ giovani, magari sportivi, le tendiniti e le borsiti non sono infrequenti. A cosa stare attenti, visto che nella ’fase 2’ ripartono gli allenamenti e anche in questo caso quali sono i trattamenti indicati?
"Nei giovani anziche’ l’articolazione dell’anca e’ maggiormente interessata da over use ci sono problematiche che interessano i
tessuti periarticolari come i tendini, i muscoli e i tessuti che stanno intorno all’articolazione come i legamenti e la capsula. Questi possono entrare in sofferenza quando un soggetto inizia un’attivita’ sportiva senza un allenamento efficace e preventivo oppure fanno un’attivita’ esasperata che crea scompenso proprio ai tessuti periarticolari. Si parla spesso di pubalgia, di contrattura degli adduttori, di borsite del trocanere, tendiniti inserzionali. Inoltre e’ conosciuto anche l’impingement femoro-acetabolare. Il femore e l’acetabolo nei movimenti estremi, come nel caso degli sport alto impatto, possono entrare in conflitto e originare una sintomatologia dolorosa. E’ importante iniziare le attivita’ sportive preparandosi gradatamente perche’ i tessuti non sono preparati a sforzi immediati insomma ci vuole sempre una preparazione. Non c’e’ peggior sportivo che quello della domenica che pensa, senza preparazione specifica, di fare 40 chilometri di marcia. Se ci si prepara le strutture muscoloscheletriche reagiscono bene altrimenti si rischiano rotture tendinee o muscolari dovute a stress. Ogni eta’ ha una sua caratteristica patologia quasi sempre. Quindi per prima cosa lo specialista deve pensare alla patologia che e’ piu’ tipica di quell’eta’ specifica del paziente per orientarsi nella diagnosi. I soggetti in menopausa infatti, come dicevamo, soffrono di artrite, i giovani accusano dolori periarticolari mentre l’anziano puo’ avere problemi artrosici o di osteoporosi che predispone a problematiche piu’ gravi come le fratture del collo del femore. Una volta che lo specialista esclude la patologia piu’ frequente per quella classe specifica d’eta’ del suo paziente puo’ pensare alle altre probabile cause di problemi".




Da lunedì 18 cantieri aperti per le ciclabili e la nuova preferenziale di San Giovanni

Da lunedi’ 18 maggio partiranno i lavori per modificare in chiave sostenibile la viabilita’ di una parte importante del quartiere San Giovanni, nell’area compresa tra viale Castrense, via La Spezia, via Taranto e largo Brindisi. In particolare, sono previsti interventi di pedonalizzazione e la realizzazione di due piste ciclabili su via Taranto e via La Spezia, dove verra’ creata anche una nuova corsia preferenziale. Su largo Brindisi verra’ ampliata l’area pedonale, con un accesso diretto alla stazione metro San Giovanni.

Le piste ciclabili su via La Spezia e via Taranto convergeranno su Largo Brindisi dove un parcheggio per le biciclette, chiuso e controllato, sara’ accessibile ai titolari di MetreBus card. “Ridisegniamo cosi’ gli spazi, dando respiro al quartiere, rendendolo piu’ vivibile per tutti, residenti e cittadini che lo frequentano ogni giorno. E’ un progetto fortemente voluto da questa Amministrazione per trasformare una zona centrale e strategica della Capitale, favorendo il trasporto pubblico e la mobilita’ ciclabile e pedonale”, scrive la sindaca Virginia Raggi su Facebook.





Roghi nazisti dei libri, il ricordo delle Biblioteche di Roma

Le Biblioteche di Roma ricordano i roghi nazisti dei libri

Le Biblioteche di Roma aderiscono alla seconda edizione di Libri salvati, la rassegna promossa dall’Aib (Associazione italiana biblioteche) per ricordare le Buecherverbrennungen, i roghi dei libri da parte del regime nazista avvenuti il 10 maggio 1933 a Berlino e nelle principali città della Germania. 

Sabato 16 maggio, a conclusione della campagna, dalle ore 10.00 e fino a sera, le Biblioteche Casa della Memoria e della Storia, Aldo Fabrizi, Basaglia, Cornelia, Flaiano, Laurentina, Mameli, Marconi, Nicolini, Penazzato, Quarticciolo, Rodari, Valle Aurelia e Villino Corsini proporranno sulle loro pagine social letture, citazioni, filmati che ci restituiranno alcune delle parole di questi autori proibiti, accendendo i riflettori proprio su ciò che una feroce dittatura voleva oscurare, a testimonianza di un valore artistico e civile che ha saputo essere più forte di ogni odio e censura e in difesa della circolazione delle idee e della libertà di espressione. Potrete seguire questa ‘bombing quotes’, questa piccola tempesta di frasi d’autore sotto il titolo 1933-2020 Libri Salvati – La felicità della libertà di espressione, con gli hashtag #librisalvati2020 #libertadiespressione #noallacensura #nolibriproibiti. 

“Ricordiamo – sottolinea il presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai – una delle pagine più nere della cultura europea. Chi bruciava i libri ha bruciato milioni di vite. Noi non dimentichiamo e non smetteremo di denunciare ogni simbolo di quella vergogna, ogni minaccia, ogni apologia”. 

Nei roghi nazisti furono bruciate le opere di centinaia di autori, non solo di quelli più schiettamente politici, ma anche di quelli considerati non conformi all’autentico spirito tedesco, perché di origine ebraica o perché portatori di visioni del mondo distanti da quelle del regime. Finirono al rogo i libri di Karl Marx, Friedrich Engels, Georg Lukács, Rosa Luxemburg, Lenin, Lev Trockij, ma anche di Albert Einstein, André Gide, Arthur Schnitzler, Bertolt Brecht, Charles Darwin, Émile Zola, Ernest Hemingway, Franz Kafka, H. G. Wells, Hermann Hesse, Jack London, James Joyce, John Dos Passos, Karl Kraus, Maksim Gor’kij, Marcel Proust, Robert Musil, Sigmund Freud, Walter Benjamin, Thomas Mann, Vladimir Majakovskij e tanti altri grandi della letteratura e della scienza. 

Le biblioteche, nell’anniversario dei roghi nazisti, rivendicano la centralità del libro in ogni processo di sviluppo personale e collettivo, umano, sociale, scientifico, culturale ed economico, veicolo principale della libertà di espressione che in esso può esprimersi in modo elaborato, ponderato, compiuto e disteso, cardine dello scambio proficuo e costruttivo di pensiero e conoscenza tra gli esseri umani coevi e quelli delle generazioni precedenti e future. 

L’edizione 2020 di Libri Salvati è dedicata a due grandi maestri di libertà, Gianni Rodari e Luis Sepúlveda, che sempre con la loro arte si sono battuti per una cultura democratica e autonoma da costrizioni e vincoli di sorta. La loro voce sarà dunque unita a quella dei grandi del passato, perché mai più un autore sia messo a tacere, un libro messo al bando.

 





Lenzi (Sapienza-Roma): “Servono manager della salute nei Comuni”

I sindaci hanno la responsabilita’ della salute dei cittadini. Ma per aiutarli in un compito cosi’ difficile, soprattutto in tempi di pandemia, si pensa a un city manager. Ci sta lavorando l’Health City Institute guidato da Andrea Lenzi, direttore Medicina sperimentale dell’universita’ Sapienza di Roma e presidente del Comitato nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei ministri.
"Come medico faccio delle analisi- ha spiegato Lenzi in una intervista all’agenzia Dire- abbiamo vissuto qualcosa di inatteso, e forse all’inizio non avevamo capito la portata dell’emergenza. Questo virus, al contrario delle altre pandemie che si sono verificate nella storia, ha viaggiato in prima classe per migliaia di chilometri per arrivare in tutte le parti del mondo, fino ai piccoli comuni, portando devastazione in particolare proprio nelle citta’ piu’ piccole o addirittura nei quartieri. Pensiamo anche a cio’ che e’ accaduto nelle Rsa per anziani. Ecco, un sindaco di una piccola cittadina puo’ rendersi conto di fenomeni atipici perche’ e’ piu’ a contatto con la cittadinanza rispetto a un governatore di Regione o al Governo centrale. Non a caso il premier Giuseppe Conte ha stabilito una cabina di regia con i sindaci, una idea vincente".
Ma i primi cittadini da soli non possono farcela: "Nel caso dei grandi comuni, vere e proprie megalopoli, sopra i 300mila o 500mila abitanti- ha detto Lenzi- il sindaco e’ staccato inevitabilmente dal contesto sociale e gli assessori, a loro volta, per eccesso di lavoro si incontrano solo all’interno del Consiglio comunale. Allora come Health City Institute siamo entrati in campo e insieme alla Sapienza - esperta nella didattica di formazione - e all’Anci abbiamo messo a punto un programma formativo per quello che noi definiamo il city manager. Questa figura e’ una persona che entra nello staff del sindaco, meglio se giovane o giovanissimo, che deve essere capace di fare da tessuto connettivo tra assessorati e istanze relative alla situazione sanitaria, le politiche sociali, la mobilita’ e i rifiuti. Il city manager potrebbe contribuire suggerendo le politiche da mettere in campo".





Fatebenefratelli dell’Isola, video visite per il tumore sospetto al seno

 

Il Fatebenefratelli-Isola Tiberina, anche in tempi di Covid, vuole essere vicino alle donne con un nuovo servizio gratuito di Video Visita attivato dalla Breast-Unit dell’Ospedale per pazienti con sospetto tumore al seno. Il servizio è dedicato a coloro che manifestano sintomi dubbi e improvvisi e, su consiglio del medico di medicina generale, sentono la necessità di confrontarsi con un centro ad alta specializzazione Ad incontrare le donne, in collegamento “screen to screen”, sarà la Direttrice dell’Unità, Patrizia Frittelli, attraverso una piattaforma ad hoc che abbatterà le distanze, ma anche le paure di tutte quelle donne che in questo momento vivono un’emergenza nell’emergenza. 

Nella modalità “virtuale” mancherà la vicinanza fisica ma non l’attenzione, la personalizzazione e l’accoglienza tipica che caratterizza il servizio del Fatebenefratelli e della sua Breast Unit: Nel caso in cui dalla visita on line dovessero emergere reali necessità di approfondimento, le pazienti verranno subito prese in carico dall’Unità e inserite nel consueto percorso multidisciplinare diagnostico e di cura. 

Due le tipologie di Video Visita messe a disposizione: visita senologica in paziente sintomatica (nei giorni di martedì e giovedì); controllo post-operatorio di chirurgia ricostruttiva della mammella, con il chirurgo plastico Carlo Magliocca (di venerdì). Sarà possibile prenotare direttamente dal Sito web dell’Ospedale (www.fatebenefratelli-isolatiberina.it) o tramite CUP (06.68136911).

 





Ama: USB proclama sciopero di due ore venerdi 22 maggio

 

“L’Organizzazione Sindacale USB (Unione Sindacale di Base) ha proclamato uno sciopero generale nazionale di 2 ore nella giornata di venerdì 22 maggio per tutte le categorie pubbliche e private. Si prevede un’incidenza molto limitata sull’erogazione complessiva dei servizi aziendali”. Lo comunica Ama S.p.A. in una nota.

 





Campidoglio: sono prorogate a 29/5 iscrizioni trasporto scolastico

 

Roma Capitale informa che, per agevolare i cittadini in virtù dell’attuale situazione sanitaria, è stata prorogata al 29 maggio la scadenza per le iscrizioni al servizio di trasporto scolastico per l’annualità 2020-21. Si ricorda che il servizio è rivolto agli alunni delle scuole pubbliche capitoline e statali dell’infanzia, scuole pubbliche statali primarie, secondarie di I grado. Per gli alunni con disabilità il servizio riguarda anche le secondarie di II grado ed è garantita la possibilità di presentare la domanda di iscrizione anche oltre il termine stabilito, nei casi in cui la necessità emerga successivamente. 

La domanda va presentata on line sul sito di Roma Capitale. Tutte le informazioni sono disponibili a questa pagina: https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS558619

 





Nelle spiagge di Fiumicino si riparte con lo sport

 

 

“Ho firmato l’ordinanza che stabilisce la riapertura delle spiagge da lunedì 18 maggio”. Ad annunciarlo il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. “È un altro piccolo passo che in tanti aspettavano. Dobbiamo continuare a essere cauti e ci riserviamo la possibilità di tornare ad adottare misure più restrittive nel caso in cui la curva dei contagi dovesse tornare a crescere o la situazione sanitaria lo richiedesse” avverte. E per questo per Montino “è necessario che si rispettino le regole in modo attento e scrupoloso” e così si potrà “accedere agli arenili per passeggiate, attività sportive acquatiche (surf, kite surf, canoa, vela in singolo, nuoto) a patto che queste discipline siano svolte nel rispetto delle norme di sicurezza e della distanza interpersonale come disciplinata dai provvedimenti nazionali vigenti. Sono consentiti anche l’armo, il disarmo ed l’alaggio” sottolinea. “Si potrà anche uscire in mare per svolgere attività sportive come quelle indicate. Inoltre, è consentita la pesca, sia sportiva sia amatoriale, ma svolta singolarmente”. Montino però spiega che non sarà possibile occupare le spiagge con “attrezzature varie se non per il tempo necessario a prepararsi per l’inizio o la fine delle attività sportive” e per gli appassionati dell’abbronzatura non è ancora giunto il tempo di prendere il sole, mettere ombrelloni o stendere teli per stazionare sugli arenili. “Interdetto l’accesso ai giochi per bambini e alle attrezzature ginniche nei parchi e, naturalmente, rimangono vietati gli assembramenti di qualsiasi genere” spiega il sindaco che avverte: le violazioni saranno punitecon sanzioni “da 25,00 a 500,00 euro oltre che le conseguenze penali come previsto dall’articolo 650 del codice penale in materia di inosservanza dei provvedimenti delle autorità”.





Rifiuti in vetro, romani più virtuosi nella raccolta

 

Famiglie romane ancora più virtuose durante i giorni del lockdown. Nella Capitale, ad aprile, è cresciuta di oltre il 25% la raccolta differenziata del vetro: i cittadini hanno infatti conferito nelle campane stradali dedicate, di colore verde, quasi 5.700 tonnellate (5.692 precisamente) tonnellate di vetro a fronte delle 4.526 di aprile 2019, con un incremento di ben 1.166 tonnellate rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. E’ l’analisi di Ama S.p.A. 

In crescita anche i quantitativi su base bimestrale: complessivamente infatti, a marzo e aprile 2020, sono state raccolte e avviate a riciclo 10.556 tonnellate di contenitori (bottiglie, barattoli, ecc.) in vetro, con un incremento del 17,9% rispetto allo stesso bimestre 2019 e del 12% in confronto al primo bimestre 2020. L’incremento registrato grazie all’impegno delle famiglie romane ha permesso di compensare quasi interamente il calo fisiologico della raccolta delle utenze non domestiche rimaste chiuse (bar, ristoranti, tavole calde, pizzerie, ecc.) a causa del lockdown. Anche in questo periodo, comunque, alle attività rimaste aperte (ospedali, supermercati, sedi istituzionali e delle Forze dell’Ordine, strutture per servizi pubblici essenziali) è stato garantito il servizio previsto di raccolta differenziata dedicata, con circa 700 tonnellate di vetro prelevate e avviate a recupero tra marzo e aprile. 

Il dato positivo sulla raccolta separata del vetro si aggiunge a quelli registrati anche da altre frazioni della differenziata, in particolare l’incremento degli scarti alimentari e organici raccolti da AMA e conferiti dalle famiglie nei contenitori domiciliari e nei cassonetti stradali. Segni tangibili, questi, del rinnovato impegno dei romani nelle buone pratiche a partire dalla corretta separazione dei rifiuti tra le mura domestiche. 

“Il risultato della raccolta del vetro in crescita nel secondo mese di lockdown – sottolinea l’amministratore di AMA Stefano Zaghis – indica che forse i cittadini romani hanno consumato nell’ultimo periodo maggiori quantitativi di prodotti in commercio con contenitori in vetro. Sicuramente hanno prestato molto più attentamente alla separazione dei rifiuti riciclabili e al corretto conferimento dei rifiuti, consegnandoci materiali differenziabili anche di maggiore qualita’. E’ estremamente importante, da adesso, che nessuno dimentichi queste giuste attenzioni e i buoni comportamenti adottati per il rispetto dell’ambiente”. 

Attualmente i cittadini hanno a disposizione oltre 10mila campane verdi stradali per la raccolta differenziata dei contenitori in vetro, dislocate in vie e piazze del territorio comunale. AMA ricorda alcuni semplici accorgimenti per una corretta differenziazione: togliere sempre la busta con la quale si sono portati i contenitori in vetro prima del conferimento; togliere il tappo di plastica e/o metallo (che va nel contenitore per il multi-materiale) e/o di sughero (che va nell’indifferenziato) prima di inserire gli oggetti in vetro nell’apposito contenitore.

 





una flotta di bus granturismo per potenziare i collegamenti con le metro

 

Una flotta composta da 70 pullman privati Gran Turismo sarà dedicata a potenziare le linee di superficie e i collegamenti metro, in specifiche fasce orarie, a servizio dei pendolari e lavoratori che devono arrivare fino in centro città. Da lunedì 18 maggio questi servizi integrativi consentiranno di raggiungere rapidamente il centro partendo da stazioni metro A e B dove arrivano numerose corse delle linee bus periferiche Atac e RomaTpl e i servizi regionali di Cotral e Trenitalia. La progettazione della rete integrativa è stata eseguita da Roma Servizi per la Mobilità. In questi giorni sarà avviato un monitoraggio giornaliero per testare e rimodulare il servizio in base alle necessità. “Saranno linee express che andranno a sostegno dei collegamenti metro per fornire più connessioni fra la periferia e il centro città. A partire da lunedì, in vista della riapertura di nuove attività, abbiamo definito un piano per facilitare gli spostamenti dei cittadini negli orari di punta. Questa è solo la prima flotta di bus integrativi, nel frattempo sarà avviato un monitoraggio puntuale per testare il potenziamento del servizio in questa nuova fase”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi. “Grazie a questi mezzi garantiremo un potenziamento determinante sul servizio metro negli orari più critici. Ci aspettiamo un incremento della domanda sulla rete tpl periferica, con queste vetture andremo a garantire circa 18mila chilometri al giorno in più di servizio su specifiche direttrici. Andiamo così a sostenere maggiormente i flussi dei viaggiatori nei nodi di scambio, che potranno contare anche sul rientro in esercizio di tutta la flotta dei 91 bus a metano nelle linee in cui erano assegnati”, spiega l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

 





Fase 2, sanzioni a Roma per violazione delle norme

 

Proseguono i servizi straordinari per il controllo del territorio, disposti dal Questore di Roma Carmine Esposito, nella zona di competenza del commissariato Colombo, diretto da Isea Ambroselli. 

Nella circostanza, a detti servizi hanno partecipato, oltre agli agenti di Colombo, del Reparto Prevenzione Crimine e delle Unità Cinofile della Questura, anche gli agenti della Polizia Locale Roma Capitale. 

Sono stati effettuati controlli a tutela della sicurezza sulle grandi infrastrutture di trasporto del collegamento urbano ed in particolare presso la Metropolitana Linea B fermata Basilica San Paolo e nelle vie limitrofe, dove i poliziotti hanno sanzionato amministrativamente una persona per uso di sostanze stupefacenti; identificata inoltre una persona di origini moldave, priva di documenti, che, dopo essere stata foto segnalata, è stato accompagnata presso l’Ufficio Immigrazione per verificare la sua regolarità sul territorio nazionale. Indagata in stato di libertà anche un’altra persona per detenzione ai fini di spaccio e per porto di oggetti atti ad offendere poiché trovata in possesso di un coltello su via Laurentina. Perquisita la sua abitazione in provincia di Roma, grazie all’ausilio del cane antidroga, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato circa 6 grammi di hashish ed un bilancino di precisione. 

Identificate, inoltre, 23 persone di cui 14 con precedenti penali. 

Durante il servizio sono state controllate 6 persone che hanno esibito autocertificazioni: 2 sono state sanzionate in violazione delle vigenti normative anti Corona Virus. Infine sono stati effettuati controlli presso alcuni locali in via dei Conciatori. 4 i provvedimenti di sequestro amministrativo effettuati dal personale della Polizia Locale Roma Capitale: i primi tre per irregolarità su prodotti alimentari privi di etichettatura, mentre il quarto per irregolarità relativa a prodotti alimentari privi di prezzo.





Riapre solo su prenotazione la Galleria Borghese

 

La Galleria Borghese è tra i primi musei italiani a riaprire al pubblico da martedì 19 maggio. 

Il Museo ha riorganizzato i servizi e gli spazi e ha attivato tutte le misure necessarie per migliorare la fruizione e rendere l’esperienza dei visitatori piacevole e sicura. Le visite, solo su prenotazione a partire da lunedì 18 maggio, si svolgeranno secondo l’orario consueto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. 

I turni di visita saranno sempre di 120 minuti per accogliere in modo sicuro il pubblico negli spazi museali e gestire in maniera ottimale i flussi di ingresso e di uscita al museo. 

Il Museo riapre tutte le sale, dove i visitatori saranno accolti in piena sicurezza e nel rispetto delle normative e delle misure anti-contagio. All’interno del Museo sarà d’obbligo l’uso della mascherina. 

A garanzia del mantenimento della distanza tra i visitatori, è stato ridotto il numero complessivo limitandolo a 80 persone per turno. Una necessità, questa, che diventa un’occasione straordinaria e irrpetibile per ammirare le sale apprezzandone le meraviglie in piena tranquillità. 

I servizi di accoglienza – biglietteria, guardaroba, bookshop – sono situati nei box lungo il viale esterno della Galleria in modo da limitare la permanenza dei visitatori all’interno dell’edificio per il tempo strettamente necessario alla visita del museo.





Di Berardino: “Dalla Regione Lazio, 500 mila euro per i braccianti”

 

 “Con la stagione dei raccolti alle porte e con l’emergenza sanitaria ancora in corso, destiniamo risorse specifiche per aiutare una categoria di lavoratori particolarmente fragili: i braccianti agricoli. Nell’ambito della sperimentazione già avviata nella provincia di Latina e a implementazione della stessa, abbiamo previsto delle misure di contrasto al caporalato in grado di tutelare i lavoratori e che supportano le aziende nei provvedimenti di contenimento al Covid-19”. Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio. “Con 500 mila euro del Fondo Sociale Europeo abbiamo previsto incentivi all’assunzione dei braccianti, stabilendo per le singole aziende agricole un contributo di 2.500 euro per ogni contratto stabile fino a un massimo di assunzioni o stabilizzazioni coperti da 12.500 euro. Inoltre, per tutelare la salute dei braccianti, abbiamo previsto l’erogazione di un incentivo di 7.500 euro per l’attivazione o l’adeguamento di sistemi di trasporto in linea con le regole contro la diffusione del Coronavirus. Con queste risorse intendiamo contribuire all’attivazione o stabilizzazione dei lavoratori, nonché alla tutela della loro salute”. “Sono circa 4 mila i lavoratori che potranno beneficiare di queste misure”.

 





Coronavirus, ‘spesa sospesa’ grazie a Unitalsi e Comune di Roma

 

Si chiama “La Spesa Sospesa” l’iniziativa promossa a Roma dall’Unitalsi – Nazionale Italiana Trasporto a Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali – in collaborazione con l’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale. La collaborazione si sviluppa su più livelli, sia affiancando il Comune nella distribuzione dei pacchi alimentari acquistati direttamente dall’Amministrazione, che sul fronte della raccolta e della distribuzione di ulteriori alimenti e prodotti attraverso l’iniziativa di spesa sospesa promossa dall’Unitalsi in diversi supermercati della città. 

L’obiettivo – si spiega in una nota – è quello di lavorare in rete al fine di ottimizzare i risultati mettendo in sinergia le diverse collaborazioni create sul territorio, per rispondere alle necessità delle famiglie, soprattutto a quelle con figli di età compresa tra zero e tre anni, dove i generi alimentari e quelli di cura personale sono specifici per fasi di crescita. La raccolta e la distribuzione si rivolge a singoli e famiglie che vivono uno stato di difficoltà economica a causa dell’emergenza Covid-19, includendo anche le persone in condizioni di fragilità come le famiglie ospiti delle case di accoglienza dell’Unitalsi.

 





Fase 2, Zingaretti: dalla Regione Lazio 6 milioni per litorale

 

 

Sei milioni di euro per aiutare i Comuni del Litorale a gestire spiagge libere e lungomare in tutta sicurezza durante la prossima stagione balneare. Questa la cifra che è stata stanziata con una delibera approvata dalla Giunta regionale in vista delle spese straordinarie che gli enti locali affacciati sul Tirreno dovranno sostenere per garantire ai turisti un accesso al mare senza rischi in un’estate che sarà caratterizzata da restrizioni dovute al perdurare dell’emergenza Coronavirus. 

“Un investimento importante – ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – che permetterà ai comuni di avere risorse fondamentali per garantire l’accesso in sicurezza a tutti i cittadini sulle spiagge del nostro litorale. Dobbiamo far ripartire il turismo, ma lo dobbiamo fare continuando a tenere alta l’attenzione, perché il virus – è bene ricordarlo – non è ancora sconfitto. Per questo ci vuole la collaborazione di tutti: istituzioni e cittadini”. 

La somma verrà ripartita tra i Comuni litoranei in funzione di due parametri: la popolazione e la lunghezza di arenile libero – ossia delle spiagge libere e libere con servizi – del loro territorio (non riceverà fondi il Comune di Itri perché il breve tratto di costa che ricade nel suo territorio non ricomprende arenili balneabili). Le somme spettanti a ciascun ente locale, almeno 100.000 euro, sono riportate nella tabella allegata. 

I fondi regionali potranno essere usati dai Comuni per mettere in campo tutte le azioni che riterranno necessarie per assicurare una frequentazione sicura degli arenili, in particolar modo le spiagge libere, e dei lungomari. Potranno quindi, a titolo di esempio, trovare soluzioni che assicurino il distanziamento sociale ed evitino assembramenti, intervenire per garantire una frequente pulizia e la sanificazione degli arenili, istallare servizi igienici, organizzare il servizio di salvamento durante la balneazione e la sorveglianza del litorale e assicurare, in particolare per quanto riguarda le isole Pontine, la sicurezza epidemiologica nelle aree di sbarco e nei pontili.





Raggi: "A Roma rischio ribellione, ora semplificazione e cantieri"

 

“Più che paura” la prospettiva che il disagio si trasformi in ribellione a Roma “è un rischio concreto: se noi non portiamo rapidamente aiuti alle fasce sociali più deboli c’è rischio che dilaghino usura e criminalità in genere”. Lo afferma la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in un forum con Repubblica. 

“Non aumenteremo le tasse ai romani che per ricolmare i debito del passato già pagano il massimo previsto i Italia. Non vado a bussare a soldi al governo anche se avrei bisogno di 700 milioni per coprire le mancate entrate, ma il problema principale sono gli strumenti per i sindaci per aprire immediatamente i cantieri”, afferma Raggi, secondo la quale “bisogna cambiare passo, invertire rotta. Il modello è quello di Genova, che in un anno e mezzo è stata messa in condizione di ricostruire il ponte Morandi, grazie a un decreto ad hoc. Questo ci serve, essere autorizzati a semplificare”. La prima cittadina della capitale non ritiene che la semplificazione possa generare corruzione: “Basiamoci sul passato: abbiamo assistito finora a un’ipertrofia normativa e la corruzione non è diminuita. Da avvocato penso che norme molto complicate creino zone d’ombra. Servono piuttosto regole chiare e controlli ex post. Io amministratore pubblico devo fornire un percorso normativo e dare fiducia alle imprese. Poi ci sono i controlli e se si scopre che l’azienda X non ha rispettato le norme, questa e i suoi componenti per 3 o 5 anni non devono più poter lavorare con la Pa”. 

“Chiediamo allo Stato di poter usare i nostri risparmi, a cominciare da quelli accantonati nel fondo crediti di dubbia esigibilità: io per legge non li posso toccare e invece… Stiamo garantendo servizi senza più avere la copertura delle entrate. Allo stesso tempo contiamo sul decreto semplificazione per far riaprire da qui a pochi mesi altri 1000 cantieri a Roma”.

 





In Brasile il Covid-19 manda a picco il Governo, dimesso il secondo ministro della Sanità

 

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha perso il ministro della Sanità per la seconda volta in un mese con le dimissioni di Nelson Teich, arrivato alla guida dei dicastero al posto di Luiz Henrique Mandetta, silurato dal presidente.

Bolsonaro lunedì ha dichiarato palestre e parrucchieri servizi essenziali che possono restare aperti durante la pandemia, ma Teich ha detto di non essere stato consultato.

I media brasiliani hanno scritto che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra essere stata il sostegno di Bolsonaro alle terapie a base di clorochina, che non hanno alcun beneficio verificato.

Il Brasile è il Paese più duramente colpito in America Latina, con in bilancio di 200mila casi confermati di Covid-19 e 14mila vittime, secondo i dati del ministero della Sanità.





Contagiate nel mondo 4 milioni e mezzo di persone dal coronavirus

 

Il numero globale di casi di infezione da Covid 19 confermati supera i 4 milioni e

mezzo. Secondo i ricercatori della John Hopkins University, almeno 4.542.910 persone sono state contagiate e 307.696 persone sono morte in tutto il mondo dall’inizio della pandemia. È probabile che le cifre rappresentino una significativa sottovalutazione della scala reale della pandemia.





Il 18 riapriranno al culto Mosche e Sinagoghe

 

 

 

inagoghe e moschee possono riaprire dal 18, ma i musulmani si dividono: c’è chi aprirà (per sicurezza) soltanto il 24, dopo la fine del Ramadan e dell’Eid. Dunque dal 18 maggio le sinagoghe potranno riaprire. Lo stabilisce il protocollo siglato a Palazzo Chigi tra governo e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Il documento è frutto di un continuativo e proficuo confronto tra le parti, con indicazioni che regolamentano tutti gli aspetti relativi alla fruibilità dei luoghi di culto. Un risultato fortemente apprezzato dalla Presidente dell’Unione Noemi Di Segni, che si è andata a Palazzo Chigi assieme al rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni in rappresentanza dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia. Sul protocollo le loro firme assieme a quelle del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Dopo diverse settimane di trattative con il ministero dell’Interno, oggi è stato firmato a Roma il protocollo di riapertura dei luoghi di culto acattolici, prevista dal 18 maggio. I rappresentanti delle comunità religiose presenti in Italia sono stati convocati a Palazzo Chigi, e tra loro il Presidente di UCOII (Unione delle comunità e delle organizzazioni islamiche italiane) Yassine Lafram, che conferma: “Noi ripartiremo solo dopo il 24 maggio. Per una questione di responsabilità, e con grande rammarico, ribadiamo la nostra volontà di rimanere chiusi per l’ultimo periodo di Ramadan e per Eid al-Fitr, la festa di chiusura del sacro mese del digiuno”.

Il protocollo governativo dedicato alle confessioni acattoliche servirà a gestire la riapertura dei nostri luoghi di preghiera, nel rispetto della sicurezza per arginare il contagio da Covid-19 attraverso misure a cui attenersi scrupolosamente: la distanza tra i fedeli, l’obbligo della mascherina, le sanificazioni dei luoghi prima e dopo le funzioni religiose, il controllo delle entrate ed uscite.

Abbiamo già ribadito la nostra volontà a mantenere i luoghi di culto chiusi in questo periodo, decisione resa ufficiale dopo una lunga consultazione telematica con le associazioni islamiche aderenti all’UCOII e desideriamo quindi rinnovare la nostra esortazione alle comunità di tutta Italia ad adottare le nostre linee guida, atte alla prevenzione e alla sicurezza. Infatti, siamo convinti che i nostri luoghi non siano ancora sufficientemente tutelati e siano troppo esposti per una riapertura nel momento in cui siamo chiamati a gestire anche un grande flusso di devoti che normalmente riempiono le sale di preghiera durante il Ramadan e la festa di chiusura del mese sacro.

Ringraziamo calorosamente chi ha lavorato durante queste trattative per raggiungere un protocollo adeguato alla riapertura dei nostri luoghi di culto, e siamo felici che anche la comunità islamica abbia ottenuto le giuste attenzioni e la pari dignità degli altri culti presenti in Italia, nonostante non abbia ancora un’Intesa con lo Stato italiano.

In conclusione, invitiamo le comunità islamiche aderenti alla nostra Unione a mantenere chiuse le moschee e le sale di preghiera fino a dopo il 24 maggio, a non celebrare la preghiera collettiva di Eid al-Fitr, a sensibilizzare e preparare i propri credenti alla fase successiva che riguarderà le riaperture in tutta sicurezza e a mantenere salda la fede e la fiducia, con la speranza di poterci presto ritrovare e riabbracciare come una comunità unita.





Ecco come sarà la Messa ai tempi del Coronavirus. Il decalogo del Cardinal Bassetti

 

 “Le mascherine, i contatti ridotti possono essere letti simbolicamente, come un invito a riscoprire la forza dello sguardo”, in particolare al momento dello scambio del segno di pace. Lo spiega il Cardinale Bassetti presidente della Cei in un videomessaggio in vista della ripresa delle celebrazioni con il popolo lunedì prossimo dopo la firma di un protocollo col Governo, sottolineando che “dovremo usare tutti quegli accorgimenti che diventano una forma di amore e di rispetto per gli altri”.

“Carissimi confratelli nell’episcopato e nel presbiterato, parroci, consacrati e consacrate, catechisti e fedeli, in particolare le famiglie con i più piccoli e i più grandi, i nostri nonni, con tanta gioia vorrei condividere con voi questo momento in cui ci apprestiamo nuovamente a celebrare l’Eucaristia e a convocare, per questo, il Santo Popolo di Dio.

E’ un evento importante, è un evento di grazia, è un evento che vorrei che voi coglieste: non si tratta, infatti, semplicemente della riapertura di un luogo sacro, delle nostre chiese che sono sempre rimaste aperte. Si tratta piuttosto di ritornare a manifestare il nostro essere comunità, il nostro essere famiglia. Del resto, è l’Eucaristia che fa di noi una comunità, una famiglia, perché, come dice san Paolo, noi che ci nutriamo di un unico pane siamo chiamati a formare un solo corpo”.

“Credo di poter dire, anche a nome vostro, quello che il nostro Maestro ebbe a dire un giorno, il Giovedì Santo, ai suoi discepoli: ‘Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi’ (Lc 22,15). E’ il desiderio che Lui ha e che noi abbiamo di incontrare Lui e di incontrarci nel segno dell’Eucaristia, perché l’Eucaristia è il ‘pane di vita’ (Gv 6,51), è il ‘farmaco di immortalità’ (sant’Ignazio di Antiochia), perché chi mangia di quel pane vive in Lui e ha la vita eterna (Gv 6,54), perché Lui è la nostra ‘risurrezione e vita’ (Gv 11,25). Tutto questo è per noi l’Eucaristia e nell’Eucaristia possiamo fare esperienza di questa forza immensa che ci viene da Lui Risorto, dal Suo Spirito, perché possiamo continuare il nostro cammino”.

“Il periodo che abbiamo vissuto, certo, non è privo di significato: la nostra sofferenza, il dover restare chiusi a casa, e qui penso in particolare alle famiglie numerose, con tanti bambini. Ma, come ho potuto sperimentare, in tante nostre famiglie non sono mancati la preghiera, l’ascolto attento della Parola di Dio e quel servizio, soprattutto alle persone più anziane, che diventa autentica carità”.

“Dobbiamo chiedere al Signore la grazia di poter tornare ad essere la grande famiglia di Dio, anche se abbiamo sperimentato il nostro essere Chiesa nella piccola famiglia domestica, dove abbiamo vissuto tanti valori stando gli uni accanto agli altri.

Adesso però è il momento di tornare nella grande famiglia.

‘L’Eucaristia, sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli’ (EG 47), come diceva con molta chiarezza già sant’Ambrogio”.

“Però, per la salute della nostra anima – l’Eucaristia è innanzitutto salvezza dell’anima – ma anche per quella del nostro corpo, dovremo usare tutti quegli accorgimenti che diventano una forma di amore e di rispetto per gli altri.

Le mascherine, i contatti ridotti possono essere letti simbolicamente, come un invito a riscoprire la forza dello sguardo. Se avete notato, durante la Messa delle 7, il Santo Padre non ha mai mancato di dire: ‘Scambiatevi un segno della pace’. Qualcuno gli ha detto che non ci si può scambiare il segno della pace, ma il Papa ha risposto che non ci si può scambiare la pace avvicinandosi e dandosi la mano, ma lo si può fare anche a distanza con un sorriso, uno sguardo dolce e benevolo, che diventano un modo di comunicare pace, gioia e amore. E così, pur restando a debita distanza, cercheremo di scambiarci la pace”.

“Lodiamo e ringraziamo il Signore perché siamo di fronte ad un evento grande e importante: la prima Domenica che ci ritroveremo insieme, cantiamo – io lo farò e lo propongo a tutti – il Te Deum che diventa il nostro inno, la nostra lode perfetta alla Santissima Trinità perché tutto ci viene dal cuore di Dio.

Grazie, buona festa”.





Papa Francesco ringrazia anche chi si occupa dei defunti e delle loro sepolture

 

 

“Preghiamo oggi per le persone che si occupano di seppellire i defunti in questa pandemia”. Così Papa Francesco all’inizio della messa mattutina a Casa Santa Marta. “E’ una delle opere di misericordia seppellire i defunti e non è una cosa gradevole naturalmente. Preghiamo per loro che rischiano anche la vita e di prendere il contagio”.





L’allarme di Confesercenti: "Soltanto sei attività su dieci sono pronte a tirare su le saracinesche"

 

Circa 6 imprese su 10, tra negozi, bar e ristoranti, sono intenzionati a riaprire lunedì 18 maggio, data prevista della ripartenza. A trattenere le imprese dalla riapertura è soprattutto il timore di lavorare in perdita, ma anche il rebus delle regole di sicurezza e la paura del coronavirus. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Swg per Confesercenti su un campione di imprenditori del commercio al dettaglio e della somministrazione.

Gli imprenditori intenzionati ad aprire il 18 maggio sono il 62%, contro un 27% che ha invece già deciso di rimanere chiuso. È ancora incerto l’11%, e deciderà durante il fine settimana. Tra chi rimarrà sicuramente chiuso, il 68% indica come motivazione la mancata convenienza dell’apertura.

Ma c’è anche un 13% che comunque continua ad avere timori legati alla sicurezza, anche per la lunga incertezza sulla normativa relativa. Un caso emblematico è quello dei mercati: ogni comune sta provvedendo al proprio protocollo, spesso contrastante con gli altri, gettando nell’incertezza gli imprenditori. La poca chiarezza incide anche per il 13% di operatori che non ha ancora adeguato il locale e/o l’organizzazione del lavoro alle nuove disposizioni. Un compito aggravato dall’onerosità dell’adeguamento, tra sanificazione e Dpi per i lavoratori ed i clienti: 8 negozi e pubblici esercizi su 10 certificano di non essere riusciti a procurarsi le mascherine a prezzo calmierato.

Cresce, in generale, la paura di non riuscire a superare la fase difficile: il 36% degli imprenditori teme di chiudere l’attività, e un ulteriore 41% ritiene di essere a rischio in caso di inattesi prolungamenti dell’emergenza. Entrambi i dati sono in crescita, rispettivamente del 4 e del 6%, in confronto alla rilevazione precedente, condotta lo scorso 14 aprile. Quasi tutti (l’82%) sono comunque preoccupati per il futuro.





Tutti presenti agli esami di maturità. Ecco la regola del ministro Azzolina

 

Gli esami di maturità “saranno in presenza perché sono un momento importantissimo”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante una diretta Facebook per presentare le ordinanze degli esami di Stato. Azzolina ha definito l’esame di maturità come uno dei momenti più significativi della propria vita. La maturità inizierà il 17 giugno, non ci saranno prove scritte ma un colloquio orale di un’ora massimo, ha confermato Azzolina.

“Ci sarà la discussione di un elaborato sulle discipline di indirizzo che i nostri studenti concorderanno con i docenti, secondo la discussione di un testo di italiano studiato in classe e poi ci saranno materiali preparati dalla commissione assegnati agli studenti”. Nessun 6 politico: “Le valutazioni ci saranno, le insufficienze saranno riportate nei documenti di valutazione, ma gli studenti hanno il diritto di recuperare: se quel voto è sotto la sufficienza io penso che ha tutto il dirito di recuperare e lo farà all’inizio dell’anno prossimo”: lo ha spiegato Azzolina.

Solo in casi molto circoscritti “che non hanno nulla a che fare con il coronavirus” ci saranno bocciature: “La mancata frequenza nel primo periodo didattico, quando coronavirus non c’era, in questo caso è necessaria l’unanimità per non ammettere alla classe successiva” e “secondo, i provvedimenti disciplinari gravi, esclusi questi due casi lo studente verrà ammesso e recupererà”.





Riaperture e spostamenti ecco le principali norme che il Governo ha approvato

 

Ecco la nota ufficiale diffusa da Palazzo Chigi

DELIBERAZIONI A NORMA DEL TESTO UNICO SUGLI ENTI LOCALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Il decreto delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali.

-Spostamenti

A partire dal 18 maggio 2020, gli spostamenti delle persone all’interno del territorio della stessa regione non saranno soggetti ad alcuna limitazione. Lo Stato o le Regioni, in base a quanto previsto dal decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, potranno adottare o reiterare misure limitative della circolazione all’interno del territorio regionale relativamente a specifiche aree interessate da un particolare aggravamento della situazione epidemiologica.
Fino al 2 giugno 2020 restano vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, così come quelli da e per l’estero, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. 
A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree. 
Tali norme varranno anche per gli spostamenti da e per l’estero, che potranno essere limitati solo con provvedimenti statali anche in relazione a specifici Stati e territori, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e degli obblighi internazionali. Saranno comunque consentiti gli spostamenti tra la Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni confinanti.
È confermato il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus COVID-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata.
La quarantena precauzionale è applicata con provvedimento dell’autorità sanitaria ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di soggetti positivi al virus COVID-19 e agli altri soggetti indicati con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020.
Resta vietato, l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni, contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.

- Attività economiche e produttive

A partire dal 18 maggio, le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche e produttive possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti statali emanati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge n. 19 del 2020 o, nelle more di tali provvedimenti, dalle Regioni.
Per garantire lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle attività economiche, produttive e sociali, le regioni monitorano con cadenza giornaliera l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale. I dati del monitoraggio sono comunicati giornalmente dalle regioni al Ministero della salute, all’Istituto superiore di sanità e al Comitato tecnico-scientifico.
In relazione all’andamento della situazione epidemiologica sul territorio, la singola regione, informando contestualmente il Ministro della salute, può introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte a livello statale.

- Sanzioni

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida regionali o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’articolo 650 del codice penale (“Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”), le violazioni delle disposizioni del decreto, o dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020 n. 19, che prevede il pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.
Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l’autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, eventualmente da scomputare dalla sanzione accessoria definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

 

La questione della responsabilità dell’azienda per il contagio al lavoro 

 

 L’imprenditore che applica alla lettera i protocolli di sicurezza non deve rischiare un processo penale se il proprio dipendente è stato contagiato dal Covid-19 sul luogo di lavoro. Sulla richiesta di Confindustria, in particolare del suo vicepresidente con delega per il lavoro e le relazioni industriali, Maurizio Stirpe, c’è già stata un’apertura del ministro Nunzia Catalfo, che nei prossimi giorni si confronterà con le parti sociali per delineare la corretta cornice interpretativa delle linee guida per la “fase 2” dell’emergenza sanitaria.

Ora arriva anche una precisazione dell’Inail, che cerca di sgombrare il campo da possibili equivoci. Secondo l’istituto l’infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile dell’impresa. Il datore di lavoro, spiega, risponde penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa. “E’ utile precisare – dice l’Inail – che dal riconoscimento come infortunio sul lavoro non discende automaticamente l’accertamento della responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro”.

Le responsabilità, dunque, devono essere “rigorosamente accertate, attraverso la prova del dolo o della colpa del datore di lavoro, con criteri totalmente diversi da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative Inail”, aggiunge l’istituto. Pertanto, il riconoscimento dell’infortunio “non assume alcun rilievo per sostenere l’accusa in sede penale”, neanche in sede civile tenuto conto che è sempre necessario l’accertamento della colpa per aver causato l’evento dannoso.

Secondo la Cgil il chiarimento dell’Inail è un fatto positivo, tuttavia molte questioni restano ancora aperte. “Riteniamo utile il chiarimento – sottolinea il segretario confederale Rossana Dettori – che riprende e riafferma i corretti profili di responsabilità nel contesto dell’epidemia da Covid-19, ma che erano già presenti e ben consolidati nel nostro ordinamento civile e penale e nel Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Vogliamo però ribadire come per quanto riguarda le tutele e le prestazioni previste per i lavoratori siamo ancora di fronte a rilievi problematici molto preoccupanti. Abbiamo letto con qualche sorpresa l’intervista rilasciata nelle scorse ore dal presidente Franco Bettoni, nella quale affermava come per riconoscere l’infortunio in caso di contagio del virus l’Inail richiedesse una documentazione molto precisa dell’occasione e della modalità del contagio”.

La confederazione di corso d’Italia ritiene che questo contraddica quanto affermato dallo stesso istituto in una sua circolare, pubblicata qualche settimana fa, che “assegnava il meccanismo di presunzione semplice, cioè un riconoscimento pressochè automatico – conclude Dettori – a lavoratori dei settori cosiddetti essenziali che hanno continuato a fare il loro dovere e che nulla diceva in merito a tutti i contagi nelle aziende derogate dai prefetti e nei settori non esplicitamente citati in quel documento”.

La comunicazione dell’Inail “sgombra il campo da ogni ambiguità rispetto alle comprensibili preoccupazioni di Confindustria sulle eventuali responsabilità connesse al contagio Covid-19 – dichiara il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra – la legge prevede che il datore di lavoro risponda civilmente o penalmente solo in caso di dolo o colpa dimostrati. L’indennizzo o il procedimento scattano solo in caso venga comprovato il nesso con l’eventuale negligenza dell’impresa rispetto alla concreta applicazione della norma e dei protocolli su salute e sicurezza.

Un principio sacrosanto, che tutela le aziende in linea con le regole e che sono oggi la quasi totalità. Parliamo di aziende che potrebbero subire la concorrenza sleale delle poche imprese, che invece non rispettano le norme, mettendo a rischio la salute delle persone. Le parti sociali hanno dato prova di assoluta responsabilità concertando misure importanti per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro con i protocolli per il contenimento della pandemia. I contenuti delle intese sottoscritte vanno rigorosamente attuate e applicate nelle aziende per fare dei luoghi di lavoro le realtà più sicure”.

Anche per la Uil la precisazione dell’Inail è “importante – afferma il segretario confederale Silvana Roseto – perché dissipa i dubbi e smorza le polemiche: l’indennizzo non ha affatto un intento persecutorio del datore di lavoro, quanto piuttosto di garanzia e di tutela del lavoratore. Lo spirito deve essere quello della collaborazione e della responsabilità. Le aziende devono adottare tutte le misure di sicurezza previste. Peraltro – aggiunge – il protocollo di marzo, integrato ad aprile, prevede che la mancata attuazione di quelle misure comporti la sospensione dell’attività, proprio per consentire il necessario adeguamento”.





Covid-19: meno morti (153) ma aumentano i nuovi contagiati. Ecco il bollettino della Protezione Civile

 

Secondo il bollettino odierno della protezione civile, tornano ad aumentare (da 789 a 875) i nuovi contagi da coronavirus. Scendono, da 242 a 153, i morti per Covid-19. Nelle ultime 24 ore si registrano 2.605 guariti, che liberano altri 392 posti nei reparti ordinari Covid e 33 nelle intensive. I nuovi contagi in Lombardia risalgono da 299 a 399: quasi la metà dei nuovi esposti al virus in tutta Italia. Stabili a 137 i nuovi contagiati in Piemonte.

 

 

Ecco la nota completa diffusa dalla Protezione Civile: “ Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.
In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 16 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 224.760 con un incremento rispetto a ieri di 875 nuovi casi. 
Il numero totale di attualmente positivi è di 70.187, con una decrescita di 1.883 assistiti rispetto a ieri.
Tra gli attualmente positivi, 775 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di  33 pazienti rispetto a ieri.
10.400 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 392 pazienti rispetto a ieri.
59.012 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 153 e portano il totale a 31.763. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 122.810, con un incremento di 2.605 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 27.679 in Lombardia, 10.702 in Piemonte, 5.852 in Emilia-Romagna, 4.162 in Veneto, 2.943 in Toscana, 2.533 in Liguria, 4.022 nel Lazio, 2.657 nelle Marche, 1.710 in Campania, 2.104 in Puglia, 345 nella Provincia autonoma di Trento, 1.659 in Sicilia, 680 in Friuli Venezia Giulia, 1.423 in Abruzzo, 343 nella Provincia autonoma di Bolzano, 81 in Umbria, 415 in Sardegna, 75 in Valle d’Aosta, 474 in Calabria, 215 in Molise e 113 in Basilicata”.