Rifiuti ingombrati, nuovo post della Raggi sui furbetti dello scarico illegale

 

Post quotidiano della sindaca di Roma Virginia Raggi, impegnata da tempo in un corpo a corpo social contro i romani che abbandonano rifiuti ingombranti in strada. “Quello che vedete non è un fotomontaggio ma una scena di ordinaria inciviltà che, purtroppo, accade a Roma. Questa fotocopiatrice professionale, un grosso macchinario che sicuramente avrete visto negli uffici, è stata abbandonata accanto ai cassonetti stradali nel quartiere di Centocelle”, scrive la sindaca su Fb. “Alcuni cittadini hanno segnalato l’episodio al Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia Locale che, in questi giorni, sta indagando per individuare il responsabile. Un lavoro non troppo difficile visto che, come pare, chi ha buttato la fotocopiatrice non si è preoccupato di svuotare i cassetti con alcuni documenti all’interno”, racconta Raggi. “Questi furbetti, tra l’altro, dovranno anche pagare una multa più alta proprio perché si tratta di un rifiuto ingombrante pericoloso. Voglio ricordare a tutti, cittadini e gestori di locali, che per questi oggetti Ama svolge un servizio di raccolta a domicilio completamente gratuito, prenotabile telefonicamente. Una scelta decisamente più intelligente, per evitare sanzioni salate, e civile”, conclude la sindaca.





Pacetti (M5S Campidoglio): "Raggi come Sala sulle aree gioco troppo sporche"

 

“Da destra a sinistra gli attacchi alla sindaca Virginia Raggi si concentrano sulla chiusura delle aree gioco. Peccato che non succeda solo a Roma. Le grandi città, comprese quelle amministrate dai loro sindaci, hanno preferito tenerle chiuse. Ma quando si tratta degli altri va tutto bene. Anche l’Anci aveva sollevato il problema della sanificazione (che deve essere almeno giornaliera)”. Lo scrive du Fb il capogruppo capitolino del M5S Giuliano Pacetti. “Chi oggi blatera sull’argomento dimentica che Roma è la città più grande d’Italia e quella che ha il maggior numero di abitanti. Le aree gioco sarebbero frequentatissime dai bambini e una sola sanificazione al giorno non sarebbe di certo sufficiente. Ma hanno almeno un’idea di quante sono le aree gioco a Roma o conoscono al massimo il parco sotto casa? Continuano a pensare e a parlare di Roma come se si trattasse di un paesello”, continua Pacetti. “Se persino Sala a Milano si è lamentato che le aree gioco nella sua città sono troppe e che avrebbe preferito pulire le panchine, cosa dovremmo dire noi a Roma? Milano è grande come l’Eur, per capirci – sottolinea -. Ancora una volta le dichiarazioni delle opposizioni sono puramente strumentali, quando capiranno che siamo di fronte a una situazione unica e che c’è bisogno di una sanificazione costante per la sicurezza di tutti forse riusciranno ad avanzare proposte che siano davvero nell’interesse dei cittadini e non le solite prese in giro che fanno un po’ di rumore e non aiutano nessuno. Senza considerare il fatto che questi sciagurati non hanno a cuore la sicurezza dei bambini, si venderebbero i loro figli per la politica”, conclude.




Bordoni (Lega) solidale con gli ambulanti di Roma

 

“Ho partecipato, portando la solidarietà della Lega, alla manifestazione in via dei Cerchi a Roma sotto l’assessorato allo Sviluppo Economico. Chi amministra dia risposte certe e chiare. Azzeramento dei tributi per tutto l’anno e possibilità di lavorare su turni nelle vie centrali con maggior afflusso, è quello che chiedono gli ambulanti che sono scesi oggi in strada. Ciò che sta accadendo non è solo un’emergenza sanitaria ma anche lo scatenarsi di una gravissima crisi economica che dobbiamo cominciare ad affrontare con grande concretezza e unità di intenti”. Così in una nota il consigliere capitolino della Lega-Salvini Premier Davide Bordoni. Il Centro Storico, spiega Bordoni “è in ginocchio, il turismo è decimato, ed era la fonte di sostentamento principale degli operatori su area pubblica. L’amministrazione comunale non dovrebbe limitarsi a spostare la scadenza della Cosap solo di tre mesi, ma sospendere il pagamento per tutto il 2020, alla luce della fortissima contrazione del loro volume di affari – aggiunge Bordoni -. I commercianti su area pubblica hanno bollette da pagare, i mezzi fermi, i magazzini pieni di roba invenduta, è quindi fin troppo facile prevedere che senza interventi mirati e immediati da parte del Comune, molte famiglie che si troveranno sul lastrico”, conclude.





Anche ad Ostia ed Acilia le Linee S verso il centro di Roma

 

A Roma linee di bus S: da domani attive anche da Ostia-Acilia. Lo rende noto l’ufficio stampa Roma servizi per la mobilità. Dal 20 maggio, si amplierà la rete delle linee S Express dalla periferia al Centro e di supporto alla rete di trasporto pubblico. In particolare saranno attive due linee tra Ostia, Acilia e piazza Venezia. 

In particolare saranno attivati i collegamenti: – S05 Lido Centro-piazza Venezia con 3 fermate in via Cristoforo Colombo all’altezza di viale Europa/viale America, piazza dei Navigatori e circonvallazione Ostiense. I capolinea sono al piazzale della stazione Lido Centro e in via del Teatro Marcello; -S06 Acilia-piazza Venezia con fermate in viale Marconi altezza via del Valco di San Paolo e in piazza della Radio. I capolinea sono al piazzale della stazione di Acilia e in via del Teatro Marcello; 

Le linee S05 e S06 sono attive al mattino, nei giorni feriali, dalle 5 alle 9. Come per le altre linee S e per il resto della rete di Tpl, a bordo dei bus sono ammessi i viaggiatori dotati di biglietto o abbonamento Metrebus Roma e Lazio valido nella zona tariffaria A.





Buoni affitto, il Bando ha registrato oltre 49mila richieste di sostegni

 

 

Si è chiuso l’avviso pubblico per il bonus affitto 2020. Dal 27 aprile al 18 maggio le famiglie in difficoltà per l’emergenza coronavirus hanno presentato richiesta per il contributo straordinario: sono arrivate oltre 49.000 domande, poco più di 44.000 online e circa 5.000 cartacee. Ne dà notizia in una nota il Campidoglio. Come da delibera della Regione Lazio 176/2020, entro 45 giorni dalla sua pubblicazione verrà inviato il numero esatto di domande protocollate alla stessa Regione Lazio, che dovrà comunicare a Roma Capitale l’entità del contributo da attribuire ai beneficiari, che comunque non potrà essere superiore al 40% dei canoni d’affitto di tre mensilità 2020. In attesa di questa determinazione, il Dipartimento patrimonio e politiche abitative è già al lavoro sulle domande ricevute per arrivare all’erogazione nel più breve tempo possibile.





Coronavirus: nel Lazio tutti al mare dal 29 maggio, riaprono anche palestre, piscine, case famiglie e b&b

Tutti al mare dal 29 maggio. Lo stabilisce l’ordinanza regionale firmata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che spiega: “A decorrere dal 29 maggio 2020 sono consentite le seguenti attività economiche e produttive: le attività degli stabilimenti balneari e lacuali, sulle spiagge libere e altre attività a finalità turistico ricreativo che si svolgono sul demanio marittimo e lacuale”. Dunque dal 29 maggio via libera alle spiagge ma non solo. Semaforo verde anche per “le attività dei parchi tematici, parchi zoologici, parchi divertimento, lunapark e spettacolo viaggiante; i campeggi, villaggi turistici, aree attrezzate per la sosta temporanea”.

Dal 25 maggio aperte palestre e piscine

Semaforo verde a palestre e piscine dal 25 maggio nel Lazio. Lo stabilisce la nuova ordinanza regionale diffusa dalla Regione Lazio che consente l’apertura, per il 25 maggio appunto, di alcune attività economiche. Dunque si torna in palestra e “l’attività di somministrazione di alimenti e bevande all’interno di centri e strutture sportive, nonché dei centri ricreativi e culturali, fermo restando la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive e la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in base a questo stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020” si legge nel documento che aggiunge: “fermo restando la sospensione delle attività delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020 è consentita l’attività corsistica individuale (a titolo esemplificativo e non esaustivo: scuole di musica, di danza, di pittura, di fotografia, di teatro, di lingue straniere)” chiarisce l’ordinanza.

 

Disco verde anche a bed and breakfast e case vacanza

Il Lazio riapre dopo l’emergenza Coronavirus e poco fa un’ordinanza a firma del presidente Nicola Zingaretti “libera” alcune attività. “A decorrere dall’entrata in vigore della presente ordinanza sono consentite: l’attività delle strutture ricettive extralberghiere (guest house o affittacamere, ostelli per la gioventù, hostel o ostelli, case e appartamenti per vacanze, case per ferie, bed & breakfast, country house o residenze di campagna, rifugi montani, rifugi escursionistici, case del camminatore, alberghi diffusi)” si legge nel documento che dà il via libera all’attività “escursionistica a piedi in natura e nell’aria aperta, anche a titolo professionale, a condizione del rispetto della distanza interpersonale di due metri tra i componenti del gruppo escursionistico”.





Fase Due, l’avvenimento di Orneli: "Il Lazio riparte, ma attenzione alla sicurezza"

 

“E’ un altro giorno importante in cui abbiamo costruito un altro pezzo di speranza sulla strada della ripresa delle attività sociali, culturali ed economiche della nostra regione”. Così l’assessore regionale del Lazio allo sviluppo economico Paolo Orneli, commenta la nuova ordinanza a firma del Presidente Nicola Zingaretti che stabilisce nuove riaperture, che “dovranno avvenire continuando a seguire i principi di prudenza e responsabilità individuale indispensabili per proteggere la nostra salute. “Da domani è consentita l’attività delle strutture ricettive extraalberghiere (affittacamere, ostelli, case vacanza, bed & breakfast, rifugi montani, alberghi diffusi)” spiega Orneli che aggiunge: “da domani potranno chiudere anche dopo le ore 21,30 le attività di artigianato alimentare e quelle dei negozi di vicinato alimentari, così come già previsto per bar e ristoranti e sempre da domani è consentita l’attività escursionistica, a piedi e all’aria aperta, anche in forma professionale, nel rispetto della distanza interpersonale di due metri tra i componenti del gruppo escursionistico”. Dunque il Lazio pian piano riapre e “dal 25 maggio potranno riaprire le palestre e le piscine nonché l’attività corsistica individuale (scuole di musica, danza, teatro, lingue straniere) e “a decorrere dal 29 maggio sarà consentita l’attività di stabilimenti balneari e lacuali, spiagge libere e altre attività turistico ricreative sul demanio marittimo e lacuale” e “le attività di parchi tematici, bioparchi, lunapark e spettacolo viaggiante. Sempre dal 29 maggio ripartiranno infine i campeggi, i villaggi turistici e le aree attrezzate per la sosta temporanea. Sarà importantissimo, anche in questa circostanza, continuare a mantenere alta l’attenzione di tutti, seguire le norme di distanziamento sociale e le regole necessarie per la nostra sicurezza. In una parola essere prudenti. Fino ad ora il comportamento di esercenti, lavoratori e clienti delle attività già aperte è stato esemplare. Proseguiamo su questa strada, per riprenderci passo dopo passo vita e speranza. Possiamo farcela. In bocca al lupo a tutti noi” conclude Orneli.





Zingaretti: "Raccogliamo il grido di dolore degli operatori economici. Attenzione all’usura"

“Dobbiamo raccogliere il grido di dolore lanciato degli operatori economici, della piccola e media impresa, in difficoltà ora più di prima a causa della crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria”. Così in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, spiegando che “le istituzioni devono formare un fronte comune per evitare che la liquidità della criminalità organizzata arrivi alle imprese prima delle risorse erogate dal Governo, come ci dicono anche le inchieste giudiziarie di questi giorni. Questa – dice – deve essere una missione e allo stesso tempo una sfida per tutte le articolazioni dello Stato, così come ci hanno indicato la ministra Lamorgese e il Procuratore Nazionale Antimafia Federico De Raho: ognuno deve fare la sua parte”. “Come  Regione Lazio – spiega il governatore – abbiamo già adottato all’inizio del mese di maggio provvedimenti mirati contro l’usura che hanno due caratteristiche: efficacia e tempestività nell’accompagnare le vittime che denunciano gli usurai. Per tutte queste persone abbiamo messo a disposizione ‘un indennizzo a fondo perduto’ fino a 20.000 euro e costituito un fondo di 400.000 euro per piccoli contributi a persone e piccole imprese. Infine attraverso le associazioni e fondazioni antiusura abbiamo attivato un fondo di garanzia di 850.000 euro. L’obiettivo è quello di non lasciare soli i cittadini, soprattutto adesso”. “Sono risorse immediate e a disposizione di tutti i cittadini che sono in difficoltà e che si trovano a dover combattere contro l’assenza di liquidità da un lato e la pressione subita da parte delle mafie dall’altro – conclude Zingaretti – sono misure che si caratterizzano per la loro straordinaria rapidità di elargizione in grado impattare efficacemente sulla condizione di famiglie e imprenditori che sono vittime o potenziali vittime di usurai in un momento di particolare fragilità economica. L’intervento tempestivo nei casi di usura o sovraindebitamento è fondamentale e può decidere se la storia si trasforma in dramma o in rinascita”.




Dalla Regione Lazio 8 milioni per gli asili nido

 

È stato pubblicato l’avviso che stanzia 8 milioni di euro nell’ambito del POR Lazio FSE in favore degli asili nido privati autorizzati ma non ancora accreditati alla Regione Lazio. Il bando è emanato nell’ambito della Sovvenzione Globale ‘efamily’. “Con questo avviso da 8 milioni sale a 14 lo stanziamento che la Regione Lazio mette in campo per gli asili nido pubblici e privati, una misura concreta per sostenere chi sta affrontando questa difficile emergenza sanitaria. Ripartiamo dai più piccoli, assicurando un servizio fondamentale per le famiglie e dando un aiuto agli operatori del settore che così potranno fare fronte alle spese di sanificazione, manutenzione e anche per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale (Dpi). Risorse e attenzioni dedicati a questo settore puntano a dare sicurezza e maggiore serenità a tutte e tutti, guardiamo avanti con più fiducia” ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Il nostro è un investimento sull’infanzia, vogliamo dare un aiuto concreto per garantire l’accessibilità e la fruibilità a servizi socio-educativi di qualità rivolti ai bambini. Un’azione che guarda sia alle esigenze delle famiglie laziali sia alla difesa occupazionale del comparto. La Regione Lazio vuole così garantire che la ripartenza inizi dai più piccoli con un intervento tempestivo e tangibile” ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali della Regione Lazio, Alessandra Troncarelli. I contributi concessi ammontano a 100 euro al mese per ogni posto nido autorizzato e non ancora accreditato, per un massimo di 60 posti per singolo asilo, a decorrere dal mese di marzo 2020 fino alla ripresa delle attività educative e comunque non oltre il mese di luglio 2020 (la durata massima dell’intervento è pari a 5 mesi). Il contributo massimo concesso è pari ad un importo di euro 30.000 per ogni struttura. Le spese ammissibili potranno riguardare i costi sostenuti dal 1 marzo al 31 luglio 2020 per: canone di locazione; spese amministrative; utenze; manutenzione del verde; spese di sanificazione e pulizia dei locali; acquisto dei dispositivi di protezione individuale (Dpi), di materiale informatico per attività a distanza e per la didattica. Le domande potranno essere presentate a partire dal 19 maggio, e dovranno pervenire entro e non oltre le ore 24 del 10 luglio 2020.





Dal prossimo 15 di giugno la Grecia riapre ai turisti

 

 

Le frontiere della Grecia saranno riaperte ai turisti a partire dal 15 giugno. Lo ha annunciato il primo ministro di Atene, Kyriakos Mitsotakis, nel corso di una videoconferenza con i leader di Bulgaria, Romania e Serbia sulla riapertura delle frontiere e la ripresa economica dopo il lockdown reso necessario dalla pandemia.

La notizia è riportata in una nota diffusa alla fine della riunione (da remoto), che fa parte di un’iniziativa regionale tra i quattro Paesi finalizzata al potenziamento della cooperazione. Bulgaria, Grecia e Romania sono Paesi membri dell’Unione Europea, mentre la Serbia punta all’adesione.

 




L’Australia sperimenta un potenziale vaccino contro Covid-19

 

 

Prendono il via a Melbourne e a Brisbane sperimentazioni cliniche del potenziale vaccino per il Covid-19 sviluppato dalla biofarmaceutica americana, Novavax. Sono le prime ad avere luogo in Australia. Ad offrirsi per la fase uno dei test, condotti dall’australiana Q-Pharm sul vaccino "candidato" chiamato NVX-CoV2373, sono 131 volontari.  Questo vaccino è stato formulato utilizzando tecnologie di nanoparticelle per generare antigeni derivati dalla specifica proteina spike del coronavirus. Un coadiuvante del vaccino mira a rafforzare la risposta immunitaria e a stimolare alti livelli di anticorpi neutralizzanti. Il principale ricercatore della Q-Pharm, Paul Griffin, ha affermato al quotidiano The Australian di sperare di ottenere risultati positivi sia dalle sperimentazioni del vaccino Novavax, sia di quello sviluppato dell’Università del Queensland, anche queste condotte da Q-Pharm. Una compagnia olandese sta già conducendo studi preclinici del vaccino dell’Università del Queensland.

 





Conte vuole il rafforzamento dell’Oms

 

 

“Come Paese impegnato in un efficace multilateralismo, l’Italia ritiene che dovremmo migliorare la nostra architettura sanitaria globale, anche rafforzando il ruolo dell’OMS”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo alla 73esima Assemblea mondiale dell’Organizzazione mondiale della sanità.

“Solo pochi mesi fa abbiamo commemorato il quarantesimo anniversario dell’eradicazione del vaiolo, per la quale è stato decisivo il contributo dell’OMS – ha ricordato il premier -.

Lodiamo il lavoro di lunga data dell’Organizzazione per la salvaguardia della salute delle persone, spesso svolto in circostanze molto difficili”.

“La salute globale è stata una priorità costante e permanente per il mio Paese, soprattutto nel quadro della cooperazione internazionale allo sviluppo. Questa crisi rischia di far deragliare gli obiettivi globali globali finora raggiunti nel settore sanitario e di interrompere il nostro percorso verso SDG 3 e l’intera agenda 2030, specialmente in Africa”, ha avvertito Conte.

 




Circolare del Viminale ai Prefetti sulle misure da adottare per la Fase Due

 

Nuova circolare ai prefetti con le indicazioni del Viminale per la Fase 2 dell’emergenza coronavirus, relative al decreto legge del 16 maggio scorso. A firmarla, il capo di Gabinetto Matteo Piantedosi. Ecco, nel dettaglio, le misure.

"A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali" adottati in relazione "a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree", si legge nella circolare a firma del capo di Gabinetto.

In "ragione del prevedibile incremento dei flussi di traffico stradale, potrà essere valutata l’opportunità di un’intensificazione dei servizi in materia di sicurezza della circolazione in ambito urbano ed extraurbano". In quest’ottica sarà quindi opportuno, si legge nella circolare, ’’in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, procedere all’aggiornamento dei piani coordinati di controllo del territorio, opportunamente modulati in relazione alle esigenze che dovessero emergere nei rispettivi ambiti di competenza".

"Per le ipotesi di violazione delle disposizioni del decreto, ovvero dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’art. 650 codice penale (Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità), esse sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 19/2020".

"Per i casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, è prevista la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni, nonché la possibilità per l’organo accertatore, ove necessario, per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, di disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, eventualmente da scomputare dalla sanzione accessoria definitivamente irrogata".

"Da una lettura combinata delle suddette disposizioni del decreto legge in parola è, pertanto, da intendersi - si legge nella circolare - che la sospensione correlata al ripristino delle condizioni di sicurezza non possa non trovare un limite temporale di durata massima di 5 giorni, trascorsi i quali senza che il suddetto ripristino sia avvenuto, potrà essere adottata una nuova chiusura dell’attività o dell’esercizio".

"Nel fare rinvio alle indicazioni già fornite con precedenti circolari in merito all’esercizio delle funzioni e delle prerogative riservate dalla legge al Prefetto quale autorità provinciale di pubblica sicurezza - si legge ancora -, si confida nella consueta collaborazione anche "nel contribuire a rafforzare nei cittadini una consapevolezza diffusa dell’importanza di proseguire nell’adozione di comportamenti responsabili ed appropriati".

 Il "mutato contesto - recita la circolare - esige di dedicare una crescente attenzione alla possibile ricomparsa di forme di delittuosità comune e di criminalità diffusa, con la conseguente necessità di garantire adeguati livelli di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica".





Roma, scoperta dalla Gdf una spoliazione scientifica ai danni di anziane vittime

 

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza con la quale il Tribunale capitolino ha disposto, su richiesta della locale Procura della Repubblica, la custodia cautelare in carcere nei confronti di L. F. (classe 1969), avvocato, e C. M. (classe 1960), imprenditore.

I destinatari della misura sono indagati per peculato e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio.

Le indagini, svolte dalle Fiamme Gialle della Sezione di Polizia Giudiziaria e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria - Gruppo Tutela Spesa Pubblica, hanno consentito di portare alla luce una serie di condotte illecite che L,, in qualità di amministratore di sostegno di persone molto anziane, totalmente incapaci di intendere e di volere, e C,, hanno posto in essere per perpetrare – come evidenzia il G.I.P. nel provvedimento – «un vero e proprio “saccheggio” delle proprietà» delle vittime.

Per giustificare i pagamenti e “drenare” le disponibilità finanziarie dei diversi assistiti, il professionista si faceva emettere da società riconducibili a C, fatture per svariate migliaia di euro al mese, relative a prestazioni di assistenza asseritamente rese da infermieri o badanti ma mai effettuate o effettuate soltanto in parte ovvero provvedeva a pagare più volte le stesse attività, finanche alla stessa persona.

Le spoliazioni non riguardavano soltanto denaro ma anche immobili.

Tramite la mediazione di C., L. ha venduto, richiedendo l’autorizzazione d’urgenza al Giudice Tutelare, la nuda proprietà dell’appartamento di una signora ormai morente, sito nel quartiere Prati, a un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato, ricevendo dall’acquirente – indagato, in concorso, per corruzione – un illecito compenso in contanti.

Oltre alla misura cautelare personale, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo fino alla concorrenza di circa 150.000 euro nei confronti di L., di C., dell’acquirente dell’appartamento e di un altro professionista, anche egli indagato per peculato per aver pagato a C., in qualità di amministratore di sostegno, fatture per servizi assistenziali resi per importi largamente inferiori.

L’operazione odierna testimonia l’efficacia dell’azione svolta dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Roma a tutela dei soggetti più vulnerabili, danneggiati, in questo caso, proprio dalle figure previste dalla legge per la salvaguardia dei loro interessi.





Como, reati contro la pubblica amministrazione portano a 14 arresti

 


La Procura della Repubblica di Como, in data odierna, ha diramato un comunicato stampa relativo ad un’operazione effettuata dal dipendente Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Como.

Il Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Como ha in data odierna dato esecuzione ad una Ordinanza di applicazione di misure coercitive emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Como nei confronti di 14 indagati (due destinatari della misura cautelare in carcere: una professionista di uno studio commercialistico ed un funzionario della Agenzia delle Entrate di Como e 12 destinatari della misura degli arresti domiciliari, tra cui un ex dirigente della Agenzia delle Entrate di Como, un ex dirigente della Agenzia delle Entrate di Milano, 9 professionisti e un imprenditore). I reati contestati sono corruzione (a carico di 13 degli indagati), emissione ed utilizzo di fatture a fronte di operazioni inesistenti per oltre 280.000 euro (a carico di una indagata), abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio, nonché favoreggiamento (nei confronti di uno degli accusati).

I destinatari delle misure cautelari sono accusati di 16 episodi di corruzione (uno riguardante il solo l’ex direttore, due riguardanti l’ex direttore e il funzionario, 13 concernenti il solo funzionario).

La Procura della Repubblica ha contestato altresì altri 6 episodi di corruzione. Per tali episodi, il Giudice per le indagini preliminari non ha ravvisato la sussistenza di esigenze cautelari.

I contribuenti (persone fisiche e giuridiche) beneficiati dagli accordi corruttivi contestati da questo Ufficio sono 37.

Gli episodi corruttivi riguardanti l’ex direttore e il funzionario sono stati caratterizzati dal versamento di somme in favore dei due pubblici ufficiali (in cinque dei reati contestati da questo Ufficio attraverso l’intermediazione di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Como in servizio nonché di un ex dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Como) da parte dei professionisti indagati in cambio di provvedimenti favorevoli per i clienti di questi ultimi, quali:

  1. la cessazione della verifica fiscale in corso, 
  2. la mancata estensione della verifica tributaria ad altre annualità,
  3. la rideterminazione di rilievi e sanzioni con conseguente indebita riduzione del debito erariale,
  4. l’annullamento in autotutela di avvisi di rettifica e liquidazione,
  5. la predisposizione da parte del funzionario di numerosi: 
    • atti di mediazione e conciliazione con i contribuenti con i quali le contestazioni tributarie e conseguenti pretese di pagamento dell’Agenzia venivano indebitamente ridotte;
    • atti di annullamento in autotutela dei provvedimenti della Agenzia delle Entrate;
    • ricorsi ed atti di impugnazione dinanzi alle Commissioni Tributarie (per conto dei professionisti corruttori e da questi formalmente firmati e presentati) avverso provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate quali avvisi di accertamento, rettifica e liquidazione finalizzati ad ottenerne l’annullamento e conseguenti, 
    • atti di conciliazione stragiudiziale che consentivano indebiti risparmi per i contribuenti;
  6. la partecipazione da parte del funzionario alle udienze quale funzionario delegato a rappresentare l’Agenzia delle Entrate di Como, nel corso delle quali gli interessi dell’Erario non venivano adeguatamente tutelati,
    • la mancata impugnazione avverso le decisioni della Commissione Tributaria che aveva accolto i ricorsi dei contribuenti predisposti dallo stesso funzionario,
    • la sollecitazione nei confronti di altri Funzionari della Agenzia delle Entrate perché concludessero atti di mediazione con i contribuenti che prevedessero significative ed indebite riduzioni della pretesa erariale.

Le tangenti sono state, in alcuni episodi corruttivi, occultate tramite operazioni fraudolente di registrazione di emissione ed utilizzo di fatture a fronte di operazioni inesistenti rese possibili dalla disponibilità dei legali rappresentanti di associazioni sportive emittenti le fatture ad effettuare le retrocessioni di denaro in contante su richiesta dei professionisti dello studio commercialistico.

I reati contestati coprono un arco temporale dal 2012 al 2019.

L’ammontare selle somme erogate per corrompere i pubblici ufficiali e remunerare gli intermediari è pari a circa 280.000 euro.

Il risparmio erariale ottenuto dai contribuenti grazie agli atti corruttivi dei professionisti indagati è stato di circa 2.160.000 euro.

La misura cautelare degli arresti domiciliari ha raggiunto anche l’ex capo settore gestione delle risorse, amministrazione del personale, contenzioso e disciplina dell’Agenzia delle Entrate di Milano per indebita rilevazione di segreti di ufficio e favoreggiamento.

Questi è accusato di aver rivelato all’ex direttore l’esistenza di un procedimento penale a suo carico pendente presso la Procura della Repubblica di Como iscritto a seguito delle dichiarazioni rese al P.M. da un Funzionario della Agenzia delle Entrate di Como.

Si procede nei confronti dell’ex Dirigente in questione anche per abuso in atti del proprio ufficio per avere istigato ex direttore e il funzionario a concludere una mediazione con la quale l’originaria pretesa erariale indicata negli accertamenti per complessivi euro 227.148,85 veniva indebitamente ridotta in assenza dei presupposti di fatto e di diritto in favore di contribuenti patrocinati da un parente dell’ex dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Milano.

La presente indagine costituisce la prosecuzione della precedente culminata negli arresti a giugno 2019

L’ulteriore sviluppo delle indagini è scaturito dalle dichiarazioni rese dal ex direttore e il funzionario - la cui posizione è stata definitiva con sentenza di condanna alla pena di anni 4 di reclusione (ex direttore) e anni 4 mesi 8 di reclusione (il funzionario).

Questi hanno fornito elementi indiziari significativi su sistemi corruttivi consolidati perduranti nel circondario di Como da almeno 10 anni durante i quali i professionisti corruttori hanno ottenuto illeciti risparmi di imposta per i propri clienti attraverso l’illecito pagamento di tangenti, demandando la redazione dei ricorsi e la favorevole definizione delle pratiche a pubblici funzionari corrotti, privilegiando il ricorso a tali accordi illeciti rispetto all’instaurazione di un corretto contraddittorio con l’Erario (e svolgendo contestualmente una attività di accaparramento della clientela e concorrenza sleale ai danni di altri studi professionali che non sono ricorsi a pratiche corruttive).

Le dichiarazioni auto ed etero accusatorie rese dal funzionario e dal ex direttore sono state riscontrate:

La Guardia di Finanza sta altresì dando esecuzione a numerosi provvedimenti di perquisizione emessi da questa Autorità Giudiziaria.

Va rimarcato il prezioso contributo fornito alla presente indagine dalla Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate nell’ambito dell’attività di Audit effettuata presso la sede di Como.

Va altresì rammentato che questa indagine si è generata e sviluppata grazie alla iniziativa ed alla sensibilità istituzionale di alcuni funzionari della Agenzia delle Entrate che hanno deciso di segnalare la gestione anomala di alcune pratiche.

Il Procuratore della Repubblica, Cons. Nicola Piacente, ha manifestato un sincero apprezzamento per il grande sforzo investigativo ed organizzativo profuso, nonostante l’attuale emergenza sanitaria, dalla Guardia di Finanza nello svolgimento di indagini di particolare complessità, nonché nell’assicurare puntuale adempimento alle deleghe di questa Autorità Giudiziaria, nella esecuzione dei provvedimenti cautelari richiesti da questo Ufficio.





Napoli, sequestrati dalla Gdf 10 milioni di beni

 

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha oggi eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di sette persone a conclusione di indagini della Direzione Distrettuale Antimafia in relazioni ad ipotesi di reato (associazione di stampo mafioso, estorsione, illecita concorrenza, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti).

Contestualmente, sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni per un valore complessivo di oltre dieci milioni di euro, tra cui undici società, diversi immobili, svariati automezzi ed un’imbarcazione; beni che, sulla base degli elementi finora raccolti, risulterebbero direttamente o indirettamente collegati alle predette attività delittuose.

I provvedimenti scaturiscono da complesse indagini condotte su alcuni affiliati di spicco del clan camorristico denominato “V.-G.”, storicamente attivo nell’area nord di Napoli, dapprima satellite del gruppo criminale dei D. L., quindi confluito nel cartello scissionista degli A. P., sino a diventare autonomo e potente clan dopo la sanguinosa faida del 2012-13 che ne ha segnato la vittoriosa contrapposizione agli A.-A..

In base alle investigazioni M. A., considerato capo dell’organizzazione camorristica “V. G.”, sebbene sottoposto al regime detentivo dell’art. 41bis O.P., ha mantenuto saldo il controllo dell’organizzazione e delle sue strategie di reinvestimento dei profitti delle relative attività delinquenziali in società operanti soprattutto (ma non solo) nel settore della vigilanza privata e in quello immobiliare.

L’espansione commerciale delle imprese riferibili al clan risulta proiettata anche nei settori d’impresa collegati all’emergenza sanitaria da COVID-19, risultando l’acquisizione di incarichi nel campo della sanificazione.





Organici alle cosche della ‘ndrangheta, ma percettori anche del reddito di cittadinanza

 

Oltre cento ‘ndranghetisti organici alle maggiori cosche sono riusciti a ottenere il reddito di cittadinanza. A scoprirli è stata la Gdf di Reggio Calabria, con l’operazione “Mala civitas”.  Sono 101 ‘ndranghetisti organici alle maggiori cosche della provincia, con ruoli gerarchici diversificati al loro interno, pur nella comune consapevolezza della necessità che le limitate risorse pubbliche a sostegno delle fasce deboli della popolazione giungano effettivamente a chi più ne ha bisogno, hanno comunque indebitamente richiesto ed ottenuto il reddito di cittadinanza. Tra di loro, esponenti anche di spicco delle più note famiglie di ‘ndrangheta operanti nella piana di Gioia Tauro o delle potenti ‘ndrine reggine dei T. e dei S. Altri invece, sono capibastone delle maggiori cosche della Locride. Anche i figli del “Pablo Escobar italiano”, noto ai “compari” della ’ndrangheta come “Bebè”, al secolo R. P., unanimemente considerato dagli investigatori italiani e statunitensi come uno dei più grandi broker mondiali di cocaina e che si faceva vanto di pesare i soldi anziché contarli, figurano tra gli indebiti percettori della misura; e pensare che uno di essi, il figlio maggiore Alessandro, oltre ad essere sposato con la figlia di uno dei maggiori produttori mondiali colombiani di cocaina, è stato anche condannato in via definitiva per l’importazione di svariati quintali di stupefacente in Italia.

Le indagini svolte dai finanzieri hanno inizialmente interessato una platea di oltre 500 soggetti gravati da pesanti condanne passate in giudicato, per reati riferibili ad associazione di stampo mafioso e si sono concluse con il deferimento all’Autorità Giudiziaria di Reggio Calabria, Locri, Palmi, Vibo Valentia e Verbania di 101 soggetti richiedenti la percezione delle pubbliche provvidenze e di ulteriori 15 sottoscrittori delle richieste irregolari. Sono stati tutti inoltre segnalati all’INPS per l’avvio del procedimento di revoca dei benefici ottenuti, con il conseguente recupero delle somme già elargite che ammontano a circa € 516.000,00; nel contempo, sarà conseguentemente interrotta l’erogazione del sussidio che avrebbe altrimenti comportato, fino al termine del periodo di erogazione della misura, un’ulteriore perdita di risorse pubbliche di oltre 470.000,00 di euro. Il risultato conseguito, caratterizzato in questo periodo da una diffusa richiesta di sussidi pubblici per sopperire alle difficoltà connesse alla pandemia da Covid19 in atto, testimonia l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’azione sviluppata nelle attività di servizio dalla Guardia di Finanza, che opera costantemente allo scopo di assicurare che le misure di sussidio apprestate dallo Stato siano effettivamente destinate alle fasce più deboli e bisognose della popolazione e non siano invece preda di individui disonesti ed irrispettosi delle leggi.





Produzione vinicola, l’stat certifica una netta flessione

 

 

Il 2019 si è rivelato un anno decisamente negativo per la produzione di vino. Dopo l’exploit del 2018, quando la produzione è aumentata del 24,2% in volume e del 41,2% in valore, nel 2019 si è registrato un consistente ridimensionamento dei volumi (-12,1%) e dei valori produttivi (-17,5%). E’ la fotografia scattata dall’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2019. 

La contrazione ha risentito degli andamenti climatici non favorevoli del periodo primaverile. Per contro, il prolungato periodo estivo caldo e asciutto ha consentito la maturazione delle uve con un notevole tasso zuccherino, che ha favorito una qualità dei vini medio-alta, soprattutto nelle zone dove si è potuta ritardare la vendemmia. Ciò ha permesso di mantenere inalterata la quota di vini a denominazione d’origine e di salvaguardare lo sforzo messo in atto dai produttori italiani negli ultimi anni per elevare e mantenere gli standard di qualità della nostra produzione vinicola. La riduzione del volume di produzione non ha impedito all’Italia di confermarsi il primo produttore mondiale di vino davanti a Francia e Spagna. 

L’annata 2019 è stata negativa anche per la frutta (-6,6% della produzione in volume e -12,6% in valore). Il comparto ha infatti pesantemente risentito degli effetti di agenti parassitari particolarmente aggressivi (invasione della cimice asiatica) e delle patologie connesse agli eventi climatici avversi (pioggia e freddo nella stagione della fioritura ed eccessivo aumento delle temperature nel periodo estivo). Molto negativo è stato l’andamento della produzione di pere (-34,6%), ciliegie (-14,6%), limoni (-9,7%), kiwi (-4,2%), mele (-4%) e di tutta la frutta secca. 

Il prodotto agricolo con la migliore performance nel 2019 è stato l’olio d’oliva, la cui produzione è cresciuta del 27,6% in volume e del 29,6% in valore, con un aumento dei prezzi alla produzione dell’1,6%. 

Il settore, che nel 2018 aveva subito un crollo produttivo di oltre il 25%, ha beneficiato dei primi effetti delle misure intraprese per il contrasto alla diffusione della xilella e della mosca olearia oltre che della congiuntura favorevole nell’alternanza tra annate di carica e scarica . Nel caso dell’olio i fattori climatici hanno inciso in modo diversificato nelle varie aree del Paese, risultando più favorevoli nelle regioni del Sud, meno esposte alle piogge e al freddo dei primi mesi dell’anno. A guidare la ripresa sono state infatti soprattutto Campania (+50,3%), Calabria (+48,9%) e Puglia (+36,6%).





Franceschini:“E’ brutto vedere i ragazzi con l’aperitivo senza mascherina”

 

“Si può tornare gradualmente a una vita normale, con prudenza, con il distanziamento, le mascherine. E’ brutto vedere i ragazzi con l’aperitivo senza mascherina come se tutto fosse finito. Non è tutto finito, serve prudenza”. Lo ha detto il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, nella registrazione della puntata di “Porta a porta” in onda stasera. “Sono stato – ha sottolineato – sicuramente tra i più prudenti nella fase più difficile, all’inizio. In questa fase credo che fosse giusto arrivare a una riapertura graduale e molto controllata”.

“Dobbiamo attaversare – così sempre Franceschini – una fase difficile, una specie di deserto, ma poi il turismo tornerà. Prima della crisi il turismo internazionale stava crescendo e tutti vogliono venire in Italia, è la prima meta più desiderata e stavamo discutendo di come gestire la crescita. Bisogna aiutare le imprese ad attraversare questa fase, intanto puntando sul turismo interno”.





Mattarella ricorda il sacrificio di Massimo D’Antona

 

“La memoria non può attenuare il dolore, ma trasmette un richiamo all’unità intorno ai valori più importanti della convivenza. Anche grazie a questa unità e ai principi democratici il nostro popolo è stato capace di sconfiggere il terrorismo e l’eversione”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario dell’attentato che uccise Massimo D’Antona.

“Massimo D’Antona era studioso di diritto del lavoro, un riformatore, un uomo del dialogo, consapevole della necessità di comporre i diversi interessi in campo e favorire così la crescita economica e civile, preservando la coesione della società – ricorda il Capo dello Stato -. I brigatisti lo scelsero come bersaglio della loro delirante strategia omicida proprio perché questo impegno di tessitura tra le Istituzioni e le formazioni sociali è quanto mai prezioso per irrobustire il tessuto della democrazia. Nella ricorrenza del vile agguato desidero unirmi nel ricordo alla moglie Olga, ai familiari, a quanti con Massimo D’Antona hanno condiviso ricerca, passione, lavoro. Ai suoi studenti e a tutti noi ha lasciato insegnamenti che è bene rammentare nell’affrontare le grandi trasformazioni del nostro tempo per evitare fratture sociali, in conformità alla nostra Costituzione”.





Landini (Cgil) alza la posta e chiede un nuovo Statuto dei Lavoratori

 

“Garantire le stesse tutele per tutti i rapporti di lavoro, in tutte le loro forme”. Con lo spirito del 20 maggio 1970, Maurizio Landini, lancia la proposta della Cgil: un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori. Nel 50esimo anniversario dello Statuto dei lavoratori, Landini, in un video pubblicato su Collettiva, ha sottolineato: “i vari governi che si sono succeduti negli ultimi 25 anni, allargando la precarietà, rendendo più facili i licenziamenti, nei fatti, hanno svuotato molto spesso di significato quello Statuto e quei diritti. Di fatto oggi le persone, pur lavorando gomito a gomito nello stesso lavoro, di fatto molto spesso non hanno gli stessi diritti e le stesse tutele”.

Landini ha poi spiegato che “la riunificazione dei diritti nel lavoro, il fatto che le persone nel lavoro debbano avere le stesse tutele e puntare al fatto che le persone si realizzino nel lavoro che fanno sono gli obiettivi della Cgil”. Per questo il sindacato guidato da Landini ha presentato in Parlamento una proposta di legge, raccogliendo nel Paese 1 milione e mezzo di firme, per un nuovo Statuto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Qualsiasi rapporto di lavoro che hai, partita Iva, lavoratore subordinato o autonomo – ha aggiunto – devi avere gli stessi diritti e le stesse tutele nel lavoro. Lo strumento della contrattazione collettiva, i contratti nazionali, le elezioni delle Rsu, la rappresentanza, debbano essere oggi garantiti attraverso la legislazione. E’ la legislazione che deve supportare una stagione nuova di diritti e di contrattazione in cui la dignità del lavoro ha la stessa dignità dell’impresa”.





La rabbia del Sindaco Sala: “A 8000 Comuni gli stessi soldi dati ad Alitalia”

 

"Il governo ha stanziato 3 miliardi "in totale per gli 8 mila Comuni italiani, non va bene, non esiste. Ma soprattutto a noi sindaci fa anche un po’ arrabbiare il fatto che la stessa cifra viene data ad Alitalia". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando del sostegno che il governo ha dato ai Comuni nell’emergenza Covid. "Noi dobbiamo fare politiche di welfare più potenti di prima - ha aggiunto -. Non possiamo immaginare di dare 3 miliardi ad Alitalia a fondo perduto e 3 miliardi a 8 mila Comuni e sindaci che sono sulle barricate". Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha anche annunciato una "battaglia a oltranza" per chiedere al governo che i Comuni virtuosi come Milano possano indebitarsi per sostenere la città in un momento di crisi come questo. "Io ho stima di Conte, l’ho detto più volte, però patti chiari e amicizia lunga. Io su questo farò battaglia a oltranza non certo per me ma per i milanesi".





Covid -19, sono 28 i nuovi casi nella Regione e 24 tra Roma e provincia

 

 

Sono 28 i nuovi casi positivi nel Lazio, di questi 24 tra Roma e provincia. La Asl Roma 2 ha 8 nuovi casi positivi, mentre la Asl Roma 1 ha 7 nuovi casi positivi. 3 nuovi casi per la Asl Roma 6, mentre la Asl Roma 5 osserva 4 nuovi casi positivi. La Asl Roma 4 ha 1 nuovo caso positivo come la Asl Roma 3. Passando alla situazione nel Lazio la Asl Frosinone non registra nuovi casi positivi o decessi come la Asl Rieti: positivi e nessun decesso. La Asl Latina ha 3 nuovi casi positivi, infine la Asl Viterbo: 1 nuovo caso positivo individuato tramite metodo integrato tra test sierologico e tampone drive in.

 





#Covid-19, Trump: "Incompetenza cinese ha causato strage nel mondo"

L’avere negli Stati Uniti il più alto tasso di infezioni da coronavirus a livello mondiale "lo considero, in un certo senso, una buona cosa perché significa che i nostri test sono molto meglio. Lo vedo come un distintivo d’onore". Lo dichiara alla stampa il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, al vertice di gabinetto post emergenza. "Qualche matto in Cina ha diffuso una dichiazione incolpando tutti tranne la Cina. Ma è stata l’incompetenza della Cina e nient’altro che ha causato questa strage in tutto il mondo", aggiunge.





Covid-19, il Pentagono non crede nel vaccino in tempi brevi e teme una seconda ondata di contagi

 

Mentre negli Stati Uniti continua a crescere il numero di  persone positive al coronavirus, così come il numero dei decessi, un documento del Pentagono mette in allarme su ciò che potrebbe succedere in futuro nel Paese e nel mondo. La Difesa Usa ritiene plausibile una seconda forte ondata di casi e prevede che un vaccino non sarà pronto prima dell’estate 2021.  Abbiamo una lunga strada davanti a noi - si legge nel testo pubblicato dal sito Task and Purpose - con la reale possibilità di una ripresa del contagio. Pertanto dobbiamo rifocalizzare la nostra attenzione nel riprendere missioni cruciali, lavorando alla necessaria preparazione nel caso dovesse esserci una ripresa importante del Covid-19 nel corso dell’anno". In virtù di queste previsioni, il Pentagolo sottolinea che è necessario mettere in campo una serie di azioni al fine di evitare uno scenario catastrofico come il precedente: un aumento dei test e della sorveglianza, maggiori capacità di tracciamento dei contagi e l’uso di un registro per tracciare e monitorare da vicino i risultati di coloro che sono stati infettati con COVID-19.   Per quanto riguarda il vaccino,la Difesa ipotizza un tempo necessario di 12-18 mesi, più di quello stimato dal presidente Trump che aveva detto: "Un vaccino entro fine anno". Secondo il documento del Pantagono, invece, è più realistico che non sarà disponibile prima dell’estate 2021. 





Ismea: la cambiale agraria e della pesca ha avuto un record di domande. Esauriti i fondi disponibili

 

Grande richiesta da parte delle imprese per la cambiale agraria e della pesca. “Dall’8 maggio – afferma l’Ismea – data in cui è stato possibile inoltrare le domande, a oggi sono state convalidate sul portale dedicato alla cambiale agraria e della pesca oltre 7.500 richieste, per un ammontare totale di gran lunga superiore alla dotazione stanziata di 30 milioni di euro”. 

È stata quindi decisa “la sospensione del portale. Tutte le domande ricevute saranno istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento dei 30 milioni” messi a disposizione dell’istituto per il mercato agricolo alimentare. 

Le numerose richieste “testimoniano l’esigenza di mettere a disposizione delle imprese agricole strumenti efficaci, a zero burocrazia e in grado di fornire un ristoro immediato a quelle più colpite dalla crisi di liquidità dovuta al prolungato lockdown”. 

“È un successo che supera le nostre previsioni – sottolinea il direttore generale dell’Ismea, Raffaele Borriello – confermando che la cambiale agraria e della pesca è uno strumento che in questa fase può dare un contributo importante per la liquidità delle imprese. Dall’incontro con le aziende che hanno firmato le prime cambiali insieme alla ministra Bellanova è emersa la necessità di azzerare la burocrazia. Su questo l’Ismea si sta impegnando fin dalle prime ore dalla diffusione del coronavirus”.





Alitalia riprende in voli per l’Italia e l’estero. Ecco le destinazioni

 

Dal 2 giugno Alitalia ripristina i collegamenti non-stop tra Roma e New York, i voli con la Spagna (Roma-Madrid e Roma-Barcellona) e quelli tra Milano e Sud Italia. Lo annuncia una nota della compagnia precisando che si effettuerà il 36% di voli in più rispetto a maggio rendendo operative 30 rotte da 25 aeroporti, tra i quali 15 in Italia e 10 all’estero.  In particolare, da Milano Malpensa Alitalia effettuerà, oltre agli 8 servizi giornalieri con Roma Fiumicino, due voli quotidiani andata e ritorno con Bari, Catania e Palermo (salvo eventuali proroghe delle restrizioni al trasporto aereo da e per la Sicilia attualmente in vigore) e 4 collegamenti al giorno in Continuità Territoriale con Cagliari, Alghero e Olbia.  

Da Roma, dopo aver già aumentato i collegamenti con Cagliari (da 4 a 6 al giorno), la nostra compagnia di bandiera incrementerà, dal 21 maggio, anche i voli con Catania e Palermo (da 6 a 8 al giorno) e, nel mese di giugno, collegherà l’hub di Fiumicino con Alghero, Bologna, Bari, Genova, Lamezia Terme, Milano, Napoli, Olbia, Pisa, Torino, Venezia e, all’estero, con Barcellona, Bruxelles, Francoforte, Ginevra, Londra, Madrid, Monaco, Parigi e Zurigo, oltre a New York.  

Nei mesi di giugno e luglio Alitalia proseguirà anche le operazioni cargo con la Cina che finora hanno consentito di importare in Italia oltre 70 milioni di mascherine protettive e altro materiale sanitario (respiratori, guanti, occhiali e camici) necessario per la gestione dell’emergenza Covid-19.  

Dopo i 15 collegamenti operati fra marzo e aprile e i 24 che saranno complessivamente effettuati a maggio, la compagnia ha programmato altri 25 servizi cargo per il mese di giugno. In collaborazione con l’Unità di Crisi della Farnesina continua anche il programma di voli speciali per il rimpatrio di connazionali bloccati all’estero anche da aeroporti non serviti abitualmente da Alitalia. La Compagnia sta predisponendo per i prossimi giorni nuovi collegamenti con l’Argentina.  

Tutti i voli passeggeri Alitalia vengono operati utilizzando meno della metà dei posti disponibili a bordo, al fine di rispettare le attuali disposizioni di legge sul mantenimento del distanziamento minimo.





Ue, l’Austria, la Danimarca, i Paesi Bassi e la Svezia dicono "no" al Recovery Fund e fanno una proposta alternativa

 

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha annunciato che Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia presenteranno una controproposta al piano Merkel-Macron. "Vogliamo essere solidali con gli Stati che sono stati colpiti duramente dalla crisi - ha detto al quotidiano "Oberösterreichischen Nachrichten" -, ma riteniamo che la strada giusta siano mutui e non contributi". Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "Certi Paesi non capiscono la sfida storica. La proposta francese e tedesca per un Coronavirus Recovery Fund da 500 miliardi di euro rappresenta un passo coraggioso e significativo verso una risposta comune dell’Unione europea alla pandemia che ha devastato il continente - replica il premier italiano -. Ma è anche solo questo: un passo. Se vogliamo superare questa crisi insieme, in quanto unione di interessi e valori comuni, è necessario fare molto di più. Alcuni Paesi dell’Ue continuano a fare pressioni per un bilancio business-as-usual e un Recovery Fund modesto, con una percentuale trascurabile di sovvenzioni. Sono fermamente convinto che la loro posizione rifletta l’incapacità di comprendere le sfide storiche che affrontiamo".





Bonafede e il Governo sono salvi. Bocciate le mozioni di sfiducia

 

L’Aula del Senato ha bocciato entrambe le mozioni di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Per quanto riguarda il documento presentato dal centrodestra i voti a favore sono stati 131, 160 i contrari, un astenuto. Mentre per quanto riguarda la mozione presentata da +Europa i contrati sono stati 158 no, i sì 124 sì, 19 astenuti. Il Governo, dunque, è riuscito a ricomporre la sua maggioranza, entrata in fibrillazione sulle questioni legate alla Giustizia e soprattutto sulle condotte del Guardasigilli del M5S. A segnare questa giornata in senso positivo per il Governo era stato l’intervento dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che, intervenendo a Palazzo Madama, aveva escluso, voti di sfiducia nei confronti di Bonafede, pur mantenendo le critiche alle condotte del Guardasigilli.  "Se votassimo come lei ha votato nei confronti dei membri dei nostri governi – ha detto in Aula Renzi - lei oggi dovrebbe andare a casa. Ma noi non siamo come voi. Mi auguro che questa vicenda la possa far riflettere dal punto di vista personale e possa far riflettere i colleghi del Movimento 5 Stelle", ha aggiunto. "Riconosciamo al centrodestra e alla senatrice Bonino di aver posto temi veri, le vostre mozioni non erano strumentali. Non le voteremo per motivi politici, in primis per ciò che ha detto il presidente del Consiglio. Il premier ha detto con chiarezza che se ci fosse stato un voto di una parte della maggioranza contrario all’operato del ministro o favorevole alle mozioni di sfiducia, ne avrebbe tratto le conseguenze politiche. Quando parla il presidente del Consiglio, si rispetta istituzionalmente e si ascolta politicamente", ha aggiunto. "Io credo che lei si assuma una responsabilità, signor presidente del Consiglio, ma noi la seguiamo", ha detto rivolgendosi a Giuseppe Conte.  Anche il Pd ha confermato, pur se con mille critiche e mal di pancia, la fiducia al Governo ed al ministro della Giustizia. Compatto il M5S, con i soli voti contrari degli ex Giarrusso e Paragone, che si sono manifestamente schierati con le destre. "Sono soddisfatto, ora al lavoro", ha commentato il ministro della Giustizia. "Ho sempre rigettato l’idea di una giustizia divisa tra giustizialismo e garantismo - ha aggiunto - . La stella polare è la Costituzione. Importante che maggioranza abbia trovato sintesi". 





Conte: “Non è il tempo dei party”

 

"Grazie a voi italiani, ma non è finita, chiariamolo, non è il tempo dei party e della movida, altrimenti la curva risale". Così il premier Giuseppe Conte ha risposto, lasciando il Senato, ad un’anziana che lo ringraziava "a nome dell’Italia" per l’impegno di questi mesi. "Abbiamo tolto l’autocertificazione perchè la curva era sotto controllo ma nessuno pensi che sono saltate le regole di precauzione". Poi il ministro degli Affari Regionali, Boccia: "Abbiamo vinto la prima battaglia col virus e rimesso il paese in sicurezza. L’indice di contagiosità R0 è passato da 3,5-4 a 0,5. Da questo patrimonio ripartiamo" nella Fase 2. Un Paese che si rimette in cammino non poteva che avere Regioni più autonome su cosa riaprire e quando. Abbiamo detto (dal governo, ndr) ’potete aprire a condizione che’, non ’dovete riaprire’. Ogni regione si assume la responsabilità di riaprire gradualmente, di riaccendere quello che era stato spento. Potrebbero esserci Regioni, ci sono già, che decidono di riaprire qualche giorno dopo alcune attività. Mi pare saggio. Non vince la fretta, ma la valutazione saggia dei numeri". 

 





#Covid-19, Italia: registrati altri 161 decessi, calano ancora i ricoveri

 

Altre 161 persone sono morte in un giorno a seguito di contagio da coronavirus, portando il numero complessivo a 32.330 deceduti. E’ quanto riferisce la Protezione Civile. Continua la riduzione dei contagi attualmente accertati, che sono 62.752, 377 in meno rispetto a ieri, così come è in discesa il numero dei degenti nei reparti ospedalieri non di terapia intensiva, dove al momento sono ricoverate 9.624 persone (-367), e anche nelle terapie intensive, dove si trovano 676 degenti, in diminuzione di 40 persone in un giorno. Altri 52.452 pazienti, invece, sono in quarantena. Continuano ad aumentare le persone dichiarate guarite, che al momento sono 132.282, di cui 2.881 nelle ultime 24 ore. Contando anche i guariti e i deceduti, il Covid-19 ha colpito finora 227.364 persone (+665). Sono 3.171.719, infine, i tamponi effettuati finora su 2.038.216 persone.