Appalti pilotati nella sanità siciliana, dieci arresti è c’è anche il Commissario Covid. Giro di affari illegali di oltre 600 milioni di euro

 

Nei confronti di G. T. (cl. 59 di Catania) e di G. D. M. (cl. 57, originario di Polizzi Generosa (PA) - ingegnere e membro di commissione di gara) è stata invece applicata la misura del divieto temporaneo di esercitare attività professionali, imprenditoriale e pubblici uffici.

Con il medesimo provvedimento il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di 7 società, con sede in Sicilia e Lombardia, nonché di disponibilità finanziarie per 160.000 euro, quale ammontare allo stato accertato delle tangenti già versate: le tangenti promesse ai pubblici ufficiali raggiungono, però, una cifra pari ad almeno Euro 1.800.000.

Le complesse indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria delle fiamme gialle palermitane – svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti, videoriprese, esami documentali e dei flussi finanziari -  hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di un centro di potere composto da faccendieri, imprenditori e pubblici ufficiali infedeli che avrebbero asservito la funzione pubblica agli interessi privati, in modo da consentire di lucrare indebiti e cospicui vantaggi economici nel settore della sanità pubblica.

Le articolate fasi del sistema corruttivo ruotavano intorno alle gare indette dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana e dall’ASP 6 di Palermo, disvelando le trame sottese all’accaparramento di appalti milionari del settore sanitario siciliano.

Nello specifico sono state analizzate 4 procedure ad evidenza pubblica interessate da condotte di turbativa, aggiudicate a partire dal 2016, il cui valore complessivo sfiora i 600 milioni di euro, aventi ad oggetto:

Le spregiudicate condotte illecite garantivano l’arricchimento personale dei pubblici ufficiali infedeli e dei loro intermediari, mediante l’applicazione di un tariffario che si aggirava intorno al 5 % del valore della commessa aggiudicata.

Gli operatori economici vincitori delle gare, importanti società di livello nazionale, erano consapevoli e partecipi delle dinamiche criminali, dalle quali traevano un vantaggio che avrebbe remunerato nel tempo il pagamento delle tangenti.

Lo schema illecito, ricostruito dagli specialisti anticorruzione del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia

Economico - Finanziaria, appariva consolidato:

Le condotte scorrette emerse nel corso dello svolgimento delle procedure turbate riguardano:

I pagamenti delle tangenti in alcuni casi avvenivano con la classica consegna di denaro contante nel corso di incontri riservati, ma molto più spesso venivano invece mimetizzati attraverso complesse operazioni contabili instaurate tra le società aggiudicatarie dell’appalto e una galassia di altre imprese, intestate a prestanomi, ma di fatto riconducibili ai faccendieri di riferimento per i pubblici ufficiali corrotti.

Per rendere ancora più complessa l’individuazione del sistema criminale approntato, gli indagati si erano spinti fino alla creazione di trust fraudolenti, con l’obiettivo di schermare la reale riconducibilità delle società utilizzate per le finalità illecite.

Il patto criminale veniva poi ulteriormente cementato grazie alle continue e sistematiche interlocuzioni che erano necessarie per gestire tutte le fasi attuative dei contratti la cui durata era ovviamente pluriennale.

L’odierna attività evidenzia, ulteriormente, il perdurante impegno della Guardia di Finanza, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, per il contrasto della corruzione e delle più gravi forme di reato contro la Pubblica Amministrazione che sottraggono alla collettività risorse pubbliche, incidendo pesantemente anche sulla qualità dei servizi forniti ai cittadini, soprattutto in un settore delicato come quello della sanità.





Prezzi, sui rincari l’allarme delle associazioni dei consumatori

 

Allarme dei consumatori sui rincari dei prezzi. Lo stop di oltre due mesi ora pesa anche sui listini di diversi bar e parrucchieri, dove il caffé è arrivato a costare in alcuni casi anche il 53% in più mentre il taglio di capelli e la messa in piega sono aumentati del 25%. "Stiamo ricevendo decine di segnalazioni", spiega il Codacons. In testa alla classifica degli aumenti ci sono i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo il prezzo di caffè e cappuccino: al centro di Milano, dove il prezzo medio di un espresso è 1,30 euro, si arriva fino a 2 euro (+53,8%). A Roma (1,10) fino a 1,5 euro (+36,3%). A Firenze (1,40) fino a 1,7 euro (+21,5%). Anche i parrucchieri, in base alle segnalazioni, hanno aumentato i listini, con rincari per shampoo, messa in piega, taglio, e altri trattamenti. In base ai costi medi nelle grandi città, il prezzo di un taglio passa da una media 20 a 25 euro (+25%), ma con punte che arrivano al +66%, dove secondo una segnalazione a Milano il taglio donna in un salone è passato da 15 a 25 euro. Unc, ad aprile top rincari per frutta,verdura, burro. 
 A fronte di un’inflazione che nel mese di aprile ha registrato una variazione nulla su base tendenziale e dello 0,1% su base mensile, i prezzi della verdura sono aumentati in media del 6,9% quelli della verdura del 3,7% come le patate, il pane confezionato dell’1,7%, la farina è rincarata dell’1,5%. E’ quanto emerge da un’elaborazione sui dati Istat dell’Unione nazionale consumatori che ha elaborato la top ten dei rincari. I prezzi dei detergenti e prodotti per la pulizia della casa sono aumentati dell’1,6%, le uova dell’ 1,3% (+3,1% annuo), il latte conservato dell’ 1,2% altri prodotti medicali come i disinfettanti in decima posizione, dell’1%. "Non è un caso se l’Antitrust ha avviato un’indagine preistruttoria sull’andamento dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità, detergenti e disinfettanti. Certo per questi prodotti si è registrato un aumento della domanda, ma questo non può spiegare incrementi dei prezzi così elevati, specie se si considera che si tratta di dati medi e che molti commercianti e supermercati hanno responsabilmente tenuto fermi i listini" afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo l’Unione consumatori inoltre "alcuni centri estetici e parrucchieri avrebbero introdotto un contributo extra, una sorta di tassa di solidarietà per le varie spese aggiuntive, come quelle di sanificazione. 





Coronavirus, nel mondo i contagi volano a 5 milioni

Le persone contagiate dal coronavirus in tutto il mondo sono 5.000.038, secondo il conteggio effettuato dalla Johns Hopkins University. Primi per contagi gli Stati Uniti con oltre 1,55 milioni di casi, segue la Russia con 308.705 e il Brasile con 291.579. I decessi legati alla pandemia globale del Covid-19 sono 328.172 (93.439 negli Stati Uniti).





Il ministro Boccia avverte: “Non ci sarà mobilità tra le Regioni a rischio”

 

"L’ipotesi di programmare le riaperture interregionali dal 3 giugno è stata ufficializzata ma a condizione che si rispettino i dati del monitoraggio: se una regione è ad alto rischio è evidente che non può partecipare alla mobilità interregionale". Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in audizione alla Commissione Federalismo fiscale della Camera. "Un paese che si rimette in cammino non poteva non avere regioni più autonome nel decidere su cosa aprire e in quanto tempo. Il governo centrale - spiega ancora il ministro - ha dato la facoltà non l’obbligo: non abbiamo detto ‘dovete aprire’, abbiamo detto ‘potete aprire a condizione che’. Autonomia significa responsabilità, ogni regione si assume la responsabilità di riaccendere gli interruttori con gradualità". Per Boccia "è inevitabile che ci siano regioni che decidono di riaprire alcune attività qualche giorno dopo - ha aggiunto -. In una vicenda come questa non vince la fretta ma la valutazione saggia dei numeri e nessuno deve avere fretta".





La denuncia di Confesercenti: "Dal Decreto rilancio, misure a pioggia ma mercati e turismo all’asciutto"

 

Il decreto rilancio “segna un deciso passo in avanti nelle risorse e nel numero degli interventi a sostegno delle imprese” ma “nonostante le tante misure, anche a pioggia, il settore turistico e il commercio ambulante rimangono ancora all’asciutto”. Lo afferma la Confesercenti, sottolineando che “resta inoltre la responsabilità civile e penale del datore di lavoro, anche se a posto con gli adempimenti di sicurezza: una stortura da correggere subito”. 

“Da una prima analisi del testo bollinato – dicono i commercianti – le risorse mobilitate a favore delle imprese di minori dimensioni sono circa 12 miliardi di euro, poco meno di un quarto del totale. Nel decreto ci sono diversi interventi da noi richiesti, dagli indennizzi a fondo perduto alle misure di sostegno per gli affitti, per la sanificazione e per i pubblici esercizi, anche se si tratta spesso di misure a pioggia, mentre avremmo preferito un approccio più mirato. È il caso degli affitti: il plafond di 1,3 miliardi per il credito d’imposta potrebbe infatti essere insufficiente per la platea potenziale”. 

Perplessità anche sul fronte turismo. Il settore “ha sofferto prima di tutti l’impatto del coronavirus e presumibilmente lo sconterà più a lungo. Ma a parte i due miliardi di euro previsti per il bonus vacanza, per le imprese ricettive, le agenzie di viaggi e gli altri operatori della filiera ci sono solo poche centinaia di milioni. Al palo anche le imprese del commercio ambulante, che non si vedono annullare tasse e canoni di occupazione del suolo pubblico, neppure in caso di fermo dell’attività”. 

C’è poi, aggiunge la Confesercenti, “una crescita della complessità burocratica delle norme sul lavoro. Il blocco dei licenziamenti tutela (forse) i lavoratori, ma è impensabile che sia esteso anche a chi sta cessando l’attività. L’iter autorizzativo delle istanze per ottenere le prestazioni del Fis si complica notevolmente rispetto alla legge di conversione del Cura Italia, mentre le nuove procedure per la cassa integrazione guadagni in deroga sono una doccia fredda: l’obiettivo, apprezzabile, è velocizzare l’arrivo del trattamento di integrazione salariale ai lavoratori, ma si rischia di creare ulteriori complessità. Poco chiaro anche il meccanismo sulla riduzione dell’orario di lavoro a retribuzione invariata”.





Associazione Calciatori: un candidato da "urlo" alla presidenza, Marco Tardelli

 

L’ex campione del mondo punta al vertice per riportare chiarezza  

 

di Maurizio Pizzuto

 

Marco Tardelli, leggenda del calcio italiano ufficialmente è candidato alla presidenza AIC, l’Associazione Italiana dei calciatori,  oggi intenzionato a diventare leader del movimento dei calciatori. "Ho la voglia di riportare l’Assocalciatori -dice- ad avere potere nel mondo del calcio, i calciatori oggi non hanno più potere, molti non sono interessati neanche a essere tesserati. Io ero abituato a Sergio Campana, i giocatori di oggi devono quello che hanno a lui".

-Tardelli, lei da tempo sta sfidando Tommasi…..

“Sfidando no. Ho incontrato Tommasi sei sette volte, l’ho incontrato cinque sei mesi fa, per cercare di capire cosa voleva fare, lui e gli altri, se mi appoggiava o meno, poi non pretendo il suo appoggio assolutamente, voleva fare il candidato unico, io gli dissi perché non potevo essere io il candidato unico, mi sembrava di aver fatto qualcosa nel calcio, di poter accontentare bene l’associazione calciatori, ma la realtà è che lì sono una casta. Stanno facendo delle stronzate. Secondo me anche sbagliate, e quando fai delle cose assolutamente eticamente sbagliate, se vuoi rispetto dagli altri devi farle tu prima le cose eticamente corrette, e allora siamo andati, non allo scontro, perché non me ne frega niente. Io ho solo fatto delle richieste che loro non mi hanno mai dato, come la chiarezza del bilancio. Queste cose qua in sostanza. Allora vado avanti per la mia strada, sto cercando di lottare anche se è molto difficile, perché loro hanno tutti questi rappresentanti di regione, che fra l’altro anche li democrazie nel senso di democrazia….i rappresentanti delle regioni sono pagati dall’associazione calciatori, cioè anche da me e vanno a fare campagna elettorale appresso …, e questa è una cosa molto sbagliata, però si possono cambiare le cose se solo si riesce ad entrare, altrimenti è difficile.

-Una situazione che si e un po’ incancrenita all’interno dell’associazione calciatori?

Si è incancrenita da parte loro. La cosa che hanno fatto è che hanno telefonato alla Rai, questo Grazioli, che io non potrei fare, non potrei parlare dell’associazione, perché sarebbe campagna elettorale. E invece quando poi loro vanno alla radio, parlano tranquillamente, vanno alla televisione, anche qui parlano tranquillamente. Sono un po’ stupidi, vuol dire che hanno anche un po’ di paura.

-Qual è l’accusa principale che contesta alla gestione Tommasi?

La chiarezza. Proprio così, la chiarezza. Voglio sapere cosa prendono, voglio sapere cosa hanno fatto in questi anni, perché non mi sembra abbiano fatto chissà che cosa, quello che è stato fatto dall’associazione calciatori è stato fatto da Campana, tanti anni fa. Poi ditemi se vi ricordate una cosa che ha fatto di importante l’associazione calciatori negli ultimi dieci anni. Una, una importante. Specialmente in questa fase: quando parliamo di calciatori non pensiamo solo ai calciatori di serie a con degli stipendi importanti, ma anche a calciatori che hanno problemi esistenziali serie e di non poco conto…Certo, le leghe minori. Le leghe minori oggi sono in grande difficoltà e io mi permisi di dire che nel bilancio c’era un fondo di assistenza di mutuo soccorso dove loro probabilmente con un pochino di più generosità, e senza aver bisogno di altri, avrebbero potuto dare una mano lo stesso.

-Cosa che invece non hanno mai fatto?

No. Hanno istituito un fondo di solidarietà, credo di un milione ma non ne sono certo, che però dipende dall’inserimento di soldi da parte delle leghe, che non mi sembrano molto disposte a fare questo.

Se lei dovesse essere eletto cosa farebbe al loro posto?

Adesso non si può fare nulla. Si può fare si può solo aspettare cosa succede dopo il Coronavirus, capire cosa succederà dopo l’assemblea e poi vedere di pensare a delle cose importanti. Chiedere ai diretti interessati, riuscire a parlare con i giocatori, per capire meglio quali sono le criticità e i problemi prioritari da affrontare e da risolvere. E poi sviluppare tutte queste cose. Però serve farle seriamente.

-Abbiamo saputo che ci sono molti calciatori che non hanno rinnovato la propria adesione o iscrizione all’Asso calciatori

Questa è una brutta cosa. Guardi, non so se è vero o meno, perché io non posso entrare a vedere cosa succede nell’Asso Calciatori, e questo mi dà un po’ fastidio perché io sono un iscritto all’associazione. Si dice, si dice così, non c’è più unità e questo è un peccato. Bisogna ritrovare con i calciatori una unità di intenti, di cui ha bisogno un forte sindacato. Altrimenti diventa tutto molto difficile Ma se questo è avvenuto è perché probabilmente ci sono stati degli errori.

-Diciamo che è stata una gestione non proprio oculata questa dell’Associazione Calciatori?

Non lo so. Non lo so. Io ho solo chiesto la chiarezza. Poi vedremo. Se col tempo riusciremo a capire delle cose, solo allora si potrà dire se è stata allegra oppure no. Io questo non l’ho detto. Io ho sempre detto che voglio solo chiarezza. Loro mi hanno accusato di sciacallaggio. Soprattutto Calcagno. Io invece non ho detto niente anche se si sanno alcune cose. Su un giornale è venuta fuori una notizia abbastanza forte, e quindi di conseguenza vediamo. Io non ho mai detto che hanno fatto una cattiva gestione, che hanno fatto delle scorrettezze, Ho detto solo che i calciatori avrebbero bisogno di capire e che l’Asso Calciatori dovrebbe essere più chiara.

-Cosa può dirci dell’attuale bilancio ufficiale di Assocalciatori ?

Il bilancio dell’Associazione calciatori io l’ho visto, ma vorrei poter vedere le voci, esaminare voce per voce, del bilancio. Che non ci sono, mi pare di capire.

- Quanto paga un calciatore per poter essere iscritto all’Associazione

Guardi io credo che ci siano diverse e diverse situazioni, la Lega dilettanti paga di meno, ci sono varie differenziazioni.

-Una media di 100 euro in su?

Caso mai da cento euro in giù.

-Ci dicono che i calciatori che vengono fotografati e poi riproposti sugli album dei calciatori della Panini non percepiscono nessun diritto all’immagine. È vero?

Non c’è più quella gestione dell’Associazione calciatori, perché oggi la gestione è condivisa con la lega, da diversi anni, sicché noi siamo dipendenti della lega. Sto parlando della lega calcio, perché sono loro che hanno preso la gestione, poi dividono, assolutamente la cifra, ma questo problema ormai non è più nostro. E questo secondo me e stato un grosso errore.

- Parliamo del calcio, pare sia stato rinviato tutto al 14 giugno, che scenario lei prevede?

Non lo so. Non lo so sinceramente perché ce una grande confusione. Io credo che si possa ripartire, facendo un po’ di chiarezza, perché se i medici non sono d’accordo, il protocollo non è abbastanza sicuro, e via di questo passo, no, non lo so. La speranza mia è che credo si debba ripartire, perché diciamolo- c’è una certezza assoluta per i giocatori, ma ci deve essere per tutti la certezza. Noi sappiamo, tutte le componenti sanno che si può ripartire o che si deve ripartire, ma tutte le componenti devo essere protette. Io penso che non possano essere attaccati i medici, non possono essere attaccati i club. I Club prima erano d’accordo, adesso non sono più d’accordo. Non c’è una grande unità di intenti o compattezza in questo mondo del calcio in questo momento. Addirittura, ci sono alcuni giocatori, come dice il ministro Spadafora, si mettono in contatto con il ministro tramite i social, perché gli vogliono parlare, magari non vogliono iniziare e ripartire, C’è insomma come ben può capire bisogno di chiarezza, una chiarezza che va fatta: I giocatori sono pronti a ripartire, ma sono anche i più esposti e quelli che rischiamo più degli altri, quindi coraggiosi. Ecco perché ripeto, serve una grande chiarezza su tutto.

- E cosa pensa del taglio degli stipendi dei giocatori?

Il taglio degli stipendi, alcune società lo hanno già fatto, altre non lo hanno ancora fatto. Io credo che possa anche avere una certa logica questo taglio, però credo che proprio in questo taglio avrebbero dovuto spostare qualcosa vero le categorie dei più deboli. Era quello che il discorso che facevo io dei fondi dell’assistenza di mutuo soccorso, cosa che c’è già nello statuto dei calciatori. Se l’Associazione dei calciatori avesse detto “Io metto diciamo cinque milioni, vagliamo i giocatori, attenti che ci sono giocatori che prendono 1500 euro al mese, o anche 2000 euro al mese, qualcuno 2500, e una parte di quelli che sono stai usati dai grandi giocatori, forse andavano messi in questo fondo, per aiutare queste altre categorie. Mi sembrava può logico fare così.

-Tardelli, ma con tutto questo caos, non le conveniva continuare a fare l’allenatore anziché fare sindacato?

Io mi sono dedicato al sindacato sempre. Naturalmente faccio sindacato anche perché ho voglia di capire alcune cose. Ho voglia di cercare di difendere anche i calciatori più deboli. Però bisogna essere tutti insieme, altrimenti diventa difficile.





Btp Italia da record. 22 miliardi di ‘incassi’, una cifra mai toccata

 

E’ record per il Btp Italia destinato a finanziare le spese per l’emergenza covid. Dopo una domanda da parte degli istituzionali, che ha ampliamente superato i 19 miliardi al termine della giornata a loro dedicata, secondo fonti di mercato il Tesoro ha assegnato il titolo indicizzato all’inflazione per un ammontare di 8,3 miliardi. Sommato ai 14 miliardi dei risparmiatori, il valore del nuovo Btp italia arriva a superare i 22 miliardi, una cifra mai toccata nelle precedenti emissioni.





Dl liquidità, oltre 300mila domande al Fondo di Garanzia

 

Sono 303.714 per un importo di euro 13.847.253.497,96 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia tra il 17 marzo ed il 20 maggio. Lo comunicano il ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale. Di queste 301.240 sono ai sensi del decreto Cura Italia e Liquidità per un importo di euro 13.592.370.702,78.  Tra le più di 301mila domande ai sensi del decreto liquidità, spiega ancora la nota del Mise e del Mediocredito centrale 271.314 operazioni sono riferite a finanziamenti fino a 25 mila euro, con copertura al 100% per un importo finanziato di euro 5.670.422.792,85, per i quali l’intervento del Fondo è concesso automaticamente e possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Inoltre sono 208 le operazioni di riassicurazione con copertura al 100% per finanziamenti di durata fino a 72 mesi; 32 le operazioni con copertura del garante fino al 100% e copertura la 90% del Fondo; 5.077 le operazioni di garanzia diretta con copertura al 90% per finanziamenti di durata fino a 72 mesi; 12.373 le operazioni di garanzia diretta, con percentuale di copertura all’80%; 6.770 le operazioni di riassicurazione, con percentuale di copertura al 90%; 1.953 quelle di rinegoziazione e/o consolidamento del debito con credito aggiuntivo di almeno il 10% del debito residuo e con incremento della percentuale di copertura all’80% o al 90%; 135 riferite a imprese small mid cap con percentuale di copertura all’80% e al 90%.





Boom della cassa integrazione. L’Inps ha autorizzato 772 milioni di ore ad aprile

 

L’Inps ha autorizzato ad aprile oltre 772 milioni di ore di cassa integrazione ad aprile con una crescita del 2953% rispetto allo stesso periodo del 2019. Lo si legge nell’Osservatorio sulla cassa integrazione da quale emerge il boom della cassa ordinaria (+9.509%) e di quella in deroga (+239.056%) legate all’emergenza Covid e un calo della straordinaria (-30,3%). l’Inps sottolinea che il 98% delle ore autorizzate è con causale Covid 19.

L’Inps ha ricevuto a marzo 144.203 domande di disoccupazione con un aumento del 37,2% rispetto a marzo 19. Lo si legge all’Osservatorio dell’Inps sulla cassa integrazione. Una parte consistente delle persone che hanno chiesto il sussidio nel mese ha perso un posto di lavoro stagionale o a termine. 

L’Inps ha pagato oggi l’indennità di 600 euro per i lavoratori autonomi per aprile prevista dal decreto Rilancio a 1,4 milioni di persone mentre intende concludere l’operazione pagando 400.000 indennità domani e altri due milioni entro lunedì- Lo fa sapere l’Istituto con una nota. Allo scopo di favorire la tempestività di liquidazione della seconda rata dell’indennità - si legge - il pagamento è stato effettuato attraverso il medesimo strumento di riscossione utilizzato per il pagamento della rata di marzo.





Zone Rosse fuori dal Fondo Covid-19. La protesta di Regioni e Comuni

 

Le Regioni e i Comuni protestano per l’esclusione dal Fondo per l’emergenza Convid-19, messo in campo dal Governo, delle cosiddette zone rosse. Durissima la reazione dell’Assessore al Turismo della Regione Campania, Corrado Mattera: "Le ex zone rosse dal Fondo dedicato alle aree interessate dalla particolare gravità dell’emergenza CoViD-19, di cui - a seguito della rettifica - restano beneficiarie solo le 5 province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza. Una scelta inaccettabile nei confronti di territori che hanno sofferto e continuano a soffrire per gli effetti di un’emergenza che, oltre che sanitaria, è sociale ed economica. Un dietrofront del Governo senza alcuna motivazione, dopo settimane di discussione e sollecitazione sulla questione, accolta ufficialmente con la pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale. Difenderemo in tutti i modi e in tutte le sedi le ragioni dei nostri territori. Ora più che mai abbiamo bisogno di uno Stato solidale. L’economia è in ginocchio e il Governo deve infondere fiducia nei cittadini e non umiliarli con decisioni discriminanti. Chiameremo a responsabilità il Governo affinché ritorni sui suoi passi. L’Italia riparte solo se riparte assieme al Sud". Così in una nota l’assessore al turismo della Regione Campania, Corrado Matera




#Covid-19, Italia: registrati altri 156 decessi, totale sale a 32.486

 

Sono 156 le persone che, nell’arco delle ultime 24 ore, hanno perso la vita a causa del covid-19, portando a 32.486 i decessi dall’inizio dell’epidemia, e 9 Regioni riscontrano un numero di morti pari a 0. E’ quanto rende noto la Protezione Civile. Attualmente, i contagi accertati sono 60.960, in diminuzione di 1.792 unità. In aumento anche le guarigioni, 2.278 in 24 ore, per un totale di 134.560, aumento tuttavia in calo rispetto ai 2.881 registrati ieri. Scende ancora, inoltre, il numero dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive, che attualmente sono 640, 36 in meno rispetto a ieri. Complessivamente, il Covid-19 ha colpito finora 228.006 persone (+ 642), di cui 86.091 (+316) nella sola Lombardia.