Rifiuti, maxi-raccolta di Ama con 17mila tonnellate

 

 “Le attività di igiene urbana, compresa la raccolta dei rifiuti, anche attualmente sono svolte con regolarità su tutto il territorio comunale. Solo nel corso dell’ultima settimana (lunedì 18 – domenica 24 maggio), operatori e mezzi aziendali hanno raccolto e avviato a trattamento oltre 17.100 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Rispetto alla settimana precedente, sono state ben 360 in più le tonnellate di indifferenziato raccolte e avviate a trattamento”. Lo comunica Ama S.p.A. in una nota, anche in riferimento ad alcune notizie stampa. L’azienda spiega, ancora, che “è massima anche l’attenzione sul versante della raccolta differenziata sul territorio. In concomitanza con l’avvio della Fase 2, è stata ad esempio estesa da 5 a 12 ore non stop la presenza quotidiana sul territorio di 30 delle 32 piazzole attrezzate multi-frazione per la raccolta differenziata dislocate in I municipio – aggiunge Ama -. Il nuovo orario, dalle 7 alle 19 tutti i giorni dal lunedì al sabato, oltre a permettere una maggiore flessibilità nei conferimenti da parte dei residenti e limitare quindi gli assembramenti davanti alle postazioni, ha anche l’obiettivo di intercettare maggiori quantitativi di materiali da avviare a riciclo e assicurare standard di decoro sempre più elevati. Le piazzole sono tutte presidiate da operatori ecologici che orientano ai corretti conferimenti gli utenti”. “Purtroppo, subito dopo l’avvio della Fase 2, stiamo riscontrando – dichiara l’Amministratore Unico di Ama, Stefano Zaghis – l’accentuarsi di conferimenti scorretti, soprattutto ingombranti e sacchetti di rifiuti, oltre a imballaggi, in prossimità di cassonetti stradali fruibili e puliti. I nostri tecnici monitorano h24 il territorio, in particolare gestendo e programmando i servizi dedicati alle utenze commerciali che, con modalità del tutto nuove, stanno riprendendo progressivamente la propria attività. Invito tutti a non abbandonare nessun oggetto sul suolo pubblico e a prestare attenzione alle basilari regole per mantenere il decoro cittadino”.





Stabilizzazione dei precari della sanità, c’è il sì del Consiglio regionale

 

Consiglio Lazio: ok mozione FdI su stabilizzazione sanitari

“Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal gruppo Fratelli d’Italia dove si impegna il Presidente Zingaretti e la Giunta regionale a porre in essere tutte le azioni necessarie a individuare un percorso che preveda la internalizzazione del personale infermieristico e OSS delle Cooperative in servizio presso le aziende sanitarie pubbliche che fanno capo al servizio sanitario della Regione Lazio, attraverso procedure ad evidenza pubblica e una volta espletate ed esaurite  quelle già in vigore (vedi la graduatoria dell’azienda ospedaliera  Sant’Andrea).” Lo rende noto il consigliere regionale di FDI Massimiliano Maselli, primo firmatario della mozione.   “Durante l’emergenza Covid-19 il personale infermieristico e OSS delle Cooperative  impegnato presso le aziende ospedaliere Policlinico Umberto I e Policlinico Tor Vergata, come in altre aziende sanitarie pubbliche, ha svolto un lavoro straordinario.  Considerato che dal Governo nazionale e dalla UE dovrebbero arrivare risorse da impegnare in campo sanitario, la stabilizzazione di tale personale rappresenta una  grande opportunità. Sono operatori che da anni (in taluni casi si parla anche di più di 20 anni) prestano servizio in modo precario ma che hanno maturato sul campo esperienza, professionalità e conoscenza dei luoghi di lavoro e che quindi vanno considerati un patrimonio del sistema sanitario regionale, una risorsa da tutelare. Valutato che la situazione emergenziale dovuta al Covid-19 ha messo drammaticamente in evidenza quanto sia importante avere all’interno delle strutture ospedaliere personale che sia già formato, si ritiene opportuno provvedere alla internalizzazione di tali operatori sanitari attraverso procedure ad evidenza pubblica una volta espletate e soddisfatte  le graduatorie che sono in essere, come previsto anche dalla legge regionale n.4 del 2017.”




Vendite a saldo, la Regione trova la quadra sulla legge

Orneli: “Legge saldi segnale importante per far ripartire gli acquisti”

“Il via libera del Consiglio Regionale alla possibilità di fare vendite promozionali anche nei trenta giorni che precedono l’inizio dei saldi estivi, che inizieranno il 1° agosto, è una notizia di grande importanza per il settore commercio della nostra Regione”. Così l’assessore della Regione Lazio allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione della Regione Lazio, Paolo Orneli. “Si tratta di una decisione che permetterà di far ripartire gli acquisti in questo momento di grande difficoltà per gli esercenti e che li aiuterà a smaltire le scorte di magazzino che hanno accumulato in questi mesi di stop forzato dell’attività. Voglio ringraziare le forze politiche del Consiglio Regionale che – spiega – si sono mosse tutte insieme e hanno approvato all’unanimità, sia in Commissione sia in Aula, questo provvedimento fondamentale per favorire la ripresa delle attività commerciali del nostro territorio”.

 

Coronavirus, Simeone (FI): Lazio, bene legge sui saldi

 “Giudico positivamente la modifica al Testo Unico del commercio approvata oggi all’unanimità in Consiglio regionale, che consente ai commercianti di derogare al divieto di promuovere vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi estivi, quest’anno previsti dal 1 agosto.  Inoltre, questa deroga potrà essere estesa a tutto il 2020 qualora il Governo decidesse di prorogare la durata dell’emergenza da Covid-19”. Così in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. “Nel corso del dibattito in aula sono intervenuto per sottoscrivere il testo ritenendo opportuno adottare una misura straordinaria che vada incontro alle esigenze sia dei commercianti che dei consumatori, in questo periodo ancora caratterizzato dalle pesanti ripercussioni dell’emergenza Covid sul fronte economico” ha spiegato. “Da un lato vi sono i problemi degli esercenti legati al lungo stop che ha provocato mancati ricavi e perdite sensibili di fatturato a fronte di costi fissi dei locali rimasti invariati, dall’altro occorre constatare una diminuzione della capacità di spesa dei cittadini che devono fare i conti con cassa integrazione e perdita di posti di lavoro. Per queste motivazioni è impensabile riaprire le attività senza prevedere sconti ad hoc e ritengo sia stato giusto eliminare il divieto alle vendite promozionali prima dei saldi estivi. Ripeto, questo provvedimento è diretto a fronteggiare la crisi del sistema economico e a favorire la ripresa delle attività commerciali e degli acquisti da parte dei consumatori.  In un momento eccezionale occorre prevedere atti straordinari come quello che diventerà fruibile già dal 29 maggio” conclude Simeone. 





Balneari, disco verde della Regione Lazio al sostegno per i Balneari

 

 “E’ stata approvata dal Consiglio Regionale la mozione di Fdi a sostegno degli imprenditori balneari, comparto importante della economia del Lazio. Nell’atto, votato all’unanimità da tutti i gruppi politici, si chiede di prorogare di 15 anni (fino al 2033) le concessioni agli stabilimenti, in ottemperanza alla legge (n. 145/ dicembre 2018) ed inoltre la definizione agevolata dei contenziosi tributari pendenti, nonché la sospensione del pagamento dei canoni concessori demaniali”. Così in un comunicato il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio. 

“Crediamo che il rilancio del settore e del suo indotto, la tutela dell’occupazione di tanti lavoratori stagionali, necessitino di una serie di investimenti a lungo termine. Le aziende hanno bisogno – spiega la nota – di avere più anni di concessione davanti, di sapere con certezza quanto tempo hanno per ammortizzare le spese. Sottolineiamo inoltre che, ottenimento e proroga delle concessioni sono comunque propedeutiche all’accesso al credito e alla liquidità previste dalle attuali misure per il sostegno alle imprese. L’intento della mozione quindi, non è soltanto quello di dare agli imprenditori balneari il sostegno che serve subito, per metterli in condizione di riaprire già questa estate, ma anche fornirgli strumenti legislativi e finanziari, che consentano a queste imprese di riprendersi nelle prossime stagioni, quanto perso quest’anno a causa delle restrizioni imposte dal Covid 19”.





Lega e FdI all’attacco: "A Ostia con Piano spiagge M5S e pedonalizzazione, estate ko"

 

 

“Piano spiagge: se il progetto dei 5 stelle prenderà forma non ci sarà speranza per l’estate romana. La Lega si schiera per dire un chiaro e tondo “no” alla pedonalizzazione, la chiusura del litorale è una fesseria che danneggerebbe tutti, turisti e abitanti di Ostia. Chiudere dalla rotatoria di via Cristoforo Colombo al lungomare Sangallo, dove verrà realizzata anche la solita immancabile ciclabile, è un errore. Un progetto ammazza-estate che manca di visione e sensibilità per il territorio”. Lo dichiarano in una nota il consigliere capitolino Davide Bordoni e la consigliera del X Municipio di Ostia Monica Picca, della Lega per Salvini Premier. “Sbaglia chi pensa che gli accessi al mare si possano controllare o fermare in questo modo – continuano i consiglieri della Lega -. L’intera operazione è basata sulla speranza che l’affluenza sarà dirottata sui fantomatici eventi culturali dell’estate romana. La situazione richiede capacità di governo del territorio che vanno ben oltre da quanto messo in campo finora”, concludono. Sul punto da registrare la presa di posizione anche di Fratelli d’Italia: “Siamo esterrefatti da quello che abbiamo appreso in conferenza stampa sulla stagione balneare di Roma 2020. Rifiutando ogni confronto con le opposizioni la sindaca di Roma e la presidente Di Pillo, alla presenza del factotum Ferrara, hanno annunciato l’intenzione di pedonalizzare un tratto molto lungo del Lungomare, dalla rotonda all’altezza di via Sangallo, senza però spiegare nel dettaglio quale sarà il piano alternativo della viabilità e come si recupereranno i parcheggi che andranno persi. In più l’entità dei rinforzi della Polizia Locale dal centro dovrà essere sicuramente molto ingente per controllare la situazione e date le ultime decisioni in merito alle assunzioni dubitiamo della affidabilità del Campidoglio. Si rischierà così di isolare parte di Ostia e con l’arrivo dei chioschi ananas si darà il definitivo colpo di grazia al commercio locale”. Lo dichiarano in una nota congiunta il capogruppo in Assemblea Capitolina di Fdi Andrea De Priamo e la consigliera Fdi del X Municipio Mariacristina Masi.  “Altro che rivoluzione gentile – continua la nota – è il ko definitivo per il Litorale di Roma, che la Raggi vede come serbatoio di consensi, ma su cui non investe per favorirne lo sviluppo. Continueremo a incalzare per ottenere qualche chiarimento – aggiungono – secondo noi ci sono seri problemi di sicurezza stradale che dovranno essere affrontati e su cui siamo pronti a presentare un esposto. Siamo molto preoccupati anche per le ripercussioni sul traffico interno e non abbiamo intenzione di lasciare che Ostia diventi un inferno”.





Camici Bianchi, il Consiglio regionale del Lazio per una Giornata del Ricordo

 

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Devid Porrello (M5s), ha approvato una mozione – prima firmataria la consigliera Marta Bonafoni (Lista Zingaretti) – che “impegna il presidente della Regione Lazio ad attivarsi, nelle opportune sedi, con il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, la presidente del senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il presidente della camera dei deputati, Roberto Fico, affinché possano farsi promotori verso il parlamento italiano perché venga istituita la ‘Giornata di festa dei Camici Bianchi’ tra le ricorrenze solenni della nostra Repubblica”. La mozione è stata riformulata, accogliendo alcune richieste del gruppo Fratelli d’Italia illustrate all’Aula dalla consigliera Chiara Colosimo. Così, nella versione approvata all’unanimità, la mozione impegna altresì la Giunta “ad incrementare il personale sanitario, sbloccare il turnover con particolare attenzione riguardo il personale specialistico, consentendo eventuali spostamenti volontari in diverse fasce orarie rispetto alla propria attività; ad intervenire presso il governo al fine di rendere gratuiti i test sierologici inserendoli nei livelli essenziali di assistenza, almeno per alcune fasce di reddito;  a sostenere il personale del comparto sanità privata nella istanza di rinnovo del contratto; a rimodulare le agende per ciascuna disciplina per effettuare sanificazione ambientale e materiale anche non monouso (lettini, apparecchiature, ecc); a rimodulare le agende vaccinali, evitando assembramenti presso le sale di attesa; a limitare, in caso di minori, disabili, mediatori culturali e situazioni simili il numero di accompagnatori (n.1 accompagnatore per persona); a riorganizzare gli ambulatori, l’attività ordinaria di analisi, esami, visite e operazioni incrementando il personale sanitario affinché non si vada a discapito dei pazienti non Covid che hanno il diritto di essere tutelati”. Via libera anche alla mozione presentata daAlessandro Capriccioli (Più Europa), e sottoscritta da numerosi altri consiglieri, concernente “Campagna donazione sangue/incentivazione alla donazione attraverso l’esecuzione del test sierologico volto all’individuazione di anticorpi diretti verso il virus Sars-Cov-2”, e alla mozione del consigliere Paolo Ciani (Cs), “Nuovi modelli di presa in carico degli anziani, alternativi all’istituzionalizzazione”.




Stabilimenti termali, domani si riapre

Dal 29 maggio nel Lazio semaforo verde nel Lazio per gli stabilimenti termali e i centri per il benessere fisico, e ancora via libera alle guide turistiche. Lo prevede la nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Ferme restando le attività previste dal cerimoniale di Stato in occasione della Festa della Repubblica, sono consentite, per quella data, ulteriori iniziative di celebrazione che devono attenersi all’accessibilità massima ed alle modalità organizzative di cui all’art. 1, comma 1, lett. m), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020 nonché a tutte le disposizioni generali per il contenimento del contagio” si legge. “A decorrere dal 3 giugno 2020 sono inoltre consentiti: fermo restando la sospensione delle attività delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020 è consentita l’attività corsistica individuale e collettiva (a titolo esemplificativo e non esaustivo: scuole di musica, di danza, di pittura, di fotografia, di teatro, di lingue straniere). L’attività di formazione professionale, per la parte pratica e di stage/tirocinio; l’attività dei centri ricreativi e culturali” il documento stabilisce che “a decorrere dal 15 giugno 2020 sono inoltre consentite le attività dei centri estivi per minori e dei centri anziani. È inoltre consentito, per le attività ancora sospese, l’accesso alle strutture e agli spazi aziendali esclusivamente al personale impegnato in attività di allestimento, manutenzione, ristrutturazione, montaggio, pulizia e sanificazione, nonché a operatori economici ai quali sono commissionate tali attività finalizzate alla predisposizione delle misure di prevenzione e contenimento del contagio propedeutiche a successive disposizioni di apertura”. E ancora “per la migliore gestione sanitaria del patrimonio zootecnico, per la selezione biologica, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali è consentita la caccia di selezione alla specie cinghiale (Sus scrofa) per prevenire e contenere i danni alle colture agricole anche prorogando i Piani di abbattimento già approvati per la stagione 2019/2020, nei limiti del numero di capi previsti nei Piani stessi e sino ad approvazione dei nuovi Piani per la stagione 2020/2021”.





Casapound, l’affondo della Raggi in una lettera a Gualtieri e Guerini

 

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha inviato due diverse lettere al ministro della Difesa Lorenzo Guerini e a quello dell’Economia Roberto Gualtieri chiedendo lo sgombero di due occupazioni abusive di Casapound Italia. Si tratta della “storica” sede di via Napoleone III, nel cuore del quartiere Esquilino, e di una nuova occupazione di un complesso edilizio di Ostia, in via delle Baleniere, gestita da un’associazione spalleggiata da Casapound Italia. Al Ministero dell’Economia, proprietario dell’edificio in centri, la sindaca ha chiesto lumi circa l’iter di sgombero dell’immobile occupato illegalmente da circa 15 anni. Allo stesso modo la prima cittadina ha chiesto di ripristinare la legalità negli immobili di Ostia, di proprietà dell’Areonautica Militare. Qualora venga accertato lo stato di effettivo “bisogno” delle famiglie occupanti, Raggi ha chiesto che queste vengano affidate all’assistenza pubblica.





Terremoto nel Centro Italia, Di Berardino (Regione Lazio): “Avanti ricostruzione Amatrice”

 

“I cantieri nell’area del cratere, dopo lo stop dettato dell’emergenza epidemiologica, stanno ripartendo. Ieri pomeriggio è stata consegnata la documentazione per l’apertura del cantiere i cui lavori  permetteranno la sistemazione e la messa in sicurezza del Ponte a Tre Occhi ad Amatrice”. Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Politiche per la ricostruzione della Regione Lazio. “L’intervento è seguito direttamente dalla direzione lavori pubblici della Regione Lazio e prevede la sistemazione dei 900 metri di asfalto e la messa in sicurezza delle arcate portanti, sanando completamente i danni causati dalle scosse del 2016. I lavori dureranno 7 mesi con una spesa complessiva di circa 2 milioni di euro”. 

“Pochi giorni fa, inoltre, si è aperto un altro cantiere ad Amatrice, e riguarda la strada di ingresso a Corso Umberto I. I lavori fanno parte del primo stralcio delle opere  ANAS per la ricostruzione e sono direttamente seguiti da ASTRAL. In questo caso l’importo stanziato è di circa 1,3 milioni di euro e si prevede la fine dell’intervento tra 6 mesi. Questo cantiere, come quello del Ponte, ha un alto valore non solo logistico ma anche simbolico. Entrambi sono due luoghi per l’accesso ad Amatrice, uno come nodo viario, l’altro come porta di ingresso al corso principale. Non ultimo, le attività cantieristiche hanno una ricaduta occupazionale” spiega. A parere dell’assessorr “l’apertura di questi due cantieri è il segno evidente che la ricostruzione prosegue. Certamente la strada da percorrere è ancora lunga ma la programmazione che abbiamo messo in campo indica l’avvio di nuovi cantieri nell’area del cratere nei prossimi mesi. Da parte nostra seguiremo e monitoreremo l’andamento dei lavori con una presenza costante sul territorio e sarò personalmente presente la prossima settimana per un sopralluogo per verificare lo stato di avanzamento”.

 





Mille monopattini in sharing nella Capitale

 

“Roma riparte all’insegna della mobilita’ sostenibile. Diamo il benvenuto alla prima flotta di monopattini elettrici, grazie ai quali cittadini e turisti avranno a disposizione un servizio utile e innovativo. Promuoviamo cosi’ nuovi modelli di sharing e incentiviamo gli operatori privati a investire in un settore in forte crescita a livello internazionale”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi ha presentato nella suggestiva cornice di Fontana di Trevi lo sbarco nella Capitale dei primi 1.000 monopattini elettrici, disponibili a partire da oggi grazie al nuovo servizio di Helbiz, azienda americana, autorizzato da Roma Capitale. 

“La Sima ha evidenziato una relazione tra particolato e Covid, ipotesi allo studio dell’ISS e Ispra – ha aggiunto Raggi – che stanno analizzando i dati ma c’è sicuramente una relazione. Non possiamo chiudere gli occhi, il nostro stile di vita non era adeguato, ma i nostri cittadini sono pronti al cambiamento. I negozi di biciclette le hanno praticamente finite, a questo punto. Roma cambia anche attraverso queste soluzioni innovative e a zero impatto ambientale”. 

Noleggiare il monopattino è semplice: si scarica l’applicazione mobile gratuita di Helbiz (gratuita su smartphone Android e iOS), si localizza il mezzo piu’ vicino e lo si sblocca mediante la scansione di un codice QR situato sul manubrio. La tariffa e’ la medesima di quella applicata in tutte le citta’ d’Italia: 1€ per lo sblocco iniziale + 0,15€ al minuto per la corsa. A cio’ si aggiunge la possibilita’ di usufruire di una vantaggiosa tariffa flat – Helbiz unlimited al costo di 29.99 euro al mese – che permette di effettuare un numero di corse giornaliere illimitato della durata di 30 minuti (a distanza di almeno 20 minuti l’una dall’altra) e l’accesso al servizio anche da Telepass Pay con 30 minuti di corse gratuite.

 





Cna Roma: “Sconforto, scarsi incassi e bisogno liquidità”

 

La CNA di Roma nella giornata di martedì 26 maggio, ad esattamente 8 giorni dalla riapertura delle attività ha svolto un’indagine sugli esercizi commerciali e sui laboratori artigianali, prendendo a campione due delle strade principali dello shopping romano: Viale Marconi e Via Cola di Rienzo. 

Il quadro che ne esce è piuttosto preoccupante: gli oltre 300 esercenti intervistati raccontano di una clientela in cui il sentimento predominante è quello dello sconforto (il 37%), di incassi giornalieri che non superano i 250 euro (il 53%) e della necessità pressante di liquidità (il 44%). 

“Quello che possiamo rilevare dall’incontro con i commercianti delle vie più di passaggio della città, è sicuramente un bisogno di normalità che molto al di là dell’essere realizzabile a breve. Le attività commerciali devono riuscire a operare a pieno regime, ma questo diventa complicato in una situazione in cui gli esercenti, oltre a doversi confrontare con una clientela divisa tra paura e sconforto, sono molti provati dallo stop forzato dei mesi precedenti e stressati dalla difficoltà di accesso al credito e agli ammortizzatori sociali, di cui molti dipendenti sono ancora in attesa”, commenta così Stefano Di Niola, Segretario della CNA di Roma.

 





Zingaretti visita e rende omaggio al Policlinico Gemelli

 

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti accompagnato dall’assessore alla Sanità e Integrazione Socio Sanitaria Alessio D’Amato hanno visitato il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS per ringraziare medici, infermieri e personale sanitario impegnati nell’emergenza sanitaria contro Covid-19. 

Il presidente e l’assessore sono stati accolti dal presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Giovanni Raimondi, dal direttore generale Marco Elefanti e dal direttore sanitario Andrea Cambieri. Presente alla visita una nutrita rappresentanza dell’Unità di Crisi Covid -19 del Gemelli, che tutti i giorni si è riunita nell’Aula Brasca del Policlinico dall’inizio dell’emergenza. 

Al termine degli interventi una delegazione della Regione Lazio si è trasferita con l’Assessore Alessio D’Amato presso il Columbus Covid 2 Hospital prima del congedo.

 




Ricordato l’agente “Serpico” ucciso 40 anni fa dai Nar

 

Ricorre oggi il 40° anniversario dell’attentato, ad opera di un commando terrorista dei Nar, in cui persero la vita il Vice Brigadiere di P.S. Francesco Evangelista, conosciuto da molti con il nome di “Serpico”, ed, anni dopo, a seguito delle ferite riportate, il Vice Brigadiere di P.S. Antonio Manfreda. 

La mattina del 28 maggio 1980, quattro terroristi “neri” dei NAR tesero un agguato ad Evangelista di fronte al Liceo Giulio Cesare. Nonostante la reazione di due poliziotti, colleghi della vittima, “Serpico” morì raggiunto da sette colpi. 

Il Questore di Roma, Carmine Esposito questa mattina, alla presenza dei familiari, ha deposto una corona d’alloro sulla lapide collocata all’interno del Commissariato Porta Pia, dove i predetti prestavano servizio all’epoca dell’attentato.




Ripartono i campionati sportivi, i consigli per gli atleti dopo l’emergenza Covid-19

 

La decisione è arrivata: Serie A, B e Lega Pro di nuovo ai nastri di partenza, campionati dilettanti fermati definitivamente. Dopo tanta attesa ed ipotesi di sospensione, tornei esteri che ripartono tra qualche polemica. Comunque una cosa è certa: anche in Italia i professionisti del calcio sono tornati ad allenarsi in attesa di conoscere la data della loro prima partita ufficiale.

 

In questa ripartenza sono molteplici gli interrogativi e i timori che accompagnano la ripresa delle attività agonistiche: quali sono le conseguenze fisiche dirette ed indirette che il COVID.19 può produrre negli atleti che ne sono stati colpiti? Quali conseguenze psichiche possono essere previste al termine del lockdown? Insonnia, depressione, stress, ansia sono fattori che possono influenzare il quadro clinico e prestazionale degli atleti infettati o che comunque hanno subito gli effetti prolungati della quarantena.

 

Ed ancora: quali saranno i protocolli definiti e seguiti in tutto il settore calcistico per assicurare ad atleti, staff tecnico e sanitari, le sedute di allenamento e le partite? Come saranno sanificate le attrezzature ed i macchinari fisioterapici e come saranno utilizzati i dispositivi di protezione individuale (DPI)?

 

L’insieme di queste problematiche sono al centro del programma in diretta “Riparte il campionato: la gestione dell’atleta dopo il Covid.19”, che andrà in onda Venerdì 29 maggio (a partire dalle ore 21.00) su AIFI CHANNEL (www.aifi.net), il canale di web-television prodotto dall’Associazione Italiana Fisioterapisti-AIFI, una rete di video-informazione che dalla nascita lo scorso 3 marzo ha registrato oltre 30mila spettatori collegati alle sue trasmissioni.

 

La serata (https://aifi.net/riparte-il-campionato-di-calcio-la-gestione-dellatleta/) , che sarà condotta da Simone Cecchetto (Vice Presidente Nazionale AIFI) e Andrea Piazze (Presidente nazionale GIS-SPORT, AIFI), vedrà la partecipazione di ROBERTO BARBIERI (medico della Pistoiese Calcio, Lega Pro), PAOLO BARBERO (preparatore atletico dell’Hellas Verona Fc), AIACE RUSCIANO (responsabile area neuro-psico-fisiologica e neuropsicologica del ChievoVerona Ac), ALESSIO VANIN (fisioterapista ufficiale della Sampdoria Uc), ANDREA MAGINI (capo fisioterapista nazionale futsal Cina e fisioterapista Comitato Olimpico Cinese).





No alle mascherine al collo o tenute al braccio. Gli avvertimenti di Magi (Ordine dei medici di Roma)

 

 

"Preoccupato per la ripresa della movida romana? Sono cautamente ottimista nei confronti dei piu’ giovani, ma per godersi l’estate insieme agli amici e’ necessario che adottino comportamenti responsabili". Risponde cosi’ il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall’agenzia Dire. "È fondamentale mantenere le distanze di sicurezza e indossare la mascherina - prosegue Magi - solo cosi’ potremo ricominciare a
condurre una vita normale. Dobbiamo evitare che i contagi ricomincino a salire, i numeri sono confortanti ma bisogna stare attenti, perche’ basta poco per tornare ad una fase 1". Si’ ad un po’ di svago, quindi, ma "se i ragazzi si affollano in strada a bere davanti a un bar e tra loro c’e’ un infetto - allerta il presidente dei medici di Roma - succede un pasticcio, perche’ poi ognuno di quei ragazzi tornera’ a casa e rischiera’ di infettare a sua volta i familiari". 
Da venerdi’ prossimo sul litorale romano riapriranno anche le spiagge, quindi non piu’ solo passeggiate e attivita’ fisiche sulla battigia (come autorizzato dal 18 maggio), ma un vero e proprio inizio della stagione balneare. "Anche in questo caso evitiamo di fare assembramenti - raccomanda Magi - perche’ solo se stiamo attenti riusciremo a goderci l’estate". Ma la mascherina va tenuta in spiaggia? "Non per prendere il sole, ovviamente- risponde il presidente dell’Omceo Roma- ma certamente va indossata se ci spostiamo per fare altro". La mascherina in spiaggia, aggiunge Magi, non serve "se sono da solo a prendere il sole oppure se sto insieme ad altre persone a distanza di un metro e mezzo o due; la mascherina va messa invece se non riesco a mantenere la distanza di sicurezza con le altre persone".
Il presidente dei camici bianchi capitolini ricorda poi che la mascherina "va indossata dal naso al mento - aggiunge Magi - e non sotto il naso o sotto il mento, ne’ tantomeno tenuta al braccio come se fosse una borsa". Secondo il presidente dell’Omceo Roma, avere dei comportamenti responsabili aiuta anche la ripresa dell’economia: "Cerchiamo di non creare problemi e di dare una mano a chi da poco ha ricominciato ad aprire le attivita’ commerciali, perche’ se dovessero ripresentarsi nuovi contagi i gestori sarebbero costretti a richiudere di nuovo- conclude- E nessuno puo’ permetterselo".





EasyJet taglia il personale. Saranno 4500 possibili posti in meno

 

EasyJet sta pianificando di tagliare fino a 4.500 posti di lavoro, a seguito del crollo del trasporto aereo per la pandemia di Covid-19. Il taglio rappresenta quasi un terzo (30%) dei dipendenti totali della compagnia aerea, oggi pari a circa 15mila. “Anche se torneremo a volare il 15 giugno – ha spiegato il Ceo Johan Lundgren- prevediamo che la domanda riprenderà a crescere lentamente, tornando ai livelli del 2019 tra circa tre anni. In questo contesto, stiamo pianificando di ridurre le dimensioni della nostra flotta e ottimizzare la rete e le nostre basi”.





Traffico aereo, la Cina riapre a 5 Paesi e c’è anche l’Italia

La Cina intende autorizzare voli charter provenienti da otto Paesi, tra cui l’Italia, allentando dalla prossima settimana le restrizioni imposte due mesi fa per contenere la pandemia di coronavirus. Stando a quanto riferito a Bloomberg da fonti vicine al dossier, Pechino intende dare il via libera ai voli in arrivo da Giappone, Corea del Sud, Singapore, Germania, Regno Unito, Italia, Francia e Svizzera. Esclusi invece gli Stati Uniti, a fronte delle crescenti tensioni tra i due Paesi. Le fonti non hanno precisato il numero dei voli ammessi.

Negli ultimi due mesi, la Cina ha consentito alle compagnie aeree internazionali di volare solo una volta alla settimana, nell’ambito della cosiddetta politica “Five-One”, che ha limitato anche i voli delle aziende nazionali. Il numero massimo dei voli ammessi ad oggi, dopo le restrizioni imposte lo scorso 29 marzo, è di 134 a settimana. Secondo quanto riferito ieri da un funzionario della China Civili Aviation Administration, a partire dal 1 giugno il numero dei voli dovrebbe passare a un massimo di 407 a settimana.





L’Italia è un focolaio e l’Austria non riapre le frontiere

 

“L’Italia è ancora un focolaio, anche se in alcune regioni la situazione è migliorata e l’impegno è grande”: così il ministro alla salute austriaco, Rudolf Anschober, che chiede “ancora prudenza” rispetto all’apertura della frontiera tra Austria e Italia. In un’intervista al quotidiano Oberoesterreichischen Nachrichten riportata da Suedtirolnews, il ministro austriaco sottolinea che per entrare in Austria resta obbligatorio il tampone negativo. “È vero che la Slovenia rivendica di avere dati positivi, ma è anche vero che dalla Slovenia si arriva facilmente in Italia”, afferma Anschober.”Sono un sostenitore della libertà di movimento, ma con l’Italia dobbiamo ancora essere prudenti”, dice Anschober.

 





Boccia (Affari Regionali): “Il passaporto sanitario è incostituzionale”

“Se la comunità scientifica dice che non ci sono passaporti (sanitari), non ci sono passaporti”. Così il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale. Richiamando l’articolo 120 della Costituzione, il ministro ha ricordato che “una regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione di persone o cose”.

“Nei prossimi giorni, nelle prossime ore, l’ultimo clic tra i tanti interruttori che riporterà il paese a muoversi dovrà essere quello del buon senso, perché se tutte le Regioni ripartono, ripartono senza distinzione sul profilo dei cittadini residenti in una regione o in un’altra, se le autorità sanitarie e il Governo deciderano che paese è pronto per la ripartenza. La distinzione tra cittadini che arrivano da una città o a un’altra non è prevista dalla Costituzione, e se siamo tutti sani ci muoviamo come abbimo sempre fatto. Diverso – ha aggiunto Boccia – è prevedere una fase di quarantena: ma non siamo in quella condizione, e anche in quel caso ci vuole un accordo tra tutte le Regioni”.




Gentiloni: “Il piano di rilancio Ue è una svolta storica, gli Stati approvino”

 

Il piano europeo da 750 miliardi di euro per fronteggiare gli effetti del coronavirus sull’economia del vecchio continente proposto dalla commissione di Bruxelles è una “svolta storica”, perché “siamo abituati a una politica economica dell’Ue fatta solo di regole, tetti e controlli. Adesso ci saranno certamente le regole, i tetti e i controlli, ma la politica economica europea avrà delle risorse comuni”. Così il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, a Radio Anch’io.

“Adesso vedremo quando gli Stati membri daranno il via libera a questa proposta – ha aggiunto – la commissione ha fatto la sua parte in modo adeguato e persino ambizioso. La commissione è pronta ad emettere questi titoli, a finanziare questi programmi.

Alcuni partiranno già quest’anno, altri collegati al prossimo budget del bilancio europeo partiranno l’anno prossimo”.





“Entro i primi di giugno 100 progetti per fare l’Italia un Paese per giovani” . La linea di Colao

“Entro i primi di giugno, consegneremo al governo il nostro lavoro per il piano di rilancio dell’Italia da qui al 2022. Circa venti obiettivi con un centinaio di proposte concrete, perché fare piani è relativamente facile, ma ‘scaricare a terra’ le azioni, agire in pratica, è quello che conta davvero”. Vittorio Colao si avvicina a concludere la missione che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, gli ha affidato un paio di mesi fa. E in un’intervista al quotidiano la Repubblica spiega quali saranno i prossimi passi da compiere.”Adesso si tratta di far ripartire il Paese, trasformando il rilancio economico e sociale in un’occasione per disegnare il futuro e tenendo a mente una cosa fondamentale: i costi inevitabili e altissimi che dovremo affrontare per questa crisi possono, anzi debbono, essere trasformati in investimenti”, afferma.

“Nel breve termine”, sostiene Colao, “bisogna investire per ripartire e mantenere la coesione sociale; nel più lungo periodo gli investimenti devono servire a disegnare un’Italia più efficiente e migliore per le nuove generazioni, per quelli che avranno venticinque o trent’anni a metà di questo decennio e che oggi si trovano ad affrontare una situazione particolarmente difficile. A loro dobbiamo passare un Paese appoggiato su pilastri solidi”.

“Al governo daremo una sorta di menù, dal quale poi sceglieranno”, insiste Colao. “Ma sarà un menù dettagliato, anche con schede degli interventi da fare a 3,6, 12 mesi. Ad esempio non si può pensare di portare sul cloud la pubblica amministrazione in poco tempo, ma si possono rapidamente effettuare interventi di semplificazione e velocizzazione dei regimi autorizzativi”.

“Molti” i campi concreti di intervento, “a partire proprio da una radicale trasformazione della pubblica amministrazione attraverso le tecnologie digitali”. “Deve diventare un alleato dei cittadini e delle imprese e proprio con la digitalizzazione si possono eliminare molti elementi di burocrazia difensiva o oppressiva che a volte vengono giustamente lamentati, per esaltare invece gli elementi di servizio”, sottolinea Colao.





La nuova Confindustria si presenta con Bonomi: "Classe politica con zero visione e zero strategia"

 

"Vedo la classe politica, non parlo di Governo, molto concentrata sull’emergenza ma con zero visione e zero strategia su dove dobbiamo andare. Questo mi preoccupa molto". Lo ha detto il presidente di Confindustria e Fiera Milano, Carlo Bonomi, nel corso di un incontro organizzato dalla Fondazione Fiera Milano. "Ci sono dei nodi fondamentali - ha aggiunto Bonomi - che dobbiamo affrontare oggi. Penso all’automotive, al fisco, che deve essere una leva di competitività e non solo come strumento per il gettito, e il lavoro. Penso anche alle infrastrtutture e le grandi opere e il mondo dell’acciaio". "Vedo una politica - ha concluso - che ha delle posizioni diverse anche all’interno degli stessi partiti e quindi diventa tutto difficile e complicato. Abbiamo, quindi, una serie di questioni da affrontare scevri dagli interessi di parte o dividendi elettorali". "La giornata di ieri - ha detto ancora Bonomi - ci ha regalato una speranza ma non illudiamoci. Io non vorrei che ci illudessimo - ha aggiunto - che questi fondi, abbiamo circa 172 miliardi, arriveranno domani mattina. Sarà un percorso lungo per averli e sarà soggetto a tantissime contrattazioni. Quindi il tema è come prenderemo quei soldi e come saranno spesi".





Impatto del lockdown sull’occupazione devastante: persi 400mila posti di lavoro

 

Sul lavoro, spiega il direttore per la produzione statistica Istat, Roberto Monducci, si stima "che in media d’anno l’impatto del lockdown sia di quasi 2 punti di valore aggiunto e di 2,2 punti di occupazione, per poco meno di 400 mila occupati. La limitazione delle attività produttive fino a tutto aprile determinerebbe su base annua una riduzione dei consumi del 4,1%, del valore aggiunto dell’1,9%, con un’impatto sull’occupazione in base d’anno di circa 385 mila occupati". Le donne occupate sono presenti in molti settori classificati a medio e ad alto rischio rispetto alla possibile esposizione al virus: sulla base della classificazione fornita dall’Inail sui diversi gradi di rischiosità dei settori in cui si opera, si stima che gli occupati uomini lavorino in settori a basso rischio nel 62,9% dei casi, contro il 37% delle donne. Viceversa è più alta la quota di lavoratrici che opera in settori a rischio alto o medio-alto (28% contro 12%)".

A maggio l’indice di fiducia delle imprese, che misura l’umore del tessuto produttivo italiano, non solo crolla, scendendo al minimo storico, ma subisce una riduzione che porta a un suo quasi dimezzamento rispetto ai livelli pre-Covid. Oggi l’Istat stima un indice al 51,1. Tra gennaio e febbraio l’asticella si collocava oltre un valore pari a 99. A dicembre scorso faceva ancora meglio, sopra quota 100. Già a marzo il calo era stato brusco (79,5). Il morale non ha fatto che abbassarsi, quindi. Anche se non sappiamo cosa sia accaduto ad aprile quando l’Istat, proprio a causa delle difficoltà connesse all’emergenza sanitaria, ha dovuto sospendere l’indagine.




Dal Quirinale l’omaggio a Walter Tobagi. 40 anni fa l’omicidio del giornalista

 

"Walter Tobagi fu ucciso barbaramente perché rappresentava ciò che i brigatisti negavano e volevano cancellare. Era un giornalista libero che indagava la realtà oltre gli stereotipi e pregiudizi, e i terroristi non tolleravano narrazioni diverse da quelle del loro schematismo ideologico". A quarant’anni dall’assassinio del giornalista del Corriere della sera, Walter Tobagi, avvenuta a Milano il 28 maggio 1980, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ricorda il coraggio e l’autorevolezza sulle pagine del quotidiano di via Solferino. "Era un democratico, un riformatore, e questo risultava insopportabile al fanatismo estremista", sottolinea Mattarella ricordando che "Tobagi è morto giovanissimo. A trentatré anni aveva già dimostrato straordinarie capacità, era leader sindacale dei giornalisti lombardi, aveva al suo attivo studi, saggi storici, indagini di carattere sociale e culturale". E, ancora ricorda che "è stato ucciso in quei mesi, in cui altri uomini dello Stato, altri eroi civili, cadevano a Milano e in tutta Italia per fedeltà a quei principi di convivenza che la Mitologia rivoluzionaria, le trame eversive, le organizzazioni criminali di diversa natura volevano colpire".
    Il Capo dello Stato, che esprime i "sentimenti di vicinanza alla famiglia Tobagi" sottolinea che "per il suo giornale Walter Tobagi è più di un simbolo: è esempio di un giornalismo libero, che non si piega davanti alla minaccia, che non rinuncia allo spirito critico nel raccontare la realtà, che vive nel pluralismo". "Questo giorno di memoria è importante per il ’Corriere della Sera’, che ha avuto in Tobagi una delle sue firme più prestigiose, e lo è per tutta la stampa italiana: la società è cambiata in questi decenni - scrive Mattarella - ma la sfida della libertà, dell’autonomia, dell’autorevolezza della professione giornalistica è sempre vitale. Il desiderio di scavare nella realtà per portare alla luce elementi nascosti, oltre a essere buon giornalismo, aiuta anche a trovare semi di speranza. Di questo - conclude il presidente - abbiamo bisogno".





Mattarella e la strage di Piazza della Loggia: “ Brescia ha risposto come 46 anni fa”

“La ricorrenza della strage di piazza della Loggia, compiuta da terroristi neofascisti, viene celebrata quest’anno dalla città di Brescia, incamminata sulla strada della ripresa civile, economica, sociale dopo che l’emergenza sanitaria causata dal Covid 19 ha assunto tra la sua gente le dimensioni di una immane tragedia. Brescia ha risposto, ora come 46 anni fa, con coraggio, con dignità, con la solidarietà di cui la sua comunità è capace. L’unità con la quale i bresciani reagirono all’attentato terroristico del 1974 fu decisiva per spezzare la catena eversiva che, attraverso una scia di sangue e di morti innocenti lunga diversi anni, intendeva minare le fondamenta popolari della democrazia e colpire i principi costituzionali. L’impegno e la solidità democratica di Brescia sono divenuti una testimonianza per l’intero Paese, e il presidio della memoria, coltivato dai familiari delle vittime, dalle istituzioni locali, dalle formazioni sociali costituisce tuttora un valore quanto mai prezioso e un bene comune, a disposizione anzitutto delle generazioni più giovani”. Lo sottolinea il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Riprendere il cammino dopo la sofferenza, il dolore, il lutto è sempre faticoso. Ancor più sentiamo il bisogno di una comunità partecipe quando non abbiamo da soli le forze per superare un’avversità. Insieme è possibile – assicura il Capo dello Stato -. Dopo la bomba del 28 maggio non è stato facile giungere alla verità e completare il percorso della giustizia. Oggi esprimiamo riconoscenza agli uomini dello Stato che hanno contribuito a svelare le responsabilità e ricostruire il piano eversivo in cui l’attentato era inserito. Insieme a loro, ringraziamo quanti hanno tenuto sempre viva la domanda di giustizia. Ai familiari di chi fu ucciso, ai tanti feriti, agli amici e ai compagni di lavoro la Repubblica rinnova il sentimento più intenso di vicinanza e solidarietà. Il legame di Brescia con la democrazia, con la storia e lo sviluppo del nostro Paese, si manifesta sempre più saldo”.





De Magistris: “Se Napoli fosse stata il centro dell’epidemia avrebbero fatto un muro”

 

Secondo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, se Napoli fosse stata l’epicentro dell’epidemia “soprattutto con il governo precedente, sul Garigliano avrebbero costruito un muro che neanche quello di Berlino, schierato l’esercito, fatto fuoco a ogni terrone e messo il sindaco di Napoli al 41 bis”. Per il primo cittadino, ai microfoni di radio Capital, lo Stato “non si è voluto accollare i disastri di alcune regionalizzazioni della Sanità. Alle regioni è convenuto acquisire una visibilità politica senza precedenti e nello stesso tempo scaricare il governo”.

“Lo abbiamo pagato caro e lo pagheremo ancora più caro nel caos della fase 2, dove non solo si continua a mantenere un centralismo regionale molto burocratizzato contro costituzione, ma anche annichilendo noi sindaci, svuotati di potere e ridotti ad amministratori di condominio. Si sta sbriciolando l’assetto dei principi costituzionali” conclude.

 





Famiglie ed imprese, crolla il clima di fiducia

 

Scende drasticamente a maggio il clima di fiducia di famiglie e imprese. Ecco l’analisi di Istat: “Dopo la sospensione nel mese di aprile 2020 dovuta all’emergenza sanitaria in corso, le indagini sulla fiducia di consumatori e imprese tornano ad essere effettuate nel mese di maggio 2020. Le stime effettuate con i dati raccolti a maggio 2020 indicano livelli storicamente bassi dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (94,3) e dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (51,1). Il confronto dei dati di maggio con quelli relativi a marzo segnala flessioni per tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori; la diminuzione è marcata per il clima economico e corrente mentre il clima personale e quello futuro registrano diminuzioni contenute. Il clima economico passa da 94,4 a 71,9, il clima personale cala da 102,4 a 100,9, il clima corrente cade da 104,8 a 95,0 e il clima futuro decresce solo lievemente, passando da 93,3 a 93,1.

Con riferimento alle imprese, le stime degli indici evidenziano una caduta della fiducia, rispetto a marzo 2020, nel settore dei servizi di mercato (l’indice passa da 75,7 a 38,8), del commercio al dettaglio (da 95,6 a 67,8) e delle costruzioni (da 139,0 a 108,4). Nella manifattura, l’indice di fiducia registra una flessione relativamente più contenuta, passando da 87,2 a 71,2, mantenendosi comunque su livelli storicamente bassi.

Per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera peggiorano, rispetto a marzo 2020, i giudizi sugli ordini mentre le scorte di prodotti finiti sono giudicate in accumulo; le attese di produzione subiscono un’ulteriore diminuzione. Per le costruzioni, la flessione dell’indice è causata da un forte peggioramento dei giudizi sugli ordini; relativamente più contenuto il calo delle aspettative sull’occupazione presso l’impresa. 

Nei servizi di mercato, il calo dell’indice rispetto a marzo 2020 è determinato da giudizi, sia sugli ordini sia sull’andamento generale dell’azienda, in forte peggioramento; si segnala invece un miglioramento delle aspettative sugli ordini, che tuttavia rimangono su livelli storicamente bassi. Con riferimento al commercio al dettaglio, crollano i giudizi sulle vendite e le scorte di magazzino sono giudicate in forte accumulo. Si registra un calo contenuto delle aspettative sulle vendite, dopo la caduta subita lo scorso marzo”.