La Regione Lazio all’avanguardia, approvata la legge contro il reveng porn

 

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini, ha approvato all’unanimità (35 voti) la proposta di legge regionale n. 131 del 19 marzo 2019, concernente: “Interventi di prevenzione e sostegno in materia di diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti”, prima firmataria Sara Battisti (Pd). La nuova legge prevede strumenti e azioni per prevenire e contrastare non solo il cosiddetto ‘revenge porn’, la diffusione per vendetta di materiale sessualmente esplicito tramite il web, i social network e i servizi di messaggistica istantanea senza il consenso della vittima, ma anche la condivisione dello stesso con altre finalità, quali il guadagno economico, la visibilità o per mero gioco. Come ricordato anche oggi in Aula da Sara Battisti, Francesca De Vito (M5s) ed Eleonora Mattia (Pd), si tratta di fenomeni in netta crescita che spesso generano problemi psicologici tra le vittime e allarme sociale. Tra i punti salienti della nuova legge: la Finalità (articolo uno), ovvero la prevenzione del fenomeno della diffusione non consensuale di immagini o video sessualmente espliciti; sostegno alle persone vittime dei reati di cui all’articolo 612 ter del codice penale; diffusione della cultura del rispetto della dignità della persona e dei sentimenti dell’affettività e della sessualità. Gli Interventi (articolo due): campagne di sensibilizzazione e di informazione, anche in collaborazione con soggetti del terzo settore, per diffondere “modelli positivi di relazioni intime fondate su una maggiore consapevolezza e sicurezza di sé e sul rispetto degli altri”, rivolte soprattutto ai giovani; promozione di attività di supporto psicologico e di reinserimento sociale e lavorativo delle vittime; monitoraggio dei dati relativi al reato, attraverso la raccolta delle informazioni fornite dai soggetti del terzo settore; istituzione di un Osservatorio regionale sul ‘revenge porn’. Misure di sostegno (articolo tre): la Giunta regionale stabilirà, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, i requisiti strutturali e professionali dei soggetti del terzo settore nonché i criteri e le modalità per accedere ai contributi.

 





Maselli contro il Piano regionale del Turismo: "E’ una beffa"

 

“Il piano turistico triennale approvato dal Consiglio regionale è un bel libro dei sogni, pieno di buone intenzioni ma non sufficiente a dare risposte vere ad un settore duramente colpito dall’emergenza Covid-19”. È il commento del consigliere regionale del Lazio di FDI Massimiliano Maselli. “Quel che è certa è la poca attenzione che finora la giunta regionale ha avuto  nei confronti del comparto. In tal senso è emblematico il trattamento riservato alle strutture ricettive extralberghiere della nostra regione che oltre al danno hanno ricevuto anche  la beffa. Infatti il provvedimento con cui la giunta regionale ha stanziato 20 milioni di euro a fondo perduto a  sostegno degli operatori del settore turistico del Lazio, per far fronte ai danni causati dall’emergenza Covid-19,  richiede per poter fare la domanda la presenza di un requisito di cui molti operatori erano all’oscuro, pena – ricorda – la inammissibilità al bonus contributo. Si tratta di un nuovo codice identificativo regionale detto CISE (QR code) che tutte le strutture interessate avrebbero dovuto richiedere entro il 6 aprile scorso e che è stato introdotto, direi meglio ‘infilato’,  all’interno del collegato approvato a fine febbraio. Il problema è che nessuno ne sapeva niente. Quindi in piena emergenza coronavirus, con tutti i problemi che ben sappiamo, le strutture ricettive extralberghiere del Lazio, parliamo di Case e Appartamenti per vacanze, Bed & Breakfast, Ostelli per la Gioventù, Case per Ferie, Rifugi montani ed escursionistici e Casa del Camminatore, avrebbero dovuto sapere di un codice che  non può diventare requisito essenziale per poter ottenere dei contributi”. Per Masellu “già 20 milioni di euro per gli operatori turistici del Lazio sono un’elemosina, figurarsi che per le  strutture extralberghiere il bonus previsto è di appena 600 euro!!! Una miseria, ma molti non avranno neanche quella. Un bel capolavoro firmato dalla giunta Zingaretti”.





La Lega Lazio chiede un Piano Marshall per il turismo

 

“Il turismo necessita di un piano Marshall, soprattutto dopo gli effetti negativi del Coronavirus”. Così il capogruppo e i consiglieri della Lega in Consiglio regionale del Lazio, Orlando Angelo Tripodi, Daniele Giannini, Pasquale Ciacciarelli, Laura Corrotti e Laura Cartaginese, dopo l’approvazione del piano turistico triennale 2019-2021. “Al di là dell’approvazione degli emendamenti della Lega sul turismo nautico, sul potenziamento dei collegamenti con le isole, dei punti di informazione e di accoglienza turistica, sulla valorizzazione dei borghi del litorale e dell’entroterra, sulla conoscenza dei prodotti tipici, sull’istituzione delle vetrine regionali dell’agroalimentare su ogni territorio provinciale e sulle persone con disabilità, occorre individuare delle risorse importanti nel bilancio per rilanciare un comparto vitale del pil regionale – sostengono i consiglieri della Lega – anche perché il piano turistico triennale, comprese le proposte presentate, è antecedente al Covid-19. Gli operatori sono in ginocchio, basta dare uno sguardo alla stagione balneare su cui pende l’immobilismo della giunta Zingaretti sul ripascimento delle coste, il cui iter è ripreso dopo la scossa della Lega ad inizio legislatura e ora si è incredibilmente interrotto”.





Disco verde del Consiglio regionale del Lazio al Piano triennale per il turismo

 

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto a turno da Mauro Buschini, ha approvato a maggioranza il piano turistico triennale 2020-22. All’origine del documento, preparato prima dell’emergenza Covid, un lungo percorso partecipato con incontri in tutte le Province e tavoli di lavoro, che ha coinvolto oltre 1.600 operatori. Lo scopo principale è la promozione del brand Lazio. Si parte dalla considerazione che l’80 per cento del turismo nella nostra Regione interessa soltanto Roma, con il piano si cerca di “sfruttare” la Capitale per far conoscere le eccellenze di cui è ricco il territorio regionale. Complessivamente, è previsto uno stanziamento di oltre 9 milioni e 400mila euro per il triennio 2020-22. Uno scenario, come ammesso dall’assessore al Turismo, Giovanna Pugliese, che ha presentato un emendamento su questa tema, profondamente cambiato dalla pandemia: “In tale contesto – si legge nel testo approvato – il piano predisposto prima del Covid-19 va approvato per consentire l’immediata utilizzazione delle risorse previste dal bilancio 2020”, ma viene previsto un impegno della Giunta “ad avviare immediatamente l’elaborazione di un nuovo piano”. Tornando alla programmazione, tre sono le linee guida mutuate dal piano nazionale: sostenibilità, innovazione e accessibilità. Non, insomma, uno strumento normativo, ma attivo, aperto alla partecipazione degli operatori, per promuovere la crescita economica, puntare alla destagionalizzazione e delocalizzazione dei flussi turistici. Il turismo “sostenibile e di qualità” viene individuato come “uno strumento di benessere sociale ed economico per la Regione”. Il binomio fra ambiente e turismo è la caratteristica principale che si vuole promuovere, innanzitutto “decongestionando gli ambiti saturi” e distribuendo in maniera più omogenea i flussi turistici.

L’Assessore Pugliese: “Bene piano triennale del Turismo. Piena soddisfazione”

“Voglio ringraziare il Presidente della Commissione Pasquale Ciacciarelli, le Consigliere ed i Consiglieri tutti per l’importante voto”, dichiara Giovanna Pugliese, Assessora al Turismo e alle Pari Opportunità della Regione Lazio. “Esprimo piena soddisfazione per il voto, frutto di un lavoro che parte da lontano e che traghetterà il Lazio oltre l’emergenza. È evidente a tutti, che gli ultimi tre mesi hanno modificato in modo radicale le priorità di intervento che andranno definite dai piani annuali. Sono contenta che il Consiglio abbia approvato anche l’emendamento della Giunta che prevede tra le altre la realizzazione di uno specifico Piano Strategico Multidisciplinare rivolto principalmente al settore del Turismo per varare ulteriori azioni di sostegno oltre ai 20 milioni a fondo perduto già stanziati dal Governo Regionale per gli operatori del settore. Ancora di più dopo l’emergenza Covid – conclude l’Assessora Pugliese – ha quindi senso dar vita a una visione strategica per la programmazione dei prossimi anni, tenendo fermi i tre grandi obiettivi: 1) rafforzare il brand della destinazione Lazio; 2) promuovere la crescita della comunità locali; 3) sostenere la destagionalizzazione e la delocalizzazione dell’offerta turistica. L’approvazione del Piano Turistico Triennale sbloccherà le risorse ordinarie di bilancio che verranno immediatamente impiegate a sostegno del comparto e dei Comuni del Lazio”.




De Priamo (DfI) contro la Raggi: "Sgombera Casapound non le altre occupazioni"

 

 “La Raggi invece di cercare di fare qualcosa di concreto per Roma ed i romani, da quattro anni in balia della peggiore amministrazione di sempre, continua con pervicacia a sollecitare lo sgombero dello stabile occupato da CasaPound in via Napoleone III mentre ha fatto di tutto per ritardare il piano prefettizio per lo sgombero di ben 23 occupazioni sulle quali ci sono sentenze definitive e sulla non inclusione nella l’osta degli sgomberi di tutte le altre occupazioni abitative e non legate alla galassia dei centri sociali di estrema sinistra”. E’ quanto dichiara in una nota Andrea De Priamo, capogruppo in Campidoglio di Fdi. “Due pesi e due misure – continua De Priamo – come già fatto con lo sgombero della sede di Colle Oppio o di quella dei fratelli Mattei che denotano solo l’incoerenza e l’ingiustizia delle sue azioni. Addirittura grillini e Pd per due volte hanno votato in aula una richiesta di stop al piano prefettizio indebita e forse illegittima e ora guarda caso le stesse forze politiche di uniscono nell’esultanza per la richiesta di sgombero verso Casa Pound, non mostrando alcuna preoccupazione per le sorti delle famiglie che risiedono in via Napoleone III”, conclude.

 





Di Stefano(Casapound) non s’arrende: “Siamo all’Esquilino da 16 anni, restiamo”

 

“Siamo qui da 16 anni e abbiamo intenzione di restare qui. Se qualcuno vuole fare questo sgombero, vediamo cosa succede quel giorno. Il movimento è nato sulle barricate di questa occupazione che è e resta un simbolo”. Lo ha detto il vicepresidente di CasaPound Simone Di Stefano, che, a fronte della possibile notifica di sgombero della sede storica dell’associazione all’Esquilino in arrivo per la prossima settimana, ha proposto una soluzione di mediazione: “se si vuole trovare una soluzione, la si può trovare tranquillamente assegnando lo stabile alle famiglie che lo occupano – ha spiegato Di Stefano nel corso del presidio di solidarietà convocato di fronte alla struttura”. “Lo affittassero a un affitto calmierato alle famiglie che vivono qui dentro”, ha aggiunto. CasaPound convoca un presidio di solidarietà a difesa dell’immobile occupato nel quartiere Esquilino e annuncia il ricorso contro il sequestro preventivo dello stabile. “Faremo ricorso nelle sedi opportune – ha annunciato -. A Roma ci sono decine di sgomberi da fare, centinaia di palazzi occupati, una lista della Prefettura stabilisce la priorità degli sgomberi e questa operazione è un attacco politico per portare CasaPound in cima a quella lista. Noi non sapevano nulla neanche dell’indagine, ma si tratta di un attacco politico del successore di Luca Palamara, Eugenio Albamonte, anche lui di Area, una corrente della magistratura che non si è sforzata neppure di cambiare il carattere grafico sul proprio sito rispetto a quello del Pd”, ha attaccato Di Stefano. Rispetto alle minacce social condivise dai consiglieri M5S Di Stefano ha minimizzato: “È pieno di matti sui social, non ci dobbiamo dissociare, perché non siamo mai stati associati ai matti. Chi va in giro a minacciare le persone è un matto, un sociopatico. Casapound cosa c’entra? Per quanto ne so potrebbe essere anche uno dei centri sociali travestito”. Alla sindaca Raggi, ha aggiunto Di Stefano “auguriamo non venga mai torto neanche un capello. È il sindaco di Roma, fa il suo lavoro, è in campagna elettorale e se la prende con Casapound”, ha concluso.





L’Assemblea Capitolina impegna la Raggi: “Si indigni con gli Usa per il caso Floyd”

 

L’Assemblea capitolina ha impegnato la sindaca Raggi, approvando all’unanimità una mozione a prima firma del capogruppo Pd Giulio Pelonzi, a adoperarsi con il Governo italiano perché sia rappresentato alle autorità degli Stati Uniti la profonda indignazione della città di Roma per il barbaro omicidio di George Floyd. “Roma non resta indifferente a quanto accaduto – si legge nelle premesse della mozione – respinge ogni forma di razzismo, violenza e sopraffazione ed è vicina, alla famiglia di George Floyd e a tutti coloro ai quali con violenza sono negati persino i fondamentali diritti umani”. Roma, si legge ancora nel testo “si unisce all’indignazione che giunge da tante parti del mondo per dimostrare che c’è solidarietà e vicinanza al di là di ogni confine e di ogni distanza geografica; tutti hanno il diritto sacrosanto di respirare in un mondo all’insegna dell’uguaglianza e del rispetto degli uomini al di là del colore della pelle e del credo religioso”. Il capogruppo del Pd capitolino, in una nota, ha espresso soddisfazione anche a nome del gruppo del Pd: “Le immagini dell’assassinio di George Floyd hanno colpito profondamente la sensibilità dei cittadini romani e di milioni di persone nel mondo ha sottolineato Pelonzi -. Roma da sempre città aperta e tollerante non è indifferente a quanto accaduto nella città americana, e respinge ogni forma di razzismo, violenza e sopraffazione. Roma è vicina a George Floyd, alla sua famiglia e a tutti coloro che subiscono violenze ingiustificate e assolutamente ingiuste”.





Aumentano i voli Kim destinazione Italia

 

Klm aumenta ancora i voli per l’Italia a luglio. Dopo aver ripreso il primo giugno i collegamenti con l’Italia garantendo voli giornalieri per Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia e Firenze, la compagnia aerea olandese a luglio riattiverà anche i collegamenti con Bologna, Cagliari, Catania e Genova arrivando a servire otto città italiane.

A luglio su scala globale Klm aumenterà il numero dei voli di oltre il 60% rispetto a giugno portando l’operatività al 25-30%.

“I nostri clienti – sottolinea il presidente e amministratore delegato Pieter Elbers – vogliono tornare a viaggiare di nuovo. Stiamo quindi espandendo il network gradualmente e, con tutte le misure sanitarie adottate a bordo e a terra, lo stiamo facendo nel modo più sicuro possibile”.





Operazione ’Molosso’ della Gdf su gare truccate e corruzione nella sanità piemontese

“Turbativa d’asta e corruzione”.

Queste le ipotesi di reato che ha visto nelle scorse ore la Guardia di Finanza di Torino perquisire una trentina di obiettivi tra ospedali, ASL, aziende e abitazioni private. Interrotto, di fatto, un “malcostume” diffuso, fatto di gare d’appalto truccate e di ipotesi di corruzione all’interno della sanità piemontese.

Le indagini, condotte dai Finanzieri del Gruppo Torino e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno portato al sequestro di molto materiale e copiosa documentazione a Torino e nelle province di Alessandria e Novara.

Gravi, secondo gli inquirenti, le ipotesi di reato a carico degli indagati con conseguenti danni patrimoniali ed economici all’intero Servizio sanitario nazionale, a vantaggio, in particolare, di un’azienda torinese e di una multinazionale veneta leader nel settore della fornitura di prodotti ed apparecchiature mediche.

Nel corso dell’operazione i Finanzieri hanno anche sequestrato in via preventiva conti correnti riconducibili a tangenti ricevute da parte di uno degli indagati di Torino.

Nel mirino della Procura e degli uomini del 1° Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza torinese, anche alcune gare d’appalto sospette che potrebbero essere state preventivamente ed appositamente stilate per favorire la società multinazionale oggetto di indagine la quale, ad avvenuta aggiudicazione, avrebbe potuto beneficiare di milioni di euro per la fornitura di camici e divise per medici ed infermieri Piemontesi.

All’ospedale di Alessandria le indagini avrebbero portato ad individuare la corruzione di un coordinatore infermieristico membro della commissione per la gara d’appalto attenzionata per la fornitura di prodotti ed apparecchiature mediche chemioterapiche, favorendo una specifica società.

L’operazione, denominata “Molosso”, vede attualmente indagati, a vario titolo dall’Autorità Giudiziaria torinese 19 persone e 5 società.




Patuanelli sull’Ilva: “Se Mittal vuole lasciare, lasci. Tagli inaccettabili”

 

"Noi ci aspettiamo un piano in linea con gli accordi di marzo, non 14 anni fa, capiamo l’incertezza nel mercato acciaio, non capiamo la profondità" con cui si farebbero i tagli, "cosa per noi inaccettabile". Così il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli a ’Radio Anch’io’ sulla trattativa con ArcelorMittal per l’ex Ilva in vista del prossimo incontro. "Se vuole andarsene, andasse" incalza il ministro, spiegando che in tal caso si applicherebbero "le clausole di uscita" previste dal contratto. E aggiunge: "Do per scontato che arriverà un piano non in linea con quanto discusso a marzo e con quanto si aspetta il governo". Alla domanda sul possibile ingresso dello Stato con Cassa depositi e prestiti, Patuanelli afferma: "E’ quasi inevitabile". Ad ogni modo oggi "non ci si può più permettere di ragionare su una crisi aziendale, Taranto forse è il tavolo di crisi più ampio ma se guardiamo al caso singolarmente facciamo un errore". "Serve un piano strategico per la filiera".





Sequestro milionario della Gdf a Milano: c’è anche un Picasso

Sequestro di beni per circa 20 milioni di euro, eseguito dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf, a carico di un italiano condannato a 10 anni e 7 mesi per frode fiscale e trasferimento fraudolento di valori attraverso società estere. Tra i beni due lussuose ville e 67 oggetti d’arte e di antiquariato, tra cui dipinti di Pablo Picasso, Lorenzo De Caro e Niccolò Cassana, e varie sculture. 




Riaperte otto imprese su dieci, ma l’incubo sono i mancati incassi passati e futuri. L’analisi di Confcommercio

 

Delle quasi 800mila imprese del commercio e dei servizi di mercato che con l’inizio della fase 2 avevano la possibilità di ripartire, dopo esattamente due settimane ha riaperto l’attività l’82%. In particolare, si tratta del 94% nell’abbigliamento e calzature, dell’86% in altre attività del commercio e dei servizi e solo del 73% dei bar e ristoranti, a conferma delle gravi difficoltà delle imprese attive nei consumi fuori casa. È il dato principale di un’indagine realizzata da Confcommercio in collaborazione con SWG. Tra le misure di sostegno ottenute, il 44% delle imprese ha beneficiato di indennizzi, come il bonus di 600 euro, ma è ancora estremamente bassa la quota di chi fruito della cassa integrazione (17%) oppure ottenuto prestiti garantiti (8%). Un terzo delle imprese che hanno riaperto stima una perdita di ricavi oltre il 70%, mentre per il 28% rimane elevato il rischio di chiudere definitivamente a causa delle difficili condizioni di mercato, dell’eccesso di tasse e burocrazia, della carenza di liquidità.





Covid-19, Salvini non perdona Bersani: “Da lui dichiarazioni disgustose”

Il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta duramente le frasi dell’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che in una trasmissione, riferendosi al centrodestra aveva affermato che "viene il dubbio che se avessero governato loro non sarebbero bastati i cimiteri". "Quelle di Bersani sono dichiarazioni disgustose - ha attaccato Salvini in un’intervista al Tg4 -: a me sembra un cretino, scherza con 30mila morti? Qui c’è gente che non sta bene...". "Se qualcuno al governo di Roma avesse ascoltato Zaia e Fontana avremmo avuto molti problemi in meno. Più che minacce occorrerebbero ringraziamenti", ha detto ancora Salvini. La controreplica di Bersani"Chiaro che ho usato un’iperbole. Ma un ex ministro dell’Interno che ridicolizza mascherine e distanziamento dopo che a pochi giorni dalla prima zona rossa chiedeva di aprire tutto si espone a un giudizio che, ripeto, per iperbole, confermo assolutamente". Così Pierluigi Bersani (Leu) replica su Twitter alle critiche del segretario leghista Matteo Salvini.

 





Piano Rinascita, collaborazione condizionata da Berlusconi e Forza Italia

 

"Se davvero il premier aprirà un dialogo serio e fattivo con l’opposizione, Forza Italia non si tirerà indietro". Anzi: Silvio Berlusconi è pronto a dare, anche personalmente, un contributo "di idee e di esperienza". "La nostra prima preoccupazione, il nostro primo impegno dev’essere quello di contribuire alla stesura del Recovery Fund italiano", ha detto infatti il leader di FI.  Ma quello di Silvio Berlusconi è un sì a modo suo  condizionato, Tre sono le sue precisazioni. Primo: collaborazione istituzionale non significa convergenza politica. Secondo: l’ascolto non è una concessione del presidente del Consiglio, semmai è nell’interesse del Paese e dello stesso governo "avvalersi di chi ha esperienza e competenza, non solo politica". Qualità queste che nei partiti della maggioranza scarseggiano".  Il terzo punto è la capacità di ascoltarel’opposizione. Il leader di Forza Italia, spiega a "La Stampa" che  questo "non può essere solo un gesto di cortesia formale. Deve tradursi nel concordare concretamente le scelte da fare".
E quindi? "Quindi se il governo ce lo consentirà davvero, parteciperemo a tutti gli incontri e a tutti i lavori al riguardo. Cercheremo di apportare le proposte più utili che scaturiranno dal nostro buonsenso, dalla nostra competenza, dalle nostre plurime esperienze nel mondo delle imprese, dell’edilizia, delle opere pubbliche, dello sport, della comunicazione e delle relazioni internazionali. Credo di dover ricordare anche due esperienze forse importanti", sottolinea il Cavaliere.  Berlusconi è categorico anche su un altro punto: "Anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni, nell’impegno legislativo dei loro rispettivi gruppi parlamentari, hanno dimostrato la loro disponibilità spesso inascoltata come quella di Forza Italia. Alla vigilia di un importante appuntamento elettorale per le amministrative di settembre il centrodestra lavora per preservare il valore dell’unità Su questo punto non vi sono ambiguita’"





Conte. “Abbiamo perso 20 anni. Il Pil tornerà ai livelli del 2000”

 

“La sfida della ripartenza non può esaurirsi in un ritorno alla normalità precedente al covid. Con l’arrivo di questa crisi, il Pil tornerà ai livelli del 2000: negli ultimi 13 anni oltre 2 milioni di persone hanno lasciato l’Italia. Abbiamo il dovere di uno sforzo corale per recuperare il ventennio perduto per ricostruire uno sviluppo basato sulla coesione sociale, sulla sostenibilità, l’innovazione tecnologica e una rivoluzione delle competenze”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, all’apertura dei lavori del digital talk “Italia Riparte. Analisi, prospettive e strategie per l’Italia post Covid-19”, organizzato da EY. “Il modello di sviluppo perseguito in tutti i paesi occidentali, pure avendo creato ricchezza, non ha creato coesione. Ricostruire la società nell’era post covid richiede uno sforzo straordinario”, ha concluso.




Barbagallo (Uil): “Per assicurare la riapertura delle scuole a settembre servono più risorse e più personale”

 

La riapertura delle scuole a settembre è stato l’oggetto del confronto tra il Governo, i Sindacati e le Associazioni della società civile, svoltosi, in videoconferenza, alla presenza del Premier Giuseppe Conte. Per la Uil hanno partecipato il Segretario generale, Carmelo Barbagallo, il Segretario generale aggiunto, Pierpaolo Bombardieri, il Segretario generale della Uil scuola, Pino Turi, e la Segretaria organizzativa, Noemi Ranieri.

 

I Sindacati di categoria si sono presentati con un documento condiviso, chiedendo un provvedimento legislativo organico, un Piano finanziato, per poter riaprire le scuole a settembre e garantire le consuete attività scolastiche in assoluta sicurezza per il personale e per gli alunni.

 

“L’obiettivo - ha detto Barbagallo - è quello della ripresa dell’attività didattica in presenza, quanto più possibile diffusa e generalizzata. Ma perché ciò avvenga secondo i necessari criteri di sicurezza, servono risorse e più personale. In questo quadro, si inserisce anche la richiesta di assunzione e di tutele per i precari. Peraltro - ha proseguito il leader della Uil - noi chiediamo che le scuole siano ristrutturate, per assicurare l’incolumità di chi le frequenta e di chi ci lavora e, inoltre, che si investa in tecnologie e digitalizzazione, così da strutturare una didattica più moderna ed efficiente.

In sostanza, serve un piano che si accompagni al Protocollo del Comitato Tecnico Scientifico. E, tal proposito - ha concluso Barbagallo - le indicazioni che sono state definite dai Sindacati di categoria rappresentano, certamente, un punto fondamentale per una ripresa dell’attività didattica che dia garanzie e prospettive agli studenti e al personale scolastico”.





L’ex Presidente del Pd Orfini voterà contro il Ddl scuola

 

 

Il deputato ed ex presidente Pd Matteo Orfini ha annunciato l’intenzione di votare contro il decreto Scuola in corso di approvazione alla Camera, in dissenso dal suo gruppo e dalla maggioranza di governo. Per Orfini, la mediazione raggiunta sul concorso per l’immissione in ruolo dei nuovi docenti è insufficiente: "Non si riconoscono i titoli e gli anni di servizio dei precari che insegnano da anni nei nostri istituti - dichiara a Fanpage.it - era l’occasione di sanare una ferita, invece si è rifiutato di creare un meccanismo di stabilizzazione che riconoscesse il valore di quanto fatto in questi anni. Si è voluto considerare il precariato una colpa dei precari", conclude e sul proprio partito commenta: "Il Pd cede per non infastidire il M5S, in questo caso la ministra Azzolina".





La Sardegna ha riaperto la ‘frontiera’. Dal 5 giugno libera circolazione

 

 

La riapertura del traffico passeggeri non residenti, da e per la Sardegna, è ripartita questo venerdì. A darne notizia il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In principio, stando a specifiche richieste giunte tramite lettera al Mit da parte della Regione Sardegna, la riapertura sarebbe avvenuta venerdì 12 giugno. La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, "valutato il flusso di passeggeri dal giorno 3 giugno - si legge in una nota del Mit - e considerata la presenza di collegamenti marittimi aggiuntivi anche su linee di traffico non soggette a onere di servizio pubblico e che operano a libera prestazione, ha ritenuto in accordo con la Regione Sardegna di anticipare al 5 giugno la riapertura dei collegamenti marittimi, oltre che quelli aerei, per tutti i passeggeri".





Coronavirus, oltre 6,6 milioni di casi nel mondo. Il Brasile scavalca l’Italia e passa al terzo posto per numero di contagi

  

 

Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato la soglia dei 6,6 milioni, mentre il bilancio dei morti è di otre 391.000: è quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I dati pubblicati dall’ateneo indicano ad oggi un bilancio di 6.639.092 contagi accertati, inclusi 391.261 decessi. Finora nel mondo sono guarite 2.872.731 persone. Sono 34.021 i morti in Brasile, che scavalca l’Italia e si piazza al terzo posto per numero di vittime dopo Stati Uniti e Gran Bretagna. Le vittime registrate nelle ultime 24 ore sono 1.473, nuovo record, mentre i nuovi contagi sono stati 30.925, per un bilancio totale di 614.941. Lo rivela il ministero della Salute. Tornado all’Italia in circa 70 giorni in cui il virus Sars-Cov-2 ha colpito il Paese, sono morte 28.561 persone, il picco il 28 marzo, il giorno peggiore in cui 897 persone hanno perso la vita per il Covid-19: è la fotografia del secondo Rapporto dell’Istituto nazionale di statistica e dell’Istituto superiore di sanità sull’impatto dell’epidemia di Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente, primo quadrimestre 2020. La Sorveglianza nazionale integrata ha registrato, infatti, dal 20 febbraio al 30 aprile 2020, 28.561 decessi in persone positive al Covid-19; di queste 15.114 (53%) sono decedute entro il mese di marzo (il picco si è raggiunto il 28 marzo) e 13.447 (47%) nel mese di aprile. Il più alto numero di decessi viene infatti osservato il 28 marzo 2020, a una settimana di distanza dal picco dei casi segnalati, con 897 decessi. Il continuo aggiornamento dei dati da parte delle Regioni ha permesso di recuperare, ulteriori 790 decessi (15.114 rispetto ai 14.324) avvenuti a marzo ma comunicati successivamente alla data di aggiornamento della base dati oggetto del primo Rapporto (26 aprile 2020).

 





Furlan (Cisl): “In prima fila per salvaguardare la natura, mettere al centro la vita umana e il lavoro”

 

 

"Anche la Cisl sarà oggi accanto a tanti giovani ed a tante Associazioni in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente e della biodiversità. Dobbiamo salvaguardare l’ambiente, la natura, mettere al centro la vita umana ed il lavoro". E’ quanto sottolinea oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un editoriale sul quotidiano del sindacato Conquiste del Lavoro. "Lavoro, investimenti green, sicurezza, tutela della salute dei cittadini: sono questioni oggi indissolubili che vanno conciliate con il necessario equilibrio. Lo sviluppo sostenibile e le questioni dell’impatto ambientale dovranno far parte dei temi da discutere con il Governo negli Stati Generali dell’Economia, con l’obiettivo di un grande patto sociale tra istituzioni, imprese e sindacati", aggiunge la Furlan. "Gli ingenti fondi europei che saranno messi a disposizione dell’ Italia devono essere investiti in un ambizioso piano per la transizione ecologica, le nuove infrastrutture ed il recupero dei territori in abbandono. Tutto questo può e deve diventare una grande opportunità per il nostro Paese che non va sprecata". 
Furlan aggiunge che "come ha più volte sottolineato Papa Francesco non ci sono due crisi separate, una ambientale ed un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. 
L’impegno della Cisl e di tutto il sindacato è quello di portare nei luoghi di lavoro e nei territori la necessità di un grande accordo per la qualificazione ambientale delle nostre attività lavorative, in modo da garantire nel presente ed alle prossime generazioni, non solo un ambiente più sicuro e confortevole ma anche un lavoro stabile, di qualità, più dignitoso per tutti".





Mattarella e la Giornata Mondiale dell’Ambiente: “Legame imprescindibile tra natura e vita”

 

"Le recenti drammatiche vicende che toccano tutto il nostro pianeta ci impongono di prendere atto del legame imprescindibile che esiste tra l’equilibrio della natura e la nostra sopravvivenza". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. Ecco il testo integrale del messaggio inviato dal Capo dello Stato: “Le recenti drammatiche vicende che toccano tutto il nostro pianeta ci impongono di prendere atto del legame imprescindibile che esiste tra l’equilibrio della natura e la nostra sopravvivenza. Le nostre azioni, il nostro modello di produzione e di consumo hanno comportato una riduzione della capacità che gli ecosistemi hanno da sempre di adattarsi ai cambiamenti, pur continuando a svolgere funzioni indispensabili, quali - ad esempio - la protezione del suolo, il controllo del clima e degli agenti patogeni.

La giornata di oggi è dedicata alla biodiversità, ossia alla ricchezza dell’ambiente di vita che ci circonda. Proteggere e ripristinare la biodiversità vuol dire valorizzare la vita e l’equilibrio nelle sue diverse forme, nelle connessioni, nelle variabili di specie ed ecosistemi. La ricchezza della diversità biologica è per le nostre società fonte di resilienza. Compromettere tutto ciò significa aumentare le probabilità che i cambiamenti ambientali ci giungano come calamità.

Perdere questa ricchezza biologica e ambientale ha, poi, un altro effetto nefasto come quello di impoverire le basi su cui si poggia una parte importante della conoscenza scientifica che abbiamo del mondo. Tuttavia, oggi, per uscire dalle difficoltà che ci troviamo di fronte, è proprio della ricerca, della cultura scientifica ciò di cui abbiamo estremo bisogno insieme a politiche lungimiranti che sappiano immaginare e rendere accessibile un futuro prossimo di prosperità sostenibile”.





Tracollo del 26,3% per le vendite al dettaglio. E’ questo l’effetto lockdown in 12 mesi

 

Effetto lockdown sul commercio al dettaglio. Ad aprile 2020 l’Istat stima, per le vendite al dettaglio, una diminuzione rispetto a marzo del 10,5% in valore e dell’11,4% in volume. Come per lo scorso mese, a determinare il forte calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 24% in valore e del 24,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari aumentano in valore (+0,6%) e sono in diminuzione in volume (-0,4%). Su base tendenziale, ad aprile, si registra una diminuzione delle vendite del 26,3% in valore e del 28,1% in volume. Ma ecco nel dettaglio l’analisi di Istat: “Ad aprile 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, una diminuzione rispetto a marzo del 10,5% in valore e dell’11,4% in volume. Come per lo scorso mese, a determinare il forte calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 24,0% in valore e del 24,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari aumentano in valore (+0,6%) e sono in diminuzione in volume (-0,4%).  Nel trimestre febbraio-aprile 2020, le vendite al dettaglio registrano un calo del 15,8% in valore e del 16,6% in volume rispetto al trimestre precedente. Diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-29,9% in valore e -30,1% in volume), mentre le vendite dei beni alimentari mostrano variazioni positive (rispettivamente +3,1% in valore e +2,4% in volume). Su base tendenziale, ad aprile, si registra una diminuzione delle vendite del 26,3% in valore e del 28,1% in volume. Sono ancora le vendite dei beni non alimentari a calare sensibilmente (-52,2% in valore e -52,5% in volume), mentre crescono quelle dei beni alimentari (+6,1% in valore e +2,9% in volume). Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative per tutti i gruppi di prodotti. Le diminuzioni maggiori riguardano calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-90,6%), mobili, articoli tessili e arredamento (-83,6%), abbigliamento e pellicceria (-83,4%) e giochi, giocattoli, sport e campeggio (-82,5%), mentre il calo minore si registra per i prodotti farmaceutici (-3,5%).  Rispetto ad aprile 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 16,4% per la grande distribuzione e del 37,1% per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 45,2% mentre è in deciso aumento il commercio elettronico (+27,1%). Nel corso della fase di rilevazione dei dati vi è stata una contenuta riduzione del tasso di risposta delle imprese, conseguente all’emergenza sanitaria in corso.

 





Otto Municipi su quindici hanno Bandi attivi per far partire i Centri Estivi. Denuncia di Demos: “I sei milioni annunciati dalla Raggi non sono pervenuti”

Otto Municipi su quindici hanno Bandi attivi per far partire i Centri Estivi. Denuncia di Demos: “I sei milioni annunciati dalla Raggi non sono pervenuti”

 

“La scuola chiuderà il prossimo 8 giugno e ad oggi sono solo 8 su 15 i Municipi che hanno avviato bandi per l’affidamento dei centri estivi. Il dato è sconcertante, anche perché invece la sindaca Raggi lo scorso 2 giugno sul suo profilo Facebook faceva riferimento a 4 milioni di euro, oltre ai 2 già assegnati ai Municipi, per l’attivazione dei centri estivi. Ad oggi solo 8 Municipi hanno avviato le procedure per l’apertura dei centri estivi con fondi proprio del Municipio, i 6 milioni di euro di cui parla la sindaca Raggi non sono ancora pervenuti”. È quanto dichiara in una nota Barbara Funari, coordinatrice di Demos, Democrazia solidale a Roma. “Come faranno le famiglie degli altri 8 Municipi che ad oggi non hanno avviato alcun bando di affidamento del centro estivo? – si chiede Funari -. Ai cittadini romani, colpevoli di risiedere nei Municipi “sbagliati”, viene ancora una volta chiesto di arrangiarsi e farcela con le proprie forze. In un momento così delicato, questo è davvero inaccettabile”. Demos “chiede con urgenza alla sindaca Raggi una verifica dello stato dell’arte dei Municipi 4,5,6,10,12,13 e 14. Quando uscirà il bando? Quando apriranno in questi Municipi i centri estivi?”.





Piani di Zona: accordo tra Roma Capitale e Regione Lazio per il completamento delle opere di urbanizzazione

 

Il Protocollo individua gli indirizzi e le attività finalizzate alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria non attuate o non previste per il completamento dei Piani di Zona del II PEEP già avviati, con un impegno congiunto e di collaborazione tra Roma Capitale e Regione Lazio nell’individuare e finanziare secondo criteri e oneri in capo alle due Amministrazioni gli interventi prioritari.

Le Amministrazioni, per il perseguimento dell’interesse pubblico sotteso all’Edilizia Residenziale Pubblica, procederanno all’individuazione dei servizi più richiesti dagli abitanti impegnandosi ad affrontare congiuntamente le criticità e gli eventuali impedimenti alla realizzazione non rimovibili con strumenti ordinari e con il concorso dei soggetti attuativi.

"Questo protocollo è un importante passo in avanti per restituire dignità al diritto fondamentale dell’abitare, un impegno che stiamo perseguendo dall’inizio del nostro mandato. Il Protocollo si inserisce in una strategia  complessiva che prevede il recupero di risorse economiche e la selezione di opere strategiche mai completate attraverso l’unica strada possibile per la risoluzione di uno dei temi più complessi del territorio ovvero lo scambio di informazioni e la collaborazione tra istituzioni per il bene dei cittadini", sottolinea l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori. 

"La collaborazione istituzionale e amministrativa è fondamentale per realizzare le opere e i servizi necessari  al completamento di molti piani di zona. Una serie di interventi attesi da tanti anni, che finalmente verranno attuati dalla Regione, attraverso la sua società Astral, per migliorare la qualità della vita di migliaia di persone in diversi quadranti della città di Roma. Le opere verranno realizzate da Astral, società interamente partecipata dalla Regione", dichiara Massimiliano Valeriani, assessore all’Urbanistica e alle Politiche abitative della Regione Lazio.





Pagamento dell’acconto della nuova IMU 2020, tutte le informazioni utili di Roma Capitale

 

La Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020), con decorrenza dal 1° gennaio 2020, ha abolito la IUC, ad eccezione della TARI, ha eliminato la TASI e disciplinato la nuova IMU (art 1, commi da 738 a 783).

 

I Comuni devono approvare un nuovo regolamento e le aliquote della nuova IMU, entro il 31 luglio 2020 (art. 138 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, pubblicato nella G.U. n. 128 del 19/05/2020).

 

In attesa dell’approvazione del regolamento e delle aliquote della nuova IMU, si informa che, in sede di prima applicazione della nuova IMU, la Legge n. 160/2019 prevede quanto segue:

 

-       il pagamento della prima rata – acconto - con scadenza il 16/06/2020 dovrà essere pari alla metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019;

 

-       è confermata l’esenzione dall’IMU per le abitazioni principali, escluse le cat. A1, A8 e A9";

 

-       per gli Enti non commerciali è confermato il versamento in tre rate: per la prima del 16/06/2020 il versamento dovrà essere pari al 50% dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente (ovvero il 2019); la seconda rata del 16/12/2020 pari al 50 % dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente; la terza, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, dovrà essere versata entro il 16/06 dell’anno successivo a quello cui si riferisce il versamento, ovvero entro il 16/06/2021, sulla base delle aliquote che saranno approvate per l’anno 2020;

 

-       per gli immobili (fabbricati rurali e fabbricati merce) che nel 2019 erano esenti dall’IMU ma assoggettati alla TASI, questi dovranno versare l’acconto sulla base dei mesi di possesso realizzatisi nel primo semestre del 2020, applicando l’aliquota di base pari allo 0,1 per cento prevista dai commi 750 e 751 dell’art. 1 della Legge n. 160/2019, stante la non imponibilità delle fattispecie in esame nella previgente disciplina IMU

 

I codici tributo da utilizzare per il versamento sono quelli dell’IMU.

 

Si evidenzia, inoltre, che con la nuova IMU, non è più prevista l’esenzione per l’abitazione posseduta in Italia dai pensionati AIRE che quindi dovranno effettuare il versamento della prima rata IMU entro il 16 giugno 2020.

 

Per maggiori informazioni e chiarimenti sul pagamento della nuova IMU si rinvia alla Circolare del Ministero dell’economia e delle finanze n. 1/DF del 18 marzo 2020 

 

Il versamento della rata a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno dovrà essere eseguito, a conguaglio, sulla base delle aliquote che saranno approvate da Roma Capitale e pubblicate nel sito internet del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze, nei termini di legge prescritti.

 





Fiepet-Confesercenti: “Soddisfazione per il cambio degli orari di chiusura per gelaterie, pizzerie e pasticcerie”

  

“Accogliamo con soddisfazione l’ordinanza della sindaca di Roma che prevede per le gelaterie, ma anche pizzerie al taglio e pasticcerie, la possibilità di restare aperte anche dopo le 21.30. La Raggi ha ascoltato le richieste avanzate da Fiepet-Confesercenti, insieme alla ‘protesta dolce’ sotto al Campidoglio da parte dell’Associazione Italia gelatieri. Un risultato positivo per le attività commerciali e per tutta la filiera dell’agroalimentare. Un provvedimento, su cui ringraziamo anche l’assessore Cafarotti per l’attenzione, che aiuterà i pubblici esercizi a ripartire. Un segnale positivo sia per l’economia della Capitale che dal punto di vista occupazionale perché sarà possibile richiamare sul posto di lavoro i dipendenti che sono in cassa integrazione e al tempo stesso assumere gli ‘stagionali’”. E’ quanto dichiara in una nota Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti.





Perseguita la sua ex con minacce di morte e si nasconde dietro il profilo di una terza persona. Scoperto e messo ai domiciliari grazie alla Polizia Postale

 

Non si era rassegnato a perdere la donna che considerava l’amore della sua vita e, così, un impiegato romano di 49 anni ha messo in piedi un piano degno del miglior thriller psicologico. Per mesi ha continuato a inviare mail e messaggi inquietanti alla ex fidanzata con minacce di morte per sé ed i suoi cari, cercando di far ricadere la colpa su un altro uomo che con la stessa aveva avuto un rapporto sentimentale. 

Per cercare di distogliere l’attenzione dalla sua persona, l’uomo si era anche finto vittima, egli stesso, di azioni persecutorie, denunciando a sua volta di aver ricevuto messaggi dello stesso tenore. Messaggi che lui stesso si inviava anche da dispositivi di cui aveva la disponibilità per ragioni di lavoro.

Per molto tempo la vittima, terrorizzata, aveva dovuto modificare le sue abitudini visto che lo stalker pareva conoscere ogni suo movimento. 

Telefonate continue, accessi abusivi alla posta elettronica e ai portali del lavoro, intrusioni sulle app di messaggistica,  il persecutore dimostrava una grande dimestichezza con i supporti informatici e poneva in campo molteplici metodi per creare uno stato di terrore nella donna.

Ottenuto il suo scopo, era assurto a protettore della vittima dimostrandosi preoccupato per le sorti di questa e, conquistatane di nuovo la fiducia, la accompagnava persino negli uffici di polizia per farle sporgere le relative denunce. Il comportamento premuroso non aveva lasciato indifferente la donna a cui era riuscito a fare il vuoto intorno, convincendola a non fidarsi di altri, il tutto nel tentativo di poter tornare con quello che considerava l’amore della sua vita. 

La messinscena però non ha convinto gli investigatori della Polizia di Stato del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Lazio, coordinati dal PM Claudia Alberti della Procura della Repubblica Presso il Tribunale di Roma che, grazie ad un attento e certosino lavoro, riuscivano a risalire alla vera identità dello stalker.

Il GIP, riconoscendone la spiccata pericolosità sociale, disponeva per lui gli arresti domiciliari. L’uomo dovrà rispondere, oltre che per gli atti persecutori, anche per i reati di accesso abusivo a sistema informatico, ricettazione e simulazione di reato.





Ex calciatore e richiedente asilo ‘pizzicato’ con un piccolo carico di droga. Partiva da Roma ed era diretto a Genova

 

Da calciatore in 1° categoria a Genova  e richiedente asilo a “Corriere della droga”. Pizzicato mentre stava per salire su un pullman diretto a Genova con 1066 grammi di marijuana.  

Un altro corriere della droga è stato bloccato dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Celio, diretto da Maria Sironi e del commissariato Esquilino, diretto da Stefania D’Andrea. 

I due poliziotti, liberi dal servizio mentre si trovavano nei pressi di un locale in largo Guido Mazzoni, hanno notato lo strano atteggiamento di un cittadino straniero che, con uno zaino al seguito, con fare guardingo e controllandosi sempre intorno, si dirigeva verso un autobus in partenza per Genova.

Fermato, il giovane sin da subito ha mostrato segni di inquietudine e nervosismo e, alla richiesta di esibire un documento di identità, probabilmente per sviare i sospetti,  ha mostrato  una tessera di riconoscimento di una Società calcistica di Genova.

L’essere un giocatore però non lo ha aiutato –  il forte odore di “canfora”, sostanza utilizzata per coprire l’odore della marijuana e confondere l’olfatto dei cani antidroga ha attirato l’attenzione  dei poliziotti che gli hanno chiesto di aprire lo zaino: al suo interno un grosso involucro avvolto con numerosi strati di cellophane trasparente e di colore nero contenente marijuana per un peso di 1069 grammi.

Dopo essere stato foto-segnalato al Gabinetto di Polizia Scientifica e a conclusione degli atti di rito il “calciatore – corriere ” identificato per Y.A. nigeriano di 29 anni, residente a Genova è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa della direttissima.





Dramma al largo di Anzio, si ribalta un peschereccio: un morto e due feriti

 

Un pescatore morto e due feriti. È il bilancio della tragedia avvenuta al largo della Riviera Mallozzi, ad Anzio. Un peschereccio si è ribaltato a causa del mare in burrasca. Uno dei tre è riuscito a raggiungere la riva a nuoto e un altro è stato salvato dalla guardia costiera. Il terzo non è riuscito a mettersi in salvo. Sul posto hanno lavorato anche vigili del fuoco, sommozzatori e i mezzi del 118.

 





Speranza: “Dobbiamo essere prudenti. La battaglia contro Covid non è vinta, il nemico è ancora lì”

 

"Oggi siamo in una fase diversa di questa epidemia, ma dobbiamo ancora essere prudenti. Non bisogna pensare che sia tutto finito e che la battaglia sia vinta. Il nemico insidioso è ancora lì, bisogna avere la massima cautela", ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, a Bologna per l’inaugurazione del secondo modulo dell’Hub nazionale e regionale di terapia intensiva.

"Bisogna chiudere e archiviare la stagione dei tagli al comparto sanitario. La retorica degli sprechi attorno al reparto salute è stata la scusa per tagliare più che investire. Ora si ricomincia a investire sulla salute delle persone", ha spiegato Speranza inaugurando l’Hub. "Negli ultimi 5 mesi abbiamo messo più risorse degli ultimi 5 anni".

 





L’Istat ha studiato le giornate del lockdown ed ha scoperto che le famiglie si sono ritrovate a tavola e nella preparazione dei cibi e si sono svegliate più tardi

 

L’obbligo di restare a casa ha stravolto la quotidianità dei cittadini e ha avuto un forte impatto sulla loro giornata e sul loro modo di passare il tempo. Il primo effetto è stato quello di ripiegare sulle attività possibili all’interno delle mura domestiche – senza rinunciare alla creatività – e di cogliere questa occasione per fare sperimentazioni e dedicarsi a quanto rimandato da tempo.

Uno sguardo complessivo su come i cittadini hanno utilizzato il loro tempo in un giorno medio della Fase 1 restituisce l’immagine di una giornata comunque ricca e varia.

Ordinando le attività in base alla percentuale di cittadini che le svolgono, al di là delle attività fisiologiche (dormire, mangiare, lavarsi, ecc.) che sono comuni a tutti, il dato che emerge con evidenza è che la quasi totalità della popolazione è riuscita a dedicarsi ad attività di tempo libero (98,3%). Il 76,9% ha svolto lavoro familiare (pulizia della casa, cura dei conviventi, ecc.). Solo il 28% è uscito per vari motivi (passeggiata, andare a lavoro, a fare la spesa). Ha lavorato il 16,7% della popolazione e studiato l’8% (quota che sale al 61,9% tra gli studenti di 18 anni e più).

Un terzo dei cittadini si è svegliato più tardi rispetto a prima del lockdown e un quinto ha dormito di più. Ad approfittarne sono stati gli uomini più delle donne.

Tra le attività di lavoro familiare la preparazione dei pasti ha coinvolto il 63,6% dei cittadini (l’82,9% delle donne, il 42,9% degli uomini).

La cura dei figli è l’attività che più frequentemente delle altre ha fatto registrare un incremento del tempo dedicato abitualmente, in particolare per il 67,2% di coloro che l’hanno svolta, mentre per il restante 29,5% non ci sono state variazioni.

 




La certezza di Gentiloni: “Il recovery found sarà certamente approvato”

 

Il Commissario Ue, Paolo Gentiloni, ha una certezza: “Il Recovery fund sarà senza dubbio votato e approvato".  Lo ha detto il commissario all’economiain un’intervista a Bloomberg Tv. "Alcuni dettagli saranno cambiati e negoziati, ma il cuore della proposta sarà approvato", ha detto precisando che "è possibile che l’accordo al Consiglio europeo arrivi a luglio. Il primo luglio comincerà la presidenza semestrale tedesca dell’Ue, e anche questo aiuterà". 

Anche nei Paesi che stanno criticando il piano per la ripresa Ue, "credo che ci sia la consapevolezza che abbiamo un futuro comune e che la prosperità dei loro cittadini è strettamente connessa a quella del mercato unico e dell’economia europea nell’insieme", ha spiegato Gentiloni. "Credo che la vera svolta l’abbia data questa consapevolezza. Abbiamo passato 10 anni senza alcuna possibilità di decidere alcuni strumenti fiscali comuni, ma siamo stati capaci di farlo ora perché questa crisi terribile ha aumentato consapevolezza", che è "molto forte anche nelle comunità imprenditoriali e nelle comunità dei lavoratori dei Paesi più riluttanti".

"Davanti alla proposta della Commissione i Paesi hanno reagito in maniera diversa, ma nessuno ha sbattuto la porta. Non tutti, ma la maggior parte sono in una posizione negoziale, e sapendo come funziona qui nell’Ue, questo alla fine porta a un accordo", ha continuato il commissario. Per l’entrata in vigore del Recovery fund, Gentiloni ha sottolineato che, se verrà trovata un’intesa a luglio fra le capitali, "servirà poi l’accordo dei parlamenti nazionali e questo richiederà ancora alcuni mesi. Ma è chiaro che, siccome questo fondo è legato al bilancio Ue 2021-27, sarà in vigore dal primo gennaio 2021". 




D’Amico (ConfimpreseItalia): “Soddisfazione per la possibilità di estendere l’Ecobonus agli alberghi”

Soddisfazione è stata espressa dal presidente Guido D’amico per l’intenzione manifestata dalla maggioranza di Governo di estendere l’ecobonus agli alberghi, contenuta in un emendamento al Decreto Rilancio.

 

“Pochi giorni fa avevamo chiesto – si legge in una nota del Presidente di Confimpreseitalia Guido D’amico – che l’ecobonus fosse esteso anche alle strutture alberghiere e dell’accoglienza in generale”.

Questo consentirà il riammodernamento dell’intero parco alberghiero italiano che è tra i più vetusti d’Europa ovvero di poter sfruttare un’occasione importante per far ripartire un settore letteralmente messo in ginocchio dalla recente pandemia.

“Ci auguriamo – conclude D’Amico – che il Governo, oltre a questo, accolga anche l’altra ns. richiesta e cioè quella relativa all’impiego di ulteriori risorse a fondo perduto da destinare alla filiera del turismo, nelle sue varie sfaccettature, che rappresenta un settore cardine dell’economia del nostro Paese”.





Risalgono i contagi (+518). La Lombardia resta la Regione più colpita (+402) dal Covid-19

 

Risalgono i contagi in Italia. E’ di 234.531 il numero complessivo dei contagiati per il coronavirus, con un incremento rispetto a ieri di 518 casi, quando si era registrata una crescita di 177. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia i nuovi contagiati sono 402 in più (19.389 i tamponi eseguiti in un giorno), mentre ieri l’incremento era stato di 84 casi, pari al 77,6%% dell’aumento odierno in Italia. Ma ecco il consueto Bollettino diffuso dalla Protezione Civile: “Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile. In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 5 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 234.531, con un incremento rispetto a ieri di 518 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 36.976, con una decrescita di 1.453 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 316 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 22 pazienti rispetto a ieri. 5.301 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 202 pazienti rispetto a ieri. 31.359 persone, pari all’85% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 85 e portano il totale a 33.774. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 163.781, con un incremento di 1.886 persone rispetto a ieri. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 19.853 in Lombardia, 4.369 in Piemonte, 2.512 in Emilia-Romagna, 1.229 in Veneto, 857 in Toscana, 244 in Liguria, 2.710 nel Lazio, 1.293 nelle Marche, 774 in Campania, 846 in Puglia, 123 nella Provincia autonoma di Trento, 872 in Sicilia, 180 in Friuli Venezia Giulia, 670 in Abruzzo, 101 nella Provincia autonoma di Bolzano, 29 in Umbria, 67 in Sardegna, 10 in Valle d’Aosta, 97 in Calabria, 122 in Molise e 18 in Basilicata.