Concerti, Max Gazzè riparte con tre date nella Capitale

 

Max Gazze’ riparte da Roma con i concerti. Come aveva promesso qualche settimana fa, il cantautore non rinuncia ai live e annuncia tre date che lo porteranno sul palco dell’Auditorium Parco della Musica. L’appuntamento e’ per il 2, 3 e 4 luglio. 

Su TicketOne, sono aperte le prevendite per i biglietti. Saranno tre concerti ridimensionati, che permetteranno a Gazze’ e alla sua band storica di esibirsi in tutta sicurezza davanti a una platea di massimo 1000 persone. Il palco, infatti, sara’ posizionato alla Cavea dell’Auditorium, uno spazio all’aperto. 

“Non poteva che essere Roma la citta’ dove ricominciare a suonare”, ha scritto l’interprete di ‘Una musica puo’ fare’, che gia’ non vede l’ora: “Tre serate che so gia’ saranno speciali, perche’ finalmente saremo di nuovo insieme“.




Ama: “In 7 giorni raccolte 100 tonnellate di rifiuti ingombranti in terra"

 

Mese nuovo, abitudini vecchie. Non si fermano neanche in questi giorni gli abbandoni illeciti di rifiuti ingombranti su suolo pubblico. Solo nel corso degli ultimi 7 giorni (sabato 30 maggio – venerdì 5 giugno), squadre dedicate con mezzi ad hoc hanno dovuto rimuovere e avviare a riciclo circa 100 tonnellate di materiali di piccole, medie e grandi dimensioni. Dati purtroppo in costante crescita. Solo nel mese di maggio appena trascorso, sono state 365 le tonnellate recuperate su suolo pubblico, ben il 58,7% in più rispetto ad aprile (230 tonnellate). La carrellata di immagini “shock” per la Capitale, con la fine del lockdown, è iniziata con l’abbandono su strada di un’incubatrice, seguita pochi giorni dopo da un’affettatrice professionale davanti a una postazione di cassonetti stradali, passando per gli immancabili ingombranti come mobili, divani, reti e materassi, fino ad arrivare addirittura al ritrovamento di uno scheletro di una barca e di alcune pagaie. 

Lo comunica Ama S.p.A. in una nota. “Non ci sono giustificazioni per comportamenti del genere – sottolinea l’Amministratore Unico di Ama S.p.A. Stefano Zaghis -. Un danno all’immagine della Città, uno schiaffo al lavoro svolto ogni giorno dal personale operativo e un aggravio di costi che inevitabilmente ricade sull’intera collettività. Da inizio anno, abbiamo dovuto spendere già circa 1milione di euro in un servizio dedicato per porre rimedio a questi gesti incivili”. 

Il servizio mirato di rimozione di tali rifiuti viene svolto, in orario notturno e mattutino, tutti i giorni dal lunedì al sabato ed è operativo nelle cinque aree territoriali della Capitale: Centro, Nord, Sud, Est, Ovest, con l’impiego complessivo di 36 squadre dedicate. Gli interventi si svolgono sulla base delle segnalazioni quotidiane sia dei tecnici di zona che monitorano il territorio sia delle segnalazioni dei cittadini tramite gli appositi canali.





Monopattini elettrici, quarto operatore: arriva Dott

 

Dopo Helbiz, Lime e Bird, sbarcano a Roma mille monopattini elettrici Dott. Il nuovo servizio è stato presentato a piazza di Spagna dalla sindaca Virginia Raggi, dall’assessore alla Città in Movimento Pietro Calabrese e dal general manager di Dott Italia, Andrea Giaretta.

 

Dott è una startup europea attiva nel settore della micro-mobilità urbana in condivisione, nata ad Amsterdam nel 2018 e operativa in Belgio, Francia, Germania, Polonia e in 12 città italiane. A Roma è già presente, in partnership con aziende private, in centro, a Ponte Milvio, in Prati e a San Giovanni. Ora l’area coperta dai monopattini Dott si amplia e comprende Ponte Milvio, piazza Fiume, Vaticano, Stazione Ostiense. La mappa completa è consultabile sull’app dedicata.

 

Tariffe e pacchetti: 1) tariffa standard per corsa singola (Pay per Ride): 1 euro per lo sblocco, 0,19 centesimi al minuto; 2)pacchetto da 2 euro e 99 centesimi: 100 sblocchi gratis, validità 7 giorni; 3) Pass da 5,99 euro: 4 corse (max 15 minuti ogni corsa, sblocchi inclusi), validità 3 giorni.

 

Le modalità del noleggio: il tutto si fa, come è ormai consuetudine, tramite app dedicata con proprio account. Dalla mappa (nell’app) si cerca il veicolo più vicino, lo si raggiunge, si inquadra il QR code, si decide il tipo di tariffa (vedi qui sopra) e si parte. Sempre con l’app si termina la corsa, badando a parcheggiare negli spazi previsti. E ancora con l’app si può verificare lo stato di avanzamento del pacchetto con il credito residuo.   

 

Ricarica e manutenzione sono a cura di Dott nel proprio magazzino, con uso esclusivo di energia pulita. Idem per la gestione dei mezzi: posizionamento giornaliero e controllo h24 di stato e ubicazione dei monopattini, con tecnologia proprietaria Dott. Il servizio comprende assistenza e informazioni ai clienti.

 

“La nostra città accoglie realtà leader del settore, diventando così punto di riferimento per lo sviluppo di nuovi modelli di mobilità sostenibile”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “Diamo il benvenuto ad altri mille mezzi green ed elettrici che contribuiscono a rendere più facili gli spostamenti nella Capitale e rappresentano una risposta concreta alle nuove esigenze dettate da questo delicato momento storico. E’ una piccola rivoluzione per la mobilità di Roma che piace ai cittadini e fa bene all’ambiente”.

 

“Rafforziamo ancora l’offerta di mobilità in sharing con l’arrivo di altri mezzi agili, sicuri ed ecosostenibili, ideali per le distanze brevi e per collegare i nodi del trasporto pubblico”, afferma l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese. “Grazie ai monopattini elettrici e alle bici a pedalata assistita, già molto apprezzate nella nostra città, i cittadini hanno oggi a disposizione un’alternativa valida all’auto privata, con ricadute positive sull’ambiente e un riequilibrio degli spazi urbani a favore della mobilità leggera e sostenibile. E’ un cambiamento che stiamo accompagnando con l’attuazione del nostro piano straordinario per realizzare 150 chilometri di nuove ciclabili, dove possono circolare anche i mezzi di micro-mobilità come i monopattini”.

 





Musei Civici: oltre 5 mila visitatori per la prima domenica gratuita

 

Sono 5.379 mila i visitatori che hanno partecipato alla prima domenica gratuita dei Musei Civici di Roma Capitale dopo il lockdown. Aperte anche le aree archeologiche del Circo Massimo e dei Fori imperiali: quest’ultima ha registrato il sold out delle prenotazioni obbligatorie previste per l’ingresso contingentato nei siti museali.

 

Tra i siti più visitati, insieme ai Fori Imperiali, i Musei Capitolini e i Mercati di Traiano.

 

La prima domenica del mese ad ingresso gratuito è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.


"A circa 20 giorni dalla ripartenza dei Musei civici di Roma, oggi registriamo un grande successo con la partecipazione di oltre 5 mila persone alla prima domenica ad ingresso gratuito. Questo numero conferma che chi vive in città ha voglia di tornare a scoprire Roma e il suo patrimonio. L’assenza o quasi di turisti in questo difficile momento storico fa emergere con chiarezza la voglia dei romani di partecipazione alla vita culturale e su questo importante dato continueremo a lavorare. Vivendo insieme e non da soli l’esperienza culturale si crea un valore aggiunto, quantomai fondamentale oggi, che ci permette di identificarci come una comunità, di conoscerci e di scoprire la città attraverso l’arte, l’archeologia, la storia, la scienza. Ringrazio la Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali di Roma Capitale e Zètema per il grande lavoro portato avanti", ha dichiarato il Vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo.

 

Le visite si sono svolte nel rispetto delle linee di indirizzo sulla riapertura della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con turni di ingresso contingentati e prenotazione obbligatoria al numero 060608. I visitatori sono entrati, al proprio turno di ingresso, mostrando la prenotazione e dopo misurazione della temperatura tramite termoscanner (l’accesso non è consentito con risultato uguale o superiore ai 37.5), rispettando l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine e il mantenimento della distanza di sicurezza.

 





Maltrattamenti in famiglia: in 24 ore 2 persone arrestate a Roma

 

Nelle ultime 24 ore, i carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno arrestato 2 persone, denunciandone a piede libero altre due, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. I primi due a finire nei guai sono stati padre e figlio, romani, di 67 e 24 anni. A denunciare di dover subire da tempo le loro angherie, minacce e percosse è stata una ragazza romana di 29 anni, figlia e sorella dei due aguzzini. 

La vittima, che già deve fare quotidianamente i conti con una malattia invalidante, per anni ha dovuto subire, minacce e insulti, ma anche schiaffi e pugni, da parte del padre e del fratello. 

A conclusione di un’attività d’indagine, i carabinieri dell’Eur, a cui la ragazza si è rivolta per chiedere aiuto, hanno raccolto gli elementi necessari per denunciare a piede libero i due suoi familiari con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Nei loro confronti è scattato anche l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa. 

A Gallicano nel Lazio, invece, i carabinieri hanno arrestato un cittadino romeno di 46 anni, operaio di professione e incensurato. L’uomo, dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, ha aggredito la moglie di 39 anni minacciandola di morte con un fucile ad aria compressa di libera vendita. All’arrivo dei militari dell’Arma, il 46enne, invece di calmarsi, si è scagliato anche contro di loro. I militari lo hanno ammanettato e trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo. 

Ad Acilia poi i carabinieri sono intervenuti nei pressi di un bar di via Cesare Maccari, dove era stata segnalata la presenza di un cittadino dello Sri Lanka di 23 anni che stava malmenando la sua compagna. I militari, al loro arrivo sul posto, hanno trovato il proprietario del bar che, vista la situazione, stava tentando di trattenere il 23enne e, poco lontano, la compagna di quest’ultimo, anche lei dello Sri Lanka di 39 anni, con evidenti segni di percosse, anche pregresse. I carabinieri hanno arrestato il 23enne che è stato portato nel carcere di Regina Coeli.





Spaccio di stupefacenti, 11 arresti e 2 denunce in poche ore

 

La lotta allo spaccio di droga ha consentito, nell’ultima settimana di togliere dal mercato un cospicuo quantitativo di droga. A Casal Boccone un minorenne, originario di Torino, è stato arrestato dalla Polizia di Stato del commissariato Esquilino poiché è stato trovato in possesso di 24 involucri di cocaina. Altri 46 involucri sono stati trovati nella sua abitazione. Complessivamente sono stati sequestrati 41.4 grammi di droga. Dopo un normale controllo effettuato in via di San Marcellino, i poliziotti del commissariato Torpignattara, hanno arrestato un cittadino gambiano di 32 anni, K.B le iniziali. Quest’ ultimo è stato trovato in possesso di 19 grammi di marijuana e 8 involucri di hashish dal peso di 3.7 grammi. In via Cipro gli agenti del commissariato Borgo hanno arrestato B.F., 32enne del Bangladesh, per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’uomo è stato trovato in possesso di 23 grammi di marijuana e 4 involucri di cocaina.





Contrabbando di gasolio, nove arresti e maxisequestro (100mila litri di carburanti) della Guardia di Finanza

9 persone arrestate, sequestrati oltre 100.000 litri di gasolio di contrabbando, tre autoarticolati, due cisterne e 83.000 euro in contanti: questo il bilancio delle indagini dei Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che hanno sgominato una banda dedita all’illecita importazione e commercializzazione di carburanti la quale, in soli 3 mesi, ha fraudolentemente introdotto nel territorio nazionale circa 1,5 milioni di litri di prodotto petrolifero.

Il provvedimento restrittivo – emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica – costituisce l’epilogo delle attività investigative delle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, avviate agli inizi del 2019, che hanno fatto piena luce sull’operatività di un’organizzazione criminale con base a Nettuno, Montecompatri e Guidonia Montecelio, individuando 25 persone, ciascuna con ruoli ben definiti, 9 delle quali colpite da misura cautelare.

Nel corso dell’ordinaria attività di controllo economico del territorio, l’incessante movimento di automezzi con targa estera nei pressi di un piazzale situato in una zona periferica tra Anzio e Nettuno e i forti odori che si propagavano nell’area circostante hanno insospettito i militari che hanno avviato un servizio di monitoraggio, anche mediante l’utilizzo di un drone.

Dopo un primo sequestro di oltre 20 mila litri di gasolio, il quadro indiziario è stato completato dalle intercettazioni telefoniche, che hanno permesso di ricostruire il modus operandi del sodalizio e di identificarne i componenti e i broker esteri, grazie ai quali avveniva l’acquisto delle partite di prodotto energetico in Polonia, che poi giungeva in Italia, su gomma o su rotaia, scortato da documenti di accompagnamento recanti il codice di nomenclatura relativo agli oli lubrificanti, mentre di fatto si trattava di gasolio per autotrazione.

Per eludere le investigazioni l’organizzazione ha cambiato, per ben quattro volte in pochi mesi, la sua base logistica, spostandola da Nettuno a Montecompatri, quindi da Setteville di Guidonia a Guidonia Montecelio.

Ed è in quest’ultima sede che i Finanzieri hanno fatto irruzione, sorprendendo due persone intente al travaso di combustibile da tre autoarticolati telonati, contenenti 26 “cubotti” da 1000 litri ciascuno, per complessivi 78 mila litri, e rinvenendo altri 1500 litri di gasolio già scaricato nel piazzale del deposito.

Sono stati quindi identificati 6 autisti di nazionalità polacca e 2 presunti broker, anch’essi polacchi. Inoltre, sono stati scoperti, all’interno di un’autovettura, falsi documenti di trasporto, già predisposti per legittimare la circolazione di altri carichi di gasolio, oltre a denaro contante per 83.000 euro, quale corrispettivo – 0,97 euro per litro – del prodotto arrivato dalla Polonia.

 

I destinatari della misura cautelare in carcere sono 5 mentre i destinatari della misura cautelare ai domiciliari sono 2.

Nei confronti di altri due soggetti sono in corso ricerche.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto dalla Guardia di Finanza di Roma per il contrasto ai traffici illeciti e al contrabbando di prodotti petroliferi, a tutela delle entrate dell’Erario e degli imprenditori onesti.





Atac: "Falso che manchino fondi per creditori privilegiati"

 

In relazione a notizie di stampa che riportano che Atac non avrebbe fondi a sufficienza per onorare il pagamento dei creditori privilegiati il prossimo 25 giugno, l’azienda sottolinea che la notizia è falsa. 

“Come è stato comunicato anche in sede istituzionale dalla società, spiega una nota, Atac ha messo a disposizione dei Commissari tutte le risorse necessarie per ottemperare a quanto previsto dalla procedura di concordato. Nel rispetto del piano di riparto, depositato in Tribunale in data 30 maggio 2020, si procederà al pagamento entro il termine stabilito dal decreto di omologa, nonostante le norme, emanate per far fronte all’emergenza COVID-19, avrebbero consentito il rinvio a dicembre”.





D’Amato: a San Raffaele Pisana focolaio di Covid-19 contenuto

 

“Sono stati processati gli ultimi tamponi relativi al focolaio dell’IRCCS San Raffaele Pisana. Sono risultati ulteriori due positivi e si tratta di parenti di pazienti della struttura. Il totale complessivo dei casi positivi sale così a 37. Il focolaio è stato contenuto grazie alla tempestività dell’intervento da parte della sanità pubblica”: lo ha dichiarato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, annunciando che “da domani partono i test a tutti i pazienti dimessi e i contatti stretti presso i drive in della Asl Roma 3”. 

“Questo focolaio dimostra che non bisogna abbassare la guardia e vanno rispettate tutte le indicazioni. Rimangono solo una decina di tamponi su circa settecento che vanno riprocessati per indeterminatezza”, ha concluso.





Indagine della Camera di Commercio di Roma sul futuro economico dopo il lockdown

 

 

“Durante il lockdown come Camera di Commercio abbiamo fatto varie indagini per capire lo stato d’animo degli imprenditori. Ora ne abbiamo realizzata un’altra per chiedere a questi ultimi che Paese hanno trovato una volta rientrata l’emergenza”. Così all’agenzia Dire il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, commentando la nuova indagine dell’Osservatorio permanente dell’Istituzione camerale, incentrata su tre fattori: il Paese, la città di Roma e le singole aziende. 

Per quel che riguarda il primo punto, l’elemento di originalità, secondo Tagliavanti, “riguarda il fatto che per il 60% gli imprenditori sono preoccupati non tanto da un eventuale debito che può riguardarli direttamente, ma da quello dello Stato. Parliamo di lavoratori che sanno cosa è un bilancio e sono consapevoli che i soldi non si creano dal nulla. Lo Stato ha da una parte stanziato risorse, ma dall’altra non ha incassato. Gli imprenditori, inoltre, “prevedono un calo dei consumi nei mesi a venire ma sono anche soddisfatti perché questo ‘spostamento’ del lavoro sul digitale resterà anche in futuro”.

Per quanto riguarda il tessuto imprenditoriale di Roma, a essere maggiormente preoccupati sono i titolari degli esercizi commerciali: “Molti di loro- ha spiegato il presidente dell’ente camerale- si rammaricano per l’ulteriore perdita di clienti a favore delle grandi piattaforme dell’e-commerce e si chiedono se, finita l’emergenza, torneranno”.

Pessimismo anche per quel che riguarda i flussi turistici: secondo gli intervistati sono destinati a ridursi e non ci sarà un recupero immediato. Insomma, il quadro che emerge è quello “di una città che andrà a impoverirsi”. Infine, le aziende. Anche in questo caso le prospettive non sono rosee: “Qui gli aspetti negativi sono due: il primo riguarda l’aumento dei costi per le nuove misure da adottare, come la sanificazione degli ambienti. Il secondo, la riduzione della clientela come naturale conseguenza del distanziamento sociale”. Di fatto, ha concluso Tagliavanti, “ci troviamo di fronte a un riavvio lento del tessuto produttivo che porta a un eccesso di preoccupazione” per gli operatori del settore, i quali, paradossalmente, “erano più ottimisti durante il lockdown”.

 “Quali cambiamenti ha generato l’emergenza sanitaria nell’economia italiana? E quanto è stato profondo l’impatto del Covid-19 sull’economia romana? Quali conseguenze dirette ha avuto sulle singole aziende? Su questi tre quesiti si è concentrata la nuova indagine dell’Osservatorio permanente dell’Istituzione camerale”, scrive in una nota la Camera di Commercio di Roma che ha elaborato “un ottavo e ultimo report che offre un’analisi sull’impatto del Covid-19 sul tessuto imprenditoriale locale e una visione degli imprenditori romani sulla realtà economica italiana”. 

Più in generale, si legge nella nota, “l’Osservatorio predisposto dalla Camera di Commercio di Roma ha fornito, in queste ultime settimane, un costante aggiornamento sull’evoluzione dei fatti, cercando di cogliere il sentiment degli imprenditori e identificando le misure che meglio si sono prestate a contenere il danno economico subito dalle imprese e studiare strategie utili per il rilancio”.

La Camera di Commercio di Roma ha costruito quindi “un panel di 500 imprese rappresentative delle attività economiche di Roma e provincia per valutare l’impatto economico del coronavirus e fornire un costante aggiornamento sull’evoluzione della situazione. L’ottava indagine è stata condotta tra il 20 e il 27 maggio 2020. Le imprese del campione hanno nel 67% dei casi la sede nel comune di Roma e per il 33% dei casi nel resto della provincia di Roma. L’84,6% delle imprese ha tra 0 e 9 dipendenti, il 12,6% ha tra 10 e 49 dipendenti e il 2,8% delle imprese ha oltre 50 dipendenti”.

Dal punto di vista socio economico, con riferimento all’economia italiana, il 60% delle imprese considera la caduta dei consumi e il forte aumento del debito pubblico tra i principali cambiamenti generati dall’emergenza sanitaria.

Quasi un’impresa su tre, continua la Camera di Commercio di Roma, pensa che ci sarà una maggiore propensione a utilizzare le tecnologie digitali. Gli impatti principali, su Roma, saranno la riduzione degli esercizi commerciali e un generale impoverimento della città. Aumento dei costi legato alle misure di sicurezza e mercato di riferimento in contrazione i principali cambiamenti che colpiranno la propria azienda.

Il 60,6% delle imprese pensa che uno dei grandi cambiamenti generati dalla crisi sarà il forte aumento del debito pubblico e dei conseguenti problemi di sostenibilità del debito. Il 59,7% delle imprese ritiene che ci sarà una forte caduta dei consumi e della domanda di prodotti. Il 28,3% delle imprese prevede che ci sarà una maggiore propensione a utilizzare tecnologie digitali. Solo il 6% pensa che ci sarà, come conseguenza della crisi, una maggiore facilità di accesso al credito e il 4,9% che ci sarà una maggiore solidarietà europea.

Per il 57,5% delle imprese il principale cambiamento sarà la riduzione degli esercizi commerciali, il 50,9% pensa anche che ci sarà un generale impoverimento della città. Il 30,5% delle imprese si aspetta una riduzione permanente dei flussi turistici. Il 21,2% delle imprese ritiene che ci sarà un maggior utilizzo di piattaforme digitali. Solo un’impresa su sei prevede che ci sarà un recupero di interesse per i piccoli negozi di quartiere.

Tra i cambiamenti principali generati dall’emergenza sanitaria, che impatteranno sulla propria azienda, la metà delle imprese indica un mercato più ristretto rispetto a quello pre-crisi, il 44,7% lamenta anche maggiori costi per rispettare le nuove misure di sicurezza. Per un’impresa su tre ci sarà una diversa organizzazione del lavoro con un maggiore utilizzo di piattaforme digitali. Il 22,6% delle aziende indica una riduzione della clientela per rispettare le norme di distanziamento e il 20% delle imprese pensa che non ci saranno cambiamenti significativi.

 “I risultati di questo nostro ultimo report- afferma Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma- dimostrano che la realtà socio-economica che le imprese si trovano ad affrontare, terminato il lockdown, è molto complessa e mette in evidenza preoccupazioni e timori. In particolare, il 60,6% delle aziende pensa che uno dei grandi cambiamenti generati dalla crisi, a livello italiano, sarà il forte aumento del debito pubblico e dei conseguenti problemi di sostenibilità. Una percentuale praticamente analoga prevede che ci sarà una forte caduta dei consumi e della domanda di prodotti. A livello locale si teme un calo permanente dei turisti e un impoverimento della città. Insomma, le paure ci sono e non poteva essere altrimenti. Tutti insieme, però, dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare senza sosta affinché queste paure si tramutino in nuove speranze. Siamo, comunque, su un crinale”. 

“C’è ancora- continua Tagliavanti- la possibilità di far scattare una molla per una ripresa vigorosa. Se si creano fra imprenditori, consumatori e famiglie le condizioni giuste, allora ripartiremo con grande determinazione. La gente riprenderà a consumare e gli imprenditori a investire: naturalmente per avviare questo processo serve un serio piano nazionale di semplificazione burocratica, rinnovati strumenti digitali, facilità e rapidità di accesso al credito e alla liquidità. Viceversa, si rischia una spirale negativa che per mia natura ottimista non voglio né pensare e né delineare. I numeri sono chiari e ci riportano a un grande senso di responsabilità: dal 2015 nel nostro territorio si è perso l’8% in termini di valore aggiunto. Per il 2020 era prevista una crescita dello 0,6%, invece l’emergenza sanitaria ci ha catapultato a una perdita di Pil non inferiore al 7%, secondo le ultime stime. Noi – conclude Tagliavanti – siamo e saremo sempre a fianco delle migliaia di imprese, imprenditori e lavoratori che sono già ripartiti pur tra mille difficoltà e sacrifici. Come Istituzione economica del territorio, e in raccordo con le altre, abbiamo già messo in campo iniziative e misure economiche a sostegno del tessuto produttivo. E continueremo a farlo con tutte le risorse che abbiamo a disposizione”.

 “Con la sindaca Virginia Raggi stiamo al lavoro sullo ‘shopping day’: un’iniziativa che vuole essere un momento di incoraggiamento sia per gli imprenditori che per i consumatori. Una giornata dedicata alle botteghe di prossimità per favorire il ritorno della clientela dopo i mesi difficili dell’emergenza Covid e del conseguente lockdown”.

“La prossima settimana- ha concluso Tagliavanti- incontrerò le associazioni di categoria per fare il punto su tempi e modalità dell’iniziativa”.





Caso Yara Gambirasio, parla Bossetti: “La mia colpa è essere innocente. Terribile errore giudiziario”. Revisione del Dna negata

 

 

"Voglio avere giustizia, ma la Corte d’assise mi impedisce di provare che il Dna sul corpo di Yara non è mio". E’ quanto chiede Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato all’ergastolo, dopo tre gradi di giustizia, per l’omicidio della giovane nel 2010. I legali dell’uomo contestano la decisione di negare la revisione del materiale genetico, considerata la prova regina, sui reperti dopo che la stessa Corte nel novembre del 2019 aveva dato il permesso.  A riportare il suo sfogo, è il quotidiano Libero con cui Bossetti ha avuto, nel corso degli ultimi mesi, uno scambio epistolare. Dopo la decisione della Corte, "nessuno può capire davvero - scrive Bossetti - quanto sia dura sia fisicamente che psicologicamente. Ogni ora è un giorno ed ogni giorno è una settimana e la sofferenza si abbatte giorno e notte nello status di detenuto, aggravato ancor di più da una accusa infamante quale l’omicidio di una povera bambina".  "Resisto - scrive il muratore di Mapello a Libero - fondamentalmente per i miei cari familiari che non hanno mai smesso di credere in me, per tutte le persone che mi stanno accanto e chemi vogliono bene e soprattutto perché dimostrare la mia innocenza è diventata fonte della mia ragione di vita. Una persona innocente deve essere disposta a tutto, anche a morire, se dovrà essere necessario farlo. La mia colpa è quella di essere innocente e il vero problema è di essere un cittadino assalito da un terribile errore giudiziario". Non voglio attaccare la magistratura perché ho rispetto di questo potere dello Stato. Però dico che sono rimasto basito da questo provvedimento. Basito perché per due volte la Corte d’Assise di Bergamo ci dice di sì, che si possono fare queste attività, e poi la stessa Corte d’Assise quando gli chiediamo "come e quando fare queste attività ci risponde che è inammissibile", spiega il legale delll’uomo.





Strage dell’A1, confessa il romeno: “Ero da 30 ore alla guida. Non tenevo gli occhi aperti”

 

"Non riuscivo a tenere gli occhi aperti" ed "ero molto stanco": è quanto avrebbe dichiarato alla Polstrada di Arezzo Emil Ciurar, il 30nne romeno che guidava il minivan andato a schiantarsi sull’A1 contro un camion, causando la morte di due sue figlie e dei propri genitori, oltre al ferimento di 7 persone tra cui la moglie. L’uomo, in arresto per pericolo di fuga e accusato di omicidio stradale, ha detto di essere stato al volante per 30 ore di fila.  Alla Polstrada avrebbe anche detto che dalla Romania in Italia avrebbe fatto sosta solo all’area di servizio Chianti per un caffé perché non riusciva ad essere vigile.   

Le dichiarazioni del trentenne non fanno altro che sostenere la tesi già in mano al pm Roberto Rossi. Secondo il procuratore a provocare l’impatto con il camion sarebbe stata proprio la stanchezza. "E’ un uomo disperato - racconta il suo legale, l’avvocato Giuseppe Martina - e chiede di continuo quali siano le condizioni della moglie e della bimba e di poter uscire per andare ai funerali".  

Emil Ciurar e la sua famiglia erano diretti a Napoli, dove uno zio e due cugini stavano aspettando il loro arrivo. Lì avrebbero lavorato come operai stagionali. Ora, in carcere ad Arezzo, l’uomo aspetta l’udienza di convalida in programma nella mattinata di lunedì. La moglie ha ripreso in braccio la figlioletta di otto mesi, unica sopravvissuta dei suoi tre figli, gemella della sorellina morta nell’incidente. La donna, ricoverata in un primo
momento alle Scotte di Siena, è stata dimessa ed ha voluto subito raggiungere il Meyer di Firenze per riabbracciare la bambina che sta abbastanza bene e potrebbe essere dimessa presto.  

"L’intenzione - spiega l’avvocato della famiglia Giuseppe Martina - è quella di tornare al più presto in patria. Le salme saranno riportate in Romania non appena ci sarà il
nulla osta della procura per i funerali". 





Quindici milioni nascosti nell’intercapedine di un muro, tre arresti per traffico di droga a Milano

 

Quindici milioni di euro in contanti, un vero e proprio ’tesoro’ a disposizione della criminalità, sono stati trovati in un’abitazione a Milano, all’interno di un’intercapedine ricavata in un muro. Ne ha dato notizia la polizia che ha fatto la scoperta nel corso di una serie di perquisizioni a carico di narcotrafficanti stanziali in Lombardia, ritenuti partecipi a vario titolo di un ingente traffico internazionale di hashish. Tre gli arresti. Il tesoro di banconote di vario taglio, tra i 20 e i 500 euro, è stato rinvenuto in 28 scatoloni sistemati tra un muro artificiale e il muro perimetrale: gli investigatori hanno smascherato così un business che veniva gestito nel territorio milanese e in gran parte del centro-nord.  

La polizia ha eseguito una serie di perquisizioni delegate dalla Procura di Milano - Direzione distrettuale antimafia a carico di noti narcotrafficanti stanziati in Lombardia e altre persone a loro legate, tutti ritenuti partecipi a vario titolo della gestione del traffico di droga.  

Oltre ai soldi nascosti nel muro, gli agenti hanno trovato altri 167mila euro custoditi in una cassaforte e in un’auto-officina. Tutto il denaro è stato sequestrato. 





Arcelor Mittal. Il 9 giugno sarà sciopero in tutti gli impianti. I Sindacati: “Piano inaccettabile”

 

E’ "inaccettabile", secondo le sigle dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, il "piano industriale presentato da Arcelor Mittal al governo" sull’azienda. Per protestare contro la proposta, i sindacati hanno proclamato 24 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva per il 9 giugno. Il piano, "non ancora ufficializzato alle organizzazioni sindacali - spiegano - contiene esuberi all’interno dei vari siti".  Sono circa 5mila gli esuberi previsti"ArcelorMittal, con l’ennesimo ricatto, chiede due miliardi di euro al governo italiano e contemporaneamente licenzia 3.300 dipendenti, straccia l’accordo del 2018 sul rientro a lavoro dei 1.700 di Ilva Amministrazione straordinaria, mette a forte rischio gran parte dei 7mila dell’indotto e l’intera siderurgia italiana", spiega il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella.  

Lo sciopero del 9 giugno sarà in concomitanza con l’incontro tra le segreterie nazionali e il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, insieme alle strutture territoriali e alle RSU del gruppo Arcelor ex Ilva "rivendicano con forza la piena occupazione, gli investimenti e il risanamento ambientale oggetto dell’accordo sindacale del 6 settembre 2018. Ritengono ancor più grave che le decisioni dell’azienda si basino su un accordo tra la stessa Arcelor Mittal e il governo siglato nello scorso mese di marzo ma a tutt’oggi a noi sconosciuto", si legge nella nota. 





Salvini di nuovo all’attacco: “Conte è finito, si torni a votare in autunno”

 

“Dopo Conte ci sono solo gli italiani, il loro voto per un governo stabile, che duri cinque anni. Niente minestroni, sostegni esterni più o meno camuffati. Dobbiamo essere trasparenti, e dire che questa maggioranza non è in grado di affrontare il rilancio dell’economia.

Auspico l’election day: a settembre o a ottobre voteremo per Comuni e Regioni ed è opportuno che si voti pure per rinnovare il Parlamento”. Lo spiega il leader della Lega, Matteo Salvini, in un’intervista alla “Stampa”.

“Noi abbiamo tentato di collaborare con il governo. Lo abbiamo inondato di proposte. Ascolto da parte del governo: zero – aggiunge Salvini – Mi sembra chiaro che ignorino le stesse richieste del presidente Mattarella. Continueremo a fare proposte, consapevoli che Conte, Pd e 5 stelle se ne fregano delle preoccupazioni di imprenditori, professionisti e artigiani. I prestiti da restituire in 6 anni sono inutili e dei 400 miliardi ipotizzati solo 25 sono stati richiesti”.





Il clan mafiosi di Palermo controllavano praticamente tutte le scommesse

 

Operazione della Guardia di Finanza di Palermo per contrastare le mani della mafia sulle concessioni statali del gioco e delle scommesse. I Finanzieri del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 10 soggetti, di cui 5 in carcere e 3 sottoposti agli arresti domiciliari.

Il Gip ha inoltre disposto il sequestro preventivo dell’intero capitale sociale e del relativo complesso aziendale di 8 imprese, con sede in Sicilia, Lombardia, Lazio e Campania, cinque delle quali titolari di concessioni governative cui fanno capo i diritti per la gestione delle agenzie scommesse; 9 agenzie scommesse, ubicate a Palermo, a Napoli e in provincia di Salerno, attualmente gestite direttamente dalle aziende riconducibili agli indagati, per un valore complessivo stimato in circa 40 milioni di euro.





Di Maio e il Patto per l’export: “Può rilanciare le nostre produzioni”

 

 “Stiamo finendo di pianificare gli ultimi dettagli. Al ministero degli Esteri, dopo diversi mesi di intenso lavoro, presenteremo il patto per l’export”, ha scritto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sul proprio account Facebook, sottolineando come si tratti di “un importante piano di rilancio del Made in Italy a supporto delle nostre imprese che esportano all’estero”.

“Dietro a questo patto c’è un grande lavoro di squadra, c’è il massimo sforzo della Farnesina, ma c’è anche la grande sinergia con gli altri ministeri – ha aggiunto – e sono felice che domani saranno presenti anche molti ministri del governo e rappresentanti dello Regioni”.

“Per mettere in piedi un ambizioso progetto di sostegno alle imprese non può essere tralasciato nulla e non si può agire in solitaria. Andiamo avanti con le idee chiare. Non molliamo”, ha concluso Di Maio.





Oltre due milioni di italiani hanno scaricato la App Immuni

 

“L’app Immuni è stata accolta bene dai cittadini che ne hanno apprezzato la semplicità e la funzionalità. Più di 2 milioni l’hanno già scaricata. Oggi parte in 4 Regioni (Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia) e gradualmente partirà su scala nazionale”.

A spiegarlo è stata la ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano, in un intervento a “Uno Mattina” su Rai1.

“L’app serve per notificare ai cittadini che sono stati esposti ad un rischio di contagio da Coronavirus – spiega Pisano -è stata sviluppata nel massimo rispetto della privacy, garantisce l’anominato, è gratuita e non prevede la geolocalizzazione.

Consiglio di scaricarla – sottolinea Pisano – è utile in questo momento di ripresa delle attività per muoversi in sicurezza, tutelare noi stessi e impedire la nascita di nuovi focolai”.




Il Covid-19 ha fatto sette milioni di contagi e oltre 350mila vittime

Sono più di 7 milioni le persone contagiate dal coronavirus nel mondo, secondo l’ultimo bilancio della Johns Hopkins University. Le vittime per il Covid-19 hanno superato la soglia di 400mila.

In particolare, i casi confermati di coronavirus nel mondo, alle 5.33 di questa mattina, sono 9.009.065; i decessi sono invece 402.730.

Gli Stati uniti restano il Paese più colpito con quasi due milioni di contagi, davanti a Brasile, Russia, Regno Unito, India, Spagna, Italia, Perù, Francia e Germania.





Caso Floyd, smantellato il Dipartimento di Polizia di Minneapolis

 

Il Consiglio comunale di Minneapolis ha votato a favore dello smantellamento del dipartimento di polizia, accusato di razzismo dopo che quattro ex agenti sono finiti sotto processo per coinvolgimento nell’uccisione di George Floyd. ’’Il nostro impegno è quello di mettere fine al rapporto tossico con il dipartimento di polizia di Minneapolis, mettere fine alla polizia come la conosciamo e ricreare sistemi per la sicurezza pubblica che ci facciano realmente sentire al sicuro’’, ha dichiarato la presidente del Consiglio comunale, Lisa Bender.  In un comunicato, i rappresentanti del Consiglio comunale hanno spiegato che ’’decenni di sforzi per una riforma della polizia hanno dimostrato che il dipartimento di polizia di Minneapolis non può essere riformato e non verrà mai riconosciuto colpevole per le sue azioni’’.  Non si fermano intanto le proteste, giunte al tredicesimo giorno. Ieri a Washington una folla di manifestanti ha marciato dal DuPont Circle al tratto della 16th Street che ora porta l’enorme scritta "Black Lives Matter". In strada anche l’ex candidato alla Casa Bianca Mitt Romney, primo senatore repubblicano a unirsi ai manifestanti. Su Twitter, Romney ha condiviso una sua foto in marcia, a Washington, insieme a migliaia di altre persone e con la scritta ’’Black Lives Matter’’. ’’Dobbiamo mettere fine alla violenza e alla brutalità, dobbiamo garantire che la gente comprenda che la vita dei neri conta’’, ha dichiarato a un giornalista del Washington Post.




Mattarella: “L’Italia può superare questa prova impegnativa”

  

“Siamo chiamati a una prova impegnativa: l’Italia ha le carte in regola per superare la sfida. Non vincerà da solo un territorio contro un altro, non prevarrà una istituzione a scapito di un’altra, ma solo la Repubblica, nella sua unità. Decisiva sarà la capacità di tenere insieme pluralità e vincolo unitari”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione.

Secondo Mattarella, “La libertà dei territori e l’autonomia delle comunità sono un contributo all’unità nazionale, nel quadro di una leale collaborazione tra i diversi livelli istituionali. Le intese tra Stato, Regioni, Comuni, Province sono parte qualificante dell’azione di governo. Le diversità – se non utilizzate in modo improprio – sono un moltiplicatore di crescita civile, economica, culturale. L’Europa stessa è chiamata a valorizzare la dimensione regionale, come vettore di integrazione”.

Per il presidente della Repubblica, “affinché il pluralismo e la sussidiarietà assumano il valore che è loro proprio, è necessario che questi concorrano alla realizzazione dei principi fondamentali di solidarietà e di uguaglianza sanciti dalla Costituzione. Le Regioni e le autonomie degli enti locali accresceranno le opportunità del Paese, anche in questa stagione di ripartenza – ha rilevato il capo dello Stato – se sapranno contribuire a garantire e rendere effettivo il carattere universale dei diritti sociali e di cittadinanza del popolo italiano, al cui servizio tutte le istituzioni democratiche sono poste”.fratture nella società.

“Cinquant’anni or sono – ha ricordato Mattarella – i cittadini delle Regioni a statuto ordinario vennero chiamati per la prima volta alle urne per eleggere i loro rappresentanti nei Consigli regionali. Si completava così il disegno dei Costituenti e la democrazia nel nostro Paese compiva un ulteriore, significativo passo in avanti, ampliando le sue basi e rafforzando il carattere pluralista delle sue istituzioni”.

La Repubblica, ha sottolineato ancora Mattarella, “nasce nel rifiuto del carattere autoritario e centralista dello Stato, inasprito dal regime fascista, contro la tradizione dei liberi Comuni e delle identità dei territori, ricchezza della civiltà dell’Italia. Il principio di autonomia, delle Regioni e degli enti locali, è alle fondamenta della costruzione democratica, perché appartiene al campo indivisibile delle libertà e costituisce un regolatore dell’equilibrio costituzionale”.

L’esperienza delle Regioni, ha continuato Mattarella, “ha attraversato diverse stagioni, è stata oggetto di confronti molto intensi, e di riforme che hanno modificato non solo il profilo legislativo e amministrativo degli enti, ma anche il funzionamento complessivo dei poteri democratici della Repubblica. Dopo mezzo secolo di esperienza la riflessione è ancora aperta, e la stessa lotta alla pandemia ci ha posto di fronte a nuovi interrogativi su come rendere migliore il servizio ai cittadini ed evitare che conflitti e sovrapposizioni tra istituzioni possano creare inefficienze paralizzanti o aprire pericolose”.





Scuola, l’ultimo giorno di scuola tra scioperi e flash mob

 

Nell’ultimo giorno di scuola con la didattica a distanza nella gran parte delle regioni italiane, i sindacati delle scuola hanno indetto uno sciopero di tutto il personale. Flash mob, manifestazioni ed iniziative si sono svolti in tutta Italia, dalle 11 alle 13 anche davanti al ministero dell’Istruzione a Roma. Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda lamentano il fatto che si facciano proclami sulla centralità dell’istruzione che poi - sostengono - non vengono seguiti da stanziamenti congrui, la mancata stabilizzazione dei precari "che da anni contribuiscono in maniera fondamentale al funzionamento della scuola italiana", ’classi pollaio’ destinate, a loro dire, a rimanere tali anche alla ripresa della scuola a settembre. I lavoratori che parteciperanno ai presidi - si legge in tutte le locandine - devono arrivare muniti di mascherine e mantenere il distanziamento previsto dalle norme.





Allarme dell’Istat: “Shock senza precedenti sta investendo l’economia italiana”. Pil giù nel 2020 dell’8,3%, nel 2021 parziale ripresa +4,6%

 

Uno “shock senza precedenti” sta investendo l’economia italiana. Nel 2020 il Pil segnerà una “marcata contrazione” crollando dell’8,3%. Nel 2021 ci sarà una ripresa parziale (+4,6%). E’ quanto prevede l’Istat nelle Prospettive per l’economia italiana nel 2020-2021. Quest’anno la caduta del Pil sarà determinata prevalentemente dalla domanda interna al netto delle scorte (-7,2 punti percentuali) condizionata dalla caduta dei consumi delle famiglie e delle Isp (-8,7%) e dal crollo degli investimenti (-12,5%), a fronte di una crescita dell’1,6% della spesa delle Amministrazioni pubbliche. Anche la domanda estera netta e la variazione delle scorte sono attese fornire un contributo negativo alla crescita (rispettivamente -0,3 p.p. e -0,8 p.p.). Il Covid-19 si è manifestato in una fase del ciclo economico italiano caratterizzata da segnali di debolezza (-0,2% la variazione congiunturale del Pil nel quarto trimestre 2019). Nei primi mesi del 2020 gli indici di fiducia delle imprese mostravano una sostanziale stabilità mentre quelli delle famiglie evidenziavano una limitata flessione. Inoltre la produzione industriale aveva registrato un deciso rimbalzo congiunturale a gennaio. In questo quadro le misure di contenimento adottate dal Governo hanno determinato a marzo la sospensione delle attività di settori in cui sono presenti 2,1 milioni di imprese (poco meno del 48% del totale), con un’occupazione di 7,1 milioni di addetti di cui 4,8 milioni di dipendenti. Sulla base dei dati riferiti al 2017 tali imprese generano il 41,4% per cento del fatturato complessivo, il 39,5% del valore aggiunto e rappresentano il 63,9% per cento delle esportazioni di beni. Il blocco delle attività ha avuto effetti immediati sulla produzione. Secondo i dati di contabilità nazionale, nel primo trimestre dell’anno il Pil ha registrato una contrazione del 5,3% segnando arretramenti del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, con agricoltura, industria e servizi diminuiti rispettivamente dell’1,9%, dell’8,1% e del 4,4%. Il proseguimento delle misure di contenimento ha caratterizzato l’intero mese di aprile mentre dal 4 maggio si è avviato il processo di riapertura. Dopo quella data le imprese appartenenti alle attività sospese d’autorità, concentrate prevalentemente nel terziario, erano circa 800mila (il 19,1% del totale), con un peso occupazionale del 15,7% sul complesso dei settori dell’industria e dei servizi di mercato (escluso il settore finanziario). Infine in questi giorni si sta procedendo alla riapertura di tutte le attività seppure condizionatamente al rispetto delle indicazioni previste dalla normativa.





Calcio, c’è un algoritmo per scudetto, qualificazioni Uefa e retrocessioni. Stop definitivo al campionato femminile

 

 

Il consiglio della Figc riunito a Roma ha approvato a maggioranza la proposta di delibera del presidente federale Gabriele Gravina (18 a 3 la A ha votato contro). In caso di necessità, si ricorrerà anche all’algoritmo, che servirà a stabilire le qualificate in Europa e le retrocessioni. Eventuali playoff sarebbero disputati in caso di stop dopo una sola giornata o addirittura prima della ripartenza, e in presenza di date utili per disputarli. Con il blocco eventuale invece deciso dopo 2 giornate disputate, si passerebbe all’utilizzo dell’algoritmo senza assegnare lo scudetto. Per il calcio femminile invece è stato deciso lo stop definitivo. La proposta della Lega aveva ben poche speranze di passare visto che la Figc aveva tutte le sue componenti schierate dalla sua parte (Lega Serie B, Lega Pro, Dilettanti, arbitri, allenatori e AIC) con 18 voti a favore e solo 3 contrari (Dal Pino, Marotta e Lotito per la Lega Serie A).





Contro Covid-19 verso il primo farmaco in Europa

 

Entro poche settimane l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) potrebbe autorizzare il primo trattamento ’ufficiale’ per il Covid-19 nel vecchio continente. L’ente regolatorio con base ad Amsterdam, ha infatti annunciato di aver ricevuto la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il farmaco antivirale Remdesivir come terapia per Covid-19, e di aver avviato formalmente la sua valutazione. L’iter di esame dei benefici e dei rischi di si svolge secondo un calendario ridotto - spiega l’Ema - e la decisione sul via libera potrebbe essere emessa entro poche settimane, a seconda della solidità dei dati presentati e se saranno o meno necessarie ulteriori informazioni. Un arco di tempo così breve potrà essere rispettato perché alcuni dati sono già stati valutati durante il primo ciclo di revisione periodica, iniziata il 30 aprile e conclusa il 15 maggio. In questa prima fase, i comitati scientifici e i gruppi di lavoro dell’Ema hanno operato in sinergia per completare la valutazione del fascicolo significativamente prima rispetto all’iter standard, garantendo comunque una solida valutazione dei dati disponibili.





Il Piano Colao consegnato a Conte. Sei caselle d’intervento

 

Il Comitato di esperti guidato da Vittorio Colao, ha consegnato questo lunedì alla Presidenza del Consiglio il suo rapporto finale che verrà illustrato nei prossimi giorni. Il piano propone obiettivi generali e sei ambiti fondamentali per il rilancio (Imprese e Lavoro; Infrastrutture e Ambiente; Turismo, Arte e Cultura; Pubblica Amministrazione; Istruzione, Ricerca e Competenze; Individui e Famiglie).

"Il Comitato - si legge nella nota - che ha operato su base volontaria e senza costo alcuno per la collettività - ha ringraziato il Presidente del Consiglio per l’opportunità offerta di mettere a disposizione delle istituzioni della Repubblica le proprie competenze. Un particolare ringraziamento va ai funzionari delle Istituzioni che nelle otto settimane di lavoro hanno contribuito, agevolato e supportato sul piano tecnico le attività del Comitato".

 





La tesi d’oro per fare cassa con i nostri Beni Culturali, parla Antonio Tarasco. Bot culturali, privati e Ue

 

Il patrimonio culturale pubblico è a caccia di denari. Tutti gli attori del sistema lo sono: le imprese che lavorano nel settore, e che chiedono allo Stato; i diversi enti pubblici, che hanno cessato di incassare dalla vendita dei biglietti per 3 mesi,e che chiedono al Governo; lo è il Governo stesso, che a sua volta chiede a Bruxelles. L’analisi che ne fa di uno dei massimi studiosi del settore, il dr. Antonio Tarasco, Dirigente presso la Direzione generale Musei del Mibact, è quasi impietosa.

-Direttore, alla fine, che cosa accadrà?

Potrebbero pagare i cittadini, sotto forma di fiscalità generale. Qualunque sia la risposta tecnica formulata (debito pubblico, fondi europei variamente denominati), l’esito finale potrebbe essere questo. Dietro ogni finanziamento pubblico, c’è sempre un cittadino che paga sotto forma di tasse e imposte. C’è poco da rallegrarsi quando un Governo finanzia un settore: a pagare sono sempre i cittadini. Anche gli stessi fondi comunitari derivano dalla contribuzione degli Stati membri che raccolgono denaro pubblico attraverso l’imposizione fiscale. Questo potrebbe essere l’esito scontato di una situazione di crisi (temporanea) che non ha risparmiato il settore culturale, incluso quello del patrimonio culturale, in cui le prospettive di guadagno da mostre straordinarie e visite ordinarie sono venute a mancare a causa della chiusura forzata di tutti i luoghi pubblici, inclusi musei e aree archeologiche, con conseguente perdite quantificabili, almeno per i musei statali, nell’ordine di circa 20 milioni di euro al mese.

-Come rilanciare il settore?

Tutti hanno lanciato proposte all’insegna del nuovo mainstraem del momento che si chiama “iniezione di liquidità” e che fa leva sull’intervento keynesiano per rilanciare i consumi e riattivare i motori economici. Stupisce che anche i più accreditati “economisti della cultura” formulino le stesse proposte di archeologi, laddove ci si attenderebbe da loro soluzioni creative ispirate a quella che i francesi chiamano ingénierie culturel e che ha consentito loro di ricavare reddito non solo dal classico patrimoine culturel ma finanche dagli actif immatériels (marchi commerciali, brevetti, immagini, domini internet, expertise). Il nome Louvre, fattone marchio, è stato concesso in licenza per 30 anni agli Emirati arabi in cambio di circa 400 milioni di euro, l’equivalente degli incassi da biglietteria di due anni di tutti i musei statali. Di qui la difficoltà di considerare le proposte basate esclusivamente sul finanziamento pubblico sostenibili e realistiche, a meno di non accettare l’idea di un indebitamento perenne dello Stato dal quale potremmo non uscire mai. Qualunque sia il modo attraverso l’Italia si risolleverà, è certo che bisognerà tornare a produrre e incrementare il PIL, così da aumentare i redditi dei cittadini e le entrate fiscali.

-Come si concilia tutto ciò con il necessario rilancio dell’economia del patrimonio culturale e dei settori produttivi collegati?

Una delle soluzioni consiste nell’utilizzazione economica del patrimonio culturale pubblico digitalizzato. Questo vale non solo per le opere d’arte e i beni archeologici ma, in linea di principio, anche per i beni archivistici e librari. Fino ad oggi, le attività di digitalizzazione sono state interpretate come una sorta “regalo” agli utenti per incrementare la fruizione del patrimonio culturale e testare la visibilità nei social network dei diversi luoghi espositivi; una sorta doppione cui non è stato mai attribuito un valore economico. Eppure, il digitale potrebbe rappresentare non solo un modo per completare la visita fisica dei luoghi espositivi ma anche per ricavare la redditività economica di cui il settore ha bisogno per risollevarsi dopo il Covid-19. Se il 90 per cento delle entrate museali deriva dalla biglietteria, ogni quarantena sarà sempre in grado di (ri)mettere in crisi il settore. Per questa ragione, la fruizione digitale del patrimonio culturale pubblico potrebbe garantire da un lato di continuare ad offrire i beni culturali anche in caso di chiusura forzata e, nel contempo, permetterebbe di ottenere importanti entrate a prescindere dall’ingresso fisico: si pensi alla vendita telematica di prodotti commerciali derivati dai beni culturali, alle riprese filmiche e fotografiche a pagamento, alla cessione di licenze d’uso dei marchi commerciali che impieghino segni ed immagini del patrimonio culturale.

-Ha un esempio da darci?

Il Louvre di Parigi, nonostante il lockdown, continua ad incassare i proventi derivanti dalla licenza d’uso del marchio “Louvre”, così come tra i self-generated income dei musei britannici continuano a figurare, nonostante il lockdown, i “trading income”, cioè i proventi derivanti dal commercio di riproduzioni di beni culturali, tanto fotografie (poster, puzzle) quanto oggettistica. Se la crisi da Covid-19 ha colpito tutti i musei del mondo, certamente vi sono contesti in cui essa ha colpito maggiormente; e tra questi figura, purtroppo, l’Italia, dal momento che i suoi ricavi autonomi sono condizionati all’apertura dei luoghi della cultura, a differenza delle istituzioni museali straniere, come ad esempio quelli francesi o anglosassoni. Si aggiunga che a differenza di quanto il puritanesimo italiano consente, i musei anglosassoni hanno sperimentato vendite di opere d’arte: nel 2014, la città di Detroit, allora in dissesto, per evitare il default, incaricò Christie’s di vendere opere per 866,9 milioni di dollari; nel 2017, poi, il Berkshire Museum, nello Stato americano del Massachusetts, ha venduto opere per agevolare il ricambio delle proprie collezioni. E di recente la benedizione finale è arrivata anche dall’Association of Art Museum Directors (USA, Canada e Mexico).

-Il mondo culturale dunque inteso come elemento propulsivo dell’economia?

Vede, un altro modo per cercare di concepire il patrimonio culturale non come semplice destinatario di risorse pubbliche ma come elemento attivo del patrimonio pubblico potrebbe consistere nell’istituire un fondo nazionale del patrimonio culturale gestito da un’Amministrazione pubblica tradizionale ovvero da soggetti specializzati, come la Cassa depositi e prestiti; il fondo potrebbe raccogliere ogni bene culturale pubblico, chiunque ne sia il soggetto proprietario, senza alterarne la condizione giuridica originaria (e, quindi, l’eventuale inalienabilità).

-Con quale obiettivo concreto?

Lo scopo potrebbe essere duplice. Innanzitutto incrementare l’attivo così che l’emissione del debito pubblico sia fondato su una base ancor più ampia dell’attuale, con conseguente possibilità di rivedere al rialzo gli indici di affidabilità del mercato che le Agenzie di rating, forse anche per ragioni speculative, tendono a rivedere al ribasso. Secondo quanto è stato stimato (Tarasco, 2020), il valore del patrimonio culturale pubblico (statale e non) potrebbe ragionevolmente non essere inferiore a 1.737 miliardi di euro: se tale fosse il valore reale, esso corrisponderebbe all’intero PIL italiano del 2019 che ha registrato, infatti, quota 1.787 miliardi. Rispetto al debito pubblico nazionale nel 2019, giunto a 2.361 miliardi, i beni culturali varrebbero oltre il 73%. È evidente che la condizione giuridica dei beni non dovrebbe essere alterata: ciò che entra nel fondo, inalienabile, resta tale; nondimeno, potrebbe ugualmente contribuire ad incrementare l’affidabilità italiana rispetto agli investitori. Ed anche per i beni inalienabili, si aprirebbero ulteriori spazi di redditività grazie alla concessione a terzi soggetti privati, società o enti del c.d. Terzo settore. La concessione a terzi potrebbe contribuire a ridurre i costi di gestione dei siti, incrementare la capacità redditività e migliorare l’esperienza di conoscenza del visitatore.

-La vedo molto motivata su questa tesi direttore?

Certamente sì. Lo scopo della istituzione di un fondo nazionale del patrimonio culturale potrebbe anche consistere nel misurare la redditività di quegli stessi beni culturali, in modo da costituire esso stesso un asset soggetto ad operazioni finanziarie, ferma restando la funzione di conservazione e fruizione pubblica. In pratica, si potrebbero emettere “Bot culturali” il cui rendimento potrebbe essere basato proprio sul rendimento di quello stesso patrimonio culturale, opportunamente rivalutato ed affidato alla gestione finanziaria di un soggetto specializzato (sul modello dell’Agenzia Difesa s.p.a.). In tal modo, anche in Italia si scoprirebbe la ingénierie culturel, così concependo i beni culturali non solo nella pur insopprimibile funzione culturale ma altresì nella loro dimensione economica e di sostegno all’economia nazionale.

-Ma forse c’è ancora dell’altro?

Assolutamente si. A sua volta, diverse sarebbero le modalità attraverso cui incrementare la redditività del patrimonio culturale. Un esempio potrebbe essere rappresentato dalla individuazione dei beni da lasciare in proprietà pubblica ma da concedere a terzi soggetti, dietro pagamento di un corrispettivo. Tali beni potrebbero essere sia immobili (si pensi a palazzi e ville, non costituenti monumenti nazionali) che mobili (opere d’arte o archeologiche che arricchiscono depositi museali non sempre adeguatamente valorizzati).

-Possiamo parlare di utopia?

Non credo proprio. Attesa l’abbondanza del patrimonio culturale pubblico, statale e non, simili operazioni potrebbero non solo incrementare la redditività del patrimonio culturale ben oltre la semplice biglietteria ma anche aumentare la fruibilità di quello stesso patrimonio che, in mano di terzi soggetti (società, associazioni, fondazioni, persone fisiche), potrebbe trovare la valorizzazione culturale che altrove non ha finora ricevuto. Obiettivi culturali ed economici sarebbero così simultaneamente soddisfatti.(b.n.)





Zingaretti: “Con Conte nessuna contrapposizione. Approccio nuovo con il M5S”

 

“Con Conte nessuna contrapposizione. Lo scenario attuale richiede scelte nuove e una decisiva svolta da compiere insieme ai nostri alleati, solo questo e’ stato il cuore del confronto di queste ore con il premier”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, durante la sua relazione introduttive alla direzione nazionale del partito.  “Sono consapevole delle difficolta’ che abbiamo dovuto affrontare con i nostri alleati, in particolare del Movimento 5 Stelle. Su molti temi spinosi, quali la giustizia, il garantismo, il valore della politica e un certo fondamentalismo sull’economia e lo sviluppo che a volte impediscono soluzioni razionali e semplici, abbiamo posizioni lontane. Ma, in questa fase, un approccio nuovo e’ emerso e ha prevalso, e certe barriere si sono incrinate con importanti risultati. Abbiamo fatto prevalere l’importanza del rapporto con l’Unione europea e ci siamo presentati uniti. Ma voglio essere chiaro: nel nostro partito non c’e’ nessuno che vuole concedere spazio a qualche demagogia per la tenuta del governo. Ringrazio chi ha garantito questa coalizione, per la quale non ci sono alternative, per sbarrare la strada ad avventure reazionarie che da piu’ parti covano sotto la pelle del Paese”. “Se siamo qui, non travolti dalla demagogia populista della destra, e’ perche’ abbiamo fatto la scelta di dare vita a questo Governo Conte, tentando una strada fatta di alleanze tutte nuove. Ma se non avessimo fatto questa scelta avremmo avuto un Governo di destra presieduto da Salvini e vi lascio immaginare in quel isolamento l’Italia si sarebbe trovata. Probabilmente non avremmo ottenuto nulla dall’Europa”.

 

 





Lagarde (Bce) spinge sul Recovery Found :“Va fatto velocemente. Ritardi scatenerebbero effetti negativi”

 

"La proposta della Commissione europea per una revisione del Budget pluriennale e il Next Generation Eu sono decisivi",ha detto al Parlamento europeo la presidente della Bce Christine Lagarde, aggiungendo che "sarà importante adottare velocemente questo pacchetto" perché "qualsiasi ritardo rischia di generare effetti negativi e far salire i costi, e quindi le necessità di finanziamento, di questa crisi". Lagarde ha spiegato che è "la più grande emissione sovranazionale in euro mai fatta, che associata a questa proposta, può anche avere un impatto positivo sul ruolo internazionale dell’euro".

Secondo Lagarde il Pepp, il programma di acquisto titoli della Bce per l’emergenza pandemica, è "lo strumento più adeguato nel nostro arsenale per rafforzare l’impulso di politica monetaria"."Rimaniamo totalmente impegnati al nostro mandato, questo è fuori questione", ha aggiunto.





Pioggia di milioni (213) per la tranvia Termini-Giardinetti-Tor Vergata

 

 Al via il finanziamento di oltre 213 milioni di euro per la tramvia di Roma “Termini-Giardinetti- TorVergata” grazie al decreto firmato oggi dalla ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. Lo comunica il Mit in una nota. Si tratta di risorse del Fondo Mit per il trasporto rapido di massa che consentiranno la procedura di trasformazione della linea ferroviaria “Roma-Pantano” in linea tramviaria e il passaggio di proprietà dalla Regione Lazio al Comune di Roma. Il progetto, con gli ultimi adeguamenti tecnico economici introdotti dal Mit, prevede l’adozione dello scartamento ordinario per l’interconnessione della linea al resto della rete tramviaria, attuale e futura. “La riqualificazione della tramvia – si legge nella nota – restituirà alla cittadinanza un importante collegamento dell’Università di Tor Vergata al centro della città e viceversa, con un servizio veloce e mezzi moderni e accessibili”. 





La speciale Classifica CWUR sulla qualità delle Università: Sapienza primo ateneo italiano, ma è solo 114esima al mondo

 

Sapienza si conferma al primo posto in Italia nella classifica internazionale del Centre for World University Rankings (Cwur) resa pubblica l’8 giugno 2020. Rispetto allo scorso anno l’Ateneo – evidenzia una nota – ha guadagnato 24 posizioni e si colloca ora in 114ª posizione nel ranking a livello internazionale, compresa tra le Top 0,6% delle circa 20mila università censite. 

La classifica vede al primo posto assoluto a livello internazionale l’Università di Harvard, seguita dal Mit di Boston e dalla Stanford University. A livello nazionale, dopo Sapienza, si collocano l’Università di Padova (164° posizione), l’Università di Milano (179° posizione) e l’Università di Bologna (182° posizione). 

Il ranking è stilato sulla base di 7 parametri di cui 4 legati alla Research Performance (è il parametro migliore per Sapienza); gli altri criteri considerati sono Quality of Faculty, Quality of Education e Alumni Employment. 

“Sono molto soddisfatto di questo risultato anche perché ha avuto tra i suoi punti di forza la valutazione della ricerca svolta nella nostra università – commenta il Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio – Mai come in questo periodo si è diffusa la consapevolezza di quanto sia strategico a livello Paese rafforzare la ricerca nelle sue varie articolazioni e metterla a servizio dei cittadini”.