Ciclabile di Palmiro Togliatti, Raggi: “E’ quasi ultimata”

 

 

“L’intervento di riqualificazione della pista ciclabile su viale Palmiro Togliatti e’ quasi completato.
E’ stata gia’ rimossa la folta vegetazione che ormai ricopriva vari tratti della bike lane, e’ stato rifatto l’asfalto e riqualificata la segnaletica per delimitare i margini della corsia e rendere piu’ visibili e sicuri gli attraversamenti in prossimita’ degli incroci”. Lo scrive la sindaca di Roma, Virginia Raggi, su Facebook.
“Il Dipartimento Lavori Pubblici – prosegue – ha coordinato gli interventi nel primo tratto di oltre 1 km da via Santi Romano a via Casilina e nei prossimi giorni saranno completati.
Ora sono in corso le ultime lavorazioni prima di passare al tratto di pista ciclabile successiva, quella tra via Casilina e via Prenestina dove sono iniziate gia’ le operazioni di sfalcio del verde”.





Protocollo d’Intesa tra Regione Lazio e Fondazione Caetani per promuovere e valorizzare il Giardino di Nifa

 

La Regione Lazio e la Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta Onlus hanno firmato un Protocollo d’intesa per la realizzazione di attività congiunte di promozione e valorizzazione del Giardino di Ninfa in occasione della ricorrenza del primo Centenariodella sua fondazione. “Un’ulteriore conferma dell’attenzione di questa amministrazione per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico del Lazio – ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – un obiettivo di primaria importanza da perseguire con impegno affinché le future generazioni possano ereditare e godere di questo immenso patrimonio di bellezza e memoria. La Regione sta mettendo in campo una serie di azioni importanti nella ferma convinzione che sia possibile un nuovo modello di sviluppo che ponga al centro il rilancio del patrimonio culturale del Lazio”. “Il Centenario del Giardino di Ninfa è un’occasione per ricordare l’impegno della nobile famiglia Caetani per mantenere intatto questo patrimonio di storia, di bellezza, di cultura – dichiara il Presidente della Fondazione, Tommaso Agnoni – Il protocollo tra la Regione Lazio e la Fondazione Roffredo Caetani contribuisce a rafforzare questo lavoro, a renderlo vivo nel tempo, a dare una prospettiva ancora più ampia al messaggio di salvaguardia e tutela ambientale che i Caetani hanno voluto lasciarci. Al presidente Zingaretti va il nostro ringraziamento per il sostegno dato alla Fondazione in un momento tanto importante per la storia del Giardino di Ninfa che vive, come abbiamo detto in queste settimane, i suoi primi cento anni di bellezza”. Il Giardino di Ninfa, luogo di fama internazionale e Monumento Naturale della Regione Lazio dal 2000, riveste un enorme valore dal punto di vista non solo paesaggistico e ambientale ma anche sotto il profilo archeologico e storico-artistico sorgendo sulle rovine dell’antica Città di Ninfa. Il Giardino, realizzato nel 1920 da Gelasio Caetani, fa parte inoltre della Rete Regionale delle Dimore, Ville e Complessi Monumentali, il sistema della Regione nato per favorire la valorizzazione dello straordinario patrimonio storico, paesaggistico e architettonico del Lazio. Per le celebrazioni del Centenario, che hanno preso il via solo dal mese di maggio a causa dello stop imposto dall’emergenza Covid-19, la Regione Lazio sarà al fianco della Fondazione Roffredo Caetani che ha in calendario fino al 1° novembre una serie diaperture straordinarie che permetteranno al pubblico di scoprire le bellezze del Giardino di Ninfa, sempre nel pieno rispetto delle indicazioni in termini di distanziamento sociale al fine di contrastare la diffusione del coronavirus. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.giardinodininfa.eu e sul sito ufficiale della Fondazione www.frcaetani.it.





Cinema America, il Tar del Lazio respinge il ricorso al vincolo

 

 

Il Tar del Lazio respinge il ricorso contro il vincolo all’ex Cinema America. Lo rende noto il ministero per i Beni e per le Attività culturali e per il Turismo.  La sezione Seconda Quater del Tar del Lazio ha respinto in quanto "palesemente infondato", come si legge nella sentenza, il ricorso della proprietà dell’ex Cinema America per l’annullamento del decreto di dichiarazione di interesse culturale della storica sala cinematografica romana da parte della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.  La corte, nel riconoscere le motivazioni e la correttezza procedurale dell’amministrazione, ha pertanto confermato il vincolo dell’ex Cinema America, decretato sulla base del provvedimento del ministro Dario Franceschini in favore della tutela dei cinema storici. 





Piani di zona, prima intesa tra Regione Lazio e Comune di Roma

 

La commissione speciale sui piani di zona del Consiglio regionale, presieduta da Roberta Lombardi, ha discusso oggi del protocollo di intesa fra Regione Lazio e Roma Capitale per il completamento delle opere di urbanizzazione primaria nei piani di zona che fanno parte del secondo Piano di edilizia economia popolare. Lombardi, aprendo l’audizione, ha illustrato il lavoro effettuato dalla commissione in un anno di attività, facendo il punto, zona per zona, sulle procedure avviate in seguito alle riunioni con comitati e uffici tecnici. E’ stata poi la volta di Luca Montuori e Massimiliano Valeriani, assessori all’Urbanistica di Comune e Regione, che hanno illustrato i contenuti del protocollo di intesa siglato fra le amministrazioni. Entrambi hanno sottolineato il “positivo clima di collaborazione” che “ha lo scopo – ha dichiarato Montuori – di far diventare città, quartieri che fino a oggi non hanno neanche strade e impianti fognari”. Un tavolo tecnico fra le amministrazioni è già al lavoro per individuare le opere da realizzare, una volta completato l’elenco sarà Astral, società regionale, ad appaltare le opere e seguire tutto l’iter. Valeriani ha spiegato che saranno utilizzati 56 milioni, sbloccati grazie al recente decreto Cura Italia: “Vogliamo completare le opere previste in origine, ma anche quelle che sono diventate necessarie in seguito per modifiche normative, penso alle vasche di laminazione. Con i risparmi che deriveranno dai ribassi d’asta vogliamo anche realizzare altre strutture, penso a ciclabili, pensiline alle fermate, in più rispetto ai progetti originari, individuate attraverso la partecipazione dei cittadini”.




Maltempo Lazio: il consigliere regionale Ciacciarelli (Lega) chiede calamità Valle Santi

 

“Ho richiesto alla Regione Lazio lo stato di calamità naturale per tutta la Valle dei Santi duramente colpita dalle eccezionali precipitazioni atmosferiche delle ultime ore che hanno portato all’allagamento della Superstrada 630, causando dei danni gravi áanche ad un ponte, facendolo crollare. In ginocchio anche gli agricoltori della zona che dovranno dire addio ai loro raccolti. Duramente colpiti i comuni di San Giorgio a Liri, Esperia, Vallemaio, Sant’Apollinare, Sant’Andrea. La Regione Lazio deve riconoscere a questa zona lo stato di calamità naturale”. Lo ha spiegato il consigliere regionale del Lazio, Pasquale Ciacciarelli (Lega). In queste ore la zona del frusinate è colpita da un forte maltempo.





Calabria(Fi): "Ok Berlusconi, dopo Raggi servono eccellenze"

 

 “Liberare Roma, ostaggio del malgoverno grillino di Virginia Raggi, deve essere una priorità assoluta. In questo senso, le parole di Silvio Berlusconi indicano il criterio migliore per individuare il candidato sindaco del centrodestra: una figura che faccia sintesi tra le anime della coalizione e, soprattutto, che sia all’altezza della sfida, collaborando con una squadra di primissimo livello”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria. 

“Dopo cinque anni di Virginia Raggi, il prossimo sindaco della Capitale dovrà risollevare una città zavorrata dal degrado e dalle disfunzioni. Occorre programmare, innovare, avere la credibilità di attrarre investimenti, bonificare le zone franche. Soltanto una squadra che unisca le migliori eccellenze può raccogliere questo compito enorme. Questa volta non sono ammissibili ritardi, errori o controversie tra alleati: bisogna scegliere subito la figura migliore perché le elezioni arriveranno presto e non possiamo farci trovare impreparati”, conclude.





Al Policlinico Gemelli di Roma la nuova Tac con Intelligenza Artificiale

Installato per la prima volta in Italia il tomografo progettato da General Electric Healthcare con applicazioni di intelligenza artificiale. Consente l’autoposizionamento dei pazienti per ridurre i rischi di errore nelle procedure e limitare la dose di radiazioni erogata.

L’intelligenza artificiale in sanità trova applicazione a Roma presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Al Gemelli è stato da poco installato, per la prima volta in Italia, un tomografo computerizzato di ultima generazione progettato da General Electric Healthcare con applicazioni di IA che si traducono in vantaggi concreti per i pazienti e per il personale: su tutti, la diminuzione della dose di radiazioni erogate e la riduzione del rischio di errori nel flusso di lavoro anche grazie a un innovativo sistema di autoposizionamento del corpo durante l’esame.

Nel dettaglio, il sistema Revolution Maxima di GE Healthcare è un tomografo Tac 128 slice caratterizzato da un detettore d’immagine a conversione digitale diretta che, oltre a offrire un’elevata risoluzione spaziale di 0,28 mm, permette di efffettuare esami più veloci (utili nel caso di indagini total body, con paziente in apnea, politraumatizzati, pediatrici o non collaboranti) e completi (grazie a una copertura anatomica di 40 mm di anatomia del paziente, estesa a 80 mm per le analisi di perfusione cerebrale su sospetto ictus).

La grande velocità di acquisizione del sistema è importante ad esempio negli esami cardiologici per lo studio delle arterie coronarie: con la nuova Tac è infatti possibile acquisire il distretto cardiaco nel tempo di solo 5 battiti cardiaci, ma anche gestire pazienti con frequenza cardiaca non bassa e non stabile grazie a un software che assicura la possibilità di eliminare gli artefatti da movimento che tipicamente si manifestano in questi casi, garantendo maggiore confidenza diagnostica.

Grazie all’uso di specifici algoritmi, inoltre, a queste qualità si aggiunge la capacità di ridurre la dose di radiazioni erogate al paziente mediamente dell’82% rispetto a un esame Tac convenzionale: un vantaggio significativo soprattutto per i pazienti più fragili e per chi deve ripetere controlli Tac molto ravvicinati.

La più importante applicazione di intelligenza artificiale introdotta dal nuovo tomografo è la possibilità di autoposizionamento del paziente grazie a un avanzato sistema che consente di collocare in modo automatico il distretto d’esame da indagare. L’obiettivo? Migliorare il flusso di lavoro – con una maggiore standardizzazione e la riduzione del rischio di errore – e diminuire ulteriormente la dose di radiazioni erogata al paziente[1].

Nel concreto, il sistema si basa su una una telecamera tridimensionale installata sul soffitto, in grado di scansionare il paziente e su un algoritmo di IA capace di identificare i principali punti di riferimento del soggetto (mento, spalle, cresta iliaca, ginocchia). Tramite due tablet touch screen, l’operatore può visualizzare le informazioni sul paziente e gli assi di movimento, il protocollo correlato e il posizionamento predefinito, selezionando infine l’impostazione più adeguata ed effettuare l’esame. A quel punto basta un solo comando impartito attraverso il tablet per dare inizio al movimento verticale del tavolo fino al raggiungimento dell’isocentro e allo spostamento orizzontale del lettino verso il punto di inizio scansione.

“Le applicazioni di intelligenza artificiale in sanità – spiega l’ingegner Giovanni Arcuri, Direttore UOC Tecnologie Sanitarie Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS - sono una realtà sulla quale il Policlinico Gemelli sta fortemente investendo in termini di ricerca applicata e tecnologia. Lo sviluppo di queste applicazioni ci consentirà di ottimizzare sempre più i tempi di esame e di garantire la qualità degli studi, contribuendo all’obiettivo di accurata personalizzazione dei percorsi di cura dei nostri pazienti. L’installazione della nuova Tac è un esempio concreto del nostro sforzo di offrire la miglior qualità diagnostica possibile, con un flusso di lavoro ottimizzato: la tecnologia garantisce il posizionamento ottimale del paziente ed il personale sanitario si può dedicare integralmente a tutte le altre esigenze dei pazienti”.

“L’impiego dell’intelligenza artificiale(IA) nella Diagnostica per Immagini – spiega il professor Cesare Colosimo, Direttore Area Diagnostica per Immagini Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Direttore Dipartimento Scienze radiologiche ed ematologiche Università Cattolica, Campus di Roma - è stato sempre visto come indirizzato al supporto al radiologo nella formulazione della diagnosi. In realtà – come dimostra l’introduzione della Tac Revolution Maxima–l’adozione di soluzioni basate sull’IA trova applicazione in tutte le fasi del lavoro radiologico. Nel caso della nuova Revolution Maxima alla qualità e versatilità della Tac, dotata di elevata risoluzione spaziale, si aggiunge la disponibilità di un sistema di centraggio -  basato su telecamera tridimensionale e algoritmi di IA – che garantiscono e soprattutto standardizzano il miglior e più rapido posizionamento possibile per ciascun singolo paziente e quindi assicurano la miglior qualità di immagine e la minor dose possibile di radiazioni. Si realizza dunque un ulteriore passo nella direzione della medicina personalizzata e di precisione”.

“È significativo che la prima installazione in Italia di questa tecnologia all’avanguardia avvenga proprio al Policlinico Gemelli di Roma, un punto di riferimento importante per la sanità del nostro Paese”, ha affermato Antonio Spera, Amministratore delegato di GE Healthcare Italia. “Siamo orgogliosi di affiancare il Policlinico in un percorso diretto verso una sanità sempre più a misura di paziente, in cui soluzioni medicali di ultima generazione, basate sull’intelligenza artificiale, si mettono al servizio dei bisogni della persona. In quest’ottica siamo convinti che l’elevata qualità diagnostica e la diminuzione della dose di radiazioni erogata ai pazienti garantite dal nuovo tomografo offriranno grandi benefici ai pazienti e al personale clinico della struttura”.


[1] Lo studio “Implications of patient centering on organ dose in computed tomography. Radiation protection dosimetry”, di Kataria, B., Sandborg, M., & Althén, J. N. (2016) è stato eseguito su 549 pazienti e ha dimostrato che mediamente il 22% degli esami TC sono fuori centraggio ottimale per almeno 3 cm. Secondo la ricerca “Effect of patient centering on patient dose and image noise in chest CT. American journal of roentgenology” di Kaasalainen, T., Palmu, K., Reijonen, V., & Kortesniemi, M. (2014), un errato posizionamento di 6 cm sotto l’isocentro è la causa di un incremento della dose radiogena erogata al paziente del 38%.





Volontari Villa Maraini: "Anche a maggi contagio zero da Covid-19"

 

Confermato a Villa Maraini il trend dei mesi precedenti dal quale emerge che a Maggio su 14.327 contatti e controlli su tossicodipendenti. “Nessuno – riferisce una nota dellka struttura- ha manifestato segni evidenti da COVID19, stesso trend riportato dalla Comunità di San Patrignano che però ha praticato il lockdown per i suoi, mentre a Villa Maraini è continuata l’assistenza 24h su 24h anche su utilizzatori di sostanze sconosciuti o mai venuti in precedenza presso la struttura o in strada per un totale di oltre 1000 tossicodipendenti”. 

“L’annuncio analogo dello scorso 4 Maggio – sottolinea villa Maraini- è stato variamente interpretato e sovvertito dai media con titoli fantasiosi, che poco avevano a che fare con la notizia che era stata data, scatenando commenti violenti basati sulla progressiva alterazione dei fatti arrivando a scrivere che: ‘i tossicodipendenti sono immuni al virus; l’eroina è più forte del virus?’ e anche Crozza, durante una puntata della sua trasmissione, ci ha fatto sopra commenti spiritosi (del resto è il suo lavoro…) basandosi proprio su un titolo di un quotidiano che aveva distorto i fatti”. 

Secondo Massimo Barra, “il fatto confermato su un campione statisticamente significativo che nessun tossicomane di Villa Maraini abbia presentato manifestazioni cliniche di Covid19, notizia oggettiva documentata e non discutibile, lascia spazio alle possibile interpretazioni sulle quali Villa Maraini mantiene le ipotesi già espresse nel precedente comunicato. Pur essendo il virus imprevedibile e senza precedenti sembra assodato che tra l’infezione e l’eventuale manifestazione clinica c’è di mezzo la reazione immunitaria del paziente e qui dobbiamo concentrarci per saperne di più, sempre che le autorità siano interessate anche a soggetti che normalmente non contano nulla”. 





Cisl medici e Covid-19: “Può essere l’occasione per rilanciare la medicina nei territori”

 

La Cisl Medici Lazio, considerato che sono molte migliaia le prestazioni di diagnostica strumentale e le visite mediche specialistiche che devono essere smaltite con la ripresa delle attività ambulatoriali, chiede che le Asl definiscano con la massima chiarezza i tempi necessari alle nuove procedure per i controlli amministrativi, ambientali, organizzativi procedurali e tecnici in primaria tutela degli utenti e dello stesso personale sanitario.

Abbiamo già confermato – prosegue il comunicato sindacale a firma dei referenti SAI dott. Giuseppe Pergola e dott. Nicola Buonaiuto – la nostra disponibilità a collaborare con le Aziende per la ripresa delle attività ambulatoriali ordinarie e di recupero delle prestazioni rimaste in sospeso per l’emergenza Covid.

La Cisl Medici chiede che le nuove risorse della specialistica ambulatoriale, ancor prima che sul mercato privato, vengano prioritariamente ricercate nel completamento orario degli specialisti convenzionati già impiegati nelle Asl a tempo indeterminato ma ancora ad orario parziale”.

I medici convenzionati sono quei professionisti, tutti specialisti in diverse discipline, che sono regolamentati dall’ “ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I MEDICI SPECIALISTI AMBULATORIALI, MEDICI VETERINARI ED ALTREPROFESSIONALITÀ SANITARIE”.

La richiesta di ore di attività specialistica viene fatta dalle Aziende Sanitarie Locali, che la inviano ad un Comitato Zonale che le pubblica trimestralmente.

Il comitato valuta le adesioni degli specialisti e seguendo una graduatoria che si basa sull’anzianità di servizio attribuisce le ore richieste.

In questo modo molti specialisti lavorano in ambulatori e in strutture di diverse ASL in diversi territori nell’arco della stessa giornata o settimana, grazie alla assegnazione di ore che sono state richieste o in tempi successivi o con modifiche di orario.

“Il potenziamento permanente delle forze della specialistica aziendale per i prossimi anni a venire – dichiara la Cisl Medici – costituirà sia una fonte di risparmio sulle attività effettuate in gestione diretta sia una reale occasione per continuare a tenere in carico pazienti nel servizio pubblico con la dovuta continuità assistenziale. Ciò consentirà un rapido recupero delle prestazioni sospese per l’emergenza Covid ed un risparmio derivante dall’utilizzo di risorse interne senza la necessità di doversi rivolgere al privato.

Auspichiamo pertanto che vengano adottate con la massima sollecitudine le procedure per il completamento orario a 38 ore settimanali dei medici Specialisti Ambulatoriali Interni che ne faranno formale richiesta.

Il tutto potendo sfruttare come fonte eccezionale e non ripetibile il finanziamento dedicato dalla normativa nazionale (DL 9/3/2020) recepita anche a livello regionale per l’incremento delle ore di specialistica ambulatoriale che detta che le ASL possono procedere per gli anni 2020 e 2021 ad un aumento del monte ore della specialistica ambulatoriale convenzionata interna, con ore aggiuntive da assegnare nel rispetto dell’Accordo Collettivo Nazionale vigente, nel limite di spesa pari a 6 milioni per l’anno 2020″.




Sanificazione di monopattini e biciclette in sharing, esposto di Assotutela

 

“Mentre la sindaca Virginia Raggi continua nella sua pubblicità trionfalistica sullo sharing dei monopattini, dai cittadini romani ci giungono segnalazioni e perplessità in merito alla sanificazione e alla pulizia di biciclette, motorini elettrici e monopattini a Roma. Vorremmo sapere in particolare dalla amministrazione capitolina quali procedure e quali tempistiche di sanificazione si stanno utilizzando per questa tipologia di mobilità sostenibile. Una azione fondamentale in questo delicato periodo di Coronavirus, dove igiene e pulizia rappresentano elementi importanti e imprescindibili per la prevenzione e il contrasto del pericoloso virus. Auspichiamo dunque che la sindaca Raggi faccia immediata e necessaria chiarezza su questa questione altrimenti sarà nostra cura presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma”. Così, in una nota, il presidente della associazione Assotutela, Michel Emi Maritato.





Coronavirus, al San Raffaele Roma, dopo il contagio, previsti 1800 tamponi e test sierologici

 

A partire da lunedì, in relazione al cluster riscontrato presso l’ Irccs San Raffaele Pisana, la Asl Roma 3 ha predisposto due “drive through” (postazioni dove si effettuano i tamponi e test sierologici), ubicati rispettivamente al Forlanini e a Casal Bernocchi. Presso tali Presidi sono stati invitati i pazienti già ricoverati presso la struttura nel periodo 18 maggio – 3 giugno, i relativi familiari e congiunti. Si prevede – informa una nota – l’effettuazione di circa 1800 test. Questa mattina si è verificato, però, un super afflusso presso l’Ospedale Forlanini. Per evitare questa situazione la ASL sta organizzando gli inviti scaglionati e personalizzati ai cittadini interessati tramite SMS o per telefono. La Direzione Strategica Asl Roma 3 ringrazia anticipatamente la cittadinanza per la collaborazione che vorrà dare agli operatori sanitari che stanno lavorando per tutelare la salute pubblica.





Covid-19, ecco la situazione a Roma e nel Lazio

 

“Registriamo un dato di 16 casi positivi di cui 6 riferibili al focolaio dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma che raggiunge così un totale di 41 casi positivi e di questi 24 sono riferiti a pazienti trasferiti, 1 è un paziente deceduto, 9 sono dipendenti della struttura e 7 sono esterni”. Lo puntualizza l’assessore regionale del Lazio alla sanità Alessio D’Amato, spiegando che “il primo caso risale a inizio maggio e si tratta di operatori della struttura. I servizi della Asl Roma 3 e del SERESMI stanno lavorando per completare l’indagine epidemiologica. Da questa mattina inoltre sono a disposizione i due drive-in della Asl Roma 3 presso l’ex ospedale Forlanini e via di Casal Bernocchi per effettuare i test ai pazienti dimessi dalla struttura nelle ultime tre settimane (dal 18 maggio) e i loro contatti stretti. Si prevede l’effettuazione di oltre 1.800 test. Questo focolaio dimostra che non bisogna abbassare il livello di attenzione e occorre mantenere il rispetto dei protocolli. Proseguono le attività per i test sierologici sugli operatori sanitari e le Forze dell’ordine. I decessi – conclude – sono stati 3, mentre continuano a crescere i guariti che sono stati 88 nelle ultime 24h e complessivamente raggiungono le 4.450 unità”

 

Da lunedì mattina inoltre sono a disposizione i due drive-in della Asl Roma 3 presso l’ex ospedale Forlanini e via di Casal Bernocchi per effettuare i test ai pazienti dimessi dalla struttura nelle ultime tre settimane (dal 18 maggio) e i loro contatti stretti. Si prevede l’effettuazione di oltre 1.800 test. Questo focolaio dimostra che non bisogna abbassare il livello di attenzione e occorre mantenere il rispetto dei protocolli

I decessi sono stati 3. 

 

La situazione nelle Asl, Policlinici Universitari e Aziende Ospedaliere:

Asl Roma 1 – Non si registrano nuovi casi positivi. 21 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Avviata l’indagine di sieroprevalenza presso l’Istituto Penitenziario di Regina Coeli;

Asl Roma 2 – 2 nuovi casi positivi. 9 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare;

Asl Roma 3 – 9 nuovi casi positivi di cui 6 riferibili all’IRCCS San Raffaele Pisana (41 totali ad oggi);

Asl Roma 4 – 1 nuovo caso positivo;

Asl Roma 5 – 2 nuovi casi positivi;

Asl Roma 6 – 2 nuovi casi positivi. 36 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Domani apre il terzo modulo con altri 18 posti letto alla RSA pubblica di Genzano;

Asl di Frosinone – Non si registrano nuovi casi positivi. 0 decessi. 8 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare;

Asl di Latina – Non si registrano nuovi casi positivi. 0 decessi. 68 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare;

Asl di Rieti – Non si registrano nuovi casi positivi. 0 decessi. 3 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare;

Asl di Viterbo – Non si registrano nuovi casi positivi. 0 decessi. 7 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare

Azienda Ospedaliero – Universitaria Sant’Andrea – 2 pazienti guariti. Conclusi i test per l’indagine sierologica sul personale sanitario. Partiti i test sierologici per i privati cittadini. Ripresa l’attività ambulatoriale;

Azienda ospedaliera San Camillo – Conclusi i test per l’indagine sierologica sul personale sanitario. Partiti i test sierologici per i privati cittadini. Ripresa l’attività ambulatoriale;

Azienda Ospedaliera San Giovanni – Conclusi i test per l’indagine sierologica sul personale sanitario. Partiti i test sierologici per i privati cittadini. Ripresa l’attività ambulatoriale;

Policlinico Umberto I – 37 pazienti ricoverati di cui 2 in terapia intensiva. 1 paziente guarito. Conclusi i test per l’indagine sierologica sul personale sanitario;

Policlinico Tor Vergata – 12 pazienti ricoverati di cui 0 in terapia intensiva. Ultimati i test di sieroprevalenza sugli operatori sanitari;

Policlinico Gemelli – 57 pazienti ricoverati al Covid Hospital Columbus di cui 8 in terapia intensiva. Ripartita l’attività ambulatoriale;

Policlinico Campus Biomedico – 7 pazienti ricoverati al Covid Center Campus Biomedico di cui 5 in terapia intensiva. Ripresa attività ambulatoriale;

Ares 118 – Operativo al numero verde 800.118.800 il servizio di assistenza psicologica per i cittadini;

IFO – Operativo il laboratorio per il test sierologico e il laboratorio per il test COVID H24;

Istituto Zooprofilattico – Conclusi i test per l’indagine sierologica sul personale sanitario. Partiti i test sierologici per i privati cittadini e medici veterinari. Il servizio è on line con prenotazioni dal sito;

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – 3 pazienti ricoverati al Covid Center di Palidoro, tutti in buone e stabili condizioni. Effettuati 21 tamponi, tutti negativi.





Investe e uccide un 15enne, arrestato. Era positivo al narcotest

Positivo al narcotest, investe e uccide un 14enne

 

Ha investito e ucciso un 14enne mentre era sotto l’effetto degli stupefacenti. Tragedia lunedì sera, alle 22 circa, nella zona dell’Infernetto di Roma, dove un’auto, Peugeot 108, guidata da una ragazzo di 22 anni ha travolto il quattordicenne M.R. mentre attraversava sulle strisce pedonali in via Francesco Cilea 247. Inutili i soccorsi, il ragazzo e’ deceduto sul posto. La salma e’ stata trasportata all’ospedale di Tor Vergata.
Sul posto e’ intervenuta la Polizia di Roma Capitale del Gruppo Tintoretto, che ha sottoposto l’investitore agli esami di rito. Risultato positivo al test tossicologico, il magistrato di turno ne ha disposto l’arresto. Verra’ processato per direttissima.

15enne investito e ucciso: pm indaga per omicidio stradale

Omicidio stradale. Per questa accusa la Procura di Roma ha indagato il giovane che era alla guida dell’auto che ieri sera ha investito e ucciso un ragazzino di 15 anni, in zona Infernetto, in via Francesco Cilea. Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio gli inquirenti hanno disposto l’autopsia della vittima. Il gip fisserà a breve l’interrogatorio di convalida e garanzia. L’indagato è risultato positivo all’esame tossicologico.





Blitz di Carabinieri e Guardia di Finanza a Tor Bella Monaca. 42 gli arresti per droga

 

Dalle prime luci dell’alba, i militari dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Roma stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 42 soggetti, 32 colpiti dalla misura della custodia cautelare in carcere e 10 dal divieto di dimora a Roma, tutti appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, radicata nella Capitale e con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca.

L’operazione consegue a distinte attività di indagine svolte in tempi diversi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Frascati e dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Roma nella medesima piazza di spaccio, quella insistente in Largo Ferruccio Mengaroni, all’interno del complesso di case popolari denominato “R8”. L’indagine dei Carabinieri, che oggi hanno eseguito 26 misure cautelari (23 in carcere e 3 divieti di dimora), è stata condotta fra l’ottobre 2016 e gennaio 2018 e rappresenta il proseguimento delle attività svolte nell’ambito dell’operazione “Gerico” dello stesso Nucleo Investigativo di Frascati, conclusasi nell’aprile del 2017 con l’esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, tutti appartenenti all’’organizzazione criminale dedita al narcotraffico operante sempre in Tor Bella Monaca nella “piazza di spaccio” di via Via G. B. Scozza, nel comprensorio noto come R10 della citata frazione capitolina. Entrambe le indagini, infatti, costituiscono pieno riscontro alle dichiarazioni rese dal primo collaboratore di giustizia registrato nella difficile area romana di Tor Bella Monaca.

L’attività investigativa ha permesso di ricostruire i ruoli dei vari sodali all’interno dell’organizzazione, facente capo a due fratellastri che, nonostante ristretti in carcere, gestivano l’attività delinquenziale a distanza. Gli stessi, infatti, coordinavano le attività fornendo indicazioni ai diretti fiduciari per il tramite della compagna del più grande dei due fratelli, attraverso la quale ricevevano anche il sostentamento, con il denaro provento dello spaccio, necessario per il mantenimento della famiglia ed il pagamento delle spese legali. Si tratta di due fratellastri particolarmente noti nella zona per i loro precedenti penali e per i metodi violenti utilizzati sulla piazza; solo qualche anno fa sono stati tratti in arresto su ordinanza emessa dal Gip di Roma, sempre dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, poiché ritenuti responsabili di sequestro di persona a scopo di estorsione. In quella circostanza si erano resi protagonisti del sequestro lampo di due minori, figli della convivente di un pregiudicato di Tor Bella Monaca, ritenuto responsabile di aver onorato solo in parte un debito di circa 50.000/00 Euro, maturato con i due fratellastri nel contesto dell’attività di spaccio di sostanze.

Le attività investigative hanno consentito inoltre di individuare i canali di approvvigionamento dello stupefacente sia nel reggente del sodalizio criminale operante nella “piazza di spaccio” di via Via G. B. Scozza, già oggetto dell’operazione “Gerico” e oggi sottoposto a misura cautelare, sia in altro noto pregiudicato della capitale, già più volte raggiunto da provvedimenti cautelari per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. Analoghe evidenze sono emerse nel corso delle indagini del 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Roma. I destinatari delle 16 misure cautelari (9 in carcere e 7 divieti di dimora) eseguite oggi dalle Fiamme Gialle nell’ambito dell’operazione “MARRAKESH”, dopo i numerosi arresti patiti nel tempo dall’organizzazione e, soprattutto, del ritorno “in campo” di uno dei due fratellastri reggenti – nel frattempo scarcerato – hanno continuato a operare con le medesime modalità, soprattutto mediante l’impiego di manodopera nord-africana (di qui il nome dell’operazione).

E’ emerso, in particolare, che i proventi dell’illecita attività, quantificati in oltre 10.000 euro giornalieri, venivano suddivisi in base a un preciso criterio di riparto: l’80% al capo; il 15% agli incaricati del confezionamento e del rifornimento dello stupefacente e il restante 5% ai pusher. Per le vedette la remunerazione, fissa, ammontava a 100 euro al giorno. A chi non rispettava le “regole” stabilite dai vertici, invece, veniva applicata la decurtazione della paga giornaliera o addirittura punizioni corporali. Questo è quanto accaduto a uno dei capi piazza, violentemente percosso e allontanato dall’organizzazione perché accusato di aver pagato parte della merce con soldi falsi.

Nel loro complesso, le due indagini hanno permesso di accertare:

Contestualmente alle misure cautelari personali il Nucleo Investigativo di Frascati sta procedendo anche al sequestro preventivo di un’immobile, sito in Zagarolo (RM), e di due autovetture, riconducibili alla compagna di uno dei reggenti del sodalizio, per un valore complessivo di circa 300.000 euro.

Nelle fasi esecutive dell’operazione, inoltre, sono stati rinvenuti e sequestrati denaro contante, orologi di valore, auto e moto per circa 200.000 euro.




Regione Lazio e Comune di Roma con Papa Francesco, versato un milione di euro

 

 “Le parole di Papa Francesco ci indicano la strada da seguire per non lasciare indietro chi è più in difficoltà dopo quest’emergenza sanitaria. Accogliamo con favore l’appello del Santo Padre: è fondamentale che le istituzioni collaborino per supportare, soprattutto in questo momento così delicato, le fasce più deboli e fragili. Roma dall’inizio dell’emergenza ha messo in campo diverse misure e iniziative per rimanere vicino agli ultimi. Ora, aderendo a questo progetto facciamo un ulteriore passo in questa direzione: non lasceremo indietro nessuno”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi dopo l’annuncio di Papa Francesco dell’istituzione del Fondo Gesù Divino Lavoratore. Roma Capitale annuncia in una nota che aderirà al progetto “Alleanza per Roma”, che ha come obiettivo quello di lavorare insieme per aiutare le persone e i nuclei più fragili colpiti duramente dall’emergenza coronavirus. Roma Capitale alimenterà il Fondo Gesù Divino Lavoratore, voluto da Papa Francesco, con un contributo iniziale di 500mila euro.

 

“Non potevamo non raccogliere il generoso invito del Papa a una grande alleanza per fare rete ed essere presenti attivamente lì dove la crisi economica scaturita dal Coronavirus può generare nuove solitudini, incertezze, disperazione. Ci sarà dunque anche la Regione Lazio accanto al Vicariato di Roma, contribuendo con 500mila euro al Fondo Gesù Divino Lavoratore, istituito con la missione vitale di dare un aiuto concreto a chi sta pagando le conseguenze sociali ed economiche di questa epidemia”. Così in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Le crisi colpiscono sempre le categorie sociali più fragili, fanno emergere nuove povertà e mettono in discussione la tenuta stessa del patto sociale su cui si basa una comunità. Tutti abbiamo il dovere di dare riposte concrete. Colgo quindi l’occasione per ringraziare nuovamente il Papa, dopo l’incontro dello scorso maggio, per la sensibilità dimostrata nei confronti di Roma e dei più fragili: una presenza costante a difesa dei principi di comunità e fratellanza indispensabili per affrontare questo tempo incerto” conclude Zingaretti.





Fase 3, Osanna (Parco archeologico di Pompei): "Ci aspettiamo incremento flussi"

 

“Queste due settimane ci hanno consentito di monitorare l’impatto dei visitatori e il rispetto delle misure sanitarie, registrando un positivo riscontro. Anche gli accessi al sito, benché limitati ai visitatori campani, sono progressivamente cresciuti con alcune giornate di sold out, come il 2 giugno, a conferma della grande voglia di tornare a godere di questi luoghi. Con l’apertura dei confini regionali ci aspettiamo un ulteriore incremento dei flussi”. Queste le parole del direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, alla vigilia della maggiore apertura degli Scavi a partire dal 9 giugno. “In questa nuova fase si aggiungono alcune novità ai percorsi, rese possibili grazie agli interventi di manutenzione e restauro portati avanti durante il lockdown. Abbiamo approfittato per intervenire anche sul decoro degli ingressi, in particolare a Porta Marina e Piazza Esedra, che sono stati oggetto di alcuni interventi di sistemazione. In particolare – ha aggiunto Osanna – si è provveduto alla riqualificazione pavimentale del viale delle Ginestre, per migliorare il percorso di accesso al quartiere dei teatri. E sono proseguiti gli interventi sul verde, che in tutta la città antica è oggetto di monitoraggio da parte degli esperti dei giardini del Parco. Se in alcuni casi è stato inevitabile l’abbattimento di alcuni alberi, a tutela delle strutture archeologiche e dell’incolumità dei visitatori, a seguito di indagini fitostatiche, deputate alla verifica della stabilità e delle condizioni di vita delle piante, come nel caso del pino posto all’ingresso del quadriportico, che non è stato in nessun modo possibile recuperare, contestualmente si sta portando avanti il piano di ripristino dei giardini delle domus, con la ricostruzione storica e l’ integrazione delle diverse specie vegetali”, ha concluso. 





Il Mibact annuncia: "Riaperti Pantheon, Vittoriano e Pinacoteca di Brera"

 

 

Prosegue il ripristino degli accessi ai musei, parchi archeologici, archivi e biblioteche del ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, sulla base delle disposizioni previste dal Dpcm del 17 maggio 2020. Da questo martedì riapriranno il Cenacolo Vinciano e la Pinacoteca di Brera a Milano, il Museo di Capodimonte a Napoli, il Pantheon, il Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano) e il Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, il Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo, il Forte San Giovanni a Finale Ligure, il Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona, il Castello Scaligero e le Grotte di Catullo a Sirmione e la Villa romana a Desenzano. Il Parco Archeologico di Pompei, che ha aperto l’ingresso ai visitatori due settimane fa, da domani amplierà l’offerta culturale con nuovi percorsi di visita e aperture inedite. 

In questi giorni sono inoltre tornati accessibili la Grotta del Mitreo Duino Aurisina a Trieste, l’area archeologica di Alba Fucens a L’Aquila e l’area archeologica di Campovalano a Teramo e gli Archivi di Stato di Belluno, La Spezia, Treviso, Siena e Reggio Calabria. 

Orari e modalità di apertura sono verificabili sui siti internet dei singoli istituti culturali, mentre al link beniculturali.it/luoghiaperti è possibile ricercare i luoghi della cultura finora tornati accessibili al pubblico.





Consulente finanziario ucciso con 5 colpi di pistola a Torino

 

Trovato morto nella sua auto, legato, e imbavagiato e crivellato da 5 colpi di pistola. E’ successo a Moncalieri (Torino). La vittima è un consulente finanziario sessantenne. A trovare il cadavere a bordo di una Bmw, di proprietà della vittima, poco prima della mezzanotte di ieri i carabinieri.

L’auto della vittima era parcheggiata in una traversa sterrata di Strada Comunale San Vito a Revigliasco, alle porte di Torino. A quanto si apprende la vittima è stata colpita con 5 colpi di arma da fuoco calibro 6,35 alla tempia sinistra. L’uomo si era allontanato da casa ieri alle 5 del pomeriggio.





Camorra, operazione del Ros dei Carabinieri, 59 gli arresti

 

 I carabinieri del Ros hanno eseguito una misura cautelare, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della locale procura distrettuale antimafia, nei confronti di 59 indagati accusati di numerosi reati tra i quali associazione mafiosa, concorso esterno, corruzione elettorale, estorsione e turbata libertà degli incanti. L’operazione colpisce i clan camorristici Puca, Verde e Ranucci, attivi a Sant’Antimo e comuni limitrofi, nell’area a Nord di Napoli, svelando una fitta rete di “cointeressenze” sia in ambito politico sia imprenditoriale. Contestualmente sono stati sequestrati beni per un valore di oltre 80 milioni di euro.




Erba nel campo, la Gdf sradica la malapianta a Vicenza

Il dispositivo di contrasto ai traffici illeciti ha consentito di ricostruire la commercializzazione di ingenti quantitativi di marijuana nelle aree urbane vicentine maggiormente frequentate da “universitari e ragazzini” da parte di un sodalizio criminale composto da soggetti per lo più di nazionalità serba e di eseguire 10 misure cautelari personali sul conto di altrettanti indagati. Sequestrati oltre 1 quintale di stupefacente, 3 bolidi e € 10.000 in contanti.

Nella mattinata di lunedì 8 giugno u.s., i finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza, con l’ausilio delle due unità cinofile del Corpo in servizio alla sede, hanno dato esecuzione a dieci misure cautelari personali per i reati di traffico e spaccio di marijuana, disposte dal G.I.P. del Tribunale di Vicenza. In particolare, sono stati raggiunti da misure di custodia cautelare in carcere quattro soggetti di nazionalità serba (uno dei quali si trovava già agli arresti domiciliari, mentre un altro era già ristretto presso la Casa Circondariale di Vicenza), un soggetto di nazionalità rumena ed un italiano, mentre con lo stesso provvedimento magistratuale sono stati posti agli arresti domiciliari un cittadino serbo (che, tuttavia, si trovava già ristretto presso la Casa Circondariale di Vicenza e, dunque, vi è rimasto) e due soggetti italiani.

Un ulteriore soggetto serbo, anch’egli destinatario di misura cautelare personale, è risultato, allo stato, irreperibile. L’intervento antidroga del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, eseguito nel contesto dell’operazione di servizio denominata “ERBA DEL CAMPO”, ha concretizzato l’esito di investigazioni sviluppate con informatica operativa e parallele tecniche tradizionali di osservazione e pedinamento, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vicenza e volte a contrastare l’illecito fenomeno del traffico e dello spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Responsabile dell’illecito commercio di sostanza vietata è risultata un’organizzazione criminale attiva nel vicentino e composta per la maggior parte da soggetti di nazionalità serba, che gestiva un traffico “all’ingrosso” di elevati quantitativi di stupefacente trasportati dalla Spagna all’Italia, a mezzo di autoarticolati, attraverso il valico di Ventimiglia (IM).

Una volta usciti al casello autostradale di Montecchio Maggiore (VI), gli autoarticolati scaricavano lo stupefacente nel territorio vicentino e gli indagati, dopo averlo stoccato all’interno di box/garage, provvedevano a rivenderlo, nell’ordine di vari chilogrammi, a numerosi altri soggetti sia nelle aree urbane maggiormente frequentate da “universitari e ragazzini” (cit. testuale da indagini tecniche) della provincia berica, che nel territorio di Padova e Venezia. Nella prima fase delle indagini, il 9 dicembre 2019 uno dei soggetti serbi era già stato arrestato in flagranza di reato ad Altavilla Vicentina (VI), poiché trovato in possesso di circa 9,6 chilogrammi di marijuana, oltre a 4.000 euro in contanti e materiale per il confezionamento dello stupefacente. Il 9 maggio u.s., inoltre, altri due soggetti di nazionalità serba erano stati tratti in arresto a Montecchio Maggiore (VI) e Creazzo (VI), a seguito della perquisizione di due box-garage all’interno dei quali i finanzieri avevano rinvenuto, nella disponibilità dei predetti, oltre 77,5 kg. della stessa sostanza vietata. Il dispositivo di contrasto ai traffici illeciti ha portato, in definitiva, a ricostruire i vari passaggi illeciti della droga, consentendo di rilevare che gli indagati hanno gestito, dall’ottobre 2019 al giugno 2020, un rilevante traffico di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

Nel corso dell’operazione sono stati anche sottoposti a sequestro preventivo n. 3 autoveicoli (una BMW serie 420D, una Mercedes GLK 220 e un’Audi A6 3.0, di valore complessivo pari a circa 200.000 euro) nella disponibilità di altrettanti indagati, i quali sono risultati caratterizzati da profili di sproporzione tra i valori ed i beni patrimoniali posseduti in relazione alla scarsità o, addirittura, all’assenza di redditi e/o di attività economiche svolte. Inoltre, i contestuali provvedimenti di perquisizione locale e personale emessi dalla Procura della Repubblica di Vicenza sul conto, nel complesso, di n. 17 soggetti indagati, hanno portato al sequestro di altri 5,5 kg. di marijuana e porzioni di piante di cannabis, n. 22 telefoni cellulari, 7.400 euro in contanti, n. 3 bilancini di precisione, n. 1 computer, n. 20 sim card, materiale per il confezionamento dello stupefacente e vari appunti manoscritti. L’attività condotta dalle Fiamme Gialle beriche si inquadra nell’alveo della costante azione del Corpo finalizzata al controllo economico del territorio, a contrasto dei traffici illeciti e, in particolare, del grave fenomeno del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti attraverso la disarticolazione dei gruppi organizzati di criminali.




Sequestrate dalla Gdf oltre 500mila mascherine anti-Covid con marchi contraffatti

 

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Falconara Marittima (AN), stanno effettuando una complessa attività di servizio che interessa ben trentuno province in dieci regioni allo scopo di completare l’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo emesso nei giorni scorsi dal G.I.P. del Tribunale di Ancona, a seguito della richiesta della locale Procura della Repubblica, relativo a più di mezzo milione di mascherine chirurgiche non a norma.

Le indagini sono partite da una specifica attività di controllo del territorio della provincia dorica, disposta dal Comando Provinciale, che partendo dalla vendita al dettaglio nelle farmacie, risultate estranee ai fatti, ha consentito d’individuare una società falconarese, con deposito a Camerata Picena (AN), al cui interno le fiamme gialle sono riuscite a scoprire 227.150 mascherine chirurgiche, provenienti dall’Ungheria, pronte per essere immesse in commercio.

All’atto dell’intervento, i militari hanno anche rilevato la presenza di tre operai per i quali non risultava essere stato stipulato alcun contratto di lavoro, circostanza segnalata all’ispettorato territoriale del lavoro per l’emanazione di apposito provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. I dispositivi individuati erano accompagnati da attestazioni recanti la marcatura “CE” - ossia rispondenti alle previsioni della normativa comunitaria - rilasciate da un ente certificatore cinese non rientrante tra gli organismi autorizzati a verificare e attestare la conformità del prodotto.

Per gli articoli in argomento, inoltre, la società importatrice non aveva ricevuto alcuna autorizzazione in deroga all’immissione in commercio da parte dell’Istituto Superiore della Sanità, così come previsto dall’art. 15 del decreto “cura Italia”. Pertanto, il rappresentante legale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ancona in ordine al reato di “frode nell’esercizio del commercio” che prevede la reclusione fino a due anni o la multa fino a euro 2.065, in quanto è stato acclarato che, con la propria condotta, avrebbe indotto in errore i numerosi clienti, quali farmacie, in relazione all’effettivo significato della marcatura di conformità ce apposta sulle certificazioni.

Sulla base degli elementi acquisiti dai finanzieri l’autorità giudiziaria dorica ha delegato la Compagnia di Falconara M. all’esecuzione di un ulteriore sequestro preventivo, su tutto il territorio nazionale, di 354.400 mascherine chirurgiche già vendute a ottantaquattro farmacie, ventotto delle quali nella sola provincia di ancona. I sequestri in corso, afferenti complessivamente a 581.550 mascherine vedono il coinvolgimento di quarantasette Reparti della Guardia di Finanza, dislocati in trentuno province e dieci regioni e hanno la finalità di evitare che i dispositivi in questione siano venduti ai consumatori in mancanza della regolare certificazione ce e, quindi, senza i requisiti minimi di sicurezza.

L’attività s’inserisce nel più ampio contesto della lotta alla criminalità economico-finanziaria, condotta dalla Guardia di Finanza a tutela della correttezza del mercato, per il rispetto della concorrenza leale e per la sicurezza dei prodotti a salvaguardia della salute dei cittadini.





Fontana (Regione Lombardia): “Abbiamo fatto errori”

 

 In una intervista al Corriere della Sera, il presidente della Lombardia Attilio Fontana dice di aver “vissuto la vicenda Covid con un’angoscia personale grandissima.

Terribile. Quello che mi ha aiutato a non fermarmi, è stato proprio il cercare tutte le soluzioni per uscirne. Immaginare una strada anche per le fasi di ripartenza che abbiamo di fronte”.

La lezione tratta da Fontana negli ultimi mesi è la seguente: “Il vedere centinaia di persone che non si sono date tregua, con dedizione assoluta, per aiutare gli altri”. Ammette di essere stato colto di sorpresa “da un’emergenza bestiale”, e “di errori – aggiunge – ne abbiamo commessi fin che ne vuole. Però, a marzo prendere decisioni era durissima. Per questo ora io sto studiando, cercando di vedere in quello che è accaduto le indicazioni per fare meglio in futuro”.

Fontana rivendica la qualità del sistema sanitario lombardo, finito sotto accusa: “Qui – dice il presidente della Lombardia – viene gente a curarsi da tutto il mondo. E c’è un perché: abbiamo strutture pubbliche formidabili che vanno potenziate, sostenute, arricchite. E abbiamo un settore privato forte in grado di consentire ai cittadini di scegliere”.

“Probabilmente – riconosce Fontana -, negli ultimi anni abbiamo trascurato i medici di famiglia. Le anticipo che a settembre lanceremo un importante piano d’azione a loro dedicato. Sono il primo presidio sanitario delle nostre comunità e lo renderemo più forte”.

Per quanto riguarda la vicenda dei camici forniti da un’azienda di cui è socia sua moglie, Fontana precisa “che mia moglie è socia al 10% e non controlla nulla”, e che “in quei giorni la Regione ha chiesto camici e mascherine da chiunque li avesse. Il punto è questo”.




C’è un secondo afroamericano ucciso da un poliziotto negli Usa

 

Spunta un nuovo video che cattura l’uccisione di un altro giovane afroamericano disarmato dopo essere stato fermato in New Jersey da un poliziotto bianco per eccesso di velocità. Nella clip si vede che l’agente chiede al giovane di sedersi nella propria ’gazzella’ in attesa del carro attrezzi dopo che la sua auto è finita in panne.
L’afroamericano avrebbe tentato di sedersi sul posto di guida due volte: la prima volta l’agente usa lo spray urticante, la seconda lo tira fuori dall’auto e in una colluttazione gli spara 6 volte. Le immagini arrivano dalla videocamera sul cruscotto dell’auto dell’agente e sono state diffuse dall’attorney general del New Jersey, che sta indagando sull’episodio, accaduto il 23 maggio, due giorni prima della morte di George Floyd. Nei circa 30 minuti di video, il fermo sembra routine. L’agente Randall Wetzel ottiene le generalità di Maurice Gordon, 28 anni, di Poughkeepsie, New York, e chiama un carro attrezzi. Il poliziotto gli offre una mascherina e un passaggio in una concessionaria d’auto. Dopo 20 minuti che era seduto nell’auto della polizia, Gordon si toglie la cintura di sicurezza ed esce dalla vettura. Wetzel gli grida di stare dentro diverse volte mentre sembrano azzuffarsi all’esterno. L’attorney general ha riferito che Gordon ha tentato di entrare due volte sul posto di guida della pattuglia e che l’agente ha reagito prima con lo spray e poi spingendolo fuori e sparandogli sei volte durante una colluttazione. Il poliziotto è stato sospeso, in attesa dell’esito dell’indagine.

 





Ospedale Niguarda di Milano, focolaio Covid sotto controllo

 

Sono 11 gli operatori contagiati dal Covid19 tra la fine di maggio e i primi di giugno nel reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Niguarda di Milano. Un focolaio che non appena individuato ha indotto la struttura, in via precauzionale, a trasferire temporaneamente i pazienti del reparto in un’area adiacente, per permettere, tra oggi e domani, la sanificazione.

E’ quanto spiegano dall’ospedale milanese, dove già ad aprile erano stati fatti i tamponi e, successivamente, gli esami sierologici a tutto il personale sanitario, senza rilevare alcun caso di contagio. Ma nella seconda metà di maggio si sono manifestati alcuni casi con una sintomatologia lieve che hanno reso necessario l’effettuazione del tampone alle 190 persone tra medici, infermieri, specializzandi che operano nel reparto. Di questi, i casi risultati positivi sono stati 11.

Trattandosi, dunque, di un’area con pazienti fragili la struttura in questi due giorni ha deciso di procedere con la sanificazione dell’area, senza tuttavia interrompere le attività ospedaliere. Dall’ospedale sottolineano che in tutto il Niguarda a risultare contagiato è stato il 6% degli operatori, una percentuale piùbassa della media regionale che è pari all’8%.

 





La Grecia riaprirà a breve i suoi confini all’Italia. Soddisfazione di Di Maio

 

“Sono contento che l’amico Dendias mi abbia rassicurato sul fatto che la Grecia aprirà all’Italia sicuramente entro la fine del mese, eliminando qualsiasi tipo di blocco e obbligo di quarantena per gli italiani, con l’impegno a valutare, in base ai dati, una riapertura dalle prossime settimane”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in conferenza stampa ad Atene con l’omologo greco Nikos Dendias.





Stati Generali, si parte venerdì a Villa Pamphilj

 

Gli Stati Generali per il rilancio economico sociale del Paese per far fronte alla crisi senza precedenti determinata in Italia dalla pandemia di Covid 19 si terranno con ogni probabilità da venerdì a lunedì prossimi a Roma nella residenza istituzionale ma non solo governativa di villa Pamphilj. A confrontarsi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il suo Governo non ci saranno solo le rappresentanze delle forze economiche e sociali del Paese come inizialmente era sembrato annunciarsi ma anche le forze politiche di opposizione che vi prenderanno parte, salvo sorprese, senza eccezione alcuna. Da venerdì sarà la volta delle istituzioni internazionali e nazionali, sabato toccherà alla politica e domenica associazioni datoriali e sindacati.

Canovaccio del confronto, dal cui esito governo e maggioranza intendono condizionare da subito l’azione prioritaria di Governo e Parlamento a partire già dalla conversione in legge della super manovra economica straordinari da 55 miliardi contenuta nel decreto rilancio varato dal Governo ed ora nel vivo dell’esame parlamentare, sarà il piano di rilancio trasmesso ieri a palazzo Chigi da Vittorio Colao, a conclusione del lavoro condotto dalla task force guidata da lui guidata insediata dal governo Conte nella fase di lockdown del Paese imposto dal violento impatto della pandemia nel nostro Paese.

Le indicazioni sulla configurazione degli Stati Generali dell’economia italiana emergono dopo le riunioni in parallelo dei vertici di maggioranza-Governo e dell’opposizione che si sono conclusi a Roma nella tarda serata di ieri. Del cui esito e di quelli dei successivi contatti con il centrodestra, il presidente del Consiglio dovrebbe rendere conto nella riunione del Consiglio dei Ministri convocata per questa mattina.

Lo sblocco delle convocazioni agli Stati Generali arriva dunque a conclusione di 24 ore che hanno visto riunirsi prima la direzione del Pd – partito di maggioranza fortemente determinato a includere l’opposizione fra i protagonisti fin dall’inzio degli Stati Generali- e poi i vertici politici dei due schieramenti.

Conte, secondo quanto viene riferito, ha già definito una schema di calendario e programma degli Stati Generali. Dovrebbe essere reso noto dopo la riunione del Consiglio dei Ministri e una volta ricevute le conferme di partecipazione a inviti formali che da palazzo Chigi saranno in partenza nelle prossime ore.

 





Arcelor Mittal, Governo e Sindacati bocciano il nuovo Piano dell’azienda

 

Il governo boccia il nuovo piano Arcelor Mittal, secondo quanto riferiscono presenti all’incontro di oggi al Mise sull’ex Ilva. Il piano presentato “è inaccettabile per due motivi”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli: “mette in discussione i livelli occupazionali e il piano d’investimenti allungandone i tempi a dismisura”.

“Con il trascorrere tempo – ha aggiunto Patuanelli – abbiamo capito che abolizione scudo penale era una scusa per restituire impianti. L’accordo del 4 marzo è un accordo di investimento e coinvestimento con lo Stato che vogliamo portare avanti perché per noi siderurgia è un asset strategico, vogliamo tutelare livelli occupazionali, e per una produzione che non inquina”.

“Questo piano si allontana radicalmente dall’accordo del 4 marzo ed è nostra intenzione ribaltare questo piano, ribadendo gli obiettivi del Governo come la piena occupazione, sia i 10.700 che quelli in Amministrazione straordinaria, investimenti sugli impianti come Afo 5, una newco per una produzione green”.

Anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è stato netto: “Questo piano per noi è inadeguato. Questo piano va ben oltre l’adattamento agli effetti del Covid 19 e si distacca sostanzialmente dall’accordo del 4 marzo. Non è una base accettabile”.

Analogo il commento della ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, secondo la quale il nuovo piano “non è assolutamente soddisfacente, la soluzione occupazionale non è accettabile. Il piano previsto dall’accordo di marzo è diverso da quello presentato da Mittal”.

 





Wuhan, il virus circolava già nell’agosto del 2019. Le foto dei satelliti mettono nell’angolo Pechino

 

Immagini da satellite dei parcheggi di 5 ospedali di Wuhan e ricerche sul browser cinese Baidu indicano che il nuovo coronavirus circolava in Cina da agosto 2019. Lo rivela uno studio della Harvard Medical School di Boston non ancora pubblicato su una rivista scientifica e anticipato dalla CNN Health. I parcheggi ospedalieri erano ben più trafficati a partire da agosto e in modo crescente in autunno fino al picco di dicembre, se confrontato con l’uso medio dei parcheggi nello stesso periodo del 2018. Inoltre da agosto all’autunno su Baidu è stato un crescendo di ricerche su una infezione virale.

Secondo quanto riportato da John Brownstein, coordinatore del lavoor, in un articolo postato sul server della Harvard DASH, le immagini relative a ottobre 2018, nel parcheggio di uno dei più grandi ospedali di Wuhan, l’ospedale Tianyou, c’erano 171 veicoli parcheggiati; esattamente un anno dopo se ne sono contati 285 nello stesso parcheggio, ovvero il 67% in più, e un aumento del 90% del traffico negli stessi periodi in altri ospedali di Wuhan. Contemporaneamente si è assistito a un aumento senza precedenti nella storia di internet di ricerche su sintomi correlati a una malattia infettiva, in particolare tosse e diarrea, e si è ormai evidenziato che i problemi gastrointestinali sono uno degli indicatori chiave del covid.

"Anche se non possiamo confermare che gli aumentati volumi riscontrati siano direttamente legati al nuovo virus - spiega Brownstein - le nostre evidenze supportano altri precedenti lavori che hanno mostrato che il virus è emerso ben prima della sua identificazione nel mercato di Huanan". "Questi risultati corroborano anche l’ipotesi che il virus sia originato naturalmente nel Sud della Cina e che potenzialmente circolava già quando è stato individuato il focolaio di Wuhan", conclude.





Irene Pivetti indagata a Milano per riciclaggio

 

E’ indagata per riciclaggio Irene Pivetti, assieme ad altre cinque persone, nell’inchiesta milanese che ha portato la Guardia di Finanza a perquisire la sua abitazione a Milano e alcune sue società. L’indagine vede al centro operazioni di import-export con la Cina da parte di società riconducibili all’ex presidente della Camera.  




Scuola: studenti esclusi dalla didattica in 9 istituti su 10. I numeri del Censis

  

Tra le mille difficoltà, nell’emergenza Covid-19 la scuola è andata avanti soprattutto grazie all’impegno personale delle diverse figure coinvolte. Il 98% dei dirigenti scolastici ritiene che gli studenti abbiano dimostrato di avere spirito di adattamento e di collaborazione. Per il 99% i docenti stessi sono stati animati da buona volontà per fare del loro meglio, anche quelli che si sono ritrovati catapultati nelle rete da un giorno all’altro. Il 94% dei dirigenti delle scuole del primo ciclo e il 68% delle scuole secondarie di secondo grado riconoscono che i genitori stanno dedicando molto più tempo del solito a supportare i loro figli nello studio. Nonostante la proliferazione di progetti, iniziative, iniezioni di tecnologie, formazione dei docenti e sperimentazioni di modelli didattici innovativi, si è proceduto però in ordine sparso, senza riuscire a fare sistema. E la scuola, di fronte all’emergenza, si è scoperta non attrezzata per la didattica a distanza. Ne è convinto il 61% dei presidi. È quanto emerge da un’indagine del Censis condotta su un campione di 2.812 dirigenti scolastici (pari al 35% del totale dei presidi italiani) sull’emergenza Covid-19 che si è abbattuta sulla scuola: un universo composto da 8,5 milioni di studenti e famiglie e da un altro milione di persone tra docenti, dirigenti scolastici e amministrativi, personale Ata. L’indagine è alla base del primo report del progetto «Italia sotto sforzo. Diario della transizione 2020», realizzato dal Censis in collaborazione con l’Agi per analizzare le difficoltà che l’Italia si porta dietro dal passato, i nervi scoperti che hanno comportato l’impreparazione ad affrontare al meglio l’emergenza legata all’epidemia del Covid-19, per guardare in modo costruttivo al futuro.

Per tutti è stata un’occasione di vero apprendimento e riflessione profonda sul futuro della scuola. Il 96% dei presidi crede che l’utilizzo generalizzato della didattica a distanza abbia permesso alle scuole e ai docenti di apprendere cose utili per il futuro dell’insegnamento. L’84% dei dirigenti ritiene che probabilmente in futuro si ricorrerà più spesso alla didattica a distanza integrata con le attività in aula. Ma l’aspetto critico più evidente è che volontà e impegno personale non bastano per assicurare l’inclusione nei processi educativi di tutti gli studenti. Solo l’11% dei dirigenti dichiara che, a fine aprile, tutti gli studenti erano coinvolti nelle attività di didattica a distanza. Nel 40% delle scuole la dispersione è superiore al 5% della popolazione studentesca, con maggiori criticità nelle scuole del Mezzogiorno (in questo caso per il 23% dei dirigenti gli studenti non coinvolti sono più del 10%).

L’82% dei dirigenti segnala che le differenze in termini di dotazioni tecnologiche, connettività e familiarità d’uso, sia tra i docenti che tra gli studenti, sono un ostacolo al pieno funzionamento della didattica a distanza. Per il 75% la Dad ha ampliato il gap di apprendimento tra gli studenti in base alla disponibilità di strumenti informatici e alle competenze tecnologiche dei familiari. Il 53% dei dirigenti ritiene che non si riesce a coinvolgere pienamente gli studenti con bisogni educativi speciali. Fondamentale, soprattutto per i bambini della scuola primaria, il supporto dei genitori per il collegamento online e per lo studio. Il 91% dei dirigenti delle scuole del primo ciclo sottolinea che gli alunni della scuola primaria possono essere seguiti dai loro docenti, con attività didattiche a distanza, solo se c’è il supporto attivo dei loro familiari.

Soltanto l’1% delle scuole non ha avuto la necessità di fornire attrezzature hardware per permettere la realizzazione della Dad, mentre il 5% ha adattato la propria offerta didattica utilizzando modalità di comunicazioni personalizzate sulla base delle disponibilità tecnologiche individuali. L’84% ha distribuito device agli studenti. A fine aprile il 7% delle scuole non era ancora riuscito a dotare gli studenti bisognosi di attrezzature adeguate.

 





Furlan (Cisl): “Il Governo non sottovaluti la protesta e apra in confronto serio con i sindacati”

 

“Il Governo non sottovaluti la protesta forte e legittima di oggi del mondo della scuola. Apra subito un confronto serio con i sindacati per garantire la riapertura in assoluta sicurezza delle scuole, rafforzando le assunzioni ed investendo più risorse. Il futuro del Paese dipende dalla nostra scuola”.

Lo scrive su twitter la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, sostenendo lo sciopero oggi del personale della scuola che protesta in tutta Italia con lo slogan: “Ripartire insieme, ripartire in sicurezza. Centralità della scuola per far crescere il Paese”.

"Nessuna manifestazione nazionale, in occasione dello sciopero di oggi, ma tantissime iniziative organizzate dalle strutture regionali e territoriali” spiega Maddalena Gissi, segretaria generale della CISL Scuola, convinta che l’azione di oggi, costretta a svolgersi in un contesto del tutto inedito, fosse inevitabile e doverosa in presenza di un disagio crescente nel mondo della scuola. “È chiaro a tutti che le risorse stanziate dal Governo non bastano per coprire il fabbisogno di materiali, di personale, di spazi che vanno ristrutturati o individuati ex novo" aggiunge. Non lo diciamo solo noi, a chiedere nelle scelte per la scuola più risorse e più coraggio oggi è il presidente della conferenza delle regioni, Stefano Bonaccini, e poco fa lo stesso ex ministro Fioramonti ha parlato di investimenti gravemente insufficienti. La scuola è fondamentale per il Paese, non possiamo, a settembre, accontentarci di una scuola a metà”.

 





Cgil, Cisl e Uil vogliono incontrare il Presidente del Consiglio Conte

 

 

Le Segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil si sono riunite a Roma ed hanno deciso di richiedere un incontro al Presidente del Consiglio, con il duplice obiettivo di esplicitare, da un lato, le modifiche e i miglioramenti da apportare al decreto Rilancio, in discussione in Parlamento, a partire dalla proroga del blocco dei licenziamenti e del prolungamento degli ammortizzatori sociali e del sostegno al reddito, oltre alla certezza della ripresa dell’attività scolastica in sicurezza.

Dall’altro, Cgil, Cisl e Uil rivendicano la realizzazione di un progetto condiviso e di un protocollo d’intesa con la partecipazione di tutte le forze sociali e produttive per la crescita e un nuovo sviluppo del Paese.

Le priorità su cui agire sono le seguenti:





Spesa delle famiglie stabile sul 2019, ma crolla nel primo trimestre 2020

Nel 2019 la stima della spesa media mensile per consumi delle famiglie residenti in Italia è pari a 2.560 euro in valori correnti. La metà delle famiglie spende più di 2.159 euro al mese.

Secondo prime stime provvisorie, escludendo le spese alimentari e per l’abitazione, nel primo trimestre del 2020 la spesa media mensile è diminuita di oltre il 12% rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente per effetto della crisi sanitaria.

Nel 2019, anche se in lieve attenuazione, permangono i ben noti divari territoriali che si devono far risalire a un insieme di fattori di natura economica e sociale (redditi, livello dei prezzi al consumo, abitudini e comportamenti di spesa). 

Le famiglie residenti possono mutare nel tempo le proprie abitudini di consumo, sia per il modificarsi della loro struttura sia perché intervengono cambiamenti nelle preferenze o nella disponibilità economica. Nondimeno, il cambiamento assume forza e contorni diversi a seconda della voce di spesa considerata.

La spesa per visite mediche e accertamenti periodici, in larga misura incomprimibile, è quella sulla quale si agisce meno per provare a limitarne l’esborso.

La spesa media mensile aumenta al crescere dell’ampiezza familiare anche se, per la presenza di economie di scala, l’incremento è meno che proporzionale rispetto all’aumentare del numero di componenti. Nel 2019, la spesa media mensile per una famiglia di una sola persona è pari a 1.815 euro, ovvero il 69% circa di quella delle famiglie di due componenti e il 61% circa di quella delle famiglie di tre componenti.

La spesa mensile è strettamente associata anche alla condizione professionale della persona di riferimento della famiglia, che ne caratterizza fortemente le condizioni economiche e gli stili di vita. A spendere di più sono le famiglie in cui la persona di riferimento è imprenditore o libero professionista (3.918 euro mensili), seguono quelle che hanno come persona di riferimento un lavoratore dipendente nella posizione di dirigente, quadro o impiegato (3.273 euro).

Le capacità di spesa e le abitudini di consumo variano a seconda della cittadinanza dei componenti. Nel 2019, il divario tra la spesa delle famiglie composte solamente da italiani (2.615 euro) e quella delle famiglie con almeno uno straniero (1.995 euro) è di 620 euro (il 23,7% in meno), divario che sale a 952 euro (-36,4%) se si considerano le famiglie composte solamente da stranieri.