Zone Rosse del bergamasco e morti da Covid, i Pm sentiranno anche Conte e i ministri Speranza e Lamorgese

 

 

I pm di Bergamo sentiranno, come persone informate sui fatti, il premier Giuseppe Conte e i ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Interno Luciana Lamorgese. Secondo quanto si apprende l’audizione, che potrebbe essere anche fatta a Roma, verterà sulla mancata istituzione della zona rossa nei comuni di Nembro e Alzano Lombardo.





Oltre sette milioni di contagi Covid nel mondo e le vittime sono 411mila

 

 

Sono 7.238.611 i casi di contagio da Covid 19nel mondo, con 411.277 decessi a livello globale, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Il Paese più colpito sono gli Stati Uniti, con quasi 2 milioni di casi (1.979.850) e 112.006 decessi. Preoccupa anche il Brasile, dove si contano 739.503 contagi e 38.406 vittime. Intanto il numero dei contagi da coronavirus a Mumbai ha superato il picco registrato a Wuhan, epicentro dell’epidemia in Cina, con oltre 51mila infezioni, secondo l’Indian Express. Intanto i nuovi casi giornalieri in India hanno quasi raggiunto quota 10mila, 9.985. L’India è quinta per infezioni al mondo con 276.146 contagiati e 7.750 morti, un dato sottostimato secondo gli esperti.





Berlusconi: “Dobbiamo partecipare agli Stati Generali”

 

"Siamo stati i primi a chiedere che maggioranza e opposizione lavorassero insieme per riunire, di fronte al disastro, le miglioro risorse del Paese. Ne parlerò con i nostri alleati, ma credo dovremmo partecipare. Abbiamo il dovere di non trascurare nessuna possibilità. Speriamo che questa volta l’ascolto non sia solo un atto formale". Lo ha detto Silvio Berlusconi parlando di un’eventuale partecipazione di Forza Italia agli Stati generali del governo.  Intervenendo alla trasmissione "Carta Bianca", Berlusconi ha spiegato di  essere "ancora in Francia, a Nizza, al telefono tutto il giorno con i miei alleati. Qui si sta molto bene. Ho la famiglia, loro fanno il mare, la spiaggia; io invece sto a casa a lavorare, a leggere e telefonare". Poi "andrò in Sardegna per fare, come sto facendo, il regista del centrodestra".

Il leader di Forza Italia ha quindi commentato le parole di Matteo Salvini che ha paragonato Berlusconi a Matteo Renzi. "Forse qualcuno ha detto a Salvini che io non capivo più lui ma io non ho detto che Salvini parla come i Cinque stelle ed è quello che invece succede. Anche la Lega non vuole il Mes. Comunque Renzi è stato decisivo per far nascere questo governo, il più a sinistra di sempre, e per salvare il ministro Bonafede. Non si può proprio dire che io e Renzi parliamo lo stesso linguaggio".

Tornando poi sul Mes, Berlusconi ha spiegato che cercherà di convincere i suoi alleati "perché sono assolutamente sicuro che si debba fare". "Comunque - ha quindi aggiunto - sul Mes non si sono convinti neppure i Cinque stelle ma mi pare assodato che abbiamo opinioni diverse con gli alleati del centrodestra. Noi abbiamo maggiore propensione a un rapporto costruttivo con l’Europa. Questa linea di credito è stata pensata apposta per aiutare e l’Italia ne avrebbe clamorosamente i maggiori vantaggi". "Questa Europa viene da molte critiche ma questa volta è stata all’altezza della situazione", ha concluso.

Il leader di Forza Italia ha poi commentato la manifestazione del 2 giugno a Roma, spiegando di aver detto agli alleati che "era meglio rimandare" per motivi sanitari. "Loro invece hanno insistito perché sono abituati a utilizzare la piazza per far conoscere agli italiani i loro propositi. Per fortuna non si è verificato nulla di grave".

Quanto alla manifestazione prevista per il 4 luglio e promossa da Fratelli d’Italia con l’adesione della Lega, Berlusconi ha spiegato di non aver ancora deciso "se la faremo", ma se si farà "sarà con attenzione assoluta e senza assembramenti per non disattendere i criteri sanitari. Se tornasse una seconda ondata di coronavirus sarebbe una catastrofe". 





Stati Generali dell’Economia, Conte prepara dieci giorni di dibattito e confronto

 

Una sorta di brainstorming con i ministri, visti singolarmente, per raccogliere idee e affinare il piano di rilancio del governo. Il premier Giuseppe Conte lavora agli Stati generali dell’economia. Oggi ha visto i ministri Gaetano Manfredi, Fabiana Dadone, Giuseppe Provenzano, Vincenzo Amendola. Alcuni ministri li ha sentiti al telefono. Domani proseguirà gli incontri, i ’bilaterali’ con i responsabili dei dicasteri prima di passare alle forze di maggioranza. La kermesse partirà venerdì a Villa Doria Pamphili con l’incontro con le opposizioni (raggiunte in queste ore da un invito formale), poi andranno avanti sabato con gli organismi internazionali come da timing illustrato ieri da Conte ai capidelegazione delle forze di maggioranza. Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli sabato ci sarà, potrebbe esserci anche la presidente della Commissione Ue Ursula von Der Leyen. Ma l’appuntamento, che proseguirà lunedì prossimo con le parti sociali, finirà solo nel weekend, con ogni probabilità domenica 21 giugno.  Una ’dieci giorni’, dunque, per un appuntamento fortemente voluto dal premier, osteggiato dall’opposizione e che ha visto ’fredde’ le stesse forze di maggioranze. Confermato che l’appuntamento sarà blindato, chiuso anche alla stampa fatta eccezione per la conferenza finale che si terrà a conclusione dell’evento, e di un possibile punto stampa che dovrebbe tenersi a metà della prossima settimana.

Gli Stati generali "inizieranno nel fine settimana, tra venerdì e sabato, per proseguire anche la settimana prossima. Vi sarà un confronto serrato e da lì nascerà anche un prolungamento di lavoro", ha detto in collegamento con SkyTg24 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà (M5S). Si tratta di "un appuntamento importante di confronto con tutte le parti sociali. Il confronto è già iniziato il 23 febbraio e dobbiamo continuare in modo continuo sulla visione comune del Paese. E’ un confronto utile e necessario’’, ha invece sottolineato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo.

Proprio in vista degli Stati Generali, il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, dopo la riunione di lunedì sera con la delegazione di governo M5s, oggi si è confrontato con i capigruppo di Camera e Senato e con il Team del Futuro, al fine di raccogliere proposte e aggiornare quelle già elaborate dal Movimento nelle scorse settimane per il rilancio del Paese nei prossimi mesi e anni. Lo si apprende da fonti del Movimento 5 Stelle. "Crimi, nell’ottica del più ampio coinvolgimento possibile - spiegano le stesse fonti -, concluderà il ciclo di incontri nelle prossime ore, confrontandosi anche i capigruppo M5S nelle commissioni parlamentari". Partiti anche gli inviti alle forze di opposizione per gli Stati generali dell’economia, fortemente voluti dal premier Giuseppe Conte in chiave di ’rilancio’ per il Paese. C’è attesa, ora, per la disponibilità del centrodestra, con Matteo Salvini e Giorgia Meloni che in queste ore hanno mosso dubbi e critiche sull’appuntamento a Villa Doria Pamphili, dove entrambi sono attesi nella giornata di venerdì. Sugli Stati generali, "non so ancora nulla, non so dove, come, quando e perché, poi vado, per carità", ha affermato il segretario della Lega, Matteo Salvini. Mentre è critica la leader di Fdi Giorgia Meloni: ’’Non ho capito bene che cosa siano. Mi pare che ci sia enorme confusione. Se devo andare a fare una bella serata, non ci vado da parlamentare della Repubblica... Se devo andarci come parlamentare della Repubblica, gli Stati Generali a casa mia si fanno nel Parlamento della Repubblica...".




Un nuovo lockdown in Italia trascinerebbe il Pil nazionale al -14%

 

L’Italia rischia un calo del Pil 2020 fino al 14% se nei prossimi mesi dovesse verificarsi una nuova ondata di contagi, con conseguenti nuovi blocchi. E’ la stima fornita dall’Ocse che nel suo Economic Outlook appena diffuso prevede, in questo caso per la nostra economia una ripresa del 5,3% nel 2021. Senza nuovi lockdown, invece, il calo del Pil italiano dovrebbe attestarsi ’solo’ all11,3% con un rimbalzo più corposo il prossimo anno (+7,7%). In ogni caso, suggerisce l’Organizzazione, il Pil a fine 2021 si collocherà su livelli inferiori a quelli pre-crisi (dato 100 il valore del terzo trimestre 2019, il valore potrebbe attestarsi a quota 93 o 96 a seconda dell’intensità della crisi) dopo aver ’vanificato’ tutti i passi in avanti fatti negli ultimi anni in fatto di occupazione. Rischio -13,3% consumi, -17,8% export - Secondo le stime Ocse nello scenario peggiore - con il ritorno dei contagi da coronavirus nei prossimi mesi - l’Italia potrebbe chiudere il 2020 con consumi privati in calo del 13,3% ed esportazioni crollate del 17,8%, valore simile a quello delle importazioni (-17,2%). Nello scenario meno ’duro’ - senza cioè un ritorno all’emergenza - il calo dei consumi potrebbe attestarsi al 10,5% per poi recuperare quasi integralmente nel 2021 (+9%). Andamento simile per il commercio estero con le importazioni a -14,4% quest’anno e +12% il prossimo, mentre le importazioni scenderebbero nel 2020 del 13,6% per poi risalire dell’11,5% nel 2021. Nonostante i duri colpi subiti dallo scoppio della pandemia in Italia "il settore industriale - sottolinea il report dell’Ocse - potrebbe riprendersi rapidamente" mentre "è quello turistico quello più vulnerabile" agli effetti di una crisi prolungata, con danni soprattutto per le piccole e medie imprese che dominano questo settore. Il manifatturiero "rischia una maggiore esposizione se la recessione dovesse prolungarsi dal momento che molte aziende sono specializzate in beni di consumo e capitali ad alto valore aggiunto e con margine più elevato" e quindi più sensibili all’andamento globale di redditi e investimenti. L’Ocse riconosce come "le imprese e le banche italiane sono entrate in questa crisi in condizioni migliori" che non dieci anni fa anche se "la crisi aumenta le fragilità finanziarie che persistono, come l’esposizione delle banche ai titoli di Stato". L’Organizzazione segnala come uno "stop prematuro" al sistema di garanzie pubbliche "rischierebbe di allargare i fallimenti e le perdite di produzione causate dalla crisi". Al tempo stesso l’Ocse invita il nostro paese a "rinnovare gli sforzi per perseguire un ambizioso programma di riforme strutturali" mentre le imprese "potrebbero beneficiare dal sostegno a aggiornare, investire e innovare e a spostarsi su settori con migliori prospettive, attraverso il rafforzamento attivo delle politiche del mercato del lavoro". Infine "accelerare l’adozione delle tecnologie digitali, come dimostrato dal rapido passaggio durante la crisi al ’lavoro agile’ e ai servizi online, potrebbe aumentare la competitività" del nostro sistema-Paese.





Lega ferma, prende ossigeno il Pd e accorcia le distanze. Una lista Conte avrebbe un potenziale 12% (sondaggio Ixè)

 

 

Le intenzioni di voto di questa settimana, fotografano una sostanziale stabilità dei rapporti tra area di Governo ed opposizione di centro destra. E’ quanto emerge da un sondaggio dell’Istituto Ixè per la trasmissione Cartabianca.

“Non si conferma il rimbalzo positivo della Lega registrato nel precedente sondaggio. Il partito di Salvini si ferma al 25,0%, cedendo lo 0,3, esattamente compensato dai lievi consolidamenti di Fratelli d’Italia (14,4%) e Forza Italia (7,6%).

Redistribuzione dei consensi anche nella compagine di Governo, con il PD (21,4%) che recupera lo 0,5, Italia Viva (1,9%) lo 0,4, mentre flettono il M5S e la Sinistra”.

“Un’eventuale Lista guidata da Giuseppe Conte, in questo momento, raccoglierebbe il 12% dei consensi, provenienti prevalentemente dal M5S e dal centro sinistra, ma con una buona capacità di attrarre voti anche dal centro destra e dall’area dell’astensione – evidenzia il sondaggio -. Questo potenziale si accompagna ad una piccola, ma ormai confermata da circa un mese, erosione del gradimento del Governo (55%), che sconta il relativo aumento delle critiche sulla gestione della pandemia: il 61% giudica positivo l’operato del Governo nell’emergenza, ma tale quota un mese fa raggiungeva il 71%”.

Interpellati poi sull’introduzione dell’applicazione per il tracciamento dei contagi, la App immuni divide gli italiani: “il 52% dichiara di non avere alcuna intenzione di scaricarla.

Alle soglie dell’estate, gli effetti sul turismo della pandemia sono tangibili: solo un terzo degli italiani, al momento, manifesta l’intenzione di andare in vacanza, mentre la metà ha già la certezza di non partire e il 17% non sa ancora cosa farà”.





Casapound, notificato il decreto sequestro immobile

 

E’ stato notificato alle parti interessate il provvedimento di sequestro del palazzo che è stata per anni sede del movimento politico Casapound. L’edificio si trova in via Napoleone III, all’Esquilino. La decisione del gip era stata richiesta dalla Procura della Capitale sulla base di una inchiesta per associazione a delinquere finalizzata all’istigazione all’odio razziale e occupazione abusiva di immobili.





Merce contraffatta, 15 arresti nella Capitale. Nei guai anche 4 finanzieri

 

Quindici persone, tra cui 4 appartenenti alle fiamme gialle, sono state arrestate dalla Guardia di Finanza per la produzione e vendita di capi d’abbigliamento contraffatti e per il reato di corruzione.

Le indagini, condotte prima su delega della Procura della Repubblica di Tivoli e successivamente proseguite da quella di Roma, hanno consentito di ricostruire l’intera “filiera del falso”, partendo dai prodotti messi in vendita presso un banco ambulante gestito da due fratelli romani, operanti nei mercati rionali della capitale e dei Comuni limitrofi.

I due fratelli, direttamente o tramite propri collaboratori, non erano solo sistematicamente dediti alla commercializzazione di capi di abbigliamento contraffatti, ma acquistavano anche capi “neutri” presso commercianti cinesi, per poi rivolgersi a persone di origine senegalese per l’apposizione di etichette contraffatte riproducenti nomi e marchi di note griffe della moda (Ralph Lauren, Ciesse, Kway, North-Face, Colmar, Woolrich, Stone Island, Levis, Nike). La merce veniva venduta presso i mercati comunali o rionali su banchi ambulanti appositamente allestiti settimanalmente.

L’attività era particolarmente redditizia: a fronte di una spesa iniziale tra i 20 e i 30 euro, il capo di abbigliamento “taroccato” veniva venduto a un prezzo oscillante tra gli 80 e i 90 euro. E il mercato non mancava, anche perché il capo “originale” poteva costare fino a 500 euro.

Nel corso delle investigazioni, i militari del Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma hanno fatto piena luce sui rapporti opachi emersi tra i soggetti indagati e alcuni militari in servizio presso Reparti della Capitale.

Sono stati infatti documentati singoli episodi in cui gli imprenditori, colpiti da sequestri di merce contraffatta ad opera di pattuglie della Guardia di Finanza, hanno chiesto ausilio ai quattro appartenenti al Corpo oggi arrestati, promettendo e/o elargendo loro regalie di varia natura (un telefono cellulare, capi di abbigliamento ed accessori, cene) per cercare di “limitare i danni” ovvero venire a conoscenza di indagini a loro carico o di attività di controllo programmate.

Sulla base delle risultanze complessive dell’attività, il G.I.P. ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei 2 fratelli imprenditori e di un Finanziere, gli arresti domiciliari nei confronti di 7 persone (4 imprenditori e 3 militari), l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di 4 persone e, infine, il divieto di dimora nel Comune di Roma congiuntamente all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di un ulteriore soggetto.





Droga all’ombra dei popolari orti di San Basilio di Roma, 38 in manette

 

Trentotto persone sono state arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Roma in quanto ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso nonche’ ricettazione nel quartiere romano di San Basilio. L’operazione e’ scattata alle prime luci dell’alba tra Roma e Latina: 31 persone sono finite in carcere, 7 ai domiciliari, per 1 obbligo di firma.
Il provvedimento e’ stato emesso dal gip di Roma, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.
Secondo gli inquirenti il sodalizio “aveva preferito fissare il baricentro degli affari illeciti dall’area urbanizzata del quartiere a quella piu’ impervia e strategica dell’area rurale, comunemente chiamata ‘gli orti’, dove era piu’ facile nascondersi e fuggire in caso di intervento delle forze dell’ordine e che, al tempo stesso, avrebbe potuto garantire un ‘mercato’ di droga aperto sia di giorno che di notte e accessibile ai tossicodipendenti”. Le indagini dei carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Roma Montesacro hanno permesso di ricostruire “progressivamente e minuziosamente le dinamiche criminali di una porzione del territorio prepotentemente sottratta dalla criminalita’ ai cittadini onesti del quartiere di San Basilio“.
L’attivita’ investigativa ha inoltre disvelato la struttura dell’organizzazione, consentendo di identificare varie figure all’interno del gruppo criminale, come contabili addetti alla verifica degli incassi giornalieri, vedette con il compito di indirizzare gli assuntori e allertare sulla presenza delle forze dell’ordine, spacciatori al dettaglio incaricati di gestire direttamente la consegna di droga, nonche’ persone appositamente dedicate alla preparazione dei pasti per i pusher e all’acquisto della legna da ardere per mantenere accesi i bracieri dove distruggere la droga in caso di controlli.

 





Nuove rastrelliere sul lungomare di Ostia, scuole e stazione

“Queste sono le rastrelliere che stiamo installando sul Lungomare di Ostia e che posizioneremo in tanti altri siti strategici del X Municipio: nei parchi e nei giardini pubblici, davanti alle scuole e presso le stazioni della ferrovia Roma-Lido”. Con alcune immagini l sindaca di Roma Virginia Raggi presenta il progetto dalla sua pagina Fb. “I parcheggi per le biciclette sono fondamentali per agevolare chi sceglie di muoversi su due ruote, tanto più sul lungomare romano dove la stagione balneare è ripartita e dove il Municipio realizzerà presto una nuova ciclabile, dal Porto Turistico fino alla Rotonda davanti a via Cristoforo Colombo”, spiega Raggi. “A Roma, per il 2020, abbiamo previsto 526 nuove rastrelliere – ricorda Raggi -: parliamo di oltre 2.600 posti in più per le bici che si aggiungono ai 2mila già realizzati lo scorso anno. Tutto questo è importante per favorire e dare il giusto spazio a un mezzo ecosostenibile sempre più utilizzato nella nostra città per gli spostamenti quotidiani”, conclude.

 





Piani di zona capitolini, Fai denuncia i ritardi dell’amministrazione Raggi

“La situazione dei piani di zona di Roma è realmente drammatica. Un numero sempre più grande di residenti si organizza in associazioni e comitati e pone in essere azioni legali contro l’inerzia della giunta Raggi”. Così, in una nota, il capogruppo capitolino di Fdi Andrea De Priamo. “Domani parteciperò ad un convegno a questo proposito ed evidenzierò il fallimento totale dei 5 Stelle che si erano proposti per il rinnovamento di questo strumento e non sono stati nemmeno in grado di avviare le opere di urbanizzazione minime attese in alcuni quartieri da anni – anticipa De Priamo – . Resta inevasa la nostra interrogazione sulla commissione speciale piani di zona, che ha interrotto i lavori prima del tempo e non risulta aver prodotto come previsto dal regolamento la relazione di fine lavori. Non si contano poi i commissariamenti ad acta decretati dal Tar contro l’inerzia totale della giunta Raggi che ha bloccato ogni iniziativa mettendo in grave difficoltà tante cooperative e cittadini in attesa da anni”. Anche sul tema dell’affrancazione dal prezzo massimo di cessione, continua De Priamo “si lavora a rilento e ancora si attende certezza dal Governo e sulla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà ancora attendiamo la delibera per favorire questo strumento”. In ultimo, aggiunge De Priamo, “la bocciatura del nuovo calcolo dei prezzi minimi di cessione, avviata con determina e non con delibera d’Aula, errore da noi ampiamente segnalato in commissione Urbanistica, ha creato ulteriore confusione. A questo completo fallimento si aggiungono le ingerenze del Pd regionale che forse pensando di iniziare la campagna elettorale con una indebita azione non già di erogazione di risorse verso il Comune come sarebbe giusto, ma di diretto intervento per le opere di urbanizzazione attraverso la sua società Astral”. Questa azione, attacca De Priamo “al di là della strumentalità, pone molti dubbi di legittimità e potrebbe alla lunga rivelarsi un boomerang con ulteriori danni per i cittadini. Fdi ha votato e voterà ogni atto per il ripristino della legalità laddove violata ma riteniamo che lo strumento ‘piano di zona’ debba essere certamente ripensato ma non archiviato o confuso con l’ulteriore strumento, anche esso fermo peraltro, dell’edilizia popolare sovvenzionata. La vera sfida – secondo De Priamo – è questa e riguarda sia i nuovi piani di zona fermi per l’inerzia grillina, sia quelli esistenti che da anni attendono le opere di urbanizzazione secondarie e talvolta anche quelle primarie, sia la nuova pianificazione nell’ottica della rigenerazione urbana e della sostituzione edilizia”, conclude.




Zingaretti: "Pecora Elettrica sarà nuovo spazio Regione"

 

“Non potevamo accettare il vuoto lasciato dalla Pecora Elettrica. Vi ricordate? È la libreria di Centocelle che ha subito una serie di attacchi da parte della criminalità. Ora proprio lì aprirà un nuovo spazio sociale e culturale, gestito da Regione Lazio”. Così su Twitter il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.





L’ex Assessore Bordoni (Lega): "Con smart working del Comune è paralisi degli uffici"

 

“Per il Comune di Roma l’edilizia può attendere, il comparto è nel caos a fronte di procedure informatiche e lavoro agile negli uffici che non sopperiscono al carico di lavoro. Una necessità nata durante l’emergenza del Covid, sbandierata come riforma epocale della Pa, si è trasformata in una parabola discendente verso la paralisi degli uffici”. La denuncia è del consigliere capitolino della Lega Davide Bordoni che in una nota ricorda che “la sindaca Raggi aveva assicurato: ‘non si lavorerà più contando le ore ma gli obiettivi’. Che cosa abbiano prodotto tre mesi di lavoro agile negli uffici dell’urbanistica e dell’edilizia se lo stanno chiedendo in molti. Permessi a costruire, conferenze dei servizi, nulla osta, rilasci autorizzativi, tutto fermo”. “Come si pensa – si chiede Bordoni – di poter far ripartire il settore se manca quella continuità operativa, sia in fase istruttoria che attuativa, necessaria a sostenere gli imprenditori che si devono confrontare quotidianamente con l’amministrazione? L’associazione costruttori edili di Roma con il presidente Rebecchini ha lanciato l’allarme – prosegue Bordoni – in piena Fase 2 i dipendenti capitolini restano a casa, ma con quale risultato in termini di efficienza?” “Farò un’interrogazione in Assemblea – annuncia Bordoni – perché è un dovere verificare l’effettiva produttività di una modalità lavorativa che, in fase post-pandemia, tale potrà restare solo a patto che la via dell’informatizzazione sia davvero percorribile, altrimenti sarà bene procedere alla riapertura, in sicurezza, di tutti gli uffici preposti al comporto dell’urbanistica e dell’edilizia, il lavoro è molto e i ritardi accumulati troppi. Si rischia di danneggiare seriamente l’economia della città”, conclude.

 

Pd Regione apre a M5S su poltrone Auditorium

“L’Auditorium parco della Musica oltre che polo musicale e culturale è anche un rilevante centro di interessi tale per cui il Pd in Regione Lazio ricorre ad auspicare di aprire sulle nomine un dialogo con la sindaca Raggi appellandosi ad uno ‘spirito di collaborazione propositiva’”. Lo sottolinea, in una nota, il consigliere capitolino della Lega Davide Bordoni. “Insomma appena c’è qualche nomina da sistemare è bene decidere insieme – ironizza Bordoni -. Ben venga il confronto con le opposizioni ma suona strano che si cerchi la convergenza proprio sul Cda della Fondazione Musica per Roma mentre la Capitale è in ginocchio, il commercio stenta a ripartire e la disoccupazione aumenta. La Raggi e Zingaretti pensano sempre alla prossima poltrona – attacca -. In Campidoglio nessuno pensa alle migliaia di alunni e studenti che vivono ancora nell’incertezza di arrivare a settembre nelle aule? Senza trovare una sintesi nei temi utili a rimettere in piedi il Paese, a partire dall’Istruzione, le sale da concerto per quanto ben amministrate resteranno comunque vuote”, conclude Bordoni.





Buoni spesa lumaca, Raggi spieghi i ritardi, lo chiede Assotutela

 

 

“Buoni spesa lumaca e famiglie ancora in attesa. Succede a Roma, dove in tempi di Covid, sono numerosi i cittadini beneficiari che stanno ancora aspettando i ticket per l’acquisto di generi alimentari: una opportunità messa in campo dalle istituzioni per alleviare la sofferenza economica e dare un minimo di sostegno ai nuclei familiari in difficoltà. Peccato, tuttavia, che nella Capitale d’Italia non siano state evase tutte le richieste e questo rappresenta una realtà preoccupante e grave. Reputiamo opportuno e necessario che la sindaca Raggi prenda in mano la situazione, approfondisca il tema e dica ai romani cosa sta succedendo. Bisogna snellire le pratiche e semplificare la burocrazia al fine di assicurare i buoni spesa a tutti quei i cittadini che attendono”. Così, in una nota, il presidente di Assotutela, Michel Emi Maritato.





Investe un bambino di anni e continua a guidare

 

 

Erano le 19 di lunedì, quando una pattuglia del XV Gruppo “Cassia” della Polizia Locale è intervenuta in Via Bagnatica, zona nord della Capitale, per un incidente con feriti. Ad essere coinvolto un bambino di 8 anni che, mentre si trovava in compagnia della mamma, è stato investito da un’auto il cui conducente, fermatosi in un primo momento, ha ripreso la marcia lasciando a terra il piccolo, trasportato con ambulanza presso l’ospedale Sant’Andrea per le cure del caso.  

Gli agenti, eseguiti tutti gli accertamenti necessari per ricostruire quanto accaduto e raccolti gli elementi per rintracciare il responsabile, sono riusciti a risalire in breve tempo al veicolo e all’identità del conducente,  risultato però irreperibile presso il luogo di residenza. Solo le ulteriori indagini a largo raggio hanno permesso di individuare il posto di lavoro dell’uomo, un italiano di 35 anni, presso un Comune alle porte di Roma dove, in collaborazione con il personale dell’Arma di zona, il 35enne è stato fermato  mattina e denunciato per omissione di soccorso. Nei suoi confronti si è proceduto anche al ritiro della patente.  

Il piccolo è stato dimesso dall’ospedale con una prognosi di 7 giorni.





Spallata del M5S: “Estendere la flat tax fino a 100mila euro”

 

Estendere la Flat tax fino a 100mila euro di ricavi. Lo chiede il M5s con un emendamento al dl Rilancio che porta la firma di Leonardo Donno. La modifica punta a rivedere il regime forfettario innalzando la soglia per potervi accedere a 100mila euro di reddito per il 2020 e il 2021. L’imposta sostitutiva applicata sul reddito imponibile nel caso di ricavi compresi tra 65mila euro e 100mila euro è pari al 20%.





Nuove linee guida della Conferenza delle Regioni sulle regole per fiere, discoteche, congressi, cinema e spettacoli dal vivo

 

La conferenza delle Regioni ha approvato le linee guida post coronavirus per tutti i settori rimasti fuori dal Dpcm di inizio giugno. In settimana, probabilmente già giovedì, è atteso un nuovo decreto di Palazzo Chigi. Poi spetterà ai singoli governatori decidere quali attività aprire o meno. Via libera alle discoteche ma all’aperto e senza balli lenti, ok a fiere e congressi ma con obbligo di mascherina. Regole anche per cinema e spettacoli dal vivo. In particolare per le discoteche, come scrive Il Messaggero, torneranno ad animarsi, ma all’aperto e senza poter consumare da bere al bancone ma solo con il servizio ai tavoli. Sono proibiti i balli di coppia, quindi niente lenti né lisci. 

Ripartiranno i congressi e le fiere ma con l’obbligo di mascherina, via libera ai banchetti nei ristoranti e alle feste nei locali pubblici. Nella ristorazione tornano anche i buffet per le cerimonie, ma la somministrazione del cibo e delle bevande sarà effettuata esclusivamente dal personale incaricato. 

Dal 15 giugno potranno riaprire anche le sale giochi e scommesse. "Bisogna dare un contributo per rimettere in moto il Paese, ma in condizioni di sicurezza", ha affermato il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. 

Alla base delle nuove linee guida per ogni settore ci sono il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine. Come per i cinema dove i posti a sedere laddove non ci dovessero essere i pannelli divisori dovranno essere distanziati tra uno spettatore e l’altro. 

Poi ci sono anche i campi estivi, in cui bisognerà rilevare quotidianamente la temperatura corporea dei più piccoli e degli operatori. Inoltre bisognerà creare gruppi stabili nel tempo e che abbiano lo stesso personale per evitare contatti bambini diversi. Mentre l’organizzazione delle camere sarà fatta garantendo una distanza tra letti di 1,5 metri. 





Ricerca Fondazione Gimbe: “Gli asintomatici trasmettono il virus e sono almeno il 45%”

  

“Gli asintomatici trasmettono il virus e sono almeno il 40-45% delle persone infette”: lo sottolinea la Fondazione Gimbe, Gruppo italiano per la medicina basata sull’evidenza, guidata da Nino Cartabellotta che così ribatte alle “spiazzanti dichiarazioni dell’Oms, in parte rettificate, sul rischio di contagio da persone asintomatiche”, che “si scontrano con i risultati della scienza”.

La dottoressa Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico anti-Covid-19 dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), lo scorso 8 giugno ha, infatti, rilasciato una dichiarazione decisamente forte: “È molto raro che una persona asintomatica possa trasmettere il coronavirus”, per poi rettificarla ieri sostenendo di essersi riferita “a un set di dati limitato”.

“Ancora una volta – afferma il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – è l’ipse dixit a condizionare l’informazione pubblica sul coronavirus. Questa volta non da parte di opinion leader nazionali, ma di una rappresentante della massima autorità sanitaria internazionale. E in questa fase molto delicata della pandemia, sarebbe opportuno conoscere i risultati della ricerca già disponibili, prima di lanciarsi in dichiarazioni tanto ardite quanto pericolose, rischiando di condizionare le politiche sanitarie dell’intero pianeta”.

Ma cosa dicono oggi le evidenze scientifiche raccolte in maniera sistematica su questo tema di grande rilevanza per la sanità pubblica? Lo scorso 3 giugno – ricorda la Fondazione Gimbe -Daniele Horan ed Eric Topol hanno pubblicato sugli Annals of Internal Medicine una revisione che sintetizza le migliori evidenze disponibili sull’infezione asintomatica da Sars-CoV-2.

Dall’analisi dei dati di 16 coorti, tra cui quella italiana di Vo’, emergono, invece, le seguenti conclusioni: “Circa il 40-45% delle persone infette da Sars-CoV-2 risultano senza sintomi, suggerendo un elevato potenziale del virus di diffondersi nella popolazione in maniera silenziosa ed estesa. Considerato che nelle varie coorti non è sempre possibile distinguere gli asintomatici dai pre-sintomatici, i ricercatori riportano in maniera conservativa che gli infetti che non sviluppano alcun sintomo sono almeno il 30%”.

Inoltre “i soggetti asintomatici possono trasmettere il virus per un periodo prolungato, verosimilmente anche maggiore di 14 giorni”. E ancora “diversi studi, tra cui uno condotto in Lombardia, dimostrano che soggetti asintomatici e sintomatici hanno una carica virale simile che non coincide con la trasmissibilità del virus, ancora non adeguatamente studiata”.

Inoltre “l’assenza di sintomi non equivale ad assenza di lesioni: infatti, nelle 2 coorti che hanno sottoposto alla Tac i soggetti inclusi (Diamond Princess, Corea del Sud), sono state rilevate negli asintomatici anomalie polmonari subcliniche di incerto significato che richiedono ulteriori studi”.

Quindi “a causa dell’elevato rischio di diffusione silente da parte di soggetti asintomatici, è indispensabile estendere le strategie di testing alle persone senza sintomi”.

“Le evidenze ad oggi disponibili¡ – conclude Cartabellotta – dimostrano che la prevalenza dei soggetti asintomatici è un fattore rilevante nella diffusione del contagio da Sars-Cov-2. Di conseguenza in questa fase della pandemia le misure di sanità pubblica devono essere orientate sia a identificare, tracciare e isolare i soggetti asintomatici, sia a fare rispettare il distanziamento sociale e utilizzare la mascherina quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza”.

Il monitoraggio Gimbe dell’epidemia di Covid-19 è disponibile sul sito della Fondazione (gimbe.org).





Ocse, ecco i possibili scenari per l’Italia in Autunno

 

 

All’Ocse, nell’Economic Outlook “abbiamo selezionato i due scenari che secondo noi sono i più probabili”, il primo con una sola ondata di contagi di Covid e un altro con una nuova ondata: “in entrambi i casi – ha affermato la capo economista, Laurence Boone durante la conferenza stampa di presentazione – lo shock è senza precedenti e avrà effetti di lungo termine”.nQuanto alla “fase 3”, per quello con ciò che intende la stessa Ocse nelle sue definizioni, secondo la Boone “potrà verificarsi solo se riusciremo ad avere un vaccino o se il virus verrà eradicato, ma per ora – ha avvertito – non ci siamo”.

Previsioni comunque drammatiche sull’Italia e non solo nell’Economic Outlook dell’Ocse a causa della crisi pandemica. L’ente parigino stima che il Pil della Penisola accusi una caduta dell’11,3% nel 2020, in uno scenario senza nuove ondate di contagi di coronavirus, ma del 14% se più avanti si scatenerà una seconda ondata. Sul 2021 è atteso un rimbalzo del 7,7% nello scenario base e del 5,3% nel caso di nuova ondata Covid.

Ma in ogni caso a fine 2021 l’Italia non avrà recuperato la caduta in termini di Pil, mentre avrà perso i progressi compiuti prima della crisi in termini occupazionali, afferma l’Ocse nel capitolo sulla Penisola.

L’Ocse prevede un deficit che balzerebbe all’11,2% del Pil nel 2020, nello scenario con una sola ondata Covid e una moderazione nel 2021, con una seconda ondata invece il disavanzo salirebbe al 12,8% quest’anno e poi segnerebbe 9,7% nel 2021. Su questa base stima che il rapporto debito-Pil dell’Italia balzi al 158% quest’anno, a causa della ricaduta della crisi pandemica, ma se si verificherà una nuova ondata di contagi raggiungerà il 169,9%, per poi segnare il 165,5% nel 2021.

A livello globale, nello studio l’Ocse prevede una contrazione del 6% del Pil 2020 a causa della crisi pandemica, ma nel caso comunque di una seconda ondata di contagi il crollo sarà del 7,6% su scala globale. L’eurozona subirebbe la contrazione più acuta tra le gradi aree economiche, con un meno 11,5% nel 2020 nello scenario più grave. Fino a quando non sarà stato trovato un vaccino “l’economia globale camminerà su una corda”, avverte l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.





Ricciardi: “Vaccino per l’Italia in inverno se va tutto bene”

 

"Il vaccino europeo è avanti a quello degli Usa, il vaccino elaborato a Oxford in collaborazione con un’azienda italiana è più avanti. Ci stiamo organizzando affinché in parte sostanziale" il vaccino "venga prodotto in Italia. Ci stiamo organizzando per essere tra i paesi leader, devo dire con grande piacere che l’Europa è avanti agli Stati Uniti in questo momento". Lo dice Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica. "Se le cose vanno bene, in autunno-inverno potremmo avere le prime dosi e quindi anche le dosi per gli italiani", dice ad Agorà. "Nessuno può essere certo al 100%, abbiamo due ipotesi. La prima è che il virus sparisca come quelli della Mers e della Sars, tutti quanti pensiamo sia improbabile perché è un virus che si è specializzato per diffondersi. La seconda è che torni insieme al virus dell’influenza e della parainfluenza. In entrambi i casi dobbiamo prepararci per un terremoto e preparare costruzioni antisismiche: poi, se il terremoto non viene, siamo contenti", aggiunge.





Ifo Regina Elena e San Gallicano- Raccolta fondi per telemedicina e farmaci a casa per malati oncologici

 

Raccolta fondi per telemedicina e farmaci a casa per malati oncologici

 

Sistemi di teleconsulto e di telemedicina, linee telefoniche dedicate ai pazienti oncologici nonche’ il progetto di consegna a domicilio di farmaci oncologici e biosimilari. Queste sono le iniziative promosse dall’IFO Istituti Regina Elena e San Gallicano Irccs di Roma grazie alla campagna di crowdfunding "La forza dei piu’ fragili", promossa dall’unita’ di crisi e dalla direzione strategica dell’IFO e sostenuta dall’agenzia di stampa Dire. Branka Vujovic, direttore sanitario dell’Istituto racconta il lavoro avviato con energia dal nosocomio romano dal lockdown ad oggi e ragiona anche su cio’ che dovra’ essere mantenuto nel futuro.

È partita la campagna di crowdfunding "La forza dei piu’ fragili", promossa dall’unita’ di crisi e dalla direzione strategica dell’IFO, Regina Elena, San Gallicano e sostenuta dall’agenzia di stampa Dire. A quali progetti verranno destinati questi fondi e chi volesse donare come puo’ farlo?
"Prima di arrivare ai progetti vorrei raccontare innanzitutto come nasce l’unita’ di crisi. E’ stata creata durante la pandemia da Covid e mette insieme tutte le risorse migliori dell’Istituto a supporto della parte di produzione. E con questo intendo le attivita’ ambulatoriali e chirurgiche. Con orgoglio posso dire l’unita’ di crisi e’ riuscita a supportare i clinici riuscendo a garantire i servizi anche durante l’emergenza. Ci siamo avvalsi delle tecnologie per continuare a garantire un rapporto diretto tra medico-paziente anche da remoto. Proprio facendo questa esperienza che ci siamo resi conto che ci sono nuove modalita’ che dovremo mettere in atto. Ecco che i progetti che beneficeranno dei fondi sono il potenziamento della teleassistenza ma anche la distribuzione dei farmaci a domicilio del paziente oncologico per evitare l’accesso in ospedale. E ancora abbiamo avviato, soprattutto nella fase 1 i consulti telefonici con i nostri specialisti per rispondere ai vari interrogativi posti dai pazienti. Abbiamo capito che era importante far conoscere e sostenere l’attivita’ espletata dall’unita’ di crisi ed e’ per questo che e’ nata l’idea della donazione. Si puo’ donare attraverso un bonifico bancario o accedendo sulla piattaforma dedicata Gofundme. Partiamo dalla convinzione che l’organizzazione e lo sviluppo tecnologico sono gli elementi che aggiungono velocita’ alle risposte di cura che a volte non sono cosi’ rapide".

- E quindi il nostro Paese e’ pronto a questo cambio di passo, mi
riferisco soprattutto alla teleassistenza?

La teleassistenza e’ una grande opportunita’. In realta’ se ne parla gia’ da tempo, anche prima del Covid. E’ chiaro che durante il lockdown, quando era difficile far colloquiare il medico di medina generale o lo specialista con il paziente, vi sia stata una accelerazione in questo senso. Vedersi, parlarsi e riprogrammare le attivita’ sono azioni molto importanti in una logica di condivisione. La telemedicina che e’ un cavallo di battaglia anche della Regione Lazio, ci vede parte integrante. Non si tratta di una improvvisazione ma e’ una regolamentazione delle tecnologie, dei processi di formazione in piu’ per il paziente ha la valenza visita medica vera e propria solo che effettuata a distanza".

Siamo nel pieno della fase 2, come si e’ organizzata la vostra struttura? Riuscite a soddisfare tutte le richieste di cura o gli appuntamenti diluiti, pensando agli ambulatori, per mantenere il distanziamento sociale hanno originato delle liste d’attesa? ”La fase 2 e’ caratterizzata da un sentimento condiviso di sentirci piu’ liberi e sicuri. Tante cose sono state dette negli ultimi dibattiti pubblici ma quel che e’ certo e’ che il virus c’e’ ancora. L’Iss, la Regione e anche l’assessore alla Sanita’ della Regione invitano a non mollare e non abbassare l’attenzione sulle possibilita’ di nuovi contagi. Questo e’ il mantra anche all’interno del nostro Istituto. Siamo passati praticamente indenni in questa pandemia ma siamo consapevoli che la seconda fase rappresenta dei rischi. Per questo ci stiamo preparando e informando i nostri pazienti su come recarsi in ospedale anche incoraggiando a prenotare e pagare le visite da remoto. Bisogna venire in Istituto solo per il tempo necessario per sottoporsi a visita medica o al ricovero. Il nostro messaggio e’ di non abbassare la guardia e proseguire ad usare la telemedicina dove possibile. In tal senso ripeto ci stiamo preparando. Continuiamo a contattare i nostri pazienti che sono in follow-up per sapere come stanno e valutarli clinicamente. La direzione e la parte tecnica cerca sempre di supportare e fornire al cittadino le risposte di salute che servono. All’interno dell’Ifo tutto questo e’ tangibile perche’ abbiamo previsto dei percorsi che partono dal domicilio del paziente per capire quando recarsi in Istituto. E quando il paziente arriva in ospedale continuiamo a garantire la sicurezza sottoponendo ogni persona alla misurazione della 0temperatura corporea, alla saturazione dell’ossigeno e garantendo il distanziamento nelle sale d’attesa. Arriviamo a totalizzare 3mila ingressi nelle giornate lavorative dal lunedi’ al venerdi’ e per questo chiediamo a tutti tanta collaborazione per tutelare la salute di cittadini e operatori. C’e’ sempre l’unita’ di crisi pronta a leggere i problemi e a fornire le soluzioni. Non contiamo solo sulla collaborazione dei cittadini, dei nostri medici, degli infermieri e degli operatori amministrativi per fronteggiare questa seconda fase. Ringrazio l’agenzia di stampa Dire per l’opportunita’ di parlare ai fruitori dei nostri servizi e speriamo di essere all’altezza dell’impegno”.

(Agenzia Dire)





Autismo, per terapia efficace serve la qualità e non la quantità. I 50 anni dell’Ido

 

"Negli Stati Uniti, in Texas, hanno portato avanti degli studi dimostrando che, per avere riscontri positivi sulla terapia dei bambini, non è valido il concetto di intensità o di quantità, ma di qualità. È questo che fa cambiare e fa evolvere i bambini, quindi non è giusto dire che servono 30 o 40 ore di terapia a settimana. Certo, se io bombardo una persona per fare una cosa, quella cosa la farà ma saprà fare solo quella”. A dichiararlo è Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), che apre una riflessione sui disturbi dello spettro autistico in vista del convegno che celebrerà i 50 anni di attività dell’IdO. Il compleanno sarà festeggiato a Roma dal 22 al 25 ottobre. In programma 4 giorni di eventi e 8 convegni, di cui uno centrato solo su ‘L’autismo nell’infanzia, proposte d’intervento’.
“I bambini devono crescere, evolvere, cambiare, maturare, devono poter sbagliare, correggersi e quindi elaborare. Tutto ciò che è basato sull’addestramento- prosegue lo psicoterapeuta- non consente nessun tipo di elaborazione. E ora finalmente in America dicono esattamente il contrario. Speriamo- sottolinea Castelbianco- che così come sono stati ascoltati quelli che puntavano sulla quantità, in un modo per noi estremamente discutibile, adesso vengano ascoltati quelli che puntano sulla qualità della terapia”.
Tra i relatori del convegno sull’autismo, il 25 ottobre alle 9, spicca il nome di Filippo Muratori, professore di Neuropsichiatria infantile presso l’Università di Pisa e direttore dell’Unità Operativa di Psichiatria dello Sviluppo del Dipartimento di Neuroscienze dell’età evolutiva dell’IRCCS Stella Maris. Il professore ricorda che, parlando di autismi, " non esiste il trattamento unico. Molte sono le tecniche sviluppate e molti i modelli di trattamento”. Muratori propone, quindi, di pensare all’autismo come se si dovesse costruire una casa: "Se abbiamo bisogno di fare l’impianto idraulico chiamiamo l’idraulico- continua il neuropsichiatra- se abbiamo bisogno di fare l’impianto elettrico cerchiamo lo specialista di quel settore. Si dovrebbe fare la stessa cosa con i bambini con autismo- conclude il medico- porsi degli obiettivi e usare le strategie adatte al tipo di problema messo a fuoco in quel momento, per rifuggire assolutamente da chi dice di aver trovato la via per il trattamento".
A questo link è possibile ascoltare l’intervento di Federico Bianchi di Castelbianco: https://www.youtube.com/watch?v=JUnvapUlUg0&t=5s; e a questo l’intervento di Filippo Muratori: https://www.youtube.com/watch?v=ihHlrWzqjC8&t=1s
Informazioni e approfondimenti sono consultabili sul sito IdO, nella sezione dedicata al convegno: http://www.ortofonologia.it/50-anni-ido/
Per informazioni scrivere a iscrizioneconvegno@ortofonologia.it.

(Agenzia Dire)





Asma grave limita lavoro e vita sociale per chi ne soffre. Indagine Doxa-Pharma

Un sacchetto di plastica intorno alla testa che si chiude improvvisamente e impedisce all’aria di entrare nei polmoni. Una sensazione continua di affanno, mancanza di respiro e peso sul torace. La paura che arrivino senza preavviso i cosiddetti ’attacchi’, che spesso portano all’utilizzo continuo di cortisonici o addirittura costringono a correre al pronto soccorso. È l’impatto dell’asma grave sulle migliaia di italiani che ne soffrono.
Patologia infiammatoria cronica delle vie respiratorie, l’asma gravesi stima colpisca dal 3,5% al 10% circa della popolazione con asma ed e’ caratterizzata da sintomi gravi e persistenti, spesso difficili da controllare sia con la terapia standard a base di cortisonici inalatori sia con l’aggiunta di quelli orali.
Nonostante si parli da tempo di asma grave, c’e’ ancora poca consapevolezza sia sulle cause profonde di questa patologia sia della pericolosita’ dei sintomi quando non controllati.
"Molte persone che soffrono di asma grave tendono a sottovalutare la propria patologia, intervenendo spesso con cicli di corticosteroidi che, non solo non controllano l’infiammazione, ma spesso producono seri effetti collaterali anche permanenti - spiega Francesca Puggioni, caposezione ImmunoCenter e vicedirettore Medicina personalizzata Asma e Allergologia dell’Humanitas Research Hospital - Le conseguenze sono riacutizzazioni sempre piu’ frequenti e un rimodellamento delle vie aeree che, a sua volta, comporta una riduzione permanente della funzione polmonare e nuovi attacchi sempre piu’ frequenti e gravi. Un controllo precoce e prolungato dei sintomi e’ quindi necessario per interrompere questo circolo vizioso che porta all’insufficienza respiratoria e alla perdita di controllo sulla propria vita".
I progressi della ricerca scientifica sull’asma hanno consentito di determinare come, nel 50-70% dei casi, alla base delle forme gravi vi sia un’infiammazione di tipo 2, dovuta alla reazione del sistema immunitario a fattori scatenanti, quali allergeni, virus o batteri, e che determina la gravita’ e la persistenza dei sintomi dell’asma. Si e’ inoltre compreso che la stessa infiammazione di tipo 2 e’ la causa sottostante di altre patologie che spesso coesistono nel paziente con asma grave, come dermatite atopica, poliposi nalase, rinite allergica ed esofagite eosinofila, comorbidita’ che aggravano ulteriormente il quadro clinico del paziente con asma.
"L’infiammazione di tipo 2, caratterizzata dal rilascio delle citochine IL4, IL-13 e IL-5, gioca un ruolo centrale nell’asma grave, in quanto queste citochine sono responsabili di una vera e propria cascata infiammatoria alla base dei principali sintomi dell’asma grave- prosegue Puggioni- Poter controllare questa infiammazione grazie a nuove terapie mirate, agendo in particolare sulle citochine IL-4 e IL-13, consente di ridurre i livelli dei marker biologici responsabili dell’infiammazione di tipo 2 (immunoglobuline E (IgE), eosinofili e frazione espiratoria dell’ossido nitrico (FeNO)) e, quindi, di controllare tutti e tre i fenotipi di asma grave oggi conosciuti: allergico, eosinofilico e il fenotipo misto, che si ha quando gli altri due fenotipi sono co-espressi nello stesso paziente. In aggiunta, poter agire su questi meccanismi immunologici, comuni anche ad altre patologie, ci premettera’ di controllare non solo l’asma
grave, ma anche le comorbidita’ di tipo 2 spesso coesistenti nel
paziente".
Si stima che solo in Italia siano circa 20mila le persone interessateda asma grave con infiammazione di tipo 2 non controllato. Ma qual e’ l’impatto sulla qualita’ di vita di adulti e adolescenti? A causa dei suoi sintomi e delle sue complicanze, l’asma grave ha un impatto considerevole sulla qualita’ di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Secondo una ricerca condotta da Doxa Pharma per Sanofi, il 96% degli intervistati ritiene che la patologia condizioni in maniera
importante la propria quotidianita’, limitando soprattutto in ambito lavorativo e nella vita sociale: il 69% riporta di dover rinunciare allo sport almeno una volta al mese, il 65% di assentarsi dal lavoro almeno qualche giorno al mese e l’85% di avere un impatto negativo sulla performance lavorativa, a causa dello scarso riposo notturno per via dei sintomi (per il 44%), mentre il 59% la ritiene fonte di stress, motivazione per cui 1 paziente su 2 sceglie di non frequentare luoghi affollati. Tutto questo si accompagna a sentimenti di frustrazione e depressione nel 50% del campione.
Le preoccupazioni e le limitazioni di chi vive con asma grave si spostano in modo trasversale all’eta’ e non trascurano neanche i piu’ giovani. Anzi, proprio a causa della particolare fase della vita che gli adolescenti attraversano, e’ piu’ forte l’esigenza di essere accettati e compresi, e il peso della discriminazione nelle relazioni esterne alla famiglia e’ di grande impatto: sono infatti i piu’ giovani a vivere l’asma grave con maggiore disagio, percependo, nel 53% dei casi, una sensazione di impotenza nei confronti della patologia.
L’asma grave condiziona considerevolmente anche la visione del futuro dei pazienti adolescenti e giovani adulti (12-24 anni), caratterizzata da una forte preoccupazione: il 70% circa riporta il timore di un ulteriore peggioramento dell’asma, il 40% e’ preoccupato di dover rinunciare a occasioni e opportunita’ future e 1 su 3 ha paura di dover rinunciare ad amicizie e relazioni sociali. Inoltre, il 47% teme di perdere autonomia nella gestione della propria quotidianita’. "L’asma grave ha un significativo impatto sulla qualita’ di vita degli adolescenti che tendono a rifiutare l’idea di essere ’malati’ e a nascondere la propria condizione per timore di essere allontanati dalla propria cerchia di amici o conoscenti- commenta Giorgio Piacentini, professore ordinario di Pediatria all’Universita’ di Verona e presidente nazionale SIMRI (Societa’ Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili)- Di conseguenza, la diagnosi e la terapia in questa fascia di eta’ risultano piu’ difficili, comportando un peggioramento della mortalita’ e della morbilita’ dell’asma, specie se grave. Pertanto, l’approccio a questi pazienti deve essere personalizzato, con una particolare attenzione alle loro specifiche caratteristiche emotive e psicologiche, nonche’ allo stile di vita e al contesto personale e familiare".
Sia per gli adulti sia per i piu’ giovani, infine, l’impatto dell’asma grave si misura anche nel tempo da dedicare alle necessarie visite di controllo e alla somministrazione dei farmaci biologici in ospedale: 1 paziente su 2 rinuncia ai propri impegni per questo motivo. "Oggi, i farmaci biologici per l’asma grave cominciano ad avere l’opzione dell’autosomministrazione domiciliare, andando cosi’ incontro alle esigenze espresse anche dalla maggior parte dei pazienti nella survey. Un passo in avanti importante - concludono gli esperti - per la qualita’ di vita delle migliaia di persone che convivono con l’asma grave".





La Cei: “Non serve una nuova legge contro l’omofobia”

 

I Vescovi italiani scendono in campo contro i testi di legge contro l’omotransfobia, presentati alla Camera, che dovrebbero essere votati a luglio. "Un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici - denuncia la Presidenza della Cei -rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui – più che sanzionare la discriminazione – si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione, come insegna l’esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte". I Vescovi, ricordano le parole del Papa ’Nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde’, che mettono "fuorigioco ogni tipo di razzismo o di esclusione come pure ogni reazione violenta, destinata a rivelarsi a sua volta autodistruttiva. Le discriminazioni – comprese quelle basate sull’orientamento sessuale – costituiscono una violazione della dignità umana, che – in quanto tale – deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni. Trattamenti pregiudizievoli, minacce, aggressioni, lesioni, atti di bullismo, stalking... sono altrettante forme di attentato alla sacralità della vita umana e vanno perciò contrastate senza mezzi termini".





L’area Shengen riaprirà il 1 luglio

 

La Commissione europea pubblicherà questa settimana una raccomandazione per un’apertura “graduale e parziale” delle frontiere esterne dell’area Schengen a partire dal primo luglio prossimo “con alcuni Paesi terzi”. “La rimozione delle restrizioni temporanee ai viaggi riguardanti le frontiere esterne dell’area Schengen saranno discusse più tardi, questa settimana dal collegio dei commissari”, ha annunciato Borrell. “La Commissione adotterà una valutazione delle restrizioni di viaggio alle frontiere esterne e proporrà un approccio per una loro rimozione parziale e graduale il primo luglio, con alcuni Paesi terzi, prendendo in conto una serie di principi e criteri basati su un approccio comune coordinato degli Stati membri con l’appoggio della Commissione”, ha confermato Borrell in una video conferenza stampa a Bruxelles, dopo la riunione del Collegio dei commissari.





Mattarella nel centro del contagio per ripartire

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà presente a Vo’ Euganeo (Padova), il comune che fu focolaio del Coronavirus in Veneto, per l’inaugurazione del prossimo anno scolastico. Lo confermano fonti del Quirinale.  Vo, dove si contò la prima vittima italiana da Covid, Adriano Trevisan, fu il primo comune nel quale, su decisione del governatore Luca Zaia, vennero fatti i tamponi a tutta la popolazione. Esame poi replicato dal prof. Crisanti, che chiese e ottenne dalla Regione il finanziamento per lo studio.

"La scelta del Presidente della Repubblica di inaugurare il prossimo anno scolastico a Vo’ Euganeo è la conferma della sua grande attenzione per la scuola. Lo ringrazio. È un segnale bellissimo. Quella di Vo’ è stata una comunità scolastica particolarmente colpita, che ha saputo reagire con forza all’emergenza. Sarà un onore essere presente come Ministra dell’Istruzione". Lo scrive su fb la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

"Il Presidente Mattarella mi aveva informato e la considero una bella notizia, la sua disponibilità, un bel riconoscimento per Vo’ e per il Veneto, che su aggiunge alla dichiarazione del Presidente a favore dell’autonomia regionale, per cui la strada è segnata", ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia.

"Voglio ringraziare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per aver scelto Vo’ Euganeo come paese simbolo dove inaugurare, a settembre, il prossimo anno scolastico", scrive su Facebook Federico D’Incà,Ministro per i Rapporti con il Parlamento.





Coronavirus, dalle Camere di commercio aiuti alle Pmi in deficit di liquidità

 

Camere di commercio in aiuto delle imprese in deficit di liquidità a causa dell’emergenza coronavirus. Sono già 34 gli enti camerali che hanno adottato provvedimenti per favorire la liquidità delle piccole imprese: tra questi ci sono molti interventi che, attraverso il bando “tipo” realizzato da Unioncamere, permettono agli imprenditori in difficoltà di richiedere alla propria Camera contributi a fondo perduto per l’abbattimento dei tassi di interesse dei finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari. 

L’intervento mira a coprire uno dei fattori di costo non sovvenzionati da alcuna altra forma di incentivo governativo e si inserisce nell’ambito delle iniziative promozionali a favore del tessuto imprenditoriale adottate dal sistema camerale nazionale in attuazione dell’art.125 del Decreto “Cura Italia” a cui fa riferimento anche l’art.62 del decreto “Rilancio”. Il provvedimento ha, infatti, previsto la possibilità per le Camere di commercio di realizzare specifici interventi per contrastare le difficoltà finanziarie delle Pmi e facilitare l’accesso al credito. 

I contributi sono erogati una tantum dalle Camere di commercio aderenti all’iniziativa, attraverso un apposito bando a copertura di una quota o dell’intero valore degli interessi pagati dall’impresa per finanziamenti finalizzati a esigenze di liquidità, consolidamento delle passività a breve e investimenti produttivi.

La procedura “a sportello” adottata, secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda, e l’applicazione di una snella istruttoria tecnico-amministrativa assicurano, poi, tempi estremamente ristretti per la concessione dei contributi alle imprese.





Altre 71 vittime del Covid e 202 nuovi casi

 

Altri 71 morti in Italia per coronavirus. In totale le vittime dall’inizio dell’emergenza sono 34.114, secondo i dati della Protezione civile che evidenziano l’assenza di nuovi contagi in 8 regioni. Sono 202 i nuovi casi di oggi: il 49%, pari a 99 casi, si registra in Lombardia. Così il totale dei contagiati dal coronavirus sale a 235.763. Ecco il Bollettino diffuso dalla Protezione Civile: “Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 10 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 235.763, con un incremento rispetto a ieri di 202 nuovi casi. 
Il numero totale di attualmente positivi è di 31.710, con una decrescita di 1.162 assistiti rispetto a ieri.
Tra gli attualmente positivi, 249 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 14 pazienti rispetto a ieri.
4.320 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 261 pazienti rispetto a ieri.
27.141 persone, pari all’86% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 71 e portano il totale a 34.114. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 169.939, con un incremento di 1.293 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 17.857 in Lombardia, 3.372 in Piemonte, 2.061 in Emilia-Romagna, 965 in Veneto, 539 in Toscana, 245 in Liguria, 2.566 nel Lazio, 947 nelle Marche, 642 in Campania, 557 in Puglia, 80 nella Provincia autonoma di Trento, 853 in Sicilia, 113 in Friuli Venezia Giulia, 550 in Abruzzo, 94 nella Provincia autonoma di Bolzano, 28 in Umbria, 50 in Sardegna, 6 in Valle d’Aosta, 54 in Calabria, 120 in Molise e 11 in Basilicata”.