Moria di pesci nel tratto urbano del Tevere, la denuncia dell’Oipa

 

Dopo l’allarme lanciato dall’Oipa di Roma, che per molti giorni ha monitorato il tratto urbano del Tevere documentando la moria di pesci tra Castel Sant’Angelo e Ponte Marconi, le analisi dell’Agenzia regionale protezione ambientale del Lazio e del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente hanno evidenziato tracce di due fitofarmaci.  

Si tratta della Cipermetrina (insetticida universale nei programmi di lotta contro gli insetti) e del Clothianidin (utilizzato per la concia delle sementi di mais, del cotone, della colza, della bietola e del girasole, trattamenti fogliari di molti fruttiferi e di piante ornamentali e trattamenti granulari al terreno). Quest’ultimo è altamente tossico per le api, motivo per il quale ne è stato vietato l’utilizzo nel 2018.
Dalla relazione dell’Arpa Lazio si evince che le due sostanze potenzialmente tossiche per i pesci, anche se in quantità insufficienti per giustificare il fenomeno rilevato, non consentono di escludere cause tossiche dovute a fenomeni di contaminazione localizzati e temporali.

«Per i poveri pesci morti nel Tevere non c’è ancora pace, né giustizia. Ora attendiamo l’esito delle ulteriori analisi dell’Arpa, che sta continuando a monitorare e che ringraziamo per il rapido intervento», commenta Rita Corboli, delegata della sezione romana dell’Oipa. «Forse potranno fornire ulteriori indicazioni i risultati dei campionamenti di pesci morti effettuati dalla Asl Roma 1 e inviati all’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. Speriamo che, incrociando i dati analitici, si possano stabilire le cause della morte degli animali». 






Decine di controlli della Polizia di Stato nelle strade di Roma

 

 

Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Colombo, diretto  da Isea Ambroselli, hanno effettuato controlli straordinari nelle zone di competenza, così come disposto da ordinanza del Questore Esposito. 

Hanno partecipato ai servizi anche 2 Unità Operative del Reparto Prevenzione Crimine Lazio e 2 unità Cinofile antidroga.

Nel corso del servizio sono stati effettuati controlli a tutela della sicurezza sulle grandi infrastrutture di trasporto del collegamento urbano nonché lungo la via Ostiense e via dei Conciatori, che conducevano ai seguenti risultati:

Presso la Stazione Metropolitana linea B Basilica San Paolo – Stazione treni Roma Lido, via Ostiense sono state identificate 72 persone di cui 30 stranieri e 21  con pregiudizi penali.

Un minorenne di 14 anni, di nazionalità congolese, è stato denunciato per possesso di una carta di credito di sospetta provenienza furtiva. Il giovane si era allontanato poco prima da un Centro Italiano di Solidarietà, ove era stato collocato in quanto giunto in Italia dal paese d’origine non accompagnato.

L’allontanamento dal Centro, avvenuto contro la volontà del tutore, era stato segnalato al 112 e prima che fossero diramate le ricerche alle Volanti di zona, il minore è stato rintracciato alla Stazione Metropolitana Basilica San Paolo.

Un ragazzo di anni 22 è stato invece denunciato per detenzione ai fini di spaccio di marijuana. La perquisizione locale, effettuata all’interno dell’abitazione del predetto ragazzo, ha consentito di rinvenire e sequestrare 5,7 grammi lordi di marijuana suddivisa in dosi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.

Un uomo di nazionalità ucraina, rintracciato in via dei Conciatori, intento a bere alcolici seduto in strada, è risultato sprovvisto di documenti di identificazione e colpito da provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Roma.  Dopo il suo fotosegnalaento è stato accompagnato all’Ufficio Immigrazione.





Denuncia di Ugl: “Le strade di Roma percolo mortale, la Raggi intervenga”

 

“Ennesimo incidente mortale a Roma, un ragazzo di vent’anni è deceduto questa notte su via Tuscolana dopo aver perso il controllo della propria automobile ed essere finito contro un muro; questa tragedia avviene pochi giorni dopo il tragico incidente che ha portato alla morte di un ragazzo di soli 14 anni all’Infernetto, nella periferia sud della Capitale, investito sulle strisce pedonali mentre era in compagnia dei suoi amici. Sono 27 i morti sulle strade della capitale da inizio anno nonostante i due mesi di lockdown, una scia di sangue che sembra non arrestarsi senza che la giunta faccia qualcosa in merito. Quanti morti bisognerà aspettare prima che il Sindaco Raggi prenda provvedimenti seri per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade di Roma? Chiediamo un piano serio e definitivo d’intervento per scongiurare definitivamente questa piaga. In questo momento interventi spot con seguito pubblicitario, per una futura compagna elettorale si deduce, non servono alla salvaguardia della cittadinanza romana” Queste sono le parole di Ermenegildo Rossi, Segretario Generale UGL Roma e provincia.





La solidarietà del M5S ai proprietari della palestra incendiata a Centocelle

 

“Ancora un rogo di natura dolosa nel quartiere Centocelle a Roma, questa volta ai danni della palestra Haka Academy. Le istituzioni sono vicine ai proprietari e a loro tutta la mia solidarietà. Non si può fare finta di niente, dopo gli atti criminosi contro la libreria Pecora Elettrica prima e il Baraka Bristrot e Pinseria Cento55 dopo, ancora una volta i criminali colpiscono le realtà sane della nostra Città. Ora è importante non lasciarsi intimidire da questi gesti vili e non abbassare la guardia”. Così Angela Salafia, deputata del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Giustizia e Commissione Antimafia, in merito all’incendio che stanotte ha interessato una palestra nel quartiere Centocelle a Roma. 

 





FdI al fianco dei lavoratori dei nidi convenzionati

 

“Continua il caos nel mondo dei nidi convenzionati romani causato dalla persistente incapacità della amministrazione Raggi. Oggi come Fdi abbiano portato la nostra solidarietà alla protesta dei gestori degli asili convenzionati della capitale riuniti sotto il dipartimento scuola di Roma Capitale. Alla Raggi chiediamo di risolvere l’annoso problema del pagamento delle somme dovute a queste strutture educative ma anche di risolvere le criticità legate alla programmazione dei centri estivi e delle materne 0/3 anni, e dell’annoso problema delle iscrizioni. Senza interventi risolutivi queste preziose realtà, già in affanno, rischiano a settembre di non riaprire e di lasciare migliaia di famiglie senza alcun supporto. Una evidente discriminazione ai danni di imprese per lo più a gestione femminile che si ripercuote soprattutto su migliaia di famiglie romane”. E’ quanto dichiarano il capogruppo in Campidoglio di Fdi Andra De Priamo e la consigliera Fdi di Roma Capitale Lavinia Mennuni. 

 





Dal 16 giugno riapre l’Aeroporto di Ciampino

 

Aeroporti di Roma informa che a partire dal prossimo 16 giugno riprenderanno i voli di linea dall’aeroporto di Ciampino, interrotti il 14 marzo a causa delle molteplici cancellazioni dei collegamenti da e per l’Italia, per effetto dell’emergenza Covid-19. 

Il primo vettore a riattivare i collegamenti da martedì prossimo sarà Wizzair, con alcuni voli settimanali per la Romania, la Moldavia e la Macedonia del Nord. Dal 21 giugno, sarà la volta di Ryanair che inizierà con 9 collegamenti verso diverse destinazioni tra le quali Lisbona, Budapest, Manchester e Cagliari e, poi, verso Parigi, Madrid, Atene, Praga, Varsavia Valencia, Cracovia e Bruxelles. Inoltre, entrambe le compagnie aeree prevedono nelle settimane successive di incrementare ulteriormente i voli da e verso lo scalo romano. 

Adr assicura in questa fase di ripresa tutte le iniziative necessarie per rendere lo scalo sicuro e confortevole. A cominciare dall’installazione dei termoscanner all’ingresso del terminal, fino all’attività di sanificazione dell’intero perimetro aeroportuale, sia nelle zone interne (banchi check-in, metal detector, contenitori porta oggetti, sedute d’attesa, corrimano delle scale mobili, toilette, carrelli per il trasporto delle valigie, bagagli) sia, secondo necessità, in quelle esterne (strade, aree di parcheggio a tempo, stalli per i taxi). Inoltre, sono stati rimodulati gli spazi all’interno dello scalo per garantire il distanziamento sociale che viene indicato da una nuova segnaletica. Sono state poi incrementate le informazioni sui monitor di servizio, aggiunti totem informativi e installati dispenser di gel igienizzante e distributori di mascherine. 

Aeroporti di Roma ricorda che all’interno dello scalo di Ciampino, come in tutti i locali chiusi aperti al pubblico, è obbligatorio indossare la mascherina di protezione e mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro. 





Mafia Capitale, ecco le motivazioni della Sentenza

 

“Quello che è stato accertato è un fenomeno di collusione generalizzata, diffusa e sistemica, il cui fulcro era costituito dall’associazione criminosa che gestiva gli interessi delle cooperative di Buzzi attraverso meccanismi di spartizione nella gestione degli appalti del Comune di Roma e degli enti che a questo facevano capo. Ciò ha portato alla svalutazione del pubblico interesse, sacrificato a logiche di accaparramento a vantaggio di privati”. Così si spiega in una nota della Cassazione in cui si informa che oggi è stata depositata la motivazione della sentenza della VI sezione penale della Suprema Corte rispetto al processo ‘Mafia Capitale’. 

GGli ermellini spiegano che “la complessa sentenza ha ripercorso le fasi del processo ed esaminato i numerosi motivi di ricorso, fissando alcuni principi di diritto sia in tema di associazione mafiosa, sia nella materia dei reati contro la pubblica amministrazione”. La Corte, comunque, “ha escluso il carattere mafioso dell’associazione contestata agli imputati e ha riaffermato l’esistenza, già ritenuta nel processo di primo grado, di due distinte associazioni per delinquere semplici: l’una dedita prevalentemente a reati di estorsione, l’altra facente capo a Buzzi e Carminati, impegnata in una continua attività di corruzione nei confronti di funzionari e politici gravitanti nell’amministrazione comunale romana ovvero in enti a questa collegati”. 

 





Coronavirus, D’Amato (Regione Lazio): "Focolaio al San Raffaele di Roma sotto controllo"

 

“La situazione al momento è sotto controllo e all’interno del San Raffaele Pisana non ci sono casi positivi, abbiamo delle code che stiamo gestendo, infatti stiamo richiamando diverse migliaia di persone che si sono recate in questa struttura e ad oggi sono stati effettuati oltre 5 mila tamponi”. Così l’assessore regionale alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato, ospite ad Omnibus in onda su La7, riferendo sulla situazione del focolaio che ha investito la struttura romana. 

“In 6 ore abbiamo istituito la zona rossa in contatto immediato con il prefetto e dopo 6 ore c’era l’esercito a presidiare la zona. Nel Lazio abbiamo instituito 5 zone rosse e la tempestività è un elemento essenziale se vogliamo contrastare e limitare i danni. Questo – ha spiegato D’Amato – è stato il modello che co ha condotto: testare, tracciare e trattare. Immagino che in tutte le regioni italiane sia questo l’indirizzo che debba essere seguito”. 

 





Altri sedici contagi al San Raffaele di Roma

 

“Apprendiamo ora dalla Asl Roma 3 che dai tamponi di controllo eseguiti ieri, a distanza di 5 giorni dalla prima tornata, sono emersi altri 16 casi positivi presso l’IRCCS San Raffaele Pisana di cui 14 pazienti, tutti collegabili con i primi pazienti positivi nella struttura, e due operatori”. Lo comunica l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio spiegando che “i pazienti sono tutti in trasferimento verso l’Istituto Spallanzani ed è stato dato mandato alla struttura San Raffaele di comunicare tempestivamente le informazioni ai famigliari. I due dipendenti positivi sono un’OSS e un fisioterapista in sorveglianza a domicilio. E’ stato possibile individuare questi nuovi positivi grazie ai tamponi di controllo, eseguiti dopo 5 giorni dai primi tamponi, a tutti i pazienti e gli operatori rimasti nella struttura. Questo focolaio si dimostra impegnativo, ma il sistema dei doppi controlli sta funzionando, grazie alla tempestività degli interventi messi in atto sono stati individuati questi nuovi casi che erano negativi ai tamponi precedenti. Il focolaio raggiunge così al momento un totale di 93 casi positivi destinati ad aumentare” conclude l’unità di crisi.

 





Carte bollate del Campidoglio per i piani di zona inattuati

 

“Terminare le procedure burocratiche e le opere di urbanizzazione su tutti i piani di zona per ripristinare i diritti negati ai soci delle cooperative” lo sottolinea Marco Italiano Portavoce del Comitato Class Action Piani di Zona al convegno in video conferenza, organizzato dal Comitato stesso, “Piani di zona Comune di Roma, Storia di una paralisi, tra soluzioni e futuro” che ha visto la partecipazione di diversi consiglieri Capitolini oltre a rappresentanti di comitati di quartiere della capitale. Aggiunge Italiano: “non è possibile aver pagato con i frutti del nostro lavoro e l’aiuto delle nostre famiglie per essere vessati da quest’Amministrazione”. Dal Comitato sottolineano l’opacità della Commissione di indagine sui piani di zona dell’Assemblea Capitolina che non ha prodotto alcuna relazione finale e dopo pochi incontri si è dissolta prematuramente oltre che del conflitto di interesse che lega la presidente della commissione della Regione Lazio Roberta Lombardi che dovrebbe vigilare sull’Amministrazione Capitolina del suo stesso Movimento, un’anomalia in contrasto con gli stessi principi del Movimento 5 Stelle. Durante il convegno sono state annunciate le diffide da parte di Mariano Cigliano che guida lo studio legale che si sta occupando della Class Action che sottolinea come il quadro normativo di riferimento, le convenzioni stipulate tra Roma Capitale e gli operatori, sia stato completamente alterato generando una situazione di stallo che sta danneggiando, quasi irreversibilmente, tutti i soci e gli operatori. 

Lo stesso Cigliano ha elencato i nominativi interessati dalle diffide (il sindaco Virginia Raggi, l’Assessore Luca Montuori, La Presidente della Commissione Urbanistica Donatella Iorio, il Direttore del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica Cinzia Esposito, il Direttore Edilizia Antonio Fernando Di Lorenzo, Il responsabile dell’U.O. Edilizia Sociale Oscar Pirico’ e la responsabile dell’Ufficio Amministrativo Coordinamento Procedure Piani di Zona Caterina Orlandi. 

Duri i commenti dei rappresentanti politici con la consigliera Svetlana Celli (RtR): “Invece di incidere con il bisturi quindi estirpare situazioni particolari, anche con qualche denuncia circostanziata, è stata scelta la strada più sbagliata demolendo tutto il sistema”, Il consigliere Davide Bordoni: “sui piani di zona si è lasciata troppa discrezionalità agli uffici che non funzionano, la colpa è sempre politica perché molto probabilmente si è fidata troppo di questi ultimi che non si rendono conto di cosa stia accadendo in città”, il consigliere Andrea De Priamo (FdI): “Commissione di indagine un’anomalia perché doppione della Commissione urbanistica di cui si è fatto un uso “privatistico”, da parte dell’Assessore Calabrese, di uno strumento pubblico senza presentare relazione di fine lavori” e del consigliere Giulio Pelonzi (PD):”Approccio ideologico sulla Commissione di inchiesta (fallita!) e delibera di giunta Piano per l’emergenza abitativa (delibera Montuori) che nasconde la volontà di far morire definitivamente lo strumento della legge 167″

 





Asti, maxioperazione antidroga di Polizia e Sco

 

 

La Polizia di Stato di Asti, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, ha eseguito numerose misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Asti, su richiesta della Procura, nell’ambito di un’indagine che vede coinvolti diversi cittadini italiani e stranieri, per spaccio di sostanze stupefacenti, rapine, estorsioni e lesioni personali.

L’operazione, si legge in una nota, si è svolta in collaborazione con le Squadre Mobili di Torino, Alessandria, Cuneo, Vercelli, Novara, Verbania, Biella, Aosta, Genova e Pavia e con l’ausilio degli agenti del Reparto Prevenzione Crimine di Torino e di 6 Unità Cinofile della Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria. Sono 42 le persone indagate nella maxi operazione che dall’alba vede l’impiego di 130 poliziotti dei vari uffici Investigativi.

Sono in corso inoltre, in Asti e provincia, anche numerose perquisizioni locali e poste sotto sequestro autovetture di grossa cilindrata ed un lussuoso alloggio ubicato nelle vicinanze del centro storico di Asti.





Anarchici, l’analisi del Gip di Roma: "Disinvoltura nel compiere atti di terrorismo"

 

“La disinvoltura con cui agiscono gli indagati Daniele Cortelli, Claudio Zaccone, Roberto Cropo, Flavia Di Giannantonio, Nico Aurigemma e Francesca Cerrone si evince dalla facilità con cui coordinano gli atti con finalità di terrorismo creando una fitta rete di forza anche giovanile su cui contare per gli attacchi di ‘punta’”. Così il gip del tribunale di Roma, Anna Maria Gavoni, scrive in un passo dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita oggi dai carabinieri del Ros riguardo un gruppo anarchico che ha compiuto una serie di attentati incendiari e con pacchi bomba nella Capitale, a partire da una azione compiuta contro una stazione dell’Arma nel quartiere San Giovanni nel dicembre 2017. 

Riguardo le esigenze cautelari il giudice sottolinea che “essendo i fatti stati commessi in periodo temporale assai recente, coinvolgendo diverse città del Paese, circostanza questa che rafforza anche la necessità di contenimento. Di particolare significato l’evoluiione della associazione e la capacità insita ‘per natura di rigenerarsi con nuove modalità e nuovi ruoli. In tal senso, si richiama anche la genesi della associazione che ci occupa, nuova associazione derivante dalla ideologia già accertata quale eversiva facente capo a Alfredo Cospito”.

 





In manette 7 anarco-insurrezionalisti nell’operazione “Bialystock”

 

Con un’operazione chiamata “Bialystok”, su mandato del gip del Tribunale di Roma i carabinieri del Ros hanno arrestato 7 militanti anarco-insurrezionalisti ritenuti responsabili di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, detenzione e porto di materiale esplosivo, istigazione a commettere delitti contro la personalità dello Stato, oltre che incendio e danneggiamenti aggravati dalla finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico.

Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa avviata a seguito dell’attentato esplosivo alla stazione dei carabinieri “Roma – San Giovanni” compiuto il 7 dicembre 2017 e rivendicato dalla sigla terroristica “Cellula Santiago Maldonado – Federazione Anarchica Informale-Fronte Rivoluzionario Internazionale”.

L’ordigno artigianale, nascosto in un termos di metallo, contenente 1,6 kg di esplosivo, aveva provocato ingenti danni all’ingresso della caserma e per poco non aveva investito con la sua esplosione una passante, elemento che conferiva all’attentato una estrema pericolosità derivante dall’accettazione del rischio di colpire vittime collaterali.

La cellula, secondo gli inquirenti, aveva base presso il centro sociale “Bencivenga Occupato” di Roma.





Salvini: “L’Italia chieda un’indagine internazionale sulla Cina”

“Sono più di 116 Paesi a chiederla, e dall’Italia mi aspetterei molta più forza nel pretendere dalla Cina verità e giustizia. Le responsabilità del regime comunista cinese sono gravi ed evidenti, dal ritardo con cui è stato dato l’allarme, fino ai continui tentativi di insabbiare ogni richiesta di dati e approfondimenti da parte della comunità internazionale, senza dimenticare la repressione poliziesca e sistematica di ogni voce libera all’interno”. Così il leader della Lega Matteo Salvini in un’intervista a Formiche.net ha commentato l’ipotesi di un’indagine internazionale per accertare le responsabilità del governo cinese nella diffusione del Covid-19.

“Il silenzio del Governo in questi mesi è stato imperdonabile – ha detto Salvini – Nonostante oltre 30.000 vittime, nonostante i sacrifici della quarantena, nonostante la crisi economica che ci prepariamo ad affrontare, nessuno dei nostri ministri e tantomeno il premier Conte ha avuto il coraggio di dire una sola parola per denunciare le responsabilità del regime cinese”.




Covid riparte in Germania con 258 nuovi casi

 

La Germania ha confermato 258 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, per un totale di 185.674 nuovi contagi. Lo ha annunciato l’Istituto Robert Koch. Nello stesso arco temporale sono decedute otto persone e il totale delle vittime si attesta così a 8.763. Il giorno precedente, nel Paese erano stati confermati 555 nuovi casi e 26 vittime.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proclamato l’epidemia di Covid-19 una pandemia l’11 marzo. A oggi, oltre sette milioni e mezzo di persone nel mondo sono state contagiate e ci sono stati 421mila decessi.





Il timore di Landini è il conflitto sociale da licenziamento

 

“Io credo che sia il momento della responsabilità, anche da parte delle imprese. Se le imprese scelgono, di fronte alle difficoltà, la strada dei licenziamenti debbono essere sicure che si aprirà un conflitto sociale”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, ad Agorà su Rai Tre





Quanto sono aumentati contagi sul lavoro dopo il lockdown. I numeri dell’Inail

 

Le denunce di infortunio sul lavoro da Coronavirus pervenute all’Inail alla data del 31 maggio sono 47.022, 3.623 in più rispetto al monitoraggio precedente del 15 maggio. I casi mortali sono 208 (+37), pari a circa il 40% del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Istituto nel periodo preso in esame e concentrati soprattutto nei mesi di marzo (40%) e aprile (56%). A rilevarlo è il quarto report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail.

Più della metà delle denunce (55,8%) e quasi sei casi mortali su 10 (58,7%) ricadono nel Nord-Ovest. La Lombardia, in particolare, si conferma la regione più colpita, con il 35,5% delle denunce di contagio sul lavoro e il 45,2% dei decessi. Il 30,4% delle 16.700 infezioni denunciate nel territorio lombardo riguardano la provincia di Milano, ma il primato negativo dei casi mortali, con 25 decessi, è della provincia di Bergamo.

Il settore della Sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – registra, insieme agli organismi pubblici preposti alla sanità, l’81,6% delle denunce (e il 39,3% dei casi mortali). Seguono i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (industria alimentare, chimica e farmaceutica), le attività di alloggio e ristorazione e il commercio.





L’ottimismo di Gentiloni: “Nessun segno di una seconda ondata di contagi”

In Europa non abbiamo alcun segno di seconda ondata di contagi” di Covid, ha affermato il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni intervenendo in videoconferenza a convegno organizzato da Goldman Sachs. Persiste una elevata incertezza su quella che sarà la dinamica di ripresa, ha aggiunto, e la commissione europea aggiornerà le sue previsioni economiche tra un mese circa.





Gualtieri (Economia): “Prestiti garantiti alle Pmi per 11 miliardi”

 

"Manteniamo ancora la stima di un -8%, naturalmente sappiamo che i rischi possono essere al ribasso ma i dati di maggio e aprile sono in linea con la stima, in alcuni casi anche migliori". Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a una conferenza virtuale di Goldman Sachs. "Ci aspettiamo una ripresa anche se naturalmente alcuni settori stanno subendo un impatto più a lungo di altri come il turismo", ha detto Gualtieri parlando delle conseguenze della pandemia e del lockdown. "Siamo stati i primi a realizzare una moratoria sui prestiti bancari ed è una misura che ha funzionato molto bene, ne hanno beneficiato finora oltre due milioni di famiglie", ha affermato il ministro. I prestiti garantiti al 100%, ora alzati a 30.000 euro, "stanno davvero accelerando a un ritmo estremamente significativo, siamo a oltre 11 miliardi per i piccoli prestiti (alle Pmi, ndr) e probabilmente dovremo ricapitalizzare il Fondo di garanzia", ha detto Gualtieri. 
 





Nel primo trimestre 2020 il numero degli occupati scende di 101mila unità

 

Nel primo trimestre dell’anno, il numero di persone occupate diminuisce di 101 mila unità (-0,4%) rispetto al trimestre precedente. Alla crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+50 mila, +0,3%) si contrappone la rilevante diminuzione di quelli a termine (-123 mila, -4,1%) e quella, meno accentuata, degli indipendenti (-28 mila, -0,5%). Ecco i numeri nella rilevazione dell’Istat: “Le dinamiche del mercato del lavoro misurate nel primo trimestre 2020 risentono, a partire dall’ultima settimana di febbraio, delle forti perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria.

Nel primo trimestre 2020, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una forte diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-7,5%), sia rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-7,7%). Tali dinamiche risultano coerenti con la fase di eccezionale caduta dell’attività economica che, nell’ultimo trimestre, ha risentito degli effetti della crisi sanitaria, con una flessione del Pil pari a -5,3% in termini congiunturali.

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel primo trimestre del 2020 il numero di persone occupate diminuisce in termini congiunturali (-101 mila, -0,4%), a seguito dell’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato e del forte calo di quelli a termine e degli indipendenti. Il tasso di occupazione è pari al 58,8%, in diminuzione di 0,2 punti rispetto al quarto trimestre 2019. Nei dati più recenti del mese di aprile 2020, al netto della stagionalità, l’effetto dell’emergenza Covid-19 è più evidente: gli occupati calano di 274 mila unità (-1,2%) rispetto a marzo 2020 e il tasso di occupazione scende al 57,9% (-0,7 punti in un mese).

Nell’andamento tendenziale, rallenta la crescita del numero di occupati (+0,2%, +52 mila rispetto al primo trimestre 2019), ancora una volta per effetto dell’aumento dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato a fronte del calo di quelli a termine e degli indipendenti. La crescita è più accentuata tra gli occupati a tempo parziale; per il 63,0% di questi lavoratori si tratta di part time involontario. Diminuiscono, inoltre, gli occupati che hanno lavorato per almeno 36 ore a settimana (57,8%, -8,8 punti), a seguito delle assenze dal lavoro e della riduzione dell’orario dovute all’emergenza sanitaria.

Nel confronto annuo, per il dodicesimo trimestre consecutivo, a ritmi ancora più intensi, si riduce il numero di persone in cerca di occupazione (-467 mila in un anno, -16,3%). Dopo la diminuzione nei due precedenti trimestri, aumenta a un ritmo sostenuto il numero di inattivi di 15-64 anni (+290 mila in un anno, +2,2%).

Il tasso di disoccupazione è in diminuzione rispetto sia al trimestre precedente sia a un anno prima e si associa all’aumento, anch’esso congiunturale e tendenziale, del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni. Nel mese di aprile 2020 si accentuano ulteriormente il calo del tasso di disoccupazione e la crescita di quello di inattività.

Dal lato delle imprese, si registra una diminuzione della domanda di lavoro su base congiunturale, con un calo delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,5% sul trimestre precedente, a fronte di un aumento dello 0,6% su base annua. La riduzione delle posizioni lavorative è associata a una notevole diminuzione delle ore lavorate per dipendente, pari a -8,8% su base congiunturale e a -9,4% su base annua. Il ricorso alla cassa integrazione registra una variazione positiva pari a 68,6 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti diminuisce di 0,9 e 1,1 punti percentuali, rispettivamente su base congiunturale e su base annua. Il costo del lavoro registra un aumento dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. L’andamento del costo del lavoro è determinato dalla crescita delle retribuzioni (+0,4%) e degli oneri sociali (+1,0%) su base congiunturale e dal proseguimento della crescita su base annuale, sia delle retribuzioni (+0,7%) sia degli oneri sociali (+1,2%).

Le indagini statistiche dirette e l’acquisizione delle fonti di natura amministrativa per finalità statistiche hanno risentito degli ostacoli che l’emergenza sanitaria in corso ha posto alla raccolta dei dati di base e alla continuità di altre fonti. Sono state sviluppate azioni correttive che ne hanno contrastato gli effetti statistici e hanno permesso di elaborare e diffondere i dati relativi al primo trimestre 2020. Si sottolinea comunque il carattere provvisorio delle stime presentate in questo comunicato – anche per quanto riguarda la coerenza di alcuni indicatori provenienti da fonti diverse – che potranno subire revisioni sulla base di ulteriori analisi e della progressiva estensione e completamento delle informazioni disponibili”.




Coronavirus, picco superato in Europa, ma non è finita

L’ondata iniziale di contagi da nuovo coronavirus ha superato il suo picco in tutti i paesi, tranne Polonia e Svezia. Ma la pandemia non è finita e le previsioni indicano che è probabile si verifichi un aumento dei casi nelle prossime settimane. Lo sottolinea il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) nel suo aggiornamento periodico. L’assenza di un trattamento o di un vaccino efficaci, combinata con una crescita esponenziale delle infezioni da fine febbraio - evidenzia l’Ecdc - ha portato molti paesi ad attuare interventi non farmaceutici, come il consiglio di ’stare a casa’, insieme ad altre misure di allontanamento fisico, come la cancellazione di raduni di massa e la chiusura di istituti scolastici, luoghi di lavoro e spazi pubblici. Le ’chiusure’ attuate dai Paesi europei hanno ridotto la trasmissione del nuovo coronavirus e, a partire dal 9 giugno 2020, l’incidenza è diminuita dell’80% dal picco del 9 aprile. Intanto i casi nel mondo sono ormai più di 7,5 milioni i casi confermati di coronaviurs. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University che parlano di 7.514.481 di contagi a livello globale. I decessi sono 421.458. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito con 2.023.347 di casi e 113.820 morti.





Focolaio S. Raffaele (Roma - Pisana), aumenteranno i casi

 

Sono in totale "93 i casi positivi" del focolaio dell’Irccs San Raffaele Pisana. Un cluster che "si dimostra impegnativo, ma il sistema dei doppi controlli sta funzionando, grazie alla tempestività degli interventi messi in atto sono stati individuati questi nuovi casi che erano negativi ai tamponi precedenti". Lo sottolinea l’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio. "Apprendiamo dalla Asl Roma 3 - si legge in una nota - che dai tamponi di controllo eseguiti ieri, a distanza di 5 giorni dalla prima tornata, sono emersi altri 16 casi positivi presso l’Irccs San Raffaele Pisana: 14 pazienti, tutti collegabili con i primi pazienti positivi nella struttura, e due operatori. I pazienti sono tutti in trasferimento verso l’Istituto Spallanzani ed è stato dato mandato alla struttura San Raffaele di comunicare tempestivamente le informazioni ai famigliari".  "I due dipendenti positivi sono un operatore sociosanitario e un fisioterapista in sorveglianza a domicilio. E’ stato possibile individuare questi nuovi positivi grazie ai tamponi di controllo, eseguiti dopo 5 giorni dai primi tamponi, a tutti i pazienti e gli operatori rimasti nella struttura", aggiunge la Regione Lazio.