Azzola (Cgil): "Per la legalità ognuno deve fare la sua parte"

“Ancora una volta la Questura di Roma, insieme alla Procura, porta a segno un colpo contro la criminalità organizzata. Nel ringraziare le donne e gli uomini della Polizia di Stato per la brillante operazione di ripristino della legalità la Cgil di Roma e del Lazio si appella alla parte sana della società affinché ognuno faccia la sua parte”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola. “E’ del tutto evidente infatti – continua – che il contrasto alla malavita organizzata non può e non deve essere un compito solo della Polizia e della Procura. La repressione apre spazi, ma si vanifica tutto se gli spazi aperti non vengono riempiti dalla società civile. Un ruolo determinante lo deve svolgere la politica, che dopo il plauso all’operazione della Polizia deve essere conseguente e qualificare l’imprenditoria a partire dal bandire gare di appalto che garantiscano salario contrattuale e lavoro dignitoso”. “Il lavoro e la riqualificazione delle periferie – continua Azzola – sono l’arma vera per contrastare la degenerazione di quell’enorme quantità di droga che viene spacciata nelle tante piazze romane, una quantità tale che, a nostro avviso, modifica perfino la costruzione del pensiero delle persone. La politica deve garantire servizi di qualità, soprattutto quelli connessi al welfare e non dimenticarsi che i diritti sono tali sono se ci sono luoghi in cui tutti i cittadini possono esercitarli, altrimenti diventano favori e nei favori si costruisce quella cultura oscura che alimenta l’illegalità. Gli imprenditori provino ad avere una visione, facciano qualcosa per il territorio in cui vivono e non pensino esclusivamente al profitto e a chiedere aiuti allo Stato”. “Poi ci siamo noi – continua Azzola – i corpi intermedi, che devono riconquistare e riqualificare la mediazione sociale quale strumento indispensabile per redistribuire la ricchezza. Questa fase di crisi sanitaria deve essere lo spunto per ripartire in modo diverso, alternativo, radicalmente alternativo. La Cgil di Roma e Lazio crede che in questa fase tutte le associazioni di volontariato e le realtà sociali debbano trovare un canale di comunicazione per elaborare contributi da offrire alla città e alla Regione. Noi siamo pronti”, conclude. 





La Regione Lazio chiede l’assegnazione della villa dei Casamonica

“Da anni come Regione Lazio siamo in prima linea per ridare vita ai beni confiscati alle mafie nella nostra alleanza per la legalità insieme ad associazioni e comitati di quartiere. Oggi, grazie all’operazione della Polizia di Stato e della Procura di Roma contro il clan dei Casamonica, tra i beni confiscati c’è una mega villa frutto dei proventi delle attività illecite”. Così su Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che annuncia: “chiederemo al tribunale di Roma di assegnarla alla Regione Lazio per trasformarla in bene comune. La ridaremo ai cittadini perbene, come abbiamo già fatto con le altre due ville confiscate nella stessa strada, che ora sono diventate un parco pubblico e un’associazione di genitori di ragazzi autistici. Sarà un quartiere della libertà, il simbolo vivente dei cittadini onesti e dell’Italia che rinasce”.





Nuovi arresti nella famiglia Casamonica, parla la collaboratrice di Giustizia: "Non hanno mai lavorato lecitamente

 

 

“Le persone di cui sto parlando non hanno mai lavorato lecitamente nella vita”. Lo riferisce una collaboratrice di giustizia in una dichiarazione agli inquirenti riportata nell’ordinanza cautelare sui Casamonica. “Dopo il risalto mediatico che è stato dato ai funerali di Vittorio Casamonica, i Casamonica si sono allarmati, anche perché si è sottolineato che formalmente sono nullatenenti ma nei fatti sono ricchissimi. Per cui, per giustificare in qualche modo il loro tenore di vita, i componenti più giovani della famiglia hanno iniziato a fare ricorso a finte assunzioni, per le quali in realtà versano loro i contributi. In questi casi le somme dello stipendio vengono consegnate brevi manu ai finti datori di lavoro, che le accreditano sui conti dei lavoratori in modo da far risultare un pagamento tracciabile”. “Io all’inizio avevo trovato un lavoro come cassiera in un supermercato. Poi i familiari di (…) mi hanno spiegato che per i Casamonica le donne devono stare in casa e badare al marito e ai figli, non devono uscire e non devono dare confidenza ad altre persone”. Così ha detto una collaboratrice di giustizia agli inquirenti nella deposizione resa nei mesi scorsi nell’ambito dell’inchiesta che ha portato oggi a 20 arresti. Il compagno della donna “è sempre stato molto violento a casa, ha sempre avuto la pretesa di controllare la mia vita”, ha spiegato. “Dopo essere stato arrestato Raffaele ha continuato a mantenere un controllo sulla mia vita tramite la madre, che abitava nell’appartamento accanto al mio. In particolare, pretendeva che non avessi amiche, che non frequentassi nessuna persona. Mia suocera, inoltre, era violenta e minacciosa: in particolare, in un’occasione, mi ha puntato un coltello sotto la gola e in diverse circostanze ha minacciato di sfregiarmi con l’acido. Inoltre mio marito non voleva che le figlie andassero a scuola, neanche alla scuola materna”. La figlia “a settembre dovrà iniziare le scuole elementari, ma lui non voleva perché diceva che le donne devono stare in casa. Insomma, mi sono resa conto che non potevo continuare quel tipo di vita e ho provato timidamente a dire che volevo andare via, ma lui mi ha minacciata e ha detto che lui ha amicizie anche in Repubblica Ceca e che avrebbe potuto fare del male alla mia famiglia. Ha aggiunto che, se fossi andata via, una volta scarcerato mi avrebbe raggiunta ovunque e mi avrebbe ammazzata”. “Quando c’è un problema, diventano tutti… tutti una famiglia, che si aiutano. Sono gelosi tra loro quando uno uno ha più dell’altro, però quando c’è un problema, loro tolgono questa cosa di gelosia e si rinforzano l’uno con l’altro, se scappa uno e non sa dov’è, uno lo incontra, lo blocca, lo ferma, chiama e aspetta che viene la persona, così si aiutano e così va in tutto, se uno se litiga, poi magari ci si incontrano, arrivano le mani, il litigio è grande, chiamano parenti, parenti aiutano. È un branco “Così funziona – continua la pentita – Si aiutano tra loro, nei problemi si uniscono sempre o tra i parenti o tra le persone esterne, sempre”.





Riapre a Roma la Casa del jazz: ecco gli appuntamenti

 

La Fondazione Musica per Roma riparte con una stagione estiva concepita ad hoc per Villa Osio dal nome “Casa del Jazz Reloaded” che porterà sul palcoscenico i primi concerti nella splendida cornice del parco di Cdj dal 1 luglio al 7 agosto. In cartellone il meglio del jazz italiano, ma anche straordinariamente qualche ospite straniero tra cui Michael League, leader degli americani Snarky Puppy e Bill Laurence, tastierista del gruppo (1 agosto) e Omar Sosa (25 luglio). 

Questa prima parte del programma, che andrà avanti senza soluzione di continuità fino a settembre – ad eccezione della settimana di Ferragosto – contiene anche gli appuntamenti della rassegna I Concerti nel Parco che, come di consueto, offre produzioni originali tra musica e teatro, e a settembre i concerti di Una striscia di Terra feconda. 

Primo appuntamento con Stefano Di Battista Quartet (1 luglio). Si prosegue con Saint Louis D.O.C. (2 luglio), Markus Schinkel Trio (3 luglio), Javier Girotto Vince Abbracciante Duo (4 luglio), Enrico Pieranunzi “Fellini in Jazz” (5 luglio), Rita Marcotulli e Dado Moroni Duo (6 luglio),Gianluca Petrella (7 luglio), Francesco Bearzatti Tinissima Quartet (8 luglio), John De Leo (9 luglio), Peppe Barra (10 luglio), Pasquale Innarella Go_dex Quartet(11 luglio), Maria Pia De Vito “Dreamers” (12 luglio), Paolo Damiani Unit “Memoire Future” (13 luglio), Riccardo Rossi (14 luglio), Antonello Salis e Tankio Band (15 luglio), Marco Paolini (16 luglio), Franco D’Andrea (17 luglio), Rosario Giuliani (18 luglio), Fabrizio Bosso e Javier Girotto (20 luglio), Danilo Rea Trio con Massimiliano Pani (21 luglio), Giovanni Guidi e Luca Aquino duo e Giovanni Guidi Little Italy new band (22 luglio), Roberto Gatto (23 luglio), Ettore Fioravanti “Opus Magnum” (24 luglio), Omar Sosa & Ernesttico Duo (25 luglio), Alessio Boni (26 luglio), U.G.O. + Inquite (27 luglio), Max Ionata Hammond Trio (28 luglio), Arisa (29 luglio), Cinzia Tedesco “Rite Time” (31 luglio), Queen Mania Rapsody (2 Agosto), Julian Oliver Mazzariello Trio (4 agosto), Roberto Gatto Quartet (5 agosto), Giovanni Tommaso “Bassoprofilo” (7 agosto).





Guadagno (Roma Capitale): "Il Teatro dell’Opera deve attivarsi in tutta Roma e senza pause"

“Chiediamo al Teatro dell’Opera di non ricorrere più alla Fis per i lavoratori, ripensare la programmazione, senza periodi di interruzione e portando gli spettacoli anche in periferia, e adempiere alla funzione di servizio pubblico legata ai finanziamenti che riceve”. Lo dichiara Eleonora Guadagno (M5S), presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale, in relazione alla mozione approvata in Assemblea Capitolina. “Roma Capitale, la Regione e lo Stato – spiega Guadagno – erogano fondi in favore del Costanzi. Il Governo ha previsto che la quota del FUS, il Fondo Unico dello Spettacolo, sia destinata alle fondazioni lirico – sinfoniche in deroga ai criteri generali, con un anticipo del contributo pari all’80 per cento dell’importo riconosciuto per l’anno 2019. Queste misure confermano la vocazione di servizio alla comunità che il Teatro deve adempiere. Con la mozione approvata chiediamo con forza che la programmazione e la gestione vengano adattate a tale principio, rendendo gli spettacoli accessibili a tutti i cittadini, incrementando l’offerta culturale di qualità negli spazi pubblici distribuiti su tutti i Municipi, incluse le aree periferiche e disagiate, anche in virtù dell’art.27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani secondo cui ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale”. “Occorre – secondo Guadagno – corrispondere i premi di produzione ancora non retribuiti ai lavoratori del Teatro dell’Opera e favorire la ripresa del lavoro, anche in smart-working, senza più stop o ulteriori ricorsi alla Fis, per riprendere subito a fare teatro con costanza e a farlo per tutti”. “Rimangono dei nodi da sciogliere – prosegue la consigliera M5S – e protocolli che chiediamo di definire in fretta: è consentito giocare una partita di calcio con gli inevitabili scontri di gioco ma non il contatto tra artisti e orchestrali. Questa crisi può diventare anche l’occasione per cambiare paradigma, sollecitare al Mibact una modifica permanente del metodo di valutazione delle Fondazioni, che non si può fondarsi sul numero degli spettatori in sala, delle alzate di sipario e dei biglietti venduti. Va considerato che ci troviamo di fronte ad un pubblico impaurito a rimettere piede in teatro e ad una ricaduta della crisi e delle misure anti-contagio sul rapporto costi/ricavi, con minori incassi”, sottolinea Guadagno. “Bisogna chiudere il ciclo della Legge Bray e successive modifiche, e definire la figura giuridica delle fondazioni lirico – sinfoniche, attualmente troppo ambigua ed esposta a varie interpretazioni sul piano giuridico, legislativo e negoziale – rilancia Guadagno -. Sarà necessario promuovere presso il Governo una riforma del welfare di settore inadeguato alla realtà dei lavoratori dello spettacolo e approntare una politica di difesa delle espressioni artistiche e professionali, con particolare attenzione ai corpi di ballo, a prescindere dalle misure eccezionali adottate per far fronte alla crisi dovuta al Covid -19”. “Infine – conclude Guadagno – per ottimizzare i costi /ricavi chiediamo che sia utilizzato al meglio l’immenso patrimonio disponibile fatto di opere di repertorio e allestimenti già di proprietà del teatro”.





Pronto a riaprire in centro estivo di Villa Borghese

“Fervono i preparativi alla Casina di Raffaello-Ludoteca a Villa Borghese per l’apertura di domani del centro estivo dedicato ai bambini dai 5 ai 12 anni. L’entusiasmo per la ripartenza anima le attività per organizzare l’accoglienza in massima sicurezza”. Lo annuncia in un post su Fb l’assessora capitolina alla Scuola e alle politiche sociali Veronica Mammì. “Sanificazione, allestimenti, progettazioni, riorganizzazione degli spazi e degli arredi, predisposizione delle aree per le attività esterne: è tutto pronto per dare il benvenuto ai bambini in un contesto allegro, colorato, creativo. Ricordo la prenotazione allo 060608 e vi aspetto domani alla Casina di Raffaello per un nuovo inizio, insieme”, conclude Mammì. 





Maturità, la Regione Lazio scrive agli studenti

 “In questo periodo così complicato – si legge nel testo della missiva – siete in cima ai nostri pensieri. Non solo perché alle prese con la preparazione per l’esame di Stato che vi attende domani, ma anche perché l’anno scolastico che è giunto a conclusione è stato, per tanti motivi, un anno diverso, segnato dalla pandemia”. Così l’assessore della Regione Lazio al Lavoro, Scuola e Formazione, Claudio Di Berardino, e il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio, Rocco Pinneri, in una lettera inviata alle studentesse e agli studenti del Lazio in vista dell’esame di maturità. “Il primo pensiero, di noi tutti, va sicuramente alle tante, troppe, famiglie che piangono affetti scomparsi. Ciascuno di noi è stato comunque scosso, toccato in ogni aspetto della quotidianità. È trascorso un anno scolastico diverso, in cui improvvisamente abbiamo imparato un nuovo modo di fare scuola, di essere comunità educante. I docenti si sono impegnati al massimo anche in questo momento difficile e sono sempre stati al vostro fianco. Voi avete dovuto gestire un nuovo modo di apprendere e di rapportarvi con i vostri insegnanti e i vostri colleghi. Ora vi trovate davanti alla prova che attendevate da cinque anni”. “Siete stati e siete molto bravi e coraggiosi” si sottolinea. “Fate un bel respiro e in bocca al lupo ragazze e ragazzi!”. 





Centro chirurgico di eccellenza al Policlinico Gemelli per la Neoplasia del pancreas

 

Un Centro Chirurgico e un percorso clinico assistenziale (PCA) dedicato alla Persona con Neoplasia al Pancreas, sarà presentato, domani, 18 giugno, alle ore 14.30 nell’Aula Brasca della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. 

I tumori del pancreas sono delle neoplasie che possono presentarsi in diverse forme, benigne, variabile e maligne come l’adenocarcinoma. E’ necessaria subito una diagnosi corretta e un piano terapeutico personalizzato che va dalla terapia medica a quella chirurgica. Tutte queste forme richiedono un approccio multidisciplinare che vede coinvolte tante figure professionali dedicate a queste patologie. Al Gemelli un team di oncologi medici e radioterapisti insieme ai diabetologici, endocrinonologi, medici nucleari, anatomo patologi, nutrizionisti, psicologi, terapisti del dolore etc già lavorano in team attraverso il PTDA dedicato e si riuniscono settimanalmente nel Tumor Board del Pancreas afferente al Gemelli Comprhensive Cancer Center per discutere singolarmente ogni paziente e condividere la proposta terapeutica personalizzata. 

“Da qui la decisione della Fondazione Policlinico Gemelli di strutturare un Centro Chirurgico del Pancreas, intorno ad expertise già presenti, – anticipa Antonio Giulio de Belvis, Direttore UOC Percorsi e Valutazione Outcome Clinici del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCSS e Il Direttore del Centro Chirugico dedicato alla Persona con Tumore Maligno al Pancreas, Sergio Alfieri, Ordinario di Chirurgia Generale all’Università Cattolica e – al fine di ottimizzare la risposta ai malati che necessitano di un intervento chirurgico che deve – per questa patologia- essere necessariamente effettuato in centri ad alto volume”.





L’Assemblea Capitolina lascia la teleconferenza e torna con Sindaco, Assessori e Consiglieri in presenza nell’Aula Giulio Cesare

 

 

L’Assemblea Capitolina abbandona dopo la seduta odierna la modalità della teleconferenza adottata a causa della pandemia da Coronavirus e torna in Campidoglio. Da domani i consiglieri di maggioranza e opposizione potranno rientrare in Aula Giulio Cesare “dove saranno garantite tutte le misure di sicurezza previste dai decreti governativi”, spiega all’Askanews il presidente M5S dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito. La Capitale è stata il primo Comune a dotarsi, proprio per impulso della presidenza, della modalità online per far procedere i lavori del Consiglio comunale nonostante il lockdown, e nelle ultime convocazioni si era arrivati, dopo il voto per appello nominale, addirittura all’espressione del voto online grazie a una App di identificazione. Da domani, però, si torna in presenza. I primi a tornare in Aula Giulio Cesare “in questa prima seduta saranno i consiglieri – continua De Vito – senza pubblico, ne’ stampa”, che potranno continuare a seguire i lavori con le dirette online attraverso il sito istituzionale di Roma Capitale. “Saranno garantite tutte le misure di sicurezza – continua De Vito -, quindi verrà chiesto l’uso delle mascherine, inoltre all’entrata verrà fatto un controllo della temperatura, cosa che ormai avviene da giorni per chiunque entri in Campidoglio”. Le distanze tra gli scranni, sottolinea ancora De Vito “garantiranno la massima distanza tra i consiglieri. Sarà riaperto il sistema di identificazione con il badge, per cui ciascuno potrà mettersi in ogni postazione, che sarà attribuita a inizio seduta, per garantire il massimo distanziamento”.





Al Gemelli assistenza a distanza per famiglie e bimbi con Covid

La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto molto forte sulla quotidianità di ogni singolo individuo e nucleo famigliare stravolgendo tempi, abitudini, progetti. Questo processo di cambiamento ha influito e influisce tuttora, in maniera ancora più rilevante, sulle famiglie che hanno bambini e ragazzi che convivono con patologie complesse e disabilità. A loro si rivolge il progetto “Contactless: nessun luogo è lontano”, un programma di assistenza a distanza ideato dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS che si sviluppa su più livelli: monitoraggio a distanza con metodiche di intervento come le videoconferenze strutturate; formazione attraverso appositi tutorial e occasioni di approfondimento a livello digitale; supporto psicologico per il bambino/ragazzo e il nucleo famigliare; raccolta dati per la ricerca clinica. “Molti bambini e ragazzi con patologie complesse necessitano di visite ad intervalli regolari per monitorare la progressione della malattia ed eventualmente introdurre azioni correttive riabilitative o terapeutiche” – dichiara il professore Eugenio Mercuri, Direttore del Dipartimento della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. “Il progetto Contactless ci permette di stare al loro fianco anche a distanza nel percorso riabilitativo e di valorizzare l’approccio multidisciplinare in remoto grazie ad un piano assistenziale condiviso”. Il percorso permetterà a migliaia di persone di migliorare la propria qualità di vita e di creare un modello le cui buone pratiche possono superare il contesto di emergenza e diventare uno strumento continuativo di supervisione e training a distanza. “Questo servizio di tecno-assistenza è un esempio concreto del modello di assistenza del Gemelli di presa in carico globale del paziente e del suo nucleo famigliare” – considera Marco Elefanti, Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. “Ancora più importante quando i pazienti sono bambini e ragazzi con patologie complesse, in particolare in situazioni di emergenza come quella che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo. Le misure assunte per tutelare i pazienti durante la pandemia hanno determinato la modifica degli accessi ospedalieri ed è per questo che l’area pediatrica della Fondazione ha realizzato un servizio di assistenza continuativa in remoto. Peraltro circa il 30 % dei nostri pazienti proviene da fuori Regione. Grazie anche a questo modello pilota di assistenza a distanza possiamo garantire continuità assistenziale ai malati ad elevata complessità di cura che provengono da fuori Roma e Lazio”.




Roma Capitale torna ad assumere, bando per 1470 nuovi dipendenti

 

“Programmare il futuro della nostra Amministrazione significa investire sulle donne e sugli uomini che lavorano per offrire servizi ai cittadini. Nelle prossime settimane pubblicheremo il bando di concorso di Roma Capitale per 1.470 dipendenti e per 42 dirigenti. Dopo aver rigenerato la macchina amministrativa con circa 6 mila assunzioni, volgiamo lo sguardo verso il futuro dando nuova linfa agli uffici”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi du Fb. “Per la prima volta le porte del Campidoglio si apriranno ai cosiddetti ‘millennials’. Abbiamo già assicurato un ricambio pari al 26%, ma ora intendiamo rafforzare ancor di più il Comune con l’ingresso degli under 30, di energie e competenze nuove. Basti pensare che nel 2016 il 18% dei dipendenti aveva più di 60 anni e il 40% oscillava tra i 51 e i 60 anni”, ricorda Raggi. “Questo percorso va avanti mentre procede lo scorrimento delle graduatorie relative a procedure che risultavano paralizzate dal 2010 e che noi abbiamo sbloccato. Proprio in questi giorni molte di quelle persone stanno firmando e prendendo servizio. Per questo voglio ringraziare l’assessore Antonio De Santis, che sta lavorando su più livelli”, aggiunge la sindaca. “Inoltre il nuovo concorso prevede l’attivazione di una nuova figura, il ‘Funzionario Servizi Tecnici’, per potenziare la progettazione di opere pubbliche. L’inserimento di 100 persone nel profilo ‘Servizi Informatici e Telematici’ consentirà invece all’Amministrazione capitolina di accelerare il processo di digitalizzazione – continua Raggi -. Vogliamo consegnare ai cittadini una struttura che sia in grado di fornire servizi efficienti. Dopo aver ristrutturato le fondamenta, ora vogliamo puntare su un disegno strategico in grado di durare nel tempo e guardare al futuro”, conclude.





Farmacisti ospedalieri, storie di prima linea durante l’emergenza Covid-19

 

Mesi di lavoro in prima linea, lunghissime giornate trascorse a gestire un’emergenza mai vista, all’interno di ospedali mobilitati, tra personale sanitario e pazienti: come si può raccontare l’inaspettato carico di lavoro portato dalla gestione della pandemia, intriso di paura e responsabilità? Come è possibile che i farmacisti del SSN possano lasciare una traccia della loro presenza nella lotta al COVID.19? Per richiamare l’importanza della condivisione professionale ed esperienziale, affinchè non vada persa l’immensa quantità e qualità di “vissuto” di questi mesi, la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) ha deciso di partecipare attivamente a "R-ESISTERE. Respiro, ricordo, racconto", un progetto di Medicina Narrativa a carattere nazionale e di lunga durata, che la Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN) ha elaborato con lo scopo di raccogliere esperienze personali degli operatori sanitari al tempo dell’emergenza.

 

Il Progetto prevede di raccogliere online (https://www.resistere.medicinanarrativa.it/), documentare e analizzare i dati qualitativi espressi dalle testimonianze dirette, estrapolati dalle storie secondo le metodologie della Medicina Narrativa. La SIMeN è la società scientifica che dal 2009 promuove in Italia il dibattito e la ricerca scientifica sulla Medicina Narrativa (Narrative Based Medicine-NBM), costituendo un polo scientifico nazionale che si avvale della collaborazione di clinici, accademici, esponenti della sanità pubblica e business schools in campo sanitario per essere riferimento delle diverse iniziative di settore. Il suo progetto R-ESISTERE è partito nei giorni scorsi e ha subito raccolto la collaborazione di SIFO, che lo ha patrocinato; SIFO è già attiva da alcuni anni in fatto di narrazione sin dal 2015 con il progetto di “farmacia narrativa”, dedicato ai pazienti dell’ambulatorio per la Sclerosi Multipla (SM) del Policlinico di Bari.

 

R-ESISTERE non è il primo atto della collaborazione tra SIFO e SIMeN: proprio il progetto sulla SM era già stato presentato congiuntamente (il 7 giugno 2018 - Museo delle Arti Sanitarie e Farmacia Storica degli Incurabili di Napoli, Giornate di Farmacia Narrativa: focus su Sclerosi Multipla): obiettivo dell’evento era proprio il riconoscimento del valore delle “narrazioni”, integrate ai principi della medicina basata sulle prove scientifiche, come strumento utile non solo per l’incontro tra medico e paziente, ma anche per l’incontro del farmacista con gli altri professionisti della salute.

 

La farmacia narrativa anche per i farmacisti delle Aziende Sanitarie non è “solo" un racconto personale, ma può una essere piattaforma di “contenuti vissuti” da cui recuperare informazioni "qualitative", utili al potenziamento dei dati quantitativi ottenuti attraverso la EBM. Insomma, è un modo moderno di "dare una mano" alla Clinical Governance, già sperimentato nei paesi anglosassoni e oltreoceano. La Farmacia Narrativa è per SIFO, però, anche l’occasione di far conoscere meglio il farmacista del SSN attraverso progettualità che hanno l’obiettivo di far comprendere le peculiarità della professione agli interlocutori politici, a quelli delle direzioni strategiche e di quanti possono beneficiare delle sue competenze. Nel progetto R-ESISTERE la SIMeN, oltre che SIFO, sta coinvolgendo strutture sanitarie, ordini professionali, federazioni, fondazioni, associazioni di pazienti, mass media, strutture universitarie e cittadini. La collaborazione è possibile in ogni fase del progetto e in tutte le forme: condividendo il link per far conoscere il progetto, scrivendo storie, proponendo integrazioni, partecipando a gruppi di lavoro, eventi e alla stesura della documentazione, mettendo a disposizione materiali e strumenti per potenziare il progetto e i risultati.

 

SIFO invita, quindi, tutti i suoi associati a partecipare al progetto R-ESISTERE, inviando esperienze, storie, riflessioni. L’importanza delle “storie raccontate” per la Società scientifica è confermata anche dall’avvio (nelle settimane scorse) del canale SIFO “Esperienze in emergenza” all’interno dell’area Rete Nazionale Emergenza Covid.19 (https://www.sifoweb.it/sifo-covid-19-link.html) che sta raccogliendo e pubblicando racconti personali di farmacisti ospedalieri che saranno messi a disposizione del progetto R-ESISTERE.

 

Nella pagina-web del progetto di SIMeN si specifica: “Ci troviamo tutti di fronte a nuove sfide relazionali, professionali ed emotive. Siamo costretti a modificare radicalmente le abitudini più comuni e a vivere uno stato di isolamento innaturale e drammatico. In questa situazione di emergenza l’ascolto è centrale. R-ESISTERE significa poter raccontare storie di malattia, trattamento e guarigione, a volte purtroppo di perdita, e a volte ’solo’ di quotidianità, dando voce alle persone. Le storie verranno pubblicate nella loro stesura istintiva a beneficio della genuinità delle testimonianze raccolte e nel rispetto del corretto metodo di applicazione della Medicina Narrativa”. Le storie pubblicate su R-ESISTERE saranno poi prese in carico da SIMeN: il tutto contribuirà a definire meglio e più in profondità il contributo che le narrazioni possono offrire alla corretta gestione del paziente e delle organizzazioni.





Infanzia e adolescenza: nove reti della società civile scrivono a Conte, urge un piano strategico nazionale e al sistema dell’educazione il 15% degli investimenti previsti per la ripresa

 

Nel mondo 1 miliardo e 650 milioni di bambini/e e ragazzi/e hanno interrotto le normali attività scolastiche per l’emergenza Covid-19. In Italia sono 9,8 milioni, il 16,8% della popolazione. E’ importante mettere al centro dell’agenda politica un investimento per loro che rappresentano il presente e il futuro del paese a cui sono legate le opportunità di sviluppo economico e civico di tutta la collettività.

 

Roma, 17 giugno 2020Ripartire dall’educazione e dai diritti delle nuove generazioni con investimenti e politiche per consentire all’Italia di risollevarsi, perché senza attenzione ai diritti dei bambini e degli adolescenti non può avvenire una vera ripartenza. Con un documento articolato in cinque punti, e una richiesta di incontro al Presidente del Consiglio, nove reti di organizzazioni impegnate nel campo dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che comprendono centinaia di realtà del terzo settore, dell’associazionismo civile, professionale e del sindacato, chiedono di aprire un’interlocuzione con il Governo.

 

In questi mesi di lockdown dovuti al diffondersi dell’epidemia, milioni di bambini e adolescenti, con i loro genitori, hanno subìto una doppia crisi, economica ed educativa, in un Paese che mostrava già dati allarmanti e gravi disuguaglianze nelle opportunità di crescita, di apprendimento e di sviluppo. Un milione e 137 mila, pari all’11,4% (dato 2019) sono i minorenni che in Italia vivono in povertà assoluta, il 14,5% degli e delle adolescenti abbandona la scuola, il 12,3% dei ragazzi/e tra 6-17 anni vive in case prive di strumenti informatici, pc o tablet, il 10,5% dei ragazzi/e tra 15 e 19 anni non è occupato e non é inserito in un percorso di formazione.

 

Si tratta di una emergenza acuita dalla pandemia, ma che ha radici più lontane. Le nove reti firmatarie ritengono fondamentale e strategico intervenire per colmare i gravi squilibri demografici e sociali a svantaggio delle nuove generazioni, erose dalla bassa natalità e ad alto rischio di povertà materiale ed educativa. Serve un forte segno di discontinuità dopo decenni di limitati investimenti su istruzione e politiche per l’infanzia e l’adolescenza, al fine di rilanciare il futuro del Paese, in coerenza con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Onu, sottoscritta da 193 Paesi inclusa l’Italia. 

Le richieste contenute nel documento “educAzioni: cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti”, condiviso dalle reti firmatarie, si articolano su cinque priorità: 

Il contenuto del documento sarà discusso in un webinar pubblico nella giornata di oggi alle 14:30 sulla pagina Facebook EducAzioni - i 5 passi.

 

Le reti firmatarie 

 

Alleanza per l’Infanzia, Appello della Società Civile per la ricostruzione di un welfare a misura di tutte le persone e dei territori, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA, Forum Disuguaglianze e Diversità – ForumDD, Forum Education, #GiustaItalia Patto per la Ripartenza, Gruppo CRC, Tavolo Saltamuri.





Ritirati, ma non troppo. Un aiuto per le famiglie’. Parte il supporto on line IdO con due gruppi il 26 giugno

 


Nasce il gruppo teorico clinico per l’approccio terapeutico ai genitori con figli hikikomori
 


Roma, 17 giugno - Il ritiro sociale volontario è una forma di disagio giovanile conosciuta con il termine giapponese "hikikomori". Il fenomeno, che è nato nello stato nipponico, risulta ancora poco conosciuto in Italia, nonostante si contino almeno 100mila casi nel Belpaese. “Si tratta di un dato fittizio- chiarisce subito Pamela D’Oria, psicologa clinica e specializzanda della Scuola di Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) e della fondazione MITE- sia perché mancano ricerche in letteratura, sia in quando confluiscono in questa stima anche i neet (coloro che non studiano né lavorano) e chi resta a vivere in famiglia”.
La Pandemia riaccende adesso l’attenzione sugli hikikomori poiché accresce il rischio che un maggior numero di adolescenti e giovani adulti non voglia più uscire di casa. Come aiutare allora questi ragazzi (la cui età di insorgenza del disagio è sempre più precoce) e le loro famiglie? “Esistono sul territorio nazionale delle istituzioni che si occupano del ritiro sociale, come l’Istituto Minotauro a Milano o il Policlinico Gemelli di Roma, ma non esistono ad oggi delle linee guida ufficiali su come poter aiutare efficacemente il ritirato sociale e la sua famiglia”, spiega ancora D’Oria. Da qui nasce ‘Ritirati, ma non troppo. Un aiuto per le famiglie’, il nuovo progetto clinico e di ricerca sul fenomeno del ritiro sociale promosso da Magda di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO.
“Questa iniziativa mette insieme un gruppo di psicologi/ psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili e pediatri che, partendo da una visione comune- prosegue D’Oria- stanno studiando e approfondendo il ritiro sociale adolescenziale e giovanile nell’ottica della complessità. La ricerca teorica si affianca a un progetto terapeutico rivolto ai genitori con figli ritirati sociali”.
In sostanza ‘Ritirati ma non troppo’ prevede un percorso di 6 incontri (i primi 4 a cadenza settimanale e gli ultimi due a cadenza quindicinale) con due gruppi di 5 famiglie di ragazzi hikikomori ciascuno, a partire da venerdì 26 giugno alle ore 15 e alle ore 17. Ogni gruppo durerà circa un’ora e 30 minuti e sarà gratuito per i partecipanti. La modalità è online su Skype e per informazioni sulle modalità di partecipazione basta scrivere a pmldoria@gmail.com. L’offerta dei gruppi crescerà via via che arriveranno le richieste di adesione da parte delle famiglie.
In quanto già volontaria di ‘Hikikomori Italia’ in Puglia, D’Oria ricorda che “l’associazione fondata da Marco Crepaldi ha avuto il merito di diffondere sul territorio nazionale la conoscenza del fenomeno e di creare dei gruppi di auto-mutuo aiuto per le famiglie, in cui gli psicologi hanno il ruolo di conduttori, ma non si parla di veri e propri gruppi terapeutici. Dalla mia esperienza come conduttrice di questi gruppi di auto-mutuo aiuto mi rendo conto che, dopo una prima fase di confronto e supporto tra i membri del gruppo, si crea uno stallo: viene a mancare quella funzione terapeutica che può far crescere realmente il gruppo. Inoltre, i genitori chiedono al professionista un aiuto concreto che, laddove possibile, preveda anche un cambiamento del setting classico per abbracciare l’home visiting quale possibilità alternativa che permetta di agganciare il ragazzo ritirato”.
La scuola ha un ruolo fondamentale per riconoscere i giovani prima del drop-out. "Ci sono fattori prodromici al ritiro- chiosa D’Oria- il ritirato è tendenzialmente un soggetto timido, con una mente brillante ma che non partecipa alle attività scolastiche. Sono persone molto sensibili, ma anche molto difficili dal punto di vista relazionale. Intervenire prima può evitare le difficoltà legate a un ritiro prolungato”. Le famiglie italiane dove sono presenti figli ritirati socialmente, "nella maggior parte dei casi sono separate e poi ricomposte, oppure sono famiglie mononucleari in cui la mamma si occupa di tutto e il papà, anche se c’è, tende ad essere assente. Infine- conclude la psicologa clinica- il tipo di attaccamento dei figli con i caregiver è insicuro ambivalente o evitante. Loro evitano le relazioni sociali per non soffrire”.





I venti consigli fondamentali dei fisioterapisti al tempo di Covid-19

Come può un anziano ritornare ad una “vita normale” dopo tre mesi di clausura forzata, evitando cadute e fratture? Per rispondere a questa domanda i fisioterapisti esperti nella gestione della persona con problemi di salute conseguenti all’invecchiamento hanno concentrato la loro attenzione per offrire 10 consigli per gli over 65 (a partire da “non rinunciare all’esercizio fisico: si può allenare la forza e l’equilibrio alzandosi senza aiuto delle mani da una sedia, ripetendo il movimento dieci volte, utilizzando una sedia stabile”) ed ulteriori 10 suggerimenti per i caregivers (tra cui “garantire il benessere dei piedi ed utilizzare calzature morbide, della misura adatta, chiuse posteriormente, con suola non scivolosa”).

Queste semplici indicazioni fanno parte della Campagna di informazione per la prevenzione delle cadute degli anziani, promossa a livello nazionale dal Gruppo di Interesse Specialistico-GIS di Fisioterapia Geriatrica AIFI: si tratta di due locandine-volantini di grande impatto grafico che lanciano il messaggio “FASE 2: MUOVITI RESPONSABILMENTE E AIUTA AD UN GRADUALE MOVIMENTO!” e che sono indirizzate direttamente agli anziani, ai loro caregivers ed ai fisioterapisti su tutto il territorio nazionale giusto nel periodo di “ripartenza” dopo il lockdown da Coronavirus.

"Occorre ricordare che la prevenzione delle cadute è una sfida sanitaria per l’invecchiamento della popolazione – è la considerazione di Anna Maria Foggetti, tra i promotori dell’iniziativa e componente del GIS di Fisioterapia geriatrica - poiché il numero di casi aumenta proporzionalmente all’incremento del numero di anziani in tutti i Paesi del mondo”. Le cadute, le cui cause ed origini sono di differente natura, hanno importanti ripercussioni cliniche, funzionali e psicologiche sulla persona direttamente coinvolta, oltre ad importanti conseguenze economico-sanitarie. Per questi motivi – tutti argomenti che nel periodo post-emergenza Covid.19 assumono un dimensioni ancor più rilevanti - risulta particolarmente importante mantenere costantemente attivi i programmi di valutazione e gestione preventiva del rischio caduta, tali da ridurre l’impatto disabilitante di questi eventi accidentali.

“La nuova condizione in cui ci troviamo – sottolineano i fisioterapisti AIFI - può ancora influenzare molto la nostra quotidianità, soprattutto vincolando il nostro movimento e le nostre abitudini all’esercizio fisico; la popolazione anziana, sia quella sana che quella con problemi di disabilità, è sempre quella maggiormente esposta al rischio di caduta”. Già durante la FASE 1 – quella di più stretto lockdown, il GIS di Fisioterapia Geriatrica aveva lanciato alcuni messaggi per invitare ad un movimento corretto anche tra le mura domestiche. Oggi, in questa FASE 2, anche la Campagna di Prevenzione delle Cadute ha inserito una progressione nei contenuti del messaggio, affinché la persona anziana possa muoversi in sicurezza, sia nell’ambito domestico che all’aria aperta, ma in modo responsabile, consapevole e graduale. “Gli obiettivi della CAMPAGNA DI INFORMAZIONE PER LA PREVENZIONE DELLE CADUTE sono chiari e diretti”, precisa Anna Maria Foggetti, “l’invito agli anziani è dunque quello a MUOVERSI RESPONSABILMENTE, cioè ad organizzare la propria attività fisica, dentro e fuori casa, con la consapevolezza di eventuali limiti e deficit di resistenza e/o di forza muscolare, molti dei quali causati dalla drastica riduzione dell’esercizio fisico di questi ultimi mesi. La stessa consapevolezza riguarda i caregivers a cui sono rivolte le rinnovate indicazioni per aiutare a FAR RIPRENDERE GRADUALMENTE IL MOVIMENTO al proprio assistito.

La divulgazione di questi messaggi preparati dal GIS Geriatrico di AIFI avviene in questi giorni attraverso locandine esposte dai fisioterapisti nei luoghi di cura e assistenza (dagli ospedali agli ambulatori, dalle case di cura agli studi professionali): AIFI coglie l’occasione dell’avvio di questa Campagna per rinnovare a tutti i colleghi l’invito a divulgare il più possibile l’iniziativa, che ha sempre l’intento di cercare di stimolare i destinatari del messaggio a prendersi cura di sé





Crisi libica, Di Maio si consulta con il capo della diplomazia di Tunisi

 

La crisi in Libia è stata al centro di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il suo omologo tunisino Nourredine Erray. Lo riferisce lo stesso ministero degli Affari Esteri di Tunisi in una nota. 

I due ministri, si legge, “hanno posto l’accento su numerosi dossier regionali e internazionali di interesse comune, compresa la crisi in Libia”. 

Durante il colloquio, avvenuto lunedì, Erray ha sottolineato “l’importanza del dossier libico e la necessità di trovare una soluzione, ricordando la posizione della Tunisia a sostegno della legittimità internazionale per raggiungere una soluzione politica permanente”. 

Di Maio ed Erray hanno inoltre sottolineato “la convergenza di opinioni sulla questione libica, chiedendo la promozione di un dialogo politico interlibico per garantire l’unità della Libia e proteggere la stabilità”, si legge nella nota. 

I due ministri, infine, hanno anche discusso delle relazioni amichevoli tra i due Paesi e del partenariato strategico che li unisce, ed hanno confermato la reciproca intenzione di lavorare per rafforzarlo ulteriormente.





Pechino si isola, cancellati il 70% dei voli nei due aeroporti della città

 

Continua a preoccupare il nuovo focolaio a Pechino, dove sono stati confermati altri 31 nuovi casi di coronavirus trasmessi localmente e sei asintomatici. Lo riferiscono le autorità sanitarie della capitale cinese che ieri hanno innalzato da 3 a 2 il livello di "risposta all’emergenza" sanitaria su una scala in cui il primo grado è il più grave. Stop, quindi, a tutti i collegamenti aerei con Pechino per preservare la salute pubblica, hanno spiegato le autorità. Sono più di mille i voli cancellati in due aeroporti di Pechino. Il Quotidiano del Popolo scrive di 1.255 voli cancellati in due aeroporti della città, con un dato aggiornato alle 9.10 ora locale (le 3.10 in Italia) e che - si legge - equivale a circa il 70% dei voli previsti.  Sono 557 i casi locali confermati, tra cui 411 dimessi dall’ospedale dopo essere guariti e nove morti. Ci sono ancora 137 pazienti in cura e 12 asintomatici sotto osservazione. Sono invece 174 i casi ’importati’ nella capitale cinese, uno in ospedale.




Fauci dagli Usa: “Possibile una nuova ondata di contagi. L’Italia non ha fatto errori”

 

“Il rischio di una seconda ondata di contagi dopo l’estate è possibile” ma “a luglio partirà la sperimentazione del vaccino, credo che potremmo avere un vaccino a inizio 2021”. Lo ha detto l’immunologo americano Anthony Fauci, consigliere del presidente americano Donald Trump e membro della task force sul coronavirus, in una intervista a Rainews 24.

“Nel Nord Italia i contagi sono esplosi – ha aggiunto – perchè aveva tanti contatti con la Cina, così come a New York che aveva tanti contatti con l’Europa. Non credo che l’Italia abbia commesso errori particolari, si è capito cosa stava accadendo quando l’epidemia era già fuori controllo”.




Mercato automobilistico europeo, l’effetto Covid-19 dimezza le vendite

 

Nel mese di maggio in Europa Occidentale (Ue+Uk+Efta) sono state immatricolate 623.812 auto rispetto a 1.444.173 dello stesso mese del 2019. Il calo è del 56,8%. Il totale del periodo gennaio-maggio è 3.969.714, pari a una contrazione del 42,8% sullo stesso periodo dell’anno scorso. I dati sono dell’Acea, l’associazione del costruttori europei. Il mercato che registra il peggior risultato è il Regno Unito (-89%), seguito da Spagna (-72,7%), Francia (-50,3%), Italia (-49,6%) e Germania (-49,5%). 

Il gruppo Fca ha immatricolato a maggio in Europa Occidentale (Ue+Uk+Efta) 44.099 auto a fronte delle 101.498 dello stesso mese del 2019, il 56,6% in meno. La quota è stabile al 7,1%. Da inizio anno le auto vendute dal gruppo sono 225.592, pari a un calo del 49,9% con la quota che scende dal 6,5 al 5,7%.





Sondaggio Ixè, Lega e Pd testa a testa, Salvini al 24%, Zingaretti al 22%

 

 

In questa settimana il sondaggio Ixè per la trasmissione televisiva di Rai Tre Carta Bianca evidenzia la ripresa del calo della Lega, che scende al 24,3%, ed un rafforzamento del Pd (22%) che accorcia le distanze dal partito di Salvini. Nel Movimento Cinquestelle l’apertura di una frattura interna lo penalizza di un punto abbondante, riportandolo al 16,1%.

Se a guidarlo fosse il premier Conte, quasi un quinto degli elettori del Movimento non confermerebbe l’intenzione di votarlo, mentre convergerebbe sui 5 Stelle quasi il 5% dagli altri schieramenti e dall’area dell’astensione, con un saldo complessivamente positivo di circa 2 punti. Tra gli altri partiti, si osserva un ulteriore consolidamento di Forza Italia (7,9%) e il balzo di Italia Viva al 2,7%.

L’elettorato 5 Stelle si spacca di fronte allo scontro sul congresso (il 44% è con Grillo, il 33% con Di Battista e uno su quattro non prende posizione), ma si ricompatta sull’indicazione di Conte come leader più adatto a guidare il movimento (58%).

Seguono a notevole distanza Di Maio (16%) e Di Battista (15%).

Nel sondaggio Ixè per Carta Bianca la fiducia nel presidente del Consiglio scende di un punto anche questa settimana, attestandosi sul 56%. Si avvicina il presidente del Veneto, Luca Zaia, con un gradimento del 51%. Più indietro Meloni (33%) e Salvini (29%).Arretra di 2 punti la fiducia in Di Maio (23%), superato da Zingaretti (25%) e appaiato a Berlusconi (23%). Gli Stati Generali convincono oltre la metà degli italiani: il 53% ritiene che sia un’iniziativa utile, mentre ne mette in dubbio l’utilità 1 italiano su 3.




Risorse Europee, Conte: “Il Parlamento voterà sulla proposta definitiva. Basta compromessi al ribasso”

 

"Anche se non rientra nel perimetro di questa informativa confermo che il governo vuol farsi trovare pronto" all’utilizzo delle risorse europee "e già in questi giorni ho avviato un’ampia consultazione per elaborare un piano di rilancio da cui potrà essere preparato un più specifico Recovery Plan che l’Italia presenterà a settembre. Quando il progetto" sarà più definito "verrò doverosamente in Parlamento per riferire dei suoi contenuti pronto a raccogliere proposte e suggerimenti". Ha aggiunto il premier. "La proposta di Next Generation Eu è una buona base di partenza di cui condivido la logica e lo spirito. Per far ripartire le nostre economie è fondamentale raggiungere l’obiettivo primario di un consenso il prima possibile sull’adozione tempestiva" del Recovery Plan: "Una decisione tardiva sarebbe già di per sé un fallimento". Ha sottolineto Conte. "La poposta di Next Generation Eu conferma che la commissione europea non ha mancato l’appuntamento con la storia così come non l’ha mancato la Bce. In queste settimane è il Consiglio europeo ad essere chiamato all’appuntamento con la storia". "La decisione politica del Consiglio Ue è un obiettivo storico davanti alla peggiore crisi economica da oltre 70 anni , noi n possiamo permetterci liturgie e compromessi al ribasso, non lo permettono le vittime del Covid e le famiglie, i giovani e le imprese che affrontano le consegue economiche e sociali. Per questa ragione politica e morale tutti gli stati membri sono chiamati a decisioni di alto profilo".
    Così il premier Giuseppe Conte in informativa alla Camera affermando che "L’talia chiede che la proposta non si discosti dalla proposta della Commisisone quanto al volume delle e rimanendo fermo il principio del finanziamento straordinario a lungo termine". 





I boss restano in carcere, sospesa la Circolare del Dap che li faceva uscire per ‘sfuggire’ al Coronavirus

 

Il Dipartimento di amministrazione penitenziaria ha sospeso la circolare sulle scarcerazioni per il coronavirus, a seguito del mutato quadro sanitario nel Paese. Le disposizioni contenute nel documento erano state subissate di critiche dopo la liberazione di centinaia di detenuti, tra cui alcuni boss in regime di "carcere duro", e avevano spinto il ministro della Giustizia Bonafede a intervenire con un decreto. Il Dipartimento di amministrazione penitenziaria ha sospeso la circolare sulle scarcerazioni per il coronavirus, a seguito del mutato quadro sanitario nel Paese. Le disposizioni contenute nel documento erano state subissate di critiche dopo la liberazione di centinaia di detenuti, tra cui alcuni boss in regime di "carcere duro", e avevano spinto il ministro della Giustizia Bonafede a intervenire con un decreto.





Raffaele Cantone Procuratore a Perugia, ma il Csm si spacca

 

Raffaele Cantone, l’ex presidente dell’ Anticorruzione, è il nuovo procuratore di Perugia. Sulla scelta di affidargli le redini della Procura titolare dell’inchiesta sul Pm romano Luca Palamara, che ha terremotato il Csm, il plenum di Palazzo dei marescialli si è diviso. La minoranza ha votato per Luca Masini, procuratore aggiunto a Salerno. Con la riforma del Csm del ministro Bonafede la nomina di Cantone sarebbe stata impossibile: una norma vieta a chi è stato fuori ruolo di candidarsi a incarichi direttivi per 2 anni.   La sua nomina è passata con 12 voti a favore, mentre 8 sono andati a Masini. A suo favore hanno votato le toghe progressiste di Area e i laici di tutto lo schieramento politico, ed è la prima volta che accade in questo Csm. Il candidato di minoranza , il procuratore aggiunto di Salerno, Luca Masini, ha ottenuto invece il sostegno dei togati di Autonomia e Indipendenza e di Magistratura Indipendente. Si sono invece astenuti i togati di Unità per la Costituzione. 





Industria, crollo drammatico del fatturato. Sul 2019 una contrazione del 46,9%

 

Nel mese di aprile, in pieno lockdown, il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisce del 29,4% rispetto al mese di marzo. A stimarlo è l’Istat  che legge anche i dati sullo scorso anno e certifica che il fatturato diminuisce del 46,9% rispetto all’aprile 2019. Ma andiamo a leggere nel dettaglio i numeri del nostro Istituto nazionale di Statistica. Ad aprile si stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisca del 29,4% rispetto al mese di marzo e del 23,9% nella media degli ultimi tre mesi rispetto a quella dei tre mesi precedenti. Ancora più ampio il calo degli ordinativi che, in termini congiunturali, registrano una flessione del 32,2% su base mensile e del 27,7% su base trimestrale. Il calo congiunturale del fatturato è esteso sia al mercato interno, che cede il 27,9%, sia a quello estero, che segna una caduta del 32,0%. Per gli ordinativi, sono le commesse provenienti dal mercato interno a registrare il peggiore risultato (-33,9%) rispetto a quelle provenienti dal mercato estero (-30,0%). La flessione è generalizzata a tutti i raggruppamenti principali di industrie: gli indici destagionalizzati del fatturato registrano una caduta congiunturale del 23,3% per i beni di consumo, del 30,9% per i beni intermedi, del 33,4% per l’energia e del 34,4% nel caso dei beni strumentali.  Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di aprile 2019), il fatturato totale diminuisce del 46,9% rispetto all’aprile dello scorso anno, con cali del 48,1% sul mercato interno e del 44,6% su quello estero.  Con riferimento al comparto manufatturiero, tutti i settori registrano variazioni negative. Le flessioni sono più lievi per il comparto farmaceutico (-0,2%) e per quello alimentare (-9,5%), molto più ampie nei rimanenti: dalla chimica (-26,6%) fino ai risultati senza precedenti dei mezzi di trasporto (-73,5%) e dell’industria tessile e dell’abbigliamento (-78,5%).  In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi segna una caduta del 49,0%, con cali su entrambi i mercati (-53,0% quello interno e -43,6% quello estero). L’unica variazione positiva si registra per l’industria farmaceutica (+1,5%), mentre quella negativa più ampia si rileva per il settore dei mezzi di trasporto (-71,2%). Nel corso della fase di rilevazione statistica dei dati vi è stata una moderata riduzione del tasso di risposta delle imprese, conseguente all’emergenza sanitaria in corso. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati (si veda Nota metodologica, pag. 10) hanno consentito di elaborare e diffondere gli indici relativi al mese di aprile 2020.