Patto Green, Comune e Ama disertano l’incontro del III Municipio

 

“Il problema principale per i romani è il lungo assedio dei rifiuti. Come presidente di Municipio posso testimoniare che non è più tollerabile il modo in cui non è gestito il ciclo di rifiuti a Roma e questo nonostante l’impegno dei lavoratori di AMA. Il problema dei rifiuti non sta nel cassonetto pieno, quello è solo la punta dell’iceberg, ma nel ritardo storico della capitale sulla loro gestione industriale. Il Patto Green firmato dai Presidenti dell’Enea, della Camera di Commercio e di Unindustria è finalmente un passo nella direzione giusta, ma un passo in cui è abbacinante l’assenza di Roma Capitale e di Ama: la palese dimostrazione di quanto il governo della capitale sia ormai separato dall’innovazione e dal tessuto produttivo e imprenditoriale della Città”. Queste le parole di Giovanni Caudo, Presidente del Municipio III in una nota. “Il patto per una gestione sostenibile e circolare dei rifiuti urbani di Roma Capitale – spiega Caudo – è uno dei tasselli di una politica sui rifiuti che a Roma manca del tutto. I rifiuti sono una risorsa se dietro hanno una rete di industrie in grado di lavorare questa risorsa a cui occorre però affiancare un progetto sociale che responsabilizzi i cittadini sulla raccolta differenziata, sul riuso dei materiali, sui laboratori di riparazione, sul riciclo dei materiali elettrici ed elettronici. Solo così i romani potranno davvero liberarsi dalla spazzatura”. “L’indice rivolto contro gli ‘zozzoni’ – secondo Caudo – che pure ci sono, serve solo a nascondere il vero problema: l’incapacità dell’amministrazione comunale in questi quattro anni di trovare una soluzione innovativa e radicale a un problema che invece può essere una opportunità per la Capitale. Durante il primo anno di mandato con la battaglia ambientale condotta con i cittadini dell’osservatorio per la chiusura del Tmb Salario abbiamo potuto toccare con mano la mistificazione delle informazioni e la distanza rispetto alle istanze dei cittadini, per poi sentirci dire che la chiusura dell’impianto, al di là dell’incendio, era in corso. Affermazione smentita dai dati che segnalavano il sovraccarico dell’impianto oltre misura che comportava una pessima qualità dei prodotti trattati, addirittura con un codice diverso da quello previsto, e che non consentiva ai cittadini dei quartieri dell’intorno di respirare”. “Bisogna che il Comune di Roma diventi il protagonista di queste azioni e non il soggetto assente – sostiene Caudo – deve essere il promotore di un nuovo Patto Green ancora più ampio che coinvolga Ama e anche Acea. Un patto che possa tradursi in una evoluzione anche industriale di tutti i soggetti coinvolti per dare vita a un nuovo soggetto industriale che possa produrre biogas, bio-fuel, compost e ovviamente i prodotti derivati dal riciclo della carta, della plastica, del vetro e del cartone. Insomma far entrare Roma, per quanto riguarda i rifiuti, nel mondo civilizzato”, conclude.




Ai Musei Capitolini "Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi"

 

Inaugurata nelle sale espositive di Palazzo Caffarelli la mostra curata da Maria Cristina Bandera “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”. La pittura di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, e della sua cerchia rappresenta infatti la centralità delle ricerche di Roberto Longhi, una delle personalità più affascinanti della storia dell’arte del XX secolo, di cui ricorre nel 2020 il cinquantenario della scomparsa.

 

Inizialmente programmata a partire dal 12 marzo 2020 e sospesa per le misure di contenimento del Covid-19, la mostra apre al pubblico nel rispetto delle linee guida formulate dal Comitato Tecnico Scientifico per contenere la diffusione del Covid-19 consentendo, al contempo, lo svolgimento di una normale visita museale, come indicato nella scheda informativa della mostra.

 

L’ingresso prevede la prenotazione obbligatoria con il preacquisto del biglietto sul sito www.museiincomuneroma.it ed è gratuito per i possessori della MIC card, previa prenotazione obbligatoria e gratuita allo 060608.

 

L’esposizione, allestita fino al 13 settembre 2020, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi. E’ curata da Maria Cristina Bandera, Direttore scientifico della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, organizzata da Civita Mostre e Musei e Zètema Progetto Cultura, mentre il catalogo è di Marsilio Editori.

 

Lo storico dell’arte Roberto Longhi si dedicò allo studio del Caravaggio, all’epoca uno dei pittori “meno conosciuti dell’arte italiana”, già a partire dalla tesi di laurea, discussa con Pietro Toesca, all’Università di Torino nel 1911. Una scelta pionieristica, che tuttavia dimostra come il giovane Longhi seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, così da intenderlo come il primo pittore dell’età moderna.  

 

In mostra sarà esposto uno dei capolavori di Caravaggio, acquistato da Roberto Longhi alla fine degli anni Venti: il Ragazzo morso da un ramarro. L’opera, che risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio e databile intorno al 1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto dovuto al dolore fisico e alla sorpresa, che si esprimono nella contrazione dei muscoli facciali del ragazzo e nella contorsione della sua spalla. Ma anche per la “diligenza” con cui il pittore ha reso il brano della natura morta con la caraffa trasparente e i fiori, come sottolineò Giovanni Baglione già nel 1642.

 

Nella sala introduttiva, dedicata alla figura di Roberto Longhi e alla Fondazione da lui istituita, è esposto un disegno a carboncino della sola figura del ragazzo, tratto dallo stesso Roberto Longhi, che vi appose la propria firma e la data 1930. Si tratta di un d’après, dal foglio a grandezza quasi naturale, che non solo dimostra l’abilità di disegnatore dello storico dell’arte, ma che soprattutto ne attesta la perfetta comprensione dell’organizzazione luminosa del dipinto che aveva davanti agli occhi.

 

In seguito, al Caravaggio e ai cosiddetti “caravaggeschi” lo storico dell’arte dedicò un’intera vita di studi, dal primo saggio del 1913 alla monografia Caravaggio del 1952, anticipata l’anno precedente dalla Mostra del Caravaggio e dei Caravaggeschi, allestita a Milano in Palazzo Reale, che riscosse un immediato successo di pubblico, contribuendo alla successiva e immensa fortuna dell’artista.

 

Longhi è stato non solo il più importante storico dell’arte italiano del suo secolo, ma anche un grande collezionista. Nella sua dimora fiorentina, la villa Il Tasso, oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, ha raccolto un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche, per lui occasione di ricerca e di studio. Tra queste, il nucleo più rilevante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci.

 

La mostra si apre con queste suggestive parole, scritte da Roberto Longhi nel 1951: “Dopo il Caravaggio, i “caravaggeschi”. Quasi tutti a Roma, anch’essi, e da Roma presto diramatisi in tutta Europa. La “cerchia” si potrà dire, meglio che la scuola; dato che il Caravaggio suggerì un atteggiamento, provocò un consenso in altri spiriti liberi, non definì una poetica di regola fissa; e insomma, come non aveva avuto maestri, non ebbe scolari.”

 

Quattro tavolette di Lorenzo Lotto e due dipinti di Battista del Moro e Bartolomeo Passarotti aprono il percorso espositivo con l’intento di rappresentare il clima artistico del manierismo lombardo e veneto in cui si è formato Caravaggio.

 

Oltre al Ragazzo morso da un ramarro è in mostra Il Ragazzo che monda un frutto, una copia antica da Caravaggio, che Longhi riteneva una “reliquia”, tanto da esporla all’epocale rassegna di Palazzo Reale a Milano nel 1951.

 

A seguire sono esposti oltre quaranta dipinti degli artisti che per tutto il secolo XVII sono stati influenzati dalla sua rivoluzione figurativa. Tra questi è possibile ammirare tre tele di Carlo Saraceni; l’Allegoria della Vanità, una delle opere più significative di Angelo Caroselli; l’Angelo annunciante di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo; la Maria Maddalena penitente di Domenico Fetti; la splendida Incoronazione di spine di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone.

 

Tra i grandi capolavori del primo caravaggismo spiccano inoltre cinque tele raffiguranti Apostoli del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo, tra i primi seguaci napoletani del Caravaggio. La Negazione di Pietro è poi il grande capolavoro di Valentin de Boulogne, recentemente esposto al Metropolitan Museum of Art di New York e al Museo del Louvre di Parigi, la cui ambientazione è un preciso riferimento alla famosa Vocazione di San Matteo di Caravaggio, nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi. Con opere di rilievo sono presenti anche artisti fiamminghi e olandesi come Gerrit van Honthorst, Dirck van Baburen e soprattutto Matthias Stom.

 

Notevoli anche le opere di due pittori di incerta identità, noti come Maestro dell’Emmaus di Pau e Maestro dell’Annuncio ai pastori, oltre a due piccoli ma significativi paesaggi di Viviano Codazzi e Filippo Napoletano. Tra gli altri grandi artisti si segnalano i genovesi Bernardo Strozzi, Giovanni Andrea De Ferrari e Gioacchino Assereto. E ancora: Andrea Vaccaro, Giovanni Antonio Molineri, Giuseppe Caletti, Carlo Ceresa, Pietro Vecchia, Francesco Cairo e Monsù Bernardo.

 

A una stagione più avanzata sono riferibili due capolavori di Mattia Preti – l’artista che più di ogni altro contribuì a mantenere fino alla fine del Seicento la vitalità della tradizione caravaggesca – e due bellissime tele di Giacinto Brandi con le quali si conclude il percorso espositivo.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo realizzato da Marsilio Editori che presenta le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci nella Collezione Longhi, corredate da una scheda e da una breve biografia degli artisti.

 

Info:Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9 - 19)

www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it

 





Traffico di eroina, tredici arresti tra Roma e L’Aquila

 

Sono tredici le persone arrestate dalla Squadra mobile dell’Aquila in un’operazione antidroga scattata all’alba fra il capoluogo abruzzese, Pescara e Roma, a conclusione di un’indagine scattata dopo alcuni decessi per overdose. In tutto le misure cautelari eseguite sono 16, nei confronti di dieci italiani, quattro gambiani e due senegalesi, ritenuti responsabili di numerosi episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, dei 13 arrestati, nove sono in carcere e quattro ai domiciliari. Agli altri tre indagati è stato notificato l’obbligo di dimora nel comune di residenza.
I provvedimenti sono stati firmati dalla gip dell’Aquila Guendalina Buccella, su richiesta della pm Roberta Davolio, che ha coordinato le indagini su un giro di eroina. Il linguaggio con cui gli indagati prendevano accordi era volutamente criptico: preparare due panini per indicare due dosi di eroina, o un tavolo da quattordici e uno da otto sempre per indicare i quantitativi di droga da acquistare. 

Dopo la morte di un tossicodipendente dell’Aquila, la Mobile ha individuato un gruppo di pusher, sottoposti anche a intercettazioni telefoniche per ricostruirne l’attivita’ illecita.

L’eroina arrivava da Roma, dove gli spacciatori della piazza abruzzese andavano a prenderla quasi tutti i giorni coi mezzi pubblici, dopo contatti telefonici coi loro fornitori stranieri. Lo scambio di droga e denaro avveniva di solito nella zona di Torre Angela: circa 50 euro per un grammo di eroina. Rientrati all’Aquila, gli spacciatori consumavano una parte della droga appena comprata e poi rivendevano il resto ai clienti, in modo da procurarsi i soldi necessari alle forniture successive.
In molte occasioni, come documentato dagli investigatori, erano i fornitori stranieri a partire da Roma per consegnare la droga ai clienti dell’Aquila. In particolare, un indagato gambiano aveva preso in affitto un appartamento nel capoluogo abruzzese, in via Polidori, dove conservava la droga, trasportata da Roma. Nell’alloggio sono stati sequestrati circa 450 grammi di eroina e 4.800 euro in contanti.

Dalle indagini è emersa la scarsa qualità dell’eroina che, in alcune occasioni, provocava dei malori, con battito cardiaco accelerato e sudorazioni a freddo, tanto da far preoccupare gli stessi acquirenti/spacciatori che si lamentavano con il rifornitore straniero perchè la droga era stata tagliata male e, quindi, loro stessi avevano ricevuto rimostranze dai consumatori finali: “Questa qua non va bene, non si riesce a lavorà bene!”, protestavano gli acquirenti abruzzesi. “Questa dà troppe lamentele, troppe lamentele…”





Cinema, c’è una nuova legge della Regione Lazio

Il Consiglio regionale approva legge per il cinema

“La Regione riconosce, sostiene, valorizza e promuove le attività cinematografiche e audiovisive, quali forme di libera manifestazione del pensiero e di espressione artistica in grado di contribuire alla valorizzazione e allo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio”. Così l’articolo uno della proposta di legge regionale 174, d’iniziativa della Giunta regionale, “Disposizioni in materia di cinema e audiovisivo”, approvata oggi dal Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd), con 24 voti a favore, quattro contrari, dieci astenuti. La pl 174, e illustrata all’Aula dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori (Pd). Approvata con alcuni emendamenti, prevede uno stanziamento complessivo nel triennio di 62,5 milioni di euro tra fondi regionali (35,6 milioni di euro) e fondi comunitari (26,8 milioni per il 2020). Il raggiungimento degli obiettivi indicati potrà avvenire attraverso interventi promossi o attuati direttamente dalla Regione e la concessione di sovvenzioni, contributi, agevolazioni (anche fiscali), sussidi e benefici economici o altre utilità, anche in forma di garanzie finanziarie, tramite il ricorso a procedure di evidenza pubblica. Con la pl 174, la Regione intende realizzare una serie di obiettivi di promozione e sostegno, attraverso gli strumenti del “Documento programmatico triennale” e del “Piano annuale degli interventi”, avvalendosi anche del supporto della Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio e della Fondazione Cinema per Roma, oltre che delle società strumentali regionali. 

 

Zingaretti: legge cinema, regione per ripresa settore

“Il Lazio, terra di cinema di grande tradizione, è tra le principali realtà produttive a livello sia nazionale sia internazionale e rappresenta un polo di eccellenza per il settore audiovisivo. Oggi con l’approvazione della nuova legge guardiamo al futuro recuperando e inserendo in un’unica norma le indicazioni della Legge nazionale n. 220-2016 così da razionalizzare, semplificare e rendere efficiente l’intera azione amministrativa della Regione. Il nuovo testo chiarisce e aggiorna le funzioni della Regione, delle Province, di Roma Capitale e dei comuni del Lazio e, ai fini di una maggiore semplificazione e omogeneità della materia, disciplina il sostegno alle produzioni e alle coproduzioni di opere cinematografiche e audiovisive così come i diversi interventi di supporto al settore con uno stanziamento annuale complessivo di 27 milioni di euro.” Così il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dopo l’approvazione da parte del Consiglio Regionale del Lazio della la proposta di legge per il riordino delle norme in materia di cinema e audiovisivo. Negli ultimi mesi la Regione Lazio ha messo in campo diverse azioni molto efficaci per rispondere alle urgenze del settore dovute all’emergenza epidemiologica Covid-19. Lo stanziamento di 640 mila euro a fondo perduto per contribuire agli affitti delle sale cinematografiche ha visto la liquidazione delle prime 15 domande pervenute ancor prima della scadenza dei termini prevista per domani 18 giugno mentre, in accordo con il MiBACT, saranno sostenute le arene estive organizzate dagli esercenti cinematografici. Da segnalare anche la recente pubblicazione delle graduatorie del Bando “Lazio Cinema International” dedicato alle coproduzioni internazionali e l’imminente chiusura del bando “Teatri, Librerie e Cinema Verdi e Digitali” prevista per il 22 giugno grazie al quale la Regione Lazio sostiene con 1 milione di euro (fondi POR-FESR Lazio 2014-2020) l’adozione di tecnologie digitali e l’efficientamento energetico dei cinema della regione. Anche in questo caso sono stati già ammessi a contributo 11 progetti visionati su 31 pervenuti consolidando la buona pratica dei tempi rapidi e certi per l’assegnazione delle risorse.





Roma, Cgil: sabato in Campidoglio con Rete dei Numeri Pari

 

“Sosteniamo e partecipiamo alla manifestazione di sabato 20 giugno, alle ore 11, in Piazza del Campidoglio. Torniamo in piazza con le tante realtà associative e sociali che compongono il nodo romano della Rete dei Numeri Pari per rivendicare una città che sia Capitale dei diritti e non delle disuguaglianze”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio. “Nella fase emergenziale che abbiamo vissuto e stiamo vivendo – continua la nota – su troppi temi, dalle politiche sull’abitare ai servizi sociali, il Comune di Roma è stato assente se non latitante. Lo abbiamo visto con la gestione dei Buoni Spesa o del Bonus affitto, o con la gestione delle vertenze lavorative in corso (Multiservizi/Ama, Oepa ex Aec, nidi in convenzione) dove la Giunta è stata assente, nel migliore dei casi, quando non guidata da una visione ragionieristica di risparmio sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori”. Una Capitale, si aggiunge “che ha visto quindi ampliare le disuguaglianze che solo con il lavoro instancabile dell’associazionismo diffuso ha tenuto dal punto di vista della disgregazione sociale. Per questo è arrivato il momento di battere un colpo e dare risposte concrete a questi temi. Invitiamo tutti a partecipare alla mobilitazione di sabato, pur nel rispetto del distanziamento sociale”, conclude.





Ospedali Pertini e Sant’Eugenio di Roma: verso sciopero del personale

 

“Simultaneamente negli ospedali Sandro Pertini e Sant’Eugenio di Roma si è svolto un flash mob di protesta contro la decisione aziendale della Asl Roma2 di decurtare dall’orario 10 minuti al giorno dopo 6 ore di servizio per la pausa non prevista dal Ccnl 2016/2018. La decisione è stata presa unilateralmente dai vertici aziendali e a nulla sono serviti gli incontri sindacali”. Così il sindacato Anao Assomed sul suo profilo Fb. 

“10 minuti al giorno – spiega il sindacato medico – diventano 4 ore alla settimana e una settimana di lavoro l’anno non retribuita. Come se un chirurgo potesse interrompere l’operazione o il cardiologo smettere di trattare un infartuato allo scadere delle 6 ore di servizio. I principali sindacati Anaao Assomed, CGIL, CISL, UIL sono solidali con i lavoratori e hanno proclamato lo stato di agitazione permanente preparandosi ad ulteriori iniziative di protesta fino alla proclamazione dello sciopero. 

Da eroi applauditi sui balconi il personale sanitario ancora in piena emergenza Covid viene umiliato con norme che mortificano la propria professionalità”.





A Roma bambini nelle aule solo con le vaccinazioni in regole

 

Roma Capitale ricorda in una nota che per essere ammessi alla frequenza della scuola dell’infanzia, i bambini dovranno essere in regola con le vaccinazioni obbligatorie stabilite dalla Legge n. 119 del 31 luglio 2017, prima dell’inizio dell’anno scolastico. In caso contrario, anche qualora sia già fissato un appuntamento con la Asl, non sarà possibile la frequenza fino all’effettiva regolarizzazione delle vaccinazioni obbligatorie, da effettuare come termine massimo entro il 30 settembre 2020. In mancanza dell’avvenuta vaccinazione, dal 1 ottobre l’iscrizione si intenderà decaduta. In considerazione del periodo del lockdown, durante il quale possono essere stati rimandati anche appuntamenti vaccinali, si raccomanda quindi ai genitori di verificare e provvedere celermente. Si ricorda inoltre che anche per la scuola dell’infanzia c’è tempo fino al 31 luglio 2020 per presentare on line l’attestazione ISEE necessaria per la riduzione della quota contributiva alla ristorazione scolastica. Tutte le informazioni sono disponibili sul portale alla pagina https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS602364

 





Ordini al call center e pony express per consegnare, la Guardia di Finanza stronca un traffico di droga a San Basilio

 

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del locale Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di 7 giovani cittadini italiani (3 in carcere e 4 ai domiciliari), accusati di aver costituito un vero e proprio “call center” della cocaina, a cui si rivolgevano centinaia di persone per ricevere, a domicilio, le dosi di stupefacente.

Superando il concetto della “piazza di spaccio”, i fratelli M. (classe ’98) e S. B. (classe ’01) e P. P. (classe ’98, attualmente detenuto in relazione al procedimento penale per l’omicidio di L.S.) avevano ideato un meccanismo – come definito dal G.I.P. – «estremamente efficace, sia nell’ottica di facilitare la domanda che di ridurre i tempi e i passaggi al fine di soddisfarla, ma anche di minimizzare i rischi».

I Finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno accertato che i sodali gestivano, con base operativa nel quartiere di San Basilio, un vero e proprio “centralino”, attivo tutti i giorni dalle 14.00 alle 02.00 di notte per l’acquisizione di ordini telefonici di cocaina, di cui poi curavano la consegna in tutta Roma tramite “pony express” reclutati, in prevalenza, tra i clienti in difficoltà economiche.

L’organizzazione era in grado di soddisfare, senza soluzione di continuità, dalle 30 alle 50 cessioni quotidiane nei giorni feriali, per arrivare anche a 80 nei giorni festivi e prefestivi.

Nonostante il gruppo trattasse la vendita di piccole quantità di cocaina – nel gergo criptico utilizzato, “un amico” indicava una dose e “una mano” 5 grammi – il guadagno medio era di circa 15.000 euro a settimana.

Per minimizzare i rischi, il “corriere” portava con sé una o poche dosi da recapitare e tornava più volte a rifornirsi per le successive consegne. Il sistema ideato ha consentito ai 3 giovani – come rimarcato nel testo dell’ordinanza – di «ritagliarsi uno spazio operativo di tutto rispetto (atteso il giro di clienti ed il “fatturato” della impresa delinquenziale messa in opera) in un contesto già a fortissima presenza criminale di gruppi agguerriti e con superiore caratura malavitosa come il quartiere romano di San Basilio”.

Nel corso delle indagini, P. P. si è reso protagonista di un tentativo di investimento di due militari delle Fiamme Gialle che gli avevano intimato l’alt per un controllo: alla guida della sua auto, invece di fermarsi, accelerava tentando di travolgere i due Finanzieri prima di dileguarsi.

Al pari di tutte le imprese, al termine del periodo di lockdown, il “call center di San Basilio” aveva inviato il seguente sms promozionale per comunicare la ripresa delle attività: «Ciao belloa sono lele di san basilio siamo stati fermi x un po a causa del covid19 comunque da domani alle 14 fino alle 2 di notte risaremo attivi con amichetti a 30 e (mani o tmax a 230) disponibili a raggiungerti dove sei siamo tornati al top top chiamami un abbraccio lele».

Il Tribunale di Roma ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei fratelli B. e di P. P. nonché gli arresti domiciliari per 4 “corrieri”: S. P. (classe ‘90), N. M. (classe ‘91), M. C. (classe ‘79) e L. L. (classe ‘93).





Scuole infanzia. Vaccinazioni e agevolazioni tariffe per l’anno scolastico 2020-2021

 

Roma Capitale ricorda: per essere ammessi alla frequenza della scuola dell’infanzia, i bambini dovranno essere in regola con le vaccinazioni obbligatorie stabilite dalla legge n. 119 del 31 luglio 2017, prima dell’inizio dell’anno scolastico.

 

In caso contrario, anche qualora sia già fissato un appuntamento con la Asl, non sarà possibile la frequenza fino all’effettiva regolarizzazione delle vaccinazioni, da effettuare come termine massimo entro il 30 settembre 2020. In mancanza dell’avvenuta vaccinazione, dal 1° ottobre l’iscrizione si intenderà decaduta.

 

In considerazione del periodo del lockdown, durante il quale possono essere stati rimandati anche appuntamenti vaccinali, si raccomanda quindi ai genitori di verificare e provvedere celermente.

 

Si ricorda inoltre che anche per la scuola dell’infanzia c’è tempo fino al 31 luglio 2020  per presentare online l’attestazione ISEE necessaria per la riduzione della quota contributiva alla ristorazione scolastica. 

 




Al via nuovo progetto prevenzione sanitaria Covid-19 per persone senza dimora

 

All’interno del Polo Sociale di Roma Termini, finanziato dall’Amministrazione Capitolina e gestito da Binario 95, prende il via un nuovo progetto-pilota per la sorveglianza sanitaria delle persone senza dimora offerta da “Dottor Binario”.

 

L’obiettivo è aggiungere, alla prevenzione e al monitoraggio già in atto contro il Covid-19 presso la struttura per ospiti e operatori, anche un analogo servizio gratuito aperto a tutte le persone in condizioni di estrema fragilità. Si vogliono così intercettare, oltre agli ospiti della struttura, anche tutte le persone che si rivolgono per semplice orientamento o servizi di supporto al Polo Sociale, un punto di riferimento fondamentale per chi si trova in estrema fragilità.

 

Nell’ottica di garantire il benessere dei singoli e dell’intera Comunità, infatti, l’azione mira a monitorare e confermare la negatività al Covid-19 o, in caso contrario, ad attivare le opportune procedure di sicurezza, tutela e quarantena laddove necessario.

 

Il progetto, che ha ricevuto il nullaosta tecnico-scientifico dell’INMI Lazzaro Spallanzani di Roma, sarà coordinato dal prof. Aldo Morrone, direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano, e realizzato in partenariato con l’IRCCS Istituto Fisioterapici Ospitalieri di Roma, il Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche dell’Università degli Studi di Milano, il Department of Health Research and Impact della McMaster University di Hemilton, Canada, e il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento.

 

L’azione rientra nel più ampio impegno dei servizi della rete ONDS, Osservatorio Nazionale della Solidarietà nelle Stazioni Italiane, realizzati in partenariato con Ferrovie dello Stato Italiane e altre realtà tra cui l’associazione Incontradonna Onlus.

 

L’attenzione per chi si trova in condizioni di estrema fragilità è una priorità assoluta. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria non ci siamo mai fermati, aprendo sempre più punti di accoglienza H24 e strutture dove poter ospitare persone senza dimora in quarantena. Con questo progetto-pilota, avviato in un luogo fondamentale per intercettare chi si trova in estrema fragilità, Roma compie un ulteriore passo in avanti”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

Il sostegno mirato per le persone senza dimora è stato al centro dell’impegno dell’Amministrazione fin dal primo giorno del lockdown e continua ad andare avanti. Continuiamo così ad allargare la portata degli interventi, in rete con le associazioni. Abbiamo subito convertito le nostre strutture notturne in servizi H24 e con ulteriori investimenti abbiamo aperto centinaia di nuovi ricoveri in città. La nostra Sala Operativa Sociale non si è mai fermata”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.

 

Ci auguriamo che questa importante azione possa contribuire a favorire un maggiore supporto alle persone più fragili prese in carico dai servizi della nostra capitale, avviando uno screening mirato delle nuove persone che vivono in strada e che, in caso risultino negative, potrebbero avere la possibilità di essere riaccolte nei centri”, afferma il fondatore di Binario 95 e presidente della cooperativa sociale Europe Consulting Onlus Alessandro Radicchi.

 

La nostra sperimentazione si inserisce in un ambito di ricerca più ampio realizzato in partenariato con importanti realtà e vuole favorire una sorveglianza sanitaria delle persone presenti all’interno dei centri di accoglienza, realizzando uno screening della presenza di enti patogeni nelle persone che vivono in strada e che si rivolgono, anche solo per un orientamento, ai servizi di supporto per persone senza dimora della capitale, partendo da quelli che chiedono supporto in particolare all’Help Center di Roma Termini”, afferma il direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano Aldo Morrone.

 





Ecco le proposte di Aicalf per far ripartire il traffico aereo italiano

A pochi giorni dalla riapertura dei confini nazionali, si è svolto il primo incontro tra la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, e l’Associazione Italiana Compagnie Aeree Low Fares (AICALF). 

I rappresentanti di Blue Air, EasyJet, Norwegian, Ryanair, Volotea e Vueling – le sei compagnie che fanno parte dell’associazione, che rappresentano oltre il 50% del traffico aereo italiano di corto raggio e che impiegano oltre 6.000 dipendenti – hanno nuovamente espresso forti preoccupazioni in merito all’attuale testo del Decreto Rilancio “che prevede – segnala AICALF – investimenti per oltre 3,5 miliardi di euro per Alitalia, rispetto ai 3 miliardi previsti per il comparto sanitario, e che, senza interventi per l’intero settore del trasporto aereo nel suo complesso, rischia di mettere in crisi milioni di posti di lavoro, la competitività del mercato e l’offerta rivolta ai cittadini”. 

Di conseguenza, “volendo davvero supportare la ripresa del Paese, la ripartenza del turismo e rilanciare il settore del trasporto aereo in Italia, AICALF ha presentato nuovamente al Governo le proprie proposte per modificare le distorsioni e gli aspetti discriminatori attualmente presenti nel DL Rilancio: estendere la possibilità di accedere al Fondo di ristoro per il trasporto aereo a tutti i vettori con licenza europea stabiliti in Italia, riconoscere pienamente la validità dei contratti aziendali già stipulati dai vettori aerei con le organizzazioni sindacali più rappresentative e sospendere l’imposta comunale sui passeggeri per supportare l’auspicato incremento del traffico aereo verso le diverse regioni italiane”. 

Le proposte sono ora all’attenzione della Ministra De Micheli e saranno la base di un prossimo incontro che dovrebbe svolgersi entro una decina di giorni. “Se la ministra ha sottolineato, durante la riunione, quanto le compagnie low cost siano state fondamentali per lo sviluppo economico e per il turismo italiani nel tempo, tutti i vettori aderenti ad AICAF hanno confermato la loro volontà di continuare a investire nel Bel Paese per garantire, già da questa estate, il ritorno di viaggiatori e turisti lungo la penisola, a condizione che i livelli di competitività del mercato rimangano, senza distorsioni, quelli costruiti negli anni”, conclude AICALF.

 





La ministra Dadone: “Lo smart working non è stata una vacanza per la P.A.”

 

 

Lo “smart working” non ha voluto dire per i dipendenti pubblici “una vacanza”. L’ha affermato la ministra per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone in un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera, rispondendo alle affermazioni di Pietro Ichino.

“Il rispetto non si insegna. La pubblica amministrazione non ha mai chiuso, ha sempre garantito i servizi essenziali ed è andata anche oltre col lavoro di medici e forze dell’ordine”, ha sostenuto la ministra. “Ma non solo. Sono orgogliosa dell’impegno di oltre 3 milioni di dipendenti pubblici: lo dico a chi fa finta di vedere solo perché la critica fa più notizia”, ha proseguito.





Riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta, arresti e sequestri della Guardia di Finanza

 

Su delega della Procura della Repubblica di Torino, i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, con la collaborazione dei colleghi di Torino e Lecce, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Torino nei confronti di tre soggetti, di cui:

per le ipotesi di reato di riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e da reato societario.

Con il medesimo provvedimento il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo:

La società in sequestro è stata affidata a un amministratore giudiziario che continuerà a gestirla nell’interesse pubblico.

L’attività costituisce la prosecuzione del filone investigativo sviluppato dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, inizialmente con la Procura di Termini Imerese e poi trasferito per competenza alla Procura di Torino, che ha già portato nel corso del 2019 dapprima al sequestro di una società operante nel settore dell’automotive operante nel polo industriale di Termini Imerese (PA).

Il principale indagato, è accusato di aver:

Agli altri indagati viene contestato il riciclaggio di oltre 500.000 euro realizzato ed il concorso nella bancarotta fraudolenta in relazione all’operazione ad operazioni di acquisizioni societarie che hanno aggravato il dissesto.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino, sono state svolte tramite l’ausilio di intercettazioni telefoniche, complessi riscontri finanziari, ispezioni, perquisizioni, consulenze tecniche e l’assunzione di informazioni da persone informate sui fatti. 

L’operazione odierna conferma il constante impegno della Guardia di Finanza, con il costante coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, nell’azione di contrasto degli sperperi di risorse pubbliche, a tutela del bilancio dello Stato e degli imprenditori che operano nel rispetto delle regole.





Sequestrati 56 server, 2 siti web e due canali Telegram dalla Guardia di Finanza

 

 

Il Tribunale di Roma – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari - ha disposto il sequestro preventivo, mediante oscuramento a livello I.P., di 56 server, 2 siti web e 2 canali Telegram.

Il blocco eseguito ha avuto l’effetto di rendere non fruibili almeno 160.572 abbonamenti illegali identificati sui server oscurati e organizzati nell’ambito di un sistema che si poggiava su 7 “strutture” IPTV illegali. Un numero rilevante se si considera che, sulla base degli elementi acquisiti, un abbonamento illegale consentiva di accedere, in media, a 450 canali televisivi e la fruizione di circa 30 mila contenuti multimediali diretti (serie TV, films etc.).

Nel complesso è stata individuata una filiera illegale che si basava sull’attività di vendita degli abbonamenti posta in essere da circa 900 reseller dei quali 627, anello di congiunzione con i clienti finali, operavano sul territorio nazionale.

Il provvedimento in argomento è stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Roma - Pool Reati Informatici e gli accertamenti in argomento, svolti dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, fanno seguito ad una denuncia/querela presentata dalla Lega Nazionale Professionisti di Serie A, contitolare, unitamente alle singole squadre organizzatrici delle partite di calcio, dei diritti audiovisivi relativi a tutti gli eventi disputati nelle competizioni di cui la stessa è organizzatrice (Campionato di Serie A Tim, Coppa Italia, Supercoppa e Competizioni Primavera). Già in precedenza, infatti, nell’ambito della stessa indagine erano state bloccate 85 risorse web.

L’illecita attività fa riferimento alla moderna metodologia di distribuzione di contenuti multimediali, la c.d. IPTV (Internet Protocol Television), attraverso la quale i c.d. “pirati” acquisiscono e ricodificano i palinsesti televisivi delle maggiori piattaforme a pagamento per poi distribuirli sulla rete internet, sotto forma di un flusso di dati ricevibile, dagli utenti fruitori, con la sottoscrizione di un abbonamento illecito ed un semplice PC, tablet, smartphone o decoder connesso alla rete. Un mercato illegale molto fiorente che si è ulteriormente sviluppato nella fase dell’emergenza sanitaria che ha costretto alla permanenza in casa ed ha indotto molte persone alla ricerca di contenuti multimediali. In particolare, con specifico riferimento all’offerta di eventi sportivi, i “pirati” hanno continuato  a  pubblicizzare  pacchetti  illegali  prospettando la c.d. “fase 3”  di ripresa delle competizioni sportive e formulando offerte vantaggiose in relazione alla durata dell’abbonamento illegale acquistato. Per avere un’idea del volume d’affari illecito generato basta considerare il costo medio di un abbonamento illegale che si aggira sui 10 euro mensili.

Le indagini, inoltre, hanno permesso di individuare due canali Telegram i cui amministratori, tra l’altro, dopo aver hackerato i predetti sistemi dedicati all’illecita diffusione dei contenuti multimediali, tentavano di estorcere denaro ai “pirati” che li gestivano dietro la minaccia di pubblicare, anche su due siti internet, dati e credenziali riferibili agli abbonamenti illegali attivi.





Di Maio: “Di Battista non vuol fare il capo”

 

 

“Quando il 22 gennaio mi dimisi da capo politico usai più volte la parola ‘responsabilità’. Ho sempre lavorato per la pace interna e continuerò a farlo.

Nominare un nuovo capo del M5S potrebbe deresponsabilizzare molti, spingendoli a sollevare problemi”. A dirlo è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in una intervista al ‘Fatto quotidiano’.

“Anche in base alla mia passata esperienza da capo politico”, sottolinea, “il Movimento è composto da tante anime e questa diversità è una ricchezza. Dobbiamo trovare il modo di tenere assieme queste anime e di fare sintesi, una volta per tutte”.

Però “non dobbiamo partire dai nomi, ma dai temi. Negli Stati generali dovremo stabilire i nuovi obiettivi del M5S, il suo programma per i prossimi dieci anni”.

Dunque non è il momento di eleggere un capo politico. “Se ora lo nominassimo – afferma – sarebbe un capo balneare, perché durerebbe poco. Prima dobbiamo fissare il programma che serve al Paese e risolvere i problemi del M5S. Poi si potrà pensare alla struttura”. Quando e come? “Saranno il capo politico reggente Vito Crimi e il Garante, Beppe Grillo, a stabilirlo e a fare sintesi. Credo però che gli Stati generali avranno bisogno di un lavoro istruttorio”.

Di Battista invoca un congresso dove si voti: pare avere la legittima voglia di fare il capo. “Non credo che Alessandro prema su questo tasto. Anche per lui vengono prima i temi, e un programma basato non sull’io, ma sul noi”.Per quanto riguarda le tensioni a distanza tra lo stesso Di Battista e Grillo, Di Maio afferma che “Beppe e Alessandro vogliono un bene dell’anima al M5S, e tutti e due vogliono che il governo vada avanti”. Su Casaleggio e su chi ipotizza un tentativo di togliergli la gestione di Rousseau, Di Maio precisa che “Rousseau è un patrimonio del Movimento e io stimo Davide, che ha dato un grande contributo. C’è chi parla di rivedere il ruolo di Rousseau, e io dico che se si progettano i prossimi dieci anni dell’Italia tutto verrà da sé. Il mondo è cambiato e gli strumenti vanno rimodellati sugli obiettivi da raggiungere”.





Bottega (Nursind): “Basta ‘pacche’ sulle spalle, vogliamo salto di qualità”

 

 

 "C’e’ un forte contrasto tra l’essere chiamati ’eroi’ e le nostre buste paga. Il nostro alto valore sociale, sempre difficile da evidenziare, finalmente e’ stato riconosciuto ’grazie’ al Covid-19. Ma non ci basta piu’ la pacca sulla spalla e il sentirci dire ’bravi’, vogliamo un riconoscimento economico, e non solo come premio per il lavoro svolto nei mesi passati. Anche perche’ quello che abbiamo fatto ieri, lo facciamo oggi e lo faremo domani". A parlare e’ il segretario nazionale del sindacato delle professioni infermieristiche Nursind, Andrea Bottega, intervistato dall’agenzia Dire.
"Le nostre tabelle salariali sono ferme al secolo scorso- prosegue Bottega- eppure di strada ne abbiamo fatta: fino alla meta’ degli anni Novanta siamo stati ’semplici’ diplomati, ma oggi abbiamo una laurea abilitante di primo livello. Peccato che non ci sia stato un ’salto’ di qualita’ dal punto di vista remunerativo, essendo dei laureati pagati come diplomati.  Continuiamo ad essere ’figli di un dio minore’, ma questo per noi infermieri non e’ piu’ sopportabile". Gli infermieri, durante l’emergenza sanitaria, hanno fatto "il doppio della differenza". Spiega il segretario nazionale del Nursind: "Mentre il personale dirigente medico e’ composto da specialisti, ognuno con la propria competenza, quindi l’anestesista fa l’anestesista, lo pneumologo fa lo pneumologo e cosi’ via, l’infermiere ha una competenza trasversale, cioe’ puo’ lavorare in un reparto di geriatria cosi’ come in uno di terapia intensiva. E questo e’ accaduto durante l’epidemia. La sua poliedricita’ e’ stata la salvezza del Servizio sanitario nazionale".
La strategicita’ della figura dell’infermiere, con le sue conoscenze e il suo percorso di studi, gli consente quindi di ’coprire’ tutte le specialita’ mediche. "Per questo chiediamo, anche attraverso i flashmob che stiamo portando avanti in tutta Italia, una maggiore attenzione nei confronti della categoria infermieristica- sottolinea Bottega- vogliamo essere valorizzati, invece ci ritroviamo ancora una volta ad essere sotto organico ma soprattutto sottopagati". Come sindacato Nursind, racconta all’agenzia Dire il suo segretario nazionale, qualche anno fa "abbiamo finanziato uno studio portando per la prima volta in Italia la metodologia americana dell’RN4CAST, il cui obiettivo e’ definire il fabbisogno di infermieri sulla base delle cure mancate. Tale studio risponde ad una serie di interrogativi, come per esempio: se carico troppo il lavoro di un infermiere con un numero di pazienti troppo elevato, cosa succede? In questo caso la riposta e’ che aumenta la mortalita’ e si va incontro ad una serie di cure mancate per il paziente, mentre l’infermiere deve rinunciare a un gran numero di attivita’, compresa la pausa pranzo, perche’ non ha tempo. Allora, se vogliamo una sanita’ sicura e di qualita’- tiene a sottolineare Bottega- dobbiamo avere in primis le risorse umane". Ricorda quindi il segretario nazionale del sindacato delle professioni infermieristiche: "Negli ospedali di Milano si e’ detto che mancavano respiratori e posti letto di terapia intensiva, poi sono uscite fuori foto di respiratori e letti accatastati nelle strutture. La verita’- spiega Bottega- e’ che mancava il personale sanitario per far funzionare quei respiratori e far occupare altri posti letto ai pazienti. Sono i medici e gli infermieri a fare la differenza, se non abbiamo quelli comprare respiratori e letti e’ una spesa inutile". Secondo Bottega, dunque, durante l’emergenza sanitaria "le istituzioni, sia centrali sia periferiche, hanno balbettato. Ma loro stesse sono state la causa della deficienza di alcuni servizi sanitari, avendo per molti anni fatto ’bancomat’ con la sanita’".
In conclusione, i cittadini hanno riconosciuto il valore e l’importanza degli infermieri e di un sistema sanitario pubblico "che va a difesa di un diritto costituzionale, quello alla salute. Ora pero’, dopo questa presa di coscienza, ci aspettiamo che la politica passi ad azioni concrete per garantire cure di qualita’ ai nostri cittadini. Serve un piano di assunzioni, anche perche’ molte di quelle fatte durante l’emergenza hanno il carattere della precarieta’, cioe’ sono a tempo. Invece bisogna tramutare queste risorse entrate nel sistema in contratti consolidati, altrimenti il rischio- conclude il segretario nazionale del Nursind- e’ di tornare ad un sistema ancora una volta scoperto dal punto di vista delle dotazioni organiche".





Marini (Istituto Sereni): "La pandemia ci ha colpito nell’animo"

“Il 2020 è stato unico. Lavoro da 42 anni nel mondo della scuola e posso confermare che si è trattato sicuramente di un anno particolare. La pandemia ci ha colpito profondamente nell’animo per il grande dolore che ha provocato la perdita di tante persone". A dichiararlo è Patrizia Marini, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario ‘Emilio Sereni’, che al convegno per i 50 anni dell’Istituto di Ortofonologia, dal 22 al 25 ottobre a Roma, racconterà la sua esperienza sul passaggio dalla didattica a distanza a quella in presenza. "L’IdO in questi anni ci ha accompagnati fornendoci molti spunti di riflessione- sottolinea la preside- è stato una guida per alcuni aspetti".
L’emergenza Covid-19 ha avuto anche dei risvolti positivi, secondo la dirigente. "Ha saputo azionare, all’interno del gruppo scuola, una grande capacità di unione. C’è stata una gara di solidarietà nell’aiutare i più bisognosi. E per aiutare- sottolinea Marini- non c’è bisogno di guardare molto lontano, basta guardarsi intorno all’interno della propria scuola. Abbiamo aiutato i ragazzi ad avere gli strumenti indispensabili per la didattica a distanza: i computer, ma non solo. Li abbiamo aiutati con parole e azioni, ci siamo sentiti immediatamente vicini in tutte le possibili iniziative”.
Su come hanno vissuto gli studenti il periodo del lockdown, Marini evidenzia: “Ci sono dei ragazzi che ne hanno sofferto molto, per esempio gli studenti diversamente abili che in alcuni casi sono anche regrediti. Per loro c’è un provvedimento del governo che permette la possibilità di riscriversi allo stesso percorso, per non perdere quel periodo così importante che è la parte finale dell’anno scolastico. Un periodo in cui i ragazzi crescono molto in termini di competenze, capacità, ma soprattutto di autonomia personale. Per quanto riguarda gli altri studenti, penso soprattutto a quelli delle classi terminali. L’ultimo anno è molto importante perché è il trade union tra il mondo della scuola e quello del lavoro- aggiunge la dirigente- un momento in cui bisogna consegnare ai ragazzi tutte quelle conoscenze che si trasformano poi in competenze da sviluppare successivamente nel mondo del lavoro”.
In questo contesto il convegno per i 50 anni IdO può essere “un bell’avvio dell’anno scolastico- auspica Marini- che ci porterà insieme ad affrontare questa nuova sfida”. L’Istituto Sereni sarà presente all’appuntamento attraverso l’organizzazione di momenti conviviali, come la preparazione di un buffet, ma anche con attività didattiche. “Parteciperemo con i nostri studenti ad attività che riguardano il percorso che verrà svolto, in diverse giornate di approfondimento, e con tematiche varie che trovo estremamente importanti e interessanti”.
In calendario una sessione ad hoc proprio sul tema della ‘Scuola oggi. A questo link è possibile ascoltare l’intervento di Patrizia Marini: https://www.youtube.com/watch?v=OhJFTESn1_Q





Omceo di Roma: "Immersi in turnazioni stressanti. Servirà sostegno psicologico"

"I nostri colleghi se hanno bisogno di aiuto lo chiedono. Al momento i medici sono ancora immersi nella gestione della pandemia, ma in autunno dovremo invece aspettarci un aumento di richieste di sostegno" psicologico. A dirlo e’ Maria Rosa Scalise, coordinatrice della commissione ’Salute Mentale’ dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri (Omceo) di Roma e provincia, nonche’ coordinatrice del gruppo di lavoro ’Curiamo chi cura e rischia la vita’, formato da 85 psichiatri e psicoterapeuti attivi dai primi di aprile."I medici che hanno lavorato nell’emergenza stanno continuandoa farlo, sia nell’ambito Covid che post Covid, con turnazioni anche di due volte al giorno". Scalise e’ iscritta "a vari gruppi di supporto e i colleghi piu’ attivi parlano soprattutto di turni difficili e stressanti. Anche coloro che si sono ammalati". La tendenza, quindi, nella tenuta psicologica degli operatori sanitari in questi ultimi mesi "e’ stata quella di tenersi le paure per se’- spiega la consigliera Omceo Roma- per questo motivo condivido l’allarme lanciato i primi di maggio dal direttore generale dell’Oms: la vera pandemia sara’quella futura e riguardera’ la salute mentale".Secondo la psichiatra, infatti, "con il calo dei contagi e il ritorno ad una ’pseudo normalita’’ i medici potranno iniziare a condividere le paure vissute nei mesi dell’emergenza, l’ansia di morte e di veder morire le persone". Ad oggi la Fnomceo fa sapere che i medici deceduti per Coronavirus sono stati circa 170 a livello nazionale. "Davvero tanti - commenta Scalise - ed e’ difficile per un collega vedere che tra i medici caduti nel corso dell’epidemia di Covid-19 c’erano persone che conosceva. La pandemia e’ un evento fortemente stressante, a cui seguira’, come da nosografia psichiatrica, un disturbo post traumatico da stress causato anche dal continuo confronto con la morte. Queste problematiche verranno a galla quando finira’ la vera emergenza e iniziera’ una vita piu’ o meno normale. L’Omceo Roma e’ attrezzato per affrontarle- conclude la consigliera- e spero che il gruppo di lavoro rimarra’ attivo per tutto il 2020".




Covid-19 manda a picco il turismo. Studio di Confesercenti stima in 3,2 miliardi la perdita di fatturato dell’intera filiera

 

L’onda lunga dell’emergenza Covid affonda l’estate del turismo. Nonostante la ripresa della mobilità nazionale ed internazionale, le prenotazioni non decollano. E per i tre mesi dell’estate si prevede un calo senza precedenti, con 12,8 milioni di viaggiatori e 56 milioni di pernottamenti in meno rispetto all’estate 2019. Una brusca frenata che cancellerà oltre 3,2 miliardi di euro di fatturato, di cui il 52% per le attività extralberghiere e il 48% per il comparto alberghiero. È quanto emerge da uno studio condotto da Cst Firenze per Assoturismo Confesercenti, intervistando un campione di 2.118 imprenditori della ricettività.

Il calo riporta indietro l’orologio del turismo italiano di circa 20 anni: quella del 2020, infatti, è l’estate peggiore per numero di presenze dal 1998. Turismo straniero dimezzato. A pesare è soprattutto il calo dei visitatori stranieri: sui 56 milioni di pernottamenti perduti, ben 43 milioni sono di turisti esteri che quest’anno non giungeranno nelle località del nostro Paese, con un crollo del -43,4% rispetto all’estate 2019: quasi un dimezzamento. La flessione sarà invece più contenuta per la domanda interna dei viaggiatori italiani (-11,6%).

I risultati peggiori saranno registrati dal comparto alberghiero con una flessione del -28,7%, mentre l’extralberghiero si attesterà al -23,7%. La tendenza negativa interesserà tutte le aree, anche se gli andamenti peggiori sono stati segnalati dagli imprenditori del Nord Ovest (-32,9% di pernottamenti). Valori negativi più o meno omogenei sono attesi per il Nord Est (-28,7%) e Centro (-25,8%) mentre meno pesante, ma comunque rilevante, sarà la riduzione per il Sud e le Isole (-19,3%).

Analizzando le destinazioni italiane per tipologia, ipotizziamo un calo delle presenze turistiche del -38,3% per le località lacustri e del -36% per quelle termali. La flessione si attesta al -34,3% per le città d’arte e affari, del -31,4% per mete rurali e collinari, del -21,8% per le località montane e del -20,9% per quelle marine.

In calo anche l’offerta. Alla riduzione della domanda corrisponderà anche un netto calo dell’offerta del settore ricettivo: Saranno infatti circa 23mila le strutture che quest’estate non apriranno affatto, di cui 3mila nel comparto alberghiero. Molte altre – per ragioni di sostenibilità e di distanziamento sociale – hanno ridotto le disponibilità. Secondo le indicazioni ricevute, è prevedibile per l’estate 2020 una riduzione complessiva di 1,8 milioni di posti letto.

I riflessi sul lavoro. La riduzione concomitante della domanda e dell’offerta avrà anche un importante effetto occupazionale: si stima infatti che ad oggi siano oltre 82mila gli addetti (fissi e stagionali) del sistema ricettivo rimasti senza posto di lavoro, di cui solo una parte protetta dalle misure economiche messe in atto dal Governo.

 





L’Oms contro i tifosi del Napoli: “Sciagurati”

 

"Sciagurati. Cosa vuole che le dica... Fa veramente male vedere queste immagini". Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), commenta così le immagini dei festeggiamenti dei tifosi del Napoli, scesi in strada mercoledì sera dopo la vittoria della Coppa Italia di calcio. Durante la puntata odierna di Agorà, scorrono le immagini che documentano la presenza di centinaia di persone ammassate in strada, senza mascherina e senza alcun dispositivo di protezione. Tra cori ed esultanze, nessuna attenzione al distanziamento sociale."In questo momento non ce lo possiamo permettere, per fortuna è accaduto a Napoli. Il governatore, il sindaco hanno messo in atto misure di controllo estremamente rigide e l’incidenza del virus è stata minore rispetto ad altri luoghi. Però vi ricordo ancora quanto ha contato la partita dell’Atalanta, all’inizio dell’epidemia, per quanto riguarda l’impatto immediato", dice ripensando al match Atalanta-Valencia giocato a febbraio a San Siro. "Non vorrei che riprendessimo" con comporamenti errati "proprio nel momento in cui il Comitato Tecnico Scientifico ha cercato di accogliere le proposte della Figc per non limitare al massimo l’indotto del calcio nel nostro paese, come sarebbe invece suggerito da scienza e coscienza medica", aggiunge.





Emergenze economiche da Covid-19, la Bce: “Pronti a sostenere tutti i cittadini dell’area euro”

 

Per "sostenere il recupero dell’economia dalle ripercussioni del coronavirus" il Consiglio direttivo della Bce - che ha già varato un "considerevole stimolo di politica monetaria" - ribadisce "il massimo impegno a intraprendere ogni azione necessaria nell’ambito del proprio mandato per sostenere tutti i cittadini dell’area dell’euro nell’attuale fase di estrema difficoltà". Lo scrive l’Eurotower nel Bollettino economico appena diffuso, ricordando l’impegno del Consiglio ad "assicurare che la politica monetaria sia trasmessa a tutti i settori dell’economia e a tutti i paesi, nel perseguimento del mandato della Bce di preservare la stabilità dei prezzi". Nonostante il netto calo del Pil mondiale contemplato dalle più recenti stime macroeconomiche della Bce i rischi che gravano sulle prospettive globali "permangono orientati al ribasso" ed "è importante notare che l’impatto della pandemia potrebbe risultare più forte e duraturo di quanto attualmente previsto", è l’allarme lanciato dalla Banca centrale europea nel Bollettino economico appena diffuso. Il Consiglio direttivo - si sottolinea - resta quindi pronto ad adeguare tutti i propri strumenti, nella maniera che riterrà opportuna, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito, in linea con il suo impegno alla simmetria". Le gravi "turbative internazionali" legate al coronavirus spingono la Bce a stimare per quest’anno una contrazione del PIL mondiale in termini reali (esclusa l’area dell’euro) pari al 4%, scrive l’Eurotower , segnalando come "il ritmo di tale contrazione è più rapido e la sua entità maggiore rispetto a quanto osservato durante la Grande recessione". "Dopo la forte riduzione segnata nei primi due trimestri, nel terzo trimestre del 2020 l’attività mondiale dovrebbe avviarsi verso la ripresa e crescere nel 2021 e nel 2022, rispettivamente, del 6,0 per cento e del 3,9 per cento". Alla luce della crisi globale scatenata dal Covid-19 "nei grandi paesi esportatori di materie prime è atteso un calo vertiginoso dell’attività economica", si legge ancora nel bollettino in cui si ricorda come sul fronte energetico "i tagli alla produzione concordati dai paesi dell’OPEC+ per stabilizzare il mercato internazionale del petrolio e i più bassi prezzi delle materie prime dovrebbero frenare gli investimenti". Preoccupante lo scenario in Brasile che sconta un "aumento delle tensioni politiche" e l’essere "tra i più colpiti dalla pandemia"": nel colosso sudamericano "l’attività economica ha subito un brusco deterioramento a causa delle misure di lockdown, delle interruzioni delle catene di approvvigionamento, di una più debole domanda estera, di ingenti deflussi di capitale e di uno shock negativo sulle ragioni di scambio che ha riflesso il calo dei prezzi delle materie prime". "Il grado di incertezza sul futuro andamento dell’economia internazionale rimane senza precedenti", una incertezza legata "all’evoluzione della pandemia e al suo impatto sui comportamenti economici, nonché alle misure di contenimento e al successo delle politiche attuate in risposta all’emergenza", sottolinea la Bce aggiungendo che "in prospettiva, si osserverà un calo dell’inflazione su scala mondiale, in un contesto caratterizzato da una riduzione dei corsi petroliferi e un indebolimento della domanda". Quanto ai "mercati del lavoro dell’area dell’euro sono stati gravemente colpiti dalle misure di contenimento del COVID-19" anche se le cifre ufficiali che mostrano nel primo trimestre del 2020 un calo dell’occupazione dello 0,2 per cento non disegnano un quadro preciso visto che è influenzato dai "provvedimenti adottati , come l’introduzione di schemi di sostegno alla riduzione dell’orario lavorativo e un pacchetto complementare di misure volte a prevenire gli esuberi e a sostenere i lavoratori autonomi". Invece le indagini più recente "forniscono un’indicazione più tempestiva dell’andamento del mercato del lavoro e suggeriscono che quest’ultimo stia attualmente attraversando un periodo di profonda contrazione" con "Un netto deterioramento". Lo sottolinea la Bce nel Bollettino Economico evidenziando come "gli schemi di sostegno alla riduzione dell’orario lavorativo limitano l’aumento del numero di lavoratori disoccupati, permettendo nel contempo di accrescere la flessibilità del mercato del lavoro a fronte delle fluttuazioni cicliche".

 





Eurozona, il Pil perderà fino all’8,7%, poi recupero del 5,2% nel 2021 e 3,3% nel 2022

 

Nello scenario di base delle proiezioni sul Pil annuo dell’Eurozona ci si attende un calo in termini reali pari all’8,7% nel 2020 e un suo recupero del 5,2% nel 2021 e del 3,3% nel 2022. Lo scrive la Bce nel Bollettino economico spiegando che "rispetto all’esercizio di marzo 2020 condotto dagli esperti della Bce, le prospettive per la crescita del Pil in termini reali sono state riviste notevolmente al ribasso di 9,5 punti percentuali per il 2020 e al rialzo pari, rispettivamente, a 3,9 e 1,9 punti percentuali per il 2021 e il 2022".  La contrazione causata dal COVID-19 è stata eterogenea nei vari Paesi e fra le maggiori economie dell’area dell’euro "si è registrato un calo dell’attività economica più marcato in Francia, Italia e Spagna che in Germania e nei Paesi Bassi". E’ quanto si legge nel Bollettino economico Bce in cui si sottolinea che nell’area dell’euro "l’impatto delle misure di chiusura si è tradotto in una marcata contrazione della produzione industriale" che a "marzo 2020 ha subito una flessione senza precedenti dell’11,3% rispetto al mese precedente e del 3,3% nel primo trimestre del 2020 rispetto al precedente".





Costruzioni, crollo della produzione. Escalation negativa storica

 

Ad aprile l’Istat registra "un drastico calo della produzione nelle costruzioni" che su base annua vede flessioni "mai toccate prima", per effetto delle misure di contenimento della pandemia di Covid-19. Nella media del trimestre febbraio – aprile 2020, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni mostra una flessione del 33,2% rispetto al trimestre precedente.

Su base annua la produzione nelle costruzioni cala drasticamente, registrando flessioni mai toccate prima. L’indice corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di aprile 2019) diminuisce del 67,8%, mentre l’indice grezzo mostra una riduzione del 66,7%.

Nella media dei primi quattro mesi dell’anno, sia l’indice corretto per gli effetti di calendario sia l’indice grezzo decrescono, rispettivamente, del 25,2% e del 24,4%.

Nel quadro dell’emergenza sanitaria in corso, la raccolta delle informazioni che consentono di calcolare l’indice di produzione delle costruzioni ha avuto un esito positivo. In particolare, la rilevazione sulle casse edili nel complesso si è svolta con gli esiti consueti in termini di tasso di risposta. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati hanno consentito di elaborare e diffondere gli indici relativi al mese di aprile 2020.

 





Export, che scivolone!

Contrazione congiunturale per entrambi i flussi commerciali: verso l’estero -34,9%, verso l’interno -18,5%

 

Ad aprile 2020 si stima una netta contrazione congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, molto più intensa per le esportazioni (-34,9%) che per le importazioni (-18,5%). La marcata flessione su base mensile dell’export è dovuta al forte calo delle vendite sia verso i mercati extra Ue (-37,3%) sia, in misura relativamente meno accentuata, verso l’area Ue (-32,7%). Nel trimestre febbraio-aprile 2020, rispetto al precedente, si rileva una diminuzione del -18,9% per le esportazioni e del -18,3% per le importazioni. Ad aprile 2020 la flessione su base annua dell’export è pari a -41,6% e coinvolge sia l’area extra Ue (-44,0%), in misura più ampia, sia l’area Ue (-39,4%). La flessione dell’import (-33,7%) è marcata per entrambi i mercati: gli acquisti dall’area Ue diminuiscono del -34,6% e quelli dai paesi extra Ue del -32,5%. Tra i settori che contribuiscono in misura maggiore alla flessione tendenziale dell’export si segnalano macchinari e apparecchi n.c.a (-50,9%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-38,9%), altri mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-66,8%), autoveicoli (-86,1%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-79,1%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-71,9%). In aumento soltanto le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+16,7%). Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente alla caduta dell’export sono Francia (-45,9%), Germania (-34,3%), Stati Uniti (-43,4%), Svizzera (-44,0%), Spagna (-46,1%) e Regno Unito (-40,8%).  Nei primi quattro mesi del 2020 la flessione tendenziale dell’export (-11,8%) è dovuta in particolare al calo delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (-20,2%), autoveicoli (-31,0%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-12,2%). Ad aprile 2020 si stima che il saldo commerciale diminuisca di 4.008 milioni di euro (da +2.851 milioni ad aprile 2019 a -1.157 milioni ad aprile 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +105 milioni di euro (era +6.420 milioni ad aprile 2019). Nel mese di aprile 2020 si stima che i prezzi all’importazione diminuiscano del 2,7% su marzo 2020 e dell’8,0% su base annua. Nel corso della rilevazione si è registrata una riduzione del flusso delle dichiarazioni Intrastat cui ha contribuito il differimento al 30 giugno dei termini di trasmissione dei dati previsto dal Decreto “Cura Italia”. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati hanno permesso di elaborare e diffondere i dati sui flussi intra Ue relativi al mese di aprile 2020 (si veda Nota metodologica, pag. 15). Questi potranno essere oggetto di revisione quando, concluso il periodo di sospensione, si renderanno disponibili tutte le dichiarazioni Intrastat. La rilevazione dei prezzi all’import non ha registrato criticità: il tasso di risposta delle imprese è in linea con quello dei mesi precedenti all’emergenza Covid-19

 




Decreto Sicurezza, la maggioranza fibrilla. Posizioni distanti su cancellazioni e modifiche

 

 Nella maggioranza, infatti, torna d’attualità il dibattito sulle modifiche ai decreti sicurezza.Nel pomeriggio la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha convocato un vertice al Viminale, comunicando alle forze che sostengono il governo la sua volontà di portare al più presto possibile in Consiglio dei Ministri un testo che modifichi quello fatto approvare lo scorso anno dall’allora ministro Salvini. Sul tema, però, resta la spaccatura nella maggioranza. Nonostante il premier Conte abbia chiarito che il superamento delle leggi sull’immigrazione sia “parte del programma di governo”, il M5s appare timido e, rivendicandone l’impianto, è pronto a concedere agli alleati solo poche modifiche limitate ai rilievi mossi dal Presidente della Repubblica. Più ambiziosi Pd e Leu. Per i dem, infatti, quelle contenute nei decreti Salvini sono “norme vergognose che devono essere abolite” e limitarsi a piccole modifiche significherebbe “accettare un impianto culturale razzista”. Su posizioni simili anche la sinistra che, nel ringraziare la disponibilità della ministra Lamorgese a portare avanti il confronto, sottolinea come “i rilievi del Presidente della Repubblica rappresentano un utile punto di partenza e non certo un punto di arrivo per la loro riscrittura”.





La Bce vara un provvedimento senza precedenti. Maxi-prestito (1.310 miliardi) alle banche a interessi quasi nulli

 

 

Maxi-intervento della Bce per uscire dalla recessione "senza precedenti". E’ previsto, infatti, un nuovo prestito alle banche a tre anni con tassi che possono arrivare a -1% e numeri senza precedenti: 1.310 miliardi richiesti da 742 istituti di credito. L’iniezione netta di liquidità per l’Eurozona è di 548 miliardi, destinati a sostenere famiglie, imprese e Pmi. I tassi negativi non sono mai stati così bassi sotto la presidenza di Christine Lagarde.




Covid-19, i nuovi casi sono 333 e 66 i deceduti. Aumentano i ricoveri nelle terapie intensive

 

 

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 18 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 238.159*, con un incremento rispetto a ieri di 333 nuovi casi.

Il numero totale di attualmente positivi è di 23.101, con una decrescita di 824 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi, 168 sono in cura presso le terapie intensive, con un incremento di 5 pazienti rispetto a ieri.

2.867 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 246 pazienti rispetto a ieri.

20.066 persone, pari all’87% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 66 e portano il totale a 34.514. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 180.544, con un incremento di 1.089 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 14.647 in Lombardia, 2.290 in Piemonte, 1.281 in Emilia-Romagna, 607 in Veneto, 438 in Toscana, 246 in Liguria, 997 nel Lazio, 577 nelle Marche, 242 in Campania, 306 in Puglia, 59 nella Provincia autonoma di Trento, 637 in Sicilia, 97 in Friuli Venezia Giulia, 434 in Abruzzo, 85 nella Provincia autonoma di Bolzano, 16 in Umbria, 31 in Sardegna, 6 in Valle d’Aosta, 35 in Calabria, 60 in Molise e 10 in Basilicata.

*Si comunica che la Regione Abruzzo ha effettuato un ricalcolo dei casi totali, sottraendo due errati positivo





Mattarella striglia i magistrati: “Recuperino credibilità, gravi distorsioni al Csm”

 

"Nel nostro Paese - come in ogni altro - c’è costantemente bisogno di garantire il rispetto della legalità. Anche per questo la Magistratura deve necessariamente impegnarsi a recuperare la credibilità e la fiducia dei cittadini, così gravemente messe in dubbio da recenti fatti di cronaca". Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella in una cerimonia per gli anniversari dell’uccisione di Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Giudo Galli, Mario Amato, Gaetano Costa e Rosario Livatino. Ma ecco cosa ha detto il Capo dello Stato: “Rivolgo un saluto cordiale al Ministro, al Consiglio Superiore e al suo Vice Presidente, al Consiglio direttivo della Scuola Superiore e al suo Presidente con gli auguri per il così importante compito loro affidato per il prossimo quadriennio.

Rivolgo anche un augurio anche al professor Donati, eletto Presidente della Rete europea dei Consigli di giustizia.

Un saluto al Presidente e al Procuratore della Cassazione.

In quest’anno - così difficile per la Magistratura italiana - cade il quarantesimo anniversario dell’uccisione di Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Guido Galli, Mario Amato, Gaetano Costa, e il trentennale dell’assassinio di Rosario Livatino.

Abbiamo visto con commozione nel filmato i servizi dell’epoca, di quei giorni: magistrati che hanno perso la vita a causa del loro impegno nel contrasto alla violenza terroristica e mafiosa.  

Ai familiari oggi presenti rivolgo un saluto deferente, ringraziandoli per essere venuti: la loro presenza onora e rende più significativo questo momento e questo incontro. A tutti i familiari esprimo la riconoscenza della Repubblica per il servizio esemplare che queste figure di magistrati hanno reso per la salvaguardia della nostra società e delle sue istituzioni democratiche.

L’identità della nostra Repubblica è stata drammaticamente segnata dagli anni del terrorismo, per sconfiggere il quale l’Ordine Giudiziario ha fornito un contributo decisivo, così come – a tutt’oggi - accade per il contrasto alla criminalità mafiosa, duramente perseguita dall’azione decisa della Magistratura e delle Forze dell’Ordine.

Girolamo Minervini e Nicola Giacumbi furono uccisi perché simbolo dello Stato democratico e inclusivo, che per risolvere i conflitti segue i principi della Costituzione, secondo le regole proprie dello Stato di diritto.

Guido Galli e Mario Amato vennero colpiti per reagire alle inchieste giudiziarie condotte, contro il terrorismo rosso e contro quello nero, con coraggiosa imparzialità e assoluta sobrietà.

Gaetano Costa e Rosario Livatino furono vilmente assassinati, a dieci anni di distanza l’uno dall’altro, per l’impegno da loro profuso costantemente nel contrastare la criminalità mafiosa con coraggio, con determinazione e con efficacia.

Onoriamo la memoria di questi valorosi magistrati – che, come tanti altri, hanno dolorosamente punteggiato la nobile storia della Magistratura italiana - per come hanno vissuto e interpretato la funzione loro affidata al servizio della giustizia e del Paese. Erano consapevoli dei rischi cui erano esposti e li hanno coraggiosamente affrontati per rispetto della dignità propria e di quella del loro compito di magistrati. Hanno svolto la loro attività, con coraggiosa coerenza e autentico rigore, senza rincorrere consenso ma applicando la legge. Fedeli soltanto alla Costituzione.

È questa l’unica fedeltà richiesta ai servitori dello Stato a tutela della democrazia su cui si fonda la nostra Repubblica.

Vorrei sottolineare - con lo sguardo virtualmente rivolto ai giovani magistrati che ci seguono in streaming - che si tratta dell’unica fedeltà cui attenersi e alla quale sentirsi vincolati.

Quest’anno salutiamo l’avvio del nuovo quadriennio della Scuola Superiore qui, al Quirinale, anziché a Scandicci.

La scelta di questa diversa modalità, determinata dalle misure di contrasto alla diffusione del virus, consente comunque di recuperare il senso di una riflessione sui percorsi formativi che la Magistratura deve, necessariamente, assicurare affinché i fondamentali valori dell’autonomia e dell’indipendenza trovino oggi, come nel passato, piena attuazione.

La Scuola Superiore, particolarmente in questo momento, assume un ruolo decisivo per la formazione etica e professionale dei magistrati. Appare, pertanto, necessario che dedichi sessioni di studio apposite ai doveri di correttezza e trasparenza nell’esercizio delle funzioni giudiziarie; affinché siano tradotti nei comportamenti a cui è tenuto ciascun magistrato, non soltanto nello svolgimento dell’attività giudiziaria ma anche nel servizio reso negli organi di governo autonomo.

Va espresso apprezzamento per l’attività che la Scuola compie anche per diffondere e promuovere il dibattito sull’evoluzione giurisprudenziale, che riveste valore imprescindibile per l’ordinamento, purché essa sia il frutto di un percorso di meditata serietà nell’approfondimento e di ponderazione nelle scelte. Ad esso sono estranee estemporaneità e avventatezza.

In un momento complesso come quello che la nostra società sta vivendo, avverto il dovere di sottolineare che la coerenza giurisprudenziale nell’interpretazione delle norme rafforza la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario, giacché dà attuazione al principio di uguaglianza consacrato nell’art. 3 della nostra Costituzione, assicurando la parità di trattamento tra casi simili. Occorre, infatti, aver ben chiaro il confine che separa l’interpretazione della legge dall’arbitrio e dalla ricerca della pura originalità nella creazione della regola, che determinano spesso un disorientamento pericoloso dovuto all’imprevedibilità della risposta giudiziaria.

I nostri cittadini hanno diritto a poter contare sulla certezza del diritto e sulla prevedibilità della sua applicazione rispetto ai loro comportamenti. Questo vale – a partire, naturalmente, anzitutto dalle scelte del Legislatore e fino all’attività di interpretazione - per la giustizia civile come per quella penale, per quella amministrativa come per quella contabile: non possono essere costruite ex post fattispecie e regole di comportamento.

Va precisato, a questo riguardo, che la puntualità e la chiarezza delle fattispecie e della loro interpretazione, lungi dal ridurre, accrescono il rigore e l’efficacia della giustizia.

Più volte, nel corso del tempo, è stato ricordato come l’alto livello di preparazione professionale rappresenti elemento portante su cui si regge l’indipendenza dell’Ordine Giudiziario. L’elevata professionalità consolida la legittimazione della Magistratura e dell’attività da essa posta in essere, in ogni ufficio giudiziario.

Nel nostro Paese – come in ogni altro - c’è costantemente bisogno di garantire il rispetto della legalità. Anche per questo la Magistratura deve necessariamente impegnarsi a recuperare la credibilità e la fiducia dei cittadini, così gravemente messe in dubbio da recenti fatti di cronaca.

In amaro contrasto con l’alto livello morale delle figure che oggi ricordiamo.

La documentazione raccolta dalla Procura della Repubblica di Perugia - la cui rilevanza va valutata nelle sedi proprie previste dalla legge - sembra presentare l’immagine di una Magistratura china su se stessa, preoccupata di costruire consensi a uso interno, finalizzati all’attribuzione di incarichi.

Questo fenomeno si era disvelato nel momento in cui il CSM è stato chiamato, un anno addietro, ad affrontare quanto già allora emerso. Quel che è apparso ulteriormente fornisce la percezione della vastità del fenomeno allora denunziato; e fa intravedere un’ampia diffusione della grave distorsione sviluppatasi intorno ai criteri e alle decisioni di vari adempimenti nel governo autonomo della Magistratura.

Sono certo che queste logiche non appartengono alla Magistratura nel suo insieme, che rappresenta un Ordine impegnato nella quotidiana elaborazione della risposta di giustizia rispetto a una domanda che diventa sempre più pressante e complessa.

Desidero sottolineare, anche in questa circostanza, che a portare allo scoperto le vicende, che provocano così grave sconcerto nella pubblica opinione, è stata un’azione della Magistratura, che ha svolto la propria funzione senza esitazioni o remore di alcun tipo.

La stragrande maggioranza dei magistrati è estranea alla “modestia etica” – di cui è stato scritto nei giorni scorsi - emersa da conversazioni pubblicate su alcuni giornali e oggetto di ampio dibattito nella pubblica opinione. E, anche per questo, non si può ignorare il rischio che alcuni attacchi alla Magistratura nella sua interezza siano, in realtà, strumentalmente svolti a porne in discussione l’irrinunciabile indipendenza.

Indipendenza che ho, per dovere costituzionale a me affidato, il compito di tutelare con determinazione.

Non può essere, però, in alcun modo, sottovalutato che queste vicende hanno gravemente minato il prestigio e l’autorevolezza dell’intero Ordine Giudiziario, la cui credibilità e la cui capacità di riscuotere fiducia sono - ripeto - indispensabili al sistema costituzionale e alla vita della Repubblica.

Anche in questa occasione va ricordato che l’indipendenza e la totale autonomia dell’Ordine Giudiziario sono affermati nelle norme della Costituzione ma trovano il loro presidio nella coscienza dei nostri concittadini; e questo presidio, oggi, appare fortemente indebolito.

Rinvigorirlo spetta soprattutto ai magistrati, a ciascuno di essi, sul piano sia dell’impegno professionale sia dei comportamenti personali.

La limpidezza del modo di agire anche nella vita associativa, e la credibilità in tutte le decisioni che riguardano il Consiglio Superiore - dalle nomine agli avanzamenti, ai provvedimenti disciplinari e, prima ancora, alle candidature al Consiglio – costituiscono per i cittadini un metro di valutazione della trasparenza e della credibilità anche delle decisioni assunte dalla Magistratura nel rendere giustizia.

Tornano con grande forza le parole - che poc’anzi il Vice Presidente Ermini ha ricordato – di Rosario Livatino: la limpidezza è un elemento essenziale per la vita dell’ordine giudiziario.

Questo è il momento di dimostrare, con coraggio, di voler superare ogni degenerazione del sistema delle correnti per perseguire autenticamente l’interesse generale ad avere una giustizia efficiente e credibile.

E’ indispensabile porre attenzione critica sul ruolo e sull’utilità stessa delle correnti interne alla vita associativa dei magistrati.

Come per qualunque settore di impegno collettivo, appartiene alla normalità la varietà delle prospettive e delle posizioni sui temi della organizzazione della giustizia e sul valore della giurisdizione.

La dialettica fra posizioni diverse, il cui valore è indiscutibile, come espressione di pluralismo culturale, rappresenta una ricchezza per le nostre istituzioni.

Questa dialettica diventa, tuttavia, deleteria allorquando le differenze si traducono in contrapposizioni sganciate dai valori costituzionali di riferimento poiché fanno perdere di vista l’interesse comune ad avere una giurisdizione qualificata e indipendente. Appare davvero necessario un “rinnovamento culturale per rigenerare valori” come pure è stato scritto nei giorni scorsi.

Il compito primario assegnato dalla Costituzione al C.S.M. impone, in modo categorico, che si prescinda dai legami personali, politici o delle rispettive aggregazioni, in vista del dovere di governare l’organizzazione della Magistratura nell’interesse generale.

Sono state preannunciate modifiche normative che dovranno necessariamente articolarsi lungo il tracciato delineato della Costituzione. Indipendenza e autonomia dell’Ordine Giudiziario sono principi fondamentali, – ripeto - irrinunziabili per la Repubblica. E di ciò andrà tenuto conto.

È necessario che il tracciato della riforma sia volto a rimuovere prassi inaccettabili, frutto di una trama di schieramenti cementati dal desiderio di occupare ruoli di particolare importanza giudiziaria e amministrativa, un intreccio di contrapposte manovre, di scambi, talvolta con palese indifferenza al merito delle questioni e alle capacità individuali.

Occorre altresì recuperare la consapevolezza che fra i doveri di ciascun magistrato rientra l’attiva partecipazione al governo autonomo della Magistratura in ogni sua articolazione.

Tutto questo si inserisce nell’ambito della doverosa responsabilità nell’esercizio di pubbliche funzioni, nel rispetto rigoroso dei principi e delle regole della Costituzione.

A questo riguardo – ad esempio – si odono talvolta esortazioni, rivolte al Presidente della Repubblica, perché assuma questa o quell’altra iniziativa, senza riflettere sui limiti dei poteri assegnati dalla Costituzione ai diversi organi costituzionali; e senza tener conto di essi.

In questo modo si incoraggia una lettura della figura e delle funzioni del Presidente della Repubblica difforme da quanto previsto e indicato, con chiarezza, dalla Costituzione.

Il Presidente eletto dal primo Parlamento repubblicano – Luigi Einaudi – ebbe a dichiarare che intendeva lasciare al suo successore “immuni da ogni incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce”: non intendeva cioè trasmettere una sfera di compiti e poteri inferiore a quella affidatagli dalla Costituzione.

Sono stato, e rimango, costantemente attento a quell’aspetto e - in base al medesimo criterio - ho ritenuto, e ritengo, di avere il dovere di non pretendere di ampliare quella sfera al di fuori di quanto previsto dalla Costituzione e dalla legge.

Non esistono motivazioni contingenti che possano giustificare l’alterazione della attribuzione dei compiti operata dalla Costituzione: qualunque arbitrio compiuto in nome di presunte buone ragioni aprirebbe la strada ad altri arbitri, per cattive ragioni.

Vorrei ribadire che la dialettica proficua tra i poteri si esprime in confronto necessariamente collaborativo. Gli ambiti rispettivi di spettanza non sono recinti da contrapporre gli uni agli altri e di cui cercare di erodere i confini, sottraendo spazi di competenza a chi ne ha titolo in base alla Costituzione.

Si tratta di un principio basilare nel sistema costituzionale, insito nelle regole fondamentali della democrazia. Non vi è spirito di corpo o desiderio di affermare il ruolo e l’influenza del potere che si impersona, o di cui si fa parte, che possa giustificare queste distorsioni.

Questo vale costantemente, per tutti e per ciascuno.

Ci troviamo in una fase in cui l’Italia è chiamata a un impegno corale di ripresa, dopo la drammatica emergenza della pandemia – tuttora presente - e le sue conseguenze, di salute, economiche e sociali.

All’intera società è richiesto il rispetto di un’etica civile che chiama tutti alla responsabilità: ogni cittadino, ogni istituzione, ogni settore sociale.

A tutti e a ciascuno è richiesto il coraggio di abbandonare atteggiamenti fondati su prospettive limitate, di corto respiro, che, distorcendo la vita delle istituzioni, rischiano di delegittimarle.

È un dovere istituzionale che grava su ciascuno.

E che non può essere eluso”.