Arriva dal Gemelli di Roma il nuovo Presidente della Società Europea di chirurgia oncologica, è il prof. Domenico D’Ugo

 

Domenico D’Ugo, Professore Ordinario di Chirurgia Generale all’Università Cattolica, è il nuovo presidente dell’European Society of Surgical Oncology (ESSO), prestigiosa Società Europea di Chirurgia Oncologica. Il professor D’Ugo, che è anche Direttore della UOC di Chirurgia Generale presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, resterà in carica per il prossimo biennio, fino a ottobre 2022. Il chirurgo oncologo della Cattolica giunge alla guida della società scientifica internazionale dopo la presidenza della Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO) e dopo aver contribuito alla nascita e ai progetti del Global Forum of Cancer Surgeons.  “Questa  iniziativa - spiega D’Ugo -  unisce prestigiosi colleghi dai più importanti Cancer Centers delle due Americhe e dell’Estremo Oriente oltre che dalle più importanti Istituzioni Europee, tutte in prima fila per assicurare a livello ‘globale’ i requisiti minimi per una chirurgia di qualità nella lotta contro i tumori solidi, consapevoli che dal 2030 il cancro sarà la prima causa di morte a livello planetario”. I principali campi di attività del professor D’Ugo sono la Chirurgia Oncologica Mininvasiva, soprattutto nell’ambito della chirurgia Colo-Rettale (neoplasie, malattie infiammatorie acute e croniche del tratto digestivo) e delle terapie integrate del Cancro dello Stomaco. In questo particolare settore ha introdotto tecniche di chirurgia robotica esofago-gastrica, sia in ambito oncologico che nel trattamento dei disturbi motori e della malattia da reflusso gastro-esofageo. Inoltre con il suo gruppo di lavoro si dedica alla laparoscopia chirurgica avanzata per ernie e difetti della parete addominale. D’Ugo è autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche su riviste italiane e internazionali con un indice Impact Factor di 213.157; ha condotto più di 3000 interventi chirurgici, di cui 2000 come primo operatore.





Torna il 29 giugno all’Ippodromo delle Capannelle la Festa del trotto

 

Porte aperte all’Ippodromo Capannelle per la grande festa del trotto. Lunedì 29 giugno 2020, dalle ore 16.00, una delle giornate clou del calendario ippico nazionale, quella dedicata al Premio Triossi e al Premio Turilli. Come da tradizione, la giornata intitolata ai Ss.Pietro e Paolo, patroni di Roma, rappresenta un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati del trotto. Storicamente è la giornata in cui si disputa il Gran Premio Tino Triossi, una delle tre prove di gruppo 1 riservate ai quattro anni. Assieme al Gran Premio d’Europa e al Gran Premio Continentale, costituisce quella che può essere definita la triplice corona del trotto italiano nella stagione post derby. C’è un piccolo rammarico: “Purtroppo dobbiamo registrare l’ennesima decisione sbagliata assunta dal Ministero con la cancellazione del premio Antonio Carena – spiega Elio Pautasso, presidente di Federippodromi e direttore generale Hippogroup Roma Capannelle -. Con una variazione, ovviamente non condivisa, assunta senza consultare nessuno se non qualche ‘amico’, durante il periodo di fermo per il Covid 19, sono state cancellate tutte le corse filly (per femmine) abbinate ai Gran Premi di Gruppo 1 per i cavalli di 3 e 4 anni. Oltre al premio Carena, filly abbinato da sempre al Triossi, sono stati cancellati anche quelli collegati al Nazionale di Milano, al Giovanardi di Modena e al Marangoni di Torino, solo per fare qualche esempio. Questa iniziativa del tutto inspiegabile – continua Pautasso -, ha creato perplessità e proteste anche tra gli stessi operatori e soprattutto tra gli allevatori che, come noto, hanno la necessità di valorizzare le femmine. Ci domandiamo chi sia l’autore di questa brillantissima idea, che per altro fa il paio con la cancellazione delle batterie delle Oaks, avvenuta anche questa nottetempo”. La novità di quest’anno è che il Triossi sarà affiancato da un’altra prova di gruppo 1, il Gran Premio intitolato a Gaetano Turilli, la corsa riservata ai cavalli di 5 anni e oltre che il 26 dicembre del 1959 inaugurò l’ippodromo di Tor di Valle. La collocazione nel giorno di Santo Stefano rimase fino al 1999; nel 2000 venne trasformato nel premio del Giubileo e vide la vittoria di Varenne, mentre dal 2001 venne spostato nello stesso giorno in cui veniva programmato il Derby di trotto, fino alla nuova collocazione di quest’anno, in cui il Turilli completa in maniera esaustiva la giornata del Triossi.





Ama: sostituiti i cassonetti incendiati in due Municipi

Squadre speciali AMA sono intervenute per sostituire 11 cassonetti distrutti che erano stati incendiati nei Municipi IV e VII e i cui rifiuti combusti erano stati già rimossi martedì scorso. 

In particolare nel Municipio IV erano 2 i cassonetti dati alle fiamme, uno in via Montegiorgio e l’altro in via Corinaldo, mentre nel Municipio VII ben 9: 2 in via dell’Aeroporto (è la nona volta, negli ultimi due anni), 2 in via Tuscolana (ang. via Servilio Prisco), 2 in viale Appio Claudio, 3 in via Anicio Gallo. 

Lo comunica in una nota AMA S.p.A. 

Da inizio anno sono stati sostituiti 165 cassonetti per incendio. Nel 2019 erano stati complessivamente 460 i cassonetti stradali bruciati e resi non fruibili, mentre l’anno prima ne erano andati a fuoco 500. Da inizio anno sono stati già rimossi circa 41mila chilogrammi di rifiuti combusti con grave rischio per l’ambiente e la salute delle persone.




Il Pd alla Raggi: "Scongiuri lo stop ai lavori nella Metro C. Riceva i lavoratori"

Pd: Raggi riceva lavoratori Metro C scongiuri stop lavori

“Fare video-passerelle da pubblicare sui social, visitando i cantieri della Metro C, non risolvono i problemi. Lo stato di agitazione dei lavoratori della metro C dichiarato da Cgil-Cisl-Uil ci preoccupa molto e mette ancora una volta a nudo l’immobilismo di una giunta sempre alla ricerca di una ciambella di salvataggio. Esprimiamo solidarietà e sostegno ai lavoratori che manifesteranno giovedì 2 luglio, in Piazza del Campidoglio. La sindaca Raggi incontri le rappresentanze dei lavoratori e scongiuri un ulteriore blocco dei lavori. Servono assunzione di responsabilità, concretezza e risposte immediate sulla ripresa dell’attività produttiva. Si dimostri con celerità di voler realizzare la Metro fino a Piazzale Clodio, non solo a chiacchiere, ma con atti concreti, senza rimpalli di responsabilità, assumendo posizioni chiare verso la città che attende da anni un’opera fondamentale per la mobilità”. Così in una nota il gruppo capitolino del Pd.





Il 2 luglio i lavoratori della metro C protesteranno in Campidoglio

 

I sindacati FenealUil di Roma, Filca Cisl di Roma e Fillea Cgil di Roma insieme ai lavoratori della Metro c hanno dichiarato all’unanimità lo stato di agitazione ed indetto una manifestazione di protesta giovedi 2 luglio alle ore 14.00 presso piazza del Campidoglio al termine di un’assemblea che si è tenuta presso il campo base di via dei Gordiani. Inoltre la FenealUil di Roma la Filca Cisl di Roma e la Fillea Cgil di Roma hanno mandato una richiesta d’incontro alla Sindaca Raggi e agli Assessori competenti. I sindacati ed i lavoratori chiedono risposte immediate sulla ripartenza per la ripresa dell’attività produttiva e risposte certe sul futuro del proseguimento dell’opera, per la salvaguardia occupazionale dei dipendenti metro C e dell’intero indotto, oltre che per la mobilità dei romani. “Dalla parte politica e dai dirigenti capitolini – dichiarano Filca Cisl di Roma Fillea Cgil di Roma e FenealUil di Roma – manca una volontà di assumere posizioni chiare e certe nei confronti dei lavoratori ma anche della cittadinanza che ha bisogno di un’opera fondamentale per la mobilità. Sono anni che come federazioni di categoria chiediamo un confronto che viene sistematicamente negato”. Il 16 giugno, raccontano i sindacati “la Società Consortile Metro C ha informato i sindacati e le Rappresentanze Sindacali Aziendali che nuovi problemi determinavano ancora una volta il fermo delle attività e che la possibile ripresa delle lavorazioni, non era più prevista per il 27 Giugno, data di ultimazione della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. Per questo motivo la Società Metro C comunicava l’intenzione di proseguire con la proroga della Cassa Integrazione per ulteriori 13 settimane, a decorrere dal 29 giugno 2020”. “I lavoratori sono stanchi e preoccupati per il loro futuro – denunciano i sindcati – anche perché l’incertezza delle scelte politiche ed amministrative fanno presagire che l’unica sicurezza all’orizzonte sembra essere l’apertura di una procedura di licenziamenti. Non vogliamo diventare vittime di una campagna elettorale, perché tale immobilismo porterebbe ad un aumento della disoccupazione. Ora siamo stanchi delle promesse e vogliamo atti concreti, chiediamo risposte certe sul futuro del proseguimento dell’opera, per la salvaguardia occupazionale dei dipendenti metro C e dell’intero indotto, oltre che per la mobilità dei cittadini romani”, concludono. 





Regione Lazio, la denuncia di Parisi: “Non utilizzati 260 milioni di Fondi Ue”

 

“Il Lazio non ha utilizzato 290 milioni di fondi UE. Zingaretti non ha progetti e il coraggio di fare scelte. Se quello che è successo in Lombardia fosse accaduto nel Lazio ci sarebbero i morti per strada, perché il sistema sanitario nel Lazio è molto più debole di quello lombardo. Il Forlanini potrebbe diventare una grande rsa pubblica, invece Zingaretti pensa di farne un posto per metterci le ong, i centri sociali e fare un po’ di propaganda in mezzo all’associazionismo. Rifiuti? Dire che oggi un termovalorizzatore di nuova generazione inquina è come dire che la terra è piatta. Che il Pd sia subalterno alla cultura dei terrapiattisti non va bene”. Stefano Parisi, consigliere della Regione Lazio, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. 

“Litighiamo tutto il tempo se prendere i soldi dell’UE, ma la verità è che non sappiamo come spenderli -ha affermato Parisi-. Il Lazio non aveva utilizzato 290 milioni, l’UE ha permesso alla Regione di riprogrammarli visto che c’è stata l’emergenza Covid. Noi non siamo in grado di avere un’idea strategica. Il tema vero è l’incapacità della classe politica di decidere e l’incapacità dell’amministrazione di programmare. Sono tutti lì a guardare quanti like ha il post che mettono su Facebook, anziché pensare ai bisogni reali del Paese. Se uno pensa che tutto possa essere risolto col reddito di cittadinanza, rimarremo sempre indebitati e non ci sarà crescita economica. Zingaretti prende tutti i progetti già finanziati e li elenca e sono quasi tutti legati a manutenzione dell’asfalto e segnaletica, poi c’è qualche investimento nella scuola e nella cultura, ma non c’è il coraggio delle scelte. Io gli ho portato 15 progetti, già finanziati ma che purtroppo sono bloccati dalla cultura mal riposta dell’ambientalismo che vorrebbe che tutto rimanesse così com’è. Non vogliono fare l’Autostrada Roma-Latina, già finanziata. E poi abbiamo i morti sulla Pontina che è una strada pericolosissima. Noi discutiamo se prendere o no il Mes e il Recovery Fund. Sono in tutto 200 miliardi. Ma questi non ce li daranno mai se non hai progetti e non spieghi come li utilizzerai. Dei 37 miliardi del Mes nel Lazio potrebbero arrivare quasi 4 miliardi. Se andiamo a vedere cosa pensa di fare Zingaretti: un po’ ristrutturazioni di ospedali qua e là, comprare una tac. Se quello che è successo in Lombardia fosse accaduto nel Lazio noi avremmo i morti per strada, perché il sistema sanitario nel Lazio è molto più debole di quello lombardo”. Quanto alle Rsa “bisogna ripensare all’accreditamento, dobbiamo dare nuovi standard di qualità ed avere un sistema di controllo. Parlo delle rsa private. Definiamo questi standard di qualità e poi facciamo accedere queste rsa al fondo di garanzia, in modo tale che possano fare gli investimenti che devono essere fatti. Per il pubblico invece, facciamo delle rsa pubbliche ma di grandi qualità. A Roma c’è il Forlanini che è una struttura favolosa, immerso nel verde, lì si potrebbe fare una grande rsa pubblica, invece Zingaretti pensa di farne un posto per metterci le ong, i centri sociali e fare un po’ di propaganda in mezzo all’associazionismo”. 

Sul problema rifiuti, “Zingaretti, Marino e la Raggi non hanno mai avuto il coraggio di prendere decisioni. Quando Marino e Zingaretti chiusero Malagrotta, non trovarono prima un’alternativa. Solo Roma paga 300 milioni all’anno in più per esportare i nostri rifiuti e conferirli nei termovalorizzatori di tutta Europa e queste città non solo prendono i soldi per smaltire i nostri rifiuti ma ci guadagnano anche producendo energia. Dire che oggi un termovalorizzatore di nuova generazione inquina è come dire che la terra è piatta. Che il Pd sia subalterno alla cultura dei terrapiattisti non va bene. Nel Lazio si può chiudere il ciclo dei rifiuti facendo la vera raccolta differenziata, poi bisogna fare un termovalorizzatore, poi fare il compostaggio aerobico ed anaerobico per generare biogas come si fa in tutto il mondo. Questo ci consentirebbe di ridurre in modo imponente l’accesso alle discariche, di ridurre i tmb e di risparmiare solo a Roma 300 milioni. Perché in Veneto e a Milano queste cose sono state fatte?”.





Buoni spesa, c’è l’accordo tra Roma Capitale e Poste Italiane

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha ricevuto oggi in Campidoglio l’amministratore delegato del gruppo Poste Italiane Matteo Del Fante. L’incontro, fa sapere in una nota il Campidoglio, ha rappresentato l’occasione per suggellare, mediante la sigla del relativo protocollo d’intesa, la collaborazione avviata nella fase più critica dell’emergenza coronavirus. Grazie a questo accordo è stato possibile distribuire gratuitamente, negli uffici postali della città, una parte considerevole dei Buoni Spesa destinati alle famiglie romane in difficoltà economica a causa dell’emergenza sanitaria. “In questi mesi abbiamo messo in campo un’importante esperienza di collaborazione istituzionale a sostegno delle famiglie romane in difficoltà, che avevano bisogno di una risposta rapida ed efficace. Anche la ripartenza del Paese ha bisogno di sinergie a tutti i livelli, per rispondere prontamente ai bisogni dei cittadini”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. I Buoni Spesa sono stati tutti correttamente erogati dall’Amministrazione capitolina per essere distribuiti agli aventi diritto. I ticket sono circa 70 mila, di cui 43 mila affidati a Poste Italiane che ha provveduto a contattare i beneficiari per il ritiro nell’ufficio postale più vicino a casa. I Buoni restanti sono stati accreditati e spesi direttamente su app o affidati alla Polizia Locale di Roma Capitale per le consegne a domicilio. “Siamo lieti di aver collaborato con Roma Capitale e di aver messo al servizio di una causa sociale così importante la capillarità della nostra rete logistica e i nostri uffici postali. Con questa iniziativa Poste Italiane ha confermato la sua storica vicinanza alle comunità e l’attenzione alle fasce di popolazione più fragili”, ha commentato l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante.




Cultura, al via il nuovo Bando Programmi per Roma Capitale

 

Lanciato dall’Assessorato alla Crescita Culturale di Roma Capitale uno strumento innovativo per sostenere le realtà culturali della città. E’ il primo bando in assoluto che concede contributi al funzionamento a soggetti quali, a titolo d’esempio non esaustivo, imprese, enti, associazioni, compagnie, scuole di formazione alle arti, purché non pubbliche o partecipate da soggetti pubblici, che sono in attività a Roma da almeno due anni. 


Si differenzia dagli altri bandi che invece concedono contributi per la realizzazione di specifici progetti. In questo modo mette a disposizione degli operatori risorse per sostenere costi generali e di funzionamento, come gli affitti e le utenze o spese di personale, sostenuti nel corso di tutto il 2020 (da gennaio a dicembre) e non solo in relazione ad una specifica attività. Questo nuovo strumento è possibile grazie al nuovo Regolamento Contributi delle attività culturali di Roma Capitale approvato dall’Assemblea capitolina nel novembre 2019.



Le domande devono pervenire a partire dalle ore 09.00 del giorno 6 luglio 2020 e fino al termine massimo del 31 agosto 2020 secondo le modalità indicate nell’avviso.



Il Fondo è inizialmente dotato di 800 mila euro che potranno essere incrementati a fronte del reperimento di altre risorse. Ciascun beneficiario può ottenere un contributo fino all’85% delle spese ammissibili sostenute, per un ammontare massimo comunque di 20.000 euro. Le richieste verranno esaminate per l’ammissibilità, in ordine di arrivo, dal Dipartimento Attività Culturali che, ad esito delle verifiche, le sottoporrà ad una Commissione Tecnica di Valutazione. Il Dipartimento Attività Culturali procederà, fino ad esaurimento fondi, ad erogare alle proposte riconosciute idonee un acconto del contributo concesso. All’esaurimento del fondo si costituisce un elenco di potenziali beneficiari cui destinare contributi da parte di Municipi o qualora fossero reperite altre risorse.


Per Luca Bergamo, Vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale: "Avevamo preso l’impegno di altri interventi a sostegno delle imprese e degli operatori culturali e lo manteniamo, introducendo anche una significativa innovazione. Il bando appena pubblicato consente di riconoscere contributi al funzionamento e dunque per sostenere quei costi ricorrenti che pesano sui bilanci di un settore in grandissima difficoltà. Iniziamo con 800 mila euro ma spero, anche se non vi sono certezze, che entro la fine dell’anno sia possibile incrementare lo stanziamento. 
Stiamo lavorando con misure diverse per fare fronte ad una situazione difficile e inedita. Tra breve pubblicheremo anche il bando Contemporaneamente Roma, con la sua pubblicazione le somme messe a disposizione degli operatori indipendenti dall’Assessorato alla Crescita Culturale supereranno i 4 milioni di euro. A breve inoltre la Giunta adotterà un provvedimento che azzera fino ad ottobre gli oneri per l’occupazione di suolo pubblico delle superfici commerciali all’interno delle iniziative culturali.
Ringrazio i miei collaboratori e tutte le strutture per il lavoro che stanno facendo, consapevoli della rilevanza che ogni decisione presa ha sul tessuto culturale della città".

 




Ex Punti Verdi Qualità, al via recupero. Lanciato avviso pubblico per ex città del rugby di Spinaceto

 

Parte l’azione di recupero e valorizzazione degli ex Punti Verdi Qualità, iniziando da Spinaceto Sud. È stato pubblicato sul sito di Roma Capitale l’avviso pubblico esplorativo con cui si procederà a una "consultazione preliminare di mercato", per la ricezione di proposte per la riqualificazione e il riuso degli immobili di proprietà comunale presenti nell’ex PVQ del IX Municipio, la cui concessione è stata nel tempo revocata. Si vuole ridare vita all’area pubblica dell’ex Città del Rugby di Spinaceto, un’ampia zona (circa 300mila metri quadri) con immobili in stato di abbandono e vandalizzati da riqualificare, garantendo anche la manutenzione e la fruibilità delle aree verdi. 

 

“I punti verde qualità sono stati per troppi anni un’occasione persa per l’Amministrazione capitolina e per la città in termini di servizi, strutture e opportunità di lavoro. Con questo avviso intendiamo rilanciare la valorizzazione con progettualità nuove o che si connettano con realtà già attive nel territorio di riferimento. L’obiettivo è quello di restituire ai cittadini spazi a lungo abbandonati,  riqualificandoli per creare nuove occasioni di sviluppo soprattutto nelle periferie”, dichiara la sindaca Virginia Raggi.

 

Obiettivo dell’avviso esplorativo, raccogliere proposte di recupero per la valorizzazione dell’area e dell’ambito urbano circostante, per una maggiore accessibilità ai servizi per i cittadini con il raggiungimento di nuovi standard di qualità sociale e ambientale.

 

“Dopo l’ex punto verde qualità di Spinaceto Sud lanceremo una analoga consultazione di mercato anche per quello del Parco della Madonnetta. La raccolta di proposte progettuali punta alla valorizzazione dell’architettura e della funzione di centro aggregativo per i quartieri all’interno dei quali sono collocati i PVQ. Al tempo stesso si vuole riconfigurarne l’assetto, attualizzandolo attraverso la previsione di spazi multifunzionali e facilmente reversibili, in grado di adattarsi alla richiesta di nuovi usi indotti dal cambiamento degli stili di vita e in linea con i nuovi modi di concepire la socialità e l’aggregazione. In questa fase preliminare, è possibile presentare idee e proposte non vincolate alle preesistenti previsioni progettuali ed è lasciata libertà all’inventiva degli aderenti all’iniziativa”, dichiara l’assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative Valentina Vivarelli.

 

Quanto a Spinaceto Sud, ci sono 120 giorni a partire dal 25 giugno per presentare proposte al Dipartimento Politiche Abitative.

 





Basta un solo click per accedere ai servizi on line di Roma Capitale

 

Un solo clic per accedere ai servizi online: è l’ultimo passo compiuto da Roma Capitale per promuovere e favorire l’accesso a tutti i servizi digitali. Nella welcome page del portale istituzionale un bottone punta direttamente ai servizi divisi ed elencati per aree tematiche. Una volta individuato il servizio, è possibile leggere la card dedicata oppure accedere, con un clic diretto sul pulsante rosso, al servizio desiderato, saltando ulteriori passaggi.

 

Si tratta di una soluzione user-friendly che punta ad ampliare la platea dei cittadini che fruiscono dei servizi on line. Stiamo rendendo sempre più immediato e intuitivo l’accesso all’informazione sul portale istituzionale. Un’azione che si inserisce nel solco della forte promozione dei servizi digitali che abbiamo potenziato nel periodo del lockdown, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti dei cittadini attraverso l’erogazione dei servizi in modalità digitale” dichiara la sindaca Virginia Raggi.

 

Grazie alla modalità one clic il cittadino viene indirizzato direttamente alla pagina desiderata bypassando, di fatto, una serie di informazioni e passaggi superflui.

 

La nuova sezione è raggiungibile all’indirizzo https://www.comune.roma.it/web/it/servizi.page?tipo=onl

 





Aveva in borsa nove flaconi di metadone, arrestata dai Carabinieri

 

I Carabinieri della Stazione Roma Porta Portese hanno arrestato una 37enne romana, gia’ nota alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Transitando in circonvallazione Gianicolense, i Carabinieri hanno notato la donna in atteggiamento sospetto e l’hanno fermata per una verifica. Nella borsa della donna sono stati rinvenuti 9 flaconi di metadone, da 5 ml ciascuno, detenuti senza prescrizione medica. L’arrestata e’ stata sottoposta agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa del rito direttissimo.





Cerca di aggirare i controlli con una mazzetta da 1000 euro infilata nelle tasche di un finanziere, arrestata

 

 

Mentre era in corso la redazione del verbale di sequestro della merce e del denaro contante trovati in un negozio di occhiali, la moglie del titolare si e’ avvicinata ad uno dei finanzieri del Comando provinciale di Roma infilandogli nella tasca dei pantaloni una “mazzetta” di mille euro, con l’intento di farlo desistere dalla contestazione.
Il tutto e’ avvenuto durante un controllo di routine presso uno showroom del quartiere Esquilino, dove una pattuglia del 
Nucleo operativo metropolitano delle fiamme gialle aveva scoperto circa un milione di occhiali da sole non conformi alla normativa comunitaria e nazionale, oltre a 69.000 euro in contanti di cui non era stata giustificata la provenienza.
La donna, una 34enne di nazionalita’ cinese, e’ stata arrestata per istigazione alla corruzione e processata con giudizio “direttissimo” dal Tribunale di Roma, che l’ha condannata a due anni di reclusione. Il marito e’ stato invece denunciato a piede libero per i reati di frode in commercio e riciclaggio





Dopo Carminati, tornano in libertà Buzzi e Gramazio. Erano ai domiciliari

 

Dopo Massimo Carminati, tornano liberi per decorrenza dei termini anche Salvatore Buzzi e Luca Gramazio, altri due imputati eccellenti nell’inchiesta su Mafia Capitale. Lo ha deciso la Corte d’Appello di Roma che ha disposto per Buzzi l’obbligo di dimora nel territorio capitolino. I due si trovavano agli arresti domiciliari nell’ambito del procedimento Mondo di Mezzo.





L’Abi ha assegnato i Premi per l’innovazione negli Istituti di Credito

 

 

L’Abi ha consegnato i premi ai vincitori della decima edizione del concorso “L’innovazione nei servizi bancari”. Durante un webinar di Abi Lab dedicato ai 10 anni di innovazione, i riconoscimenti sono stati assegnati alle banche “che hanno presentato progetti legati ai nuovi canali di interazione, alla trasformazione digitale, al nuovo ecosistema finanziario e alla sostenibilità e alla comunicazione”. 

“Questa edizione – sottolinea Palazzo Altieri – ha rafforzato l’importanza del tema dell’innovazione come leva imprescindibile per realizzare cambiamenti che consentano di recuperare competitività e spingere le imprese verso una nuova crescita in un ecosistema sempre più digitale”. 

Alla decima edizione del premio Abi per l’innovazione nei servizi bancari, che si inserisce nel quadro del Premio nazionale per l’innovazione (“Premio dei premi”), iniziativa promossa dal governo, hanno partecipato 23 banche con 65 progetti.





Feltri si dimette da giornalista. L’annuncio in prima pagina su Il Giornale dell’amico Sallusti

 

“Feltri si dimette da giornalista”: così titola in prima pagina “il Giornale”, che annuncia la decisione di Vittorio Feltri di dimettersi dall’Ordine dei giornalisti. “Dopo cinquant’anni di carriera – scrive in un editoriale Alessandro Sallusti – si è dimesso dall’Ordine rinunciando a titoli e posti di comando nei giornali, compreso nel suo Libero (lo fondò nel 2000). Perché lo abbia fatto lo spiegherà lui, ma io immagino che sia una scelta dolorosa per sottrarsi una volta per tutte all’accanimento con cui da anni l’Ordine dei giornalisti cerca di imbavagliarlo e limitarne la libertà di pensiero a colpi di processi disciplinari per presunti reati di opinione e continue minacce di sospensione e radiazione”.

“Dovete sapere – prosegue Sallusti -che per esercitare la professione di giornalista bisogna essere iscritti all’Ordine – inventato dal fascismo per controllare l’informazione – e sottostare alle sue regole deontologiche, che oggi vengono applicate con libero arbitrio da colleghi che si ergono a giudici del pensiero altrui in barba all’articolo 21 della Costituzione, che garantisce a qualsiasi cittadino la libertà di espressione in ogni forma e con ogni mezzo. In pratica puoi fare il giornalista solo se ti adegui al pensiero dominante, al politicamente corretto. Chi sgarra finisce nelle grinfie del soviet che, soprattutto se non ti penti pubblicamente, ti condanna alla morte professionale. A quel punto sei fritto: nessun giornale può più pubblicare i tuoi scritti e se un direttore dovesse ospitarti da iscritto sospeso o radiato farebbe automaticamente la stessa fine. Se invece ti dimetti dall’Ordine, è vero che non puoi più esercitare la professione – e quindi neppure dirigere -, ma uscendo dal controllo politico puoi scrivere ovunque, senza compenso, come qualsiasi comune cittadino”.

 





Le confessioni dell’ex Pm Luca Palamara

 

 

“Sono giorni difficili dettati dall’amarezza per il disagio che questa storia ha creato ai cittadini italiani e ai tanti magistrati esclusi dal meccanismo delle correnti e l’udienza disciplinare sarà il luogo, per quanto mi riguarda, in cui chiarire tutti i fatti e le vicende che da circa un anno riguardano la mia persona e tanti altri colleghi che quelle sere si trovavano con me a dialogare”, lo ha detto l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara a Tg2 post, parlando dell’azione disciplinare avviata nei suoi confronti dopo l’inchiesta sullo scandalo delle nomine ai vertici delle procure più importati.

“Il problema – ha detto ancora Palamara – non è fare delle chiamate in correità o tutti colpevoli o nessuno colpevole, io penso che ci sia un dovere di chiarimento pubblico per fare comprendere realmente quale è stato il mio ruolo politico-associativo come presidente dell’Anm e come consigliere del Csm e far comprendere il mio ruolo in questi anni”.

“Inevitabilmente – ha aggiunto – il mio ruolo portava a fare accordi a relazionarmi con i miei omologhi e le altre correnti della magistratura e in questo ambito e contesto ci sono stati sicuramente incontri con politici e rappresentanti delle istituzioni”.





Meloni (FdI) chiude la porta al Dl Rilancio: “Non partecipiamo a questo schifo”

 

"Le forze di maggioranza ci fanno sapere che se Fratelli d’Italia smette di essere così dura contro la mangiatoia nella quale il Governo ha trasformato il decreto Rilancio, potrebbero accogliere qualche nostro emendamento per indicare noi a chi far arrivare un bel po’ di soldi. È questo il famoso ’dialogo con le opposizioni’ di cui parla continuamente Conte? Spartirsi nei palazzi i brandelli d’Italia mentre le imprese sono in ginocchio e le famiglie alla disperazione?". Lo chiede in una nota la leader di Fdi, Giorgia Meloni.  "Fratelli d’Italia non si presta a questo schifo - aggiunge - Le nostre proposte sono semplici: via tutte le marchette dal decreto e concentrare tutte le risorse in poche misure per sostenere le imprese, difendere i posti di lavoro e aiutare le famiglie in difficoltà. Sembrerebbe che il Governo sia disposto a concedere marchette discrezionali ai partiti per un miliardo di euro, così da comprarsi la complicità del Parlamento.  Suggerisco di spendere quei soldi per dare seguito alla recente sentenza della Corte Costituzionale e raddoppiare le pensioni di invalidità già nel decreto Rilancio. E mi appello perché tutte le forze di centrodestra rispediscano al mittente queste vergognose proposte della maggioranza". 





Renzi vuole un patto di Legislatura tra M5S, Pd e Italia Viva, ma c’è il rischio di nuove defezioni dal M5S verso la Lega

 

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, propone un patto di governo con Pd e M5S per arrivare alla scadenza naturale della legislatura. In un’intervista al quotidiano la Repubblica auspica che l’esecutivo regga la sfida della fase 3 dell’emergenza sanitaria. Ma c’è anche da dire che ci sarebbero già pronte nuove defezioni dal M5S verso la Lega e questo metterebbe in crisi la maggioranza.

“Spero di sì – dice Renzi sulla sua idea – per farlo dovrà infondere speranza e fiducia agli italiani. I soldi per ripartire ora ci sono”.

L’ex premier sottolineata che il Paese è ripartito “solo parzialmente. Molti italiani hanno ancora paura. Negli ultimi mesi hanno accumulato 28 miliardi di euro in più sul conto corrente. Quando crescono i risparmi è un fatto positivo, ma in questo caso si alimenta un meccanismo di preoccupazione e sfiducia che non possiamo permetterci. Bisogna avere finalmente il coraggio di dire che il Covid è un’altra cosa rispetto a marzo”.

Secondo Renzi “governare con la paura è più facile che infondere la speranza. Deve tornare a decidere la politica, non presunti esperti del comitato tecnico-scientifico. Io i virologi li ho difesi dai no vax quando non lo faceva nessuno, ma una parte di loro, anche tra i consulenti del Governo, le ha sbagliate tutte.

Dicevano che se avessimo riaperto avremmo avuto 150mila malati gravi a giugno: follia. Fake news”.Il Governo nato sull’asse Pd-M5S “è nato per rispondere alla follia dei pieni poteri di Salvini. Rivendico quella mossa del cavallo. Ho perso punti nei sondaggi, ma credo di aver fatto bene all’Italia. Quanto a noi, Italia Viva è come una start up che macina idee. Mi sembra che Conte l’abbia capito. Nelle ultime settimane, grazie al lavoro dei nostri parlamentari, ci sono stati molti incontri e si è aperta una fase nuova. Ora bisogna fare un doppio salto ulteriore. Da un lato concretizzare la massa di risorse annunciata nelle dirette Facebook, ma non arrivate ai cittadini. Dall’altro sostenere la maggioranza per arrivare al 2023, eleggendo un presidente della Repubblica europeista e filo atlantico”.

Il leader di Italia Viva pensa a un patto di maggioranza: “Sì, deve essere il nostro traguardo di legislatura. Dobbiamo evitare che il Quirinale sia la gara di ritorno di chi ha perso al Papeete”.





Corruzione e appalti truccati, arresti in Sicilia

 

Corruzione, falsità ideologiche, turbativa d’asta, truffe: sono i reati contestati dalla Procura di Messina, diretta dal Procuratore Maurizio De Lucia, nei confronti di tre persone coinvolte in una indagine della Dia peloritana su illeciti nell’aggiudicazione di appalti per opere relative alla sicurezza della rete viaria gestita dal Consorzio per le Autostrade Siciliane. L’inchiesta, denominata Fuori dal Tunnel, ha portato alla notifica di tre misure cautelari nei confronti di due funzionari dell’ente e di un imprenditore milanese. Ai domiciliari è finito l’ingegnere Angelo Puccia, 60enne funzionario del Consorzio Autostrade Siciliane, attualmente anche consigliere comunale di Castelbuono (PA). La sospensione dai pubblici uffici è stata notificata all’ingegnere Alfonso Edoardo Schepisi, 68enne, anche lui funzionario del Cas, mentre all’imprenditore milanese Fabrizio Notari, 62enne, rappresentante legale della Notari Luigi S.p.A., è stato notificato il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione. 

 





Il monito del Governatore De Luca: "Con 100 positivi chiudo tutta Mondragone"

 

“Tutta la cintura attorno alle palazzine deve essere sottoposta a tamponi perché abbiamo il dovere di capire se nei bar o ristoranti vicini c’è stato qualche contagio. Quindi da domani mattina avremo 2 camper nei quali si faranno su base volontaria i tamponi per individuare eventuali positivi. Tra 2-3 giorni quando avremo fatto 3-400 alla fascia di popolazione intorno ai palazzi avremo il quadro definitivo. Noi ci auguriamo di rilevare non molti positivi, se dovessimo avere 100 positivi si mette in quarantena tutta la città di Mondragone”. Così il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, ai microfoni del Tgr Campania sul focolaio d Covid-19 scoppiato nei palazzi ex Cirio a Mondragone, Caserta. “Dovevamo fare due scelte – evidenzia il governatore – o mettere in quarantena tutta la città di Mondragone oppure fare quello che stiamo facendo ora, isolare il focolaio e spegnerlo. Non abbiamo ritenuto di mettere in quarantena tutta la città perché ci sono gli esami di stato in corso, perché ci sono le attività balneari ed economiche che ripartivano quindi stiamo facendo un altro tentativo che però presuppone il senso di responsabilità e di collaborazione di tutti i cittadini. Quindi nessun assembramento, nessuna manifestazione, altrimenti i problemi si aggravano e rischiamo di dover mettere in quarantena tutta Mondragone. Io sono abituato a parlare chiaro”.

Poi De Luca fa il punto della situazione: “Abbiamo isolato facendo il tampone a tutti gli abitanti delle 5 palazzine, bulgari e non bulgari. Finora 43 positivi ed ora dobbiamo mantenere in isolamento rigoroso le 5 palazzine, cioè per 15 giorni non deve uscire e entrare nessuno”. “Questa mattina ho parlato con il ministro dell’Interno perché la notte scorsa 4-5 erano scappati ed arrivati nella piana del Sele, questo non deve accadere mai più. Allora entro questa sera ho richiesto l’esercito e dei reparti dei carabinieri e della polizia perché queste palazzine devono essere blindate, non esce nessuno. Le forniture alimentari e mediche le deve garantire la protezione civile. Nessuna polemica su diversità trattamento andranno ad italiani e non”.

 

 





Covid-19 come la ‘Spagnola’ Ranieri Guerra: “Andò giù in estate e riprese ferocemente in autunno ed inverno"

 

"Non c’è preoccupazione perché è tutto ampiamente atteso. Entrambi i focolai sono stati identificati immediatamente e circoscritti, quindi il sistema messo in atto tiene. E’ inevitabile ci siano focolai in giro per l’Italia e per l’Europa". Così Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità al programma Agorà su Rai3 riguardo ai focolai di coronavirus a Mondragone e a Bologna.

L’epidemia Covid "si sta comportando come avevamo ipotizzato" e "il paragone è con la Spagnola che si comportò esattamente come il Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata". Così Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), durante Agorà, su Rai 3, rispondendo in merito alla lettera di esperti che hanno parlato di "emergenza finita".

"Sparendo il virus dalla clinica - ha detto - sembra tutto sia finito, ma non è così". Rispetto alla nuova categoria dei ’debolmente positivi’, ha precisato Guerra, "non entro nelle classificazioni e definizioni artificiose che colleghi insigni di varie discipline possono fare. Guardo i fatti e i fatti dicono che il genoma del virus è ancora lo stesso e i fatti dicono che l’andamento di una epidemia come questa è ampiamente previsto e prevedibile. C’è una discesa che coincide con l’estate". "E’ vero - ha concluso Guerra - che le terapie intensive si sono svuotate, ma si sono svuotate come previsto che accadesse e non vogliamo si riempiano di nuovo in autunno. Tutte le precauzioni che stiamo prendendo hanno l’obiettivo di circoscrivere la circolazione del virus quando questa riprenderà".





Lo strappo dei parenti delle vittime del Morandi: “Non andremo all’inaugurazione del ponte di Genova”

 

II comitato dei parenti delle 43 vittime del crollo di Ponte Morandi non parteciperà alla cerimonia di inaugurazione del nuovo viadotto autostradale sul torrente Polcevera. Ad annunciarlo in una nota Egle Possetti, portavoce del comitato.

“A seguito dell’assemblea tenutasi giovedì sera – si legge nella nota – il nostro comitato ha deciso la posizione ufficiale per l’evento che si terrà nel sito del nuovo ponte alla fine dei lavori. E’ stato complesso riuscire a gestire i sentimenti contrastanti che affollavano la nostra mente, infatti le emozioni che la crescita di questa nuova struttura hanno suscitato in noi sono sempre state molto forti, come potrete immaginare.
 E’ stato molto difficile assistere in questi mesi alle molte cerimonie e come abbiamo sempre sostenuto, per l’origine indegna che ha avuto questa costruzione, il nostro cuore e quello di molti cittadini ha sempre sperato in un’inaugurazione sobria, da sempre pensiamo che i motivi di festeggiamento dovrebbero essere altri”.

“Ci siamo mossi con forza – ricordano i familiari delle vittime – quando abbiamo capito che l’evento di inaugurazione avrebbe potuto diventare un evento mediatico di gran festa. Non ci siamo opposti a concerti di musica classica, ma francamente ad un certo punto si era generata una tale confusione nell’informazione che per tutti penso sia stato difficile dipanare la matassa. Per noi purtroppo la ricostruzione del ponte, che dovrebbe unire nuovamente la città, non riuscirà mai a ricostruire quello che abbiamo perso. Il lavoro che è stato fatto è molto, le persone che hanno operato nella ricostruzione meritano il nostro rispetto, ma questo ponte per noi ha un significato ben preciso che ci strazia il cuore”.





Dati personali, rubate un milione di informazioni riservate

 

Operazione della Polizia postale per eseguire 20 ordinanze cautelari, 13 di queste con la misura dei domiciliari

 

Oltre 100 specialisti della Polizia Postale impegnati a dare esecuzione a 20 provvedimenti cautelari, in particolare 13 ordinanze che dispongono gli arresti domiciliari ed ulteriori sette ordinanze, che dispongono l’obbligo di dimora nel comune di residenza ed il divieto di esercitare imprese o ricoprire incarichi direttivi in imprese e persone giuridiche, nell’ambito della fase conclusiva dell’operazione ’Data Room’, un’articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, e condotta dagli investigatori specializzati del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche – Cnaipic del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, con la collaborazione dei Compartimenti di Napoli, Perugia, Ancona e Roma. I destinatari delle misure sono oggetto, insieme ad ulteriori sei indagati, di perquisizioni locali ed informatiche. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di accesso abusivo a sistema informatico, di detenzione abusiva e diffusione di codici di accesso, riguardando le condotte sistemi di pubblico interesse, e della violazione della legge sulla privacy su comunicazioni e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala. Il provvedimenti restrittivi, emessi dal gip presso il Tribunale di Roma, sono stati eseguiti nei confronti degli indagati residenti sul territorio capitolino ed in diverse province campane. 1,2 milioni i dati rubati e decine di migliaia di euro spartiti tra gli operatori infedeli ed i collettori-rivenditori dei dati. Di assoluto livello criminale la mole dei proventi, come emerge da più di una conversazione nella quale alcuni indagati discutono dei corrispettivi, frutto dell’attività illecita, pattuendo la ripartizione dei proventi illeciti del mese. Le indagini tecniche hanno inoltre permesso altresì di far emergere come l’attività di commercializzazione di liste di utenti e relativi recapiti, riguardasse anche i sistemi informatici in uso a gestori operanti nel settore dell’energia, in corso di ulteriore approfondimento. Le complesse indagini hanno visto gli specialisti del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni impegnati in attività di intercettazioni telefoniche e pedinamenti degli indagati, oltre che attività di riscontro ed analisi sui sistemi informatici afferenti le piattaforme contenenti i dati, rese possibili anche grazie alla preziosa collaborazione della struttura di sicurezza aziendale di Telecom Italia.





Gualtieri: "Meno tasse e stipendi più alti. Coinvolti 16 mln di lavoratori"

 

"Abbiamo ridotto le tasse a 16 milioni di lavoratori e dal primo luglio gli stipendi aumenteranno per 16 milioni di persone, per 4,5 milioni aumenteranno di 100-80 euro netti al mese, per 11 milioni i vecchi 80 euro arriveranno a 100 euro, un aumento significativo". A dirlo è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che, intervenendo ad Agorà su Rai 3, evidenzia che "sono 7 miliardi di tasse tagliate in modo permanente". Oggi, ha quindi spiegato Gualtieri sui finanziamenti a fondo perduto alle imprese, "partirà una seconda ondata di pagamenti, credo che siamo a quasi un milione di domande che continuano perché ci sono due mesi di tempo". Gualtieri ha anche ricordato le diverse misure decise dal Governo sottolineando che si tratta "complessivamente del sistema di aiuti che è il secondo più alto in Europa" dopo la Germania.  Il Governo, con i Recovery Fund, farà "una scossa di investimenti per la crescita del Paese", scandisce Gualtieri, che ha sottolineato come saranno portati "gli investimenti pubblici e gli investimenti privati a livelli molto alti". Tra gli obiettivi, ha detto, "portare, ad esempio, la rete in fibra ottica in tutte le case, migliorare le nostre infrastrutture, spendere e finanziare di più la ricerca e l’istruzione, fare cioè gli investimenti che portano crescita e portano aumento del potenziale di crescita del Paese". "Con questa scossa di investimenti possiamo fa crescere di più il Paese avere più occupati e tutto ciò ci rende più semplice affrontare il tema complesso della riforma fiscale che noi intendiamo finanziare con la lotta all’evasione fiscale" ha chiarito Gualtieri.





Scivola il reddito disponibile (-1,6%) e cresce la propensione al risparmio

 

La pressione fiscale è stata pari al 37,1% nel primo trimestre 2020, in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rileva l’Istat. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dell’1,6% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali si è ridotta del 6,4%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stimata al 12,5%, in aumento di 4,6 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2019. Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dell’1,7%, a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi (+0,2% la variazione del deflatore implicito dei consumi delle famiglie rispetto al trimestre precedente).  La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,3%, è aumentata di 0,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2019. Il tasso di investimento, pari al 20,9%, è diminuito di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Le stime dei conti trimestrali delle AP, delle famiglie e delle società risentono dei problemi, dovuti all’emergenza sanitaria, legati alla raccolta dei dati di base che costituiscono l’input per l’elaborazione dei conti. Ove necessario, sono state sviluppate azioni correttive che hanno permesso di elaborare e diffondere i dati relativi al primo trimestre 2020. Come di consueto, le stime rilasciate oggi saranno oggetto di revisione nelle prossime diffusioni, man mano che si renderanno disponibili ulteriori informazioni. Tali revisioni potrebbero essere di entità superiore alla norma, conclude l’Istat.

 





Vitalizi, l’ira di Di Maio: “Ingiustizia sociale”La Casellati: “Non c’entro nulla con la decisione”

 

 

"Ci batteremo con fermezza contro ogni tipo di ingiustizia sociale". Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Fb dopo l’annullamento dell’abolizione dei vitalizi alla Commissione Contenziosa del Senato. "Pensare di utilizzare i soldi degli italiani per ripristinare degli assurdi privilegi, in una fase così delicata per il Paese e con una crisi economica da affrontare, è un atto di una gravità assoluta", sottolinea Di Maio, aggiungendo: "È un bene che tutte le forze politiche si siano mostrate unite e compatte contro la reintroduzione dei vitalizi".

"La presidente del Senato non c’entra nulla con la decisione della giunta che è un vero e proprio tribunale, non sarebbe corretto ne’ dal punto di vista etico ne’ dal punto di vista giuridico". Lo ha detto Elisabetta Casellati, presidente del Senato, oggi a Padova a proposito del mancato taglio dei vitalizi, a margine di una visita alla Fondazione Biomedica Vimm. ’Pochi mesi fa - ha ricordato Casellati - c’e’ stata una forte polemica ancora su alcuni componenti e proprio in nome di un trasparenza ho sollecitato, e posso fare soltanto questo, il cambiamento di alcuni membri, cosa che e’ avvenuta puntualmente. Quindi a me dispiace molto che questa decisione sia intervenuta in un momento cosi’ diffficile per gli italiani ma comunque la sentenza e’ appellabile’.





Centro agroalimentare di Roma, riapre al pubblico il mercato ittico

 

Sabato 27 giugno 2020, a partire dalle ore 7.30, il Mercato Ittico del Centro Agroalimentare Roma (CAR), in via Tenuta del Cavaliere 1 (Guidonia), riapre al pubblico, dopo il periodo di chiusura determinato dall’emergenza Covid-19.

L’ingresso sarà possibile soltanto con l’utilizzo di guanti e mascherina e a ogni persona verrà misurata la temperatura per mezzo dei termoscanner. Tutti saranno tenuti a rispettare le regole del distanziamento sociale.

In via straordinaria a titolo gratuito, con questa “riapertura” il CAR vuole rispondere alle ripetute sollecitazioni avanzate sui propri social dalla cittadinanza, che ha apprezzato la promozione del consumo di prodotto ittico fresco condotta da CAR in questi ultimi mesi ed intensificata durante il periodo del lockdown.

Dalle 7.30 alle 12, quindi, le porte del Mercato Ittico si apriranno ai consumatori finali che potranno acquistare, a prezzi contenuti, il prodotto in eccedenza rimasto invenduto alla chiusura delle contrattazioni del sabato mattina.

«Chi verrà sabato al Mercato Ittico – evidenzia Fabio Massimo Pallottini, direttore generale di CAR – avrà l’opportunità di acquistare prodotto ittico d’eccellenza, pescato fresco o di allevamento. Il nostro obiettivo resta la promozione del consumo di questo nobile prodotto che può essere reperito ogni giorno nelle pescherie di quartiere accreditate al CAR di cui distribuiremo a tutti l’elenco, gli indirizzi ed i numeri di telefono. Come abbiamo dimostrato nei nostri tutorial, realizzati a cura del Resident Chef di CAR Fabio Campoli, il pesce si presta ad essere consumato in moltissimi modi. Anche il più economico può divenire un piatto prelibato. Quello che conta è la qualità e per questo le aziende operanti al CAR si sono impegnate a sottoscrivere una “Carta dei Valori” che verrà affissa a conoscenza di tutti gli acquirenti».

«Abbiamo deciso – spiega Valter Giammaria, presidente di CAR – di riaprire il Centro Agroalimentare di Roma alla cittadinanza per dare un ulteriore segnale di ritorno alla normalità. Ovviamente la sicurezza e la tutela della salute delle persone che accederanno saranno al primo posto. Come avviene del resto ogni giorno, anche sabato sarà garantito il rispetto di tutte le norme sanitarie».




Presidenziali Usa, Trump staccato (6 punti) da Biden in sei Stati

 

Stacco di 6 punti in Michigan, Nord Carolina, Florida, Arizona, Pennsylvania e Wisconsin. I sondaggi danno Joe Biden come favorito alla corsa alla Casa Bianca. Il candidato democratico, già Vice Presidente degli Stati Uniti, secondo un sondaggio del New York Times e del Siena College, stacca di 14 punti Donald Trump, e sarebbe favorito nei cosiddetti "Swing States" o "Battleground States", cioè gli Stati dove c’è ancora maggiore indecisione di voto. In particolare, lo stacco tra Biden e Trump sarebbe di almeno 6 punti in Stati strategici quali l’Arizona, la Carolina del Nord, il Wisconsin, la Pennsylvania, il Michigan e la Florida, che nel 2016 andarono a Trump.





Post del figlio di Alex Zanardi: “Mi manca quel tuo sorriso, ma so che lo rivedrò presto”

  

"Mi manca quel tuo sorriso, ma so che lo rivedrò presto, tutti noi lo rivedremo presto". E’ quanto scrive su Instagram Niccolò Zanardi, figlio dell’ex pilota di Formula 1 Alex, in un post divulgato in nottata e ripreso da altri profili, a cui è allegata una fotografia in cui il padre sorride a braccia alzate dopo aver terminato una gara di ciclismo. Il post fa seguito a quello divulgato mercoledì, a cui è allegata una foto raffigurante una mano di Niccolò che stringe quella del padre, attualmente ricoverato al reparto di Terapia Intensiva del Policlinico Le Scotte di Siena.





Possibile nuovo attacco terrorista a Glasgow. Tre persone morte accoltellate

 

 

Tre persone sarebbero morte nell’attacco con coltello avvenuto nel centro di Glasgow. Lo riporta la Bbc. Agenti armati delle unità antiterrorismo sono entrati in azione e isolato l’area, mentre le autorità parlando di "grave incidente". Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente sarebbe avvenuto nell’albergo Park Inn di West George Street, nel centro cittadino. Tre persone sarebbero state accoltellate a morte su una scalinata e un poliziotto sarebbe rimasto ferito. L’assalitore sarebbe stato ucciso dalla polizia. Secondo quanto riferito dalla polizia, la situazione è "in questo momento sotto controllo" e non ci sarebbero pericoli per i cittadini, ma tutta l’area è praticamente stata isolata.  L’accoltellamento di oggi avviene appena sei giorni dopo quello di Reading, dove tre persone sono state uccise ed altre due ferite in modo grave nel parco di Forbury Gardens. Responsabile di quell’attacco, definito di matrice terroristica dalla polizia, un richiedente asilo libico 25enne, Khairi Saadallah.