Ben 9 alias per coprire furti e borseggi. Presa in Commissariato ad Ostia mentre denuncia lo smarrimento del passaporto

 

Pensava di farla in barba alla Polizia di Stato la donna che, nella mattinata di ieri, si è presentata negli uffici del commissariato Lido, diretto da Eugenio Ferraro, per presentare la denuncia di smarrimento del proprio passaporto croato. S.J., 48enne di origini Rom, non aveva documenti al seguito e al momento di fornire le proprie generalità è caduta più volte in contraddizione. Il responsabile dell’ufficio denunce, insospettito dalle reiterate imprecisioni, ha sottoposto la donna al foto segnalamento dal quale è risultato che la 48enne era stata già censita con altri 9 alias ed arrestata più volte per reati contro il patrimonio. A causa di un furto commesso in un appartamento a Palermo, durante il quale si era impossessata di gioielli, monete in oro e denaro, S.J. è risultata essere destinataria di un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso nel 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. Al termine degli atti di rito, la donna è stata portata a Rebibbia, dove sconterà una pena di 3 anni e 6 mesi.





Esposto del Codacons alla Corte dei Conti sul degrado dello Stadio Flaminio

 

Sul caso dello Stadio Flaminio il Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e una diffida al Comune di Roma affinché si faccia luce sul progetto di riqualificazione dell’impianto, che ad oggi appare del tutto paralizzato con enorme danno per la città. Nel marzo del 2017, in accordo con il Comune di Roma, il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della SAPIENZA, la Pier Luigi Nervi Project Association e Do.Co.Mo.Mo. Italia aveva presentato una domanda alla Getty Foundation per ottenere un sostegno alla elaborazione di un piano di conservazione dello Stadio Flaminio, progetto che otteneva un finanziamento da 161 mila euro. 

L’impianto veniva così bonificato e gli spazi interni ed esterni ripuliti. Nell’agosto del 2019, l’Assessore allo sport Daniele Frongia aveva poi rilasciato una intervista affermando che entro novembre 2019 sarebbe stato completato il progetto di riqualificazione: una struttura sportiva polivalente, aperta ai cittadini e alle scuole del territorio. 

Ad oggi, tuttavia, trascorsi oltre 7 mesi dalla data stabilita dall’Assessore allo Sport entro la quale il progetto sarebbe dovuto essere concluso, e sei mesi dalla conclusione della manutenzione delle aree verdi, la situazione dello Stadio Flaminio sembra essere rimasta invariata, rileva il Codacons. 

L’Amministrazione Comunale non ha quindi posto in essere tutte le attività opportune e necessarie a realizzare in tempi ragionevoli il progetto della riqualificazione dello Stadio Flaminio, con evidenti ed inevitabili ricadute sulla collettività, tanto sotto il profilo dell’effettiva destinazione dei fondi pubblici e del loro corretto utilizzo per fini essenziali alla cittadinanza, sia per la tutela di un bene di interesse artistico e storico sotto tutela, quale è lo Stadio Flaminio – denuncia il Codacons – Per tale motivo l’associazione ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, chiedendo di accertare se la vicenda possa configurare uno spreco di denaro pubblico a danno della collettività e quindi possibili illeciti fonte di danno erariale, e una diffida al Campidoglio per ottenere copia di tutti gli atti e/o documenti relativi alle attività svolte e agli interventi compiuti per la riqualificazione dello Stadio Flaminio a partire dal 01/01/2020.





Sottopassi pedonali, puliti e sanificati da Ama oltre 100 impianti

Le operazioni di pulizia e rimozione dei rifiuti nelle aree dei sottopassi pedonali vengono effettuate seguendo un programma definito di concerto tra Ama e Roma Capitale. Dall’inizio di quest’anno, sono stati effettuati oltre 100 interventi di pulizia e sanificazione che hanno riguardato attraversamenti pedonali del territorio cittadino. Si tratta di operazioni che, il più delle volte, richiedono l’adozione di particolari procedure di sicurezza e l’utilizzo di mezzi e attrezzature speciali. In particolare, nelle aree non facilmente accessibili, tale attività deve essere svolto con l’ausilio ed in coordinamento con le Autorità di Pubblica Sicurezza (Polizia Locale, Polizia di Stato, ecc). In questi interventi, infine, è spesso necessario prestare assistenza a persone senza fissa dimora o che si trovano in stato di grave disagio e, per questo motivo, occorre quindi coinvolgere preventivamente anche personale ad hoc dei servizi sociali o di altre strutture preposte. Lo comunica Ama S.p.A. in una nota, “anche in riferimento ad articoli stampa di questi giorni”.





Prima le misure di prevenzione Covid e poi la riapertura degli sportelli Inps di Roma

 

Le sedi Inps di Roma riprenderanno a breve il servizio all’utenza in sede su prenotazione, non appena saranno ultimate le procedure di predisposizione di tutte le misure, richieste dalla normativa sul Covic, per evitare il rischio del contagio e permettere la riapertura in sicurezza degli sportelli al pubblico. Lo si legge in una nota della Direzione di coordinamento metropolitano Inps di Roma.





Comuni del Lazio, due milioni dalla Regione per gli "Eventi delle Meraviglie"

La Giunta Regionale del Lazio ha approvato un’importante delibera per sostenere i Comuni della Regione nella realizzazione di eventi, feste, manifestazioni e iniziative turistico-culturali da realizzarsi nella seconda metà del 2020. Sono 2 i milioni di euro stanziati. “La Regione Lazio mantiene l’impegno con i territori e continua a manifestare la sua vicinanza ai Sindaci e alle amministrazioni nel difficile rilancio del turismo locale” dichiara Giovanna Pugliese, Assessora al turismo e pari opportunità della Regione Lazio. “A seguito della diffusione nel mondo e nel nostro Paese del coronavirus, il turismo ha subito un colpo durissimo. Tutte le stime ci dicono che oltre alla flessione netta, rischiamo di subire contraccolpi ancora più duri se non mettiamo in campo immediatamente azioni virtuose. Noi, nel Lazio, ce la stiamo mettendo tutta”. I 2 milioni di euro stanziati dalla Giunta andranno a sostenere il Programma regionale unitario di promozione del territorio ‘Eventi delle meraviglie’. Il Contributo regionale andrà da un minimo di 4.000 euro per i Comuni più piccoli ai 20.000 euro per quelli più grandi. Ogni Comune potrà fare domanda di contributo attraverso una manifestazione d’interesse disponibile nei prossimi giorni che sarà pubblicizzata anche sul sito www.visitlazio.com. “C’è grande necessità di rimettere in moto l’economia della nostra Regione legata al turismo – conclude Giovanna Pugliese – Con iniziative come questa, sosteniamo i territori e li affianchiamo nella grande sfida del rilancio del turismo post covid. Un turismo di prossimità, un turismo locale, interregionale, a misura di cittadino e di territorio. Siamo sicuri che gli ‘Eventi delle meraviglie’ potranno far riscoprire l’arte, la bellezza e la cultura quotidianamente ad un passo da noi”.





Siringhe in spiaggia dopo i chiodi e i vetri. Minacce dei clan ad Ostia?

 “Dopo vetri rotti e chiodi arrugginiti nascosti nella sabbia ecco cosa e’ stato ritrovato sulle spiagge libere di Ostia: un cumulo di siringhe usate. Mai una roba del genere era stata trovata in anni e anni di ‘vagliature´ meccaniche e manuali”. Lo denuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi, riprendendo la segnalazione presentata dal gruppo M5S Roma. 

“Così si chiamano le operazioni di separazione dei rifiuti sulle spiagge – continua Raggi -. Nell’ultimo fine settimana, pensate, gli operatori hanno raccolto invece decine e decine di siringhe abbandonate. Si tratta di un episodio inquietante e soprattutto molto pericoloso per chi frequenta ogni giorno le spiagge del litorale di Roma. Tutto questo è inaccettabile”, conclude Raggi.





La Sindaca Raggi: "Con #DigitalRestart formazione per Centri del Lavoro"

 

I Centri di Orientamento al Lavoro (Col) di Roma Capitale si aprono alle nuove competenze digitali, nell’ambito del programma formativo “Ambizione Italia #DigitalRestart”, ideato da Microsoft e portato avanti in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale, ente partecipato dal Campidoglio. 

Focus del progetto, che coinvolge diverse aree dell’azienda, tra cui LinkedIn e GitHub, l’utilizzo degli strumenti digitali più richiesti nel mondo del lavoro, e di tecnologie come Big Data e Analytics. Lo scopo è quello di servirsi della tecnologia per identificare le competenze più spendibili nel mercato occupazionale, per profilare curriculum e percorsi professionali, per acquisire nozioni sugli strumenti di ricerca avanzata di posizioni lavorative aperte. 

“Roma Capitale inaugura in Italia #DigitalRestart, il programma nazionale di formazione sul digitale che parte nei Centri di Orientamento al Lavoro. Una marcia in più per i nostri dipendenti che supportano i cittadini alla ricerca di un impiego, cui trasmetteranno le competenze più spendibili nel mercato occupazionale. Lavoriamo a politiche attive del lavoro, soprattutto in un momento come questo, che vede tante persone alla ricerca di un reinserimento professionale”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi. 

La prima sperimentazione del programma formativo è partita a giugno, e prevede l’aggiornamento delle competenze digitali del personale interno dei Centri di Orientamento al Lavoro. Successivamente, la formazione sarà modulata su differenti target, con percorsi dedicati anche agli utenti con bassa scolarizzazione, disoccupati o precari. Nell’ambito della rete integrata dei Servizi per l’Impiego, infatti, l’attività dei Col è diretta a tutti i cittadini: disoccupati, tirocinanti, detenuti ed ex detenuti interessati al reinserimento professionale, ma anche aspiranti imprenditori che vengono supportati nella definizione dell’idea imprenditoriale, nell’analisi di mercato, e nell’individuazione di agevolazioni e finanziamenti per chi sceglie di “mettersi in proprio”. 

“Formazione e digitalizzazione sono un requisito imprescindibile per chi cerca un’occupazione, fondamentale dunque il coinvolgimento in questa iniziativa dei nostri Centri di Orientamento al Lavoro, al fine di innalzare il livello delle competenze. Un personale ringraziamento a Microsoft e Fondazione Mondo Digitale, che accompagnano Roma Capitale nella necessaria trasformazione digitale delle politiche attive del lavoro”, ha aggiunto Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale. 

“In questo momento di emergenza la potenza della tecnologia si è manifestata in tutta la sua forza. C’è solo una piazza che ci è concesso affollare ed è quella virtuale, del web. Ma servono abilità e competenze per proporsi nel mercato del lavoro digitale e costruire percorsi e profili professionali vincenti”, ha dichiarato Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale. “Siamo convinti che solo con alleanze strategiche tra pubblico, privato e non profit si possa accelerare la ripresa e dare un forte segnale di attenzione ai giovani”.





Arresti per truffe ed estorsioni nei confronti di anziani

 

I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro, nei comuni di Roma e Sarno (SA), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 4 persone di nazionalità italiana, tutte sottoposte agli arresti domiciliari, ritenuti a vario titolo e in concorso tra loro, responsabili di truffa ed estorsione. Le indagini dei Carabinieri della Stazione Roma San Pietro sono state dirette dal Gruppo Reati Gravi contro il Patrimonio della Procura di Roma e costituiscono il frutto degli approfondimenti eseguiti all’indomani di una denuncia sporta da un 84enne, inizialmente vittima della cosiddetta truffa dello specchietto e successivamente di estorsione. In particolare, grazie agli elementi informativi forniti dalle vittime e alle comparazioni fotografiche eseguite, è stato possibile identificare un gruppo di malviventi stanziati su Roma ed operanti in varie aree della Capitale, il cui fine specifico era quello di agganciare e colpire i soggetti prescelti, principalmente anziani, i quali venivano coinvolti in finti incidenti stradali e successivamente indotti, con artifici, raggiri e talvolta con minacce, a corrispondere somme di denaro per dirimere bonariamente la controversia. Complessivamente, nel corso dell’attività, avviata nel settembre 2017 e conclusa nel luglio 2018, è stato possibile ricostruire complessivamente 22 episodi, ai danni di 10 vittime ed arrestare in flagranza di reato 7 persone. Il giro d’affari che i malvimenti avevano messo in piedi è stimato attorno ai 30 mila euro al mese. Gli arrestati sono stati accompagnati presso i rispettivi domicili in regime di detenzione. 





Coronavirus, test in piazza per gli avvocati romani

 

E’partita da Piazza Cavour Cavour l’attività di screening sierologico covid19 a favore degli Avvocati e Praticanti Avvocati iscritti al Foro di Roma. Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione fra Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e Cassa Forense e che vedrà fino al 17 luglio il completamento di uno screening di massa degli Avvocati della Capitale. 

Alla cerimonia di apertura, dalle 9.00 alle ore 9.45, sono attesi il Vice Ministro della Salute, Sen. Pierpaolo Sileri, il Presidente della Regione Lazio, On. Nicola Zingaretti, il Sindaco di Roma Capitale, On. Virginia Raggi. Il test, eseguito dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, è gratuito per gli Avvocati, e consente di avere in tempo reale una risposta su una possibile esposizione. 

La prenotazione avviene sul sito dell’Ordine Forense romano e già per i primi tre giorni ha registrato il tutto esaurito con circa 700 iscritti. L’esame non comporta alcun rischio per chi vi si sottopone, richiede meno di cinque minuti e potrà essere effettuato nelle postazioni mobili (camper) poste nelle aree strategiche della Giustizia romana: in Via Lepanto (ingresso Tribunale Civile), Piazzale Clodio (ingresso Tribunale Penale) e Piazza Cavour (davanti alla Corte di Cassazione). 





Morrone (San Gallicano): “Covid ha squarciato velo di ipocrisia. Ora servono investimenti su contratti di lavoro, apparecchiature e innovazione”

 

 

Ricerca, competenza e innovazione sono le basi per una medicina sempre piu’ moderna che metta davvero al centro il paziente. La pandemia ha messo alla prova il territorio e gli ospedali portando alla luce le crepe del nostro sistema socio-sanitario che, seppur a macchia di leopardo, ha retto anche grazie alla telemedicina che va potenziata nel futuro. A dare il suo punto di vista all’agenzia Dire su quello che si dovrebbe fare a partire da maggiori investimenti in sanita’ e di molti progetti attivi in tutte le parti del mondo e’ Aldo Morrone, direttore scientifico San Gallicano di Roma.

Una delle eredita’ del Coronavirus e’ sicuramente l’utilizzo delle telemedicina. Qual e’ il bilancio di questa esperienza al San Gallicano? Pensa che nel futuro questo tipo di assistenza verra’ mantenuta e potenziata nel vostro Istituto?
"La telemedicina e’ una esperienza che il nostro Istituto ha gia’ sperimentato dando vita ad una vera e propria rete degli ospedali italiani nel mondo. In particolare, abbiamo avviato delle collaborazioni nel continente africano, nel Medio Oriente e in America latina. La telemedicina e’ uno strumento per supportare le persone che hanno bisogno di una visita dermatologica, venereologica e oncologica attraverso internet. Lo abbiamo sperimentato anche nel periodo del lockdown per dare la possibilita’ alle persone di sottoporsi a visite mediche restando a casa e condividendo allo stesso tempo con noi la loro storia, i referti medici e i loro dubbi. L’applicazione e’ stata dunque piena, corretta e in linea con le direttive sulla tutela della privacy. Credo che passata l’emergenza, la telemedicina debba essere normata sul piano della rimborsabilita’ perche’ queste prestazioni avvengono durante l’orario di servizio. Inoltre questa modalita’ e’ ottima soprattutto in chiave visite di controllo piuttosto che come prima visita".

’Disuguaglianze sociali e Covid-19’ e’ il titolo dello studio osservazionale da voi promosso sulla popolazione rom. Ce ne parla?
"Il Covid ha squarciato innanzitutto il velo dell’ipocrisia della nostra societa’, sia europea che mondiale, facendo emergere una serie di disuguaglianze incredibili. Non e’ vero che davanti alla
malattia siamo tutti uguali: ci sono persone che soffrono molto di piu’ e che hanno rischiato di morire a causa di queste disparita’ sia economiche che sociali. Per questo motivo abbiamo proposto al Comitato etico dello Spallanzani uno studio osservazionale per monitorare le persone piu’ fragili, come quelle senza fissa dimora, gli immigrati irregolari e la popolazione rom, affinche’ fosse condotto uno studio di sieroprevalenza per il Covid al fine di testare gli anticorpi e valutare l’eventuale presenza del virus nella saliva e realizzare il tampone, se positivi. Ci prendiamo cura di queste persone a 360° per cui e’ previsto anche un supporto psicologico, del mediatore culturale, dell’internista e dell’infettivologo per rimettere queste persone al centro del Ssn che era nato proprio
per ridurre le disuguaglianze e offrire a tutti le stesse cure e pari dignita’".

I vostri progetti sanitari sono molteplici, penso a quello in
Africa o in Medio Oriente. Quali sono gli obiettivi?

"Abbiamo avviato molti progetti di collaborazione clinico-scientifica nelle aree di guerra in tutto il mondo e mi riferisco in particolar modo alla Siria, al Libano alla Giordania e al Medio Oriente tra i tantissimi altri. In concreto noi coinvolgiamo le universita’ locali, le scuole per infermieri e tecnici per istruire il personale al fine di avere una visione reale delle malattie in quelle aree del mondo e non di limitarci a numeri inviati all’Oms che sappiamo rappresentare solo la punta dell’iceberg delle patologie presenti in queste aree del mondo.
Vogliamo mettere in condizione questi Paesi di offrire il meglio delle loro professionalita’ e della scienza all’interno del loro territorio, delle universita’, delle scuole, e degli ospedali
senza essere costretti a fuggire in Europa o negli Stati Uniti alla ricerca di un lavoro diverso. Il Covid ha ancora dimostrato che la salute e’ per tutti e che non puo’ essere garantita solo
per alcuni. Il virus e’ stata una opportunita’ per capire che la sanita’ e’ un investimento".

Lei ha parlato di ricerca, che sottintende la formazione e maggiori investimenti nella sanita’. Se potesse parlare direttamente con i nostri decisori politici che cosa chiederebbe in piu’ per la sanita’ del futuro?
"Direi che occorre un progetto sistematico, strutturale, che investa sulle professionalita’, contratti di lavoro stabili. Noi abbiamo troppi ricercatori precari che non possono dare il meglio della loro conoscenza e della loro capacita’ scientifica perche’ i loro contratti sono umilianti. Ci vuole anche un intervento strutturale perche’ abbiamo bisogno di spazi, di tecnologie e di apparecchiature moderne che ci permettano, ad esempio nel caso del Covid-19, uno studio della presenza di Rna del virus nella saliva. Abbiamo poi bisogno di un piano nazionale legato alla ricerca scientifica a livello internazionale che contribuisca agli scambi tra professionisti. Serve, insomma, che lo Stato creda davvero che la ricerca sia una priorita’ su cui investire una quota rilevante del Pil e non soltanto quello che puo’ avanzare da altri settori. In piu’ serve il supporto dei mass media perche’ e’ fondamentale che la popolazione comprenda che investire sulla salute e’ fondamentale e non corrisponde alla sola erogazione di una cura sanitaria ma e’ un complesso piu’ ampio di realta’. Per questo non ci puo’ essere salute dove non si va a scuola, non ci sono i servizi sociali, il lavoro o la casa. La collaborazione con i media serve ad eliminare inoltre tutte le fake news che circolano e indurre la popolazione ad atteggiamenti sani. Questo e’ cruciale anche nel contrasto al Covid insieme al lavaggio delle mani, al distanziamento fisico e all’investimento in un vaccino contro il virus. Lo studio di questo vaccino puo’ essere fondamentale anche per lo studio di altri vaccini su altre malattie che colpiscono milioni di persone per i quali non e’ previsto un investimento preciso".





Bartoletti (Omceo Roma): “Non siamo ancora in pace con Covid-19, è armistizio”

 

 

"Non siamo ancora in pace con il virus, ma in armistizio". Risponde cosi’ Pier Luigi Bartoletti, segretario provinciale della Fimmg Roma e vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma e provincia, interpellato dall’agenzia Dire sul nuovo focolaio dei contagi a Fiumicino. "Non faccio parte degli ottimisti che dicono ’e’ tutto finito’ - prosegue Bartoletti - ma sono tra chi pensa che siamo
riusciti a gestire bene l’epidemia. In questo momento stiamo isolando, soprattutto nell’area della Asl Roma 3, dei piccoli focolai che non preoccupanti perche’ sono stati subito tracciati, trattati e isolati. Ma cosa sarebbe accaduto se non lo avessimo fatto? Nel mondo abbiamo assistito purtroppo a molti esempi negativi: penso ad Israele che, dopo una chiusura come la nostra, adesso sta vivendo momenti non felici, ma anche alla Svezia, che ha scelto una strada morbida con il lockdown e ora ha un numero di casi ancora gravissimo, per non parlare degli Stati Uniti, del Brasile e dell’America Latina".
Insomma, secondo Bartoletti "non bisogna abbassare la guardia e noi non l’abbiamo fatto - sottolinea - Nelle ultime due settimane come Uscar (Unita’ speciale di continuita’ assistenziale regionale) abbiamo lavorato esattamente come lavoravamo fino a due mesi fa, non c’e’ stato un calo delle attivita’. Questo perche’ da parte della Regione Lazio c’e’ ancora il massimo dell’attenzione".
Intanto l’Organizzazione mondiale della Sanita’ ha detto che il ’peggio deve ancora arrivare’ e che la ’pandemia e’ ancora lontana dalla fine’. Come commenta? "Speriamo che l’Oms si sbagli- risponde Bartoletti- ma noi siamo ancora a livelli di allerta massima, perche’ questo e’ un virus che, se si lascia libero di diffondersi, ha dimostrato di avere una capacita’ diffusiva molto elevata e di andare addirittura al raddoppio dei casi di settimana in settimana. Quindi non dobbiamo assolutamente consentire che circolino persone infette, in grado di infettarne altre. È normale che piu’ si va avanti con la stagione estiva e piu’ c’e’ voglia di liberta’, ma c’e’ anche piu’ il rischio che i casi possano aumentare. Le persone allora non devono sottovalutare il rischio, che esiste. Noi adesso siamo concentrati sul presente, che e’ il tracciare, e sul futuro, che e’ il vaccinare. L’altra grande partita, infatti, e’ quella di iniziare le vaccinazioni antinfluenzali il prima possibile - conclude il vicepresidente Omceo Roma - e su tante persone".


CONTROLLO TAMPONI SIA CENTRALIZZATO
BARTOLETTI ALLA ’DIRE’: POSITIVITÀ VA COMUNICATA, PREVALGA BENE COMUNITÀ

"I test sierologici sono senz’altro utili per chi ne ha bisogno, ma sono inutili se poi chi risulta positivo non lo comunica alle autorita’ competenti". Cosi’ Pier Luigi Bartoletti, segretario provinciale della Fimmg Roma e vice presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, interpellato sul tema dall’agenzia Dire. "I test aiutano a tracciare l’infezione e non a verificare l’infettivita’ delle persone - prosegue Bartoletti - faccio un esempio: se nel pollaio trovi le galline morte e vuoi scoprire chi le ha uccise, la sierologia ti aiuta a trovare le tracce della volpe. Ma il problema e’ trovare la volpe e la volpe la trovi con il tampone". Con la scoperta di un tampone positivo, aggiunge, si avvia "una macchina con un costo elevatissimo, che richiede un impegno organizzativo altrettanto elevato. Allora tutto questo ha ragione d’essere se il controllo sui tamponi viene centralizzato". Secondo Bartoletti, allora, se il tampone si rende accessibile a tutti "l’eventuale positivita’ necessita’
poi di una segnalazione al Sisp (Servizio igiene e sanita’ pubblica, ndr)".
Risultare positivi al tampone e’ "qualcosa di assolutamente nefasto per la persona, ma isolare quella persona - dice il segretario provinciale della Fimmg Roma - e’ positivo per la societa’. Va fatto quindi un ragionamento tra il bene privato e il bene comune: non poter fare un tampone dove e quando mi pare e’ sicuramente una perdita della liberta’ individuale, d’altra parte questa perdita di liberta’ va commisurata all’enorme ricaduta che potrebbe avere dal punto di vista pubblico una positivita’ non comunicata alle autorita’. Bisogna scegliere tra il diritto pubblico e il diritto privato, insomma, e in questo
momento prevale il diritto pubblico perche’ il rischio e’ elevatissimo. Immaginiamo cosa accadrebbe se tra una settimana dovessero di nuovo chiudere tutti i ristoranti, le spiagge, ecc.
... È chiaro che il diritto del singolo, in questo momento, e’ subordinato al diritto pubblico. E personalmente la trovo una cosa positiva e rispettosa, anche perche’ ora che abbiamo
riaperto tutto non possiamo permetterci scivolate". In questo momento, conclude infine Bartoletti, si sta "privilegiando il bene pubblico rispetto al diritto privato e dopo quello che abbiamo passato e’ anche giusto, la scelta non puo’ essere neutra. Il virus ha ancora altissime aree di rischio, quindi il diritto del singolo non e’ un diritto negato ma solo momentaneamente congelato, in attesa del controllo dell’epidemia. Un’altra decisione sarebbe da irresponsabili".





Hong Kong, almeno trenta arresti con la nuova legge sulla sicurezza nazionale

 

La polizia di Hong Kong ha eseguito finora a vario titolo più di 30 arresti a Causeway Bay, con addebiti che vanno dalla manifestazione illegale alla violazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale, fino all’ostacolo al rispetto delle leggi e al possesso di armi offensive. Lo si apprende dai social media delle forze dell’ordine che nel pomeriggio hanno annunciato il primo arresto in base alla legge sulla sicurezza nazionale: un uomo in possesso di una bandiera dell’Hong Kong indipendente. Il primo arresto era stato di un uomo con una bandiera pro-indipendenza fermato dagli agenti locali, durante una manifestazione organizzata per celebrare i 23 anni dalla fine del colonialismo britannico. Lo hanno riferito alcuni funzionari locali, citati dalla Bbc, spiegando che gli agenti sono stati costretti a utilizzare spray al peperoncino per disperdere la folla. Hong Kong è stata restituita alla Cina dalla Gran Bretagna nel 1997, in virtù di un accordo che avrebbe dovuto tutelare alcune libertà per almeno 50 anni. La Cina “ha promesso 50 anni di libertà al popolo di Hong Kong e ne ha concessi loro solo 23”, ha ricordato il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo. La polizia di Hong Kong ha dichiarato che l’uomo arrestato portava una bandiera per “l’indipendenza di Hong Kong” mentre i manifestanti pronunciavano alcuni slogan che potevano costituire un grave crimine ai sensi della nuova legislazione. “Un uomo è stato arrestato per il possesso di una bandiera per l’indipendenza di Hong Kong, nella Baia di Causeway, in violazione della legge sulla sicurezza nazionale. Questo è il primo arresto fatto da quando la legge è entrata in vigore”, ha confermato la polizia in un tweet.




Descalzi (Eni) annuncia la transizione energetica

 

Per l’Eni ora “ci sarà un’accelerazione del piano di transizione energetica, un piano di trasformazione che coinvolge tutti i nostri asset, dalla chimica alle raffinerie, delle quali due le abbiamo già trasformate in bioraffinerie”. Lo ha affermato l’amministratore delegato Claudio Descalzi, secondo cui “questo piano dovrà essere accelerato, anche perchè dobbiamo allontanarci dalle fluttuazioni di un mercato altamente volatile, e non a causa del Covid, che ha solo enfatizzato una volatilità che durava da anni”.

“Per noi – ha sottolineato l’ad ai microfoni di Sky Tg24 – accelerare la trasformazione è un’opportunità e un’urgenza, con l’obiettivo di ridurre le emissioni in linea con l’obiettivo di temperatura (climatica) della Cop21”.

A livello di scenario “siamo in presenza di diversi fatti: il Covid, l’andamento dei prezzi e dei consumi, le situazioni di pressione geopolitica come quelle libica, siriana, iraniana e mediorientale. Situazioni che c’erano già, che stanno proseguendo e talvolta trovano nuovi assetti con nuovi attori che entrano”.

Molti paesi produttori di petrolio e gas “vivono di risorse energetiche e già da sei anni erano sotto pressione, prima di cadere nella situazione attuale. La struttura industriale in questi paesi dovrà assolutamente cambiare, ci dovrà essere una diversificazione. Una diversificazione che per molti di questi paesi significa autosufficienza in settori come l’alimentare, l’agricolo, il farmaceutico o la stessa energia”.

“Le politiche industriali di diversificazione – ha aggiunto Descalzi – dal punto di vista delle tecnologie, della comunicazione, dei rapporti tra centri di ricerca e università, portano una necessaria globalizzazione. Il Covid ha accentuato la trasformazione futura di alcuni sistemi, e non solo nei paesi in via di sviluppo”.

 





Migranti, arrivate oltre 80mila domande di regolarizzazione

 

Sono 80.366 le domande di regolarizzazione presentate nel primo mese della procedura, partita l’1 giugno: 69.721 già perfezionate e 10.645 in corso di lavorazione. L’andatura delle richieste, informa il Viminale, è in costante crescita. Il lavoro domestico e di assistenza alla persona rappresenta l’88% delle domande già perfezionate (61.411) e il 76% di quelle in lavorazione (8.116). La Lombardia prima per le richieste presentate per il lavoro domestico e di assistenza alla persona e la Campania per quello agricolo. La procedura terminerà il 15 agosto.  Ogni giorno, si legge nel secondo report pubblicato sul sito del Viminale, dall’1 giugno sono state presentate dai datori di lavoro al portale del ministero dell’Interno oltre 2.650 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell’ambito della procedura di emersione prevista dal decreto legge 34 del 19 maggio 2020 per i settori dell’agricoltura, del lavoro domestico e di assistenza alla persona. L’andamento giornaliero delle domande è in costante crescita: il giorno di apertura, l’1 giugno, erano 870; venerdì 30 giugno è di 2.324 la media giornaliera consolidata delle domande. Nella distribuzione delle domande per Paese di provenienza del lavoratore, ai primi posti risultano il Marocco, l’Ucraina e il Bangladesh per il lavoro domestico e di assistenza alla persona; l’Albania, il Marocco e l’India per l’agricoltura e l’allevamento. Su 61.411 datori di lavoro che hanno perfezionato la domanda di regolarizzazione per il settore domestico, 45.730 sono italiani (il 75% del totale). Per il settore agricolo, su 8.310 datori di lavoro 7.451 sono italiani (90%). Dall’1 al 29 giugno sono state 3.231 le richieste di permesso di soggiorno temporaneo presentate agli sportelli postali da cittadini stranieri ai sensi dell’articolo 103, comma 2, del decreto rilancio che riguarda i titolari di permessi di soggiorno scaduti dal 31 ottobre 2019.

 





Sequestro record di amfetamine a Napoli, intercettate 14 tonnellate (84milioni di pasticche) prodotte in Siria dall’Isis

 

Operazione antidroga record a Napoli. La Guardia di Finanza del capoluogo campano ha sequestrato 14 tonnellate di amfetamine, pari a 84 milioni di pasticche con il logo “Captagon” prodotte in Siria da Isis per finanziare il terrorismo. Il valore della merce sul mercato è pari ad un miliardo di euro. In un comunicato la Guardia di Finanza ha spiegato che Si tratta del più grande sequestro di amfetamine a livello mondiale, effettuato in esecuzione di apposito decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli – DDA e maturato nell’ambito di una complessa attività d’indagine delegata al GICO nei confronti di un’organizzazione con proiezioni internazionali dedita all’importazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Dopo il periodo di lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica da coronavirus, sono state, infatti, intensificate le attività di contrasto nello specifico settore. Dallo sviluppo degli indizi emersi nel corso dell’investigazione ed in particolare da altri sequestri effettuati in precedenza, continua il comunicato, i finanzieri hanno tracciato 3 container sospetti in arrivo al porto di Salerno, contenenti cilindri di carta per uso industriale e macchinari. Dopo il sequestro, le Fiamme Gialle hanno trasferito i container in un luogo attrezzato per procedere all’ispezione interna, con l’ausilio di tecnici specializzati e con la preziosa collaborazione della Sezione Antifrode della Agenzia delle Dogane di Salerno. I cilindri di carta, alti circa 2 metri e del diametro di 140 cm – verosimilmente costruiti in Germania – sono stati congegnati in multistrati in grado di celare allo “scanner” il contenuto, riposto negli strati interni, di circa 350 kg di pasticche per ogni cilindro. Rinvenute in totale 14 tonnellate di amfetamine, circa 84 milioni di pasticche, riportanti il simbolo del “captagon” che contraddistingue la “droga della Jihad”. È noto infatti, hanno spiegato le Fiamme Gialle, che ISIS/DAESH finanzia le proprie attività terroristiche anche e soprattutto con il traffico di droghe sintetiche, prodotte in gran parte in Siria, diventata per questo motivo negli ultimi anni il primo produttore mondiale di amfetamine.

 





Gentiloni: “L’Unione Europea ha compiuto vere e proprie svolte sul rigore finanziario”

  

L’Unione europea ha compiuto delle vere e proprie svolte sul rigore finanziario, sulla mutualizzazione dei debiti, le regole della concorrenza e la politica industriale: "sarebbe stato totalmente inimmaginabile prima della crisi del Coronavirus - dice il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni - abbiamo vissuto 10 settimane, da metà marzo a fine maggio, che hanno profondamente cambiato l’Ue". Fondamentale, in questa svolta, la cancelliera Angela Merkel, che ha cambiato posizione sulla mutualizzazione dei debiti: "non è la prima volta che la Merkel mostra di essere capace di cambiare opinione per gestire una crisi - dice Gentiloni - la relazione franco-tedesca ha svolto un ruolo fondamentale nella sua presa di coscienza che fosse necessario disporre di un motore comune di politica economica, nella fattispecie i fondi di rilancio, per evitare la divergenza fra le economie. Questa convergenza è, nei fatti, un interessa nazionale tedesco. In Germania molti mi hanno detto ’se l’economia dell’Italia del nord fallisce, per noi è un disastro’. Il governo tedesco ha tradotto questa sensazione del mondo del lavoro e dell’impresa in una decisione politica coraggiosa".




Letta: “Il Mes e un piano green sono la svolta per l’Italia”

 

Mes e un piano green possono rappresentare la svolta per il nostro Paese”. Sono le parole dell’ex premier Enrico Letta in una intervista a Repubblica. “Questo semestre – ha sostenuto – è cruciale perché può mettere in sicurezza la nuova Europa nata con il Recovery plan: l’Europa sociale e della solidarietà. Se non ci riuscisse, il grandissimo rischio è l’effetto frustrazione, un’onda di delusione che farebbe vincere il sentimento di marzo, quando la maggioranza degli italiani aveva voltato le spalle a un’Unione europea che sembrava voltarle a noi. I prossimi mesi porteranno alla scelta definitiva: o vinceranno gli egoismi, o prevarrà la solidarietà. Non c’è una terza via».

Riguardo il ricorso al Mes Letta ha chiarito che “siamo davanti alla crisi più profonda di sempre e l’Italia è il Paese più esposto, con una crescita del debito spaventosa. Non dobbiamo sottovalutare quello che sta per accadere, la più grande crisi sociale che abbiamo mai vissuto. Per affrontarla ci vogliono soldi da mettere nelle parti dell’economia e della società con le ferite maggiori. E siccome i soldi nazionali non bastano e spesso e volentieri sono arrivati in ritardo, e i fondi del Recovery plan non saranno visibili prima dell’anno prossimo, il ponte del Mes è fondamentale. Si tratta di 36 miliardi praticamente a tasso zero”.

Il recente voto francese, che ha visto vincere il movimento verde, mette sul tavolo una questione europea, ha sottolineato Letta. “È probabile che i Verdi vadano al governo in Germania l’anno prossimo e sarà il vero punto di svolta. Governano già in Irlanda, in Austria. Non è un fuoco di paglia e in Francia il boom c’è stato senza una leadership forte a livello nazionale, ma partendo dai territori. Ho molto rispetto per il lavoro fatto in questi anni da Angelo Bonelli, bisognerà aiutarlo a uscire dall’invisibilità». Per Letta ½la cosa interessante dell’esperienza francese” è che “in questi giorni è stato presentato il lavoro della convenzione dei cittadini per il clima. Un anno fa hanno estratto a sorte 150 cittadini di tutti gli orientamenti politici, sociali, geografici che hanno lavorato con il sostegno di alcuni esperti a 150 proposte. Tutte forti, importanti, da quelle fiscali alle infrastrutture. È un modello da seguire. L’unico modo per ridare fiato a una democrazia molto affaticata e impedirle di diventare una democratura”.

 





Nuovi poveri, la Caritas ne ha assistiti da marzo a maggio 450mila, e il 61,9% sono italiani

Caritas ha assistito nei mesi più difficili della pandemia, da marzo a maggio, quasi 450.000 persone, di cui il 61,6% italiane. Di queste il 34% sono "nuovi poveri", cioè persone che per la prima volta si sono rivolte alla Caritas. Tra le risposte alle richieste: 92.000 famiglie in difficoltà hanno avuto accesso a fondi diocesani, oltre 3.000 famiglie hanno usufruito di attività di supporto per la didattica a distanza e lo smart working, 537 piccole imprese hanno ricevuto un sostegno.   Durante la pandemia, di fronte alle sfide drammatiche e nonostante le forti criticità, Caritas Italiana e tutte le Caritas diocesane hanno continuato a restare accanto agli ultimi, sia pure in forme spesso nuove e adattate alle necessità contingenti. In questo quadro va segnalata la seconda rilevazione nazionale condotta dal 3 al 23 giugno. L’indagine, attraverso un questionario strutturato destinato ai direttori/responsabili Caritas, ha approfondito vari ambiti: come cambiano i bisogni, le fragilità e le richieste intercettate nei Centri d’ascolto e nei servizi Caritas; come mutano gli interventi e le prassi operative delle Caritas alla luce di quanto sta accadendo; qual è l’impatto del Covid19 sulla creazione di nuove categorie di poveri; qual è l’impatto dell’attuale emergenza su volontari e operatori.  I dati raccolti si riferiscono a 169 Caritas diocesane, pari al 77,5% del totale. 
Rispetto alla situazione ordinaria nell’attuale fase il 95,9% delle Caritas partecipanti al monitoraggio segnala un aumento dei problemi legati alla perdita del lavoro e delle fonti di reddito, mentre difficoltà nel pagamento di affitto o mutuo, disagio psicologico-relazionale, difficoltà scolastiche, solitudine, depressione, rinuncia/rinvio di cure e assistenza sanitaria sono problemi evidenziati da oltre la metà delle Caritas.
Nel dettaglio rispetto alle condizioni occupazionali si sono rivolti ai centri Caritas per lo più disoccupati in cerca di nuova occupazione, persone con impiego irregolare fermo a causa della pandemia, lavoratori precari/saltuari che non godono di ammortizzatori sociali, lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione ordinaria/cassa integrazione in deroga, lavoratori autonomi/stagionali in attesa del bonus 600/800 euro, pensionati, inoccupati in cerca di prima occupazione, persone con impiego irregolare, casalinghe.  Altre questioni evidenziate sono: problemi burocratici/amministrativi, difficoltà delle persone in situazione di disabilità/handicap, mancanza di alloggio in particolare per i senza dimora, diffusione dell’usura e dell’indebitamento, violenza/maltrattamenti in famiglia, difficoltà a visitare/mantenere un contatto con parenti/congiunti in carcere, diffusione del gioco d’azzardo/scommesse. Fondamentale accanto all’impegno degli operatori è stato l’apporto di migliaia di volontari tra cui molti giovani che nella fase acuta della pandemia hanno garantito la prosecuzione dei servizi sostituendo molti over 65 che in via precauzionale rimanevano a casa. Tra operatori e volontari sono stati 179 quelli positivi al Covid-19, di cui 95 ricoverati e 20 purtroppo deceduti. Piccoli segnali positivi arrivano dal 28,4% delle Caritas che, dopo il forte incremento dello scorso monitoraggio, con la fine del lockdown hanno registrato un calo delle domande di aiuto.
Non tutte le Caritas interpellate hanno quantificato con precisione le persone accompagnate e sostenute da marzo a maggio, che comunque, dalle risposte parziali pervenute, risultano quasi 450.000, di cui il 61,6% italiane. Di queste  il  34% sono “nuovi poveri”, cioè persone che per la prima volta si sono rivolte alla Caritas. 92.000 famiglie in difficoltà hanno avuto accesso a fondi diocesani, oltre 3.000 famiglie hanno usufruito di attività di supporto per la didattica a distanza e lo smart working, 537 piccole imprese hanno ricevuto un sostegno. Complessivamente - grazie al fiorire di iniziative di solidarietà e al contributo che la Conferenza Episcopale Italiana ha messo a disposizione i fondi dell’8 permille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica - i servizi forniti sono stati molteplici: dispositivi di protezione individuale/fornitura igienizzanti, pasti da asporto/consegne a domicilio, servizi di ascolto e accompagnamento telefonico, acquisto farmaci e prodotti sanitari, ascolti in presenza su appuntamento, supporto/orientamento rispetto alle misure messe in atto dalle amministrazioni/governo, assistenza domiciliare, attività di sostegno per nomadi, giostrai e circensi, servizi di supporto psicologico, rimodulazione dei servizi per senza dimora, accompagnamento alla dimensione del lutto, sportelli medici telefonici, aiuto per lo studio/doposcuola, alloggio per quarantena/isolamento, presenza in ospedale/Rsa, accoglienza infermieri e medici.





Covid-19 ha fatto strage anche alla Caritas: 20 volontari morti e 179 contagiati Anche gli uomini e le donne delle Caritas diocesane hanno pagato un duro prezzo nella pandemia: tra operatori e volontari sono stati 179 quelli positivi al Covid-19, di cui

 

 

Anche gli uomini e le donne delle Caritas diocesane hanno pagato un duro prezzo nella pandemia: tra operatori e volontari sono stati 179 quelli positivi al Covid-19, di cui 95 ricoverati e 20 deceduti. Il dato è contenuto nell’ultimo monitoraggio condotto da Caritas italiana su 169 Caritas diocesane interpellate, pari al 77,5% del totale (sono 218 le Caritas in Italia), attraverso un questionario destinato ai direttori e responsabili delle Caritas diocesane.  Il nuovo rapporto Caritas segnala l’aiuto di migliaia di volontari tra cui molti giovani che nella fase acuta della pandemia hanno garantito la prosecuzione dei servizi sostituendo i volontari anziani più a rischio contagio.

 

Anche gli uomini e le donne delle Caritas diocesane hanno pagato un duro prezzo nella pandemia: tra operatori e volontari sono stati 179 quelli positivi al Covid-19, di cui 95 ricoverati e 20 deceduti. Il dato è contenuto nell’ultimo monitoraggio condotto da Caritas italiana su 169 Caritas diocesane interpellate, pari al 77,5% del totale (sono 218 le Caritas in Italia), attraverso un questionario destinato ai direttori e responsabili delle Caritas diocesane.  Il nuovo rapporto Caritas segnala l’aiuto di migliaia di volontari tra cui molti giovani che nella fase acuta della pandemia hanno garantito la prosecuzione dei servizi sostituendo i volontari anziani più a rischio contagio.





Le Cirque è Made in Italy, ora parla più che mai italiano

 

 

Gianpiero Garelli, il fondatore di Le Cirque World’s Top Performers, ci aveva visto lungo già sei anni fa, quando nel 2015 iniziarono i primi contatti per creare una compagnia che avrebbe riunito, per la prima volta, solo i migliori artisti di tutto il mondo di circo contemporaneo, anche e soprattutto coloro che hanno fatto la storia del cugino più grande e già famoso Cirque du Soleil, ora caduto in disgrazie per una gestione tipica di chi pensa solo alla finanza e non al prodotto, portando il colosso canadese a dichiarare bancarotta proprio il 30 giugno scorso. 

In cinque anni sono diventate oltre 80 le figure importanti ad essere entrate in Le Cirque World’s Top Performers e non solo grandi artisti, a iniziare da Ugo Nespolo che ha firmato le scenografie, direttori artistici come Onofrio Colucci e Anatoliy Zalevskyy, e poi light designer, compositori e staff tecnico di esperienza internazionale, oltre al prezioso lavoro della Direzione Strategia, Marketing e Comunicazione diretta dal figlio Alessandro. 

Con Le Cirque World’s Top Performers, Gianpiero Garelli non ha dato vita ad un’imitazione, bensì ad una compagnia a sé, ha voluto che fossero ideati spettacoli assolutamente originali e unici, nella concezione e nella messa in scena. Basta vederli per capire, guardare gli innumerevoli sold out e leggere l’entusiasmo degli spettatori che li hanno applauditi e li seguono sui social. 

ALIS, ispirato al fantastico mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie e TILT, ispirato a Ready Player One, l’ultimo film di Steven Spielberg, sono formule vincenti che hanno come punto focale di mettere ogni singolo artista con le sue performance incredibili, al centro della scena e dell’attenzione dello spettatore.  

Allo stesso modo, per guidare la sua compagnia, Garelli ha pensato e attuato un modello di business differente, per poterne avere il completo controllo e di conseguenza anche la gestione. 

Oggi più che mai, la scelta si rivela azzeccata e di fatto posiziona Le Cirque World’s Top Performers come unico player internazionale in alternativa al Cirque du Soleil, precipitato in una crisi senza precedenti.  

Saltate le tournée in primavera causa pandemia, la compagnia si è rialzata rimboccandosi le maniche per iniziare a ricostruire il suo futuro, sicuramente pieno di incertezza, ma non per questo capace di toglierle fiducia e ottimismo. Fa parte del suo DNA: dare spettacolo, far sognare, portare emozioni e divertimento per meravigliare il pubblico.  

Auspicando nel via libera ufficiale del Governo, anche gli addetti ai lavori concordano che dopo il successo degli spettacoli in Italia e all’estero del 2019, il doppio tour con ALIS e TILT che riprenderà a novembre è ad oggi, senza dubbio, l’evento più importante a livello nazionale che segnerà il ritorno agli spettacoli dal vivo e di conseguenza del grande pubblico in Italia. Informazioni sul sito www.lecirquewtp.it

Infine, il progetto annunciato ad inizio 2020 sta andando avanti: la realizzazione in Italia di un grande teatro e di un’accademia internazionale di altissimo livello per gli artisti di tutto il mondo, oltre al nuovo quartier generale di Le Cirque World’s Top Performers.

E’ un progetto innovativo e ambizioso, che lascia aperta la porta anche ad investitori importanti e per questo è stato dato mandato alla Società Cross Border di Milano. 

Si stanno valutando le location che potrebbero accogliere la futura sede internazionale del circo contemporaneo più importante d’Europa e alcune proposte inviate da comuni importanti sono già sul tavolo, mentre la ricerca prosegue per individuare altre opportunità.  

 

ALIS TOUR 2020
BASSANO DEL GRAPPA 27-28-29 novembre IN VENDITA
RIMINI 4-5-6 dicembre IN VENDITA
LUCCA 10-11-12-13 dicembre presto in vendita
CATANIA 17-18-19-20 dicembre IN VENDITA
ROMA 26-27-28-29-30-31 dic, 1-2 gen presto in vendita
BARI 5-6-7-8-9-10 gennaio IN VENDITA
RAVENNA 15-16-17 gennaio IN VENDITA

 

 

TILT TOUR 2020

GROSSETO 20-21-22 novembre IN VENDITA
TORINO 27-28-29 novembre IN VENDITA
MILANO 2-3-4-5-6 dicembre IN VENDITA
GENOVA 11-12-13 dicembre presto in vendita
PADOVA 18-19-20 dicembre presto in vendita
VARESE 25-26-27 dicembre presto in vendita
TRIESTE 31 dic, 1-2-3 gennaio presto in vendita
FIRENZE 6-7-8-9-10 gennaio IN VENDITA
FERRARA  15-16-17 gennaio IN VENDITA