La Richiesta della Lega: "Chiudere i campi rom del Lazio"

“La chiusura dei campi rom deve essere una priorità. Invece la sinistra sfrutta l’emergenza per spalancare le case popolari o assegnare dei privilegi? Un disegno chiaro, dimostrato dalla proposta di legge, promossa da Lista Civica Zingaretti, LeU, +Europa, Centro Solidale, per l’abrogazione della legge regionale 82/1985 ‘Norme in favore dei rom’”. Così il gruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio, che aggiunge: “Nicola Zingaretti chieda un immediato monitoraggio alle Asl su tutti i campi rom regolari, tollerati e irregolari nel Lazio. Stop all’illegalità! Non bastano le emergenze negli insediamenti di Castel Romano e degli altri campi rom di Roma e di Al Karama di Latina?”.





Simeone (Forza Italia) vuole l’aeroporto a Latina

 

 “L’aeroporto a Latina si può e si deve fare. Io e il collega Enrico Forte abbiamo deciso di depositare una mozione che impegna il presidente Zingaretti e la sua giunta a porre in essere, ogni iniziativa ed azione necessaria volta alla realizzazione di un terzo aeroporto regionale, utilizzando la struttura già esistente a Latina”. Ne dà notizia in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. “C’è l’urgenza di dare una spinta al rilancio economico di questa provincia, resosi ancora di più necessario con la crisi aggravata dall’emergenza Covid. Pur appartenendo a forze politiche diverse, da sempre abbiamo sostenuto la stessa battaglia tesa al potenziamento della rete infrastrutturale del territorio pontino. A tal proposito consideriamo la zona di Latina ideale per poter ospitare il terzo scalo aeroportuale, viste anche le criticità esistenti nei siti di Fiumicino e Ciampino”.




Ama, Massucci (Fit-Cisl) denuncia il clima di incertezza per l’azienda

“Sono ormai anni che denunciamo la situazione di caos, finanziario, economico e organizzativo, in cui versa Ama: la mancanza di mezzi, la carenza di organico, la mancata approvazione del bilancio dal 2016, è la dimostrazione eclatante del fatto che l’azienda è senza timone. I lavoratori continuano a prestare un servizio essenziale nonostante condizioni di lavoro fortemente disagiate. Adesso, non ci capacitiamo di come si possa parlare del piano di risanamento previsto dalla Legge Madia all’articolo 14, e al contempo della partenza del piano assunzionale per 350 lavoratori, alla cui elaborazione avevamo pur partecipato con convinzione”. E’quanto dichiara il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, aggiungendo che “siamo esasperati da una richiesta che avanziamo da troppo tempo: quale direzione è prevista per l’azienda? Qual è il piano strategico, economico e industriale previsto per garantire l’occupazione di oltre seimila lavoratori e l’igiene e decoro della nostra Capitale? Abbiamo fatto tutto il possibile per ottenere risposte, dalle iniziative di piazza a una serie di proposte concrete, stese ed elaborate dal sindacato, per il rilancio dell’azienda. Adesso, non possiamo che domandarci quale sia la volontà e le decisioni che stanno alla base di una serie di azioni a dir poco disorientanti. Continueremo a fare tutto il possibile affinché lo spettro del piano concordatario e del fallimento si allontani quanto più possibile dall’orizzonte, ma è arrivato il momento della chiarezza e della responsabilità. Management e Campidoglio hanno il dovere di spiegare quale logica sta alla base dell’attuale situazione”. “Ricordiamo, infine – conclude Masucci – che oltre 270 lavoratori operanti negli appalti Ama del porta a porta sono a rischio licenziamento e vivono un prolungato e immeritato momento di incertezza e tensione. Dietro alle scelte politiche e industriali riguardanti l’azienda ci sono centinaia, migliaia di famiglie”. 





Alessandri (Regione Lazio: "Ottima notizia il bilancio in utile di Cotral"

“Esprimiamo grande soddisfazione per l’approvazione del bilancio di Cotral”. È soddisfatto l’assessore alla Mobilità della Regione Lazio, Mauro Alessandri. “Un particolare ringraziamento va al management dell’azienda, che ha saputo gestire egregiamente le risorse, conciliando le necessità finanziarie con un significativo miglioramento quantitativo e qualitativo dell’offerta. Quest’anno, con 31 milioni di utile netto, si conferma – spiega – la solidità della società e la possibilità di continuare ad investire. Infatti, dei 31 milioni di utile, più di 20 andranno a finanziare gli investimenti previsti nel piano industriale: nuovi bus, nuovi depositi e infrastrutture informatiche”.





Fondazione Empam, il Presidente dei medici di Roma, Magi detta le linee guida

 

 

Mantenere una gestione oculata dell’ente, aprire ai giovani il più possibile, ma anche battersi affinché il governo non tassi due volte i soldi della previdenza. Su queste direttrici si muoverà la Fondazione Enpam nei prossimi cinque anni. A spiegarlo, all’agenzia Dire, il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, scelto sabato scorso, dall’Assemblea nazionale dell’ente, tra i componenti del nuovo Cda che guiderà la Fondazione per il quinquennio 2020-2025. Alla presidenza è stato rieletto Alberto Oliveti. “Il lavoro fatto dall’Enpam in questi anni ha portato a notevoli profitti- ha sottolineato Magi-. Il capitale è stato ben gestito e questo ha permesso di garantire non soltanto le attività di natura pensionistica-previdenziale, ma anche quelle assistenziali. In periodo di emergenza Covid, abbiamo sostenuto tanti colleghi in difficoltà riuscendo a risolvere problematiche al posto del governo, che per alcune categorie di medici non ha previsto nulla. Adesso è importante continuare con una gestione oculata per garantire la stabilità dell’ente. Oggi siamo in grado di erogare pensioni per cinquant’anni anche se non entrasse un contributo”. Il presidente dell’Omceo Roma ha poi sottolineato che tra gli obiettivi dei prossimi anni “c’è quello di aprire ai giovani e aiutarli il più possibile.Dobbiamo dare continuità a quanto fatto finora ma anche avere uno slancio maggiore. Ricordo che oggi possono iscriversi all’Enpam anche gli studenti del quinto e sesto anno di Medicina”. Sullo sfondo, però, resta un vulnus con il governo. “Chiediamo come ente che i soldi della previdenza non vengano tassati due volte.Siamo l’unico Paese in Europa in cui questo accade- ha concluso Magi- L’Iva per noi è un costo, non una detrazione. Vogliamo adeguarci agli altri Paesi, non continuare a vivere con questa particolarità”.

 




Tornano gli esami in presenza a Giurisprudenza (La Sapienza)

 “La Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza di Roma svolgerà la gli esami di laurea in presenza, sin da luglio”. Lo ha assicurato il Preside, Oliviero Diliberto, che ha precisato che i laureandi potranno scegliere se venire in presenza o restare a distanza. “Al momento, su 97 prenotati, ben 90 hanno scelto di venire fisicamente in Facoltà, insieme, ciascuno, a due accompagnatori. È evidente il desiderio degli studenti di tornare alla normalità, rispettando tutte le precauzioni sanitarie, ha aggiunto il Preside Diliberto, e noi veniamo incontro molto volentieri a tale desiderio.”





Di Berardino (Regione Lazio ) conferma: "Si torna a scuola il 14 settembre"

Dopo il lockdown e la pausa estiva gli studenti del Lazio torneranno sui banchi da lunedì 14 settembre fino a martedì 8 giugno 2021. Sono queste, anche nel Lazio, le date di apertura e chiusura delle scuole per l’anno scolastico 2020 – 2021. Quelle dell’infanzia, invece, chiuderanno il 30 giugno 2021. Il calendario è stato votato dalla Giunta regionale. “Anche la scuola deve ripartire e il nostro Paese deve ripartire proprio dalla scuola, indispensabile per il suo sviluppo e la sua crescita. Garantire il diritto allo studio è alla base di ogni democrazia, ma dopo l’emergenza sanitaria di questi mesi ciò che dobbiamo assicurare, a studenti e insegnanti, è anche il diritto di vivere in un posto sicuro a tutela della salute di tutti.” Così in una nota l’assessore regionale a Lavoro, Scuola e Formazione, Claudio Di Berardino. “Il calendario- ha proseguito Di Berardino- si inserisce nelle più generali linee guida nazionali, alle quali come Regione Lazio e come conferenza delle Regioni e dei Presidenti abbiamo contribuito, e che puntano alla garanzia dei diritti degli studenti e degli insegnanti, dirigenti scolastici e personale Ata in questa delicata fase della ripartenza”. Le vacanze di Natale andranno dal 23 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021; quelle pasquali dal 1° aprile al 6 aprile 2021. Altri giorni festivi, come sempre, saranno: 1° novembre; 8 dicembre; 25 dicembre (Natale); 26 dicembre (Santo Stefano); 1° gennaio (Capodanno); 6 gennaio (Epifania); 4 aprile (Pasqua); 5 aprile (Lunedì dell’Angelo); 25 aprile (Festa della Liberazione); 1° maggio (Festa del Lavoro); 2 giugno (Festa della Repubblica); Festa del patrono. Sarà possibile prevedere soltanto tre giorni di ponte, che sono: lunedì 7 dicembre, lunedì 31 maggio e martedì 1° giugno. Questi, esclusivamente per il prossimo anno scolastico, sono approvati dalla Regione Lazio d’ufficio e non si richiede quindi alle Istituzioni scolastiche la consueta comunicazione, entro il 15 luglio, delle eventuali variazioni. La decisione è stata presa con l’intento di snellire le procedure e gli adempimenti da parte delle scuole. Recependo le direttive del MIUR, termineranno, in data successiva alla conclusione delle lezioni, le attività inerenti gli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di 1° e 2° grado e i percorsi formativi destinati all’istruzione degli adulti. Potranno invece anticipare l’inizio delle attività didattiche e terminarle in data successiva, gli Istituti secondari di 2° grado per attività di stage e/o di alternanza scuola-lavoro, esclusivamente per gli interventi di recupero della didattica e per gli interventi didattici successivi allo scrutinio finale per gli studenti con giudizio sospeso.





Funivia Magliana-Villa Bonelli, nuove indagini preliminari per realizzarla. L’annuncio della Raggi

 

“Oggi voglio parlarvi del progetto della funivia Eur Magliana-Villa Bonelli: sono iniziate le indagini preliminari per realizzarla. L’opera collegherà la stazione Eur Magliana della Roma Lido e della linea B con la ferrovia per l’aeroporto di Fiumicino”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. 

“La funivia servirà a migliorare i collegamenti fra lo scalo aeroportuale e la zona dell’Eur a beneficio anche dei residenti e lavoratori dei quartieri Portuense e Magliana, che saranno serviti dalle stazioni di Villa Bonelli e Certaldo”, assicura Raggi. “Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha già destinato 30 milioni di euro per la realizzazione del nostro progetto. Queste prime indagini sono utili ad avere stime precise dei tempi e costi dell’opera per evitare inutili sprechi, così come è stato fatto con la stazione Venezia della linea C – ha aggiunto-. Andiamo avanti con il nostro piano di interventi per migliorare la mobilità della Capitale. #RomaRiparte dai cantieri strategici”, conclude.

 





Centri anziani verso la riapertura. Sarà graduale e solo con le garanzie di prevenzione sanitaria

Al via la graduale e controllata riapertura dei Centri Sociali Anziani di Roma. L’ordinanza sindacale prevede la possibilità della riapertura dei centri, nel rispetto delle indicazioni contenute nell’ordinanza regionale e solo nei casi in cui siano stati effettuati i necessari interventi di prevenzione sanitaria. I centri resteranno dunque chiusi in tutti i casi in cui non sia possibile garantire le idonee misure di contenimento del contagio. Lo fa sapere in una nota il Campidoglio. Tra gli interventi necessari, rientrano le sanificazioni degli ambienti, gli interventi di manutenzione ordinaria degli spazi interni ed esterni e di manutenzione dei filtri per gli impianti di condizionamento e l’acquisto di dispenser di gel disinfettante. La riapertura sarà effettuata con provvedimento del direttore del Municipio, sentito il direttore dell’Area Socio-Educativa e il presidente del Centro Sociale Anziani interessato. L’ordinanza prevede inoltre la riattivazione delle attività sociali e sociosanitarie, compresi i centri semiresidenziali per persone con disabilità, mentre restano chiusi i centri diurni e le strutture semiresidenziali in favore di persone anziane o affette da patologie croniche.





Disciplina degli orari di negozi, artigiani e attività produttive. Ordinanza valida fino al 31 luglio

E’ stata prorogata fino al 31 luglio 2020 l’ordinanza firmata dalla sindaca Virginia Raggi a disciplina degli orari di apertura delle attività commerciali, artigianali e produttive. Lo fa sapere in una nota il Campidoglio. Restano in vigore le fasce orarie diversificate per tipologia di esercizio, in ragione della necessità di evitare assembramenti sui trasporti e nei luoghi pubblici, per contenere il rischio epidemiologico in città. Sempre valida, inoltre, l’esclusione di alcune attività commerciali dall’assoggettamento ai limiti orari, in considerazione delle specifiche modalità di fruizione dei diversi esercizi. 

“Le aperture per fasce scaglionate delle attività commerciali riducono le occasioni di diffusione del contagio, contribuendo anche a dilazionare i flussi di persone sui mezzi di trasporto. La disciplina oraria in vigore è stata messa a punto tenendo conto delle specifiche esigenze dei diversi esercizi, anche a seguito di un dialogo sempre aperto con le associazioni di categoria”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.La disciplina del provvedimento esclude gli esercizi commerciali che registrano picchi di clientela in particolari fasce orarie, come i laboratori di prodotti alimentari (ad esempio gelaterie, pizzerie al taglio, pasticcerie, rosticcerie), i negozi di ferramenta e di rivendita di materiale edile, prodotti di termoidraulica, bricolage e vernici. Vale anche per acconciatori ed estetisti, i cui clienti restano più a lungo all’interno del negozio e necessitano quindi di orari prolungati, e per le attività di autoriparazione come le autofficine (meccanici, elettrauto, carrozzieri, gommisti), e le concessionarie auto con laboratorio di riparazione e assistenza, anche al fine di supportare in questa fase la possibilità di utilizzo di mezzi privati per effettuare gli spostamenti per lavoro o altra necessità. 





Il Pil del Lazio avanti rispetto al resto d’Italia. Dati della Banca d’Italia

 

Nel 2020 il calo del Pil nel Lazio sarà “significativo” ma inferiore a quello del Pil italiano. Lo sostiene la Banca d’Italia nel rapporto sull’economia del Lazio, secondo cui “valutazioni qualitative, basate sulla minor quota di valore aggiunto delle attività sospese rispetto all’Italia e sulle previsioni formulate dalle imprese, inducono a ritenere che, in assenza di sensibili variazioni del quadro pandemico, nel 2020 la caduta del Pil in regione sarà significativa, ma inferiore a quella media nazionale”. 

Dall’ultima settimana di marzo, spiega Via Nazionale, “l’attività economica ha subito pesanti ripercussioni per le misure di distanziamento e di sospensione delle attività dei settori non essenziali. In base a nostre elaborazioni, nel Lazio la quota di valore aggiunto dei settori sospesi sul totale è pari al 23% (il 27% in Italia). Questa stima tiene conto delle esenzioni dalla sospensione per le attività a supporto di quelle essenziali e del ricorso al lavoro agile”. 

Nella regione “tra i settori più colpiti dalla crisi ci sono quelli collegati al turismo, soprattutto internazionale, che ha un’incidenza sul Pil regionale maggiore di quello interno e per il quale si prevede una ripresa più lenta. Tra questi, il comparto degli alloggi, la ristorazione, il commercio e i trasporti assorbono una quota consistente dell’occupazione regionale, pari a circa un quinto”. 

La crisi pandemica “ha colpito l’economia del Lazio in una fase di ristagno dell’attività. Secondo le stime di Prometeia, nel 2019 il Pil è aumentato appena dello 0,2% e non ha ancora recuperato il livello del 2007, anno che ha preceduto la crisi finanziaria globale. L’anno scorso il valore aggiunto è cresciuto lievemente nei servizi e, in misura più intensa, nelle costruzioni, mentre è diminuito nell’industria in senso stretto”. Le stime più recenti di Palazzo Koch “nel primo trimestre del 2020 indicano un calo per il Centro lievemente inferiore alla media italiana (circa il 4%)”. 

“L’emergenza economica – aggiunge Bankitalia – ha investito un’economia regionale che mostra segnali di debolezza. Negli ultimi due decenni il Pil pro capite è cresciuto meno sia nel confronto con le regioni europee che presentano caratteristiche simili sia rispetto alla media nazionale. Vi ha contribuito una performance relativamente peggiore della produttività, favorita dall’espansione dei servizi a bassa intensità di conoscenza”.





Gang di spacciatori sgominata alle porte di Roma dalla Gdf

Un’agguerrita gang dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, alle estorsioni e alla ricettazione – operante tra Guidonia Montecelio e Tivoli - è stata smantellata dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno eseguito sei misure cautelari (3 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), disposte dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura della Repubblica.

L’operazione costituisce l’epilogo di complesse indagini svolte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Tivoli che hanno consentito di delineare il ruolo di ciascun componente e il modus operandi del gruppo, il quale poteva contare su un’efficiente e capillare rete distributiva per lo smercio della droga, per lo più nella periferia orientale della Capitale, Tivoli e Guidonia, avvalendosi di un motociclo rubato.

L’organizzazione, riconducibile alla stessa famiglia, si basava su una rigida suddivisione dei compiti e non esitava a ricorrere alle “maniere forti” con i clienti inadempienti o ritardatari nei pagamenti, minacciati di morte o gravi ritorsioni fisiche e spesso costretti a consegnare beni e oggetti di valore a garanzia delle proprie obbligazioni.

Tra i membri del gruppo, con compiti di coordinamento dei pusher “alle dipendenze”, vi era un cittadino rom dimorante in un accampamento di Guidonia Montecelio, situato nei pressi di via dell’Aeronautica.

Durante le perquisizioni presso le abitazioni degli indagati e altri luoghi agli stessi riconducibili sono stati rinvenuti denaro contante per circa 11.000 euro, probabile provento dell’attività illecita, nonché una pianta di marijuana portando all’arresto in flagranza di un’ulteriore persona non colpita dal provvedimento cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria.

Nel corso delle indagini, durate circa un anno, erano già state arrestate 5 persone in flagranza di reato e sequestrati 1,4 chilogrammi di cocaina e hashish.

L’attività investigativa rientra nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti predisposto dalla Guardia di Finanza di Roma.




Immigrazione clandestina e prostituzione arresti della Polizia a Roma

Favorire l’immigrazione clandestina e sfruttare o favorire la prostituzione di cittadini sudamericani. Per questo stamane, sin dalle prime ore di giovedì, la Squadra mobile di Roma, coadiuvata da personale del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, sta eseguendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di aver costituito due distinte organizzazioni criminali, composte e dirette da cittadini brasiliani e italiani.





Droga all’ombra del ’Serpentone’ 8 arresti dei Carabinieri

 

I carabinieri del comando provinciale di Roma stanno dando esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare – su richiesta della DDA e della Procura della Repubblica per i Minorenni – una nei confronti di 8 persone (7 in carcere e 1 agli arresti domiciliari) e l’altra nei confronti di 3 minorenni (collocamento in comunità), ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e danneggiamento. 

L’attività investigativa dei militari, da novembre 2018 a novembre 2019, ha consentito – si spiega in una nota – di disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico di hashish, cocaina e marijuana, nel quartiere del Nuovo Corviale, che si avvaleva anche dell’impiego di minorenni per rifornire la piazza di spaccio del complesso residenziale denominato ‘Serpentone’ e di una rete di vedette che aveva il compito di eludere i controlli delle Forze dell’Ordine. 

I carabinieri hanno sequestrato circa 8 kg di stupefacente, tra cocaina, hashish e marijuana, oltre a 5.405 euro in contanti, sottratti alla disponibilità del sodalizio.

 





Sistema carcerario al collasso, la protesta davanti a Montecitorio dell’Uspp

L’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria, una delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del Corpo ha manifestato davanti Palazzo Montecitorio. L’iniziativa nasce dalla necessità di chiedere al Parlamento misure urgenti a favore del lavoro svolto dalla Polizia Penitenziaria all’interno delle carceri italiane, soprattutto in questa fase di conversione in legge del cosiddetto ‘decreto rilancio’. 

‘Il sistema penitenziario sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia, dopo le rivolte del marzo scorso, le evasioni e le morti dei detenuti avvenute in quei giorni, le devastazioni e i ferimenti degli agenti di Polizia Penitenziaria. Ferimenti e aggressioni che gli agenti subiscono quotidianamente da anni ormai e che sono divenuti intollerabili’, spiega Giuseppe Moretti Presidente del’USPP che aggiunge ‘non bastano i droni per ridare serenità lavorativa agli agenti che ogni giorno rischiano la propria incolumità nelle carceri’. 

Per Moretti ‘Poiché non si intravedono segnali di miglioramento rispetto a questo stato di cose e poichè riteniamo prioritario mettere in sicurezza il lavoro delle donne e degli uomini che rappresentano l’ultimo balurado di legalità dello Stato negli istituti penitenziari, chiediamo un immediato intervento del Parlamento sulle questioni più importanti. In primo luogo, è necessario dichiarare lo stato di emergenza delle carceri italiane, perché le rivolte del mese di marzo hanno messo in risalto con drammatica evidenza che il sistema penitenziario è al collasso’. 




Vacanze, erogati già 150mila bonus per le famiglie

  

Partito il bonus vacanze, il provvedimento del decreto Rilancio per fare uscire il settore turistico dalla crisi seguita all’emergenza coronavirus. Una misura a cui il governo ha dedicato 2,4 miliardi, ma che non convince gli operatori del settore. Nel primo giorno di applicazione sono circa 150mila i bonus già erogati. Intanto i dati delineano un "disastro vacanze": presenze a picco a giugno sulle spiagge. Le famiglie con Isee entro i 40mila euro possono chiedere un bonus da 500 euro se il nucleo è di almeno tre persone, 300 euro con due persone e 150 euro per i single, per pagare strutture ricettive come alberghi, b&b o campeggi. L’80% del bonus si traduce in uno sconto immediato, il resto arriva come detrazione con la dichiarazione dei redditi. Il bonus viene erogato attraverso IO, la app per i servizi pubblici, cui si accede con Spid o carta d’identità digitale, che genererà un codice qrcode da presentare alle strutture che aderiscono all’iniziativa. Secondo i dati diffusi dal Mibact, alle 21 del primo giorno sono 146.030 i bonus erogati, per un controvalore economico vicino a 70 milioni di euro (67.761.450 euro). E sono 451 i nuclei familiari che hanno gia’ speso il buono nelle strutture ricettive che aderiscono all’iniziativa voluta dal governo. Intanto comincia con il segno meno la stagione estiva 2020, sia a causa del Covid-19 sia delle avverse condizioni atmosferiche. Le presenze rispetto allo stesso periodo del 2019 sono in calo in tutte le regioni: le perdite più gravi si sono registrate in Sardegna (-80%), nel Lazio e in Molise (-75%) e in Campania e Basilicata (-70%). Le prenotazioni per luglio e agosto sembrerebbero invece riuscire, almeno in parte, a invertire la rotta.





Myanmar, frana fa strage in una miniera: almeno 113 le vittime

 

E’ di almeno 113 morti il bilancio di una frana avvenuta in una miniera di giada nella regione di Hpakant, nel Myanmar settentrionale. Lo ha riferito in un post su Facebook il servizio dei vigili del fuoco del Paese asiatico. Fonti di polizia citate dai media della regione sostengono che le operazioni di soccorso sono state sospese a causa delle pesanti piogge. La regione è stata teatro nel 2016 di un’altra grave frana in una miniera costata la vita a 116 persone.





Zanardi resta in coma farmacologico. La decisione dei medici a 72 ore dall’ultima operazione

 

Tredicesima notte trascorsa senza sostanziali variazioni del quadro clinico di Alex Zanardi, sottoposto lunedì scorso a un secondo intervento neurochirurgico.  L’atleta paralimpico bolognese permane in coma farmacologico. Il paziente presenta condizioni cliniche "stazionarie" e un decorso stabile dal punto di vista neurologico, il cui quadro rimane "grave". Ancora nessuna decisione sarebbe stata presa dallo staff medico che segue Zanardi su un suo possibile risveglio con la diminuzione del dosaggio dei farmaci che inducono il coma.




L’ultimo Whatsapp del padre dei gemellini uccisi alla moglie: “Domani avrai problemi ben più grossi della mensa scolastica”

 

Nella notte di venerdì 26 giugno Mario Bressi ha inviato una lunga mail alla moglie e poi una serie di messaggi Whatsapp. Ma i bimbi, Elena e Diego, erano già morti quando quei messaggi sono arrivati alla loro mamma, Daniela Fumagalli. Li aveva strozzati a mani nude proprio il padre. Lui invece continua a mandare messaggi, l’ultimo dei quali ha fatto capire l’epilogo della tragedia: "Prenderò il volo, domani avrai problemi ben più grossi della mensa dei bambini". L’autopsia ha stabilito che l’uccisione dei fratellini è avvenuta poco prima delle due di notte. Mario Bressi probabilmente aveva già inviato la sua lunga email alla moglie. Poi ha strangolato i figli a mani nude. Il primo a morire è stato Diego, subito dopo è toccato ad Elena. Una morte atroce "per strozzamento" recita il referto stila dall’anatomopatologo Paolo Tricomi che ha eseguito l’autopsia eseguita all’ospedale Manzoni di Lecco. 

"L’omicida ha usato tutta la sua forza provocando la frattura dell’osso ioide e il loro soffocamento", si legge ancora. Un decesso avvenuto in pochi minuti. Mancano ancora gli esiti degli esami tossicologici per capire se Mario Bressi ha sedato i figli prima dell’efferato omicidio.  

Gli inquirenti hanno in gran parte ricostruito quello che è avvenuto quella notte. E’ stata una escalation di messaggi inviati da Bressi alla moglie. Email e Whatsapp in cui annunciava che "non li avrebbe più rivisti", riferendosi a Elena e Diego. La loro unione era sul finire, Bressi ha voluto distruggere tutto. Dopo aver ucciso i figli ha vagato tra la casa dell’orrore, la piazza di Margno (Lecco) dove ha gettato nella campana che raccoglie il vetro i cellulari dei bambini e poi ha proseguito con la scrittura dei messaggi alla moglie. 

Infine ha percorso i suoi ultimi 20 chilometri che lo hanno portato sopra al ponte della Vittoria di Cremeno. E da qui è partito l’ultimo Whatsapp: "Prenderò il volo, domani avrai problemi ben più grossi della mensa dei bambini". Mario Bressi si è poi lanciato nel vuoto attorno all’alba. Daniela Fumagalli appena alzata ha letto tutto quello arrivato sul suo cellulare e subito ha capito di avere perso tutto. Si è lanciata nella folle corsa verso Margno ma ormai per Elena e Diego non c’era più nulla da fare. E nemmeno per lei, ultima vittima di questa tragedia. Nella notte di venerdì 26 giugno Mario Bressi ha inviato una lunga mail alla moglie e poi una serie di messaggi Whatsapp. Ma i bimbi, Elena e Diego, erano già morti quando quei messaggi sono arrivati alla loro mamma, Daniela Fumagalli. Li aveva strozzati a mani nude proprio il padre. Lui invece continua a mandare messaggi, l’ultimo dei quali ha fatto capire l’epilogo della tragedia: "Prenderò il volo, domani avrai problemi ben più grossi della mensa dei bambini".




Allarme dalla Ocean Viking: “I migranti minacciano di gettarsi in mare. Serve un porto sicuro”

 

Le "tensioni a bordo della Ocean Viking stanno aumentando e alcuni migranti minacciano di buttarsi a mare". Lo afferma un nota di Sos Mediterranee, che gestisce la nave, adesso al largo di Lampedusa con 180 migranti soccorsi nei giorni scorsi. "Abbiamo inviato cinque richieste alle autorità marittime italiane e maltesi per l’assegnazione di un porto di sbarco: finora non abbiamo ricevuto risposte eccetto due, negative. - continua la nota di Sos Mediterranee - I sopravvissuti hanno detto alle nostre squadre di aver trascorso da due a cinque giorni in mare prima di essere soccorsi dalla Ocean Viking. Cio’ significa che alcuni dei 180 sopravvissuti sono in condizioni precarie in mare da più di 8 giorni. Questa situazione è inaccettabile". "Dov’e’ finito l’accordo di Malta del 2019 per il trasferimento delle persone salvate in mare? - chiede Sos Mediterranee - Gli Stati membri dell’Unione Europea sono consapevoli del fatto che la gente ha continuato a fuggire dalla Libia su imbarcazioni non sicure per tutta la durata della crisi Covid-19 che ha colpito l’Europa in primavera e indipendentemente dall’assenza di navi dedicate alla ricerca e al salvataggio nel Mediterraneo centrale. Non solo la mancanza di capacità di ricerca e salvataggio per salvare vite umane in mare continua, ma l’Ue non riesce a garantire la sicurezza ai pochi che sono stati salvati da una nave di una Ong che cerca di colmare la lacuna del Sar". "Dall’inizio di giugno, abbiamo sentito dichiarazioni che annunciano il ripristino dell’accordo di Malta quest’estate. Dalle comunicazioni che la Ocean Viking ha con le autorità marittime, - conclude la nota - non c’e’ attualmente alcun segno di un tale riavvio...Il sostegno degli Stati membri dell’Ue ha fatto la differenza in passato. Non deve fermarsi ora".





Strage di Bologna, passo indietro di Ferrovie dello Stato all’intitolazione della Stazione

 

 

Sembrava cosa fatta invece l’intitolazione (con conseguente nuovo nome ufficiale) della stazione ferroviaria di Bologna, al 2 agosto 1980, ora vacilla. E proprio a ridosso delle celebrazioni del 40esimo anniversario della strage che fece 85 morti e 200 feriti. “Mi sono giunte voci di una tergiversazione di problemi che insorgono da parte di Ferrovie dello Stato italiane. Credo che sia una cosa veramente strana che le Fs si oppongano a una cosa tranquillamente pacifica per tutta la città di Bologna”, afferma Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime.  “Sembra si tratti di motivazioni speciose, come tante altre che si sono succedute da sempre sui nostri destini”, aggiunge nell’intervista al periodico di InCronaca, “Quindici”, dedicata al quarantennale della strage. Eppure, a marzo, in una altra intervista (all’Anpi di Bologna) Bolognesi aveva dato ormai per fatta la cosa. Ora ne chiederà conto in una riunione a Palazzo d’Accursio, insistendo perchè l’iter vada avanti a nome di tutta l’associazione e della città. Bolognesi si aspetta che “anche nel nuovo nome della stazione si aiutino i familiari delle vittime a far ricordare al mondo intero che quel 2 agosto ’80 una bomba voluta dalla P2 e fatta esplodere dai Nar fece saltare un’ala dello scalo bolognese”. Bolognesi porterà avanti anche la richiesta dei familiari delle vittime di non interrompere nel 40esimo anniversario della strage il tradizionale corteo per le vie della città con manifestazione in piazzale Medaglie d’Oro: “Per quanto riguarda la solita manifestazione del 2 agosto, noi come associazione riteniamo che si possa tranquillamente fare, nonostante il Covid, con i distanziamenti e le mascherine, in modo che non ci siano problemi di contagi”. Nell’intervista, in uscita il 9 luglio, Bolognesi ripercorre i fili che connettono la strage a tutti i casi che coinvolgono i Nar, la P2 e i servizi segreti e smentisce le piste sui presunti misteri (“I misteri sono solo religiosi, in queste storie si chiamano segreti”) che ogni qualvolta “ci si avvicina alla verità vengono tirate fuori, da quella palestinese in poi fino alla cosiddetta pista sarda”, quando invece è chiaro che “gli ideatori sono uomini della P2 e dei servizi segreti deviati e gli esecutori sono neofascisti: il quadro oramai è abbastanza chiaro e la nuova inchiesta della procura generale potrebbe riservare tante novità,siamo fiduciosi che si arrivi a dire chi organizzò, in nome del ‘Piano di rinascita democratica’ di Licio Gelli, una strage che doveva favorire la svolta autoritaria nel Paese”.

 





Caso Regeni, la Farnesina valuta il ritiro dell’Ambasciatore in Egitto

 

Chi sosteneva che la migliore strategia con gli egiziani per ottenere verità fosse la condiscendenza, che fare affari, vendere armi e navi di guerra, stringere mani e guardare negli occhi gli egiziani fosse funzionale ad ottenere collaborazione giudiziaria, oggi sa di aver fallito. Richiamare l’ambasciatore è l’unica strada percorribile". Lo affermano i genitori di Giulio Regeni giudicando "fallimentare" l’incontro tra pm romani e egiziani. "Gli egiziani non hanno fornito una sola risposta alla rogatoria italiana sebbene siano passati ormai 14 mesi dalle richieste dei nostri magistrati. E addirittura si sono permessi di formulare istanze investigative sull’attività di Giulio in Egitto. Istanze che oggi, dopo quattro anni e mezzo dalla sua uccisione, senza che nessuna indagine sugli assassini e sui loro mandanti sia stata seriamente svolta al Cairo, suona offensiva e provocatoria".

Nel corso della videoconferenza tra i magistrati di Roma e Il Cairo, gli inquirenti egiziani hanno chiesto informazioni sulle attività del ricercatore torturato e ucciso nel 2016. Il procuratore generale egiziano "ha formulato - si legge in una nota diffusa dalla procura di Roma - alcune richieste investigative finalizzate a meglio delineare l’attività di Giulio Regeni in Egitto". Nella nota si sottolinea che il procuratore egiziano "ha ribadito la ferma volontà del suo Paese e del suo ufficio di arrivare a individuare i responsabili dei fatti e per questo ha affermato che l’incontro ha costituito un passo decisivo nello sviluppo dei rapporti di collaborazione con l’auspicio di raccoglierne esiti fruttuosi".

Nella rogatoria inviata circa un anno e mezzo fa dai pm di Roma alle autorità egiziane si chiedeva di "mettere a fuoco il ruolo di altri soggetti della National Security che risultano in stretti rapporti con gli attuali cinque indagati". E’ la novità contenuta nella nota diffusa dalla Procura.

 Sulla vicenda si sono espresse anche fonti del ministero degli Esteri: "Forte delusione per l’esito dell’incontro tra le due procure. Esigiamo un cambio di passo. E soprattutto esigiamo rispetto per la famiglia Regeni. La Farnesina, dopo l’incontro di oggi, trarrà le sue valutazioni".

Immediata la replica de Il Cairo. "Il procuratore generale (egiziano) conferma al procuratore di Roma la ’serietà’ delle misure riguardanti l’omicidio di Regeni e (il fatto che) ’la Procura di Roma toccherà con mano la trasparenza della squadra di inquirenti egiziani e il suo desiderio di giungere alla verità nel prossimo periodo".





Palamara a Tgcom24: “Il sistema giudiziario va rimeditato e rivisto”

 

 

 

"Il sistema giustizia va profondamente rimeditato e rivisto, è un sistema che fa fatica ad andare avanti", A dirlo, intervistato dal direttore Paolo Liguori nella rubrica di Tgcom24 "Fatti e misfatti" è il pm ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara. "Ha fallito il sistema delle correnti, ha fallito il sistema della spartizione tra correnti", aggiunge Palamara. E spiega:  "Da un lato ha portato i migliori nei posti più importanti d’Italia ma ne ha penalizzati tanti altri esclusi da questo meccanismo ma avrei timore dell’introduzione del sorteggio" per la scelta dei componenti togati del Csm. "Con i miei avvocati riteniamo esistere un problema molto serio come l’utilizzazione di queste intercettazioni. In alcuni momenti della giornata è perfettamente funzionante, in altri no. Non lo dico io, lo dicono le carte. Il pubblico ministero, parlo per me stesso, pensa all’intercettazione come un mezzo di ricerca della prova. È fondamentale: il trojan ha segnato un salto di qualità nella lotta alla corruzione, alla mafia e al terrorismo. Però c’è un problema grandissimo del reale funzionamento di questi captatori informatici", ha aggiunto. Il trojan "ha una durata limitata, è nelle mani di persone che non sappiamo, gestisce una mole di dati di terze persone che risultano catapultate in questa vicenda che mi riguarda ma sono estranee", ha concluso Palamara. "Assolutamente ci sono" influenze della politica sulle nomine dei capi degli uffici giudiziari da parte del Csm "perché la politica vive nel Consiglio Superiore della Magistratura nella sua componente laica che è espressione della maggioranza e dell’opposizione politica del momento e il magistrato che concorre a un posto direttivo deve interfacciarsi anche con la componente laica e quindi indirettamente con il mondo politico"La storia delle correnti tratteggia dei rapporti quasi storici tra la magistratura e una parte della politica. La Costituzione volle la magistratura come un potere autonomo e i magistrati decisero di organizzarsi in correnti già dagli anni ’70. Nel corso del tempo quei valori ideologici si sono affievoliti fino a quando le correnti sono diventate uno strumento clientelare". Poi sulla sentenza Mediaset-Berlusconi: "Sono dei fatti rispetto ai quali deve essere interesse di tutti chiarire e comprendere che cosa è accaduto. Conosco dei pezzi importanti di questa storia", ha aggiunto.





Assegno unico universale per le famiglie, sarà facile incassarlo

 

"L’assegno unico universale per le famiglie sarà erogato con semplicità a tutte le famiglie, senza dover fare nulla di particolarmente complicato per ottenerlo". Sono le parole del ministro della Famiglia, Elena Bonetti, a Agorà Estate. “Le famiglie potranno contare su questa cifra tutti i mesi, sarà erogata con semplicità”, afferma, spiegando che “stiamo lavorando perché arrivo dal prossimo anno”. “Proprio ieri si è svolta alla Camera la discussione generale sull’assegno unico familiare, che è la prima misura del Family Act che prenderà forma. Ieri abbiamo proceduto con grande celerità utilizzando il canale parlamentare già avviato da una proposta di legge. Ho apprezzato il contributo di tutte le forze di opposizione nel dibattito, quindi da questo punto di vista è un provvedimento che riconcilia il paese”, dice Bonetti.





Berlusconi: “Fi potrebbe entrare al governo ma con una nuova maggioranza”

 

Forza Italia potrebbe entrare al governo “con una nuova maggioranza”. L’ha affermato il leader del partito Silvio Berlusconi in un’intervista pubblicata su Repubblica. Dopo aver premesso di non credere che “esistano le condizioni” per un governo d’unità nazionale e che “servirebbe all’Italia un governo con forze politiche antitetiche tra loro”, come Fi e i 5S, se però “in questo Parlamento si creassero davvero le condizioni per una maggioranza diversa, più efficiente, più rappresentativa della reale volontà degli italiani, andrebbe verificata, naturalmente prima di tutto ocn i nostri alleati”. Per quanto riguarda invece la vicenda della sentenza di Cassazione Mediaset, con la pubblicazione del defunto giudice Franco il quale ha parlato di un “plotone d’esecuzione” dietro la condanna, Berlusconi ha affondato: “Questa volta non sono io a dirlo. E’ l’estensore di quella stessa sentenza, Spero che questo convinca anche chi, in buona fede, ha creduto impossibile che in seno all’ordine giudiziario accadessero davveor cose di questo tipo. Fare chiarezza su fatti così gravi penso vadanell’interesse della credibilità della stessa magistratura: molti magistrati sono persone serie e perbene che non meritano di essere accomunate con quel gruppo di loro colleghi che si sono prestati a operazioni politico-giudiziarie come quella condotta ai miei danni”.





Conte nessun passo indietro sul Ddl Semplificazioni: "E’ indispensabile"

 

“Tra gli strumenti adottati per la crescita c’è sicuramente lo schema del dl semplificazioni, con cui vogliamo intervenire nelle varie fasi della realizzazione delle opere pubbliche. Ho definito questo decreto legge la madre di tutte le riforme, lo ritengo indispensabile per modernizzare l’Italia e tornare a far correre il Paese ed è per questo che nel governo ci stiamo confrontando in modo costruttivo per trovare le soluzioni migliori”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel question time alla Camera.

Le norme del dl semplificazioni sono “volte a produrre una accelerazione e semplificazione degli iter di realizzazione delle opere e sono accompagnare da un rafforzamento dei presidi di legalità”, ha proseguito Conte.

“Per quanto riguarda la fase di assegnazione delle opere – ha spiegato – è prevista una semplificazione delle procedure, consentendo di affidare i contratti in modo più semplici e rapido per un periodo transitorio. E per alcune opere è previsto di introdurre la procedura negoziata senza bando. La deroga alle norme in oggetto per un periodo definito è accompagnata da misure su trasparenza, comunicazione degli atti e controlli antimafia da un lato semplificati ma allo stesso tempo rafforzati”.





Nessun risarcimento dalle Assicurazioni per medici di famiglia e farmacisti vittime del Covid

 

Nessun risarcimento per medici di famiglia e farmacisti vittime del Covid-19. Chi lavora in ospedale, invece, riceverà un indennizzo, perché coperto dall’Inail e i danni dal virus sono considerati infortuni sul lavoro.

A sollevare il caso è stato il Corriere della Sera: per diversi operatori sanitari le varie compagnie assicurative ritengono – a differenza di quanto fa l’Inail – che il contagio non possa essere trattato come un infortunio sul lavoro.

Il caso, sollevato riguarda diversi operatori sanitari, come dentisti o tecnici, che pagano volontariamente polizze annuali. Nei loro confronti, le compagnie ritengono che il contagio, a differenza di quanto valuta l’Inail, non possa essere considerato un infortunio sul lavoro. Di conseguenza, non vogliono coprire i danni o risarcire i parenti dei medici eventualmente morti durante la pandemia. 

 

Per questo motivo, alcuni famiglie delle vittime stanno pensando di rivolgersi ai tribunali per far valere i loro diritti. 




Negli Usa nuovo record di contagi. In un giorno sono stati oltre 52mila. Rischi elevati anche in Medio Oriente

 

Gli Stati uniti hanno registrato oggi un nuovo record di casi rilevati nella pandemia COVID-19 in un giorno solo: 52.982. L’ha riferito la Johns Hopkins University. In tutto i casi rilevati sono saliti a 2.682.270, con 128.028 morti. Intanto i paesi del Medio Oriente hanno raggiunto una “soglia critica” nella loro risposta a Covid-19 con lockdowan che vengono revocati e gli aeroporti e le frontiere ad iniziare a riaprire. E’ l’allarme lanciato Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Il direttore della regione del Mediterraneo orientale dell’Oms – che si estende dal Medio Oriente e dal Nord Africa all’Afghanistan e al Pakistan – ha dichiarato che il numero di casi nel solo giugno è stato più di quanto non fosse stato visto in tutti i quattro mesi precedenti.Ahmed Al-Mandhari ha aggiunto che quasi l’87% dei decessi nella regione è stato segnalato da soli cinque paesi: Iran, Iraq, Arabia Saudita, Egitto e Pakistan.

Un minor numero di casi di coronavirus sono stati segnalati in Siria e Yemen colpiti dalla crisi, ma ha osservato che ciò era probabilmente dovuto alle difficoltà nel condurre il monitoraggio, il test e il trattamento delle infezioni in questi paesi.”I nostri sistemi sanitari sono sopraffatti, i nostri operatori sanitari sono sfiniti, un gran numero di persone nella nostra regione sono ancora vulnerabili”, ha affermato Al-Mandhari.

 





Speranza (Salute): “Una seconda ondata di contagi in autunno non è esclusa, ma non è certa”

 

Una seconda ondata in autunno? "La comunità scientifica non la esclude. Non è certa. E noi ci auguriamo chiaramente che non ci sia". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto oggi alla trasmissione "Agorà estate’ su Rai3, che ha spiegato come sarà affrontata un’eventuale nuova emergenza. "La comunità scientifica dice che è possibile una seconda ondata - ha aggiunto Speranza - e di fronte a questo noi possiamo fare due cose. La prima: conservare atteggiamenti di prudenza, di cautela. In modo particolare seguire le tre regole essenziali: l’uso delle mascherine; evitare assembramenti e mantenere distanza di sicurezza di almeno un metro; conservare misure igieniche a partire dal lavaggio delle mani. E’ questo che chiediamo ai cittadini. La seconda cosa che possiamo fare riguarda le istituzioni. Dobbiamo continuare a rafforzare il Servizio sanitario nazionale. Negli ultimi 5 mesi abbiamo messo sul Ssn più soldi che negli ultimi 5 anni", ha precisato il ministro precisando che "per me è solo l’inizio".  "In Italia e in Europa la curva" dei contagi da Sars-CoV-2 "si è notevolmente piegata", ma "questo purtroppo non è vero in tantissimi posti del mondo. Se si guarda l’evoluzione del coronavirus a livello globale, queste sono le settimane più difficili", sottolinea il ministro. "In Nord America, in Sud America, in Asia ci sono ancora numeri molto problematici", ha rilevato il titolare della Sanità, chiamato a commentare l’ordinanza sugli arrivi dai Paesi extra Schengen. "Non possiamo non vedere quello che accade in giro per il mondo, dove oggi la situazione del coronavirus è peggiore rispetto alle settimane precedenti. Noi, che con fatica siamo usciti" dalla fase di emergenza "grazie in modo particolare al comportamento dei cittadini e alle misure adottate", per adesso "abbiamo bisogno di avere un po’ di cautela in più - ha ammonito il ministro - per evitare di sacrificare il lavoro fatto finora".




Lino Di Rienzo Businco(Ist.Medicina Scienza CONI): “Zaniolo ok con l’ intervento Thinvasive DRB System"

 

Un nuovo approccio endoscopico miniinavsivo per il pieno recupero del Benessere Respiratorio

  

Atleti, cantanti, attori ma anche chiunque voglia migliorare le performance respiratorie; con il protocollo Thinvasive messo a punto dal prof. Lino Di Rienzo Businco è possibile ripristinare il pieno benessere Respiratorio con un intervento minimamente invasivo e massimamente conservativo , attraverso un veloce trattamento di day Hospital.

 

“Nel trattamento delle ostruzioni nasali degli sportivi – afferma il Prof. Lino Di Rienzo Businco, otorinolaringoiatra dell’ Istituto di Medicina e Scienza CONI SportLab di Roma - quali i calciatori ma non solo essi, utilizziamo da alcuni anni un intervento a finalità squisitamente funzionali che non procura danni anatomici, attraverso il quale, secondo un protocollo certificato DRB System siamo in grado di trattare tutte le sedi malate della via Respiratoria (turbinati, sinusiti, otiti, adenoidi, palato e ugola), con differenti tecnologie miniinvasive (ad es. palloncini balloon, radiofrequenze QMR di terza generazione) impiegate in modo contestuale  e simultaneo per ridurre l’impatto traumatico a livelli infinitesimali e con tecniche massimamente conservative”.

 

Con la innovativa procedura di chirurgia miniinvasiva funzionale messa a punto e ratificata secondo un moderno protocollo di ricerca integrato del Prof. Lino Di Rienzo Businco, è possibile migliorare e ripristinare la corretta performance e fisiologia dell’apparato respiratorio con grandi benefici su tutto l’organismo (cuore, metabolismo, qualità del Sonno, resistenza fisica, riduzione del consumo di farmaci e delle infezioni).

Questo approccio chirurgico certificato, denominato Thinvasive DRB System viene effettuato rigorosamente con tecnica endoscopica miniinvasiva e rappresenta il frutto di anni di studi clinici alla continua ricerca di tecniche minimamente invasive e massimamente conservative, che riconoscono come punto focale il completo rispetto della funzionalità delle delicate mucose e strutture delle alte vie aeree (specie nei bambini), con un trattamento simultaneo e contestuale di ognuna delle sottosedi patologiche, anche integrato con terapie mediche personalizzate.

 

 Il trattamento Thinvasive – dice Businco -  si esegue con un veloce trattamento di Day-Surgery in completa sicurezza per adulti e bambini con un rapido recupero del paziente alle normali attività.

Gli sportivi sia professionisti, come nel caso del fuoriclasse della Roma calcio, Niccolò Zaniolo,  che amatoriali hanno tutti un enorme beneficio dal ripristino del flusso aereo corretto sia in termini di miglioramento complessivo delle performance che di riduzione del sovraccarico e del rischio cardiovascolare, rischio che aumenta proprio in persone in affanno o non correttamente ossigenate e allenate.

“Abbiamo eseguito un intervento con la tecnica Thinvasive DRB System,  endoscopico nasale al calciatore della AS Roma NICOLO’ ZANIOLO, giovane stella del calcio italiano – ha concluso il Prof. Lino Di Rienzo Businco - si è trattato di un problema di Sinusite con Ipertrofia dei turbinati, operazione non invasiva effettuata con balloon e Risonanza Quantica QMR che aiuta a migliorare la respirazione senza danni alle mucose”.





Covid-19, in crescita i contagi (201) e le vittime sono 30

 

Sono 201 oggi i nuovi contagiati di coronavirus, in aumento rispetto a mercoledì 1 luglio quando erano stati 187. Di questi, 98 casi sono in Lombardia, il 48,7% del totale in Italia. Il numero totale dei casi sale così a 240.961. Le vittime nelle ultime 24 ore sono invece 30, in aumento rispetto alle 21 di mercoledì. I morti per coronavirus salgono così a 34.818, secondo i dati del Ministero della Salute.  Sono 15.060 gli attualmente positivi al coronavirus in Italia, 195 meno di mercoledì, mentre in terapia intensiva ci sono 82 pazienti, 5 in meno di mercoledì. Di questi, la metà (41) sono in Lombardia. E’ quanto emerge dai dati del ministero della Salute secondo i quali in 11 regioni e nelle province di Trento e Bolzano non ci sono più pazienti nelle rianimazioni. Negli altri reparti ospedalieri in tutta Italia sono complessivamente ricoverati con sintomi 963, 62 meno di mercoledì, mentre in isolamento domiciliare sono 14.015, 128 in meno nelle ultime 24 ore. I guariti e i soggetti dimessi sono invece 191.083, con un incremento rispetto a mercoledì di 366.

 





Voli, pullman e treni Italia sotto accusa sui rimborsi

Avviata una procedura di infrazione dell’Unione Europea per le mancate restituzioni delle somme dei biglietti di viaggio

La Commissione europea ha avviato procedure di infrazione a carico di Italia e Grecia in merito alle regole sui diritti dei passeggeri rispetto ai voli cancellati, che non prevedono anche il rimborso dei biglietti ma unicamente voucher. Peraltro, secondo le comunicazioni diffuse oggi dall’esecutivo Ue, le regole approvate nella Penisola sono quelle che appaiono più incompatibili con i diritti garantiti ai passeggeri dalle direttive Ue, dato che in Italia questo problema, oltre ai voli aerei, riguarda anche i viaggi in autobus, pullman e treni. Parallelamente, Bruxelles ha aperto procedure di infrazione su 10 Stati, tra cui anche l’Italia, riguardo a problemi analoghi su interi pacchetti vacanza in cui la possibilità di ottenere il rimborso, se c’è, supera i tempi previsti dalle regole Ue. Oltre alla Penisola e alla stessa Grecia, questa procedura, aperta con l’invio di lettere formali ai rispettivi Stati, riguarda anche Repubblica Ceca, Cipro, Francia, Croazia, Lituania, Polonia, Portogallo e Slovacchia.




Caso Marò, l’Italia ha ragione

 

 

 

Il Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò ha dato ragione all’Italia. I giudici hanno riconosciuto "l’immunità" dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in relazione ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 e all’India viene pertanto precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti. Il Tribunale ha riconosciuto che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni, ha reso la Farnesina. La giurisdizione del caso Lexie è dunque dell’Italia. Inoltre, secondo il Tribunale "l’Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony", a bordo del quale morirono i due pescatori del Kerala. "Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti". "Non abbiamo mai smesso di seguire questo caso, ma voglio ringraziare anche chi mi ha preceduto per la costanza e la determinazione impiegate su questa vicenda. L’Italia naturalmente rispetterà quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione - ha scritto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio -. Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie".