31 misure cautelari per alti gradi delle Forze Armate e imprenditori. L’accusa: frode, corruzione e turbativa d’asta

 

 

Appalti truccati e corruzioni nelle Forze Armate. Questo il quadro d’insieme per cui gli investigatori della Squadra mobile della polizia di Roma hanno eseguito un’Ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 31 indagati. Il blitz è scattato alle prime luci dell’alba, all’esito di articolate e complesse indagini supportate da presìdi tecnologici, gli investigatori della Squadra Mobile di Roma – coordinati dalla Procura della Repubblica della Capitale – hanno eseguito un’Ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, nei confronti di 31 indagati, tra i quali PP.UU. – appartenenti alle Forze Armate con diverso grado – e imprenditori, accusati, tra l’altro, di frode nelle forniture, corruzione, turbativa d’asta ed altro negli appalti per gli approvvigionamenti delle Forze Armate.

L’ordinanza dispone per 7 indagati gli arresti domiciliari, 5 misure interdittive di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, nonché 19 misure di divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica Amministrazione e di esercitare attività imprenditoriali e uffici direttivi di persone giuridiche e impresa ex artt. 289 bis e 290 c.p.p..

Le indagini, durate quasi un anno, inizialmente hanno fatto emergere episodi di frode contrattuale ai danni delle Amministrazioni dello Stato appaltanti da parte delle ditte aggiudicatarie della produzione dei nuovi distintivi di grado per le Forze Armate, nell’ambito del riordino dei ruoli e delle carriere previsto dal decreto legislativo nr. 94 del 2017 che ha introdotto nuove qualifiche apicali. 

Nel proseguo dell’attività investigativa è stato documentato uno specifico e ben collaudato sistema corruttivo tra imprenditori ed Ufficiali delle FF.AA., ricostruito grazie alle attività di intercettazione telefonica, ambientale e telematica supportata da servizi di osservazione e pedinamento, che vedono alcuni soggetti ripetutamente coinvolti in episodi di corruzione e turbata libertà degli incanti in vari settori.

Nel primo troncone delle indagini, le ditte aggiudicatarie della fornitura dei nuovi distintivi di grado per le uniformi delle Forze Armate  hanno utilizzato un sistema basato sulla costituzione di un “cartello” concordato verso un unico fine, ovvero quello di non farsi concorrenza, o di un accordo post-aggiudicazione in favore di chi avrebbe poi prodotto effettivamente il materiale.

Nella seconda parte delle indagini, sono stati accertati autonomi e distinti episodi delittuosi commessi da Ufficiali dell’Aeronautica Militare che si pongono in condizione di stabile asservimento ad interessi privati.

A margine di tali vicende, è stata altresì acclarata una truffa contrattuale perpetrata nella fornitura di tende modulari a struttura pneumatica per l’Esercito Italiano e in particolare le truppe in missione all’estero tramite una “gara a procedura aperta” per un importo complessivo di oltre nove milioni di euro.

Complessivamente, le indagini hanno permesso di svelare turbative d’asta e frodi negli appalti delle Forze Armate per un valore pari a 18 milioni e mezzo di euro.

E’ stato disposto un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza delle somme di denaro corrisposte ad alti ufficiali delle forze armate per il reato di corruzione.  

Il gip: sistema diffuso

 “Le indagini hanno messo in luce un sistema diffuso di rapporti tra imprenditori e pubblici ufficiali per falsare le gare attributive di commesse della pubblica amministrazione”. Così afferma il gip del tribunale di Roma, Tamara De Amicis, in un passo dell’ordinanza cautelare nei confronti di 31 tra imprenditori e pubblici ufficiali appartenenti alle Forze Armate con diverso grado, accusati di corruzione e frode negli appalti per le forniture del mondo con le stellette. Secondo il giudice quelli emersi sono “rapporti collusivi che si fondano per lo più su reciproche utilità: gli imprenditori risultano vincitori delle gare e i pubblici ufficiali ricevono delle utilità, per lo più somme di denaro (attestate solitamente nell’importo del 10% del valore del contratto) o anche altre utilità, come l’assunzione in favore di parenti”.

Corruzioni e appalti in Forze Armate, gradi made in China

Va detto poi che anche i distintivi di grado passavano attraverso questa giungla criminale.  Avrebbero dovuto esser fabbricati in Italia, ma venivano fatti arrivare dal distretto industriale di Shenzen in Cina, i gradi in velcro da appuntare sulla divisa di Carabinieri e Guardia di finanza. In questo modo un imprenditore coinvolto nell’inchiesta ‘Minerva’ della polizia, che ha portato all’emissione di 31 misure cautelari, è riuscito ad aggiudicarsi un appalto, con la compiacenza di funzionari e ufficiali infedeli. Ma anche per i gradi metallici od i cosiddetti ‘tubolari’ da appuntare sulle spalle ci si rivolgeva alla Cina. Ed anche per una gara di fornitura dei cappelli da Alpini era pronta la triangolazione che dalle ditte aggiudicatarie avrebbe portato alla fine in Oriente. 

 

Agli arresti domiciliari anche un generale dell’Arma Aeronautica, un colonnello e un brigadiere capo della Gdf. Nei guai anche altri ufficiali

Un generale ispettore della Aeronautica, un colonnello dell’arma azzurra in servizio all’aeroporto di Pratica di Mare, un brigadiere capo della Guardia di finanza. Sono questi gli ufficiali dele Forze Armate finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’indagine condotta dalla Polizia di Stato e che ha svelato un vasto giro di corruzioni e favori, mazzette e prebende, per aggiudicarsi un appalto. 

Il gip Tamara De Amicis che ha emesso il provvedimento cautelare ha stabilito la sospensione dal servizio per due colonnelli, un tenente e un brigadiere generale dell’Aeronautica. Gli accertamenti sono stati coordinati del procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Antonio Clemente. Secondo quanto spiegato dagli inquirenti le commesse pubbliche che sono state “compromesse” hanno un valore complessivo di 18,5 milioni di euro. 

Le indagini, portate avanti dagli investigatori della Squadra Mobile di Roma, hanno avuto origine da una inchiesta avviata a Frosinone su una presunta associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale e alla creazione di fondi neri che vedeva coinvolta una società aggiudicataria di diverse gare d’appalto per fornitura alle Forze Armate. 

Ed anche non è stata riconosciuta dal giudice l’esistenza di una ‘cricca’ desta impressione che le forniture toccate dal sistema di tangenti riguardi praticamente, escluse le armi, l’intera dotazione delle Forze Armate, dalla digitalizzazione degli scali di Centocelle e Pratica di Mare sino ad un decespugliatore dell’aeroporto, passando per la fornitura di gradi per l’Esercito sino ai distintivi per i carabinieri e Gdf, passando per i gradi ‘tubolari’ delle Fiamme gialle, passando per l’arredamento d’ufficio di una base. 

Secondo i pubblici ministeri le mazzette che venivano date aveva in genere una percentuale del 10% del valore delle gare, oppure anche la promessa di assunzione per figli e familiari. In tutto sono 64 le persone indagate. Le accuse a vario titolo di corruzione, frode nelle forniture e turbativa d’asta.





Zingaretti: "L’archivio Flamigni sarà a Roma, alla Garbatella"

 

“Sono andato a trovare Sergio Flamigni nella sua casa di Oriolo trasformata in archivio. In lunghi anni di lavoro e con tanta passione, Sergio ha raccolto una documentazione straordinaria. Un centro importantissimo per approfondire su tanti periodi della storia d’Italia: il terrorismo, le stragi e la mafia, a partire dal materiale sul caso Moro, sulle stragi di piazza Fontana e del treno rapido 904”. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti su Facebook. “Un patrimonio che ora – scrive – avrà una nuova casa perché lo portiamo a Roma, alla Garbatella, in uno spazio dell’Ater, e sarà a disposizione di tutte e tutti. Non vi nascondo che oggi è stata una vera emozione per me camminare con Sergio Flamigni, che ha raccolto tutto questo, tra i tanti volumi del suo immenso archivio: è stato come attraversare decenni di storia del nostro Paese. Per questo voglio dire grazie a Sergio ed Emilia, non potevamo non accogliere la loro richiesta di tenere vivo un patrimonio grande. Anche così si rendono più ricche le nostre città e le nostre vite”. 

 




Diaco (M5S) avverte: "La Regione non ignori l’azione su Castel di Guido"

Diaco (M5S): Regione non ignori azione su Castel di Guido

“La Regione Lazio non può assolutamente ignorare l’importante lavoro svolto da Roma Capitale in 40 anni di gestione dell’azienda agricola di Castel di Guido. A tal proposito, grazie all’ottimo lavoro svolto dall’assessore alle Politiche sul verde, Laura Fiorini, l’Amministrazione Capitolina ha ritenuto opportuno procedere con l’impugnazione della delibera regionale contenente il bando di gara per l’affidamento della tenuta. Come riferito oggi in Commissione Ambiente, infatti, tale bando presenterebbe alcuni vizi di illegittimità e profili di ambiguità in materia di ricorso al codice degli appalti, favorendo altresì una gestione non ottimale dell’attuale patrimonio dell’azienda che, di fatto, verrebbe smembrata, e mortificando l’immenso lavoro svolto finora da Roma Capitale”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco. Si passerebbe, spiega Diaco “con tale bando, da una visione di tutela ambientale senza fini di lucro a una in cui lo scopo principale sarebbe di natura prevalentemente economica. Non permetteremo che Castel di Guido perda la sua originale vocazione, orientata più alla qualità dei prodotti (tra cui la produzione di olio extra-vergine d’oliva bio o di grano siciliano antico con peculiari caratteristiche organolettiche) che a ragioni di mero profitto. Soprattutto in questo periodo storico, in cui stiamo finalmente portando avanti una serie di stabilizzazioni del personale OSA in attesa dal 1996”. “Ci auguriamo di poter instaurare un’interlocuzione proficua e serena con gli organi regionali deputati a tale vicenda, ai quali rinnoviamo l’invito a non procedere con una delibera chiaramente lesiva dell’operato svolto finora da Roma Capitale a Castel di Guido”, conclude Diaco.

 




Denuncia di Zannola (Pd): “Su piano rom la Giunta Raggi ha speso milioni di euro con il risultato di una moltiplicazione dei microinsediamenti”

 

Denuncia di Zannola(Pd): “Su piano Roma la Giunta Raggi ha speso milioni di euro con il risultato di una moltiplicazione dei microinsediamenti”

 

“Il dibattito sul “villaggio” di Castel Romano lo trovo surreale. Probabilmente ha ragione chi sostiene che il profumo di campagna elettorale e la ricerca di facile consenso, come già accaduto in passato, inquina la discussione.
 La distoglie dalla questione chiave: il destino delle persone, di uomini donne e bambini in condizioni di emarginazione sociale e povertà estrema». La denuncia arriva direttamente da Giovanni Zannola, Gruppo Partito Democratico Assemblea Capitolina.

«Ho letto l’ordinanza della Regione Lazio ed i rilievi della Asl Rm2 – continua la nota – che essenzialmente evidenziano non esserci condizioni conformi a criteri minimi di carattere igienico sanitario e di sicurezza per gli abitanti. 
Ho passato un sabato pomeriggio in quella baraccopoli non molto tempo fa, durante il lockdown, e penso fosse del tutto evidente anche ad occhio nudo. 
Così come lo è il totale abbandono delle persone da parte dell’Amministrazione Capitolina».

Secondo Zannola per il superamento dei campi in questi anni l’amministrazione #M5S ha «speso decine di milioni di euro. 
Il Piano Rom della sindaca #Raggi, come riporta anche nel comunicato stampa il capogruppo Pacetti, è stato uno dei punti chiave del cambiamento di Roma. Quali sono stati risultati? 
– Sgomberi di facciata (guarda Camping River) che hanno prodotto solo una innumerevole proliferazione di piccoli insediamenti informali che, di fatto, allontanano sempre di più un processo di inclusione possibile.


- Il tasso di scolarizzazione è crollato del 56%. Allora, – conclude Zannola – prima di imbarcarsi in un battibecco futile con la Regione per tentare ancora una volta di sotterrare nella sabbia la propria incapacità, chi rappresenta la sindaca Raggi dovrebbe almeno avere l’accortezza di conoscere la realtà, toccarla con le proprie mani e vederla con i propri occhi, perchè visti i risultati prodotti dalle proprie azioni, più che un sentimento di rivalsa politica, proverebbe una immensa vergogna». 





Carabiniere ucciso a Roma, sembra certo che uno degli indagati (Elder) abbia sentimenti d’odio per l’Italia

 

“Non voglio imparare l’italiano, sono così stanco di sentire l’italiano, lo odio, se mai tornerò negli Stati Uniti, e la gente mi fa ‘ooh la cultura italiana, la lingua italiana, che bellezza’ io dirò [quella merda?] è disgustoso fa schifo non voglio mai più sentire l’italiano, mai più. Ok [inudibile] È tutto quello che sento, tutto il giorno. Cazzate”. Così si legge in un dialogo di Finnegan Elder Lee, il padre e il suo legale Usa, il 2 agosto scorso nel carcere di Regina Coeli. 

La registrazione è stata oggetto di perizia su disposizione della Corte d’Assise dove si sta svolgendo il processo per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Poco prima Elder spiega di star leggendo ‘Il Maestro e Margherita’. E più avanti chiede: “Allora un’altra domanda – due domande in realtà: dopo [inudibile] il processo… quanto tempo ci potrebbe volere per farmi estradare?10 E, secondo, se vengo estradato potrei avere la possibilità di scegliere diciamo un posto nella zona perché sia più comodo per i miei genitori venirmi a visitare?”. Alla madre Leah il 5 settembre ammetterà di aver comprato dell’erba in Germania, ricorderà l’uso di stupefacenti, e dirà: “Voglio tornare a studiare, a lavorare in quel posto della Bmw a San Diego”.

 





Ryder Cup, Roma la troverà nel 2023. Rinvio per Covid

“L’attesa verso la Ryder Cup di Roma si allunga di un anno a causa dell’emergenza sanitaria. Prendiamo atto e condividiamo la decisione congiunta della PGA of America e della Ryder Cup Europe. Per noi non cambia nulla perché eravamo pronti a rispettare tutte le tempistiche. La Ryder Cup di Roma rappresenta una vetrina internazionale che mette l’Italia al centro del mondo. Oggi tutti ci invidiano questo evento che contribuirà ad accrescere il prestigio dello sport italiano. Un’opportunità anche per lo sviluppo del turismo e il rilancio dell’occupazione, specialmente dopo la pandemia che sta generando una crisi economica con pochi precedenti. Desidero ringraziare ancora una volta tutti i governi che, dal 2015 ad oggi, hanno garantito pieno sostegno alla Federazione Italiana Golf. A dimostrazione dell’importanza planetaria della competizione, che ha avuto ed ha un consenso trasversale. Un grazie anche al Coni e al Presidente Giovanni Malagò per aver creduto, sin da subito, nelle potenzialità del progetto di crescita del movimento golfistico che ora può contare anche sul supporto istituzionale del Dicastero dello Sport guidato dal Ministro Vincenzo Spadafora. Continueremo a lavorare senza soste verso gli obiettivi, in piena sintonia con il board della Ryder Cup Europe, il Marco Simone e Infront, Official Advisor della FIG”. Per Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup – “Rispettiamo la scelta fatta a causa della pandemia, emergenza sanitaria mondiale che nessuno poteva calcolare. Il successo della Ryder Cup dipende dalla visibilità mediatica dell’evento e dalla partecipazione degli spettatori in un clima di grande agonismo sportivo ma anche di entusiasmo popolare. Non nascondo il dispiacere per lo slittamento della manifestazione, in quanto in questi quattro anni abbiamo lavorato duramente e con grande rigore affinché tutto fosse pronto e nelle condizioni migliori per allestire una Ryder Cup iconica nel 2022. Il nostro cronoprogramma, anche per quel che riguarda i lavori sul percorso di gara e sui temi relativi alla viabilità e alle infrastrutture, è assolutamente in linea con i tempi prefissati come tutti gli impegni presi fino ad ora. Avremo maggior tempo per lavorare e rendere ancora più unico e speciale l’evento”. Infine Lavinia Biagiotti Cigna, Presidente del Marco Simone Golf & Country Club: “Un grande senso di responsabilità ha determinato la decisione di spostare la prima Ryder Cup italiana della storia al 2023. Lo stesso senso di responsabilità che ci ha guidati in questi mesi di lockdown a portare avanti i lavori in tutta sicurezza e senza nessuna interruzione, per poter offrire a brevissimo a tutti gli appassionati la possibilità di giocare al Marco Simone sul percorso della Ryder Cup. Ringrazio le Istituzioni, la Federazione Italiana Golf, il CONI, Ryder Cup Europe, il Team Marco Simone e tutte le persone che con lungimiranza e coraggio stanno lavorando per poter offrire a Roma, all’Italia e al mondo una Ryder Cup innovativa, visionaria e appassionante!”.





Coronavirus, Spallanzani: 81 ricoverati, 40 positivi Sars-cov-2

 

In questo momento sono ricoverati presso il nostro Istituto 81 pazienti. Di questi 40 sono positivi al tampone per la ricerca Sars-CoV-2, 41 sottoposti ad indagini”. Lo spiega lo Spallanzani nel consueto bollettino medico chiarendo che “4 pazienti necessitano di Terapia Intensiva. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, sono a questa mattina 514”.

 





Allarme di Federalberghi: "Presenze in calo pari all’80%"

 

“La burrasca del Covid-19 è ancora in corso e continua a flagellare il sistema dell’ospitalità italiana”. Con queste parole, il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commenta i dati dell’osservatorio Federalberghi, che monitora mensilmente un campione di circa duemila alberghi.

Il consuntivo del mercato turistico alberghiero relativo al mese di giugno 2020 registra un calo delle presenze dell’80,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

I flussi dall’estero sono ancora paralizzati (-93,2%) ed anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (meno 67,2%).

Per gli stranieri, l’apertura delle frontiere interne all’area Schengen, peraltro intervenuta a metà giugno, ha fatto sentire i propri effetti solo in minima parte, mentre permane il blocco di alcuni mercati strategici, tra i quali Usa, Russia, Cina, Australia e Brasile.

Per gli italiani, il ritorno alla normalità prosegue al rallentatore, per varie ragioni: molti hanno consumato le ferie durante il periodo di lockdown, tanti hanno visto il proprio reddito ridotto a causa della cassa integrazione o della contrazione dei consumi e dal blocco delle attività, tanti altri – pur disponendo di reddito e tempo – rinunciano a partire per recuperare parte del tempo perduto. Incidono anche la riduzione della capacità dei mezzi di trasporto, la cancellazione degli eventi e i timori di varia natura che comprensibilmente animano le persone.





Coldiretti: "In Italia a giugno assenti 10 milioni di turisti"

 

 In Italia si contano 10 milioni di turisti italiani e stranieri in meno nel mese di giugno con un impatto drammatico su economia ed occupazione per il settore della vacanza Made in Italy in cui operano 612mila imprese con 2,7 milioni di lavoratori. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti per il mese che inaugura stagione estiva le stime fortemente negative anche secondo Federalberghi. Anche le previsioni non sono positive con quasi un italiano su 4 (-23%) che rispetto allo scorso anno ha rinunciato a prendere le ferie a luglio per le incertezze, le preoccupazioni e le difficoltà economiche generate dal coronavirus che – sottolinea la Coldiretti – hanno quasi azzerato anche gli arrivi della gran parte dei turisti stranieri che scelgono questo mese per pernottare lungo la Penisola. 

Completamente bloccati – precisa la Coldiretti – gli arrivi dei turisti provenienti da Paesi come Giappone, Cina e Stati Uniti mentre segnali ancora troppo deboli arrivano da Germania e Nord Europa. Una assenza pesante con i viaggiatori provenienti dagli Usa che – sottolinea la Coldiretti – sono i turisti fuori dai confini europei i più affezionati all’Italia ma che non sono rientrati nell’elenco dei paesi extracomunitari ammessi all’ingresso dal primo luglio. 

Per quanto riguarda i turisti italiani, l’Italia è di gran lunga la destinazione preferita che – continua la Coldiretti – è scelta come meta dal 93% rispetto all’86% dello scorso anno. La novità di quest’estate sta anche nel fatto che – continua la Coldiretti – 1 italiano su 4 (25%) ha scelto una destinazione vicino casa, all’interno della propria regione di residenza. Se la spiaggia – spiega Coldiretti – resta la meta preferita, cresce il turismo di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane, in alternativa alle destinazioni turistiche più battute, mentre crollano le presenze nelle città. 

La stragrande maggioranza degli italiani in viaggio – riferisce la Coldiretti – ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto mentre in difficoltà sono gli alberghi e i 24mila agriturismi che spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.





Famiglie, per sei su dieci l’assegno universale per i figli è la risposta più urgente alla crisi

 

 

Per oltre 6 famiglie italiane su 10 è l’assegno unico-universale per figlio la proposta più urgente da mettere in campo per scongiurare la crisi economica e sociale del Paese. Mamme e papà chiedono dunque a Governo e Parlamento di trasformarla in realtà già adesso, nel passaggio tra l’emergenza pandemica da Covid-19 e l’auspicato ritorno alla normalità: è uno dei dati più significativi emersi dall’indagine “Le famiglie e l’emergenza Covid-19: una fotografia attuale”, realizzata dal network internazionale di Sfera, l’area di Rcs MediaGroup dedicata all’infanzia, insieme al Forum nazionale delle associazioni familiari. L’indagine è stata presentata oggi, alle ore 11, in diretta streaming sulla pagina Facebook del Forum famiglie e su quella di Quimamme da Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum, Chiara Bidoli, direttore testate infanzia di RCS MediaGroup, Chiara Giaccardi, direttrice del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, Francesca Valla, insegnante, counselor e scrittrice.
Il report evidenzia che “il lockdown prolungato e le restrizioni legate alla pandemia hanno rafforzato e migliorato, nella stragrande maggioranza dei casi, le relazioni di coppia e il rapporto tra genitori e figli, con una forte aspettativa di miglioramento dell’armonia familiare anche per il prossimo futuro”. In questo senso, “la convivenza forzata ha inciso positivamente sulla coppia per il 31% del campione e non ha inciso per il 56%: dunque, l’87% degli intervistati ha registrato dati confortanti a livello di relazioni coniugali durante e subito dopo la quarantena”. Nel dettaglio, “per il 23,8% è migliorata la comunicazione e il dialogo, per il 29,1% la collaborazione in casa, per il 14,5% quella dei figli e per il 13,2% se n’è giovata l’armonia familiare in generale. Ben il 48% ha detto che è migliorata la relazione con i propri figli, con un 40% che ha mantenuto questo rapporto inalterato”. Secondo l’indagine, dunque, “le famiglie escono rafforzate nei propri legami con la prole, segnale inequivocabile del bisogno di rivedere al più presto, rispetto a quanto fatto in passato, le modalità di conciliazione famiglia-lavoro”.





Attenzione, la fattura cartacea non va in pensione. Alla faccia della semplificazione

 

Quattrocentoundici pagine... per non cambiare. La fattura cartacea, infatti, non va in pensione, ma come spiegato dall’Agenzia delle Entrate nell’ultima mega circolare, la numero 19, va conservata insieme a quella elettronica, con l’obbligo per il contribuente di verificare che coincidano. Il documento redatto dal Fisco dà chiarimenti sulle varie tipologie di deduzioni e detrazioni Irpef nonché sulle procedure da porre in essere per l’apposizione del visto di conformità.

E un punto della guida alla dichiarazione dei redditi parla chiaro: la fattura cartacea va conservata nonostante quella elettronica. Il contribuente, così, oltre alla documentazione relativa alle spese detratte, avrà anche il dovere di conservare la copia consegnata dall’emittente, con l’obbligo di verificare che coincida con il formato elettronico.

 

Ma non è tutto. Queste disposizioni dedicate alle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, alle detrazioni d’imposta e crediti d’imposta nonché a tutti gli altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione dei redditi e per l’apposizione del visto di conformità, arrivano, a causa del lockdown da coronavirus, a tempo "quasi" scaduto: le dichiarazioni dei redditi degli italiani, infatti, sono in fase avanzata.

 (tratto da Tgcom.it)





Forza Italia nel Governo? Romano Prodi non boccia l’idea

 

Forza Italia potrebbe entrare nell’esecutivo dopo il sì al Mes? "Il problema è che il governo abbia una maggioranza solida e che quindi possa prendere delle decisioni. O noi diamo una spinta o il Paese si arrotola su sé stesso. Non è certo un tabù, la vecchiaia porta la saggezza...". Parola di Romano Prodi,ha risposto ad una domanda che ipotizzava l’ingresso al Governo del partito di Silvio Berlusconi. Parole che hanno suscitato la reazione e le repliche degli alleati di centrodestra e degli stessi azzurri, con qualche malumore. Stizzita la reazione del leader leghista Matteo Salvini, che liquida la questione in poche battute: "Berlusconi potrebbe entrare nella maggioranza secondo Prodi? E’ una non notizia, Berlusconi l’ho sentito ieri e non ha nessuna intenzione di entrare al governo. Commentare non notizie è una perdita di tempo". "Impossibile Forza Italia in maggioranza. Questa è un’ipotesi del terzo tipo di irrealtà", le parole della senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli ad Agorà, che ’giustifica’ l’apertura di Prodi con "l’età che porta anche una capacità di analisi politica distaccata da quella della realtà". Ad accogliere con favore le parole del fondatore dell’Ulivo è invece il dem Andrea Marcucci: "Le dichiarazioni di Romano Prodi invitano tutti gli europeisti a stare dalla stessa parte. Nessuno escluso. Nell’interesse dell’Italia. Io sono d’accordo con lui", scrive su Twitter il capogruppo Pd in Senato. "Non credo sia un tabù. E’ semplicemente una pessima idea. Non rafforzi una maggioranza fragile aprendo le porte a #Berlusconi nel Governo. Una cosa è la collaborazione con le opposizioni, altra cosa è la riedizione di una grande coalizione. Abbiamo già dato", scrive invece Arturo Scotto di Sel su Twitter.





Pio Albergo Trivulzio, nuovo scenario. Il virus arrivato prima dei pazienti trasferiti dagli ospedali. Anziani malati all’interno della struttura?

 

Il Pio Albergo Trivulzio "metteva già in isolamento a fine febbraio alcuni casi con sintomatologia simil influenzale che, col senno di poi, riconosciamo probabilmente essere stati casi di coronavirus. Quindi erano presenti già allora. L’ipotesi è di un ingresso precoce dell’infezione dall’esterno, probabilmente attraverso gli operatori di assistenza o gli educatori, con poi una propagazione interna che ha raggiunto il suo massimo nella seconda metà del mese di marzo. Questa ipotesi è incompatibile rispetto a quella di un innesco partito da pazienti trasferiti durante l’emergenza Covid-19". A farlo notare è Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats Città Metropolitana di Milano, durante la presentazione a Palazzo Lombardia dell’esito dei lavori della Commissione di verifica sulla gestione dell’emergenza al Pat."Il numero pazienti della seconda metà di marzo è incompatibile con questa ipotesi. C’era per forza già prima un contagio. E si capisce abbastanza bene", ribadisce Demicheli, ricordando anche che il rapporto fra decessi osservati e attesi nella fase della pandemia, che ha mostrato un aumento di mortalità rispetto agli anni precedenti, "è risultato lievemente inferiore al Pat rispetto alla media rilevata nelle Rsa".





Treno, taxi e spostamenti a piedi per un bengalese arrivato in Italia il 23 luglio che ha infranto la quarantena. Rischi per centinaia di persone

 

E’ sbarcato dal Bangladesh a Fiumicino da un volo proveniente da Dacca, è stato messo in autoisolamento ma non ha rispettato le misure restrittive, viaggiando in treno e in taxi tra Roma e la Romagna. Il 7 luglio è risultato positivo dopo un controllo a Roma Termini: nei suoi spostamenti potrebbe aver contagiato chiunque. Si tratta di un cittadino bengalese di 53 anni arrivato in Italia il 23 giugno. Che ha infranto più volte le misure della quarantena fiduciaria di due settimane disposte al suo arrivo.  Al termine del suo peregrinare tra il Lazio e l’Emilia Romagna, scrive il "Messaggero", l’uomo è stato individuato il 7 luglio dalla Polfer a Roma Termini, dove è stato fermato, sottoposto al tampone, che è risultato positivo, e ricoverato. all’Umberto I, dove attualmente si trova. Subito sono scattate le ricerche, a cura del Servizio  di indagini epidemiologiche della Regione Lazio, per ricostruire il suo itinerario. Ma l’impresa si rivela tutt’altro che facile e mette in forte dubbio l’efficacia della misura dell’autoisolamento: il suo rispetto è lasciato alla responsabilità individuale. E quindi è a rischio, esattamente come è successo nel caso del cittadino bengalese. Che, tra l’altro, non era asintomatico: aveva febbre e tosse, e proprio per questo gli agenti di Roma Termini lo hanno notato, avvicinato e hanno infine provveduto al ricovero. 





Lagarde (Bce): “Il sì al Recovery Fund da 750 miliardi potrebbe arrivare a fine luglio”

 

Il Recovery fund da 750 miliardi di euro per sostenere i paesi più colpiti dalla pandemia sarebbe "un punto di svolta". Così al Financial Times la presidente della Bce Christine Lagarde, in particolare se una gran parte di esso si presentasse sotto forma di sovvenzioni invece che prestiti. Ma secondo Lagarde il Fondo potrebbe essere concordato dagli Stati Ue dopo il vertice della prossima settimana. "Non ci scommetterei per il 18 luglio", ha detto. "Lo darei" per certo "fine mese per assicurarmi di avere un risultato favorevole".





Il Sottosegretario Cancellieri (M5S) minaccia la crisi di Governo su Autostrade

 

 Senza una soluzione sulle concessioni autostradali entro una settimana, “il rischio di una crisi” di governo “sarebbe inevitabile”. L’ha detto in un’intervista a Repubblica il sottosegretario alle Infrastrutture, il 5S Giancarlo Cancelleri, dopo la lettera della ministra De Micheli sulla gestione del nuovo ponte di Genova da affidare ai Benetton.

Cancelleri ha detto di essere rassicurato dalle parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, secondo il quale una decisione sulla questione sarà data entro una settimana. Ma, per il sottosegretario, il premier dovrebbe convocare “al più presto il consiglio dei ministri, così il governo finalmente potrà parlarne al gran completo”.

La proposta 5S, spiega il sottosegretario, sarà “la fuoriuscita dei Benetton o il loro fortissimo ridimensionamento, l’abbassamento almeno del 15 per cento delle tariffe dei pedaggi – come previsto dalla delibera dell’autorità per la regolazione dei trasporti – e la delefificazione dell’iter di concessione”.

Cancelleri ammette che “un decisione che stia bene a tutti è molto lontana”, ma ricorda che i Benetton “non hanno mai chiesto scusa ai familiari delle vittime” del crollo del Ponte Morandi a Genova, quindi la vicenda “non si può chiudere in questo modo”.

Se non si trovasse un accordo, affonda il sottosegretario “avremmo un bel problema. Il rischio di una crisi, se entro una settimana non ci fosse una soluzione, sarebbe inevitabile. Ma dell’argomento non abbiamo ancora parlato i un vero vertice: questa è la cosa più assurda”.

 




Lamorgese (Interni) avverte: "Concreto rischio di rabbia sociale in autunno"

 

“Il rischio” di un ‘autunno caldo’, con episodi di rabbia sociale dovuti all’emergenza coronavirus in Italia, “è concreto: a settembre-ottobre vedremo gli esiti di questo periodo di grave crisi economica che ha colpito le aziende, con negozi chiusi e cittadini che non hanno la disponibilità di provvedere ai proprio bisogni quotidiani. Ma il governo ha posto in essere tutte le iniziative necessarie, cercando di andare incontro a queste necessità. Il rischio però è concreto”. Lo ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ad Agorà Estate su Rai 3.

“Vedo oggi anche un atteggiamento talora di violenza nei confronti delle nostre forze di polizia, a cui deve andare il ringraziamento di tutti gli italiani: tutelano l’ordine democratico e la sicurezza di tutti i cittadini. I comportamenti violenti adottati nei confronti di chi ci tutela sono assolutamente da condannare”, ha concluso.





Focus su Ecobonus

 

Gli articoli del Decreto Rilancio che riguardano l’ecobonus ed il sisma bonus sono il 119 (Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici) relativo al bonus in quanto tale ed il 121 (Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile) relativo alla possibilità di cedere il credito a terze parti. Sul sito del governo (http://www.governo.it/it/dl-rilancio) vengono riportati sinteticamente le misure:

Riqualificazione energetica (Eco bonus)

Detrazione nella misura del 110% delle spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (eco bonus): interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);  interventi sugli edifici unifamiliari o sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione (la spesa massima detraibile è di 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio nel caso di interventi su parti comuni).

La detrazione del 110%, nei limiti di spesa previsti dalla normativa vigente, si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui sopra. Per poter accedere alla detrazione, gli interventi devono assicurare, nel loro complesso, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

La disposizione non si applica agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Sisma bonus

detrazione del 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi volti alla riduzione del rischio sismico. In caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spetta nella misura del 90%. Le disposizioni non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4 per gli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile

Introdotta la possibilità per i contribuente che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per interventi di ristrutturazione edilizia, efficienza energetica, adozione di misure antisismiche, recupero o restauro della facciata degli edifici, installazione di impianti solari fotovoltaici, installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, di optare, in luogo della detrazione, per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.

Per maggiori approfondimenti si può leggere il decreto sulla Gazzetta Ufficiale (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-05-19;34) . inoltre a questo link si può accedere ai documenti relativi ai lavori della Camera (https://www.camera.it/leg18/126?pdl=2500-A/R)

Nin.Gia.





Ecobonus: un’occasione per fare rete e per le associazioni di categoria.

 

La conversione in legge del D.L. n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio), è attesa ormai con ansia da tutto il Paese. Una delle misure che desta l’attenzione simultaneamente di cittadini, Pubblica amministrazione, imprese, sistema finanziario e assicurativo è il cosiddetto ecobonus del 110%, sia per la riqualificazione energetica che per la riduzione del rischio sismico. In questa fase del dibattito parlamentare, hanno mostrato interesse al tema anche altri stakeholder, che via via sono stati inseriti come possibili beneficiari nel decreto durante il suo iter legislativo (terzo settore, associazioni sportive, ecc.).

A breve, sapremo se il travagliato lavoro di conversione giungerà a compimento e, di conseguenza, chi, come ed entro quando potrà usufruire dell’incentivo. Ad oggi però, come detto, l’agevolazione sta suscitando un enorme interesse, ed è facile capirne il perché. Si tratta, infatti, di una misura che da una parte offre la possibilità di sviluppo economico per il settore delle costruzioni, che vive una crisi di lungo corso, e dall’altra permette ai cittadini (e non solo) di riqualificare il proprio patrimonio edilizio, con l’effetto positivo di migliorarne le prestazioni energetiche e/o sismiche e di conseguenza ridurre i costi della gestione degli immobili (per intenderci, la bolletta energetica, ma non solo). La percentuale dell’incentivo, sta di fatto innescando una corsa all’oro della riqualificazione/ristrutturazione del patrimonio edilizio (o almeno di una sua parte). Si sta assistendo ad un’euforia simile a quella già vista per il decreto Salva Alcoa, che di fatto fece crescere in maniera esponenziale ed in pochissimo tempo l’installazione di impianti fotovoltaici, ma che contemporaneamente portò alla contrazione degli incentivi futuri per il fotovoltaico stesso.  

Detto ciò, l’ecobonus probabilmente, senza cambiamenti/stravolgimenti dell’ultima ora, vedrà pochi vincitori e molti vinti. Sui motivi di questa visione così asimmetrica, si è scritto molto. Tra i vari motivi a supporto di questa tesi, c’è il tempo per effettuare gli interventi (31/12/2021), la complessità dei lavori ed infine la difficoltà per le PMI di utilizzare direttamente le detrazioni (la cosiddetta capienza). In questo senso il piccolo non è bello. Ma potrebbe non essere un limite. Infatti, si potrebbero creare le basi per la nascita di un sistema di rete che metta insieme le imprese del settore, ma anche gli altri attori della filiera, per fare, come si usa dire, “massa”. L’unico vero modo che hanno molte imprese per dialogare alla pari anche con il settore finanziario, ed evitare di diventare sub appaltatori di questa o quella grande impresa. Anche per le associazioni di categoria si potrebbero creare le condizioni per svolgere un lavoro di coordinamento che metta insieme i vari pezzi sparsi della piccola e media imprenditoria italiana, promuovendo convezioni con il sistema creditizio/finanziario, ma anche con i fornitori di materie prime. Alla fine l‘alta marea dell’ecobonus potrebbe lasciare sulla spiaggia, molti strumenti preziosi per le imprese e soprattutto la consapevolezza che per (rac)cogliere grandi opportunità servono grandi reti e la volontà di collaborare. Se su questi aspetti si riflettesse e se ne discutesse pubblicamente, l’ecobonus avrebbe ottenuto un effetto collaterale, più importante forse del valore stesso dell’incentivo.

Abbiamo quanto mai bisogno di un sistema imprenditoriale che sappia bilanciare la competizione con la collaborazione, e soprattutto di un ritrovato ruolo “operativo” dei cosiddetti corpi intermedi, che aiutino le imprese a cogliere le opportunità, che pur nella terribile crisi, si presenteranno.

Nin.Gia.





Rapporto Censis: gli italiani risparmiano di più ma hanno paura

Più risparmi e più incertezza

 

E’ la paura l’eredità che il coronavirus ha lasciato tra gli italiani, radicata nei territori e trasversale ai diversi gruppi sociali. Il 67,8% degli italiani ha paura per la situazione economica familiare e la percentuale sale al 72% tra i millennial e le donne, sfiora il 75% nel Sud, supera il 76% tra gli imprenditori e arriva all’82,6% tra le persone con i redditi più bassi. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto Censis con Assogestioni ’Il valore della diversità nelle scelte d’investimento prima e dopo il Covid-19’. "Nella fase post-emergenza, la biopaura da contagio e la minaccia alla salute si saldano ai timori per le incerte prospettive economiche. La paura - si legge - diventa così il principio regolatore emotivo di questa nuova stagione" e si traduce per quanto riguarda il portafogli in una rinnovata propensione al risparmio e ad un vero e proprio boom della liquidità. Il 38,9% degli italiani ha infatti incrementato il proprio risparmio nel periodo del lockdown. La percentuale sale al 49,1% tra i risparmiatori abituali. Del resto, nel periodo della quarantena sono stati 28 milioni i percettori di reddito le cui entrate non sono state intaccate (pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori del settore privato non in Cassa integrazione o congedo parentale), pari al 71,2% del totale. Il risparmio forzoso, spiegano Censis e Assogestioni, è nato da continuità nelle retribuzioni e tagli nei consumi. 





Conte rilancia, con i pagamenti digitali Iva ridotta

Abbassare l’Iva temporaneamente a chi effettua pagamenti digitali. E’ questa l’ipotesi allo studio del governo, secondo quanto riferito dal premier Giuseppe Conte in una intervista al canale informativo spagnolo Nius. “In Italia c’è grande dibattito perché tra le misure che stiamo studiando per far ripartire l’economia c’è anche questa ipotesi” di abbassare l’Iva. “E’ una ipotesi al momento. Come dicono tanti economisti, la situazione è di tale incertezza che non c’è un’unica misura su cui puntare. Bisogna puntare a sostenere la domanda, quanto l’offerta. Anche il taglio dell’Iva potrebbe essere una soluzione ma è molto dispendioso. Farlo come ha fatto la Germania temporaneamente è uno sforzo economico notevole. Può servire a far ripartire i consumi. Un’ipotesi su cui stiamo lavorando è collegare un lieve abbassamento dell’Iva semmai temporaneo ai pagamenti digitali: chi paga con carta credito può beneficiare di un piccolo sconto”. “Questo incentiverebbe i pagamenti digitali facendo recuperare un’economia in parte sommersa e allora arriveremo alla soluzione che tutti pagano le tasse, tutti pagano meno”, ha concluso.





Sequestro milionario di beni della Guardia di Finanza ad un associazione per delinquere che operava in Puglia

 

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, in esecuzione di apposito decreto emesso dalla IV Sezione Penale – Misure di Prevenzione della Corte di Appello di Bari, hanno sottoposto a confisca definitiva nella provincia di Bari beni immobili, partecipazioni societarie e rapporti finanziari e bancari, per un valore stimato pari a 15 milioni di euro, riconducibili al pluripregiudicato M.P. (classe 1981), già imprenditore nel settore del commercio di articoli in ferro e altri metalli. L’esecuzione del provvedimento di confisca dei beni rappresenta l’epilogo della complessa e articolata attività investigativa svolta dal G.I.C.O. di Bari che ha permesso di ricostruire gli asset patrimoniali e finanziari nella disponibilità, diretta e indiretta (tramite i suoi familiari), di M.P., acquisiti con i proventi delle attività illecite commesse nel tempo (associazione per delinquere finalizzata alla produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, furto e ricettazione) o, comunque, risultati ingiustificatamente sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati. Infatti - come da ultimo confermato dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 27 maggio 2020 - M.P. è da ritenersi soggetto connotato da pericolosità sociale dal 2001 sino al 2011 "in quanto, oltre ad essere stato dichiarato colpevole di numerosi e gravi delitti in materia di narcotraffico, commessi tra il 2005 e il 2007, era stato già condannato per reati contro il patrimonio commessi nel 2001 e, più di recente, era stato rinviato a giudizio per rispondere di un ulteriore reato in materia di stupefacenti commesso nel 2013". Pertanto, la Suprema Corte ha riconosciuto "una stretta correlazione temporale tra i momenti dell’acquisto dei beni oggetto di ablazione, concentrati nell’arco temporale dal 2004 al 2011, e il periodo di manifestazione della pericolosità" del pregiudicato barese. la pericolosità sociale del prevenuto, gli investigatori del G.I.C.O. Bari hanno proceduto ad espletare mirate indagini economico-patrimoniali sul conto di M.P. e del suo nucleo familiare. In particolare, al fine di disvelare l’origine del rilevante patrimonio di M.P. e dei suoi stretti familiari è stata acquisita, con riferimento all’ultimo ventennio, copiosa documentazione, tra cui i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie, nonché numerosi atti pubblici che hanno interessato nel tempo l’intero nucleo familiare investigato, verificando poi, per ogni transazione, le connesse movimentazioni finanziarie sottostanti alla creazione della necessaria provvista economica. Il materiale così reperito è stato oggetto, pertanto, di circostanziati approfondimenti che hanno consentito di accertare che gran parte delle attività economiche e dei beni entrati nella disponibilità del prevenuto e dei propri stretti congiunti è stata acquistata con proventi derivanti da attività illecite, in quanto non ha trovato giustificazione nei redditi del pregiudicato barese e del suo nucleo familiare dichiarati ai fini delle imposte sul reddito. Complessivamente, in esecuzione del decreto emesso dalla IV Sezione Penale - Misure di Prevenzione della Corte di Appello di Bari - sono stati sottoposti a confisca definitiva 12 fabbricati, 5 terreni, 1 compendio aziendale, 2 quote sociali di una s.r.l. e le disponibilità finanziarie presenti in numerosi conti correnti, per un valore stimato pari a 15 milioni di euro. Proseguono, pertanto, senza sosta le attività investigative del Nucleo di polizia economico finanziaria di Bari volte all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati onde consentirne, attraverso la confisca definitiva, la “riappropriazione da parte della collettività.




Pescara, arresti della Guardia di Finanza per corruzione, turbativa d’asta e assunzioni clientelari

Pescara, arresti della Guardia di Finanza per corruzione, turbativa d’asta e assunzioni clientelari

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pescara, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone, sottoposte alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari.

Parallelamente i Finanzieri hanno proceduto al sequestro di beni per circa 15.000 euro ed alla notifica a 5 società della misura interdittiva di contrarre con la P.A. per quattro anni. Agli indagati sono stati contestati numerosi episodi di corruzione, finanziamento illecito a politici e candidati e turbativa d’asta.

Le indagini hanno preso il via nel 2018, a seguito di alcune segnalazioni giunte alla Guardia di Finanza circa presunte illiceità nell’assegnazione dell’organizzazione dei cd. “grandi eventi”, in particolare dei concerti musicali, per i quali il Comune di Pescara risultava, in effetti, particolare e attivo promotore, con importanti risorse finanziarie a ciò destinate. In particolare anche attingendo a risorse non ancora incassate e drenando somme da capitoli destinati ad altre attività.

Le indagini svolte, durate circa due anni e non ancora concluse, hanno permesso di accertare che, in effetti, tutti i “grandi eventi” assegnati dall’Ente comunale nel quinquennio 2014/2019 erano stati appannaggio di un unico imprenditore, A.C., bypassando ogni procedura di selezione stabilita dalla legge e, in particolare, dal Codice degli Appalti (mancato rispetto del criterio di rotazione degli inviti, affidamento diretto di appalti per importi superiori a € 40.000 senza consultazione di altri operatori) e che, finanche la scelta di artisti e cantanti (questi ultimi non coinvolti) era di fatto conseguenza di accordi fra l’imprenditore e l’Assessore pro tempore ai grandi eventi, G.C.

Nel corso del quinquennio sono stati accertati fatti di corruzione e turbativa d’asta nell’affidamento dell’organizzazione di ben in 22 concerti tenutisi a Pescara per un importo di circa 1,2 milioni di euro. I costi degli eventi, peraltro, venivano gonfiati per permettere all’imprenditore di incassare un sovrapprezzo utile per costituire risorse da destinare successivamente alla corruzione ed al finanziamento illecito di spese elettorali.

Dalla documentazione sequestrata all’imprenditore C. emergono anche gli importi delle somme consegnate a C.

A fronte di tali assegnazioni di favore, l’imprenditore elargiva denaro ed altre utilità (stampa di manifesti elettorali, organizzazione di eventi politici con spettacolo presso discoteche, utilizzo di autovetture per la campagna elettorale, cene elettorali) all’Assessore in occasione delle campagne elettorali tenutesi nel febbraio 2019 (elezioni regionali) e nel maggio 2019 (elezioni comunali di Pescara).

L’Assessore, poi, in periodo elettorale, arrivava ad avanzare una richiesta di un centinaio di biglietti per l’accesso ad un evento musicale, per un valore complessivamente pari a qualche migliaio di Euro. Nel corso delle indagini emergevano ulteriori condotte corruttive poste in essere da un altro imprenditore, C.S.; per l’illecita assegnazione di 200.000 euro circa di fondi comunali in relazione ad attività progettuali volte alla promozione turistica della città di Pescara, concentrate principalmente nel periodo natalizio.

Anche in questo caso, emergevano dazioni di denaro ed altre utilità (pagamento delle spese per la stampa di “santini” elettorali e cene) nei confronti dei tre politici coinvolti, in occasione delle campagne elettorali cui hanno partecipato. Peraltro, è emerso come D.P., in precedenza, si fosse avvalso dell’allora Assessore comunale D.C. per operare pressioni al fine di garantire l’assegnazione dei finanziamenti ai progetti presentati da C.S., il quale avrebbe poi restituito somme ed utilità da destinare alla loro campagna elettorale.

Nel corso dell’indagine sono poi emersi anche casi di assunzioni clientelari in azienda pubblica. In particolare, emergeva che un concorso pubblico presso la ASL di Pescara veniva “pilotato” da M.D.P., Dirigente medico della stessa ASL, anch’egli politico, in qualità di segretario cittadino di un partito, per garantire a D.C.S., già Assessore del Comune di Pescara e candidata con lo stesso alle elezioni comunali, il conferimento di un incarico di collaboratore amministrativo a tempo determinato, per la durata di tre anni.

Nel bando del concorso, veniva introdotta la previsione di requisiti caratterizzanti e specifici, posseduti proprio dalla vincitrice del concorso, con la certezza che potesse essere l’unica a detenerli. Al termine delle indagini sono stati complessivamente segnalati all’A.G. 9 responsabili per i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e finanziamento elettorale illecito a politici e candidati. Inoltre, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria anche le 5 società coinvolte, riconducibili agli imprenditori indagati, per la responsabilità amministrativa derivante dai reati commessi in loro favore dagli imprenditori indagati. All’esito delle indagini e su richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, l’ufficio G.I.P. del Tribunale, condividendo gli elementi di prova acquisiti, ha emesso un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 5 soggetti e di misura interdittiva nei confronti delle 5 società coinvolte, che vieta loro di contrattare con la Pubblica Amministrazione per quattro anni.

È stato, altresì, disposto il sequestro preventivo di beni, per circa € 15.000, limitatamente al frutto del solo reato di corruzione, allo stato accertato. L’attività di servizio conclusa in data odierna conferma il costante impegno della Guardia di Finanza di Pescara nel contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, che riveste, sempre più, una crescente importanza strategica del Corpo per la collettività ed è finalizzato ad individuare i fenomeni che alterano, a qualsiasi titolo, la corretta gestione delle risorse pubbliche e che incidono sul regolare andamento delle procedure di affidamento ed esecuzione di appalti pubblici.

Un’attività alquanto duratura e articolata posta in essere sotto la puntuale e costante opera di direzione e coordinamento delle indagini svolta dalla Procura della Repubblica di Pescara, anch’essa da tempo concentrata sulla sensibile tematica dei reati contro la Pubblica Amministrazione, e che ha consentito di disvelare un sistema corruttivo economico-politicoaffaristico, consolidato da tempo, che ha visto l’asservimento della funzione elettiva e pubblica ad interessi meramente personali, elettorali ed economici, al di là del primario interesse della collettività, con dispendio di maggiori risorse pubbliche e con l’emarginazione di tanti altri imprenditori di settore non asserviti al sodalizio politico affaristico.





Scoperta dalle Fiamme Gialle una stamperia di falsi ricambi d’auto nel torinese

 

 

Sequestrata la stamperia dei ricambi d’auto falsi. Due le aziende piemontesi coinvolte nella gigantesca truffa. Un giro d’affari milionario. I ricambi d’auto venduti in tutto il mondo.

È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Torino al termine di un’operazione terminata da poche ore che ha portato alla denuncia di due imprenditori del settore dell’ automotive ed al sequestro di oltre 40.000 pezzi di ricambio per auto contraffatti, tutti riportanti marchi delle più prestigiose case automobilistiche.

La vicenda odierna nasce pochi mesi fa a San Gillio, comune del torinese. In quell’occasione, i Finanzieri della Compagnia di Susa, coordinati dalla Procura della Repubblica Torinese, scoprirono in aperta campagna una fabbrica che in pieno “lockdown” vendeva pezzi di ricambio per auto d’epoca in tutta Italia, pezzi di ricambio, questi, rivelatisi poi falsi. Le successive indagini hanno portato oggi i Finanzieri a individuare le due fabbriche del falso, una a Torino, nei pressi di Corso Francia l’altra a Carmagnola (TO).

Ed è proprio in quest’ultima ditta, ubicata in una zona isolata in aperta campagna e senza nessuna indicazione che ne indicasse la presenza, che i Finanzieri hanno scoperto un vero e proprio laboratorio del falso. All’interno del capannone infatti, apparecchiature digitali all’avanguardia realizzavano ogni giorno migliaia di ricambi per auto e accessori riportanti i loghi di note case automobilistiche (anche storiche) ovviamente ignare di tutto e parti lese nella vicenda.

Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Porsche i marchi più contraffatti. Rilevante il giro d’affari legato all’attività truffaldina messa in piedi dai due imprenditori, vista soprattutto l’importante rete di clienti riscontrata dai Finanzieri nel corso delle indagini; i ricambi e gli accessori per auto “taroccati” venivano venduti non solo in Italia ma quotidianamente spediti in Belgio, Germania, Olanda e oltre oceano, Cile e Stati Uniti in primis. Nel corso dell’operazione sono stati oltre 40.000 i ricambi contraffatti sequestrati dai Finanzieri tutti pronti per essere spediti ad ignari acquirenti, convinti, nel corso degli anni, di ricevere pezzi originali come da ordine.

Cautelati anche tutti i macchinari industriali utilizzati per realizzare la frode; come detto, tutte apparecchiature digitali di ultima generazione finalizzate a realizzare prodotti che si avvicinassero il più possibile agli originali. Il tutto era allestito e organizzato per soddisfare le centinaia di ordini che le aziende ricevevano da tutto il mondo.

I due imprenditori, entrambi cinquantenni italiani, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Torino per contraffazione e frode in commercio.




Nessuna possibilità di sostegno di Forza Italia al Governo Conte

 

"Non vi è comunque, né da parte del Presidente Berlusconi, né del Movimento Politico Forza Italia alcuna disponibilità a fornire un sostegno politico al governo Conte". Così, in una nota, Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, in merito ad un articolo divulgato dal Fatto Quotidiano. "La disponibilità alla collaborazione istituzionale, già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali, non ha in alcun modo il significato di una partecipazione o di un atteggiamento benevolo, oggi o in futuro, verso l’attuale maggioranza o verso altre formule politiche incoerenti con la volontà degli elettori. Al contrario, Forza Italia, pur mantenendo un comportamento responsabile e costruttivo, è in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani", conclude.





Azzolina seccata: “Arcuri non è incaricato della gestione della ripresa del nuovo anno scolastico”

 

Domenico Arcuri "non è affatto incaricato della gestione della ripresa del prossimo anno scolastico", è in possesso "sino a termine dello stato di emergenza, degli speciali poteri conferitegli al solo fine degli acquisti delle dotazioni strumentali a contenere l’emergenza negli ambienti scolastici". Così Lucia Azzolina, Ministro dell’Istruzione, in replica nel corso del question time a una domanda della Lega.





Coronavirus, picco di nuovi contagi in Italia (229) e le vittime sono 12

 

Sono 229 i nuovi positivi al Covid-19, registrati nelle ultime 24 ore (119 solo in Lombardia), a fronte di 52.552 tamponi effettuati. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 12 decessi, per un totale di 34.926 dall’inizio dell’epidemia, e 338 guariti. Sono invece 69 le persone ricoverate in terapia intensiva, in lieve calo (-2) rispetto a ieri. E’ quanto emerge dai dati comunicati dal ministero della Salute.  I nuovi contagi sono in risalita: ieri erano stati 193. Dei 119 nuovi casi in Lombardia, 35 sono a Milano, di cui 15 a Milano città, 28 a Bergamo, 15 a Mantova e 14 a Brescia. Non ci sono nuovi casi a Lodi, la provincia dove si è sviluppato il coronavirus in Italia, un solo positivo a Sondrio, Lecco e Como.

Scendono a 69 i pazienti in terapia intensiva, due in meno di ieri. Quasi la metà (30) sono in Lombardia; seguono Lazio (13), Piemonte ed Emilia Romagna (10). I ricoverati con sintomi sono 871 (-18), 12.519 le persone in isolamento domiciliare, in calo rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono 13.459, in flessione rispetto ai 13.595 di ieri. I guariti sono invece 193.978, 338 in più di ieri. I tamponi nelle ultime 24 ore sono stati 52.552, circa 2mila in più di ieri. Il totale sale a 5.806.668.

 




Covid-19, la app ‘Immuni’ non è disponibile per tutti

 

 

Fairphone 2, Galaxy S3 e S4, Huaweii di ultima generazione senza sistema operativo Google, Iphone 6 e giu’, fino ad arrivare ai modelli piu’ obsoleti. Questi dispositivi rappresentano una delle criticita’ dell’app da tracciamento Covid-19, disponibile da lunedi’ 15 giugno in tutta Italia. Tra quanti hanno detto ’No’ a Immuni, infatti, un individuo su 10 lo ha fatto per semplice impossibilita’, "perche’ ha riscontrato problemi a scaricare l’app, legati al sistema operativo o al modello di smartphone". E’ quanto emerge dal questionario targato ’Dire’ che raccoglie la voce di oltre 300 persone per indagare le scelte individuali nel download di Immuni. Da una fotografia generale l’Italia sembra spaccata a meta’: il 56% dei partecipanti, infatti, risponde di aver scaricato Immuni contro il 44% che non l’ha fatto. Di questi ultimi, piu’ del 25% risponde di non averla scaricata in quanto "non si fida delle istituzioni" e altrettanti perche’ "non la ritengono utile" (28%). Due intervistati ammettono poi di non averlo fatto "per semplice negligenza" (1,4%). Gli indicatori che trainano il download sono utilita’ e senso civico, tanto che 2 persone su 5 ammettono di aver scelto l’app "per senso civico" (38%) e altrettante perche’ "la ritengono utile" (42%). Mentre piu’ di uno su 10 procede con il download per paura "di contagiare o essere contagiato" (14%) nuovamente. Dall’altro lato invece, tra quanti hanno optato per un’estate senza Immuni, il 22% approfondisce le ragioni dietro le proprie decisioni e argomenta: "La gestione di dati personali con finalita’ sanitarie, in un clima di emergenza gestito finora in modo frammentario e disordinato- puntualizza un utente- non mi persuade della bonta’ e della sicurezza dell’operazione". C’e’ chi poi risponde di non averla scaricata perche’ "troppo complicata da installare", e chi semplicemente, con un briciolo 0di pessimismo, "aspetta il ritorno del virus in autunno". Ma i dubbi e le perplessita’ non si esauriscono qui: "Non mi e’ chiaro-commenta un intervistato- cosa mi accadrebbe se avessi avuto contatto con una persona positiva. Ho paura di essere confinato in quarantena per due settimane, senza aver poi la possibilita’ di fare il tampone". C’e’ chi dice che non la scarica "per pigrizia", chi la bolla come "inutile e dannosa", e anche chi svela la propria sindrome della capanna: "Da quando c’e’ il virus sono quasi sempre a casa". E ancora, qualcuno la critica e la definisce "un veicolo impreciso di esposizione a conseguenze indesiderate, anche per chi non ha nessun problema". Dalla Sardegna poi un intervistato affonda il coltello nella piaga: "Ho paura di sapere se la contraggo. Qui non ci sono veri conteggi". Cosi’, mentre si tirano le prime somme dell’unico veicolo esistente in Italia per il tracciamento dei casi Covid, tra le tante voci che hanno solo "dimenticato di scaricarla", c’e’ anche chi si lascia andare a commenti coloriti: "Immuni? Tre mesi di galera sono bastati".





Bartoletti (Fimmg Roma) su Covid: “Il vero problema sono i casi d’importazione”

 

 

“Oggi i casi di importazione sono il vero problema. Stiamo lavorando per evitare che si creino nel Lazio nuovi cluster che, sommati, portino a una situazione di emergenza che vorrebbe dire un altro lockdown”. Lo ha detto, all’agenzia Dire, il segretario provinciale della Fimmg Roma e vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma e provincia, Pier Luigi Bartoletti. ”Non dobbiamo abbassare la guardia ma lavorare e riflettere su quanto sta accadendo in altri Paesi che avevano quasi azzerato i casi fino a poco tempo fa, come in Spagna, dove la Catalogna e la Galizia hanno di nuovo il lockdown per arginare una seconda impennata di casi. O Israele, dove si e’ arrivati alle dimissioni del ministro della Salute. Le nuove ondate si bloccano se i controlli non si fermano, se si lavora sui sintomatici ma anche sulle persone che arrivano da Paesi con alti tassi di incidenza. Ieri ci hanno detto che stavamo esagerando a fare i controlli sui passeggeri che arrivavano a Fiumicino dal Qatar, tra i quali cittadini del Bangladesh, ma poi scopriamo che ci sono i positivi. La realta’ e’ che bastano pochi infettati per creare nuovi focolai”. A Bartoletti non sono piaciute le scene di giovani senza mascherina assembrati in diverse zone di Roma. “Questa roba la paghi, se ne devono rendere conto. Guardino cosa sta succedendo negli altri Paesi, vogliono tornare a chiudersi in casa? E siamo in estate, una stagione sfavorevole per il virus. Noi oggi stiamo lavorando per ottobre. Devono capire, anche per la loro sicurezza, che non si puo’ giocare con il virus”.




Bartoletti (Fimmg Roma) su Covid: “Il vero problema sono i casi d’importazione”

 

 

“Oggi i casi di importazione sono il vero problema. Stiamo lavorando per evitare che si creino nel Lazio nuovi cluster che, sommati, portino a una situazione di emergenza che vorrebbe dire un altro lockdown”. Lo ha detto, all’agenzia Dire, il segretario provinciale della Fimmg Roma e vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma e provincia, Pier Luigi Bartoletti. ”Non dobbiamo abbassare la guardia ma lavorare e riflettere su quanto sta accadendo in altri Paesi che avevano quasi azzerato i casi fino a poco tempo fa, come in Spagna, dove la Catalogna e la Galizia hanno di nuovo il lockdown per arginare una seconda impennata di casi. O Israele, dove si e’ arrivati alle dimissioni del ministro della Salute. Le nuove ondate si bloccano se i controlli non si fermano, se si lavora sui sintomatici ma anche sulle persone che arrivano da Paesi con alti tassi di incidenza. Ieri ci hanno detto che stavamo esagerando a fare i controlli sui passeggeri che arrivavano a Fiumicino dal Qatar, tra i quali cittadini del Bangladesh, ma poi scopriamo che ci sono i positivi. La realta’ e’ che bastano pochi infettati per creare nuovi focolai”. A Bartoletti non sono piaciute le scene di giovani senza mascherina assembrati in diverse zone di Roma. “Questa roba la paghi, se ne devono rendere conto. Guardino cosa sta succedendo negli altri Paesi, vogliono tornare a chiudersi in casa? E siamo in estate, una stagione sfavorevole per il virus. Noi oggi stiamo lavorando per ottobre. Devono capire, anche per la loro sicurezza, che non si puo’ giocare con il virus”.




Finalmente scatta il divieto d’ingresso per chi arriva dai Paesi a rischio

 

 

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha emanato un provvedimento giurisdizionale che prevede "il divieto d’ingresso per chi arriva da Paesi a rischio": a seguito di colloqui con i Ministri degli Affari Esteri, delle Infrastrutture e Trasporti e dell’Interno, è stato ordinato che non potranno entrare in territorio italiano tutti coloro che, nel corso di queste ultime 2 settimane, sono stati in Repubblica Dominicana, Armenia, Kuwait, Bahrein, Panama, Bangladesh, Perù, Brasile, Oman, Bosnia Erzegovina, Moldova, Cile e Macedonia del Nord. "Non possiamo vanificare i sacrifici degli italiani in questi mesi", ha dichiarato, in merito, il Ministro della Salute.