Controlli sui treni del Lazio, 10 persone denunciate dalla Polizia Ferroviaria

 

6.355 persone identificate, di cui 10 denunciate in stato di libertà. 530 le pattuglie impegnate in stazione, 8 le contravvenzioni amministrative elevate, di cui 2 al regolamento di Polizia Ferroviaria, 4 i minori rintracciati e riaffidati, 7 le misure di allontanamento dallo scalo ferroviario proposte in osservanza delle disposizioni in materia di sicurezza nelle città. Questo il bilancio dell’attività della Polizia Ferroviaria del Compartimento per il Lazio nella settimana scorsa, dei controlli nel “territorio ferroviario” in ambito regionale. 

In particolare, nella giornata dell’8 luglio gli agenti del Settore Operativo di Roma Termini, a seguito dei controlli dei flussi migratori dei treni per Ventimiglia, hanno rintracciato un cittadino tunisino sprovvisto di documenti d’identità e del titolo di soggiorno. Lo straniero è stato espulso con intimazione a lasciare il territorio nazionale. 

Nella giornata del 9 luglio, sempre a Roma Termini, gli operatori hanno indagato in stato di libertà un cittadino extracomunitario risultato inottemperante alle norme sugli stranieri e hanno rintracciato un minore straniero che si era allontanato da una casa famiglia della Provincia di Roma. Il giovane è stato riaffidato alle cure della citata struttura. 

Nell’ambito della attività di vigilanza nella stazione di Roma Trastevere, invece, gli agenti della Polizia Ferroviaria, in collaborazione con il personale del Commissariato P.S di Monteverde, hanno rintracciato sette pluripregiudicati che, bivaccando e consumando tutti assieme bevande alcoliche e lasciando in terra i loro rifiuti, stavano di fatto intralciando il passaggio dei viaggiatori; sono stati tutti sanzionati ed allontanati con l’emissione di una segnalazione inerente alle norme in materia di degrado urbano per la sicurezza nelle città. Infine, gli agenti nella stazione di Roma Tiburtina hanno effettuato una proposta di allontanamento con foglio di via obbligatorio, nei confronti un pluripregiudicato italiano di 48 anni residente in Campania, che durante la sua assidua presenza nella capitale, in particolare all’interno degli scali ferroviari, ha collezionato una serie considerevole di reati. Inoltre l’uomo, dichiaratamente privo di una stabile attività lavorativa che giustifichi il suo sostentamento e trovato in diverse occasioni all’interno delle stazioni e a bordo di treni senza regolare biglietto, si è reso più volte responsabile dei reati di oltraggio e minaccia nei confronti del personale FS preposto alla controlleria.

 




Ospedale di Santa Scolastica, audizione alla Regione Lazio

 

 “Le criticità riguardanti l’ospedale Santa Scolastica di Cassino, così come dell’intera offerta sanitaria in provincia di Frosinone saranno presto oggetto di un’audizione della commissione Sanità della Regione Lazio. Prendiamo atto che dalla nostra visita effettuata circa un mese fa, da molte parti politiche e non, sono giunte prese di posizione sulle problematiche inerenti il nosocomio”. Lo dichiara in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. “Evidentemente abbiamo colpito nel segno, accendendo i riflettori su questa realtà del sud della provincia di Frosinone, assolutamente centrale per la rete ospedaliera del basso Lazio e meritevole della massima attenzione” spiega.   

“Mi fa piacere che si sia aperto un dibattito costruttivo e certamente utile ai fini di un progressivo miglioramento degli standard qualitativi offerti da questa struttura sanitaria. Ho avuto modo personalmente di riscontrare come il Santa Scolastica pur avendo grandi potenzialità deve far fronte ad una sostanziale sottoutilizzazione”. Per Simeone “occorre dunque focalizzare l’attenzione su questo importante Dea di I livello e ritengo opportuna la convocazione di un’audizione su questa struttura, e nella quale verrà affrontato anche il tema più generale dell’offerta sanitaria della provincia di Frosinone”.

 





Di Berardino (Regione Lazio): "Riforma organica degli ammortizzatori sociali"

 

 “La riforma degli ammortizzatori sociali annunciata dal Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, è senza dubbio necessaria per rispondere all’esigenza di assicurare tutela nel reddito ai lavoratori che per effetto dell’emergenza Covid19 hanno sospeso o ridotto la propria attività lavorativa. La crisi che stiamo attraversando ha colpito notevolmente i redditi dei lavoratori e inciderà in modo significativo sul mercato del lavoro. Per questo motivo credo sia necessario che l’utilizzo degli ammortizzatori sociali sia accompagnato da misure di politica attiva e di riqualificazione professionale che abbiano l’obiettivo di non disperdere le professionalità e adeguare le competenze all’esigenza del mercato, rilanciando opportune politiche formative. Non solo. È quanto più utile che tale strumento sia reso semplice e immediato. Mentre vengono riprogrammate le politiche del lavoro non possiamo non tener conto di quanti ancora attendono la cassa integrazione. È necessario che vengano prontamente messe a disposizione le risorse, con l’emanazione del terzo decreto interministeriale di riparto, così da evadere integralmente le istanze delle prime 9 settimane di cassa integrazione e per assicurare le prestazioni del Fondo sull’artigianato”. Cosi in una nota, Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio.

 





"Centrale Torrevaldaliga di Civitavecchia nemica del clima". La denuncia di Legambiente

 

 “La centrale di Civitavecchia, al primo posto assoluto in Italia per emissioni di gas climalteranti, con 8,1 milioni di tonnellate di CO2 prodotte in un anno. Da Torrevaldaliga Nord arrivano il 78,5% di emissioni per la produzione energetica da fonti fossili di tutto il Lazio”: è la denuncia di Legambiente che oggi ha organizzato un blitz contro la centrale a carbone e la sua riconversione a gas. 

“La centrale è il nemico del clima numero uno nel Lazio per inquinamento ed emissioni climalteranti – denuncia l’associazione – deve essere spenta e convertita in polo delle rinnovabili, non a gas. Inaccettabile che di fronte all’emergenza climatica il Governo continui a puntare su una fonte fossile, in sostituzione di un’altra fonte fossile. Prevedendo attraverso il Capacity Market il ricorso, per i prossimi 20 anni, a risorse pubbliche che andranno ad incrementare i 19 miliardi di euro di sussidi alle fonte fossili che lo Stato italiano già elargisce al settore Oil&Gas. È questo il senso del blitz di Legambiente davanti ai cancelli della centrale Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia(Roma), l’ultima a carbone inaugurata in Italia, nel luglio 2008”.

Gli attivisti del cigno verde hanno esposto due striscioni recanti le scritte “Fermiamo la febbre del pianeta” e “nemico del clima”. L’iniziativa ha avuto luogo in occasione della tappa laziale della Goletta Verde 2020. Legambiente Lazio chiede che con la dismissione della centrale, prevista entro il 2025, non si dia vita a una nuova centrale a gas. “La centrale a carbone di Civitavecchia è il nemico del clima numero uno nel Lazio – ha dichiarato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – per l’inquinamento che provoca nel suo territorio e per l’enorme portata delle emissioni climalteranti che scatena. Torrevaldaliga va spenta e convertita in polo delle rinnovabili, con torri eoliche, fotovoltaico e sistemi di accumuli in grado di rispondere alle esigenze di produzione, ma anche di sicurezza e flessibiità della rete. Non nell’ennesima centrale a gas”. 

 





Carte d’identità, a Roma, quelle scadute, valide fino al 31 dicembre

 

 “Un articolo pubblicato su Repubblica, a firma di Laura Barbuscia, riporta informazioni false e distorte. E’, infatti, completamente falso che vi siano tempi di attesa lunghi per il rilascio di una Carta di identità elettronica (Cie). Tutte le carte scadute sono valide fino al 31 dicembre. Nel caso di necessità o urgenza il documento viene comunque rilasciato, in versione cartacea, nell’arco di una mattinata”. E’ quanto precisa il Campidoglio in una nota. 

“I cittadini la cui Carta di identità è scaduta durante i mesi di lockdown sono stati contattati per lettera, uno ad uno, in modo da fissare loro un appuntamento per effettuare il rinnovo. Questo perché abbiamo preferito iniziare a programmare con anticipo, nonostante la validità dei documenti sia stata prorogata dal Governo fino al 31 dicembre. E’ questa la ragione per cui in alcuni casi gli appuntamenti vengono fissati, per esempio, a settembre. A luglio e ad agosto gli appuntamenti sono dedicati a chi è scaduta la Cie durante il lockdown, ai cittadini contattati dai nostri uffici. Tutto ciò proprio per evitare accumuli una volta che terminerà la proroga”, spiega l’Assessore al Personale Antonio De Santis. 

“Nel complesso ciò che conta è l’efficiente funzionamento del servizio. Non esiste scenario alcuno, in cui un cittadino rischi di restare senza carta di identità sino a ottobre, come scrive Laura Barbuscia. Lo ribadiamo per chiarezza: tutte le carte di identità oggi in circolazione, sono valide fino al 31 dicembre. In caso di necessità o urgenza, viene prodotta una nuova carta di identità nell’arco di una mattinata. Purtroppo l’articolo pubblicato oggi da Repubblica produce un disservizio in primis ai cittadini, perché genera ansie o preoccupazioni assolutamente inesistenti, su di un tema fondamentale. E’ uno di quei casi in cui, purtroppo, la ricerca ossessiva di sensazionalismo genera disinformazione”, conclude l’Assessore.

 





Coronavirus e movida, sindaco Fiumicino firma ordinanza di prevenzione del Coronavirus

 

 “Alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane abbiamo dovuto fare ricorso a misure più restrittive. Si è infatti resa necessaria, oltre ad un rafforzamento dei controlli nelle aree della movida, anche l’adozione di provvedimenti che puntino a limitare la vendita di alcolici da asporto dopo una certa ora”. Lo spiega su Facebook il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, annunciando di aver “firmato un’ordinanza con la quale si stabilisce il divieto di vendita di alcolici e superalcolici da asporto, in tutto il territorio comunale, a partire dalle 22. Ciò significa – chiarisce – che si potranno consumare alcolici e super alcolici, dopo quell’ora, solo all’interno dei locali e nelle aree di pertinenza cortili, suolo pubblico in concessione, dehor ecc. Il divieto vale anche per minimarket, alimentari e altri esercizi di vendita diretta. Inoltre, sempre alle 22 dovranno chiudere tutte le attrazioni dello spettacolo viaggiante (come ad esempio le giostre). Infine, fermo restando il divieto di musica in spiaggia dopo le 21.30, dalla mezzanotte in poi dovranno interrompersi le attività di intrattenimento e spettacolo con musica d’accompagnamento che comporti l’utilizzo di impianti di diffusione e amplificazione sonora. Questo vale per pub, bar, ristoranti sia in prossimità delle spiagge che altrove, strutture ricettive, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande” conclude il sindaco.





Da Palamara e Carofiglio, 133 testi per il Caso Palamara

 

 

Dall’ex ministro della Giustizia e vicesegretario del Pd Andrea Orlando, al magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio, ai presidenti emeriti della Consulta, Cesare Mirabelli e Giovanni Maria Flick. E’ lungo l’elenco dei testimoni per i quali la difesa di Luca Palamara, l’avvocato Stefano Giaime Guizzi, ha chiesto alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistraturala la citazione, in vista dell’udienza prevista il prossimo 21 luglio. L’elenco, che conta 133 nomi, comprende tra gli altri l’ex ministro della Difesa Roberta Pinotti, l’ex senatrice Anna Finocchiaro, l’attuale vicepresidente di Palazzo dei Marescialli David Ermini e gli ex Michele Vietti e Giovanni Legnini, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, i pm romani Domenico Ielo, Sergio Colaiocco Luca Tescaroli, l’ex presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri.





Torino, accoltella i genitori e li uccide. Poi viene fermato

Ha ucciso entrambi i genitori il giovane fermato ieri sera poco prima della mezzanotte dai carabinieri a Collegno, nell’hinterland torinese. Notato da una pattuglia mentre si aggirava in strada, il giovane è stato trovato in stato confusionale e con le mani sporche di sangue. Accompagnato in caserma il giovane ha confessato che poco prima aveva ucciso i propri genitori nella loro casa di Torino, nel quartiere Mirafiori, con i quali viveva. Gli accertamenti nell’abitazione hanno confermato il duplice omicidio, verosimilmente compiuto con coltelli da cucina. Sono in corso indagini dei carabinieri del comando provinciale di Torino per chiarire la dinamica dell’accaduto e il movente.





Il nuovo minimo storico di nascite In Italia: (-4,5%)

Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente è inferiore di quasi 189 mila unità (188.721) rispetto all’inizio dell’anno. Il persistente declino avviatosi nel 2015 ha portato a una diminuzione di quasi 551 mila residenti in cinque anni.

Rispetto all’anno precedente, si registra un nuovo minimo storico di nascite dall’unità d’Italia, un lieve aumento dei decessi e più cancellazioni anagrafiche per l’estero.
Il numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese è in calo (-8,6%), mentre prosegue l’aumento dell’emigrazione di cittadini italiani (+8,1%).

Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.244.639 unità, quasi 189 mila in meno rispetto all’inizio dell’anno (-0,3%). Rispetto alla stessa data del 2014 diminuisce di 551 mila unità, confermando la persistenza del declino demografico che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni.

Il calo di popolazione residente è dovuto ai cittadini italiani, che al 31 dicembre ammontano a 54 milioni 938 mila unità, 236 mila in meno dall’inizio dell’anno (-0,4%) e circa 844 mila in meno in cinque anni: una perdita consistente, di dimensioni pari, ad esempio, a quella di province come Genova o Venezia.

Nello stesso periodo, al contrario, la popolazione residente di cittadinanza straniera è aumentata di oltre 292 mila unità attenuando in tal modo la flessione del dato complessivo di popolazione residente. Il ritmo di incremento della popolazione straniera si va tuttavia affievolendo. Al 31 dicembre 2019 sono 5.306.548 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe, l’8,8% del totale della popolazione residente, con un aumento, rispetto all’inizio dell’anno, di sole 47 mila unità (+0,9%).





Covid-19, in Lombardia mascherina anche all’aperto se manca il distanziamento

 

In Lombardia da mercoledì 15 luglio la mascherina dovrà essere mantenuta all’aperto, ma solo se non si potrà assicurare il distanziamento interpersonale anti-contagio. Resta l’obbligo per i luoghi pubblici chiusi e i mezzi di trasporto. E’ quanto prevede la nuova ordinanza regionale che sarà firmata martedì dal presidente Attilio Fontana, che recepisce le indicazioni del comitato tecnico-scientifico riunitosi in Regione. Dunque la mascherina si potrà togliere nei luoghi aperti a meno che non si riesca a tenere le distanze. Per questo la mascherina dovrà comunque essere portata con sé. In Regione l’obbligo di coprire naso e bocca anche all’aperto con mascherine o altri indumenti come sciarpe e foulard era stato rinnovato il 29 giugno fino l 14 luglio con l’ultima ordinanza regionale.





I trolley tornano in cabina, ma al chiuso restano le mascherine

 

 

Per chi viaggia in aereo adesso si possono portare di nuovo i trolley in cabina. Lo ha detto la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, intervenuta a ’Radio anch’io’: "Questo aspetto anche a me era sembrata una misura anomala, che è stata assunta" dalle linee aeree "e aveva una sua ratio: nel momento in cui si mettono i trolley nelle cappelliere si producono assembramenti e contatti. L’aria viene sanificata in cabina: appena si accendono i motori - ha spiegato - inizia la sanificazione permanente". Con il divieto "si volevano evitare vicinanza" tra i passeggeri "e lungaggini, che comunque non vanno mai sopra i 15-20 minuti, che è il tempo in cui avviene il contagio". E comunque "adesso il trolley si può portare". Oggi poi ci sarà la "proroga delle misure di contenimento del virus fino al 31 luglio: quindi l’uso della mascherina, i non assembramenti, il distanziamento di un metro, le disposizioni per l’accesso ai luoghi pubblici al chiuso come i ristoranti, l’uso obbligatorio della mascherina nei luoghi chiusi", ha ricordato Zampa, aggiungendo che queste misure sono legate al fatto che Covid-19 è ancora tra noi. "Oggi noi siamo sotto sequestro? A me non pare. Con la proroga dello stato di emergenza al 31 ottobre il governo intende continuare a poter assumere in velocità i provvedimenti" contro Covid-19, "qualora siano necessari. Non c’è una richiesta di pieni poteri, ma un proseguimento di quello che è oggi", sottolinea ancora Zampa.





Spallata di Confindustria sui contratti: “Improntati sulla produttività”

 

"Chiediamo di rivedere i contratti di lavoro che devono essere improntati sulla produttività e flessibilità. Bisogna cancellare il decreto dignità e vanno reinseriti i contratti a termine perchè in questa fase bisogna cercare di mantenere alta l’occupazione". Così il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, nel corso dell’evento ’Innovation days- La Lombardia che riparte’, organizzato dal Sole 24 Ore.  Il presidente di Confindustria Lombardia ha poi aggiunto che gli industriali chiedono al Governo di "creare quelle condizioni per ritrovare quella competitività che consentirà alle imprese di conquistare nuovi mercati". "Abbiamo chiesto - aggiunge - la semplificazione della pubblica amministrazione, di affrontare il tema della giustizia e di far partire le infrastrutture e le grandi opere. Chiediamo di detassare, di ridurre il cuneo fiscale e la valorizzazione dei prodotti italiani. E poi riteniamo che Industria 4.0, ad esempio, deve essere concentrata sulla formazione". 





Saldi, nel Lazio partiranno il primo agosto

 

 

Nel Lazio saldi al via sabato 1 agosto. La giunta regionale ha infatti deliberato l’avvio dei saldi estivi e la data è stata eccezionalmente posticipata di un mese rispetto a quanto previsto dalla normativa, per consentire lo svolgimento delle vendite promozionali anche nei trenta giorni che precedono l’inizio dei saldi estivi. Il provvedimento era stato votato all’unanimità dal consiglio regionale per favorire la ripresa degli acquisti e sostenere il settore del commercio dopo la crisi causata dal Covid-19. La durata dei saldi sarà di sei settimane.

 




Riaprono a Ciampino e Fiumicino gli info-poit di Roma Capitale

 

Hanno riaperto i battenti i due Tourist Info Point di Roma Capitale ospitati negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, dopo la riapertura di quelli di Via dei Fori Imperiali, Via Minghetti e Castel S. Angelo. I corner dedicati all’accoglienza turistica tornano a erogare in presenza il servizio di informazione su eventi cittadini e siti di interesse storico, artistico e culturale in completa sicurezza. 

Sanificazione degli ambienti, dotazione di dispositivi sanitari per il personale e pannelli divisori in plexiglas per la sicurezza di operatori e visitatori: sono le misure adottate per la prevenzione del rischio epidemiologico, unitamente a distanziometri per evitare gli assembramenti, dispenser di gel disinfettante per mani e cartelli informativi sull’obbligo di utilizzo delle mascherine. L’accesso ai Tourist Info Point è contingentato, sempre a garanzia del mantenimento delle distanze interpersonali. 

“Stiamo riaprendo i Tourist Info Point dedicati all’accoglienza dei visitatori. Un messaggio di ripartenza per Roma, che in questo periodo è meta soprattutto di un turismo di prossimità: sono molti gli italiani che stanno programmando un viaggio nella capitale, per riscoprire le sue meraviglie. Noi siamo pronti ad accoglierli nel segno della sicurezza”, spiega in una nota la sindaca Virginia Raggi.





Sequestrate dalle Fiamme Gialle due tonnellate di sigarette a Napoli

 

 

Nella giornata di martedì il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ed in particolare il Gruppo di Nola ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia napoletana, nei confronti di quattro soggetti gravemente indiziati di far parte di una associazione a delinquere, con base nel capoluogo partenopeo, dedita al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Nel corso dell’indagine la polizia giudiziaria aveva già proceduto al sequestro di 2 tonnellate di sigarette ed aveva tratto in arresto in flagranza di reato altri due soggetti. Le attività investigative, avviate nel 2018 sotto il coordinamento della Procura della Repubblica - D.D.A. di Napoli, hanno portato alla ricostruzione dell’operatività di un gruppo criminale, con base prevalente a Napoli, storicamente dedito al contrabbando di sigarette e capace di introdurre sull’intero territorio campano ingenti quantitativi di sigarette di contrabbando. Le consegne avvenivano in orari notturni o alle prime luci dell’alba, confidando in un numero minore di controlli da parte delle Forze dell’Ordine, e mediante la “bonifica” degli itinerari da parte di apposite “staffette”. La merce, proveniente dall’Est Europa, raggiungeva il territorio campano a bordo di autoarticolati e, successivamente, il carico veniva parcellizzato su autoveicoli intestati a “prestanome”, in modo da frazionare il quantitativo trasportato e, conseguentemente, ridurre il rischio di subire grossi sequestri. Nonostante le cautele adottate dai contrabbandieri, le indagini delle Fiamme Gialle hanno consentito di individuare il luogo di stoccaggio degli illeciti carichi, un garage privato situato a Grumo Nevano e di sequestrare 2 tonnellate di sigarette del tipo “cheap white”, marchi Regina, Marble e D&B.





Discarica scoperta dalla Gdf al Prenestino

 

Un terreno della superficie di circa 1000 metri quadrati in cui erano stoccate oltre 25 tonnellate di rifiuti, anche speciali, è stato sequestrato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma nel quartiere Prenestino. La discarica abusiva, gestita da tre cittadini italiani, è stata individuata nel corso del pattugliamento del territorio dalle Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano che, dopo alcuni accertamenti preliminari, sono entrate in azione.   Tra i rifiuti rinvenuti batterie esauste di veicoli, plastiche parzialmente bruciate, materiale legnoso, detriti provenienti da lavori di ristrutturazione edilizia, vecchi pneumatici, materassi e scarti di mobili, i quali, con il passare del tempo e l’esposizione agli agenti atmosferici, avrebbero potuto inquinare le falde acquifere sottostanti, con notevoli rischi per l’ambiente e la salute.  L’area è stata cautelata in attesa delle operazioni di bonifica e le tre persone dovranno rispondere del reato di gestione di rifiuti pericolosi non autorizzata.





‘Ndrangheta: riciclaggio, frode e bancarotta fraudolenta all’ombra del Coronavirus

 

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito, con il supporto dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata), su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Milano, nell’ambito di complesse indagini nel settore della criminalità organizzata, un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Milano, nei confronti di più soggetti a vario titolo coinvolti nella realizzazione di una serie di reati all’interno di un’associazione per delinquere, finalizzata alla frode fiscale, aggravata dalla previsione di cui all’art. 416 bis 1 del codice penale e dalla disponibilità di armi, all’auto-riciclaggio, all’intestazione fittizia di beni e valori ed alla bancarotta fraudolenta.

In particolare, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano sta dando esecuzione a misure cautelari personali nei confronti di 8 soggetti, di cui 4 in carcere e 4 agli arresti domiciliari e reali su beni mobili, complessi aziendali e disponibilità liquide e finanziarie fino ad un ammontare complessivo di oltre 7,5 milioni di euro. I circa 200 militari impiegati stanno effettuando, altresì, in Lombardia, Veneto, Toscana, Umbria, Lazio, Calabria e Sicilia, 34 perquisizioni locali e domiciliari nonché la notifica dell’avviso della conclusione delle indagini nei confronti di 27 indagati, con il supporto dei Reparti del Corpo territorialmente competenti.

I provvedimenti odierni rappresentano l’epilogo di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano, che ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale composto da più soggetti, alcuni dei quali contigui al clan GRECO di San Mauro Marchesato, costituente una ‘ndrina distaccata della locale di ‘ndrangheta di Cutro (KR), operante anche sul territorio lombardo. Le indagini di polizia giudiziaria, avviate per accertare infiltrazioni della ‘ndrangheta nel tessuto economico legale, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, hanno consentito di disvelare una complessa frode all’Iva nel settore del commercio dell’acciaio, attuata avvalendosi di una fitta rete di società “cartiere” e “filtro”, formalmente rappresentate da soggetti “prestanome”.

In particolare è emersa l’esistenza di diverse imprese, italiane ed estere, apparentemente prive di reciproci legami societari, utilizzate per il compimento di una imponente frode Iva, realizzata mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, costituendo fittiziamente il plafond Iva previsto per i cosiddetti “esportatori abituali”, manipolando artificiosamente le liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto. In tale contesto le investigazioni hanno consentito di rilevare l’esistenza di diverse imprese, tutte di fatto gestite, tramite prestanomi, da soggetti che alcuni collaboratori di giustizia (oltre a sentenze definitive) hanno indicato quali affiliati alla ‘ndrangheta e, in particolare, al clan di San Mauro Marchesato che fa capo a Lino Greco, federato al noto locale di CUTRO facente capo a Grande Aracri, ponendo in essere condotte di auto-riciclaggio di proventi illeciti accumulati per oltre mezzo milione di euro, avvalendosi di canali bancari e conti correnti accesi in Bulgaria ed Inghilterra.

All’interno di questo rodato meccanismo fraudolento ed avvalendosi dello stesso, i medesimi soggetti hanno parallelamente riciclato ulteriori risorse di provenienza illecita avvalendosi della collaborazione di un soggetto cinese residente in Toscana, concorrente nel reato, a sua volta interessato a riciclare importanti somme di denaro “in contante” e ad inviarle in Cina. In particolare hanno provveduto a bonificare circa mezzo milione di euro dai conti correnti di alcune società inserite nello schema di frode e diretti ad istituti di credito siti in Cina, messi a disposizione dallo stesso soggetto cinese, anch’egli attinto da misura restrittiva.

Tale operazione ha consentito, da un lato, agli indagati italiani di drenare denaro dai conti correnti delle società oggetto di investigazione e, dall’altro, al soggetto cinese di trasferire nel proprio Paese d’origine le riserve di denaro contante di cui disponeva illecitamente e che non avrebbe potuto inviare attraverso i canali legali.

Infine la più recente attività investigativa ha consentito di rilevare come il principale indagato, indicato dai collaboratori come inserito nella cosca di ‘ndrangheta citata, abbia presentato richiesta ed ottenuto, da un lato, per tre delle società inserite nello schema di frode, i contributi a fondo perduto previsti dall’art. 25 del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34, attestando un volume di affari non veritiero in quanto generato dall’emissione di false fatture relativamente all’anno precedente e, dall’altro, tentato di beneficiare, con esito infruttuoso, di finanziamenti serviti dalla garanzia pubblica del Fondo Centrale di Garanzia delle PMI, di cui all’art. 13 del Decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, finalizzati a sostenere il sistema imprenditoriale nella particolare congiuntura economica determinata dall’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19.

 





Migranti positivi al Covid anche nelle caserme. Procedura d’urgenza per avere una nave di ricovero dei contagiati

 

Continua ad essere rivolta "la massima attenzione per la tutela della sicurezza sanitaria dei cittadini in particolare in quelle regioni, come la Sicilia e la Calabria, che in questo momento sono più esposte agli sbarchi autonomi dei migranti". Lo fa sapere il Viminale informando di aver "rafforzato i dispositivi di sorveglianza per quel che riguarda anche le strutture di accoglienza locali, prevedendo, ove necessario, il trasferimento dei migranti sottoposti a quarantena in ospedali militari in collaborazione con il ministero della Difesa". E’ stato pubblicato un nuovo avviso per la presentazione di manifestazioni di interesse per il noleggio di navi da adibire a strutture provvisorie per l’assistenza e la sorveglianza sanitaria di migranti soccorsi in mare o giunti sul territorio nazionale a seguito di sbarchi autonomi. Lo fa sapere il Viminale informando che "questa procedura di urgenza, che prevede la presentazione delle offerte entro le ore 24 del 16 luglio 2020, si è resa necessaria dopo che la precedente gara era andata deserta".





Santa Sofia ad Istanbul. Le autorità fanno un passo indietro: dopo la preghiera islamica apertura ai turisti

 

 

A Istanbul, l’ex Basilica di Santa Sofia, trasformata in moschea, rimarrà aperta ai visitatori al di fuori dei tempi della preghiera musulmana, durante i quali le icone cristiane dovrebbero essere nascoste. Lo ha annunciato l’Autorità per gli affari religiosi in Turchia.In una comunicazione, Diyanet, l’Autorità turca per gli affari religiosi, ha affermato che le rappresentazioni cristiane nell’ex basilica bizantina "non costituiscono un ostacolo allo svolgimento delle preghiere".

"Le icone cristiane dovrebbero essere nascoste da tende e altri mezzi adeguati", ha aggiunto Diyanet. I media turchi hanno riferito del possibile uso di tecniche di illuminazione per scurire le icone durante le cinque preghiere musulmane quotidiane.  

"Non vi sono ostacoli da un punto di vista religioso per l’apertura di Santa Sofia ai visitatori al di fuori dei tempi di preghiera", ha poi precisato Diyanet.   

Il Consiglio di Stato, il più alto tribunale amministrativo della Turchia, ha aderito alla richiesta di diverse associazioni revocando una decisione del governo risalente al 1934 che concedeva a Santa Sofia lo status di museo. Non appena questa decisione è stata resa pubblica, il presidente Erdogan ha annunciato la trasformazione di Santa Sofia in una moschea. Le prime preghiere collettive musulmane si terranno il 24 luglio.





Covid-19, l’immunità forse non esiste. Il virus può colpire anche una seconda volta

 

 

Mentre si moltiplicano i casi di guariti di coronavirus che tornano a contrarre il virus, cresce la paura che anche un vaccino potrebbe non essere davvero efficace contro la malattia. Se gli anticorpi prodotti da un ex positivo non proteggono da un ritorno dalla malattia a distanza di poche settimane, lo potrà fare un vaccino? Gli esperti si interrogano e gli studi epidemiologici danno indicazioni tutt’altro che rassicuranti. Seconde infezioni vengono segnalate in tutto il mondo: l’ultima nel nostro Paese, una donna di Pozzuoli, 84 anni, che è risultata di nuovo positiva al Covid dopo aver contratto la stessa malattia ad aprile, con sintomi poco gravi, risolta nel giro di un mese. Tuttavia Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiana, scrive il "Corriere della Sera", precisa che non è chiaro se si tratti davvero di seconde malattie oppure se il virus sfugga al tampone, pur presente nell’organismo, o ancora se frammenti virali restino nel corpo a lungo, a sintomi ormai terminati. 

 Una ricerca italiana pubblicata su Bmj Global Health ipotizza che l’immunità acquisita non solo non sarebbe protettiva, ma potrebbe favorire reinfezioni con sintomi più gravi. C’è un altro studio del King’s College di Londra che parla di un’immunità lunga pochi mesi: nei pazienti esaminati gli anticorpi raggiungono il picco dopo tre settimane e successivamente diminuiscono.

Dagli studi risulta che i malati sviluppano anticorpi entro 19 giorni in grado di respingere eventuali nuovi attacchi. Ma non è chiaro quanto duri l’immunità concessa da questi anticorpi. A complicare le cose le cose c’è la natura di questo specifico virus, che fa ammalare la stragrande maggioranza senza sintomi o con sintomi molto deboli: impossibile quindi sapere se la risposta immunitaria sia realmente protettiva.  Inevitabile quindi che ci siano forti dubbi sull’efficacia del vaccino: sarà temporanea? Questa è l’ipotesi più probabile, visti gli esiti di molte ricerche. Il meccanismo sembra quello delle influenze comuni, in cui lo stesso virus può tornare a infettare di nuovo le stesse persone, anche se l’eventualità dovrà essere confermata da altri test clinici. La responsabile dello studio inglese Katie Doores chiarisce: "La produzione di anticorpi di chi si ammala ha riguardato nei nostri casi solo un breve periodo. E se l’infezione genera anticorpi così limitati nel tempo, anche la copertura di un futuro vaccino teoricamente avrà una durata limitata". 

 





Misure d’emergenza anti-Covid prorogate al 31 luglio. Speranza detta la linea al Senato: “L’Italia non è ancora un porto sicuro”

 

 

“Le misure di contenimento del Covid-19 saranno prorogate con un Dpcm al 31 luglio”. E’quanto ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso del suo intervento nell’aula del Senato. “Il virus non conosce confini regionali. Noi – ha detto ancora il ministro -  in Italia non siamo ancora in un porto sicuro. Il virus, anche se con forma ridotta e con una prevalenza di casi asintomatici, continua a circolare. Siamo oggettivamente esposti al rischio di importare il Covid da Italiani che rientrano dall’estero o da cittadini stranieri che vengono in Italia. Sono rischi che possiamo controllare ma non azzerare”. Il ministro ha anche detto: “I contagiati hanno superato la soglia dei 13 milioni e i deceduti sono oramai più di mezzo milione. E’ del tutto evidente che non possiamo abbassare la guardia. Non dividiamoci su questo, vi prego”.





Il superboss mafioso Filippo Graviano contro Giletti: “Sta scassando la minchia"

 

 

“Quell’uomo… di Giletti e quel… di Di Matteo stanno scassando la minchia”. E’ l’11 maggio scorso quando il boss palermitano detenuto Filippo Graviano, condannato per le stragi del ’92 e del ’93, non utilizzando mezzi termini commentava nell’ora d’aria l’ultima puntata di “Non è l’Arena”, andata in onda la sera precedente e vista da quasi tutti i detenuti al 41 bis. E’ quanto scrive oggi la Repubblica riportando il libro-inchiesta di Lirio Abbate “u siccu-Matteo Messina Denaro: l’ultimo capo dei capi”.

“Il ministro fa il suo lavoro e loro rompono il… “, dice poi il boss. In una missiva alla moglie del giorno successivo Giuseppe Graviano scriveva: “Purtroppo questa è l’Italia, politici e magistrati litigano per i loro imbrogli e fanno leggi restrittive, sempre per celare i loro malaffari, contro chi è stato ristretto, tipo la polemica di questi giorni, altresì hanno messo, come di consueto, il mio nome che non c’entra niente”.

 





Gualtieri: “La sfida per la ripresa resta dura. Serve il rilancio industriale”

 

“I dati diffusi questo martedì da Eurostat sono incoraggianti perché confermano il forte rimbalzo della produzione industriale italiana in maggio (+42,1% sul livello di aprile) e mostrano che la distanza che ancora ci separa dai livelli di maggio 2019 (-20,3%) è più contenuta in confronto ad altri grandi Paesi dell’Unione Europea e alla media della zona Euro”. Sono le parole del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Secondo i dati diffusi da Eurostat, a maggio la produzione industriale nell’area dell’euro ha registrato una crescita del 12,4% rispetto al mese precedente ma un calo del 20,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nell’Ue, invece, la produzione industriale ha registrato una crescita dell’11,4% rispetto al mese di aprile ma un calo del 20,5% rispetto a maggio 2019. “Il dato di maggio è stato probabilmente influenzato in senso positivo dal fatto che le chiusure produttive in Italia nei mesi di marzo e aprile sono state più ampie e prolungate e alcune imprese dovevano recuperare rispetto alle consegne previste. Tuttavia – ha aggiunto il ministro - il dato è molto positivo in confronto alle attese e, anche alla luce di indicatori più aggiornati, fa ben sperare per un’ulteriore salita dell’indice della produzione industriale in giugno e luglio. Ci auguriamo di vedere un recupero anche da importanti industrie che a maggio hanno ripreso in misura relativamente più limitata”. Secondo Gualtieri, “sono questi i primi frutti dell’impegno straordinario dei lavoratori e delle imprese, della collaborazione tra le parti sociali ed il governo, che ha portato al protocollo del 24 aprile sul contrasto del Covid nel luoghi di lavoro e ha permesso di riprendere la produzione in sicurezza, e delle ampie misure di sostegno all’economia". "Tuttavia - ha sottolineato - la sfida resta dura e il governo continua senza sosta il suo lavoro di monitoraggio quotidiano dell’economia e proseguirà con sempre maggiore determinazione nel suo impegno per affrontare questa crisi così difficile e per sostenere il nostro tessuto produttivo e l’occupazione". L’Italia, ha concluso, "è e deve rimanere un Paese altamente industrializzato e dobbiamo continuare a puntare su un forte rilancio della nostra industria improntato all’innovazione e alla sostenibilità ambientale e sociale”.

 




Covid-19, nel Lazio 18 nuovi casi. Il 78% riguarda cittadini di rientro dal Bangladesh e già attenzionati

 

“Oggi registriamo un dato di 18 casi. Di questi 14 casi (78%) hanno un link con voli di rientro dal Bangladesh già attenzionati. Stiamo ricostruendo tutti i contatti grazie ad un lavoro titanico del servizio sanitario regionale”.  Sono le parole pronunciate dall’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, nella consueta conferenza stampa sui numeri legati al Coronavirus. “Ad oggi sono stati tracciati e posti in isolamento 184 casi positivi al tampone grazie all’attività di contact tracing al drive-in del Santa Caterina delle Rose (Asl Roma 2) per la comunità del Bangladesh: ad oggi già effettuati circa 6 mila tamponi. Nella Asl Roma 1 dei due casi odierni uno riguarda – ha detto – un paziente del reparto di geriatria del Policlinico Umberto I. Già concluse le procedure di sanificazione della struttura. Nella Asl Roma 2 i 14 nuovi casi sono tutti riferiti all’esito dei tamponi sulla Comunità del Bangladesh richiamati al drive-in con link con voli internazionali da Dacca già attenzionati. Nella Asl Roma 4 due nuovi casi nelle ultime 24h uno riguarda una donna con link familiare ad un bambino ora ricoverato all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro, mentre il secondo caso riguarda una donna di 47 anni individuata in accesso al pronto soccorso a Civitavecchia. Infine per quanto riguarda le province non si registriamo nuovi casi nelle ultime 24h e zero decessi Rieti si conferma per il settimo giorno consecutivo COVID Free, mentre Frosinone e Viterbo rimangono con un solo caso in isolamento ciascuno. Si registra un decesso nelle ultime 24h” ha concluso D’Amato.