Link University. la Procura di Roma ipotizza una possibile evasione fiscale da 15 mln

 

La Link University e il ‘Consortium for Reasearch on intelligence and security services’ avrebbero simulato “in tutto o in parte l’esecuzione di progetti di ricerca e sviluppo che secondo la normativa fiscale introdotta nel 2015, consentono ai loro utilizzatori/committenti di godere di crediti fiscali”. 

Nel decreto di perquisizione gli inquirenti della Procura di Roma si spiega che “avendo maturato così inesistenti crediti di imposta, le società committenti i progetti di ricerca e sviluppo e li hanno poi utilizzati in compensazione in occasione del versamento delle imposte da loro dovute”. Per i pubblici ministeri “queste ultime hanno poi ottenuto indietro parte del denaro versato alel società commissionarie attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, con conseguenti movimenti finanziari di rientro delle somme originariamente dovute”. 

Secondo i magistrati di piazzale Clodio i progetti di ricerca e sviluppo fittizi o gonfiati, avrebbero portato sostanzialmente ad una evasione fiscale di circa 15 milioni di euro. Gli accertamenti – si aggiunge – sono stati sviluppati sulla base delle informative redatte dai militari della Guardia di finanza, Nucleo polizia economico-finanziaria di Firenze e dai funzionari dell’Agenzia delle entrate – Direzione regionale del Lazio, Ufficio Analisi del rischio. Le verifiche, che hanno portato alle perquisizioni di case uffici di stamane, sono state coordinate dal procuratore aggiunto Stefano Pesci. 





Lavoratori delle mense e delle pulizie, intesa tra Regione Lazio e sindacati sulle emergenze occupazionali

“E’ stata siglata un’intesa con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil di Roma e Lazio rispetto alle problematiche occupazionali dei lavoratori e delle lavoratrici dei servizi scolastici delle mense e delle pulizie”. A spiegarlo in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Formazione, Scuola e Diritto allo studio Universitario della Regione Lazio. “La riunione di quest’oggi ha rappresentato il momento conclusivo di un confronto svoltosi nell’ultimo mese, attraverso diversi incontri – ricorda – con le parti sociali nei quali è stata condivisa la necessità di individuare strumenti di sostegno al reddito e di permettere l’accesso agli ammortizzatori sociali in favore dei lavoratori e delle lavoratrici che operano in tale ambito ed in particolare rispetto a coloro la cui attività è solitamente sospesa secondo il calendario scolastico. Come Regione Lazio siamo consapevoli che tale questione ha un carattere nazionale, tuttavia il tema ha un’importante incidenza anche nel nostro territorio. Proprio per questo – dice – siamo già intervenuti con il Governo facendoci promotori, anche in sede di coordinamento con le altre regioni, di un apposito emendamento al D.L. Rilancio volto a garantire la copertura economica per i periodi di sospensione. Come Regione proseguiremo nell’interlocuzione con il Governo, sia in fase emendativa del DL Rilancio sia attraverso altri provvedimenti affinché possa essere garantito loro un sostegno al reddito sotto forma di Fis, Naspi o, altra indennità. Quanto emerso dagli incontri tenutisi con le Organizzazioni sindacali, evidenzia che la problematica dei lavoratori delle mense e delle pulizie scolastiche ha un impatto sociale rilevante sulla nostra Regione. Per questo motivo, al fine di non lasciare nessuno escluso, ci siamo impegnati a prevedere, nell’ambito delle misure eccezionali attivate per l’emergenza Covid19, l’emanazione di un bando che consenta di riconoscere, ai lavoratori e alle lavoratrici delle mense e delle pulizie scolastiche, sospesi dal rapporto di lavoro ma privi di qualsiasi strumento di sostegno al reddito messo a disposizione dalla normativa nazionale e comunitaria, un’indennità una tantum. Il tavolo, di comune accordo con le parti sindacali, verrà riconvocato il prossimo 30 luglio al fine di monitorare l’attuazione concreta degli impegni assunti” conclude.





In 48 ore raccolte a Roma 5400 tonnellate di rifiuti

 

Nei primi due giorni della settimana in corso, personale e mezzi dell’azienda hanno raccolto e avviato a trattamento quasi 5.400 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Di queste, circa 1.500 destinate nell’unico TMB pubblico di proprietà Ama, Rocca Cencia, che è regolarmente attivo. Pur in una situazione complessa come quella attuale, dunque, Ama assicura le consuete attività di igiene urbana, inclusa la raccolta dei rifiuti, in città. Lo comunica Ama S.p.A. in una nota. Dai riscontri operativi effettuati dalle squadre in servizio sul territorio, infatti, anche le aree e i quadranti segnalati dai media tra via Mattia Battistini, via di Priscilla, via del Monte del Grano e via delle Giunchiglie risultano essere sotto controllo. Purtroppo, sono stati segnalati anche oggi alcuni cassonetti stradali con sovraccarico di rifiuti, in particolare lungo le principali direttrici di ingresso in città, dove continuano a verificarsi ripetuti casi di migrazione dei rifiuti, anche da comuni limitrofi verso la Capitale. Squadre aziendali di zona monitorano queste aree predisponendo servizi ad hoc in caso di necessità.





Pagamenti alle imprese, Lazio al top in Italia

“La Regione Lazio è al primo posto in Italia per la tempestività dei pagamenti alle imprese fornitrici. Un piccolo, ma importante primato che vuole essere anche uno strumento anticrisi, in mesi complessi come quelli che stiamo vivendo”. Lo ha detto entrando in Consiglio regionale il vice presidente della Regione Daniele Leodori in merito al report pubblicato da Fondazione Etica sui dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze che vede il Lazio prima regione nell’Indicatore di Tempestività dei pagamenti delle Regioni 2019, seguita da Liguria e Toscana. “E’ un trend importante, merito di anni di riforme messe in atto dalle giunte Zingaretti, del lavoro delle strutture, e di una macchina sempre più efficiente che nel primo semestre 2020 ha migliorato le tempistiche dello scorso anno. E’ una medaglia di affidabilità di una Regione che può e deve fare meglio e che si pone – ha concluso Leodori – come punto di riferimento per il sistema economico italiano”.   





Prorogata al 31 luglio la domanda per i progetti Dopo di Noi del Campidoglio

 

E’ stato prorogato fino al 31 luglio il termine ultimo per presentare le domande per partecipare ai progetti personalizzati Dopo di noi. Il servizio di Roma Capitale è rivolto a persone con disabilità grave, senza limiti di età, prive del sostegno familiare o che, con la perdita dei genitori, rischiano di trovarsi senza un fondamentale sostegno nella gestione e nello sviluppo della propria vita. Il bando pubblicato si basa sulle Linee guida sul ‘Dopo di Noi’ recentemente approvate dalla Giunta Capitolina: per ciascun beneficiario sarà definito un progetto personalizzato, predisposto da una equipe multidisciplinare, con l’obiettivo finale di garantire la massima espressione della persona e il raggiungimento della maggiore indipendenza possibile. È possibile presentare la domanda a mano presso il Punto Unico di Accesso (PUA) del Distretto Sanitario di appartenenza o presso il Segretariato Sociale del Municipio, oppure via e-mail all’indirizzo di posta elettronica ordinaria del Municipio di residenza. Per venire incontro ai cittadini in questo momento, ancora contrassegnato dall’emergenza Covid, il bando prevede la possibilità di presentare la domanda anche senza l’intera documentazione richiesta, da integrare successivamente. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Roma Capitale.





Pirozzi denuncia: "Zingaretti inaugura case senza allacci. E’ propaganda"f

 

“Dopo 4 anni 5 appartamenti senza ancora gli allacci necessari per avere l’agibilità abitativa. Questa è propaganda da Regime… Sarebbe bastato dire “Scusate in questi anni abbiamo sbagliato e adesso vogliamo cambiare registro””. Così su Facebook Sergio Pirozzi consigliere regionale del Lazio per FdI ed ex sindaco di Amatrice. “Solo ad Amatrice (senza considerare Accumoli, Arquata, Campotosto e tutto il resto del Centro Italia distrutto dal Terremoto) mancano all’appello 3898 abitazioni!!! Aspettiamoci altre 3898 inaugurazioni. Invece della propaganda abbiamo bisogno di lavoro e fatti concreti!”.





Labucci (Sinistra Italiana): il M5S passa alle minacce e vuol far paura ai romani

 

 

Oggi il consigliere Diaco dei 5 stelle in un lungo post  chiede continuità, testuali parole, “nel percorso di crescita e sviluppo della città” avviato da Virginia Raggi. E’ evidente che si tratta di una minaccia. Affermazioni come queste non fanno altro che spaventare la città già provata dal coronavirus, mentre abbiamo bisogno di dare una speranza ai romani e non di gettarli nello sconforto. Già si era offesa la città con quel sonetto di cui l’unica cosa certa che si può dire è che difficilmente se ne potrà scrivere uno ancora più brutto. Adesso si passa direttamente alle minacce prospettando uno scenario che vuole incutere paura e dolore. Dentro ognuno di noi batte un cuore, per questo non disperiamo che da Diaco e la Sindaca si eviti di infierire ancora sulla città e possa venire un sussulto di amore, che il proposito di continuare sia solo un malessere passeggero dovuto allo stress di questi mesi.  In ogni caso confidiamo che la città saprà reagire per impedire che tali foschi propositi si realizzino. Perché errare è umano, perseverare è diabolico.

Adriano Labbucci Segretario Sinistra Italiana Roma Area Metropolitana





Fdi: "In Consiglio regionale non passa la videosorveglianza nelle scuole"

“In Consiglio Regionale abbiamo ribadito l’importanza di verificare quanto accade nelle scuole, soprattutto negli asili, per evitare come avvenuto in passato, il verificarsi di gravi episodi, per quanto siano stati rari, di maltrattamento dei bambini. La discussione sulla videosorveglianza non può essere condizionata da preclusioni ideologiche o dai contrasti politici, come è stato oggi, con la maggioranza di Sinistra che ha rifiutato il confronto su questo tema”. Così in un comunicato i consiglieri regionali del Lazio di Fdi. “Non si tratta di mancanza di fiducia negli insegnanti o nel personale scolastico, che sappiamo essere al 99,99% professionisti e lavoratori che svolgono al meglio un’attività che di fatto è una missione. Né credo si possa parlare di eccessiva invasività di questo sistema di controllo, si tratta invece di dare maggiore serenità alla famiglie e più trasparenza, tutelando i bambini, ma anche docenti ed educatori, nel massimo rispetto dei diritti di ognuno”. 




Istruzione all’infanzia, nuova legge approvata dalla Regione Lazio

 “La proposta di legge ‘Disposizioni in materia di sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia’, approvata  dal Consiglio è un provvedimento importante, una legge di grande civiltà”. Così in una nota Marco Vincenzi, presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale del Lazio. “Una legge che guarda al futuro, occupandosi di coloro che quel futuro rappresentano e che consente al Lazio, dopo 40 anni e prima in Italia, di aggiornarsi per essere più vicino alle esigenze della scuola e dei nostri bambini, soprattutto quelli della fascia 0/6. Uno strumento moderno che ridisegna il percorso formativo e di crescita di questa fascia d’eta’, non fermandosi solo agli asilo nido, ma disegnando un sistema integrato di educazione e istruzione per i bambini e le bambine dalla loro nascita fino ai 6 anni di eta’, attraverso poli educativi, offerte diversificate e il confronto e il coinvolgimento con le famiglie e le comunità locali. Voglio ricordare in particolar modo l’inclusione dei bambini con bisogni educativi speciali e il loro inserimento nei nidi per i quali, per la prima volta, viene previsto un piano educativo personalizzato e integrato con le competenze sanitarie, adeguato alle esigenze individuali” spiega. “Puntiamo così su un’educazione di qualità e su servizi pubblici inclusivi, per abbattere le diseguaglianze e gli ostacoli che impediscono la frequenza a tutti i bambini” assicura Vincenzi. “Vorrei ringraziare la consigliera Eleonora Mattia, presidente della X commissione Istruzione e diritto allo studio, prima firmataria della proposta di legge, per il grande lavoro svolto insieme all’assessora Alessandra Troncarelli e a tutte le colleghe in Consiglio regionale. Un lavoro di squadra che ci ha permesso, dopo 40 anni, di avere finalmente una legge sull’infanzia che diventa sistema e ci pone all’altezza dell’Europa”, conclude.





Tornano i corridoi umanitari dopo il lockdown

 

Dopo aver vissuto lunghi mesi di attesa, dovuti alla crisi da coronavirus, è giunto in Italia l’ultimo gruppo di profughi che Papa Francesco ha voluto portare in salvezza attraverso l’Elemosineria Apostolica e la Comunità di Sant’Egidio. Si tratta di 10 rifugiati, che si aggiungono ai 57 già venuti in Italia, con diversi viaggi, il primo effettuato il 16 aprile 2016 nello stesso aereo con cui il Papa è tornato a Roma dalla sua storica visita a Lesbo. I profughi, che appartengono a quattro nuclei famigliari, non erano riusciti a partire nel dicembre scorso per motivi contingenti e, successivamente, erano rimasti bloccati dalla pandemia. Il primo corridoio umanitario dopo il lockdown è stato reso possibile grazie ad una preziosa sinergia tra le autorità italiane e greche, in particolare tra il Viminale nella persona del Capo Dipartimento Michele di Bari e il ministero dell’Immigrazione e Asilo greco. 

Ad accogliere i nuovi 10 profughi anche i rifugiati giunti con i precedenti corridoi umanitari da Lesbo che, dopo la conferenza stampa, pranzeranno con loro nei locali della mensa dei poveri della Comunità di Sant’Egidio insieme ai volontari che si occupano dell’ospitalità e dell’integrazione. Con il sistema dei corridoi umanitari sono giunti finora in Europa oltre 3 mila profughi dal Medio Oriente e dall’Africa.





Raddoppiano le donne seguite dai Centri Antiviolenza di Roma Capitale

 

Raddoppiano le donne seguite dai Centri Antiviolenza di Roma Capitale: sono 691 le donne in carico alle strutture capitoline a giugno 2020, +100% rispetto all’anno precedente (346 a giugno 2019).  

Questo è un importante segnale: dobbiamo far emergere la violenza sommersa. I nostri centri sono sempre attivi H24, collegati al numero nazionale 1522 e raggiungibili anche con il nuovo servizio su WhatsApp, per offrire alle donne e ai loro bambini sostegno e percorsi personalizzati per sottrarsi alle violenze. L’impegno dedicato alle nuove strutture ha funzionato: abbiamo avviato 5 nuovi Centri Antiviolenza tra il 2018 e il 2019 e continueremo in questa direzione. Nessuna è sola”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.  

Nel dettaglio, il monitoraggio delle attività dei Centri Antiviolenza di Roma Capitale conferma il trend in crescita del numero di donne in carico alle strutture capitoline: +10% rispetto a maggio (627), mese nel quale si era già registrato un +14% rispetto ad aprile (560). Già nel 2019 si era rilevato un aumento del 57% delle donne seguite (+157 tra gennaio e dicembre), la maggioranza delle quali continua il percorso personalizzato di sostegno.  

L’investimento nelle strutture antiviolenza e nella sensibilizzazione, a partire dalla scuola, non si ferma. L’attenzione deve rimanere alta, i dati ci confermano che sempre più donne stanno portando avanti un percorso di fuoriuscita dalla violenza con le nostre strutture e come Amministrazione continuiamo ad investire con forza perché i maltrattamenti sommersi possano continuare ad emergere, sostenendo le donne e i bambini nel percorso di fuoriuscita dalla violenza. Quest’anno abbiamo inaugurato un innovativo servizio di cohousing in appartamenti, dove le donne insieme ai loro bambini possono completare in sicurezza il percorso fino alla piena riconquista dell’autonomia con il reinserimento lavorativo e sociale, e nuove strutture antiviolenza sono in cantiere con avvio previsto entro l’anno. Pensando ai giovani, abbiamo investito sul progetto ‘A Scuola di Parità’ per strutturare, nelle scuole secondarie di secondo grado, dei percorsi specifici di informazione e sensibilizzazione sulla violenza e sulla parità di genere. Il messaggio che deve arrivare è che nessuna è sola e che c’è sempre un aiuto da poter attivare per uscire dalla violenza”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.  

Dopo l’avvio del lockdown, che aveva visto calare sensibilmente i ‘nuovi accessi’ alle strutture, i Centri Antiviolenza registrano in questi mesi anche un consolidamento del numero delle nuove donne seguite: a giugno sono state 76 le donne che hanno fatto il loro primo accesso alle strutture o per le quali è stato avviato il percorso personalizzato di fuoriuscita dalla violenza.  

Il dato di giugno si discosta di 10 unità rispetto a quello rilevato nello stesso mese dell’anno precedente (86 nuove donne seguite) e conferma un sostanziale rientro negli ordini di grandezza dei mesi di febbraio e aprile (77 nuove donne seguite), rimarcando la distanza dalla sensibile diminuzione dei nuovi accessi che era stata registrata a marzo (59 nuove donne seguite), in coincidenza con l’avvio del lockdown.  

Il +100% di donne seguite dai Centri Antiviolenza di Roma Capitale è un messaggio forte e chiaro, che va nella giusta direzione, segnando un cambio di passo importante dal 2019 al 2020. Attraverso la testimonianza delle donne che entrano in contatto con le strutture capitoline, possiamo ricavare anche una fotografia del fenomeno della violenza importante da sottolineare. Dal report del 2019 sappiamo che le vittime sono donne per la stragrande maggioranza italiane (69%), una su tre è sposata (32,3%) e circa due su tre hanno figli (61,2%). L’autore dei maltrattamenti è, quasi una volta su tre, il marito (29,8%), seguono l’ex partner (12,8%), l’ex marito (10%) e l’ex convivente (7,2%). Il report conferma che le violenze si registrano prevalentemente nei legami stabili: in un caso su quattro sono relazioni superiori agli 11 anni (26,1%), mentre solo nell’1,1% dei casi l’autore è indicato dalle donne come ‘sconosciuto’. Questi dati devono far riflettere, perché tratteggiano una violenza che dimora all’interno di relazioni stabili, matrimoni, convivenze, con figli minori che subiscono a loro volta violenza (66,2%), il più delle volte assistita (84%). Ma ci dicono anche che il coraggio di sempre più donne, supportate dalle nostre operatrici, sta facendo la differenza. Non abbassiamo la guardia, continuiamo a informare, sensibilizzare e intercettare i bisogni, anche innovando i servizi per offrire sempre maggiori opportunità di riscatto e prevenzione”, dichiara la delegata della Sindaca alle Politiche di Genere Lorenza Fruci.

 




Smart business. Al Town Meeting le proposte per il nuovo piano strategico imprenditoriale di Roma Capitale

 

Rendere Roma più “smart”, più competitiva a livello internazionale e attrattiva per investimenti e capitali: è l’obiettivo del Town Meeting Smart Business, che precede la stesura del Piano Strategico imprenditoriale di Roma Capitale.

Partecipato da più di 80 protagonisti del panorama di riferimento tra atenei, associazioni di categoria, imprese, operatori e istituzioni, collegati tramite una piattaforma online, l’evento ha catalizzato spunti e riflessioni per la definizione delle linee operative dello sviluppo cittadino, in chiave di innovazione economica, digitale, urbanistica e infrastrutturale. 

Tre gli obiettivi del Piano Strategico imprenditoriale:

- individuare le strategie urbane finalizzate allo sviluppo di infrastrutture e servizi a supporto delle attività imprenditoriali;

migliorare la capacità attrattiva del territorio per polarizzare investimenti;

incentivare la nascita di nuove realtà economiche, potenziando la rete di Open Innovation fra imprese, startup, incubatori e acceleratori d’impresa, università, centri di ricerca, istituzioni e altri operatori della filiera dell’economia innovativa. 

“Gli spunti del Town Meeting Smart Business sono espressione degli imperativi e delle esigenze di tutta la filiera imprenditoriale attiva in città: l’obiettivo è quello di sintetizzarli in linee d’azione per fare di Roma una capitale anche d’investimento. E’ necessario un potenziamento in chiave innovativa e digitale, per calamitare capitali e risorse, definendo strategie urbane finalizzate a infrastrutture e servizi, sburocratizzando i processi amministrativi e incentivando la nascita di nuove imprese. Volgiamo lo sguardo al futuro, perché qualunque eccellenza ’funziona’ solo se supportata dall’utilizzo strategico di strumenti moderni: dalla gestione dei dati per il monitoraggio di fenomeni sensibili alla visibilità online di produzioni di qualità, tutto concorre allo sviluppo economico cittadino. Importantissimo il contributo  di un parterre di rilievo, che ringrazio della partecipazione”, dichiara Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale. 

“È importante che il tema dell’innovazione sia coniugato con il tema della gestione del territorio. La strategia complessiva di visione della città deve soprattutto coniugare un’idea della mobilità con lo sviluppo urbano e la valorizzazione dei nodi di scambio tra reti regionali e cittadine collegando ferrovie, metropolitane, e mobilità dolce. A scala nazionale questo obiettivo è strettamente legato al recupero del ruolo della Stazione Tiburtina quale nodo strategico di una rete di città connesse con l’Alta Velocità. A livello locale oltre alla rete dei trasporti integrata da una nuova visione smart della mobilità già approvata nel PUMS, la stazione Tiburtina deve diventare la testa di un sistema su cui stiamo lavorando e che unisce importanti corridoi ambientali, aree densamente abitate, preesistenze storico-monumentali e configurandosi come un possibile modello per la città di domani”, spiega Luca Montuori, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale. 

“Quello di oggi è un evento importante, in cui crediamo molto: l’obiettivo è semplificare la vita ai cittadini eliminando le barriere, abbattendo alcuni costi, velocizzando i processi. La sfida di Roma è innovare in armonia con la meraviglia che ci circonda: su questo, stiamo facendo moltissimo: dalle web app per evitare gli assembramenti, alla carta d’identità elettronica intesa come passepartout per l’accesso a tutti i servizi, come pure alle ‘piazze smart’ nei Municipi”, sottolinea il delegato della Sindaca all’Innovazione Massimo Bugani. 

 

Dalle due sessioni di lavoro sono emerse le criticità di sistema e le proposte da convogliare nella stesura del Piano Strategico Smart Business. Di seguito:

 

Criticità:

-      semplificazione amministrativa: vanno velocizzati e sburocratizzati i processi che rallentano lo sviluppo infrastrutturale, in particolar modo del 5G;

-      politiche di attrattività: tempi lunghi e norme rigide scoraggiano gli investimenti;

-      governance: manca un coordinamento fra pubblico, privato e player dell’imprenditoria;

-      ecosistema: va sviluppata una cultura dell’innovazione per stimolare gli investimenti di settore;

-      connettività: sebbene Roma sia all’avanguardia in fatto di copertura di rete, resta carente lo sviluppo dell’infrastruttura di connettività e dei servizi associati;

-      competenze ICT: disomogeneità delle competenze digitali, impossibilità per le PMI di attuare una vera e propria rivoluzione digitale;

-      formazione: nonostante la grande concentrazione di atenei, manca una struttura che attragga talenti e finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e il trasferimento tecnologico.

 

Proposte:

-      PA snella ed efficiente: creazione di uno sportello unico per velocizzare l’ottenimento dei permessi, che coinvolga più enti e che indica conferenze dei servizi ad hoc con i soggetti interessati;

-      politiche di attrattività: stimolare le aziende a finanziare le produzioni innovative giovanili e costruire quartieri dedicati;

-      partenariato pubblico-privato: maggiore collaborazione tra autorità pubbliche e soggetti privati;

-      distretto dell’innovazione: creare poli di allocazione delle risorse;

-      città connessa: migliorare la connettività cittadina;

-      sostenibilità: interventi edilizi che sostengano l’innovazione e siano eco-compatibili;

-      capitale umano: investire sulla cultura digitale di quanti lavorano nella Pubblica Amministrazione.





La Giunta Capitolina approva schema di convenzione sociale per nuove forme di abitare

 

 

Disciplinare le modalità di locazione, fruizione e gestione degli alloggi e dei servizi comuni degli interventi di housing sociale: è una delle modalità cui l’Amministrazione punta a sviluppare nuove forme integrate di abitare con quote destinate anche all’emergenza abitativa. Questo l’obiettivo dello schema di convenzione approvato dalla giunta capitolina.

L’interesse dell’Amministrazione è incrementare, nel proprio territorio, la disponibilità di alloggi a canone agevolato destinati a coloro che non sono in grado di accedere ad alloggi sul libero mercato ma allo stesso tempo non hanno diritto a case di Edilizia Residenziale Pubblica. Giovani coppie, particolari categorie di lavoratori, forme di coabitazione, l’housing sociale favorisce la gestione in comune di servizi, spazi e pratiche innovative dell’abitare. 

Inoltre con la convenzione si vuole: rendere efficace e trasparente la gestione di questo patrimonio abitativo pubblicizzandone, a carico dei soggetti privati, la disponibilità e gli elenchi degli alloggi disponibili; individuare forme di gestione sociale che contribuiscano a creare comunità; garantire la durata effettiva del vincolo locatizio dotandosi degli strumenti necessari per vigilare sul corretto adempimento da parte dei proponenti dei patti convenzionali; acquisire nella disponibilità di Roma Capitale alloggi da destinare all’emergenza abitativa ricchi di nuove tipologie di servizi e integrati in mix sociali articolati.

 

“La città torna a pianificare anche sull’abitare per rispondere ai bisogni reali. Mettiamo in campo nuovi strumenti che ci permettono di attuare diverse soluzioni: l’acquisto di nuovi immobili da acquisire al patrimonio di Roma Capitale, il Piano Strategico che delinea i criteri generali e i diversi atti per il superamento della condizione di emergenza abitativa in un percorso strutturato. In questo lavoro il rapporto tra pubblico e privato è fondamentale. La delibera sulla convenzione sull’housing sociale vuole definire regole chiare tra i soggetti anche nella realizzazione di abitazioni con mix funzionali che aiutino più cittadini possibile a vivere meglio all’interno di una comunità”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi

 

“Si tratta di un atto che si inserisce nel solco delineato nelle linee guida e gli indirizzi dati dal Programma strategico sul tema dell’abitare che l’Amministrazione ha da poco approvato. Diamo una prima attuazione attraverso un dialogo sano tra pubblico e privato favorendo la realizzazione di abitazioni che abbiano al loro interno mix funzionali articolati e capaci di integrare soggetti diversi e che rendano i luoghi comunità. L’obiettivo primario è fornire risposte ai bisogni abitativi di chi non è in grado di sostenere il mercato libero della casa, né in possesso dei requisiti per accedere alla casa popolare, garantendo il diritto fondamentale all’abitare. Un lavoro iniziato da una approfondita analisi dei valori economici e dei fabbisogni sociali prendendo atto del crescente disagio abitativo e delle potenzialità legate a nuove forme di abitare. Abbiamo già importanti esperienze in corso che dimostrano la qualità del percorso intrapreso e la possibilità del dialogo su un tema così delicato ma che allo stesso tempo coinvolge un numero importante di abitanti della nostra città”, dichiara l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori

 

“Entra nel vivo la nostra strategia per dare risposte strutturali all’emergenza abitativa nella Capitale. Dopo la recente decisione di acquistare immobili esistenti e riconvertirli in alloggi popolari, abbiamo ora approvato lo schema di Convenzione Sociale con cui, per la prima volta, definiamo la gestione e i controlli per gli alloggi in housing sociale, compresi i servizi connessi ai progetti e alla comunità legata a queste nuove abitazioni. Non solo, con la Convenzione Sociale costruiamo un percorso per avere la disponibilità di una quota di alloggi da destinare ai soggetti e alle famiglie più deboli. Abbiamo infatti previsto che una percentuale fissa degli alloggi dell’housing sociale, realizzati sia su proprietà privata che su quella pubblica, vengano riservati a Roma Capitale per far fronte all’emergenza abitativa. Provvedimenti concreti che ci permetteranno di dare soluzioni efficaci e a lungo periodo ad un’urgenza sentita da tanti cittadini”, sottolinea l’assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative Valentina Vivarelli.

Tale schema di convenzione, che il soggetto attuatore dovrà sottoscrivere con Roma Capitale prima del rilascio dei titoli abilitativi, prende spunto dall’applicazione del Regolamento regionale del 2012, poi aggiornato nel 2015, a favore del perseguimento delle finalità sociali degli interventi in housing sociale per estendere la tutela anche al patrimonio prodotto da altri strumenti urbanistici e definisce in particolare:

 

–      la durata della convenzione (15 anni);

–      le tipologie abitative offerte;

–      la tipologia dei servizi all’abitare offerti;

–      i criteri e le modalità per la definizione dei canoni di locazione degli alloggi sociali;

–      la durata dei vincoli di locazione;

–      i requisiti e gli obblighi dei destinatari degli alloggi sociali;

–      le modalità di gestione sociale dell’intervento e gli obblighi del soggetto gestore.

 

Al fine di sperimentare modalità innovative di gestione sociale degli alloggi, il soggetto attuatore potrà affidare la gestione sociale ad un Gestore Sociale che avrà il compito di: curare gli aspetti legati all’attivazione e gestione della comunità come coinvolgere gli abitanti nella cura degli spazi comuni, promuovere e sostenere i processi decisionali della comunità, promuovere iniziative rivolte alla comunità con il coinvolgimento del mondo dell’associazionismo e delle realtà attive sul territorio, prevedere l’assistenza per le persone in difficoltà nella gestione delle proprie economie attraverso percorsi dedicati.

Diverse le tipologie di offerta abitativa previste: locazione a lungo termine, locazione con facoltà di riscatto a favore del conduttore per una quota non superiore al 30% della SUL residenziale destinata a housing sociale, alienazione con vincolo di locazione di lunga durata per una quota non superiore al 15% della SUL residenziale destinata a housing sociale prima della scadenza del termine ad un fondo immobiliare o altro soggetto privato. Il prezzo di vendita dell’alloggio non può essere superiore alle quotazioni minime OMI della microzona di riferimento del semestre precedente il trasferimento di proprietà.

Inoltre: per quanto riguarda la locazione a lungo termine, una quota non inferiore al 50% dovrà essere riservata a soggetti appartenenti a particolari categorie sociali. Una quota non inferiore al 10% della SUL residenziale destinata ad alloggi sociali deve essere riservata a Roma Capitale per tutta la durata della convenzione sociale al fine di sostenere nuclei in emergenza abitativa; ancora sempre per lo stesso scopo, per gli interventi la cui realizzazione derivi da cessione o trasferimento di diritti edificatori precedentemente di proprietà di Roma Capitale una quota non inferiore al 30% della SUL residenziale destinata ad alloggi sociali deve essere riservata a favore di Roma Capitale per tutta la durata della convenzione.

L’individuazione dei destinatari degli alloggi avverrà esclusivamente tra coloro che abbiano presentato la manifestazione di interesse.

La convenzione prevede anche l’individuazione di unità immobiliari aventi destinazioni non residenziali, “Unità Immobiliari per Servizi” destinate ad ospitare servizi integrativi urbani, locali e per l’abitare. Luoghi di costruzione e consolidamento della comunità di abitanti.

Il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica avrà quindi il compito di produrre e sottoscrivere la Convenzione sociale con i soggetti attuatori dei comparti edilizi e il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di vigilare sulla corretta applicazione delle prescrizioni contenute nella convenzione e di pubblicare gli avvisi di offerta alloggi sociali.





Tevere ed Aniene in emergenza con una nuova moria di pesci

 

 

Il Reparto Tutela Fluviale della Polizia Locale di Roma Capitale, unitamente all’ARPA Lazio e alla ASL Rm1, hanno eseguito questa mattina un ulteriore intervento nell’area della Foce dell’Aniene, punto di congiunzione con il Tevere, per procedere a dei nuovi prelievi di acqua e sulle specie animali presenti, al fine di portare a compimento la definizione della vicenda legata alla morìa di pesci verificatasi per due volte nel giro di poco più di un mese. I caschi bianchi, guidati dal neo Comandante Stefano Napoli, stanno ultimando tutti gli accertamenti del caso. Si attendono ora gli esiti delle ultime analisi.





Nell’anno dedicato a Torino Città del Cinema 2020 vincitori e la presentazione dell’appassionante gioco sui film più amati dal pubblico italiano

 

  

Il pubblico italiano ha scelto i vincitori de I Film della nostra vita, la grande indagine popolare lanciata dal mensile Ciakdal Museo Nazionale del Cinema di Torino, insieme a Film Commission Torino Piemonte, con la media partnership di Rai Movie RaiPlay. Il progetto si colloca nell’ambito delle celebrazioni di Torino Città del Cinema 2020 per il ventesimo anniversario dell’apertura del Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana e della nascita di Film Commission Torino Piemonte
L’indagine, che ha preso il via a maggio sul sito www.ciakmagazine.it e che presenterà a Torino sabato 18 luglio i film più amati dal pubblico, ha proposto confronti a eliminazione diretta tra 576 film suddivisi in 14 categorie, selezionati con il contributo dei lettori di Ciak su un complesso di oltre 1000 film che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale. Un lungo, appassionante viaggio nei gusti degli italiani, alla ricerca dei titoli più amati.
 
L’ESITO DELLE COMPETIZIONI E LA PROCLAMAZIONE DEI FILM VINCITORI

Dopo tantissimi turni eliminatori, premiati dal pubblico con la cifra record di oltre 200 mila voti, distribuiti su tutto il terriorio nazionale, è Quentin Tarantino il “Re” del cinema internazionale secondo il gusto degli italiani.
Sono ben due i film di Tarantino ad essersi imposti nelle loro categorie: Kill Bill 1 e 2, per la sezione Film commedia internazionali 2000-2020 (dove tra l’altro ha affrontato in finale un altro film del regista del Tennessee, il recente C’era una volta a Hollywood), e Pulp Fiction, che ha prevalso nella categoria Commedie internazionali del ‘900 grazie al successo in fiale contro  La Stangata.
La sezione che ha raccolto più voti nei 6 turni eliminatori è stata quella dei Film drammatici internazionali del ‘900, che ha visto trionfare Francis Ford Coppola e la saga del Padrino su Schindler’s List di Steven Spielbergcon un minimo scarto di preferenze e dopo a un testa a testa appassionante.
Tra i Film drammatici internazionali 2000-2020 ha vinto Il Gladiatore di Ridley Scott che valse l’Oscar a Russell Crowe, prevalendo su Joker di Todd Phillips (e si è trattato di una sorta di “derby” per Jaquim Phoenix, che sfiorò la statuetta come Attore non protagonista con il Gladiatore e l’ha vinta da attore protagonista per Joker)Nei Film di fantascienza la saga di Guerre Stellari di George Lucas ha superato in finale Blade Runner di Ridley Scott, che si era qualificato grazie alla vittoria in semifinale sul capolavoro di Stanley Kubrick 2001:Odissea nello spazio. 
Un altro monumento del cinema mondiale, Charlie Chaplin, è protagonista della categoria Grandi Film muti. Chaplin vince con Tempi Moderni, film muto ma con effetti sonori sincronizzati, che ha avuto la meglio sull’altro capolavoro di Chaplin, il Monello. I due film avevano prevalso in semifinale su altri due classici del genere: La corazzata Potemkin e Metropolis
Tra i film di animazione del ‘900 ha vinto Il Re Leone, in una sfida incertissima fino alla fine contro Chi ha incastrato Roger Rabbit di Robert ZemeckisPer la categoria Film d’animazione 2000-2020vittoria per Inside outTra le Serie tv 2000-2020 ha prevalso la saga de Il Trono di spade, la serie televisiva creata da David Benioff e D. B. Weiss, che ha prevalso di un soffio sulla rivelazione di questa sezione: I Simpson.
 
I FILM ITALIANI
Poi ci sono i tanto attesi FILM ITALIANI. Per loro, quattro categorie, tutte votatissime, e sfide in molti casi incerte all’insegna della pasione popolare per i film di qualità
 
Nella categoria Film drammatici italiani del ‘900 ha vinto di misura Nuovo cinema Paradiso, che valse l’Oscar a Giuseppe Tornatore. In finale ha sconfitto per una manciata di voti C’era una volta in America, considerato il capolavoro di Sergio Leone. Entrambi i film vantano colonne sonore entrate nella storia del cinema e della musica italiana, firmate da Ennio Morricone.  
La sfida tra le commedie italiane del ‘900 ha un vincitore in ‘’bianco e nero’’, il memorabile I soliti ignoti di Mario Monicelli, che in finale ha prevalso su un film da Oscar, Mediterraneo di Gabriele Salvatores.  
Accesissimi, e all’insegna dei grandi numeri in fatto di votanti, anche i sei turni eliminatori dei Film drammatici italiani 2000-2020, al termine dei quali si è imposto Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, che in finale ha sconfitto Le fate ignoranti. Il film di Ferzan Ozpetek era riuscito a sua volta a eliminare in semifinale La grande bellezza di Paolo Sorrentino, mentre Perfetti sconosciuti aveva prevalso all’ultimo voto su I cento Passi di Marco Tullio Giordana.
Tra le commedie italiane 2000-2020 ha vinto Benvenuti al Sud di Luca Miniero che ha superato la saga di Smetto quando voglio di Sydney Sibilia.
 
I FILM GIRATI IN PIEMONTE       
A vincere, per la categoria Film girati in Piemonte, in omaggio alle due realtà che proprio il 20 luglio 2020 compiono 20 anni, il Museo Nazionale del Cinema e la Film Commission Torino Piemonte, è Profondo Rosso, il capolavoro di Dario Argento che ha battuto in finale La Meglio gioventù di Marco Tullio Giordana. Sempre in relazione ai festeggiamenti del ventennale delle due istituzioni torinesi, Ciakorganizza proprio a Torino, in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, la proclamazione dei vincitori de I Film della nostra vitasabato 18 luglio, all’interno di una delle arene cittadine, il Direttore di Ciak Flavio Natalia racconterà sfide e aneddoti che hanno portato alla vittoria nelle 14 categorie.
 
 
“Lanciando con il Museo Nazionale del Cinema di Torino I film della nostra vita – ha detto Flavio Natalia, Direttore di Ciak e ideatore dell’iniziativa – avevamo due obiettivi: capire finalmente quali fossero i film più amati dal pubblico italiano, attraverso un grande gioco che non tenesse unicamente conto della qualità artistica dei film ma ponesse l’attenzione sulla loro capacità di emozionare e coinvolgere, e offrire agli appassionati un modo per vivere attivamente le loro passioni durante la terribile esperienza del lockdown. La risposta è stata superiore a qualsiasi aspettativa, sia in termini della quantità dei voti raccolti, sia per l’interazione con il pubblico attraverso i social media e il web”.
 
Per Domenico De GaetanoDirettore del Museo Nazionale del Cinema “questa iniziativa fatta nell’anno in cui la città celebra Torino città del cinema 2020, è uno spaccato dei gusti cinematografici del nostro Paese, una riflessione sul cinema nazionale e internazionale, dalle origini fino ai nostri giorni. Una indagine molto utile per trasformare la Mole Antonelliana in un museo innovativo e immersivo sempre al passo con i tempi”.
Secondo Paolo DamilanoPresidente di Film Commission Torino Piemonte, “l’iniziativa di Ciak ha messo in evidenza ancora una volta la passione degli italiani per la settima arte. Siamo felici di aver potuto collaborare con il mensile e soprattutto di aver potuto seguire le sfide della categoria speciale dei film piemontesi che Ciak ha inserito proprio per festeggiare i vent’anni di vita delle nostre Fondazioni”.  “Dopo tante sfide e sorprese è stato Dario Argento il più votato – continua il Direttore di Film Commission Torino Piemonte Paolo Manera – “Piazza CLN e Villa Scott sono luoghi che ormai da quarant’anni sono legati alle riprese di Profondo Rosso, un esempio ormai classico di tante altre location che, in Città, richiamano alla mente scene di film di successo
Per Francesca LeonAssessora alla Cultura della Città di Torino "Grazie al pubblico che ha condiviso i propri film più amati creando così una mappa collettiva e raccontando quanto il Cinema possa coinvolgere e segnare, con le storie che racconta, le vite delle persone".
Per Cecilia Valmarana, Vicedirettore di Rai Gold e Responsabile di Rai Movie “la sfida lanciata con questa iniziativa ci ha appassionato moltissimo. È stato bello riscoprire l’amore del pubblico per i grandi classici e ha confermato ciò che noi di Rai Movie sappiamo da sempre, cioè che il cinema è parte integrante della cultura del nostro Paese e che l’alfabetizzazione cinematografica deve essere ogni giorno coltivata e garantita dal Servizio Pubblico. Rai Movie c’è!”
 
“L’iniziativa di Ciak Magazine ha ulteriormente evidenziato quanto il cinema sia strategico per la cultura di questo Paese - afferma Elena Capparelli, Direttrice di RaiPlay - In particolare, durante il lockdown, con le sale chiuse, è emersa ancora di più la voglia degli italiani di scoprire, o riscoprire, i grandi classici nazionali ed internazionali. Questa indagine ne è la testimonianza. Anche per questo siamo felici di essere partner del progetto, che rimarca il rapporto sempre più intimo tra la RaiPlay ed il cinema italiano”
 
L’iniziativa I Film della nostra vita fa parte di “Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno”, un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino (www.torinocittadelcinema.it) e la Media Partnership Rai.

 

 
I FILM DELLA NOSTRA VITA
 
Dramma italiano 2000-2020 - Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese
Dramma internazionale 2000-2020 - Il Gladiatore di Ridley Scott
Film ambientati in Piemonte - Profondo rosso di Dario Argento
Commedia italiana 2000-2020 - Benvenuti al Sud di Luca Miniero
Commedia Internazionale 2000-2020 - Kill Bill (volume 1 o 2) di Quentin Tarantino
Animazione 2000-2020 - Inside out di Pete Docter e  Ronnie del Carmen
Serie tv 2000-2020 - Il Trono di spade, ideato da David Benioff e D. B. Weiss
 
Commedia internazionale del ‘900 -  Pulp Fiction di Quentin Tarantino
Dramma internazionale del ‘900 – La Saga de Il Padrino di Francis Ford Coppola
Dramma italiano del ‘900 – Nuovo cinema Paradiso, di Giuseppe Tornatore
Grandi film muti – Tempi Moderni di Charlie Chaplin
Commedia italiana del ‘900 - I Soliti ignoti di Mario Monicelli
Film Fantascienza - Guerre Stellari di George Lucas
Animazione ‘900 - Il Re Leone diretto da Roger Allers e Rob Minkoff




Greenpeace porta a SiciliAmbiente la campagna ‘Italia 1.5’ sui cambiamenti climatici

 

 

Tra i momenti importanti della XII edizione di SiciliAmbiente, che si terrà dal 4 all’8 agosto a San Vito Lo Capo, la presenza di Greenpeace Italia, da anni partner del festival. Quest’anno Greenpeace sarà protagonista di un focus sui cambiamenti climatici grazie alla presenza al festival di Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo Greenpeace Italia, Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia e del climatologo Antonello Pasini che terrà un incontro pubblico.  
SiciliAmbiente, da sempre importante punto di riferimento per le tematiche ambientali, sarà la platea da cui Greenpeace Italia promuoverà la campagna “Italia 1.5”. Uno scenario di rivoluzione energetica all’insegna della transizione verso le rinnovabili e della totale decarbonizzazione del Paese.
Un piano che permetterebbe all’Italia di rispettare gli accordi di Parigi, diventando a emissioni zero, con vantaggi economici, occupazionali e di indipendenza energetica.
La rivoluzione energetica promossa da Greenpeace, oltre a rispondere alle preoccupazioni della comunità scientifica, porterebbe con sé vantaggi economici e occupazionali. Entro il 2030, secondo lo studio pubblicato da Greenpeace Italia, si avrebbe infatti la creazione di 163 mila posti di lavoro, ovvero un aumento dell’occupazione diretta nel settore energetico pari al 65 per cento circa. Anche dal punto di vista economico la transizione potrebbe interamente finanziarsi con i risparmi derivanti dalla mancata importazione di combustibili fossili al 2030. Un cambio sistemico che condurrebbe a enormi vantaggi economici nei decenni a seguire.
Per Greenpeace non è possibile pensare a un futuro migliore se non puntiamo con determinazione e rapidità su rinnovabili ed efficienza energetica, abbandonando i combustibili fossili che causano cambiamenti climatici, inquinamento e degrado ambientale.
Migrazioni di massa, perdita di suolo coltivabile, scioglimento dei ghiacci, fenomeni climatici estremi: sono solo alcune delle conseguenze che diventeranno sempre più̀ gravi e irreversibili se non verranno rispettati gli Accordi di Parigi sul riscaldamento globale e le emissioni di CO2.
Tra gli eventi correlati alla presenza di Greenpeace Italia anche la proiezione evento del documentario The climate Limbo per la regia di Francesco Ferri, Paolo Caselli, Elena Brunello che mette a fuoco la complessa connessione tra disastri ambientali e migrazioni. Il film documenta come il cambiamento climatico spingerà sempre più persone a lasciare la propria terra. Ancora non esiste un riconoscimento della condizione di rifugiato climaticonel sistema di asilo internazionale, dove milioni di uomini e donne vivono in un limbo creato dall’uomo e dal suo impatto sull’ambiente.
Questi e molti altri i temi che verranno posti all’attenzione del pubblico attento del festival.

SiciliAmbiente Film Festival diretto da Antonio Bellia, con la direzione organizzativa di Sheila Melosu, anche nel 2019 è stato realizzato grazie al contributo della Regione SicilianaAssessorato Turismo Sport e Spettacolo – Sicilia FilmCommission, nell’ambito del progetto “Sensi Contemporanei”, del Comune di San Vito Lo Capo, di Demetra Produzioni e Associazione culturale Cantiere 7, con la collaborazione di ARPA SiciliaAmnesty International ItaliaGreenpeace Italia e AAMOD.





Mercato dell’Auto arretra in Europa. In difficoltà Fca

 

E’ ancora in calo il mercato europeo dell’auto. A giugno in Europa Occidentale (Ue+Efta+Regno Unito) - secondo i dati dell’Acea, l’associazioni dei costruttori europei - sono state immatricolate 1.131.843 auto, con un calo del 24,1% rispetto allo stesso mese del 2019. Il consuntivo dei primi sei mesi dell’anno è di 5.101.669 immatricolazioni, il 39,5% in meno dello stesso periodo dell’anno scorso. l gruppo Fca ha immatricolato a giugno in Europa, Efta e Regno Unito 64.927 auto, il 28,2% in meno dello stesso mese del 2019. La quota scende dal 6,1 al 5,7%. Nei sei mesi le auto vendute dal gruppo sono 290.562, in calo del 46,3% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. La quota è pari al 5,7% (era il 6,4%).





Economia, l’Fmi legge i primi segnali di ripresa, ma la crisi sarà ancora lunga

 

L’attività economica ha iniziato a riprendersi da livelli molto bassi ma l’incertezza resta alta. Lo afferma il Fmi nel documento preparato per il G20 dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali, che si terrà virtualmente il 18 luglio. Al G20 il Fondo chiede "sforzi collettivi": "sono essenziali per mettere fine alla crisi finanziaria e rilanciare la crescita".
"Siamo entrati in una nuova fase della crisi, una fase che richiederà; ulteriore agilità politica e azione per assicurare una ripresa durevole e condivisa". Lo afferma il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva, sottolineando che l’attività economica globale "ha iniziato gradualmente a rafforzarsi. Ma non siamo ancora fuori dai guai".





Allarme del Sindaco di Lampedusa: “L’hot spot dell’isola ha esaurito i suoi posti”

 

“In linea tecnica a Lampedusa le cose stanno andando bene, nel senso che anche con tantissimi sbarchi il sistema sta funzionando. Noi abbiamo un sistema per cui tutti coloro che sbarcano vengono portati sul molo e visitati, poi trasferiti all’interno del centro di accoglienza.

Il problema è che l’hotspot oggi è pieno. Abbiamo avuto costantemente 700-800 persone al giorno perché gli sbarchi sono aumentati in maniera esponenziale. Nell’arco di una giornata abbiamo circa 16-17 sbarchi. Quindi non c’è neanche il tempo di trasferire le persone con le motovedette sulla terraferma, che immediatamente si riempie. Per fortuna non è come qualche mese fa quando arrivavano 200 persone a sbarco, ora su ogni imbarcazione ce ne sono 17-18, quindi siamo salvi per questo motivo.Dall’inizio del covid ad oggi, con tutti i tamponi fatti e le precauzioni prese, non abbiamo avuto neanche un migrante positivo”. Lo ha detto Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa, intervenuto ai microfoni della trasmissione “Res Publica” su Cusano Tv Italia.

“Dal punto di vista della sicurezza sanitaria – ha aggiunto Martello -, l’ordinanza va bene, anche perché noi ci siamo sempre comportati secondo le indicazioni di questa nuova ordinanza. E’ una marcia in più per affrontare un problema che va affrontato con attenzione e cautela”.




Pisa, arrestato un usuraio con tanto di reddito di cittadinanza

 

 

Operazione antiusura della Guardia di finanza di Pisa. I militari delle Fiamme gialle hanno arrestato un pregiudicato residente a Lorenzana che prestava denaro applicando interessi fino al 65% annuo.

Secondo quanto riferito in una nota anche i 600 euro del bonus alle imprese, previsti dai recenti provvedimenti normativi per l’emergenza covid-19, sono stati utilizzati per il pagamento di una rata degli interessi. Lo strozzino percepiva anche il reddito di cittadinanza.





Riabilitazione respiratoria fondamentale per il ritorno alla normalità dei pazienti Covid

 

 

 Un Documento di Consenso italiano pubblicato su una prestigiosa rivista indicizzata ha confermato che anche nei pazienti Covid 19, “come nelle altre principali patologie respiratorie, la riabilitazione respiratoria interpreta un ruolo importante nella promozione della ripresa della vita quotidiana e nel miglioramento del reinserimento nella comunità aumentando la mobilità, l’autonomia e la qualità della vita correlata alla salute”.

 

Il Documento di Consenso “An Italian consensus on pulmonary rehabilitation in COVID-19 patients recovering from acute respiratory failure: results of a Delphi process” (Monaldi Archives for Chest Disease 2020, volume 90:1444), confermando la centralità dell’intervento riabilitativo, ha preso il via dalla necessità condivisa di avere raccomandazioni di elevata qualità sulla riabilitazione respiratoria (RR) nei pazienti con Covid.19 dopo l’uscita dalla fase acuta ed anche in seguito all’eventuale dimissione dalla terapia intensiva.

 

Firmato come primi autori da Michele Vitacca (Responsabile Divisione di Pneumologia Riabilitativa ICS Maugeri IRCCS, Lumezzane, Brescia), Marta Lazzeri (Presidende ARIR e Fisioterapista Respiratoria, Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano) ed Eugenio Guffanti (membro attivo di SIP e già responsabile della Pneumologia Riabilitativa di Casatenovo, Lecco), lo studio ha coinvolto una serie di professionisti esperti che operano in ospedali d’eccellenza italiani tra cui l’Istituto Nazionale Ricovero e Cura per Anziani-IRCCS di Casatenovo (LC); la Clinica di Epidemiologia dell’Istituto Ortopedico Galeazzi-IRCCS, Milano; l’Istituto di Riabilitazione Villa delle Querce, Nemi (RM); la Fondazione Don Carlo Gnocchi, Milano e Firenze; l’Ospedale Maggiore di Crema (CR); l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Salerno; l’Azienda Ospedaliera dei Colli-Monaldi, Napoli; l’Università di Modena e Reggio Emilia.

 

Il Documento è l’espressione della collaborazione di società scientifiche di pneumologi e fisioterapisti: ARIR (Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria), AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri), SIP (Società Italiana di Pneumologia), AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti) e SIFIR (Società Italiana di Fisioterapia e Riabilitazione).

 

“Il processo di elaborazione delle raccomandazioni aveva l’obiettivo di coinvolgere una serie di Centri italiani dedicati alla riabilitazione respiratoria al fine di rafforzare un network virtuoso di competenze, esperienza, ricerca e sviluppo da mettere al servizio dei nostri amministratori, politici e pagatori” ha commentato Michele Vitacca, “Lo sforzo profuso in poche settimane ha prodotto suggerimenti che tanti colleghi nel mondo ci stanno chiedendo con grande ansia e riconoscenza”.

 

Questi esperti (in tutto 30 professionisti, con questa rappresentanza multiprofessionale: pneumologi-40%, fisioterapisti respiratori-36%, fisioterapisti-10%, metodologi-7% e psicologi-7%) hanno revisionato la letteratura scientifica internazionale indicizzata (e reperibile su PubMed) pubblicata su Covid.19 tra il 1 dicembre 2019 e il 6 aprile 2020. Hanno selezionato 121 quesiti su quattro aree di riferimento (dispositivi di protezione individuale, fenotipizzazione, valutazione, interventi), e su questi hanno coinvolto con un Delphi round un team internazionale di panelists formato da 10 pneumologi e 10 fisioterapisti respiratori provenienti da Italia, Spagna, Regno Unito, Portogallo e Usa.

 

“Il Documento appena pubblicato ha espresso elementi di consenso molto chiari” ha sottolineato Eugenio Guffanti, “sicuramente una corretta fenotipizzazione può condurre ad una precisa individuazione del timing dell’intervento di riabilitazione respiratoria per pazienti che possono beneficiare da un intervento precoce, mentre non sono stati identificate controindicazioni alla messa in atto di tali percorsi”. Inoltre l’intervento riabilitativo può incidere e ridurre il potenziale impatto di comorbidità (soprattutto neurologiche e cardiovascolari) sul paziente. Il Documento di Consenso pone ovviamente anche molti quesiti a tutti coloro che si occupano di healthcare, sottolineando l’utilità dell’integrazione multidisciplinare soprattutto nell’ambito del follow up. Non sono state tralasciate tematiche legate alla telemedicina e alla teleriabilitazione, nuovi approcci che possono offrire interessanti risultati e sviluppi, ma occorre che alcuni ostacoli siano superati, tra cui: la tecnologia deve essere facilmente disponibile per il maggior numero di pazienti assicurando la massima sicurezza; devono essere chiariti i profili di responsabilità medico-legale oltre a dover essere inserita in un corretto processo di valutazione economica.

 

 

La conclusione del Documento, sottolinea che “la drammatica diffusione dell’epidemia con le sue conseguenze cliniche e l’impatto socio-economico sta guidando allo sviluppo di chiare ed effettive misure che possano ridurre l’impatto del Covid.19 su pazienti e famiglie. I centri di cura e riabilitazione devono avere la capacità e la flessibilità di rispondere con le migliori competenze disponibili a tutti i bisogni dei pazienti, nel più appropriato setting, utilizzando le migliori tecnologie disponibili. Come nelle altre principali patologie respiratorie, la riabilitazione respiratoria interpreta un ruolo importante nella promozione della ripresa della vita quotidiana e nel miglioramento del reinserimento nella comunità aumentando la mobilità, l’autonomia e la qualità della vita correlata alla salute”.

 

“Il fisioterapista respiratorio ha lavorato a fianco dello pneumologo in tutta l’emergenza Covid.19”, è il commento di Marta Lazzeri al Documento “e sono risultate oltremodo preziose le competenze e le esperienze maturate precedentemente nel trattamento di condizioni di insufficienza respiratoria acuta e/o cronica con diversa eziopatogenesi (pazienti con fibrosi polmonare, riacutizzazione di BPCO, interstiziopatie, pazienti reduci da insufficienza respiratoria acuta con difficile svezzamento...), ma con manifestazioni clinico funzionali non dissimili a quelle osservate nei pazienti Covid.19. Il lavoro che abbiamo pubblicato è stato impegnativo anche perché prodotto in tempi molto rapidi, con l’obiettivo di fornire indicazioni chiare e dare supporto soprattutto ai fisioterapisti che non possiedono specifiche competenze in ambito respiratorio ma che in questo momento di emergenza sono coinvolti nella gestione di questi pazienti. Un altro tassello nel percorso di diffusione della cultura respiratoria che ARIR persegue da oltre 30 anni”.





Contagi da Covid di ritorno, parla il Presidente dei medici stranieri (Amsi) Foad Aodi: “Intensificata l’attività del nostro sportello”

 


"Stiamo seguendo da vicino la questione dei cittadini positivi al Covid-19 provenienti dal Bangladesh. Purtroppo c’e’ anche un tema di non responsabilita’ personale: tanti di loro hanno fatto certificati falsi per uscire dal proprio Paese e arrivare in Italia. E questa e’ una cosa gravissima, perche’ oltre a dichiarare il falso rischiano di contagiare altre persone in altri Paesi". Cosi’ il presidente dell’Associazione dei medici stranieri in Italia, Foad Aodi,
intervistato sul tema dall’agenzia Dire. "Quello che noi da tempo abbiamo consigliato a chi appartiene a questa comunita’ come ad altre- prosegue Aodi- e’ di dichiarare immediatamente se sono positivi al virus oppure di contattare subito il medico di famiglia qualora si presentassero i sintomi. Per questo abbiamo lanciato la tessera prevenzione Covid-19, per consentire ai tanti che non hanno il permesso di soggiorno (compresi badanti e prostitute) di fare accertamenti e sottoporsi ai protocolli senza essere denunciati. Abbiamo anche intensificato l’attivita’ dello sportello Amsi affinche’ gli stranieri possano ricevere informazioni. Detto questo, serve piu’ in generale una politica di prevenzione e soprattutto di responsabilizzazione, che va fatta pero’ senza distinzioni sociali, altrimenti rischiamo solo di focalizzare l’attenzione dell’emergenza sui migranti".
Allora quando si presenta un "focolaio di migranti- sottolinea Aodi- va combattuto senza strumentalizzazioni, perche’ lo stigma non e’ una terapia ma peggiora soltanto la situazione generale". In merito alle condizioni igienico-sanitarie degli stranieri, che spesso vivono numerosi in spazi ristretti e in ambienti promiscui, dove il virus potrebbe avere una maggiore capacita’ di diffusione, il presidente dell’Amsi commenta: "Serve un maggior controllo in questi ambienti ed e’ compito della autorita’ sanitarie locali verificare- dice Aodi- perche’ e’ vero che tanti migranti hanno patologie respiratorie perche’ vivono in ambienti umidi e affollati. Dobbiamo stimolarli ad uscire dalla clandestinita’ offrendogli alternative, dobbiamo combattere la ’cura fai da te’. Noi come Associazione difendiamo il diritto alla salute per tutti, migranti e non, con permesso di soggiorno o no. Ma tutti devono rispettare i propri doveri". Interpellato poi su una eventuale mancanza di cultura dell’informazione da parte di alcune comunita’ straniere, il presidente dell’Amsi risponde: "È inevitabile che ognuno porti con se’ le usanze e i costumi del proprio Paese d’origine- ma oggi in particolare stiamo pagando il prezzo di culture nelle quali e’ mancata un’educazione al rispetto delle norme da rispettare durante l’emergenza Coronavirus. Abbiamo avuto presidenti di importanti Stati che hanno trasmesso messaggi sbagliati ai loro cittadini, non indossando per esempio in pubblico la mascherina oppure sottovalutando a parole e nei fatti il virus. Penso a quelli di Stati Uniti o Brasile".

Quanto alla riapertura delle frontiere,  secondo Aodi si e’ trattato di un "passo affrettato- che sta avendo importanti conseguenze sopratutto in alcuni Paesi, che stanno pagando un prezzo molto alto. Secondo una nostra stima, nelle ultime settimane c’e’ stato un incremento di nuovi casi del 30%. In alcuni Stati hanno riaperto le scuole e ora hanno un
numero spaventosi di giovani e insegnanti costretti a stare in quarantena". L’Italia sulle scuole e’ stata invece "prudente", ma "ha sbagliato a riaprire contemporaneamente i confini interregionali e quelli nazionali, perche’ oggi parecchi contagi provengono dall’estero. È notizia di qualche giorno fa che nel Lazio l’80% dei casi sono di importazione". Infine, il presidente dell’Associazione dei medici stranieri in Italia tiene a fare un appello all’Organizzazione mondiale della Sanita’: "L’Oms deve autorizzare o consigliare di fare piu’ autopsie per fare ricerca sul Covid-19, ma soprattutto per studiare piu’ da vicino le cause di morte di tanti pazienti con il virus- conclude- in cui e’ stata riscontrata la presenza di tromboembolie".





Covid-19, l’Ue non rispose alle prime richieste d’aiuto che arrivavano dall’Italia. L’inchiesta di The Guardian

 

La richiesta di aiuto dell’Italia all’inizio della pandemia di Covid-19 è stata "ignorata" dall’Unione europea. E’ il contenuto di un’inchiesta effettuata dal giornale britannico The Guardian in collaborazione con il Bureau of Investigative Journalism. La mancanza di risposta da parte degli Stati membri però, afferma il commissario europeo responsabile della gestione delle crisi Janez Lenarcic, "non è stata mancanza di solidarietà ma di equipaggiamento". L’inchiesta del quotidiano ricostruisce come l’Europa sia diventata l’epicentro della pandemia dopo la prima fase partita dalla Cina. "Il 26 febbraio, con il numero di infetti che triplicava ogni 48 ore, il premier italiano Giuseppe Conte ha chiesto aiuto agli altri Stati membri dell’Ue", scrive The Guardian.

"Un messaggio urgente è stato trasmesso da Roma al quartier generale della Commissione europea a Bruxelles. Ma quello che è successo dopo è stato uno shock: la chiamata di soccorso è stata accolta con silenzio", si legge ancora nell’articolo. 

"Nessuno Stato membro ha risposto alla richiesta dell’Italia", ha dichiarato il commissario Lenarcic. "Il che significava che non solo l’Italia non era preparata, nessuno lo era".





Covid-19, nuovo record di casi di contagio (67.632) negli Usa

 

 

Nuovo record di casi di coronavirus negli Stati Uniti in 24 ore. I nuovi contagi sono stati 67.632. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University. Superata la soglia dei 137mila morti. I decessi sono 137.357 su 3.495.537 casi. A livello globale i contagi sono più di 13,5 milioni, sempre secondo i conteggi dell’università americana. Ad oggi i positivi nel mondo sono 13.516.656, incluse 583.450 vittime. Dall’inizio della pandemia sono guarite 7.531.380 persone. La Russia ha superato i 750.000 casi di Covid-19 accertati dall’inizio dell’epidemia. Secondo il centro operativo nazionale anticoronavirus, sono 752.797 i contagi registrati finora. Nel corso delle ultime 24 ore si contano 6.428 nuovi casi e 167 decessi. Il totale delle vittime nel Paese, stando ai dati ufficiali, sale così a 11.937.





Si cercano i possibili dispersi del nubifragio che ha devastato Palermo. In poche ore oltre 300 interventi dei Vigili del Fuoco

 

 

Oltre 300 interventi, molti dei quali ancora in corso, e lo sgombero di diverse abitazioni: è questo il bilancio dell’attività svolta a Palermo dai vigili del fuoco in seguito alla bomba d’acqua che si è abbattuta sulla città. I pompieri hanno fatto evacuare diverse palazzine a rischio di crollo tra via Marabitti e via Spedalieri. In alcuni edifici sono presenti delle crepe vistose e i residenti non sono riusciti a chiudere le porte d’ingresso. Intanto sono andate avanti tutta la notte a Palermo le ricerche degli eventuali dispersi dopo il violento nubifragio. Secondo quanto riferito da un testimone, al momento dell’allagamento del sottopassaggio di via Leonardo Da Vinci, una coppia sarebbe stata sommersa dall’acqua mentre cercava di mettersi in salvo. “Per dare notizie certe devo avere un livello di prosciugamento a livello delle auto per poterle ispezionare all’interno – ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco Agatino Carollo -.Al momento c’è solo l’ipotesi di persone disperse, come sarebbe stato riferito da un testimone. Agli organi di polizia al momento non è arrivata alcuna denuncia di persone scomparse in relazione a questo evento atmosferico”.





Zanardi, progressiva riduzione della sedazione. Grave il quadro neurologico

 

"E’ stata avviata in questi giorni, in accordo con la famiglia, la progressiva riduzione della sedo-analgesia" di Alex Zanardi, ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell’Aou Senese. Lo comunica, in una nota, la direzione sanitaria dell’azienda ospedaliera di Siena. "Attualmente, rimangono stabili i parametri cardio-respiratori e metabolici, permane grave il quadro neurologico e la prognosi rimane riservata - evidenziano i medici che seguono il campione - Ulteriori informazioni sulle condizioni di salute di Alex Zanardi verranno diffuse la prossima settimana in accordo con la famiglia". "In seguito alla riduzione della sedazione saranno necessari alcuni giorni per ulteriori valutazioni sul paziente da parte dall’équipe multidisciplinare che ha in cura l’atleta, per permettere ogni prosecuzione del suo percorso terapeutico e riabilitativo", concludono i medici.





Il Dl rilancio diventa legge, in campo 55 miliardi di euro

 

Un pacchetto da 55 miliardi a sostegno dell’economia colpita dall’emergenza Coronavirus. Il Dl Rilancio diventa legge dopo l’ultimo via libera del Senato. Ecco le maggiori misure contenute.

– Per le imprese: Previsto un contributo a fondo perduto. E’ diretto a soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva, comprese le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro. Non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza, agli enti pubblici, ai soggetti di cui all’articolo 162-bis del testo unico delle imposte sui redditi e ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 (Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa), e 38 (Indennità lavoratori dello spettacolo) del DL 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020, nonché ai lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

Esenzione versamento Irap. Il Dl Rilancio dispone l’esenzione dal versamento del saldo dell’Irap dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40%, dell’acconto dell’Irap dovuta per il 2020 per le imprese e i lavoratori autonomi con ricavi/compensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge. Rimane fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019. L’importo non versato in acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo nel 2021. Restano escluse dalla disposizione agevolative le banche e gli altri enti e società finanziari, le imprese di assicurazione e le amministrazioni ed enti pubblici.

Credito d’imposta e rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni. Viene incentivato il rafforzamento patrimoniale delle medie imprese, con la previsione della detraibilità per le persone fisiche e della deducibilità per quelle giuridiche, per il 2020, del 20% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, anche semplificata, cooperativa, aventi sede legale in Italia, che non operino nel settore bancario, finanziario o assicurativo e che soddisfino o seguenti requisiti: presenti un ammontare di ricavi 2019 tra i 5 e i 50 milioni; abbia subito, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva dell’ammontare dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in misura non inferiore al 33%; abbia deliberato ed eseguito dopo l’entrata in vigore del decreto-legge ed entro il 31 dicembre 2020 un aumento di capitale a pagamento e integralmente versato; si trovi in situazione di regolarità contributiva, fiscale e in materia di normativa edilizia e urbanistica del lavoro, prevenzione degli infortuni e salvaguardia dell’ambiente.

– Per lavoratori e famiglie: Per i lavoratori dipendenti e autonomia, per i mesi di aprile e maggio è riconosciuta un’indennità, pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi (lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020; lavoratori autonomi, privi di partita IVA e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; incaricati alle vendite a domicilio) che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, sempre che non siano titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente e non siano titolari di pensione. Ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari già percettori del reddito di cittadinanza, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a quello dell’indennità di sostegno al reddito, in luogo del versamento dell’indennità si procede ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuto in ciascuna mensilità.

Introdotto il Reddito di emergenza. Per il mese di maggio si introduce il ‘reddito di emergenza’ (Rem), destinato al sostegno dei nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, individuati secondo specifici requisiti di compatibilità e incompatibilità. Il Rem è erogato dall’Inps in due quote ciascuna pari all’ammontare di 400 euro.

Ammortizzatori sociali. Si modifica il trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario, con la previsione che i datori di lavoro, che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, possono presentare domanda con causale ‘emergenza Covid-19’ per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento per periodi decorrenti dal primo settembre 2020 al 31 ottobre 2020. Esclusivamente per i datori di lavoro che abbiano interamente fruito del periodo precedentemente concesso, è possibile usufruirne anche per periodi antecedenti al primo settembre 2020.

Blocco dei licenziamenti. Si estende a cinque mesi il termine previsto dal decreto-legge ‘Cura Italia’ entro il quale sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e quelli collettivi e sono sospese le procedure in corso. Inoltre, si introduce la possibilità per il datore di lavoro che, indipendentemente dal numero dei dipendenti, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020 abbia proceduto al recesso del contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo, di poter revocare in ogni tempo il recesso purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di cassa integrazione salariale a partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.

Bonus baby sitting. Innalzato da 600 a 1200 euro il limite massimo complessivo il bonus per l’acquisto di servizi di baby sitting e la possibilità, in alternativa, di utilizzarlo per l’iscrizione ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Per i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico e per il settore sanitario pubblico e privato il limite massimo è aumentato a 2.000 euro.

La fruizione del bonus per servizi integrativi per l’infanzia è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.

Congedi parentali retribuiti. Innalzamento a 30 giorni dei congedi di cui possono fruire i lavoratori dipendenti del settore privato per i figli di età non superiore ai 12 anni (per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione) e l’estensione del relativo arco temporale di fruizione sino al 31 luglio 2020. Tali periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

Per quelli non retribuiti. I lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori di anni 16, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore o beneficiario di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, hanno diritto di astenersi dal lavoro per l’intero periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

– Agevolazioni, incentivi e misure fiscali: Ecobonus. Detrazione nella misura del 110% delle spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal primo luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (eco bonus): interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio); interventi sugli edifici unifamiliari o sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione (la spesa massima detraibile è di 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio nel caso di interventi su parti comuni).

La detrazione del 110%, nei limiti di spesa previsti dalla normativa vigente, si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui sopra. Per poter accedere alla detrazione, gli interventi devono assicurare, nel loro complesso, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

La disposizione è stata ampliata anche anche alle seconde case, con l’esclusione degli edifici di lusso, ville e castelli.

Sisma bonus. Detrazione del 110% per le spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi volti alla riduzione del rischio sismico. In caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spetta nella misura del 90%. Le disposizioni non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4 per gli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Bonus 80 euro. Per l’anno 2020 il bonus di 80 euro e il trattamento integrativo di 100 euro (che lo sostituisce a partire dal 1 luglio 2020) spettano ai lavoratori dipendenti in possesso dei necessari requisiti anche se gli stessi risultano incapienti a causa del minor reddito di lavoro prodotto nel 2020 per le conseguenze connesse all’emergenza sanitaria. Il credito, non attribuito nei mesi in cui il lavoratore fruisce delle misure a sostegno del lavoro (artt. da19 a 22 del DL 18/2020), è riconosciuto dal sostituto d’imposta a decorrere dalla prima retribuzione utile e comunque entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio.

– Misure di settore: Bonus vacanza. Per il periodo d’imposta 2020, viene riconosciuto ai nuclei familiari un credito, fino ad un importo massimo di 500 euro, utilizzabile per il pagamento dei servizi offerti dalle imprese turistico ricettive, da bed & breakfast e agriturismo. I destinatari sono i nucei familiari con ISEE non superiore a 40 mila euro. Per i nuclei familiari composti da due persone l’importo del credito è di 300 euro, per quelli composti da una sola persona è 150 euro. Può essere utilizzato da un solo componente ed essere speso in un’unica soluzione e nei riguardi di una sola impresa turistica ricettiva, o di un solo agriturismo o bed & breakfast. È fruibile nella misura dell’80%, sottoforma di sconto, per il pagamento dei servizi prestati dal fornitore. Il restante 20% è utilizzabile come detrazione dall’avente diritto. Il corrispettivo della prestazione deve essere documentato con fattura elettronica o documento commerciale. Lo sconto è rimborsato al fornitore sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione, ovvero cedibile anche ad istituti di credito.

Bonus bici. Un contributo fino a 500 euro per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, e di veicoli per la micromobilità elettrica quali monopattini, hoverboard e segway, o per l’utilizzo dei servizi di sharing mobility. Il ‘buono mobilità’ potrà coprire fino al 60% della spesa sostenuta per acquistare il mezzo o il servizio. Il ‘buono mobilità’ spetta ai maggiorenni residenti nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti ed avrà efficacia retroattiva: potranno infatti beneficiarne quanti, avendone i requisiti, abbiano fatto acquisti a partire dal 4 maggio 2020, giorno di inizio della Fase 2. Il ‘buono mobilita” può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste.

 





Paesi a rischio Covid, nella lista lo stop agli ingressi da Serbia, Montenegro e Bosnia

 

 

"Ho firmato una nuova ordinanza che aggiunge Serbia, Montenegro e Kosovo alla lista dei Paesi a rischio". Lo ha annunciato su Facebook Roberto Speranza. Il ministro della Salute ha quindi aggiunto che "chi è stato negli ultimi 14 giorni in questi territori ha il divieto di ingresso e transito in Italia. Nel mondo l’epidemia è nella fase più dura. Serve la massima prudenza per difendere i progressi che abbiamo fatto finora". L’ ordinanza prevede il blocco di voli, treni e di tutti gli altri mezzi di trasporto per il collegamento da e per la Serbia, il Montenegro e il Kosovo. Attualmente lo stop riguarda dunque 16 Paesi in totale: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia ed Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana e, appunto, Serbia, Montenegro e Kosovo.





Covid, impennata dei contagi (230), aumentano anche le vittime (20)

 

Sono 230 i nuovi contagi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Italia, in aumento rispetto ai 162 di mercoledì. Le vittime sono invece 20, anch’esse in aumento rispetto alle 13 del giorno precedente. I casi totali salgono così a 243.736, mentre i decessi superano la soglia dei 35mila (35.017). Lo riferisce la Protezione civile, secondo cui gli attualmente positivi sono 12.473 (-20) e i guariti 196.246 (+230).