Prenotano in un B&B e poi rubano alla cassa, arrestati

 

Hanno prenotato una stanza in un B&B nel centro della capitale e, una volta arrivati, hanno forzato la cassa dove i gestori custodivano il denaro, sottraendo l’intero incasso della giornata. Immediato l’intervento della pattuglia del commissariato Celio – diretto da Maria Sironi – che ha verificato, nell’attività di primo intervento, la presenza di un sistema di videosorveglianza dalle cui immagini gli agenti sono così riusciti a risalire agli autori del furto, due ragazzi ed una ragazza. Poi, controllando la carta di credito utilizzata per la prenotazione, gli agenti sono riusciti ad identificare la giovane e, dalle immagini di videosorveglianza dei locali notturni, adiacenti alla struttura ricettiva, sono riusciti a risalire ai due complici – due ragazzi di 22 e 25 anni. I tre, infatti, si erano incontrati nella stessa serata presso un locale per mettere a punto i dettagli del furto che di lì a poco avrebbero commesso. Identificati i tre responsabili, sono stati denunciati per furto aggravato in concorso.

 





43enne finisce in manette dopo aver accoltellato la moglie

 

Le aveva già procurato una ferita sull’arcata sopraccigliare destra, tuttavia in quell’occasione – nonostante la presenza della cicatrice,  rimastale a causa dell’aggressione del marito –aveva fatto passare tutto per un incidente.
La donna, una 34enne originaria dell’India si è rivolta poi alla Polizia la notte scorsa, quando il marito, dopo aver fatto rientro a casa, ha iniziato a gettare a terra i libri sui quali la figlia stava studiando, per poi iniziare a percuotere la moglie al volto, con schiaffi sul viso e sulla testa. Ha infine impugnato un coltello da cucina minacciando la donna e danneggiando il mobilio della casa.
Gli agenti del Reparto Volanti, diretto da Giuseppe Sangiovanni, al loro arrivo, entrando all’interno dell’appartamento, il cui uscio era socchiuso, hanno colto T.V., 43enne indiano, ancora con il coltello in pugno.
Disarmato, l’uomo è stato arrestato e associato presso il carcere di Regina Coeli.
La donna, refertata al pronto soccorso con 7 giorni di prognosi, ha poi raccontato ai poliziotti di essere sposata da circa 15 anni e che l’uomo, da sempre, ha avuto un atteggiamento violento nei suoi confronti, probabilmente a causa di un problema di alcolismo.
Proprio nella speranza di superare questo problema e per tenere la famiglia unita, la donna, non aveva mai chiesto aiuto fino alla scorsa notte.

 





Castel di Leva, 48enne italiano freddato davanti casa

 

Un uomo, un 48enne italiano, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco poco fuori dalla sua abitazione in località Spregamore, in zona Castel di Leva. Inutili i soccorsi, l’uomo è morto sul colpo. Sul posto i carabinieri della Stazione Divino Amore, del Nucleo Operativo di Pomezia e del Nucleo Investigativo di Frascati impegnati nei rilievi. In caserma un sospettato.





Regione Lazio, slow food all’ombra dei grandi alberi

 

Dal 26 luglio al 13 settembre, l’appuntamento con All’ombra dei grandi alberi: sei domeniche nei Parchi del Lazio con Slow Food dedicate alla cultura del buon cibo con degustazioni, mercatini, ma anche laboratori e dibattiti ospitati in sei parchi regionali. Un programma di eventi per conoscere e riscoprire le ricchezze enogastronomiche del territorio in compagnia di osti, chef, produttori ed esperti. Sei giornate da trascorrere in serenità e totale sicurezza: domenica 26 luglio al Castello di Torre Alfina nella Riserva di Monte Rufeno (VT); domenica 2 agosto nei Pratoni del Vivaro del Parco dei Castelli Romani (RM); domenica 9 agosto presso le sorgenti di Santa Susanna nella Riserva naturale Laghi lungo e Ripa Sottile (RI); domenica 30 agosto nella Cartiera Latina del Parco dell’Appia Antica di Roma; domenica 6 settembre nell’area pic-nic del Monumento Naturale Selva  di  Paliano e Mola di Piscoli (FR); domenica 13 settembre nel Monumento Naturale Bosco di San Martino Priverno (LT).

 




Alla Cattolica nuovo dottorato su sfide post-pandemia

 

 

Cogliere e interpretare le sfide derivanti dalla complessità della gestione clinica, organizzativa ed economica dei sistemi sanitari nel “post pandemia” Covid-19 con particolare riferimento a quelli pubblici e universalistici e saper elaborare risposte nuove per il sistema sanitario: sono questi gli obiettivi del primo Dottorato di Ricerca in “Health Services and Systems Research”, promosso dall’Alta Scuola in Economia e Management dei Sistemi sanitari (ALTEMS) dell’Università Cattolica, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo con il sostegno della Fondazione Roma.

La scadenza per la presentazione delle domande al nuovo programma formativo post laurea è fissata per il 7 agosto per la selezione di cinque studenti.

“Il nuovo dottorato – commenta Americo Cicchetti, Direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari – risponde all’esigenza di qualificare la ricerca scientifica a supporto della costruzione di sistemi sanitari sempre più performanti ed in grado di essere resilienti rispetto alle sfide che ci attendono. L’esperienza Covid-19, nella sua drammaticità, ha mostrato modelli di risposta estremamente eterogenei tra loro che hanno esitato in impatti per la salute, la società e l’economia, molto diversi”.

“Conoscere le dinamiche di funzionamento di questi complessi sistemi istituzionali significa poter blindare uno dei più importanti presidi del welfare a livello globale: questo è il senso dell’attenzione che Fondazione Roma ha posto a questa iniziativa promossa da un ente come l’Università Cattolica con cui la Fondazione ha una partnership oramai consolidata e proficua”, commenta il Presidente Onorario della Fondazione Roma il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, aggiungendo “Nell’ambito dell’emergenza COVID la Fondazione Roma è intervenuta anche sostenendo l’allestimento di un laboratorio specialistico presso l’INMI Lazzaro Spallanzani per studiare il nuovo coronavirus e con un programma di aiuti alimentari attraverso la distribuzione di buoni spesa a quelle fasce della popolazione che oggi si trovano a vivere in condizioni di estrema difficoltà a causa dell’emergenza economica e sociale conseguente alla pandemia”.

Il dottorato, grazie alla presenza di diversi profili, si caratterizza per la sua cifra multidisciplinare: i temi della sanità pubblica sono presenti con quelli dell’economia e del management sanitario, della legislazione sanitaria, dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione. Il dottorato si avvale di una faculty nazionale che vede la presenza di docenti provenienti da 5 diversi atenei e si completa con collaborazioni attivate con docenti provenienti da diversi atenei europei (in UK, Francia, Spagna). Tra i promotori dell’iniziativa il Prof. Walter Ricciardi Ordinario di Igiene e Medicina Preventiva e Membro del Comitato Esecutivo dell’OMS, la cui l’esperienza in qualità di Consulente del Ministro Speranza per l’emergenza Covid, sarà preziosa per gli studenti impegnati per il prossimo triennio a studiare i modelli organizzativi ed istituzionali dei sistemi sanitari del futuro.

“L’interesse di Fondazione Roma – conclude Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma – è quello di sostenere un investimento culturale che nel lungo periodo potrà impattare sul miglioramento del nostro sistema sanitario ma che nel breve può assicurare importanti contributi per qualificare sempre più gli innumerevoli interventi della Fondazione nel settore della salute e della ricerca scientifica”.

 





A settembre i rinnovi dei titoli di viaggio Atac per le persone con disabilità si faranno on line

 

 Dal prossimo primo settembre le persone con disabilità potranno ricaricare on line la tessera del proprio abbonamento. Non sarà più necessario, quindi, recarsi in biglietteria per l’acquisto, ma si potrà completare l’operazione comodamente da casa propria. La novità è stata annunciata dall’azienda alle associazioni dei disabili durante un incontro alla presenza dell’Amministratore Unico di Atac, Giovanni Mottura, e dell’Assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

L’incontro è stato organizzato per illustrare alle associazioni lo sforzo di miglioramento che Atac sta effettuando per semplificare la fruizione del servizio di trasporto alle persone con disabilità, oltre che per trovare soluzioni capaci di snellire i processi che presiedono ai rinnovi o ai rilasci di nuovi abbonamenti. Grazie a tale attività, già dal prossimo 21 luglio i titolari di abbonamenti in corso di validità potranno provvisoriamente usare la procedura dell’autocertificazione per ottenere il rinnovo delle tessere. Una ulteriore facilitazione per i clienti, che potranno produrre tale autocertificazione sia on line che in biglietteria.

Dal prossimo 1 gennaio 2021, inoltre, Atac possiederà un database completo e dedicato grazie al quale non sarà più necessaria l’autocertificazione in caso di rinnovo. L’azienda, infine, dedicherà alcuni sportelli della propria rete di biglietterie alle persone disabili, che potranno anche verificare sul sito web lo stato di attuazione delle pratiche.

 




Raggi denuncia: “Su di me articolo di incredibile violenza”

 

 “Eh, no. Non ci sto. Oggi ho letto un articolo di una incredibile violenza nei miei confronti: sono descritta come una svampita, una moderna Maria Antonietta che, mentre la folla urla per la fame e chiede pane, dà l’ordine di distribuire brioche. Il titolo è eloquente: “Bus a fuoco. Le peripezie di Virginia che elogia i monopattini”. E da lì una descrizione ingenerosa di Roma, frasi totalmente inventate e attribuitemi alla leggera, episodi decontestualizzati e ricostruiti goffamente ad arte per dare una sensazione di inadeguatezza”. Lo scrive la sindaca di Roma, Virginia Raggi, su Facebook.

“Al di là della solita richiesta di rettifica, che sfortunatamente lascia il tempo che trova, stavolta ho deciso di replicare. Perché quell’articolo fa male alla città ed è scritto solo per distruggerne l’immagine. Non approfondisce alcun tema. Non analizza i fatti. È un mero esercizio narcisistico di tiro al bersaglio: con molte imprecisioni raffazzona episodi diversi (alcuni li inventa di sana pianta) e li unisce tra loro in base ad una tesi precostituita come se si trattasse di modesto e presuntuoso libretto. Omette di raccontare cosa stiamo facendo, insieme ai cittadini, per riportare la legalità a Roma dopo le mangiatoie del passato culminate nell’inchiesta sul Mondo di Mezzo”, aggiunge la sindaca.

 

 





Atac, disco verde al Piano assunzionale per il 2020: saranno 330 i nuovi autisti e 82 gli operai

  

Roma Capitale ha dato il via libera al Piano delle Assunzioni di Atac per il 2020: l’azienda di trasporto pubblico locale potrà contare su 330 nuovi autisti e 82 operai da inserire nell’organico entro fine anno. Lo prevede una delibera di Giunta capitolina, che autorizza il rappresentante dell’Amministrazione a esprimere parere favorevole al Piano durante la prima Assemblea ordinaria dei soci di Atac.

 

Il risanamento di Atac passa anche attraverso l’assunzione di nuovi dipendenti, nuova forza lavoro a sostegno dell’azienda. Oltre ad aver aumentato la flotta, il piano prevede l’arrivo di 412 nuove risorse per il 2020, solo nel 2019 abbiamo assunto 250 autisti e 135 operai. In due anni sono circa 800 dipendenti in più. Grazie al percorso avviato abbiamo comprato nuovi bus e ricominciato ad assumere. Un bel risultato per un’azienda che abbiamo trovato con oltre 1,3 miliardi di debiti”, ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi.

 

L’assunzione di personale è una conferma della solidità del percorso che abbiamo attivato per l’azienda capitolina del trasporto pubblico: un’ulteriore prova del suo risanamento dopo il primo bilancio positivo registrato. Quando abbiamo scelto la strada del concordato preventivo per Atac eravamo convinti che sarebbe stata quella giusta. E i fatti ci hanno dato ragione: abbiamo dato alla società un piano preciso di razionalizzazione dei costi da seguire e l’importante obiettivo dell’efficientamento da raggiungere. Oggi, attraverso questa delibera, ancor più significativa nella fase di ripresa post-emergenza, accentuiamo ancora di più il sistema dei controlli col supporto dei nostri uffici, elemento strutturale per seguire le partecipate nella risposta alle esigenze dei cittadini”, aggiunge l’assessore al Bilancio e al Coordinamento strategico delle Partecipate di Roma Capitale, Gianni Lemmetti.

 

Oltre a rinnovare la flotta abbiamo salvaguardato posti di lavoro e tutelato il personale dell’azienda, nel rispetto del piano di concordato. Prima del nostro arrivo le ultime assunzioni risalgono al 2015: erano state sospese a causa del blocco assunzionale legato al piano di rientro, ennesima conseguenza pesantissima dovuta al commissariamento del debito pregresso di Roma Capitale. Un’altra gravosa eredità a cui stiamo ponendo rimedio. Questo nuovo piano assunzionale è un grande passo in avanti anche a beneficio del servizio di trasporto pubblico”, spiega l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

 





Macabra scoperta a Prima Porta, scempio di cadaveri per false cremazioni in nero

Scoperta macabra a Roma. Avrebbero offerto ai parenti dei defunti una cremazione a nero, a un prezzo scontato. Ma, invece, avrebbero fatto a pezzi la salma e l’avrebbero gettata nell’ossario comune. Protagonisti di questi scenari macabri alcuni dipendenti Ama che, assieme ad un’agenzia funebre, avrebbero raggirato i parenti delle vittime con l’unico obiettivo di guadagnare di più.

«Le immagini – riporta dagospia – immortalano lo scempio. Le telecamere nascoste tra i vasi di fiori dei loculi registrano la scena: Alcuni dipendenti dell’Ama si accaniscono sui cadaveri nel cimitero di Prima Porta. La salma viene brutalmente sezionata. Tagliata con un coltellaccio, i resti buttati nell’ossario comune. Tutto alla luce del sole. Le videocamere piazzate dai carabinieri del nucleo radiomobile acquisiscono preziose prove. I lavoratori della municipalizzata, con le tute arancioni e la scritta Ama, si dispongono intorno alla salma, la sollevano, un altro la tiene e un collega infierisce con il coltello.

Il video drammatico, ma indispensabile per gli inquirenti per incardinare l’accusa, da stamattina è sul sito del Messaggero. I cadaveri sono brutalmente offesi per un solo obiettivo: arrotondare lo stipendio. Il tutto realizzato ingannando i familiari dei defunti, all’oscuro di ciò che accade.

La procura di Roma – continua dagospia – adesso si prepara a chiedere il rinvio a giudizio, il pm è Pietro Pollidori, e accusa 15 persone tra dipendenti dell’Ama e impresari funebri, a vario titolo, per truffa, corruzione, induzione alla corruzione e vilipendio di cadavere».

«Quello che sta emergendo sui morti del cimitero tra video e accuse è agghiacciante !!! Da tempo sono in corso accertamenti, dalle cremazioni all’estumulazione e questo non fa bene soprattutto ai parenti dei defunti. Ci auguriamo che Ama dopo che ha fatto molte denunce riguardo la questione, prenda in considerazione la riorganizzazione operativa dei cimiteri, tra personale e maggiori controlli. Sono mesi che è in corso un’indagine dei carabinieri, ora speriamo che la magistratura faccia il suo corso molto velocemente e verifichi le eventuali responsabilità e se confermate chi deve pagare, paghi senza sconti e con pene severe». Queste la dichiarazioni di Flavio Vocaturo Pd Ama.

 





Coronavirus, Unità di crisi Regione: nel Lazio rischio moderato

 

 “Nella Regione Lazio il rischio è moderato e il valore RT è sopra 1 a causa dei casi di importazione”, lo comunica l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio, che sottolinea anche un altro aspetto: “Bene l’attività di contact tracing, stabilmente sopra la soglia indicata dal ministero della Salute e bene l’attività di testing con un tempo mediano tra data inizio sintomi e data della diagnosi pari a 48 ore”. 





Raggi:“Roma non è mafiosa, da quando ci siamo noi i cittadini denunciano”

 

“Ci sono state, ci sono tutt’ora e per troppi anni una parte importante della politica ha deciso di girare la testa dall’altra parte. Ricordo che abbiamo abbattuto otto villette dei Casamonica, tutti sapevano, ma preferivano per quieto vivere nella migliore delle ipotesi, o perché c’erano invece in qualche modo dei rapporti lasciarle lì. Quando le abbiamo abbattute i cittadini erano commossi, non ci credevano neanche più. Roma non è una città di mafie, è una città dove la mafia e la criminalità in parte ha preso il sopravvento, perché c’è stata una bruttissima complicità politico affaristica, che ha impedito che questi gruppi fossero cacciati via”. Lo afferma la sindaca di Roma, Virginia Raggi a Fanpage.

“Le risposte la stiamo dando con i fatti, serve duro lavoro, serve perseveranza, nulla si ottiene schioccando le dita e nessuno ha la bacchetta magica. Però abbiamo dimostrato di saper fare i conti, di poter gestire i bilanci con il rigore del buon padre di famiglia e investire tutti i soldi che abbiamo in servizi per i cittadini”, aggiunge la numero uno del Campidoglio.

Raggi insiste e spiega che la sua giunta lavora e lo fa proprio nell’ottica di portare servizi in quelle periferie dove la crisi innescata dal coronavirus può ancora peggiorare le cose, rafforzando il potere dei clan pronti anche ad investire ci capitali illeciti in attività economiche in difficoltà grazie.

“Serve creare posti di lavoro, con interi settori come il turismo in enorme sofferenza, serve intervenire soprattutto creando posti di lavoro”, sottolinea.

“Gli investimenti che facciamo e che siamo continuando a fare sono tantissimi. A cominciare dai servizi, pensiamo agli interventi sulle strade e agli interventi su nidi e scuole. In tantissime periferie abbiamo aperto scuole e nidi che erano abbandonati. Abbiamo concluso quei procedimenti amministrativi per cui mancava sempre un documento, una carta non si arrivava mai. Abbiamo aperto delle strutture che oggi vengono frequentate, quindi abbiamo ricominciato a portare dei servizi nelle periferie”, conclude la Raggi.





Roma e l’hinterland immenso laboratorio criminale per le mafie tradizionali ed autoctone

 

 “La capitale, provincia compresa, costituiscono un unicum nel panorama nazionale, una sorta di ‘laboratorio criminale’ nel quale le ‘mafie tradizionali proiettate’ convivono ed interagiscono con associazioni criminali autoctone, molte delle quali caratterizzate dall’utilizzo del metodo mafioso, secondo una continua ricerca di ‘equilibrio’ che tuteli lo scambio di utilità di ciascuno e sia garantito da un riconoscimento reciproco”. Così la Relazione semestrale della Dia al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati raggiunti.

“È opportuno chiarire che non si tratta di un fenomeno completamente nuovo. Contiguità funzionali al perseguimento di fini comuni sono rilevabili anche nel percorso criminale della ‘Banda della Magliana’, che già negli anni 70′ ed 80′ ha intrattenuto rapporti con esponenti di rilievo di organizzazioni mafiose, quali Cosa nostra e la camorra. Anche la ‘ndrangheta ha esportato, prima nel basso Lazio, da almeno due decenni, e poi anche a Roma, uomini e reti di relazioni”, sottolinea.

“Anche e soprattutto nella Capitale risultano infatti, da tempo, operativi sia aggregati criminali di matrice locale, che proiezioni di gruppi mafiosi calabresi, campani e siciliani, questi ultimi in grado di gestire qualsiasi tipo di illecito, rispecchiando le caratteristiche delle omologhe compagini delinquenziali operanti nei territori di elezione”, aggiunge.

“La coesistenza ed interazione, ultradecennale, tra diverse fenomenologie criminali ha dato vita ad uno scenario delinquenziale complesso ed eterogeneo, caratterizzato da elevata dinamicità. Nel tempo, alcune proiezioni mafiose si sono distaccate dai contesti di origine, divenendo autonome e indipendenti rispetto alla matrice di provenienza, mantenendo però struttura e metodi tradizionali che, importati sul territorio romano, sono stati assimilati dai gruppi autoctoni. La linea tendenziale che può essere acquisita attraverso l’analisi, è quindi quella di un progressivo allargamento del ricorso al ‘metodo mafioso’”, sottolinea.

 





Hong Kong teme una terza ondata di contagi

 Il South China Morning Post avverte stamattina del timore di un possibile terzo picco di contagi a Hong Kong dove sono stati registrati oltre 60 nuovi casi di coronavirus. 

Nell’area, infatti, è emerso un potenziale nuovo cluster, collegato al Jockey Club Harmony Villa, una casa di cura per anziani, secondo due fonti mediche. Si tratta della seconda struttura per anziani ad aver registrato infezioni. La prima è stata la Kong Tai Elderly Care Centre a Tsz Wan Shan, dove si contano almeno 42 anziani e due impiegati positivi e due morti. 

Inoltre anche un autista di autobus è risultato positivo ed è emerso che lunedì ha guidato quattro mezzi che hanno attraversato l’intera città.

Pompeo: spero che ci sia presto





Vò, cittadina martoriata da Covid-19, riparte dalle sue eccellenze

 

 

 “Là Vò e bene sto”. È il claim scelto dopo l’emergenza Covid per rilanciare una zona straordinaria. Il vino con le Docg e le Doc dei Colli Euganei: Serprino, Fior d’Arancio e i Colli Euganei Rosso; le iniziative legate alla produzione viti-vinicola come la tradizionale “Festa dell’Uva” e “Calici di Stelle”; la ristorazione tipica del territorio; i percorsi naturalistici per il trekking; le salite e le discese per gli amanti delle due ruote, siano esse moto o biciclette. Vò va oltre il Covid-19 e cerca il rilancio dopo aver sconfitto il virus con un senso di responsabilità che ha fatto scuola.

Vò, insieme a Codogno, è stato il primo focolaio in Italia di Covid19, con i primi casi registrati lo scorso 21 febbraio. Dichiarato zona rossa ha subito un lockdown anticipato e i suoi cittadini sono stati sottoposti a diversi screening medici che hanno permesso al professor Crisanti di realizzare studi scientifici decisivi a comprendere le dinamiche del contagio. Proprio uno di questi studi è stato oggetto di una pubblicazione dalla prestigiosa rivista Nature.

Per il Sindaco Giuliano Martini “è necessario andare oltre l’accostamento tra Vò e il Coronavirus. Il nostro comune e i suoi cittadini – sottolinea il primo cittadino – sono stati esempio per il resto del Paese. Il nostro corale spirito di collaborazione e il senso civico mostrato durante le settimane più difficili sono stati decisivi per superare la fase critica. Da questo vogliamo partire per raccontare un territorio meraviglioso, un’incantevole meta dove trascorrere momenti di relax, una località che non è soltanto più che mai Covid-free ma che trasmette a chi la visita l’energia di una popolazione forgiata da un’esperienza per certi versi unica. Da qui si dipana un’offerta ricca di suggestioni: produzioni agricole e vitivinicole, peculiarità enogastronomiche e percorsi naturali sui Colli Euganei”.

Per raggiungere l’obiettivo di una “cura comunicativa ricostituente” tesa in pochi mesi a lasciare il segno è stato scelto lo studio di comunicazione The Skill, che ha già accompagnato numerose realtà fuori da situazioni di criticità, che lavorerà in collaborazione con il Consorzio Terme Colli Marketing e che ha accettato di “somministrare la cura” con un progetto di pochi mesi.

Al centro della consulenza firmata da The Skill (società che ha già curato la video-risposta delle Terme di Abano allo spot calabrese curato da Klaus Davi) – oltre media relations e brand storytelling – anche un sito dedicato che ospiterà testimonianze, contenuti e opportunità che giungono dal territorio.

“E’ altamente significativo che il Presidente Mattarella abbia deciso di venire a Vo’ per l’apertura del prossimo anno scolastico. In questi mesi – conclude il Sindaco – vogliamo raccontare la nostra comunità, le persone e le aziende che la formano e far vedere quanto di buono abbiamo da offrire”.

 





Matteo Renzi e i Benetton: “Pagati e non revocati”

 

 “Giusto accertare le responsabilità sul ponte, ma non puoi individuare in una famiglia il nemico, come hanno fatto Lega e 5Stelle. La caccia al capro espiatorio è inaccettabile”. Lo ha detto Matteo Renzi, tornando sul caso Autostrade.

“I Benetton – ha sottolineato il leader di Iv presentando il suo libro ‘La mossa del cavallo’ a Pontedera – non sono stati revocati, sono stati pagati. Siamo in uno Stato di diritto, funziona così. Non è una questione di simpatia: per me la concessione fatta nel 2008 dal Governo Berlusconi era eccessiva. La Meloni sbraita, ma le andrebbe ricordato che allora era ministro. Pure Salvini, che non va in Parlamento manco per sbaglio, quel rinnovo l’ha votato. È evidente che qualcuno ha sbagliato,ma hanno fatto prima a ricostruire il ponte che a fare la revoca, che infatti non c’è stata. Io avrei preferito che si comprasse non Aspi ma Atlantia: sarebbe costato meno e si sarebbe potuto fare un progetto industriale più serio”.

 

 





Scuola, monito dei sindacati al Governo: “Non ci sono le condizioni per riaprire le scuole in sicurezza a settembre”

 

Oggi le condizioni per riaprire le scuole in presenza non ci sono: è inutile continuare a raccontare che le cose vanno bene, bisognerebbe essere onesti. A lanciare l’allarme i sindacati della scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals nel corso di una conferenza stampa via web dal titolo ’La Scuola si fa a Scuola’. A meno di due mesi dalla riapertura secondo i sindacati è necessario l’impegno del governo e del Mi affinché a settembre vi siano le condizioni per una ripresa della "pienezza della relazione educativa che può essere assicurata solo dalla didattica in presenza". Per garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico, secondo i sindacati di categoria, va previsto un forte coordinamento tra i diversi livelli Istituzionali per svolgere in modo efficace e tempestivo tutte le operazioni propedeutiche alla ripresa delle attività: predisposizione di spazi e programmazione orari, immissioni in ruolo, call veloce, graduatorie d’istituto, conferimento incarichi di supplenza, ecc. Per quanto riguarda l’adattamento degli spazi, gli interventi di edilizia leggera sono un lavoro che spetta ai comuni e alle province. "Le scuole non hanno gli strumenti per farsene carico con il loro Dirigente Scolastico, possono segnalare l’eventuale fabbisogno di ulteriori spazi per ridurre il numero degli alunni per classe, ma oltre non possono andare. Interventi di ampliamento-adattamento devono essere in capo agli enti locali, cui spetta anche reperire e destinare le risorse necessarie".





Decreto rilancio: ecco tutte le misure che impatteranno sulla vita di italiani ed imprese

 

Un paccheto da 55 miliardi a sostegno dell’economia colpita dall’emergenza Coronavirus. Il Dl Rilancio diventa legge dopo l’ultimo via libera del Senato. Ecco le maggiori misure contenute.

– Per le imprese: Previsto un contributo a fondo perduto. E’ diretto a soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva, comprese le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro. Non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza, agli enti pubblici, ai soggetti di cui all’articolo 162-bis del testo unico delle imposte sui redditi e ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 (Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa), e 38 (Indennità lavoratori dello spettacolo) del DL 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020, nonché ai lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

Esenzione versamento Irap. Il Dl Rilancio dispone l’esenzione dal versamento del saldo dell’Irap dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40%, dell’acconto dell’Irap dovuta per il 2020 per le imprese e i lavoratori autonomi con ricavi/compensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge. Rimane fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019. L’importo non versato in acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo nel 2021. Restano escluse dalla disposizione agevolative le banche e gli altri enti e società finanziari, le imprese di assicurazione e le amministrazioni ed enti pubblici.

Credito d’imposta e rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni. Viene incentivato il rafforzamento patrimoniale delle medie imprese, con la previsione della detraibilità per le persone fisiche e della deducibilità per quelle giuridiche, per il 2020, del 20% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, anche semplificata, cooperativa, aventi sede legale in Italia, che non operino nel settore bancario, finanziario o assicurativo e che soddisfino o seguenti requisiti: presenti un ammontare di ricavi 2019 tra i 5 e i 50 milioni; abbia subito, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva dell’ammontare dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in misura non inferiore al 33%; abbia deliberato ed eseguito dopo l’entrata in vigore del decreto-legge ed entro il 31 dicembre 2020 un aumento di capitale a pagamento e integralmente versato; si trovi in situazione di regolarità contributiva, fiscale e in materia di normativa edilizia e urbanistica del lavoro, prevenzione degli infortuni e salvaguardia dell’ambiente.

– Per lavoratori e famiglie: Per i lavoratori dipendenti e autonomia, per i mesi di aprile e maggio è riconosciuta un’indennità, pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi (lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020; lavoratori autonomi, privi di partita IVA e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; incaricati alle vendite a domicilio) che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, sempre che non siano titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente e non siano titolari di pensione. Ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari già percettori del reddito di cittadinanza, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a quello dell’indennità di sostegno al reddito, in luogo del versamento dell’indennità si procede ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuto in ciascuna mensilità.

Introdotto il Reddito di emergenza. Per il mese di maggio si introduce il ‘reddito di emergenza’ (Rem), destinato al sostegno dei nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, individuati secondo specifici requisiti di compatibilità e incompatibilità. Il Rem è erogato dall’Inps in due quote ciascuna pari all’ammontare di 400 euro.

Ammortizzatori sociali. Si modifica il trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario, con la previsione che i datori di lavoro, che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, possono presentare domanda con causale ‘emergenza Covid-19’ per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento per periodi decorrenti dal primo settembre 2020 al 31 ottobre 2020. Esclusivamente per i datori di lavoro che abbiano interamente fruito del periodo precedentemente concesso, è possibile usufruirne anche per periodi antecedenti al primo settembre 2020.

Blocco dei licenziamenti. Si estende a cinque mesi il termine previsto dal decreto-legge ‘Cura Italia’ entro il quale sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e quelli collettivi e sono sospese le procedure in corso. Inoltre, si introduce la possibilità per il datore di lavoro che, indipendentemente dal numero dei dipendenti, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020 abbia proceduto al recesso del contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo, di poter revocare in ogni tempo il recesso purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di cassa integrazione salariale a partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.

Bonus baby sitting. Innalzato da 600 a 1200 euro il limite massimo complessivo il bonus per l’acquisto di servizi di baby sitting e la possibilità, in alternativa, di utilizzarlo per l’iscrizione ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Per i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico e per il settore sanitario pubblico e privato il limite massimo è aumentato a 2.000 euro.

La fruizione del bonus per servizi integrativi per l’infanzia è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.

Congedi parentali retribuiti. Innalzamento a 30 giorni dei congedi di cui possono fruire i lavoratori dipendenti del settore privato per i figli di età non superiore ai 12 anni (per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione) e l’estensione del relativo arco temporale di fruizione sino al 31 luglio 2020. Tali periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

Per quelli non retribuiti. I lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori di anni 16, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore o beneficiario di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, hanno diritto di astenersi dal lavoro per l’intero periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

– Agevolazioni, incentivi e misure fiscali: Ecobonus. Detrazione nella misura del 110% delle spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal primo luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (eco bonus): interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio); interventi sugli edifici unifamiliari o sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione (la spesa massima detraibile è di 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio nel caso di interventi su parti comuni).

La detrazione del 110%, nei limiti di spesa previsti dalla normativa vigente, si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui sopra. Per poter accedere alla detrazione, gli interventi devono assicurare, nel loro complesso, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

La disposizione è stata ampliata anche anche alle seconde case, con l’esclusione degli edifici di lusso, ville e castelli.

Sisma bonus. Detrazione del 110% per le spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi volti alla riduzione del rischio sismico. In caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spetta nella misura del 90%. Le disposizioni non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4 per gli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Bonus 80 euro. Per l’anno 2020 il bonus di 80 euro e il trattamento integrativo di 100 euro (che lo sostituisce a partire dal 1 luglio 2020) spettano ai lavoratori dipendenti in possesso dei necessari requisiti anche se gli stessi risultano incapienti a causa del minor reddito di lavoro prodotto nel 2020 per le conseguenze connesse all’emergenza sanitaria. Il credito, non attribuito nei mesi in cui il lavoratore fruisce delle misure a sostegno del lavoro (artt. da19 a 22 del DL 18/2020), è riconosciuto dal sostituto d’imposta a decorrere dalla prima retribuzione utile e comunque entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio.

– Misure di settore: Bonus vacanza. Per il periodo d’imposta 2020, viene riconosciuto ai nuclei familiari un credito, fino ad un importo massimo di 500 euro, utilizzabile per il pagamento dei servizi offerti dalle imprese turistico ricettive, da bed & breakfast e agriturismo. I destinatari sono i nucei familiari con ISEE non superiore a 40 mila euro. Per i nuclei familiari composti da due persone l’importo del credito è di 300 euro, per quelli composti da una sola persona è 150 euro. Può essere utilizzato da un solo componente ed essere speso in un’unica soluzione e nei riguardi di una sola impresa turistica ricettiva, o di un solo agriturismo o bed & breakfast. È fruibile nella misura dell’80%, sottoforma di sconto, per il pagamento dei servizi prestati dal fornitore. Il restante 20% è utilizzabile come detrazione dall’avente diritto. Il corrispettivo della prestazione deve essere documentato con fattura elettronica o documento commerciale. Lo sconto è rimborsato al fornitore sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione, ovvero cedibile anche ad istituti di credito.

Bonus bici. Un contributo fino a 500 euro per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, e di veicoli per la micromobilità elettrica quali monopattini, hoverboard e segway, o per l’utilizzo dei servizi di sharing mobility. Il ‘buono mobilità’ potrà coprire fino al 60% della spesa sostenuta per acquistare il mezzo o il servizio. Il ‘buono mobilità’ spetta ai maggiorenni residenti nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti ed avrà efficacia retroattiva: potranno infatti beneficiarne quanti, avendone i requisiti, abbiano fatto acquisti a partire dal 4 maggio 2020, giorno di inizio della Fase 2. Il ‘buono mobilita” può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste.

 





Lagarde (Bce): “Raggiungere rapidamente un accordo tra gli Stati”

 

"E’ importante per i leader europei raggiungere rapidamente un accordo per un pacchetto ambizioso" di provvedimenti utili a far fronte alla diffusione del Covid-19 e al suo impatto sull’economia. Così Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea, a margine del vertice sulla politica monetaria.





Le mafie cercheranno di far profitto in una fase di economia post-bellica

 

 “La paralisi economica” provocata dall’emergenza Coronavirus “ha assunto dimensioni macro, e che può aprire alle mafie prospettive di espansione e arricchimento paragonabili ai ritmi di crescita che può offrire solo un contesto post-bellico”. Lo afferma la Relazione del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati raggiunti dalla Direzione investigativa antimafia.

Infatti, sottolinea la Relazione, “l’emergenza sanitaria connessa alla rapida diffusione del COVID-19, rappresenta “un’emergenza globale e senza precedenti che impone un approfondimento”, perché, “se non adeguatamente gestita nella fasi di ripresa post lockdown, può rappresentare un’ulteriore opportunità di espansione dell’economia criminale”.

Secondo gli analisti della Dia si profila così un doppio scenario. “Un primo di breve periodo, in cui le organizzazioni mafiose tenderanno a consolidare sul territorio, specie nelle aree del Sud, il proprio consenso sociale, attraverso forme di assistenzialismo da capitalizzare nelle future competizioni elettorali. Un supporto che passerà anche attraverso l’elargizione di prestiti di denaro a titolari di attività commerciali di piccole-medie dimensioni, ossia a quel reticolo sociale e commerciale su cui si regge l’economia di molti centri urbani, con la prospettiva di fagocitare le imprese più deboli, facendole diventare strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti”.

“Un secondo scenario, questa volta di medio-lungo periodo, in cui le mafie – specie la ‘ndrangheta – vorranno ancor più stressare il loro ruolo di player, affidabili ed efficaci anche su scala globale. L’economia internazionale avrà bisogno di liquidità ed in questo le cosche andranno a confrontarsi con i mercati, bisognosi di consistenti iniezioni finanziarie”.

Secondo la Relazione “sarà fortemente auspicabile perciò, l’adozione di una strategia di prevenzione antimafia adattativa. Una strategia che sia in grado di fronteggiare quella mafiosa, ancorata da sempre ad un suo vecchio adagio: incudine nel tempo dell’attesa e martello in quello dell’azione. Una strategia antimafia che tenga prioritariamente conto della necessità di non precludere o ritardare in alcun modo l’impiego delle ingenti risorse finanziarie che verranno stanziate. Si dovrà puntare a processi di lavoro in cui le Prefetture, epicentro degli accertamenti antimafia in materia di appalti pubblici, siano nelle condizioni di sviluppare opzioni operative ad hoc, cioè “adattabili”, consonanti con le esigenze che di volta in volta si prospetteranno”.

 





Gualtieri: “Mai escluso dal Governo di utilizzare il Mes”. Di Maio: “Conte ha detto che il Mes non servirà”

 

 “Il governo non ha mai escluso l’uso della nuova linea di credito dl Mes”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un’intervista al Corriere della sera.

Sul Recovery Fund aggiunge che “è decisivo chiudere il negoziato al più presto, se possibile già in questo Consiglio europeo. Io sono fiducioso. I dati economici, come ha ricordato Christine Lagarde, ci dicono che una rapida implementazione del programma Next Generation Eu è essenziale per raggiungere una ripresa solida, sostenibile, orientata al futuro e capace di salvaguardare il mercato unico. Su questa posizione, che l’Italia ha sostenuto fin dall’inizio con forza, è maturato un largo consenso il che rappresenta una novità politica di straordinario rilievo”. Diversa l’opinione di Di Maio rilasciata in una intervista a Stasera Italia su Rete 4 :  “E’ stato lo stesso Conte a dire che il Mes non servirà”. “Stiamo facendo – ha aggiunto – un negoziato per il Recovery Fund, in cui devi ottenere un risultato, perchè stiamo parlando di entrare in un altro strumento?”.

“Conte – ha poi aggiunto Di Maio – l’ho proposto io e devo dire che sono stato un bravo negoziatore e gli ho permesso, trattando, di diventare due volte premier. Ne sono orgoglioso, sta lavorando più che bene. Adesso ci rappresenta tutti ai tavoli europei e bisognerebbe tifare Italia, al di là di maggioranza e opposizione”.

 




Rimbalzano a maggio fatturato (41,9%) ed ordinativi (42,2%) dell’industria

 

 A maggio l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti del 41,9%, segnando un significativo incremento rispetto al mese precedente; nella media del trimestre marzo-maggio l’indice complessivo è diminuito del 33% rispetto alla media del trimestre precedente.

Anche gli ordinativi destagionalizzati registrano a maggio un balzo congiunturale del 42,2%, che segue la caduta del 31,6% rilevata in corrispondenza del mese precedente, mentre su base trimestrale si rileva un calo del 36,3%. La dinamica congiunturale del fatturato riflette aumenti su entrambi i mercati: +45,7% il mercato interno e +35,2% quello estero. In maniera analoga, l’incremento congiunturale degli ordinativi risente di un più ampio incremento delle commesse provenienti dal mercato interno (+55,9%) rispetto a quelle provenienti dall’estero (+26,2%).

Gli indici destagionalizzati del fatturato mostrano aumenti congiunturali diffusi in tutti i raggruppamenti principali di industrie: i beni strumentali segnano un incremento del 61,1%, i beni intermedi del 42,1%, l’energia del 34,1% e, infine, i beni di consumo del 30,0%.

In termini tendenziali e corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di maggio 2019), il fatturato totale diminuisce del 25,9%, con cali di ampiezza simile nei due mercati (-25,8% il mercato interno e -26,2% quello estero).

Con riferimento al comparto manufatturiero, tutti i settori registrano variazioni negative. Le flessioni sono meno marcate per il settore farmaceutico (-5,1%) e per quello alimentare (-5,8%), molto più ampie nei rimanenti: dall’industria della gomma (-19,9%) fino ai risultati dell’industria dei mezzi di trasporto (-43,7%) e delle raffinerie di petrolio (-53,0%).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce del 34,7% (-34,4% quello interno e -35,2% quello estero, mostrando riduzioni in tutti i settori: i cali meno marcati si registrano nelle industrie farmaceutica (-10,8%) e del legno e della carta (-27,3%), mentre i peggiori risultati si rilevano nei settori tessile e dell’abbigliamento (-46,5%) e dei mezzi di trasporto (-48,3%).

Nel corso della fase di rilevazione dei dati, per il mese di maggio, non vi è stata alcuna riduzione del tasso di risposta delle imprese a causa dell’emergenza sanitaria. Sono state, comunque, messe in atto delle azioni in fase di elaborazione dei dati per gestire in modo adeguato le variazioni eccezionali presenti in questo periodo.

 





Coronavirus, Spagna e Gran Bretagna riscoprono il lockdown

 

 

Misure restrittive in Catalogna dove la popolazione è stata invitata a restare in casa. Londra autorizza la chiusura nelle aree considerate a rischio da parte delle autorità locali. Dopo la bocciatura di alcune "zone rosse da parte del tribunale, le autorità catalane hanno adottato nuove misure restrittive per parte della regione, compresa la città di Barcellona. L’indicazione alla popolazione è quella di "restare a casa" dopo un aumento nei nuovi casi di coronavirus, con l’invito a "evitare le riunioni sociali, le uscite notturne e le attività culturali". Vietati gli assembramenti di più di 10 persone anche in privato.  Limitazioni anche per ristoranti e locali notturni, attivita’ culturali e nelle palestre. Le misure, che riguardano circa quattro milioni di persone, saranno in vigore per 15 giorni. In Spagna sono attivi 158 focolai. Stesso scenario anche in Gran Bretagna dove le autorità locali avranno da sabato la facoltà di indire lockdown e adottare misure restrittive nelle loro aree di competenza, ciò consentirò di "agire più velocemente" dove necessario per intervenire sulla diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il primo ministro
britannico Boris Johnson. "Avranno la facoltà di chiudere specifici luoghi pubblici e cancellare eventi", ha spiegato Johnson, aggiungendo tuttavia che tali interventi potrebbero non essere sufficienti e per questo la prossima settimana verranno annunciati ulteriori strumenti del governo centrale per agire a livello locale. 

 





Consumi (-15,2%) sullo scorso anno. La ripresa non c’è. Doccia fredda da Confcommercio

 

 

Il recupero dei consumi continua a rivelarsi difficile e a giugno, nonostante il superamento del lockdown, i consumi - che segnano un ovvio rimbalzo rispetto ai mesi precedenti - continuano a mantenere un calo del 15,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E’ quanto emerge dall’ultima analisi congiuntura realizzata da Confcommercio. Nel complesso del secondo trimestre la riduzione dei consumi è stata, nel confronto con lo stesso periodo del 2019, del 29,7%, valore negativo che si attesta al 54,5% per la domanda di servizi. "C’è volontà di ripartire grazie al coraggio degli imprenditori che si mettono in gioco anche in condizioni di grande incertezza. Ma le perdite di fatturato e reddito sono ingenti, soprattutto per la filiera turistica, i trasporti e l’intrattenimento. E’ necessario incentivare la ripresa dei consumi attraverso una politica fiscale più coraggiosa, strada obbligata per ridare ossigeno alle imprese e salvare l’occupazione": così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta l’analisi.

 




Il Governo annuncia: "Niente Imu sulla prima casa"

 

Nella riforma del fisco cui il governo sta lavorando "non ci sarà la reintroduzione dell’Imu prima casa e nessun meccanismo che porta a un aumento delle addizionali". Lo afferma il ministro dell’economia Roberto Gualtieri nel suo intervento al congresso Ali. La riforma punta come obiettivo principale "alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro attraverso il contrasto a evasione e elusione".  "Contiamo anche con la diretta partecipazione del presidente del Consiglio a breve di riconvocare il tavolo della riforma fiscale e di accelerare il lavoro". Il ministro indica i primi due corposi elementi: riduzione dell’Irpef su lavoro e sostegno alla genitorialità" attraverso l’assegno unico. Oltre alla lotta all’evasione, per reperire risorse sia procederà anche a una razionalizzazione del sistema delle detrazione fiscali e al riordino dei sussidi ambientalmente dannosi". 





Azzolina: “La scuola riaprirà regolarmente il 14 di settembre. Ora basta, sfido in tv Matteo Salvini”

 

“La scuola riaprirà regolarmente il 14 settembre ed escludo nuovi lockdown. Mi attaccano ma ora vado in tv e spiego io, adesso basta, ho sbagliato a non farlo prima. Dai sindacati mi aspetto collaborazione. Sono pronta ad un confronto televisivo con Salvini sulla scuola". Parole durissime quelle della ministra Lucia Azzolinaall’Huffington post, che ha anche aggiunto: "Sono donna, sono un ministro Cinque stelle, sono giovane, c’è l’idea che noi M5s siamo incompetenti, anche se io ho due lauree, l’abilitazione all’insegnamento, specializzazioni. Adesso, anche basta. In realtà, la scuola viene usata per prendere consenso elettorale e se restiamo così non cambierà mai nulla. E invece è una cosa serissima. Siccome oggi la scuola parla alla metà delle famiglie del Paese, a 8 milioni di studenti, a un milione 250mila circa di lavoratori, questo fa sì che ci sia un’attenzione forte, ma che in passato non c’è stata. In realtà stiamo facendo cose meravigliose per la scuola italiana, a partire dalla digitalizzazione delle graduatorie provinciali che danno anche ai giovani la possibilità di iniziare il percorso all’insegnamento, giovani sempre maltrattati".





Autostrade, chiesto nuovo piano economico e finanziario ad Aspi. Dovrà arrivare entro il 23 luglio

 

Il ministero dei Trasporti ha chiesto ad Autostrade per l’Italia la presentazione entro il 23 luglio di un nuovo piano economico finanziario. All’interno del testo dovranno essere riportati puntualmente tutti gli elementi anticipati dal concessionario nella proposta transattiva, sottoposta alla valutazione del Consiglio dei ministri del 14 luglio.  In particolare, spiega il Mit, è stata ribadita la volontà di effettuare interventi compensativi senza effetto sulla tariffa per un importo di 3,4 miliardi e di aggiornare il Piano economico finanziario, assumendo un programma di investimenti sulla rete autostradale pari a 13,2 miliardi di euro, incrementabili fino a 14,5 miliardi, nonché una consistente riduzione della tariffa.Il Mit è in attesa di ricevere il Piano economico finanziario per valutarne la rispondenza alle condizioni definite e accettate da Aspi.





Turismo: un italiano su due non andrà in vacanza e l’86% sceglie l’Italia. I numeri di Unioncamere

 

Nel 2020 calano di oltre il 40% gli italiani che partiranno per le vacanze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un italiano su due non andrà in vacanza. Dei 24 milioni di persone che si muoveranno, l’86% rimarrà in Italia e solo il 4,8% andrà all’estero, contro il 26% del 2019. È quanto mostra l’indagine sull’impatto dell’emergenza Covid realizzata da Isnart[1]- Unioncamere su un campione rappresentativo di italiani intervistati nelle scorse settimane.

Tra coloro che tra luglio e settembre si recheranno in villeggiatura, il 76,5% soggiornerà presso una località di mare.

Non sembra aver centrato l’obiettivo il bonus vacanze: solo il 7,4% ne ha usufruito, mentre il 78,3%, ovvero quasi 19 milioni di italiani, dichiara di non utilizzarlo e un 14,3% è ancora indeciso.

Complici il timore del virus, la crisi economica e la mancanza di lunghi periodi di ferie, l’estate 2020 si conferma all’insegna delle vacanze di prossimità. I turisti italiani, se non scelgono la propria regione, si spostano essenzialmente nelle regioni limitrofe: in Sicilia e Sardegna, per esempio, l’83 e il 70 per cento di coloro che andranno in vacanza, lo faranno nella propria terra.

A livello locale la regione che si preannuncia come la regina di questa particolare stagione è la Sicilia, pronta ad ospitare quasi 3 milioni di turisti, registrando così un aumento rispetto allo scorso anno quando l’isola era stata scelta da circa 2 milioni e 700 mila turisti.

Seguono la Puglia e la Campania, che registrano però un saldo negativo rispetto al 2019, con, rispettivamente, -10% e -22% di vacanzieri. Anche per la Sardegna bilancio negativo, con un - 14% di turisti. Tra i cali più significativi si segnala il dato della Lombardia con addirittura 800mila turisti in meno rispetto al 2019. Non va meglio al Lazio (saldo negativo di 780mila) alle Marche (660mila) all’Emilia Romagna (640mila turisti). La paura dei contagi e una situazione economica in sofferenza sono le due principali motivazioni – espresse entrambe dal 30% degli intervistati - che terranno a casa quest’estate 21 milioni di italiani.

Dalla ricerca emerge che il 31% dei turisti dichiara di essere stato influenzato dalla situazione sanitaria legata al Covid in merito alla scelta della propria vacanza. Ne è una conferma il fatto che gli italiani sembrano premiare, rispetto al passato, quelle regioni e quelle zone del Paese in cui il virus ha avuto un impatto minore o che offrono aree interne scarsamente popolate in cui il distanziamento è più facilmente garantito. È il caso di Umbria, Abruzzo e Friuli che vedono importanti aumenti del numero di turisti e del Molise, che addirittura raddoppia quelli registrati nel 2019. 

 

Sulla stessa linea si inserisce la scelta della tipologia di struttura ricettiva e il mezzo utilizzato per raggiungere il luogo di vacanza: oltre 10 milioni di italiani – più del 40% di coloro che partiranno –opta per vacanze in appartamento, mentre per raggiungere la propria destinazione il 62% degli intervistati utilizzerà l’auto staccando di molti punti la percentuale di coloro che si sposteranno in treno o in aereo, che si attestano entrambe al 10%. Dati questi che indicano una preferenza per vacanze che consentano di evitare, per quanto possibile, la condivisione degli spazi.

Infine, la particolare situazione di questa estate ha orientato la scelta anche del tipo di vacanza. Il lungo stop dell’attività fisica all’aria aperta impedita durante il lockdown, fa registrare come principale motivazione nella scelta la possibilità di praticare sport, preferenza espressa dal 35% del campione, seguito dal 28,5% che sceglie la vacanza per stare a contatto con la natura. Tra gli sport preferiti, primo fra tutti è il trekking – col 38% - seguito dalla bicicletta con il 26%.

 

In un momento così delicato per il turismo del Paese, Isnart, con Unioncamere, ha deciso di monitorare il turismo attraverso una serie di indagini periodiche per fornire agli operatori strumenti di conoscenza utili a decidere come orientare le proprie scelte.

Queste indagini, poi, nel breve periodo verranno utilizzate dal nostro osservatorio Big Data per costruire indagini predittive sulle tendenze, accompagnando quindi in maniera ancora più qualificata il sistema turismo. I risultati di quest’ultima indagine ci offrono diversi spunti di riflessione, come ad esempio, quanto sta crescendo la segmentazione del mercato, con le scelte e i comportamenti dei turisti che dimostrano di poter fare la differenza. È il motivo per cui abbiamo deciso di dedicare un focus della ricerca ai fenomeni turistici delle “tribù”, un target di turisti che hanno riti comuni, propri linguaggi e proprie regole comportamentali. I risultati di questa indagine ci parlano, tra l’altro, della crescita di chi si orienta verso una vacanza all’insegna dello sport, che significa aumento del numero degli appartenenti alla tribù del turismo attivo, cui i territori devono saper offrire risposte in termini di servizi e prodotti adeguati. Serve, allora, una nuova attenzione a questo fenomeno, sapendo che dobbiamo essere pronti a cambiare l’offerta dei territori e delle nostre destinazioni nazionali verso questi nuovi turismi e le loro esigenze” commenta Roberto Di Vincenzo, Presidente ISNART.

 

“I dati di Isnart-Unioncamere parlano delle difficoltà del comparto ma anche di un nuovo protagonismo dei territori che oggi sono in competizione tra loro per poter intercettare la domanda turistica, quasi tutta italiana, che sarà al centro dell’estate 2020. Gli Enti regionali sono chiamati a supportare e a dare spessore all’offerta del sistema turistico imprenditoriale in un momento così difficile: la costruzione di una collaborazione tra pubblico e privato potrà consentire, allora, di riorganizzare l’offerta turistica attraverso un approccio multidisciplinare, sviluppando nuove progettualità sostenibili e avviando programmi di destagionalizzazione dei flussi turistici. Le Regioni si stanno già attivando in questa direzione e ancor più potranno fare se verrà accolta la nostra richiesta di costituzione di un nuovo Fondo Europeo speciale per il turismo ("FEST"), articolato sul modello "FESR" e dotato di adeguate risorse da attivarsi nella Programmazione 2021-2027. Su questo un ruolo importante potrà essere esercitato dalla collaborazione tra Enti che hanno competenze sul turismo. Parlo dell’interazione tra Regioni e Camere di commercio, ad esempio, perché serve una forte incisività dell’azione territoriale per permettere alle nostre imprese e, quindi, alle nostre destinazioni turistiche, di ripartire” – concludeMauro Febbo, coordinatore della Commissione speciale turismo della Conferenza delle Regioni e Province Autonome e  Assessore Turismo della Regione Abruzzo.

 

 





Imprese: +20mila tra aprile e giugno (-32% rispetto al 2019). Indagine Infocamere-Movimprese

 

Azienda Italia in deciso rallentamento ma il bilancio tra aperture e chiusure resta positivo nel secondo trimestre di quest’anno con un aumento di +19.855 unità contro +29.227 del 2019 . E’ il Sud a contribuire a quasi la metà del saldo attivo che comunque mette a segno il peggior risultato dei secondi trimestri dell’ultimo decennio. L’effetto Covid-19 continua dunque a pesare sulla nati-mortalità del sistema imprenditoriale italiano, dopo avere inciso negativamente sull’andamento dei primi tre mesi dell’anno. Tra aprile e giugno prosegue, infatti,l’indebolimento della voglia di fare impresa degli italiani con 57.922 iscrizioni di nuove imprese contro le 92.150 del secondo trimestre 2019, il 37% in meno. Contestualmente frenano, in misura ancora più accentuata, le cancellazioni che si attestano a 38.067 quest’anno rispetto alle 62.923 dell’anno precedente, il 39,5% in meno. Da notare come al bilancio del trimestre abbia contribuito per circa un terzo (il 32,5%) la componente artigiana, che ha chiuso il periodo con un saldo attivo di 6.456 imprese (18.943 le iscrizioni di nuove imprese contro 12.487 cessazioni).

 

E’ quanto emerge dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, disponibile all’indirizzo www.infocamere.it/Movimprese.

 

Il Bilancio Dei Territori

Il saldo attivo caratterizza tutte le regioni e tutte le aree del paese, con il Sud e Isole in particolare evidenza: le 8.905 imprese in più del Mezzogiorno rappresentano, infatti, il 45% dell’intero saldo nazionale. Il riflesso di questo risultato si ha dalla distribuzione regionale del saldo: il valore più elevato si registra infatti in Campania, che ha chiuso il trimestre con 3.143 imprese in più rispetto al 31 marzo scorso. A seguire ci sono Lazio (+2.386), Lombardia (+1.920) e Puglia (+1.859). Per le imprese artigiane, la regione di elezione nel secondo trimestre dell’anno è stato il Lazio, dove si è registrato il saldo più elevato tra aperture e chiusure: 1.257 unità. In Campania (+914), Lombardia (+570) e Puglia (+562) gli altri risultati migliori.

 

Il Bilancio Dei Settori

Anche a livello settoriale, si registrano saldi attivi per tutti i macro-comparti a partire dal commercio (+6.291), seguito dalle costruzioni (+5.222) e dai servizi di alloggio e ristorazione (+3.425). In termini percentuali, l’avanzamento più sensibile (+1,4% su base trimestrale) si registra nei servizi alle imprese (2.944 le imprese in più), seguiti dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,3% l’incremento nel trimestre, pari a 2.828 imprese in più) e dalle attività finanziarie e assicurative (+1,1% corrispondente ad un aumento di 1.366 unità).

 

Le Forme Giuridiche

Delle circa 20mila imprese in più alla fine del trimestre, il 65% circa ha la forma dell’impresa individuale (12.972 unità). Rispetto ai periodi più recenti, l’analisi della nati-mortalità delle imprese per forme giuridiche segnala nel secondo trimestre 2020 un rallentamento della dinamica delle società di capitale. Pur aumentando di 7.938 unità, il loro tasso di crescita trimestrale (+0,45%) appare infatti più che dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2019, quando fu pari all’1,03%. Unica forma giuridica in arretramento, nel trimestre aprile e giugno, è quella delle società di persone (-1.230 unità, pari ad una riduzione dello 0,13% dello stock di imprese di questo tipo).

 




Strage sulla provinciale 151 ad Altamura, quattro le vittime nell’impatto tra una vettura ed un camion

 

 

Sono quattro le persone morte in un incidente stradale avvenuto sulla Provinciale 151 tra Ruvo di Puglia e Altamura, nel Barese. Un’auto si è scontrata frontalmente con un camion che procedeva nel senso di marcia opposto. Le vittime, appartenenti allo stesso nucleo familiare, erano a bordo della vettura mentre il camionista è rimasto illeso. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Altamura e la Polizia locale.

A quanto si apprende il conducente della Peugeot 207 ha perso il controllo mentre affrontava una curva. L’auto si è ribaltata ed è finita nella corsia opposta dove sopraggiungeva un camion che trasportava materiale edile. Impossibile per il camionista evitare l’impatto che è stato violentissimo. Le vittime avevano 38, 40, 51 e 84 anni ed erano tutti appartenenti alla stessa famiglia.





#Covid-19: altri 11 decessi in Italia, totale sale a 35.028. Contagi (233) in crescita

 

Continuano a salire i casi di Coronavirus in Italia. Stando ai dati diffusi dal Ministero della Salute sono 233 i nuovi contagi, il numero dei casi totali sale così a 243.967. Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 11, portando il totale a 35.028 morti. Rallenta la discesa degli attualmente positivi che rispetto a ieri sono solo 17 in meno (totale 12.473). Preoccupa il boom di casi in Veneto (+55) ed Emilia Romagna (+54). In Lombardia 55 nuovi casi.  Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati effettuati 50767 tamponi. Il totale dei tamponi effettuati sale pertanto a 6154259. E’ quanto si legge nel bollettino quotidiano della Protezione Civile nazionale. Per quanto riguarda i casi identificati dal sospetto diagnostico, ad  oggi sono complessivamente 222072, mentre quelli identificati da attivita’ di screening, sono 21895.

 

Basilicata, Molise, Valle d’Aosta, Sardegna e Provincia autonoma di Trento, sono le uniche regioni italiane dove nelle ultime 24 ore non si e’ registrato alcun caso di contagio al Coronavirus. E’ quanto si legge nel bollettino quotidiano della Protezione Civile nazionale.

 

Intanto un nuovo cluster di Covid19 è stato individuato in un ristorante a Savona. Lo ha confermato il governatore Giovanni Toti. "Il cluster comporta un nuovo numero di persone positive - ha detto -. Al momento si tratta di 18 nuovi casi di contagio. Sono stati effettuati 100 tamponi di verifica".