Lutto nel mondo del giornalismo. Ci ha lasciato Massimo Signoretti

 

E’ morto a 87 anni il collega Massimo Signoretti, storica voce della radio Rai e da sempre attivamente impegnato al servizio dei colleghi negli istituti di categoria, dalla Fnsi all’Odg, dall’Inpgi all’Ungp. Al figlio Fabio Massimo e a tutti i famigliari il commosso abbraccio della redazione del nostro giornale.

 





Resta incastrato negli scambi dei binari ferroviari, anziano salvato da agenti della Polizia Ferroviaria

 

Gli Agenti della Polizia di Stato – Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio,  durante il servizio presso lo scalo di Roma Tiburtina, durante il consueto servizio di vigilanza, sono stati attirati dalla richiesta di aiuto provenire da una voce molto flebile. E così, poco distante, hanno individuato un anziano signore incastrato in una buca dove è installato il deviatoio degli scambi tra i binari. Aiutato ad uscire, è stato messo in sicurezza e,  accompagnato in ufficio dai poliziotti è stato  accudito. Il 92enne ha raccontato di essere giunto a Roma con un treno Freccia Argento proveniente da Rovereto e diretto a Roma Termini dove lo attendeva il figlio ma,  per sbaglio  è sceso alla stazione di Roma Tiburtina.Disorientato e senza rendersene conto, ha attraversato i binari e, inciampando è finito nell’intercapedine di cemento ove è istallato lo scambio del binario. Non riuscendo più ad uscire, ha tentato di richiamare l’attenzione di qualcuno per diverso tempo e la fortuna ha voluto che proprio in quel momento sopraggiungessero gli agenti che lo hanno soccorso. Nel frattempo è giunto sul posto anche il figlio dell’anziano signore che, dopo aver ringraziato i poliziotti, ha potuto riabbracciare il padre e tornare a casa insieme a lui.




Pugliese (Regione Lazio): "Il 24 luglio torna a Civita di Bagnoreggio ‘La Città Incantata’"

 

 Tutto pronto per la nuova edizione de “La Città Incantata – 6° Meeting Internazionale dei disegnatori che salvano il mondo”, evento promosso dall’Assessorato al Turismo e Pari Opportunità della Regione Lazio e realizzato da LAZIOcrea, ATCL, ABC, Roma Lazio Film Commission in collaborazione con il Comune di Bagnoregio e Casa Civita. Nuovi protagonisti e una programmazione più ricca e distribuita da luglio fino al meeting di dicembre. L’evento dedicato al mondo del fumetto e dell’animazione torna nell’incantevole città di Civita di Bagnoregio, la cui candidatura UNESCO come Patrimonio dell’Umanità è stata ufficializzata dal Presidente Nicola Zingaretti nel 2018. I primi due artisti chiamati a produrre il loro materiale ispirato a Civita di Bagnoregio e al suo territorio saranno Giulia Spagnuolo, 23 anni, in arte Zuzu, vincitrice nel solo 2019 del premio Cecchetto come autrice rivelazione al Treviso Comic Book Festival, del Gran Guinigi come miglior esordiente al Lucca Comics & Games e del premio Satira Politica di Forte dei Marmi per la categoria romanzo a fumetti, e Martoz, nome vero Alessandro Martorelli, classe 1990, fumettista, illustratore, street artist e docente presso la Scuola Internazionale di Comics. Martoz ha pubblicato fumetti con Coconino Press, Feltrinelli Comics, Shockdom, Canicola, Progetto Stigma, Actes Sud e Dark Horse ed esposto i suoi lavori in gallerie di tutto il mondo, tra cui Tokyo, Mosca, Los Angeles, Buenos Aires e Parigi. 

Un esordio per l’edizione 2020. Si parte il prossimo venerdì 24 luglio. Appuntamento alle 18 a Palazzo Alemanni per l’appuntamento con gli Atelier Arte Bellezza Cultura “Un altro sguardo su Civita” per poi proseguire, alle 19, in Piazza San Donato, con la prima masterclass con Zuzu e Martoz, moderati da Luca Raffaelli e Rita Petruccioli. Alle 20 spettacolo di stand up comedy con Valerio Lundini, bravissimo fumettista, ma soprattutto un comico molto amato dal pubblico, romano, classe 1986, co-conduttore de “L’altro Festival”. “La Città Incantata rappresenta ormai un appuntamento atteso nel panorama regionale e nazionale. Abbiamo lavorato ad un programma completamente rinnovato e distribuito lungo il corso dei prossimi mesi garantendo la partecipazione in completa sicurezza”, ha spiegato Giovanna Pugliese, Assessora al Turismo e alle Pari Opportunità della Regione Lazio. “Voglio ringraziare tutte e tutti per lo straordinario lavoro. Quest’anno non era facile, ma ce l’abbiamo fatta. La candidatura di Civita d Bagnoregio quale Patrimonio dell’Umanità Unesco promossa dal presidente Zingaretti ha bisogno di tutto il nostro sostegno e certamente noi non lo faremo mancare, neppure in tempi di Covid. Sono sicura che anche questo sesto meeting dei disegnatori che salvano il mondo sarà un successo. Civita è già ripartita con il dono eterno della bellezza”.





Assotutela: "Superare i campi rom, Raggi ha fallito"

 

 “Il vasto incendio delle scorse ore nei pressi del campo rom di via Candoni ha acceso ancora una volta i fari mediatici sulle politiche di accoglienza e di sicurezza a Roma. E ha posto l’accento sul problema dei campi rom, spesso baraccopoli dove a dominare sono abbandono e insicurezza”. Così, in una nota, il presidente della associazione Assotutela, Michel Emi Maritato già candidato sindaco di Roma e l’avvocato della stessa Massimo Pergami Baldi Belluzzi. “Sul tema, pensiamo che l’amministrazione Raggi abbiamo operato poco e male. Gli insediamenti nomadi continuano a dominare le cronache e la loro dismissione è ancora lontana. Da La Barbuta fino a Castel Romano, passando – si legge – per via Salviati e altre realtà,sono ancora tante, troppe le criticità: incendi, sassaiole, problemi etnici, discariche di rifiuti. La misura è ormai colma, è necessario la progressiva dimissione dei campi nomadi. La sindaca Raggi si attivi”.

 




Roghi dentro e fuori il campo rom di via Candoni

 

 

Incendio domenica nell’area boschiva alle spalle del campo nomadi Candoni, a Roma. Le fiamme sono divampate anche all’interno del campo, coinvolgendo alcuni moduli abitativi vuoti. L’incendio non ha provocato feriti. La polizia locale di Roma Capitale e’ presente sul posto con numerose pattuglie, in ausilio ai vigili del fuoco che hanno disposto l’evacuazione temporanea del campo per sicurezza, per il tempo necessario allo spegnimento dell’incendio.

L’autostrada A91 “Roma – Aeroporto di Fiumicino” e’ provvisoriamente chiusa al traffico, in entrambe le direzioni, in corrispondenza del km 3,700 nei pressi di Via della Magliana, in via precauzionale a causa di un incendio che si e’ sviluppato nelle aree adiacenti l’autostrada. Sul posto sono presenti le squadre Anas e le Forze dell’Ordine per la gestione della viabilita’ e per ripristinare la circolazione appena le condizioni di sicurezza per la circolazione lo consentiranno.

Secondo quanto si apprende, a causa delle fiamme dalle 16.45 la strada di via della Magliana, nel tratto tra via del Fosso della Magliana e via Candoni, e’ momentaneamente chiusa al traffico veicolare. I veicoli provenienti da ponte d’Asti vengono mandati a sinistra verso il Grande raccordo anulare.

 




San Lorenzo, il quartiere e la città hanno ricordato i bombardamenti del 1943

 

 

"Ogni anno il 19 luglio siamo qui in questo parco per fare memoria e ricordare quello che accadde nel 1943, quell’orrore. La memoria non è esercizio sterile ma ci consente di mantenere vivo un ricordo fondamentale per il presente e il futuro. San Lorenzo pagò un tributo altissimo, e questo deve rimanere inciso nella memoria". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi, partecipando alla cerimonia per il 77° anniversario delle incursioni aeree sul quartiere Tiburtino-San Lorenzo al Parco Tiburtino di Roma.  Alla cerimonia hanno preso parte anche l’assessore regionale ai Lavori pubblici Mauro Alessandri, l’assessore comunale all’Urbanistica Luca Montuori, la vicesindaca della Città metropolitana Maria Teresa Zotta, la presidente del II Municipio Francesca Del Bello e i rappresentanti dell’Anpi, dell’Aned, dell’Anfim e del Comitato di quartiere.





Al via i lavori di riqualificazione del mercato Macaluso al quartiere Marconi di Roma

 

“Siamo intervenuti al mercato Macaluso, sorto negli anni ’60 in zona Marconi, nel Municipio XI. Questo mercato, originariamente giornaliero con banchi mobili, si e’ trasformato nel tempo in un mercato fisso. Ora va completamente ricostruito e messo a norma per la sicurezza di tutti i cittadini che vengono qui a fare ogni giorno la spesa”. Lo scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi su Facebook.
“Il progetto di riqualificazione e’ stato rallentato – prosegue – dalla presenza delle vecchie postazioni abbandonate e mai rimosse dagli operatori: siamo riusciti a reperire i fondi per bonificare l’area e abbiamo ampliato il piano dei lavori previsti. Oltre alla costruzione di 30 nuovi box adibiti alla vendita, procederemo all’adeguamento igienico-sanitario, al rifacimento della pavimentazione e alla costruzione di una nuova recinzione per l’area. All’interno del mercato costruiremo una piazzetta dove residenti, cittadini e famiglie potranno ritrovarsi. E’ un modo per creare quel senso di comunita’ e aggregazione che contraddistingue i nostri mercati rionali”.





Roma, al via contributo per disabilità gravissima su graduatoria 2020

 

Roma Capitale erogherà il contributo previsto per le persone con disabilità gravissima a tutti i cittadini presenti nella graduatoria del 2020, senza limitazioni di punteggio. 

La copertura finanziaria di tutte le domande è stata assicurata con lo stanziamento di ulteriori 2 milioni di euro di fondi da parte del Comune. L’Amministrazione Capitolina ha ritenuto infatti fondamentale destinare tutte le risorse economiche necessarie, oltre a quelle già assegnate dalla Regione Lazio, per garantire l’erogazione dei contributo a tutti gli aventi diritto senza limiti di punteggio. 

La destinazione delle somme è stata resa esecutiva con la variazione al Bilancio da poco approvata dall’Assemblea Capitolina. Il Dipartimento Politiche Sociali procederà al trasferimento delle risorse ai Municipi per l’erogazione ai beneficiari. 

“Una vittoria per queste famiglie e per tutta la città. Nonostante le coperture arrivate a dicembre dalla Regione Lazio fossero risultate insufficienti, il dialogo e lo sforzo comune hanno permesso di assicurare l’erogazione del contributo economico a tutte le persone con disabilità gravissima in graduatoria, senza limiti di punteggio. L’impegno è stato massimo e abbiamo raggiunto il risultato”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì. 

“Nessuno deve rimanere indietro non è uno slogan, è stato il nostro mantra per l’azione sulle Politiche Sociali e sarà sempre il nostro faro per l’azione politica verso i cittadini più fragili”, dichiara il delegato della Sindaca all’Accessibilità Universale Andrea Venuto.





Nuova illuminazione artistica all’Arco di Costantino

 

La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha presentato la rinnovata illuminazione artistica dell’Arco di Costantino. Presenti all’evento l’Amministratore Delegato di ACEA Giuseppe Gola,la Direttrice del Parco Archeologico del Colosseo Alfonsina Russo e la Presidente dell’Associazione Stampa estera Trisha Thomas. 

La serata è stata impreziosita da una rappresentazione messa in scena da alcuni danzatori del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretti da Eleonora Abbagnato e dall’esibizione della Banda musicale della Polizia Locale di Roma Capitale. 

Il progetto, nato dalla collaborazione tra Roma Capitale – Dipartimento Simu, ACEA e Parco Archeologico del Colosseo, è stato realizzato dalla multi utility mediante l’utilizzo di 30 luci a LED di ultima generazione che hanno sostituito le vecchie apparecchiature, minimizzando l’impatto estetico dei proiettori, migliorando l’effetto cromatico dell’illuminazione d’accento delle arcate e riducendo i consumi energetici. 

Il nuovo impianto, con l’uso di tecnologie innovative e sostenibili, valorizza uno degli scorci più caratteristici della Capitale, soffermandosi su un monumento dall’alto valore simbolico che, celebrando la vittoria di Costantino su Massenzio, ricorda uno dei momenti fondamentali nella storia dell’Occidente che ha aperto la strada alla cristianità. L’intervento è stato eseguito nel rispetto delle indicazioni del Parco Archeologico del Colosseo. 

“Avvolgiamo e rivestiamo con una rinnovata luce l’Arco di Costantino, esaltando ulteriormente la sua maestosità e la sua bellezza. Un intervento frutto del lavoro di squadra con Acea e il Parco Archeologico del Colosseo. Prosegue il nostro percorso di valorizzazione del patrimonio monumentale della Capitale attraverso la realizzazione di progetti di illuminazione artistica. Lo facciamo nel segno dell’innovazione, del rispetto dell’ambiente utilizzando lampade a basso consumo energetico e, soprattutto, della tutela dei siti storici, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Lanciamo in questo modo, attraverso la luce, anche un messaggio di speranza in questa fase di ripartenza”, afferma la Sindaca di Roma Virginia Raggi. 

“Il nostro percorso di valorizzazione dei siti storico artistici della Capitale si arricchisce oggi di una nuova illuminazione che esalta la bellezza di uno tra i monumenti più significativi della Città. Siamo onorati anche in questa occasione di contribuire con il nostro lavoro a valorizzare il patrimonio culturale di Roma attraverso l’utilizzo di un’illuminazione con tecnologia LED che garantisce un’ottima resa cromatica e una notevole riduzione del consumo energetico, mentre i proiettori di ultima generazione, con un minimo impatto estetico, aumentano la precisione delle ottiche esaltando le caratteristiche architettoniche del monumento”, dichiara l’Amministratore Delegato di ACEA Giuseppe Gola.





Movida romana, raffica di controlli dei Carabinieri

 

Nelle ultime due settimane, i Carabinieri della Compagnia di Roma Piazza Dante hanno eseguito costanti controlli nella zona di San Lorenzo, con un dispositivo, presente quasi quotidianamente, di circa 16 militari. 

Le verifiche hanno riguardato in particolare il rispetto delle prescrizioni relative al divieto di assembramento nei luoghi pubblici ovvero presso i locali, anch’essi tenuti a rispettare e a far rispettare le indicazioni contenute nei provvedimenti governativi, della Regione Lazio e del Comune di Roma Capitale in materia di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19. 

Complessivamente sono state identificate 426 persone, di cui 28 sanzionate per il mancato distanziamento; Gli esercizi commerciali controllati sono stati 24, di cui 4 chiusi per il mancato rispetto delle norme anti Covid. In alcuni dei locali controllati, molti di questi sono negozi di vicinato, i Carabinieri hanno constatato la presenza all’interno di fino a 10 clienti, tutti identificati e sanzionati. 

I controlli dei Carabinieri a S. Lorenzo continueranno per tutta l’estate per garantire maggiore serenità e sicurezza a tutti, fruitori e residenti del quartiere.





Nel Lazio in arrivo la multa per chi non indossa la mascherina quando è in compagna di altre persone

 

 

Una ordinanza per multare chi non indossa la mascherina quando e’ in compagnia di altre persone. E’ la misura annunciata dall’assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, Alessio D’Amato, nel corso di una intervista al quotidiano ‘la Repubblica’. “Ci lavoreremo nelle prossime ore, assieme ad altre misure”, spiega l’assessore, riferendosi anche a “una grande campagna di comunicazione pro-mascherina, soprattutto negli stabilimenti balneari e negli altri luoghi di villeggiatura. Poi ci sono i test rapidi”.
D’Amato nelle ultime ore ha puntato il dito contro “fenomeni preoccupanti”, come i giovani “che girano senza mascherine, si ritrovano e si assembrano in piazza” e contro i “casi di importazione. Non dobbiamo abbassare la guardia”. In particolare, “stiamo lavorando a un atto di concerto con il Governo. Abbiamo gia’ avviato un confronto con il Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza Covid-19 e con il ministro della Salute, Roberto Speranza. Se c’e’ bisogno di misure piu’ stringenti a Roma, saranno necessarie in tutto il Paese. Abbiamo notato un calo diffuso e generalizzato della tensione”, ha aggiunto D’Amato.





Genova, Bucci: "Inaugurazione nuovo ponte tra il 1° e il 5 agosto"

 

"L’inaugurazione del nuovo ponte avverrà in un giorno compreso tra il 1° e il 5 agosto". Così il primo cittadino genovese e commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi, Marco Bucci. Ieri, continua, è iniziato il collaudo statico, "le cose stanno andando bene e non ci sono ostacoli", e con il Quirinale si sta riflettendo su "quale possa essere il giorno migliore" per l’inaugurazione.





Psico-setta scoperta da Sco e Polizie di Stato di Novara

 

La Polizia di Stato di Novara ed il Servizio Centrale Operativo, nelle scorse ore, hanno eseguito 26 perquisizioni personali e 21 perquisizioni locali nelle province di Novara, Milano, Genova e Pavia, a seguito di un’articolata e complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino – Direzione Distrettuale Antimafia, finalizzata all’accertamento della operatività di una “psicosetta”.

I due anni di attività di indagine della Squadra Mobile di Novara e del Servizio Centrale Operativo hanno consentito di accertare l’esistenza di una potentissima “psicosetta”, con base operativa nella provincia di Novara e diramazioni nella città di Milano e nel pavese, i cui adepti, prevalentemente di sesso femminile, ma con a capo un uomo, oggi 77enne, si sono resi responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ed alla commissione di numerosi e gravi reati in ambito sessuale, anche in danno di minori. Ma ecco come funzionava questa consorteria criminale. “Lui” decide tutto, “Lui” decide chi puoi frequentare, dove puoi lavorare. “Lui” sceglie quali ragazze devono farlo divertire. “Lui” sceglie se puoi o non puoi frequentare i nostri “luoghi fatati”. “Lui” è “Lui” . Noi lo chiamiamo “Lui” o “il Dottore”, perché non possiamo nominare il suo nome, non ci è concesso.

È stata una delle vittime che, con il suo agghiacciante racconto agli investigatori, ha dato origine all’inchiesta che ha portato la Polizia di Stato di Novara ed il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, all’esecuzione di 26 perquisizioni personali e 21 perquisizioni locali e a numerosi sequestri, nelle province di Novara, Milano e Pavia.

L’articolata attività d’indagine condotta dai poliziotti della Squadra Mobile di Novara e dello S.C.O., coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino – DDA con l’applicazione di un magistrato della Procura di Novara e che ha visto anche la collaborazione della Squadra Mobile di Torino, ha consentito di accertare l’esistenza di una potente “psicosetta”, con base operativa nella provincia di Novara e diramazioni nella città di Milano e nel pavese, i cui adepti si sarebbero resi responsabili di numerosi e gravi reati in ambito sessuale, anche in danno di minori e finalizzata alla riduzione in schiavitù.

“Lui”, oggi 77enne, denominato “il Dottore” viene venerato dai suoi adepti come una sorta di “Dio” al quale tutti devono pedissequamente obbedire, pena l’isolamento dal gruppo settario.

Le articolate indagini, durate oltre due anni, hanno permesso di accertare che il leader della setta delle “bestie” (questo è il nomignolo con il quale si chiamavano tra di loro), al fine di raggiungere i propri scopi, veniva coadiuvato da alcune sue strette collaboratrici, meglio definibili delle vere e proprie aguzzine.

Il gruppo criminale, grazie ad un centro psicologico ed una fitta rete di attività commerciali, tutte riconducibili alla setta – come due scuole di danza o una scuola di “Spada Celtica”, diverse erboristerie, una bottega di artigianato, e persino una casa editrice – riusciva a reclutare le ignare vittime da introdurre inconsapevolmente nelle dinamiche settarie.

Le “prescelte”, generalmente giovani ragazze, anche adolescenti o addirittura bambine, come nel caso della denunciante, venivano introdotte alla filosofia della setta ed iniziate a “pratiche magiche”, tra le quali, soprattutto, si annoveravano delle pratiche sessuali, spesso estreme e dolorose, vere e proprie torture, che servivano, nella logica impartita dal leader, ad annullare “l’io pensante”, “accendere il fuoco interiore” ed entrare in un “mondo magico, fantastico e segretissimo”.

La setta finiva così per assorbire ogni aspetto della vita delle adepte, sia per quanto riguarda il loro ambito personale che familiare, e persino la loro formazione.

In pratica, così come accaduto perle vittime finora accertate, o i membri della famiglia venivano inglobati nella setta e indotti a sottostare alle volontà del “Dottore”, oppure si imponeva alle adepte di tagliare ogni tipo rapporto con loro. Il “Dottore” decideva l’indirizzo di studi, i corsi formativi o il lavoro che le ragazze dovevano effettuare, quasi sempre presso le attività commerciali legate all’organizzazione con il subdolo fine di vincolarle indissolubilmente al gruppo settario.

Tutto questo determinava un vero e proprio isolamento dal mondo esterno che privava le adepte di ogni punto di riferimento, rendendole totalmente dipendenti dalla setta la quale, sebbene dannosa, costituiva a quel punto l’unico sostegno sia economico che morale.

Dal racconto della denunciante è emerso che la setta aveva avuto origine a metà degli anni 80 dalla fusione di due gruppi paralleli, la cui sede principale è collocata nella provincia di Novara, il luogo dove dimora abitualmente “il Dottore”, e nel quale sono avvenuti i fatti-reato di maggiore rilevanza.

Il ‘Dottore”, anche dalla sua dimora, era così in grado di gestire, in maniera capillare, ogni movimento delle adepte, indipendentemente dalla loro collocazione sul territorio.

L’attività d’indagine ha infatti permesso di verificare che “Lui”, anche quando le stesse si trovavano nei numerosi appartamenti e locali riconducibili alla setta, prevalentemente siti nel milanese o nel pavese, proprio grazie alle sue fedelissime, era in grado di impartire le direttive da osservare in maniera imperativa.

Nei circa 30 anni di attività della setta hanno partecipato ed hanno fatto parte di essa, a vario titolo e con vari ruoli, un numero di persone ancora non compiutamente quantificabile, ma certamente elevato.

Ulteriori accertamenti sono stati svolti anche sugli aspetti economici, sia per quanto riguarda le attività commerciali legate all’organizzazione, sia in ordine ai versamenti di denaro ai quali erano tenuti i membri, che erano particolarmente esosi nel caso di condizioni economiche agiate. Spesso, pertanto, i nuovi membri venivano opportunamente scelti fra persone facoltose.

Quella portata a compimento nella notte tra sabato e domenica è da ritenersi un’operazione particolarmente complessa per la specificità di un’organizzazione criminale impenetrabile tuttora attiva e che, per oltre trent’anni, è riuscita a perseguire le proprie delittuose finalità, cagionando nelle vittime perduranti danni psicologici fino, in alcuni casi, alla permanente compromissione delle facoltà mentali.

Nessuno poteva ritenersi immune dal pericolo di immissione nell’organizzazione; anche ragazze dal livello culturale molto elevato ed apparentemente esenti da condizionamenti esterni, rischiavano di essere annesse alla setta qualora individuate come “prede”.

Questo perché l’organizzazione si serviva di psicologhe professioniste, a loro volta adepte, le quali, facendo leva su uno stato di fragilità emotiva delle “prede”, anche solo momentaneo, intraprendevano l’opera di indottrinamento ed inclusione, secondo un preciso e dettagliato “schema”: le neofite venivano riempite di attenzioni, di premure e sottoposte ad un vero e proprio “lavaggio del cervello”; ciò le portava ad aprirsi sempre più alle prassi dell’organizzazione, fino ad accettare acriticamente insopportabili violenze e soprusi di ogni genere.

Tutto è andato avanti sino a che una delle vittime è stata in grado di superare, in parte, i traumi derivati dalla frequentazione del gruppo, rompendo il muro di silenzio che avvolgeva questo impenetrabile mondo sommerso.

Le numerose perquisizioni e i sequestri sono stati eseguiti nelle prime ore di domenica 19 luglio dalla Squadra Mobile di Novara e dal Servizio Centrale Operativo con la partecipazione del personale delle Squadre Mobili di Torino, Milano, Genova, Pavia, Alessandria, Asti, Biella, Vercelli, Verbania e Aosta, nonché da equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Milano e Torino.





Omicidio stradale, guidare e telefonare può essere una aggravante come l’aver bevuto alcol

 

 

Inasprire le pene sull’omicidio stradale. E’ ciò che vuole fare il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha convocato un tavolo di maggioranza in via Arenula per chiedere un via libera veloce a un disegno di legge ad hoc. Il provvedimento prevede che l’uso del cellulare alla guida costituisca un’aggravante, così come lo è la guida in stato di ebbrezza. A distanza di 4 anni dall’ultima modifica della legge sul codice della strada e a distanza di un anno dall’ultimo accordo nel governo (all’epoca giallo-verde) in cui sono state imposte multe più salate ai trasgressori, il titolare del dicastero alla giustizia vuole recuperare tempo e accelerare sulla riforma per inasprire il reato di omicidio stradale. Come scrive Il Messaggero, il disegno di legge aumenta "le condotte di particolare pericolosità punendo, per esempio, chi provoca involontariamente la morte di una persona oltrepassando una striscia longitudinale". Il ddl inoltre depotenzia il concorso di colpa: viene abrogato l’articolo che prevede una circostanza attenuante nel caso in cui la morte di un soggetto è avvenuta non esclusivamente dall’azione o dall’omissione del colpevole. 





In arrivo da Amazon 1600 nuovi posti di lavoro entro il 2020

 

Amazon creerà in Italia 1.600 posti di lavoro a tempo indeterminato nel 2020. Lo comunica il gruppo americano, sottolineando che questa crescita porterà la forza lavoro dell’azienda a un totale di 8.500 dipendenti, rispetto ai 6.900 di fine 2019, in più di 25 sedi in tutta Italia. 

Queste nuove opportunità di lavoro “sono destinate a persone con ogni tipo di esperienza, istruzione e livelli di competenza in ambiti come lo sviluppo di software, la linguistica, la logistica, le risorse umane e It presso il centro direzionale di Milano, i centri di sviluppo di Torino e Asti, il servizio clienti di Cagliari, i centri di distribuzione, i depositi di smistamento e magazzini Prime Now, in tutto il paese”. 

Nel 2019 la società ha fatto investimenti in Italia per 1,8 miliardi, che includono le spese per i centri di distribuzione, gli uffici e la nuova regione Aws (Milano). Per effetto indiretto di questi investimenti, nel 2019 sono stati creati più di 120mila nuovi posti di lavoro, per esempio nei settori edilizio e logistico e dalle oltre 14mila piccole e medie imprese italiane che usano la vetrina Amazon Made in Italy o servizi come Logistica di Amazon per aumentare l’attività e esportare i prodotti in tutto il mondo. Nel 2019 le Pmi che usano i servizi di Amazon hanno esportato prodotti dall’Italia per un valore superiore ai 500 milioni. 

“Amazon – afferma Mariangela Marseglia, Vp country manager di Amazon.it e Amazon.es – è un potente motore di crescita per l’economia italiana. Attraverso l’innovazione, gli investimenti e la creazione di posti di lavoro, Amazon sta contribuendo alla trasformazione digitale del paese, un processo che è diventato molto più che prioritario per sostenere l’economia in questi tempi impegnativi. In 10 anni abbiamo investito oltre 5,8 miliardi nell’economia italiana e nei suoi talenti, impiegando stabilmente migliaia di persone che ricevono fin dal primo giorno una retribuzione competitiva e benefit”.





Rai ferie forzate, Edoardo Favaretti su Maria Rosaria Gianni: “Clima di terrore che viene instillato in chi lavora”

“Siamo tutti Maria Rosaria Gianni. È così che vorrei oggi esordire dopo avere letto di come il caporedattore alla cultura di RAI 1 sia stata fatta fuori con modalità degne del Partito Comunista Sovietico, cioè il giustificare tramite malattia o necessità di riposo la rimozione di personaggi ormai scomodi da ruoli di prestigio. “Uno vale uno” ci ha raccontato chi oggi comanda la scena nazionale, ma questo Uno è stata la prima donna alla conduzione di un TG in Calabria, è colei che dopo una lunga gavetta di quindici anni in RAI è diventata nel 2004 Capo redattore del settore Cultura, Spettacolo e Sport, rimanendovi fino ad oggi e che ha anche conquistato oltre 6 riconoscimenti di livello nazionale per meriti in campo culturale, venendo perfino premiata nel 2003 come Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana! Così assorbita e concentrata nel suo lavoro ha goduto di meno giorni di ferie di quanti ne avrebbe potuti godere in questi anni: in pratica un lustro per l’azienda per cui ha speso ogni sua energia, un motivo di vanto per tutti gli italiani, amanti o meno che siano della Televisione. Per lei un premio speciale? No, questa prestigiosa professionista viene improvvisamente messa in ferie forzate da oggi fino a quando, a Marzo 2021, scatterà per lei il pensionamento: insomma, è stata cacciata e senza nemmeno un perché o un però, ricevendo codesta comunicazione direttamente dall’ufficio del personale RAI, come fosse l’ultimo degli impiegati nei-assunti. A livello psicologico questa è specie di lezione di vita per tutti noi: nella realtà italiana, puoi essere chiunque ma se non vali uno, cioè non ti omologhi al pensiero di chi comanda, sarà “uno altro” a prendere immediatamente il tuo posto. È un invito ad essere uno uguale uno e certamente a disinvestire in cultura e professionalità che possono essere soltanto un limite o un problema. Oggi tocca a lei ma domani chiunque potrebbe fare la stessa fine: si creano così nelle persone sentimenti di angoscia e di smarrimento di sè stessi, la svalutazione estrema di valori ed etica meritocratica. La dott.ssa Gianni rischia senz’altro gravi conseguenze sul piano psicologico per quanto subìto: questo comportamento è in grado di scatenare il cosiddetto Disturbo Post-Traumatico da Stress, cioè un danno psichico cronico, anche per il chiaro intento mobbizzante in esso presente e contro di lei agito: giá altre volte mi sono dovuto confrontare con persone la cui vita è stata irrimediabilmente devastata da analoghe azioni. Ma vorrei riflettere anche sul clima di terrore che così viene instillato negli altri impiegati, giornalisti e lavoratori comuni: chiunque adesso può perdere il lavoro o comunque essere messo a tacere per sempre ed in qualsiasi momento; ci sarebbe da chiedersi chi oserebbe opporsi a qualsivoglia richiesta sconveniente dopo quanto appena accaduto. È la realizzazione del Grande Fratello, ma non il programma di intrattenimento che tutti conoscono bensì il romanzo di George Orwell... È presente un clima di terrore in cui ogni notizia viene comunicata esclusivamente in base all’effetto mediatico che si è deciso a tavolino di raggiungere: questo crea confusione e smarrimento nel cittadino. Proprio ieri il troppo spesso vituperato Premier Ungherese Orban ha così dichiarato: “l’Ungheria “è un ex regime comunista e quando i comunisti se la prendevano con noi, e con me personalmente, usavano vaghe terminologie giuridiche; si parla di ‘mancanze generali’ e non è necessario commettere un crimine, ‘basta che ci sia il rischio’, è lo stile comunista”. Egli si riferiva al caso che in questi giorni coinvolge il premier olandese Rutte, ma non è forse identica cosa con quanto accaduto alla giornalista Gianni? E il nostro Premier non ha appena proposto uno stato di emergenza nazionale per qualcosa che oggi è solo un rischio ma che delegittimerebbe immediatamente il Parlamento, e ciò che esso rappresenta e garantisce costituzionalmente, per vari mesi? Siamo tutti Maria Rosaria Gianni, forse è già tardi”.





Tavolo il 31 luglio sulla vertenza Whirpool. Convocati da Minlavoro e Mise, azienda, sindacati e quattro regioni

 

 

Confermato il tavolo Whirlpool il 31 luglio alle 9,30 al Mise. Come annunciato nello scorso incontro Il ministero ha convocato in videoconferenza le parti sociali sulla situazione del sito di Napoli e la proroga della cigs e dei contratti di solidarietà in tutti gli stabilimenti del gruppo. Sono convocati regioni Lombardia, Campania, Marche e Toscana, Ministro Lavoro e Sviluppo economico, responsabili Whirlpool Spa, sindacati nazionali confederali e di categoria e territoriali.





Francesco D’Amico (Ho.Re.Ca-ConfimpreseItalia): “In campo per difendere gli interessi comuni del comparto turistico”

 

A colloquio con il Presidente Francesco D’Amico che guida l’associazione d’impresa HoReCa, la Federazione di ConfimpreseItalia che rappresenta il mondo degli hotel, dei ristoranti, dei bar e più in generale dell’accoglienza. Con D’Amico abbiamo affrontato tutti i principali temi economici sul tappeto ai tempi del coronavirus e ne è uscita fuoria la figura di una associazione orgogliosa e propositiva e non piegata su se stessa.  Ecco cosa sentono e propongono gli imprenditori di un comparto duramente colpito e segnato dalla crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19.  

  

HoReCa, nasce in uno dei periodi più bui che finirà per essere ricordato sui libri di storia come quello delle devastazioni prodotte da Covid-19. Quali sono i vostro obiettivi. 

 

HoReCa nasce sulla spinta di una nuova necessità, quella di rappresentare una intera filiera attraverso un’unica federazione. Gli interessi di alberghi, pubblici esercizi, della ristorazione e del catering, sono interessi comuni perché legati da un comparto, come quello del turismo, che li accomuna tutti 

 

I numeri della crisi  per il comparto del turismo sono da brividi e sono tante le attività che rischiano di essere cancellate definitivamente. Quando crede che si possa ripartire stabilmente. E soprattutto ritiene sufficienti le misure messe in campo dal Governo?.

 

La riapertura, ha registrato cali di fatturato che ci consegnano una situazione drammatica mai vista fino ad oggi. Ho la sensazione che nel governo prevalga una deriva pauperista, ha reagito con una serie di sussidi peraltro mal distribuiti, ma noi abbiamo bisogno di opportunità e questa crisi, può ancora rappresentare l’opportunità di introdurre nuove e più semplici regole sia dal punto di vista fiscale che nei rapporti di lavoro 

 

Ad oggi sono ancora tanti i vostri dipendenti che non hanno ricevuto la Cig e i finanziamenti a fondo perduto per le imprese tardano ad arrivare o sono del tutto insufficienti. Quali sono le vostre valutazioni su questi due aspetti della crisi.

 

Il comparto del turismo ha subito più di altri le conseguenze del lockdown, le misure a fondo perduto sono insufficienti sopratutto per le aziende più complesse come gli alberghi e le grandi organizzazioni della ristorazione, i nostri collaboratori inoltre, hanno dovuto sopportare ritardi Ingiustificabili  per l’erogazione della cig, ma al di là dei fatti che possono essere visti come la conseguenza di un evento imprevedibile, noto che manca un concreto progetto di rilancio. Per le aziende che riaprono, l’equivalente della cig dovrebbe andare ai dipendenti a lavoro, dimezzandone così il costo per l’azienda, continuando così rischiamo di impigrire i lavoratori ed abituarli a vivere di sussidi, credo sia necessario un anno bianco sotto il profilo fiscale o in alternativa una lunga dilazione senza interessi e impensabile che il governo ci chieda oggi, il pagamento delle tasse senza alcun rinvio, senza una proroga gli aiuti di Stato torneranno all’Erario! a questo punto credo sia utile una pacificazione fiscale che resetti tutto il dovuto attraverso una nuova ed ultima rottamazione per poi dar vita ad un nuovo modello fiscale questa è l’opportunità che il governo dovrebbe cogliere.Dal  punto di vista strutturale invece non comprendo come l’eco bonus al 110 % non sia stato esteso agli alberghi, abbiamo il patrimonio alberghiero più vecchio d’Europa e soprattutto alcune zone, come quelle termali,  senza misure straordinarie soffrono dell’impossibilità di un nuovo riposizionamento, in questi giorni continueremo ad adoperarci per verificare la possibilità di introdurre la norma anche per il turismo,  seppur con qualche limitazione di spesa 

 

In tempi di crisi così violenta, purtroppo, ce lo rivela l’ultimo rapporto della Direzione Nazionale Antimafia, il malaffare diventa in alcune aree del Paese, un punto di riferimento per tanti imprenditori travolti dalla crisi economica. Cosa si può fare per contrastare quello che rischia di diventare una economia parallela.

 

 

Le organizzazioni criminali non sono una novità, ne in Italia ne altrove e con questo non intendo sottovalutarne la gravità. In una situazione come quella che stiamo vivendo, solo un’azione coordinata dello Stato può arginare questo pericolo e questo anche attraverso azioni di supporto alle aziende e di accesso al credito che rendano meno vulnerabili gli operatori del settore che in questa crisi hanno visto crollare l’avviamento commerciale il fondo di prevenzione dell’usura è attivo dal 1998 ma per lo più sconosciuto, l’informazione è spesso una via di uscita e dobbiamo metterla a disposizione dei nostri associati 

 

Presidente ritiene utile per il settore che rappresenta, l’adozione da parte del Governo di misure come lo sgravio del costo del lavoro. Va detto poi che l gran parte delle imprese alberghiere hanno già esaurito le 18 settimane di integrazione salariale dell’Inps e dunque ora rischiano di avere gravi difficoltà nei rapporti con i dipendenti. Cosa si può fare   

 

Come ho già detto le risorse della cig dovrebbero andare a beneficio delle imprese e dei lavoratori e questo insieme ad un significativo sgravio strutturale del costo del lavoro. Il decreto dignità ha solo creato più problemi a lavoratori ed imprese ed andrebbe sospeso se non del tutto cancellato, la reintroduzione dei vouchers per il comparto HoReCa, appare una misura necessaria almeno in questa prima fase di ripartenza, così facendo rimetteremmo in moto le aziende potendo chiedere di tornare alla piena occupazione grazie all’integrazione salariale garantirà dallo Stato, situazioni come quella che stiamo vivendo con cig interrotta ed impossibilità  di licenziamento, non fanno altro che innescare un potenziale conflitto tra imprese e lavoratori, un conflitto che alcune parti politiche hanno sempre cavalcato e che sta alla base di una visione distorta degli interessi delle imprese e di quelli del mondo del lavoro

 

Presidente D’Amico, in queste ore uno degli esponenti di punta del Governo Conte, il Viceministro dell’economia Castelli , ha detto che se un ristoratore non ce la fa, deve essere aiutato, ma deve cambiare mestiere. Che ne dice?

 

 

 Non è la prima volta che l’on Castelli commette una gaffe. Credo che la vicenda sia semplicemente incommentabile. Ma se non smentita dal governo,  continuo a pensare, che esista un pensiero dominante che guardi alla decrescita con un certo favore e questo, non solo dobbiamo evitarlo, ma combatterlo 

Presidente, il Governo ha messo in campo il bonus vacanze, la ritiene una misura utile per il settore? 

Il bonus vacanze e’ perfettamente in linea con il concetto del sussidio. In parlamento ho sentito  il ministro Franceschini orgoglioso del provvedimento, ma ripeto non è di sussidi che guariremo. Abbiamo bisogno di un progetto, di nuove opportunità ed HoReCa ConfimpreseItalia è pronta a dare il proprio contributo a tutti i livelli per poter ridare fiducia ad un settore tra i più trainanti della nostra economia, ma che, anche in questa occasione, sembra lasciato a se stesso. Ci vantiamo dell’Italia come destinazione turistica ma poco facciamo perché questo primato possa consolidarsi. Abbiamo perso diverse posizioni in questi anni, pur avendo tutti gli asset fondamentali, a causa della nostra burocrazia soffocante, con il tempo estenuante della legge gli investitori internazionali fanno fatica ad immaginare investimenti cospicui e di lungo periodo in Italia. Abbiamo abrogato ormai da anni il ministero del turismo, quando invece dovremmo dedicargli l’attenzione e le risorse che merita. Abbiamo la nazione più bella, che il mondo ci invidia, il Made in Italy, il nostro saper fare ci rende protagonisti nei settori più strategici ma non sappiamo cogliere questo vantaggio competitivo. Mi auguro che alla fine da questa crisi disastrosa possa nascere, con il contributo di tutti, un nuovo modello di sviluppo nazionale, uno stato più moderno fondato sulla meritocrazia, sul benessere  e sulla pace sociale”.





Azzolina (Istruzione): “Basta liti sulla scuola. Si parte a settembre”

 

Assicura che i docenti non vedono l’ora di “tornare a scuola”. E invita a far la loro “parte” i sindacati pessimisti sul rientro in aula: “Dobbiamo chiudere il protocollo di sicurezza per settembre. Noi siamo pronti da due settimane, stiamo aspettando loro”, dice la ministra della Pubblica istruzione, Lucia Azzolina, in una intervista al Quotidiano nazionale. “Io dico: fateci lavorare. Non perdiamoci nelle polemiche. Siamo impegnati notte e giorno per la ripartenza. Assieme agli uffici scolastici regionali, ai dirigenti scolastici, agli enti locali. Ci sono scuole già pronte, altre più in difficoltà, le aiuteremo una per una. Non basta lanciare allarmi senza proporre soluzioni, bisogna lavorare tutti insieme. E bisogna farlo adesso”.

“Le condizioni per tornare ci sono. Le gamilia, i ragazzi, i docenti, il personale, tutti vogliono rientrare a scuola. Noi vogliamo riaprire le scuole”, dice Azzolina.

Quanto al personale docente, “stiamo facendo ordine in un sistema che viene da anni di tagli e che ogni settembre affronta problemi. Attribuirli a questo governo, ‘supplente’ compresa, sarebbe un falso”. Relativamente ai locali, e all’ipotesi di usare cinema, teatri o prefabbricati nei cortili delle scuole, “sono tutte ipotesi in campo”. Passi avanti sui banchi multi-funzione: “Ci stiamo lavorando con il commissario straordinario Arcuri. Il bando per il loro acquisto è pronto”.

 





Prodi e il negoziato Ue: “Bene l’Italia. Ora l’Europa abbandoni l’unanimità”

 

“In Europa le regole non sono fatte per decidere. L’unanimità paralizza ogni decisione e dà a ognuno la capacità di ricatto”. Così Romano Prodi, già presidente del Consiglio e della Commissione europea poco fa a Rai Radio1, al Gr1 delle 8 intervistato da Sonia Oranges.

Alla domanda: “Come si sta comportando l’Italia?”, Prodi ha risposto: “Bene, nel senso che, partiti debolissimi 4 mesi fa, si è costruita un’alleanza con Francia e Spagna, un’alleanza è importante per cui la Germania ne ha tenuto conto, ma il veto olandese è stato paralizzante”.

Poi sull’idea di Europa: “Ci sono due concezioni di Europa. Quella che era britannica, che adesso l’ha presa in mano l’Olanda, che dice “solo accordi commerciali” e un’altra che è un’Europa che vuole essere unita e forte perché nel mondo ormai ci sono solo dei giganti”.

Alla domanda: “Cosa deve fare l’Europa?”, Prodi ha risposto: “Prima di tutto darsi regole normali, cioè che si vota a maggioranza. Con l’unanimità, ogni nano fa il gigante e non si gestisce neanche un condominio”.





I numeri dell’Inail, almeno 50mila contagi sul lavoro al 30 di giugno

 

 Sono quasi 50mila i contagi da Coronavirus sul lavoro denunciati al 30 giugno. Lo rileva l’Inail nel sesto report nazionale integrato dall’analisi aggiornata delle infezioni di origine professionale a livello territoriale, aggiungendo che sono 965 le denunce in più rispetto al monitoraggio precedente del 15 giugno. I casi mortali sono 252 (+16), concentrati soprattutto tra i lavoratori over 50.

Precisamente, i contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail al 30 giugno sono 49.986, 965 in più rispetto al monitoraggio del 15 giugno. I casi mortali sono 252 (+16), concentrati soprattutto tra gli uomini (82,5%) e nelle fasce 50-64 anni (69,8%) e over 64 anni (19,5%), con un’età media dei deceduti di 59 anni. Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale segnalate all’Istituto, il rapporto tra i generi si inverte – il 71,6% dei lavoratori contagiati sono donne – e l’età media scende a 47 anni.

Dall’analisi territoriale emerge che più di otto denunce su 10 sono concentrate nell’Italia settentrionale: il 56,2% nel Nord-Ovest e il 24,2% nel Nord-Est, seguiti da Centro (11,8%), Sud (5,7%) e Isole (2,1%). Concentrando l’attenzione sui contagi con esito mortale, la percentuale del Nord-Ovest rispetto al totale sale al 58,3%, mentre il Sud, con il 15,1% dei decessi, precede il Nord-Est (13,1%), il Centro (11,9%) e le Isole (1,6%).

La Lombardia è la regione più colpita, con oltre un terzo dei casi denunciati (36,1%) e il 44,8% dei decessi. Nel dettaglio, il 30,2% dei 18.032 contagi sul lavoro denunciati nel territorio lombardo riguardano la provincia di Milano, ma con 32 decessi la provincia di Bergamo conferma il primato negativo per i casi mortali, seguita da Milano (22), Brescia (20) e Cremona (16).

Circa il 99% delle denunce riguarda la gestione assicurativa dell’Industria e servizi, mentre i casi registrati in Agricoltura, nella Navigazione e nella gestione per Conto dello Stato sono circa 600. Rispetto alle attività produttive, il 72,1% del complesso delle infezioni denunciate e il 26,1% dei casi mortali si concentra nel settore della Sanità e assistenza sociale (che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili), che insieme al settore degli organismi pubblici preposti alla sanità (Asl) porta all’81,2% la quota dei contagi e al 36,6% quella dei decessi avvenuti in ambito sanitario. Seguono i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari), le attività di alloggio e ristorazione, il commercio e il trasporto e magazzinaggio.

Con il 40,6% dei contagi denunciati, oltre l’83% dei quali relativi a infermieri, la categoria professionale dei tecnici della salute si conferma la più colpita dal virus, seguita dagli operatori socio-sanitari (21,3%), dai medici (10,5%), dagli operatori socio-assistenziali (8,7%) e dal personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,7%).

L’analisi dei decessi rivela come circa il 40% riguardi personale sanitario e socio-assistenziale. Nel dettaglio, l’11,8% dei casi mortali codificati riguarda i tecnici della salute (il 63% sono infermieri), seguiti dai medici (9,3%), dagli operatori socio-sanitari (8,1%), dagli operatori socio-assistenziali e dal personale non qualificato nei servizi sanitari (4,3% per entrambe le categorie).





Covid-19, a Roma e nel Lazio situazione complessa. Chiuse nella Capitale le piazze e le strade della Movida e il mercato di Piazza Vittorio

 

Si complica la situazione Covid a Roma e nel Lazio, tra casi di persone rientrate dall’estero che hanno dato vita a cluster, circolazione del virus e il rischio movida con bar stracolmi tra aperitivi e serate. Nella serata di domenica si è resa necessaria la chiusura delle principali piazze e vie della Movida, dove erano praticamente saltate tutte le regole del distanziamento. Non è escluso che l’Amministrazione comunale, così come è stato fatto in altri Comuni dell’area metropolitana adotti misure più stringenti soprattutto nei fine settimana. E’ stato perfino chiuso il mercato di piazza Vittorio, il quartiere multietnico della capitale, per violazioni delle norme anti-Covid.

“Oggi registriamo un dato di 17 casi. Di questi 10 sono casi di importazione: 6 casi sono di nazionalità del Bangladesh, un caso dall’Iraq, due dal Pakistan e uno dall’India. Rivolgo un appello all’utilizzo della mascherina o si dovrà richiudere. Non possiamo tornare indietro e disperdere gli sforzi fatti fin qui. Dobbiamo usare la mascherina o rischiamo nuovi casi come in Catalogna. Nella Asl Roma 1 si registrano tre nuovi casi e di questi due sono persone di nazionalità del Bangladesh e riferite all’esito dei tamponi sulla Comunità del Bangladesh richiamati al drive-in. Un caso di una persona in fase di pre-ospedalizzazione al Policlinico Umberto I. Nella Asl Roma 2 dei quattro nuovi casi nelle ultime 24h due sono persone di nazionalità del Bangladesh e riferite all’esito dei tamponi sulla Comunità del Bangladesh richiamati al drive-in. Un caso riguarda una persona di nazionalità Indiana già posta in isolamento e un caso di una persona di rientro dal Pakistan ora ricoverato allo Spallanzani. Attivate le procedure del contact tracing internazionale. Nella Asl Roma 3 sono sei i nuovi casi nelle ultime 24h e di questi due sono persone di nazionalità del Bangladesh e riferite all’esito dei tamponi sulla Comunità del Bangladesh richiamati al drive-in. Un caso riguarda una donna con link familiare ad un caso di rientro dall’Iraq. Un caso riguarda una persona segnalata dal medico di medicina generale e una persona con link con un cluster familiare già noto. Infine per quanto riguarda le province si registrano quattro nuovi casi e di questi tre nella Asl di Frosinone si tratta di un uomo in accesso al pronto soccorso di Sora, e due donne in accesso al pronto soccorso di Frosinone.

Un caso nella Asl di Rieti riguarda un uomo del Pakistan in accesso al pronto soccorso. Si registra un decesso nelle ultime 24h” commenta l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Questa mattina ho fatto visita alla RSA pubblica di Albano e voglio ringraziare tutto il personale della ASL Roma 6 per il grande impegno e la professionalità mostrati in questo periodo di emergenza. Queste strutture dimostrano l’importanza dell’impegno pubblico nella tutela e nel sostegno, non solo sanitario, alle fasce fragili della popolazione. Ho trovato un ambiente confortevole e personale qualificato e fortemente motivato” ha proseguito D’Amato. “Prosegue il nostro impegno nella cura dell’anziano e verso un sistema di integrazione tra i servizi sanitari e ludico ricreativi per la terza e quarta età- ha commentato il direttore generale della Asl Roma 6, Narciso Mostarda – per le prossime settimane è stato predisposto anche un programma di intrattenimento musicale per gli ospiti delle nostre RSA. Gli ospiti cittadini del Bangladesh hanno concluso il periodo di osservazione e domani, all’esito dell’ultimo tampone eseguito oggi, lasceranno la struttura. Li ringrazio per aver collaborato e rispettato rigorosamente tutte le misure previste. Per le RSA sono allo studio molteplici progettualità. La RSA di Albano diventerà un Centro per lo studio dei disturbi dell’anziano”.

Nelle serate di questo fine settimana la Polizia Locale di Roma Capitale è stata impegnata in circa 1.700 verifiche nelle zone della movida, per contrastare i comportamenti molesti, pericolosi per la salute pubblica e le condotte scorrette alla guida. I controlli sono stati estesi fino ad Ostia, con accertamenti mirati in varie zone del litorale romano. Anche in questo sabato notte, come già avvenuto venerdì, gli agenti hanno dovuto procedere alla chiusura delle principali piazze della movida, in particolare nelle zone di Trastevere, San Lorenzo e Rione Monti, per contrastare assembramenti e comportamenti scorretti che impedivano, di fatto, l’osservanza delle disposizioni previste per la limitazione del contagio. Nei luoghi maggiormente interessati dai fenomeni molesti, come la Scalea del Tamburino, i presidi sono proseguiti fino all’alba di questa mattina , consentendo di limitare la formazione di affollamenti e di impedire condotte illecite. Più di 60 i verbali ad esercenti ed avventori per la somministrazione, vendita e consumo di alcol fuori dall’orario consentito. A questi si aggiungono 21 violazioni accertate presso attività commerciali e locali pubblici: occupazioni di suolo pubblico abusive o difformi, alimenti privi di regolare etichettatura ed emissioni sonore moleste sono alcuni degli illeciti riscontrati. L’attività di controllo ha riguardato anche la sicurezza stradale, con oltre 200 contestazioni per comportamenti irregolari o pericolosi su strada; 92 le rimozioni ai veicoli in sosta ad intralcio.

 





Ricciardi e Covid-19: “Attenzione, rischiamo di fare la fine della Catalogna o di Israele”

 

“Servono più controlli, ma soprattutto applicare sul serio le sanzioni. Purtroppo vedo che le multe sono lo zero virgola qualcosa rispetto al numero delle persone fermate. Così non va”. Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza e presidente della Federazione mondiale delle associazioni di Sanità pubblica, afferma, in un’intervista alla Stampa, che rischiamo “di fare la fine della Catalogna o di Israele. Se i focolai crescono di numero e volume c’è il rischio di non riuscire più a tenerlisotto controllo.Allorapotrebbe capitare di dover creare delle zone rosse anche in luoghi di villeggiatura dove si finirebbe per restare intrappolati. Per questo meglio darsi tuttiunaregolata”.





Covid-19, anche Banca d’Italia lancia l’allarme

In Italia “il rischio di ripresa del contagio potrebbe continuare a rimanere elevato in presenza di un’ampia diffusione del virus al di fuori dei confini nazionali”. Lo rileva uno studio diffuso dalla Banca d’Italia, secondo cui “la possibilità di continuare a mantenere sotto controllo la diffusione del virus nei prossimi mesi dipende in misura cruciale dalle politiche di prevenzione, di test e di tracciamento dei contatti”. “Il numero dei test in rapporto al contagio – spiegano gli economisti Alessandro Borin, Francesco Paolo Conteduca, Giuseppe Ilardi, Michele Mancini e Luca Rossi – è cresciuto in tutte le regioni e appare complessivamente adeguato. Persiste una eterogeneità regionale nelle politiche di testing e non è al momento chiaro se tutte le regioni siano dotate di sistemi informativi di sorveglianza adeguati per il monitoraggio e il tracciamento dei contatti per i casi sospetti”. “L’Italia – secondo il report di Via Nazionale – resta uno dei paesi più colpiti dal contagio in termini di incidenza della mortalità per Covid-19 nella popolazione. Il rigido lockdown nazionale, in vigore dal 10 marzo al 4 maggio, ha consentito una riduzione del contagio e dei decessi, portando a un progressivo allentamento delle restrizioni”. A distanza di due mesi dalle prime riaperture “le evidenze a disposizione sembrano indicare che l’epidemia si è mantenuta sotto controllo, anche se il ritmo di riduzione del contagio è rallentato rispetto al periodo di lockdown e sono emersi alcuni focolai di infezione per ora geograficamente circoscritti”. “Le strette misure di contenimento – sottolinea lo studio di Bankitalia – adottate in Italia e in molti altri paesi dell’Unione Europea tra marzo e aprile hanno permesso di ridurre il contagio da Sars-Cov-2 e di mantenere l’epidemia sotto controllo nella maggior parte della regione anche dopo l’allentamento delle restrizioni”. Tra maggio e giugno “la pandemia ha colpito sempre più altre aree del pianeta, come l’America Latina, il subcontinente indiano e il Medio Oriente. Il contagio è inoltre ripreso a ritmi elevati nelle zone degli Stati Uniti meno colpite nella prima fase, nelle quali le misure di contenimento erano state meno stringenti o in vigore per un periodo più limitato”. “Secondo le informazioni disponibili – aggiungono gli economisti di Palazzo Koch – che risentono di una forte eterogeneità nelle metodologie di rilevazione tra paesi, questa seconda fase dell’epidemia sembra caratterizzarsi per aumento più rilevante nel numero di contagi a fronte di una letalità relativamente più contenuta. Molti fattori potrebbero aver concorso a determinare questa evoluzione, incluse le caratteristiche demografiche dei paesi emergenti principalmente coinvolti in questa fase”.

 





Vigna Murata, due operai edili muoiono dopo un volo di venti metri

 

 

Sono morti dopo essere precipitati da circa 20 metri due operai a Roma.  I due uomini di nazionalità italiana, l’uno nato nel 1967 e l’altro nel 1991, stavano tagliando una trave in cemento armato in via Ludovico Cerva, nel quartiere Vigna Murata, e, a quanto si apprende, hanno probabimente per un cedimento strutturale hanno perso l’equilibrio e sono precipitati.  Sul posto sono intervenuti la Polizia e gli operai del 118, oltre che il magistrato di turno che ha disposto il sequestro del cantiere.   

 

L’Assessore regionale al Lavoro Di Berardino: “Rafforzare la prevenzione”

 

 

“In merito al tragico incidente sul lavoro avvenuto oggi a Roma e che ha coinvolto due lavoratori edili esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie degli operai. Usciti dalla fase del lock down stiamo assistendo a una ripresa delle attività ma spesso accompagnata da un eccessivo disordine. Anche per questo è necessario agire rafforzando la prevenzione, migliorando l’organizzatore del lavoro e potenziando controlli e verifiche, specie nei cantieri edili”. Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio.”Da parte nostra, la prossima settimana porteremo in Giunta una delibera che approva il protocollo d’intesa sul coordinamento della vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro a cui hanno aderito tutti i soggetti coinvolti sul tema. Con questo ulteriore passaggio diventerà pienamente operativo il coordinamento sulla vigilanza con tutti gli Enti regionali responsabili in materia di controlli, tra cui Spresal, Ispettorato interregionale del lavoro, Inail, Inps e Vigili del fuoco, con l’obiettivo di ampliare il raggio di azione dei controlli nella nostra regione”.

 

 

Il cordoglio del Pd del Lazio

 

“La comunità del Pd Lazio si stringe ai familiari e ai colleghi degli operai deceduti nel tragico incidente sul lavoro”. Lo scrive in una nota il segretario del Pd Lazio, senatore Bruno Astorre, in merito alla morte di due operai di 53 e 29 anni in un cantiere edile in zona Vigna Murata a Roma. “In attesa che si chiariscano le cause dell’incidente, ribadiamo con forza la necessità che il fattore sicurezza resti al centro delle politiche del lavoro e che i protocolli siano applicati alla lettera nei cantieri così come in ogni altro luogo di lavoro. La vita delle persone viene prima di tutto”.

 

 

Salvini: “Prego per i due operai deceduti a Roma. Investire in sicurezza”

 

“Due preghiere per i lavoratori deceduti e le loro famiglie, ma non basta: bisogna investire di più e meglio per la sicurezza dei luoghi di lavoro, non si può morire così”. Lo ha scritto su Twitter il segretario della Lega, Mateo Salvini, commentando la notizia del duplice incidente mortale sul lavoro verificatosi in un cantiere di Roma.

 

 

Filca Cisl: “La fretta per la ripresa non deve essere a danno della sicurezza”

 

“Siamo sconvolti e affranti per questa nuova tragedia in un cantiere. Le due vittime di oggi a Roma non fanno che allungare la scia di sangue in edilizia: dopo la fine del lockdown, con la ripresa dell’attività, stiamo riscontrando un fortissimo aumento degli incidenti nei cantieri, spesso mortali. La smania del profitto e la fretta di completare le opere non possono mettere in discussione la sicurezza e la dignità dei lavoratori”. Lo dichiara Franco Turri, segretario generale della Filca-Cisl, commentando l’incidente in un cantiere della Capitale, costato la vita a due operai di 29 e 53 anni. “La tragedia di Roma ci ricorda che l’edilizia resta il settore più a rischio, con il 20% delle vittime; la prima causa di morte nei cantieri è la caduta dall’alto, proprio come avvenuto oggi. Noi torniamo a ripetere che senza risorse per gli Ispettorati del Lavoro, senza il riconoscimento del ruolo della bilateralità, e soprattutto senza l’introduzione di strumenti come la Patente a Punti, prevista dal Testo Unico sulla Sicurezza ma non ancora entrata in vigore, continueremo a piangere il sacrificio di lavoratori edili. Ci stringiamo attorno ai familiari delle due vittime, appellandoci con forza alle istituzioni e alle imprese per affrontare insieme questa battaglia di civiltà, di giustizia sociale”, ha concluso Turri.

 

 

Ugl: “Serve più cultura della sicurezza”

 

“Stamattina in un cantiere in zona Vigna Murata sono venuti a mancare due operai italiani di 53 e 23 anni dopo essere precipitati da 20 metri mentre tagliavano una trave. Nell’esprimere le condoglianze alle famiglie delle vittime, va sottolineato ancora una volta quanto non possa essere accettabile che in Italia ancora si muoia così facilmente sul lavoro”. Lo ha dichiarato in una nota il segretario UGL Roma e provincia, Ermenegildo Rossi. 

“L’UGL – ha aggiunto – rivendica da sempre una maggiore cultura della sicurezza nei cantieri e più formazione per gli operai specializzati. Il dramma delle morti bianche, che solo nel 2019 sono state più di 1000, non può passare in sordina. Continueremo a batterci affinché ci siano più garanzie e sicurezza nei posti di lavoro”. 

“Prosegue e resta più che mai attuale la manifestazione ‘Lavorare per vivere’ dell’UGL mirata a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle morti bianche”, ha concluso Rossi.

 





COVID, al Policlinico Umberto I° troppi guasti, dura protesta di ben 52 Associazioni di malati cronici e rari

 

 

In questi mesi di Covid è successo davvero di tutto: tagliati posti letto e personale medico nei reparti, eliminate e smantellate intere Unità Operative Semplici e Complesse, riorganizzazione delle attività per far spazio ai pazienti Covid19, e il tutto nel più completo silenzio della direzione sanitaria. La protesta è durissima e quanto mai emblematica e riguarda direttamente migliaia di famiglie italiane. Nel “Manifesto del dolore” sottoscritto da tutte le associazioni che si poccupano di assistenza a malati cronici e rari si legge con chiarezza il nodo centrale della questione: “Riduzione da 8 a 2 soli posti letto nella UOC di Reumatologia, smantellamento dell’attività di Day-Service per la valutazione delle multimorbilità del malato cronico respiratorio e di intere Unità Operative Semplici e Complesse che hanno in carico annualmente migliaia di pazienti cronici e rari riduzione dell’organico medico a causa dei mancati rinnovi di contratto. La direzione del Policlinico Umberto I di Roma ha deciso di mettere la cronicità in secondo piano in nome di una riorganizzazione aziendale che sembra avere come unica priorità quella del Covid-19 e dell’emergenza sanitaria, limitando così il diritto alle cure e alla salute per le persone affette da patologie croniche e rare”. Oggi a lanciare questo allarme così pesante e soprattutto così puntuale e dettagliato sulla preoccupante situazione del nosocomio capitolino è il network di Associazioni pazienti di persone affette da patologie croniche e rare aderenti alla rete spontanea “Associazioni in rete”: “Il Policlinico Umberto I di Roma, centro di eccellenza cha ha da sempre erogato servizi di qualità, centro di riferimento per pazienti cronici e rari della regione Lazio e non solo, ha intrapreso da alcuni mesi un allarmante e preoccupante processo di ridimensionamento e riorganizzazione aziendale che mette serio rischio la tutela della salute e il diritto alle cure dei pazienti cronici e rari”. Per “Associazioni in rete”, la riorganizzazione postCovid degli spazi e dei reparti che si sta effettuando predilige infatti l’emergenza-urgenza alla cronicità con l’eliminazione di intere Unità Operative Semplici e Complesse che hanno in carico annualmente migliaia di pazienti cronici e rari”. Niente di più grave per chi soffre. Ma la cosa più grave- denunciano i riferimenti istituzionali di “Associazioni in Rete” è che “Tutto questo sta avvenendo nel più completo silenzio della Direzione Sanitaria e Aziendale. Da qui l’appello corale e determinato alle massimi autorità istituzionali regionali, naturalmente il Presidente della Regione Lazio in primis Nicola Zingaretti e a cui “Associazioni in rete” mandano a dire: “Siamo ovviamente intenzionati a continuare con azioni di sensibilizzazione per richiedere al decisore di occuparsi dei pazienti cronici e rari in stato di fragilità, ripristinando la programmazione e l’organizzazione delle attività ospedaliere, reimplementando le attività troppo frettolosamente tagliate e completando le piante organiche ormai sguarnite, unico mezzo per recuperare le prestazioni non erogate nel periodo del lockdown, per abbattere le liste d’attesa, favorendo gli accessi per diagnosi e follow-up”. Chiediamo pertanto alle Istituzioni e ai consiglieri regionali- questa la conclusione dell’appello di “Associazioni in rete” un concreto intervento presso la Direzione Aziendale e Sanitaria del Policlinico Umberto I al fine di favorire un’organizzazione sanitaria che permetta al paziente di continuare a curarsi dove sono/erano presenti specifiche e importanti competenze ed esperienze che non possono per alcun motivo andare disperse, pena il venir meno per le persone affette da malattie croniche e rare di un diritto fondamentale come quello della salute”. Ma quando parliamo di “Associazioni in rete” di cosa realmente si parla realmente? Bene, noi oggi siamo in grado di elencare tutte le sigle e le associazioni,53 in tutto, che hanno sottoscritto e fatto proprio questo appello così forte e consapevole, e che sono decise ad andare avanti ad oltranza nella loro giustificata e legittima protesta civile: 1. A.I.P.A.S-ONLUS - Associazione Italiana Pazienti con Apnee del Sonno; 2. A.L.I.Ce. Italia Odv - Associazione per la lotta all’ictus cerebrale; 3. Allergamici; 4. A.M.I.C.I. Lazio; 5. A.M.I.C.I. Marche 6. AISPA - Associazione Italiana Spondiloartriti Onlus; 7. Al.Ce - Alleanza Cefalalgici; 8. ALAMA APS - Associazione Liberi dall’Asma, dalle Malattie Allergiche, Atopiche, Respiratorie e Rare; 9. AMANTUM; 10. AMIP Onlus - Associazione Malati di Ipertensione Polmonare; 11. ANACC Onlus – Associazione Nazionale Angioma Cerebrale Cavernoso; 12. ANGEA Onlus - Associazione Nazionale Genitori Eczema Atopico e Allergia Alimentare; 13. APIAFCO - Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza; 14. APMARR APS – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare; 15. Associazione ACAR Onlus (Esostosi Multipla e Sindrome Ollier/Maffucci ); 16. Associazione "Andrea Tudisco Onlus”; 17. Associazione Asma Grave – AAG; 18. Associazione Epac Onlus; 19. Associazione Gemme Dormienti; 20. Associazione Gli Onconauti; 21. Associazione I Frutti di Andrea; 22. Associazione M.I.Cro. Italia OdV; 23. ATA - Associazione Toscana Asmatici Allergici Lapo Tesi; 24. Comitato Italiano Associazioni Parkinson; 25. Federasma e Allergie Onlus; 26. Gruppo LES Italiano ODV; 27. LEGA per la NEUROFIBROMATOSI 2 Onlus; 28. Noi per te; 29. SALUTE DONNA Onlus; CoLMaRe e le Associazioni aderenti; 30. AISA Lazio OdV; 31. AS.MA.RA Onlus; 32. ANPTT ApS; 33. AI VIPS Onlus; 34. AICMT Onlus; 35. AIBWS OdV; ReMaRe e le Associazioni aderenti; 36. A.I.C.M.T. Onlus; 37. AIBWS Odv; 38. AIGGM1 Onlus; 39. A.I.P.A. “Giuseppina Vivenzio”; 40. AMAE Onlus; 41. ANPTT Aps, 42. As.It.O.I. ONLUS - Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta; 43. Asimas Associazione Italiana Mastocitosi; 44. Assi Gulliver Onlus; 45. Associazione Famiglie LGS Italia; 46. aVips Onlus; 47. Gruppo Famiglie Dravet Associazione Onlus; 48. La nuova era Onlus; 49. RTS " Una Vita Speciale" Onlus; 50. UNITAS Onlus; 51. Vivi l’epilessia in Campania ODV; 52. XLPDR International Association Onlus; Un parterre di grande valore sociale e di innegabili ragioni civili. 





Roma, Meloni: cosa aspetta amministrazione a sgombrare campo Via Candoni?

 

"Dopo le fiamme, anche la sassaiola contro i Vigili del Fuoco intervenuti per spegnere l’incendio. Continuano i danni e i disagi prodotti dal campo nomadi di via Candoni a Roma, con gli abitanti residenti nelle vicinanze arrivati al limite della pazienza e nell’assenza totale delle istituzioni e dello Stato. Da anni Fratelli d’Italia denuncia la situazione di degrado e delinquenza di questo campo nomadi, che crea quotidianamente enormi danni anche alla rimessa Atac a pochi passi. La situazione è ormai completamente sfuggita dal controllo dell’amministrazione: cosa si aspetta a sgomberare?" Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.





Nozze, battesimi e funerali, non servirà più il sacerdote. Delega ai diaconi laici per la celebrazione dei riti

 

Vista la mancanza di sacerdoti, i diaconi e i laici, "in via eccezionale", avranno la facoltà di celebrare nozze, esequie funebri e battesimi. E’ quanto comunica il Vaticano nelle Istruzioni per le parrocchie. Anche "i non battezzati" avranno la possibilità di cooperare all’interno delle parrocchie, ma il prete deve essere obbligatoriamente una persona che ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale, che abbia o meno un incarico a tempo indeterminato. Le celebrazioni eucaristiche e i sacramenti, rammenta il Vaticano, non devono avere "un prezzo,una tassa da esigere.Le azioni ministeriali non posso essere soggette a tariffari".

(Primapaginanews)





Inserimento supplenti non laureati, Azzolina: "Necessario dare possibilità di lavorare ai giovani"

 

 

In merito all’immissione in graduatoria, come supplenti, di coloro che non sono ancora in possesso della laurea in Scienze della Formazione primaria, "penso che questo Paese debba assolutamente dare la possibilità ai giovani di lavorare, se vanno all’estero ci lamentiamo, se restano a casa ci lamentiamo. Questi giovani lavoravano già, la Lombardia è una delle Regioni che ha più supplenze per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. Non è una novità, noi lo abbiamo semplicemente messo all’interno di graduatorie". E’ quanto ha dichiarato, parlando con la stampa, il Ministro per l’Istruzione Lucia Azzolina, dopo aver visitato un Istituto Comprensivo di Milano. "Questo faciliterà le segreterie che non dovranno più avere a che fare con le Mad, ad impazzire dietro le Mad e daremo da lavorare a persone che hanno scelto di fare l’insegnante, che hanno fatto un percorso che era a numero chiuso. Persone preparate con passione e amore per la scuola. E’ un passo in avanti", conclude il Ministro.





#Covid-19, Ricciardi: "Se i focolai crescono di numero e volume c’è il rischio di non riuscire più a tenerli sotto controllo"

 

"Servono più controlli, ma soprattutto applicare sul serio le sanzioni. Purtroppo vedo che le multe sono lo zero virgola qualcosa rispetto al numero delle persone fermate. Così non va", c’è il pericolo "di fare la fine della Catalogna o di Israele. Se i focolai crescono di numero e volume c’è il rischio di non riuscire più a tenerl isotto controllo.Allora potrebbe capitare di dover creare delle zone rosse anche in luoghi di villeggiatura dove si finirebbe per restare intrappolati. Per questo meglio darsi tutti una regolata". Così alla Stampa Walter Ricciardi, Presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni della Pubblica Sanità e Consulente per il Ministero della Salute.





Consiglio Europeo, Salvini: "Così come è impostata questa Europa non funziona"

 

 

"Tifo per l’Italia ma se quello che otteremo sarà quello di cui si legge, ossia meno di quello che gli italiani pagano, sarà una fregatura colossale". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, a un presidio del Carroccio a Milano, in merito al Consiglio Europeo relativo al Recovery Fund e al bilancio pluriennale europeo. "Tifo per l’Italia, ma vedere ministri con il cappello in mano in Europa a chiedere quello che è nostro non è dignitoso", prosegue, e "così come è impostata questa Europa non funziona".





Consiglio Europeo, Meloni: "Al fianco di Conte se difenderà fino in fondo gli interessi del popolo italiano"

 

"Fratelli d’Italia antepone sempre l’interesse della Nazione a quello della fazione, soprattutto quando il Governo italiano - da chiunque sia guidato - è chiamato ad affrontare difficili sfide internazionali. Nel complesso negoziato europeo sul Recovery Fund abbiamo chiesto in Parlamento al premier Conte di giocare in attacco, perché senza l’Italia non c’è la Ue e non può esserci l’accordo. Se il presidente del Consiglio difenderà fino in fondo gli interessi del popolo italiano, sappia che ci troverà al suo fianco". Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.





Corte Costituzionale, Invalidi civili totali, l’incremento della pensione di inabilità scatta a 18 anni e non a 60

 

 

L’importo mensile della pensione di inabilità spettante agli invalidi civili totali, stabilito dall’articolo 12, primo comma, della legge n. 118 del 1971, oggi pari a 286,81 euro, “è innegabilmente, e manifestamente, insufficiente” ad assicurare agli interessati il “minimo vitale”, ma il suo adeguamento rientra nella discrezionalità del legislatore. Tuttavia, gli invalidi civili totalmente inabili al lavoro hanno diritto al cosiddetto “incremento al milione” della pensione di inabilità (oggi pari a 651,51 euro) fin dal compimento dei 18 anni, senza aspettare i 60.

Il requisito anagrafico finora previsto dalla legge è irragionevole in quanto “le minorazioni fisio-psichiche, tali da importare un’invalidità totale, non sono diverse nella fase anagrafica compresa tra i diciotto anni (ovvero quando sorge il diritto alla pensione di invalidità) e i cinquantanove, rispetto alla fase che consegue al raggiungimento del sessantesimo anno di età, poiché la limitazione discende, a monte, da una condizione patologica intrinseca e non dal fisiologico e sopravvenuto invecchiamento”. È uno dei passaggi della motivazione della sentenza n. 152 depositata oggi (relatore il Vicepresidente Mario Rosario Morelli), con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 38, comma 4, della legge n. 448 del 2001, là dove stabilisce che i benefici incrementativi spettanti agli invalidi civili totali sono concessi ai soggetti di età pari o superiore a 60 anni, anziché ai soggetti di età superiore a 18 (come anticipato con il comunicato stampa del 24 giugno 2020). Nel caso concreto da cui è nata la questione di legittimità costituzionale, si trattava di una persona affetta da tetraplegia spastica neonatale, incapace non solo di svolgere i più elementari atti quotidiani della vita (come lavarsi, vestirsi, alimentarsi), ma anche di comunicare con l’esterno, condizione dipendente dalla menomazione pregressa e non dal superamento di determinate soglie anagrafiche. La sentenza rileva che la maggiore spesa a carico dello Stato, derivante dall’estensione della maggiorazione agli invalidi civili – nel rispetto delle soglie di reddito stabilite dalla legge 448 del 2001 – non viola l’articolo 81 Cost. poiché sono in gioco diritti incomprimibili della persona. I vincoli di bilancio, dunque, non possono prevalere. “Ciò comporta – ha affermato la Corte – che il legislatore deve provvedere tempestivamente alla copertura degni oneri derivanti dalla pronuncia, nel rispetto del vincolo costituzionale dell’equilibrio di bilancio in senso dinamico (sentenze n. 6 del 2019, n. 10 del 2015, n. 40 del 2014, n. 266 del 2013, n. 250 del 2013, n. 213 del 2008)”. Nella prospettiva del “contemperamento dei valori costituzionali”, la Corte ha peraltro ritenuto di graduare gli effetti temporali della sua sentenza, facendoli decorrere (solo) dal giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Una strada già seguita in passato, a partire dalla sentenza n. 10 del 2015 (nello stesso senso anche sentenze n. 246 del 2019, n. 74 e n. 71 del 2018). Fu allora precisato che “sono proprio le esigenze dettate dal ragionevole bilanciamento tra i diritti e i principi coinvolti” a determinare la scelta di una tale tecnica decisoria. La quale “risulta, quindi, costituzionalmente necessaria allo scopo di contemperare tutti i principi e i diritti in gioco, [...] garantendo il rispetto dei principi di uguaglianza e di solidarietà, che, per il loro carattere fondante, occupano una posizione privilegiata nel bilanciamento con gli altri valori costituzionali (sentenza n. 264 del 2012)”. La Corte ha concluso che resta, comunque, ferma la possibilità per il legislatore di rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti, purché sia garantita agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione.





Giustizia & Assistenti giudiziari, 837 nuovi assunti, sono tutti i residui candidati risultati idonei al concorso

 

Per 800 giovani sarà un estate felice. 500 assunzioni saranno formalizzate e regolarizzate entro il 7 agosto, e i restanti subito dopo la sospensione feriale. Con provvedimento del Direttore generale del Personale e della Formazione del 16 luglio 2020 vierne infatti disposta l’assunzione a tempo indeterminato mediante ultimo scorrimento con definitivo esaurimento della graduatoria degli residui 837 candidati risultati idonei nel Concorso ad 800 posti di assistente giudiziario area II, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia - Amministrazione giudiziaria, di cui 500 in una prima fase che si svolgerà entro il 7 agosto 2020 e i restanti in una seconda fase dello scorrimento, dopo la sospensione feriale. Stante le disposizioni sanitarie connesse all’emergenza Covid-19, la scelta della sede –precisa il Ministero- avverrà da remoto, mediante l’utilizzo di strumentazione informatica e nella specie mediante il programma “Teams” di Microsoft (nonché, nel caso, mediante collegamento telefonico o telematico, anche ove possibile con modalità di videochiamata), come di seguito meglio specificato,nelle giornate ricomprese tra il 27 luglio e il 7 agosto 2020 secondo il calendario di convocazione che sarà pubblicato a breve. La sottoscrizione del contratto avverrà direttamente presso l’ufficio di destinazione, scelto dal candidato o assegnato d’ufficio. Il giorno della presa di possesso è fissato per il 28 settembre 2020. I candidati potranno scegliere la sede, nell’ambito dell’elenco delle sedi rese disponibili dall’Amministrazione secondo la posizione in graduatoria, fatta salva la scelta prioritaria di coloro che possiedono e che avranno documentato i requisiti previsti dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, specificamente in relazione all’art. 21, co. 1, nonché all’art. 33 co. 6 della medesima legge. I possessori di detti requisiti sono invitati a trasmettere idonea certificazione medica al seguente indirizzo: uff3concorsi.dgpersonale.dog@giustizia.it, entro le ore 11:00 di lunedì 20 luglio 2020. Nel giorno e nella fascia oraria stabilita da calendario, un gruppo di dieci idonei, in ordine di graduatoria, saranno invitati a prendere parte ad una conversazione audio-video su “Teams” mediante apposito link inviato per e-mail all’indirizzo precedentemente comunicato all’Amministrazione. Cliccando sul link si potrà partecipare alla riunione o direttamente attraverso l’applicazione Teams, qualora sia stata già scaricata su un dispositivo personale, o, sempre su Teams, tramite web.(b.n.)





Studio Geca: il 38% degli italiani teme perdita lavoro

 

Nel mese di giugno, il 38% degli italiani ha paura di non riuscire più a mantenere il proprio posto di lavoro, mentre per il futuro "i sondaggi evidenziano come, relativamente alla gestione del lavoro in Italia, il 24% crede che lavorerà un po’ di più da casa e solo il 3% che lavorerà dal posto di lavoro molto di più rispetto a prima della pandemia. Il 42% invece è convinto che la vita lavorativa non subirà alcun cambiamento". E’ il risultato di uno studio commissionato da Futura, editrice della piattaforma della Cgil Collettiva.it, e condotto dalla società Geca.




Primi risultati positivi dal vaccino sperimentale della Oxford University, grande il contributo italiano con il vettore virale fatto a Pomezia e l’infialamento ad Anagni

 

Il vaccino anti-Covid-19 in corso di sperimentazione all’Università di Oxford sembra sicuro e in grado di stimolare una risposta del sistema immunitario. E’ quanto emerge dai dati preliminari.

I test in corso su circa 1.077 pazienti hanno mostrato che la sostanza inoculata ha stimolato la produzione di anticorpi e globuli bianchi in grado di contrastare l’azione del nuovo coronavirus.

Si tratta di dati estremamente incoraggianti ma è ancora troppo presto per stabilire se il vaccino offrirà una protezione immunitaria sufficiente. Il Regno Unito intanto ne ha già ordinate 100 milioni di dosi.

Le dosi, il cui vettore virale è stato fatto a Pomezia, verrà infialato ad Anagni: "Serve ancora tempo e prudenza – fa sapere il ministro della Salute Speranza- ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell’Università sono incoraggianti. L’Italia, con Germania, Francia e Olanda, è nel gruppo di testa per questa sperimentazione. Continuiamo ad investire sulla ricerca scientifica come chiave per sconfiggere il virus".

Il gruppo Catalent di Anagni preparerà almeno 400 milioni di dosi di vaccino.




Contagi in calo (190), risalgono le vittime (13)

 

 

Cala il numero dei nuovi contagiati da Covid nelle ultime 24 ore in Italia: secondo i dati del ministero della Salute sono 190, a fronte dei 219 di ieri. Le nuove vittime sono invece 13, per un numero complessivo di 35.058 decessi. I casi totali salgono a 244.624. Gli attualmente positivi sono ora 12.404 (-36), i guariti 197.162 (+213).