Ripresa, incertezza per l’Ue. Parla Paolo Gentiloni

 

Nonostante "molti indicatori mostrano una ripresa" resta nell’Ue "una situazione caratterizzata da una incertezza enorme: non abbiamo una chiara prospettiva per l’autunno". Lo afferma il commissario europeo agli Affari Economici Paolo Gentiloni intervenendo al Festival della Soft Economy organizzato da Symbola. Gentiloni sottolinea come "se da una parte potremmo rallegrarci delle decisioni prese in questi mesi dalle istituzioni europee, approvate in gran parte nel Consiglio europeo, dall’altra dobbiamo essere consapevoli delle difficoltà in cui ci troviamo". Quella per utilizzare i fondi per la ripresa definiti dall’Europa "che richiede di impegnare le spese per il 70% già entro il 2022 e il restante 30% entro il 2023, è anche una sfida tecnica notevole: non si tratta solo di individuare genericamente gli argomenti ma di dare una cronologia" agli interventi, afferma ancora il commissario europeo, che al tempo stesso lancia un "invito a essere un po’ prudenti negli obiettivi e nei tempi" visto che scelte non congrue "potrebbero costringere la Commissione a decisioni non positive". "L’Ue - ricorda - ha già indicato le priorità, anche se le scelte devono farle i governi".




Le proposte della Lega al Governo Conte per una pace fiscale nei prossimi mesi

 

La Lega "ha due richieste di pace fiscale fino a fine anno da proporre al governo". Così fonti del partito di Matteo Salvini. "Se il governo non accetterà queste proposte, non potrà contare sul voto della Lega", sottolineano le stesse fonti. "Prima proposta: esenzione dei soggetti Isa (indici sintetici di affidabilità fiscale) dal secondo acconto 2020. Si tratta di un taglio da 8 miliardi per ridare fiato a 4 milioni e mezzo di partite Iva e ai loro dipendenti", rendono noto da via Bellerio.
Ecco la "seconda proposta: 8 miliardi di sforbiciata dell’Imu sulle seconde case, per sostenere le località turistiche e tutelare il valore del patrimonio immobiliare italiano. Il provvedimento potrebbe riguardare 5,5 milioni di proprietari di seconde case. La riduzione dell’Imu va compensata da trasferimenti ai Comuni: non i 3 miliardi ipotizzati, ma almeno 11".





Confindustria e la risalita: “incompleta e domanda interna fredda”

 

In Italia, nonostante il rimbalzo “la risalita è incompleta e l’attività ancora compressa” con la domanda interna “fredda”, l’export “in parziale risalita” e il mercato del lavoro “debole”. E’ quanto rileva Confindustria nella consueta “Congiuntura flash”.

L’Eurozona è in recupero, gli spread sovrani in calo anche grazie alla nascita del recovery fund, dice viale dell’Astronomia. Molti mercati esteri sono ancora frenati dalla pandemia, il commercio mondiale resta difficile, con luci e ombre negli Usa e la Cina in debole ripartenza. “Siamo all’inizio del trimestre, il terzo, che farà registrare una variazione positiva del Pil italiano, dopo il minimo della recessione nel secondo – sottolinea Confindustria – i dati sull’andamento a luglio sono pochi, ma una risalita è stata a fatica avviata a maggio-giugno. Tuttavia, è stata parziale e i rischi che si affievolisca sono alti, lasciando l’attività su livelli compressi. Il freno post-lockdown è la domanda che resta bassa”.

La produzione industriale a giugno ha registrato appena un +3,9% (stime Csc), dopo il buon recupero di maggio (e il -43,1% a marzo-aprile). “Il numero cui guardare – spiega – è il -16,9% dai livelli pre-Covid, ricordando che i dati recenti potranno essere rivisti fortemente per ragioni tecniche”. Nonostante un rimbalzo, i consumi sono al -15% annuo a giugno (stime Confcommercio). Parziale la risalita della fiducia delle imprese; i giudizi sulle condizioni per investire restano negativi nel secondo trimestre, pur meno sfavorevoli; le attese sugli investimenti indicano ulteriore calo (Banca d’Italia).

A maggio gli occupati sono calati ancora (-84mila), ma la ricerca attiva di lavoro ha iniziato a risalire (+307mila), buon segnale in prospettiva. Ci si attende per gli occupati ulteriore discesa, ma l’ampio ricorso alla Cig continuerà a salvaguardare posti di lavoro, aggiustando le ore lavorate.





Allarme dell’Oms: “Attenzione ai focolai di Covid nascosti”

 

I Paesi che stanno uscendo dal lockdown e che hanno bassi tassi di contagio nella pandemia di coronavirus avranno in futuro altri potenziali cluster e focolai, secondo il direttore esecutivo del programma Emergenze dell’Oms, Mike Ryan. Ryan ha spiegato che anche i Paesi che hanno messo il virus “sotto estremo controllo”, come la Germania e la Spagna, “sperimenteranno sempre la possibilità che la malattia venga importata o che possa diffondersi da un cluster nascosto”. Per questo i governi dovrebbero essere “più precisi” nel contenimento dell’epidemia invece di imporre lockdown diffusi, bisogna “seguire il virus”, “identificarlo e poi in maniera chirurgica, eliminarlo dalla comunità, minimizzando l’impatto”, ha detto Ryan.





Nuovo reparto di neuropsichiatria infantile al Policlinico

Taglio del nastro, per il nuovo reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’AOU Policlinico Umberto I di Roma, diretto dal Vincenzo Leuzzi alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato e del Direttore generale del Policlinico Umberto I, Vincenzo Panella. La struttura unica nel suo genere, che rappresenta un’esperienza pilota in Italia, è finalizzata ad accogliere soggetti in età adolescenziale con esordi psichiatrici in fase acuta non gestibili in contesti clinici alternativi. 

“Questo nuovo reparto completa l’offerta assistenziale dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile, fondato dal prof. Giovanni Bollea, rispondendo ad una crescente richiesta assistenziale in un ambito riconosciuto critico dalla regione da oltre 10 anni.  E’ infatti ben noto che nella fascia di età 12-25 anni la morbosità psichiatrica oltre ad avere un picco di frequenza che supera ogni altra morbosità, è di gran lunga quella che comporta per il giovane paziente il più rilevante e persistente declino in termini di qualità di vita. Negli ultimi anni – ha spiegato Leuzzi – si riscontra inoltre una crescente anticipazione nell’età di esordio dei disturbi psichiatrici anche con caratteristiche inedite (condotte gravemente autolesive e suicidarie) che hanno progressivamente saturato le capacità di risposta assistenziale disponibili sul territorio.  Questa struttura nella continuità dell’approccio clinico e del background scientifico  che da sempre la caratterizza rappresenta una soluzione innovativa per la neuropsichiatria infantile italiana, perché costituisce un modello di intervento nell’acuzie psichiatrica del minore che ha un carattere terapeutico indifferibile ed è centrato sul  lavoro coordinato di un team multidisciplinare (specialisti in neuropsichiatria infantile, psicologi, terapisti per la riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali)”. 

Il reparto si inserisce all’interno di un’offerta assistenziale dedicata alla psichiatria che includerà, in funzione della gravità del quadro clinico, un ambulatorio, un diurno terapeutico e due reparti degenza per diverse fasce di età nell’ambito dell’età evolutiva.  Le attività saranno inoltre integrate per le condizioni psico-organiche con l’area neurologica già parte integrante della struttura. “Con l’uscita dal Commissariamento dobbiamo rimettere al centro il tema della Salute Mentale. E’ stato fatto un’investimento importante che ci permette di avere un reparto funzionale, moderno ed accogliente. Un polo territoriale unico nel suo genere e che sarà in grado di garantire la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione del disagio psichico adolescenziale. Un grande lavoro svolto dalla sanità laziale e da tutti i comparti del settore con flessibilità e impegno, dimostrando una grande forza nel rimodularsi per offrire ai cittadini cure sempre più mirate e di qualità” ha detto l’Assessore alla Sanità, Alessio D’Amato. 

“Sono soddisfatto per la ristrutturazione e l’adeguamento del nuovo reparto per la Gestione delle Emergenze/Urgenze Psichiatriche dell’Età Evolutiva. Oggi, nonostante il periodo di emergenza sanitaria legata al Covid-19, possiamo metterla a disposizioni dei giovani pazienti e delle loro famiglie. La struttura è dotata di nr. 8 posti letto in continuità di cure con quelli dei reparti di neurologia e psichiatria presenti nello stesso Istituto e sarà capace di rispondere tempestivamente ai bisogni dei cittadini” ha aggiunto il Direttore generale, Vincenzo Panella.





Coordinamento acqua Pubblica: "La Raggi vuol far bere a Roma quella del Tevere"

 

“Avevamo visto giusto all’assemblea dei soci Acea del 29 Maggio ovvero quando abbiamo posto quesiti specifici sul progetto del nuovo potabilizzatore delle acque del Tevere. Ai primi di Luglio diverse testate hanno confermato la volontà dell’azienda di dissetare i romani con l’acqua dello storico fiume. Il primo potabilizzatore è stato realizzato a Grottarossa a fine 2018 e potrebbe soddisfare le esigenze di 350.000 romani e romane, ma ora Acea fa le cose in grande. Ne progetta un altro 5 volte più grande, in grado di coprire 1.750.000 romani e romane. Sommando il potabilizzatore di Grottarossa (nella foto) con quello in progettazione, dunque, nei prossimi anni almeno 2 milioni di cittadini e cittadine potrebbero un giorno bere l’acqua del Tevere”. Lo denuncia in una nota il Coordinamento Romano Acqua Pubblica. 

Alcuni particolari, secondo i comitati “però forse sono sfuggiti alla dirigenza Acea: la categoria di classificazione delle acque del Tevere è inferiore, secondo l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) del Lazio, al livello A3 (il livello più basso per qualità delle acque). A questo deficit già noto si aggiunge una sospetta moria dei pesci che, a partire, da fine Maggio è visibile a tutta la cittadinanza: prima nel tratto del fiume che va da Castel Sant’Angelo a Ponte Marconi e, più recentemente, all’altezza del Ponte Margherita e nei pressi del ponte Vittorio Emanuele II. Probabile che la causa siano concentrazioni insolitamente alte di residui di pesticidi, oggetto di un’istanza al Presidente della Regione N. Zingaretti ed al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa da diverse associazioni ambientaliste”.Le preoccupazioni sono tante e provenienti da molte fonti. “Anche noi, come Coordinamento Romano Acqua Pubblica – continua la nota – lo siamo ed è per questo che chiediamo trasparenza e mai parola fu più calzante nel caso in specie. Abbiamo appena inviato la richiesta di accesso ai dati che certifichino l’idoneità al consumo umano delle acque del ‘biondo’ Tevere e la partecipazione al tavolo tecnico istituito presso il Garante del Servizio Idrico della Regione Lazio”. Detto ciò, secondo i comitati “una domanda, la solita, va rivolta ad Acea e alla giunta Raggi in quanto socio di maggioranza: “piuttosto che spendere decine di milioni per realizzare potabilizzatori delle acque di uno dei fiumi più inquinati d’ Europa, perché non investire nel risanamento della rete idrica ‘colabrodo’, recuperando così altrettanti metri cubi di acqua di sorgente attualmente sprecata?”.





Orneli (Regione Lazio: "Con la ricerca si può voltare pagina ed aiutare il Paese"

 

“Credo ci siano tutte le condizioni affinché il Lazio possa voltare pagina e aiutare il Paese a rialzarsi in piedi e tornare a correre in un mondo che vogliamo più giusto, inclusivo, sostenibile e capace di valorizzare i talenti e la conoscenza di cui siamo ricchi nella nostra regione”. 

Così l’Assessore regionale del Lazio allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo Orneli, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla ricerca e all’innovazione insieme al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presente il ministro dell’Università e Ricerca, Gaetano Manfredi. 

“Roma e il Lazio rappresentano un punto di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca – ha ricordato – questa è la nostra naturale collocazione e siamo in un territorio straordinariamente ricco di università, laboratori, centri ricerca e di luoghi della cultura e di industrie ed imprese ad alto tasso di innovazione. Questo deve vivere sempre più come un sistema complesso della conoscenza e dell’innovazione che ha pochi paragoni in Italia e in Europa per quantità e qualità e da questo punto di forza bisogna partire per costruire il modello di sviluppo di domani” ha sottolineato.





Ricerca: dalla regione Lazio 30 mln in 4 bandi

Quattro bandi regionali da complessivi 30 milioni di euro per ricerca, innovazione e start-up, al fine di contrastare le conseguenze dell’emergenza Covid-19 e, nel contempo, di orientare il modello di sviluppo del Lazio ancor più nettamente verso l’innovazione, il trasferimento tecnologico e la sostenibilità. Sono stati presentati ai rappresentanti delle istituzioni, delle università, delle associazioni e degli organismi di ricerca nella sede della Regione Lazio durante l’evento “La ricerca per il Lazio del futuro” e presenti all’appuntamento, assieme al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e gli assessori regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo Orneli, e al Lavoro e Nuovi Diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione, Claudio Di Berardino. Obiettivo bandi – è stato spiegato – è duplice: da una parte si vuole sostenere il mondo della ricerca, aiutandone l’integrazione con la realtà delle imprese e permettendo la diffusione di nuovi procedimenti e prodotti in modo da portare l’innovazione fino al livello dei consumatori, rendendola percepibile e fruibile da tutti. Dall’altra invece si vuole rafforzare la lotta contro la diffusione del coronavirus, in modo da contribuire a contrastarne il più rapidamente possibile gli effetti.





Piccoli comuni: il Consiglio Regionale del Lazio approva la legge

Approvata dal Consiglio regionale del Lazio la legge sulla  “Tutela e valorizzazione dei piccoli comuni”, ovvero quelli con meno di 5.000 abitanti (254 su un totale di 378). “Il provvedimento – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli – stanzia 4,4 milioni di euro per sostenere le comunità locali di dimensioni più ridotte nella promozione delle attività economiche, sociali, ambientali e culturali nonché nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico-culturale”. “È la prima volta – ha aggiunto l’assessore – che la Regione Lazio si dota di una legge organica sui piccoli comuni. Ringrazio la consigliera Francesca De Vito, prima firmataria della proposta, il Presidente della commissione consiliare Rodolfo Lena e tutti i membri del consiglio regionale per il lavoro svolto. L’impegno continuo al dialogo con i territori ci consente oggi di avere a disposizione un quadro omogeneo di opportunità e risorse, grazie alle quali mettere in campo una programmazione seria e di lungo respiro. Tra i punti salienti del provvedimento, sottolineo l’istituzione di un reddito di residenza attiva, suddiviso in tre annualità, per quanti trasferiscono la propria residenza in un piccolo comune, avviano un’attività imprenditoriale o recuperano beni immobili del patrimonio storico e culturale. Previsti  – ha concluso l’assessore Troncarelli – anche contributi una tantum a sostegno della natalità. Si conferma, quindi, l’impegno della Regione Lazio a stare al fianco dei piccoli comuni, realtà dal valore enorme che d’ora in poi avranno occasioni in più di rilancio e sviluppo in tutti i settori”. Tra le altre misure introdotte, la predisposizione del Piano regionale per la riqualificazione dei piccoli comuni, di durata triennale; agevolazioni tributarie in materia di Irap, a favore delle nuove imprese costituite dopo l’entrata in vigore della legge; interventi diretti a valorizzare e mantenere in vita, attraverso la gestione associata, le istituzioni scolastiche, o ridurre il disagio dove sono chiuse; sostegno ai prodotti agricoli, agroalimentari nonché artigianali tipici locali, ai percorsi enogastronomici e alle iniziative che concorrono ad accrescere la sostenibilità ambientale; salvaguardia dell’ambiente e tutela della biodiversità anche attraverso la valorizzazione dei biodistretti. Previsti inoltre interventi per il recupero e la riqualificazione dei centri storici e la promozione degli alberghi diffusi; sostegni al processo di ammodernamento informativo dei piccoli comuni; assistenza tecnica, anche attraverso convenzioni con Anci e Uncem regionali, per l’accesso ai fondi dell’Unione Europea. È introdotta la possibilità da parte della Regione Lazio, anche mediante forme di avvalimento o convenzione, di assicurare le risorse umane e strumentali per la gestione ordinaria delle funzioni proprie o delegate, dei servizi, delle attività di programmazione oltre che per la redazione e realizzazione di progetti ordinari o straordinari di valorizzazione territoriale, sociale ed economica. La legge prevede, inoltre,  misure particolari, anche di semplificazione amministrativa, a favore dei comuni con popolazione fino a 2.000 abitanti.





Coronavirus, Ippolito (Spallanzani): “Non è mutato, ma si muore meno”

 

Davvero si muore di meno di Covid-19? “Sì, ma non per le mutazioni del virus. Abbiamo imparato a trattare meglio i pazienti. E c’è una minore densità di circolazione del virus”. Così Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani e membro del Comitato tecnico scientifico, in un colloquio con il manifesto. 

“Anche una recente ricerca del gruppo di Massimo Clementi suggerisce che distanziamento sociale, igiene e mascherine abbiano diminuito la carica virale delle persone contagiate, e il rischio di sviluppare sintomi gravi. Infine, l’età mediana dei contagiati ora è intorno ai 40 anni, contro i 60 della prima fase. La probabilità che un quarantenne subisca effetti gravi è nettamente inferiore”. 

I dati a disposizione sull’epidemia sono poco trasparenti, sottolinea il giornalista Andrea Capocci: li conosciamo solo in forma aggregata. “È stata chiesta maggiore apertura”, ricorda Ippolito. “L’Accademia dei Lincei in un documento ha scritto: ‘Tutti i dati sull’epidemia devono essere resi pubblici’. Un emendamento al Dl Maggio a firma del deputato Riccardo Magi ha chiesto di pubblicare tutti i dati disaggregati prodotti dalle regioni sul portale degli «open data» della pubblica amministrazione. Ma il governo ha dato parere contrario, adducendo l’obiezione da parte del garante della privacy”. 

Ippolito ha appena dato alle stampa il libro “Cosa sarà. Come cambierà la nostra vita dopo la grande pandemia”, scritto a quattro mani con Salvatore Curiale per l’editore Mind. “Con l’avanzare dell’età media, bisogni sociali e sanitari non devono essere separati”, afferma il professore. “Finora ci siamo preoccupati di guadagnare anni di vita e di salute. Ora dobbiamo dare un valore a quegli anni che abbiamo guadagnato. Il paziente deve avere un servizio di assistenza sul territorio, dove magari dover trovare un cardiologo. Spendiamo miliardi in app, ma perché agli anziani non dobbiamo dare un sistema continuo di monitoraggio? Serve un nuovo patto generazionale: oggi gli anziani si occupano dei nipoti, e per questo si ammalano, ma i giovani non si rendono conto del loro valore. Infine, ristabilirei la differenza tra sanità pubblica e privato: chi fa il pubblico fa il pubblico e chi fa il privato fa il privato”.

 





Unione inquilini Roma: in una settimana 500 richieste di sfratto

“Secondo quanto accertato dall’ufficio legale Unione Inquilini di Roma presso la cancelleria del Tribunale di Roma, nella scorsa settimana, sono stati depositati 100 richieste di convalida di sfratto al giorno” così dichiara Guido Lanciano il responsabile dell’ufficio legale Unione Inquilini Roma. 

Un dato agghiacciante, ben oltre i pronostici del sindacato che fin dall’inizio del lockdown ha lanciato la campagna “L’emergenza è l’affitto”. 

“Una città come Roma dove manca una qualsiasi rete di protezione per la precarietà abitativa questo è un segnale che non può essere sottovalutato”. 

“Per questo torniamo a richiamare l’assessora Valentina Vivarelli alle proprie responsabilità. La stessa aveva garantito durante l’incontro del mese scorso l’istituzione di un tavolo di crisi che a oggi non è stato ancora convocato. L’assessora forse ha perso l’agenda, le parti sociali la voce, ma i cittadini di Roma non possono più aspettare e certo non andranno in vacanza. Roma, la capitale d’Italia, data l’emergenza in atto, che intasera’ il tribunale in autunno e che esploderà dopo la proroga degli sfratti fissata al 31 dicembre, non può rimanere dopo Messina, Firenze, Bologna, la città senza misure atte a contenere questa tragica situazione”. 

“Una condizione innescata anche dall’assurdo ritardo nell’erogazione dei contributi affitto Covid-19, ancorché insufficienti, che hanno determinato nei proprietari la certezza di un’ inadeguata gestione da parte della Giunta Comunale e della Sindaca Virginia Raggi”. 

“Unione Inquilini è pronta a difendere gli inquilini che riceveranno le richieste di sfratto e a dare battaglia”.





Sei latitanti affiliati alla ‘ndrangheta arrestati in Argentina, Albania e Costa Rica

 

 

Sono 6 i latitanti di ‘Ndrangheta catturati in tre Paesi di due continenti nell’ambito dell’operazione ’Magma 2007’. A condurla lo Scico della Guardia di Finanza di Roma e il Gico della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, in collaborazione con la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Gli arresti sono stati messi a segno grazie alla cooperazione internazionale di polizia e al progetto I-Can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), promosso dall’Italia insieme all’Interpol. Quattro latitanti sono stati arrestati in Argentina ed Albania alle 19 di martedì ora italiana, il quinto è stato preso la notte scorsa alle 2.30 in Costa Rica. Inoltre un altro latitante era già stato arrestato ad Elbasan in Albania già il 26 maggio scorso. Tutti erano irreperibili a seguito dell’operazione Magma 2007.





Permesso di soggiorno con le nozze combinate, 56 indagati a Livorno

Nozze ‘combinate’ per il permesso di soggiorno, 56 indagati a Livorno

La Guardia di Finanza di Livorno ha scoperto 24 matrimoni “combinati” tra stranieri e italiani (15 uomini e 9 donne) per ottenere il permesso di soggiorno. 

Cento militari appartenenti a 10 Reparti del Corpo, coordinati dal Comando Provinciale di Livorno e dal dipendente Nucleo PEF (Polizia Economico-Finanziaria) hanno eseguito, nelle scorse 48 ore, 5 misure cautelari personali e 55 perquisizioni nelle province di Livorno, Siena, La Spezia, Torino e Padova per porre fine a un sistema di celebrazione di falsi matrimoni tra italiani, sudamericani e nordafricani finalizzati all’ottenimento di un titolo di soggiorno in Italia. 

Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle sotto la direzione della Procura della Repubblica di Livorno, riguardano le ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione in falso in atto pubblico coinvolgenti, in particolare, un cittadino della Repubblica Domenicana, un 55enne arrestato in carcere e 4 livornesi di cui una donna sottoposti all’obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria: si tratta degli organizzatori “seriali” dei falsi matrimoni, nei cui confronti il GIP del Tribunale di Livorno ha disposto, accogliendo la richiesta formulata dall’Ufficio del Pm, l’adozione di provvedimenti cautelari personali.

 





Confimpreseitalia: "Soddisfazione per il ritorno dei quotidiani e delle riviste nelle attività commerciali"

Il ritorno dei giornali nei bar, dopo le restrizioni imposte dalle linee guida delle norme Anti-Covid, viene salutato con soddisfazione da Confimprese Italia.

Secondo una ricerca realizzata dal Centro Studi dell’associazione i clienti dei bar, dei pubblici esercizi, di barberie e parrucchiere trovano particolarmente gradevole la possibilità di informarsi sfogliando quotidiani e riviste.

In particolare il 74% degli intervistati ha rivelato di scegliere il locale dove fare colazione abitualmente tra quelli nei quali è facile trovare il quotidiano preferito.

Particolarmente importante per gli esercenti il tempo medio di permanenza nel locale del cliente. Tempo che sale fino al 27% in più quando c’è possibilità di dedicarsi alla lettura di uno o più quotidiani.

La maggiore permanenza determina anche maggiori consumi.

Misurati in una forbice tra il 15 e il 25% tra i fruitori della lettura quotidiana.
La presenza dei quotidiani favorisce la consumazione al tavolo.

Il 37% degli intervistati ha infatti sostenuto che, nei bar, senza la possibilità di potersi dedicarsi per qualche minuto all’informazione sceglie una veloce consumazione al banco.

La lettura dei quotidiani è più apprezzata nei piccoli centri e nelle città fino a 150.000 abitanti. Qui il gradimento dei consumatori rispetto alla possibilità di trovare uno o più quotidiani sale di oltre il 15% rispetto alle grandi città italiane.

Insomma i quotidiani, oltre a tutta una dose di notizie di qualità, verificate e immesse con responsabilità nel circuito dell’informazione, si apprestano, con il loro ritorno nei bar, dal barbiere e dai parrucchieri a portare un contributo, in positivo, agli affari di tanti operatori economici in tutta Italia.





Zanardi, condizioni gravi ed instabili. Ricoverato al San Raffaele di Milano

 

"In data odierna, a fronte di intercorsa instabilità delle condizioni cliniche del paziente Alex Zanardi, dopo opportune consultazioni con il Dr. Franco Molteni, Responsabile del Dipartimento di Riabilitazione Specialistica Villa Beretta, struttura afferente all’Ospedale Valduce, dove il paziente era degente dal 21 luglio, e gli specialisti di riferimento, è stato disposto il trasferimento dello stesso, con adeguati mezzi e adeguata assistenza, presso il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano". Lo rende noto in un comunicato Claudio Zanon, direttore sanitario dell’Ospedale Valduce, precisando che "non verranno rilasciate ulteriori informazioni sul caso".
   




Zanardi, condizioni gravi ed instabili. Ricoverato al San Raffaele di Milano”

 

"In data odierna, a fronte di intercorsa instabilità delle condizioni cliniche del paziente Alex Zanardi, dopo opportune consultazioni con il Dr. Franco Molteni, Responsabile del Dipartimento di Riabilitazione Specialistica Villa Beretta, struttura afferente all’Ospedale Valduce, dove il paziente era degente dal 21 luglio, e gli specialisti di riferimento, è stato disposto il trasferimento dello stesso, con adeguati mezzi e adeguata assistenza, presso il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano". Lo rende noto in un comunicato Claudio Zanon, direttore sanitario dell’Ospedale Valduce, precisando che "non verranno rilasciate ulteriori informazioni sul caso".





GdF Roma: sequestrate oltre 320.000 mascherine non sicure

 

 

Oltre 320.000 mascherine FFP2, prive dei requisiti di sicurezza previsti dalla normativa nazionale e comunitaria, sono state sequestrate dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria di Perugia 4 persone per il reato di frode in commercio. Le indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Pomezia hanno preso le mosse da un precedente sequestro, eseguito in un punto vendita di Ardea, di dispositivi importati dalla Cina e recanti il marchio “CE” in forza di una certificazione rilasciata da un istituto che, in base a quanto emerso dalle indagini, non rientrava tra gli “Organismi notificati”. I meticolosi accertamenti, svolti dai militari in sinergia con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’I.N.A.I.L., hanno permesso di risalire all’importatore, un’impresa di Perugia molto attiva nella distribuzione di dispositivi di protezione individuale, nonché ad altre società clienti della prima, destinatarie di partite di mascherine. Su disposizione della Procura della Repubblica di Velletri sono, quindi, scattate perquisizioni presso le sedi e i magazzini di 4 operatori economici - a Roma, Pomezia (RM), Perugia, Anagni (FR) e Civitanova Marche (MC) - che hanno consentito di rinvenire i pezzi sequestrati, i quali, una volta piazzati sul mercato, avrebbero fruttato circa 3,7 milioni di euro. Oltre 240.000 mascherine sono state scovate presso un deposito dell’importatore di Perugia, che aveva “auto-dichiarato” all’Istituto Superiore della Sanità e all’I.N.A.I.L. il possesso delle caratteristiche tecniche e il rispetto dei requisiti di sicurezza, deroga consentita in via eccezionale dal Governo proprio per fronteggiare l’emergenza epidemiologica. L’operazione rientra nel più ampio dispositivo messo in atto dalla Guardia di Finanza contro i comportamenti illegali che sfruttano la fase emergenziale per trarne profitto. 




Associazione Dirigenti di Giustizia: “Basta con i magistrati ai vertici della PA, si torni ai Grand Commis di Stato".

 

Da sempre – scrive Nicola Stellato - come Dirigenti della Giustizia abbiamo rappresentato l’anomalia istituzionale rappresentata dall’eccessivo numero di magistrati fuori ruolo presenti nel Ministero della Giustizia. Da ultimo, con una lettera indirizzata l’11 giugno u.s. al Ministro Bonafede, abbiamo ricordato che, quando venti anni fa con la riforma del Ministero furono istituite nuove direzioni generali, molte di esse,pressoché tutte quelle che esercitavano funzioni gestionali, furono attribuite a dirigenti di carriera: dalla Direzione Generale del Personale a quella dei servizi informatici, dalla Direzione Generale delle risorse materiali a quella del Bilancio. Così come altre posizioni rilevanti, ricoperte negli anni da dirigenti di carriera con ottimi risultati, quali quelle di vicecapo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, degli affari di giustizia e dell’amministrazione penitenziaria. Da allora è però iniziata una controriforma strisciante, in forza della quale si è arrivati alla situazione odierna nella quale tutte posizioni di capo dipartimento e vice, quasi tutti quelle di direttore generale e, persino, numerose di quelle di seconda fascia nel Ministero della Giustizia sono coperte da magistrati. E’ chiaro che qualche problema di adattamento e di vita in comune c’è ed è abbastanza palese. Ora, l’incessante e crescente richiesta, che viene dall’opinione pubblica e dalla politica, di una riforma profonda della Giustizia nel nostro Paese, ci spinge a formulare – sottolinea Nicola Stellato- “un forte appello affinché si arrivi ad un ripensamento su questa discussa prassi dei fuori ruolo al Ministero della Giustizia. Autorevoli studiosi si sono espressi in tal senso”. nella sostanza l’appello è questo, e che non si può non condividere e far proprio: “E’ venuto il momento – precisa Nicola Stellato- di valorizzare un ruolo professionale già presente nell’Amministrazione, grazie a reclutamento, formazione ed esperienza maturata, e capace di interpretare non soltanto gli indirizzi programmatici del Ministro della Giustizia, ma anche quelli dei Capi degli Uffici giudiziari, cui è affidata la responsabilità e il governo dell’attività giudiziaria. E prendere atto che, sia in sede di amministrazione centrale, sia negli Uffici giudiziari, è funzionale all’indipendenza della giurisdizione, una dirigenza amministrativa con funzioni distinte da quelle dei magistrati. Affidiamo pertanto senza remore a questa dirigenza di carriera, e non più a magistrati, le posizioni di vertice del Ministero della Giustizia dove si esercitino funzioni prettamente gestionali, rivedendo quelle norme contrastanti con una effettiva separazione tra politica, amministrazione e giurisdizione. Non soltanto eviteremmo di distogliere dalle funzioni giurisdizionali un numero sempre maggiore di magistrati, ma arricchiremmo la cultura professionale e la governance dell’intero Ministero, in un momento nel quale avrebbe un grande bisogno di alimentarsi di più saperi, di più esperienze professionali. In gioco non ci sono soltanto le legittime aspirazioni di un ruolo professionale, ma anche la capacità della nostra organizzazione di corrispondere ad una domanda di governo e di gestione dei processi di cambiamento di crescente complessità e spessore. In assenza di un significativo e tangibile cambio di passo, in questi tempi in cui si stanno prefigurando un ruolo unico ed interministeriale della dirigenza e espletando concorsi unici per il reclutamento di nuovi funzionari, la nostra Amministrazione rischia di non essere più scelta dai migliori giovani, che finiranno per optare per Enti e Amministrazioni, nei quali trovare riconoscimento e valorizzazione. Se si vuole ciò, si abbia il coraggio di dirlo chiaramente, e di agire poi di conseguenza, lasciando anche andar via le figure dirigenziali che possano ambire a contesti più stimolanti. Come dirigenti associati continuiamo ad auspicare che ciò non avvenga e a confermare instancabilmente la disponibilità e la determinazione ad assumerci le nostre responsabilità, affinché non vada ancora una volta sprecata ogni chance di riforma della Giustizia in questo Paese”. Vale la pena di ricordarlo, il Prof. Sabino Cassese proprio di recente ha sottolineato, parlando di"magistratizzazione" del ministero della Giustizia che: “Il ministero è parte del governo e, quindi, dell’esecutivo, ma una gran parte del ministero è occupata da magistrati, in particolare le posizioni apicali …. i magistrati sono scelti per giudicare, ma vengono assegnati a compiti amministrativi, per cui non sono idonei perché non addestrati, né specializzati a questa funzione. Poi, fanno parte di un ordine autonomo, quello giudiziario, ma vengono messi al vertice dell’apparato amministrativo, che è parte del potere esecutivo. Che ne penserebbe Montesquieu, se fosse tra di noi?”. è sempre l’illustre giurista che avverte come “ il frequente scambio fra funzioni giurisdizionali e funzioni amministrative svolte dalle medesime persone può nuocere sia alla indipendenza della magistratura, sia soprattutto alla indipendenza delle scelte politico-amministrative del Governo da eccessivi influssi .” Analoghe le riflessioni del prof. Ernesto Galli della Loggia per il quale: “L’indipendenza dei magistrati dalla politica è stata assicurata dall’impossibilità per la politica di determinare la carriera dei magistrati e dall’obbligatorietà dell’azione penale per il pubblico ministero. Non minore insidia è rappresentata dalle offerte di benefici, cariche, incarichi, con cui direttamente o indirettamente la politica può allettare o ricompensare i magistrati. Offerte di cui è ovvia la capacità condizionatrice”, e poi ancora, “L’indipendenza dei magistrati è un bene posto a garanzia della collettività, non è un privilegio del singolo magistrato”. Ma vale la pensa di ricordare- aggiunge il Presidente dell’Associazione Dirigenti di Giustizia- che anche l’Avvocatura ha fatto sentire la sua voce su questi temi, come attestano recenti documenti delle Camere Penali, dove si legge che “La magistratura italiana non si limita ad esercitare il potere giurisdizionale che la Costituzione le affida, ma letteralmente amministra e governa settori vitali del potere esecutivo, soprattutto - ed in modo assoluto ed incontrollabile - il Ministero di Giustizia. È necessario ed urgente un intervento che ponga fine alla prassi indecorosa dei fuori ruolo, perché in una democrazia il Governo è riservato a chi viene eletto dal popolo sovrano, e ad esso infine ne risponde. La Magistratura ha altra e diversa funzione, solennemente assegnatale dalla Costituzione.” Né sono mancati -riflette Nicola Stellato-dichiarazioni di esponenti politici di tutti gli schieramenti, divenute incessanti dopo l’avvio dell’inchiesta della Procura di Perugia che ha fatto emergere come l’attribuzione di incarichi anche di vertice del Ministero della Giustizia sia stata strumentalizzata a fini opachi e diversi dagli obiettivi di innovazione e miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa. Va molto oltre il Presidente dell’Associazione Dirigenti di Giustizia e dice: “Accogliamo nondimeno con forte preoccupazione un disegno di legge sulla disciplina del conflitto di interessi all’esame della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Nonostante il condivisibile obiettivo disporre un argine al fenomeno delle “porte girevoli” tra politica e magistratura, si propone tuttavia in detto testo che: "ai magistrati candidati ed eletti o ai magistrati titolari di cariche di governo è precluso il rientro nei ruoli organici della magistratura ordinaria o speciale di appartenenza al magistrato. Costoro, alla scadenza o alla cessazione del mandato, sono collocati nei ruoli amministrativi della propria o di altra amministrazione, conservando il proprio trattamento economico". Si finisce così per disporre, con un rimedio peggiore del male, che i magistrati di rientro da esperienze politiche siano dirottati su posizioni amministrative anche del Ministero della Giustizia. Le contiguità e le ambiguità del rapporto magistratura - politica, con tali disposizioni, riteniamo si amplifichino, con l’effetto di ingrossare, ancor di più e senza alcun limite numerico, le file dei magistrati che non esercitano la giurisdizione . Ne sarebbero anche accresciute le distorsioni denunciate dalla Commissione europea nel suo annuale confronto sulla efficienza, qualità e indipendenza dei sistemi giudiziari degli Stati membri dell’UE”. Come dire? Il ministro Alfonso Bonafede anche in questo caso è stato avvertito in tempo, e mai come in questa vicenda viene anche chiamato pesantemente in causa per via di un progetto di riforma che porta il suo nome, e la sua voglia di chiudere presto. Signor ministro non sottovaluti le riflessioni dell’Associazione dei Dirigenti di Giustizia, che noi condividiamo fino in fondo, e che richiamano pesantemente in causa il grave malessere generale e i troppi mali della giustizia nel nostro Paese. E che dopo le rivelazioni del giudice Luca Palamara hanno finalmente preso corpo e forma reale, in una società che per troppi anni ha tenuto gli occhi chiusi solo per non vedere e per non capire”.





Riaperti l’Ambasciata e i Consolati Generali Americani in Italia: la priorità va agli studenti

 

L’Ambasciata e i Consolati Generali degli Stati Uniti in Italia hanno ufficialmente ripreso i loro servizi, compresi gli appuntamenti di routine per studenti (F-1) e Exchange Students (J-1). A seguito dell’entrata in vigore del Presidential Proclamation pubblicato a marzo, che vietava l’ingresso negli Stati Uniti a persone fisicamente presenti in numerosi Paesi – inclusa l’area Schengen, e quindi compresa l’Italia -, sono moltissimi gli studenti italiani che hanno rischiato di dover posticipare la partenza per vivere il loro anno o semestre scolastico negli Stati Uniti o per frequentare un’università americana. A partire dal 20 luglio i Consolati hanno ripristinato i loro servizi e confermato che gli studenti ed Exchange Students italiani possono entrare negli Stati Uniti. A pochi giorni dalla riapertura, i feedback sono molto positivi: “il Consolato sta rispondendo velocemente alle richieste degli studenti e i primi visti sono già stati approvati. I ragazzi non potrebbero essere più entusiasti di iniziare la loro esperienza, consapevoli che il mondo è cambiato ma certamente non si ferma” afferma Valeria Sessini, Responsabile del programma Campus USA di Mondo Insieme – organizzazione con sede a Bologna, specializzata in scambi culturali all’estero e in programmi di studio e lavoro negli Stati Uniti. Gli studenti che vivono un’esperienza internazionale maturano e si responsabilizzano, imparano ad abbattere le barriere culturali e apportano nuove prospettive alle scuole, alle università e alle aziende che li ospitano. Per questo motivo sono in atto varie cause contro il governo Trump, affinché tutte le restrizioni sui visti di studio e di lavoro vengano sospese e i ragazzi possano continuare a vivere le loro esperienze di scambio culturale oltreoceano. I giovani italiani hanno un mondo di opportunità davanti a sé e Mondo Insieme li assiste in tutto il processo, rispondendo anche alle domande più frequenti sugli scambi culturali e sul COVID-19. Per saperne di più e capire come poter partecipare a questi programmi è possibile il sito www.mondoinsieme.it, contattare Mondo Insieme allo 051 6569 257 o scrivere a info@mondoinsieme.it.





Cig, Loy (Inps): "Mancano dai 400 mila agli 800 mila pagamenti"

 

“Ci sono circa 120.000 domande nuove, dovute ai nuovi decreti, che sono arrivate in queste settimane e la cui lavorazione, se non è rapida, creerà un doppio problema: il mancato saldo della precedente ondata con quella nuova. Insomma ci sono circa 120.000 domande a ieri che sono adesso giacenti all’istituto, la stima che facciamo noi e che con intensità diverse mancano da 400 a 800 mila pagamenti, alcuni sono più recenti da fare altri sono invece incancreniti”. Così Gugliemo Loy, presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Inps, a 24 Mattino su Radio 24. Sui dati, Loy aggiunge: “Da qualche settimana non escono dall’istituto Inps i dati completi sulla cassa integrazione, lo dico con chiarezza. Arrivano solo i dati su quanti sono stati pagati, cioè il punto finale di un percorso che l’azienda fa quando chiede la cassa integrazione. Questo oblio fa pensare che ci sono ancora una serie di problematiche da risolvere”.





Maltempo: diramato stato di allarme su Toscana e Lazio

 

Per la Toscana e il Lazio è allarme maltempo, per il pomeriggio e la sera di venerdì. In particolare, i rovesci interesseranno il versante orientale del Lazio, specialmente l’Appennino Reatino, su cui è stata diramata l’allerta gialla. Per quanto riguarda, invece, la Toscana, lo stato d’allarme, emesso ieri, sarà valido fino alle 20 di questa sera per il versante Nord, ed è stato esteso fino a Valdelsa e Valdera. Le precipitazioni hanno causato danni a Camaiore, nel Lucchese, dove si è verificata la caduta di alberi, e in Versilia, dove i problemi più gravi sono stati riscontrati negli stabilimenti balneari, con ombrelloni e tende volati per il forte vento, che ha danneggiato la zona inisieme con le piogge.





Covid-19, in quarantena chi arriva da Romania e Bulgaria

 

"Ho appena firmato una nuova ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria. Questa misura è già vigente per tutti i Paesi extra Ue ed extra Schengen". Lo rende noto il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha incontrato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per una verifica puntuale del quadro epidemiologico a livello internazionale. "Il virus non è sconfitto e continua a circolare - avverte il ministro - Per questo occorre ancora prudenza e attenzione".




Centro Studi Confindustria: "Risalita Pil avviata a fatica a maggio-giugno, ma è stata parziale"

 

"Siamo all’inizio del trimestre, il terzo, che farà registrare una variazione positiva del Pil italiano, dopo il minimo della recessione nel secondo. I dati sull’andamento a luglio sono pochi, ma una risalita è stata a fatica avviata a maggio-giugno. Tuttavia, è stata parziale e i rischi che si affievolisca sono alti, lasciando l’attività su livelli compressi. Il freno post-lockdown è la domanda che resta bassa". Così il Centro Studi Confindustria.