Droga, preso uno spacciatore all’Esquilino. Aveva nove telefonini, stupefacente, e un coltello

 

Noto alle Forze dell’Ordine per i suoi trascorsi giudiziari in materia di stupefacenti,  quando stanotte gli agenti del commissariato Viminale diretto da Fabio Abis, l’hanno notato in via Gioberti in compagnia di un altro uomo, insospettiti dal loro atteggiamento, hanno deciso di procedere ad un controllo. Alla richiesta dei documenti, uno dei due, da subito ha mostrato insofferenza e nervosismo tanto che ad un certo punto, ha aggredito i poliziotti cercando di darsi alla fuga in direzione di via Principe Amedeo. Inseguito è stato bloccato malgrado lo straniero continuasse a colpire con calci e pugni gli agenti.  Perquisito,  l’uomo è stato trovato in possesso di 9 telefoni cellulari, un coltello con lama di 8 cm., 8 grammi di sostanze stupefacenti tra  hashish e marijuana e 94 euro in banconote di piccolo taglio, probabile provento dell’attività illecita. Accompagnato negli uffici del commissariato Viminale ed identificato per  B.E., 24enne del Gambia,  è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di arma da punta e taglio e ricettazione.  Uno degli agenti che è dovuto ricorrere a cure mediche, ha riportato lievi contusioni guaribili con  3 giorni di prognosi.





Fiumicino, sequestrato cantiere nautico diventato discarica abusiva

 

Era stata adibita a discarica abusiva di rifiuti un’area demaniale di 1.500 mq concessa a una societa’ attiva nella cantieristica navale, situata a Fiumicino, in prossimita’ della darsena, sequestrata dai Finanzieri del Comando provinciale di Roma e dai militari della Capitaneria di Porto della Capitale. L’area e’ stata individuata nel corso di un sopralluogo congiunto finalizzato alla prevenzione e alla repressione di violazioni in materia di polizia demaniale e ambientale sul territorio di Fiumicino.
Durante la perlustrazione della vicina darsena, all’interno di un cantiere navale, e’ stata notata la presenza di un’enorme mole di rifiuti speciali altamente inquinanti, tra cui materiale ferroso, imballaggi, vernici di scarto, pneumatici, carta, vetro, plastica, rifiuti urbani e altro materiale che, con il passare del tempo e l’esposizione agli agenti atmosferici, avrebbe potuto contaminare il suolo e il mare, con notevoli rischi per l’ambiente. Il rappresentante legale della societa’, titolare della concessione demaniale rilasciata dall’Autorita’ portuale per lo svolgimento dell’attivita’ cantieristica nell’area sottoposta a sequestro, e’ stato denunciato alla Procura della Repubblica di Civitavecchia e dovra’ ora rispondere dei reati di abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi e di attivita’ di discarica non controllata e non autorizzata.
Tra i dipendenti della societa’ e’ stato identificato un cittadino di origine tunisina, gia’ destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Roma, conseguentemente denunciato all’Autorita’ giudiziaria, unitamente al titolare del cantiere navale, per reati connessi all’immigrazione clandestina.





Roma Multiservizi, l’appello della Cisl a Roma Capitale

 

“Siamo ancora in attesa della convocazione da parte del Campidoglio per parlare del futuro dei circa 2.400 lavoratori della Roma Multiservizi, ma non resteremo fermi a lungo: il tempo stringe e pretendiamo di confrontarci sul destino di un appalto che dà lavoro a migliaia di persone e garantisce il trasporto scolastico, la pulizia dei nidi e delle scuole di infanzia, l’assistenza, ovvero servizi fondamentali per cittadinanza. Purtroppo,  per i lavoratori del ‘doman non v’è certezza’”. E’quanto dichiara il segretario territoriale della Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti, Paolo Le Foche, aggiungendo che “la situazione è inaccettabile, sia nel merito che nel metodo: il prossimo 31 luglio scadrà la proroga del servizio, e a tutt’oggi non siamo ancora stati informati su cosa si preveda per i lavoratori e le loro famiglie, mentre il Comune si accinge, come si legge sul sito di Roma Capitale, a costituire una Newco finalizzata a gestire il servizio scolastico integrato”.“Vogliamo ricordare – conclude il sindacalista – che stiamo parlando di lavoratori che non soltanto escono dal periodo di sospensione e incertezza dovuto al Coronavirus, che non soltanto attendono, in gran numero, l’erogazione del Fis per poter andare avanti, ma che non sanno nemmeno cosa avverrà nel futuro prossimo”.





Appello di Parisi: "Opposizione e maggioranza collaborino"

 

 “La pandemia ha rappresentato uno shock violento per tutto il mondo. Per una parte importante dell’Europa questo shock ha generato un profondo cambiamento nel modo di intendere l’Unione”. L’Ue non può più premettersi un’Italia con bassi tassi di crescita e a rischio di una crisi finanziaria. L’Italia ha avuto più soldi di tutti, non per la capacità del governo di trattare, ma perché è il Paese che è uscito peggio da questa pandemia”, così Stefano Parisi, consigliere regionale del Lazio, intervenendo durante la seduta straordinario di Consiglio regionale da lui richiesta.   “Purtroppo – prosegue Parisi – l’occasione storica che abbiamo davanti incontra un ostacolo molto grande: il funzionamento dell’amministrazione pubblica. La Giunta della Regione Lazio in sette anni non è stata in grado di spendere 209 milioni di fondi Ue, oggi oggetto di rimodulazione. E Zingaretti ha annunciato 12 miliardi di opere pubbliche, molte delle quali già finanziate e che attendono di essere ‘cantierate’ da oltre dieci anni”. “La straordinarietà del momento richiede uno spirito di collaborazione istituzionale tra Giunta e Consiglio, maggioranza e opposizione. Chiediamo alla Giunta di agire sulla base degli atti di indirizzo che il Consiglio presenterà, per la definizione dei piani di intervento per l’utilizzo delle risorse della riprogrammazione dei fondi strutturali europei 2014-2020 non ancora impiegati, delle risorse sbloccate dal Dl Semplificazione, e di quelle in arrivo dai nuovi fondi Ue”, conclude.





San Gregorio di Sassola, levata di scudi sulla possibile discarica

 

L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – Villae, nella persona del direttore Andrea Bruciati, esprime grave preoccupazione in merito ad un nuovo progetto di discarica che minaccia l’agro romano antico. A San Gregorio da Sassola il consiglio comunale ha infatti da poco approvato un progetto per un “impianto di messa in riserva e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi di natura inerte”. Si tratterebbe quindi di una discarica a pochissima distanza da Villa Adriana. La discarica andrebbe a prendere il posto di ulivi e vigne in uno scorcio di campagna ancora incontaminato e prossimo al patrimonio UNESCO tiburtino, che rappresenta un valore universale e condiviso. 

“Ci auguriamo che tutte le istituzioni preposte alla tutela e al governo del territorio effettuino scelte concordi in difesa del paesaggio, dell’inestimabile patrimonio culturale che Villa Adriana rappresenta e, non da ultimo, della qualità della vita della popolazione locale. Restiamo aperti e disponibili al confronto su un’idea comune di sviluppo sostenibile da portare avanti in sinergia con il territorio”

 





Sport, il Partito Democratico pensa alla ripartenza nella Regione Lazio con il Testo Unico

 

La discussione del Testo Unico dello Sport, alla luce anche dell’emergenza post covid che ha colpito il settore, deve essere occasione di ripensamento e rilancio del ruolo dello sport nel nostro paese tralasciando ogni aspetto del dibattito che riguardi i destini personali di pochi soggetti, che non sono di nessun interesse per la stragrande maggioranza degli operatori sportivi.  In tale contesto Il Partito Democratico deve essere il motore del cambiamento con politiche sportive in grado di dare risposte allo sport nella sua complessità, dallo sport di base con la sua straordinaria dimensione associativa fino alla fascia apicale e professionistica, dallo sport inteso come entertainment e spettacolo per milioni di appassionati e tifosi, allo sport inteso come semplice pratica quotidiana amatoriale e libera, senza alcuna divisione tra sport di base e di vertice visto che l’uno è funzionale allo sviluppo dell’altro. Il limite dei tre mandati, l’obbligo di rappresentanza di genere in tutti gli organismi sportivi, le incompatibilità tra ruoli politici e sportivi debbono essere i punti cardinali del Testo unico dello Sport con l’obiettivo di destinare sempre più risorse alla promozione dello sport per tutti, allo sport a scuola con la fondamentale battaglia della educazione fisica nella scuola primaria, fino alla formazione tecnica sportiva vera linfa della crescita sportiva e morale dei ragazzi di ogni disciplina sportiva.
Infine la discussione sulla riorganizzazione della governance non deve dimenticare il ruolo fondamentale delle regioni e del territorio e di tutti i soggetti che organizzano lo sport dal basso, come lo sforzo positivo di dare maggiore rappresentanza al lavoro sportivo deve superare la dicotomia negativa tra sostenibilità e diritti che spesso dequalifica chi lavora e investe nello sport : ci vogliono più diritti per chi lavora e più sostegni con politiche pubbliche e sgravi fiscali per chi lo sport lo organizza, consapevoli anche che la pratica sportiva e’ il principale strumento di prevenzione sanitaria e tutela della salute indicato dalla medicina. L’importante che ci sia una discussione vera e partecipata di tutti i soggetti del mondo dello sport e delle forze politiche e che il ministro sappia ascoltare tutti, per non sprecare l’ennesima occasione di ridisegnare lo sport italiano che deve avere come unico reale obiettivo quello di promuovere e far crescere la pratica sportiva nel nostro paese. 





Unione Teatri di Roma: “L’ultimo decreto del Ministro Franceschini ignora i Teatri con meno di 300 posti e i giovani”

 

“Il decreto del Ministro Franceschini datato 10 luglio e riferito all’esercizio teatrale, escludendo i Teatri con meno di 300 posti, ha inventato due nuovi insiemi per la categoria: quello delle sale teatrali sotto i 300 posti e quello sopra.

La distinzione non ha basi scientifiche né pragmatiche e aumenta la discriminazione tra gli stessi Teatri, già provati dal lungo periodo di chiusura.

Soprattutto quelli privati sono in condizioni che possiamo definire drammatiche.

L’UTR - Unione Teatri di Roma - che riunisce 47 teatri, ovvero la maggioranza dei Teatri privati della Capitale, ritiene scandalosa questa esclusione che evidentemente nasce dal budget, di soli 10 milioni, stanziato per i Teatri privati in tutta Italia. Da qui, la decisione di escludere tutti gli appartenenti all’insieme sfortunato dei teatri sotto i 300 posti.

Pertanto chiediamo di prendere atto di questa ingiustizia e modificare il decreto inserendo al beneficio proporzionale tutti i Teatri.

Richiediamo altresì di aumentare il budget attualmente previsto di almeno 5 milioni onde evitare la parcellizzazione eccessiva del contributo.

Non si pensi che il precedente contributo a pioggia di 10 mila euro, che peraltro non tutti hanno avuto, possa essere considerato sufficiente per i Teatri sotto i 300 posti.

Superfluo sottolineare il ruolo artistico fondamentale sostenuto dalle realtà inferiori ai 300 posti, perché sarebbe un’offesa all’intelligenza e una negazione della storia del Teatro.

Dunque è doveroso rimediare a questa iniquità.

Nel decreto si parla, inoltre, di almeno 1000 giornate lavorative per ciascuna sala con capienza compresa tra 300 e 600 posti e di almeno 1.300 giornate lavorative per ciascuna sala con capienza superiore ai 600 posti. Questi parametri escludono anche diversi Teatri di grande capienza. Per i Teatri privati raggiungere la soglia imposta è difficile in quanto molte attività vengono svolte in “outsourcing” e le figure professionali a cui i Teatri si affidano, come commercialisti, uffici stampa, mascherine, consulenti del lavoro, tecnici, ecc.., sono liberi professionisti, pertanto il loro compenso non rientra nelle giornate contributive come richieste dal decreto, sebbene siano rispettati tutti i termini contributivi di legge. In aggiunta ogni struttura genera un enorme indotto, facilmente misurabile, che non è quantificabile nella modalità indicata.

Appare evidente che gli unici elementi che possono davvero stabilire l’effettiva valenza di uno spazio sono il fatturato e il numero di spettacoli, elementi oggettivi e indiscutibili.

Apprezziamo lo spirito del provvedimento che però deve essere migliorato nel rispetto di tutte le sale teatrali e del Teatro italiano che in quelle sale vive.

Ministro Franceschini La invitiamo a tenere alto l’impegno fino ad oggi profuso, che tuttavia necessita di una maggiore consapevolezza del mondo teatrale, e riconsiderare il decreto secondo criteri più equi”.

 

U.T.R (Unione Teatri di Roma)

 





Beni Culturali, c’è l’intesa tra Roma Capitale e Unindustria

 

É stata firmata in Campidoglio dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi e dal Presidente di Unindustira Filippo Tortoriello una convenzione per la promozione e la valorizzazione del patrimonio archeologico e dei beni culturali di competenza della Sovrintendenza Capitolina. 

Si tratta del primo accordo tra Roma Capitale e un’associazione a base plurisoggettiva, mirato alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico, monumentale e paesaggistico, tramite iniziative di mecenatismo e/o sponsorizzazione, in base alla Delibera di Giunta approvata il 25 ottobre 2019. Unindustria raggruppa infatti le aziende del sistema Confindustria di Roma, Frosinone, Rieti, Viterbo, Latina. 

In base alla convenzione, Unindustria si impegna a presentare proposte di sponsorizzazione di progetti e iniziative culturali e a promuovere fra i propri associati la ricerca di soggetti interessati a collaborare con Roma Capitale tramite iniziative di mecenatismo, finalizzate alla realizzazione di interventi da parte della Sovrintendenza Capitolina. Tali attività saranno realizzate senza alcuna contropartita di natura economica, ma con la possibilità di pubblicizzare, nomi, loghi o marchi. 

“Con la firma della convenzione oggi parte una nuova fase di attivazione per le proposte di sponsorizzazione per i nostri beni culturali. Il protocollo è immediatamente esecutivo e ha la durata di due anni: periodo che potrà essere prorogato in ragione dello stato di avanzamento delle attività concordate”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi. 

“Roma è una città unica al mondo per la concentrazione di cultura e bellezza che può vantare. Il protocollo che firmiamo oggi, grazie alla disponibilità della Sindaca Virginia Raggi e di tutta l’Amministrazione capitolina, permetterà alle nostre imprese di essere protagoniste nella tutela e nella valorizzazione di questo patrimonio, partecipando attivamente alla progettazione degli interventi di restauro e di metodi innovativi di fruizione. L’iniziativa, che consentirà sempre più collaborazioni tra pubblico e privato nel campo di beni culturali, assume un significato ancora più importante perché diventa un elemento di rilancio e sostegno per il settore del turismo che, voglio ricordarlo, vale il 13% del PIL regionale, ma è anche tra quelli più colpiti e messi alla prova dalla crisi generata dall’emergenza sanitaria. Le imprese di Unindustria sono pronte a fare la loro parte per sostenere la grande bellezza della Città”, afferma Filippo Tortoriello Presidente di Unindustria. 

Luca Bergamo, il Vicesindaco con delega alla Crescita culturale: “Ringrazio la Sindaca Raggi, la Sovrintendente Marini Clarelli, il Presidente Tortoriello e il Vicepresidente Letta di Unindustria per il percorso portato avanti insieme che ci ha permesso di arrivare alla firma di oggi. La Sovrintendenza Capitolina attuerà, con i fondi messi a disposizione, delle iniziative di restauro, conservazione, valorizzazione del patrimonio culturale e attiverà le procedure necessarie per l’affidamento dei lavori, vigilando sulla loro corretta esecuzione”. 

“Ringraziamo la Sindaca, il Vice sindaco e la sovrintendente insieme a tutti gli uffici tecnici di Roma capitale con cui abbiamo lavorato con determinazione ed entusiasmo alla stesura della convenzione – dichiara Giampaolo Letta Vice Presidente di Unindustria – Questo accordo segna un traguardo, anzi direi piuttosto un punto di partenza davvero importante, perché vuole sottolineare il ruolo anche sociale che rivestono le imprese quando decidono di investire nella cultura, incentivando una partecipazione attiva a prendersi cura dei luoghi storici del nostro territorio. Una testimianza di impegno civico ma che rappresenta anche un importante elemento per la crescita competitiva delle aziende in un mercato competitivo e globalizzato”.

Rifiuti a Roma, Raggi posta video di “zozzone seriale”

 “Il furgone che vedete nel video è quello di uno zozzone. E pure seriale. È stato fermato in questi giorni dal Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia di Roma Capitale dopo l’ennesimo sversamento illecito”. Così Virginia Raggi su Facebook. La sindaca di Roma posta un video. 

“Le fototrappole che abbiamo installato in città, infatti, lo avevano ripreso decine di volte mentre abbandonava per strada numerosi sacchi neri con scarti alimentari e materiali provenienti da diverse attività commerciali. Ma a causa della targa poco leggibile, per individuarlo e bloccarlo, i nostri agenti si sono dovuti appostare nel luogo dove solitamente si fermava”. 

“Dall’indagine, delegata dalla Procura di Roma, si è scoperto che il furgone serviva ad una società dolciaria di un comune vicino Roma per trasportare i propri rifiuti all’interno del territorio della nostra città. Pensate che nel furgone venivano portati contemporaneamente la spazzatura da buttare e i dolci da consegnare. L’ennesimo caso del cosiddetto ‘pendolarismo dei rifiuti’, un fenomeno che abbiamo voluto sanzionare con una specifica ordinanza che ho firmato l’estate scorsa. I responsabili, tra i cui il titolare della ditta, sono stati denunciati per trasporto e abbandono di rifiuti”. 

“Quella contro incivili, criminali e zozzoni organizzati che sporcano la nostra città è una battaglia che stiamo portando avanti senza sosta. Voglio ancora una volta ringraziare tutti i cittadini che ci aiutano e la nostra Polizia Locale per il prezioso contributo”.




Scuole, Roma Capitale riparte con i nidi il 9 settembre e gli Istituti per l’Infanzia il 14

I nidi capitolini riapriranno il 9 settembre, le scuole dell’infanzia il 14. Roma Capitale ha definito il piano di riapertura dei servizi educativi e scolastici dedicati ai bambini da 0 a 6 anni che prevede la possibilità di garantire la didattica in presenza sulla base del principio-guida della stabilità dei gruppi: ogni educatrice o insegnante sarà riferimento fisso per un gruppo di bambini. “Abbiamo definito il piano educativo e didattico di Roma Capitale. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando in vista di settembre e la Task Force capitolina per la Scuola per l’importante contributo messo al servizio della nostra città. I bambini hanno diritto a riprendere la normalità dei rapporti educativi e didattici, in piccoli gruppi e in un contesto di relazione e crescita sicuro. Inoltre una bella notizia: metteremo a disposizione dei nidi e delle scuole dell’infanzia di Roma Capitale oltre 3mila maestre e educatrici in più rispetto allo scorso anno scolastico”, afferma la sindaca di Roma Virginia Raggi. Alla base del riavvio in sicurezza dei servizi educativi e scolastici di Roma Capitale dedicati ai piccoli da 0 ai 6 anni, sono centrali i temi relativi ai bisogni di crescita e di benessere psicologico delle bambine e dei bambini che si accolgono. È stato delineato un riavvio dei servizi in gradualità: i primi a rientrare, come sempre saranno i bambini già frequentanti le strutture capitoline, a cui seguiranno gradualmente gli inserimenti, generalmente sempre più delicati, dei nuovi iscritti. La mensa riaprirà fin dal primo giorno. Per il primo mese è previsto un orario ridotto, mentre a partire da ottobre ci sarà il tempo pieno. “In attesa delle specifiche nazionali, abbiamo lavorato in queste settimane a un piano concreto e operativo per riaprire nidi e scuole dell’infanzia in sicurezza, fondato sulla stabilità dei gruppi. Il ‘gruppo classe’ sarà definito e stabile, a garanzia del rapporto, della didattica e della sicurezza sanitaria. Voglio ringraziare tutti i membri della Task Force capitolina per la Scuola, professionisti interni all’Amministrazione Capitolina, che ben conoscono i Servizi Educativi della città, ed esperti esterni, che hanno messo a disposizione gratuitamente la loro professionalità ed esperienza per il bene delle bambine e dei bambini della nostra Comunità”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì. “Nelle prossime settimane oltre 3mila tra educatrici e insegnanti firmeranno un contratto a tempo determinato, consentendo così di adempiere ai fabbisogni organizzativi delle nostre strutture senza ricorrere più alle supplenti su chiamata giornaliera e, al contempo, garantendo continuità e stabilità lavorativa per il nostro personale. Si tratta quindi di personale aggiuntivo, cioè di oltre 3mila educatrici e insegnanti in più rispetto all’organico attuale. Uno sforzo non indifferente, che consente di affrontare con solidità le nuove necessità determinate dal Covid. Nel complesso un ruolo dirimente sarà svolto dall’introduzione del cosiddetto ‘organico potenziato’”, sottolinea l’Assessore al Personale di Roma Capitale Antonio De Santis. L’accesso ai servizi prevede la firma da parte delle famiglie di un patto di corresponsabilità in merito alla salute dei piccoli. In base al principio della stabilità dei gruppi, ogni singolo gruppo opererà in modo autonomo e non avrà interazioni con altri gruppi di bambini presenti nella struttura. In base agli ambienti disponibili, alla loro organizzazione e alla dimensione dei gruppi, è prevista la progettazione di esperienze e attività anche in altri spazi, organizzando rotazioni tra gruppi che evitino la possibilità di ‘mixing’ dei gruppi stessi e sempre con la relativa disinfezione dei locali. Materiali e giocattoli saranno ad uso esclusivo di ciascun gruppo e/o sanificati prima del passaggio da un gruppo all’altro. Non è prevista la possibilità di portare oggetti e materiali da casa, ad esclusione dell’abbigliamento necessario all’eventuale cambio dei bambini e dei pannolini, in pacco integro che dovrà essere igienizzato all’ingresso nella struttura. Tutto il personale dovrà indossare mascherina e soprascarpe, o calzature dedicate, per l’intero arco della giornata lavorativa. Gli educatori indosseranno la mascherina e, durante il cambio del bambino, anche i guanti monouso. Durante il pasto e il cambio sarà indossata anche la visiera, come dispositivo di protezione integrativo della mascherina. Il piano di riapertura di Roma Capitale incoraggia, parallelamente, lo svolgimento di attività anche in spazi esterni, valorizzandoli e adeguandoli per renderli sicuri, fruibili. Si potranno prevedere in questo caso adeguate separazioni delle zone riservate ai diversi gruppi, oppure un utilizzo dello spazio a rotazione, con disinfezione delle attrezzature e degli oggetti presenti.





Stabili le condizioni di Alex Zanardi

 

Le condizioni cliniche di Alex Zanardi sono “stabili”, dopo che il campione paralimpico è stato sottoposto sabato scorso “a una delicata procedura neurochirurgica eseguita dal professor Pietro Mortini, direttore dell’Unità Operativa di Neurochirurgia, per il trattamento di alcune complicanze tardive dovute al trauma cranico primitivo”.

Lo ha riferito l’ospedale San Raffaele dove Zanardi è stato trasferito venerdì scorso da un centro riabilitativo. L’Irccs milanese ha aggiunto che al momento gli accertamenti clinici e radiologici confermano il buon esito delle suddette cure. Zanardi è tuttora ricoverato in Terapia Intensiva Neurochirurgica.





Piacenza, parla il nuovo Comandante dei Carabinieri: "Lavoriamo a testa alta"

 

“Mi sento onorato di essere qui a Piacenza, di poter portare questa divisa nella città e nella provincia, non è semplice ma lo faccio con orgoglio perché so quanto i miei carabinieri si impegnano quindi è giusto affrontare a testa alta la quotidianità”. Il colonnello Paolo Abrate, classe 1975, è il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Piacenza. E’ arrivato due giorni, dopo l’azzeramento dei vertici dell’Arma per l’inchiesta che ha investito la caserma Levante e che ha portato all’arresto il 22 luglio di sei militari e al sequestro della caserma stessa. “L’obiettivo – ha spiegato incontrando i giornalisti – è di guadagnare la fiducia; la si guadagna giorno per giorno, con i fatti. La mia promessa è di dedicare ogni mia forza ed energia alla tutela della cittadinanza di Piacenza”. “La bufera” sulla caserma Levante, ha spiegato Abrate “è una cosa che ci ha colpito molto nel nostro cuore e intimità. Siamo un’istituzione che dedica tanto della propria individualità al servizio della cittadinanza. Una cosa che ci ha segnato molto”. Ma ora “è un vero piacere essere qui. Il nostro sguardo è rivolto al futuro, alla cittadinanza, alle istituzioni nel cui confronto garantiremo il nostro massimo impegno, ai fini di garantire la sicurezza dei cittadini e delle istituzioni”. Assieme al nuovo comandante Abrate, sono stati presentati i capi del reparto operativo Alfredo Beveroni e del nucleo investigativo Lorenzo Provenzano.





Scuole, un edificio su quattro ha più di 100 anni

 

 

Molte scuole italiane hanno almeno 100 anni di vita, e un edificio su quattro non è stato costruito per ospitare un istituto scolastico ma è stato riadattato successivamente, soprattutto in Campania, Emilia-Romagna, Umbria, Calabria, Lazio, Liguria e Puglia. E’ quanto emerge dal report dell’ "Osservatorio Povertà educativa minorile #conibambini" che, insieme con Openpolis, indaga sullo stato dell’edilizia scolastica in vista del rientro degli studenti nelle scuole a settembre poiché le regole di distanziamento fisico imposte dall’emergenza Coronavirus obbligano ad un diverso utilizzo degli spazi scolastici. Le scuole "ultracentenarie" sono presenti in particolare in Liguria (20%) e Piemonte (16%). In Puglia, Molise, Calabria e Sardegna, circa la metà del patrimonio di edilizia scolastica è stato costruito dopo il 1976. La regione con minor presenza di edifici costruiti dopo il ’76 è la Liguria (23%).





Scuole, a fine agosto il parere definitivo del Cts sulla riapertura a settembre

 

"A fine agosto si riunirà il nostro Comitato tecnico scientifico per una valutazione finale ma la nostra priorità è riaprire tutte le scuole, di ogni ordine e grado". Così il ministro della Salute Speranza a Radio Anch’io su Raiuno. Nel corso della trasmissione Speranza ha, però, sottolineato la necessità di "riaprire in totale sicurezza". "La scelta di chiudere le scuole è stata - ha concluso il ministro - la scelta più dolorosa che ho dovuto compiere, ma indispensabile. In alcuni Paesi la riapertura ha fatto rialzare la curva. Ci vuole la massima cautela". Poi ci sarà la da parte della ministra Azzolina l’informativa sulle direttive. Un ritorno a scuola tra medici di ’sorveglianza’ per gli istituti e test a campione sugli studenti che si offrono come volontari. Ma anche un problema di organico, legato alla mancanza di spazi e alla necessità di ’sdoppiare’ le aule negli edifici più vecchi. A meno di due mesi dal ritorno tra i banchi la ministra è già alle prese con nuovi rebus. E alcune delle soluzioni potrebbero essere proprio gli investimenti nella direzione dell’edilizia scolastica, "grazie ai soldi del Recovery Fund". Progetti che al momento restano in cantiere, ma che hanno sullo sfondo lo scenario quotidiano dei nuovi contagi da Covid. Migliaia e migliaia di test, quelli sierologici, saranno invece effettuati nelle prossime settimane a tutto il personale scolastico e, secondo quanto prevede l’elenco delle richieste delle parti sociali per la bozza del protocollo d’intesa tra Miur e sindacati sull’avvio dell’anno scolastico, dovrebbero essere effettuati a campione sugli studenti ma non all’interno degli istituti. Le singole Regioni si stanno già mobilitando: nel Lazio almeno 120 mila operatori della scuola inizieranno ad agosto il test di sieroprevalenza mentre una seconda azione di prevenzione riguarda il vaccino influenzale, con 2,5 milioni di dosi già ordinate sul territorio. In programma non c’è solo la prevenzione dei test. La stessa bozza del protocollo prevede la misurazione della temperatura per il personale all’ingresso degli istituti, un’equipe di psicologi a disposizione di studenti e prof per rassicurare dai timori e stress per il rischio di contagio, referenti per il contact-tracing, una ’help line’ e "l’individuazione in tutte le scuole del medico competente che effettui il servizio di sorveglianza sanitaria". Ma l’Associazione nazionale presidi va oltre e invoca il ritorno al ’medico scolastico’, affinché si occupi anche degli studenti: "La sorveglianza sanitaria è comunque indirizzata al personale, il medico cosiddetto ’competente’ garantisce la sorveglianza soltanto sui dipendenti e i lavoratori. Inoltre solo se verrà prorogato lo stato di emergenza è previsto un medico sorveglianza, così come dispone il decreto rilancio", spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, il quale punta il dito anche sul problema degli "edifici vecchi, dove sarà difficile gestire gli spazi e quindi servono più insegnanti. In pratica - aggiunge - dove non ci sono aule grandi, i dirigenti scolastici sono costretti a dividere in due le classi e quindi ad esempio servono più docenti. La ministra ha già spiegato che ci sono fondi per 80mila docenti in più, che rispetto al totale sono il 10%. Non so se basteranno, è difficile per noi fare un calcolo in questo momento".





Lamorgese: in Sicilia nave-quarantena e forze armate. Monito di Zingaretti: “Il Governo agisca in modo adeguato. Salvini sacastico: “Riescono a sbarcare anche i barboncini”

 

“Entro pochi giorni sarà garantito l’invio nelle acque della Sicilia di una capiente nave-passeggeri da riservare ai migranti e il ricorso a contingenti delle forze armate, da destinare alle aree più sensibili”. Lo ha assicurato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che oggi pomeriggio ha evidenziato la situazione sempre più grave determinata nell’Isola dai continui arrivi di migranti e dagli altrettanto continui tentativi di fuga dai centri di accoglienza ad essi dedicati. Poi Zingaretti: "Solidarietà e sicurezza sono valori che possono e debbono andare di pari passo. Per la verità sono mesi che poniamo questi temi. Ora ribadiamo, occorre lavorare affinché il Governo urgentemente e nella sua interezza affronti in maniera adeguata questa complessa materia".  Sarcastico Salvini: “Il Viminale si accorge solo ora di dover fermare i flussi dalla Tunisia, con centinaia di immigrati in fuga dai centri di accoglienza e silenzio totale sulla redistribuzione degli immigrati all’estero. Mentre i clandestini arrivano a frotte, anche con barboncini evidentemente scampati ai lager libici, giovedì il Senato deciderà se devo essere processato per aver difeso i confini. Orgoglioso di aver protetto l’Italia e gli italiani: la rifarei e lo rifarò”. Il riferimento al barboncino è legato a un video pubblicato dalla pagina Facebook ‘Local team’ che ha ritratto uno sbarco di 11 migranti tunisini vestiti a mo’ di turisti, con cappelli di paglia e pure un barboncino bianco al seguito. Gli undici, secondo quanto scrive il Messaggero, erano su un barchino al largo di Lampedusa e sono stati intercettati dalla Guardia costiera che li ha trasportati sul gommone e fatti sbarcare al molo Madonnina.




Fontana: “Non mi dimetto, la Regione Lombardia non ha tirato fuori un euro”

 

 

“Non mi dimetto, la Regione non ha tirato fuori un euro”. Così in un’intervista a Repubblica il governatore della Lombardia Attilio Fontana, indagato per la vicenda sulla fornitura di camici: 25mila camici ancora non consegnati alla Regione Lombardia, che suo cognato avrebbe provato a piazzare a un prezzo maggiorato di 3 euro a una clinica.

Non pensa che un atteggiamento del genere strida con l’immagine del generoso donatore? “Non mi pare che ci sia un giudizio politico da dare su questo punto. L’elemento più importante e che nessuno sottolinea è che la Regione Lombardia non ha tirato fuori un euro. E se questo è accaduto è perché io ho fatto rilevare la inopportunità di quella situazione”.

“Ritengo – ha spiegato Fontana – che Aria abbia svolto bene il suo lavoro. Chi non comprende il livello di gravità ed emergenza nella ricerca spasmodica di presidi per medici e infermieri, o è stupido o è in malafede. Inoltre ricordo che tutti gli acquisti svolti in quella fase erano in regime di emergenza e seguivano procedure eccezionali tali da non richiedere la sottoscrizione del patto di integrità. Glielo dico ancora una volta. Deve essere chiaro a tutti che in quei giorni contavano i minuti e quindi ogni elemento che portava ritardi nella procedura metteva a rischio vite umane”.

Il Corriere della Sera ha scoperto che la delibera che avrebbe dovuto convertire l’acquisto in donazione ancora non c’è. Come spiega questa assenza? “Solleciterò Aria a completare velocemente il procedimento. Ed in ogni caso, dal punto di vista sostanziale, la Regione non ha pagato e non pagherà”.

Da eccellenza d’Italia la Lombardia riemerge dall’emergenza Covid con la reputazione intaccata. Si sente di dover fare qualche autocritica? “In una situazione come quella in cui ci siamo trovati, ho più volte ribadito che sicuramente abbiamo commesso errori. Detto ciò, settimana dopo settimana, stanno emergendo ogni giorno dati scientifici e statistici incontrovertibili, che rilevano che, in tutte le aree metropolitane regionali simili alla Lombardia nel mondo, l’incidenza di contagi e decessi presenta numeri spesso più gravi di quelli lombardi”.





Le previsioni Ice sull’Export nazionale. "Tornerà ai livelli del 2019 solo nel 2022"

 

L’export italiano tornerà ai livelli del 2019 solo nel 2022. Il Covid-19 segna infatti una brusca frenata facendo perdere tre anni al percorso di crescita del nostro dell’export, che era in marcia dal 2010. È quanto emerge dalla XXXIV edizione del Rapporto sul commercio estero realizzato dall’Agenzia Ice in collaborazione con Prometeia, Istat, Fondazione Masi, Università Bocconi e Politecnico di Milano, secondo cui la ripresa degli scambi mondiali nel 2021 sarà guidata dall’aggregato degli emergenti Asia, Cina in testa. “I dati consuntivi confermano che nel 2019 l’export italiano godeva di un ottimo stato di salute – ha spiegato Carlo Ferro, presidente dell’Agenzia Ice – Aveva terminato l’anno con una crescita del 2,3% attestandosi a 476 miliardi e mantenuto la quota di mercato sul commercio mondiale stabile al 2,84%. Un risultato importante perché ottenuto in un periodo turbolento sui mercati mondiali, particolarmente per i Paesi europei, stretti nella disputa commerciale Usa-Cina, pressati dai dazi americani su molti beni esportati dall’Europa e confusi nell’incertezza su tempi e termini della Brexit”. La crescita nel 2019 ha riguardato, in particolare, il settore farmaceutico (+25,6%), mentre i tassi di crescita maggiori delle nostre esportazioni si sono registrati con il Giappone (+19,7%) e la Svizzera (+16,6%). Germania (12,2% sull’export totale italiano), Francia (10,5%) e Usa (9,6%) rimangono comunque i primi nostri tre mercati di sbocco. “Anche i primi due mesi del 2020 – ha proseguito Ferro – sono stati positivi per l’export: +4,7% tendenziale, nonostante a febbraio fosse già evidente il rallentamento dei flussi con la Cina”. Istat ha recentemente pubblicato le rilevazioni del periodo gennaio-maggio che vedono l’export in caduta tendenziale del 16%, mentre l’andamento congiunturale segna una crescita del 35% da aprile a maggio: “primo segno di ripresa delle attività”, ha osservato Ferro. A marzo e aprile, in particolare, i flussi commerciali con l’estero hanno registrato una brusca contrazione rispetto al mese di febbraio: export -45,8%, import -32,3%.




Allarme dell’Istat: “Per il 38,8% delle imprese seri rischi di sopravvivenza”

 

“L’impatto della crisi sulle imprese è stato di intensità e rapidità straordinarie, determinando seri rischi per la sopravvivenza: il 38,8% delle imprese italiane (pari al 28,8% dell’occupazione, circa 3,6 milioni di addetti, e al 22,5% del valore aggiunto, circa 165 miliardi di euro) ha denunciato l’esistenza di fattori economici e organizzativi che ne mettono a rischio la sopravvivenza nel corso dell’anno”. Lo ha sottolineato Roberto Monducci, direttore del dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, nel corso dell’audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, nell’ambito dell’attività conoscitiva preliminare all’esame del Programma nazionale di riforma per l’anno 2020 e della Relazione per il nuovo scostamento di bilancio.

Il direttore ha evidenziato un “rischio di sostenibilità dell’attività produttiva di qui a fine anno” sottolineato dalle aziende, laddove uno dei punti di maggiore criticità evidenziato dalle aziende sta nel credito e nel ruolo delle banche.




I mal di pancia di Bonomi (Confindustria), che accusa il Governo: "E’ fermo"

 

 “Si fa un gran parlare di come utilizzare i 209 miliardi che arriveranno dall’Europa. Ma le riforme necessarie per riuscire a spendere in modo efficace queste risorse, a oggi, non sono state nemmeno impostate. A partire da quella del lavoro, la più urgente. E poi fisco e burocrazia. La verità è che per il governo la fase 2 non è ancora iniziata”. E’ quanto ha dichiarato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un’intervista al Corriere della Sera. “Il governo al momento è ancora troppo attendista”.

Sul lavoro, ha sottolineato Bonomi, “non è il momento dello studio ma delle decisioni. Anche nel merito poi si sta andando nella direzione sbagliata. Su 100 euro spesi per il lavoro l’Italia ne mette 98 per le politiche passive e 2 per quelle attive – ha proseguito – Ma non c’è alcuna intenzione di mettere mano a questa situazione. Anzi: si vara uno scostamento di bilancio da 25 miliardi per distribuire altre risorse a pioggia”.

Sul prolungamento del blocco dei licenziamenti, il leader degli industriali osserva: “Più tardi verrà eliminato e peggiore sarà l’impatto”. E sulla decontribuzione per chi assume dice: “Non scherziamo. Lei vede qualcuno oggi interessato ad assumere se col divieto di licenziamenti non può ristrutturare? Al danno dell’impianto attuale degli ammortizzatori si aggiunge la beffa”.





Economia in netta ripresa. Gualtieri: “Forte rimbalzo nel terzo trimestre. Rinvio per le scadenze tributarie e contributive”

 

"I più recenti dati economici indicano che la nostra economia ha iniziato la risalita dal minimo di marzo-aprile. Stimiamo che la ripresa sia continuata in giugno e luglio, tuttavia il secondo trimestre registrerà in media una forte caduta del Pil con altrettanto marcato rimbalzo nel terzo trimestre". Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione su Pnr e nuovo scostamento.  "Proseguirà l’attività di sostegno alla liquidità che potrà contare su misure di carattere fiscale: saranno riprogrammate le scadenze relative ai versamenti tributari e contributivi sospesi nella fase di emergenza prevedendo la possibilità di rateizzare il debito fiscalesu un orizzonte temporale definito in modo da assicurare che per il 2020 si riduca sensibilmente il peso dell’onere che altrimenti graverebbe su contribuenti in difficoltà. Saranno ulteriormente differiti i termini per la ripresa della riscossione attualmente fissati al 31 agosto". Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione su Pnr e nuovo scostamento elencando le misure del prossimo decreto di agosto. "Sono all’esame interventi per sostenere il mercato del lavoro a ripartire con assunzioni a tempo indeterminato e alle imprese a fare uscire lavoratori dalla cassa integrazione, una deroga alle norme sui contratti a termine e la proroga delle procedure semplificate per lo smart working nel privato". 





Covid-19, Bocelli finisce nel tritacarne dei social. Lui: “Frainteso”

 

Tempesta social su Andrea Bocelli dopo le dichiarazioni rese ieri al Senato nel corso un convegno di “negazionisti” del Covid. “Mi sono speso fin dal primo giorno con la Fondazione che porta il mio nome per aiutare chi era in difficoltà per il virus. Oggi al Senato sono stato frainteso” ha detto il tenore ospite alla Milanesiana. “Non sono un negazionista, sono un ottimista e riparto da qui con una preghiera”. Bocelli aveva dichiarato di essersi sentito, durante il lockdown di sentirsi “umiliato e offeso per la privazione della libertà di uscire di casa senza aver commesso un crimine”. Bocelli aveva anche fatto sapere di essere guarito dal Covid-19 e si era fatto fotografare mentre donava il plasma. Bocelli ha poi aggiunto di aver “violato le restrizioni uscendo lo stesso, perché ho una certa età e ho bisogno del sole e di vitamina D”. Le sue parole hanno scatenato una tempesta sui social.

Fedez, in particolare, scrive due tweet: “Io senza parole. Boh”. E ancora: “Se non conoscete nessuno che sia stato in terapia intensiva e vi permettete d’instillare il dubbio che la pandemia sia stata fantascienza vi presento un mio amico che causa Covid ha dovuto subire un trapianto di polmoni a 18 anni. Poi fare silenzio ogni tanto non fa male eh”. Fedez ha postato uno scatto accanto a un paziente del reparto di terapia intensiva del San Raffaele, costruito a tempi record grazie alla raccolta fondi organizzata con la moglie Chiara Ferragni. Anche Alessandro Gassman ha scritto su Twitter: “In Italia 35.000 morti per covid….#Bocelli … #rispetto”. In molti lo hanno poi criticato ricordando la sua performance nel Duomo di Milano deserto nel quale affermava cose diverse da quelle dette al convegno.





Il ministro Speranza su Covid-19: “Siamo fuori dalla tempesta ma non in un porto sicuro”

 

“I nostri dati sono assolutamente affidabili lo erano quando eravamo il primo o tra i primissimi paesi al mondo per numero di casi lo sono oggi dopo questi mesi così complicati in quei casi si sono ridotti non è che è cambiato il nostro modello, è sempre lo stesso”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza a Radio anch’io su Radio Uno Rai replicando alle perplessità della comunità scientifica.

“Abbiamo usato questo modello per abbassare la curva, per piegarla. E proprio per questo io oggi continuo a dire che dobbiamo essere prudenti, non dobbiamo pensare di aver già vinto la battaglia perché non possiamo assolutamente permetterci di vanificare gli sforzi fatti in questi mesi. Quindi massima attenzione, nessuna leggerezza: dobbiamo continuare questa fase di apertura ma farlo con i piedi per terra perché, lo ribadisco siamo fuori dalla tempesta ma non siamo ancora in un porto sicuro” 





Commercio, tra maggio e giugno +50% di cessioni dubbie

 

L’Ambulatorio antiusura di Confcommercio denuncia il l’enorme investimento sulle attività in crisi da parte della criminalità organizzata. Appello al Governo

 

Un appello al Governo per istituire un registro speciale per le cessioni di attività. A lanciarlo è Luigi Ciatti, presidente dell’Ambulatorio antiusura onlus, l’associazione riconosciuta che opera dal 1996 fornendo assistenza e consulenza legale, psicologica e finanziaria alle vittime dell’usura. Intervistato dall’agenzia di stampa Dire, avvocato di parte civile ai processi Spada e Casamonica, Ciatti risponde idealmente anche a Enzo Foschi, vicesegretario del Pd Lazio, che nelle scorse ore ha proposto di bloccare per due anni le compravendite dei negozi in centro a Roma per evitare che finiscano nelle mani della malavita. “Ma ciò che serve davvero è il controllo serrato di tutte le cessioni, un meccanismo che coinvolga forze dell’ordine, Guardia di Finanza e magistratura, in modo da poter risalire tutta la filiera della criminalità”, spiega. Per farlo, però, è necessario un intervento normativo da parte del Governo. Del resto, quello sulle acquisizioni poco trasparenti delle attività in crisi a causa del Coronavirus è un allarme più che previsto da realtà come l’Ambulatorio. “Dal 2008- racconta- registriamo un incremento costante di queste situazioni, e nel periodo del Covid l’aumento è stato del 30% tra marzo e aprile, ma è arrivato al 50% tra maggio e giugno. Si tratta di persone che si sono rivolte all’Ambulatorio per assenza di liquidità, perchè c’è da dire che se dal punto di vista sanitario l’emergenza si è riusciti a gestirla, non è andata così per i fondi promessi dal Governo, che sono stati un buco nell’acqua. Tutto questo ha fatto impazzire il sistema a vantaggio dei criminali”. Che ne hanno approfittato sia comprando locali a con pochi euro, sia prestando soldi. “La mafia crea strutture economiche dove riciclare e ‘pulire’ tutto il resto del denaro che non può spendere, creando in questo modo anche concorrenza sleale che fa crollare le attività sane rimaste sul mercato. Per le organizzazioni criminali quella arrivata con il Coronavirus è una situazione di vantaggio che va fermata. Come ambulatorio- spiega ancora Ciatti- ci occupiamo anche delle transazioni e ci premuriamo di ricevere il modello antiriciclaggio. E allora dico non restiamo a guardare, estendiamo questo obbligo a tutte le cessioni”. Per aiutare le imprese a non cadere nella rete della malavita, l’Ambulatorio antiusura insieme a Confcommercio Roma ha inaugurato un osservatorio che comprende un numero verde e l’assistenza gratuita. “Uno strumento che serve anche come grido di allarme per chiedere di non consegnare il Paese alla criminalità, altrimenti rischiamo di vanificare gli sforzi fatti finora. La mafia ha usato la crisi per riacquisire consenso sociale. E questa regressione della legalità è causata dall’assenza dello Stato. La sensazione- ammette Ciatti- è che questa sfida la stia vincendo la mafia proprio a causa del Covid. Ma non possiamo permetterlo, non deve andare per forza così. Se i soldi arrivano dallo Stato, le persone non hanno bisogno di prenderli da altri che invece hanno colmato questi vuoti creati dall’incapacità di gestire queste situazioni con efficacia e tempismo. La cosiddetta ‘potenza di fuoco’, annunciata dal presidente del Consiglio, non è mai arrivata e così un esercito di persone è stato consegnato a chi aveva soldi criminali”. Per questo, la richiesta di Ciatti è per un intervento normativo per l’istituzione del registro speciale. “Basta dire alle Camere di commercio d’Italia di segnalare le cessioni, in modo da verificare se i soldi della mala non finiscano in attività perbene. Sono convinto che molti farebbero un passo indietro. Perchè dove c’è lo Stato, non c’è la mafia”.




Bce alle banche: “Stop dividendi per tutto il 2020”

 

Per far fronte alle ricadute economiche della pandemia, la Banca centrale europea ha esteso la sua raccomandazione alle banche della zona euro di non pagare dividendi e di non effettuare buy-back fino al 1 gennaio 2021. La Bce invita inoltre gli istituti ad "adottare una estrema moderazione" sulle retribuzioni ai propri vertici, in materia di bonus, "per preservare il capitale durante la crisi". Inoltre, da Francoforte si riafferma che  - alla luce degli impegni che il settore sta affrontando - "darà sufficiente tempo alle banche per ricostruire il proprio capitale e i buffer di liquidità" evitando "azioni pro-cicliche". L’Eurotower precisa che questa raccomandazione "resta temporanea ed eccezionale e punta a mantenere la capacità delle banche di assorbire le perdite e a sostenere l’economia in uno scenario di eccezionale incertezza" che "rende difficile per le banche avere visibilità sul proprio capitale". "Come dimostrato dall’analisi della vulnerabilità, il livello di capitale nel sistema potrebbe diminuire significativamente se si dovesse materializzare uno scenario grave" ammonisce la Bce che preannuncia un riesame di questa posizione "nel quarto trimestre 2020, tenendo conto del contesto economico, della stabilità del sistema finanziario e dell’affidabilità della pianificazione del capitale". "Una volta che l’incertezza che richiede questa raccomandazione temporanea ed eccezionale si attenuerà - si legge nella nota di Francoforte - le banche con posizioni patrimoniali sostenibili potranno prendere in considerazione la possibilità di riprendere i pagamenti dei dividendi". E questo - spiega la Bce - varrà anche nel caso questi istituti si trovassero ad operare al di sotto del livello di capitale previsto dal cosiddetto Pillar 2 purché l’andamento previsto dalle banche "dimostri che le loro posizioni patrimoniali sono sostenibili a medio termine".