Ama: rimosse in 6 mesi oltre 2mila tonnellate d’ingombranti

 

Nella Capitale sono state complessivamente oltre 2.100 le tonnellate di rifiuti ingombranti abbandonate illecitamente su suolo pubblico, raccolte da Ama nei primi 6 mesi dell’anno. Il dato complessivo è in leggero calo rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, ma ciò dipende dai 2 mesi di lockdown. Tecnici e preposti dell’azienda hanno infatti riscontrato, a partire da maggio, un ritorno alle vecchie e cattive abitudini di abbandoni indiscriminati su suolo pubblico. 

Da una media di 6-7 tonnellate al giorno rimosse ad aprile (in pieno lockdown), si è infatti passati alle 10-12 tonnellate giornaliere di inizio maggio (avvio “fase 2”), fino alle quasi 20 di fine giugno (“fase 3”). E’ stata una vera e propria escalation di abbandoni scorretti, con immagini shock (in allegato un mini repertorio di foto, ndr) che hanno riguardato oggetti insoliti (da un’incubatrice fino a uno scheletro di un natante e ad alcune pagaie), vintage (divanetto sofà di semi antiquariato), pericolosi (affettatrice professionale, taglia-erbe arrugginito), speciali (calcinacci e scarti edili), tradizionali (gli immancabili divani, poltrone, reti, materassi, pneumatici, mobili).





Plastic Free, se ne parla ad Ostia

 

Mediterraneo da remare, la campagna nazionale itinerante promossa dalla Fondazione UniVerde, in collaborazione con Marevivo e con l’adesione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, fa tappa sul litorale di Ostia. L’appuntamento è per domani, martedì 4 agosto, alle ore 18.30, in occasione dell’inaugurazione della Spiaggia Libera S.P.Q.R. (Ex Arca) in via Lungomare Amerigo Vespucci 10. 

L’obiettivo dell’iniziativa – si spiega in una nota – è quello di sensibilizzare i turisti e i gestori degli stabilimenti balneari al rispetto del mare, incentivando l’uso di imbarcazioni a remi, canoe e pedalò rispetto a quelle a motore #AcquascooterFree e contrastando l’inquinamento derivato dalla dispersione di plastiche negli specchi blu, con il focus #PlasticFree, promuovendo l’iniziativa ‘Spiagge libere, sicure e accessibili’. 

La tappa è promossa in collaborazione con Castalia, Federazione Italiana Canoa e Kayak e Lega Navale Italiana – Sezione Lido di Ostia.





Patrimonio scolastico, Roma Capitale ci mette 20 milioni

 

La Giunta Capitolina ha approvato una variazione d’urgenza al bilancio di previsione 2020-2022 che destina più di 20 milioni di euro per gli asili nido e le scuole del territorio comunale. Il provvedimento consente di rispondere in maniera tempestiva alle esigenze di spesa degli uffici capitolini e delle strutture municipali finalizzate a garantire l’avvio dell’anno scolastico in sicurezza a seguito dell’emergenza Covid-19. “Abbiamo approvato in Giunta una manovra che permetterà in via immediata agli uffici di avere le risorse necessarie, oltre 20 milioni di euro, per i lavori di manutenzione del patrimonio scolastico e la messa in sicurezza degli ambienti a seguito dell’emergenza Coronavirus. Si tratta di interventi diversi, che vanno dalla sostituzione dei banchi all’acquisto di prodotti anticontagio. Per i più piccoli, con i fondi stanziati, daremo agli asili nuove lavatrici e asciugatrici. Le scuole dislocate nei municipi saranno oggetto di interventi straordinari. Inoltre, per garantire le supplenze, abbiamo previsto 9 milioni di euro per il personale educativo”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi. “Con i contributi ricevuti recentemente dal ministero e i nostri risparmi abbiamo costruito un tesoretto per le scuole: somme immediatamente disponibili, che sono confluite in questa delibera dopo un lavoro intenso da parte degli uffici e che serviranno ad approntare le misure necessarie alla prossima apertura dell’anno scolastico in un periodo particolare” aggiunge l’Assessore al Bilancio e al Coordinamento strategico delle Partecipate Gianni Lemmetti.





La Sindaca Raggi: "Il nuovo anno scolastico sarà in sicurezza"

 

“Il nuovo anno scolastico a Roma ripartirà in tutta sicurezza. Abbiamo destinato oltre 20 milioni agli asili nido e alle scuole di Roma: con la variazione di bilancio approvata ieri, provvederemo immediatamente alla manutenzione del patrimonio scolastico cittadino e all’adeguamento degli ambienti alle norme anti-Covid”. Così scrive in un post su Facebook, la sindaca di Roma, Virginia Raggi.  “Una manovra d’urgenza che ci consente di intervenire su tutti gli aspetti della sicurezza scolastica – spiega la prima cittadina – somme immediatamente disponibili per sostituire i banchi, acquistare prodotti farmaceutici, nuove lavatrici e asciugatrici per gli asili, oltre che per finanziare servizi per i nidi e gli interventi straordinari per le strutture dislocate nei Municipi”.  “Per garantire le supplenze, inoltre, abbiamo destinato 9 milioni di euro al personale educativo, in modo da assicurare la continuità del servizio. Non solo: ammontano a più di 2,4 milioni di euro gli stanziamenti per progetti antincendio e verifiche di vulnerabilità sismica”.  “Abbiamo scelto di investire sulle scuole, di metterle al centro della nostra azione amministrativa: è stato possibile grazie alle economie effettuate, sommate ai recenti contributi ministeriali. Bambini e i ragazzi sono il nostro futuro, tutelarli è un imperativo”.





Sballo del sabato sera: la Polizia di Stato arresta 13 persone

li agenti del commissariato Viminale hanno arrestato un 25enne africano D. S. per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti e lesioni a pubblico ufficiale. Gli agenti sono stati fermati da alcuni passanti che hanno denunciato la presenza di un uomo stava adescando i passanti nel tentativo di poter cedere loro della sostanza stupefacente. Il pusher, individuato dagli agenti, ha mostrato fin da subito un atteggiamento poco collaborativo e, sottoposto a perquisizione personale è stato trovato in possesso di 4,50 grammi di marijuana e 60 euro in contanti.  La squadra investigativa del commissariato di Casilino Nuovo invece, ha arrestato 2 persone sempre per spaccio di sostanze stupefacenti, L. S. D. S. D. cittadino brasiliano di 19 anni e C. N. 18enne romana noti spacciatori di cocaina a tossicodipendenti di Roma sud e Provincia. I due sono stati colti in flagranza mentre stavano cedendo sostanza stupefacente e, durante la perquisizione, sono stati trovati in possesso di 23,35 grammi di cocaina e 90 euro in contanti. E ancora, in via dell’Archeologia, sempre ad opera degli agenti del commissariato Casilino, sono stati arrestati P.G., originario della provincia di Siracusa e D.M., romana 36enne. I due sono stati trovati in possesso di diverse dosi di cocaina, 11 grammi di eroina – suddivisa in 33 dosi – e 7,20 grammi di hashish, ripartito in tre frammenti.





Week end di controlli dei Carabinieri. Riflettori accesi nei quartieri della Movida

 

Nel week end ancora riflettori puntati sulle notti della Movida nei quartieri di San Lorenzo e Trastevere da parte dei Carabinieri di Roma. I controlli, finalizzati ancora una volta, al rispetto delle prescrizioni “Anti Covid-19” ma anche alla prevenzione di fenomeni di illegalità, sono stati eseguiti dai Carabinieri della Compagnia Roma Trastevere e da quelli della Compagnia Roma piazza Dante, con il rinforzo di Carabinieri provenienti da altri Comandi del Gruppo Roma, dell’8° Reggimento “Lazio”, e del N.A.S. di Roma e del Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria. 

Sono oltre 300 le persone identificate, 31 di queste sono state sanzionate all’interno di una associazione culturale a San Lorenzo, per violazioni delle norme anti Covid-19 sugli assembramenti, mentre altre 2 persone sono state sanzionate poiché sorprese a sostare su Ponte Sisto mentre sorseggiavano delle bevande alcoliche, in violazione della delibera dell’Assemblea Capitolina che ne vieta il consumo dopo le 23:00 con relativa sanzione amministrativa di 160 euro a testa. 

I Carabinieri hanno controllato anche 16 attività commerciali, e solo 2 di queste sono state sanzionate, una a Trastevere per la omessa tracciabilità degli alimenti e una a San Lorenzo per la violazione delle norme anti Covid-19, con la chiusura di 5 giorni per quest’ultimo, mentre le altre attività commerciali sono risultate tutte regolari ed in linea con le disposizioni di cui al D.P.C.M. dell’11 giugno scorso, inerente alla prevenzione e alla limitazione del contagio da Covid-19. 

Questa notte a piazza Trilussa, poco prima delle 3, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Trastevere hanno identificato 5 giovani romani, di età compresa tra i 20 e 30 anni, incensurati, 4 dei quali sono stati arrestati per rissa aggravata mentre il quinto è stato denunciato per lo stesso reato. Quattro di loro sono stati medicati con prognosi dai 5 ai 30 giorni, mentre uno di loro è stato ricoverato. Alla base della lite degenerata poi in rissa ci sarebbero degli apprezzamenti ad alcune ragazze. 

Allo scalo di San Lorenzo invece, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma piazza Dante hanno arrestato 4 uomini, romani, di età compresa tra i 24 e 46 anni, che hanno aggredito un cittadino del Bangladesh di 38 anni, titolare di una paninoteca e anche un dipendente, connazionale del proprietario, che è stato colpito al volto con un pugno, dopo essere intervenuto a difesa del titolare. I quattro avrebbero preteso di avere 4 panini dopo averne pagato solo uno. Nel corso delle attività, il fiuto di una unità cinofila antidroga ha fatto ritrovare ai Carabinieri alcune dosi di hashish abbandonate in strada. La droga è stata recuperata e sequestrata.





Movida e balneazione, centinaia di controlli della Polizia di Roma Capitale

 

Oltre 2000 accertamenti in questo fine settimana da parte della Polizia Locale di Roma Capitale. Attenzione particolare alle principali zone interessate dal fenomeno della “movida”, anche con pattuglie in presidio fisso, per verificare il rispetto delle norme anti-alcol e per il contenimento del contagio: attivate le procedure di isolamento in alcune aree per assembramenti e contestati 47 illeciti per consumo, vendita e somministrazione di alcolici oltre l’orario consentito.  In particolare nei quartieri di Trastevere, Monti, Piazza Bologna, Ostiense, si è reso necessario chiudere le piazze per contrastare assembramenti che impedivano, di fatto, l’osservanza delle disposizioni previste per la limitazione del contagio. Le verifiche hanno riguardato anche locali pubblici ed esercizi commerciali con 32 irregolarità rilevate, tra cui 8 casi sanzionati per violazione delle disposizioni sulla tutela della salute pubblica.  Controlli mirati anche ad Ostia dove gli agenti hanno posto sotto sequestro decine di lettini e ombrelloni noleggiati abusivamente sul lungomare Amerigo Vespucci da un cittadino di nazionalità italiana di 50 anni. A suo carico oltre 1000 euro di sanzione per lo svolgimento dell’attività illecita. La vigilanza sul litorale é andata avanti fino a tarda sera anche per verificare l’osservanza delle norme anti-Covid presso i locali della zona.  Oltre 500 i comportamenti irregolari o pericolosi sanzionati nel corso delle verifiche sulla sicurezza stradale, alcuni dei quali commessi a bordo di monopattini. Ottanta invece i veicoli rimossi per divieto di sosta e intralcio alla circolazione.





Caldo, ore bollenti per il Raggruppamento emergenze di Roma Capitale

A Roma il personale volontario specializzato del Raggruppamento Operativo Emergenze Protezione Civile nelle giornate caratterizzate dal picco di calore nella capitale, ha provveduto alla distribuzione di bottigliette d’acqua in alcune delle aree più frequentate della città.  In una nota si spiega che particolare attenzione è stata rivolta verso quelle fasce della popolazione maggiormente soggette a malori dovuti al caldo quali bambini sotto i 12 anni, anziani over 65 e persone affette da svariate patologie. Il bilancio dell’attività svolta è stato positivo – si aggiunge – e l’iniziativa è stata apprezzata dalla cittadinanza soprattutto per il grande impegno che gli operatori del ROE Protezione Civile hanno avuto durante le giornate più afose negli orari più a rischio.  Queste le parole di una donna anziana alla quale il personale professionale volontario del ROE ha prestato assistenza: “purtroppo non tutti possiamo rispettare le raccomandazioni e spesso siamo costretti nonostante l’età e gli acciacchi ad uscire di casa nelle ore più calde; sono stata avvicinata da un ragazzo della Protezione Civile che oltre alla gentilezza ed una parola di conforto mi ha donato una bottiglietta d’acqua raccomandandomi di bere molto…poteva essere mio nipote! Questo gesto mi ha commosso e mi ha fatto pensare meno alla solitudine con la quale devo fare i conti tutti i giorni da quando mio marito non c’è più”.  Anche i turisti ospiti nella capitale, nonostante una situazione molto particolare legata all’emergenza Covid-19, hanno trovato giovamento dall’iniziativa e hanno avuto parole di apprezzamento nei confronti dell’ospitalità e assistenza da parte della Protezione Civile.





Covid-19, ecco la situazione nel Lazio alla giornata di domenica

 

“Oggi registriamo 17 casi e zero decessi. Di questi 4 sono casi di importazione: due casi dal Messico, uno da India e uno da Romania. Un caso è stato individuato su segnalazione del Numero Verde 800.118.800 e due casi sono stati individuati al test sierologico. Ad oggi i casi di importazione nel Lazio provengono da ben 33 diversi Paesi”. Così informa in una nota l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.  “Al Porto di Civitavecchia sono state poste in isolamento due navi da crociera che stavano riarmando gli equipaggi in vista della riapertura delle crociere”. “Nella Asl Roma 1 sono 4 i casi nelle ultime 24h e tra questi un uomo di rientro dal Messico per il quale è stato avviato il contact tracing internazionale. Una persona con link ad un cluster già noto e isolato. Un caso di una donna di nazionalità rumena individuata in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl Roma 2 sono 3 i casi nelle ultime 24h e di questi due sono persone legate al cluster del centro estivo Monkey Village dove è in corso l’indagine epidemiologica e un caso ha un link con un cluster già noto e isolato.  “Nella Asl Roma 3 sono 3 i casi nelle ultime 24h e si tratta di una donna individuata su segnalazione del Numero Verde 800.118.800. Un caso di una donna di 24 anni con link familiare ad un caso già noto ed in isolamento. Un caso di un uomo di rientro dal Messico e individuato al test sierologico, in corso l’indagine epidemiologica. Nella Asl Roma 4 un caso nelle ultime 24h si tratta di una donna per la quale è in corso l’indagine epidemiologica”.  “Nella Asl Roma 6 sono 3 i casi nelle ultime 24h e tra questi un caso di un uomo ora ricoverato allo Spallanzani e un caso di una donna individuata al test sierologico. Infine per quanto riguarda le province sono tre i nuovi casi nelle ultime 24h e riguardano la Asl di Latina si tratta del bagnino dello stabilimento balneare Lido Azzurro a Sabaudia per il quale è in corso l’indagine epidemiologica. Un caso di un uomo di nazionalità indiana con link a casi già noti e isolati e un caso di un uomo individuato in accesso al pronto soccorso. La Asl di Frosinone è Covid Free”, ricorda D’Amato.





Bus e mini-van in arrivo a Roma da Romania e Moldavia aggirano i controlli a Tibus e saltano la stazione. L’allarme di D’Amato (Regione Lazio)

  

Da quando le autorità regionali hanno imposto i controlli sanitari alla Stazione dei bus di Tibus, alla Stazione Tiburtina, decine di corse in arrivo dalla Romania e dalla Moldavia, sembrerebbero essere scomparse nel nulla. Non è affatto escluso il fatto che i viaggiatori in arrivo da questi due Paesi, vengano fatti scendere in altre zone della città. Per questo motivo sono stati rafforzati i controlli sulle autostrade e sulle consolare, per verificare che i bus non fermino la loro corsa a Roma in aree diverse da Tibus, dove è in funzione 24 su 24 un presidio sanitario di prevenzione anti-Covid. Altra preoccupazione è quella legata ai minivan, i veicoli privati con più posti, anche questi in arrivo da Romania e Moldavia, non solo a Roma ma anche in altre Regioni del sud del Paese.  Per loro, al netto di sporadici controlli sulle autostrade, non è possibile fare altro, Per questo motivo la Regione Lazio annuncia misure rigorose, come quella di veri e propri blocchi sanitari in ingresso in città.     “Bus e minivan dalla Romania e la Moldavia che aggirano controlli è un fatto grave e autolesionista soprattutto per le comunità presenti a Roma. Da quando abbiamo istituito i controlli sanitari i pullman arrivano raramente a Tiburtina. Ho chiesto la collaborazione della Polizia di Roma Capitale e della Prefettura che non è mai mancata per stroncare i parcheggi abusivi di pullman e minivan ed intensificare i controlli affinché giungano ai terminal autorizzati. Se necessario siamo pronti con le USCA-R ad andare con medici e infermieri direttamente alla barriera autostradale di Roma Nord per eseguire i test. Ritengo necessari i controlli alla frontiera”. Così afferma in un comunicato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

A.G.





Restano in isolamento le due navi da crociera Costa con tre lavoratori risultati positivi al Covid-19

 

 

“Al Porto di Civitavecchia sono state poste in isolamento due navi da crociera che stavano riarmando gli equipaggi in vista della riapertura delle crociere". Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, specificando che si tratta delle navi ‘Costa Deliziosa’ e ‘Costa Favolosa’. La prima ha a bordo un equipaggio di 28 persone provenienti dalle Filippine: due sono risultate positive al coronavirus e sono state ricoverate all’ospedale Spallanzani. La seconda anche ha un equipaggio proveniente dalle Filippine, e un lavoratore positivo al virus. Nella giornata di domenica sono 17 le persone nel Lazio risultate positive al coronavirus. Di questi, quattro casi sono d’importazione: due cittadini messicani, uno indiano e uno romeno. A oggi i casi d’importazione nel Lazio provengono da ben 33 paesi diversi. Per questo le autorità competenti hanno cominciato a effettuare test sierologici su base volontaria ai terminal bus romani, dove arrivano i pullman dai paesi dell’Est, oggi considerati altamente a rischio. I viaggiatori che provengono da Romania, Ucraina e Bulgaria possono scegliere di sottoporsi al test sierologico per verificare le proprie condizioni di salute. Questo non esclude che tutti coloro che arrivano in Italia dall’estero devono sottoporsi in ogni caso a quarantena obbligatoria una volta rientrati.





Fregene, chiuso uno stabilimento per Covid. L’impianto è il ‘Levante’

 

Il titolare dello stabilimento balneare Levante di Fregene ha disposto la preventiva chiusura dell’attività per una positività al Covid-19. Lo rende noto l’Unità di Crisi della Regione Lazio, riferendo inoltre che la Asl Roma 3 sta predisponendo l’indagine epidemiologica per rilevare i contatti stretti. Verrà messo a disposizione il drive in di Casal Bernocchi per eseguire i test necessari, ed è stato contattato il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. “Si è registrata una persona affetta da Covid-19 nello stabilimento balneare Levante di Fregene. I gestori dello stabilimento hanno disposto l’immediata chiusura dell’impianto, che tra l’altro è stata confermata dagli ispettori della Asl Rm3", le parole di Montino. "Nello stesso tempo la Asl ha predisposto la verifica dei contatti stretti della persona risultata positiva e, dopo una rapida indagine epidemiologica, ci comunicherà direttamente le informazioni da fornire alla cittadinanza”, conclude.





Raggi dice no al museo del fascismo: “La Capitale è antifascista”

 

 

Roma non avrà un museo sul fascismo per la Capitale “è una città antifascista, nessun fraintendimento in merito”. E’ trascorso appena il tempo di provocare le prima reazioni indignate dell’Anpi che la sindaca di Roma, Virginia Raggi ha ‘stoppato’ sul nascere la mozione sottoscritta anche dalla sua collega M5s, Gemma Guerini oltre che dai consiglieri pentastellati Massimo Simonelli e Andrea Coia. E poco importa che l’idea del museo fosse in chiave antifascista con lo scopo di contrastare i negazionismo e l’ignoranza, una sorta di polo d’attrazione per le scolaresche, curiosi e turisti da realizzarsi in un sito di archeologia industriale che si ispirasse ad analoghe operazioni culturali di analisi critica del periodo del nazismo. 

Il pericolo di alimentare rigurgiti neofascisti a detta dell’Anpi provinciale di Roma, sarebbe stato troppo elevato. L’associazione dei partigiani ha infatti manifestato la più viva contrarietà all’approvazione di una simile mozione e ha invitato i proponenti a ritirarla. “Siamo allarmati – scrive l’Anpi -: non si prevede esplicitamente un museo sui crimini del fascismo, sull’esempio di quanto realizzato in Germania, ma semplicemente sul fascismo. Immaginiamo quanti non vedano l’ora di poter dimostrare che il fascismo ha fatto anche cose buone. Nella mozione si fa inoltre riferimento sia al nazismo che alla guerra fredda e si arriva a citare il museo in Ungheria che a Budapest, oscenamente, accomuna nazisti e comunisti”. Tutto ciò, conclude l’Associazione dei partigiani, “viene previsto per un Museo che verrà realizzato e gestito dalla prossima consiliatura capitolina, sui cui valori antifascisti nulla possiamo oggi prevedere, quando nel nostro paese non ci si vergogna più di citare Mussolini e dove il fascismo si esprime addirittura formando partiti che esplicitamente ad esso fanno riferimento e che tardano ad essere sciolti”. La tensione, mai sopita, era riemersa in città nei giorni scorsi dopo la notizia del furto all’Archivio centrale dello Stato, all’Eur di 970 labari che accompagnarono la Marcia su Roma il 28 ottobre del 1922. Altri segnali di scontro, del resto, sembrano accompagnare anche la riassegnazione di alloggi comunali tolti nel tempo ai partiti morosi. Per esempio nella rossa sede di via dei Giubbonari, a campo dei fiori, adesso si pensa di realizzare un museo della resistenza, mentre, quasi per ‘controbilanciare’, nella ex sede di Colle Oppio, adesso Fratelli d’Italia propone di realizzare un museo delle vittime istrano-dalmate. In questo contesto di scontro, la proposta di un museo del Fascismo, non aveva molti margini di vedere la luce a prescindere dalla bontà o meno della proposta. 

 

Pd Lazio: “Quel Museo sarebbe un insulto alla città

 “E’ difficile da credere ma con la giunta Raggi accade che si possa immaginare di avanzare il progetto della sua maggioranza in Campidoglio per un museo del Fascismo a Roma. Sarebbe uno schiaffo, un insulto alla città medaglia d’oro alla Resistenza e alle tante vittime del regime fascista”. Lo scrive in un comunicato il segretario del Pd Lazio, senatore Bruno Astorre. “Abbiamo sperato si trattasse di ignoranza, di colpo di caldo, e che la mozione del M5S sarebbe immediatamente stata ritirata con l’aggiunta di scuse. Così non è stato purtroppo, ma è evidente che in ogni modo impediremo – conclude Astorre – che abbia corso questa scellerata idea proposta dal M5S a cui chiediamo di fermarsi”.  





Razzismo sulla spiaggia di Castiglion della Pescaia (Grosseto). Giovane senegalese insultato e pestato

 

Prima l’hanno apostrofato con insulti razzisti invitandolo ad andarsene, poi l’hanno picchiato. L’aggressione è avvenuta sulla spiaggia di Castiglione della Pescaia (Grosseto) ai danni di Mamady Dabakh Mankara, senegalese di 25 anni, da 4 residente in Italia. L’uomo aveva appena sistemato il suo telo sotto un gazebo quando due persone l’hanno insultato e pestato davanti agli altri bagnanti. Il giovane ha ferite giudicate guaribili in sette giorni. Da oltre un anno il 25enne lavora in una cooperativa di Grosseto che si occupa di ragazzi disabili.Come riporta La Repubblica, la lite è nata perché aveva cercato un po’ di ombra vicino a un gazebo sulla spiaggia libera di Castiglione, quella che negli altri giorni della settimana è riservata a una colonia. A colpirlo al volto è stato un uomo che, con il figlio di 7-8 anni e il resto della famiglia, si trovava sotto lo stesso gazebo. "Appena ho tentato di sistemarmi sono stato subito aggredito verbalmente da un uomo sui 40 anni. ’Qui non ci puoi stare, vai via. Negri di m... qui non ci dovete stare...’ mi ha detto prima di tirarmi un pugno in faccia", racconta Mamady. "Io ho cercato di reagire, sono intervenute altre persone e ci hanno separato. Mentre mi stavo allontanando è arrivato un suo amico e anche lui mi ha colpito. Mi dicevano: ’Voi negri che venite qui a violentare le bambine".




Assumono droga e alcol, muore il figlio e il padre è in terapia intensiva. Aveva anche scritto un libro sulle droghe

 

Dopo aver presumibilmente assunto alcol e droga, padre e figlio si sono sentiti male: per Samuele Ventrella non c’è stato niente da fare, è morto nella notte tra sabato e domenica in ospedale. Il padre Gerardo, 54enne autore di un libro sulla droga, è invece ricoverato in terapia intensiva. E’ accaduto a Lido di Camaiore (Lucca), dove l’uomo risiedeva da qualche tempo e dove il figlio, che viveva a Torino, era arrivato sabato. Gerardo Ventrella ne "Il mio quartiere" raccontava, rivolgendosi proprio al figlio, la sua dipendenza dalla droga e di come ne era uscito, invitando a non cadere nel baratro e volendo dare un messaggio di speranza. Il libro era stato pubblicato 13 anni fa, nel 2007.  

Padre e figlio avrebbero trascorso, insieme a un altro familiare, il sabato sera a casa del 54enne. Quest’ultimo si trovava da qualche tempo in Versilia. Poi i Ventrella sono usciti. Alle 23:30 l’intervento del 118 per soccorrere entrambi: sul posto sono arrivati l’auto medica e un’ambulanza della Misericordia di Lido di Camaiore. Il giovane era in arresto cardiaco: i medici hanno cercato di rianimarlo,  poi l’hanno trasportato all’Opa di Massa dove però è morto nella notte. Il padre è stato trasferito all’ospedale Versilia, in codice rosso. I carabinieri hanno avviato una serie di accertamenti per ricostruire compiutamente cosa sia accaduto. Gli inquirenti stanno anche cercando di capire chi possa aver fornito lo stupefacente. 




Ancora sbarchi a Lampedusa. Arrivati in duecento. E’ arrivata a Porto Empedocle la nave per la quarantena dei migranti.

 

La nave Gnv Azzurra, sulla quale verrà effettuata la quarantena dei migranti che sbarcano nell’Agrigentino, è arrivata a Porto Empedocle (Ag). Esattamente come era già accaduto per la Moby Zazà  anche sulla Gnv Azzurra verrà effettuata una ispezione tecnica da parte della commissione di visita che è presieduta dalla Capitaneria di porto. La commissione dovrà stabilirne l’idoneità come nave passeggeri con sistema di isolamento protetto. Intanto a Lampedusa è proseguita l’ondata di sbarchi.  Sono, infatti, circa 200 i migranti giunti, con otto barchini diversi, fra la notte e l’alba. La metà delle imbarcazioni è riuscita ad arrivare direttamente sulla terraferma e i migranti sono sbarcati in maniera autonoma. Gli altri natanti sono stati invece avvistati e agganciati al largo dalle motovedette. I 200 migranti sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola dove sono tornati ad esserci 910 persone a fronte dei 95 posti disponibili.




I due gemelli non erano stati sedati. Il padre non li aveva addormentati con nessun farmaco. L’esito del test tossicologico

 

Non li aveva sedati prima di strangolare e togliere la vita ai suoi due bambini. L’esame tossicologico sui corpi di Diego ed Elena, i due gemellini di 12 anni, uccisi lo scorso 27 giugno, mentre erano nella loro casa di vacanze a Margno, nel Lecchese, ha escluso che Mario Bressi li avesse addormentati con l’aiuto di qualche farmaco. L’uomo si è tolto la vita, gettandosi nel vuoto da un cavalcavia non lontano dal paese. I due bambini sono stati trovati dalla mamma Daniela, arrivata di corsa da Gessate, nel Milanese, allarmata dai messaggi del marito che le aveva scritto: "Non li vedrai mai più". Non appena letto quel messaggio, Daniela Fumagalli si era precipitata nella loro casa di villeggiatura e aveva trovato i corpi dei suoi figli nel letto. Mario Bressi e Daniela Fumagalli si stavano separando anche se vivevano ancora insieme a Gessate, in provincia di Milano.  Proprio nella giornata di domenica, per la prima volta dopo il brutale assassinio dei suoi due figlioletti, la mamma era tornata a parlare, affidano al Corriere della Sera il suo sfogo.  La donna ha detto: “Mario lo ha fatto per far male a me, ma ha tolto quelle sue creature ai loro amici, ai loro compagni, ai loro allenatori, al futuro che dovevano vivere. Io non voglio e non posso ricordarli come li ho visti l’ultima volta. Voglio ricordarli con il loro sorriso”. Daniela Fumagalli ha poi spiegato: “Avevamo problemi da molto tempo. Ha fatto qualcosa di spaventoso.Che una persona uccida due bambini con le sue mani lo ritengo impensabile, che lo faccia un padre con i suoi figli è disumano. Come si fa uccidere due creature, i tuoi figli, con le proprie mani?”. Lo sfogo di mamma Daniela: Mi mancano tantissimo.Tutto mi parla di loro”. E poi: “Mi mancano i loro abbracci, le loro voci, le loro domande. Non li vedrò mai più. Tutto cancellato. Per odio”.La madre dei gemelli ha anche detto: “Cerco di reagire, anzi di resistere, alle piaghe di questo dolore. La vita va affrontata, sempre, me lo hanno insegnato i miei genitori. Cerco di vincere la rabbia con la dolcezza, di sfidare le lacrime trovando la forza di sorridere agli altri”. E ancora: “Io non lo so dove va chi scompare, ma so dove resta”. La donna ha escluso di provare odio: “Non so cosa voglia dire questa parola. Come si può odiare un essere umano? Ho dentro tanta rabbia, tanta tristezza, tanto rammarico. E poi su chi potrei riversare l’odio? Su qualcuno che non c’è più, che aveva una personalità deviata, che mi ha odiato profondamente? Sarebbe giusto ripagare con la stessa moneta?”.

C.O.





Post Lockdown, dalla moneta elettronica una spinta ai consumi da 3/4 miliardi grazie ai superbonus

 

Un bonus sugli acquisti, concentrato sui settori che stentano a ripartire, purché si paghi con moneta elettronica. E’ quanto sta pensando di introdurre il governo, puntando a stanziare con il prossimo decreto di agosto due-tre miliardi per spingere i consumi e dare un po’ di ossigeno alle attività più colpite, come bar e ristoranti. Il perimetro degli acquisti da incentivare potrebbe essere esteso anche all’abbigliamento e agli elettrodomestici.  Da affinare anche il meccanismo: le ipotesi spaziano da una card a un rimborso direttamente al contribuente, mentre è consolidato l’orientamento di premiare le spese effettuate con pagamenti tracciabili, con carte e bancomat, e fino a dicembre 2020. Già nei giorni scorsi il viceministro all’Economia Laura Castelli aveva assicurato le associazioni dei ristoratori sull’intenzione di introdurre un bonus sui consumi, insieme a nuove di misure di sostegno al settore. La platea del bonus, che non dovrebbe avere limiti di reddito per chi lo utilizza, dovrà comunque fare i conti con le risorse disponibili. Il limite è quello dei 25 miliardi di nuovo deficit autorizzati dal Parlamento, che saranno destinati in gran parte (circa 13 miliardi) al pacchetto lavoro.

L’idea di aiutare gli esercenti si incrocia con quella del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, di sostenere i centri storici delle città d’arte, semi-deserti per l’assenza dei turisti stranieri ma anche per il persistere dello smart working diffuso. Il calo di presenze, secondo i calcoli di Confesercenti, tocca i 34 milioni con perdite stimate attorno ai 7 miliardi.Anche il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, ha lanciato la sua proposta di un fondo da 1 miliardo per la ristorazione che dia sostegno a tutta la filiera del made in Italy, con un bonus da 5mila euro a esercizio per l’acquisto di prodotti agroalimentari italiani. In queste ore si sta quindi cercando una sintesi delle varie proposte - il Cdm è previsto in settimana, probabilmente giovedì - cui si aggiunge quella, allo studio del Mise, per puntellare anche il settore dell’abbigliamento e degli elettrodomestici. La platea del bonus - che non dovrebbe avere limiti di reddito per chi lo utilizza - dovrà fare i conti con le risorse disponibili. Il limite è quello dei 25 miliardi di nuovo deficit autorizzati dal Parlamento, che saranno destinati in gran parte (circa 13 miliardi) al pacchetto lavoro. 





Omofobia, la legge è arrivata in Aula alla Camera dopo 20 anni

 

La legge contro l’omofobia è approdata in questo primo lunedì di agosto nell’Aula della Camera ma non rappresenta il primo tentativo legislativo per arginare le discriminazioni e le violenze fondate su sesso e orientamento sessuale. Se le ultime tre legislature hanno visto impegnati soprattutto militanti del mondo gay (da Franco Grillini a Sergio Lo Giudice, da Paola Concia fino all’attuale relatore Alessandro Zan), il primo tentativo ebbe un percorso diverso: fu affidato nel 1999 ad un relatore cattolico, il deputato del Ppi Paolo Palma, che fu incaricato di tessere rapporti con la Cei per evitare una guerra di religione.In Aula arriva il testo del relatore Zan. Il provvedimento, di iniziativa parlamentare, punisce chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione o violenti per motivi "fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere". Il testo istituisce anche la giornata nazionale contro l’omofobia, il 17 marzo.





Salvini: “Le leadership le decidono gli elettori e la Lega è ampliamente prima in tutti i sondaggi”

 

A chi la guida del centrodestra, a Matteo Salvini o a Giorgia Meloni? “Le leadership le decidono gli elettori, è il giorno del voto che si decidono i leader, e la Lega è ampiamente prima in tutti i sondaggi, è evidente cosa pensano italiani, facciamoli votare”. Matteo Salvini, segretario della Lega, lo dice in collegamento con SkyTg24 da Milano Marittima. La compattezza del centrodestra da 1 a 10? “Otto, sono un perfezionista, manca la vittoria alle elezioni politiche, alle regionali andremo bene”, afferma Salvini da Milano Marittima. “Il centrodestra è compatto in tutte le Regioni e i Comuni, Pd e M5S si stanno menando ovunque, e lasciamo stare quel fanfarone di Renzi”, aggiunge Salvini. Poi sui  rubli alla Lega: "Lo scorso anno con questa storia dei fondi russi e dei 49 milioni di euro hanno preso di mira la Lega, quei fondi che fine hanno fatto? Semplice non ci sono. E quel processo rientra nel filone Palamara, quel processo è figlio della giustizia alla Palamara". Nell’appuntamento che fa parte del ciclo di interviste ai leader dei principali partiti. Salvini torna anche sul via libera del Senato alla richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Open Arms: "Vado a testa alta a un processo che ha del surreale. Mi sembra un processo politico, un plotone politico. Se così vogliono fare fuori me e la Lega si sono sbagliati. Moralmente -dice- con me il 3 ottobre ci sarà una marea di gente. Pensavano di mettermi paura invece mi hanno dato più forza. Preferirei un processo politico modello Palamara, pensano di far fuori me e la Lega con queste inchieste surreali, Open Arms, i camici in Lombardia, i fondi Russi. Se vogliono do ai magistrati il mio indirizzo di casa, mi mandino le carte lì". Infine sul Governatore lombardo Fontana e sulla sua ricandidatura al Pirellone: “Assolutamente sì se lo vorrà. In due anni e mezzo si possono fare tante cose per i cittadini e presenteremo inoltre risultati tali che il candidato sarà Attilio Fontana, o qualche altro se lui lo vorrà”, aggiunge Salvini. Intanto, però, “cerchino soldi, che non ci sono, ma quantomeno non infamino un galantuomo come Fontana”, prosegue il segretario della Lega, “la sanità lombarda è di gran lunga la migliore d’Italia”. Insomma, “se la prendano con me, ho le spalle larghe e non ho un centesimo da qualche parte, ma chi attacca la Lombardia, chi infama il San Matteo di Pavia, chi attacca l’ospedale di Alzano Lombardo ha un atteggiamento criminale, perché danneggia il lavoro di sindaci e medici, averne sanità come quella lombarda in Italia”.




Taglio dei parlamentari, Di Maio avverte gli alleati: “I patti vanno rispettati”

 

 

Prosegue il dibattito sulla legge elettorale dopo che, nonostante l’accordo di maggioranza su un sistema proporzionale, Italia Viva è tornata sul maggioritario e il leder del Pd Nicola Zingaretti ha detto che a questo punto i Dem dilogano con tutto. Intanto a parlare è Luigi Di Maio. "Ovviamente - sottolinea il ministro - il taglio dei parlamentari dovrà essere accompagnato da una nuova legge elettorale che sia rappresentativa al massimo. C’è un accordo tra le forze politiche di maggioranza e va rispettato. Bisogna dimostrare serietà". Mi sembra che la priorità del Paese non sia la legge elettorale per il 2023: difficilmente qualcuno convincerà gli italiani che hanno perso il posto di lavoro che noi dobbiamo litigare su questo invece che concentrarci sulle misure per far ripartire l’economia". Lo dice Ettore Rosato, presidente di Iv, sentito al telefono. A chi come Di Maio invita a rispettare gli accordi di maggioranza, replica: "Portare quel testo in Aula, con voti risicati di maggioranza, sarebbe stato un suicidio annunciato e forse voluto: i meccanismi parlamentari del voto segreto l’avrebbero affondata. Nella passata legislatura per tre volte abbiamo approvato una legge elettorale o tentato di farlo e sempre collaborando con pezzi dell’opposizione. Questa volta il muro contro muro era premessa di sicuro insuccesso. Parleremo comunque di legge elettorale quando avremo deciso come spenderemo i soldi del Recovery fund e Mes e quando la cassa integrazione arriverà puntuale come dovrebbe essere in un Paese normale".




Open Arms, se Matteo Salvini ha ragione, a processo rischia ora di andarci anche il premier Giuseppe Conte

 

La premessa che Gian Domenico Caiazza usa per spiegare il paradosso del processo Salvini-Open Arms non lascia dubbi di alcun genere: “Sarà dunque l’autorità giudiziaria – osserva il leader dei penalisti italiani- a stabilire se avere lasciato dei poveri disgraziati, gli ultimi della Terra, a cuocere al sole per giorni e giorni in nome - nientedimeno - della difesa dei confini nazionali, sia configurabile come un sequestro di persona. Non conosco gli atti, dunque non mi pronuncio. Ma che di questo fatto sia chiamato a rispondere il solo Matteo Salvini, pare a me una anomalia non altrimenti spiegabile che in termini di condizionamento politico di questa iniziativa giudiziaria”.

Gian Domenico Caiazza ricorda a chi eventualmente lo ha dimenticato che “Occorre si sappia che nel nostro diritto penale vige un principio generale, che proverò a spiegare nel modo più semplice. Risponde di un reato non solo chi lo ha materialmente commesso, ma chiunque abbia dato un apprezzabile contributo causale alla sua realizzazione”. L’esempio concreto è di una semplicità quasi disarmante: “Di quella rapina a mano armata non risponderanno solo i due banditi che entrano, travisati ed armati, in banca, costringendo il cassiere a tirare fuori i soldi dalla cassaforte. Ma anche il complice che li attende fuori in macchina, e che magari non ha mai preso in mano una pistola in vita sua; l’impiegato infedele che ha fornito tutte le indicazioni utili; la guardia giurata che avrebbe potuto e dovuto intervenire ma non lo ha fatto; il proprietario dell’appartamento dove nascondere la refurtiva, e così via”.

Per il Presidente dell’Unione delle Camere Penali “Si tratta di un principio insidioso ed onnivoro, che nella quotidiana realtà giudiziaria tende ad espandersi in modo abnorme, inglobando spesso e volentieri nel concorso di persone condotte diverse e meno gravi (si pensi al favoreggiamento), o del tutto prive di rilievo penale”. C’è di più, e questo il prof. Caiazza lo spiega ancora meglio: “Negli ultimi decenni ha poi trovato una anomala espansione il tema – pericolosissimo - del contributo causale “morale” alla commissione del reato. Non solo gli Uffici di Procura ma anche i Giudici nelle loro sentenze usano ed abusano della istigazione e perfino del “rafforzamento” della altrui intenzione illecita per coinvolgere e punire a titolo di concorso soggetti estranei alla materiale commissione del fatto”. Scontata la domanda: “Ora mi chiedo: che fine ha fatto tutto questo armamentario dottrinale e giurisprudenziale, con il quale noi avvocati da sempre siamo chiamati quotidianamente a confrontarci con durezza nelle aule giudiziarie, nella vicenda (anzi, nelle vicende) relative alle gesta del ministro degli Interni Matteo Salvini?” La domanda è tanto più legittima se si consideri che non si contesta al leader della lega una condotta “privata”, ma un suo atto di Governo.

Dice Caiazza: “Quei disgraziati sono rimasti chiusi sulla Open Arms per una decisione politica ed amministrativa adottata da Salvini nell’esercizio dei suoi poteri di Ministro degli Interni, non per una capricciosa volontà illecita adottata, tra un mojito e l’altro, dalla leggendaria spiaggia di Milano Marittima”. E qui, infine la chiave di volta di questa vicenda che Gian Domenico Caiazza firma in prima persona: “Ora, io non conosco nel dettaglio gli specifici poteri del ministro degli Interni sull’accesso ai porti che mettano in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica. Escludo però con certezza che essi siano esclusivi. Escludo cioè che il ministro degli Interni possa adottarli perfino contro la volontà del Governo cui egli appartiene. È del tutto ovvio che se il Consiglio dei ministri ed il suo presidente non condividono le determinazioni adottate dal ministro Salvini, percependone addirittura la possibile illiceità penale, o quest’ultimo le ritira, o un minuto dopo egli è fuori da quel Governo”.

Non può che seguirne una provocazione giuridica forte: “Che fine ha fatto, dalle parti della Procura di Agrigento, il secondo comma dell’art. 40 del codice penale (“Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”)? E tutta la giurisprudenza sul concorso morale, che in Sicilia ha mietuto vittime in numero di gran lunga superiore al Covid?” Come non condividere le tesi del leader dei penalisti italiani? “Eppure – conclude l’analisi del giurista- ricordiamo dichiarazioni entusiastiche di ministri di quel Governo che istigavano e rafforzavano - o no? – le intenzioni asseritamente criminose di Matteo Salvini. Puff!, tutto dissolto come neve al sole. Questo doveva essere, a mio modesto avviso, l’unico tema di discussione in Parlamento. Perché se non c’è una risposta plausibile a quelle due domande, l’iniziativa giudiziaria reca già in sé le stimmate di un eclatante condizionamento politico. Non necessariamente ispirato, sia ben chiaro, da una avversione culturale o ideologica ad un uomo politico. Anche solo ragionamenti di opportunità, volti a non coinvolgere in una accusa così grave l’intera compagine di Governo, bastano ed avanzano per segnare l’iscrizione monopersonale di Salvini nel registro degli indagati e la conseguente richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi soli confronti con il marchio del fumus persecutionis”. Invece, abbiamo dovuto ascoltare inutili sproloqui sull’interesse pubblico di un atto di Governo, “e addirittura sulla difesa dei confini nazionali - ma suvvia! - dalla invasione di cento sventurati allo stremo delle forze. Aveva proprio ragione Ennio Flaiano: la situazione è grave, ma non è seria”.





Misure di prevenzione del Covid sui treni, Italo ha cancellato 8000 biglietti e 8 collegamenti

 

Italo informa che – al fine di ottemperare a quanto previsto dall’ordinanza emessa improvvisamente ieri dal Ministro della Salute che reintroduce, con decorrenza immediata, l’obbligo di distanziamento nei treni ad Alta velocità – è stata costretta, suo malgrado, a cancellare 8 treni della mattina (9919/9921 to-sa 07:33; 9975 mi-na 09:15; 9927/9929 to-sa 9:33; 8111/8113 to-rc 05:23; 8143 to-rc 13:23; 8126 an-mi 13:40; 8131 mi-an 08:45; 8135 mi-an 11:40) e numerosi biglietti per i treni del pomeriggio, arrivando a coinvolgere circa 8000 passeggeri che non hanno potuto fruire del biglietto già acquistato. Italo – sottolinea – si è già attivata per rimborsare i passeggeri nel più breve tempo possibile e sta lavorando per ridurre al minimo eventuali disagi per i prossimi giorni confidando nella comprensione dei suoi clienti.





Prevenzione del Coronavirus, De Micheli: “Sistema dei trasporti italiani tra i più protetti al mondo”

 

Il ministro Paola De Micheli torna sulla polemica sui treni chiarendo che "il nostro sistema dei trasporti è in assoluto il più protetto del mondo". I retroscena riguardanti la decisione di mantenere il riempimento parziale dei convogli, ha precisato, "sono molto inventati" e ha aggiunto che, quando sono uscite le linee previste dal dpcm di luglio, il quadro epidemiologico era cambiato.  E’ stato registrato, ha spiegato intervenendo su Rai Tre, "qualche contagio in più e quindi si è deciso un approfondimento sul sistema di filtraggio dei treni che, per quanto riguarda gli aerei, era già stato certificato a livello europeo. E’ questo il motivo per cui si può viaggiare in aereo in maniera differente".  La De Micheli ha poi annunciato che il suo ministero presenterà martedì al Comitato tecnico-scientifico le sue proposte per il sistema dei trasporti in vista della riapertura delle scuole. "Dobbiamo dare indicazioni - ha affermato - in modo che si possano preparare in vista di settembre per consentire a tutti di continuare a viaggiare sicuri. Il governo è molto unito sul fronte della protezione delle persone". 




Presto un nuovo Dpcm contro Covid-19. Resta, fino al 15 agosto, l’obbligo di mascherina nei locali chiusi aperti al pubblico

 

Obbligo di mascherina fino al 15 agosto in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico. Ma è già in cantiere, anche se nessuna decisione sarebbe stata ancora presa, una nuova proroga. A quanto si apprende da fonti di governo, il Dpcm che sarà adottato la prossima settimana dovrebbe confermare le linee guida ad oggi in vigore e viene fin d’ora dato per scontato il rinnovo dell’obbligo delle mascherine per il contenimento del contagio.

L’ordinanza adottata il primo agosto dal ministro della Salute, Roberto Speranza, conferma l’obbligo di mascherina "nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i trasporti comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza". L’obbligo non si applica ai bambini con meno di sei anni o ai disabili. 





Covid-19, nel mondo i contagi sono più di 18 milioni

 

Più di 18 milioni di persone hanno contratto il coronavirus nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo un bilancio fornito dalla Johns Hopkins Universty. In particolare, i casi confermati sono ora 18.017.556. Il numero di vittime complessive si avvicina a 700mila: i decessi sono infatti 688.351, secondo la stessa fonte.

 

Gli Stati Uniti aggiornano i dati:  i contagi sono oltre 4 milioni e 600mila e le vittime 154.859

 

Negli Stati Uniti, il Paese più colpito al mondo, è stato aggiornato a 4.667.930 il numero delle persone che sono state contagiate dal coronavirus e a 154.859 quello di coloro che hanno perso la vita per complicanze legate all’infezione. La Johns Hopkins University segnala un aumento di 47.508 contagi e di 515 morti nelle ultime 24 ore, con un lieve calo rispetto all’incremento dei casi registrato negli ultimi giorni.

 

Drammatica la situazione in Iran. I morti sarebbero il triplo rispetto ai bollettini ufficiali

 

Il numero reale dei morti da coronavirus in Iran è quasi il triplo rispetto ai dati ufficiali forniti dal ministero della Sanità: è quanto emerge da un’inchiesta del servizio BBC Persian pubblicata in queste ore sul sito dell’emittente.Secondo le statistiche fornite dal ministero della Sanità iraniano i morti sarebbero 14.405, mentre alla Bbc Persian ne risultano quasi 42.000 al 20 luglio scorso, stando ai dati non pubblicati del governo. Da parte sua, la Johns Hopkins University conta 17.190 vittime nel Paese dall’inizio della pandemia.  Stesso discorso per il numero di contagi: secondo la Bbc il bilancio reale sarebbe a quota 451.024, quasi il doppio rispetto al dato ufficiale di 278.827. Secondo l’università americana ad oggi i contagi in Iran sono invece 309.437. 

 

Il contagio riparte anche in Cina. I nuovi casi sono 43

 

La Cina ha registrato 43 nuovi casi di coronavirus, dei quali 36 trasmessi a livello locale e sette ’importati’ dall’estero: lo ha reso noto la Commissione nazionale sulla Salute, secondo quanto riporta la Cnn. Dei 36 contagi trasmessi localmente, 28 sono stati rilevati nella regione occidentale di Xinjiang ed i restanti otto nella provincia nord-orientale di Liaoning. I sette casi ’importati’, sono stati scoperti nelle province di Liaoning, Guangdong, Shandong e Jiangsu. Sempre ieri, sono emersi anche 11 casi asintomatici. Finora la Cina ha confermato un totale di 84.428 casi e 4.634 decessi provocati dal virus. 

A.C.





Apprensione per le condizioni di salute di Benedetto XVI

Il Papa Emerito è tornato gravemente ammalato dal suo viaggio a Ratisbona per salutare il fratello. Ha una grave infezione al viso

Il Papa emerito Benedetto XVI è tornato gravemente ammalato dal suo viaggio a Ratisbona per saluare il fratello Georg, ormai morente. A darne notizia il quotidiano tedesco Passauer Neue Presse, citando il suo biografo Peter Seewald che lo ha recentemente incontrato. Ratzinger, 93 anni, soffre di una infezione virale al viso, con episodi di "forte dolore", rivela Seewald, secondo il quale il Papa emerito è diventato "estremamente fragile". Il suo pensiero e la sua memoria sono attivi, ma la sua voce è appena udibile. Durante l’incontro, in occasione della presentazione della biografia di Ratzinger scritta da Seewald, il Papa emerito ha comunque espresso ottimismo, dicendo di sperare di tornare a scrivere se le forze lo permetteranno. Seewald e il Papa emerito hanno pubblicato insieme quattro libri. Secondo l’articolo, Ratzinger ha espresso il desiderio di venir sepolto nell’ex tomba di Papa Giovanni Paolo II nella cripta di San Pietro.





Conte: “Non possiamo più tollerare che si entri in Italia in modo irregolare”

 

"Non possiamo tollerare che si entri in Italia in modo irregolare" e "non possiamo permettere che i sacrifici" fatti dal Paese per la crisi Covid "siano vanificati". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso del punto stampa da Cerignola. "Dobbiamo intensificare i rimpatri", ha aggiunto.  "Non si entra in Italia in questo modo e soprattutto in questo momento di fase acuta non possiamo permettere che la comunità internazionale sia esposta ad ulteriori pericoli non controllabili. Ci sono migranti che tentato di sfuggire alla sorveglianza sanitaria: non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo essere duri e inflessibili", ha detto il premier Giuseppe Conte. "Se c’è una cosa che non ci viene rimproverata è l’aver affrontato l’emergenza mettendo al primo posto la tutela della vita e della salute dei cittadini. Ovviamente siamo molto responsabili. Non possiamo trascurare e rimanere indifferenti alla recessione economica che l’Italia, l’Europa e tutto il mondo sta affrontando. Stiamo contemperando questi interessi".





Covid-19, il conto fa paura. I numeri di Eurostat

 

Tra marzo e maggio 2020 in Europa si contano circa 160mila morti in più rispetto alla media dello stesso periodo, tra il 2016 e il 2019. Lo scrive Eurostat sul suo profilo Twitter dopo aver esaminato i dati preliminari di 24 Paesi europei. I numeri sulla mortalità, sottolinea l’istituto europeo di statistica, sono utili per valutare gli effetti diretti e indiretti della pandemia da Covid-19 sulla popolazione del nostro continente. Tra i Paesi con i maggiori aumenti di mortalità vengono segnalati Spagna, Italia, Belgio, Olanda, Svezia e Francia. Già all’inizio di marzo, il nostro Paese ha registrato un numero notevolmente maggiore di decessi rispetto agli anni precedenti, ed è stata la prima nazione a raggiungere un picco, a fine marzo.  L’aumento più marcato del numero di decessi è stato invece segnalato in Spagna, che entro inizio aprile ha raddoppiato il numero di morti settimanali registrati rispetto alla stessa settimana degli anni precedenti. Con inizio aprile, per Francia e Svizzera i morti hanno iniziato a calare. Per altri Stati come Belgio, Paesi Bassi, Svezia e Portogallo, il picco di aumento delle morti nel 2020 è stato raggiunto nella settimana tra il  6 ed il 12 aprile.

Eurostat evidenzia tuttavia differenze considerevoli nei dati sulle vittime, non solo tra i Paesi, ma anche tra le regioni all’interno di uno stesso Stato, tra marzo e maggio  2020  (rispetto allo stesso periodo 2016-2019). Gli aumenti del numero di morti sono stati particolarmente significativi: nel Nord Italia, nella zona centrale della Spagna tra cui Madrid, nell’est della Francia e della regione di Parigi, in diverse regioni belghe e olandesi.

Le regioni più colpite dalla mortalità sono state principalmente in Italia e Spagna. Dal 2 marzo al 10 maggio Bergamo, Cremona, Segovia (in Spagna), Lodi e Brescia hanno avuto morti più di tre volte superiori a quelle registrate nello stesso periodo nei quattro anni precedenti. Circa 21 delle 25 regioni più colpite nei Paesi europei analizzati sono in Italia o in Spagna. Le altre regioni sono Haut-Rhin, Seine-Saint-Denis, Hauts-de-Seine in Francia e Noordoost-Noord-Brabant in Paesi Bassi.





Il pressing del Partito Repubblicano fa cambiare idea a Trump, Microsoft ha 45 giorni per chiudere l’acquisizione con TikTok

 

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato 45 giorni di tempo a Microsoft per negoziare un accordo sull’acquisizione dell’app TikTok, di proprietà della società cinese ByteDance. Lo rivelano fonti qualificate, precisando che Trump ha cambiato idea a causa della pressione di suoi consiglieri e di membri del partito Repubblicano. Il presidente si era infatti opposto all’ipotesi di acquisizione.  





Franco Abruzzo, 81 anni domani, una vita dedicata al giornalismo, un figlio di Calabria in giro per il mondo

L’Unione cronisti lombardi che nel 2008 gli assegna il “Premio Guido Vergani 2008”, “Vita di Cronista” lo raccontava in questa maniera Franco Abruzzo: “Le sue e-mail arrivano come un fiume in piena, a ogni ora del giorno e anche della notte, suscitando ora approvazioni ora arrabbiature, comunque, tenendo sempre caldi i motori del dibattito sul mondo del giornalismo. Che lo si voglia o no, le sue informazioni on line per i giornalisti sono un sollecito a non disinteressarsi di una professione bellissima eppure sempre più controversa. Ma Franco Abruzzo è stato soprattutto un cronista. In un’epoca in cui le notizie si trovavano scarpinando e senza l’incubo di violare la privacy di nessuno i suoi articoli erano costruiti con la stessa dovizia di particolari e lo stesso puntiglio che i colleghi più giovani hanno conosciuto attraverso la lunga presidenza dell’Ordine e poi con l’inesauribile vis polemica dei messaggi come "difensore civico dei giornalisti". Ma vale la pena di leggere anche la motivazione del “Premio Cinque stelle per il giornalismo”, Milano Marittima 25 aprile 2006: “A Franco Abruzzo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è toccato il Premio alla deontologia giornalistica con questa motivazione: “Come giornalista de “Il Giorno” e de “Il Sole 24 Ore” si è particolarmente distinto per un uso corretto e scrupoloso delle fonti e per un approfondimento non comune di temi scottanti per il futuro nazionale. Come presidente dei giornalisti della Lombardia ha dato un contributo decisivo in tutte le battaglie per il riconoscimento della dignità della professione giornalistica e per la valorizzazione dei principi deontologici”. Dentro queste poche righe c’è davvero tutta la sua vita, una vita interamente votata e dedicata al mondo del giornalismo italiano, di cui Franco Abruzzo rimane per noi autentico maestro e indimenticabile faro di luce. La sua vita sembra quasi una favola, è la classica stioria di emigrazione, dal Sud al Nord, dalla Calabria a Milano, con un bilancio che oggi all’età di 81 anni Franco considera “abbastanza posivita”. Franco nasce a Cosenza il 3 agosto 1939, si laurea con 110 e lode in Scienze politiche e storiche presso l’Università statale di Milano, e diventa giornalista professionista ill 3 febbraio 1963. Iniziato la professione il primo ottobre 1959 presso le redazioni calabresi dei quotidiani “Il Tempo ” e il “Giornale d’Italia” per poi trasferirsi, nel 1962, a Milano, dove ha lavorato (come cronista giudiziario, caposervizio di cronaca giudiziaria e caposervizio al “Politico” e ai “Fatti della Vita”) a "Il Giorno" dal giugno 1965 al novembre 1983 (in quel periodo diretto da Italo Pietra, Gaetano Afeltra e Guglielmo Zucconi ). Dal dicembre 1983 (chiamato da Gianni Locatelli) al marzo 2001 ha lavorato a "Il Sole 24 Ore" (capo redattore centrale, articolista e inviato ). Nel luglio 1975 viene assunto da Eugenio Scalfari come cronista giudiziario di “la Repubblica” (ma successivamente rinunciò all’incarico). E nel 1978 con Walter Tobagi e Massimo Fini ha fonda la componente sindacale di “ Stampa democratica ”mentre tra il 1975 e il 1982 ha fatto più volte parte del CdR de “Il Giorno”, della Giunta dell’Associazione lombarda dei Giornalisti e del Consiglio nazionale della Fnsi. E’ stato consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal giugno 1986 al giugno 2007 e ne è stato lo “storico” presidente per oltre 18 anni (attraverso sette elezioni) dal 15 maggio 1989 al 7 giugno 2007. Nel maggio 2010 è stato eletto per l’ottava volta consigliere dell’Ordine di Milano. E’ stato direttore dall’ottobre 1986 al maggio 2007 di "Tabloid ", mensile dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. E’ stato anche presidente (dal maggio 1989 al maggio 1991) dell’Associazione "Walter Tobagi" per la Formazione al Giornalismo, l’ente senza scopo di lucro che gestisce l’Istituto "Carlo De Martino" per la Formazione al Giornalismo (meglio noto come "Scuola di giornalismo" di Milano). In Calabria i calabresi dovrebbero esserne fieri, Franco è tra “i 5062 italiani notevoli” (Giorgio dell’Arti e Massimo Parrini, Catalogo dei viventi, Marsilio 2006). Vale la pena di ricordare che come presidente dell’Ordine, ha avviato una intransigente battaglia a favore del rinnovamento della professione giornalistica e per il suo ancoraggio ai principi della deontologia, dell’indipendenza e della libertà di cronaca e di critica. Ha portato avanti, con determinazione, il principio dell’aggancio della professione giornalistica all’Università (battaglia vinta il 9 luglio 2007 con il varo della laurea magistrale in Giornalismo) e alle scuole riconosciute dall’Ordine. Ha indirizzato l’azione concreta dell’Ordine della Lombardia in direzione della puntuale applicazione dei canoni deontologici e del rispetto delle regole contrattuali nelle redazioni attraverso l’iscrizione nel Registro dei praticanti di quanti, esercitando la professione in “nero”, vivono di giornalismo. La difesa del principio costituzionale della tutela della dignità della persona rimane un altro pilastro dell’azione sviluppata dall’Ordine di Milano negli anni della presidenza di Franco Abruzzo. Sul tema della commistione informazione-pubblicità la sua azione è stata particolarmente severa. Nell’estate del 1999, come vicepresidente del Comitato unitario delle professioni di Milano, ha svolto una intensa attività in difesa delle professioni intellettuali regolamentate contro la minaccia governativa di soppressione. Nel marzo 2001 è stato riconfermato vicepresidente del Cup di Milano. E come se tutto questo non bastasse, ha contribuito, con l’aiuto del senatore Antonino Caruso, a far modificare la legge professionale, che imponeva la convocazione degli iscritti., sia per l’approvazione dei bilanci sia per le elezioni dei membri dei Consigli dell’Ordine, con posta raccomandata e, quindi, con una spesa notevole. Il nuovo testo prevede – e questo principio vale oggi per tutti gli Ordini e i Collegi italiani – che la convocazione si effettui per posta prioritaria, per telefax o a mezzo di posta elettronica certificata. Sugli Ordini grava solo l’onere di dare prova solo dell’effettivo invio delle comunicazioni. Chi più di lui? Franco scrive di problemi legati alle professioni intellettuali e di temi giuridici d’attualità legati al diritto di cronaca e di critica nonché alla privacy e al diritto del lavoro giornalistico su importanti riviste giuridiche (anche telematiche). Dal 1999 al 2007 tiene un corso di “Diritto dell’informazione” nell’Istituto “Carlo De Martino” per la Formazione al Giornalismo, e dal 2001 al 2004 insegna, come professore a contratto, “Storia del giornalismo” nel corso di laurea quadriennale di Sociologia presso l’Università Statale di Milano-Bicocca. Dal novembre 2002 al novembre 2008 insegna anche “Diritto dell’informazione e dell’editoria” all’Università Iulm di Milano , e nel 2004/200“Diritto dell’informazione e dell’editoria” nel corso di laurea specialistica in Sociologia presso l’Università Statale di Milano-Bicocca. Ma la sua vera “chicca” è il suo sito internet, www.francoabruzzo.it, che Franco alimenta giornalmente, e che da lunghi anni è un punto di riferimento insostituibile per il mondo dell’informazione e della comunicazione. E’ anche autore di una newsletter quotidiana sui temi dell’informazione e della comunicazione, che viene spedita – dice con un pizzico di sano orgoglio meridionale- via internet a 34mila giornalisti, avvocati, magistrati, parlamentari, professionisti e comunicatori. Libri? Tanti, davvero tanti: Il giornalista, la legge e l’esame di Stato, edito dall’Associazione “Walter Tobagi” per la Formazione al Giornalismo, Milano 1990, pag. 640; Guida del giornalista , editore Il Sole 24 Ore Libri, Milano 1992, pag. 900; Codice dell’informazione e della comunicazione, editore il Centro di Documentazione Giornalistica, Roma 1996, pagine 1087 ( II edizione , ottobre 1999, pagine 1.287; III edizione in due volumi, ottobre 2001, pagine 2.176; IV edizione in due volumi, aprile 2003, pagine 2608; V edizione, in tre volumi, aprile 2006, pagine 3.046). Rinnovata nel nome, nel formato e nella veste grafica, l’opera è diventata una collana in tre volumi: il primo raccoglie le fonti del diritto italiano, comunitario e internazionale; il secondo è dedicato alla storia del giornalismo, da Gutenberg ad oggi; il terzo è un vero e proprio “sistema” di domande e risposte, ampie e ragionate, per aiutare i giovani giornalisti a padroneggiare le tematiche della professione. La collana, completamente aggiornata, soddisfa curiosità ed interessi di quanti abitano il panorama mediatico e il mondo della comunicazione, ma è utile anche a chi è iscritto in corsi di laurea come Giurisprudenza, Scienze politiche, Relazioni pubbliche, Sociologia, e a chi opera negli Urp e negli uffici stampa delle imprese private e delle pubbliche amministrazioni. E’ naturalmente il vademecum indispensabile per i giornalisti e per gli aspiranti giornalisti, che affrontano l’esame di Stato. Presto darà alle stampe il manuale sul “Diritto dei mass media attraverso la giurisprudenza”. L’ultima volta che l’ho incontro è stato poco prima che la pandemia ci costringesse all’isolamento sociale, in una delle tante riunioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, ricordo di essermi avvicinato per salutarlo, quel giorno volevo chiedergli di poter fare una foto con lui, ma alla fine non ho trovato il coraggio giusto per chiederglielo, e non se ne è fatto nulla. Colpa del suo carisma, ancora molto forte, e soprattutto dichiaratamente palese, avvolgente e ingombrante. Direttore, sarà magari per la prossima volta. Grazie per le cose che in tutti questi anni ha insegnato a tutti noi.

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Treni, De Micheli: "Il Mit non prevedeva il riempimento fino al 100%"

 

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non prevedeva il riempimento fino al 100%" dei treni che percorrono lunghe distanze, ma "abbiamo proseguito in questa valutazione progressiva di aumento della capienza". E’ quanto ha dichiarato, ai microfoni del programma di Rai 3 "Agorà", il Ministro Paola De Micheli.





Centrodestra, Meloni: con Salvini andremo al governo insieme

 

 “Io e Salvini andremo al governo insieme e insieme daremo all’Italia un governo forte, coeso e in grado di fare gli interessi degli italiani e di questa nazione. Un Esecutivo che non sia alla ricerca del compromesso al ribasso su qualunque cosa perché tenuto insieme solamente dal bisogno di stare attaccato alle poltrone. Ed è questa la differenza tra il centrodestra e l’attuale maggioranza di governo: noi stiamo insieme per scelta, le nostre idee combaciano e se non sono sempre identiche c’è comunque una sintesi valoriale di fondo”. Lo ha detto nel corso del suo intervento a Telelombardia il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Abbiamo una visione di politica economica, industriale e di rapporto con l’Europa compatibile – continua il leader di Fratelli d’Italia - Tutti quanti lavoriamo prioritariamente per la difesa degli interessi italiani, del lavoro e dei prodotti italiani, della nostra identità e la tutela della famiglia. Noi abbiamo un comune denominatore molto significativo sul piano valoriale. Dall’altra parte invece c’è una maggioranza nella quale Renzi diceva di avere il voltastomaco all’idea di allearsi con il m5s e questo la dice lunga su come questi signori siano disposti a fare qualunque cosa pur di sedersi sulla poltrona, anche ad allearsi con qualcuno che trovano stomachevole. Una frase del genere nel centrodestra non sarebbe mai pensabile: noi camminiamo spalla a spalla. Ciascuno prova a portare il suo valore aggiunto, e quindi anche le sue differenze su cui però vogliamo trovare una sintesi”, ha spiegato Meloni.




Ubi Banca: "I consiglieri manifestano la propria intenzione di rimettere il proprio mandato nelle mani dell’offerente"

 

Ubi "prende atto del successo dell’Opas, ottenuto dopo il rilancio per cassa di oltre 650 milioni di euro aggiuntivi rispetto all’offerta iniziale, e auspica la massima valorizzazione dell’eredità del gruppo Ubi all’interno del gruppo Intesa Sanpaolo". Così, in una nota, il Comitato Direttivo. "Nel tempo il consiglio di amministrazione si è sempre adoperato per massimizzare il valore della banca nell’interesse di tutti gli stakeholder, con grande attenzione al rispetto delle regole, e per assicurare a Ubi un futuro di crescita coerente con la sua storia e con l’impegno dei suoi Dipendenti, valorizzandone il potenziale e il ruolo nell’economia italiana. Oggi si apre una fase nuova", aggiunge. "Sin d’ora, nell’attesa del regolamento dell’Opas, i consiglieri di Ubi Banca manifestano la propria intenzione di rimettere il proprio mandato nelle mani dell’offerente rimanendo, se del caso, in carica per garantire la continuità operativa e gestionale nonché la corretta amministrazione della banca fino all’assemblea di rinnovo degli organi. In questo contesto un sentitissimo ringraziamento è dovuto a Victor Massiah, all’intero management team e ai dipendenti tutti per come si sono spesi per assicurare, anche nei complicati mesi del Covid19 e dell’Opas, una performance operativa al di sopra delle aspettative", conclude.





Corte dei Conti, il Procuratore Andrea Lupi al Parlamento: “a rischio cancellazione migliaia di inchieste contabili”

 

 

Scontro epocale tra la Corte dei Conti e il Governo destinato a suscitare reazioni e polemiche. Oggetto del contendere è una discutibile norma di dubbia costituzionalità, che potrebbe anche creare disparità di trattamento tra indagati, contenuta nel recente “decreto-legge semplificazioni”, che in pratica autorizza l’archiviazione della stragrande maggioranza dei fascicoli istruttori che saranno aperti in tutta Italia nei prossimi mesi dalle varie Procure regionali della Corte dei Conti. A lanciare l’accorato grido di allarme é stato il Procuratore regionale della Corte dei Conti per il Lazio Andrea Lupi (nella foto in alto) nel corso della pubblica udienza per il giudizio di parificazione sul Rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2019, tenutasi a Roma il 31 luglio scorso nella sede di viale Mazzini alla presenza del Presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema (eletto nei giorni scorsi giudice della Corte Costituzionale dove si insedierà il 13 settembre prossimo), del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e della sindaca di Roma Virginia Raggi. Per il p.m. contabile la norma del recente decreto-legge semplificazioni che abolisce la colpa grave per danno erariale deve essere al più presto cancellata dal Parlamento in sede di conversione perché "può produrre danni ingenti, permanenti e irreparabili e potrebbe portare a vedere nei prossimi anni il paesaggio del nostro Paese costellato da opere pubbliche inutili, quali cattedrali nel deserto, autostrade verso il nulla, ospedali o reparti inutilizzabili, ecc. e - il cielo non voglia - ponti che crollano". Sotto accusa è l’art. 21 del decreto-legge n. 76 del 2020 recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, approvato salvo intese dal Consiglio dei ministri del 6 luglio scorso. Il testo definitivo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 16 luglio scorso. Nel primo comma viene introdotta la locuzione: “La prova del dolo richiede la dimostrazione della volontà dell’evento dannoso”. Tale norma si limita così a riecheggiare l’art. 43 del codice penale che prevede l’espressa volontà dell’evento dannoso o pericoloso. La giurisprudenza in materia non ha mai dubitato che nella volontà dell’evento dannoso rientri anche l’accettazione del rischio di provocare l’evento dannoso proprio perché risultato di una condotta consapevole, volutamente distinguendo tra dolo intenzionale, diretto ed eventuale. L’interpretazione del concetto di dolo di cui al comma 1 influenza, però, direttamente l’applicazione del secondo comma dello stesso art. 21, che prevede una durata di poco più di un anno, disponendo che "limitatamente ai fatti commessi dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 31 luglio 2021 la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei Conti in materia di contabilità pubblica per l’azione di responsabilità di cui all’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, é limitata ai casi in cui la produzione del danno conseguente alla condotta del soggetto agente é da lui dolosamente voluta. La limitazione di responsabilità prevista dal primo periodo non si applica per i danni cagionati da omissione o inerzia del soggetto agente". Questa norma tuttora operativa si presenta, in pratica, con due prospettazioni diverse: la prima destinata a limitare l’accertamento della responsabilità ai soli casi in cui la produzione del danno conseguente alla condotta del soggetto agente è da lui dolosamente voluta, nel periodo che va dalla data di entrata in vigore del decreto legge e fino al 31 luglio 2021; la seconda destinata a creare un’eccezione alla prima, escludendo la limitazione di responsabilità appena prevista per i danni cagionati da omissione o inerzia del soggetto agente. Per Il dottor Lupi ora che l’Italia sta ripartendo è certamente necessario semplificare le procedure per far sì che la ripresa dell’economia sia la più rapida ed efficace possibile, ma non si riesce tuttavia "a comprendere che abbia a che fare con la semplificazione, l’eliminazione - ancorché circoscritta ad un periodo temporale e soltanto per i fatti commissivi - della colpa grave. La ratio della norma sarebbe quella che, in questo momento di grave emergenza, sia giusto limitare l’azione di responsabilità per danno erariale nei confronti di chi omette di fare in modo gravemente colpevole e non anche nei confronti di chi opera, chi agisce, chi non è inerte. Ma sinceramente risulta una giustificazione assai debole e del tutto incongrua, per non dire del tutto incongruente." Secondo il numero uno della Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio chi agisce "con imperizia, negligenza e imprudenza può produrre danni non solo ingenti, ma spesso permanenti e irreparabili. Si pensi, per esempio, alla costruzione di un’opera che, a causa di errori progettuali e/o in fase di esecuzione, resti incompiuta e inutilizzata. Proprio in questa fase di ripresa in cui saranno tantissimi gli atti gestori di spesa, emessi da tutte le amministrazioni pubbliche, é necessaria una giurisdizione contabile piena, senza deroghe e vincoli. Lo svuotamento della giurisdizione contabile proprio nel momento in cui giungeranno molti miliardi di euro costituisce una decisione illogica". In conclusione, per il p.m. contabile occorre quindi riflettere seriamente sulle gravissime conseguenze che potrebbero derivare al nostro ordinamento dall’art. 21 del "decreto legge semplificazioni", tenendo conto che in base alle statistiche pubblicate in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2020, un numero molto consistente di procedimenti è riconducibile ai danni collegati ai reati in generale commessi da pubblici dipendenti, ma un numero addirittura superiore è collegato a condotte gravemente colpose (incarichi professionali, assenteismo, danno al patrimonio, attività sanitaria, opere pubbliche, debiti fuori bilancio, uso improprio contributi pubblici, ecc.) che quindi sfuggirebbero al vaglio del giudice. Non si può quindi escludere che se il Parlamento non cancellasse la discutibile norma la Corte dei Conti potrebbe rivolgersi alla Corte Costituzionale.




Roma non avrà un Museo Fascista. Raggi inflessibile sulla mozione sottoscritta anche dai consiglieri M5S, Guerini, Simonelli e Coia

 

Roma non avrà un museo sul fascismo perché la Capitale “è una città antifascista, nessun fraintendimento in merito”. E’ trascorso appena il tempo di provocare le prima reazioni indignate dell’Anpi che la sindaca di Roma, Virginia Raggi ha ‘stoppato’ sul nascere la mozione sottoscritta anche dalla sua collega M5s, Gemma Guerini oltre che dai consiglieri pentastellati Massimo Simonelli e Andrea Coia. E poco importa che l’idea del museo fosse in chiave antifascista con lo scopo di contrastare i negazionismo e l’ignoranza, una sorta di polo d’attrazione per le scolaresche, curiosi e turisti da realizzarsi in un sito di archeologia industriale che si ispirasse ad analoghe operazioni culturali di analisi critica del periodo del nazismo.

Il pericolo di alimentare rigurgiti neofascisti a detta dell’Anpi provinciale di Roma, sarebbe stato troppo elevato.

L’associazione dei partigiani ha infatti manifestato la più viva contrarietà all’approvazione di una simile mozione e ha invitato i proponenti a ritirarla. “Siamo allarmati – scrive l’Anpi -: non si prevede esplicitamente un museo sui crimini del fascismo, sull’esempio di quanto realizzato in Germania, ma semplicemente sul fascismo. Immaginiamo quanti non vedano l’ora di poter dimostrare che il fascismo ha fatto anche cose buone. Nella mozione si fa inoltre riferimento sia al nazismo che alla guerra fredda e si arriva a citare il museo in Ungheria che a Budapest, oscenamente, accomuna nazisti e comunisti”. Tutto ciò, conclude l’Associazione dei partigiani, “viene previsto per un Museo che verrà realizzato e gestito dalla prossima consiliatura capitolina, sui cui valori antifascisti nulla possiamo oggi prevedere, quando nel nostro paese non ci si vergogna più di citare Mussolini e dove il fascismo si esprime addirittura formando partiti che esplicitamente ad esso fanno riferimento e che tardano ad essere sciolti”.

La tensione, mai sopita, era riemersa in città nei giorni scorsi dopo la notizia del furto all’Archivio centrale dello Stato, all’Eur di 970 labari che accompagnarono la Marcia su Roma il 28 ottobre del 1922. Altri segnali di scontro, del resto, sembrano accompagnare anche la riassegnazione di alloggi comunali tolti nel tempo ai partiti morosi. Per esempio nella rossa sede di via dei Giubbonari, a campo dei fiori, adesso si pensa di realizzare un museo della resistenza, mentre, quasi per ‘controbilanciare’, nella ex sede di Colle Oppio, adesso Fratelli d’Italia propone di realizzare un museo delle vittime istrano-dalmate. In questo contesto di scontro, la proposta di un museo del Fascismo, non aveva molti margini di vedere la luce a prescindere dalla bontà o meno della proposta.





Tunisini in fuga dal centro di raccolta di Porto Empedocle. Rabbia tra la cittadinanza

Sono una cinquantina i migranti tunisini che sono riusciti, dopo aver scavalcato la recinzione, a scappare dalla tensostruttura di Porto Empedocle (Agrigento). Quattro o cinque sono tornati spontaneamente dopo qualche ora. Polizia, carabinieri e guardia di finanza stanno cercando i fuggitivi. Una decina di giorni fa, sempre dalla stessa tensostruttura della Protezione civile, erano scappati un centinaio di immigrati. Conte: "Saremo inflessibili". Ma va detto che nei centri vicini alle strutture dell’accoglienza monta la rabbia e il rischio è quello di arrivare in pochi giorni in una guerra tra poveri dagli effetti devastanti. Fino ad ora tutto è rimasto nella norma e senza particolari problemi, anche nella disperata Lampedusa. Ma vista la gravità del fenomeno delle fughe verso l’Italia, tutto potrebbe precipitare.





Giù i casi di Coronavirus in Italia (159) nelle ultime 24 ore, aumentano le vittime (12)

 

Sono 159 i contagi da Covid nelle ultime 24 ore in Italia, in ulteriore calo rispetto al giorno precedente (ieri erano stati 239). Secondo i dati del ministero della Salute aumentano però le vittime, che sono 12 (ieri erano state 8). I tamponi effettuati sono stati appena 24.036, quasi 20 mila meno di ieri, con il consueto netto calo della domenica. Cinque regioni non fanno registrare nuovi casi: Marche, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Valle d’Aosta e Basilicata. I contagiati totali sono ora 248.229, le vittime 35.166. Sono 200.589 (+129 rispetto a ieri) i guariti. Sono invece 41 (-1) i pazienti in terapia intensiva. Aumentano i ricoverati con sintomi, che sono ora 734 (+26). Le persone in isolamento domiciliare sono 11.699 (-7), gli attualmente positivi 12.474 (+18).





Quasi un milione e mezzo di italiani è entrato in contatto con Covid-19 ed è IgG positivo, sono sei volte in più rispetto ai casi intercettati

 

Sono un milione 482 mila le persone, il 2,5% della popolazione residente in famiglia, risultate con IgG positivo, che hanno cioè sviluppato gli anticorpi per il SarsCov2. Quelle che sono entrate in contatto con il virus sono dunque 6 volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia attraverso l’identificazione del Rna virale. Sono i primi risultati dell’indagine di siero-prevalenza sul sarsCov2 illustrati da ministero della Salute e Istat. I risultati della campagna dei test sierologici sono "provvisori" e sono relativi a 64.660 persone che hanno effettuato il prelievo e il cui esito è pervenuto entro il 27 luglio. La conduzione della campagna in condizioni emergenziali non ha permesso di raggiungere completamente la numerosità originariamente programmata del campione, e pari a 150mila soggetti. Tuttavia le tecniche adottate hanno permesso la produzione di stime coerenti. sia con i dati di contagio e mortalità sia con risultati di indagini condotte a livello locale in alcune realtà del paese.